Veri Uomini

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“Perché no?” mi sono detta, a ben guardare la vita ha una sua “insostenibile leggerezza” che merita di essere valutata: l’Uomo.
Senza rimandare a domani (caratteristica, unicamente, maschile) e non avendo un “maiale” a disposizione (”Per capire una donna ci vuole una donna, per capire un uomo ci vuole un maiale” Geppi Cucciari -Zelig-), ho fatto incetta di riviste (una, per la verità, il resto è pornografia) e ho cominciato a “leggervi” per provare a capirvi (contraccambiando la cortesia- settimana dedicata alle donne su MC), a “sfogliarvi”, comodamente seduta, per il gusto di detronizzare, sulla poltrona di casa.

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Nell’estrema naturalezza del suo ciclo vitale, Mario Rigoni Stern era, è, continuo, circolare, infinito. Prosegue il viaggio, solcando lande d’un rosa bigio, preannuncianti lo stupore delle aurore slave. Ma Mario era, è, soprattutto tundra, inverno, come ha notato Paolo Rumiz su “Repubblica”. L’ultima volta che l’ha visto, stringendo la sua mano ancor salda e scabra, ha avuto la percezione che stesse tramutandosi in bosco. Muschio, guazza, foglie bagnate, frulli di passeri, frugalità di camini accesi, questo e molto altro è stato Mario. La sua elementarità spaziale aveva un sentore cosmico. Una vicinanza biblica con la terra, permeata da un misterioso Tao. Mario era restituzione, senso della precarietà e roccia verso l’orizzonte. Saperlo lì, nel suo Veneto rorido di cielo, confortava. Dava la certezza del compattarsi del tempo, della regolarità del vivere, della rappacificazione col creato.

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Il Museo del comunismo è in pieno centro a Praga.

Praga, invasione russa, 1968

Pare sia unico al mondo. Sta sopra un McDonald, a lato di un casinò, vende magliette griffate ed ha un bookshop. Aperto nel 2001 o forse nel 2002 da un imprenditore americano titolare di negozi di bagel ebraiche a Praga, è un business in piena regola. Fortemente di parte, un po’ scarno, superficiale e propagandistico. Induce a pensare a quanto si sta bene nel capitalismo mostrando alcuni aspetti aspri e corrosivi del comunismo: propaganda tipica da americano medio. E io, che quasi temevo che mi avrebbero chiesto nome e cognome, all’acquisto del biglietto… Ponf! Schedata! (e adesso chi ci torna, in Italia, mo’ che risorge anche il Berlusca?)

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Ci sono cose per me misteriose. I premi Nobel sono in genere tenuti in grande considerazione: si accorda loro un ruolo-guida nei campi in cui hanno ricevuto l’ambito riconoscimento. Sono personaggi ascoltati, un po’ come succede da noi con la Levi-Montalcini e Dario Fo nelle rispettive discipline. Carlo Rubbia è anche lui un premio Nobel, lo vinse nel 1984 per la Fisica. Il suo attuale campo di ricerca riguarda l’energia, uno dei grandi temi del nostro tempo e qui in Italia ormai dramma quotidiano vista la nostra dipendenza pesantissima da un petrolio sempre più caro. Ebbene, nonostante sia un premio Nobel, nonostante operi in un campo strategico, a me pare che le sue tesi, qui in Italia, non vengano tenute in grande considerazione.

Rubbia

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E’ difficile fare a meno di notare l’attenzione mediatica che si è concentrata intorno a Roberto Saviano nelle ultime settimane. Proprio quelle che hanno preceduto la presentazione del film tratto dal suo libro.

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23 maggio 2008

Oggi io non sento il boato scatenato sedici anni fa da cinque quintali di tritolo sull’autostrada Palermo – Capaci. Ma sento ancora fortissima la forza dell’esempio che ci ha lasciato Giovanni Falcone.
Significa che la mafia ha perso. Ha ucciso un uomo. Ne ha uccisi tanti altri. Ma non è ancora riuscita ad uccidere un’idea.
Falcone fu il primo a smascherare veramente i meccanismi di Cosa Nostra. Nel 1983 fu uno degli ideatori e dei membri del “pool antimafia” che portò al grande maxiprocesso del 1987. Fu costretto a vivere sotto scorta dal 1985 in poi, rinunciando anche alla propria vita privata per portare a termine il proprio lavoro, per il profondo senso del dovere che sentiva e per l’amore per la Sicilia. Falcone fu ucciso il 23 maggio del 1992 alle ore 17.58.

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Toh quei simpaticoni della IAAF (federazione internazionale atletica leggera) non accetteranno i nuovi test portati dall’atleta sudafricano.
Premetto che Pistorius non è un disabile, ma come dice lui è un uomo senza gambe!
Forse tanti di voi penseranno che lo dice perché è un cinico, ma secondo me lo dice per non mancare di rispetto ai veri disabili che non possono fare nulla senza aiuto.

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Continuo a pensare che sia più facile portare George W. Bush all’impeachment piuttosto che Hillary Clinton alla presidenza degli Stati Uniti. Non so ma la vedo dura e non è questione di Obama.

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Delle Fragili Cose

Per quanto delle volte mi risulti impossibile crederlo, anche io, un tempo, sono stato un bambino.
I ricordi di allora si fondono spesso con i sogni e, talvolta, mi è difficile distinguere ciò che accadde da ciò che ho solo immaginato o temuto.
Zio T era il marito della sorella di mia madre. Allora mi appariva altissimo e magro come uno stecco. Con gli anni la sua altezza ha smesso di farmi impressione, ma la sua magrezza nervosa l’ha conservata fino ad oggi.
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Raffaele Sollecito è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza. Per il momento l’unica cosa accertata a suo carico è il fatto che fumasse erba come un altoforno di Bagnoli, acquistata con la cartina di credito di papà (l’erba non Bagnoli). Frattanto Mamma Maria Franzoni, riconosciuta colpevole di aver ucciso suo figlio in una di quelle mattine un po’ così, in cui ti svegli che già ti girano, è a casa ad allevare bambini di riserva che si svegliano all’alba e quatti quatti si defilano come giovani amanti e si allungano solinghi fino a scuola, tra le rassicuranti cure di qualche maestro fisicamente affettuoso. L’Italia della giustizia un tanto al chilo è un teatro dell’assurdo. Colpa dei giudici? Probabilmente no. Dei media? Po’ esse. Degli avvocati? Mppfffffhhh.

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Me lo sono sentita dire 10 giorni fa.

- Non ci sono più le donne di una volta. Sai, quelle donne che quando porti a casa gli amici sono in grado di preparare magicamente una cena per dieci, che sanno gestire una casa sempre a posto, che sanno tenere il frigo pieno. Non ce ne sono più. Secondo me le donne di oggi hanno perso le capacità delle loro mamme.

Una pentola in rame

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Bzzzzzzzz. Il citofono della Camera dei Deputati trilla sul banco dell’onorevole Bertinotti. Immediatamente mezzo emiciclo si fruga in preda ad un attacco di tuca tuca alla ricerca del telefonino per potersi dare un tono dissimulando noia e fastidio nell’essere disturbati sul posto di lavoro. L’altra metà era già al telefono.
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dalai_lama.jpgDopo la Moratti e il Papa , anche Bertinotti scarica (a metà) Tenzin Gyatso . Ma il XIV Dalai Lama (”Oceano di Saggezza”) non sarà certo solo durante la visita in Italia che, dal 7 al 9 dicembre , lo vedrà (tentare di) portare la sua saggezza e amore nella nostra bistrattata penisola.

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C’è qualcosa che mi fa profondamente incazzare, in un momento come questo. Il fatto che ormai non c’è più rimedio. Quando viene a mancare una persona di spessore, a mitigare la triste consapevolezza della perdita di solito intervengono i ricordi, di ciò che ha fatto e dato, e i valori che ha saputo comunicare. La memoria degli altri è il premio che giustamente spetta a chi ha speso la propria vita in modo straordinario, in qualunque ambito. Non mi riferisco solamente ai grandi dell’intelletto, pensatori, scrittori, giornalisti, ma a chiunque abbia avuto il merito dell’eccezionalità. Continua a leggere »

prima_guerra.jpg“La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta [...] I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.

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