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	<title>MenteCritica &#187; Strange Days</title>
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	<description>Non Esistono Questioni di Principio</description>
	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 23:37:25 +0000</pubDate>
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		<title>Crisi Finanziaria e Società: Quel Senso di Giustizia&#8230;Negato</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 08:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>onirbiggo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;ondata di scioperi travolge la nostra penisola, da nord a sud tutti protestano per qualcosa che vorrebbero. Le notizie sui Tg continuano a mostrarci la “crisi” in tutte le salse e le lingue. Volti “preoccupati” di politici si avvicendano sullo schermo dicendo tutto e il contrario di tutto in una bolgia di proclami e smentite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;ondata di scioperi travolge la nostra penisola, da nord a sud tutti protestano per qualcosa che vorrebbero. Le notizie sui Tg continuano a mostrarci la “crisi” in tutte le salse e le lingue. Volti “preoccupati” di politici si avvicendano sullo schermo dicendo tutto e il contrario di tutto in una bolgia di proclami e smentite continue. Con una maggioranza che continua imperterrita per la sua strada auto compiacendosi continuamente per i risultati ottenuti (risultati??) e un&#8217;opposizione che piuttosto che fornire valide alternative, presentandole alle persone, continua ad attaccare il Premier del governo per tutte le “marachelle” che fa. Ci si accanisce su questioni marginali e non lo si fa per motivi più seri che sono quelli di cui la gente a bisogno. Ma questa benedetta crisi come si pretende di superarla: a fischi e pernacchie o in maniera seria e costruttiva? La paura del futuro sta bloccando tutto e tutti, nessuno si sente sicuro a privarsi di un solo centesimo se non per motivi strettamente necessari.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/vatican_coin1.jpg" alt="" width="200" height="200" /></p>
<p><span id="more-9477"></span>Penso che sia giunto il momento di mettere seriamente le carte in tavola e parlarsi chiaramente indicando obiettivi certi (restando molto con i piedi per terra), e soprattutto facendo una seria autocritica sulle cause che hanno indotto questa crisi. Autocritica necessaria se si vuole sperare in un futuro che veda superato questo ostacolo che si posto sul cammino della razza umana.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/euro-banconote.jpg" alt="" width="486" height="486" /></p>
<p>A mio modestissimo parere siamo giunti ad un bivio, si tratta solo di scegliere il cammino giusto: da un lato c&#8217;è una semplice rimodulazione di quello che si è fatto in passato e che ci ha condotto all&#8217;attuale crisi, dall&#8217;altro c&#8217;è la prospettiva di un futuro migliore che sia sostenibile da tutti senza che vi siano i divari scandalosi tra nazioni ricche e meno ricche e, stesso all&#8217;interno delle singole nazioni quella che si definisce ingiustizia sociale. Ovviamente penso che non vi sia alcun dubbio che la società del “liberismo sfrenato” è giunta al suo termine: tutti i tentativi fatti per rianimarla saranno vani e controproducenti (come lo può essere il mantenere in vita una persona in coma profondo irreversibile: appena stacchiamo le macchine che lo sostengono inizierà il declino inevitabile). È pur vero che lasciare il vecchio per il nuovo (soprattutto quando questo nuovo rasenta moltissimo il “già visto”) può far paura (specie a chi ha troppo interesse a che il liberismo continui ad arricchirlo schifosamente). Ma purtroppo tirare troppo la corda porta inevitabilmente al fatto che questa si spezzerà. Riannodarla alla meglio e tornare a tirarla la farà solo spezzare di nuovo e poi ancora, finché non vi sarà più corda da annodare! Attualmente quello che stanno tentando i governanti è cercare di fare un nodo alla corda (di cui prima) ma non riescono ad accordarsi nemmeno sul fatto che, affinché sia possibile annodarla, bisognerebbe almeno mollarla un attimo. Nel concreto vediamo che in Italia (ma un po dovunque purtroppo) piuttosto che rendersi conto che l&#8217;unico modo per far ripartire l&#8217;economia è quello di ridare ossigeno ai ceti medio bassi, li si “strizza” ancora di più cercando di spremere anche le ultime goccioline rimaste (non diamo la colpa solo a Berlusconi, anche il governo Prodi ha dato la sua sonora strizzata!).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/porcellino.jpg" alt="" width="337" height="506" /></p>
<p>Sono perfettamente d&#8217;accordo con quegli economisti quando dicono che adeguare gli stipendi all&#8217;inflazione porterà ad aggravare l&#8217;inflazione stessa ma stiamo giungendo rapidamente al fondo del barile. Bisognerà pur trovare una soluzione intermedia (chiamiamola “sociale”) per ridare fiducia ai cittadini.</p>
<p>A questo punto, come unica soluzione vedo la possibilità che venga introdotta una tassa di solidarietà sui mega stipendi che ancora, nonostante la crisi, si continuano a percepire. Mettere le mani in “tasca” a qualcuno è un&#8217;ingiustizia bella e buona! Penso che siamo tutti d&#8217;accordo su questo, per chi non lo fosse scriverò un trafiletto in calce(*), ma non vedo altra soluzione possibile e, quella esposta, porterebbe ad una sola boccata d&#8217;ossigeno passeggero. Bisognerebbe rapidamente approfittarne per varare un vero piano di sviluppo sostenibile che si allontani velocemente dalla logica del guadagno ad ogni costo in virtù della logica del benessere che viene creato.</p>
<p>Vedete quello che è mancato nella tipologia della logica che si è tramutata nella crisi finanziaria più nera che si ricordi è stata la solidarietà. Solidarietà non intesa come carità (populismo) ma come un serio e sereno sostegno delle categorie più deboli. Quando si è spostando l&#8217;asse dal creare benessere al creare l&#8217;infrastruttura che consentirà a qualcuno di arricchirsi e di fare arricchire; Al creare ricchezza, perché la ricchezza crea il benessere; si è commesso un grave errore che ha portato all&#8217;accentramento della ricchezza in poche mani e ad una “vampata” consumistica che ben presto ha mostrato le corde. Ovviamente questa tipologia ci deriva dall&#8217;America, che la persegue da sempre e che sta pagando il prezzo più alto. Obama ha promesso di aiutare la classe media e di creare un servizio sanitario pubblico, di ridurre le tasse&#8230;.le due cose sono in antitesi e presto la gente se ne renderà conto. Non sono contro la politica di Obama anzi, quando parlavo di un futuro sostenibile è proprio a questo che mi riferivo. Volevo solo che fosse chiaro che una tale politica prevede un&#8217;enorme senso di responsabilità da parte di tutti i componenti della società altrimenti condurrebbe allo statalismo indiscriminato che non porterebbe a niente di buono.</p>
<p>Considerato che a questi gravissimi problemi bisognerà sommare quelli in arrivo dalle civiltà emergenti che basavano il loro boom economico sull&#8217;esportazione che non c&#8217;è più e a quelle nazioni che sono state mantenute in scacco affinché noi occidentali potessimo scialare e&#8230;. autodistruggerci, il famoso bivio di cui vi parlavo appare come un&#8217;ultima possibilità (speriamo) per instradarci verso un futuro possibile. Tutte le altre scelte ci porteranno a pagare un prezzo tale per cui quelli che rimarranno ricorderanno l&#8217;oggi come un momento magico di&#8230;ricchezza.</p>
<p><em>Dulcis in fundo </em>stiamo molto attenti a che la richiesta di sicurezza, imperativo circolante che accomuna tutti, non si tramuti in una deriva della democrazia che porterà ad una contrazione della libertà individuale. Sarebbe un fatto estremamente grave ed esattamente all&#8217;opposto dell&#8217;unica soluzione che può instradarci verso un futuro migliore: all&#8217;evoluzione della razza umana che, invece, vede la democrazia come ultimo baluardo contro la barbarie che rischia di sommergerci.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/operai000.jpg" alt="" width="499" height="704" /></p>
<p>Attenzione: democrazia non è sinonimo di civiltà. Essere tutti d&#8217;accordo nell&#8217;adottare una scelta sbagliata non ci farà evolvere affatto. Diciamo che il giusto connubio tra <strong>solidarietà, democrazia e liberismo</strong> sono la vera chiave di Volta. In che modo?</p>
<p style="0cm;" align="justify">
<ul>
<li> <strong>Solidarietà:</strong> solo ed unicamente lo Stato deve farsene garante. Garanzia di equità 	sociale seria e incondizionata. Con capacità prevaricante la 	volontà del singolo o della collettività!</li>
<li> <strong>Democrazia:</strong> concetto cui tutti devono accettare e sottostare. Condizionata solo 	dal precedente concetto esposto.</li>
<li> <strong>Liberismo: </strong>condizionato ovviamente dalle altre due voci precedenti.</li>
</ul>
<p>Il disastro è avvenuto proprio perché la nostra società a dato al liberismo il valore principale nella gerarchia appena proposta, lasciando la solidarietà alla sola “bontà” delle anime pie alla stessa stregua di un atto caritativo e, come tale inutile e controproducente.</p>
<p>(*) prendere fondi dai patrimoni personali dei ricchi:  cominciamo ad accettare l&#8217;idea che quando si cambiano le regole in corso d&#8217;opera  in maniera repentina e incondizionata (mettere le mani in tasca di qualcuno) nessuno è d&#8217;accordo!</p>
<p>Se non ci credete ancora venitemi a trovare con un portafoglio bello carico e, sarò felice, di dimostrarvelo!</p>]]></content:encoded>
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		<title>Fascio-à-Porter</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 12:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Strange Days]]></category>

		<category><![CDATA[fascismo]]></category>

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		<description><![CDATA[A parte il soprabito in vero coccodrillo dorato lucidato a specchio di Donatella Versace, valore &#8220;sopra&#8221; i 100,000 euro (evvai!) presentato al telegiornale, quindi al popolaccio ma destinato solo alle drusiane di lusso, per quanto riguarda noi povere mortali, la moda di questo autunno inverno è decisamente austera e direi in sintonia con il clima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A parte il soprabito in vero coccodrillo dorato lucidato a specchio di Donatella Versace, valore &#8220;sopra&#8221; i 100,000 euro (evvai!) presentato al telegiornale, quindi al popolaccio ma destinato solo alle <a href="http://www.demauroparavia.it/36891" target="_blank">drusiane</a> di lusso, per quanto riguarda noi povere mortali, la moda di questo autunno inverno è decisamente austera e direi in sintonia con il clima da camicia nera.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-9113 aligncenter" title="fez-fascista-by-versace" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/fez-fascista-by-versace.jpg" alt="" width="400" height="361" /></p>
<p><span id="more-7488"></span></p>
<p>Se avete fatto come me un giro da Terranova (uno di quei negozi di abbigliamento per giovani dove prima di entrare ti devi impasticcare se no non reggi la musica techno a tutto volume) oppure al più tranquillo Upim, avrete notato subito quali sono i colori di moda quest&#8217;anno: nero in tutte le sfumature dalla pece all&#8217;antracite, il grigio (dal topo alla tortora, dalla grisaglia al fumo di Londra) e il bianco, giusto per spezzare un attimo il lutto stretto e donarti quel tocco finale da giovane italiana. A proposito, alla Upim ho visto un abito che pare veramente la divisa delle nostre mamme durante il ventennio. Non credevo ai miei occhi.</p>
<p>Mai viste in giro tante camice nere, maglioncini neri, pantaloni neri e in generale una gran voglia di orbace. Per le più giovani ci sono anche le felpe con tanti teschiettini neri su fondo grigio.<br />
Basterebbe fare un salto a Predappio e comperarsi una maglia nera  con il &#8220;me ne frego&#8221; e sarebbe la morte sua.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9109" title="fascio-a-porter di lameduck" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/fascio-a-porter.jpg" alt="" width="500" height="490" />Bisognerebbe solo che, per evitare strani pensieri, nei negozi appendessero un cartello: &#8220;in relazione ai colori di moda quest&#8217;anno, ogni riferimento al governo di centrodestra ed a presunti revanscismi fascisti, è puramente casuale.&#8221;</p>
<p>In attesa di infilarci anche noi vecchi, prima o poi, il grembiule, vestiamoci quindi tutti da avanguardisti, balilla e piccole italiane. Pariamoci con i colori del lutto e della tristezza.</p>
<p>Del resto, non c&#8217;è proprio niente da ridere.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Illuminismo Cosmico</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 08:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cruman</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Late Night Show]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella notte Stefano guardò il cielo prima di mettersi a letto. Lui, abituato a controllare la più potente energia conosciuta, si sentì poco più di un piccolo fiammiferaio, per un breve istante che gli serpeggiò lungo la schiena.
L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare gli aveva concesso un permesso per studiare, per conto del CICAP, quel bizzarro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella notte Stefano guardò il cielo prima di mettersi a letto. Lui, abituato a controllare la più potente energia conosciuta, si sentì poco più di un piccolo fiammiferaio, per un breve istante che gli serpeggiò lungo la schiena.</p>
<p>L’<a href="http://www.infn.it/indexen.php" target="_blank">Istituto Nazionale di Fisica Nucleare</a> gli aveva concesso un permesso per studiare, per conto del <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/CICAP" target="_blank">CICAP</a></strong>, quel bizzarro fenomeno dei cerchi di luce che, da qualche tempo, si manifestava in diverse parti del mondo. Il CICAP non scherza su queste cose: sguinzaglia i suoi scientisti come fossero schnauzer e li manda ad azzannare qualsiasi velleità metafisica non autorizzata.</p>
<p>Stefano fece il suo lavoro, pulito, veloce, come un aspirabriciole. Si addormentò pensando ai buffi complottisti, ufologi, satanisti e compagnia bella, tutti rifugiati nel mondo dell’ignoto per non sapere nulla dei riflessi di uno specchio concavo con una notevole lunghezza focale. “Proprio non vogliono riflettere”, pensò, e abbandonò la veglia, gonfio del suo <em>calambour</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5267 aligncenter" title="luci" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/luci.jpg" alt="" width="498" height="373" /></p>
<p><span id="more-1135"></span></p>
<p>A ripescarlo dal sonno dei giusti non fu però la sua sveglia satellitare alimentata a barrette di uranio reso povero, ma un suono continuo fastidioso, molto simile a un comizio della Jervolino. Ciò che vide di fronte al suo letto non è facile da descrivere: un tronco di cono blu lo fissava tramite occhi multipupilla disseminati su una sorta di palla da rugby appoggiata sulla base superiore del cono. Dal corpo si distendevano sei braccia piuttosto corte terminanti in altrettante manine apparentemente sottodimensionate. Di fronte a lui una sorta di <em>jo-jo</em> luminoso fluttuava privo di qualsiasi sostegno. Proprio da quell’oggetto sembrava provenire il fastidioso suono che svegliò lo scienziato.</p>
<p>Stefano era sicuro di non sognare, perché avvertiva il solito dolore mattutino al piede destro, su cui anni fa fece inavvertitamente cadere uno ione positivo eccitato. Assalito da terrore e incredulità, riuscì finalmente ad articolare un messaggio:<br />
“Vattene mostro!!”<br />
“Ha parlato Raoul Bova” rispose il cono rovesciato con un tono più da commesso di un supermarket che da extraterrestre di una galassia lontana. E aggiunse: “Prova tu a viaggiare per un milione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parsec" target="_blank">parsec</a> su una scomodissima nave a propulsione conica senza incontrare uno straccio di autogrill e mantenere un aspetto gradevole. Ho quattro braccia indolenzite e la fubosacca gonfia come una zampogna”<br />
“La fubo-che? No, non voglio saperlo. Ma che cosa vuoi da me?”<br />
“Tu sei lo scienziato che ha spiegato come i cerchi luminosi siano frutto di una deformazione termica di 6 mm su lastre di vetro generanti una lunghezza focale di oltre 40 metri?”<br />
“Sì, sono io&#8230;”</p>
<p>Il visitatore colpì Stefano al volto, allungando all’inverosimile le braccia e generando nello scienziato l’impressione di venire schiaffeggiato da sei bambini teppisti.<br />
“Ehi, sei impazzito?” Protestò il terrestre.<br />
“Da noi questo è segno di rispetto intellettuale e amicizia”<br />
“Chissà che fate quando vi odiate, allora”<br />
“Da noi non c’è odio, al limite un discreto starci sulla fubosacca”<br />
“Insomma perché sei qui?”<br />
“Tu sei convinto che la tua dimostrazione scientifica spieghi il fenomeno delle luci?”<br />
“No, ma l’ho anche detto: va verificata, ricontrollati i calcoli, ho detto che forse questo spiegherebbe quei cerchi luminosi”<br />
“Quindi è una normale ipotesi. E quegli accannati che sostengono si tratti di messaggi alieni, possono dimostrare la loro teoria?”<br />
“No, direi di no”<br />
“Quindi perché la tua ipotesi dovrebbe valere più della loro?”<br />
“Che diavolo c’entra? Io sono uno scienziato, applico le leggi fisiche, mica straparlo di leggende da film di quart’ordine&#8230;”</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5268 aligncenter" title="matrixscrollingcodebypehc1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/matrixscrollingcodebypehc1.jpg" alt="" width="500" height="250" /></p>
<p>Il cono colpì di nuovo lo scienziato.<br />
“Stai esagerando con queste dimostrazioni d’affetto”<br />
“No, questo era un ceffone terrestre, mi sto inserendo culturalmente nel contesto sociale”<br />
“Impari troppo in fretta per i miei gusti. Insomma, vuoi dire che quelle luci sono opera tua?”<br />
“Non proprio, è mia moglie che mi sta cercando”<br />
“Tutto l’universo è paese eh?”<br />
“Già. Vedi, voi siete una specie ancora molto involuta (e anche bruttarella, se mi permetti)” Una cucitura della palla da rugby si aprì in una sorta di sorriso. “Avete ancora molto da imparare, non potete limitarvi a considerare le vostre scoperte come il punto più alto della ricerca scientifica. Esistono strade diverse, alcune di quelle che avete preso sono sbagliate&#8230; insomma, non arrotolatevi sulla vostra presunzione”<br />
“Ma tu come fai a dire questo? A che livello evolutivo siete arrivati?”<br />
“Ah, noi abbiamo consapevolezza di tutto ciò che è conicamente conoscibile”<br />
“Ah ecco, appunto, come noi insomma. Se mi dai altri sei schiaffetti ti faccio in sezioni ellittiche!”</p>
<p>Il visitatore ritrasse i sei arti superiori e continuò.<br />
“Il messaggio che ti porto è di guardare oltre i vostri successi. Mantenere una mente aperta e possibilista. Non arroccatevi nelle vostre posizioni, reinventatevi, prendete esempio da Mike Bongiorno”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5269 aligncenter" title="mike_bongiorno___silvia_battisti" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/mike_bongiorno___silvia_battisti.jpg" alt="" width="120" height="120" /></p>
<p>“Prendete Mediaset?”<br />
“Solo col decoder”<br />
“Bene, farò tesoro dei tuoi consigli, te lo prometto”<br />
“Un’ultima cosa….importante. Se incontri un tronco di cono rosa di dodici metri… Tu non mi hai visto, mi raccomando: io mi beccherei un numero sbalorditivo di ceffoni, ma voi rischiate di essere decomposti con un peto”<br />
“Tranquillo, ti assicuro che rimuoverò questa esperienza dalla mia memoria”<br />
Il visitatore si allontanò con movimenti rapidi e ondivaghi.<br />
“Ehi” gridò Stefano. “Portati via il tuo dannato jo-jervolino”<br />
“Ah non è tuo?” Rispose l’alieno “io l’ho trovato lì quando sono arrivato” e sparve.</p>
<p>Lo scienziato considerò con perizia l’oggetto levitante, elaborò ipotesi e dimostrazioni. Poi prese una mazzetta da carpentiere, lo frantumò con un colpo scientificamente preciso e tornò a dormire.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Una Risata Sommergerà ogni Cosa che Sarà Sopravvissuta</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 12:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gunnar</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Media Mente Critica]]></category>

		<category><![CDATA[Strange Days]]></category>

		<category><![CDATA[filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[società-civile]]></category>

		<category><![CDATA[tolleranza]]></category>

		<category><![CDATA[verità]]></category>

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		<description><![CDATA[Se si sia in fase di involuzione culturale e in avvicinamento ad uno stato di &#8220;regime&#8221; è probabile. E in quest&#8217;ottica due cose occorre dirle. Vorrei farlo con gli occhi della persona anonima che ama guardarsi intorno e trarre delle conclusioni.
Poliziotti (vigili urbani si dirà a correttivo&#8230; ma sempre poliziotti sono, sbirri di quartiere, di prossimità o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se si sia in fase di involuzione culturale e in avvicinamento ad uno stato di &#8220;regime&#8221; è probabile. E in quest&#8217;ottica due cose occorre dirle. Vorrei farlo con gli occhi della persona anonima che ama guardarsi intorno e trarre delle conclusioni.<br />
Poliziotti (<em>vigili urbani si dirà a correttivo&#8230; ma sempre poliziotti sono, sbirri di quartiere, di prossimità o di come volete ma sempre sbirri&#8230;</em>) fermano un giovanotto e con qualche motivo. Lo picchiano. Gli spaccano un occhio e gli portano via la bicicletta.<br />
Il ragazzo finisce all&#8217;ospedale. La stampa ne viene a conoscenza attraverso &#8220;<a href="http://www.youtube.com/">youtube</a>&#8220;.<br />
Dopo che per un paio di giorni i giornali e la tv diffondono la notizia un testimone si fa vivo e racconta di aver visto tutto. A chi lo racconta? Alla magistratura? Certo che no. Lo racconta ad un cronista televisivo che fa un servizio in RAI.<br />
<img class="aligncenter" title="tv" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/television.jpg" alt="" width="500" height="543" /><br />
<span id="more-7884"></span><br />
Così accade che alla fine i poliziotti comunali escono malconci e si scatena un putiferio nell&#8217;opinione pubblica. I pro e i contro si sprecano. Come da sempre nel nostro Paese a memoria di storica faziosità di borgata. Ghibellini contro Guelfi, Bianchi contro Neri, quelli del piano di sopra contro quelli del piano di sotto, quelli della Destra contro quelli della Sinistra, quelli del &#8220;tanto peggio tanto meglio&#8221; contro quelli del &#8220;turiamoci il naso e andiamo a votare&#8230;&#8221; ecc.</p>
<p>Il dibattito è acceso e non lo si avverte tanto al bar o in piazza quanto sui canali di internet. Ne ho letti a dozzine.<br />
I pro-poliziotti dicono in sostanza<em>: &#8220;hanno fatto bene, perché vengono da noi a rubare a spacciare e a prostituirsi. Uno più o uno meno non fa differenza&#8230; perché vengono qui a rubare il lavoro agli italiani e non vanno altrove? Perché da noi si sta meglio e si è più permissivi e quindi si può delinquere meglio&#8230;&#8221;</em> Poco ci manca, ma proprio poco, che si dica che puzzano, che sono infetti e che debbano essere confinati in attesa dei forni di nuova generazione, meglio noti come <em>termovalorizzatori</em>.</p>
<p><img class="aligncenter" title="manganelli" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/22580.jpg" alt="" width="280" height="300" /></p>
<p>I contro invece dicono che la polizia è sempre la polizia e che sono dei falliti che non sanno fare il loro lavoro, che sono dei disgraziati che agiscono sempre in favore del potere, che fanno male il loro mestiere perché sono impreparati, incapaci e in mano a sindaci reazionari. Che agiscono in modo sconsiderato perché hanno paura come tutti e che questa paura è sempre più alimentata da un&#8217;informazione indegnamente appiattita sulle posizioni della destra reazionaria e retriva. Dicono anche che questo governo cavalca la tigre della paura per delimitare il contenuto della propria azione, per definire meglio la propria vocazione e per tutelare gli interessi di elettori stupidi che non sanno quello che hanno votato o se lo sanno sono conniventi e responsabili quanto il governo stesso. Dicono che non c&#8217;è più la cultura della tolleranza, della partecipazione e della conoscenza. Dicono che la mano pesante è solo l&#8217;anticamera del rientro dalla finestra di un fascismo espulso dalla porta più di mezzo secolo fa.</p>
<p><img class="aligncenter" title="fascismo moderno" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/berluska_bush_big.jpg" alt="" width="435" height="326" /></p>
<p>Chi ha ragione? E c&#8217;è davvero una ragione da qualche parte? Oppure ci sono molti torti e nessuno in grado di aggiustarli?<br />
Nel mezzo si cerca la verità. In realtà un luogo di mezzo non esiste. E neppure una verità che sia appena accettabile dalla ragione oltre che dalla storia.<br />
Forse esisterà una verità storica tra un secolo o più. Forse qualche attento studioso del futuro, affrancato dalle ideologie e libero dalla faziosità generata dall&#8217;emozione del quotidiano riuscirà ad osservare le cose nella sua cruda e semplicissima oggettività. Forse tutto ciò genererà una qualche spiegazione utile ai nostri pronipoti.<br />
Forse.</p>
<p><img class="aligncenter" title="time will tell" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/sveglia.jpg" alt="" width="500" height="500" /></p>
<p>Ma adesso cosa pensare? Da persona qualunque un pensiero chiaro è difficile.</p>
<p>La paura è un fattore irrazionale, incontrollabile e più gente intorno ha paura e più l&#8217;irrazionalità prende il sopravvento. Si vorrebbe rimanere immuni dall&#8217;irrazionalità e invece ci si sente invischiare di continuo dai gesti e dalle parole di quanti ci circondano, da coloro che si ritengono in grado di dare spiegazioni dotte, da coloro che parlano in tv, sui giornali e nei blog di mezza penisola.<br />
Eppure alcune cose le vediamo tutti i giorni e a tutte le ore.<br />
Vediamo negli uffici postali persone che spediscono lettere in paesi lontani, vediamo nei supermercati persone che acquistano prodotti che non conoscono, persone che hanno occhi e sguardi timidi e smarriti. Vediamo persone di ogni colore e di ogni cultura che aumentano intorno a noi, che leggono giornali mai visti prima. Li sentiamo parlare tra loro a volte furtivamente e non certo per preparare attentati ma solo per evitare di infastidire gli italiani che chissà cosa poi si metteranno a pensare&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter" title="babele" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/babele.jpg" alt="" width="300" height="263" /></p>
<p>Vediamo mamme in &#8220;chador&#8221; che accompagnano i propri figli e le proprie figlie a scuola. E a loro il velo non lo mettono. Le vediamo lasciare i figli e voltarsi per andar via subito tanto nessuno rivolgerà loro la parola. Diffidenza? Paura? Disinteresse? Tutto insieme?<br />
Vediamo giovani ispanici con la bottiglia di birra in mano già al mattino mentre stanno andando in un cantiere a prestare opera di lavoro per quattro soldi.<br />
Vediamo giovani donne orientali (cinesi?, giapponesi?, coreane? nepalesi?&#8230;chissà) che si vestono all&#8217;occidentale, che frequentano le scuole, che vanno a ballare e che stanno in groppa ai motorini come ragazzi italiani, magari ostentando la stessa sicurezza e la stessa strafottenza. Ma si capisce che è una forma di mimetismo da autodifesa.</p>
<p><img class="aligncenter" title="racist" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/racism1.jpg" alt="" width="500" height="345" /></p>
<p>Ma poi esiste la dimensione critica di chi sta dentro alcune realtà e allora altre cose si vedono con luce diversa. E si vedono le cose. Se le si vuole vedere.<br />
Vediamo i poliziotti che girano per le nostre strade. Quelli del ministero dell&#8217;Interno, che sono i più addestrati, nelle loro pattuglie azzurre, che vivono la paura come un riflesso delle parole sentite in famiglia e sostengono il loro lavoro come una missione voluta dal ministro. Spesso si sentono come i soli argini al dilagare della violenza. Ma si capisce che la loro è una posizione da sostenere più che una cosa da vivere. Sono i primi a rendersi conto che trent&#8217;anni fa c&#8217;era molta più criminalità per le vie e che adesso si tratta di atti perpetrati da balordi e da sconfitti. Essi sanno benissimo che i veri criminali non stanno per strada. Ma non possono dirlo e, a volte neppure pensarlo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="police" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dM-class-action-3-060208.jpg" alt="" width="500" height="347" /></p>
<p>Essi sanno che i veri &#8220;cattivi&#8221; non sono i venditori ambulanti abusivi,i ragazzini di colore senza fissa dimora e i clandestini che rubano perché sono solo dei senza casa che fanno la fame. Ma non ci possono fare molto. Eseguire e procedere. Oppure cambiare lavoro.<br />
I vigili di quartiere? I vigili urbani, cioè quelli che adesso si chiamano Polizia Locale?<br />
Fanno quello che facevano prima solo che lo fanno peggio e non sanno perché. O forse lo sanno. Sanno per esempio che il loro sindaco (che in realtà è il loro vero comandante) decide l&#8217;ordine di servizio e lo passa al loro comandante. E questi esegue. Non può fare altro. Oppure può cambiare mestiere. Se gli va bene può cambiare amministrazione (e sindaco). Almeno fino a quando non cambia il sindaco e deve ricominciare a difendersi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="polizia" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/manganello.JPG" alt="" width="320" height="194" /></p>
<p>I vigili non sanno fare i poliziotti ma la loro amministrazione si ingegna a far credere loro che possono farlo. E giù con corsi di formazione (pagati dalle Regioni), perché imparino le tecniche di intervento più moderne: in realtà non imparano niente nei corsi di formazione, ma si rendono conto di non essere all&#8217;altezza della situazione e la loro naturale voglia di autoconservarsi passa attraverso il convincimento di potercela fare. Basta fare come fanno i colleghi bravi. E soprattutto basta fare come la gente chiede che si faccia.<br />
Ma loro non sanno cosa chiede la gente se non quello che la gente dice di volere: E la gente dice di volere ciò che il sistema induce a chiedere. E&#8217; un processo circolare che si autoalimenta.</p>
<p><img class="aligncenter" title="violenza" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/franca2.jpg" alt="" width="500" height="334" /></p>
<p>Ma qualcuno ha mai visto un vigile andare a sfondare una porta per impedire al marito stronzo di ammazzare di botte la figlia o la moglie? Eppure le violenze contro le donne all&#8217;ottantasette per cento avvengono dentro casa. Avete mai visto un vigile andare a prendere un minore a casa o al lavoro mentre dovrebbe essere a scuola? O lo avete mai visto denunciare un datore di lavoro per sfruttamento di lavoro minorile o per sfruttamento di manodopera clandestina?<br />
Questo non lo fanno, forse perché non sono capaci. Ma più probabilmente perché sanno che si metterebbero contro il proprio sindaco, il proprio comando o addirittura certa opinione pubblica pronta a rimarcare l&#8217;inopportunità di scoperchiare certe realtà. <em>&#8220;&#8230; Eppoi con tutti gli extracomunitari che ci sono in giro proprio nel cantiere del Brambilla doveva andare?&#8221;<br />
Voci, suggerimenti, stranezze di un mondo incontrollabile.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="bird" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-non-voto-00.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p>Il più grande torto alla ragione lo perpetra chi vuole agire per i propri scopi disinteressandosi della realtà delle cose. Chi si prende cura dei propri interessi e trascura volutamente tutti gli altri, chi si attacca al velo per distrarre le persone dalla merda che dilaga ovunque. Chi incita all&#8217;odio nel modo più spudorato pur senza averne né motivo né interesse.</p>
<p>Chi dileggia ogni tentativo di composta tolleranza, chi parla a vanvera, chi parla senza sapere quello che dice, chi governa senza saper governare, chi uccide il tempo della vita sotto valanghe di polemiche senza costrutto. Che la destra sia reazionaria per sua natura non è un fatto discutibile. Che questo modo di essere sia sua connaturata essenza è un elemento essenziale per capirne le scelte. Ma essere semplicemente reazionari non vuol dire per forza essere stupidi. Nè ignoranti. E quello che si vede è proprio tanta stupidità e tanta ignoranza. Talvolta la si vede anche a sinistra.<br />
Sopra ogni cosa l&#8217;ignoranza che avanza a grandi passi, l&#8217;involuzione della ragione e dell&#8217;intelletto. Il senso della misura ridotto a uno spasimo, il disincanto della conoscenza annullato dall&#8217;incertezza e  all&#8217;inquietudine.<br />
Una risata forse sommergerà tutto. Ma fino a quel momento molte lacrime saranno versate, molte vite saranno distrutte e saranno tutte innocenti</p>
<p><em>Un saluto a tutti i critici che hanno una mente.</em></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/pixotropic/" target="_blank"></a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Caodaismo, Religione per Tutti i Gusti</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/esterno-caodaismo/oltre-il-confine/alessio-in-asia/4217/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 11:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Oltre il Confine]]></category>

		<category><![CDATA[Strange Days]]></category>

		<category><![CDATA[amore]]></category>

		<category><![CDATA[Caodaismo]]></category>

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		<category><![CDATA[stati-uniti]]></category>

		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>

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		<description><![CDATA[La religione Cao Dai si definisce:
una fede universale fondata sul principio che tutte le religioni hanno la stessa origine divina, che è Dio, o Allah, o il Tao, o il Niente, tutte hanno la stessa etica basata su Amore e Giustizia, e tutte sono solo diverse manifestazioni della Verità.
E afferma che:
Dio e gli esseri umani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://www.caodai.org/pages/?pageID=1" target="_blank">religione Cao Dai</a> si definisce:</p>
<blockquote><p>una fede universale fondata sul principio che tutte le religioni hanno la stessa origine divina, che è Dio, o Allah, o il Tao, o il Niente, tutte hanno la stessa etica basata su Amore e Giustizia, e tutte sono solo diverse manifestazioni della Verità.</p></blockquote>
<p>E afferma che:</p>
<blockquote><p>Dio e gli esseri umani sono un uno.</p>
<p>Gli esseri umani dovranno osservare Amore e Giustizia allo scopo di essere uniti a Dio.</p></blockquote>
<h3 style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4333 aligncenter" title="occhio01" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/occhio01.jpg" alt="" width="500" height="375" /></h3>
<blockquote><p><span id="more-4217"></span></p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong>Storia</strong></p>
<p>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caodaismo" target="_blank">Caodaismo</a>, o Cao Đài (nome ufficiale: “Chiesa della Terza Rivelazione“), è una religione fondata ufficialmente nel 1926 presso la citta’ di Tay Ninh, nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vietnam" target="_blank">Vietnam</a> meridionale, a poca distanza dal confine con la Cambogia e a un centinaio di chilometri da quella che allora era Saigon e oggi è la città di Ho Chi Minh. Il fondatore fu Ngo Van Chieu, spiritista e uomo colto in filosofie e religioni occidentali e orientali che lavorava per l’amministrazione coloniale francese.</p>
<p>In pochi anni la nuova chiesa attrasse un numero impressionante di fedeli ed iniziò ad amministrare la provincia di Tay Ninh quasi in modo indipendente, come un vero e proprio stato feudale. Negli anni cinquanta quasi un vietnamita su 8 era di religione Cao Dai.<br />
Durante la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Vietnam" target="_blank">guerra americana</a> i caodaisti non appoggiarono né i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Viet_cong" target="_blank">Viet Cong</a> né la stato fantoccio washingtoniano del Vietnam del sud. Per questo dopo la vittoria comunista e la riunificazione tutti i beni della chiesa Cao Dai vennero sequestrati, per essere però poi restituiti un decennio dopo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La religione Cao Dai</strong></p>
<p>E’ una religione monoteista, cioe’ i caodaisti credono in un unico Dio, il quale avrebbe fondato le principali religioni del mondo: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buddhismo" target="_blank">Bhuddismo</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taoismo" target="_blank">Taoismo</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Confucianesimo" target="_blank">Confucianesimo</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo" target="_blank">Cristianesimo</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Islam" target="_blank">Islam</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Induismo" target="_blank">Induismo</a>. Nonostante il monoteismo, la religione Caodaista incorpora il principio dualista dello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yin_e_yang" target="_blank">Yin e Yang</a>.</p>
<p>I fondatori del culto Cao Dai sostenevano di avere ricevuto, nel corso di una seduta spiritica, una rivelazione da Dio, il quale ordinò loro di creare una nuova religione sincretica mescolando vari elementi di dottrine religiose e filosofiche sia orientali che occidentali. Il Caodaismo è perciò un tentativo di creare la religione ideale attraverso la fusione delle filosofie religiose e secolari di Occidente e Oriente, tra le quali anche l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Animismo" target="_blank">Animismo</a>, che forse è sempre rimasta l’unica vera religione vietnamita, e l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umanesimo" target="_blank">Umanesimo</a>.</p>
<p>La dottrina religiosa deriva in gran parte dal Buddhismo Mahayana (o Grande Carro, maggioritario in Cina e Vietnam) e in parte minore da elementi Taoisti e Confuciani. Se l’obiettivo immediato della dottrina Caodaista è quello di fare degli uomini dei buoni cittadini (Amore e Giustizia), il fine ultimo, come nel Buddismo, è quello di liberarsi dal ciclo delle reincarnazioni e di confluire definitivamente in Dio. La &#8216;liberazione&#8217; può essere ottenuta solo astenendosi da determinati comportamenti. Le principali regole da seguire sono:</p>
<ul>
<li>non uccidere;</li>
<li>non mentire;</li>
<li>non rubare;</li>
<li>non abbandonarsi al lusso;</li>
<li>non abbandonarsi ai piaceri carnali.</li>
</ul>
<p>La pratica religiosa caodaista si fonda inoltre su:</p>
<ul>
<li>Vegetarianesimo (per accumulare un buon <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Karma" target="_blank">Karma</a>);</li>
<li>preghiere (per onorare Dio);</li>
<li>culto degli antenati (fenomeno religioso di grandissima importanza per I vietnamiti di qualunque credenza religiosa);</li>
<li>non-violenza (anche se in passato la chiesa Cao Dai aveva delle proprie milizie armate private che hanno svolto un ruolo nelle varie guerre civili indocinesi);</li>
<li>meditazione (per coltivare il proprio Se);</li>
<li>celibato per i monaci.</li>
</ul>
<p>Nel caodaismo sono presenti vari &#8217;santi&#8217; o &#8217;spiriti guida&#8217;, o manifestazioni del divino. I medium possono entrare in contatto con i loro spiriti durante sedute spiritiche. I più importanti spiriti guida sono <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Krisna" target="_blank">Krisna</a>, Mosè, Bhudda, Confucio, Gesù, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Laozi" target="_blank">Laozi</a>, Maometto, Sant’Antonio, Giovanna d’Arco, Victor Hugo, Shakespeare, Lenin, Napoleone, Cartesio, Li Tai Pe, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sun_Yat-sen" target="_blank">Sun Yat Sen</a> e il poeta vietnamita Nguyen Binh Khiem.<br />
Lo spirito contattato più frequentemente è il francese Victor Hugo. Shakespeare non chiama più dal 1935 e anche Lenin non si fa sentire da un po’ di tempo.</p>
<p>Dio è rappresentato da un occhio divino molto simile all’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Occhio_di_Ra" target="_blank">Occhio di Ra</a>, a quello massonico o a quello <a title="In basso a sinistra." href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fa/OneUSD_both_sides.png" target="_blank">stampato sui dollari statunitensi</a>. Più precisamente, Dio è l’occhio sinistro, perché lo Yang è il lato sinistro e Dio è Signore dello Yang.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4334 aligncenter" title="occhio02" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/occhio02.jpg" alt="" width="375" height="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Origine di Dio e dell’Universo</strong></p>
<p>Prima ancora dell’esistenza di Dio c’era il Tao (il Principio), una Fonte eterna, immutabile e informe, ripresa dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tao_Te_Ching" target="_blank">Tao Te Ching</a>, un testo classico cinese. Poi c’è stato un Big Bang, dal quale è nato Dio. Questi forma poi lo Yin (il principio negativo, femminile) e lo Yang (il principio positivo, maschile). Dio prende il controllo dello Yang e forma una Divinità che prende il possesso dello Yin. Questa Divinità diventa letteralmente la madre di una miriade di cose nell’Universo. Per questo i caodaisti non venerano solo il Dio Padre, ma anche questa Divinità Madre, chiamata spesso Madre Buddha. Attenzione però, questa Divinità, chiamata Madre Buddha, è considerata anch’essa una divinità maschile (!), e, anche se presidia lo Yin, appartiene allo Yang.</p>
<p>Inoltre, ci sono 36 livelli di cieli e 72 pianeti che ospitano vita intelligente. Il pianeta numero uno è il più vicino al Paradiso, mentre il numero settantadue è il più lontano. Purtroppo, la nostra Terra è solo sessantottesima. Piena zona retrocessione. Vicinissima all’Inferno.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Organizzazione della Chiesa Caodaista</strong></p>
<p>Il caodaismo presenta un’organizzazione sacerdotale simile a quella della Chiesa Cattolica, con un papa, cardinali, vescovi, preti e, caso questo più unico che raro tra le fedi che hanno in qualche modo un legame con la Bibbia, i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Medium" target="_blank">medium</a>. Alle donne è permesso di raggiungere la carica di cardinale. Meglio di molte altre religioni, si accontentino. I seguaci credono che la dottrina, il simbolismo e l’organizzazione del caodaismo siano stati comunicati direttamente da Dio. Attualmente i seguaci del caodaismo in Vietnam, stanziati  in grande maggioranza nel sud e nel centro del paese, sono almeno tre milioni, forse addirittura più del doppio, visto che non è facile citare le statistiche in un paese in cui molte persone sono capaci di frequentare un giorno la pagoda, un giorno la chiesa e un giorno il tempio Cao Dai con la stessa disinvoltura con cui un occidentale cambierebbe la pizzeria ogni sabato sera.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4335 aligncenter" title="cao-dai-temple1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/cao-dai-temple1.jpg" alt="" width="498" height="583" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Tempio Cao Dai di Tay Ninh</strong></p>
<p>La città di Tay Ninh è la Roma della religione Cao Dai, e il Tempio dell’Occhio Sacro è la sua San Pietro. Il tempio da lontano sembra una cattedrale cattolica, con due campanili altissimi e un gigantesco Occhio Divino in mezzo. Avvicinandosi si inizia ad essere quasi disturbati dai colori, un misto di rosa e giallo risplendenti al sole, che uniti allo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rococ%C3%B2" target="_blank">stile rococò</a> cozzano in un kitsch tipicamente asiatico, e si inizia ad avere l’impressione di trovarsi piuttosto di fronte a una pagoda cinese. L’interno non delude, con profeti, colonne, ori, draghi, fiori e altre bizzarrie.</p>
<p>Non c’è bisogno di una laurea in architettura per pensare che questo miscuglio unico di stili, colori e icone provenienti da Europa e Medio ed Estremo Oriente, se va apprezzato per il coraggioso sforzo &#8216;ecumenista&#8217;, non può che partorire uno stile forse più adatto ad un parco giochi che a un luogo di culto. E forse questa religione poteva nascere solo qui, in Vietnam, dove da sempre ogni nuova credenza, filosofia, religione o ideologia è stata accolta senza veramente rinnegare quelle precedenti.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Curiosità</strong></p>
<p>Il carattere militante della chiesa, sottolineato in passato dalla presenza di una milizia privata, insieme all’atmosfera di mistero dovuta alla presenza dell’elemento spiritico, ha ispirato anche alcune opere di fantasia, quali la novella di fantascienza degli anni ‘60 <em>Le navi di Pavlov </em>di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frederik_Pohl" target="_blank">F. Pohl</a> ed il celeberrimo romanzo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Un_americano_tranquillo_%28romanzo%29" target="_blank"><em>Un americano tranquillo</em></a> di Graham Greene, da cui fu tratto il celebre film con Giorgia Moll, oggetto di un recente remake. Nel romanzo di Greene, che a dire la verità per un periodo aveva pensato di convertirsi a questa religione, il giornalista inglese che si reca a Tay Ninh per intervistare il capo delle milizie caodaiste rischia di fare una brutta fine. Nella novella di Pohl invece la Chiesa Caodai è identificata come il nemico con cui si deve confrontare la civiltà occidentale dopo la caduta del comunismo e lo scontro è causato da un complotto di alieni. Insomma, in entrambi i racconti la Chiesa Cao Dai non ha un ruolo troppo positivo.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Classi Ponte: Facciamoci Prendere per il Culo ma&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 11:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doxaliber</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
&#8230;. serenamente, pacatamente e soprattutto confusamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8328" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/tetto_scuole_evidenziato.jpg"><img class="size-medium wp-image-8328" title="tetto_scuole_evidenziato" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/tetto_scuole_evidenziato-300x235.jpg" alt="PD, tetto nelle scuole per gli immigrati" width="300" height="235" /></a><p class="wp-caption-text">PD, tetto nelle scuole per gli immigrati. Clicca per ingrandire</p></div>
<p>&#8230;. <a title="Classi ponte per stranieri, il Pd insorge" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200810articoli/37346girata.asp">serenamente</a>, <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=32899&amp;sez=HOME_SCUOLA">pacatamente</a> e soprattutto <a href="http://www.magdanegri.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=741&amp;Itemid=63">confusamente</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Toponomastica Fantastica: Revisionismi</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/toponomastica-fantastica-revisionismi/storia-e-memoria/diabolicomarco/8045/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 11:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diabolicomarco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

		<category><![CDATA[Strange Days]]></category>

		<category><![CDATA[Almirante]]></category>

		<category><![CDATA[america]]></category>

		<category><![CDATA[Colombo]]></category>

		<category><![CDATA[fascismo]]></category>

		<category><![CDATA[fini]]></category>

		<category><![CDATA[toponomastica]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa mi sono ritrovato a perdere tempo in piazzale 12 Ottobre 1492, a Roma. Ero arrivato in anticipo ad un appuntamento con il mio dentista. Avevo un dente rotto che mi faceva patire le pene dell&#8217;inferno e in più la febbre alta, ero quindi di pessimo umore. Mi sono messo a fantasticare sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa mi sono ritrovato a perdere tempo in piazzale 12 Ottobre 1492, a Roma. Ero arrivato in anticipo ad un appuntamento con il mio dentista. Avevo un dente rotto che mi faceva patire le pene dell&#8217;inferno e in più la febbre alta, ero quindi di pessimo umore. Mi sono messo a fantasticare sulla toponomastica romana, sempre ricca di spunti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8058" title="caravelle" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/caravelle.jpg" alt="" width="500" height="243" /></p>
<p><span id="more-8045"></span></p>
<p><em>L&#8217;uovo di Colombo</em></p>
<p><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Piazzale+12+Ottobre+1492,+00154+Roma+Roma,+Lazio,+Italia&amp;sll=42.515892,14.139061&amp;sspn=0.10831,0.21904&amp;ie=UTF8&amp;cd=1&amp;geocode=FfXjfgId5ou-AA&amp;ll=41.871318,12.4874&amp;spn=0.003611,0.010922&amp;t=h&amp;z=17&amp;iwloc=addr" target="_blank">Piazzale 12 Ottobre 1492</a>, data storica, la data della scoperta dell&#8217;America.  Con la toponomastica si può ripercorrere la storia. C&#8217;è  <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Via+20+Settembre,+60,+00187+Roma+Roma,+Lazio,+Italia+porta+pia&amp;sll=41.909192,12.501342&amp;sspn=0.000902,0.001711&amp;ie=UTF8&amp;ll=41.909368,12.501253&amp;spn=0.000902,0.001711&amp;t=h&amp;z=19&amp;iwloc=addr" target="_blank">via XX settembre</a> che passando per Porta Pia sfocia in Corso d&#8217;Italia. Un bignami per <a href="http://www.mentecritica.net/esterno-vestivamo-alla-zuava/storia-e-memoria/lameduck/7280/">un pezzo di storia che si vuole revisionare</a>.</p>
<p>C&#8217;è revisionismo e revisionismo. Io quella data non la celebrerei. Qui c&#8217;è Colombo che <a href="http://maps.google.it/maps?q=palos&amp;ie=UTF-8&amp;oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;sa=N&amp;tab=wl" target="_blank">Via Palos</a> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palos_de_la_Frontera" target="_blank">de La Frontera</a>) arriva, nella fatidica data, a &#8220;scoprire l&#8217;America&#8221;. Che cosa vuol dire &#8220;scoperta dell&#8217;America&#8221;? Come se l&#8217;America non fosse sempre esistita, come se fino a quando non siamo arrivati Noi non ci fosse nulla. Siamo stati Noi, Noi Europei ma soprattutto noi Italiani, che per mezzo dei nostri concittadini santi-poeti-navigatori abbiamo &#8220;creato&#8221; l&#8217;America. Con Colombo (per gli amici <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Crist%C3%B3bal_Col%C3%B3n" target="_blank">Cristóbal Colón</a>) che l&#8217;ha &#8220;trovata&#8221; e Amerigo Vespucci che gli ha dato il nome. Continuiamo pure ad illuderci. La vera mappa del mondo è la seguente:</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-8052" title="world-map" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/world-map-300x179.gif" alt="" width="300" height="179" /></p>
<p>Pensavo fosse un mio vaneggiamento, invece <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scoperta_dell%27America" target="_blank">leggo</a> che l&#8217;espressione &#8220;Scoperta delle Americhe&#8221;</p>
<blockquote><p>utilizzata fino a poco tempo fa per designare il fenomeno della colonizzazione europea delle Americhe, non viene più utilizzata, in quanto considerata portatrice di un punto di vista nettamente eurocentrico, oltre ad essere probabilmente inesatta: la vera scoperta fu effettuata dalle prime popolazioni che arrivarono a piedi durante l&#8217;ultima <a title="Glaciazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Glaciazione">glaciazione</a> passando sopra all&#8217;attuale <a title="Stretto di Bering" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stretto_di_Bering">Stretto di Bering</a>. Molto probabilmente però ci furono altri esploratori partiti dall&#8217;<a title="Europa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Europa">Europa</a> e che navigarono fino al nuovo continente; i primi a giungervi furono, secondo tale tesi, i <a title="Vichinghi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vichinghi">vichinghi</a> (<a class="mw-redirect" title="Leif Ericsson" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leif_Ericsson">Leif Ericsson</a>, figlio del proscritto Eirik Raude), giunti intorno all&#8217;anno <a title="1000" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1000">1000</a> a <a title="Terranova" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terranova">Terranova</a>, nell&#8217;odierno <a title="Canada" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Canada">Canada</a>, che venne chiamata <a class="mw-redirect" title="Vinlandia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vinlandia">Vinlandia</a> (dall&#8217;antico <a title="Lingua norvegese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_norvegese">norvegese</a> <em>vin</em>, pianura e <em>land</em>, terra). Per questi motivi si preferisce parlare quindi di &#8220;conquista delle Americhe&#8221;, ponendo così l&#8217;accento sulle violenze commesse dai <em><a title="Conquistadores" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conquistadores">Conquistadores</a></em> nel cosiddetto &#8220;Nuovo mondo&#8221; e soprattutto dai coloni inglesi in <a class="mw-redirect" title="America Settentrionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/America_Settentrionale">America Settentrionale</a>, che hanno portato i nativi a vivere in <a title="Riserva indigena" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_indigena">riserve</a>.</p></blockquote>
<p><em>Air Terminator</em></p>
<p>Sullo sfondo troneggia l&#8217;Air Terminal Ostiense. Un monumento allo spreco di denaro pubblico nato per i mondiali di calcio del 1990 con lo scopo di collegare la città con l&#8217;aeroporto di Fiumicino ma che da subito fu fallimentare. <a href="http://www.spreconi.it/2007/06/quindici_miliar.html" target="_blank">Più di un anno fa si dava per spacciato</a>, invece sta ancora lì, <a href="http://degradodiroma.wordpress.com/2008/05/27/ultima-fermata-air-terminal-ostiense/" target="_blank">nel degrado di sempre</a>. (un riassunto storia dell&#8217;Air Terminal la trovi <a href="http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&amp;id_articolo=4466" target="_blank">qui</a>, i futuro sulla carta è invece <a href="http://www.urbanistica.comune.roma.it/urbaroma/pages/it/citta_nuova/ris_riq_periferie/lottizzazioni/capitan_bavastro/;jsessionid=0270615E7E0A471B510A6FE58E27A724.cms01" target="_blank">qui</a>). Come per la &#8220;scoperta dell&#8217;America&#8221; ci hanno spacciato per bene pubblico quello che invece è stato solo ed esclusivamente un vantaggio degli investitori.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-8051" title="air-terminal-ostiense" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/air-terminal-ostiense-300x147.jpg" alt="" width="300" height="147" /></p>
<p><em>Piazzale Almirante? </em></p>
<p>Nella vicina stazione Ostiense avevo appena letto un volantino incollato su una parete che, anche se quasi illeggibile perché mezzo scrostato dal tempo e dalle intemperie, inneggiava alla protesta per la possibile intitolazione di una via a Giorgio Almirante. Se piazza 12 ottobre 1492 diventasse Piazzale Giorgio Almirante? Basterebbe invertire due numeri per ottenere la data 1942 quando Almirante scriveva frasi giudicate &#8220;vergognose&#8221; anche da <a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_28/almirante_fini_razzismo_8c4ab1ca-2c8d-11dd-8f6e-00144f02aabc.shtml" target="_blank">un revisionato come Gianfranco Fini</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8053" title="almirante_giorgio6l3ikz" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/almirante_giorgio6l3ikz.jpg" alt="" /></p>
<p>L&#8217;ANPI scrive ad Alemanno per <a href="http://www.anpi.it/dichiarazioni/rm_via_almirante.htm" target="_blank">dire no ad una &#8220;via Giorgio Almirante&#8221;</a>. Con stupore scopro che almeno in 10 comuni esiste già:</p>
<ul>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+87028+Praia+a+Mare+Cosenza,+Calabria,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=1&amp;geocode=FY51YAId5g_xAA&amp;ll=39.87676,15.798254&amp;spn=0.007443,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Praia a Mare</a> (CS),</li>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+74012+Crispiano+Taranto,+Puglia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=2&amp;geocode=FQJzawId9isHAQ&amp;ll=40.597759,17.247205&amp;spn=0.014729,0.02738&amp;t=h&amp;z=15&amp;iwloc=addr" target="_blank">Crispiano </a>(TA),</li>
<li> <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+71016+San+Severo+Foggia,+Puglia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=3&amp;geocode=FRNDfAIdMZLqAA&amp;ll=41.698824,15.372856&amp;spn=0.007242,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">San Severo</a> (FG),</li>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+84096+Montecorvino+Rovella+Salerno,+Campania,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=5&amp;geocode=FT_nbAIdgYLkAA&amp;ll=40.692288,14.97561&amp;spn=0.007354,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Montecorvino Rovella</a> (SA),</li>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+70010+Locorotondo+Bari,+Puglia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=7&amp;geocode=FZ_obQIdxFgIAQ&amp;ll=40.758164,17.324238&amp;spn=0.007347,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Locorotondo </a>(BA),</li>
<li><span><span><span dir="ltr"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+95030+Tremestieri+Etneo+Catania,+Sicilia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=8&amp;geocode=FbLRPAIdVWDmAA&amp;ll=37.541072,15.09794&amp;spn=0.00769,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Tremestieri Etneo</a> (CT)</span></span></span>,</li>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+93018+Santa+Caterina+Villarmosa+Caltanissetta,+Sicilia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=9&amp;geocode=FQydPQIdbTPWAA&amp;ll=37.593135,14.037867&amp;spn=0.007685,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Santa Caterina Villarmosa</a> (CL).</li>
</ul>
<p>Non solo piccoli comuni, ci sono anche tre capoluoghi di provincia:</p>
<ul>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+97100+Ragusa+Ragusa,+Sicilia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=6&amp;geocode=FexsMwId01TgAA&amp;ll=36.925452,14.701788&amp;spn=0.007753,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Ragusa</a>,</li>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+71100+Foggia+Foggia,+Puglia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=4&amp;geocode=FexIeAIdAXHtAA&amp;ll=41.438174,15.560954&amp;spn=0.007271,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Foggia</a></li>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+73100+Lecce+Lecce,+Puglia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=10&amp;geocode=FXjQZwIdr68VAQ&amp;ll=40.358776,18.198445&amp;spn=0.007391,0.01369&amp;t=h&amp;z=16" target="_blank">Lecce</a>.</li>
</ul>
<p>Tutti comuni de Sud. Ma, oltre a Roma, ci sono altri comuni del centro come <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Montesilvano+PE&amp;ie=UTF8&amp;ll=42.515892,14.139061&amp;spn=0.10831,0.21904&amp;t=h&amp;z=12&amp;iwloc=addr" target="_blank">Montesilvano</a> (PE) che  <a href="http://ilcentro.repubblica.it/dettaglio/Via-Almirante-la-giunta-approva/1523934?edizione=EdRegionale" target="_blank">si apprestano a farlo</a>. Prima o poi l&#8217;Italia si farà.</p>
<p>Resto ancora più sbigottito <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/28/il-no-degli-ebrei-romani-via-almirante.html" target="_blank">leggendo che</a> <em>Donna Assunta ringrazia Alemanno ma ricorda che «Almirante ha già 260 strade, che sono sufficienti»</em></p>
<p>Duecentosessanta?</p>
<p><em>Rivoluzione (toponomastica) d&#8217;Ottobre</em></p>
<p>Ho letto su alcuni blog di destra che avere una via intitolata ad Almirante andrebbe a bilanciare la sovietica &#8220;<a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Via+Lenin,+00149+Roma&amp;sll=41.870583,12.49168&amp;sspn=0.003611,0.006845&amp;ie=UTF8&amp;ll=41.850303,12.447875&amp;spn=0.007225,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Via Lenin</a>&#8220;. Come dire <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Stalin,+92015+Raffadali+Agrigento,+Sicilia,+Italia&amp;sll=41.850303,12.447875&amp;sspn=0.007225,0.01369&amp;ie=UTF8&amp;cd=1&amp;geocode=FSDQOgIdK3rOAA&amp;ll=37.409608,13.531702&amp;spn=0.007704,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Via Stalin</a> equilibrata da <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Piazzale+12+Ottobre+1492,+00154+Roma+Roma,+Lazio,+Italia&amp;sll=42.515892,14.139061&amp;sspn=0.10831,0.21904&amp;ie=UTF8&amp;cd=1&amp;geocode=FfXjfgId5ou-AA&amp;ll=41.871318,12.4874&amp;spn=0.003611,0.010922&amp;t=h&amp;z=17&amp;iwloc=addr" target="_blank">Via Benito Mussolini</a>, e via bilanciando. Esagerati. Non c&#8217;è mica la toponomastica degli Offlaga Disco Pax!</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/toponomastica-fantastica-revisionismi/storia-e-memoria/diabolicomarco/8045/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a><br />
Forse hanno fatto  bene gli &#8220;<a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Manhattan,+New+York,+Stati+Uniti+d%27America&amp;ie=UTF8&amp;ll=40.750654,-73.987985&amp;spn=0.007347,0.01369&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">scoperti</a>&#8221; a chiamare le loro strade con un numero, e non un nome. Viva Manhattan, viva l&#8217;America.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Partita della Vita: da Socrates a Socrate</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/arte-cruman-la-partita-della-vita-da-socrates-a-socrate/late-night-show/cruman/1409/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 09:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cruman</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Late Night Show]]></category>

		<category><![CDATA[Leggere]]></category>

		<category><![CDATA[Strange Days]]></category>

		<category><![CDATA[Tempo di Relax]]></category>

		<category><![CDATA[Veri Uomini]]></category>

		<category><![CDATA[calcio]]></category>

		<category><![CDATA[filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[socrate]]></category>

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		<description><![CDATA[È un anno che noi non vedremo mai, almeno non senza aver trovato dove si compilano i moduli per la reincarnazione. È un tempo lontano nel futuro e l&#8217;uomo sopravvive, nonostante l&#8217;uomo.
Sopravvive, ma non serve più a granché.
A onor dell&#8217;abbastanza vero, va detto che un&#8217;evoluzione c&#8217;è stata ed anche di una certa consistenza. Gli atleti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un anno che noi non vedremo mai, almeno non senza aver trovato dove si compilano i moduli per la reincarnazione. È un tempo lontano nel futuro e l&#8217;uomo sopravvive, nonostante l&#8217;uomo.</p>
<p>Sopravvive, ma non serve più a granché.</p>
<p>A onor dell&#8217;abbastanza vero, va detto che un&#8217;evoluzione c&#8217;è stata ed anche di una certa consistenza. Gli atleti corrono i 100 metri ad una velocità tale che le Olimpiadi le trasmettono direttamente in <em>slow motion</em> o si avvertirebbe solo un venticello caldo e sudaticcio (ah, i televisori sono multisensoriali). Gli astisti saltano muniti di paracadute e sui giavellotti viaggiano - per motivi di sicurezza - degli agenti in borghese.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5260" title="socrates" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/socrates.jpg" alt="" /></p>
<p><span id="more-1409"></span>Anche la tecnologia ha esplorato l&#8217;insondabile e quella fastidiosa malattia chiamata “morte” è stata quasi completamente debellata, se si esclude l&#8217;inossidabile tradizione millenaria di spararsi a vicenda. Pratica che comunque non è più considerata reato grave, ma allo stesso livello dell&#8217;abigeato ed è perseguibile solo se la vittima sporge denuncia, altrimenti splafona nel comma “controllo demografico”. Non che ce ne sia un gran bisogno: le persone non si riproducono, un po&#8217; perché i bambini si ostinano ad essere troppo piccoli e un po&#8217; perché il sesso è ormai considerato un atteggiamento da bulletti di periferia.</p>
<p>Nell&#8217;epoca in cui per tutte le domande è stata accesa una risposta, nessuno sa ancora un accidenti sull&#8217;esistenza ed il suo senso intrinseco. La filosofia nelle scuole ha lentamente assunto il ruolo che ha per noi l&#8217;ora di ginnastica: si spia nell&#8217;anima delle compagne di classe più procaci e ci si colpisce con delle clavette per sperimentare il concetto di felicità come cessazione del dolore. Per questo motivo una commissione di saggi che s&#8217;aggira per un peripato dotato di <em>tapis roulant</em> decide di scoprire il senso della vita scomodando i maggiori esponenti del pensiero che la storia ricordi e mettendoli a confronto tra loro&#8230; in una partita di calcio.</p>
<p>Il progetto viene messo in pratica grazie alle tecniche di ingegneria genetica che permettono di clonare <strong>Socrate</strong> (già con la barba) da un capoverso de <em>I dialoghi</em> di <strong>Platone</strong>. I giocatori sono schierati sul campo di gioco, al centro dello stadio <strong>Fabrizio Corona</strong> di Potenza. Arbitra, in giacchetta cremisi, <strong>Dio</strong> in persona, nonostante le vibrate proteste della mezz&#8217;ala <strong>F.W.Nietzsche</strong>, il quale sostiene che un morto non sia in grado di esercitare il libero arbitrio. <strong>Dio</strong> lo ammonisce verbalmente e, già che c&#8217;è, gli rifila un attacco di dermatite seborroica. Guardalinee il <strong>Figlio</strong> e lo <strong>Spirito Santo</strong>. Quarto uomo <strong>Collina</strong>, anche se al <strong>Figlio</strong> la collina evoca ricordi antipatici.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>La partita è da subito aspra e fallosa, motivo per cui il centrocampista <strong>S.Freud</strong> convince il terzino avversario della sua latente omosessualità. Il terzino chiederà poi il cambio per andare a uccidere la madre (di Freud). Tutto d&#8217;un tratto <strong>A. Einstein</strong>, un impiegato tedesco del catasto svizzero, parte in contropiede sulla fascia: giunto a metà campo ha un&#8217;illuminazione sulla curvatura dello spazio e del tempo ed inventa <em>Holly e Benji</em>, un documentario scientifico sulla dilatazione di un traversone dalla destra e sui campi di calcio a schiena d&#8217;asino. Sulla trequarti sgancia un pallone d&#8217;oro a <strong>J.P.Sartre</strong> che ha la possibilità di battere a rete a colpo sicuro. Il fantasista francese però, valuta che passare in vantaggio stabilirebbe un disequilibrio mondiale prodromo di sentimenti di rivalsa e conflitti disumani e appoggia ad un compagno con un angosciante esterno sinistro. L&#8217;allenatore scaglia in aria una borraccia di assenzio ed esclama “che palle l&#8217;esistenzialismo”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5262 aligncenter" title="freud1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/freud1.jpg" alt="" width="498" height="709" /></p>
<p>Il primo tempo si chiude, senza troppe emozioni ma con diverse anime lacerate, dopo un interminabile recupero dovuto al fatto che <strong>H. Kung</strong>, teologo ebreo, ha conversato a lungo con l&#8217;arbitro pretendendo spiegazioni che <strong>Dio</strong> si è rifiutato di concedere. Da segnalare solo un&#8217;azione in cui <strong>Mosè</strong>, ricevuta palla spalle alla porta, ha il problema di girarsi. Intimorito dal venire trasformato in una statua di sale grosso, smista all&#8217;indietro al sopraggiungente <strong>Zenone</strong> che esplode una legnata sbalorditiva che, paradossalmente, non raggiungerà mai la porta.</p>
<p>Comincia il secondo tempo, sempre più agonistico e anche agnostico; del resto, la filosofia non è uno sport per signorine e nonostante <strong>Agostino</strong> con i suoi parastinchi di santo, dopo aver dimostrato l&#8217;esistenza dell&#8217;arbitro, predichi l&#8217;amore spirituale, la partita diventa sempre più una questione di carpenteria metafisica.<br />
<strong>A. Schopenhauer</strong>, lanciato nella sua rappresentazione della fascia destra, viene atterrato barbaramente da un libero <em>dionisiaco</em> che ne gode con sfacciataggine. Steso a terra, la punta tedesca si rende conto come il desiderio provochi tensione interiore. Nello specifico il desiderio di un massaggiatore è di percuotere il libero con il <em>Vecchio Testamento</em>. Ricevute le attenzione della spugnetta ontologica, <strong>Schopenhauer</strong> scopre che la felicità è cessazione della sofferenza e che, come spiegherà molto meglio <strong>Califano</strong>, tutto il resto è noia.</p>
<p>Sul pallone, per battere la punizione divina, si porta <strong>S. Kierkegaard</strong> esclamando “batto io, sono come Maradona”. Il danese (filosofo non canide) realizza (un concetto non un gol) che desiderare essere qualcun altro è <em>la malattia mortale</em> e spira. Si prepara quindi un positivista che grazie al metodo scientifico può affrontare tutte le sfere della conoscenza, quindi anche il pallone. Calcola traiettorie impercettibili e codici di geometrie esistenziali e calcia con la spocchia di un oxfordiano represso. L&#8217;inglese non aveva fatto i conti con il portiere <strong>Socrate</strong> (senza s finale, quello è un chirurgo) che, sapendo di non saper parare, fa capire dove vuole andare a parare e para di fronte allo sbigottimento di <strong>Anasaggora</strong>, che è suo amico ma mica lo capisce tanto bene. <strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5263" title="socrates_2" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/socrates_2.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Socrate</strong> afferra la sua borraccia e prima di bere ne offre ai compagni che si scherniscono:</p>
<p>- No grazie Socry, non ho proprio sete.</p>
<p>- Ma come! Sei tutto sudato, hai la bocca disidratata dalla retorica scolastica&#8230; Dài, non essere empio</p>
<p>- No no davvero, bevi tu: io ho un po&#8217; di ritenzione&#8230; Grazie, comunque&#8230;</p>
<p>L&#8217;azione si capovolge e un nichilista punta dritto verso la porta avversaria. Il centromediano metodista epicureo si propone sulla sinistra:</p>
<p>Epicureo: “Passa, passa, che voglio provare a fare gol”</p>
<p>Nichilista: “NO!”</p>
<p>Giunto al limite dell&#8217;area il nichilista non si esime dal non evitare di tirare nella direzione opposta a quella dove non c&#8217;è la porta avversaria, creando una leggera confusione tra le fila antagoniste, per quanto esse non esistano anzichenò. Il portiere, un barbiere inglese di nome <strong>Ockham </strong>(titolare del salone &#8220;Rado chi non lo fa da sé&#8221;), blocca il pallone con fare da portinaio e estraendo un rasoio esclama: “Ah regazzì, mo te lo taglio sto pallone” con un vago accento di <em>Cambridge</em>. <strong></strong></p>
<p><strong>Ockham</strong> rimette in gioco servendo <strong>Schopenhauer</strong> che, pensando ad uno scambio, ritorna il pallone al portiere. L&#8217;inglese era però distratto dal dubbio di non aver considerato tutte le possibili soluzioni tattiche facendola un po&#8217; troppo semplice e non vede il pallone che gli rotola di fianco finendo in rete. <strong>Schopenhauer</strong>, di nuovo preda del dolore, argomenta che quell&#8217;autogol esiste nel suo mondo di volontà e rappresentazione e solo lì agisce con tutta la sua ignominia. Decide quindi di togliersi la vita facendo suo un sacramento dello stoicismo che trovava molto <em>sexy</em>, annullando di fatto l&#8217;esistenza stessa di quell&#8217;autogol. Il tedesco però, spinto anche dal desiderio di far insolentire <strong>Seneca</strong>, non valuta il fatto che con quel gesto anche tutto ciò che stava esperendo esparisce, rendendo vano il progetto di ricerca di un senso della vita che prevalga sugli altri.</p>
<p>Solo l&#8217;arbitro rimane e, in un eccesso di iconoclastia, si sfila la maschera mostrando il volto di <strong>Luciano Moggi</strong>. Le cronache sono frammentarie, ma qualcuno giura di aver sentito il quarto uomo esibirsi in una pletora di bestemmie.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Vacanze Trevigiane (Treviso a Cattivo Gioco)</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/vacanze-trevigiane/caffe-nel-deserto/diabolicomarco/7647/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 08:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diabolicomarco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caffè nel Deserto]]></category>

		<category><![CDATA[Strange Days]]></category>

		<category><![CDATA[Lega-Nord]]></category>

		<category><![CDATA[Leggere]]></category>

		<category><![CDATA[treviso]]></category>

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		<description><![CDATA[Non avevo idea di dove fosse Treviso, della sua storia. Di alcune città hai un&#8217;idea o un ricordo particolare anche se non ci sei mai stato. Non dico che certe convinzioni infondate abbiano un senso, però ci sono. Di Treviso niente. Un&#8217;impressione condivisa dalla maggior parte degli altri romani che ho consultato a proposito. Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non avevo idea di dove fosse Treviso, della sua storia. Di alcune città hai un&#8217;idea o un ricordo particolare anche se non ci sei mai stato. Non dico che certe convinzioni infondate abbiano un senso, però ci sono. Di Treviso niente. Un&#8217;impressione condivisa dalla maggior parte degli altri romani che ho consultato a proposito. Da tutti quelli che erano con me, sicuramente.</p>
<p style="center;"><img class="size-full wp-image-7684 aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/vacanze-trevigiane-by-dm.jpg" alt="" width="399" height="304" /></p>
<p><span id="more-7647"></span></p>
<p>In una calda notte di settembre mi sono trovato a passeggiare per le strade semi deserte di una città ordinata e piacevole. Ho notato subito la pulizia delle strade e dei molti fiumi e canali che l&#8217;attraversano. Fino alla piazza centrale gli unici rumori erano prodotti da noi, branco di romani in cerca di un bar per brindare alla salute del nostro amico di una vita, scapolo per l&#8217;ultima notte.</p>
<p>Parcheggiamo a ridosso dell&#8217;area pedonale del centro davanti alla vetrina di un&#8217;armeria. La nostra attenzione è immediatamente focalizzata sul sogno di ogni giocatore di ruolo: uno spadone con l&#8217;elsa intarsiata e una lama di un metro e mezzo o forse più. Solo dopo noto un adesivo sul vetro. Una signora di mezza età con tailleur e capelli perfettamente phonati è ripresa nell&#8217;atto estrarre uno spray antiaggressione dalla sua borsetta.</p>
<p><img class="size-full wp-image-7656" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/treviso-di-notte-04.jpg" alt="foto di marcella bona" width="500" height="330" /></dt>
</dl>
<p style="text-align:center;"><small>foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/marcella_bona/sets/72157603994672074/" target="_blank">marcella bona</a></small></p>
<p><em>Lo sceriffo e i saloon</em></p>
<p>Mentre ci incamminiamo verso la Piazza dei Signori mi ricordano che questa è la città di Gentilini o meglio la città che ha eletto come sindaco per due mandati Gentilini e che, quando non è più stato possibile rieleggerlo, l&#8217;ha nominato vice-sindaco o &#8220;prosindaco&#8221;. Cosa vuol dire me lo sono chiesto solo in seguito.<br />
Procediamo verso la Piazza dei Signori. Ci sono un paio di bar affollati e mondani. Proprio dietro alla torre una vineria dall&#8217;aspetto più invitante. Gli ombrelloni esterni erano già chiusi, come i tavoli e le sedie che già erano stati accatastati sotto i portici. Era da poco passata l&#8217;una e mezza.<br />
L&#8217;oste vorrebbe cacciarci ma un po&#8217; perché siamo una decina e son sempre soldi un po&#8217; perché siamo qui per una specie di addio al celibato ci serve e brindiamo, fuori, in piedi.<br />
Qualcuno ordina presto un altro giro. L&#8217;oste improvvisamente cambia di espressione al primo rintocco del campanile che segnava lo scoccare delle due. Se vogliamo qualcosa dobbiamo ordinarlo (e berlo) in fretta! Ce l&#8217;ha detto quasi bisbigliando come se chissà chi potesse sentirci. Avrebbe potuto benissimo essere una scena di qualche film horror di serie B: il suono delle campane indicava chiaramente che bisognava rintanarsi in casa e l&#8217;oste non voleva rischiare la pelle per colpa di una decina di forestieri. Stare fuori è pericoloso, lui glielo aveva detto! Se loro non volevano ascoltarlo pazienza, lui doveva mettersi in salvo. Gentilmente ma con fermezza ci requisisce i bicchieri e spegne le luci.<br />
<a href="http://www.oggitreviso.it/node/9176">Leggendo il giornale locale</a>, qualche giorno dopo, ho capito il perché di tanta fretta. Proprio il giorno successivo la polizia avrebbe effettuato controlli a tappeto su tutti i bar della piazza per verificare il rispetto delle regole. Alle due di notte, il sabato, la gente per bene sta a casa a dormire.</p>
<p style="center;"><img class="size-full wp-image-7658 aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/treviso-di-notte-05.jpg" alt="foto di simonecasadei" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align:center;"><small>foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/simonecasadei/sets/72157600684360002/" target="_blank">simonecasadei</a></small></p>
<p>Mentre passeggiavo sentivo crescere un senso di inquietudine. Proprio non riuscivo a capire il nesso tra la bellezza di alcuni scorci e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Gentilini#Polemiche" target="_blank">il marcio di certe affermazioni</a>. Perché è sicuramente sbagliato giudicare un&#8217;intera città in base alle azioni di una sola persona ma in questo caso sembra proprio che una fetta consistente degli abitanti di questa città si identifichi nel suo sceriffo.  Non riesco a credere che chi abita quelle piccole terrazze e quei giardini affacciati sui fiumi trasparenti possa coltivare fioriere gonfie di colori e allo stesso tempo un odio così bestiale nei confronti di tutto ciò che può essere definito &#8220;altro&#8221;.</p>
<p style="center;"><em>Pulizia etnico-avicol-cinofila </em></p>
<p>Dettaglio: lungo tutti i cornicioni dei lunghi aghi anti piccione. Sotto i portici delle reti. Ingenuamente penso che un piccione possa accorgersi del pericolo e che di fatto questi non siano che un deterrente. Evidentemente penso ad alta voce. Qualcuno mi riporta bruscamente alla realtà: &#8220;a&#8217; da&#8217; vedè come ce se &#8216;nfirzano certi. Uno spettacolo veramente macabro, ce stanno pure a Roma &#8217;sti cosi&#8230;&#8221;<br />
Ci sono, certamente. Ciò che mi colpisce qui è la metodicità, sono ovunque. Anche dove - mi sembra - un uccello non riuscirebbe a posarsi.</p>
<p style="center;"><img class="size-full wp-image-7652 aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/treviso-cigno.jpg" alt="foto di occhichiusi" width="500" height="194" /></p>
<p style="text-align:center;"><small>foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/occhichiusi/sets/" target="_blank">occhichiusi</a></small></p>
<p>Dal mezzo delle fronde di un salice che accarezza il pelo dell&#8217;acqua emerge uno splendido cigno bianco. &#8220;La madre di <a title="sigla su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=_PAJS3iaTvw" target="_blank">Kyashan</a>&#8220;, dice qualcuno e mi viene da ridere. Poi leggo un cartello &#8220;Vietato nutrire cigni e colombi&#8221;. Perché mai? Cosa c&#8217;è di più bello, specie per un bambino? Mi raccontano altri aneddoti su Gentilini, su Gentilini e gli animali e mi rendo conto che la realtà supera ogni mia fantasia.</p>
<p>A quanto pare i cigni rappresenterebbero un grave problema per la città e sarebbe necessario <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/02/15/proposta-choc-di-gentilini-sterminiamo-questi-cigni.html" target="_blank">sterminarli</a>. A colpi di fucile, mi hanno detto ma non ho trovato conferme scritte. Fossero stati veramente 700 in città come diceva lui avrei anche capito. Ma&#8230; a fucilate? (<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2003/febbraio/03/Treviso_una_campagna_per_salvare_co_0_030203992.shtml" target="_blank">secondo l&#8217;ENPA erano 350 lungo tutto il corso del fiume</a>, comunque).</p>
<p>Altro grande problema della città sono i cani. Gentilini non solo <a href="http://tribunatreviso.repubblica.it/dettaglio/Gentilini-mette-al-bando-i-cani-stranieri/1470001?edizione=EdRegionale" target="_blank">ha messo al bando i cani stranieri</a> (&#8221;<em>Dobbiamo dire no, invece a quei cani stranieri che non sono rispettosi dell&#8217;ecoflora nostrana e del nostro ambiente</em>&#8220;) ma ha condotto anche una feroce battaglia con i proprietari di cani che si ostinavano a volerli portare a passeggio per le - pulitissime - strade del centro. All&#8217;inizio ho continuato a ridere. Poi un velo di tristezza mi è calato addosso.  Ho continuato a guardare in silenzio il cigno-androide che si allontanava.</p>
<p style="center;"><img class="size-full wp-image-7655 aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/treviso-di-notte-02.jpg" alt="foto di SerialK" width="500" height="333" /></p>
<p style="text-align:center;"><small>foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/serialk/sets/" target="_blank">serialk</a></small></p>
<p style="center;"><em>Ordine e disciplina</em></p>
<p>Continuavo a non capire cosa ci fosse di &#8220;sbagliato&#8221; in quella città così piacevole e così, indubbiamente, ben amministrata. Mentre percorrevo quelle strade mi resi conto che il mio è un disagio personale. Provavo lo stesso imbarazzo di quando, da ragazzino, andavo a casa di alcuni amici i cui genitori tenevano candidi teli o rivestimenti di cellophane sulle poltrone e io ero costretto a sedere sul bordo con il terrore di sporcarli o sciuparli. Anche quando mi offrivano dolci o altre delizie non riuscivo a gustarmele, ero sempre in tensione. In particolare, in una di quelle case, c&#8217;erano così tanti soprammobili in cristallo che avevo anche paura di respirare. Non era un&#8217;esagerazione, evidentemente. In quel salotto le finestre erano sempre chiuse e i divani inaccessibili a noi ragazzi. Tutto era sempre perfettamente pulito e in ordine e l&#8217;aria irrespirabile. Sedevamo accanto al pianoforte su degli sgabelli costantemente monitorati dallo sguardo attento e severo di sua madre che mai e poi mai avrebbe permesso a noi &#8220;ragazzi&#8221; di godere della morbidezza di quei cuscini. A che serve avere tanto se non si può godere di nulla? Non era una casa ma un museo dove tutto è bello ma inaccessibile, dove c&#8217;è tutto ma non si può usare niente.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7681" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/treviso-di-notte00.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align:center;"><small>foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/11091921@N08/1708813084/" target="_blank">bentegazza</a></small></p>
<p>In una piazza candida e illuminata a giorno girano lente le pale di un mulino. Seduto su una panchina alzo gli occhi e conto sei, sette, una decina di telecamere che scrutano ogni angolo, anche il più remoto. Inconsciamente scivolo fino al bordo della seduta e mentre sono lì, scomodo, verifico di non aver sciupato nulla.<br />
Bella Treviso, però adesso torniamo a casa.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Giornalisti di Serie A e di Serie B</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/egiornalisti-di-serie-a-e-serie-b/cronache-italiane/laura-costantini/5868/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 09:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Costantini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Il Lavoro degli Italiani]]></category>

		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima volta che ho visto un tesserino dell’Ordine dei Giornalisti ero in fila per iscrivermi alla Facoltà di Lettere. Davanti a me c’era un uomo di mezza età, sovrappeso, brizzolato. Stava facendo la fila per iscrivere sua figlia. Quando la sportellista gli chiese un documento, estrasse il tesserino bordeaux con la scritta impressa in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prima volta che ho visto un tesserino dell’Ordine dei Giornalisti ero in fila per iscrivermi alla Facoltà di Lettere. Davanti a me c’era un uomo di mezza età, sovrappeso, brizzolato. Stava facendo la fila per iscrivere sua figlia. Quando la sportellista gli chiese un documento, estrasse il tesserino <em>bordeaux</em> con la scritta impressa in oro. Per me fu come vedere il Santo Graal.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6060 aligncenter" title="giornalismo" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/giornalismo.gif" alt="" width="259" height="185" /></p>
<p><span id="more-5868"></span><br />
Non riesco a ricordare quale fu la causa scatenante, ma so con certezza di aver deciso di fare la giornalista a 11 anni. Ovviamente sapevo che sarebbe stata una strada difficile ma, con l’ottimismo tipico dei bambini, ero convinta che ce l’avrei fatta. Anche se non avevo la più pallida idea di quale fosse il primo passo.<br />
Otto anni dopo, mentre ero in fila per iscrivermi a Lettere, lo chiesi al detentore del mitico tesserino: “Come si diventa giornalista?” La risposta la ricordo ancora, insieme all’espressione scocciata del tizio: “Si aspetta che muoia un giornalista professionista.”<br />
Poi si degnò di spiegare che i giornalisti a Roma erano un migliaio e che coprivano tutto quello che c’era da coprire. Quindi finché qualcuno non toglieva il disturbo (magari in modo meno definitivo, andando in pensione) speranze di acchiappare il tesserino: zero.<br />
Il problema è che si era nel 1982, i tempi d’oro delle assunzioni nei giornali (mi dicono che gli anni ’70 furono una manna per gli aspiranti scribacchini) erano ormai passati. Senza l’indispensabile <em>calcio in culo</em> non c’era possibilità. Ho scoperto in seguito come il tesserino fosse solo l’ultimo tassello del <em>puzzle</em>. Un tassello che ancora negli anni ’80 ti faceva assurgere nell’empireo dei giornalisti assunti, quelli a tempo indeterminato, quelli il cui contratto (vigilato dall’Ordine) è talmente blindato che, a meno non si macchino di omicidio, stupro, rapimento, non puoi cacciarli via. Neanche se non sanno fare il loro lavoro. E ce ne sono moltissimi che non lo sanno fare, il loro lavoro, altrimenti non si spiega come ho fatto io a lavorare per tanti anni, firmando anche tre pezzi a settimana su <em>OGGI</em> da collaboratrice esterna e scatenando le (inutili) ire del comitato di redazione.<br />
Ma andiamo per ordine.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6061 aligncenter" title="typewriter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/typewriter.jpg" alt="" width="497" height="372" /></p>
<p>Il giornalismo è una di quelle professioni che si imparano facendole. Anzi, sarebbe utile esistesse ancora una sorta di apprendistato fatto andando <em>a bottega </em>da chi è in grado di insegnarti i fondamentali.<br />
Mi si obietterà che esiste il <em>praticantato</em> ma non è la stessa cosa. Mi racconta un collega ormai <em>caposervizio</em> che quando ha iniziato lui era <em>abusivo</em>. Un ragazzo che veniva spedito in Questura o sui luoghi di incidenti, rapine e omicidi a raccogliere notizie. Poi tornava in redazione e raccontava quanto aveva visto all’<em>estensore</em> il quale, dotato di una buona penna (elemento assolutamente essenziale per fare il giornalista, checché ve ne dicano), redigeva l’articolo e lo firmava. L’<em>abusivo</em> riceveva, quale unico pagamento, una pacca sulla spalla se aveva fatto un buon lavoro. Ingiusto? Sindacalmente parlando si. Ma vi assicuro che ne conosco parecchi di colleghi cui avrebbe fatto bene quell’<em>imprinting</em> di umiltà.<br />
Il mio esordio nel mondo del giornalismo è avvenuto grazie a una piccola borsa di studio offerta dalla Comunità Europea per un corso di sei mesi. Durante il quale venni spedita a farmi le ossa e consumare le suole nella redazione romana de <em>Il Secolo XIX</em>. Ovviamente di tesserino neanche l’ombra. Conservo ancora gelosamente la lettera su carta intestata, firmata dal caporedattore Gianluigi Capurso, con la quale si chiedeva che potessi assistere alle conferenze stampa di Palazzo Chigi, ai tempi del Berlusca Primo (1994). Già all’epoca avevo scoperto che la strada sarebbe stata lunghissima e che il tesserino restava una sorta di miraggio. Perché?</p>
<p><img class="size-full wp-image-6065 alignleft" style="margin: 5px;" title="giornalism" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/giornalism.gif" alt="" width="199" height="219" /></p>
<p>Esistono due tesserini: quello da giornalista pubblicista e quello da giornalista professionista. Come si può facilmente evincere, quello da pubblicista è il tesserino di serie B, ma all’epoca era anche l’unico cui si potesse aspirare. Essere pubblicista significa che fai il giornalista per hobby, che il tuo reddito principale ti viene da altra occupazione. Per il 60% (calcolo mio, non ho statistiche in mano, solo occhi per vedere) dei pubblicisti questa è una balla di proporzioni galattiche. Dal 1995 al 2003 il mio reddito, unico e scarso, è venuto dalla ricerca di notizie e redazione di articoli che venivano pubblicati con la mia firma sui principali settimanali italiani (<em>OGGI, CHI, VISTO, STOP, NOVELLA 2000</em>, quelli con le tirature in assoluto più alte). Ma il mio tesserino è rimasto quello da pubblicista. Perché?<br />
Perché per accedere al giornalismo di serie A, quello dei colleghi professionisti, si deve fare un esame e la possibilità di sostenerlo viene concessa solo a coloro che siano stati assunti da una testata giornalistica regolarmente registrata per un periodo di <em>praticantato</em> di almeno 18 mesi. Un <em>escamotage</em> esisteva (ed esiste tuttora): un corso universitario in giornalismo. Chi si laurea in <em>Scienze della Comunicazione</em> ad indirizzo giornalistico si vede riconosciuto una sorta di <em>praticantato d’ufficio</em> che dà diritto a sostenere il famigerato esame. Ci ritroviamo così giornalisti professionisti giovanissimi, agguerriti e… assolutamente incapaci di capire dove mettere le mani. Perché nessun corso di laurea può mai insegnare come si fa questo mestiere. Ribadisco, lo si impara per strada, con attese estenuanti sui luoghi dei crimini, con tentativi spesso inutili sotto portoni ostinatamente chiusi, con la capacità non innata di origliare, spiare, carpire una parola, un movimento, un indizio. E con la necessità di guadagnarsi la stima dei colleghi più anziani.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6062 aligncenter" title="giornali" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/giornali.jpg" alt="" width="499" height="293" /></p>
<p>Tutto questo l’Ordine dei Giornalisti lo sa, ma si guarda bene dal dirlo. Da anni si vocifera di un’equiparazione di pubblicisti e professionisti, dell’abolizione dell’Ordine. Personalmente sono riuscita ad ottenere il tesserino di pubblicista nel 2000, presentando articoli pubblicati (almeno 70 in due anni, ma le regole sono cambiate), regolari fatture di pagamento, lettere dei direttori dei giornali. Quando l’ho avuto in mano, quel tesserino bordeaux con la scritta impressa in oro, mi sono sentita la padrona del mondo.<br />
Mi sbagliavo. Oggi potrei, se volessi, sostenere l’esame (spese di cancelleria e iscrizione esose più la tassa di centinaia di euro di un corso di preparazione all’esame che l’Ordine Lazio e Molise organizza in quel di Fiuggi). Sono già pubblicista e potrei ottenere il <em>praticantato d’ufficio</em>, dimostrando (con almeno tre colleghi professionisti disposti a testimoniare) che il lavoro che svolgo per RaiUno è giornalistico. Tra la Rai e l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti (I.N.P.G.I.) è in corso un contenzioso proprio a questo riguardo. La Rai ci assume come <em>programmisti-registi </em>(qualifica che esiste solo in Rai e che, all’atto pratico, non vuol dire niente), ci paga come impiegati di quarto livello e ci usa per quello che siamo: giornalisti. Non solo, i contributi li versa all’ENPALS (l’ente previdenziale per i lavoratori dello spettacolo) e non all’INPGI, causando a quest’ultimo un notevole danno economico. La differenza di retribuzione tra un programmista e un giornalista è abissale (nessun collega giornalista Rai mi ha mai mostrato la busta paga, ma si viaggia sulle tre volte quello che guadagno io), il lavoro svolto, invece, è lo stesso.<br />
Quindi, tornando a bomba, io potrei sostenere l’esame e diventare giornalista di serie A. Perché non lo faccio? Un po’ per pigrizia, un po’ per protesta. Io ho imparato questo mestiere sulla strada e sulla carta stampata. Mi sono occupata di cronaca nera, bianca, sociale, rosa. Ho bussato alla porta di chi aveva appena perso un congiunto, di chi aveva visto arrestare il proprio figlio con la canna fumante ancora in mano. Ho intervistato personaggi famosi, scienziati, gente comune. Ho sostenuto gli sguardi ostili di un’intera città in preda all’omertà mafiosa. Ho raccontato con onestà quello che ho visto e sentito. Continuo a farlo e non credo che quell’esame possa fare di me una professionista migliore.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Condizionamento in Corso</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 07:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Divertente gioco su un divertente articolo del tg com. Mi sono immaginato su come potesse venir riscritto dopo 5 anni del governo attuale.
Da TG Com del 20/08/08
Figlio comunista tolto a madre
Tribunale Catania: gruppo di estremisti
Un adolescente catanese è stato tolto alla madre e affidato al padre perché è un militante di Rifondazione comunista. Polemiche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Divertente gioco su un divertente articolo del tg com. Mi sono immaginato su come potesse venir riscritto dopo 5 anni del governo attuale.</p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><span style="navy;">Da TG Com del 20/08/08</span></span></span></p>
<h2><span style="large;"><span style="Times New Roman;">Figlio comunista tolto a madre</span></span></h2>
<h3><span style="medium;"><span style="Times New Roman;">Tribunale Catania: gruppo di estremisti</span></span></h3>
<p><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Un adolescente catanese è stato tolto alla madre e affidato al padre perché è un militante di Rifondazione comunista. Polemiche per la decisione del Tribunale etneo che, tra le motivazioni del provvedimento, ha sottolineato l&#8217;appartenenza politica del ragazzo. Per i giudici e per gli assistenti sociali il 16enne frequenta un gruppo di &#8220;estremisti&#8221;. Protesta la sinistra: &#8220;E&#8217; una caccia alla streghe&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="small;"><span style="Times New Roman;">La madre, racconta &#8220;Repubblica&#8221;, secondo i giudici non saprebbe badare all&#8217;educazione del figlio. Il giovanotto in questione frequenta un luogo dove &#8220;è diffuso l&#8217;uso di sostanze alcoliche e psicotrope&#8221;, vale a dire dove si beve alcol e si fumano spinelli. Il 16enne, racconta la donna, sotto pressione per la separazione tra i genitori, non andrebbe punito per quella che è una sua passione, la politica.</span></span></p>
<p>Nell&#8217;ordinanza del Tribunale si rimprovera, di fatto, alla madre di non prendersi abbastanza cura del figlio. Come anche di aver nascosto al marito, a cui sarà affidato anche l&#8217;altro fratellino, le frequenti assenze del figlio maggiore a scuola e una serie &#8220;di mancati rientri a casa&#8221;.</p>
<p><span id="more-6111"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;">Da Tg com del 20/08/2013</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"> </span></p>
<h2 class="MsoNormal"><strong><span style="IT;"><span style="Times New Roman;">Liberato minorenne da tentativo di plagio</span></span></strong></h2>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="Times New Roman;"> </span></span></p>
<h3 class="MsoNormal"><span style="IT;"><span style="Times New Roman;">Tribunale Catania: gruppo di estremisti</span></span></h3>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Un piccolo, indifeso ragazzo di 16 anni, catanese, e’ stato tolto alla madre e affidato al buon papà perché rischiava di trasformarsi in un pericoloso terrorista. Le solite stupide e sterili polemiche per la decisione salomonica del Tribunale etneo che, tra le motivazioni del provvedimento, ha sottolineato la pericolosa appartenenza politica del ragazzo.  Per i giudici e gli assistenti sociali la giovane creatura frequenta un gruppo di “estremisti”. Protestano i soliti rompicoglioni: “E’ una caccia alle streghe”.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">La madre, racconta “Repubblica”, secondo i giudici non saprebbe badare all’educazione del figlio. Il giovanotto in questione frequenta un luogo dove “è diffuso l’uso di sostanze alcoliche e psicotrope”, vale a dire dove si beve alcol e si fumano spinelli. Il sedicenne, racconta addirittura la donna, sotto pressione per la separazione  dei genitori, non andrebbe punito per quella che è una sua passione, la politica.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="Times New Roman;"> </span></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-6391" title="Goodbye Lenin, telegiornale" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/goodbye_lenin.jpg" alt="" width="500" height="343" /></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="IT;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Nell&#8217;ordinanza del Tribunale si rimprovera, di fatto, alla madre di non prendersi abbastanza cura del figlio. Come anche di aver nascosto al marito, a cui sarà affidato anche l&#8217;altro fratellino, le frequenti assenze del figlio maggiore a scuola e una serie &#8220;di mancati rientri a casa&#8221;.  Siamo alle solite: la pericolosissima cultura sinistroide italiana (ereditata da quel movimento eversivo di massa che era il ’68) tenta ogni giorno di condizionare i giovani del nostro paese adducendoli allo sballo e all’alterazione degli stati di coscienza.  Non sarebbe invece meglio che rimanessero davanti alla TV tutto il giorno, tentando di apprendere direttamente dal seno della vita, il giusto e lo sbagliato del mondo? Non sarebbe invece meglio indurli, la domenica, a santificare le feste da buoni ed osservanti cristiani?  Sarà forse la tendenza anarcoide della gente del sud (terroni) che li porta ad allontanarsi dalla retta via?  La risposta è si a tutte le domande. Li vedete i ragazzi delle provincie Padane? Che non si drogano mai, Bevono solo succhi di frutta e passano le giornate a tentare di mettere in pratica  tutto ciò che dalla TV apprendono?  Quelli si che sono dei ragazzi felici, sempre con il soldo in tasca pronti ad aiutare il prossimo facendogli fare un giro sulla loro macchina nuova e prestante, e sempre pronti a dare consigli su come apparire meglio e come essere più furbi.  Che rovina questo paese con i comunisti.</span></span></span></p>]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; Solo Una Provocazione Quella Di Brunetta o Sotto Sotto&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 11:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lupoalburnino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

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		<category><![CDATA[diritti dei lavoratori]]></category>

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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ce l’ho più di tanto con Brunetta, ma quando si atteggia a fare “il piccolo dittatore” non riesco a nascondere la mia irritazione…
Qualche tempo fa scrissi una sorta di filippica contro i sindacati, parlando della mia esperienza personale che è stata gratificante e sgradevole nello stesso tempo: troppi personalismi e troppa lotta intestina. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ce l’ho più di tanto con Brunetta, ma quando si atteggia a fare “il piccolo dittatore” non riesco a nascondere la mia irritazione…<br />
Qualche tempo fa scrissi una sorta di filippica contro i sindacati, parlando della mia esperienza personale che è stata gratificante e sgradevole nello stesso tempo: troppi personalismi e troppa lotta intestina. Non mi sono permesso mai di dire: “Buttiamo a mare i sindacati!” Sostenni, al contrario, che se non ci fossero bisognerebbe crearli, perché nessuno deve dimenticare le lotte che hanno combattuto per acquisire e tutelare i diritti dei lavoratori che erano considerati poco più che schiavi dai loro cosiddetti datori di lavoro. Molta strada è stata fatta nel frattempo nell’acquisire diritti, tutele, difesa della condizione di lavoro, ma oggi i lavoratori stanno ritornando indietro, perché non sono pochi i personaggi della nostra politica nazionale ed internazionale e non sono pochi gli imprenditori piccoli e grandi che assumono atteggiamenti da “padroni delle ferriere”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-6511" title="vignetta salari operai" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/vignetta_salari.jpeg" alt="" width="361" height="380" /></p>
<p style="text-align: center;"><small>Vignetta di <a href="http://zigotecomics.splinder.com/post/17564847">Emmepi</a></small></p>
<p><span id="more-6457"></span><br />
Uso un’espressione che di solito non compare sulle mie labbra. Dopo aver sentito Brunetta e letto un articolo su di un giornale vicino alla destra, del Nord, mi sono sentito “rivoltare lo stomaco”, mentre una rabbia sorda mi ha stravolto la mente. In questi giorni sono saliti agli onori della cronaca due fatti: l’Alitalia e la scuola. Brunetta e Gelmini. Solo che dell’Alitalia sono piene le pagine dei giornali e i sevizi sulle TV, della scuola solo qualche accenno. I sindacati si preoccupano molto dell’Alitalia, verso la scuola sembrano indifferenti come lo è l’opinione pubblica. Spero di sbagliarmi! La mia indignazione deriva dalle dichiarazioni di Brunetta, il quale, al contrario di ciò che sostengono alcuni componenti della cordata alitalia, minaccia che l’accordo va fatto anche senza il consenso dei sindacati e sul versante della scuola che la Gelmini abbia potuto presentare un decreto legge senza consultare i soggetti interessati alla “controriforma”: docenti, non docenti, studenti, genitori, sindacati.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-6512" title="Renato Brunetta" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/brunetta.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p>Se Brunetta ardisce dire che dei sindacati si può fare a meno, credo voglia significare due cose: lo scarso potere contrattuale dei sindacati e la scarsa considerazione che di essi hanno questo governo e l’opinione pubblica. L’impatto è tremendo, se si riesce a capire a pieno il significato di questi fatti. Mi permetto di farlo io, senza la pretesa di convincere chi mi legge. Però, è sotto gli occhi di tutti che questa nostra società e i lavoratori in particolare vengono considerati poco meno di “escrementi” da spazzare perché “puzzano”. Il rischio è enorme, a ben guardare. Stiamo andando, neppure troppo piano, verso una deriva antidemocratica cui sembra non interessare nessuno. Voglio solo ricordare che in ogni dittatura che è nata e nasce i primi soggetti ad essere stati spazzati via sono i partiti, la magistratura, la stampa messa a tacere o aggiogata e il sindacato libero, per crearne un altro di regime. Non mi sembra di essere tanto lontano dal vero. La magistratura è sotto pressione, i mass media sembrano essere stati folgorati “sulla strada di Damasco”, i sindacati messi all’angolo. Forse la magistratura possiede gli strumenti per controbattere, i giornali e le TV, tranne qualche rara eccezione, sembrano appiattiti sulle posizioni di questo governo, felici e contenti, restano i sindacati. Cosa riusciranno a fare? Si faranno mettere il bavaglio dal Brunetta duro e “puro” di turno e dalla Gelmini, che mi sembra una “dolce donzella”, o sapranno reagire con la determinazione di un tempo?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-6514" title="sette in condotta, gelmini, riforma della scuola" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/alte_cariche_della_classe.jpeg" alt="" width="500" height="357" /></p>
<p style="text-align: center;"><small>Vignetta di <a href="http://satirix.splinder.com/post/17813232/Sei+in+condotta">Satirix</a></small></p>
<p>Sembra strano che lo dica io: “Il sindacato deve riassumere il suo ruolo di tutela dei diritti dei lavoratori oggi più di ieri. I doveri dei lavoratori sono già scritti nelle leggi, per certi versi anche troppo repressive per moltissimi e permissive per i soliti unti del Signore”. Io sono pronto. Si, anche alla mia età!</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il velo, il nemico, il controllo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-velo-il-nemico-il-controllo/il-bello-della-politica/il-gobb/6167/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 08:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gobb</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo post fa parte delle mie &#8220;Lezioni di comunicazione&#8220;.
Oggi mi ha colpito molto l&#8217;articolo (firmato Massimo de&#8217; Manzoni) su Il Giornale intitolato &#8220;Se indossi il velo la legge non vale più&#8220;. Mi ha colpito perché, come spesso accade, rivela il sapiente uso di tecniche comunicative per distorcere i fatti fino a inculcare nel lettore una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post fa parte delle mie &#8220;<a href="http://www.talkinrapper.com/search/label/lezioni%20di%20comunicazione">Lezioni di comunicazione</a>&#8220;.<br />
Oggi mi ha colpito molto l&#8217;articolo (firmato Massimo de&#8217; Manzoni) su Il Giornale intitolato &#8220;<a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285978">Se indossi il velo la legge non vale più</a>&#8220;. Mi ha colpito perché, come spesso accade, rivela il sapiente uso di tecniche comunicative per distorcere i fatti fino a inculcare nel lettore una precisissima visione della notizia. Strumentale, di solito, alle politiche dei vari governi Berlusconi, essendo Il Giornale pura e semplice &#8220;house organ&#8221; di Forza Italia prima e del PDL poi.<br />
Prima il <strong>fatto</strong> nudo e crudo.</p>
<p style="text-align: right;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-famiglie-di-dei-03.jpg" alt="Una donna islamica che indossa il niqab" /></p>
<p><span id="more-6167"></span><br />
Il 24 agosto una donna si è presentata al Museo del &#8216;700 Veneziano di Ca&#8217; Rezzonico con il marito e la figlia, ha fatto la fila, ha pagato il biglietto di 6,50 € ed è entrata per la visita. Questa donna è di religione islamica e indossava il cosiddetto <a href="http://www.muslimbase.com/images/003618-three-piece-niqab.jpg">niqab</a>, il velo che lascia scoperti solo gli occhi nascondendo del tutto il resto del volto. In linea di principio questo, in Italia, è <strong>illegale</strong>.<br />
C&#8217;è una sentenza del 1976, della Corte di Cassazione (sentenza n. 11339 dell&#8217;8.6.1976), che afferma:</p>
<blockquote><p>
Il divieto di comparire mascherati in luogo pubblico ha carattere assoluto, essendo diretto ad impedire che mediante il mascheramento possano compiersi reati. A tal fine il mascheramento è vietato ogni qualvolta il travisamento o il travestimento siano effettuati in modo da precludere l&#8217;immediato e sicuro riconoscimento del soggetto.</p></blockquote>
<p>La signora è stata infatti bloccata all&#8217;ingresso delle sale espositive poste al secondo e al terzo piano dalla un addetto del museo che l&#8217;ha fermata e le ha fatto notare che &#8220;<strong>per motivi di sicurezza</strong>&#8221; non poteva girare per le sale con i preziosi dipinti e oggetti esposti con il volto celato.<br />
<strong>Filippo Pedrocco</strong>, il conservatore del museo, afferma: </p>
<blockquote><p>
Vorrei fosse chiaro che si è trattato di una libera e personale iniziativa del guardia sala (&#8230;) un fatto sgradevole, discriminatorio e stupido, non condiviso né da me personalmente né dal resto della direzione dei Musei civici.</p></blockquote>
<p>Il sovrintendente del museo ha annunciato provvedimenti nei confronti del custode zelante, c&#8217;è stato chi, come L&#8217;Unità, ha trattato l&#8217;episodio come un <a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78376">grave atto di discriminazione</a>. In un certo senso di certo lo è, ma <strong>non sono completamente d&#8217;accordo</strong>: vi dirò più avanti perché.<br />
È <strong>Il Giornale</strong> a fare il capolavoro.<br />
Partiamo dal titolo: &#8220;<strong><em>Se indossi il velo la legge non vale più</em></strong>&#8220;.<br />
Veicola immediatamente due concetti: 1) si fanno favoritismi a chi è di religione diversa da &#8220;noi italiani&#8221; e 2) gli immigrati, con la scusa della cultura, fanno i propri comodi.<br />
&#8220;Idee&#8221; che la Lega ha dimostrato di saper diffondere molto efficacemente in campagna elettorale (persino in Basilicata&#8230; ma vi pare possibile?). Il che è funzionale alla strategia di <a href="http://www.talkinrapper.com/2008/07/il-nemico-dentro.html">creare un nemico per avere maggiore controllo della popolazione</a>. Partiamo bene, non vi pare?</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/propaganda_lega.png" alt="" title="propaganda della lega, locandina anti immigrati" width="239" height="320" class="alignnone size-full wp-image-6462" /></p>
<p>Proseguiamo, l&#8217;articolo attacca con una indignata concione contro la punizione inflitta alla guardia che ha fermato la signora (grassetti miei).</p>
<blockquote><p>
<strong>Diego sarà punito</strong>. Severamente. Forse perderà il posto di lavoro. La sua colpa? <strong>Aver fatto rispettare una legge dello Stato</strong>, chiedendo a una musulmana velata fino agli occhi di scoprirsi il viso in un luogo pubblico. Un «crimine» che può costar caro <strong>nell’Italia politicamente corretta</strong>, dove la «contaminazione» è un valore in sé, come ci insegna la Festa del Pd. </p></blockquote>
<p>L&#8217;impostazione personalistica rivela subito la posizione dell&#8217;articolista che, <strong>invece di riferire un fatto, propone una interpretazione</strong>. Da subito, chiara e netta, perché non gli interessa che chi legga se ne formi una propria. Lo scopo de Il Giornale (come di ogni singolo TG nazionale, anche quelli RAI quando Silvio governa) è fomentare il consenso attorno a temi forti come, appunto, i &#8220;nemici&#8221;, <strong>non informare</strong>. La guardia è chiamata col nome proprio, per quanto inventato, e si rimarca subito che rimarrà probabilmente disoccupato&#8230; per cosa? Per aver fatto rispettare una legge dello Stato. <strong>Oh, poverino.</strong><br />
Paragonare questa attività a un &#8220;crimine&#8221;, in quanto forse genererà una punizione amministrativa, aiuta a rendere il senso della &#8220;ingiustizia&#8221; che la guardia sta subendo. Colpisce l&#8217;ironia usata sul termine &#8220;contaminazione&#8221;, associato a quei &#8220;debosciati&#8221; del PD, nemici anch&#8217;essi, in contrapposizione all&#8217;ideale di &#8220;Italia agli italiani&#8221;.</p>
<p>Si continua.<br />
Diego</p>
<blockquote><p>magari non si chiama neppure così: almeno la gogna i suoi dirigenti gliel’hanno per il momento risparmiata e quindi il suo nome non è stato divulgato.</p></blockquote>
<p>Un ulteriore suggerimento di <strong>vittimizzazione</strong> della guardia. Inoltre</p>
<blockquote><p>
c’è una legge del 1975 che proibisce di girare a volto coperto: divieto confermato anche dal regolamento dei Musei civici veneziani, che lui è pagato per far rispettare. E lo aveva fatto altre volte. La cosa più divertente è che ad ammetterlo è lo stesso Pedrocco, sì quello che lo vuole punire. «Per questioni di sicurezza», ha spensieratamente dichiarato alla Nuova Venezia, «persone con il volto coperto non hanno accesso alle sale espositive. Succede per esempio a Carnevale, quando molti entrano mascherati. In quel caso chiediamo gentilmente ai visitatori di scoprirsi il volto».<br />
Perfetto, è proprio quello che ha fatto il nostro Diego con la donna araba che indossava il niqab, il velo che lascia scoperti solo gli occhi: quindi, dov’è il problema? Ha fatto bene, no? <strong>Errore</strong>. Anzi, «grave errore». «Sta al buon senso del personale capire in quali casi sia richiesto far vedere il viso», sentenzia lo spericolato Pedrocco. «In questo caso la signora aveva tutto il diritto di visitare il museo e mi scuso per l’accaduto». Fantastico, no?</p></blockquote>
<p>I toni calcano <strong>sull&#8217;ironia e sul sarcasmo</strong> (&#8221;Fantastico, no?&#8221;, &#8220;spericolato&#8221;, &#8220;sì, quello che lo vuole punire&#8221;), sollecitando in tal modo il consenso del lettore, la sua immedesimazione. Senza questa &#8220;partigianeria&#8221; l&#8217;articolista dovrebbe affrontare il vero nocciolo del problema, cosa che <strong>si guarda bene dal fare</strong>.<br />
Ci arrivo fra poco, adesso c&#8217;è altro da citare.</p>
<blockquote><p>Ricapitoliamo. <strong>Se, in Italia, un italiano pretende di visitare un museo con il volto mascherato, lo si ferma</strong>. <strong>Giustamente</strong>. Lo stesso avviene, poniamo, se un ragazzo entra in un bar o in un negozio con il casco che gli copre il volto. Questioni di sicurezza, chi non lo comprende: <strong>sotto quel casco può celarsi un rapinatore; dietro quella maschera un pericoloso terrorista</strong>. E comunque, <strong>c’è una legge da far rispettare</strong>, ci sono i regolamenti. <strong>Se però a violare l’una e gli altri è un’islamica, cambia tutto</strong>. L’ipotesi che sia una persona poco raccomandabile non va neppure presa in considerazione e chi si fa sfiorare dal pensiero va redarguito, rimesso al suo posto. Se possibile cacciato.<br />
<strong>Perché? Ma è ovvio, perché una musulmana ha diritto di veder rispettate le sue tradizioni che le impongono di non mostrare il viso</strong>. Un diritto che, per qualcuno, è più forte della legge</p></blockquote>
<p>Capito adesso per che cosa stava preparando il terreno, questo volpone di articolista? Sta sfruttando l&#8217;episodio per validare una tesi, non per fare informazione. In sostanza questo pezzo afferma che in Italia ci sono dei &#8220;buonisti&#8221; molto pericolosi che, in nome di un abietto e frainteso rispetto per le altre culture e religioni, puniscono i loro sottoposti per aver fatto rispettare la legge piuttosto che punire chi la infrange e dato che nella mente semplice di molti, <strong>islam=straniero=terrorista </strong>(ma che, secondo loro non ci sono italiani di religione diversa dal cristianesimo? Mah&#8230;), si contribuisce così a rinforzare l&#8217;idea che gli stranieri godrebbero di privilegi negati a un cittadino italiano.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/propaganda-usa.jpg" alt="" title="Locandina propaganda USA contro i mussulmani" width="327" height="448" class="alignnone size-full wp-image-6463" /></p>
<p>Vi dico io cosa Il Giornale lascia fuori dalla discussione (<strong>strumentalmente</strong>, ma non è una novità: fornire le interpretazioni e i giudizi invece dei fatti è qualcosa che ogni testata giornalistica fa abitualmente, qui), la legge che vieta di andare in giro a volto coperto<strong> va revisionata</strong>. Evidentemente non prevede casi del genere, in cui cioè il &#8220;mascherarsi&#8221; sia una espressione culturale e non una premessa al delinquere. Questo è anche il motivo per cui non reputo l&#8217;azione della guardia un atto discriminatorio (non sappiamo se avesse motivi diversi dalla sicurezza per fermare la donna), ma solo una interpretazione scorretta della legge. Come dovrebbe cambiare, chiedete? E che ne so? So che, in una democrazia sana, lo Stato si metterebbe a parlare con le comunità religiose per capire come venirne fuori rispettando gli interessi di tutti. Tantopiù che spesso <a href="http://www.arabnews.it/2007/11/21/il-velo-che-copre-il-volto-quando-i-costumi-sociali-vengono-scambiati-per-n