Suoni & Musica

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Caro Lucio, ti scoprii agli inizi degli anni Settanta: io ne avevo sei, o sette. Ma ricordo perfettamente che la tua fu una delle prime, forse la prima (l’altra era Come together dei Beatles) canzone che imparai. Mi aveva colpito soprattutto un verso, per me insolito e buffo: “La mattina c’è chi/mi prepara il caffè…”. Lo ripetevo tante di quelle volte che tu saresti rimasto, nei miei ricordi, “quello del caffè”.

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Un ritmo perforante. Un artista a tutto tondo. Uno stile ricercatissimo, ineccepibile, curato sino in profondità, che pesca a piene mani nell’immaginario collettivo homo ed erotico. Una sfida a bocca aperta, un guanto gettato sulle paffute e benpensanti guance delle italiche genti. Una filosofia che gradevolmente sconvolge, insinuandosi in ogni orifizio intellettuale. Immanuel Casto potrebbe essere racchiuso in una frase, tratta dal suo pamphlet seminale Divarication: “Feci un’ orgia in cui non mi piaceva nessuno, ma essendo un signore, mi concessi come il galateo imponeva”. Potrebbe, appunto: ma non è sufficiente. In realtà, il Casto Divo è molto di più.

La mano non mi basta, voglio di più

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Il problema del download illegale di musica/film è di nuovo salito alla ribalta, con la decisione di rendere illegali anche i metodi usati per monitorare chi scarica o meno. Devo dire che la notizia mi ha lasciato sorpresa: finalmente un passo avanti! In occasione, ho deciso di dire la mia analizzando un po’ l’origine della “querelle”.

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Andrea Alzetta, quarant’anni, detto Tarzan, militante di ‘Action’ e del centro sociale romano ‘Corto circuito’, con 2099 preferenze è stato il più votato della Sinistra Arcobaleno a Roma e siederà nel consiglio comunale della Capitale comunque vadano le cose al ballottaggio.

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E’ di stamane la notizia che il Garante della Privacy ha dichiarato illegale monitorare la rete per scoprire chi scambia file utilizzando i sistemi peer to peer come Emule o Kazaa. Questa decisione mette fine ad una pratica liberticida ed illegale che, in nome della difesa di interessi privati, comprometteva il diritto alla discrezione di chiunque, non solo di coloro che utilizzano il peer to peer per fini illegali. Questo episodio rappresenta un buon esempio di quando sicurezza e libertà entrano in contrasto. Per questa volta sembrerebbe sia andata bene. Sembrerebbe. (N.d.R.)

Se stai leggendo questo articolo, è probabile che scarichi anche musica da circuiti peer-to-peer come Kazaa, Bittorrent, eMule.
Scaricare musica è illegale ed è sbagliato farlo.
Ma allora perché cosí tanta gente lo fa lo stesso?

 

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E per fortuna anche questo Festival di Sanremo è andato. Non voglio parlare di questo come fanno tutti. Voglio raccontarvi di un altro festival. Un festival che è tra i programmi più longevi della televisione andando in onda dal 1956 regolarmente ogni anno. Uno degli eventi non sportivi più visto al mondo con un audience minima di 100 milioni di telespettatori fino ad un massimo di 600 milioni. All’edizione di quest’anno parteciperanno 43 cantanti in rappresentanza di altrettanti Stati. Ma l’Italia non ci sarà.

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Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “Io tu e le rose” in finale e ad una commissione che seleziona “La rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi
( fonte Wikipedia )

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Oggi tutti ne parlano, ma sappiamo veramente cos’è? La definizione di Wikipedia vi annoia? Proviamo con qualcosa di alternativo. Una magica lezione dell’accademia DFC.

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Fabrizio De André ci ha lasciati con una sensazione di levità, di dolcezza, di gentilezza. Di famiglia. Perché Fabrizio era la famiglia.
La sua certamente, innanzi tutto. Così presente, e nello stesso tempo così discreta. Così, direi, patriarcale. Con Fabrizio De André non occorrevano molte parole, bastava uno sguardo, un sorriso, un cenno.

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Valeriy ha dodici dita per ogni mano. Eppure a guardarlo nessuno noterebbe nulla di strano. Anche osservando con pazienza ed attenzione le sue mani consumate dal tempo e dall’incuria, non si potrebbero contare più di cinque dita secche e curve come vecchi artigli.

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