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	<title>MenteCritica &#187; Sul Web</title>
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	<description>Non Esistono Questioni di Principio</description>
	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 23:37:25 +0000</pubDate>
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		<title>Free Valpreda E Tutti Gli Altri</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 07:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>harlot</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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(Foto: Flickr)
Blog Dream
Sono rientrato a casa da poco. Ero fuori a scattare alcune foto con la mia fida digitale ai cestini disseminati per strada, alle biciclette semi distrutte abbandonate sulle rastrelliere arrugginite, ai tombini e agli angoli polverosi delle vetrine di uno smart shop in liquidazione. Ho lasciato il computer acceso sul mio account di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-10011" title="freevalpreda" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/freevalpreda.jpg" alt="" width="448" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>(Foto: <a href="http://flickr.com/photos/hogbard/421535050/in/set-72157600074246665/">Flickr</a>)</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Blog Dream</strong></p>
<p>Sono rientrato a casa da poco. Ero fuori a scattare alcune foto con la mia fida digitale ai cestini disseminati per strada, alle biciclette semi distrutte abbandonate sulle rastrelliere arrugginite, ai tombini e agli angoli polverosi delle vetrine di uno smart shop in liquidazione. Ho lasciato il computer acceso sul mio account di Flickr in modo da poterle caricare subito e ricevere zero visite/commenti per l’inutilità e lo spreco con cui ammorbo la rete. Ho twitterato per mezz’ora, poi ho tumblrato segnalando le ultime novità in tema di spot pubblicitari anni ‘80.</p>
<p><span id="more-10008"></span>Naturalmente, ho aggiornato il blog per descrivere minuziosamente tutto quello che ho fatto dal momento in cui ho adagiato le natiche sulla sedia di camera mia - corredando il tutto con il solito video di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Qq8Uc5BFogE">Wassaaah</a> già linkato dal 97,6% della blogosfera perchè “Sono Passati 8 Anni Guarda Come Siamo Cambiati Una Volta Eravamo Delle Persone Meglio”. Poi ho integrato il post con una dura critica nei confronti dei casta-fascisti-ilgiornalismoèmorto-psiconani della Cassazione perché hanno osato rifiutare le firme prese da Grillo senza seguire la procedura prevista dalla legge fascista sul referendum del 1970. Che si vergognino! Knowledge is FREE!!1!1</p>
<p>Mentre clicco su “Publish”, un pesante tonfo originatosi chissà dove mi fa sobbalzare e il mouse schizza via dalla mia mano, impedendomi la pubblicazione del post<sup><a id="identifier_0_1312" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Censura preventiva." href="http://www.mentecritica.net/free-valpreda-e-tutti-gli-altri/informazione/johnpaul/10008/#footnote_0_1312">1</a></sup>. Sento un rumore agghiacciante provenire dal mio letto, le molle si stritolano le une con le altre, è un seppuku a fin di bene, lo so, uno scricchiolio sinistro monta dai piedi del giaciglio ed arriva sino al poggiatesta, è un tremito poderoso - è la cucitura della mia idiozia nullafacente saltata improvvisamente e miseramente.</p>
<p>Le lenzuola si avviluppano su stesse e si contorcono spaventosamente, elevandosi sempre di più, quasi come un sacchetto della spesa sospinto in cielo dallo scorrere del traffico, e dall’Everest di cotone emerge lentamente, quasi pigramente, una figura enorme, sconfinata, la barba folta e grigio-rossiccia ad incorniciare un bavaglio grande come una vela, due fessure censorie a fissarmi severamente, i capelli umidicci, incollati alla fronte. Un moto di terrore si impadronisce di me: è L’Uomo Col Bavaglio. Nella mia stanza, nel mio letto. E, cosa più grave, ha visto il mio admin panel. Sulla fronte ha intagliato (non so come) qualcosa, una scritta forse: “LEVI, PROVACI ANCORA”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-10012" title="freevalpreda-2" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/freevalpreda-2.jpg" alt="" width="102" height="126" /></p>
<p>Non riesco a muovermi. Lui mi fissa ancora. Devo cercare su Google o su Wikipedia il significato di tutto ciò. Continua a fissarmi.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Blog fou</strong></p>
<p><em>Ehi! Dico a te! Mi senti? Ti pare il modo di crollare così, come un sacco di patate? Ci interrompi il brainstorming, oh my god. Che disgrazia, ma dico, come si fa ad addormentarsi in un bloglager, soprattutto ora che stiamo fightando for your right? Con il wifi fuori di casa, con le chiappe fuori di casa, cazzo, ad incontrare emeriti sconosciuti con cui non hai alcuna affinità se non quella di inondare di merda l’internet pensando di aver qualcosa di interessante da dire, o meglio, pensando che a qualcuno interessi veramente quello che hai da dire? Insomma, svegliati!</em></p>
<p>Era soltanto un incubo, ma il dormiveglia è altrettanto terrificante. La <a href="http://punto-informatico.it/2468674/PI/News/camera-manda-avanti-ddl-anti-blog.aspx">legge Levi</a> è stata approvata dal Parlamento solo tre ore fa. I primi suicidi si sono registrati a Roma: hanno deciso di farla finita una digital strategist, un esperto di sicurezza e un bidello pedofilo che pensava che la legge abolisse la pedopornografia. Rudy Guede, dal carcere, ha annunciato lo sciopero della fame rendendosi conto che non potrà mai più mettere video dementi su youtube - si, gli stessi video che poi saranno usati dai giornalisti di Repubblica per farne un mostro (extracomunitario). Pannella ha iniziato lo sciopero della fame per solidarietà agli scioperi della fame.</p>
<p>La magistratura di internet ha già rinchiuso tutti i blogger in un campo di concentramento<sup><a id="identifier_1_1312" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Il Registro degli Operatori di Comunicazione?" href="http://www.mentecritica.net/free-valpreda-e-tutti-gli-altri/informazione/johnpaul/10008/#footnote_1_1312">2</a></sup>.</p>
<p>C’è molto smarrimento nella sala centrale del lager in cui mi trovo: molti miei colleghi blogger preferiscono rifugiarsi nel caldo abbraccio dell’eroina, concedersi alla Wii o, extrema ratio, violentarsi con le statuine dei Macchianera Awards. Qualcuno rispolvera Cadillac &amp; Dinosaurs, emulandolo con il Mame. Uno sparuto gruppo di blogger di sesta fascia (i kapò) sta infierendo sul corpo martoriato di una blogstar che non aveva detto nulla a proposito del liberticidio Levi. Gli stupri sono all’ordine del minuto. No Future, come dicevano i Sex Pistols - ora è davvero così. Ci sono riusciti, i politici. Hanno imbavagliato la rete, l’hanno incarcerata e hanno buttato le chiavi.</p>
<p>Ci hanno fatto registrare al ROC, quest’organismo parafascistasignoraggio che ci obbliga a sottostare agli stessi impegni della stampa, altro ganglio del veterofascismo di Stato che noi blogger avevamo iniziato ad abbattere tramite la più totale omologazione al giornalismo più bieco - cioè quello veterofascista di Stato. “I GIORNALISTI CI TEMONO, LUNGA VITA AL CITIZEN JOURNALISM”. Ecco, morto &amp; sepolto. Ci hanno tolto la libertà di mettere gli inutili ads di Google (ragione di vita per migliaia di blog) - le mie 30 visite al giorno mi hanno portato 6,37 € in tre anni, SEI EURO, un pacchetto e mezzo di sigarette o 1/30 di una maglietta de il deboscio.</p>
<p>A nulla è valsa l’esclusione dell’obbligo di registrazione messa nera su bianco nella relazione al progetto di legge:</p>
<blockquote><p>Nel comma 3 viene espressamente escluso l’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione per i prodotti, come i cosiddetti « blog », che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro.</p></blockquote>
<p>Ma non era così, almeno non per noi che avevamo ascoltato lo strazio di dolore lanciato dalla blogosfera. Mi avevano detto, all’inizio della fine: “la polizia ti controllerà tutti i post, attento, sposta tutto all’estero dove c’è la libertà e non c’è Berlusconi!!1″. Effettivamente era così. La polizia controllava lo 0,001 % dei blog, e il -0,0000000% della politica italiana era influenzato dai blog. Ho dovuto spostare il server all’estero, ma quando ho detto che i Baustelle fanno musica e che la Canalis è una race traitor le querele mi sono arrivate comunque. La legge aveva già influenzato le menti della magistratura di internet.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Blog macht frei</strong></p>
<p>Sono già passate 7 ore dall’entrata in vigore della legge. Una blogger si avvicina a me, barcollando vistosamente. E’ ubriaca, è flaccida, è suina: della bava giallognola le cola dalla bocca. Mi afferra un braccio, strepita e urla mentre le sue zaffate-fragranza-Calcutta mi fanno quasi svenire: “TI RENDI CONTO? ORA NON POTRO’ PIU’ SCRIVERE LE MIE FALSE AVVENTURE SESSUALI DA FEMMINISTA DELLA TERZA ORA SUL BLOG DI GRUPPO DI 35ENNI DEPRESSE IN MENOPAUSA MA CHE AVEVA 33 LETTORI NEL FEED ED ERA 3587312 SU TECHNORATI!!!1!” La allontano dicendole che Feedburner non è affidabile - per tutta quella storia dei redirect - che anche l’Economist aveva detto che il blogging <a href="http://www.economist.com/business/displaystory.cfm?story_id=12566826">è morto</a> (ben prima della legge Levi) e che Oriana Fallaci è morta dopo Insciallah. Boom.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-10013" title="freevalpreda-3" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/freevalpreda-3.jpg" alt="" width="448" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>(Foto: <a href="http://flickr.com/photos/majovila/2627942618/">Flickr</a>)</em></p>
<p>Mi aggiro allucinato per l’ultima, vera blogfest della nostra vita. Un gruppo di grillini mi ferma: sono esagitati, hanno i vestiti stracciati, ma in fondo ai loro occhi c’è un barlume di speranza, una flebile ma brillante luce di vittoria. La lotta contro i faccisti è stata devastante, ma alla fine cel’hanno fatta. Sono riusciti a dimostrare che la legge Levi intendeva colpire ad personam il blog di Grillo, e che il parlamento fa<span style="text-decoration: line-through;">s</span>ccista ha innescato questa reazione a catena solo per mettere in atto il killeraggio politico del loro guru. In realtà<sup><a id="identifier_2_1312" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Lo so perchè ho letto uno splendido debunking su disinformazione.it." href="http://www.mentecritica.net/free-valpreda-e-tutti-gli-altri/informazione/johnpaul/10008/#footnote_2_1312">3</a></sup> è solo un pretesto per promuovere il V33-Day, prossimamente disponibile in DVD da Mondadori e nelle migliori librerie.</p>
<p>C’è un crocicchio di sediziosi in un angolo. Farneticano. “Se tutti avessero usato Tor, Triangle Boy, server privati all’estero…” ripete sconsolato un blogger. “Ci seppelliranno di querele, lo so, è già successo, adesso che siamo equiparati alla stampa non sarà come prima, quando la giurisprudenza ci equiparava alla stampa!” continua a ripetere un blogger politico. Lo ripete talmente tante volte da racimolare 2 trackback da un sito cinese di spam. Un altro blogger gli si avvicina e comincia a sgranocchiargli un polpaccio: “Dopo… - si lamenta infastidito il blogger politico, facendo un cenno al cannibale - ora devo scrivere il 152° commento personale sul post del NY Times per dissociarmi dal premier su Obama”.</p>
<p>Sento degli strepiti al centro della sala. Qualcuno sventola il piano di rinascita democratico della P2. Delle grida si alzano improvvise: “E’ STATO LA P2, E’ TUTTO SCRITTO LA’”. Una pattuglia di kapò irrompe in mezzo alla folla, che si apre più velocemente della gambe di Belladonna in un porno qualsiasi. Hanno un pacco di calce, dei mattoni e una cazzuola massonica. Dopo qualche ora il lavoro è compiuto. Pare che l’ultimo desiderio degli sventurati fosse stato quello di essere rimossi da Blogbabel, dato che non sarebbero mai più avanzati di carriera: richiesta respinta - il sistema ancora non lo permette, ma dalla prossima versione si potrà fare.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Blog Fallout</strong></p>
<p>Verso la mezzanotte, per tentare una mediazione impossibile, il governo ha mandato nel bloglager un team di giuristi (affiancati da neuropsichiatri) con il preciso compito di delineare il quadro giuridico della norma. Ma i blogger, sempre più infervorati, si sono fissati sulla definizione di prodotto editoriale. “Cosa vuol dire intrattenimento, eh??” / “E formazione? DIVULGAZIONE? BUFFONI!1″ / “RICORDATEVI IL GERIATRIC ASSAULT DEL <a href="http://technology.timesonline.co.uk/tol/news/tech_and_web/the_web/article2732802.ece">TIMES</a>, OH!1″ / “IL DDL E’ DEL PD, VELTRONI = BERLUSCONI, E’ TUTTA ‘NA PASTA SONO TUTTI UGUALI CASTA PRECARIATO LEGGE BIAGI G8.”</p>
<p>Nella ressa, 3 tumblrari sono fagocitati da un blogger esperto in social networking. Mentre i giuristi continuano a parlare, la mole di post e di link continua a crescere, i liveblogging si aggiornano alla frequenza di 0,8 secondi, il rimando di dati si gonfia ed esplode come <a href="http://www.bbakira.co.uk/cels/iancox/main/mutate1.jpg">Tetsuo</a> in Akira - un vortice digitale inarrestabile, un uragano di dati senza senso che si riversa sulle strade dell’internets. A New Orleans c’è stata una pioggerellina estiva, al confronto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-10014" title="freevalpreda-4" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/freevalpreda-4.jpg" alt="" width="448" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>(Foto: <a href="http://flickr.com/photos/advogadissima/554503872/">Flickr</a>)</em></p>
<p>Io me ne sto in disparte. Di fianco a me sta l’Uomo Col Bavaglio. Solo ora mi accorgo che le pareti del lager sono trasparenti, e che tutto il complesso è circondato dalla gente, sono padri di famiglia, lavoratori, studenti e quant’altro, stanno ridendo a crepapelle, si stanno spanciando, rantolano a terra dall’ilarità, incontrollati &amp; incontrollabili. Ancora più in lontananza vedo delle esplosioni, le volute di fumo che vanno a convergere in alto, scolpendo all’orizzonte la familiare sagoma del funghetto atomico. Il cielo è rosso, le colline sono grigie.</p>
<p>Le esplosioni sono sempre più vicine, il loro fragore è attutito dalle mura e dal feroce baccano della sala. Sempre più vicine.</p>
<p>E allora tanto vale aspettare, guardare avanti. E’ così terribilmente divertente.</p>
<p><small></small></p>
<ol class="footnotes">
<li id="footnote_0_1312" class="footnote"><small>Censura preventiva. [<a class="footnote-link footnote-back-link" href="http://www.mentecritica.net/free-valpreda-e-tutti-gli-altri/informazione/johnpaul/10008/#identifier_0_1312">↩</a>]</small></li>
<li id="footnote_1_1312" class="footnote"><small>Il Registro degli Operatori di Comunicazione? [<a class="footnote-link footnote-back-link" href="http://www.mentecritica.net/free-valpreda-e-tutti-gli-altri/informazione/johnpaul/10008/#identifier_1_1312">↩</a>]</small></li>
<li id="footnote_2_1312" class="footnote"><small>Lo so perché ho letto uno splendido debunking su disinformazione.it. [<a class="footnote-link footnote-back-link" href="http://www.mentecritica.net/free-valpreda-e-tutti-gli-altri/informazione/johnpaul/10008/#identifier_2_1312">↩</a>]</small></li>
</ol>
<p><small></small></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un Nuovo Modo di Vedere le Cose</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 10:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CogitoergoVomito</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Sul Web]]></category>

		<category><![CDATA[fascismo]]></category>

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		<category><![CDATA[media-e-comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 23 novembre 1936 nasceva un nuovo modo di vedere le cose.

Life nacque dal fondatore del Time, Henry Luce, ed era una pubblicazione imperniata principalmente sul foto giornalismo.
Life venne pubblicato come settimanale fino al 1972, come &#8220;speciale&#8221; senza una cadenza fissa sino al 1978, come mensile dal 1978 al 2000 e come supplemento settimanale dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 novembre 1936 nasceva un nuovo modo di vedere le cose.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-9877 aligncenter" title="life_mag_cover_ftpeck" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/life_mag_cover_ftpeck.jpg" alt="" width="492" height="656" /></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Life_(rivista)"><span id="more-9867"></span><span style="#3333ff;"><span class="blsp-spelling-error">Life</span> </span></a>nacque dal fondatore del Time, <span class="blsp-spelling-error">Henry</span> Luce, ed era una pubblicazione imperniata principalmente sul foto giornalismo.</p>
<p><span class="blsp-spelling-error">Life</span> venne pubblicato come <span style="#000000;">settimanale</span><span style="#000000;"> fino al </span><span style="#000000;">1972</span><span style="#000000;">, come &#8220;speciale&#8221; senza una cadenza fissa sino al </span><span style="#000000;">1978</span><span style="#000000;">, come </span><span style="#000000;">mensile</span><span style="#000000;"> dal </span><span style="#000000;">1978</span><span style="#000000;"> al </span><span style="#000000;">2000</span><span style="#000000;"> e come supplemento settimanale dal </span><span style="#000000;">2004</span><span style="#000000;"> al </span><span style="#000000;">2007</span><span style="#000000;">. </span></p>
<p><a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_novembre_19/google_foto_life_603c28ae-b647-11dd-bbfd-00144f02aabc.shtml"><span style="#000099;">Oggi grazie ad uno &#8220;storico&#8221; accordo</span></a> tra Google e <span class="blsp-spelling-error">Life</span> abbiamo la possibilità di vivere il mondo ed il nostro passato, attraverso un <a href="http://images.google.com/hosted/life"><span style="#000099;">archivio di milioni di foto</span></a> <span class="blsp-spelling-error">scannerizzate</span>; il 97% di queste foto non è stato mai visto dal grande pubblico.</p>
<p>Dalle <a href="http://images.google.com/hosted/life/l?imgurl=d8a29d2ec62c9ec8&amp;q=naples+hitler+source:life&amp;usg=__GhDIJEOPaDYehJfl1YJc7X6btNw=&amp;prev=/images%3Fq%3Dnaples%2Bhitler%2Bsource:life%26hl%3Den"><span style="#000099;">svastiche di Piazza del Plebiscito </span></a>di Napoli all&#8217;<a href="http://images.google.com/hosted/life/l?imgurl=4c51b59cd1a6ca3f&amp;q=rome+source:life&amp;usg=__D3axyQ4SZKeuwo_XO3sDz8whe0o=&amp;prev=/images%3Fq%3Drome%2Bsource:life%26start%3D20%26ndsp%3D20%26hl%3Den%26sa%3DN"><span style="#000099;">incontro tra Mussolini e Hitler</span><span style="#e0ad12;"> </span></a>a Roma: conoscere la nostra storia ora è possibile anche grazie a Google.</p>
<p>E&#8217;curioso notare gli <a href="http://images.google.com/images?hl=en&amp;q=slogan+mussolini+source%3Alife"><span style="#000099;">slogan sui muri</span><span style="#e0ad12;"> </span></a>delle città ai tempi del fascismo:<br />
<strong><span style="#990000;"><em></em></span></strong><br />
<strong><span style="#990000;"><em>&#8220;E&#8217; l&#8217;aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende&#8221;<br />
&#8220;Se avanzo seguitemi, Se indietreggio uccidetemi!&#8221;<br />
&#8220;Se non ci dai 5 euro da qui non passi!&#8221;</em></span></strong></p>
<p><strong><span class="blsp-spelling-error">Ops</span>!</strong> Chiedo scusa&#8230;mi sono confuso&#8230;.<br />
l&#8217;ultimo è uno slogan di <a href="http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/cronaca/pestaggi-razzisti/pestaggi-razzisti/pestaggi-razzisti.html"><span style="#000099;">ieri</span></a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Tutti Pazzi per Obama</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/tutti-pazzi-per-obama/sul-web/redazione/9370/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 15:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Sul Web]]></category>

		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>

		<category><![CDATA[carla bruni]]></category>

		<category><![CDATA[obama]]></category>

		<category><![CDATA[veltroni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora tutti vogliono essere Obama. Ora tutti sono amici di Obama. Tutti pazzi per Barack Hussein Obama. Ma è un amore ricambiato?

Nel 2006, durante il discorso di Silvio Berlusconi al Congresso americano, Obama rischia di addormentarsi, non batte le mani, si volta dall&#8217;altra parte per non doverlo salutare.
Al minuto 2:37 un fermo immagine mostra Obama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora <a href="http://www.mentecritica.net/il-mio-modello-e-obama/il-bello-della-politica/doxaliber/8627/">tutti vogliono essere Obama</a>. Ora tutti sono amici di Obama. Tutti pazzi per <a title="Articoli su Obama pubblicati su MenteCritica" href="http://www.mentecritica.net/?s=obama" target="_blank">Barack Hussein Obama</a>. Ma è un amore ricambiato?</p>
<p><span id="more-9370"></span></p>
<p>Nel 2006, durante il discorso di Silvio Berlusconi al Congresso americano, Obama rischia di addormentarsi, non batte le mani, si volta dall&#8217;altra parte per non doverlo salutare.</p>
<a href="http://www.mentecritica.net/tutti-pazzi-per-obama/sul-web/redazione/9370/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a>
<p>Al minuto 2:37 un fermo immagine mostra Obama seduto al tavolo con Walter Veltroni &#8220;<em>quando fu amichevolmente accolto nello studio di Obama al Senato di Washington</em>&#8220;, come scrive <a href="http://termometropolitico.wordpress.com/2008/11/10/ecco-quanto-obama-considera-berlusconi-zero/" target="_blank">Termometro Politico</a>, autore del video.  In sovrimpressione la scritta &#8220;Questo è molto meglio..!&#8221;.</p>
<p>Walter l&#8217;unico amore italiano di Obama?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9381" title="unicoly5" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/unicoly5.jpg" alt="" width="320" height="234" /></p>
<p>Sicuramente Walter gioisce per la vittoria di Obama.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9374" title="makome" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/makome.jpg" alt="" width="370" height="460" /></p>
<p>Intanto Carla Bruni si confessa.  <a href="http://diabolicomarco.blogsome.com/go.php?http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/italia-obama/bruni-abbronzato/bruni-abbronzato.html" target="_blank">E&#8217; felice di non essere più italiana. </a></p>
<p>Lui, Silvio, ci sarà rimasto molto male. Anche la moglie del suo amico Sarkozy è una <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/Notizie/Politiche2006/articoli/04_Aprile/04/coglioni.shtml" target="_blank">cogliona</a> comunista.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9387" title="carlabruniguevara" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/carlabruniguevara.jpg" alt="" width="378" height="500" /></p>]]></content:encoded>
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		<title>Prendevo Sempre Nove</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 09:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Diritto di Replica]]></category>

		<category><![CDATA[Il Futuro è nei Giovani]]></category>

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		<category><![CDATA[bullismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Io, in condotta, prendevo nove. Nove, non dieci. Dieci era da supersecchioni mosci: se prendevi dieci i tuoi amici ti consideravano un broccolo. Nove invece era da tipi tranquilli ma ben svegli. Da Otto erano gli scavezzacollo: la trasgressione massima era uno spinello di nascosto. Da Otto erano pure le ragazzette sveglie abbastanza &#8230;ma non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io, in condotta, prendevo nove. Nove, non dieci. Dieci era da supersecchioni mosci: se prendevi dieci i tuoi amici ti consideravano un broccolo. Nove invece era da tipi tranquilli ma ben svegli. Da Otto erano gli scavezzacollo: la trasgressione massima era uno spinello di nascosto. Da Otto erano pure le ragazzette sveglie abbastanza &#8230;ma non troppo.<br />
Col Sette in condotta potevi venire bocciato. Era il voto che si dava a quelli proprio tremendi (gli &#8220;incorreggibili&#8221;), quelli che disturbavano di continuo la lezione facendo gli spiritosi, quelli propensi a menare le mani o che per scandalizzare le ragazzine facevano &#8220;cose proibite&#8221; in classe.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/confession.gif" alt="" width="386" height="299" /></p>
<p><span id="more-8866"></span></p>
<p>Strana &#8216;materia&#8217;, la condotta. Più che altro era un giudizio che i professori attribuivano al tuo modo di comportarti. &#8220;Condotta&#8221;, da &#8220;condurre&#8221;, &#8220;condursi&#8221;. Ovvero come un adolescente riesce a temperare le naturali esuberanze dell’età ed a misurarsi con l’autorità e la civile convivenza.</p>
<p>Il voto di condotta venne soppresso esattamente dieci anni fa: fu la riforma Berlinguer a decretarne il tramonto. Qualcuno sostiene che fu per evitare che ragazzi intelligenti ma vivaci fossero frenati a causa del proprio carattere &#8220;forte&#8221;: come dire che ai &#8220;migliori&#8221; in profitto si potesse perdonare qualche intemperanza. C&#8217;è chi pretese di ammantare di ideologia anche una simile scelta: con il voto in condotta veniva premiata la sottomissione al Potere costituito.</p>
<p>Balle, direi. La questione della ‘buona’ condotta presuppone uno sguardo laico, non ideologico. È ‘buona’ la condotta che consente la formazione di un individuo libero ma anche rispettoso delle regole poste a tutela di sé e degli altri. Lo studente va aiutato a sviluppare la sua capacità di apprendimento, ma nel farlo deve abituarsi a seguirle, quelle regole, e a restare nell&#8217;ambito della correttezza di comportamento e del rispetto verso l&#8217;altro. Superfluo dire che se ne sente un gran bisogno, oggi.</p>
<p>Non so dire se l’eliminazione del voto di condotta abbia contribuito alla recrudescenza della violenza, all&#8217;aumentare dell&#8217;arroganza, del bullismo e delle altre spacconate oggi ampiamente documentate su YouTube. Mi sono sempre chiesto il perché di quella eliminazione, quasi che il “sapersi comportare” non sia materia sulla quale un giovane possa essere indirizzato, valutato e, se occorre, “raddrizzato”.<br />
Io penso che, ancorché non decisiva, la sua reintroduzione possa dare un contributo a porre un argine ai fenomeni che la cronaca ci propone sempre più spesso: prepotenze odiose ai danni dei soggetti più fragili, gesti pesanti ai danni di professoresse, addirittura sberle e cazzotti ai professori.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/fabbrica-scuola.jpg" alt="" width="499" height="539" /></p>
<p>Non so se reintrodurre la &#8220;condotta&#8221; basterà. Vedo una preoccupante crisi di autorevolezza della classe insegnante, per nulla aiutata dalle famiglie, spesso più propense a giustificare i propri indisciplinati pargoli che a coadiuvare i docenti nell’opera di educarli, con buona pace del principio di autorità. A proposito del quale bisogna però stare attenti, ché è materia delicata.</p>
<p>Un segnale negativo, in questo senso, l&#8217;ho colto proprio in questi giorni, quando ho visto bambini portati in piazza da maestre e genitori contro il decreto Gelmini. A questo proposito <strong><a href="http://claudiorise.blogsome.com/2008/10/20/p460/" target="_blank">Claudio Risè così ha scritto</a></strong> su Il Mattino.</p>
<blockquote><p>Queste manifestazioni (&#8230;) pongono le basi di un grave conflitto tra la personalità in formazione del bambino e il principio d’autorità. Quando gli insegnanti coinvolgono gli alunni nelle loro dimostrazioni di protesta, trasmettono loro, infatti, un’informazione esplicita: l’autorità non ha valore (è «ignorante», dannosa, «Gelmini mangia i bambini» - è scritto sui cartelli), va combattuta.<br />
Si tratta, però, di un messaggio «schizogeno», che tende a dividere la personalità, visto che gli stessi insegnanti rappresentano l’autorità verso i bambini. L’ordine normativo viene così scisso in due (governo da una parte e insegnanti dall’altra), dunque indebolito, a favore di chi dispone fisicamente dei bambini (gli insegnanti) e a danno del ministro da cui il potere degli insegnanti dipende.</p></blockquote>
<p>Penso che sia un&#8217;osservazione non banale: questioni sulle quali chi ha la responsabilità di formare i buoni cittadini di domani dovrebbe meditare.</p>]]></content:encoded>
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		<title>The Internet: Serious Business</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 08:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>harlot</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

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		<category><![CDATA[Articolo 21]]></category>

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		<category><![CDATA[Carlo Ruta]]></category>

		<category><![CDATA[censura]]></category>

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		<category><![CDATA[libertà di parola]]></category>

		<category><![CDATA[rete]]></category>

		<category><![CDATA[stampa clandestina]]></category>

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Se in questi giorni vi capita malauguratamente di passare per Cantù e di essere al contempo possessori di un blog o di un sito, vi conviene fuggire a gambe levate. E in fretta: da un momento all&#8217;altro può arrivare una segnalazione anonima al &#8220;numero verde&#8221; (il modo migliore per inaugurare la nuova Fase del Terrore: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/serious.jpg" alt="" title="Viggo Mortensen, la promessa dell\&#039;assassino" width="448" height="292" class="alignnone size-full wp-image-6442" /></p>
<p>Se in questi giorni vi capita malauguratamente di passare per Cantù e di essere al contempo possessori di un blog o di un sito, vi conviene fuggire a gambe levate. E in fretta: da un momento all&#8217;altro può arrivare una <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo425721.shtml">segnalazione anonima</a> al &#8220;numero verde&#8221; (il modo migliore per inaugurare la nuova Fase del Terrore: a quando le ghigliottine nell&#8217;agorà?) che vi dichiari clandestini; non clandestini extracomunitari, beninteso. Piuttosto, stampatori clandestini (<a href="#1" title="vedi nota a piè di pagina"><sup>1</sup></a>), pericolosi carbonari, propalatori di oscuri samizdat telematici volti all&#8217;eversione dell&#8217;ordine costituito.<br />
<span id="more-6423"></span><br />
La vicenda è quella del giornalista Carlo Ruta. <a href="http://www.laprivatarepubblica.com/ricochet/siamo-tutti-dei-fottuti-clandestini/">Due mesi fa</a>, il suddetto era stato condannato alla multa di 150€ e (soprattutto) alla refusione delle spese processuali per essersi macchiato del reato di &#8220;stampa clandestina&#8221;, modernissima fattispecie prevista dall&#8217;art. 16 della <a href="http://www.interlex.it/testi/l48_47.htm">l. 47/1948</a>. Bene, cioè male: da qualche giorno in rete circolano le <a href="http://www.minotti.net/2008/08/31/carlo-ruta-i-motivi-della-sentenza/">motivazioni</a> della sentenza.</p>
<p>Per farla breve (<em>spoiler</em>): se i tribunali interpretassero la normativa vigente in questo modo, tutti i blog e i siti d&#8217;informazione sarebbero prodotti editoriali non registrati, quindi clandestini, quindi criminali. <em>Tutti</em>, sic et simpliciter. Ma andiamo ad analizzare i punti salienti della pronuncia giurisprudenziale.</p>
<p><strong>Orson Welles delivers!</strong></p>
<p>La definizione di prodotto editoriale è fornita dall&#8217;art 1 della <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/01062l.htm">l. 62/2001</a>: &#8220;<em>prodotto realizzato su supporto   cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla   pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico   con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora   o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici</em>&#8220;. Su questo regime la dottrina e la giurisprudenza si sono divise in due orientamenti differenti: il primo riconduce l&#8217;applicabilità dell&#8217;art. 1 solamente a chi usufruisce delle agevolazioni previste dalla legge stessa (cioè finanziamenti &amp; affini); l&#8217;altro, quello più seguito, equipara un sito internets ad una pubblicazione a mezzo stampa.</p>
<p>L&#8217;art. 5 della l. 47/1948 (quella violata - pfff! - da Carlo Ruta, per intendersi), prescrive che &#8220;<em>nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la cancelleria del tribunale, nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi</em>&#8220;. Un giornale, com&#8217;è noto, è caratterizzato prevalentemente dalla diffusione al pubblico, dalla testata (art. 1 comma 3 l. 62/2001), dalla periodicità della pubblicazione, che può essere quotidiana, settimanale, quindicinale, mensile, etc. e da molte altre cose (vedi: art. 2 l. 47/1948). Insomma, dopo alcune disquisizioni giuridiche, il Tribunale dice che:</p>
<blockquote><p>L’art. 16 della legge sulla stampa [l. 47/1948] si applica anche ai giornali telematici non già in via analogica, come da alcuni sostenuto, ma perché è lo stesso legislatore che rinvia a detta disposizione nel momento in cui impone alle testate periodiche l’obbligo della registrazione.</p></blockquote>
<p>Perfetto. Poi c&#8217;è il <a href="http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/03070dl.htm">d.lgs 70/2003</a>, che regola l’attività di prestazione di servizi di informazione, del quale ci interessa l&#8217;art. 7 comma 3: &#8220;<em>La registrazione della testata editoriale telematica e&#8217; obbligatoria esclusivamente per le attivita&#8217; per le quali i prestatori del servizio intendano avvalersi delle provvidenze previste dalla legge 7 marzo 2001, n. 62</em>&#8220;. Qualcuno potrebbe dire: ma quindi il singolo - giornalista o meno - che scrive articoli sul suo sito senza beccarsi una lira e senza essere prestatore di servizio è esentato dalla registrazione! Beh, no:</p>
<blockquote><p>il complesso sistematico delle norme impone un’esegesi delle medesime nel senso che al singolo giornalista, che non svolge la propria attività in forma economica e che non presta servizi in favore di una società di informazione, non può applicarsi la disposizione di cui all’art. 7, comma 3, del D. Lvo n. 70/2003 [...] perché tale disposizione riguarda solamente il c.d. prestatore di servizi, rimanendo conseguentemente il singolo giornalista sottoposto all’obbligo di cui all’art. 1, comma 3° ultimo periodo, della 1. n. 62/2001.</p></blockquote>
<p>Chi scrive online con periodicità di &#8220;fatti di cronaca&#8221; e di &#8220;tematiche socialmente meritevoli di essere note&#8221; deve dunque registrare la testata al tribunale - e non si può fare altrimenti, dal momento che se così non fosse si verrebbe a creare &#8220;un’ingiustificata disparità di trattamento tra i giornalisti della carta stampata, i quali soli sarebbero costretti a rispettare il dettato della legge del 1948 sulla stampa, ed i giornalisti telematici i quali, invece, potrebbero pubblicare in rete senza alcuna limitazione e senza alcuna forma di controllo (<a href="#2" title="vedi nota a margine"><sup>2</sup></a>)&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/serious-4.jpg" alt="" title="Orson Welles, Quarto Potere" width="448" height="292" class="alignnone size-full wp-image-6443" /></p>
<p>L&#8217;internets, inoltre, oltre ad essere una realtà sfuggente e magmatica, giuridicamente traversale e fonte di preoccupazione per le mamme e le vecchie, è</p>
<blockquote><p>la forma più efficace e potenzialmente più <em>insidiosa</em> [corsivo dell'autore] di diffusione di una notizia, dato o informazione, giacché tale “luogo” virtuale può essere visitato non solo da colui che è specificamente e direttamente interessato a conoscere una certa notizia, ma può essere visitato anche da soggetti che, inserendo uno o più termini in un motore di ricerca [ooooh!], vengono indirizzati al sito in oggetto.</p></blockquote>
<p>Coraggio: il meglio deve ancora arrivare.</p>
<p><strong>Blog macht frei</strong></p>
<p>Il sito di Carlo Ruta (www.accadeinsicilia.net), alla luce di quanto detto sopra, è sicuramente un prodotto editoriale ex art. 1 l. 62/2001. Perchè?</p>
<p>Innanzitutto perchè lo dice lui:</p>
<blockquote><p>è lo stesso imputato che, intitolando il proprio prodotto <em>“Accade in Sicilia giornale di informazione civile”, </em>ha definito e qualificato il proprio prodotto come giornale diretto a svolgere attività di informazione e, dunque, come prodotto editoriale.</p></blockquote>
<p>Capito? Bisogna stare attenti, la prossima volta, a mettere certe tagline. Ad esempio, se si scrive &#8220;Ho Ucciso Kenny&#8221;, oppure &#8220;Ho Corrotto Tutto Il Mio Consiglio Comunale Con I Soldi Rubati Alla Parrocchia&#8221;, preparatevi, nel primo caso, a farvi stringeri i polsi da gelide e dentellate manette; nel secondo, invece, tenetevi pronti a scaldare il futuro laticlavio di Montecitorio.</p>
<p>Accadeinsicilia, inoltre, è da considerarsi un prodotto editoriale per il tenore degli articoli e per la <em>periodicità</em> delle pubblicazioni. Ora, periodicità significa ripetizione costante, regolare - quindi un prodotto editoriale, come già detto in precedenza, deve essere a cadenza quotidiana, settimanale, etc. per rientrare nel paradigma legale. Ed invece si viene a scoprire che, stando a quando riportato nelle motivazioni della sentenza e nei <a href="http://www.giornalismi.info/vocilibere/articoli/art_1092.html">tabulati</a> (<a href="#3" title="vedi nota a piè di pagina"><sup>3</sup></a>), di periodicità non si può esattamente parlare:</p>
<blockquote><p>Dalle pagine del suddetto giornale rinvenute dalla Polizia Postale di Catania e da quelle già acquisite al fascicolo per il dibattimento si evince chiaramente che gli articoli venivano pubblicati con cadenza giornaliera, dato peraltro confermato, come già anticipato, anche dalla denominazione data dallo stesso imputato di “Giornale” che letteralmente significa quotidiano di informazione” (vedi articoli datati 27.11.2004, 25.11.2004, 15.11.2004, 17.11.2004, 10.11.2004, 6.11.2004, 3.11.2004, 1.11.2004, 30.10.2004, 28.10.2004, 14.10.2004, 13.10.2004).</p></blockquote>
<p>Uhm. Davvero &#8220;cadenza giornaliera&#8221; significa &#8220;articoli-ogni-due-o-tre-giorni&#8221;? E&#8217; questa la chiave di volta dell&#8217;intero affaire: se per periodicità, frettolosamente liquidata dal Tribunale in poche righe, si intende qualsiasi momento temporale, allora tutti i siti ed i blog d&#8217;informazione sono fuorilegge.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/serious-2.jpg" alt="" title="Bruce Willis, Die Hard" width="448" height="292" class="alignnone size-full wp-image-6444" /></p>
<p>Ruta aveva inoltre affermato, in sede di dichiarazioni spontanee, che accadeinsicilia.net non rappresentava un giornale, ma era un blog, un &#8220;diario civico&#8221;. A mio avviso non si può parlare di blog: trattavasi piuttosto di un sito, piuttosto rudimentale e datato, chiaramente Web 1.0, con caricamento manuale in HTML di articoli, interventi e documenti - comunque, di certo non un giornale riconducibile alla fattispecie normativa. A questo punto, il Tribunale si avventura in un&#8217;ardua sistematizzazione del termine &#8220;blog&#8221;, della sua funzione e del suo utilizzo:</p>
<blockquote><p>[...] Per pubblicare degli articoli sul sito creato dal Ruta era necessario contattare costui e sottoporre alla sua preventiva valutazione l’articolo che si intendeva pubblicare. Pertanto appare evidente come il sito in questione non fosse un blog, al quale chiunque potesse accedere e partecipare al dibattito, ma era un vero e proprio giornale dotato di una testata e di un editore responsabile.</p></blockquote>
<p>D&#8217;accordo. E i blog multiautoriali? E i contributi esterni? E gli articoli tradotti da un altra lingua? E i post di un&#8217;altra persona citati nel proprio blog? Insomma, alla fine un blog si riduce a questo: un <em>diario </em>in cui si affrontano gli argomenti più eterogenei (<a href="#4" title="vedi nota a piè di pagina"><sup>4</sup></a>) (anche qua: e se ci sono dieci articoli di attualità e cinque di anedotti personali?), basta che i commenti siano aperti. Ai siti che hanno disabilitato l&#8217;opzione dall&#8217;admin panel: riabilitatela, prima di trovarvi la forza pubblica tra le mura di casa.</p>
<p><strong>Siamo nel vostro Internet, corrompendovi le vostre libertà</strong></p>
<p>In definitiva, è abbastanza ragionevole pensare che tali motivazioni non reggano ad un vaglio giuridico più approfondito. Tuttavia, a parte alcuni aspetti squisitamente tecnici, il thema decidendum non è completamente fuori dalla realtà, come ad esempio può esserlo Frattini in relazione alla crisi russo-georgiana o Kossiga che rilascia una dichiarazione credibile.</p>
<p>L&#8217;impianto legislativo parte da una legge di 60 anni fa, che per forza di cose non può rispecchiare nemmeno astrattamente i cambiamenti intercorsi nell&#8217;ultimo decennio, ed arriva a correlarsi in maniera del tutto distonica con le recenti riforme legislative del 2001 e del 2003. Riforme che, unite al famigerato <a href="http://www.governo.it/Presidenza/DIE/doc/DDL_editoria_030807.pdf">ddl Prodi-Levi</a> (patetico tentativo di ordinare la materia), sono sintomatiche di un atteggiamento antidiluviano e retrogrado della classe politica, sempre mirato ad interventi estemporanei, disorganici e tardivi che non fanno altre che addensare inquietanti nubi di incertezza sulla coltre legislativa, già ipertrofica e gargantuesca oltre ogni sopportabile limite.</p>
<p>Tuttavia, è troppo comodo (certo, ora che non c&#8217;è più Mastella magari lo è un po&#8217; di meno) rivalersi esclusivamente sulla politica. E&#8217; colpa di ogni strato della società, dai giornalisti ai forzati del divertimento, passando per i liberi professionisti e le generazioni perdute. Una società profondamente pervasa da quello che i tedeschi chiamano Shadenfreude, ovvero la gioia suscitata dalle disgrazie altrui: ad ogni censura e ad ogni sopruso la squallida folla dei moralisti intransigenti si infoltisce sempre di più, inneggiando alla repressione metodica di qualsiasi comportamento sospetto o non consono - cioè normale, in qualsiasi altro paese che non sia la Libia&#8230;err, l&#8217;Italia.</p>
<p>Internet non è la libertà. E&#8217; uno strumento neutro che corre parallello alla libertà e che si assimila alla sua essenza, convergendo su essa, solamente quando qualcuno - un qualcuno inteso come Società, come Politica e come Res Publica - decide di infondere nel media le sue consuetudini, le sue abitudini, i suoi principi e le sue leggi.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/serious-3.jpg" alt="" title="Magritte, Le fils de l\&#039;homme" width="448" height="292" class="alignnone size-full wp-image-6445" /></p>
<p>In questa fase di consolidata transizione Internet è, tra le altre cose, lo specchio del Paese. Ed è un ritratto osceno, deturpato da mille piaghe, incrostato, sconcio, che nasconda l&#8217;antica e fiera bellezza sotto cumuli di macerie e di sporcizia. Sempre più orgoglioso di farlo, a testa alta verso il baratro.</p>
<p><strong>Note:</strong></p>
<hr />
<ul style="list-style-type: decimal;">
<li><a name="1" /><small>Se di stampa clandestina bisogna parlare, le denunce andrebbero catalizzate su certi giornalastri che non sarebbero degni neppure di essere usati per raccogliere le feci dei cani in una strada di Calcutta.</small></li>
<li><a name="2" /><small>In realtà è l&#8217;esatto contrario. Secondo quanto sancito dalla Cassazione, la pubblicazione via internets &#8220;deve intendersi effettuata potenzialmente <em>erga omnes</em>&#8220;. Quindi, registrazione o non registrazione, i &#8220;giornalisti&#8221; telematici - nella stragrande maggioranza dei casi persone normali che scrivono sul web, spesso per diletto - rischiano, ora come ora, molto di più dei giornalisti &#8220;normali&#8221;. Alla prima avvisaglia, se va bene, gli si chiude il sito; se va benissimo gli si sequestra l&#8217;articolo, mentre la stampa, giustamente, non può essere sottoposta a censura. Il vuoto legislativo sulla pubblicazione online è spaventoso - e purtroppo, visti i brillanti tentativi di regolamentare la delicata questione, è probabile che arriveremo a rimpiangerlo. Il fatto che alcuni blog andrebbero censurati, chiusi e sequestrati a prescindere è un altro discorso.</small></li>
<li><a name="3" /><small>Dati raccolti dalla <a href="http://www.archive.org/web/web.php">Wayback Machine</a>, che è <em>notoriamente</em> il metodo più scientifico, usato addirittura da hacker quindicenni, per ricostruire la periodicità (peraltro il sito di Ruta, <a href="http://web.archive.org/web/*/http://www.accadeinsicilia.net">stando ai dati</a>, è aggiornato alla rinfusa) di un prodotto editoriale - leggasi sito/blog/e-zine, etc.</small></li>
<li><a name="4" /><small>&#8220;&#8230;strumento di comunicazione ove tutti indistintamente possono esprimere le proprie opinioni sui i [sic] più svariati argomenti&#8230;&#8221;</small></li>
</ul>
<hr />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Superiorità Intellettuale in Rete</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/esterno-la-superiorita-intellettuale-in-rete/sul-web/oris/5455/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 11:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oris</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sul Web]]></category>

		<category><![CDATA[MenteCritica]]></category>

		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[La libertà di opinione passa sia dal diritto, con la costituzione e andando anche più in la, con la carta dei diritti umani, sia dal rispetto, inteso come descritto nel De Mauro on-line, nuova bibbia del buon-pensatore cibernetico, al 4 punto (grazie Peppe).

Certo è che siamo umani, con i limiti che ci impone la nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La libertà di opinione passa sia dal diritto, con la costituzione e andando anche più in la, con la carta dei diritti umani, sia dal rispetto, inteso come descritto nel De Mauro on-line, nuova bibbia del buon-pensatore cibernetico, al 4 punto (grazie Peppe).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/fibstst1large.jpg" alt="" width="195" height="188" /></p>
<p><span id="more-5455"></span>Certo è che siamo umani, con i limiti che ci impone la nostra natura è difficile portare in fondo l&#8217;azione di rispettare l&#8217;altro, spesso l&#8217;altro sfugge troppo alla nostra comprensione, ci innervosisce, con il suo non continuare a non capire che ha <strong>torto</strong>.</p>
<p>Poi basta sentirlo parlare: un insieme di luoghi comuni, di argomentazioni che stridono come i polpastrelli quando scivolano sugli specchi, un accozzaglia di convinzioni che non hanno nulla di civile. Mentre è chiara la differenza, basta leggere! Il modo di porsi, di argomentare, i richiami forbiti e eruditi&#8230; l&#8217;ermeneutica&#8230; (non so cos&#8217;è ma fa tanto fico&#8230;).</p>
<p>Ai pensatori in rete vien dato spesso di intellettuale inconcludente. Ma non è così: spesso in rete qualcosa si conclude, un appuntamento con una tipa, ad esempio, un orgasmo a buon mercato, un Iphone taroccato o un pensiero che non si conosceva, ancora, prende forma, si rinnovano consapevolezze e i dubbi spariscono: non siamo soli! Guarda quanti siamo! Tutti la pensiamo nello stesso modo! E giù a indorarsi la pillola nel tepore del nuovo gruppo. Tranquillizzante sentirsi parte di un gruppo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/info-overload.gif" alt="" width="500" height="630" /></p>
<p>Chiaro che chi la pensa diverso viene a malapena tollerato, si creano i primi gruppetti, le prime alleanze. E piano piano tutto si uniforma, i &#8220;diversi&#8221; vanno via, indesiderati, si auto escludono da questo universo, che è iper-selettivo, solo i migliori resistono, solo loro possono rimanervi. Mi chiedo però se questa sia davvero superiorità morale o intellettuale o cosa.</p>
<p>Una persona che abbia una mente aperta, o critica, non dovrebbe esser predisposta a sentire idee diverse, più che uguali alla propria? Se una persona è critica davvero, avere conforto nel prossimo delle proprie convinzioni è una cosa positiva o poco utile?</p>
<p>La superiorità morale, intellettuale eccetera esiste o non esiste allora? Non so, ma a me pare che abbiamo ancora molto da imparare. E non so nemmeno quanto quello che ho scritto sia utile.</p>
<p>E l&#8217;antispam mi chiede quanto fa 5+8&#8230; azz</p>
<p>Lo sapevo che sto posto non fa per me&#8230; <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>MenteCritica è una Cagata Pazzesca</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/mentecritica-e-una-cagata-pazzesca/informazione/fully/5533/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 06:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caffè Amaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ci siamo, Comandante. Con questi articoli da intellettualoidi snob del cazzo non sfonderemo mai. Stamattina, verso le sette, apro la mia giornata sul web sfogliando il Corriere OnLine. L&#8217;occhio mi va sulla locandina a destra in altro, si intitola: &#8220;I più letti&#8220;.
Ecco la classifica di oggi:


Gli articoli più letti della settimana:

Quelli più letti del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci siamo, Comandante. Con questi articoli da intellettualoidi snob del cazzo non sfonderemo mai. Stamattina, verso le sette, apro la mia giornata sul web sfogliando il <a href="http://www.corriere.it/" target="_blank">Corriere OnLine</a>. L&#8217;occhio mi va sulla locandina a destra in altro, si intitola: &#8220;<a href="http://www.corriere.it/news/1.shtml" target="_blank">I più letti</a>&#8220;.</p>
<p>Ecco la classifica <strong>di oggi</strong>:</p>
<p><span id="more-5533"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5542 aligncenter" title="day" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/day.jpg" alt="" width="379" height="442" /></p>
<p>Gli articoli più letti <strong>della settimana</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5543 aligncenter" title="week" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/week.jpg" alt="" width="379" height="397" /></p>
<p>Quelli più letti <strong>del mese</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5544 aligncenter" title="month" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/month.jpg" alt="" width="377" height="394" /></p>
<p>MenteCritica non ha scritto un solo rigo su nessuno di questi argomenti, i più gettonati. E noi di che scriviamo? La Englaro? Brunetta? I soldati per strada? Solzhenitzyn?</p>
<p>Ma dove viviamo? Siamo fuori dal mondo? E tu vuoi che io continui a sbattermi per scrivere qualcosa su un tema (l&#8217;energia) di cui non frega niente a nessuno?</p>
<p>No, caro Comandante, così non va, questa linea è perdente! Io sto seriamente pensando di abbandonarti. Eccheccavolo, altro che <a href="http://www.mentecritica.net/pronto-41-gigawatt/il-pianeta-che-ride/fully/4388/" target="_blank">gigawatt</a>! Mi do al gossip: tette, bicipiti, vagine e&#8230;. in culo tutto il resto.</p>
<p>Con (molto) affetto e (molto poca) ammirazione&#8230;</p>
<p><em>Fully</em></p>]]></content:encoded>
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		<title>Davvero Google Rende Stupidi?</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 11:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>didychan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il Futuro è nei Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nicolas Carr, giornalista statunitense, in questi giorni ha pubblicato un articolo che analizza il cambiamento che internet sta portando nel nostro modo di ragionare.
&#8220;Da qualche anno ho la brutta sensazione che qualcuno o qualcosa mi abbia manomesso il cervello, scombinando i miei circuiti neuronali e riprogrammando la mia memoria. [...] Un tempo non avevo difficoltà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/power-google-big-brother-scenario-path1302-darkened-colored.jpg" alt="" width="326" height="299" /></p>
<p>Nicolas Carr, giornalista statunitense, in questi giorni ha pubblicato <a href="http://www.theatlantic.com/doc/200807/google">un articolo</a><span style="#ff6666;"> che analizza il cambiamento che <em>internet</em> sta portando nel nostro modo di ragionare.</span></p>
<p><em><span style="italic;">&#8220;Da qualche anno ho la brutta sensazione che qualcuno o qualcosa mi abbia manomesso il cervello, scombinando i miei circuiti neuronali e riprogrammando la mia memoria. [...] Un tempo non avevo difficoltà ad immergermi in un libro o in un lungo articolo: la mia mente si lasciava catturare dal racconto o dalla complessità di un ragionamento e trascorrevo ore a percorrere in lungo e in largo il testo. Oggi non ci riesco quasi più. Anzi, spesso la mia concentrazione comincia a calare dopo due o tre pagine. Non riesco a stare fermo, perdo il filo, cerco qualcos&#8217;altro da fare. <span style="bold;">Mi sembra di dover ricondurre a forza il mio cervello ribelle sul testo</span>. L&#8217;immersione profonda che prima mi veniva naturale oggi è diventata faticosa. [...]</span><br />
<span style="italic;">E non sono il solo. Quando parlo dei miei problemi di lettura con amici e conoscenti - per lo più scrittori e giornalisti - molti mi raccontano esperienze simili. Più usano internet e più fanno fatica a concentrarsi su testi di una certa lunghezza.</span> </em> <span style="italic;"><em>[...]</em></span><span style="#ff6666;"> </span><span style="italic;"><em><span style="bold;">E&#8217; evidente che gli utenti leggono online in modo diverso</span>.&#8221;</em> </span></p>
<p><span style="#ff6666;">(Traduzione di </span><a href="http://www.internazionale.it/home/">Internazionale</a><span style="#ff6666;">)</span></p>
<p><span id="more-4525"></span><span style="#ff6666;">Per chi ha uno stretto rapporto con <em>internet</em>, questo equivale alla scoperta dell&#8217;acqua calda: <em>internet</em> è, per definizione, una rete di computer globale in cui i documenti sono connessi tra loro in maniera ipertestuale.<br />
Come già saprete, u</span><span style="italic;">n </span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipertesto"><strong>ipertesto</strong></a><span style="#ff6666;"> è un insieme di documenti messi in relazione fra loro tramite parole chiave. È possibile leggere, all&#8217;interno di un ipertesto, tutti i documenti collegati dalla medesima parola chiave. Il sistema delle parole chiave permette di passare da un documento all&#8217;altro <span style="bold;">rendendo possibile una lettura non sequenziale dei contenuti</span>. </span></p>
<p><span style="#ff6666;"><span style="#ff6666;">In parole semplici, è come un flusso di pensieri: mentre parlo di pizza penso al pomodoro e mi viene in mente l&#8217;orto di mia nonna; così su un sito che parla di pizza, sulla parola <em>pomodoro</em> ci può essere un <em>link</em> che manda alle immagini di un orto sul sito di qualche coltivatore. </span></span>Quindi, navigare su <em>internet</em> passando da un argomento all&#8217;altro, <span style="bold;">segue esattamente lo stesso processo di un ragionamento</span> che passa da un pensiero all&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4595" title="maps_street_views" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/maps_street_views.jpg" alt="" width="400" height="329" /></p>
<p>Questa struttura - che sta alla base della rete - ha naturalmente portato gli utenti ad usufruirne in modo disordinato, veloce, immediato: se non troviamo quello che stiamo cercando entro pochi secondi, passiamo subito al sito successivo. <span style="bold;">In <em>internet</em> esigiamo inconsciamente l&#8217;immediatezza del pensiero.</span> I programmatori questo lo sanno benissimo, tant&#8217;è che nel tempo si sono trovati vari <em>escamotage</em> per fare in modo di catturare l&#8217;attenzione del lettore occasionale: scrittura schematica e semplice, grassetto, immagini, colori, animazioni&#8230;</p>
<p>D&#8217;altra parte, c&#8217;è anche un altro elemento importante da tenere in considerazione: <em>i</em><span style="#000099;"><em>nternet</em>, un sistema dalla capacità di calcolo potenzialmente infinita, sta assorbendo buona parte delle tecnologie intellettuali di cui disponiamo. Sta diventando la nostra mappa e il nostro orologio, la nostra macchina tipografica e la nostra macchina da scrivere, la nostra calcolatrice e il nostro telefono, la nostra radio e la nostra tv. </span>Ormai internet ci permette di unificare in un unico strumento la maggior parte delle funzioni che prima eravamo costretti a cercare in mezzi diversi.</p>
<p>Via la TV, c&#8217;è <em>youtube</em> e il <em>peer-to-peer</em>. Via la radio, ci sono le radio digitali. Via i giornali, in rete troviamo tutte le notizie che vogliamo e anche di più. Via le enciclopedie, basta la combinazione <em><a href="http://www.mentecritica.net/scroogled/sul-web/redazione/2431/" target="_blank">Google</a>-<a href="http://www.mentecritica.net/giu-le-mani-da-wikipedia/media-mente-critica/serpiko/1155/" target="_blank">Wikipedia</a>. </em>Via gli SMS, ci sono i <em>messenger. </em>Via il telefono, c&#8217;è <em>Skype&#8230; </em>E si potrebbe continuare: con un computer connesso in rete è possibile fare (quasi) tutto.</p>
<p>Quali conseguenze ci possono essere? Calo di attenzione? Forse - direi - più che altro un&#8217;<span style="bold;">enorme capacità di <em>multi-tasking</em></span>, non sempre positiva. Mentre leggiamo il giornale ci arriva una <em>mail</em> di un amico che ci segnala un video, vicino al video c&#8217;è un <em>link</em> ad un altro video interessante dove parla un certo personaggio che ci viene in mente di cercare su <em>google</em>, troviamo una foto carina che decidiamo di segnalare ad un amico connesso su MSN&#8230; e nel frattempo ci siamo dimenticati della notizia che stavamo leggendo. Mi rendo conto che capita spesso, ma sinceramente non ci trovo niente di diverso da quando, studiando per un esame, leggevo e la mente andava per fatti suoi pensando ad altro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/500px-wikipedia-logo1.png" alt="" width="500" height="500" /></p>
<p>Sicuramente una persona che è già soggetta a deficit di attenzione trova nella rete un terreno fertile. Non dobbiamo però dimenticarci le enormi potenzialità che questo nuovo mezzo ci mette a disposizione, potenzialità che non ci rendono stupidi, ma, al contrario, ci permettono di accedere ad una sorta di &#8220;<span style="bold;">intelligenza condivisa</span>&#8220;: un <span style="bold;">sapere globale</span> e raggiungibile in tempo reale, una <span style="bold;">connessione</span> continua con gli altri utenti che permette <span style="bold;">comunicazioni immediate</span>.</p>
<p>Questo enorme sviluppo della rete ha già portato dei grossi cambiamenti nella nostra società, cambiamenti che difficilmente possono essere accettati da chi fino ad ora ha avuto il controllo dell&#8217;informazione e della distribuzione della cultura. Perdere il controllo a causa di un nemico invisibile, una massa di  cervelli interconnessi che <span style="bold;">condivide per puro spirito di condivisione</span> (cosa che nella realtà non si è mai riusciti a realizzare), è per loro una follia, qualcosa a cui solo un visionario appassionato di fantascienza potrebbe credere. Invece è realtà, assurdamente utopica, ma realtà.</p>
<p>Come tutti i cambiamenti sociali, certamente anche questo può avere dei risvolti negativi come quelli già citati. Per superarli non è serve rinnegare la tecnologia e additarla censurandola con terrore: è sufficiente prenderne coscienza e educare le nuove generazioni a gestirla.</p>
<p>Al contrario di quello che dice Carr, io sono cresciuta con <em>internet</em>, eppure riesco ancora a leggere. Come mai? Perchè sono stata educata alla concentrazione. Riesco a distinguere la lettura su <em>web</em> da quella di un libro e so che devo concentrarmi in maniera diversa. Adoro la lettura &#8220;cartacea&#8221; e mai rinuncerei ad essa per una virtuale, so per esperienza che leggere un libro al computer mi spinge ad un tipo di lettura differente e meno concentrata.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/faces.jpg" alt="" width="500" height="357" /></p>
<p>Allora, <span style="bold;">educhiamo i giovani a distinguere tra i due sistemi</span>, e<span style="bold;">duchiamoli a focalizzare l&#8217;attenzione</span>. Istituiamo dei corsi obbligatori nelle scuole dove esperti della rete siano in grado di <span style="bold;">guidarli alla ricerca critica</span>. Avere tante informazioni a disposizione, vedere i diversi punti di vista su un argomento, può spingere maggiormente a formarsi una propria opinione.</p>
<p>Come dice Carr stesso, <span style="#ff6666;">Socrate si lamenta dell&#8217;invenzione della scrittura, osservando che gli uomini useranno sempre più la parola scritta come sostituto delle conoscenze custodite un tempo nella mente.  <em>&#8220;Ascoltando molte cose senza insegnamento, crederanno di conoscere molte cose, mentre per lo più le ignorano&#8221;[...] Socrate non aveva torto [...]&#8220;. </em></span></p>
<p><span style="#ff6666;"><em></em>Ma<span style="bold;"> Socrate aveva anche la vista corta</span>. Cerchiamo di non fare lo stesso nel XXI secolo.</span></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ho Fatto un Sogno Riguardante il Web</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 06:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il Web è progettato per essere universale: per includere tutto e tutti.

Il Web è più un&#8217;innovazione sociale che un&#8217;innovazione tecnica. L&#8217;ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare, e non come un giocattolo tecnologico. Il fine ultimo del Web è migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo. Di solito noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Web è progettato per essere universale: per includere tutto e tutti.<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/mandaci-un-articolo/"><img class="size-full wp-image-4269" style="border:none;" title="cosa-e-mentecritica" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/il-progetto-mentecritica.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a><br />
Il Web è più un&#8217;innovazione sociale che un&#8217;innovazione tecnica. L&#8217;ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare, e non come un giocattolo tecnologico. Il fine ultimo del Web è migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo. Di solito noi ci agglutiniamo in famiglie, associazioni e aziende. Ci fidiamo a distanza e sospettiamo appena voltato l&#8217;angolo.</p>
<p><span id="more-4268"></span>Sul Web dovremmo essere in grado non solo di trovare ogni tipo di documento, ma anche di crearne, e facilmente. Non solo di seguire i link, ma di crearli, tra ogni genere di media. Non solo di interagire con gli altri, ma di creare con gli altri. L&#8217;intercreatività vuol dire fare insieme cose o risolvere insieme problemi. Se l&#8217;interattività non significa soltanto stare seduti passivamente davanti a uno schermo, allora l&#8217;intercreatività non significa solo starsene seduti di fronte a qualcosa di interattivo.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/mandaci-un-articolo/"><img class="aligncenter size-full wp-image-4269" style="border:none;" title="Un tuo articolo su mentecritica" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/scrivi-per-mentecritica.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Ho fatto un sogno riguardante il Web… ed è un sogno diviso in due parti. Nella prima parte, il Web diventa un mezzo di gran lunga più potente per favorire la collaborazione tra i popoli. Ho sempre immaginato lo spazio dell&#8217;informazione come una cosa a cui tutti abbiano accesso immediato e intuitivo, non solo per navigare ma anche per creare. [...] Inoltre, il sogno della comunicazione diretta attraverso il sapere condiviso dev&#8217;essere possibile per gruppi di qualsiasi dimensione, gruppi che potranno interagire elettronicamente con la medesima facilità che facendolo di persona. Nella seconda parte del sogno, la collaborazione si allarga ai computer. Le macchine diventano capaci di analizzare tutti i dati sul Web, il contenuto, i link e le transazioni tra persone e computer. La &#8220;Rete Semantica&#8221; che dovrebbe renderlo possibile deve ancora nascere, ma quando l&#8217;avremo i meccanismi quotidiani di commercio, burocrazia e vita saranno gestiti da macchine che parleranno a macchine, lasciando che gli uomini pensino soltanto a fornire l&#8217;ispirazione e l&#8217;intuito. Finalmente, si materializzeranno quegli &#8220;agenti&#8221; intelligenti sognati per decenni. Questo Web comprensibile alle macchine si concretizzerà introducendo una serie di progressi tecnici e di adeguamenti sociali attualmente in fase di sviluppo.<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/aiuta-mc-gratis/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-4269" style="border:none;" title="Aiuta GRATIS Mente Critica" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/cosa-e-mentecritica.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Queste sono <a title="Wikiquote" href="http://it.wikiquote.org/wiki/Tim_Berners-Lee" target="_blank">affermazioni</a> di <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Berners-Lee" target="_blank">Tim Berners-Lee</a> (Londra, 8 giugno 1955 - vivente), informatico britannico e co-inventore del World Wide Web assieme a Robert Cailliau.</p>
<p>Nel 1989 propose un progetto globale sull&#8217;ipertesto, poi noto come World Wide Web.</p>
<p>Berners-Lee ha coniato il nome di World Wide Web, ha scritto il primo server per il World Wide Web, httpd e il primo programma client (un browser e un editor), WorldWideWeb, nell&#8217;ottobre del 1990. Ha scritto inoltre la prima versione del linguaggio di formattazione di documenti con capacità di collegamenti ipertestuali conosciuto come HTML. Le sue specifiche iniziali per URL, HTTP e HTML sono state in seguito perfezionate e discusse da una vasta comunità di utenti e programmatori.<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/aiuta-mc-gratis/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-4269" style="border:none;" title="Aiuta GRATIS Mente Critica" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/amici-di-mentecritica.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Grazie Sir Tim e auguri da tutti noi. Con MC stiamo cercando di fare il nostro meglio. E&#8217; dura, ma senza il tuo sogno saremmo rimasti soli. Ciascuno con le proprie paure e con la propria rabbia. Il tuo sogno ci ha consentito di stringerci idealmente la mano e di fare un bel pezzo di strada insieme. Questo ci ha reso più felici. Ed è l&#8217;unica cosa che conta.<br />
<small>Illustrazioni originali realizzate da <a href="http://igloo.crystalxp.net/babasse" target="_blank">Babasse</a></small></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Orgoglio e Pregiudizio. Ovvero non c&#8217;è Peggior Sordo&#8230;</title>
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		<comments>http://www.mentecritica.net/orgoglio-e-pregiudizio-ovvero-non-ce-peggior-sordo/sul-web/diabolicomarco/3725/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 12:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diabolicomarco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho raccolto questo dialogo apparso su un aggregatore di notizie perché lì per lì mi è venuto da ridere. Ma poi mi sono un po&#8217; spaventato. Un senso di inquietudine mi ha sopraffatto. Nulla si crea e nulla si distrugge. Meno che mai certi pregiudizi. Nemmeno una informazione libera e documentata è in grado di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho raccolto questo dialogo apparso su un <a href="http://oknotizie.alice.it/">aggregatore di notizie</a> perché lì per lì mi è venuto da ridere. Ma poi mi sono un po&#8217; spaventato. Un senso di inquietudine mi ha sopraffatto. Nulla si crea e nulla si distrugge. Meno che mai certi pregiudizi. Nemmeno una informazione libera e documentata è in grado di abbattere delle convinzioni errate ma radicate.<br />
E&#8217; questo un dialogo assurdo ma vero tra un ragazzo terrone (in rosso) e una ragazza padana (in verde). Non esistono mezze misure. O stai da una parte. O dall&#8217;altra.</p>
<p><span id="more-3725"></span></p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">L&#8217;integrazione non esiste perché nessun paese al mondo ha mai attuato reali politiche d&#8217;integrazione. Per integrarsi è necessario un dialogo oltre alla capacità di accettare le differenze. Non è possibile ad esempio immaginare un&#8217;integrazione se si favorisce la politica dei ghetti. Quello che ad esempio è successo in Francia con la rivolta delle Banlieu, si tratta di persone, spesso di nazionalità francese, che vivono in ghetti dove tutto è più difficile: è difficile ottenere un&#8217;istruzione decente, è difficile trovare un lavoro decente. Lo stesso vale ad esempio per gli Stati Uniti, a parte gli anni dell&#8217;apartheid e delle lotte di Martin Luther King considera come si sono sviluppate le città: quartieri italiani, quartieri irlandesi, quartieri cinesi, piccole riproduzioni in scala, ed un po&#8217; &#8220;kitch&#8221; dei propri paesi d&#8217;origine. Qualunque emigrante, magari lo faresti anche tu se dovesse mai capitarti nella vita, ha la naturale tendenza a cercare persone con cui sente di avere qualcosa in comune, di conseguenza ha la tendenza a cercare suoi conterranei, ghettizzandosi. Questa tendenza è inasprita e può raggiungere risultati drammatici se a favorirla sono le politiche sociali di uno Stato oppure l&#8217;atteggiamento isolazionista degli abitanti del luogo.<br />
Un esempio di integrazione difficile (visti i diversi livelli di ricchezza) ma comunque che va nella giusta direzione è quella del Sud Africa, paese in cui gli antichi segregati non si sono rivoltati contro la popolazione che prima dominava il paese. La costituzione africana da&#8217; uguale diritti a tutte le minoranze e cerca di favorire la tolleranza reciproca.</p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633">Scusa, ma chi erano gli statunitensi? Europei! Le prime colonie erano inglesi, nel&#8217;600 credo..poi successivamente le varie colonie francesi, olandesi, portoghesi, spagnole ecc&#8230;.. perchè gli italiani, irlandesi, cinesi ecc ecc con chi dovevano integrarsi? non c&#8217;era nessuno esclusi i pellerossa e non in vaste tribu&#8230;Gli USA sono un popolo recente,non millenario come noi. Ovviamente chi è andato là ha portato i propri usi e costumi, non ce n&#8217;erano altri. Se dovessi trasferirmi in qualche paese straniero, è ovvio che continuerei a mangiare pasta, pizza ecc. ma non disdegnerei di assaggiare anche la loro cucina. Ovviamente pagherei le loro tasse. Ovviamente non mi permetterei mai e poi mai di far togliere il crocifisso da una scuola solo perchè sono atea!!!! RISPETTEREI i loro modi di vivere, è giusto preservare i costumi del luogo, allora facciamo del mondo tutto un paese omogeneo e via!!</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">Molte volte a voler togliere il crocifisso nelle scuole sono atei italiani. A me non importa, ma di certo non è da paese laico avere il crocifisso nelle scuole ed insegnare una sola religione. L&#8217;esempio americano dimostra che l&#8217;integrazione non c&#8217;è stata, né ai tempi dei primi coloni, né dopo, ma perché non sono state fatte politiche adatte all&#8217;integrazione. Senza contare che fino agli anni &#8216;60 c&#8217;era l&#8217;apartheid per i neri.</p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633">Permetti, ma non è che perche io e te siamo laici, lo sono tutti in italia è? a me non da per niente fastidio il crocifisso, da piccola in fondo ci credevo. Anche se siamo laici, il cattolicesimo è dentro di noi piu di quanto sembri! Già solo pronunciare in momenti particolari la frase &#8220;Dio Mio&#8221; te lo dimostra&#8230; Ed è giusto insegnare una religione, quante ne vuoi insegnare? nel mondo ce ne sono migliaia di religioni! Be non possiamo andare indietro col passato, sennò arriviamo a parlare della caccia alle streghe del medio evo! Se ragioni cosi, i mussulmani che studiano nelle nostre scuole, non vorranno nemmeno studiare la nostra storia, la nostra letteratura ricca di cattolicesimo, la divina commedia, i nudi dei dipinti e nelle sculture del David, del Mosè, Il cenacolo, leonardo, michelangelo&#8230;ehhhhhhhh sai quanti&#8230; se ti sembra giusto mi prende un colpo!</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">Mmmh, è diverso. L&#8217;ora di religione in alcune nazioni credo non esista nemmeno. Comunque sarà capitato anche a te di avere un compagno di classe che, testimone di geova o ebreo, chiedeva di essere escluso dall&#8217;ora di religione. Doveva andarsene dalla classe oppure stare lo stesso in classe e fare finta di niente. Questo è un approccio che crea isolamento ed accentua le diversità. Se proprio si deve studiare religione a scuola, ora che se non vogliamo fare gli ipocriti nessuno fila mai seriamente (praticamente è l&#8217;ora di battaglia navale), allora dovrebbe essere una lezione non tenuta da un prete/suora/monaco, ma da un laico, e dovrebbe essere &#8220;storia delle religioni&#8221;, dai culti politeisti alla nascita del culto monoteista, insegnando le differenze tra una religione e l&#8217;altra.<br />
Questo è un esempio di &#8220;integrazione&#8221; vs &#8220;segregazione&#8221;. In Italia se non sei cattolico sei costretto ad uscire dalla classe due volte la settimana, non è l&#8217;approccio giusto. Tra l&#8217;altro per studiare la propria religione ci sono le varie chiese ed i vari catechismi, luoghi decisamente più adatti per queste cose.</p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633">come funzionano le scuole dei musulmani? lo sai per caso? cosa studiano? se un giorno dovessi trasferirti là con la tua famiglia, i tuoi figli cosa studierebbero? che religione? io non la conosco, ma me lo immagino&#8230;</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">Gli stati mussulmani di cui parli tu sono stati teocratici, ovvero la religione regola le leggi della società, per fortuna l&#8217;Italia non è (ancora) uno Stato teocratico, ma uno Stato laico. Se permetti io preferisco confrontarmi con gli altri Stati europei piuttosto che con quelli mussulmani. Poi esistono anche stati mussulmani non teocratici, come la Turchia, dove sicuramente nelle scuole non c&#8217;è l&#8217;ora di religione islamica.<br />
Dici &#8220;io non la conosco, ma me lo immagino&#8230;&#8221;<br />
Ecco, invece di immaginarle le cose sarebbe meglio conoscerle.</p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633"> Nel senso che non credo che nelle scuole mussulmane la religione non sia accennata! Facile parlare degli stati europei, se una coppia francese venisse a vivere in italia, a chi interessa scusa, il senso di civiltà non spaventa</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">Quindi noi dobbiamo ridurre i nostri diritti civili solo perché in alcuni Stati tali diritti non sarebbero rispettati?<br />
La libertà religiosa è prevista dalla <a href="http://conventions.coe.int/Treaty/ita/Treaties/Html/005.htm" target="_blank"><strong>Convenzione Europea dei Diritti Dell&#8217;uomo</strong></a>.<br />
Uno stato che fa distinzione tra le religioni, stabilendo quale è migliore o peggiore (stabilendo di conseguenza quale è il cittadino migliore e quale il peggiore) non rispetta i diritti umani e quindi non è democratico. Io voglio vivere in uno stato democratico, non so tu.</p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633"> bè parlavamo prima di infibulazione, lapidazione ecc. ecc&#8230; se permetti questi riti sono legati alla religione mussulmana e non a quella cattolica o ad altre religioni, quindi tu sai che tal persona di quella religione, puo infrangere una legge vietata nel nostro paese, facendo praticare alle proprie figlie tale macabro rito per fare un esempio.</p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633"> Tu non farai distinzione, ma se io vedessi Riina in giro gli sputerei in faccia per i crimini commessi! se vedo i mussulmani praticanti, mi fanno schifo, pensando che lapidano le mogli se vanno dal parrucchiere, e tagliano il clitoride e cuciono le labbra alle loro figlie per non fargli provare piacere da grandi!! se voi lo tollerate! mi fate senso</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">Tutti i reati da te descritti non sono tollerati in Italia, sono contrari alla legge e sono reati gravissimi. Cosa ti fa credere che possa esistere anche un solo italiano che tollera queste pratiche non lo so.</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">L&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Infibulazione" target="_blank">infibulazione poi non ha alcuna base religiosa</a>, come anche la lapidazione, praticata nei secoli scorsi (e purtroppo ancora oggi) da varie etnie (non tutte mussulmane).</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">Tutto il tuo discorso si basa, come vedi, su pregiudizi che non hanno alcun riscontro con la realtà.</p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633">si ora me le invento le cose&#8230;non sono pregiudizi, come fai a chiamarli cosi? sono realtà. Mica storie inventate&#8230;Io parlo dei mussulmani sai quali, quelli come il padre che ha ucciso la PROPRIA FIGLIA! qui in italia, come si permette! e tutti gli amici convinti che aveva fatto bene!!! con la madre che all&#8217;inizio gli dava ragione! e sai quanti ce ne sono in italia! Come diavolo fai a parlare di pregiudizi, qui parlo di fatti! I mussulmani mica vengono a dirtelo a te quello che fanno dentro casa&#8230;</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">Come li dovrei chiamare se non pregiudizi? Se tu dici che l&#8217;infibulazione e la lapidazione sono pratiche attuate dai mussulmani per questioni religiose non fai altro che dimostrare un pregiudizio che non alcun riscontro con la realtà. Come ti ho spiegato, l&#8217;infibulazione e la lapidazione sono pratiche orrende praticate in varie latitudini del globo e non soltanto dai mussulmani. Anche la Maddalena fu salvata dalla lapidazione da Gesù, ed a volerla lapidare non erano i mussulmani.</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000"> Dici &#8220;quelli come il padre che ha ucciso la PROPRIA FIGLIA!&#8221;<br />
Sai quanti mariti italiani uccidono le proprie mogli ed i propri figli? Ma la leggi la cronaca? In percentuale mi sa che gli italiani uxoricidi sono molti più dei mussulmani, quindi non so che senso ha tirare fuori questi esempi? Annamaria Franzoni è per caso il simbolo delle mamme italiane? Erika De Nardo è per caso il simbolo dei figli italiani? Delfino è per caso il simbolo di tutti i fidanzati italiani?Non ti rendi conto che i tuoi discorsi non stanno in piedi?</p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633"><cite> L&#8217;Italia è ormai il primo paese in Europa per il più alto numero di donne infibulate. Tra le 20 e le 30 mila donne immigrate hanno subito una mutilazione genitale e circa 5 mila bambine rischiano la stessa sorte. Per la prima volta dei medici italiani stanno per pubblicare uno studio scientifico sulla loro esperienza con le donne mutilate.</cite></p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633"> <a href="http://alessiaguidi.provocation.net/diritti/infibulazione.htm" target="_blank">Tratto da questo sito</a><br />
L’infibulazione e l’escissione del clitoride non sono menzionate dal Corano. Alcuni islamici sostengono invece che tale pratica sia prescritta in alcuni hadith (&#8221;detti&#8221;;) del profeta Maometto: in uno egli dice ad un’operatrice che stava per praticare l&#8217;intervento ad una bambina, &#8220;taglia ma non distruggere&#8221;; in un altro hadit egli definisce questa pratica una makruma, cioè un&#8217;azione nobile, dignitosa. Di qui il fatto che la giurisprudenza coranica ammette, fra le cause di divorzio, difetti fisici della sposa, come ad esempio una circoncisione mal riuscita..</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">L&#8217;articolo non fa altro che sottolineare quello che già ti ho detto io. L&#8217;infibulazione è una pratica culturale che poco ha a che fare con le religioni, l&#8217;articolo che hai linkato non apporta nessuna ragione a tuo favore. Che l&#8217;infibulazione sia una pratica orrenda è chiaro a tutti, se è praticata anche in Italia allora bisogna lavorare per prevenire ed eventualmente denunciare chi effettua queste operazioni.</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000"><cite><strong>Alcuni islamici</strong> sostengono invece che tale pratica sia prescritta in alcuni hadith</cite></p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">Alcuni, <a href="http://www.demauroparavia.it/89421" target="_blank">qualcuno</a>, nel dizionario = &#8220;indica una persona o <strong>un gruppo ristretto</strong> di persone di identità imprecisata.&#8221; Pensa, io conosco alcuni cristiani che ritengono la flagellazione del corpo cosa buona e giusta&#8230;.</p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633">Senti, invece di crocefiggerli mi pare che li stai difendendo!! ti allaccio questo vediamo se ti inorridisci, ste teste matte che sono, loro andrebbero infibulati!! cosi, se dei problemi non se ne parla, meglio rendersi conto e soffrire nel leggere..</p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633">Infibulazione: taglio del clitoride, delle piccole labbra e della porzione superiore delle grandi labbra. La porzione inferiore delle grandi labbra viene suturata a ricoprire l’orifizio vaginale. Nella maggior parte dei casi viene praticata sulle bambine dai 2 agli 8 anni. La prima notte di nozze la donna viene deinfibulata per consentire la penetrazione, e reinfibulata dopo ogni parto per ripristinare la situazione prematrimoniale. Durante il processo di guarigione viene inserita nella vagina una scheggia di legno per poter permettere il passaggio dell’urina e del sangue mestruale. A seconda dei diversi costumi, la fertà viene cucita con un filo di seta o con delle spine d’acacia. Per aiutare la guarigione vengono arse sotto la ragazza delle erbe aromatiche tradizionali o della linfa essiccata, che sono spesso causa di infezioni violente. In seguito all’operazione, le gambe della ragazza vengono legate e lei viene immobilizzata per diverse settimane finchè la ferita della vulva non guarisce. Gli strumenti per compiere l’infibulazione sono spesso coltelli, lame di rasoi, forbici e pezzi di vetro. L’anestesia non viene quasi mai praticata.</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">Ancora eh? L&#8217;infibulazione è una pratica orrenda<strong> ma non è una pratica religiosa, quindi non ha niente a che fare con la religione islamica.</strong> L&#8217;italiano non è una lingua difficile&#8230;.</p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633"><cite>&#8220;Alcuni islamici sostengono invece che tale pratica sia prescritta in alcuni hadith (&#8221;detti&#8221;;) del profeta Maometto&#8221; cosa non hai capito di questo?</cite></p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633">E comunque, religiosa o no,la praticano ANCHE loro, non ho sentito di altri qui in italia, se non loro, i mussulmani, a prescindere dalla religione, miica noi italiani! Saranno barbari o no?</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">Che logica distorta. Siccome una piccolissima parte di mussulmani praticano l&#8217;infibulazione allora TUTTI i mussulmani sono barbari. Per la stessa logica, siccome la Binetti utilizza il cilicio tutti i cattolici amano autoflagellarsi&#8230;.?</p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633">piccola parte? hai letto in italia solamente, quante donne??? figurati nei loro paesi, in egitto leggevo che viene molto praticata, e che invece mi sembravano un pochino piu evoluti del resto dell&#8217;africa e del medioriente..stacco&#8230;.notte</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">La pratica dell&#8217;infibulazione è molto praticata in Egitto perché è lì che è nata (molto, ma molto prima che nascesse l&#8217;Islam), in quel paese l&#8217;infibulazione è una pratica millenaria. Ma se &#8230; studiassi e ti informassi lo sapresti.. <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="border-left: 1px solid #006633; padding-left: 1em; color: #006633">si l&#8217;ho letto prima, ma visto che in italia piu di 30000 immigrate lo hanno subito, figurati nei loro paesi&#8230;islam o no, è una barbaria. l&#8217;islam tanto ne dice anche altre di stronzate..anche nel nostro medio evo bruciavano le streghe, ma l&#8217;abbiamo superata quella fase li!!!</p>
<p style="border-left: 1px solid #ff0000; padding-left: 1em; color: #ff0000">Ah, se è per questo tutte le religioni sono strane, su questo sono d&#8217;accordo. Pensa che in un paesino del foggiano stanno riesumando un cadavere sepolto da decenni e completamente putrefatto per esporlo a pubblica venerazione&#8230;..</p>]]></content:encoded>
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		<title>Bruciato!</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 09:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[MenteCritica]]></category>

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		<description><![CDATA[Doveva succedere, prima o poi. Ma non così presto! Cribbio!!!
C&#8217;è gente che non sa proprio vincere. Gonfia il petto e svuota il sacco&#8230;
Accidenti! Non ci voleva. Non ci voleva proprio.
Proprio adesso che era tutto così ben avviato!
Ora la mia posizione è compromessa, cominceranno ad insospettirsi: mi sento come può sentirsi una talpa alla John Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Doveva succedere, prima o poi. Ma non così presto! Cribbio!!!<br />
C&#8217;è gente che non sa proprio vincere. <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=6690&amp;sez=ELEZIONI2008&amp;npl=&amp;desc_sez=">Gonfia il petto e svuota il sacco</a>&#8230;<br />
Accidenti! Non ci voleva. Non ci voleva proprio.<br />
Proprio adesso che era tutto così ben avviato!<br />
Ora la mia posizione è compromessa, cominceranno ad insospettirsi: mi sento come può sentirsi una talpa alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_le_Carr%C3%A9">John Le Carré</a>: bruciato, senza più copertura.</p>
<p style="text-align: right"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/bond.jpg" height="375" width="279" /></p>
<p><span id="more-3848"></span></p>
<p align="center"> </p>
<p>Era l&#8217;ottobre scorso quando mi proposero di infiltrarmi.<br />
Il piano era semplice ma ingegnoso. Io, un blogger di piccolo cabotaggio, apparentemente senza   pretese, avrei cominciato a lasciare commenti qui e là presso altri blog, specie quelli che parlano di questioni politiche, in modo da essere notato ed ingaggiato in uno di quei siti di sinistra che fanno opinione&#8230;<br />
A me venne assegnata MC.<br />
Da allora cominciai a lasciare qui qualche commento polemico ma garbato e ad inviare alcuni pezzi sul genere <em>radical-chic</em> per intenderci. Prendevo un po&#8217; per i fondelli <a href="http://www.mentecritica.net/gli-edonisti-siamo-noi-suggestioni-dai-titoli-di-giornale/border-zone/fully/3290/">la Chiesa</a> ed <a href="http://www.mentecritica.net/si-fa-presto-a-dirsi-cattolici/border-zone/fully/2606/">i cattolici</a> (che fa sempre tendenza), mi ero fatto passare da Giuliano Ferrara una soffiata in modo da fare un mezzo scoop <a href="http://www.mentecritica.net/contro-ogni-pena-di-morte/democrazia-e-diritti/fully/2434/">sulla moratoria per l&#8217;aborto</a> in contemporanea con lui, avevo fatto un po&#8217; di fumo per le femministe (sì, ce ne sono, ce ne sono&#8230;) parlando di <a href="http://www.mentecritica.net/violenze-dimenticate/cronache-italiane/fully/2060/">violenza sulle donne</a> ed ecco che il Comandante in capo di MC mi contatta e decide di reclutarmi in pianta stabile.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/soviet_grunge_logo.jpg" alt="soviet_grunge_logo.jpg" /></p>
<p style="text-align: center"><small>Stemma al 23° piano della sede centrale di MenteCritica</small></p>
<p>La trappola aveva funzionato. Il <em>clou</em> della &#8220;missione&#8221; cominciava adesso.<br />
Il mio compito era di seminare incertezza sull&#8217;azione politica del governo Prodi e di alcuni suoi <a href="http://www.mentecritica.net/ingrati/cronache-italiane/fully/1921/">discutibili componenti</a> così da portare il resto della redazione ma soprattutto i lettori di MC (manco a dirlo, tutti comunisti!) a dubitare della propria fede politica.<br />
Così iniziai a dileggiare le loro icone come <a href="http://www.mentecritica.net/fidel-dalema-e-lesame-di-coscienza/storia-e-memoria/fully/3111/">D&#8217;Alema e Fidel Castro</a>. Dovevo mettere sotto il loro naso <a href="http://www.mentecritica.net/prima-di-andare-a-votare-date-uno-sguardo-oltre-la-siepe/il-bello-della-politica/fully/3582/">le contraddizioni di una sinistra</a> che non sa fare più il suo mestiere <em>(Oddio, non è che fosse un compito così difficile, ma io mi ci impegnavo a fondo ugualmente)</em>. L&#8217;obiettivo finale era che chi legge MC, un sito <a href="http://www.mentecritica.net/sono-una-talpa-apologa-del-comunismo-si-stanami-tutta/strange-days/lameduck/1888/">intriso di ideologia veterosovietica</a>, si scoprisse pian piano sempre più deluso dalla sinistra. Un esercito di sbandati, schifati al punto da non sapere se o per chi votare.</p>
<p>Presto comincia ad arrivare qualche risultato. Il Comandante sembra prendermi in simpatia: io comincio sottilmente a blandirlo, solleticandone la burbera <em>leadership</em> con ammiccamenti alla sua genialità&#8230; Anche gli altri in redazione cominciano a prendere confidenza, c&#8217;è perfino qualcuno che esalta pubblicamente la mia saggezza&#8230;<br />
Ormai è fatta. Sono una penna di MC. E&#8217; il momento di dare l&#8217;affondo.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/fully.JPG" alt="fully.JPG" /></p>
<p style="text-align: center"><small>Manifesto nella mensa di MenteCritica: Il nemico ti ascolta.</small></p>
<p>Già da prima avevo <a href="http://www.mentecritica.net/rosy-for-president/il-bello-della-politica/fully/1575/">sfottuto Don Walter</a> alle primarie del PD. Ora mi soffermo sulla <a href="http://www.mentecritica.net/una-campagna-elettorale-moscia/cronache-italiane/fully/3610/">campagna elettorale senza idee</a> di entrambi gli schieramenti (ma è su Veltroni che lancio le mie <a href="http://www.mentecritica.net/ne-ho-le-palle-piene/il-bello-della-politica/fully/3006/">frecciate subliminali</a>). Dopo il &#8220;disastro elettorale&#8221; (macché disastro&#8230; un trionfo!) verso a piene mani <a href="http://www.mentecritica.net/shock-a-sinistra/cronache-italiane/fully/3668/">lacrime di coccodrillo</a> e mi compiaccio - fingendo stupore - delle <a href="http://www.mentecritica.net/il-delirio-di-fuksas-ad-anno-zero/cronache-italiane/fully/3717/">analisi sgangherate</a> di qualche illustre commentatore televisivo.<br />
Infine il mio capolavoro: <a href="http://www.mentecritica.net/alta-cucina-la-ricetta-di-rutelli-contro-la-violenza-sulle-donne/cronache-italiane/fully/3748/">la demolizione scientifica di Rutelli</a> e <a href="http://www.mentecritica.net/tarzan-fra-lotta-e-governo/il-bello-della-politica/fully/3791/">della sua giunta</a> alle elezioni della Capitale. Con tanto di <a href="http://www.mentecritica.net/chi-vede-e-chi-non-vuole-vedere/il-bello-della-politica/fully/3827/">analisi tombale</a>.<br />
E&#8217; l&#8217;apoteosi: un successo totale. Che sarebbe potuto continuare, chessò, mettendo in risalto le cose positive per i lavoratori <a href="http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=7324">che farà il nuovo governo</a>, o quelle <a href="http://www.06blog.it/post/3253/alemanno-referendum-cittadino-per-il-destino-dellara-pacis"> idee, splendide quanto prioritarie,</a> che Alemanno sta già mettendo in giro&#8230;.</p>
<p>Ma qualche imbecille non ha resistito a farsi bello col giornalista e ha spifferato tutto. Coglione! Possibile che non ti sia reso conto che così facendo hai bruciato le decine e decine di infiltrati nelle linee nemiche?<br />
Ora posso solo sperare che mandino qualcuno a riprendermi in fretta.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/quadro.jpg" alt="quadro.jpg" /></p>
<p style="text-align: center"><small>Esercitazioni di Mentecritica: a destra Comandante Nebbia, a centro Doxaliber,<br />
DiabolicoMarco con la coppola, a sinistra Neottolemo<br />
</small></p>
<p><strong>S-O-S. Urge missione di salvataggio!</strong><br />
Gianni, Sindaco-mio-Sindaco, ti scongiuro, manda subito un Tornado, o almeno un elicottero a recuperarmi&#8230;<br />
&#8230;..<br />
O se non è possibile, mandami qualcuno della Folgore o dei Lagunari&#8230;.<br />
&#8230;..<br />
OK, mi va bene anche un <a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/Caroselli-di-taxi-e-sberleffi-sul-Colle-del-potere/1451610">taxi dei tuoi</a>, purché possa scappare in fretta da MC.</p>
<p>Che qui l&#8217;aria s&#8217;è fatta pesante&#8230;</p>
<p>Nota di Comandante Nebbia: Pubblichiamo questa nota solo come monito a chi, in futuro, volesse tentare di infiltrarsi. Scoperta la falla di sicurezza, il problema è stato sistemato nella notte di domenica. Ora Fully naviga verso l&#8217;Africa. Almeno una parte di lui. La testa l&#8217;abbiamo imbalsamata e tenuta per ricordo. Pakà tavarish  Fully.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>I Did It For The LULZ</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/i-did-it-for-the-lulz/informazione/johnpaul/3604/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 11:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>harlot</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

		<category><![CDATA[Oltre il Confine]]></category>

		<category><![CDATA[Sul Web]]></category>

		<category><![CDATA[anon]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Salve, Scientology. Siamo Anonymous&#8221;. Gennaio 2008: un video su Youtube dà il via ad un progetto senza precedenti nella storia di Internet e, più in generale, nel mondo dei media. Il gruppo di Anonymous (un collettivo ovviamente anonimo formatosi in rete) chiama a sè i figli di Internet, e dichiara guerra all&#8217;organizzazione religiosa di Scientology. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Salve, Scientology. Siamo Anonymous&#8221;. Gennaio 2008: <a href="http://youtube.com/watch?v=JCbKv9yiLiQ">un video</a> su Youtube dà il via ad un progetto senza precedenti nella storia di Internet e, più in generale, nel mondo dei media. Il gruppo di <a href="http://www.encyclopediadramatica.com/index.php/Anonymous">Anonymous</a> (un collettivo ovviamente anonimo formatosi in rete) chiama a sè i figli di Internet, e dichiara guerra all&#8217;organizzazione religiosa di Scientology. Nulla sarà più come prima.</p>
<p><span id="more-3604"></span></p>
<p align="center"><a href="http://www.mentecritica.net/i-did-it-for-the-lulz/informazione/johnpaul/3604/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong>Hackers on steroids</strong></p>
<p>In principio erano solamente un paio di siti, a malapena collegati tra di loro. Da questi nacque una comunità virtuale gravitante intorno al noto <a href="http://www.somethingawful.com">Something Awful</a> e, soprattutto, a 4chan.org, sito di image posting nato e cresciuto in parallelo a Something Awful. All&#8217;interno di 4chan si trovava (e si trova ancora) la sezione <a href="http://img.4chan.org/b/">/b/</a>, una bacheca piena di foto ritoccate, porno e scherzi. L&#8217;obiettivo primario era diffondere il &#8220;<a href="http://www.encyclopediadramatica.com/index.php/I_did_it_for_the_lulz">lulz</a>&#8220;, in qualsiasi modo: hackando siti, devastando profili Myspace, invadendo giochi online ritenuti da loro inutili, scherzando coloro che avevano infranto &#8220;teh Rules of teh Internet&#8221;, cioè i (loro) comandamenti del web.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/anonymousbecause.jpg" alt="anonymousbecause.jpg" /></p>
<p>I &#8220;raids&#8221;, come li chiamava la community, erano organizzati prevalentemente in un <a href="http://www.partyvan.info/index.php/Main_Page">wiki</a> di dominio pubblico: la proposta più votata dalla collettività, infatti, veniva messa in pratica. Il tutto senza un capo, senza una struttura di vertice. Ad un certo punto, il gruppo si ribattezzò &#8220;Anonymous&#8221;, incominciando a ricevere le prime attenzioni del mondo mediatico. Memorabile un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=UxWgRY1I_SI">servizio</a> della Fox di Los Angeles (in cui Anonymous veniva definito un gruppo di &#8220;hackers on steroids&#8221; e di &#8220;terroristi&#8221;), fatto subito circolare in rete, ovviamente parodiato e storpiato, con i relativi autori <a href="http://www.youtube.com/watch?v=RFjU8bZR19A">presi per i fondelli</a>. Alla fine, il servizio suddetto si era rivelato un&#8217;ottima opportunità per consolidare l&#8217;immagine autoironica del gruppo, tutta fatta di zingarate virtuali e di un inglese bastardo, figlio dei videogiochi e delle storpiature sarcastiche di Internet.</p>
<p><strong>Xenu is my homeboy</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Negli anni vi abbiamo osservato. Le vostre campagne di disinformazione, soppressione del dissenso, la vostra natura riottosa, tutte queste cose hanno catturato la nostra attenzione [...] Per il bene dei vostri seguaci, per il bene dell&#8217;umanità - e anche per ridere - vi cacceremo da internet e smantelleremo la Chiesa di Scientology nella sua forma attuale. Vi riconosciamo come un avversario pericoloso e siamo pronti per una lunga battaglia. Voi non prevarrete per sempre contro le masse arrabbiate del popolo. I vostri metodi, l&#8217;ipocrisia e l&#8217;ingenuità della vostra organizzazione ne hanno decretato la fine.&#8221; <em>(Traduzione da <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2008/01/002523.html">carmillaonline.com</a>)</em></p></blockquote>
<p>Che Scientology sia un culto estremamente pericoloso, è sempre stato pacifico. Un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Xenu">dio alieno</a>, soldi per avanzare di grado, <a href="http://www.whyaretheydead.net/">morti sospette</a>, un&#8217;assurda esenzione dalle tasse (anche in Italia), Tom Cruise, uno studio legale agguerritissimo, un mediocre scrittore di sci-fi ubriacone come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L._Ron_Hubbard">fondatore</a>, una tecnica spietata (chiamata <a href="http://xenu.com-it.net/txt/fairgame.htm">Fair Game</a>) di aggressione dell&#8217;avversario - in realtà chiunque non sia d&#8217;accordo con il credo della <em>chiesa</em>: hai voglia a lamentarti del Vaticano.</p>
<p>Scientology, inoltre, non ha mai visto di buon occhio Internet. Quando spuntò fuori (una dozzina di anni fa) nei meandri della rete la storiella di Xenu (il dio alieno padrone della Terra), Scientology scatenò una <a href="http://www.wired.com/wired/archive/3.12/alt.scientology.war.html">flame war</a> di proporzioni immani, che ebbe anche ripercussioni legali piuttosto serie. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, comunque, è stata la rimozione di un <a href="http://gawker.com/5002269/the-cruise-indoctrination-video-scientology-tried-to-suppress">video-intervista</a> apparso su <a href="http://gawker.com">Gawker</a> ad uno spiritato Tom Cruise, tutto intento a decantare le lodi del suo culto.</p>
<p>Anonymous ha fatto due calcoli, ed ha deciso che poteva bastare così. Dopo le prime azioni online, il progetto ha preso una svolta davvero interessante, per non dire rivoluzionaria, quando si è deciso di portare la protesta fuori dal web, direttamente sulla strada, di fronte alle sezioni locali della <em>chiesa</em>. Il primo appuntamento fissato è il 10 febbraio. Il luogo: il mondo. La manifestazione è un successo; migliaia di persone con in volto la maschera di Guy Fawkes (tratta da V per Vendetta) esprimono il loro dissenso al grido di &#8220;tassa il culto&#8221; e &#8220;perchè <a href="http://xenu.com-it.net/txt/nytdic97.htm">Lisa</a> è morta?&#8221;  Un&#8217;altra manifestazione si tiene il 15 marzo (nome del progetto: &#8220;le Idi di marzo&#8221;), data di nascita di Ron Hubbard, ed è un altro successo. L&#8217;ultima protesta si è tenuta il 12 aprile, stando al wiki di <a href="http://www.partyvan.info/index.php/Project_Chanology">Project Chanology</a>.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/539w.jpg" alt="539w.jpg" /></p>
<p>Scientology, come da manuale, sin dall&#8217;inizio fa di tutto per reprimere il dissenso. Prima in rete: testimonianze di appartenenti alla setta che si dicono minacciati, <a href="http://anonymous-exposed.org/">video</a> in cui si accusa Anonymous di ogni nefandezza. Poi è il turno degli avvocati. Per scaldare i muscoli, il team chiede ad un giudice l&#8217;ingiunzione per la manifestazione di Clearwater (città roccaforte del culto): richiesta respinta. Seguono le prime intimidazioni legali: è il caso di <a href="http://forums.enturbulation.org/showthread.php?t=4531">Sean Carasov</a>, presente alle proteste del 15 marzo e dunque rintracciato dalla Chiesa; la polizia di Los Angeles lo ha poi <a href="http://forums.enturbulation.org/showthread.php?t=7323">prosciolto</a> dalle accuse di minacce di morte.</p>
<p><strong>Freakout</strong></p>
<p>Scientology, ad ogni modo, si trova di fronte a qualcosa a cui non era mai stata abituata prima d&#8217;ora: una protesta capillare, organizzata e, soprattutto, completamente anonima. Anni fa era molto più facile spazzare via chi criticava l&#8217;organizzazione. Ne sa qualcosa Paulette Cooper, autrice de &#8220;Lo scandalo Scientology&#8221;, bestseller uscito nel 1971: per lei i fedeli hubbardiani avevano in serbo uno squisito piano, chiamato in codice &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Operation_Freakout">Operation PC Freakout</a>&#8220;, scoperto dall&#8217;FBI nel 1977. L&#8217;obiettivo primario era quello di &#8220;far rinchiudere P.C. in un istituto psichiatrico o in carcere, o quantomeno colpirla in modo così forte da farle cessare i suoi attacchi&#8221;.</p>
<p>E&#8217; praticamente impossibile, invece, colpire Anonymous. O, almeno, questo Anonymous. Non più - o non solo - una banda di ragazzi che si divertivano a spese di altri, sovente ai confini della legalità. Non più rozzi divertimenti digitali, ma rinnovata entità astratta, digitale, collettiva ma comunque (o forse proprio per questo) in grado di portare in piazza delle persone. Identità multiuso flessibile, certo, ma che sta iniziando ad avere una certa scala di valori condivisa, quasi in ottemperanza all&#8217;incidenza sempre maggiore che sta assumendo la rete nei confronti del cosiddetto mondo reale.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/lolzturtle.gif" alt="lolzturtle.gif" /></p>
<p>Un cambiamento radicale, ma buttato là, come la frase lasciata da un membro di Anon in una discussione online: &#8220;è arrivato il momento di essere non solo gli eroi di Internet, ma anche i suoi guardiani&#8221;. Come per dire: se te ne sei accorto, bene. Se non te ne sei accorto, tanto peggio: il <em>lulz </em>non fa prigionieri. Perchè noi &#8220;siamo Legione. Noi non dimentichiamo. Noi non perdoniamo. Stiamo arrivando&#8221;.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>(Mi) Candido Ovvero l&#8217;Ottimismo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/mi-candido-ovvero-lottimismo/il-bello-della-politica/cruman/3605/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cruman</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il Bello della Politica]]></category>

		<category><![CDATA[Sul Web]]></category>

		<category><![CDATA[elezioni-politiche]]></category>

		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giornalista di riferimento del quotidianoimpegnato sale le scale con la consueta espressione di chi sopporta il peso di sapere ciò che la gente ignora e non poterlo dire. Dietro quello sguardo infingardo si cela il sollievo di non poterlo fare, perché non saprebbe come mettere insieme il tutto o semplicemente non ne avrebbe il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il giornalista di riferimento del <em>quotidianoimpegnato</em> sale le scale con la consueta espressione di chi sopporta il peso di sapere ciò che la gente ignora e non poterlo dire. Dietro quello sguardo infingardo si cela il sollievo di non poterlo fare, perché non saprebbe come mettere insieme il tutto o semplicemente non ne avrebbe il coraggio. Quello che è certo è che non sa che cosa significhi <em>infingardo</em> sebbene l&#8217;abbia usato sgarbatamente nei suoi occhielli d&#8217;assalto.<br />
Vorrebbe che quelle scale non finissero mai. La voglia di giungere a destinazione per intervistare la <em>blogstar</em> lanciata in politica, non gli è mai nemmeno passata vicino. Ma è il suo sporco lavoro ed è meglio che lo faccia lui, visti i benefit e l&#8217;assicurazione che copre le spese odontoiatriche.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/blog_or_not_to_blog.png" alt="blog_or_not_to_blog.png" /></p>
<p align="justify"> <span id="more-3605"></span>Come d&#8217;incanto smette di sperare nell&#8217;infinitezza scaligera. La sua carriera ha visto qualche anno di grandi aspirazioni e decenni per realizzarle nel tabacco. Quindi non ha il fiato per salire più di quanto facciano i suoi trigliceridi da scrivania. “Internet non dovrebbe arrivare così in alto – pensa – almeno non senza ascensore”. Grazie al cielo tutto ha una fine o un fine, dipende dal genere.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/wordpress-logo-cristalthumbnail.jpg" alt="wordpress-logo-cristalthumbnail.jpg" /></p>
<p align="justify">“Così lei ha deciso di candidarsi alle prossime politiche. Che cosa le fa pensare di meritare un posto in parlamento?”<br />
“Sono un <em>blogger</em> molto conosciuto, ho meno di 45 anni, mi intendo di nuove tecnologie e sono avvezzo al confronto e al problem solving”<br />
“Un <em>blogger</em> eh?”<br />
“Certo, sa che cos&#8217;è?”<br />
“Sì, almeno credo. Un&#8217;attività collaterale, tipo organizzare combattimenti di cani o ingerire ovuli e passare la frontiera. Giusto?”<br />
“Il suo sarcasmo è fuori luogo. So che scriverà male di me. Voi ci temete”<br />
“Per quanto riguarda il programma?”<br />
“<strong>Firefox</strong> naturalmente.”<br />
“No intendo la piattaforma programmatica.”<br />
“Ah, <strong>Wordpress</strong>.”<br />
“Ok non importa, è comunque meglio di quella degli altri candidati. Quindi è importante che al governo ci siano persone giovani?”<br />
“Sì esatto, sotto i 45 anni”<br />
“Lei quanti anni ha?”<br />
“43”<br />
“Quindi tra due anni se ne andrebbe?”<br />
“Non sono così ingenuo da cadere nelle sue trappole da bracconiere”<br />
“Non era una trappola, era solo algebra”<br />
“Lei non ci metterà in mezzo. Ormai siete solo degli imbrattacarte di regime, repressi nei vostri ideali, costretti a fare brandelli delle cose più vere: la passione, la forza&#8230; la verità”<br />
“Molto poetico”<br />
“Si nasconda pure nel cinismo, ma non potete più nemmeno sfangarla con la qualità. Siete piatti, banali e ridondanti. Per voi la politica è <strong>Carla Bruni</strong>, lo sport è il girovita di <strong>Ronaldo</strong>, la cronaca è sangue e morbosità. Sparate titoli alla nitroglicerina e poi scrivete pezzi alla camomilla. Tutto per i soldi, per il potere.”<br />
“Il suo ultimo post si intitola <em>Ieri l&#8217;ho preso dietro e sono ancora arrossato quindi oggi lo prendo davanti</em>”<br />
“Era un saggio sui danni dell&#8217;esposizione ai raggi solari”<br />
“Un casuale inciampo linguistico quindi? E io che pensavo fosse per attirare cliccatori onanistici”<br />
“Noi non abbiamo editori alle spalle, dobbiamo pur promuoverci.”<br />
“Torniamo alla questione candidatura. Perché il fatto di essere un <em>blogger</em> dovrebbe costituire un fattore di merito?”<br />
“Internet è il futuro. Chi governerà deve conoscere come funziona il più grande sistema di aggregazione delle nuove generazioni. Deve considerarlo. E chi meglio di uno dei <em>blogger</em> più seguiti della rete.”<br />
“Certo. Però ho qualche dubbio. Se togliamo chi naviga in cerca di stimoli per disperdere il seme, chi lo fa per esprimere, rubando, il proprio dissenso verso le case discografiche ladre e chi chatta (schifo di parola per descrivere <em>da dove dgt?</em>, <em>meladai?</em>), non credo che questa comunità di <em>blogger</em> possa dirsi una moltitudine e, di conseguenza, non vedo perché dovrebbe avere più credito, chessò, dell&#8217;associazione italiana cuochi e sommelier. A casa mia poi l&#8217;adsl non arriva nemmeno se le mando una bomboniera. Le bollette, quelle invece arrivano a frotte.”</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/blogsomelogo.gif" alt="blogsomelogo.gif" /></p>
<p>“Questa è la tipica mentalità italiana. Arriviamo sempre dopo, affrontiamo i problemi quando ormai i tuoi sono scappati.”<br />
“I miei?”<br />
“Sì i tuoi buoi. Presto internet sarà il mezzo assoluto e noi sapremo solo giocarci, se alle persone come me non verrà dato lo spazio che meritano.”<br />
“Ancora non ho capito che garanzie dia questo fatto di essere <em>blogger</em>. Chi mi dice che lei non sia come gli altri, che non faccia cose classiche da politico come abbandonare gli amici in difficoltà e poi fregiarsi del loro ricordo una volta che saranno troppo morti per giudicarvi?”<br />
“Ora sta esagerando. Il suo è un canto del nigno. Siete vecchi. Niente è così vecchio come il giornale di oggi. Noi diamo un senso ai fatti, voi non fate che metterli in fila. La gente preferisce leggere noi perché non riesce più a leggere un giornale con incredulità. Noi siamo vivi, presenti e originali.”<br />
“Cigno”<br />
“Prego?”<br />
“Canto del cigno non nigno.”<br />
“Ho sbagliato a digitare.”<br />
“E comunque, originali voi? Partite con due cose sincere e poi passate il tempo a copiare nell&#8217;ansia di essere dimenticati dai contatori di accessi.”<br />
“Noi copiamo? Ma che faccia tosta. I giornali sono i bordelli del pensiero.”<br />
“Questa è di <strong>Balzac</strong>.”<br />
“Fate gli allarmisti. È l&#8217;unico modo che avete per rendervi interessanti.”<br />
“Questo l&#8217;ha detto <strong>Schopenhauer</strong>.”<br />
“Mmmm&#8230; Siete sfamati dagli oziosi, gli ignoranti, invidi e tristi?”<br />
“<strong>Alfieri</strong>.”<br />
“Lei è in gamba lo sa?”<br />
“Grazie”<br />
“Scriverebbe un pezzo per il mio blog?”<br />
“Piuttosto mi chiudo una mano in un tostapane”<br />
“Ha già in mente per chi votare?”<br />
“Certo, ho una famiglia da mantenere io”<br />
“Nel senso che crede in chi voterà o chi voterà crede in lei?”<br />
“Senta, io non ce l&#8217;ho con lei. Apprezzo quasi l&#8217;1% di voi <em>blogger</em> e apprezzo quasi l&#8217;1% di noi giornalisti (e tra questi io non ci sono). Riconosco anche, ad alcuni ottimi analisti e intrattenitori virtuali, il merito di aver ridimensionato la nostra professione, troppo occupata a scriversi addosso, a disprezzare chi non legge ciò che scriviamo e compatire chi lo fa, per non compatire il nostro lavoro. Ma tra voi e noi c&#8217;è una sola, determinante differenza. E non c&#8217;entra l&#8217;avere o meno un editore burattinaio, l&#8217;essere moderni, liberi o aperti al confronto.”<br />
“E cosa allora?”<br />
“Il <em>blogger</em> è fondamentalmente un pigro. È internet che vi da dei vantaggi, non siete voi ad averne in quanto <em>blogger</em> e la sua campagna elettorale lo dimostra. Avete più margine di manovra degli altri, non perché siete più liberi, ma perché in Italia la rete è vista come un&#8217;enorme <em>Playstation</em>. Noi mettiamo le mani nella merda, voi vi limitate a dire che puzza.”<br />
“E voi perché non lo dite?”<br />
“Perché a forza di starci dentro non la senti più. E perché la stampa libera può essere buona o cattiva, ma senza libertà può essere solo cattiva”<br />
“Questa è di <strong>Camus</strong>”<br />
“Touchè”<br />
“No no è <strong>Camus</strong> sono sicuro. E comunque non sono un pigro”<br />
“Me lo dimostri”<br />
“Non mi va&#8230; Magari ci faccio un post”</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/blogger-logo-728932.jpg" alt="blogger-logo-728932.jpg" /></p>
<p align="justify">Il giornalista impegnato ripercorre le scale. Scendendo si percepisce meglio la gravità delle cose. Si rende conto che, per l&#8217;ennesima volta, ha voluto dimostrare invece che capire e questo, per un giornalista, significa essere alle prime armi o averlo fatto per troppo tempo. Sa che nel suo giudizio, che era bello e pronto già prima di arrivare, c&#8217;è un po&#8217; di invidia, ma anche questo fa parte delle tante cose che fortunatamente non può dire.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Casa di Bambolo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/casa-di-bambolo/consumo-criticamente/lameduck/3489/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 10:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Consumo CriticaMente]]></category>

		<category><![CDATA[Sul Web]]></category>

		<category><![CDATA[donne]]></category>

		<category><![CDATA[elezioni-politiche]]></category>

		<category><![CDATA[sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardate bene il tizio qui sotto. Non è rimasto secco guardando una puntata di &#8220;Porta a Porta&#8221;, non è una di quelle simpatiche statue viventi che stanno per ore ferme e immobili come un semaforo per raccogliere qualche spicciolo, è proprio finto, di puro silicone, un bambolone.


Purtroppo è proprio una sex doll, ovvero l&#8217;alternativa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardate bene il tizio qui sotto. Non è rimasto secco guardando una puntata di &#8220;Porta a Porta&#8221;, non è una di quelle simpatiche statue viventi che stanno per ore ferme e immobili come un semaforo per raccogliere qualche spicciolo, è proprio finto, di puro silicone, un bambolone.</p>
<p style="padding: 5px 0pt; text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/charlie-il-bambolo.jpg" alt="Charlie il Bambolo" title="Sei su MenteCritica" /></p>
<p><span id="more-3489"></span></p>
<p>Purtroppo è proprio una sex doll, ovvero l&#8217;alternativa di lusso a quegli orrendi affari gonfiabili con il coso che frulla e la bocca a culo di gallina, e che dovrebbe servire per farci tutto quello che si fa con un uomo. In teoria.<br />
Si chiama Charlie ed è l&#8217;unico, vedremo poi perchè, bambolo maschio in vendita, al modico prezzo di $ 5000,00 nel sito RealDoll.com, pieno invece di bambole femmine per tutti i gusti, di tutti i colori e misure.</p>
<p>Loro, le femmine, sono bellissime, delle <em>Barbione </em>gigantesche con in più quella cosina che ti chiedevi sempre come mai nella Barbie non ci fosse. Noi che siamo cresciute smanacciando le tette e il culo della Barbie per anni, appunto, ritorniamo in fondo bambine. Ammirate e anche invidiose di tanta perfezione, come lo eravamo di quella stronza dal culo ritto, creata per inculcarci l&#8217;idea che bisogna essere perfette, fino a sembrare di plastica. Queste bambolone almeno, in confronto a certe &#8220;rifatte&#8221; che girano, sembrano perfino più naturali.</p>
<p style="padding: 5px 0pt; text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-bambolo-barbielegs.jpg" alt="Barbie legs" title="Sei su MenteCritica" /></p>
<p>Parlando con un amico stamattina egli notava come, a fronte dell&#8217;ingente investimento iniziale, ci si ritroverebbe con una che non mangia, non beve, non parla (soprattutto), non spende soldi e, soprattutto, non straccia i maroni. Ecco, questa è la triste realtà per la quale il maschio potrebbe anche, al limite, concepire il trip della bambolona.</p>
<p>Ma Charlie, il bambolone, che effetto fa sulle ragazze? Sinceramente, anche se rispetto a Ken non gli manca proprio nulla e viene accessoriato addirittura in sei misure diverse ( ellapéppa!), a me fa vomitare.<br />
Già il modo in cui viene presentato: stravaccato sul divano, con una birra in mano. Grazie, ci bastano quelli che respirano. Si, ma lui resta lì buono e non ti strappa il telecomando facendoti perdere il finale del thriller perchè comincia la Domenica Sportiva. Non lascia i calzini in giro, non lascia alzata la tavoletta del water e nemmeno ti fa fretta perchè ha fame e non hai ancora cucinato. Pensaci bene.<br />
Niente da fare, ha l&#8217;espressione da deficiente. Peggio, sembra che gli abbiano tagliato la testa e poi riattaccata. Che orrore!</p>
<p>L&#8217;uomo, anche se a volte è molesto come una mosca cavallina, non è fatto per essere passivo e a noi non piacerebbe nemmeno. Pensa, stare tutta una sera accanto sul divano e lui che non allunga nemmeno una mano. E soprattutto che a letto non russa, lasciandoti senza quel dolce muggire pallido e assorto che ti concilia il sonno. La terza sera lo sbatteresti giù dalla finestra.<br />
A noi piacciono vivi, e soprattutto imperfetti. Ecco perchè Charlie, nonostante la generosa attrezzeria, sul mercato non tira.</p>
<p style="padding: 5px 0pt; text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-bambolo-couple.jpg" alt="Couple" title="Sei su MenteCritica" /></p>
<p>Perchè questa deriva pornografica? Perchè dopo tanta politica avevo bisogno di qualcosa di serio. E poi, dopo aver visto il conducator del TG1 vestito in gessato come uno dei &#8220;Bravi ragazzi&#8221; presentare un servizio del TG4 in onda sul TG1 con