Cesare Battisti e i Marines
29 gennaio, 2009 di tenebra
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Non ho alcuna simpatia per i brigatisti rossi, vecchi e nuovi, e sono convinto che sono stati tra i peggiori nemici della sinistra e delle classi lavoratrici nel nostro paese: tra i miei punti di riferimento c’è e ci sarà, per sempre, Guido Rossa, genovese, operaio, comunista, sindacalista della Fiom-Cgil ucciso dalle BR il 24 Gennaio 1979, giusto trent’anni fa, e questo basti per disegnare il limite invalicabile che mi divide da questi assassini.
Con queste premesse è chiaro che vorrei che Cesare Battisti, brigatista rosso, fosse estradato in Italia per scontare le sue colpe, gravi e dunque non sono d’accordo con il governo brasiliano che gli ha concesso lo status di rifugiato politico.
Di questa vicenda il governo italiano, ma non solo il governo anche l’opposizione, ne hanno fatto un caso diplomatico, con tanto di richiamo dell’ambasciatore italiano a Brasilia, insomma siamo arrivati ad un passo dalla rottura delle relazioni diplomatiche. Giusto? Eccessivo? Non so.

Quello che ho ben chiaro è che, come al solito, si usano due pesi e due misure.
Il 3 Febbraio del 1998, 11 anni fra pochi giorni, alle 15 e 13 , un Grumman EA-6B Prowler, un aereo militare statunitense in dotazione ai marines che volava più velocemente e ad un’altitudine molto minore di quanto permesso dalle norme militari e civili, tranciò il cavo della funivia del Cermis, in Val di Fiemme, provocando la caduta della cabina e la morte di 20 persone
Nel processo, svoltosi negli USA è emerso che il pilota dell’aereo stava “giocando” mentre eseguiva le manovre omicide e comunque, in primo grado, il capitano Ashby fu assolto.
Nel processo di secondo grado fu condannato a sei mesi di carcere, ridotti a 4 mesi e mezzo per buona condotta: 6 giorni e mezzo di carcere per ogni persona morta.

Non mi risulta che i governi italiani, di oggi e di ieri, abbiano minacciato la rottura delle relazioni diplomatiche con gli USA per questa vergogna.
Ma si sa la schiena dritta esercitata contro il Brasile diventa improvvisamente piegata, fino a 90°, quando si tratta degli USA.
Ora negli USA le cose sono cambiate, non c’è più Bush, proviamo, nell’anniversario degli 11 anni dalla strage del Cermis a richiamare il nostro ambasciatore a Washington e vediamo quello che succede.
Ovviamente non accadrà e nell’anniversario della strage, fra qualche giorno, a parte qualche cerimonia di rito e il dolore non indennizzabile delle famiglie, il capitano Richard Ashby continuerà a vivere tranquillo in qualche bella villetta unifamiliare con giardino in un paese del nostro intoccabile alleato.
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Una riflessione perfettamente condivisibile.
Grazie
Gli USA non si toccano. Sei matto?
E su questo non conta il colore politico.
Siamo una colonia… anzi no. Una colonia forse verrebbe trattata meglio. Ma, ovviamente, ce lo meritiamo. Con governi che in politica estera (e non solo) sono patetici, e cittadini che, nonostante questo, continuano a votarli, cosa pretendi?
Condivido la riflessione dell’autore. E’ opportuno precisare, però, che Battisti non è un ex BR, ma un ex componente dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo). I due gruppi avevano obiettivi differenti: mentre le BR puntavano al rovesciamento dell’ordine costituito, i PAC avevano come obiettivo quello di assumere un controllo sul territorio così da spostare i rapporti di forza a favore delle classi subalterne. Battisti, inoltre, non era un membro di spicco dei PAC, ma solo un semplice affiliato.
A chi interessasse sentire anche l’altra campana (quella di chi è favorevole alla clemenza per Battisti) consiglio la lettura di http://www.carmillaonline.com/archives/2005/09/001506.html#001506.
Con questo, naturalmente, non intendo difendere Battisti ma soltanto fornire uno spunto di riflessione in più.
Saluti.
Ciao a tutti,
secondo me è utile rifelttere anche sulle parole del presidente Lula e del ministro degli esteri brasiliano sulle motivazioni della mancata estradizione. “L’arrivo di Battisti in Italia non sarebbe sicuro. In italia si pratica ancora la tortura e non c’è libertà di espressione” (mi scuso per le virgolette, le parole riportate non sono propriamente quelle pronunciate). Qualche settimana dopo, si annuncia che nel carcere di S. Vitttore si pratica ancora la tortura. Numerosi libri sugli anni 70′ testimoniano l’utilizzo della tortura come “mezzo” per far collaborare…l’Italia è un paese quindi da G8???
Detto questo, è auspicabile, per una giustizia che funzioni, che ogni criminale che abbia ucciso sia messo in galera e sconti la sua pena. La cosa che francamente non spiego è come mai il governo italiano si accanisca cosi’ tanto su Battisti. Mi spiego meglio. Ci sono numerosi “terroristi”(quanto odio questa parole) e stragisti (o presunti tali) in giro per il mondo che compiono i propri affari in Italia e il governo non dice nulla e non fa nulla. Per Battisti sembra divventata una questione di principio…perchè???
Spero di essere in linea con i nuovi dictat del forum sul lasciare “dubbi” e non rispondere a domande…(mi sono impegnato per farlo
))
Certo, Battisti è il “mostro perfetto” per catalizzare e sfogare in maniera forcaiola il malessere che pervade il nostro paese in questo periodo.
Tutti i politici sono concordi: quello che sta succedendo è vergognoso, e si uniscono al coro “IN GALERA, TERRORISTA ASSASSINO !!!”.
Qualche politico venderebbe la madre pur di apparire trionfante su tutti i TG, vicino a due carabinieri che tengono a braccetto Battisti ammanettato… (recita già vista in occasione della cattura degli stupratori romeni di Guidonia).
Ma siamo proprio tutti pecoroni ???
In tempi come questi, una opinione pubblica esasperata dalla crisi galoppante cerca qualcuno su cui sfogare una rabbia che monta fino a resuscitare i peggiori istinti forcaioli…
Non sia mai che questa rabbia debba essere rivolta contro una classe politica incapace, corrotta e ladra… O contro un potere economico-finanziario che ha portato il mondo alla bancarotta…
Allora ecco il mostro da dare in pasto ai leoni… Ieri gli zingari, i romeni (stupratori e non), oggi Battisti. (e giusto 70 anni fa, ieri l’altro praticamente, gli ebrei…).
Fateci caso. Battisti è il mostro perfetto. E’ bastato che tutti i media lo definissero “terrorista e assassino”, e tutta l’opinione pubblica non fa altro che ripetere in coro da giorni. Bella massa di pecoroni, alla faccia del villaggio globale che doveva introdurci nell’Era della Verità…
Eppure sarebbe bastato (cosa che in Brasile e Francia evidentemente hanno fatto, non essendo condizionati come da noi da un mondo dei media totalmente asservito al potere), sarebbe bastato dicevo esaminare l’affaire Battisti in modo oggettivo.
Sarebbe emerso che il “terrorista assassino” è diventato tale solamente dopo processi imbastiti in base alle famigerate “leggi speciali” che garantivano impunità ai cosiddetti “pentiti” (loro sì veri assassini) a patto che chiamassero in correo altre persone.
Cosa è successo allora? Questi assassini ormai smascherati, trovandosi con le spalle al muro e la prospettiva di vari ergastoli da scontare, con la promessa dell’impunità hanno iniziato (spesso imbeccati) a scaricare le loro colpe su personaggi che per vari motivi non potevano (o non volevano, data la certezza del teorema colpevolista precedentemente costituito contro di loro) difendersi davanti ad un tribunale. (…Speciale…??)
Et voilà… ecco fabbricato il mostro.
Tanto poi, (e chi ha costruito le sue fortune sull’”immagine” lo sa benissimo), qualsiasi storiella, presunta o inventata non importa, ripetuta ossessivamente da tutti i media, ancor meglio se infilata tra reality, striscie e pacchi, diventa in breve l’Assoluta Verità.
Non credo che Battisti sia esattamente un santo, comunque il tuo commento contiene spunti interessanti.
La Francia, in realtà, ha concesso l’estradizione. Quindi ha ritenuto valide le istanze della magistratura italiana.
http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001025468
sul fatto che il caso sia stato cavalcato ad arte da un bel po’ di buffoni, niente da dire