Ci Siamo Rotti le Ecoballe: Noi Simmo Trash 4


In relazione a questa campagna di MC, riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Quando ogni mattina scendo le scale delle metropolitana a Westminster, a Londra, nel passare da un treno all’altro per andare al lavoro, non riesco a non pensare all’Italia, al Sud Italia, al caso rifiuti nella mia regione Campania e in genere ai tanti casi rifiuti del nostro Sud.

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Alle 8.30 la metro di Westminster brulica di gente di tutti i tipi e colori che corre letteralmente verso il proprio ufficio, banca o fastfood nella City o a Canary Wharf. Migliaia di persone stressate energiche e frettolose che parlano lingue diverse, sono nate nei paesi più svariati e hanno la formazione, il background, più diversi. Ebbene questa gente non dimentica mai, MAI, sulle scale mobili di stare a destra se vuole stare ferma, e di mettersi a sinistra se ha particolare fretta e preferisce accelerare il passo. Non la fretta, ne’ il timore del ritardo ne’ altro fanno dimenticare al londinese quella piccola, quasi ingenua regola di civiltà.

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Ebbene, questa scena, ogni mattina, mi commuove. Mi intenerisce, mi fa capire perché Londra e’ Londra, perché l’Inghilterra e’ rispettata a tutti i livelli come Nazione, come Stato, e come luogo dell’anima, come ha scritto qualcuno.
Mi commuovo, io, 30 anni tra 2 settimane, avvocato, comasco di nascita, salernitano (cilentano per la precisione) di lignaggio, cresciuto in Campania e viaggiatore dall’età di 18 anni per studio e poi lavoro. Mi intenerisco e poi mi guardo dentro, mi chiedo che ci faccio qui e perché invece che a Westminster non sono a Fuorigrotta a fare il “business lawyer”.

E non posso che rispondere con una, anzi con tante, domande. Perché? Ma ce li vedete voi i napoletani, i romani o i milanesi, all’ora di punta a stare tutti a destra fermi o tutti a sinistra a camminare educatamente? Altra domanda: ma ce li vedete i londinesi sommersi dalla monnezza, dalla me**a per strada e non fare nulla?
Ebbene, cari amici, i londinesi scenderebbero in strada a pulire a mani nude, in fila ed educati ma anche efficienti e incazzati. E poi prenderebbero a calci nel sedere i propri amministratori, uno a uno.

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A Napoli a nessuno è venuto in mente che protestare per le discariche, che aggredire i poliziotti era forse l’ultima cosa da fare? A nessun napoletano, dico uno, non 100, uno, è venuto in mente di scendere in strada, almeno simbolicamente, con una scopa in mano? nessuno ha pensato che, forse, una raccolta differenziata fatta in casa poteva aiutare? Se lasci per strada solo l’umido, e regali a qualcuno il cartone, la carta, il vetro, la plastica, magari invece di tot tonnellate al giorno per strada le riduci del, che so 20%? Mi sbaglio, qualche Verde mi dirà che dico ca***te?
Ebbene, amici cari, io risposte non riesco a darvene. Però più che incavolarmi per Napoli, per Roma e per Milano, per ora me ne resto qui.
Un abbraccio, e grazie per quello che fate.

Pierluigi

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4 commenti su “Ci Siamo Rotti le Ecoballe: Noi Simmo Trash

  • Francesco Orsenigo

    L’Inghilterra ha a mala pena i treni elettrici.
    Hanno treni talmente orribili che hanno calcolato che se i passeggeri prendessero l’auto inquinerebbero di meno.
    Secondo me e’ un postaccio, ma piace a tutti quindi tralascio. =)
    Cmq sono d’accordo, sicuramente tante cose le gestiscono enormemente meglio che da noi, e anch’io me ne sto andando.

    Ricordo in Svezia, le stampanti dell’universita’ erano impostate di default per stampare su entrambi i lati del foglio e il 95% dei computer andava con Solaris invece che Windows, anche le macchine vecchie erano usabilissime.

    Qua in Grecia invece quando faccio la spesa mi mettono la frutta insacchettata in un altro sacchetto solo per appiccicarci il prezzo, girano sempre in auto e non c’e’ verso di riciclare qualcosa.

    Sara’ il Mediterraneo che rende stupidi.

  • La Donna Cannone

    Ciao. Dal profondo Nord Est, pure dopo aver visto A biutiful cauntri, condivido la perplessità, che mi sorgeva fin dall’inizio della questione vedendo i tg.

    Obiettavo con un amico del sud che anche qui la gente avrebbe reagito come scrivi dei londinesi. Non so a cosa attribuire la differenza, ma vedo lampante una differenza di atteggiamento e mentalità.

    Neppure l’amico meridionale ne distingueva le radici, obiettando la quantità dei rifiuti e le mafie. Obiettando che qui siamo viziati, coccolati, sovvenzionati, omologati e anche un po’ obnubilati (poca mente critica).

    Posso concordare su certa omologazione: gli inglesi in coda sono civili, ma di certo non simpaticamente “creativi” – se mi spiego. Il fatto è che ci sono ambiti in cui un po’ di (auto)disciplina e gestione dei servizi, passata l’età della pietra, non guastano

    Un cordiale saluto
    La Donna Cannone

  • ludovico

    Sono stato per la prima volta a londra l’estate scorsa, e ho capito cosa significa la civiltà. Gente da tutto il mondo e ciascuno, pur con le difficoltà che credo ci siano, dona il suo contributo e la sua cultura alla città. E’ stata la cosa che più mi ha sorpreso. Un’integrazione che qua possiamo solo sognare. abbiamo paura, chissà di cosa. Ci stiamo chiudendo sempre di più, alla fine finiremo per soffocare.

    Ma consiglieresti davvero di lavorare a Londra o in Inghilterra?

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