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C’è Davvero Bisogno di una Politica del Decreto?

21 ottobre, 2008 - 8:00 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Informazione




Condividi C’è Davvero Bisogno di una Politica del Decreto?. Carmine F. ti ringrazia.
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Mercoledì primo Ottobre il premier Berlusconi ha affermato di voler governare a colpi di decreti legge. Perché? A suo dire le lungaggini parlamentari, la troppa burocrazia, renderebbero inapplicabili provvedimenti urgenti e di cui il paese avrebbe bisogno. La politica del decreto, dunque diventa uno dei punti cardine del governo Berlusconi. Ma ce n’è davvero bisogno?

Berlusconi

Berlusconi




Sicuramente l’istituzione “Parlamento” concepita dalla Commissione dei Settantacinque ed approvata dal plenum dell’Assemblea costituente ha finito per diventare un peso per la democrazia italiana. La doppia lettura, concepita inizialmente come misura garantista di una maggiore qualità dei vari disegni di legge, ha finito per trasformarsi in un continuo rimbalzo tra la Camera dei Deputati e il Senato. Il testo approvato deve essere identitco per entrambe le camere, se ci fosse una sola virgola di cambiamento il testo dovrebbe esere riapprovato daccapo. A mio avviso questo sistema è molto farraginoso e rischia di non rispondere in modo concreto alle esigenze del paese.

Ma una politica del decreto sarebbe comunque accettabile?

Dal mio punto di vista direi proprio di no. Il parlamento è il perno del sistema istituzionale italiano. Svuotarlo del proprio significato significherebbe andare contro al costituzione stessa, depauperando la democrazia ed alimentando il vento di polemica fomentato da quanti sostengono che il berlusconismo coincida con un ritorno al passato, o meglio con l’appropriazione indebita dello stato che configurerebbe un regime. Ritengo sia molto più utile proporre un progetto di riforma del Parlamento stesso, differenziando i compiti delle due camere in modo da rendere l’iter legislativo molto snello, cercando anche di ridurre il massivo utilizzo del decreto legge. D’altronde il decreto legge (ed in parte anche il decreto legislativo) risponde proprio ad una chiara esigenza di rapidità ed efficienza. Quando il Parlamento non riesce ad operare con urgenza, il decreto si sostituisce alla votazione in Camera, quindi riesce ad intervenire velocemente dove serve.
L’art. 77 comma 2 della Costituzione, afferma: “Quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.”

De nicola firma la costituzione

In riferimento a tale citazione è possibile notare come il decreto sia un provvedimento che debba presentare i caratteri di necessità e di urgenza, per cui, se quest’ultimi non sussistono, il decreto non può essere attuato. La definizione dei criteri suddetti è certamente opinabile, e ciò è senz’altro dimostrato dall’uso smodato che se ne è fatto dagli anni addietro fino ai nostri giorni, tuttavia la necessità e l’urgenza assumono una dimensione stringente, riducono cioè il campo entro il quale è possibile ricorrere al decreto. Altro elemento importante è il dovere di presentare alle camere il decreto il giorno stesso della sua approvazione. Se questo non avvenisse il provvedimento perderebbe d’efficacia, come nel caso descritto dal comma 3 dello stesso articolo 77, e cioè: “ I decreti perdono efficacia sin dall’inizio se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione…” In questo caso, si configura una nullità dell’atto ex tunc, cioè dal momento della sua pubblicazione.
L’abuso del decreto è un vero e proprio paradosso. Da un lato esso è permesso solo da situazioni di necessità e di urgenza, dall’altro lo si utilizza anche quando tali presupposti non ci sono. Mi sono chiesto quali siano le ragioni, ma per ora non sono riuscito a trovare una risposta soddisfacente.
E’ importante, però, sottolineare come non si senta un vero e proprio bisogno di tale politica. Le situazioni di emergenza e di crisi esistono, ma non tutto è ascrivibile in queste due categorie. Sarebbe dunque necessario un ritorno al Parlamento, un ritorno cioè alla base della democrazia italiana che detiene il potere legislativo in quanto espressione della sovranità popolare. eppure sembra che ce ne si allontani sempre di più.
A mio modesto parere, non c’è altra alternativa che una riforma del Parlamento.

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Comments

11 Risposte a “C’è Davvero Bisogno di una Politica del Decreto?”
  1. mattions scrive:

    Un altro problema che tuttavia bisogna sottolineare è che la costituzione concepisce il parlamento come un luogo dove i parlamentari operano senza obbligo di mandato, ovvero vengono insigniti della possibilità di votare a favore o contro una legge a seconda della “bontà” della legge.

    Con i parlamentari che ci ritroviamo oggi questo non avviene. Sono semplicementi “schiacciatori di tasti” o quando qualcuno non si presenta…. addirittura pianisti.

  2. Doxaliber scrive:

    Bell’articolo Carmine. Tra l’altro mi trova pienamente concorde.

  3. ilBuonPeppe scrive:

    Concordo con Carmine; non è la prima volta, e la cosa comincia a preoccuparmi ;-)
    Bisogna però fare attenzione quando si parla di “riformare” il Parlamento: secondo me non si può pensare di semplificare l’iter senza intervenire su altri aspetti. In particolare:
    - la non eleggibilità e la decadenza automatica dei condannati
    - la sospensione per gli indagati in alcuni reati
    - la scelta diretta dei parlamentari da parte dei cittadini
    - la limitazione del voto segreto
    Se si semplifica l’iter senza applicare queste misure (e magari qualche altra nella stessa direzione) si ottiene solo di offrire al governo uno strumento ancora più facile da maneggiare a proprio uso e consumo. E sarebbe ancora peggio di oggi.

  4. Oris scrive:

    mi piace, una voce fuori dal coro è sempre ben accetta, mi annoiavo. :)

  5. E non dite più che il razzismo ed i morti sul lavoro sono emergenze….
    la vera emergenza è stata solo sospendere i processi alle alte cariche dello Stato!
    Che sia un lodo o un decreto, l’importante è che riguardi gli affari loro….prima di tutto….

  6. Sono rimasta colpita dalla foto del Silvio… appare persino piu’ alto degli “ussari” sullo sfondo.
    Mi pare di vedere una stampa ottocentesca del Bonaparte.
    Chi e’ il fotografo? Emilio Fede? :D

  7. Silent Enigma scrive:

    carmine, se lo chiede anche la corte costituzionale ogni tanto.
    sentenze che hanno fatto scuola sono la 360 del 96 e la 171 dell’anno scorso.
    chiaramente quella della corte restano parole autorevolissime ma non c’è verso che il governo le ascolti

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