C’Era un Embrione in Coma

La vita va difesa. Sempre. Anche quella dei ginecologi che pure sono stati embrioni in gioventù. Negli Stati Uniti i movimenti embrionofili amano di tanto in tanto accoppare qualche medico “abortista” con qualche colpo di 44 Magnum, perchè la vita di un essere umano adulto è sempre meno importante per loro della morula senziente.

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In Italia, un ginecologo, Ermanno Rossi, che lavorava per l’Istituto Gaslini di Genova è morto lanciandosi dall’undicesimo piano di un palazzo di Rapallo. Era indagato per violazione della legge 194, la legge che regolamenta l’aborto. Pare che dalle perquisizioni effettuate nei suoi studi non fosse emerso nulla di penalmente rilevante ma tant’è, lui si è ucciso.
E’ possibile che il clima di caccia alle streghe contro chi difende la legge 194 abbia avuto parte in questa tragedia, magari come classica goccia che fa traboccare un vaso già depresso?

Attorno a questo caso è scesa subito una cortina di riserbo e non si tratta solo della tradizionale riservatezza genovese.
Il Gaslini, che fa da sfondo al triste fatto di cronaca, è un ospedale molto particolare, come ci spiegano in questo articolo: il presidente della Fondazione che gestisce l’Ospedale, nonchè presidente della CEI è il Cardinale Bagnasco. Prima di lui era stato presidente il segretario di stato (vaticano) Bertone, quello che nell’agosto scorso affermava: «Bisogna salvare la vita anche se è frutto di stupro».

Sempre nell’articolo si racconta che dall’inizio del 2007 al Gaslini non si eseguono più aborti. Vi furono proteste in città e una dura presa di posizione del sindaco Vincenzi contro la decisione di una struttura pubblica di interrompere un pubblico servizio. Già, perchè il Gaslini riceve soldi pubblici, compresa una recente donazione (diciamo così) dal governo Prodi di 40 milioni di euro dall’ultima finanziaria. Generosa elargizione o pizzone pagato alla CEI? Lo Stato italiano paga una struttura che poi rifiuta di applicare le leggi dello Stato. Io trovo questa cosa enorme.

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Per coerenza bisognerebbe che chiunque si presenta come obiettore di coscienza, medico o struttura sanitaria, per amore dell’embrione, rinunciasse immediatamente allo stipendio statale ed esercitasse solo nella sanità privata, tra preti e monache magari, senza scassare i cabbasisi a chi non vuole intromissioni religiose nella propria vita.

Questa non è l’unica notizia preoccupante sul fronte attacco al cuore della laicità da parte delle gerarchie vaticane.
Il 7 marzo a Bologna, un gruppo di attivisti del TPO aveva inscenato una manifestazione (a base di striscioni e lancio di palline di polistirolo) contro le farmacie che rifiutano di vendere la pillola del giorno dopo. Sono stati denunciati in 17 per manifestazione non autorizzata e la curia bolognese ha parlato di terrorismo, di manovra intimidatoria contro i poveri farmacisti obiettori. Dimenticando che anche in quel caso si parla di un reato: interruzione di pubblico servizio. Ancora una volta ci si fa beffe di leggi dello stato italiano.

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Mi sorge un dubbio, che dietro a questa astratta difesa della vita (astratta perchè piuttosto dovrebbero urlare dalla mattina alla sera non per gli embrioni ma per i bambini e gli adulti sterminati dalle guerre) vi sia, oltre alla volontà di opprimere le persone, tipico di chi non sa vivere una sua vita pienamente soddisfacente, una fottutissima paura della morte. Sorprendente, oltretutto, da parte di chi dovrebbe essere ben lieto di andare al più presto nella Luce a vedere Dio con tanto di effetti speciali.
Hanno talmente paura della morte che arrivano ad idealizzare la vita anche quando non è vita, come lo stato di vegetale di una persona che ha perso ogni sua dignità a causa della malattia.
L’eutanasia, o meglio il suicidio assistito, può essere allora un atto di amore estremo ma loro non lo capiscono. Temo che ciò che terrorizza gli uomini di Chiesa sia il timore di ritrovarsi nel buio e al freddo, con un Pietro senza aureola e incazzato che gli risponde: “Dio chi?”

“In coma o embrione, l’uomo è sempre uomo” (Joseph Ratzinger)

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Francesco Orsenigo

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Le guerre, i morti di fame, di sete, di malattia, di violenza, sono parte della vita, sono inevitabili e vanno accettati soprattutto perche’ non avvengono qua da noi, o almeno non avvengono dove ci sono i soldi per mantenere la Chiesa, quindi chissenefrega.

Una cellula umana invece e’ salvabile, quindi bisogna metterci tutto l’impegno possibile.

Continuo a non capire perche’ una cellula umana abbia piu’ diritto alla vita di.. che so? un delfino, un cane, una zanzara.
Si continua a blaterare di “vita” intendendo “vita umana” ma nessuno mi ha ancora dato una definizione di essere umano.

Bah, sto divagando.
Bell’articolo Lame.

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Quoto pienamente il tuo articolo!!
In merito al ginecologo genovese suicida, un mesetto prima del triste episodio ho avuto modo di sentire durante la trasmissione “Viva voce” su Radio 24, durante la quale si affrontava lo “spinoso” argomento dell’aborto e della pillola RU-486, l’intervento proprio di un ginecologo del Gaslini (sfortunatamente non ricordo se si trattasse del “futuro” suicida…mi informerò), il quale si lamentava di essere ormai l’unico a praticare l’aborto in rispetto della legge 194, contro una fitta schiera di “colleghi” obiettori…per questo tale ginecologo veniva denominato “Erode” e malvisto nell’ambiente ospedaliero e non…solo e abbandonato, mentre raccontava la sua storia incredibile, parlavo con un tono di voce disperato in uno sfogo denotante sconforto e rassegnazione. Ritengo che tutto questo sia assurdo…chi afferma che in Italia non ci siano impedimenti nei confronti delle donne che decidono, dolorosamente, di interrompere una gravidanza dovrebbe fare i conti con le difficoltà oggettive derivanti dal rifiuto opposto da un numero crescente di medici, i quali disattendono i propri doveri, rendendo sempre più complicato accedere ad una assistenza che lo Stato si dovrebbe impegnare a garantire e tutelare.

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Come ho già detto anche nel commento all’articolo di spes, ognuno può avere le proprie opinioni in merito alla morale, ma se fa un lavoro come il medico non deve scassare a me che non c’entro niente e posso non condividere le sue idee. Se io richiedo qualcosa che è perfettamente legittimo, non devo incontrare problemi.
I farmacisti “obiettori” che rifiutano di vendere la pillola del giorno dopo è proprio l’ultima trovata assurda. Fra qualche anno cosa faranno, si rifiuteranno di vendere anche i preservativi? Tanto ormai ognuno fa come gli pare…

Bisogna difendere la vita anche se frutto di stupro…discutibile, ma comunque il fatto che la cosa venga da un uomo, che oltretutto ha fatto il voto di castità, è preoccupante. Ma si sa, una donna mica può permettersi di discutere della propria morale, devono essere gli uomini, a cui certe situazioni non capiteranno mai ad imporgliela e guai se disobbedisce. Florence Kennedy disse una volta: if men could get pregnant, abortion would be a sacrament. Per i non anglofoni, vuole dire che se gli uomini potessero essere incinti, l’aborto sarebbe un sacramento.

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