C’è chi scende e c’è chi sale 3


Nella grande mole di messaggi che ho ricevuto in questi giorni, molti di voi hanno lamentato il silenzio, su ciò che inesorabilmente accade. A tratti mi son sentita anche colpevole per l’esigenza di tacere o meglio di non indagare oltre le trame della storia farsesca che stanno scrivendo sulla nostra pelle. Ora sono in difficoltà, quella che assale quando sai che dovrai misurarti con un compendio di minchiate.
Da dove si parte? Dalla prima cosa seria e reale. Il cambiamento italiano troppe volte annunciato, è finalmente arrivato. Dopo anni di mafia in Parlamento, ora arriva l’antimafia. Forse è così che si pensa di dare vita all’alternanza, di dare forma alla promessa.

Se prima si scendeva in campo l’antagonismo sale in politica, se prima la società civile eravamo noi, trasformati in terroristi spacca vetrine, ora la società civile è Montezemolo. Vuoi vedere che l’Italia cambia davvero? Me lo dicevo oggi sentendo un pidiellino preoccupato per la salita in politica del Procuratore Grasso, ritenuto addirittura inquietante da chi la mafia l’ha istituzionalizzata. Poi però mi son ricordata che nell’ormai lontano 2006 “Vuoi vedere che l’Italia cambia davvero?” era stato lo slogan della campagna di Bertinotti e del P.R.C. e mi son ricordata ancora che fu proprio quello l’ultimo anno in cui votai, con il naso turato e una maschera antigas, violentandomi per non essere violentata. Fu l’anno in cui decisi che mai più avrei votato se non mi avessero restituito la dignità di cittadina, il diritto costituzionale al libero volto e alla libera scelta. Ma queste son solo chiacchiere.

L’Italia va, di cambiamento in cambiamento per restare sempre uguale. Leggevo oggi i piagnistei per l’occupazione delle TV da parte del debosciato, e anche qua ho notato il cambiamento in me. Per quel che mi riguarda potrebbe andare anche a Vojager a spiegare la sua mummificazione o alle previsioni del tempo, tanto io non lo vedrò mai. Monti potrà anche regalarmi l’agendina quando andrò a comprare la bombola per la stufa a gas, tanto non la userò abituata come sono a riempire il monitor e il frigo di post it.

Il Vaticano appoggia Monti, e pure questa pare essere una novità, proprio come se da sempre l’ingerenza di questo staterello tanto abusivo quanto straniero, non avesse coadiuvato l’Italia a finire sbranata da tutte le mafie, la loro, parimenti potente, compresa. E forse è per coadiuvare la campagna elettorale, e per rasserenare il clima politico, che manda avanti Don Piero e il suo manifesto contro le donne. Per far un po’ di fumo, per far partire l’ennesima protesta intelligente dell’italiano che reagisce: “la protesta delle minigonne”. Un modo come un altro per svagarsi dalla fame e dalla carestia, e soprattutto per far passare in silenzio l’inutilità di una tornata elettorale in cui il voto dei cittadini conterà meno di una mazza.
“Rita, mi aspettavo una tua sulle ultime dichiarazioni del tizio sui gay e sugli extracomunitari …” E mi vien da sorridere. Che si dovrebbe dire degli extracomunitari, dopo aver appreso che due corpi decapitati sono stati ritrovati sulle coste palermitane. Forse viaggiavano come clandestini nei container caduti in mare tempo fa. Ed è proprio con queste quattro righe scarne, che il nostro paese si è posto il problema dello sterminio quotidiano di innocenti e disperati. Perché indignarsi per le stronzate di un coglione, e restare zitti e indifferenti dinnanzi a tanto abominio? Abbiamo un mare che non è solo una fossa comune per vite insignificanti, ma anche per relitti dei quali, novanta volte su cento non sappiamo nulla, se non il cancro e la moria che poi ci coglie e ci vince.

Ma ci vogliono bene, ed è proprio per salvaguardarci dalla fatica di pensare alle nostre vite fottute, che oggi un tg ci domandava: “Secondo voi il trattamento ricevuto da Veronica Lario, la quale percepirà 100.000 euro al giorno per essersi separata dal debosciato, è equo?” Il 67% dice di sì. Quindi cosa ci è rimasto da dire?


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3 commenti su “C’è chi scende e c’è chi sale

  • Antonello Puggioni

    A casa mia abbiamo buttato la TV da un paio d’anni, basta e avanza tendere l’orecchio in un qualunque bar o fermata d’autobus o durante una coda alle poste etc. per avere la percezione esatta delle “nostre vite fottute”.
    Sono come quel pessimista soddisfatto: le cose stanno andando peggio di ogni più rosea previsione e l’orrore abominevole che emana dal sondaggio del tg ne è la conferma.
    E’ davvero durissima.

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