Il Web è progettato per essere universale: per includere tutto e tutti.

Il Web è più un’innovazione sociale che un’innovazione tecnica. L’ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare, e non come un giocattolo tecnologico. Il fine ultimo del Web è migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo. Di solito noi ci agglutiniamo in famiglie, associazioni e aziende. Ci fidiamo a distanza e sospettiamo appena voltato l’angolo.
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Ho raccolto questo dialogo apparso su un aggregatore di notizie perché lì per lì mi è venuto da ridere. Ma poi mi sono un po’ spaventato. Un senso di inquietudine mi ha sopraffatto. Nulla si crea e nulla si distrugge. Meno che mai certi pregiudizi. Nemmeno una informazione libera e documentata è in grado di abbattere delle convinzioni errate ma radicate.
E’ questo un dialogo assurdo ma vero tra un ragazzo terrone (in rosso) e una ragazza padana (in verde). Non esistono mezze misure. O stai da una parte. O dall’altra.
Doveva succedere, prima o poi. Ma non così presto! Cribbio!!!
C’è gente che non sa proprio vincere. Gonfia il petto e svuota il sacco…
Accidenti! Non ci voleva. Non ci voleva proprio.
Proprio adesso che era tutto così ben avviato!
Ora la mia posizione è compromessa, cominceranno ad insospettirsi: mi sento come può sentirsi una talpa alla John Le Carré: bruciato, senza più copertura.

“Salve, Scientology. Siamo Anonymous”. Gennaio 2008: un video su Youtube dà il via ad un progetto senza precedenti nella storia di Internet e, più in generale, nel mondo dei media. Il gruppo di Anonymous (un collettivo ovviamente anonimo formatosi in rete) chiama a sè i figli di Internet, e dichiara guerra all’organizzazione religiosa di Scientology. Nulla sarà più come prima.
Il giornalista di riferimento del quotidianoimpegnato sale le scale con la consueta espressione di chi sopporta il peso di sapere ciò che la gente ignora e non poterlo dire. Dietro quello sguardo infingardo si cela il sollievo di non poterlo fare, perché non saprebbe come mettere insieme il tutto o semplicemente non ne avrebbe il coraggio. Quello che è certo è che non sa che cosa significhi infingardo sebbene l’abbia usato sgarbatamente nei suoi occhielli d’assalto.
Vorrebbe che quelle scale non finissero mai. La voglia di giungere a destinazione per intervistare la blogstar lanciata in politica, non gli è mai nemmeno passata vicino. Ma è il suo sporco lavoro ed è meglio che lo faccia lui, visti i benefit e l’assicurazione che copre le spese odontoiatriche.

Guardate bene il tizio qui sotto. Non è rimasto secco guardando una puntata di “Porta a Porta”, non è una di quelle simpatiche statue viventi che stanno per ore ferme e immobili come un semaforo per raccogliere qualche spicciolo, è proprio finto, di puro silicone, un bambolone.

La notizia è di quelle che fanno “bum”.
Il Cern finisce in tribunale: l’acceleratore di particelle di Ginevra potrebbe distruggere la Terra.
Secondo l’accusa, il buco nero creato dagli esperimenti inghiottirà l’intero pianeta.
Ma, anche se già questo ha dell’incredibile, c’è di più… molto di più.
Non ci credete? Ecco in esclusiva i commenti a caldo di tre delle menti più esperte del pianeta che abbiamo raccolto grazie a sofisticatissime intercettazioni telefoniche. I nomi sono in codice ovviamente. La discussione presto svia dalla notizia che l’ha generata e ci rivela verità che la maggior parte di noi non ha mai nemmeno lontanamente preavvertito. Ma si sa, tutto è collegato.

Ho potuto notare un interessante punto in comune tre una serie di fatti di cronaca verificatisi recentemente.
Parlo, ad esempio, dell’omicidio della studentessa di Perugia, la signorina Meredith Kercher e dell’incidente dove hanno perso la vita le due ragazze irlandesi a Roma investite dal signor Friedrich Vernarelli.
In entrambi i casi, ma forse ce ne sono altri che mi sfuggono, la stampa, per caratterizzare negativamente le persone coinvolte, ha utilizzato il materiale disponibile in rete. Nel caso di Perugia si trattava di foto un po’ pazzerelle e, volendo veramente esagerare, leggermente audaci della compagna di stanza della ragazza assassinata, Amanda Marie Knox. Di Rudy Guede, altro personaggio coinvolto, invece, è stato usato un video Youtube nel quale il ragazzo sembrava, francamente, fuori di testa.
Stesso trattamento per Vernarelli. Video Youtube nel quale il sospetto guida la macchina facendo il pagliaccio, toglie le mani dal volante e si rende leggermente ridicolo.











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