Da qualche tempo, nei confronti di Condoleezza Rice, è in corso un’operazione di discredito personale a mezzo di illazioni scandalistiche e allusioni volgari. Pur avendo risolutamente negato di voler entrare nei giochi elettoralistici del 2008, il Segretario di Stato è da tempo al centro di striscianti manovre tendenti a screditarne l’immagine, soprattutto in una futura prospettiva presidenziale. Per arrivare a questo si è partiti da alcune voci, che da anni circolano sottotraccia, su una sua presunta propensione lesbica.
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Lo ammetto, l’automatismo di gioire perché una donna rischia di diventare presidentessa della repubblica non ce l’ho e anzi, la cosa rischia di provocarmi di solito una fastidiosa orticaria, la stessa che provo quando bisogna essere buoni e buonisti per forza.
Il virus del papilloma umano o HPV (acronimo di Human Papilloma Virus) è un virus appartenente al gruppo dei papovavirus. Le infezioni da HPV sono estremamente diffuse e possono causare malattie della pelle e delle mucose.

Donne attenzione: Dovete stare dentro casa a qualsiasi ora del giorno. Non è decoroso per una donna vagare oziosamente per le strade. Se uscite, dovete essere accompagnate da un mahram, un parente di sesso maschile. La donna che verrà sorpresa da sola per la strada sarà bastonata e rispedita a casa. Non dovete mostrare il volto in nessuna circostanza. Quando uscite, dovete indossare il burqa. Altrimenti verrete duramente percosse.
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Caro (S)conosciuto,
(come ben sai “S” è l’iniziale del tuo nome…)
Anzitutto ti ringrazio! E come vedi lo faccio pubblicamente. Per le belle frasi che mi scrivi, per i complimenti che mi fai, per il “desiderio tuo” di conoscermi. Ti ringrazio per i mille messaggi pvt che ogni giorno mi invii, (per non farmi sentire sola… da cosa tu abbia dedotto che io mi senta sola non lo so!).
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Me lo sono sentita dire 10 giorni fa.
- Non ci sono più le donne di una volta. Sai, quelle donne che quando porti a casa gli amici sono in grado di preparare magicamente una cena per dieci, che sanno gestire una casa sempre a posto, che sanno tenere il frigo pieno. Non ce ne sono più. Secondo me le donne di oggi hanno perso le capacità delle loro mamme.

Lo so, ho già scritto un articolo per questo speciale e quindi a rigor di logica dovrei dedicarmi ad altro, ma dato che raramente sto zitta, eccomi di nuovo qui!
Come titolo questo non vincerà un premio di originalità , ma è esattamente ciò di cui voglio parlare qui: le ambizioni femminili. Non so dove, ma tempo fa ho letto un articolo sulle ambizioni delle ragazze di oggi, e ne ho discusso con degli amici. Non mi è piaciuto per niente, specialmente perché alcune delle cose che ho letto sono vere, ne trovo riscontro nella realtà di tutti i giorni.

Anni addietro alcuni pedagogisti inglesi, dopo un approfondito lavoro di ricerca, decretarono il fallimento della scuola mista. Maschi e femmine – questa la sorprendente conclusione – apprendono in modo diverso: devono quindi ricevere un’educazione distinta.

Ieri, con un atto di diritto pregno di civile responsabilità ed indipendenza di giudizio, il Tar del Lazio ha annullato le linee guida della legge sulla fecondazione medicalmente assistita. Il senso della decisione va oltre la bocciatura delle linee guida e mette in discussione l’intero impianto della legge 40. Legge che, ricordiamolo a tutti, non riconosce lo status di malattia alle coppie incapaci di procreare e che, sulla base di criteri opinabili, impone pratiche mediche di standard qualitativo inaccettabile. Questo costringe, chi se lo può permettere, a cercare queste cure presso centri esteri dove le procedure mediche vengono applicate nel pieno rispetto dei protocolli scientifici internazionalmente riconosciuti. La legge 40 è stato un duplice schiaffo per le coppie afflitte da patologia della riproduzione. Il primo lo hanno ricevuto quando si sono viste negare una serie di misure scientifiche in grado di aumentare le probabilità di successo delle cure, il secondo gli è stato inflitto quando l’incivile opportunismo politico del clero di Roma si è associato alla criminale e torpida indifferenza dei connazionali che hanno disertato il referendum abrogativo. Questo ha associato al dolore per la malattia la sensazione di abbandono da parte del proprio Paese.
Oggi, nell’ambito del nostro “8 marzo fuori stagione” vi proponiamo una testimonianza. Scrive una donna e ci fa capire che, aldilà dei dibattiti bizantini sul sesso degli angeli nei quali amano indulgere filosofi della domenica e porporati celibi, la sterilità è dolore, sofferenza e solitudine. Come qualsiasi altra malattia. Chi, il 14 e 15 giugno 2005, non ha votato perché “non è un problema mio” o “perché così facciamo mancare il quorum“, legga questo racconto e ripensi al proprio comportamento. Un giorno potrebbe essere la sua bambina a vivere un’esperienza del genere.
Comandante Nebbia
Le dieci e mezza di sera. In estate è ancora presto per tornare a casa, anche se hai quindici anni. Soprattutto se abiti in una città di mare. Sulla riviera Nord, quella che da Pescara porta a Montesilvano, dall’Orsa Maggiore in poi, ché prima ci stanno solo famigliole che leccano gelati e inseguono bambini su minuscole bici colorate, le vedi. Hanno la pelle abbronzata, indossano minigonne e magliettine aderenti. Sono belle, fresche, luccicanti sopra e sotto il make up. In vetrina, ma non sono puttane. Le puttane stanno dall’altro lato della strada. Hanno la stessa età , sono vestite allo stesso modo, ma stanno dall’altra parte della strada.
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