Chi ha paura della Finanza Internazionale? 20


La finanza internazionale è notoriamente forte con i deboli, ma debole con i forti.

Per fortuna noi abbiamo il primo vice primo ministro della Repubblica che non si lascia impressionare. Secondo voi cosa dovrei fare? trascurare la sicurezza dei miei figli per soddisfare i vostri parametri?

E pure il secondo vice primo ministro è uno al quale i numeri gli fanno un baffo. Dunque siamo a cavallo.

Negli anni scorsi invece andò male ad altri paesi, che avevano anch’essi un debito al quale non sapevano come far fronte.

Nel 2001 l’Argentina aveva un debito di un centinaio di miliardi di dollari, bazzecole, fece default e buonanotte.

Molti plaudirono: me ne fotto del debito e vaffanculo! Peccato che il mattino dopo non ci fosse più nessuno disposto a fare credito all’Argentina. Sono passati molti anni e ancora oggi nessuno prende sul serio l’Argentina, malgrado nel frattempo abbia espresso una presidenta che è stata la speranza di tutte le femministe progressiste delle nostre latitudini e perfino un papa; né l’Argentina, né la sua moneta e forse neppure il suo papa. Nel 2001, prima del default, il peso era scambiato alla pari col dollaro, nel 2013 ci volevano 6 pesos per comprare un dollaro, un anno fa 17, oggi 40.

Nel novembre del 2017 pure il Venezuela di Chavez e Maduro, altro riferimento per tutti i progressisti maschi e femmine delle nostre latitudini, ha smesso di pagare le cedole del proprio debito sui mercati internazionali. In quel momento ci volevano 10 bolivar per comprare un dollaro, oggi ne servono 248500. Il costo di un litro di benzina è fissato dal governo a 1 vecchio bolivar, dunque con un dollaro si potrebbero comprare 248500 litri di benzina, 4000 pieni, peccato che non si trovi.

La Turchia da qui a luglio 2019 dovrà rinnovare titoli di credito in valuta estera per 179 miliardi di dollari, un quarto del suo PIL. Ci sono seri dubbi che troverà chi li sottoscrive. La voce s’è sparsa. Ad aprile ci volevano 4 lire turche per comprare 1 dollaro, oggi ne servono 6,5. Vale a dire che ad Aprile un operaio che guadagnava 4000 lire poteva comprarsi beni per un valore equivalente di 1000 dollari, oggi per 615. Nel frattempo l’inflazione calcolata sull’indice dei prezzi al consumo, quelli dei peperoni, è passata dal 10% al 16% annuo.  Erdogan parla di complotto internazionale delle agenzie di rating. Verosimilmente la Finanza Internazionale non starà neppure a ribattergli, semplicemente venderà i titoli turchi, che alla fine, se i turchi non faranno qualcosa, varranno quanto la carta igienica. Povera Turchia.

Noi per fortuna  abbiamo due vice primi ministri che non hanno paura.


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20 commenti su “Chi ha paura della Finanza Internazionale?

  • emilio

    Sì, però, permettimi caro Autore… il 3,14 è un numero; la distanza esatta dalla Terra al sole è espressa con un numero; il numero di Eulero è un numero; costruire un ponte sicuro e bello si calcola a numeri. I numeri della finanza, pur potentissimi in fatto di disgrazie che possono rifilarti, sono pura merda speculativa. Quelli non sono numeri ma uso perverso dei numeri. Come usare una siringa per iniettare farmaci oppure droga: sempre siringa è, ma vuoi mettere?

    • fma

      Non sei né il primo né l’unico a considerare la finanza come una perversione.
      L’Antico Testamento è molto preciso su questo: “se tuo fratello è privo di mezzi, aiutalo… non fargli pagare interessi, né per denari, né per cibo, né per alcuna altra cosa che si presti ad interesse. Fa pagare interessi al forestiero, ma non al tuo fratello”(Levitico)
      Per questo gli ebrei potevano prestare denaro ai cristiani, che invece non potevano prestarselo tra loro, posto che il dettato evangelico implicava che ogni uomo fosse un fratello, anche se era foresto.
      Per la morale cristiana, come per il pensiero di Aristotele, il denaro è pensato per lo scambio e solo per lo scambio, dunque è costitutivamente sterile e non può creare altro denaro. L’interesse pagherebbe il tempo per il quale il denaro viene prestato, ma il tempo è di Dio, dunque nessun interesse è lecito.
      Papa Francesco (Laudato si’), è ancora di questo parere.
      Poi c’è l’altra versione, quella laica, secondo la quale non c’è niente di perverso se le persone cercano di impiegare i propri soldi al meglio. Parlo di persone che contravvengono sì all’antico e al nuovo testamento, ma nel pieno rispetto delle leggi vigenti.
      Dobbiamo soltanto stabilire se valgono le leggi dello stato e della speculazione intellettuale, in questo caso applicata alla finanza, oppure la shari‛a e la verità rivelata.

      • emilio

        Dotto nonché simpatico e generoso Autore, è evidente che tu hai ragione. Qualunque risposta bianco/nero non potrà che essere etichettata come romantica, poco complessa, fuori dal tempo, noncurante della durezza del vivere. Bisogna solo mettersi d’accordo se domina e vige l’homo homini (naturae) lupus e di conseguenza questo modello si voglia perseguire perché ciò forgi una umanità più purificata e sana e nei secoli imperitura, o prediligere la sfumatura che la vita, al di fuori della stretta animalità, sia una chance che, tempi e denari permettendo, vada estesa alle più numerose persone possibili (senza cadere nell’autodistruzione).Ivi comprese cure mediche compassionevoli da parte dei mondi ricchi a favore dei mondi poveri, accesso all’istruzione almeno essenziale quale diritto umano, evitare la speculazione più facile verso paesi indifesi… peraltro gli stessi cacciatori ad un certo punto si accorgono che senza nobile sportività, la stessa caccia diventa noioso massacro.

        • fma

          Mi imbarazza sia il Dotto che l’Autore, che tu non hai messo lì a caso. Ma l’imbarazzo non m’impedisce di rilevare che ti sei preso qualche libertà di troppo. 🙂
          Non mi passa manco pa a’ capa che: “questo modello si voglia perseguire perché ciò forgi una umanità più purificata e sana e nei secoli imperitura ” E’ un’idea romantica, e nazionalsocialista, che non mi appartiene.
          Credo altresì, viste le esperienze fatte, che le “cure mediche compassionevoli da parte dei mondi ricchi a favore dei mondi poveri” servano soltanto a generare delle bombe demografiche.
          E per quanto riguarda l’accesso all’istruzione, certo, ma non in quanto diritto umano generico, che poi resta lettera morta per mancanza di risorse, ma diritto sociale dei cittadini di un paese che ha saputo costruire i presupposti economici per poterselo permettere.
          E via di questo passo.
          p.s.
          Non ho ancora capito se sei per la shari’a, o per lo stato di diritto.

        • fma L'autore dell'articolo

          Mi imbarazza sia il Dotto che l’Autore, che tu non hai messo lì a caso. Ma l’imbarazzo non m’impedisce di rilevare che ti sei preso qualche libertà di troppo. 🙂
          Non mi passa manco pa a’ capa che: “questo modello si voglia perseguire perché ciò forgi una umanità più purificata e sana e nei secoli imperitura ” E’ un’idea romantica, e nazionalsocialista, che non mi appartiene.
          Credo altresì, viste le esperienze fatte, che le “cure mediche compassionevoli da parte dei mondi ricchi a favore dei mondi poveri” servano soltanto a generare delle bombe demografiche.
          E per quanto riguarda l’accesso all’istruzione, certo, ma non in quanto diritto umano generico, che poi resta lettera morta per mancanza di risorse, ma diritto sociale dei cittadini di un paese che ha saputo costruire i presupposti economici per poterselo permettere.
          E via di questo passo.
          p.s.
          Non ho ancora capito se sei per la shari’a, o per lo stato di diritto.

          • emilio

            Per lo stato di diritto, senza dubbi. Ma contro la shari’a laica degli ayatollah Monti, Fornero e correligionari del tempio di Bruxelles…solo per limitarsi a Europa…

          • emilio

            Poi… scusa… dici che ti ho dato del romantico nazionalsocialista. E’ vero, volevo sottolineare i fini a cui portano i mezzi: se i popoli possono avere solo e soltanto ciò che riescono ad ottenere se riescono a difendersi dalla pressione selettiva del Mercato, bisogna mettere in conto i morti e i pre-morti che questo genera. E accettarlo come giusto. Le cure compassionevoli vanno riservate ai già vivi; e bisogna negoziare aiuti in cambio di strettissime politiche demografiche. E mandare a cagare shari’e nostre e loro.

          • emilio

            Un commento è finito in moderazione…
            Vado oltre. I regimi, politici ed economici nascono cattivi? Non ho le competenze storiche ma mi chiedo: il fascismo è nato con lo scopo di uccidere le persone? Stalin sapeva dall’inizio che doveva e voleva uccidere decine di milioni di persone? O diventano cattivi? Quello che è stato fatto alla Grecia, e che probabilmente verrà giudicato nel futuro, può essere sottaciuto come danno collaterale? Se esiste il reato di sequestro di persona a scopo di coazione, causare indirettamente morti e sofferenze per la coazione alla strettissima austerità tramite il sequestro della libertà decisionale economica, seppur sancita da patti che mi auguro non avessero la clausola vessatoria della accettazione di eventuali morti da austerity, verrà un giorno giudicato un reato? Voglio dire, di fronte ai fatti, bisogna andare avanti e aspettare di diventare “i cattivi”, cosa esclusivamente generata dai “numeri” di chi è pro e di chi è contro (e oggi i numeri crescono), oppure ci si può fermare a riflettere prima?

          • emilio

            Un commento è finito in moderazione…
            Vado oltre. I regimi, politici ed economici nascono cattivi? Non ho le competenze storiche ma mi chiedo: il fascismo è nato con lo scopo di uccidere le persone? Stalin sapeva dall’inizio che doveva e voleva uccidere decine di milioni di persone? O diventano cattivi? Quello che è stato fatto alla Grecia, e che probabilmente verrà giudicato nel futuro, può essere sottaciuto come danno collaterale? Se esiste il reato di sequestro di persona a scopo di coazione, causare indirettamente morti e sofferenze per la coazione alla strettissima austerità tramite il sequestro della libertà decisionale economica, seppur sancita da patti che mi auguro non avessero la clausola vessatoria della accettazione di eventuali morti da austerity, verrà un giorno giudicato un reato? Voglio dire, di fronte ai fatti, bisogna andare avanti e aspettare di diventare “i cattivi”, cosa esclusivamente generata dai “numeri” di chi è pro e di chi è contro (e oggi i numeri crescono), oppure ci si può fermare a riflettere prima?

          • fma L'autore dell'articolo

            ” … causare indirettamente morti e sofferenze per la coazione alla strettissima austerità tramite il sequestro della libertà decisionale economica … verrà un giorno giudicato un reato?”
            Diventerà reato il giorno in cui si farà una legge che impone a chi possiede un mantello di dividerlo con l’ignudo, enne volte, finché ci sarà un ignudo e il mantello non sarà diventato indivisibile.
            Al solito sei andato sul religioso.
            Hai fatto il chierichetto da piccolo?

  • doxaliber

    Chi ti finanzia ha diritto a riavere i soldi indietro, ma anche il diritto a dirti come fare? La banca ti presta dei soldi e li rivuole indietro a tassi e condizioni solitamente ragionevoli. Certo, se poi perdi il lavoro e non puoi più pagare ti pignora l’immobile e cerca di recuperare il credito perso con ciò che è pignorabile ed esigibile (esistono, per fortuna, cose che non lo sono, ad esempio non possono pignorarti tutto lo stipendio). Poi ci sono gli strozzini: prestano soldi a condizioni impossibili perché sei disperato e poi, se non li restituisci sono pronti a tutto, tagliarti un dito o una mano, minacciare te e la tua famiglia, entrare nella tua casa e metterla a sconquasso, minacciarti fisicamente e psicologicamente.
    Una vera legge contro l’usura in Italia è stata fatta solo nel 1996, prima molti usurai (incluse alcune banche) non erano perseguibili penalmente.

    Google mi offre un grafico molto interessante. La situazione comparata di cinque stati che negli ultimi anni hanno sofferto la crisi finanziaria, i cosiddetti PIGS più l’Irlanda.
    https://www.google.it/publicdata/explore?ds=ds22a34krhq5p_&ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=gd_pc_gdp&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=country_group&idim=country:it:el:es:pt:ie&ifdim=country_group&tstart=810252000000&tend=1504562400000&hl=it&dl=it&ind=false

    Interessante notare come l’unico Stato messo veramente sotto controllo, con le regole della Troika, con misure lacrime e sangue, con vendita degli assets statali e dei beni pubblici, abbia aumentato il suo rapporto Deficit/PIL dal 2010, inizio della crisi, aumentato il suo deficit dal 146,2% al 178,6% attuale.
    Gli altri stati invece hanno mantenuto una situazione pressoché stabile, con l’Irlanda che è addirittura riuscita a far calare il suo deficit/PIL da un picco del 119,4% al minimo attuale del 68%.

      • fma L'autore dell'articolo

        Il pezzo è vecchiotto, di quattro anni fa, ma è utile per rivedere la situazione dei quattro paesi, qual era allora. Per mettere in chiaro che hanno fruito tutti delle medicine della troika, che hanno avuto effetti diversi da un paese all’altro,
        a seconda di quel che era il paese.
        La grecia era il paese meno efficiente, pil pro capite, e tale è rimasto.
        https://data.worldbank.org/indicator/NY.GDP.PCAP.CD?end=2017&locations=GR-IE-ES-IT-PT&start=2001

      • doxaliber

        Gli altri paesi (anche l’Italia) hanno seguito delle richieste, più o meno stringenti, della Troika. In Grecia si è andati oltre, perché Tsipras ha “osato” sfidare l’UE con un referendum. Alla fine dei conti non gli hanno chiesto solo di inginocchiarsi sui ceci, ma di farlo nudo e mentre qualcuno gli dava vergate sul fondoschiena. L’intervento della Troika in Grecia è stato più pesante, c’è stata ancora maggiore ingerenza e i diktat erano perentori. Non si diceva alla Grecia devi ridurre qui, gli si diceva devi fare così.
        La Germania arrivò addirittura a proporre che fosse l’UE a scrivere il budget di Atene:
        http://archivio.corriere.it/Archivio/interface/slider.html#!grecia-proposta-choc-germania/NobwRAdghgtgpmAXGA1nAngdwPYCcAmYANGAC5wAepSYA5rnAMYCWUABAA67YfYDOpdowAW2Rm1pxcMKBFZgAvgF0gA

        Detto questo sembra che le ricette della Troika abbiano funzionato malino anche in Spagna, Portogallo e Italia, giacché il rapporto deficit/pil è rimasto sostanzialmente invariato tra prima e dopo l’intervento.
        La ripresa irlandese ha, evidentemente, altre ragioni e meriti.

        • fma

          Si potrebbe obiettare che Spagna, Portogallo e Italia non godevano di buona saluta neppure prima, anzi, sono andate dal dottore proprio per questo. Bisognerebbe scoprire come starebbero oggi senza la cura, ma questo è impossibile perché in queste cose non c’è controprova.
          Il bello di queste discussioni è che ognuno ha abbastanza argomenti per poter rimanere tranquillamente della propria opinione.
          Su una sola cosa mi sento di dire che fu proprio una cosa sbagliata, il referendum greco. Qualsiasi politico accorto, in quelle condizioni, avrebbe potuto prevedere che se avesse vinto il no sarebbe stata carta straccia e di conseguenza una frustrazione orribile per sé e per il proprio popolo. Dunque l’avrebbe evitato, posto che non aveva nulla da guadagnare, ricatto impossibile, e tutto da perdere.

          • doxaliber

            Sono d’accordo anch’io sul referendum Greco.
            In realtà la mia posizione sull’argomento è ondivaga, non mi addentro troppo perché di economia non ne capisco nulla.
            Registro però che in passato termini come spread, rating e default non erano tanto usati, forse nemmeno esistevano. Gli Stati mettevano i loro titoli sul mercato senza che ciò creasse tante ansie e anzi, con il fatto che l’inflazione era galoppante e i tassi d’interesse altissimi, la gente che aveva denaro correva a comprare BOT, BTP, CCT.
            Certo avere un’attività (io ne so qualcosa per esperienza diretta) era complicato anche allora, soprattutto se non avevi soldi, perché gli interessi bancari che si pagavano erano altissimi e avere il cosiddetto “castelletto” equivaleva ad essere vittime di strozzinaggio legalizzato. Ma tutto sommato il mio ricordo è che si viveva con meno ansia e c’erano molti meno casi disperati rispetto a oggi.
            Forse eravamo troppo sereni allora, o forse troppo allarmisti adesso, oppure le cose sono cambiate, chissà.

            Registro anche che il mio professore di Diritto una volta ci spiegò perché lo Stato non potrà mai avere un bilancio attivo. Ci fece l’esempio dell’Ufficio postale che si trova su una rocca di montagna per servire un paesino. Quell’ufficio postale sarà sempre in perdita, perché i costi del personale non copriranno mai i ricavi. Ma scopo dello Stato è offrire un servizio al cittadino e siccome tutti paghiamo le tasse tutti abbiamo diritto a che tale servizio sia reso in maniera uguale a ogni cittadino. Scopo delle tasse è proprio garantire pari diritti, pari servizi e pari dignità.

            Poi è stato introdotto il principio del pareggio in bilancio in Costituzione.
            Evidentemente il mio prof di Diritto si sbagliava e io ho subito la fascinazione di principi troppo alti per poter essere applicati alla realtà.

          • fma

            @doxaliber
            Pure io ho subito certe fascinazioni, poi gli anni si sono succeduti agli anni e ognuno di essi s’è portato via qualche certezza, lasciando al suo posto qualche dubbio.
            Per consolarmi mi dico, meno male! Se oggi fossi esattamente quel che ero cinquant’anni fa, che avrei vissuto a fare?