Vere Donne

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equalmanwoman1.jpgHo letto con molto interesse, pochi minuti fa, la proposta di istituire una giornata per le donne vittime di violenza. E’ una bellissima iniziativa, ma purtroppo il problema è già conosciuto. Immagino già come andrà a finire: cercheranno qualche nuovo fiore simbolico da regalare a noi donne, riceveremo molti auguri, tanti esperti o (molto più spesso) presunti tali parleranno seduti sulle poltrone degli studi televisivi. Purtroppo il vero obiettivo da raggiungere è un intero rifacimento della nostra cultura.
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Stamattina mi sento stanca e nervosa. Mi gira la testa. L’autobus è pieno e divento ancora più tesa. Fortunatamente, si libera un posto a sedere. Di fronte a me c’è una bimba di circa 10 anni accompagnata, forse, dalla zia. La piccola è agitata e sta raccontando qualcosa, ma la zia è tranquilla e la guarda con l’ammirazione. Sta parlando della sua passione, del suo sogno - diventare medico. Dice che la vista del sangue non le fa nessuna impressione e che vuole operare le persone per salvare le vite. Si lamenta del fatto che sua madre le impedisca di guardare il suo telefilm preferito: Dr.House .

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Prendo spunto da una frase del messaggio con il quale è stato lanciato questo speciale di MenteCritica per avviare la mia riflessione.

Come uomini abbiamo fatto molti errori, leggere di voi sarà un modo per capire e migliorare…

Volete “leggere di noi”. Leggere le donne. (Ho timore di sbagliare accento e trasformare un verbo in un aggettivo, “leggère“, che ha “condizionato” la nostra vita). Cosa volete che vi scriviamo, cosa dobbiamo raccontare, dire più di quanto è stato già detto? Più di quello che sapete già?

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Da oggi, e per tutta la settimana, MenteCritica dedica i suoi spazi principali alle donne. Inizia la pubblicazione di quello che abbiamo deciso di chiamare “Un 8 marzo fuori stagione“.

Un 8 marzo fuori stagione - speciale donna

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L’altra metà del cielo, sesso debole, regine del focolare, fulcro della famiglia e altre amenità del genere. Forse semplicemente persone a cui la natura ed il destino hanno assegnato più compiti che agli uomini.

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Babbo Natale

ANSA 25-12-07 ore 02:45

Poche ore fa, sull’autostrada Firenze Bologna, all’altezza di Rioveggio, in direzione Nord, si è consumato un terribile incidente. La slitta di Babbo Natale, mentre effettuava una planata per la tradizionale consegna dei regali ai bambini del circondario, ha investito in pieno un autotreno carico di profilati d’acciaio. Babbo Natale è deceduto durante il trasporto in ospedale. Tre renne hanno perso la vita, le altre nove sono tutte ferite. Due sono in condizioni gravissime. Illeso il conducente del mezzo pesante.

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E’ una grande Italia quella di pallavolo femminile, capace di vincere la World cup in Giappone a punteggio pieno, con soli 2 set persi e col quoziente punti (punti fatti/punti subiti) più alto.
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anna.jpgSì, il 7 ottobre,poco più un anno fa, moriva Anna Politkovskaya. Sono passati alcuni giorni e già nessuno ne parla più. Moriva freddata da quattro colpi di una Makarov PM, chissà da chi, mentre era nell’ascensore di casa sua. I convenevoli li saltiamo: tutti, purtroppo troppo tardi, sanno chi è stata la Politkovskaya.
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logo-partito-democratico.gifSarà Don Walter, non ci sono dubbi, il vincitore delle primarie del PD. Le grancasse sono al lavoro da tempo, le macchine di partito girano a pieno ritmo, appena infastidite dalla voglia di cambiamento del Paese che finora ha prodotto solo un certo interesse per il Vaffa di Grillo e per le regge acquistate a prezzo di saldo da Mastella & C.
Sarà Don Walter, senza dubbio, ma è un peccato, sapete?
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Nel gennaio 1989 Natalia Ginzburg, di cui oggi ricorre l’anniversario della dipartita, scrisse questo articolo sulla morte, che riporto con le sue stesse parole. Continua a leggere »

canalistim.jpgQualche settimana fa, leggendo le notizie del giorno sulla pagina web del Corriere della Sera, una in particolare riesce a strapparmi un sorriso. C’è scritto infatti che il Financial Times accusa l’ Italia di essere il paese delle donne nude. Ci accusano in pratica di utilizzare donne affascinanti in pose provocanti e maliziose, di utilizzarle dovunque, nei programmi televisivi e negli spot, con l’ unico scopo di eccitare gli uomini, e quindi di aumentare lo share, di incrementare le vendite, di pubblicizzare un prodotto. Donne oggetto insomma.

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Respinte. Le donne dell’Acmid (Associazione della Comunità Marocchina delle Donne in Italia) non potranno costituirsi parte civile nel processo agli assassini di Hina Saleem.

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tamara-de-lempicka-the-green-turban-15521.jpgLe donne musulmane si costituiranno parte civile nel processo contro i carnefici di Hina Saleem, la ragazza di origine pachistana trucidata a coltellate e gettata in un sacco della spazzatura dal padre e dai fratelli perché “rea” di amare un italiano e - come scrivono i giornali - di “voler vivere all’occidentale“.
Un’espressione che contestiamo. Hina non voleva vivere “all’occidentale”. Hina voleva semplicemente essere sé stessa. Occidentale od orientale, poco conta: si è sempre donne di qualcuno. E le donne sono un po’ delle apolidi: da qualsiasi parte si trovino, avranno sempre alle calcagna qualche maschio padrone pronto a negar loro i più elementari diritti.
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Nella notte del 24 marzo 1976, la giunta militare di Jorge Videla attua un golpe militare anomalo, in quanto realizzato senza sparare un solo colpo, rovesciando il governo di Isabelita Peròn e collocando l’Argentina in un girone infernale da cui decine di migliaia di persone usciranno solo passando attraverso la tortura, la fucilazione, o “il volo nell’oceano” abbracciati ad un blocco di cemento.
DESAPARECIDOS.
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Torno sull’8 marzo dopo un’attenta riflessione su come è stato celebrato dai media, in specie dalla grande sorella televisione.
Non si parla più delle origini di questa ricorrenza, quelle lotte di emancipazione sociale ed operaia che sembrano ormai lontane millenni, ma ciò è scontato e comprensibile in una società ipercapitalistica.
Le donne di oggi, questo è il messaggio, si emancipano solo perché sono belle e disponibili, e magari sono figlie-mogli-amanti di, mica perché rompono i coglioni sul posto di lavoro, come fanno le brutte e racchie, e povere.
Non c’è spazio per i veri problemi delle donne, la doppia fatica che deve fare qualunque di noi per farsi valere sul lavoro, il doppio lavoro mai retribuito di casalinga-badante-infermiera-puliscicessi (signori, mica tutti possono permettersi la moldava). Gli unici “problemi” che questa società concede alla donna sono la cellulite e la stitichezza, ma basta uno yogurt e caghi ogni giorno come Alessia Marcuzzi. Continua a leggere »

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