C’è puzza d’aria nuova 14


Finalmente ci siamo, c’è davvero puzza d’aria nuova in quest’Italia più fatiscente che decadente. È un momento magico che non possiamo perdere, noi che amiamo l’arte demenziale, noi che abbiamo perso la voce a furia di sbraitare. Noi che in fondo non siamo arresi, ma diventati cinici e vendicativi.
Un domani smetterò di ghignare – maledetta coscienza – ma per oggi ancora voglio starmene così, come se stessi con i piedi a mollo in una giornata d’estate.
Perché una volta, nemmeno tanto tempo fa, quando io scrivevo forconi, o rivoluzione (era appena passato il 2000, un tempo remoto) la gente mi insultava, ricevevo e-mail minatorie, dove i più gentili mi appellavano con un moderato “troia comunista”, i più colti, (quelli che avevano letto almeno un foglio del giornale) mi chiamavano “nipotina di Stalin”.

Ora in Sicilia non vi è “mafioso candidato” che non parli di Rivoluzione, con la serenità di chi pare essersi sottoposto a una vaginoplastica, che il botulino non basta più. La lega 2.0 di bobo maroni, afflitta da amnesia galoppante, l’UDC che parlano con tutti per la necessità di cambiare nel rispetto delle tradizioni del partito, l’Italia dei valori che persevera nella negazione della sua stessa realtà. A tutti prima o poi scappa di voler incitare alla rivoluzione al nuovo, al domani diventando paladini per un giorno dei reietti e dei diseredati.
Vizio che accomuna tutti, quello dell’altruismo per un giorno. I precari, finalmente la scuola, i cittadini e i lavoratori. Pian piano, mentre passano i giorni che vi separano dalle urne, eccoci tornare ad esistere in quest’Italia in svendita che ci ha messo all’angolo, come i mobili vecchi o rotti che si nascondono quando si vuol vendere una casa fatiscente. Ci levano di dosso le ragnatele, o cavalcano la nostra disperazione per assicurarsi ancora un posto in paradiso.

Ma il mio cinismo trova maggiore soddisfazione dinnanzi agli spacciatori di sogni, i viziosi della speranza. Il pdl, il pd. Magici. Surreali eppure capaci di apparire metafisici; “silvio, nuova lista «Ci lavoriamo noi Amazzoni»” Cosa potrebbe aggiungere il mio cinismo a tutto ciò? Non è sufficiente di per sé per spiegare il non-senso di tale aberrazione? O Al Fano che promette “facce nuove”? (Appunto la vaginoplastica risolve la s-verginità) Giorno dopo giorno un turbinio di minchiate cosmiche, che un popolo intellettivamente normodotato, sì, avrebbe sistemato con la punta di un forcone. E invece abbiamo le lotte interne, questa sorta di diverticolite, di malattia intestinale tra Bersani e Renzi, con Veltroni e D’Alema, con chi fugge dalla nave affondata trovando però un porto sicuro nel quale approdare. E noi ancora qua, cittadini vessati e affamati che al massimo della prostrazione ci limitiamo a gridare che son tutti ladri, come se ribadire l’ovvio fosse l’ultima risorsa che abbiamo.

E in questo ci aiuta il nuovissimo che avanza, ma l’ho scritto già: il popolo dei vaffanculisti di Grillo, che non vedono l’ora di affidare la loro sorte al piccolo esercito di persone per bene, incensurate e volenterose. Che importa se è già chiaro che domani saranno proprio loro a beccarsi i “vaffanculi” dello stesso popolo che ora gli osanna? Perché tra le mille chiacchiere, tra le mille promesse a nessuno è ancora venuto in mente di salire sul palco a raccontarci la realtà futura. Quella con la quale proprio loro dovranno domani scontrarsi: casse vuote, appalti truccati dalla mafia di stato, lavoratori esuberanti, malati cronici dimenticati, e milioni di affamati ai quali nemmeno potranno gettare le brioche.
Attendo qualcuno con le lacrime agli occhi che abbia il coraggio di dire: cittadine e cittadini, oggi finisce l’era di Fantasylandia. Torniamo a vedere quel che resta dell’Italia. Quel giorno, forse, piangerò anche io.


Informazioni su Rita Pani

Rita Pani è nata a Carbonia (CI) il 4 Ottobre 1964. Ha collaborato nella redazione giornalistica di una piccola televisione sarda. Ha partecipato a diversi laboratori di scrittura creativa e collettiva prediligendo il racconto breve, ed ottenendo la pubblicazione di alcuni di essi e di alcune poesie, su qualche rivista tematica e in un’ antologia. Ha lavorato presso l’ufficio stampa di una Onlus, impegnata nella promozione e nella divulgazione informativa sulle energie pulite e rinnovabili, e tutt’ora collabora con la Casa Editrice di musica classica “ClassicaViva”, come addetta stampa. Nel 2007 ha pubblicato il primo romanzo “Luce” con la Gammarò Editori di Sestri Levante, nel 2008 il secondo “Vite di vetro” e nel 2009 “Quell’amore alla finestra – Storia di Tello e Dora”, con la stessa Casa. Con la Epika Edizioni "Lo sguardo di Hermes". Da dieci anni scrive il Blog R-ESISTENZA, molto seguito, prediligendo le tematiche politiche, da cui ha tratto una Raccolta scaricabile da Web. Da novembre disponibile l'ultima pubblicazione "Quattro alberi di magnolia" di Epika edizioni.