Che Noia che Barba che Noia
5 ottobre, 2009 - 9:30 di Giacomo
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E mentre l’Aquila ancora trema come normalmente da miliardi di anni fa la crosta terrestre il messinese affoga sotto acqua e fango. Piogge eccezionali, una bomba d’acqua adesso dicono, quasi fosse il gavettone fatto coi palloncini. Eccezionale sì, forse (qualcuno si è accorto che il clima nostrano si è tropicalizzato?), ma mai eccezionale come l’imbecillità di chi per decenni, per secoli, ha ignorato, ha occultato, ha eluso, ha abusato e poi ha condonato, ha cementificato, se n’è strafottuto insomma…
Messina oggi, Sarno allora, Genova spesso e volentieri, la Calabria, l’Umbria, la Valtellina…praticamente il 90 percento del territorio è a rischio. Noi (ex geologi et simili) lo sappiamo da sempre.
Giusto l’altra sera, buffa coincidenza, Rai Storia trasmetteva un vecchio servizio del TG all’indomani del terremoto di Ancona (1972) che giusto pochi giorni fa ha scrocchiato ancora (4.6 Richter): che ve lo dico a fare? In quel servizio la fotocopia delle stesse parole, degli stessi atteggiamenti contriti, delle ovvie medesime lapalissiane considerazioni farcite da un’ipocrisia nauseante.

Panta rei…mica tanto in certi casi, anzi per niente direi, e c’è scappata pure la rima! Che “tutto passi” sotto le inesorabili azioni geologiche endogena ed esogena non c’è dubbio ma a quanto pare nulla passa scontrandosi contro l’inarrestabile deficienza (intesa come lacuna intellettiva ovviamente) e l’ignavia tutta nostrana. Manco fossero generali d’altri tempi che non s’arrendevano mai: neanche di fronte all’evidenza.
Ma è mai possibile che l’USGS (US Geoligical Service) ne debba sapere più di noi sullo stato disastrato del nostro martoriato territorio? E’ vero che l’Italia è particolarmente sfigata da questo punto di vista (contrappasso al fatto che è definita il paradiso dei geologi per via del fatto che c’è rappresentato di tutto!) ma è mai possibile che nessuno oltre pochissimi belati (definirle voci è eccessivo) fuori del coro si metta ad urlare e sbattere scarpe alla Kruscev?!?(( metafora ovviamente, visto che pare che sia una leggenda metropolitana ))
Che noia che barba che noia lagna scalciando la Mondaini a conclusione di ogni episodio di “Casa Vianello”. E così mi sento io.
Stanco, annoiato, amareggiato, deluso…quasi contento che l’Italia frani. E non mi si venga a dire che questo non è il momento delle polemiche, che ora serve solidarietà, comprensione, lacrimuccia e patimento per le povere genti colpite dal disastro. Mi sono rotto le palle. I morti sono morti. Siamo noi vivi che restiamo che rischiano di morire ancora per questo stato d’inerzia assoluto. E nessuno di voi si senta immune perché potrebbe franare il costone della strada che percorrerete solo perché un imbecille ha ignorato cosa vuol dire rispettare un territorio.
Già, rispetto del territorio. Ma se la stragrande maggioranza non rispetta neanche i regolamenti di condominio!!!
Come dite? E la storia del ponte sullo stretto? lassamo perde va’
Che Noia che Barba che Noia è di

Mi unisco al tuo sfogo, pur non sapendo nulla di geologia ecc.
Di queste cose ne subisco direttamente e indirettamente gli eventi.
Spesso mi capita di parlare con altre persone di queste storie, ma le vivono solo al momento in cui accadono, poi puf se ne scordano e tornano nella loro vita, fino alle cose successive.
Vivo in abruzzo, attaccata praticamente al molise, il paese dove vivo attaccato…
Parlando con una vicina mesi fa, degli ultimi eventi sentitit eccome, qui in abruzzo mio sono sentita dire che la tv racconta un sacco di frescate, mi stava venendo da dirle:”benvenuta al mondo” ma poi continua dicendo: dicono che a l’aquila il terremoto è stato fortissimo, ma non è vero, quando ci fu a San Giugliano, mi sono sentita alzare il pavimento sotto i piedi, invece l’altra notte, (riferendosi alle 3,32 del 6 aprile) non mi sono nemmeno svegliata….
Se poi in condominio, accenno alla sicurezza al lasciare libere le scale, a non mettere scatoloni che impediscono la visuale della spia luminosa della luce, visto che abbiamo un impianto del 68 con le luci nelle scale che devi percorrere 3 metri prima di arrivare ad accenderla, mi dicono che non ci devo pensare a ste cose e parlo di situazioni pericolose di materiale lasciato in terrazza con annesse schifezze, che se piove si ottura lo scolo dell’acqua e si rischia di ammuffire i pavimenti, e poui piove davvero tanto, si perchè ogni volta che piove tanto, è sempre una cosa eccezzionale mai vista prima…. Mi dicono pure che porto sfiga!!! Mi rallegra, si fa per dire, solo il fatto che non vivo con geologi o costruttori se non della domenica o politici vari…. Posso sempre dire vabbeh.. perdoniamo, non sanno quello che fanno!
Ma mi ci incavolo lo stesso.
Scusate il mio sfogo, spero di non essere andata troppo off topic.