Strange Days

Stai scorrendo l'archivio per la categoria Strange Days

Dopo lo scandalo dei formaggi putrefatti rilavorati e immessi nel mercato come prodotti genuini, la Guardia di Finanza ha scoperto l’ennesima frode ai danni del paese. Cervelli in buone condizioni pare siano stati sottoposti a trattamenti atti a indurre processi di decomposizione. Sembra infatti che un rilevante quantitativo di materia grigia, danneggiata a seguito delle lavorazioni operate da questa industria del malaffare, sia stata successivamente ripresentata sotto forma di politici e parlamentari, apparentemente in grado sia d’intendere che di volere. Logicamente rientravano nel mercimonio quelli già devastati e non funzionanti, che anzi consentivano di risparmiare sui costi di trasformazione.

abnormal brain f. jr

Continua a leggere »

Gli amici, se non mi prendono bellamente in giro, spesso mi dicono: “Ma tutti quei riferimenti culturali dove li prendi? Hai studiato molto o leggi molto?” Alcuni, pochi in verità, aggiungono: “Sei davvero bravo!”

A questo punto, poiché non mi sento né bravo, né studioso, né intellettuale, ma nemmeno una completa “schiappa”, voglio confidarvi un segreto, che in fondo potrebbe anche non interessarvi.

Io leggiucchio qua e là, un po’ di tutto, e quando mi capita sotto gli occhi una frase che mi piace, una massima, un proverbio o altro, spigolature in fondo, me li appunto e poi, alla prima occasione, li esibisco. Mi piacciono i detti latini, che ho studiato nel mio lontano passato, cui faccio spesso ricorso per dare più “spessore” ai miei ragionamenti. Ve ne ammannisco un paio subito subito ché potrebbero adattarsi a ciò che dirò in seguito: “Vulgus vult decipi, ergo decipiatur” (Il popolo vuole essere ingannato, dunque sia ingannato). L’altro forse più cogente (mamma che aggettivo!) al momento che attraversiamo: “Nulla salus bello” (“Non c’è nessuna salvezza nella guerra”. Virgilio, Eneide, XI, v. 362).

Continua a leggere »

Mario Borghezio in una delle sue espressioni più intelligenti

“Le prime medaglie d’oro olimpiche assegnate ad atleti del Nord hanno certamente motivazioni di vario tipo. Nessuno, pero’, sembra avere il coraggio - prosegue Borghezio - di dire la cosa piu’ ovvia ed evidente e cioè che esse dimostrano la superiorità etnica dei padani, anche in questo campo”.

Continua a leggere »

Mancava poco a mezzanotte, quando il primo poliziotto colpì Mark Covell, abbattendo il manganello sulla sua spalla sinistra. Covell fece del suo meglio per gridare in italiano che era un giornalista ma, in pochi secondi, fu circondato da ufficiali della squadra antisommossa che lo colpirono con i loro bastoni. Per un po’ di tempo riuscì a rimanere sui suoi piedi, ma poi una bastonata al ginocchio lo spedì sul marciapiede.

Così comincia l’interessante articolo sulla sanguinosa battaglia di Genova pubblicato il 17/07/2008 dal Guardian in occasione della sentenza al processo sui soprusi e le violenze nella caserma di Bolzaneto. Qui di seguito ne trovate la traduzione completa.
Continua a leggere »

E’ la solita storia; dovremmo averlo imparato ormai, ma noi imperterriti continuiamo a cascarci. A Roma direbbero che “semo de coccio”. Per settimane siamo stati tutti impegnati a parlare dei (presunti) servigi sessuali che alcune piacenti signore hanno offerto all’attuale capo del governo; servigi di cui si parlerebbe in intercettazioni che nessuno ha mai visto né sentito. Pompini (chiamiamo le cose col loro nome, a rischio di essere brutali) grazie ai quali, secondo le malelingue, queste signore sarebbero poi state nominate ministro.
La cosa squallida non è tanto il fatto, reale o presunto che sia, in sé, ma che a mettere in circolazione queste storie sia stato (indirettamente, è ovvio) il diretto interessato, il fruitore stesso di tali discutibili prestazioni. Ma perché mai avrebbe fatto una cosa del genere? Perché sottoporsi, lui e le suddette signore, al linciaggio morale della piazza? Perché ridurre la sua immagine a quella di un vecchio porco capace di ogni bassezza?

Continua a leggere »

Martin Kippenberger è stato un grande artista tedesco il cui vissuto è stato caratterizzato da forti tensioni interiori e tormenti esistenziali. E’ morto 11 anni fa, ad appena 44 anni, lasciando un discreto patrimonio di opere. Una di queste raffigura una rana crocifissa, con un boccale di birra in una mano ed un uovo nell’altra. L’autore l’ha definito un autoritratto nato da un periodo buio ma nel tempo il messaggio dell’opera si è evoluto diventando simbolo del mitteleuropeo tipicamente ubriacone e blasfemo in privato ma integerrimo cattolico in pubblico.

Continua a leggere »

In un lodo (*) non riesco proprio a trovare nulla di male, e facendo quattro salti su google e sui vari motori di ricerca mi convinco sempre di più di ciò che penso. Infatti, cos’è un lodo? Un premio, un complimento, un vantaggio…. Tutte accezioni positive: quindi è una cosa giusta!
In un Paese perfetto, con un PIL perfetto, con un debito pubblico perfetto, con un numero di morti sul lavoro perfetto, con un numero di rom perfetto, con un numero di precari perfetto, il lodo Alfano sarebbe la legge giusta al momento giusto.
Premiare con un lodo le più alte cariche dello Stato, dei dipendenti pubblici, delle persone elette dal popolo che godano della stima e del rispetto di tutti i cittadini significherebbe grande maturità civica e grande rispetto per le istituzioni.
Parliamoci chiaro: se sono lì è perché - detta in soldoni - tu in teoria dovresti fidarti di loro, dovresti essere orgoglioso di essere rappresentato da loro e ti dovresti rispecchiare facilmente in loro e nelle loro idee. E invece, obiettivamente, il problema sono proprio loro.

Anzi no: è lui.

Continua a leggere »

Ricordo gli anni ‘80.
Sono del 1979 e ricordo i primi home computer, ne ho posseduti diversi: lo Spectrum, il Commodore 64 e 16, l’Atari, il meraviglioso Amiga 500 (e so che qui alcuni stanno versando una lacrimuccia di commozione), i primi PC come li conosciamo oggi.

Ricordo i discorsi che scienziati, persone comuni e uomini d’affari facevano al tempo: “Con i computer si possono svolgere tutte le attività di un ufficio in una frazione del tempo!”
Ricordo l’entusiasmo di Isaac Asimov verso il suo primo computer, che gli permetteva di correggere il testo in corsa senza il ricorso alla scolorina.
Tutti, negli anni ‘80, pensavamo che la diffusione di queste macchine avrebbe sollevato dalle spalle dell’umanità il millenario fardello del lavoro duro e abietto.
Si pensava che avremmo avuto sempre più tempo libero da dedicare alla ricerca della felicità.

Continua a leggere »

Alcuni disabili fisici sono solitari, asociali e introversi. Possono essere testardi e sospettosi [...] ed hanno un forte complesso d’inferiorità; [...] spesso stanno sulla difensiva, specialmente se chiamati storpi o paralitici.
Quando li guardate, non vi agitate e non mostrate curiosità morbose. Mai fissare le loro deformità. Con i disabili con danni celebrali usare un comportamento accondiscendente può facilitare le cose.
Molto spesso i non vedenti sono introversi. Raramente mostrano forti emozioni.

fonte: Times on-line (in inglese)

Continua a leggere »

“Fama pubblica e vizi privati” quanta responsabilità hanno i media nel creare falsi miti? Le televisioni e la carta stampata, nelle recenti passate settimane, ci hanno bombardato con gli scandali di personaggi noti. Giudici e carnefici allo stesso tempo, i media hanno demolito dei miti che avevano contribuito a creare. Queste ed altre considerazioni dovrebbero far riflettere sul potere e la potenziale pericolosità che i mezzi di informazione hanno su una umanità sempre più globalizzata e facilmente raggiungibile anche negli angoli più reconditi del pianeta.

Spiare dal buco della serratura Continua a leggere »

« Articoli precedenti § Articoli successivi »

© 2007 (MC-Team) Aggiornato: 12/10 - 03:02 Visite: 1,713,586 Ultime 24h: 6,680