Che ci va afFARE l’Italia in Iran
9 gennaio, 2008 di diabolicomarco
Archiviato in Caffè Amaro
Dopo aver letto che tra Iran e USA ci sono delle “prove di guerra” in atto (“È stata una danza di guerra, è durata venti minuti ed è sembrata l’alba del nuovo conflitto.” scrive , credendosi Oliver Stone, Gian Micalessin sul Giornale) mi è capitato di leggere una notizia che probabilmente sui giornali italiani non si trova. Dopo aver contrattato per ricevere delle forniture di gas l’italiana Edison prende altri contatti con il ministero del petrolio iraniano.
Proprio oggi si dovrebbe firmare un accordo su cui non vengono rivelati molti dettagli.
Strano. Ma non si sono resi conto che prima di andare a “ricostruire” bisogna distruggere? Forse pensavano di essere in Iraq… (certo, anche questi paesi però… non potevano darsi dei nomi un po’ più diversi? E’ facile sbagliarsi, per una lettera!).
Insomma, che qualcuno li informi. Prima che Giorg’ Dabliù se ne accorga. Non vogliamo certo che si pensi che finanziamo uno stato canaglia!
Ma no, ma no. Sono io che sto sempre a pensare male. Sicuramente quelli di Edison sono andati in Iran con le migliori intenzioni. Sicuramente in Mahmud Ahmadinejad e nel suo governo troveranno dei validi partner che li sosterranno nella ricerca dei loro valori e del loro spirito: Servizio, Spirito di squadra, Rispetto. Ma anche Eccellenza, Velocità ed Innovazione. Ma soprattutto Integrità.
Del resto siamo schiavi del petrolio. Ma sopravvivere al petrolio si può? Proviamo a rispondere a questa domanda.
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Hei, DM, ma questo è quasi uno scoop! Complimentoni!
(il titolo è da premio Pulitzer)
Spero che i dirigenti Edison sappiano quello che stanno facendo. Anni fa c’era un certo Enrico Mattei che andava in giro per il mondo, fregandosene di chi fossero i paesi “buoni” o quelli “cattivi”, ma preoccupandosi solo di concludere buoni affari e di portare risorse energetiche in Italia.
Sappiamo come è finito.
per fortuna la edison non è il governo italiano, non ancora almeno (credo).
Vero fully, il titolo è geniale
Alla fine è arrivata: Corriere Messaggero