Chi l’ha Detto che Siamo Poveri?

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Chi l’ha Detto che Siamo Poveri?" è stato scritto da tenebra

Lacrime e sangue : questo è quello che ci promettono per i prossimi anni quelli che fino a poche settimane fa bollavano come traditori dell’Italia chi metteva in dubbio “le magnifiche sorti e progressive” del nostro paese.
E così ci troviamo, per l’ennesima volta, a frugarci nelle tasche ( vuote) perché , come chiunque dotato di un minimo di buon senso aveva previsto, la nave sta affondando.
Non entro qui nel merito degli “indizi gravi di colpevolezza ” a carico di chi governa ( l’ ICI tolta ai ricconi, la vergogna del rientro dall’estero dei capitali tassati solo al 5%, i soldi bruciati con l’Alitalia) né mi voglio soffermare sul fatto che, come al solito, è il lavoro dipendente a pagare dopo essere stato scippato del 30% della quota del reddito nazionale negli ultimi dieci anni: no, qui vorrei parlare di un concetto apparentemente astruso ma in realtà molto semplice : il DIVIDENDO DIGITALE.

Dunque , come tutti sanno siamo passati o stiamo passando ( tra moccoli e maledizioni per tentare di fare operazioni di sintonizzazione più complicate della teoria della relatività) dal sistema analogico al sistema digitale per le telecomunicazioni.
Una delle conseguenze derivanti da questo passaggio è il fatto che si liberano frequenze “analogiche” quelle , per intenderci sulle quali trasmettevano RAI. MEDIASET, la 7.

Bene , e allora? Allora questo significa, o meglio potrebbe significare che queste frequenze possono essere riassegnate ( visto che l’etere, per ora, non è proprietà privata ma appartiene allo Stato, a noi tutti), ad esempio, tramite un’asta.
Questo è stato quello che ha fatto la signora Merkel in Germania e il risultato di questa asta sono stati 4 miliardi e mezzo di euro ( un quinto della manovra tremontiana) entrati nelle casse dello Stato.

E noi? Niente, le frequenze restano a chi ne ha usufruito più o meno legittimamente finora cioè soprattutto RAI e Mediaset ottenendo più piccioni con una fava, cioè impedendo così che altri operatori entrino nel sistema dell’informazione magari rosicchiando qualche fetta di mercato pubblicitario e limitando, ma a questo oramai dovremmo essere abituati, l’offerta informativa e se lo stato , “lacrime e sangue”, rinuncia a 4,5 miliardi di euro, chissenefrega, ci siamo noi che pagheremo con minori servizi locali, con aumenti  sulle tariffe ecc. ecc., l’importante è che, queste sì, “magnifiche sorti e progressive ” del mercato pubblicitario di Mediaset, continuino a prosperare.

Vedete, il conflitto d’interessi non è una semplice ubbia di qualcuno che crede in uno stato liberale, dove esista la divisione dei poteri ma un problema che tocca le tasche di tutti noi, che ci impoverisce più di quanto, già , non siano riusciti a fare.
Dunque questo è l’esempio lampante che potremmo essere meno poveri, che noi che , come dice Berlusconi, abbiamo vissuto , finora, “sopra le nostre possibilità” potremmo continuare a farlo, potremmo continuare a pasteggiare a champagne e consumare il nostro etto di tartufi al giorno, se solo Mediaset, Berlusconi e compagnia divorante, rinunciassero a qualche centinaia di milioni  o a qualche miliardo di utili in più.

Ma tutto ciò è pura utopia, lo so, e dunque tirate fuori i fazzoletti e preparate cerotti e alcool: meglio essere preparati per le “lacrime e sangue”.

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