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	<title>MenteCritica &#187; Genericità</title>
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	<description>Non Esistono Questioni di Principio</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 16:05:56 +0000</pubDate>
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		<title>Il Violentatore non Pentito: Negli Abissi del Cuore Umano</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 06:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Tuscano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caffè Amaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche giorno Gianni Guido, uno dei massacratori del Circeo, è un uomo libero. Il Tribunale del Lazio l&#8217;ha affidati ai servizi sociali. Qui sotto ripropongo un pezzo da me redatto il 2 maggio 2005, alla notizia del nuovo arresto del suo sodale Angelo Izzo, &#8220;mente&#8221; della mattanza. Per la cronaca Donatella Colasanti, l&#8217;unica superstite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche giorno Gianni Guido, uno dei <a href="http://www.misteriditalia.com/altri-misteri/circeo/" target="_blank">massacratori del Circeo</a>, <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_30/massacro_circeo_f5aa1cb8-2e46-11dd-bdf6-00144f02aabc.shtml">è un uomo libero</a>. Il Tribunale del Lazio l&#8217;ha affidati ai servizi sociali. Qui sotto ripropongo un pezzo da me redatto il 2 maggio 2005, alla notizia del nuovo arresto del suo sodale Angelo Izzo, &#8220;mente&#8221; della mattanza. Per la cronaca Donatella Colasanti, l&#8217;unica superstite della tragedia, <a href="http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/cronaca/colasanti/colasanti/colasanti.html" target="_blank">è morta di tumore alla fine dello stesso anno</a>.</p>
<p style="text-align: right;"><img class="alignnone size-full wp-image-4262" title="ansa_6160955_39540" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/ansa_6160955_39540.jpg" alt="" width="200" height="285" /></p>
<p><span id="more-4225"></span></p>
<p>Angelo Izzo, 50 anni, ha violentato e ammazzato una donna e sua figlia, quest’ultima 14enne. Nel 1975 Izzo (pariolino benestante e, per passatempo, nazifascista), dopo uno dei suoi inviti a cena con stupro e assassinio (lui li definiva, con snobismo pseudo-intellettuale, “orgette”), massacra Rosaria Lopez, allora 17enne, e fa quasi lo stesso con Donatella Colasanti, 20 anni (che si salva solo perché si finge morta). Poi coi suoi compari va al ristorante.</p>
<p>Quando viene arrestato, alza le mani in segno di vittoria mentre un sorriso gaglioffo gli attraversa il volto. In aula non si presenta, infastidito dalla presenza delle femministe. Dei suoi complici, uno (Andrea Ghira) non ha fatto un giorno di galera: è riuscito a scappare, probabilmente grazie alla complicità dei potenti  - e dei parenti – che hanno sempre protetto anche Izzo (di famiglia ricca, come appena ricordato).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4263 aligncenter" title="colasanti" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/colasanti.jpg" alt="" width="316" height="283" /></p>
<p>Durante gli anni Izzo cerca varie volte di scappare. Alfine ci riesce, ma viene riacciuffato e si complimenta con gli agenti per la loro abilità: mica era facile scovare un genio come lui. Si professa quindi pentito. Molti giornalisti lo avvicinano, lui si racconta con dovizia di particolari, si accusa di molti omicidi, viene dichiarato collaboratore di giustizia perché diffonde a destra e a manca notizie sulle varie stragi nere (probabilmente orecchiate in carcere). Dice che ha studiato, che sente orrore per sé stesso, che ha un gran bisogno di essere perdonato. E i giornalisti cominciano a provare un interesse - molto simile alla comprensione - per il “mostro”, pur sempre, in quanto mostro, e maschio, personaggio eccezionale. Fa niente se quelle frasi che rilascia sono quanto mai inequivocabili: “Stuprare e uccidere non è debolezza, fa sentire forti perché sei completamente padrone di un essere umano. Noi eravamo guerrieri, in lotta contro i nostri nemici“. I loro nemici erano innanzi tutto le donne. Poi i drogati, i diversi in genere. Però quest’immagine del guerriero deve affascinare, come certe menti, e non di pazzi, sono ancor oggi in qualche modo sedotte dalla presunta “intelligenza superiore” di Hitler. Che non era affatto particolarmente intelligente, ma solo banalmente, irrimediabilmente, inutilmente cattivo. Volutamente cattivo.</p>
<p>Il “pentito” Izzo era così in libertà vigilata (?), amorosamente accolto da un pastore protestante nella sua comunità di poveri disperati, alcuni dei quali affidati proprio a Izzo (e uno di loro si è reso complice dell’ultimo delitto con stupro, aggravato dalla pedofilia). Che ora, naturalmente, non si capacita di quel che è avvenuto, pover’uomo. In tutti questi anni, Donatella Colasanti ha chiesto invano che Izzo fosse tenuto in galera. Ha scritto ai rappresentanti di tutti i partiti, di destra e di sinistra, cercando di convincerli che il suo aguzzino stava solo recitando. Nessuno le ha dato ascolto. A un uomo si dà sempre una possibilità. Il guardasigilli Castelli, comunemente ritenuto un nemico giurato dell’amnistia, di fronte al caso Izzo si mostra molto morbido, possibilista. Prima di condannare bisogna avere le prove, si sta parlando di un assassinio gravissimo. Certo. Poiché Izzo è una bravissima persona sarebbe ingiusto accusarlo di simili atrocità. Le parole non erano esattamente queste, si capisce; ma il sugo della storia non cambia.</p>
<p>“Izzo non è un fascista, non è nulla: è solo un maniaco sessuale“, si dice da più parti (ma prima dove stavano?), come se l’appartenere a un movimento politico estremista “motivasse” maggiormente uno stupro. Però si precisa che è un “maniaco”: persona, quindi, diversa dalle altre. Ancora una volta, un “mostro”. Il fascino del Male.</p>
<p>Il “mostro”, ammettiamolo, ci rassicura. Come se il male non abitasse in noi, nella nostra cultura. E possiamo continuare a provare nei suoi confronti una perversa, inconfessabile attrazione.</p>
<p>Di recente “Il Giorno” ha pubblicato una bella intervista a un nativo americano (interprete de L’ultimo dei Mohicani) che lotta per i diritti della sua gente. Nel servizio egli esortava, fra l’altro, a tornare al matriarcato, perché “quando le donne governano tengono conto delle differenze e non prevaricano sui maschi. Nelle società patriarcali, invece, il maschio non governa: comanda. Si sente al centro dell’universo e vuole eliminare tutte le diversità“.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4264 aligncenter" title="cadavere-lopez-bagagliaio" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/cadavere-lopez-bagagliaio.jpg" alt="" width="470" height="395" /></p>
<p>Poi è chiaro che esistono uomini sensibili così come donne cattive, ma questo è un dato di fatto indiscutibile. Sì, siamo tutti esseri umani, ma le affermazioni troppo generiche finiscono per privilegiare le classi dominanti, anche nel linguaggio. Noi diciamo infatti “mettere al centro L’UOMO“, intendendo per esso anche la donna, certo. Ma di fatto si dice “uomo”, e nell’immaginario di molti di noi (forse tutti) l’uomo è l’uomo, prima di tutto un maschio.</p>
<p>Per questo, anche nelle scuole, gli insegnanti più accorti tendono a usare un lessico meno inclusivo (sarebbe, in effetti, più opportuno parlare di “essere umano” o di “persona”, anche se mi rendo conto che quest’ultimo vocabolo è pregno di sfumature etico-religiose e si presta quindi a una certa ambiguità).</p>
<p>Izzo è quindi il frutto avvelenato di un’emarginazione che dura da millenni. Ma c’è di più (e se racconto l’aneddoto che segue è solo per spiegarmi meglio). La mia amica Nella, donna impegnata e sinceramente avulsa da ogni violenza, mi ha confessato che, a parer suo – ed evidentemente di moltissimi -, uomini come Izzo non meritano di vivere. Soggiungendo subito dopo: “…non mi fa piacere sentirmi in questo modo, ma non riesco a farne a meno”. Pronunciare queste parole le procurava una sofferenza fisica, un travaglio interiore squassante. La sofferenza consisteva proprio in quel “non provar piacere”. Il piacere, per Nella, era necessariamente legato a un sentimento nobile, a una pace profonda, all’amore per sé stessi e per il prossimo. Si rendeva conto che adottare lo stesso criterio di Izzo (anche lui “provava piacere”, ma in modo affatto diverso) sminuiva la sua umanità. Di fronte al Male Assoluto, la mia amica provava lo stesso sgomento che fa risorgere in tutti noi gli istinti primordiali.</p>
<p>Ma ci è stata data questa prova, dobbiamo confrontarci anche con questa parte di noi. Negarla è solo ipocrita e, in una situazione di questo genere, anche disumano.</p>
<p>“La farò io la giustizia!” esclama Renzo nei Promessi Sposi, meritandosi l’infuocato – infuocato d’amore, e l’amore, si sa, brucia – del suo Fra Cristoforo, che, da giovane, ha sperimentato il gusto amaro e terribile della vendetta. È, il nostro, un pensiero, quello stesso pensiero che ci permette di macchinare le più spaventose efferatezze, ma è pure in grado di farci comprendere - quindi di provare orrore, quindi di disarmare – il volto selvaggio della Nemesi. Per questo si dice: “È solo un pensiero”. Ma si dovrebbe aggiungere: “È soprattutto un pensiero”.</p>
<p>Ed ecco che l’atroce parabola di Izzo ci mette di fronte a un “mostro” che non sta fuori di noi, ma in noi, come un repellente e avido parassita. Esserne consci significa già averlo sconfitto. L’ orrore che proviamo per un uomo che ha rinunciato alla sua umanità, non potrà dunque mai trasformarsi in vendetta istituzionalizzata (ché è questa la pena di morte). Non c’importa di Izzo. C’importa la legge morale. L’unica che conti perché non è imposta dall’esterno, ma inscritta in ogni uomo e in ogni donna. E lo sappiamo bene, lo sentiamo, che la soddisfazione del sangue ci fa regredire al livello della bestialità. Ed è un pericolo che, da sempre accompagna la storia umana. Non è un caso che la Bibbia ne parli fin dalle prime pagine, in un passaggio di rara crudezza:</p>
<p>“Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura</p>
<p>e un ragazzo per un mio livido.</p>
<p>Sette volte sarà vendicato Caino</p>
<p>ma Lamech settantasette” (Genesi 4, 23-24).</p>
<p>Sembra scritto oggi. Faremmo bene a non dimenticarcene.</p>
<p style="text-align: right;"><small>2 maggio 2005</small></p>]]></content:encoded>
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		<title>USA2008: McCain può Vincere?</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 08:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chris</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Idaho, McCain sta continuando la sua campagna elettorale, ormai forte della sua nomination per l’election day di Novembre. E’ proprio in questi giorni che «Old John» sta girando l’America in lungo ed in largo, alla ricerca di fondi. E chi se non George W.Bush, poteva dargli una mano?

Come sappiamo la popolarità del Presidente degli Stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Idaho<span style="font-weight: bold;">, McCain sta continuando la sua campagna elettorale, ormai forte della sua nomination per l’election day di Novembre.</span> E’ proprio in questi giorni che «Old John» sta girando l’America in lungo ed in largo, alla ricerca di fondi. E chi se non George W.Bush, poteva dargli una mano?</p>
<p><img class="size-full aligncenter wp-image-4220 " title="cari_mccain" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/cari_mccain.gif" alt="" width="320" height="447" /><br />
<span id="more-4219"></span>Come sappiamo la popolarità del Presidente degli Stati Uniti è sempre bassa, ma nonostante questo (anche in un ottica di partito), Bush Jr. ha sempre dimostrato, nel «fund raising», capacità molto superiori rispetto alla media dei politici americani. Erano tre mesi circa che i due non andavano a «braccetto», ed il viaggio di Bush nel Far West è stato particolarmente discreto, anche perché i due - avversari in una lotta senza quartiere per le primarie delle presidenziali del 2000 - non si vogliono proprio bene. Ci basta ricordare su tutto, le ingiurie dell’entourage di Bush, durante la passata campagna elettorale, rispetto all’improbabile figlio «illeggitimo», scoperto poi solo in un secondo momento, adottato. Esempio calzante che spiega perfettamente il clima creatosi fra i due che, con un colpo al cerchio ed uno alla botte, stanno facendo di necessità virtù nell’ottica dello scontro novembrino.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4221" title="mccain_rino" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/mccain_rino.jpg" alt="mccain rino" width="466" height="405" /></p>
<p><span style="font-weight: bold;">Il primo degli eventi di &#8216;fundraising&#8217; di Bush per McCain è stata una cena elettorale a Phoenix</span>, l&#8217;unico al quale erano presenti ambedue i protagonisti. L&#8217;evento avrebbe dovuto essere pubblico e svolgersi nel Convention Center della capitale dell&#8217;Arizona, ma all&#8217;ultimo minuto è stato spostato in una proprietà privata e, soprattutto, non ha avuto molta eco mediatica (la stampa non ne ha parlato). Nei prossimi giorni Bush invece parteciperà ad altri due eventi elettorali in favore di McCain nello Utah, ma il suo ex rivale alle primarie repubblicane non sarà presente. L&#8217;unico momento pubblico che potrebbe vedere insieme i due , sarà in occasione della partenza dell&#8217;AirForceOne presidenziale dall&#8217;aeroporto di Phoenix. Tutto il resto, è storia.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Se si escludono gli «swing States» </span>(quelli fondamentali per la Casa Bianca, ma che cambiano volentieri idea) come, Ohio, Pennsylvania e Florida, il Far West potrebbe diventare fondamentale per la vittoria finale. McCain, in questo senso, gioca in casa ed è per questo che anche il suo probabile avversario (anche se non è ancora detta l’ultima parola) alle presidenziali, il senatore nero dell&#8217;Illinois Barack Obama, si trova in questi giorni negli Stati dell&#8217;Ovest, diventati un campo di battaglia formidabile.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">McCain è il migliore candidato (come abbiamo sempre sostenuto, anche in tempi non sospetti) che il Gop poteva ottenere dopo le politiche di George W. Bush</span>. Se il partito Repubblicano fa fatica, non lo si può dire per McCain che, grazie ad una storia politica essenzialmente «moderata», può vantare la qualità di poter accogliere fra le sue braccia voti assolutamente inaspettati per il Grand Old Party. I sondaggi, rispetto ad Obama, danno i due contendenti «alla pari», ed in alcuni casi (i sondaggi di questi giorni di <a href="http://rasmussenreports.com/public_content/politics/election_20082/2008_presidential_election/daily_presidential_tracking_poll"><strong>Rasmussen</strong></a> e <a href="http://www.gallup.com/poll/107491/Gallup-Daily-Obama-Leads-Clinton-51-43.aspx"><strong>Gallup</strong></a> fanno da esempio) fanno sopravanzare «Old John» di ben tre punti percentuale.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Ma cosa deve fare esattamente McCain per farcela a Novembre?</span> Se il senatore dell’Arizona continuasse a puntare sui luoghi comuni, propri dell’elettorato Repubblicano (le tasse e principi classici dei conservatori), si scaverebbe la fosse da solo. Invece, come anche suggerito dall’ottimo analista Dick Morris, dovrà andare contro certi principi conservatori, come per esempio sulla linea del credito e sulle politiche lassiste aziendali.<br />
McCain lo ha capito molto bene. Il suo modo di fare campagna elettorale, forse non avrà portato molti soldi in cassa, ma sta facendo «centro» sulle città da lui visitate. Con il suo autobus sta «rosicchiando» chilometri ai suoi avversari che invece parlano alle grandi folle. Come è stato dimostrato, per esempio in New Hampshire, McCain trova le sue migliori politiche a contatto stretto con la gente dei piccoli centri, bussando quasi di porta in porta.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4222" title="mccain" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/mccain.jpg" alt="" width="500" height="558" /></p>
<p><span style="font-weight: bold;">Inoltre come può McCain correre da «destra a sinistra» allo stesso tempo (fondamentale per vincere), senza intaccare lo spirito edi valori principali dei conservatori?</span><br />
Per esempio prendendo posizione sulle varie iniziative politiche che si faranno «calde» in autunno. La California, ad esempio, certamente avrà un peso sul voto che sta cercando di rovesciare la recente decisione della corte suprema riguardo le legalità del matrimonio fra omosessuali.<br />
McCain dovrebbe appoggiare (almeno per il momento) questa iniziativa e sfidare Obama a fare lo stesso. Iniziative per escludere programmi contro le discriminazioni sono previste al voto in 5 Stati, compresi quelli «chiave» del Colorado e Missouri.<br />
McCain dovrebbe dichiararsi a favore e sfidare Obama proprio sul suo stesso campo, chiedendo a chiare lettere da che parte sta, visto che al momento, ha parecchio tentennato sull’argomento.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Inoltre, in materia di immigrazione, McCain dovrà isolare Obama proponendosi ancora di più verso i milioni di elettori ispanici</span> che, come è noto, hanno sempre fatto fatica ad appoggiare uomini di colore. McCain dovrebbe anche studiare un modo per evitare l&#8217;errore dei finanziamenti pubblici agli immigrati clandestini, oltre a tornare nuovamente sulla questione delle licenze di guida date ai clandestini, questione sulla quale è favorevole Obama .</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Intanto però il sen.dell&#8217;Illinois, ha iniziato la sua campagna (nell’ottica nazionale) cercando il più possibile di legare (per ovvie ragioni) McCain a George W. Bush</span>. Nell’ottica di Obama questa cosa ha senso ma, c’è anche un altro sondaggio importante di cui tener conto, e cioè di cosa gli americani stanno pensando del Congresso e del modo di operare le scelte. Se vediamo la media da <a href="http://www.realclearpolitics.com/epolls/other/congressional_job_approval-903.html"><strong>RCP</strong></a> (assolutamente attendibile) scopriremo che il Congresso è ancora più al ribasso nell’opinione pubblica, rispetto a Bush jr. (il disapprove è al 75%). Una presa di posizione chiara di McCain contro alcune scelte del Congresso, potrebbe far ulteriore presa sugli elettori ancora indecisi, visto che la sua storia politica non mente rispetto a tutto il tempo trascorso ad attaccare il lavoro delle camere su più di una questione. «Old John», sarebbe perciò credibile.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Un’ultima considerazione va spesa soprattutto per la scelta del Vice-presidente. </span>Sarà assolutamente da evitare la scelta di un uomo vicino alle passate politiche di George Bush se non si vuole incappare sia nel risentimento degli elettori, sia nella propaganda democratica. E non si dovrebbe nemmeno puntare sui nomi che fin qui hanno fatto capolino sui media e tabloid americani (tipo Jindal o Christ). Come si potrebbe infatti attaccare Obama sulla sua inesperienza, quando sarebbe lo stesso McCain ad affiancarsi ad inesperti? Gli stessi suoi avversari alle primarie e caucuses (Huckabee, Thompson e Romney) non andrebbero bene. «Old John» avrebbe bisogno di un «outsider» donna o uomo, di buona esperienza politica, ma per esempio indipendente, in modo da allentare il più possibile il ricordo delle politiche passate, dando però allo stesso tempo qualità ed esperienza politica al ticket. Ad esempio scegliendo uno come Lieberman. Oppure, facendo il grande salto, scegliendo un democratico. Girano nomi come quello di Bill Ritter (governatore del Colorado), oppure Ben Nelson (governatore del Nebraska), entrambi, tra l’altro, prolife. Sta circolando nuovamente il nome di Bloomberg, inviso ad una parte dell’elettorato repubblicano, ma che alla fine potrebbe fare presa su una buona fetta di indipendenti e a parte dei democratici indecisi.<br />
McCain dovrà a tutti i costi barcamenarsi tra destra e sinistra se vuole spuntarla a Novembre. Difficile certo, ma non impossibile se il partito non mollerà la presa. Fare politiche troppo conservatrici spianerebbe purtroppo la strada al rappresentante democratico scelto a Denver.</p>
<p>A rileggerci</p>]]></content:encoded>
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		<title>Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. E&#8217; Finita la Luna di Miele?</title>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 06:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chris</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, hanno traghettato insieme questi primi giorni di governo sul leitmotiv del «volemose bene». Buone maniere e copiosi fiumi di insulina, hanno fatto da introduzione al nuovo parlamento, ai primi ministri ed ai primi disegni di legge (alcuni ambiziosi, altri meno). «Pacatamente e serenamente» al Cavaliere non è sembrato vero l&#8217;aver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Silvio Berlusconi</strong> e <strong>Walter Veltroni</strong>, hanno traghettato insieme questi primi giorni di governo sul <em>leitmotiv </em>del «<em>volemose bene</em>». Buone maniere e copiosi fiumi di insulina, hanno fatto da introduzione al nuovo parlamento, ai primi ministri ed ai primi disegni di legge (alcuni ambiziosi, altri meno). «<em>Pacatamente e serenamente</em>» al Cavaliere non è sembrato vero l&#8217;aver iniziato così la sua neo-legislatura che, nei suoi intenti, servirà (circa a fine mandato) a <strong>dare pieni poteri al presidente della Repubblica</strong> (in una sorta di modello all&#8217;americana) e di poter poi tranquillamente sostituirsi, in un futuro prossimo, al posto di <strong>Napolitano</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/veltroni-berlusconi.jpg" height="300" width="400" /></p>
<p><span id="more-4145"></span>Il piano è ben concepito. Dopotutto, Veltroni ed il Cavaliere, sono diventati due politici molto accorti nel tradurre i sentimenti del paese (più Berlusconi a dir la verità), e quindi, in un clima antipolitico quasi nauseante, il modo melenso usato per riprendere le redini di un&#8217;opinione pubblica lacerata, sembra aver funzionato. Persino <strong>Bossi</strong> e <strong>Casini</strong>, dopo qualche «<em>schioppettata</em>», sembrano essersi rimessi in linea. L&#8217;unica spina, di un clima quasi surreale per la nostra politica, risiede in <strong>Antonio Di Pietro </strong>che, sull&#8217;onda «<em>grillina</em>», fra un girotondo ed un lancio di manette, sta tentando in tutti i modi di non risultare inutile in mezzo ad un bipartitismo che non sta lasciando scampo ai piccoli di ogni ordine e colore.</p>
<p>Questo passaggio, di certo epocale per la nostra politica, non sarà però indolore. Si dovrà decidere su <strong>federalismo</strong>, <strong>presidenzialismo</strong> e <strong>legge elettorale</strong>. Si dovrà decidere se avere <strong>una sola Camera</strong> e su come rendere efficiente una<strong> pubblica amministrazione  </strong>che ormai collassa il sistema. Si dovrà sacrificare e <strong>tagliare qualche spesa</strong> per evitare di rimettere le mani nelle tasche degli italiani oltre a constatare se le decisioni degli <strong>sgravi per le famiglie</strong> ed il famigerato (già al centro della discussione politica) <strong>pacchetto sicurezza</strong>, sono specchietti per le allodole o meno. Un&#8217;impresa a dir poco titanica, perché ogni decisione sulle riforme inciderà notevolmente sul ceto politico al comando, innescando, come da noi sempre accade, quel simpatico motto populista del «<em>piove governo ladro</em>».</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/secupackz.jpg" alt="secupackz.jpg" /></p>
<p>C&#8217;è poi la «<em>quotidianità</em>» dell&#8217;azione politica di governo contro la reazione dell&#8217;opposizione (per il momento inesistente). Oggi i <strong>rifiuti</strong>, domani <strong>cento fannulloni in meno</strong> con i sindacati sul piede di guerra. Oggi<strong> l&#8217;ICI</strong>, domani <strong>tremila immigrati incazzati </strong>accompagnati all&#8217;aeroporto, sempre che non facciano prima «a<em>ppello</em>». In mezzo a tutto questo, governo ed opposizione <strong>a darsele di santa ragione</strong>. Un batti e ribatti, degno delle più belle sfide epiche anni ottanta, fra <strong>McEnroe</strong> e <strong>Lendl</strong>.<br />
Considerando i caratteri di entrambi (Walter e Silvio, non John ed Ivan), possiamo stare certi che le cose non finiranno a «<em>tarallucci e vino</em>». Già adesso , all&#8217;interno del Pd, serpeggia l&#8217;astio nei confronti del nuovo segretario, come a <strong>spronarlo</strong> alla contro offensiva riguardo le prime azioni del governo, che stanno portando lentamente il Pd verso un baratro da non ritorno.<br />
Certo le intenzioni odierne sono molto più che buone, ed il senso civico che aleggia, fa avvertire quasi la voglia di emettere suoni gutturali provenienti dall&#8217;esofago, al fine di smuovere un&#8217;apatia buonista quasi palpabile.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/07-04-06.jpg" alt="07-04-06.jpg" /></p>
<p>Le buone maniere, di solito, implicano il combattimento su regole ed accordi (in questo caso già siglati ben prima delle elezioni) , ma è inevitabile che qualcosa prima o poi debba andar storto. Nel dopoguerra ci riuscirono <strong>democristiani</strong> e <strong>comunisti</strong> a stilare un «vademecum» sui patti costituzionali. Proprio mentre sulla pubblica piazza volavano molotov e schiaffi. Ma quelli ahimè erano ben altri personaggi rispetto quelli che ci ritroviamo oggi, ed è difficile poter anche solamente pensare che, un governo alle strette, possa tenere duro fino in fondo in mezzo al soliti «No», più<strong> ideologici</strong> che di sostanza.<br />
Ci sbaglieremo (lo speriamo tanto), ma è inequivocabile che i primi provvedimenti presi dal governo Berlusconi <strong>pretendono per forza un sistema intorno che li protegga</strong>. Come <strong>D&#8217;Alema</strong> ha giustamente detto pochi giorni fa: «<em>Non basta solo la violenza</em>». Ed ha ragione. Occorre infatti una distribuzione dei pezzi sulla scacchiera, degna di un <strong>Andreotti</strong>, oppure degna della lungimiranza di un <strong>De Gasperi</strong> o <strong>Einaudi</strong> qualsiasi. Chi ci dice che, nel momento della verità, contro tutto e tutti, il governo <strong>possa reggere l&#8217;onda d&#8217;urto</strong>? Quello del dopoguerra fu un miracolo incredibile ed in concomitanza con eventi economici e civili difficili da bissare. Un periodo durato per mezzo secolo e, ci piaccia o meno, che ha portato l&#8217;Italia ad un <strong>miracolo economico tangibile</strong>, gestito poi malissimo, ma tangibile. Tant&#8217;è che, ancora oggi, ne viviamo di rendita, almeno finché lo <strong>Zambia non ci sorpasserà nel Pil</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/berlusconi0601.jpg" alt="berlusconi0601.jpg" /></p>
<p>L&#8217;impresa insomma è mastodontica. Il Cavaliere <strong>ha preso tutto sulle sue spalle</strong> (non poteva fare altrimenti) ed è molto probabile che alla fine, considerando gli uomini che ha intorno, darà <strong>un colpo al cerchio ed uno alla botte</strong>, con Veltroni,<strong> o chi per lui</strong>, che in fretta e furia tornerà <strong>a bastonare la maggioranza come «ai tempi» di Capanna</strong>. Per riuscire nell&#8217;impresa occorrerebbe <strong>essere statisti</strong>. Diffidare troppo ci farebbe assomigliare ai <em>grillanti</em> mentre, il troppo ottimismo, ci farebbe invece assomigliare ai cani di Pavlov. Ragion per cui, noi scegliamo di sperare. <strong>Non troppo però</strong>.</p>
<p>A rileggerci</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ammazzi Qualcuno con l&#8217;Auto? Non Guidi Più</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 06:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Genericità]]></category>

		<category><![CDATA[alcol]]></category>

		<category><![CDATA[droga]]></category>

		<category><![CDATA[giustizia]]></category>

		<category><![CDATA[incidenti-stradali]]></category>

		<category><![CDATA[patente]]></category>

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		<description><![CDATA[Conoscete qualcuno al quale in Italia sia stata rifiutata la patente? Uno o una che non sia mai riuscito ad ottenere la licenza di guida per manifesta inferiorità attitudinale e ferma opposizione dell&#8217;ingegnere della motorizzazione? Se lo conoscete fatemelo sapere perché io non ne ho mai trovato uno.


Ho invece rischiato più volte la pelle salendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conoscete qualcuno al quale in Italia sia stata rifiutata la patente? Uno o una che non sia mai riuscito ad ottenere la licenza di guida per manifesta inferiorità attitudinale e ferma opposizione dell&#8217;ingegnere della motorizzazione? Se lo conoscete fatemelo sapere perché io non ne ho mai trovato uno.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/broken-leg-bear.jpg" alt="broken-leg-bear.jpg" /></p>
<p><span id="more-3952"></span><br />
Ho invece rischiato più volte la pelle salendo in auto con persone che avrebbero fatto meglio a non mettere mai piede in una scuola guida.<br />
Ho visto commettere imprudenze, scorrettezze, atti di puro crimine automobilistico, che farebbero impallidire le gesta di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grindhouse_-_A_prova_di_morte">Stuntman Mike</a>, commesse con assoluta naturalezza, da persone che non sono normalmente cattive o idiote ma lo diventano quando tengono un volante tra le mani e oltretutto sono convinte di saper guidare.</p>
<p style="text-align: right"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/57832.jpg" alt="57832.jpg" /></p>
<p>In Italia la patente viene data a cani e porci, basta pagare pegno alle scuole guida, lo sappiamo. Le visite mediche che dovrebbero stabilire l&#8217;idoneità fisica alla guida sono ridicole. Basta non dichiarare di far uso di psicofarmaci, ad esempio, o barare sulla tavola ortottica per ottenere patenti e loro rinnovi senza problemi. Guidano giovani inesperti e anziani dai sensi annebbiati. Nel nostro paese, forse a causa dell&#8217;industria automobilistica locale che ha sempre avuto interesse a riempire di ferraglie maleodoranti le nostre città, vige il motto del film Ratatouille trasportato nel mondo automobilistico: &#8220;chiunque può guidare&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/che-stress-la-patente-a-punti-col-rosario/border-zone/spes74/738/" target="_blank">La patente a punti</a>, un&#8217;idea che era ventilata da anni e anni, è stata una delle poche cose buone fatte dal penultimo governo, assieme al divieto sul fumo nei locali pubblici, ma non è servita ad impedire<a href="http://www.mentecritica.net/cruman-contribuisci-alla-ripresa-economica-muori/bacio-della-buonanotte/cruman/944/" target="_blank"> che aumentassero i delitti commessi a mezzo automobilistico</a>, soprattutto a danni di pedoni.<br />
In questi ultimi tempi si sono moltiplicati in maniera impressionante le morti per investimento. Le cause sono di solito imputate <a href="http://www.mentecritica.net/se-giangi-guida-ubriaco-sono-cazzi-di-papa/cronache-italiane/dellefragilicose/1109/" target="_blank">ad alcool</a>, droga, <a href="http://www.mentecritica.net/index.php?tag=patente" target="_blank">eccessiva velocità</a>, al fatto che auto troppo potenti vengono date in mano a pischelli senza esperienza ma nessuno cita mai l&#8217;inettitudine alla guida.</p>
<p>Recentemente nella mia città una nota scrittrice, una persona che conoscevamo tutti, che era un patrimonio di umanità, simpatia e cultura è morta così, investita di fronte a casa.<br />
L&#8217;altro giorno, altre due anziane sono state travolte di fronte ad un bar. Non essendo gli investitori extracomunitari non se ne è parlato a livello nazionale, anzi, nel caso della scrittrice, pare che all&#8217;investitrice non sia nemmeno stata fatta la prova dell&#8217;alcolimetro &#8220;perché il suo stato non appariva alterato&#8221;.</p>
<p>Credo sia praticamente inaccettabile per chi resta l&#8217;idea di aver perso una madre o un figlio perché qualcuno veniva giù da una stradina di campagna a tutta velocità alle 7,30 di mattina e non ha visto una persona che camminava lungo il ciglio della strada, in pieno rettilineo.<br />
E il dolore si accentua pensando che le conseguenze per chi causa un incidente mortale del genere sono praticamente nulle.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/deathteddy.jpg" alt="deathteddy.jpg" /></p>
<p>Eppure sarebbe così semplice. Causi un incidente dove viene provata la tua responsabilità e la persona investita muore? Oltre al pagamento dei danni e al fatto penale, eccetera eccetera, NON GUIDI PIU&#8217; per il resto della tua vita. Non ci sono né santi né madonne. La patente non viene ritirata ma stracciata. Per intenderci, non è che poi tra qualche anno la riprendi. NON GUIDI PIU&#8217;.</p>
<p>Bisogna responsabilizzare chi conduce un&#8217;auto. Ci vuole più prevenzione e serietà nel concedere il permesso di guida. E a mali estremi estremi rimedi. Tanto si può sopravvivere benissimo anche senza auto e muovendosi con mezzi pubblici.</p>
<p><small><strong>N.d.R.</strong>: questo pezzo ci è stato proposto <strong>il 10 maggio scorso</strong>. Purtroppo l&#8217;attualità ha superato le ipotesi pur condivisibili dell&#8217;autrice. <a href="http://www.mentecritica.net/facce-della-stessa-medaglia/uncategorized/luna/4130/" target="_blank">Nell&#8217;ultimo gravissimo incidente</a> che ha visto la morte di Flaminia Giordani e Alessio Giuliani, l&#8217;investitore, Stefano Lucidi, <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/incidente-nomentana/incidente-nomentana/incidente-nomentana.html" target="_blank">non era più in possesso della patente</a>. Questo, purtroppo, non è servito ad evitare l&#8217;incidente a causa della latenza dei controlli.</small></p>]]></content:encoded>
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		<title>Facce della Stessa Medaglia</title>
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		<pubDate>Sun, 25 May 2008 15:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Genericità]]></category>

		<category><![CDATA[Leggere]]></category>

		<category><![CDATA[amore]]></category>

		<category><![CDATA[giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma.
Flaminia ed Alessio si amano, di un amore importante, tenero e onesto.
Flaminia è bella, occhi grandi e vivaci, laureanda in economia e commercio, sogna un futuro radioso con il suo Alessio. Alessio è allegro e solare, anche lui è prossimo alla laurea e tra un esame e l&#8217;altro si diverte giocando con gli amici a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma.<br />
Flaminia ed Alessio si amano, di un amore importante, tenero e onesto.<br />
Flaminia è bella, occhi grandi e vivaci, laureanda in economia e commercio, sogna un futuro radioso con il suo Alessio. Alessio è allegro e solare, anche lui è prossimo alla laurea e tra un esame e l&#8217;altro si diverte giocando con gli amici a calcetto, tifa per la Roma e ama Flaminia.<br />
Giovedì sera, finalmente, ha smesso di piovere, i due ragazzi prendono lo scooter per recarsi a San Lorenzo, quartiere romano di svago notturno.<br />
Sono le 22.30, il semaforo è verde quando arrivano, abbracciati, all&#8217;incrocio tra Via Nomentana e Viale Regina Margherita.</p>
<p><span id="more-4130"></span></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/destiny_life_cover_cropped_op_800x462.jpg" alt="destiny_life_cover_cropped_op_800×462.jpg" /></p>
<p>Roma.<br />
Valentina e Stefano&#8230;si amano?<br />
Litigano spesso, tra di loro male parole e botte.<br />
Valentina è bella e benestante, figlia di un ex calciatore famoso, ha l&#8217;obbligo di rientro alle 21 (perché giovedì sera è fuori oltre il limite di orario stabilito?). Stefano è irascibile e violento, ha problemi per uso di droghe.<br />
Dopo l&#8217;arresto dichiarerà di &#8220;<em>non essersi fermato per paura</em>&#8220;, &#8220;<em>della giustizia?</em>&#8221; qualcuno chiede, &#8220;<em>No</em>&#8221; risponde (a quanto pare la nostra giustizia non fa paura),&#8221;d<em>ella reazione mio padre per via del parafango spaccato!</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/destino.jpg" alt="destino.jpg" /></p>
<p>Giovedì sera sono in un locale quando cominciano a discutere, la lite degenera e Stefano furioso trascina Valentina fuori dal locale tirandola per i capelli. Salgono in macchina e ha inizio la folle corsa(perché Stefano è alla guida della macchina se gli è stata ritirata la patente?). Il semaforo è rosso quando giungono all&#8217;incrocio tra Via Nomentana e Viale Regina Margherita.Giovedì 22 Maggio, ore 22.30:<br />
Flaminia e Alessio- Valentina e Stefano.<br />
Se la vita fosse una medaglia, ora, la vedremmo volare in alto, al di sopra di quell&#8217;incrocio, lanciata in un assurdo Testa e Croce.<br />
Il Caso a stabilire quale delle due facce, cadendo, vince:</p>
<p>Testa per Valentina e Stefano.<br />
Croce&#8230;per Flaminia e Alessio.</p>
<p>Ma non vedo vincitori ne casualità.<br />
Non mi resta che sperare nella giustizia.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Cuore di Tenebra: 1968-2008. In Quaranta Anni dalla Piazza alla Melassa</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 14:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cuore di Tenebra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cuore di Tenebra]]></category>

		<category><![CDATA[Genericità]]></category>

		<category><![CDATA[italietta]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[
 1968

2008
 
Di questo passo non servirà più nemmeno photoshop. Grazie di esistere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-4006"></span></p>
<p align="center"><strong> 1968</strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/sessantotto.JPG" alt="sessantotto.JPG" /></p>
<p align="center"><strong>2008</strong></p>
<p align="center"> <img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/12052008.jpg" alt="12052008.jpg" /></p>
<p align="center">Di questo passo non servirà più nemmeno photoshop. Grazie di esistere.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ippocrate e la Mano Santa</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 09:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cruman</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Genericità]]></category>

		<category><![CDATA[ignoranza]]></category>

		<category><![CDATA[ipocrisia]]></category>

		<category><![CDATA[masturbazione]]></category>

		<category><![CDATA[media-e-comunicazione]]></category>

		<category><![CDATA[medicina]]></category>

		<category><![CDATA[ordine-dei-medici]]></category>

		<category><![CDATA[televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ambientazione: il diversamente igienico talamo di un pigro Grande Fratello.
Personaggi principali: un ometto che stereotipizza il suo essere milanese con una cadenza a biscione e una aspirante alla professione medica che stereotipizza la sua napolità con so pazza &#8216;e gelosia.
A margine: un Ordine dei Medici impettito, Ippocrate e una pugnetta.

 I fatti: la dottoressa al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Ambientazione</strong>: il diversamente igienico talamo di un pigro Grande Fratello.<br />
<strong>Personaggi principali</strong>: un ometto che stereotipizza il suo essere milanese con una cadenza a biscione e una aspirante alla professione medica che stereotipizza la sua napolità con <em>so pazza &#8216;e gelosia</em>.<br />
A margine: un <em>Ordine dei Medici</em> impettito, <strong>Ippocrate</strong> e una pugnetta.</p>
<p style="text-align: right"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/fist-800.jpg" alt="fist-800.jpg" /></p>
<p><span id="more-3801"></span> I fatti: <a href="http://www.corriere.it/Spettacoli/2008/GF/dottoressa_rischia_sanzione_b79d1948-f818-11dc-8633-0003ba99c667.shtml">la dottoressa al Grande Fratello</a>, segue il suo copione trash anni &#8216;70 prescrivendo e somministrando una terapia attuabile grazie alla cosiddetta “sega da chirurgo”. Il signor <em>Ordine dei Medici</em> si insolentisce, pretende da <em>Mediaset</em> la videocassetta dell&#8217;accaduto, prende un rotolo di <em>scottex</em>, si siede sul divano, la osserva e decide di aprire un fascicolo o fasciare un testicolo, non è ben chiaro. A questo punto il signor Ordine scomoda <strong>Ippocrate</strong> che stava strigliando il cavallo e gli fa giurare che la dottoressa <a href="http://www.kataweb.it/multimedia/media/2080777">non è degna di chiamarsi tale</a>.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dottoressa.jpg" alt="dottoressa.jpg" /></p>
<p><strong>Critica</strong>: lungi da me l&#8217;idea di difendere un partecipante del Grande Fratello, devo però fare due sincere considerazioni. Considerazione sincera numero A: l&#8217;universo maschile riconosce all&#8217;unanimità per alzata di mano (perlopiù sinistra), i benefici psicofisici dell&#8217;onanismo sia esso passivo che attivo a patto di non eccedere nelle dosi pena il transgenderismo per consunzione. Riconosce anche come pure leggende, la condanna all&#8217;ipovedenza (detta anche maledizione di <strong>Moshe Dayan</strong>) e la cacciata dal paradiso per dispersione di semenze. Visto e considerato che nessuno è in grado di arrestare una polluzione notturna, bisognerebbe meglio concentrarsi sulla dispersione di scemenze.<br />
Considerazione sincera numero B: provo una certa invidia (questo sì, peccato romano) se penso che la mia dottoressa, bene che mi vada, mi prescrive due supposte e non si infila certo nel mio letto per praticare l&#8217;operazione.<br />
Per questi due fattori ho deciso di stilare un bugiardino per la gentile dottoressa (quella con una certa manualità, non la mia) in modo da avere buoni argomenti da opporre ai suoi detrattori. Per fare ciò utilizzerò proprio il giuramento di <strong>Ippocrate</strong> che le è stato così spocchiosamente sbattuto sul muso, riferendomi ad alcuni precetti sia dell&#8217;antico giuramento che del nuovo.<br />
Nell&#8217;antico si legge “non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale”. Sebbene sia di uso corrente la locuzione “ammazzarsi di seghe”, non risulta ancora nell&#8217;antologia clinica, un caso di morte riconducibile al diletto narcisistico. Che nulla ha a che vedere con la rigidità da <em>rigor mortis</em>.<br />
“Non opererò coloro che soffrono del male della pietra”. Con tale nome venivano identificati i calcoli vescicali (spesso confusi con la prostata) rimossi da ex norcini, infilando due dita nell&#8217;ano del paziente e praticando manovre che mi disturbano la seduta solo a pensarle. Ora non sappiamo se la dottoressa abbia applicato queste tecniche contestualmente alla somministrazione della terapia, ma dalla scioltezza di movimenti dimostrata dal baldo milanese la mattina seguente, è presumibile che si sia astenuta dal farlo.<br />
“In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati”. La casa c&#8217;era, il malato anche (sfido chiunque a dire che fosse sano) e il sollievo senza alcun dubbio.<br />
Dal nuovo giuramento: “curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica”. Anche questo precetto è stato rispettato in pieno visto che ella, napoletana, si è presa cura del polentone, probabilmente leghista, senza frapporre questioni di etnia.<br />
“Astenermi dall&#8217;&#8221;accanimento&#8221; diagnostico e terapeutico”. La dottoressa si è limitata ad una somministrazione ben sapendo che la terapia può dare assuefazione e persistenza di espressione ebete.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/006401-dottoressa1.jpg" alt="006401-dottoressa1.jpg" /></p>
<p>Le si contesterà invero una sorta di violazione dell&#8217;integrità morale della categoria medica. E qui chiamo a raccolta voi pazienti (e) lettrici che avete conosciuto l&#8217;imbarazzante mondo di freddi strumenti e mani ispezionanti. A quante di voi è successo di dover subire indagini eccessivamente accurate? Quante sono state fatte spogliare nude per un mal di testa? Quante, vinte dalla paura del male, sono finite in mani morbose? E quante si sono tenute il dubbio e la vergogna?<br />
Alcuni esempi. Visita medico sportiva, entra una avvenente donzella che viene fatta spogliare nuda (per chi non fosse sportivo, non è affatto necessario), immediatamente dopo entra esemplare di amica non baciata da veneree doti:</p>
<p align="justify">“Cosa mi devo togliere?”<br />
“Niente”<br />
“Ma nemmeno la sciarpa e il cappotto?”<br />
“No no, si infili in tasca questi elettrodi”</p>
<p align="justify">La ragazza esteticamente biasimabile esce e viene a sapere dall&#8217;avvenente amica di come è andata la sua visita e rientra dal medico:</p>
<p align="justify">“Adesso lei fa tirare fuori le tette anche a me o la denuncio”</p>
<p align="justify">Oppure. Mammografia, giovane donna procace e preoccupata entra non facendo caso a vaghi cenni che le sfrecciano intorno. Casualmente, durante l&#8217;esame, un numero impressionante di uomini entra nella stanza simulando indifferenza con le scuse più diverse:</p>
<p align="justify">Altro medico con mani insanguinate “avete visto un&#8217;arteria femorale”<br />
Infermiere “è passato di qui uno sfigmomanometro?”<br />
Patologo “ho lasciato qui un cadavere per caso?”<br />
Inserviente “scusate devo vuotare i cestini”</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/41y4f4ponll_ss500_.jpg" alt="41y4f4ponll_ss500_.jpg" /></p>
<p align="justify">A riprova di questo potrei portare le ricerche fatte su google. Vi stupirebbe il numero impressionante di frasi di questo genere “mi hanno fatto spogliare nuda alla visita”. Questo ovviamente non significa che tutti i medici siano maiali che approfittano della condizione di grande vulnerabilità che ha un malato, ma sicuramente significa che non è sufficiente essere un medico per certificarsi come persona seria e rispettosa. Dimostra che leggere frasi scritte da un tizio 2400 anni fa, non sancisce in alcun modo la propria rettitudine morale. Così come compilare un modulo sugli aerei per gli USA in cui si dichiara di non essere un terrorista stupratore ha una valenza più folcloristica che etica.</p>
<p align="justify">Queste cose accadono ovunque, ogni giorno e non vedo alzate di scudi da nessuna parte. Nemmeno dal signor Ordine che, tra le altre cose, conosce e accetta un sistema di baronato che è una piaga sociale non indifferente.<br />
La <strong>Dottoressa Lina Carcuro</strong> probabilmente non diventerà un nuovo <strong>Barnard</strong> e nemmeno <strong>Madre Teresa di Calcutta</strong>, ma le si dovrà pur rendere atto che quello che ha fatto lo ha consapevolmente fatto di fronte a tutti e non di nascosto, protetta da muri, sistemi e sovrastrutture psicologiche.<br />
Si potrebbe anche aprire, invece di un fascicolo, una disquisizione filosofica sul perché fare una cosa che fanno tutti è normale, ma se si sa che la fai è immorale.<br />
Dottore&#8217; non mi sento mica tanto bene.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Faccia a Faccia ma Poche Chiacchiere. Mettiamo i Programmi Politici a Confronto Punto per Punto</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 11:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilBuonPeppe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Genericità]]></category>

		<category><![CDATA[elezioni-politiche]]></category>

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		<description><![CDATA[No, il “faccia a faccia” di cui intendo parlare non è uno dei soliti a cui siamo abituati ad assistere, soprattutto in queste settimane di campagna elettorale; uno di quelli in cui due o più politici fingono di essere avversari, fingono di parlare di problemi veri, fingono di avere soluzioni diverse, si insultano (veramente), poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, il “faccia a faccia” di cui intendo parlare non è uno dei soliti a cui siamo abituati ad assistere, soprattutto in queste settimane di campagna elettorale; uno di quelli in cui due o più politici fingono di essere avversari, fingono di parlare di problemi veri, fingono di avere soluzioni diverse, si insultano (veramente), poi una volta spente le telecamere se ne vanno a cena insieme da buoni amici.<br />
Stavolta il confronto si fa sui programmi. “<em>Sai che novità!</em> – direte voi – <em>sotto elezioni si fa sempre il confronto sui programmi.</em>” Davvero? Quante persone conoscete che prima di un&#8217;elezione si leggono i programmi e li confrontano? Io nessuna. E siccome non ho voglia di seguire i (finti) dibattiti televisivi, il confronto me lo sono fatto da solo.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/cfrt.jpg" alt="cfrt.jpg" /></p>
<p><span id="more-3500"></span> Già, mi sono letto nove programmi elettorali, li ho riassunti e li ho confrontati tra di loro. Chi me l&#8217;ha fatto fare? Non lo so, comunque qui sotto c&#8217;è il risultato di tanta fatica.</p>
<h2 align="center"><strong><a href="http://www.pleonastico.it/img/programmi2008.pdf">Scarica il file con i dati</a></strong></h2>
<p align="center"> <img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dc-11.jpg" alt="dc-11.jpg" /></p>
<p>Non è stata un&#8217;impresa facile, soprattutto quando ho dovuto leggere certe cose che il mio stomaco si rifiutava di mandar giù. Comunque sono venute fuori diverse cose interessanti: per i dettagli vi rimando al file allegato di cui trovate il link qui sopra, di seguito invece voglio fare alcune considerazioni di carattere più generale.</p>
<p>Anzitutto il gruppo selezionato. Ci sono altre liste e altri partiti che partecipano a queste elezioni (a <a href="http://www.politicalink.it/">questo indirizzo</a> c&#8217;è un elenco più completo); il gruppo su cui mi sono concentrato comprende le forze già presenti in parlamento, più altre che ho ritenuto interessanti e non velleitarie. Ovviamente il mio giudizio vale come quello di chiunque altro, ma siccome la fatica l&#8217;ho fatta io, mi sono preso la libertà di decidere cosa tagliare.<br />
A titolo di confronto ho anche inserito le richieste avanzate da Confindustria all&#8217;inizio di marzo.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/del_pero_f1.jpg" alt="del_pero_f1.jpg" /></p>
<p>Quanto ai singoli programmi, va detto che il programma del Partito Democratico è di gran lunga il migliore: non per i contenuti (che ognuno valuta dal suo punto di vista) ma per la forma, la struttura e quindi il lavoro che c&#8217;è dietro. Mette bene in evidenza i principi a cui si ispira, indica chiaramente gli obiettivi e stabilisce le azioni da realizzare; potevano essere un po&#8217; più sintetici, ma si sa che da quelle parti sono amanti della scrittura.<br />
Di tutt&#8217;altro tono il loro più diretto concorrente: il Popolo della Libertà presenta solo una serie di cose da fare, elencate come i piatti di un menù, ma molto meno appetitoso. Forse dovrebbero assumere qualcuno capace di scrivere frasi di senso compiuto.<br />
Sanno scrivere invece i redattori della Destra e del Partito Socialista, che però si concentrano (soprattutto i secondi) sull&#8217;enunciazione di principi e ideali, e tralasciano di indicare cosa faranno concretamente per realizzarli.<br />
Una parziale delusione è invece arrivata dall&#8217;Unione Democratica per i Consumatori (una sigla scelta apposta per generare confusione?), che presenta un programma quasi monotematico, centrato sui rapporti tra commercianti e consumatori.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/ams_dc_016_big.jpg" alt="ams_dc_016_big.jpg" /></p>
<p>Alcune curiosità.<br />
Non è vero che il PD ha copiato il programma dal PdL: i miei calcoli (arbitrari) danno un 28% di corrispondenza nelle azioni proposte.<br />
Le richieste della Confindustria sono decisamente più vicine al programma del PD che non a quello del PdL.<br />
Su ambiente e casa, la Destra è molto vicina alle posizioni dei partiti di sinistra.<br />
I due partiti di sinistra hanno programmi talmente simili che non si capisce perché non stiamo insieme.<br />
In molti accennano alla lotta alla mafia, ma sempre di sfuggita, senza indicare nessuna azione concreta.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/salviamo-la-patria-dc.jpg" alt="salviamo-la-patria-dc.jpg" /></p>
<p>In conclusione, se il PD o il PdL riusciranno a vincere con il margine necessario per governare da soli, possiamo avere la ragionevole certezza che queste cose verranno realizzate:<br />
- la TAV Torino – Lione;<br />
- i rigassificatori;<br />
- un nuovo programma nucleare;<br />
- i rifiuti bruciati per produrre energia;<br />
- la liberalizzazione e la privatizzazione dei servizi;<br />
- il federalismo fiscale;<br />
- la riduzione dell&#8217;IVA sul turismo;<br />
- la limitazione all&#8217;uso delle intercettazioni telefoniche.</p>
<p>Uomo avvisato, mezzo salvato.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/fascicombat.JPG" alt="fascicombat.JPG" /></p>
<p><small>Riferimenti:<br />
<a href="http://unionedemocratica.italiavota.it/">Unione democratica per i consumatori</a> (<a href="http://unionedemocratica.italiavota.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=84&amp;Itemid=41">programma</a>)<br />
<a href="http://www.perilbenecomune.net/">Per il bene comune</a> (<a href="http://www.perilbenecomune.net/Programma.html">programma</a>)<br />
<a href="http://www.sinistracritica.org/">Sinistra critica</a> (<a href="http://www.sinistracritica.org/node/510">programma</a>)<br />
<a href="http://www.sinistrarcobaleno.it/">La sinistra l&#8217;arcobaleno</a> (<a href="http://www.sinistrarcobaleno.it/il-programma/">programma</a>)<br />
<a href="http://www.partitosocialista.it/">Partito socialista</a> (<a href="http://www.partitosocialista.it/site/artId__309/306/default.aspx">programma</a>)<br />
<a href="http://www.partitodemocratico.it/">Partito democratico</a> (<a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=45315">programma</a>)<br />
<a href="http://www.udc-italia.it/">UDC - Unione di centro</a> (<a href="http://www.pierferdinandocasini.it/pfc.programma.do">programma</a>)<br />
<a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/">Popolo delle libertà</a> (<a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/PROGRAMMA_PDL_2008.pdf">programma</a>)<br />
<a href="http://www.la-destra.it/">La destra</a> (<a href="http://www.la-destra.it/documento_programmatico.pdf">programma</a>)<br />
<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1934624467">Le richieste di Confindustria</a></small></p>]]></content:encoded>
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		<title>La Forma del Cazzo</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 17:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saint</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Border Zone]]></category>

		<category><![CDATA[Caffè nel Deserto]]></category>

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		<description><![CDATA[ Chiedo, il più umilmente possibile, scusa a J.L.B. Forse il modo migliore di mostrare il mio pentimento e la coscienza della pochezza di quanto scritto, sarebbe stato non pubblicarlo affatto e anzi distruggerlo, ma, da inane ed eterogeneo emulo degli sforzi del Menard, ho trovato difficile separarmi da questo stralcio faticosamente richiamato da uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><em> Chiedo, il più umilmente possibile, scusa a J.L.B. Forse il modo migliore di mostrare il mio pentimento e la coscienza della pochezza di quanto scritto, sarebbe stato non pubblicarlo affatto e anzi distruggerlo, ma, da inane ed eterogeneo emulo degli sforzi del Menard, ho trovato difficile separarmi da questo stralcio faticosamente richiamato da uno degli scaffali della biblioteca di Babele, dove tra l&#8217;altro avrebbe continuato in ogni caso ad esistere; ed ho inoltre, dopo lunghe riflessioni, convenuto con me stesso che quanto segue è, comunque, solo il mediocre frutto di un’ispirazione di molto più nobile e ammirevole provenienza, frutto di cui io non ho colpa, se non forse quella di averlo sognato, troppo frettolosamente, e senza alcun metodo, in una sola notte.</em></p></blockquote>
<p><span id="more-3476"></span><br />
Avvenne pochi giorni dopo. Alla morte di Mizar mi ero chiuso in casa; la tristezza l’aveva sostituito come unica compagna nei momenti in cui più debole su me si faceva la presa, tuttavia salda, della multiforme e monotona apatia; ma per qualche ragione, a causa di qualche motivo insondabile, di qualche misterioso o da me incompreso ente che con maliziosa vaghezza s’ingegnava d’interferire con le acquisizioni dei miei sensi e della mia ragione ingenerandomi sensazioni con esse contrastanti, avevo come un latente e tuttavia persistente sentore che nulla fosse cambiato, che lui fosse ancora lì accanto, che stessimo vivendo ancora i giorni che sapevo essere per sempre passati, che tutto nella mia vita, nella nostra, fosse sempre uguale a se stesso, e uguale attorno a noi il mondo e la terra in cui abitavamo. Le notizie, le facce, i rumori che venivano fuori dal medium (da poco c’erano state nuove elezioni, o dovevano esserci a breve) mi consolavano e confermavano nella mia quasi convinzione.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/monstrorum1642.jpg" alt="monstrorum1642.jpg" /></p>
<p>Da questo stato d’incertezza mi riscossi di colpo: il mercato dei sogni mi vendette quel giorno solo l’amara verità. Camminando lungo Via dell’epifania, all’altezza di quell’anonimo bar dai tavolini laccati che tutti avranno notato, mi accorsi che la pubblicità sul cartellone ai piedi del quale Mizar soleva fare i propri bisogni era cambiata: fu allora che acquisii senza dubbio residuo la nozione che il mondo come lo conosceva lui già non esisteva più, che già veniva dimenticato, che tutto, quasi con crudeltà, continuava incessantemente ad evolversi e cambiare. Unica cosa immutabile era appunto la persistenza del cambiamento, meccanismo che impregnava il mondo intero, a prescindere dalle notizie, dissonanti, che per una settimana mi avevano sommerso, e comunque sentivo in continuazione, di quello che avveniva in parlamento. Lì sembrava regnare l’immobilità. Lì dentro, unico punto sulla terra, un’effimera avrebbe continuato a volteggiare nell’aria per decenni, forse per secoli. Pochi, e io non sono tra quelli, conoscono bene quel luogo, e io ne lessi per la prima volta su di un vecchio volume che riposava negli scaffali di mio nonno. Volume che divenne mio alla sua morte, e da cui riporto un brano:</p>
<p>«<em>Il parlamento (che altri chiama l’Italia), si compone – o sembra comporsi (il significato di questo inciso si comprenderà meglio dopo) -, secondo i riscontri più accreditati, di due ambienti principali, o camere, e da diversi e disparati ambienti accessori funzionali alla vita di coloro che lo abitano. Secondo la maggior parte delle fonti antiche, la struttura del luogo non sarebbe unitaria, trovandosi le due camere principali in due luoghi distinti e separati. Questo dato, che per lungo tempo è sembrato acquisito e immodificabile, viene sottoposto però negli ultimi tempi ad una severa verifica da diverse teorie e scuole di pensiero più o meno innovative. Il dibattito, di cui ci apprestiamo a dare un breve resoconto, scaturisce dalla constatazione di alcuni dati di fatto, della cui totalità non si può dare qui conto, riguardanti le due camere: in entrambe vengono fatte le stesse discussioni sugli stessi argomenti e prese le stesse decisioni, avvengono gli stessi scontri, si usano gli stessi toni. Secondo i teorici del relativismo della cognizione parlamentare su base biologica, scuola di pensiero a dir la verità ormai in disarmo, una sola stanza, l’unica esistente, sarebbe percepita da ognuno in modo diverso in base alla predisposizione personale, con la prevalenza, tra la popolazione, di due pattern percettivi principali. </em></p>
<p><em>La difficoltà nello stabilire l’origine genetica dei pattern di percezione, nonché il loro numero preciso, e nel comprendere se i due principali fossero degli schemi singoli ovvero degli insiemi di schemi affini, ha portato in breve, insieme al rapido apparire sulla scena di altre scuole di pensiero, al declino dei relativisti. Per un limitato periodo si è assistito quindi all’egemonia di una nuova teoria, originata dall’intuizione e dal lavoro del prof. A. Mutadotto, secondo la quale la percezione della natura dell’unica camera cambierebbe effettivamente, ma in base, questa volta, alle frequenti fluttuazioni energetiche del medium elettromagnetico attraverso il quale, noi abitanti dello spazio esterno, acquisiamo notizia di ciò che lì dentro avviene e dell’esistenza stessa di tale luogo. Teoria interessante, forse troppo poco approfondita e verificata, postulava tra l’altro che senza l’esistenza del medium quasi tutti ignorerebbero persino l’esistenza stessa del parlamento, e che un’eventuale scomparsa di quello, o del parlamento dalle sue trasmissioni, porterebbe in breve tempo all’oblio quasi completo del luogo in questione da parte della maggior parte degli abitanti dello spazio esterno. I risvolti più interessanti della teoria erano però, forse, altri. Molti studiosi si spinsero ad affermare che in effetti per la maggior parte delle persone non c’era molta differenza tra la verità fattuale e ciò che veniva veicolato dal medium come tale, e che al limite il parlamento, o qualsiasi altra cosa quello veicolasse, avrebbe potuto essere anche solo una bugia, un imbroglio, una creazione aleatoria di qualche software appositamente adibito dai gestori del medium, non essere mai esistito o accaduto; e questo non avrebbe cambiato niente. </em></p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/box-0.gif" alt="box-0.gif" /></p>
<p><em>Su un piano più filosofico, di sicuro meno scientifico, quasi magico, si pone la teoria che attualmente riscontra più successo, che più delle altre, quantomeno, fa discutere e infiamma le menti, esposta da S. Avicefalo nel recente </em>Sulla natura della doppia illusione parlamentare<em>. Non rigettando completamente le argomentazioni di Mutadotto, specie sul ruolo deformante della realtà attribuito al medium, egli avanza ipotesi inquietanti, tacciate da molti di essere campate in aria e prive di riscontri scientifici, ma che danno la spiegazione ad oggi più affascinante di alcune peculiarità del fenomeno. Secondo Avicefalo esisterebbe una sola camera, mentre l’altra sarebbe il riflesso di quella stessa attraverso una sorta di specchio aereo ed impercettibile posto sul suo soffitto. La natura e l’origine di tale specchio sono il punto debole di questa teoria, poiché l’autore si limita a bofonchiare che esso è fatto di rabbia e d’incubo, e che si origina da un grumo denso di tali sentimenti che fluttua per l’aria. Se si riesce a tralasciare per un attimo questa questione, fondamentale, si legge sul tomo dell’Avicefalo che il riflesso di tale specchio non è fedele: riflette le stesse persone e gli stessi luoghi, ma traslati nel tempo. L’immagine che espelle è la proiezione futura di quella che fagocita. Questo spiegherebbe la differenza d’età, che molti testimoniano, tra gli occupanti delle due camere e, per sovvenuti e inevitabili decessi, quella di numero. Spiegherebbe altresì la comunanza di costumi e portamenti. </em></p>
<p><em>Il fatto che gli argomenti discussi nelle due camere, quella reale e quella apparente, o, meglio, quella presente e quella futura, siano uguali, sarebbe ulteriore prova dell’identità degli occupanti, e indice del fatto che gli argomenti di discussione siano destinati, per qualche motivo ancora oggetto d’indagine, ad essere sempre i medesimi, con l’unica variante di qualche permutazione di parole. Oscuro rimane anche, seppur l’Avicefalo l’ipotizzi collegato alla natura dello specchio, e forse proprio per quello, il processo di percezione di queste immagini (o dovremmo dire di quest’altra dimensione, di quest’altro tempo?) da parte di noi esterni. Si ipotizza qualche forma d’interferenza tra il campo energetico del medium e quello, comunque di natura diversa, dello specchio. Nonostante tutti questi passaggi oscuri, che forse necessitano solo di un po’ più di tempo e di studio per essere illuminati, quest’ultima teoria non risulta tanto incredibile se si considera per un attimo il carattere anch’esso magico, interlocutorio risulterebbe fin troppo eufemistico, di altri fenomeni che riguardano l’oggetto di questa breve e modesta dissertazione. Il fatto, ad esempio, che chi entri in parlamento, si dice, difficilmente riesca ad uscirne, nonostante molti disertino spesso la sala principale – o le sale? Il dubbio s’impone allo stato attuale delle speculazioni in merito – impegnati nell’estenuante ricerca di un pertugio dagli ambienti accessori verso l’esterno…</em>»</p>
<p>«<em>… e non ultimi, nell’elenco delle magie, vengono i leghisti, abitanti del parlamento quasi mitologici, novelli minotauri, poiché in loro risiederebbe la doppia natura di secessionisti e di governanti di uno stato unitario.</em>»</p>
<p>Credo che la citazione basti, non vorrei dilungarmi troppo; e poi il leggere dei leghisti mi ha fatto ritornare in mente una storia che ebbe a raccontarmi, ero ancora giovine, sempre il mio nonnino. Un giorno, parlavamo del grottesco e del paradossale, mi racconto di aver visto, sul medium, un uomo che parlava, uno degli abitanti del parlamento.</p>
<p>Più che quello che diceva l’aveva attirato però la sua faccia, la sua espressione. Non perché fosse sgradevole alla vista o buffa - erano banalità a cui egli non prestava attenzione i capricci che la natura spargeva qua e là sui suoi figli - ma perché gli dava una strana sensazione. Era come se, ad un livello sottostante a quello della pelle, o forse in un’altra dimensione percettiva, quella faccia fosse diversa, nascondesse un segreto, avesse un’altra forma.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/pigsinthewind.jpg" alt="pigsinthewind.jpg" /></p>
<p>L’uomo criticava la legge elettorale (concetto sul quale risparmio un’altra citazione ancor più noiosa della precedente: vi basti sapere che serve a stabilire il meccanismo col quale si decidono gli abitanti del parlamento) a quel tempo vigente con toni aspri, enumerandone tutti i difetti e le brutture, utilizzando termini dalla valenza espressionistica che avrebbero fatto provare reale vergogna a chiunque ne fosse stato l’autore.</p>
<p>Mio nonno l’ascoltava, invero distrattamente, e continuava a scrutarlo, per carpirne il segreto, svelarne la vera natura, cogliere ciò che quella faccia voleva dirgli. A un certo punto l’oratore s’infervorò, il tono delle definizioni ingiuriose nei confronti della legge crebbe, finché in un infuocato accesso finale l’uomo, ormai quasi paonazzo, pronunciò il giudizio definitivo: “<em>E’ una porcata!</em>”.</p>
<p>Seguirono istanti di attonito silenzio; a chi avesse potuto scrutarli gli occhi del mio predecessore avrebbero mostrato, ammiccante dal fondo, la scintilla dell’intuizione; l’uomo riprese a parlare, lentamente, col sorriso monotono di prima, che acquisiva sfumature ora grottesche “<em>Ho giudicato la legge come se non fossi stato io a scriverla – disse - perché poteste biasimarla meglio. Ma sono io il suo autore. Al fine tutto è svelato. Adesso disprezzatemi!</em>” .</p>
<p>Che avesse detto questo veramente o no, che avesse forse semplicemente salutato i convitati e se ne fosse andato, non aveva invero importanza; mio nonno, aiutato dalla memoria, aveva sentito quelle parole. Le aveva sentite. Inequivocabili. E le aveva viste pronunciare. Come aveva visto la forma vera di quella faccia. L’aveva vista. Inequivocabile. La forma…</p>]]></content:encoded>
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		<title>Italia: Dinamica dell&#8217;Immobilismo</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 12:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>harlot</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

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		<description><![CDATA[Leonardo Sciascia, ne L&#8217;affaire Moro, ricollegò idealmente ad un racconto di Borges (Pierre Menard, l&#8217;autore del Chisciotte) la tragedia del sequestro Moro, traendone “l’invincibile impressione che l’affaire Moro fosse già stato scritto, che fosse già compiuta opera letteraria, che vivesse ormai in una sua intoccabile perfezione”.

Partendo dalla condivisibile convinzione di Sciascia, si può tranquillamente parlare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leonardo Sciascia, ne <em>L&#8217;affaire Moro</em>, ricollegò idealmente ad un racconto di Borges (Pierre Menard, l&#8217;autore del Chisciotte) la tragedia del sequestro Moro, traendone “<em>l’invincibile impressione che l’affaire Moro fosse già stato scritto, che fosse già compiuta opera letteraria, che vivesse ormai in una sua intoccabile perfezione</em>”.</p>
<p style="text-align: right"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/statuasciascia.jpg" alt="statuasciascia.jpg" /></p>
<p><span id="more-2990"></span>Partendo dalla condivisibile convinzione di Sciascia, si può tranquillamente parlare, ovviamente rimodulandone il registro (verso il basso, sprofondando dunque nell&#8217;abisso più infimo), del recente dramma politico come di un&#8217;opera già scritta altrove, di una serie di fatti collegati tra loro che non aspettavano altro che la forza della realtà a metterli inesorabilmente in moto. Diversamente dal registro tragico su cui si è sviluppato il caso Moro, la caduta del governo non è altro che bassa letteratura, che non fa né piangere né ridere, nemmeno amaramente. È una fotocopia del ribaltone del 1998, annerita inutilmente nei punti che dovevano rimanere bianchi e sbiadita nelle lettere, nel nero, ovvero nei punti che dovevano rimanere chiari per essere leggibili, interpretabili.</p>
<p>I 22 mesi di vita del governo Prodi sono stati solcati da scandali, contraddizioni, incoerenze, indulti, cilici e Mastella. Solo un fedele, del resto, poteva credere che il centrosinistra (si fa per dire), una volta giunto al potere, avrebbe davvero impresso la necessaria svolta, l&#8217;indispensabile sterzata alla società e alla politica italiana. Le facce erano sempre le stesse; la smania inciucista immutata; la volontà di rimanere al palo sgradita conferma. Ed infatti, tutto ciò che si è visto è stato conformismo dilagante, continuità costante con i precedenti governi, collusione persistente con i poteri criminali. Tutto già scritto. Tutto già rappresentato altrove, forse anche più degnamente.</p>
<p align="center"> <img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/progrunione.gif" alt="progrunione.gif" /></p>
<p>L&#8217;impressione che se ne ricava, ad ogni modo, è che la classe politica si stia definitivamente imputridendo non tanto per l&#8217;incapacità dei suoi rappresentati, quanto piuttosto per il logoramento a cui lorsignori sono costantemente sottoposti. Si, sfilacciamento da ricatto. Ambientale, onnicomprensivo, strisciante, pandemico. Ricatti incrociati sedimentati nelle fondamenta del palazzo, incrostazioni inossidabili che si depositano nel retroscena della vita pubblica e là rimangono a prosperare. Manleve oscure che obnubilano le priorità, corrompendo ulteriormente la già micragnosa scala di valori e di riferimenti. È così che la giustizia diviene un potere dello stato da smantellare perché perennemente in conflitto con l&#8217;opacità della pratica politica; così i diritti civili un&#8217;inutile impalcatura formale da far crollare non appena entrino in collisione con i propri interessi; così le questioni sociali un affare da appaltare alla presunta autorità morale di Santa Romana Chiesa.</p>
<p>Non c&#8217;è da stupirsi che su questi temi, naturalmente trasversali ai due opposti schieramenti, ci sia effettivamente una convergenza assoluta; l&#8217;infrastruttura sottostante, infatti, è comune, è logora, è obsoleta ma evidentemente non ancora superata. Aveva parzialmente ragione l&#8217;ex giudice Colombo, quando nel 1997 parlò di bicamerale del ricatto. Parzialmente, appunto: più che di una bicamerale, si trattava di sdoganamento dell&#8217;estorsione e della minaccia, di una vera e propria cristallizzazione del nuovo corso politico che ha in queste fasi, si spera, i suoi ultimi rantoli, gli estremi spasmi, la sua fase terminale.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/contratto-con-gli-italiani.jpg" alt="contratto-con-gli-italiani.jpg" /></p>
<p>La prossima campagna elettorale sarà una grottesca corsa tra le macerie di un paese incurante del suo destino, dove persino il motto “tutto cambia affinché nulla cambi veramente” è entrato in prescrizione. Ormai, infatti, non si pone nemmeno più il problema del cambiamento (formale). Berlusconi è sempre là. Veltroni pure. Per non parlare degli altri. Tutti i maggiori attori politici si muovono nell&#8217;intoccabile sfera della letteratura più meschina, sospinti a malapena da un pubblico-elettorato atrofizzato, smarrito e sempre più spaesato da inafferrabili dibattiti sulla necessità del cambiamento della legge elettorale (patetico il tentativo di un governicchio Marini, a proposito), spacciata fraudolentemente come panacea di ogni male. Intanto, come volevasi dimostrare, si torna a votare col porcellum. A questo punto, che vinca il peggiore.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Le Occasioni Perdute e Ritrovate - Rileggere Pascoli</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 07:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Tuscano</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Pier-Paolo-Pasolini]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ forse inevitabile collegare quest’autore all’infanzia. Alla mia, segnatamente. Non posso esimermene, poiché fu il secondo poeta che incontrai, dopo Ungaretti (quello della Madre, non di “M’illumino/d’immenso”) e prima di Grazia Deledda, l’altra grande passione della mia gioventù. Nell’antologia - il “libro di lettura” - i versi di Fides spiccavano dietro un’immagine di bimba attonita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ forse inevitabile collegare quest’autore all’infanzia. Alla mia, segnatamente. Non posso esimermene, poiché fu il secondo poeta che incontrai, dopo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ungaretti" target="_blank">Ungaretti</a> (quello della <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/llgalv/iperte/donna/cen_st8_9/aspetti/ungaretti.htm"><em>Madre</em></a>, non di <em>“M’illumino/d’immenso”</em>) e prima di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grazia_Deledda">Grazia Deledda</a>, l’altra grande passione della mia gioventù. Nell’antologia - il “libro di lettura” - i versi di <em><a href="http://www.bibliolab.it/pascoli/FIDES.html">Fides</a> </em>spiccavano dietro un’immagine di bimba attonita, dagli occhi nerissimi e curiosi, immersa in un verde lussureggiante.</p>
<p><span id="more-2466"></span>Come il vastissimo parco del mio collegio: mondo protetto, involucro coalescente, lontano dalle brutture e dalle violenze della realtà esterna, e cattiva. Un luogo che sarebbe piaciuto al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pascoli" target="_blank">Pascoli</a>, così folto di siepi che il guardo escludevano e le suore candide, madri spirituali, spose d’un marito celeste. Giardini chiusi, fonti sigillate. Eravamo bambini e lui il cantore buono delle dolci ninnenanne, dei trepidi vagiti, delle umili e fragilissime nonnine… Inevitabile non associarlo all’infanzia, ho affermato. Sì. Eppure, errato.</p>
<p>Certo, <em>Fides</em> non aveva l’andamento solenne e austero della <em>Madre</em> ungarettiana, e ci coinvolgeva molto di più; ma come spiegare il senso d’inquietudine, di confuso smarrimento, di strisciante malinconia che mi assaliva dopo la lettura di quei versi?</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/giovanni_pascoli.jpg" alt="giovanni_pascoli.jpg" /></p>
<p align="center"><strong>Percezioni vaghe e incomprensibili, ma reali.</strong></p>
<p> Nel 1961 <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini" target="_blank">Pier Paolo Pasolini</a> - che si laureò con una tesi su di lui - così scrisse a proposito del Nostro: <em>“Non lo amo molto, Pascoli. Egli era un uomo arido, inibito, infecondo, ma a questo sopperiva con una vasta ispirazione […] linguistica. Tutte le esperienze innovative del nostro secolo, buone e cattive, hanno avuto origine in lui. Perciò egli è importante culturalmente. E, si noti bene, tutte le tendenze stilistiche, che si sono sviluppate dai suoi esperimenti - spesso rozzi e provinciali, sia pure - sono state tipiche dell’antifascismo culturale del Novecento. Un antifascismo puramente passivo: ma è già molto”</em>.</p>
<p>Pasolini aveva ragione nel definirlo innovatore linguistico: chiaro, comunicativo, immediato, vicino alla sensibilità contemporanea, se non più a un mondo rurale scomparso. Ricorreva spesso all’onomatopea, che rende “internazionale” il linguaggio poetico: non per nulla il Nostro inseriva nei suoi testi molti vocaboli stranieri (come in <a href="http://www.italica.rai.it/principali/lingua/bruni/schede/italy.htm" target="_blank"><em>Italy</em></a> e <a href="http://www.fondazionepascoli.it/Poesie/05hammer.htm" target="_blank"><em>The hammerless gun</em></a>); espressioni disusate, per l’evocativo senso del mistero; il tutto in un periodo franto, dal ritmo ora cadenzato, ora sincopato, alla Debussy (ma perché non considerarlo, in qualche misura, un antenato dei nostri migliori cantautori?).</p>
<p>Tra gli aggettivi che Pasolini utilizzò per descrivere l’autore romagnolo, spicca l’ultimo, severo “infecondo”. Pascoli lo era anche fisicamente: pingue, molle, greve. Rintanato nella sua casa di campagna con l’inseparabile sorella Maria, cui dedicò diverse poesie (ma tutte o quasi “a margine” della sua produzione maggiore). Il segreto di Pascoli, ingenuo e perverso, resta tale: un desiderio celato, smorzato, sublimato.</p>
<p align="center"><strong><em>Una falsa innocenza</em></strong></p>
<p>All’inizio del Novecento l’Europa desacralizzata perdeva definitivamente i suoi valori millenari. Alle pressanti esigenze di nuovi soggetti sociali, che si affacciavano da protagonisti alla ribalta della storia, fascismo e nazismo opposero una reazione feroce in nome del passato. Furono movimenti anti-democratici, teorizzatori della divisione tra classi ed etnie, ovviamente bellicisti e misogini; o, per usare un neologismo molto efficace di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luce_Irigaray" target="_blank">Luce Irigaray</a>, <em>“uomosessuali”</em>. L’inferiorità <em>naturale</em> della donna, sanzionata dalla legge fino a tempi recentissimi, cominciava a venir sistematicamente contestata, promettendo autentici sconvolgimenti di consolidati equilibri. Di qui la riaffermazione - belluina, benché vana - dell’ordine, della forza, e della sottomissione.</p>
<p>Il timido e impacciato Pascoli, anzi, il professor Pascoli, viveva più di altri le contraddizioni d’un mondo rovesciato, crudele, affascinante e incomprensibile. Il suo smarrimento era necessariamente anche sessuale: dopo le tragiche vicende che contrassegnarono la sua giovinezza, sognava di trascorrere la sua vita <em>“soave/tra le sorelle brave,/presso la madre pia”</em>. Una risposta tutt’altro che virile; ma, anche l’anelito a una vita attenuata, dove l’erotismo era apparentemente rimosso, perché incuteva paura, schianto, violenza. Altro che cantore dell’infanzia!</p>
<p align="center"> <img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/4c_woolf_1902.jpg" alt="4c_woolf_1902.jpg" /></p>
<p align="center"><strong><em>Valida lezione</em></strong></p>
<p>Fosse stato più consapevole, o coraggioso, il nostro poeta avrebbe potuto diventare un vero ribelle. Ma Pascoli non aveva la forza e, forse, neppure la possibilità - non nella sua condizione, non in quell’Italia umbertina - di trasformare la sua perversione in un elemento di lotta serrata alla società e all’ipocrisia della normalità, come riuscì a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcel_Proust" target="_blank">Proust</a> e, ancor più, a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andr%C3%A9_Gide" target="_blank">Gide</a> e a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Virginia_Woolf" target="_blank">Virginia Woolf</a>. Le sue aspirazioni restavano borghesi. Ma agiva da noi; e fu “già molto”. La parte più nobile dei nostri intellettuali preferì l’ambigua dolcezza del suo umanitarismo aprico alle muscolari fanfare mussoliniane; e fu “già molto”; sedusse Pasolini; e fu “già molto”.</p>
<p>Ogni cosa, ogni umile oggetto, situazione, persone divenivano per lui motivo di compassione, quindi di poesia. Precursore del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Minimalismo" target="_blank">minimalismo</a>? Piuttosto, paritario: nel mondo malvagio e assurdo, il desiderio, l’aspirazione, l’illusione della bontà pure resta, in qualsiasi luogo essa si nasconda; sia pure in un animo vagolante e dubitoso. Non più divisioni nette fra bene e male: e fu “già molto”.</p>
<p>Così il Fanciullino <em>“<a href="http://www.classicitaliani.it/pascoli/pascoli_fanciullino.htm">garrulo e antico</a>”</em> viveva nel cuore del poeta: e fu “già molto”; fu meglio; fu giusto.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Oculati Investimenti in Comunicazione</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2007 12:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Attenzione: La Tariffa Bioraria Conviene? Scoprilo qui. Riceviamo e volentieri pubblichiamo (gratis et amore Dei) un comunicato stampa dell&#8217;Enel. Sembra che Enel abbia inaugurato un blog  per favorire il confronto tra gli utenti sui temi trattati da celebri scienziati e filosofi nel corso di nove incontri. Non sarebbe stato il caso di aprire un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/enel.jpg" title="enel.jpg" alt="enel.jpg" align="left" /><font color="#ff0000">Attenzione: La Tariffa Bioraria Conviene?</font> <a href="http://www.mentecritica.net/enelenergia-il-mistero-buffo-della-tariffa-bioraria-tutte-le-informazioni-che-servono-per-decidere/consumo-criticamente/yy/2218/"><strong>Scoprilo qui</strong></a>. Riceviamo e volentieri pubblichiamo (<em>gratis et amore Dei</em>) un comunicato stampa dell&#8217;Enel. Sembra che Enel abbia inaugurato un blog  per <em>favorire il confronto tra gli utenti sui temi trattati da celebri scienziati e filosofi nel corso di nove incontri</em>. Non sarebbe stato il caso di aprire un blog per spiegare meglio come funziona la tariffa bioraria che <a href="http://www.mentecritica.net/energia-elettrica-liberalizzata-vi-spieghiamo-il-trucco-della-bioraria/consumo-criticamente/johnny/809/"><strong>nessuno ci ha capito un cacchio</strong></a>?</p>
<p><span id="more-1826"></span></p>
<p align="center">CON ENEL, IL DIBATTITO TRA FILOSOFIA E SCIENZA INAUGURA UN BLOG E L’ARTE VA IN PIAZZA</p>
<p> L’energia della cultura scalda l’autunno 2007 di Enel: la forza del pensiero e dell’arte rinnova due iniziative di successo, “La Parola Contesa” ed “Enel Contemporanea”</p>
<p>La terza edizione della Parola Contesa apre al pubblico <strong><a href="http://diario.enel.it/parolacontesa/">un nuovo blog</a></strong> per favorire il confronto tra gli utenti sui temi trattati da celebri scienziati e filosofi nel corso dei nove incontri - in programma fino al 10 dicembre sul palco dell’Eliseo di Roma, al teatro Dal Verme di Milano e al Mercadante di Napoli. Il blog rappresenta un nuovo strumento per diffondere i contenuti attraverso il video streaming delle serate (scaricabile in podcast), per leggere i post scritti dagli stessi moderatori dei dibattiti - Giancarlo Bosetti, Massimiliano Finazzer Flory e Vittorio Bo - e le inedite riflessioni di grandi intellettuali sulle parole chiave della nuova edizione: Cosmo, Viaggio, Felicità, Bioetica, Evoluzione, Universo, Ricordare, Scrivere e Leggere.</p>
<p>Infine, cala il sipario su Enel Contemporanea, il progetto di arte pubblica sul tema dell’energia curato da Francesco Bonami. A chiudere l’evento, la grande installazione di Patrick Tuttofuoco intitolata “Future City”, visibile fino al 29 ottobre a Roma nella centralissima piazza del Popolo.</p>
<p>Info:<strong> <a href="mailto:energiaper@enel.it">energiaper@enel.it</a></strong></p>
<p><font color="#ff0000">Attenzione: La Tariffa Bioraria Conviene?</font> <a href="http://www.mentecritica.net/enelenergia-il-mistero-buffo-della-tariffa-bioraria-tutte-le-informazioni-che-servono-per-decidere/consumo-criticamente/yy/2218/"><strong>Scoprilo qui</strong></a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Qoelet (Una Ritardata Anticlericalità)</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/qoelet-una-ritardata-anticlericalita/uncategorized/musashi/1553/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Oct 2007 16:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musashi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Genericità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciò che più è scandaloso in tutto questo?
Coloro che vendono un complice silenzio.
A cifre astronomiche.
Le Indulgenze, au contraire.
Povero Martin Lutero.
Povero Gert dal Pozzo.
Comprare il perdono come un paio di jeans o scarpe.
Difettato al pari dei Levi&#8217;s al Factory Store.
Ma assai più esoso nel prezzo.
E comunque sempre minore di quello appropriato.
Che viste circostanze et funzione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/q.png' alt='q.png'  style="float:left; padding-right:5px;"/>Ciò che più è scandaloso <strong><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/07_Luglio/15/chiesa_rimborso_abusi.shtml">in tutto questo</a></strong>?<br />
Coloro che vendono un complice silenzio.<br />
A cifre astronomiche.</p>
<p><span id="more-1553"></span>Le Indulgenze, <em>au contraire</em>.<br />
Povero Martin Lutero.<br />
Povero Gert dal Pozzo.</p>
<p>Comprare il perdono come un paio di jeans o scarpe.<br />
Difettato al pari dei Levi&#8217;s al Factory Store.<br />
Ma assai più esoso nel prezzo.</p>
<p>E comunque sempre minore di quello appropriato.<br />
Che viste circostanze et funzione dei soggetti in giuoco,<br />
potrebbe essere anche la vita.</p>
<p>Quella che si sono messi a posto vittime e parentadi di vittime.<br />
Come saldo della propria prestazione.<br />
In maniera similare a compiacenti prostitute.</p>
<p>Ma questo non si dice.<br />
Piuttosto: dispiaciamoci tutt&#8217;insieme.<br />
&#8220;Poverini&#8221;.</p>
<p><strong>N.d.A.</strong> :<small> <em>Qoelet</em> e <em>Gert dal Pozzo</em> sono i due personaggi principali del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Q_(romanzo)"><strong>romanzo &#8220;Q&#8221;</strong></a>, del collettivo di scrittura &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luther_Blissett"><strong>Luther Blissett</strong></a>&#8220;. Il libro tratta appunto del periodo in cui la corruzione della Chiesa (come sempre organo ben più terreno che spirituale, in ogni epoca) e in particolare lo scandalo delle Indulgenze portarono allo scisma luterano.</small></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Aborto Clandestino</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2007 14:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Lalli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Genericità]]></category>

		<category><![CDATA[aborto]]></category>

		<category><![CDATA[al-femminile]]></category>

		<category><![CDATA[bioetica]]></category>

		<category><![CDATA[società]]></category>

		<category><![CDATA[solitudine]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 1962 è l’anno in cui Edward Kienholz fece The Illegal Operation (nella foto sotto).
È anche l’anno in cui Sherri Finkbine ha un terribile mal di testa e prende un farmaco contenente Thalidomide. Sherri è incinta. Il Thalidomide è sospettato di essere causa di gravi malformazioni fetali.

Sherri chiede di poter abortire, ma in Arizona l’aborto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 1962 è l’anno in cui Edward Kienholz fece <a href="http://www.nga.gov/cgi-bin/psearch?Request=A&amp;Person=65570"><strong>The Illegal Operation</strong></a> (nella foto sotto).</p>
<p><span id="more-1248"></span>È anche l’anno in cui <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sherri_Finkbine"><strong>Sherri Finkbine</strong></a> ha un terribile mal di testa e prende un farmaco contenente <a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.mentecritica.net%2Fcome-ti-riciclo-il-farmaco-sporco-il-ritorno-del-talidomide%2Fconsumo-criticamente%2Flameduck%2F236%2F&amp;ei=nUXVRsiGEpfGnAO94d3BDQ&amp;usg=AFQjCNGLXt2H0HDvg3rbtT44y1j7Yvg5uQ&amp;sig2=kjhis11t8sHyGctE0JCA1Q"><strong>Thalidomide</strong></a>. Sherri è incinta. Il <a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.mentecritica.net%2Fcome-ti-riciclo-il-farmaco-sporco-il-ritorno-del-talidomide%2Fconsumo-criticamente%2Flameduck%2F236%2F&amp;ei=nUXVRsiGEpfGnAO94d3BDQ&amp;usg=AFQjCNGLXt2H0HDvg3rbtT44y1j7Yvg5uQ&amp;sig2=kjhis11t8sHyGctE0JCA1Q"><strong>Thalidomide</strong></a> è sospettato di essere causa di gravi malformazioni fetali.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/illegaloperation.jpg" alt="illegaloperation.jpg" /></p>
<p>Sherri chiede di poter abortire, ma in Arizona l’aborto è illegale e nonostante le indicazioni dei medici non viene permesso nemmeno in questa estrema circostanza.<br />
Sherri e il marito devono andare in Svezia per interrompere lo sviluppo di quel feto senza gambe e senza un braccio. I due sono oggetto di una vera e propria campagna denigratoria da parte dei media e di radio vaticana. Ricevono minacce di morte per telefono e vengono licenziati (lei dalla tv, lui dalla scuola).<br />
Nell’ennesima occasione in cui la 194 è sotto tiro, è forse utile ricordare storie come questa. E ricordare l’intento della scultura di Kienholz, in nome delle migliaia di donne americane che ogni anno (prima di Roe vs. Wade) si sono sottoposte a aborti illegali, alcune pagando con la morte, molte con danni permanenti, tutte l’umiliazione e il pericolo di affidarsi alle mammane.<br />
(<a href="http://www.latimes.com/news/printedition/asection/la-et-socal28aug28,1,5981348.story?coll=la-news-a_section&amp;ctrack=1&amp;cset=true"><strong>LACMA’s ‘SoCal’ dreaming</strong></a>, Los Angeles Time, 28 agosto 2007, solo per utenti registrati).<br />
Nel mondo, ovviamente, le donne che ricorrono agli aborti clandestini sono molte, molte di più.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>G8 di Piombo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/g8-di-piombo/uncategorized/neottolemo/974/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jul 2007 09:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neottolemo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Genericità]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlare male dell&#8217;organizzazione del G8 di Genova sarebbe un po&#8217; come sparare sulla croce rossa (ovvero un G8 di Genova). Il G8 a Genova non s&#8217;aveva da fare. Pensate a tutto quello che è successo, credete sia il baratro di ogni umana decenza? Dite che si è toccato il fondo?
 La verità è un&#8217;altra. C&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parlare male dell&#8217;organizzazione del G8 di Genova sarebbe un po&#8217; come sparare sulla croce rossa (ovvero un G8 di Genova). Il G8 a Genova non s&#8217;aveva da fare. Pensate a tutto quello che è successo, credete sia il baratro di ogni umana decenza? Dite che si è toccato il fondo?<br />
<span id="more-974"></span><img align="left" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/recchioni.jpg" hspace="6" alt="recchioni.jpg" title="recchioni.jpg" /> La verità è un&#8217;altra. C&#8217;è qualcosa di misterioso attorno a quei comportamenti che nemmeno la magistratura più pilotata riuscirà a nascondere, per il semplice fatto che nessuno sospetta di questo. E&#8217; un qualcosa questo, così etereo da competere con il mistero: a cosa serve un blog?<br />
Diciamocela tutta, Genova porta sfiga. Non dite che non è così, le avvisaglie le avevamo già avute. A Genova presero il via gli avvenimenti che portarono agli anni di piombo. Se non è sfiga questa.<br />
A quei tempi Almirante decise che avrebbe tenuto un comizio nel capoluogo ligure. Si sapeva già come sarebbe andata la cosa, tant&#8217;è che la maggior parte delle persone che ci teneva a riportare le cosce a casa, al comizio non c&#8217;era andata.Dopo che Almirante iniziò ad orare, iniziarono i tafferugli, fascisti contro comunisti, comunisti contro fascisti, polizia nel panico e tale Venturini colpito alla testa da una bottiglia (che lo portò alla morte). A Genova stavano dando il via ai comizi al pesto.<br />
A vederla meglio, si parla anche di persone con i caschi, con le spranghe, volti coperti ed altri sanguinanti, persone ammaccate&#8230; se ci fossero state delle lanterne ricavate da zucche si sarebbe potuto pensare ad halloween. Invece erano scontri di piazza.<br />
Da allora si iniziò ad abituarsi all&#8217;idea, e i comizi al pesto si fecero sempre più frequenti così come i Venturini.<br />
Così all&#8217;epoca successe una cosa a dir poco curiosa se vista dai giorni nostri: la destra, quella dei fascisti, aveva tutti contro. Aveva contro per prime le istituzioni. Non passavano un morto senza che in parlamento qualche missino non chiedesse spiegazioni riguardo alle indagini non svolte. Dall&#8217;altra sponda, tutti gli avversari dipingevano i (ragazzi) morti come degli agitatori che si erano meritati quello che gli spettava. Così la polizia lasciava parecchi morti in ogni manifestazione al pesto, e nessuno se ne curava. Gli unici a farsene cruccio (e soprattutto offesa) erano i missini.<br />
Poi a Genova, parecchio tempo dopo questi fatti, si svolse il G8. Si sono viste persone con i caschi, con le spranghe, volti coperti ed altri sanguinanti, persone ammaccate&#8230; se ci fossero state delle lanterne ricavate da zucche si sarebbe potuto pensare ad halloween. Invece era guerriglia urbana. La situazione è pressoché identica a quello che accadeva nello stivale all&#8217;incirca trenta anni fa. Solo che adesso il morto è di sinistra. Quindi se il passato è buono sulla pasta, allora se lo possono mangiare (e quando la frase, in questo contesto, diventa impersonale sappiamo tutti di chi si parla) e farlo sparire. Si possono dimenticare tutti di quello che è stato, di quando le ingiustizie le pagavano le famiglie dei morti dell&#8217;altra parte. Ci si può dimenticare di tutto quello detto all&#8217;epoca. Ci si può dimenticare che oltre a dei criminali, si ha a che fare con un morto. E magari farlo diventare un criminale quel morto, che ha avuto quello che si meritava.<br />
Anche questo è già successo. Trent&#8217;anni fa è successo ai fascisti. Tra i tanti criminali ci sono stati anche (e soprattutto), tanti ragazzi morti &#8220;per la maglia&#8221;, magari perchè a quell&#8217;ora erano ancora dentro la sezione dell&#8217;Msi. Ma i morti sono morti, hanno sempre il loro peso (un peso morto, scusate la battuta). Allora come sbarazzarsi di questo peso? Semplice, &#8220;era un criminale&#8221; ed è fatta.<br />
Così anche Giuliani era un criminale e ha avuto quello che si meritava.<br />
Forse almeno sui morti si potrebbero mettere da parte le divisioni politiche. Forse Fini potrebbe ricordarsi che alla Daniela tesero un agguato e che tutte le istituzioni fecero spallucce.<br />
Dovrebbero ricordarsi di tante cose. Dovrebbero ricordarsi che esiste una coscienza e se si vuole anche una giustizia.</p>
<p>Nota: <em>nella foto c&#8217;è Stefano Recchioni, missino ucciso dai Carabinieri vicino la sede di Acca Larentia</em>.</p>]]></content:encoded>
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