Continua la campagna di MenteCritica sul problema dei rifiuti in Campania iniziata con questo pezzo. Fra le tante manifestazioni di simpatia pervenute, c’è anche qualche messaggio di compiaciuto razzismo da parte di chi vede in questo fenomeno, la conferma di una superiorità razziale e culturale del Popolo del Nord. Nel complimentarci con chi è giunto a certe conclusioni, certamente dopo anni ed anni di duro studio, ricerca accademica ed evoluzione intellettuale, per onestà di cronaca è necessario evidenziare che la Campania non è tutta uguale nel trattamento dei rifiuti. Molti comuni della provincia di Salerno, infatti, sono ai vertici delle graduatorie nazionali per il trattamento dei rifiuti. Altri cercano di adoperarsi per una soluzione strutturale del problema. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ha richiesto da tempo l’autorizzazione alla creazione di un termovalorizzatore completamente autofinanziato. Regione e Commissario non hanno ancora fornito risposte. Quel che accade, purtroppo, è che nonostante il comportamento virtuoso, questi comuni sono poi costretti ad ospitare i rifiuti prodotti da altre città che non osservano la stessa disciplina. E’ per questo che oggi proponiamo il contributo di un cittadino di Padula. I toni sono aspri, ma sembrano giustificati. A voi il giudizio.

Salerno
Tv e giornali nazionali ci bombardano da giorni con immagini di Napoli e dintorni sommersi da rifiuti.
Liberi cittadini inviano lettere di protesta, ricordando a tutti devono essere puntati i riflettori su Napoli .
Nobili iniziative, senza dubbio, bisogna fare in modo che tutti si rendano conto dello schifo che devono sopportare i cittadini napoletani: montagne di rifiuti ad ogni angolo, cumuli di spazzatura dati alle fiamme, aria resa irrespirabile dalla diossina e, soprattutto, dalla puzza. Peccato nessuno si sia chiesto: “Chi ha buttato li quei sacchetti?”, “Chi gli ha dato fuoco?”.
Sono sicuro che ogni napoletano che la sera si lamenta della situazione diventata insopportabile, la mattina seguente uscendo di casa, va ad ingrossare il mucchio di rifiuti che sta dall’altra parte della strada.
Cosa fanno le autorità di fronte tali comportamenti? Quello che hanno fatto da un decennio a questa parte, cioè niente.
Fanno lo scarica barile “Non è una mia responsabilità!”, “Io sono con i manifestanti”, “Da qualche parte bisogna pur metterla”. Cercano soltanto soluzioni “provvisorie” per ripulire la città, individuando a caso discariche qua e la sparse per la regione nelle quali stoccare i rifiuti che il capoluogo non riesce a smaltire da se.

Padula - Parco Cilento e Vallo di Diano - (Sa)
Negli ultimi giorni la Regione Campania ha imposto alla provincia di Salerno di aprire un altro sito (n.b. un altro, perché la provincia di Salerno ospita da tempo la discarica regionale di Battipaglia) dove stoccare i rifiuti di Napoli. Un altro!
Le discariche nel napoletano sono collassate, il sito di Battipaglia è ormai stracolmo: urgono misure urgenti, bisogna pulire la città. L’unico sito che il prefetto è stato in grado di indicare, è una piana di 1 milione di metri quadri, in località Mandranello, a Padula, paese a 160 km da Napoli. La provincia sembra che per ora abbia scongiurato questa ipotesi, indicando dei siti poco distanti da Padula, precisamente a Caggiano e a Santa Marina. Superfluo sarebbe ora dilungarmi nello spiegare quanto sia importante turisticamente parlando il territorio, il Parco del Cilento e del Vallo di Diano e il Golfo di Policastro, ci tengo di più a portare alla vostra attenzione un altro dato, più pertinente: nel mio paese facciamo la raccolta differenziata, nel mio territorio facciamo la raccolta differenziata! Pratica talmente oscura e complicata che voglio spendere due righe per spiegarla.
Consiste nel fornirsi di numero 3 (tre) sacchetti per la spazzatura, in cui mettere rispettivamente umido(rifiuti organici), carta e plastica. Il vetro va smaltito a parte.
Il mio paese fa per il 65,9% la raccolta differenziata. E’ il primo di tutto il Sud Italia: qui da noi la fanno tutti, giovani, anziani, chi ha la casa piccola, chi ha la casa grande, belli e brutti.
Persone di 80 e più anni la praticano da tempo, senza problemi.

S. Maria di Castellabate - Parco Cilento e Vallo di Diano - (Sa)
Ora mi chiedo: perché persone con alle spalle 80 primavere sono in grado di farle, e altri no?
Mi chiedo: perché, essendo la raccolta differenziata un segno di civiltà, non viene adottata anche a Napoli?
Mi chiedo: perché il mio paese, che da anni teniamo pulito facendo la raccolta differenziata, deve accogliere rifiuti non suoi?
Mi chiedo: perché ai nostri politici non viene in mente altra soluzione, che quella di scaricare il problema sulle spalle altrui? Ed è esattamente così! Basti pensare che si stanno indicando solo siti ai confini della regione: sia la piana di Mandranello, che la cava individuata a Caggiano sono a pochi metri dal confine!
Non è egoismo. Non è cattiveria. I problemi ci sono ed è giusto affrontarli.
Io non penso “La spazzatura non è mia, pensateci voi!”, ma penso “La spazzatura è vostra, avete trovato una soluzione?“. Sono anni che questa storia va avanti!
Sono anni che Napoli non è in grado di smaltire la sua spazzatura!
Questo problema si presentò per la prima volta nel 1998, e venne risolto con un’ordinanza emanata da Giorgio Napolitano, all’epoca Ministro degli Interni. Le sue mosse furono due: incentivare la raccolta differenziata e bruciare parte dei rifiuti restanti per produrre energia elettrica.
Un progetto ambizioso che all’inizio parve andare a buon fine: sette impianti costruiti tra il 2001 e il 2003, tre più grossi nella provincia di Napoli (Caivano, Giugliano e Tufino) e altri quattro sparsi per la regione (Santa Maria Capua Vetere, Casalduni, Battipaglia e Pianodardine). Ma non tutto è filato liscio e ne è scaturita una lunga serie di indagini, per verificare vari capi d’accusa. Indagini che hanno avuto come unico risultato l’ingolfamento del sistema.
In seguito i rifiuti che non si riuscivano a stoccare in Campania, venivano mandati al Nord, e ultimamente si sta pensando di smaltirli all’estero. Ancora oggi infatti, ci si lamenta dicendo che lo smaltimento dei rifiuti è in mano alla camorra. Ma allora mi chiedo perché non si scende in strada a manifestare contro la camorra?
Perché ogni singolo napoletano non inizia a fare la raccolta differenziata?
Perché volete inquinare casa mia, a causa della vostra disorganizzazione?

Napoli, adiacenze Centro Direzionale
Io posso solo sperare che si trovi una soluzione indolore: io amo Napoli e i Napoletani. Ma vi posso assicurare che se dovesse arrivare la spazzatura a casa mia, io protesterò.
Se dovesse arrivare anche l’esercito a far da scorta ai camion che scaricano spazzatura, troveranno centinaia di persone in strada ad impedirgli il passaggio.
E’ in questi giorni che si assiste alle rivolte nel Napoletano, il quartiere di Pianura da fuoco ad Autobus e ingaggia battaglia con i Carabinieri.
Signore in lacrime ci dicono che non vogliono la spazzatura… la loro spazzatura!
Amici napoletani, trovate una soluzione. Non scaricate problemi sulle spalle degli altri come, purtroppo accade da anni. Gli altri non staranno più a guardare, non staranno più in silenzio, non sopporteranno più!
Saluti, e con l’augurio di un 2008 pulito, non a spese della mia salute però!
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8 Gennaio, 2008 a 21:46
Adetrax
Se non ricordo male, qualche napoletano aveva cominciato a fare la raccolta differenziata, ma poi chi faceva la raccolta mescolava tutto lo stesso nelle famose eco-”balle” e nessuno, a livello amministrativo, politico, giudiziario, e` intervenuto seriamente, nonostante che ci fossero delle segnalazioni documentate con tanto di foto e persino di filmati (credo che anche Report abbia segnalato questa cosa).
Il problema, a parte la camorra e gli interessi privati deviati in questioni di interesse pubblico, sta` anche nell’atteggiamento da “grida spagnole”.
Si fa il proclama, lo si propone come risolutore per un po’ e poi ci si disinteressa dei meccanismi e delle correzioni che devono essere applicate al sistema per farlo funzionare.
In un paese normale, alla prima segnalazione che qualcuno rimescolava di nuovo tutto quello che era stato separato con la raccolta differenziata, sarebbe intervenuta la polizia e l’azienda interessata sarebbe stata prima diffidata e multata, e poi, a fronte di un’ulteriore infrazione anche minima, sarebbe stata indagata e messa sotto sequestro per delinquenza abituale e attacco al pubblico interesse.
Ah, pero` c’e` un piccolo problemino, secondo il ministro della giustizia non occorrono nuove carceri, e dato che non c’e'` posto, perche` preoccuparsi di indagare persone che non andranno mai in carcere ?
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8 Gennaio, 2008 a 21:47
Adetrax
Il concetto e`: chi controlla i controllori ?
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9 Gennaio, 2008 a 9:20
marco il buono
Io sono pugliese, e la Puglia è una di quelle regioni che si è fatta avanti per dare una mano a smaltire e bruciare i rifiuti, campani, italiani, anche miei, dei miei parenti, dei miei vicini di casa, ne sono felice.
Ti posso assicurare che molti napoletani la differenziata la fanno, non è colpa di tutti i napoletani se hanno dirigenti regionali inadeguati, la camorra, interessi trsversali, centinaia di persone assunte solo per i voti di scambio ecc. ecc.
Non riesco a dare tutte le colpe all’autore dell’articolo, ma sentirgli dire le stesse parole dell’ex ministro Castelli, mi preoccupa.
E’ anche vero che, ad esempio Bassolino, governa la campania da anni ed anni anche con i voti dei salernitani e limitrofi, o sbaglio?
E Pecoraro Scanio?
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9 Gennaio, 2008 a 10:10
Doxaliber
Se a qualcuno interessa qui ci sono alcuni dati statistici relativi alla gestione dei rifiuti in Italia.
In quest’altro documento sembra che la Campania sia una delle regioni più virtuose del sud Italia per quanto riguarda la raccolta differenziata. Considerate infine che i dati statistici, anche nel nord Italia, variano sensibilmente da comune a comune.
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13 Gennaio, 2008 a 13:15
stefania b.
ho linkato nel mio blog all’interno del sito il vs banner - complimenti per l’ampiezza di informazioni e collegamenti sull’argomento - io sono di verona e per la prima volta mi sono trovata d’accordo con la decisione di Galan presidente di destra del Veneto, di non accettare i rifiuti esterni, se non dopo le dimissioni di bassolino, pecoraro, iervolino.
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13 Gennaio, 2008 a 14:16
administrator
Grazie Stefania. Un abbraccio virtuale tra Nord e Sud in tempi di grande divisione.
Da meridionale e uomo di sinistra non mi contenterei delle dimissioni dei personaggi da lei citati. Sarei felice che la magistratura facesse completa chiarezza sulle vicende e, se risultassero delle responsabilità, li perseguisse senza scampo.
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13 Gennaio, 2008 a 21:40
Cima
Sarò Napoletano, avrò le idee confuse, ma:
- per oltre 40 anni, Pianura - provincia di Napoli, ricordiamolo - è stata la discarica dell’intera Campania e di tonnellate di rifiuti tossici del resto d’Italia;
- la città di Napoli - come credo quasi tutte le grandi città - non ha materialmente lo spazio per un discarica di dimensioni adeguate alla monnezza che produce;
- la città di Napoli offre a tutta le regione servizi sanitari e universitari, e non mi pare che malati o studenti di Padula siano mai stati rifiutati;
- per quanto riguarda l’alzata di ingegno di Galan, suggerisco di leggere la letera del dottor Antonio Marfella pubblicata da Fraba (http://fraba.splinder.com/post/15498030/Giulietta+%C3%A8+na+zoccola…).
E non vado avanti, ché mi vergogno di argomentare con puntualizzazioni e ripicche, ma se facciamo i leghisti in casa allora è davvero finita…
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14 Gennaio, 2008 a 9:51
mc
“per oltre 40 anni, Pianura - provincia di Napoli, ricordiamolo - è stata la discarica dell’intera Campania e di tonnellate di rifiuti tossici del resto d’Italia”
Fonti prego.
“la città di Napoli - come credo quasi tutte le grandi città - non ha materialmente lo spazio per un discarica di dimensioni adeguate alla monnezza che produce”
E i termovalorizzatori?
“La città di Napoli offre a tutta le regione servizi sanitari e universitari, e non mi pare che malati o studenti di Padula siano mai stati rifiutati”
E ci mancherebbe. Questa è veramente grossa.
Infatti ci sarebbe da chiedersi per quale motivo sia necessario andare da Padula a Napoli per studiare e curarsi e con quali fondi siano state costruite tali strutture pubbliche a Napoli.
Tutti contribuiamo alla costruzione ed al sostentamento di università ed ospedali con le nostre tasse. Quando li utilizziamo siamo nel nostro pieno diritto e non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno.
Essere cittadino di una grande città comporta che gran parte delle strutture sono localizzate lì e, quindi, una maggiore comodità. In questo pacchetto non è compreso il diritto di decidere chi possa usare la struttura.
Questa affermazione sulla concessione d’uso è veramente fuori luogo.
Qui non si tratta di fare i leghisti, ma di assumersi in proprio la responsabilità delle proprie azioni.
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14 Gennaio, 2008 a 19:48
Cima
“Fonti prego”
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200801articoli/28897girata.asp
“E i termovalorizzatori?”
Lo spazio c’è sicuramente, ma non mi pare l’oggetto del post.
“Questa affermazione sulla concessione d’uso è veramente fuori luogo”
A me fuori luogo sembra solo questa tua puntualizzazione, veramente offensiva. Non stai parlando a un troll, ma a un sostenitore di mc che, con dolore, ammette (e si vergogna) di argomentare per “ripicche” perché non ce la fa più a essere additato come l’untore.
Pago le tasse, esattamente come te.
Sono una persona responsabile, esattamente come te.
Cerco di essere anche una persona eticamente “decente”, e qui non scrivo esattamente come te perché potresti offenderti (sarai sicuramente una persona più che decente).
Sono convinto che l’attuale governo regionale ha delle responsabilità gravissime (non certo uniche), esattamente come te.
Credo che la prossima tornata elettorale ne trarrò le dovute conseguenze, diversamente da te (ricordi un dibattito su votare a destra o astensione massiva?).
Mi spieghi, allora, per quale motivo dovremmo continuare a sfondare una discarica esausta e non cercare altre aree nell’attesa di una soluzione di smaltimento si spera meno disastrosa per l’ambiente?
È qui che parlo di leghismo a casa nostra, ed è qui che gli altri, i fortunati che non vivono in questa merdosa provincia, possono fare la loro parte e prendersi la responsabilità delle loro azioni.
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14 Gennaio, 2008 a 20:30
mc
Cima,
nell’articolo che citi è scritto solo che Pianura ha accolto rifiuti da 40 anni per tutta la Campania. Mi interessava una fonte autorevole che confermasse integralmente la tua asserzione:
“per oltre 40 anni, Pianura - provincia di Napoli, ricordiamolo - è stata la discarica dell’intera Campania e di tonnellate di rifiuti tossici del resto d’Italia”
Se c’era una fonte autorevole in grado di confermare che a Pianura fossero arrivati rifiuti tossici dal resto d’Italia sarebbe stato un argomento molto utile in queste ore che vedono la Campania sul banco degli accusati e un’importante notizia di reato.
Le discariche individuate in Campania sono utilizzate sempre e comunque da tutti i comuni interessati.
La legge 87 del luglio 2007 ne individua 4. Una in provincia di Napoli, una in provincia di Salerno, una in provincia di Benevento e una in provincia di Avellino.
L’uso delle discariche è funzionale alla loro capacità di accoglienza, nel senso che a Serre può arrivare monnezza napoletana e a Benevento monnezza salernitana.
Il fatto che Pianura abbia potuto ospitare monnezza di Avellino non è, purtroppo, una sua caratteristica esclusiva.
Mi spiace che tu ti sia offeso quando ho qualificato come fuori luogo una tua asserzione. Non era mia intenzione darti del troll e non l’ho mai pensato. Però continuo a ritenere che non sia la città di Napoli ad offrire servizi Universitari e Ospedalieri a tutta la regione Campania. Questi servizi sono offerti e pagati dallo stato con il contributo di tutti i cittadini. Da quelli di Aosta a quelli di Lampedusa.
La tua asserzione era metodologicamente scorretta in quanto stabiliva un rapporto di scambio su basi inesistenti.
Entrambi concordiamo sulla necessità di offrire un segnale di ripulsa nei confronti dell’attuale sistema di governo campano. Tu ritieni che votare a destra sia la scelta giusta. Io ritengo che il non recarsi a votare sia un segnale ancora più forte perché anti sistema. Non so chi di noi abbia ragione, sarà solo il tempo a dimostrarlo.
A costo di farti arrabbiare voglio concludere dicendo una cosa veramente impopolare. la dico perché il mio rispetto per chi legge e sostiene MC richiede la massima sincerità, anche quando questa può suonare dolorosamente offensiva.
Non sono un tecnico e non sono in grado di valutare l’impatto ambientale della riapertura di Pianura. Non propendo per questa soluzione perché non sono in grado di valutarne la bontà.
Però devo dire che ritengo i campani ed i napoletani in particolare, eccessivamente indulgenti con se stessi, individualisti e troppo facilmente predisposti a sfuggire ai propri doveri civici.
Lo dico da campano e da persona che conosce profondamente la cultura da cui proviene.
Prendere atto di questa nostra limitazione è il primo passo per cambiare. Altrimenti tutto rimane folclore e il folclore, scusa la volgarità, mi ha rotto le balle.
Quindi chi fa la sua monnezza se la pulisce e la smaltisce. Altrimenti qui non si capisce più nulla.
E tutti continuiamo ad andare agli ospedali di Napoli e alle università di Napoli. Altrimenti le università e gli ospedali li spostiamo a Padula dove, sono certo, saranno felici di ospitarci.
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15 Gennaio, 2008 a 0:10
Cima
Comandante Nebbia,
che rifiuti tossici “industriali” fossero stati sversati a Pianura l’ho letto qualche giorno fa su Repubblica o sul Corriere della Sera (cartacei). Quando l’ho letto sono sobbalzato, perché avevo idea dello sversamento di rifiuti tossici in discariche abusive, ma che venissero versati in quelle autorizzate, nottetempo, mi sembrava incredibile. L’autore sosteneva, addirittura, che a causa di questo sversamento abusivo la capacità di Pianura fosse stata ridotta.
Comunque, che a Pianura ci siano rifiuti tossici lo dice Aldo Vecchione, direttore scientifico dell’Istituto nazionale Tumori Pascale di Napoli.
Qui invece si sostiene che Pansa avrebbe messo sul tavolo della trattativa con la gente di Pianura 20 milioni di euro per bonificare la discarica abusiva di rifiuti tossici che sorge accanto alla discarica ufficiale.
Qui si sostiene che a Pianura sarebbero stati scaricati barili tossici dell’Acna di Cengio, ma avrei qualche dubbio sull’autorevolezza.
Per quanto riguarda la “scorrettezza metodologica” del mio esempio, a me sembra che tu non voglia cogliere la provocazione e che ti appigli a formalismi fuorvianti.
Che nelle grandi città ci siano ospedali e università che servono un’intera regione (o più regioni, è il caso di dirlo), è un dato di fatto ed è frutto di una politica che ora non voglio giudicare. Ritengo ovvie le tue considerazioni - e non ho affermato certo il contrario - sul fatto che le tasse di tutti li abbiano finanziati. Certo è che chi vive in una grande città ha l’ospedale e la facoltà universitaria sotto mano ma soffre anche del traffico che esso genera.
Il mio - pessimo, ma voleva esserlo - esempio, voleva solo estremizzare la stessa logica del tuo pensiero: tu non vuoi la monnezza altrui sul tuo territorio, ma sei sicuro che il territorio sia tuo? O è dello Stato (per il quale tutti paghiamo le tasse), che ne fa l’utilizzo che ritiene più opportuno per la salute e la tutela di tutti?
Non mi arrabbio certo per le tue considerazioni sui campani e sui napoletani “in particolare” perché, in fondo, la penso come te, anche se a me piacerebbe saper cantare e suonare il mandolino. Sono convinto fino in fondo che siamo il peggior nemico di noi stessi, ma vivo e soffro qua, in trincea, spolverando qua e là, con il sogno di formare dei nuovi cittadini che sappiano redimere questa magnifica sirena.
Da uomo di sinistra credo molto nel valore della solidarietà, che viene certamente dopo il principio della responsabilità. Ma da qui a credere nello spezzatino del mio e il tuo giardino, del mio e tuo territorio, della mia e tua monnezza, no, non ci siamo proprio. Oggi non vuoi la mia monnezza nella tua provincia; e domani che cosa non vorrai, la monnezza del comune vicino? O quella della villetta accanto?
Stiamo attenti a parcellizzare, perché così vincono solo i ricchi di oggi - che magari sono stati favoriti da politiche di ieri - ed in fondo è questo che vogliono coloro che insieme combattiamo.
Uno “statte bbuone” napoletano (ma della provincia, però…).
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15 Gennaio, 2008 a 6:27
Fully
Sto seguendo questo dibattito con interesse, e come talora mi capita, mi sembra che coesistano elementi di ragionevolezza nelle argomentazioni di tutti coloro che vi stanno partecipando. Questo è per me indice di complessità della materia, nello specifico della quale non mi addentro.
Sento il dovere di ringraziare tutti per aver contribuito alla mia informazione e all’incremento della mia coscienza critica.
Personalmente credo che le origini del degrado civile e dello scempio di cui in questi giorni la questione “munnezza” è solo un triste, drammatico esempio, siano antiche e risiedano in quello che forse è il maggiore dei problemi italiani: il declino del senso di responsabilità personale e civica.
Che si riflette, purtroppo, sulla classe politica che, anziché ergersi a baluardo di valori etici, di ogni cosa fa mercimonio nella quasi totale indifferenza della Magistratura.
Chissà poi se la Corte dei Conti si starà finalmente chiedendo dove sono finiti e come sono stati utilizzati gli ingenti fondi stanziati per il problema dei rifiuti in Campania?
Se non ci sarà - presto, molto presto - un risveglio delle coscienze, la composizione delle divisioni ed il ripristino di una identità nazionale il declino del nostro povero (e amato) Paese temo sarà davvero ineluttabile.
[Rispondi a questo commento]
15 Gennaio, 2008 a 9:14
mc
Caro Cima,
ti ho acconciato i link che li avevi messo una sozzimma
Una volta che abbiamo chiarito che, se serve, da Padula possono venire a curarsi e a studiare a Napoli, possiamo parlare tranquillamente.
Ti ringrazio per i riferimenti. Sto cercando di fare di MC un luogo dove si parla di fatti e non per sentito dire. E’ vero, costa di più intervenire e scrivere i contenuti, ma di palle in rete se ne leggono già troppe, noi saremmo superflui.
I riferimenti che hai citato sono più che autorevoli e se si tramuteranno in realtà processuali, avremo la prova che Pianura, ma in generale tutto il territorio campano, sono stati violentati e violati ripetutamente.
Infatti il problema non è solo di Pianura e sarebbe riduttivo concentrarsi solo su quella realtà.
A titolo di esempio ti segnalo un articolo di The Lancet Oncology (vol. 5 Dicembre 2004) che evidenzia una straordinaria anomalia statistica nell’incidenza dei tumori in numerose zone della Campania concentrate, in particolare, tra le provincie di Napoli e Caserta.
E’ evidente che alcune zone della nostra regione sono state sfruttate aldilà di ogni umana sopportazione.
Questo rappresenta un delitto tremendo e non solo per l’ambiente, ma anche per la storia e la cultura di una regione che, senza tema di smentite, ha contribuito in maniera prepotente alla cultura artistica e gastronomica mondiale.
E’ per questo che se esistono ancora delle zone in Campania in grado di tenere acceso il lumicino di questa tradizione esse vanno salvaguardate con la massima attenzione.
Sai benissimo che il Cilento è una zona straordinaria. Io non so se riaprire Pianura sia la soluzione al problema, credo di no. Quello di cui sono certo, però, che non è furbo cercare di risolvere il problema portando tutti i territori allo stesso livello di contaminazione.
Sono certo che se, dopo un mese di mancata raccolta, tutta la monnezza delle grandi città campane fosse stata sversata in qualche discarica sperduta tra le montagne del Cilento, dopo tre giorni nessuno se ne sarebbe ricordato più e un altro territorio, al momento splendidamente conservato, sarebbe stato attaccato e distrutto.
E’ finito il tempo del vittimismo e del centralismo. La monnezza deve rimanere per strada in modo che tutti si rendano conto che certi sistemi politici e sociali conducono inevitabilmente al degrado della società e del territorio. Quindi chi non riesce a camminare causa sacchetti per strada deve rompere le palle al proprio sindaco e far sentire la sua voce anche e soprattutto adesso, senza pretendere di dimenticare il problema mandando la monnezza a Padula.
Ho visto una città in rivolta quando ci fu la retrocessione forzata del Napoli. Ora si consente alla Iervolino di fare dichiarazioni del tipo “tanto non muore nessuno” senza che la cittadinanza senta la necessità di esprimere il proprio sdegno.
Non va difesa solo Pianura, ma l’intero territorio, specialmente quello che ancora ospita una tradizione millenaria altrimenti continuiamo a pensare che la Campania sia solo Napoli ed i napoletani e questa, se permetti, è una fesseria.
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15 Gennaio, 2008 a 22:56
Cima
Caro Comandante,
i riferimenti definitivi sulla questione rifiuti tossici li trovi qui e nel suo libro “Le vie infinite dei rifiuti”
In un mio vecchio post c’è il resoconto di una sua presentazione del libro a Marigliano.
È un libro che raccomando a tutti.
Per concludere, vorrei fare un’osservazione finale: non c’è un angolo d’Italia che non varrebbe la pena difendere per tradizione, cultura, fascino, eccetera.
Ma la monnezza c’è. E puzza assai.
Lasciarla per strada, come suggerisci provocatoriamente, non è possibile, neanche per missioni meritorie come far crollare il duo comico Totonno e Rosetta.
E la Campania non è Napoli, lo sappiamo, e d’altronde nessuno lo sostiene.
Ma non sarebbe la stessa senza Napoli.
E questa, se permetti, non è una fesseria.
Ti lascio con i links a zozzimma…
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16 Gennaio, 2008 a 8:35
mc
I link li ho sistemati.
Della segnalazione prendo atto e cercherò di procurarmi il libro, anche se il mio libraio, nonostante i 500 e passa euro che gli lascio ogni anno, non mi pensa proprio.
Piuttosto ti inviterei ad organizzare la tua posizione in un pezzo che, per diritto di replica, farei uscire su MC. Questo anche per tenere viva la discussione. Ieri sera ho sentito la storia del tabacchificio, siamo oltre la frutta. In pieno ammazzacaffè.
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