Chi ha Pagato Il Volo del Papa? 3


Mi chiedono di far circolare una foto sul web, la guardo e sorrido. È la foto dell’arrivo del Papa a Milano, dove è evidente che l’omino bianco ha viaggiato su un aereo di Stato, il nostro; uno di quelli che ha su scritto: “Repubblica Italiana”. La ragazza che mi ha scritto si firma col suo nome e cognome al quale ha aggiunto, ora s’usa, “indignata”.
E di grazia, perché dovrei indignarmi, ora? Dimmi, le rispondo, credi che se l’omino bianco fosse salito su un aeromobile dell’Alitalia avrebbe pagato il biglietto, fatto la coda al check in, o sarebbe stato in piedi davanti al nastro trasportatore dei bagagli per un tempo infinito, disperando di trovare al fine i suoi bagagli? Devo spiegarti, forse, che i viaggi del Papa sono da sempre a carico dello Stato Italiano per gli assurdi patti firmati illo tempore, tesi a garantire le infiltrazioni della Chiesa nella politica italiana?

Quel che semmai mi indigna è sapere che l’omino bianco dalle scarpette rosse ha donato 500 mila euro per la ricostruzione in Emilia Romagna. Mi indigna fortemente perché soltanto su un giornale ho letto la notizia scritta bene, tutta e senza sconti. Solo un giornalista si è preso la briga di spiegare che la generosità del Vaticano è stata solo apparente, dato che tutta sua santità ha devoluto solo ciò che i fedeli hanno donato durante la sua visita a Milano.
Mi indigno quindi, sì, e doppiamente: primo perché da pusillanime ha donato tanto senza aver tolto nulla dalle sue profondissime tasche, secondo perché nonostante la crisi, la fame, la povertà e la carestia, c’è ancora chi si sente in obbligo di foraggiare questa gentaglia che andrebbe mandata scalza ad arare campi ed abbeverare vacche, in Africa.

Mi dà la nausea, inoltre, leggere la notizia così come la maggioranza dei giornalisti l’ha divulgata, lasciando emergere la grandiosa generosità del Santo Padre. Mi rivolta persino che lo si chiami Santo Padre, in realtà. Un uomo che il peccato lo ha scritto negli occhi, e che pecca ogni volta che muove un passo non può essere santo, e tanto meno padre, visto che ha trovato la lucentezza nella castità e nel celibato.
È grande cosa l’indignazione, ma è un’energia preziosa che andrebbe canalizzata meglio, stoccata e redistribuita, proprio come un patrimonio.

Personalmente m’indigna la sola esistenza del Vaticano, la sua istituzione mafiosa e bigotta, tutto ciò che nasconde dietro le loro mura infinite, sparse ovunque nel mondo. Mi indigna che a trent’anni di distanza ci siano ancora due famiglie alla ricerca dei resti delle loro bambine, rubate e ammazzate per i soldi dello IOR, per il vizio pedofilo dei santi padri e fratelli. Mi indigna lo sfruttamento dei malati e dei disabili custoditi nelle strutture della Chiesa a prezzi da Grandhotel Excelsior (quando si può pagare) e foraggiati dalla sanità pubblica che toglie al povero per ridare al ricco. Mi urta finanziare la scuola cattolica che sempre con lo stesso principio riceve e accoglie solo i figli dei ricchi che a loro volta possono pagare ancora, per essere istruiti nel nome di Dio, apprendendo le favole di un mondo che non esiste – che sarebbe bello sì – ma proprio non c’è.

Mi urta la solita ipocrisia, quella che ormai è normale in questo paese anormale, che predica bene e razzola malissimo, che ancora ha bisogno di andare ad agitare le bandierine e far festa per un nazista con la faccia orribile, che solo a guardarlo dovrebbe passare ogni dubbio sulla presunta santità.
Ha viaggiato sul volo di stato, lo so, fa schifo. Esigiamo che il Vaticano diventi realmente uno stato estero, con tutto ciò che ne consegue, allora … oppure … facciamo finta di indignarci, che almeno ci ritorna il sorriso.

(Mi appello al Corvo Vaticano: Sua santità, non è che ora potrebbe dirci dove sono sepolte Manuela Orlandi e Mirella Goracci? Se vuole, anche in forma anonima. Tutta l’Italia ve ne sarebbe grata.)


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3 commenti su “Chi ha Pagato Il Volo del Papa?

  • maria

    Tutto quello che posso dire su come la penso sugli uomini di chiesa l’ho detto gia, ma qui, mi sembra di esagerare… Condivido sull’indignazione e l’ipocrisia, specialmente quando si tratta di soldi di stato… che poi, gli stessi uomini di stato vorrebbero risparmiare tagliando le manifestazioni che festeggiano e ci ricordano che siamo in uno stato, una repubblica…
    Però, anche se ci fosse stata e quando c’era ancora Madre Teresa di Calcutta, si sarebbe fatto così… indipendentemente dall’abbigliamento di Madre Teresa che differenzia in maniera enorme da quello del Papa… e lo si faceva anche per Giovanni Paolo secondo e di certo anche per Giovanni XXIII definito il papa buono, ovviamente una volta divenuto papa. Poi, ovvio, che finchè ci sono esaltati che vogliono fare fuori chiunque sia il papa, credo sia giusto, come lo è per ogni religione e per ogni persona anche non religiosa ma di stato che ci sia una scorta ed una scorciatoia per talune situazioni…
    Però, per quanto riguarda appunto la somma devoluta, la stessa cosa e la stessa indignazione, per coerenza, la dovremmo avere per i gruppi musicali che si creano per solidarietà, che altro non fanno che raccogliere i soldi che noi spendiamo per comprare i loro biglietti ed i loro CD che creano per l’occasione… Certo, ognuno può e potrebbe dare di più, ma non bisogna esagerare nel qualunquismo… Lo sfarzo da’ fastidio anche a me, ma se lo dicevo in tempi non di crisi, era una cosa aberrante… così come mi ha dato fastidio sapere che la stola del papa buono era di ermellino ed io sono contro l’uso di pellicce… ma qui, appunto, rientra nella mia sfera personale di pensare e di vedere le cose… dopo avere letto tutto questo, e dopo aver criticato anche io lo sfarzo nell’abbigliamento del papa, sto anche pensando che forse, se il papa si fosse vestito di indumenti più modesti, tipo una maglia ed un paio di pantaloni di sottomarca, magari, sarebbe caduto nel ridicolo e nel patetico più di quanto non abbia indignato per gli abiti che ha realmente indossato…

  • maria

    P.S. per rientrare più nel tema… le cose che indignano realmente, oltre le somme devolute, devono indignare e continuare ad indignare sempre comunque e dovunque e per questo, continuare a lottare, ma non devono, non dovrebbero mai far perdere la speranza che il senso della religione offre…
    Così come le cose di stato che indignano e dovrebbero continuare ad indignare per cui dovremmo continuare a lottare, non devono e non dovrebbero farci perdere la speranza che il senso dell’appartenere ad uno stato ci offre…

  • siberiantiger

    Indignata? Per così poco? E dove ha vissuto la ragazza che Le ha scritto? E quanti (pochi) anni avrà mai la stessa?
    Io trovo davvero impossibile indignarmi per così poco, e dico purtroppo, perchè TUTTI (cioè TUTTI, nessuno escluso, proprio TUTTI, uno per uno) avrebbero dovuto indignarsi !

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