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	<title>MenteCritica &#187; Storia e Memoria</title>
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	<description>Non Esistono Questioni di Principio</description>
	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 23:37:25 +0000</pubDate>
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		<title>Non Ci Sono Più i Russi di Una Volta, Dice</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 12:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Oltre il Confine]]></category>

		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cos&#8217;è quella sottile inquietudine, quel filo sottile di ansia che mi prende allorché dalla finestra aperta sento provenire quelle voci che parlano in russo nel cortile di casa mia? Non mi succede lo stesso se sento parlare inglese, arabo o senegalese. E&#8217; un po&#8217; l&#8217;effetto che, negli anni settanta, faceva la lingua tedesca ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che cos&#8217;è quella sottile inquietudine, quel filo sottile di ansia che mi prende allorché dalla finestra aperta sento provenire quelle voci che parlano in russo nel cortile di casa mia? Non mi succede lo stesso se sento parlare inglese, arabo o senegalese. E&#8217; un po&#8217; l&#8217;effetto che, negli anni settanta, faceva la lingua tedesca ai nostri genitori e parenti ancora memori della guerra.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-9181" title="sovietbra" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/sovietbra.jpg" alt="" width="350" height="240" /><br />
<span id="more-6857"></span></p>
<p>Me lo ricordo benissimo, al mare d&#8217;estate. Se il vicino d&#8217;ombrellone teutonico alzava un po&#8217; la voce con i kinder, gracchiando un &#8220;strunzachtfunfkunstengeselshafftscheissevierden!&#8221;, vedevi il nonno sussultare, aggrottare le sopracciglia e borbottare infine &#8220;Boia di <em>tugni&#8217;</em><span style="italic;">!</span>..&#8221; (<em>tedeschi</em>, n.d.t.)<br />
Perché a me capita la stessa cosa oggi con la coppia di badanti della mia vicina, (li chiameremo Ivan e Svetlana), anzianotti e per altro assolutamente inoffensivi (spero)?<br />
Non sono cosacchi e nemmeno usano far abbeverare i cavalli alla fontanella del giardino, eppure mi sorprendo, vergognandomene, a guardarli con sospetto. Non nascondo che si tratta proprio di sindrome da accerchiamento quando lei mi osserva di rimando con una vaga espressione da <a href="http://it.youtube.com/watch?v=ny0HKNPRSAQ&amp;feature=related"><span style="bold;">&#8220;io ti spiezzo in due&#8221;</span></a> (ho il vago sospetto che la cosa sia reciproca).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9182" title="democristiana" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/democristiana.jpg" alt="" width="303" height="432" /></p>
<p>Il motivo di questa reazione non sarà perché sono venuta su in un periodo in cui dire russo significava solo ed unicamente nemico? E per giunta mica un nemico così ma uno che ti avrebbe volentieri distrutto senza dire &#8220;ba&#8221; con un bel fungo atomico velenoso facendosi una risata molto carasciò.<br />
Non sarà perché guardando quegli emozionanti film di fantascienza americani anni cinquanta sugli ultracorpi non mi era sfuggita, come a tutti gli altri spettatori, la rozza metafora? I baccelloni non sono baccelloni in realtà, sono i russi, che vogliono invaderci e distruggerci, portandoci via tutto ciò che abbiamo.<br />
Ricordate, tanto per dirne una delle più recenti, l&#8217;angosciante canzone sfilacciamaroni di Sting, &#8220;Russians&#8221;, dell&#8217;era reaganiana?</p>
<a href="http://www.mentecritica.net/esterno-non-ci-sono-piu-i-russi-di-una-volta-dice/oltre-il-confine/lameduck/6857/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a>
<p>Sono passati tanti anni. Da un giorno all&#8217;altro i russi <strong><a href="http://www.corriere.it/politica/08_novembre_12/belusconi_scudo_spaziale_provocazione_usa_federazione_russa_b96c2160-b0f0-11dd-939a-00144f02aabc.shtml" target="_blank">sono ufficialmente diventati amici con i quali fare lingua in bocca</a></strong>, non sono mai stati comunisti (ma quando mai) ed è stato permesso loro di invaderci in forma strisciante, sotto forma di corpulente signore di una certa età che a volte si portano dietro i mariti (sicuramente ex Armata Rossa, forse addirittura ex KGB). A queste Stevlane affidiamo con assoluta fiducia addirittura i nostri vecchi ed amati genitori.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9183" title="vladimir-putin" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/vladimir-putin.jpg" alt="" width="457" height="801" /></p>
<p>Non ci sono più i russi di una volta, dice.</p>
<p>L&#8217;<a href="http://www.mentecritica.net/tag/putin/" target="_blank">ex canaglia del KGB</a> dalla coscienza foderata d&#8217;amianto frequenta i salotti buoni e piscia nei cessi dorati nelle ville dei più virulenti anticomunisti. Con una enorme ed ipocrita spugnona si sono cancellati quarant&#8217;anni di guerra fredda perché faceva comodo così.</p>
<p>L&#8217;inconscio però è una brutta bestia e l&#8217;imprinting un grandissimo figlio di puttana. Non puoi fregarli tanto facilmente. Dopo che hai martellato per anni un concetto nel cervello della gente non puoi pretendere di farlo sparire da un giorno all&#8217;altro con una specie di &#8220;Se mi voti ti cancello&#8221;.<br />
Proviamo a fare dello sporco relativismo. Quei signori badanti, la matrioska e l&#8217;ex tovarish, hanno una certa età e, facendo una botta di conti anagrafici, quando sono nati la prima cosa che hanno visto erano i baffoni di Stalin. Altro che Konrad Lorenz.<br />
Chissà quante volte hanno sentito parlare a scuola degli imperialisti, degli sfruttatori del proletariato e si sono sentiti raccontare che gli amerikanski e i loro servi europei li avrebbero volentieri distrutti senza dire &#8220;ba&#8221; con un bel fungo atomico velenoso facendosi una risata very cool.<br />
Quindi, se noi siamo stati allevati a latte e &#8220;maledetti russi&#8221;, loro sono venuti su con l&#8217;idea che noi eravamo dei capitalisti di merda. E&#8217; un pensiero che dobbiamo accettare, che ci piaccia o no. Ecco perché dicevo che il guardarsi in cagnesco era reciproco.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-9186" title="soviet-propaganda" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/soviet-propaganda.jpg" alt="" width="500" height="352" /><br />
Va bene ma, che problema c&#8217;è? Non sono più comunisti, dicono. Non c&#8217;è più pericolo.<br />
Mah, se parli con loro capita molto spesso che venga fuori una certa nostalghija dei tempi andati. Stavano meglio quando stavano peggio, insomma. Allora un pezzo di pane ammuffito ma sicuro l&#8217;avevano, oggi nemmeno quello.<br />
Stai a vedere che l&#8217;unico modo per riavere una sinistra in Italia sarà dare il diritto di voto a Svetlana ed Ivan. Molto, molto carasciò.<br />
<img class="aligncenter" title="Comunismo by Ferrero" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/il-comunismo-secondo-ferrero.jpg" alt="" width="500" height="651" /></p>]]></content:encoded>
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		<title>Si Fa Presto a Dire &#8216;Sessantotto&#8217;</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/si-fa-presto-a-dire-sessantotto/cronache-italiane/fully/9275/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 09:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[Il Futuro è nei Giovani]]></category>

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		<category><![CDATA[Barak-Obama]]></category>

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		<description><![CDATA[Raramente lo sento parlare di politica. Marco, simpatico ventisettenne, ha sempre avuto altro per la testa. Così sono rimasto sorpreso quando mi ha detto di aver partecipato alla manifestazione organizzata dal PD al Circo Massimo, qualche settimana fa: singolare, per uno come lui. &#8220;Come mai?&#8221; gli chiedo. E lui: &#8220;Per curiosità&#8221;. Appunto: Marco impegnato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raramente lo sento parlare di politica. Marco, simpatico ventisettenne, ha sempre avuto altro per la testa. Così sono rimasto sorpreso quando mi ha detto di aver partecipato alla manifestazione organizzata dal PD al Circo Massimo, qualche settimana fa: singolare, per uno come lui. &#8220;Come mai?&#8221; gli chiedo. E lui: &#8220;Per curiosità&#8221;. Appunto: Marco impegnato in politica proprio non ce lo vedevo. E infatti la sua curiosità, come poi mi ha spiegato, era soprattutto di tipo &#8220;sociologico&#8221;: aveva sentito parlare di un nuovo Sessantotto e voleva provare a starci in mezzo per qualche ora.</p>
<p><span id="more-9275"></span>Ah, il Sessantotto&#8230;. Questo benedetto Sessantotto viene da più parti evocato. Anzi sembra quasi invocato da una parte del paese, quella relegata per altri quattro lunghi anni all&#8217;opposizione.</p>
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<p>Come se il riferirsi ai fatti di quarant&#8217;anni fa fosse una sorta di ultima spiaggia e potesse, solo col suo immaginifico richiamo epico, dare anzitempo una spallata ad un governo che, invece, si dimostra granitico ed arrogante.</p>
<p>Io non credo che le odierne manifestazioni - da quella del PD alle occupazioni anti-Gelmini di molte scuole - possano essere neanche lontanamente apparentate al Sessantotto.</p>
<p>Il perché è presto detto: per ripetere il Sessantotto manca l&#8217;ingrediente fondamentale: gli ideali. Da noi il Sessantotto arrivò sull&#8217;onda lunga delle manifestazioni studentesche americane (Berkeley) che montavano soprattutto in nome del pacifismo contrario all&#8217;intervento americano in Vietnam, con tanto di bandiere USA bruciate in ogni dove. Era il tempo in cui Martin Luther King sognava un mondo senza discriminazioni razziali, e proprio in quell&#8217;anno venne assassinato. Era il tempo in cui Bob Kennedy si avviava a seguire le orme del fratello JFK e portare alla Casa Bianca la sua faccia da bravo ragazzo amante della giustizia, e proprio in quell&#8217;anno venne assassinato. Era l&#8217;anno della Primavera di Praga e di Jan Palach immolatosi per la libertà. Erano gli anni di Che Guevara e del Libretto Rosso di Mao. Erano gli anni del Maggio francese, delle cariche della polizia e della liberalizzazione sessuale, dei movimenti femministi. Erano gli anni delle prime &#8220;pillole&#8221; e delle droghe di massa.</p>
<p>Grande era l&#8217;impatto mediatico di quelle proteste, ma nulla in confronto a quello che avrebbe oggi una simile rivoluzione, con i moderni media a supportarla. Allora non c&#8217;era internet, né YouTube. Neanche si immaginava un PC. La protesta giovanile viaggiava soprattutto sulle ali della musica. Ricordo Bob Dylan, Joan Baez, Janis Joplin. Ricordo la Fender bianca di Jimi Hendrix a Woodstock che trasformava beffardamente l&#8217;inno americano in un urlo disseminato di suoni raccapriccianti che richiamavano le grida disperate degli uccisi sotto i bombardamenti al napalm.</p>
<a href="http://www.mentecritica.net/si-fa-presto-a-dire-sessantotto/cronache-italiane/fully/9275/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a>
<p>E in Italia? In Italia si stava esaurendo l&#8217;espansione del Boom economico. Ci accodammo immediatamente a quelle istanze di libertà interpretandole a modo nostro. E così quel che nel resto del mondo aveva prodotto la rivalutazione della pace come &#8220;valore&#8221;, le premesse alla fine di ogni discriminazione, sessuale, razziale o religiosa da noi portò soprattutto  conquiste nel mondo del lavoro (lo Statuto dei lavoratori) ma si protrasse per un altro decennio portando con sé lo stragismo e gli Anni di Piombo.</p>
<p>A sentire confrontare le odierne manifestazioni al Sessantotto viene da sorridere. Manifestare per la pace, per l&#8217;uguaglianza dei popoli ed occupare le scuole contro i tagli della Gelmini all&#8217;università non sono la stessa cosa. E viene difficile accostare <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=PbUtL_0vAJk" target="_blank">&#8220;I have a dream&#8221;</a></strong> di Martin Luther King ai <strong><a href="http://" target="_blank">rimbrotti della Garavaglia</a></strong> (ministro ombra del PD per l&#8217;istruzione) sul maestro unico.</p>
<p>No, niente a che spartire col Sessantotto. Per un nuovo Sessantotto ci vorrebbero rabbia, &#8220;fame&#8221; di giustizia, condivisione di valori per la cui negazione valesse la pena di incazzarsi, di lottare con le unghie e con i denti. Forse per accenderla, questa voglia, ci vorrebbe che venissero calpestati platealmente i diritti fondamentali. Quello al telefonino, per esempio&#8230;  E chissà se anche così basterebbe.</p>
<p>Oggi le nuove generazioni non sono attratte dalla politica. E non so dar loro torto. Quali speranze vengono accese dalla politica nei più giovani? Quale mondo si prospetta loro? Quali valori vengono loro trasmessi? E da quali leader politici?</p>
<p>Il fatto è che un tempo si credeva in qualcosa, si pensava che al modello di civiltà occidentale - che presentava ancora tanti difetti visibili ad occhio nudo - si potesse sostituire qualcos&#8217;altro, qualcosa di più vicino agli ideali di <em>liberté, egalité, fraternité. </em>Sappiamo come è finita.</p>
<p>Ora non si crede più in nulla, perché non si intravedono alternative credibili a quello che passa il convento. Così basta poco, un Obama qualsiasi, a farci sperare che qualcosa di diverso si possa fare. Oggi con Obama gli USA hanno un leader che con la sua sola ascesa, prima ancora di aver compiuto un solo atto politico, sembra aver ridato smalto ad una democrazia ultimamente paurosa e ritratta su se stessa. E almeno un po&#8217; si torna a sperare. Per uno così anch&#8217;io, alla mia età, potrei andare in piazza, darmi da fare, incazzarmi se occorre. Lo farei perché questo semisconosciuto figlio del sogno americano è riuscito con la sua stessa biografia ad incarnare quello spessore umano e politico che rende possibile intravedere la possibilità di un vero cambiamento.</p>
<p>Il nostro miserevole panorama (politico e non solo) ci offre invece solo mezze figure e tutte abbarbicate alle loro miserevoli posizioni di potere. Così no, non è così che &#8220;si può fare&#8221;. Perché per fare il Sessantotto non basta incazzarsi e protestare in piazza, non servono slogan precotti. Occorre lasciar intravedere al di là delle parole una possibilità di cambiamento vero. Io - mi spiace immensamente dirlo - in mezzo a tutte le nostre maleodoranti &#8220;caste&#8221; fatte di corruzione in ogni angolo, di baronie non solo universitarie, di prebende elargite con sotterfugi contabili agli amici degli amici, di evasione fiscale generalizzata (per chi se la può permettere), di posti-chiave nel mondo della finanza, delle imprese, dell&#8217;informazione, della sanità, ecc. attribuiti in base al cognome con cui si è nati, questa possibilità di  cambiamento &#8220;vero&#8221; non riesco proprio a vederla.</p>
<p>Se si vuole davvero &#8220;Salvare l&#8217;Italia&#8221; serve una spinta nuova che coinvolga le coscienze di tutti noi e di ciascuno di noi. Occorre saper vedere oltre il proprio egoismo, saper rinunciare a qualche privilegio, avere la consapevolezza dei propri doveri prima ancora di quella dei propri diritti, sapersi assumere la responsabilità delle proprie azioni. Questo sì, che sarebbe cambiamento vero, quello che non si deve chiedere solo alla classe politica, ma che occorre prima di tutto esigere da se stessi.</p>
<p>Il nuovo Sessantotto, il vento di cambiamento, quello vero, stavolta non dobbiamo aspettarci di trovarlo in piazza. Il nuovo Sessantotto, se c&#8217;è, occorre tirarlo fuori da dentro di noi.</p>]]></content:encoded>
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		<title>4 Novembre 1918 - 650.000 Vite Perdute</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/4-novembre-1918-650000-vite-perdute/vere-donne/dellefragilicose/8951/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 08:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

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		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 26 ottobre scorso è morto l&#8217;ultimo reduce italiano della prima guerra mondiale.
Di quell&#8217;immane tragedia rimangono ormai pochissimi testimoni viventi in tutto il mondo.
Quando si parla di guerra e specialmente della vittoria italiana nella prima guerra mondiale è facile cadere nella retorica patriottarda. Cercherò di non farlo.
Oggi a 90 anni esatti dalla fine di quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 26 ottobre scorso <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_26/borroni_morto_1dc9ba5e-a3a0-11dd-8d2c-00144f02aabc.shtml" target="_blank">è morto l&#8217;ultimo reduce italiano della prima guerra mondiale</a>.<br />
Di quell&#8217;immane tragedia rimangono ormai <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_26/scheda_reduci_10df5e30-a39f-11dd-8d2c-00144f02aabc.shtml?fr=correlati" target="_blank">pochissimi testimoni viventi in tutto il mondo</a>.</p>
<p><span id="more-8951"></span>Quando si parla di guerra e specialmente della vittoria italiana nella prima guerra mondiale è facile cadere nella retorica patriottarda. Cercherò di non farlo.</p>
<p>Oggi a 90 anni esatti dalla fine di quel conflitto, voglio pensare per un attimo con dolore alle milioni di vite massacrate nel grande tritacarne, ai fanti finiti a bastonate in testa, ai corpi soffocati e combusti dai gas tossici, alle decimazioni, ai ventri squarciati dalle baionette, agli arti staccati dal gelo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/15o.jpg" alt="" width="500" height="292" /></p>
<p>Fa veramente impressione pensare a quante persone inconsapevoli furono coinvolte nell&#8217;inutile tentativo di stabilire un equilibrio di potere in Europa. Equilibrio fragilissimo che dovette essere sconvolto dopo appena vent&#8217;anni.</p>
<p>Fa veramente impressione pensare all&#8217;insensibilità dei governi che, di fronte alla difesa degli interessi industriali e di capitale, non esitarono e non esitano tuttora a sacrificare milioni di esistenze in un terribile confronto di forza.</p>
<p>Fa veramente impressione pensare a mogli, madri e figli che si videro strappate l&#8217;opportunità di vedere i loro uomini diventare vecchi e spegnersi serenamente nei loro letti.</p>
<p>Fa veramente impressione pensare a quegli italiani semplici ed ignoranti, strappati dai loro campi e dalle loro fabbriche per partecipare ad un conflitto che doveva segnare l&#8217;affermazione internazionale dell&#8217;Italia con la scusa della ricomposizione dell&#8217;Unità Nazionale.</p>
<p>Unità Nazionale che oggi, di fronte agli interessi localistici, è diventato un disvalore, un peso, una vergogna. Chissà cosa penserebbero questi vecchi fanti, a cui fu negata la possibilità di vivere e amare, se potessero tornare per un solo giorno e guardare lo scempio che abbiamo fatto del sacrificio che gli fu imposto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/6_grandeguerra.gif" alt="" width="200" height="289" /></p>
<p>Preferisco non pensarci. Ormai, come l&#8217;<a href="http://www.mentecritica.net/otto-settembre/border-zone/dellefragilicose/1346/" target="_blank">8 settembre</a>, questo è un giorno qualunque. La memoria è persa e con essa l&#8217;eredità di consapevolezza che dovrebbe condurre con sé.<br />
Se avete tempo, fermatevi un attimo a pensare. In quella terra arsa è stato versato anche il vostro sangue. Se ne ricordate i nomi, portateli un attimo alla mente. Se non li conoscete, cercateli.<br />
E&#8217; inutile, non serve a nulla, ma non sempre si fa quello che è utile.</p>
<p>A volte si fa anche quello che è solo giusto.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Alla Ricerca delle Semplici Verità</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/alla-ricerca-delle-semplici-verita/cronache-italiane/anna-m-caputano/7810/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 12:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marechiaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

		<category><![CDATA[italia]]></category>

		<category><![CDATA[italiani]]></category>

		<category><![CDATA[memoria]]></category>

		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo ogni giorno bombardati da revisioni storiche, analisi e notizie spesso contrapposte di ciò che che è stato o che avviene in Italia e all&#8217;estero, spesso mettono in discussione anche i motivi dei nostri stessi comportamenti istintivi.
A chi dare ragione? per eventi storici lontani ben poco possiamo sapere e in realtà forse ben poco c&#8217;importa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo ogni giorno bombardati da revisioni storiche, analisi e notizie spesso contrapposte di ciò che che è stato o che avviene in Italia e all&#8217;estero, spesso mettono in discussione anche i motivi dei nostri stessi comportamenti istintivi.</p>
<p><span id="more-7810"></span>A chi dare ragione? per eventi storici lontani ben poco possiamo sapere e in realtà forse ben poco c&#8217;importa come morì esattamente Napoleone ma per gli eventi più vicini a noi, quelli che sono alla base del nostro appartenere a un&#8217;Italia con la sua Costituzione, le sua alleanze e la sua situazione economica dovremmo criticamente cercare almeno pezzi di verità in nostro possesso e non solo seguire ciò che ci vorranno far credere.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/italia-cason.jpg" alt="" width="500" height="357" /></p>
<p>Quando i vecchi vengono a mancare ci accorgiamo che ci siamo lasciati sfuggire realtà genuine, non manovrate, particolari che ci sembravano solo inutili sono in realtà la sintesi di eventi a volte addirittura mondiali, e possiamo ricollegarli a ciò che si legge nei libri di storia. &#8220;Questo baule è stato in America!&#8221; e il ricordo di quelle tavole di legno grezzo ma robusto mi aprono pagine vere di vita vissuta del primo novecento, quando una vedova con tre figlie non avendo possibilità nel meridione di vivere decise di tentare l&#8217;avventura.</p>
<p>La mia bisnonna contribuì all&#8217;industria tessile americana col suo lavoro, mia mamma ricordava d&#8217;aver visto l&#8217;antico telaio, ma, come si direbbe ora, la depressione sfociata addirittura in un&#8217;alopecia di una delle figlie la spinse a tornare in Italia. Forse chissà, se fosse rimasta laggiù, poteva rimanere bruciata in quella fabbrica da cui è nata la ricorrenza dell&#8217;otto marzo, festa della donna!</p>
<p>La prima guerra mondiale per noi è finita con la morte di Michele , di cui è rimasta solo una foto salvata con mille peripezie da mio padre: ed è solo questo ricordo di un figlio rimasto orfano che la guerra ha risparmiato, tutto è andato in fumo, compresa la villa di famiglia venduta dagli zii per farli crescere, ricavato che la crisi Wall Strett del &#8216;29 ridusse drasticamente.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/emigranti.jpg" alt="" width="493" height="332" /></p>
<p>Come si viveva al tempo del fascismo nelle famiglie che non erano ne&#8217; oppositori ne&#8217; sostenitori posso dedurlo da episodi del genere: l&#8217;unico vestito bello &#8220;a sciurill&#8221; mangiato dalle formiche nel famoso baule, la finanza che controllava fogliolina per fogliolina il tabacco a cui doveva corrispondere poi il totale delle foglie consegnate, il trasporto dei militari di leva dal sud a Bolzano in treno nei carri bestiame, il sabato dei giovani sacrificato al regime&#8230;.l&#8217;analfabetismo oppure i sacrifici per frequentare anche solo i primi anni di scuola elementari, con i compiti che si facevano sui sacchetti della pasta&#8230;..</p>
<p>lo sbarco degli Alleati nella seconda guerra distrusse l&#8217;intera coltivazione, e una bomba a mano lasciata nei campi solo per la prontezza di mio zio ragazzino non è scoppiata in mano a mia sorella. Non capisco perché delle quattro giornate di Napoli se ne parli così poco, forse dà fastidio pensare che una città si possa liberare da sola?</p>
<p>Esattamente non so cosa successe lì ma in famiglia si parlava spesso della situazione vissuta in provincia di Salerno: gli uomini sparsi nei diversi fronti: chi &#8220;doveva spaccare le reni alla Grecia&#8221; se ne tornò tra mille peripezie appena poté senza vantarsi di niente, un mio zio fu preso dai tedeschi e tornò peggio di tutti con zecche, scabbia e pulci, mio padre dalle sabbie di Marsa Matruk si fece il giro del mondo prigioniero di una nave inglese per un anno e poi, fortunato visto gli altri, scelse di lavorare in un&#8217;azienda agricola (l&#8217;alternativa erano le miniere) prigioniero in Inghilterra, e la cosa di cui si è sempre vantato è stata quella di non aver mai sparato un colpo e c&#8217;è da credergli visto che ha sempre odiato la caccia e di essere riuscito a fuggire dal campo nella campagna d&#8217;Africa ma poi pensandoci, tornò indietro: era in pieno deserto, con i tedeschi da una parte che sprecavano l&#8217;acqua al posto di darla agli italiani sebbene fossero alleati, gli Inglesi dall&#8217;altra, gli arabi gelosi delle loro donne.</p>
<p>Tornò al campo più di nascosto di come era scappato, se l&#8217;avessero scoperto, l&#8217;avrebbero sparato alla schiena come traditore. Dovremmo andare indietro anche nei ricordi della nostra infanzia e se non ricordiamo i fatti storici perché i giochi e il fidanzatino ci distoglievano dal &#8216;68, dalle brigate rosse e dalla prima repubblica, farebbe bene ripensare a com&#8217;erano diversi da oggi quei luoghi dove ci si divertiva con niente.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/tv_set2.jpg" alt="" width="500" height="408" /></p>
<p>Ricordo un viale alberato non tanto com&#8217;era ma perché i miei sgridavano mia sorella che dava i calci a tutte le foglie rovinando gli stivaletti appena comprati con tanti sacrifici. Adesso non ce n&#8217;è una manco a cercarla: è tutto una spianata di asfalto. Non è solo nostalgia ripensare a tutto quello che si poteva comprare col primo stipendio, a quanto durava qualsiasi cosa comprata, che si viveva benissimo senza telefonino e con la stufa a legna al posto del riscaldamento centralizzato, che ai giardinetti c&#8217;erano le panchine, le aiuole, tanti alberi, i giochi s&#8217;inventavano e non c&#8217;erano come ho visto in un parco sagome in plastica di &#8220;Arbre magique&#8221;,che orrore!</p>
<p>Ci sarebbe molto da dire ma mi limito ad un altro aspetto per valutare veramente le cose come sono: non c&#8217;è bisogno di un sociologo per sapere che il consumo della droga è sempre più fra i giovanissimi, se entrate in confidenza con qualche ragazzino ve lo dirà lui stesso come sui muri divisori dei bagni delle scuole, già alle medie funziona lo scambio soldi-dose, ma non vi dirà mai chi la dà, consapevole com&#8217;è di cosa rischia a dirlo; alcuni vi parleranno perfettamente della situazione di certi paesi in Calabria, dove si sparisce , dove c&#8217;è chi ottiene il &#8220;rispetto&#8221; &#8230;..e se gli dite ma nessuno si ribella, sentite cosa risponde! poi il mondo è piccolo e si può collegare quello che succede da una parte con quello che si scopre da un&#8217;altra, a quello che si vede e a quello che si può immaginare&#8230;, se poi quando leggete il giornale non vi soffermate sulla notizia principale ma sui particolari, vi spaventerete voi stessi delle conclusioni a cui arriverete, solo il tempo purtroppo vi darà ragione .</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ricordi</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 11:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara di Notte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

		<category><![CDATA[boss]]></category>

		<category><![CDATA[memoria]]></category>

		<category><![CDATA[nepotismo]]></category>

		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordo che ogni volta che dovevo sostenere gli esami, indispensabili per non avere un futuro da contadina oppure da operaia, era sempre un’angoscia. Dal risultato degli esami dipendeva infatti la mia vita, almeno cosi’ mi facevano credere quando ancora la Cortina di Ferro separava il mondo verticalmente, fra Est ed Ovest e non orizzontalmente, fra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo che ogni volta che dovevo sostenere gli esami, indispensabili per non avere un futuro da contadina oppure da operaia, era sempre un’angoscia. Dal risultato degli esami dipendeva infatti la mia vita, almeno cosi’ mi facevano credere quando ancora la Cortina di Ferro separava il mondo verticalmente, fra Est ed Ovest e non orizzontalmente, fra nord e sud, come avviene adesso.</p>
<p><span id="more-7814"></span>Non tutti a quei tempi avevano l&#8217;opportunita&#8217; di proseguire gli studi oltre il livello base garantito dallo Stato. Non era una questione di soldi, in quanto era tutto a carico dello Stato, ma dopo i 14 anni solo chi dimostrava di avere, attitudine, capacita’ e volonta’ per andare avanti veniva ammesso agli istituti superiori. La competizione fra studenti diventava poi serrata con l’ammissione all’Universita’, perche’ l’esistenza del numero chiuso induceva chi intendeva conseguire la laurea a dare il meglio di se’. Ed in certi Paesi la laurea era necessaria finanche per poter essere “commerciante”.</p>
<p>Ma la cosa piu’ bella che ricordo e’ che non esistevano differenze fra sessi, fra etnie, oppure fra diversi livelli sociali; figli di burocrati slavi potevano benissimo studiare fianco a fianco con figlie di contadini zingari. Cio’ non creava alcun problema. Il Sistema non consentiva a nessuno di sentirsi forte di alcuna “superiorita&#8217;” che non fosse meramente inerente alle capacita&#8217; personali. Quindi niente privilegi per &#8220;discendenza&#8221;. Anzi, era proprio chi aveva provenienze “eccellenti”, chi aveva un genitore importante, che era in qualche modo piu&#8217; sottoposto a stress, poiche&#8217; doveva, piu’ di chiunque altro, dimostrare di essere all’altezza del nome che portava, altrimenti veniva dileggiato dai compagni, ma prima di tutto dalla sua famiglia.</p>
<p>Ricordo anche che c’era un esame il cui superamento era indispensabile, altrimenti si veniva considerati “poco intelligenti” e non adatti a proseguire. L’esame era “la storia del Partito”. Una domanda del tipo “quale partito?” sarebbe stata considerata motivo di bocciatura, oltre che di stupidita’, e di quale Partito si trattasse e’ facile intuirlo.</p>
<p>In effetti, adesso ricordo, una piccola discriminazione veniva fatta anche in quel Sistema. Coloro che potevano contare su genitori che facevano parte della “nomenklatura”, in quello specifico esame erano favoriti: in caso di esito negativo, bastava una telefonata di papa’ al preside della scuola per dar modo al figlio di poterlo ripetere. Tale procedura avveniva pero&#8217; ufficiosamente ed in modo riservato. Niente di questo piccolo “favoritismo” doveva trapelare, e se lo studente si fosse rivelato una seconda volta impreparato, a quel punto nessuno avrebbe potuto evitargli l’esclusione dagli studi. Fosse stato anche il figlio del Presidente del Partito.</p>
<p>Per avere un&#8217;idea di come la reputazione fosse importante per certi uomini, basta ricordare il fatto che, alla fine degli anni &#8216;70, primi &#8216;80 in Russia, coinvolse il ministro degli interni Yuri Churbanov, genero di Brezhnev, terzo marito della figlia Galina. Allorquando si sparse la voce di tangenti che aveva ricevuto, fu immediatamente estromesso dall&#8217;incarico, ed una volta appurata la sua colpevolezza fu condannato a 12 anni di carcere duro (di cui 6 amnistiati).</p>
<p>Essi’, erano proprio strani i burocrati di allora che non conoscevano l&#8217;utilizzo di certi &#8220;lodi ad personam&#8221;. Tenevano sia alla loro reputazione che a quella dei loro familiari e mai avrebbero “spiattellato” sui giornali di avere un figlio non all’altezza di superare un esame. Ancor meno avrebbero portato il caso di fronte al Ministro dell’Istruzione.</p>
<p>Ma si sa… quelli erano comunisti.</p>
<p><span style="#000099;">«Non è possibile che un ragazzo possa essere massacrato agli esami soltanto perché ha portato una tesina su Carlo Cattaneo» (<a href="http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_04/bossi_junior_bocciato_46a2b9a6-91dc-11dd-b85e-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Umberto Bossi</a>) </span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8298 aligncenter" title="Renzo Bossi" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/bossinojpg.jpg" alt="" width="315" height="470" /></p>]]></content:encoded>
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		<title>Toponomastica Fantastica: Revisionismi</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 11:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diabolicomarco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

		<category><![CDATA[Strange Days]]></category>

		<category><![CDATA[Almirante]]></category>

		<category><![CDATA[america]]></category>

		<category><![CDATA[Colombo]]></category>

		<category><![CDATA[fascismo]]></category>

		<category><![CDATA[fini]]></category>

		<category><![CDATA[toponomastica]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa mi sono ritrovato a perdere tempo in piazzale 12 Ottobre 1492, a Roma. Ero arrivato in anticipo ad un appuntamento con il mio dentista. Avevo un dente rotto che mi faceva patire le pene dell&#8217;inferno e in più la febbre alta, ero quindi di pessimo umore. Mi sono messo a fantasticare sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa mi sono ritrovato a perdere tempo in piazzale 12 Ottobre 1492, a Roma. Ero arrivato in anticipo ad un appuntamento con il mio dentista. Avevo un dente rotto che mi faceva patire le pene dell&#8217;inferno e in più la febbre alta, ero quindi di pessimo umore. Mi sono messo a fantasticare sulla toponomastica romana, sempre ricca di spunti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8058" title="caravelle" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/caravelle.jpg" alt="" width="500" height="243" /></p>
<p><span id="more-8045"></span></p>
<p><em>L&#8217;uovo di Colombo</em></p>
<p><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Piazzale+12+Ottobre+1492,+00154+Roma+Roma,+Lazio,+Italia&amp;sll=42.515892,14.139061&amp;sspn=0.10831,0.21904&amp;ie=UTF8&amp;cd=1&amp;geocode=FfXjfgId5ou-AA&amp;ll=41.871318,12.4874&amp;spn=0.003611,0.010922&amp;t=h&amp;z=17&amp;iwloc=addr" target="_blank">Piazzale 12 Ottobre 1492</a>, data storica, la data della scoperta dell&#8217;America.  Con la toponomastica si può ripercorrere la storia. C&#8217;è  <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Via+20+Settembre,+60,+00187+Roma+Roma,+Lazio,+Italia+porta+pia&amp;sll=41.909192,12.501342&amp;sspn=0.000902,0.001711&amp;ie=UTF8&amp;ll=41.909368,12.501253&amp;spn=0.000902,0.001711&amp;t=h&amp;z=19&amp;iwloc=addr" target="_blank">via XX settembre</a> che passando per Porta Pia sfocia in Corso d&#8217;Italia. Un bignami per <a href="http://www.mentecritica.net/esterno-vestivamo-alla-zuava/storia-e-memoria/lameduck/7280/">un pezzo di storia che si vuole revisionare</a>.</p>
<p>C&#8217;è revisionismo e revisionismo. Io quella data non la celebrerei. Qui c&#8217;è Colombo che <a href="http://maps.google.it/maps?q=palos&amp;ie=UTF-8&amp;oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;sa=N&amp;tab=wl" target="_blank">Via Palos</a> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palos_de_la_Frontera" target="_blank">de La Frontera</a>) arriva, nella fatidica data, a &#8220;scoprire l&#8217;America&#8221;. Che cosa vuol dire &#8220;scoperta dell&#8217;America&#8221;? Come se l&#8217;America non fosse sempre esistita, come se fino a quando non siamo arrivati Noi non ci fosse nulla. Siamo stati Noi, Noi Europei ma soprattutto noi Italiani, che per mezzo dei nostri concittadini santi-poeti-navigatori abbiamo &#8220;creato&#8221; l&#8217;America. Con Colombo (per gli amici <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Crist%C3%B3bal_Col%C3%B3n" target="_blank">Cristóbal Colón</a>) che l&#8217;ha &#8220;trovata&#8221; e Amerigo Vespucci che gli ha dato il nome. Continuiamo pure ad illuderci. La vera mappa del mondo è la seguente:</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-8052" title="world-map" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/world-map-300x179.gif" alt="" width="300" height="179" /></p>
<p>Pensavo fosse un mio vaneggiamento, invece <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scoperta_dell%27America" target="_blank">leggo</a> che l&#8217;espressione &#8220;Scoperta delle Americhe&#8221;</p>
<blockquote><p>utilizzata fino a poco tempo fa per designare il fenomeno della colonizzazione europea delle Americhe, non viene più utilizzata, in quanto considerata portatrice di un punto di vista nettamente eurocentrico, oltre ad essere probabilmente inesatta: la vera scoperta fu effettuata dalle prime popolazioni che arrivarono a piedi durante l&#8217;ultima <a title="Glaciazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Glaciazione">glaciazione</a> passando sopra all&#8217;attuale <a title="Stretto di Bering" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stretto_di_Bering">Stretto di Bering</a>. Molto probabilmente però ci furono altri esploratori partiti dall&#8217;<a title="Europa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Europa">Europa</a> e che navigarono fino al nuovo continente; i primi a giungervi furono, secondo tale tesi, i <a title="Vichinghi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vichinghi">vichinghi</a> (<a class="mw-redirect" title="Leif Ericsson" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leif_Ericsson">Leif Ericsson</a>, figlio del proscritto Eirik Raude), giunti intorno all&#8217;anno <a title="1000" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1000">1000</a> a <a title="Terranova" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terranova">Terranova</a>, nell&#8217;odierno <a title="Canada" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Canada">Canada</a>, che venne chiamata <a class="mw-redirect" title="Vinlandia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vinlandia">Vinlandia</a> (dall&#8217;antico <a title="Lingua norvegese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_norvegese">norvegese</a> <em>vin</em>, pianura e <em>land</em>, terra). Per questi motivi si preferisce parlare quindi di &#8220;conquista delle Americhe&#8221;, ponendo così l&#8217;accento sulle violenze commesse dai <em><a title="Conquistadores" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conquistadores">Conquistadores</a></em> nel cosiddetto &#8220;Nuovo mondo&#8221; e soprattutto dai coloni inglesi in <a class="mw-redirect" title="America Settentrionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/America_Settentrionale">America Settentrionale</a>, che hanno portato i nativi a vivere in <a title="Riserva indigena" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_indigena">riserve</a>.</p></blockquote>
<p><em>Air Terminator</em></p>
<p>Sullo sfondo troneggia l&#8217;Air Terminal Ostiense. Un monumento allo spreco di denaro pubblico nato per i mondiali di calcio del 1990 con lo scopo di collegare la città con l&#8217;aeroporto di Fiumicino ma che da subito fu fallimentare. <a href="http://www.spreconi.it/2007/06/quindici_miliar.html" target="_blank">Più di un anno fa si dava per spacciato</a>, invece sta ancora lì, <a href="http://degradodiroma.wordpress.com/2008/05/27/ultima-fermata-air-terminal-ostiense/" target="_blank">nel degrado di sempre</a>. (un riassunto storia dell&#8217;Air Terminal la trovi <a href="http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&amp;id_articolo=4466" target="_blank">qui</a>, i futuro sulla carta è invece <a href="http://www.urbanistica.comune.roma.it/urbaroma/pages/it/citta_nuova/ris_riq_periferie/lottizzazioni/capitan_bavastro/;jsessionid=0270615E7E0A471B510A6FE58E27A724.cms01" target="_blank">qui</a>). Come per la &#8220;scoperta dell&#8217;America&#8221; ci hanno spacciato per bene pubblico quello che invece è stato solo ed esclusivamente un vantaggio degli investitori.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-8051" title="air-terminal-ostiense" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/air-terminal-ostiense-300x147.jpg" alt="" width="300" height="147" /></p>
<p><em>Piazzale Almirante? </em></p>
<p>Nella vicina stazione Ostiense avevo appena letto un volantino incollato su una parete che, anche se quasi illeggibile perché mezzo scrostato dal tempo e dalle intemperie, inneggiava alla protesta per la possibile intitolazione di una via a Giorgio Almirante. Se piazza 12 ottobre 1492 diventasse Piazzale Giorgio Almirante? Basterebbe invertire due numeri per ottenere la data 1942 quando Almirante scriveva frasi giudicate &#8220;vergognose&#8221; anche da <a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_28/almirante_fini_razzismo_8c4ab1ca-2c8d-11dd-8f6e-00144f02aabc.shtml" target="_blank">un revisionato come Gianfranco Fini</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8053" title="almirante_giorgio6l3ikz" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/almirante_giorgio6l3ikz.jpg" alt="" /></p>
<p>L&#8217;ANPI scrive ad Alemanno per <a href="http://www.anpi.it/dichiarazioni/rm_via_almirante.htm" target="_blank">dire no ad una &#8220;via Giorgio Almirante&#8221;</a>. Con stupore scopro che almeno in 10 comuni esiste già:</p>
<ul>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+87028+Praia+a+Mare+Cosenza,+Calabria,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=1&amp;geocode=FY51YAId5g_xAA&amp;ll=39.87676,15.798254&amp;spn=0.007443,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Praia a Mare</a> (CS),</li>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+74012+Crispiano+Taranto,+Puglia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=2&amp;geocode=FQJzawId9isHAQ&amp;ll=40.597759,17.247205&amp;spn=0.014729,0.02738&amp;t=h&amp;z=15&amp;iwloc=addr" target="_blank">Crispiano </a>(TA),</li>
<li> <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+71016+San+Severo+Foggia,+Puglia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=3&amp;geocode=FRNDfAIdMZLqAA&amp;ll=41.698824,15.372856&amp;spn=0.007242,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">San Severo</a> (FG),</li>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+84096+Montecorvino+Rovella+Salerno,+Campania,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=5&amp;geocode=FT_nbAIdgYLkAA&amp;ll=40.692288,14.97561&amp;spn=0.007354,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Montecorvino Rovella</a> (SA),</li>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+70010+Locorotondo+Bari,+Puglia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=7&amp;geocode=FZ_obQIdxFgIAQ&amp;ll=40.758164,17.324238&amp;spn=0.007347,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Locorotondo </a>(BA),</li>
<li><span><span><span dir="ltr"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+95030+Tremestieri+Etneo+Catania,+Sicilia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=8&amp;geocode=FbLRPAIdVWDmAA&amp;ll=37.541072,15.09794&amp;spn=0.00769,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Tremestieri Etneo</a> (CT)</span></span></span>,</li>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+93018+Santa+Caterina+Villarmosa+Caltanissetta,+Sicilia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=9&amp;geocode=FQydPQIdbTPWAA&amp;ll=37.593135,14.037867&amp;spn=0.007685,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Santa Caterina Villarmosa</a> (CL).</li>
</ul>
<p>Non solo piccoli comuni, ci sono anche tre capoluoghi di provincia:</p>
<ul>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+97100+Ragusa+Ragusa,+Sicilia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=6&amp;geocode=FexsMwId01TgAA&amp;ll=36.925452,14.701788&amp;spn=0.007753,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Ragusa</a>,</li>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+71100+Foggia+Foggia,+Puglia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=4&amp;geocode=FexIeAIdAXHtAA&amp;ll=41.438174,15.560954&amp;spn=0.007271,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Foggia</a></li>
<li><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Giorgio+Almirante,+73100+Lecce+Lecce,+Puglia,+Italia&amp;sll=42.511463,14.145069&amp;sspn=0.057196,0.10952&amp;ie=UTF8&amp;cd=10&amp;geocode=FXjQZwIdr68VAQ&amp;ll=40.358776,18.198445&amp;spn=0.007391,0.01369&amp;t=h&amp;z=16" target="_blank">Lecce</a>.</li>
</ul>
<p>Tutti comuni de Sud. Ma, oltre a Roma, ci sono altri comuni del centro come <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Montesilvano+PE&amp;ie=UTF8&amp;ll=42.515892,14.139061&amp;spn=0.10831,0.21904&amp;t=h&amp;z=12&amp;iwloc=addr" target="_blank">Montesilvano</a> (PE) che  <a href="http://ilcentro.repubblica.it/dettaglio/Via-Almirante-la-giunta-approva/1523934?edizione=EdRegionale" target="_blank">si apprestano a farlo</a>. Prima o poi l&#8217;Italia si farà.</p>
<p>Resto ancora più sbigottito <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/28/il-no-degli-ebrei-romani-via-almirante.html" target="_blank">leggendo che</a> <em>Donna Assunta ringrazia Alemanno ma ricorda che «Almirante ha già 260 strade, che sono sufficienti»</em></p>
<p>Duecentosessanta?</p>
<p><em>Rivoluzione (toponomastica) d&#8217;Ottobre</em></p>
<p>Ho letto su alcuni blog di destra che avere una via intitolata ad Almirante andrebbe a bilanciare la sovietica &#8220;<a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Via+Lenin,+00149+Roma&amp;sll=41.870583,12.49168&amp;sspn=0.003611,0.006845&amp;ie=UTF8&amp;ll=41.850303,12.447875&amp;spn=0.007225,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Via Lenin</a>&#8220;. Come dire <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Via+Stalin,+92015+Raffadali+Agrigento,+Sicilia,+Italia&amp;sll=41.850303,12.447875&amp;sspn=0.007225,0.01369&amp;ie=UTF8&amp;cd=1&amp;geocode=FSDQOgIdK3rOAA&amp;ll=37.409608,13.531702&amp;spn=0.007704,0.01369&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">Via Stalin</a> equilibrata da <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=Piazzale+12+Ottobre+1492,+00154+Roma+Roma,+Lazio,+Italia&amp;sll=42.515892,14.139061&amp;sspn=0.10831,0.21904&amp;ie=UTF8&amp;cd=1&amp;geocode=FfXjfgId5ou-AA&amp;ll=41.871318,12.4874&amp;spn=0.003611,0.010922&amp;t=h&amp;z=17&amp;iwloc=addr" target="_blank">Via Benito Mussolini</a>, e via bilanciando. Esagerati. Non c&#8217;è mica la toponomastica degli Offlaga Disco Pax!</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/toponomastica-fantastica-revisionismi/storia-e-memoria/diabolicomarco/8045/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a><br />
Forse hanno fatto  bene gli &#8220;<a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Manhattan,+New+York,+Stati+Uniti+d%27America&amp;ie=UTF8&amp;ll=40.750654,-73.987985&amp;spn=0.007347,0.01369&amp;z=16&amp;iwloc=addr" target="_blank">scoperti</a>&#8221; a chiamare le loro strade con un numero, e non un nome. Viva Manhattan, viva l&#8217;America.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ma S.Anna dov&#8217;è?</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ma-sanna-dove/cronache-italiane/ataru/7982/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 06:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ataru</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[S.Anna di quale nazione?
Questo ho sentito chiedere da una ragazza, al suo accompagnatore non a me (faccina sconsolata), prima che iniziasse la proiezione di Miracolo a S.Anna.

Io onestamente non me la sento di imputarle chissà quale ignoranza perché anche io non ne so abbastanza, perché puoi dire di aver avuto un professore illuminato se ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>S.Anna di quale nazione?<br />
Questo ho sentito chiedere da una ragazza, al suo accompagnatore non a me (faccina sconsolata), prima che iniziasse la proiezione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Miracolo_a_Sant%27Anna">Miracolo a S.Anna</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8000 aligncenter" title="stazzema_ossario_di_sant_anna_di_stazzema_7-small" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/stazzema_ossario_di_sant_anna_di_stazzema_7-small.jpg" alt="" width="500" height="339" /></p>
<p><span id="more-7982"></span>Io onestamente non me la sento di imputarle chissà quale ignoranza perché anche io non ne so abbastanza, perché puoi dire di aver avuto un professore illuminato se ti parla di questa strage, perché il 12 agosto non viene mai data notizia di solenni celebrazioni (che ci sono, ma a cui evidentemente non partecipano quelli che contano) e perché perfino il processo conclusosi con la pronuncia della Cassazione nel 2007 ha avuto lo spazio che si da alle notizie di contorno, di Meredith invece sappiamo pure che marca di mutandine porta.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8002 aligncenter" title="stazzema_ossario_di_sant_anna_di_stazzema_10-small" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/stazzema_ossario_di_sant_anna_di_stazzema_10-small.jpg" alt="" width="500" height="350" /></p>
<p>Forse prima di chiedere la fiducia alle camere di una riforma della scuola che reintroduce il voto di condotta, il riordino degli insegnanti (che in italiano si legge taglio) e il grembiulino d&#8217;ordinanza ci si dovrebbe anche curare di insegnare come si è formata la Repubblica e di ricordare gli eccidi di donne e bambini a causa del nazifascismo.<br />
Anche parificare il pagamento degli insegnanti di religione a quello degli altri insegnanti non sarebbe male, anche il Papa ha detto che mentre i soldi scompaiono la parola di Dio è solida.</p>
<p>E lo so che parlare di queste cose quando l&#8217;economia mondiale va a rotoli sembra antidiluviano, ma sono sempre stato convinto che senza passato saremo senza futuro</p>
<p><strong>N.d.R.</strong>: foto tratte da:<a href="http://www.resistenzatoscana.it/monumenti/stazzema/ossario_di_sant_anna_di_stazzema/" target="_blank">ResistenzaToscana.it, Per dignità, non per odio</a>. Gli originali sono di qualità superiore.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Vestivamo alla Zuava</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/esterno-vestivamo-alla-zuava/storia-e-memoria/lameduck/7280/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 11:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caffè Amaro]]></category>

		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

		<category><![CDATA[chiesa_di_roma]]></category>

		<category><![CDATA[laicismo]]></category>

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		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Bollettino sanitario della laicità e dell&#8217;antifascismo, attualmente ricoverati in rianimazione ed in prognosi riservata. Per non parlare dell&#8217;informazione che ormai attende la visita del medico necroscopo. Il Papa è andato in Francia ad impicciarsi di laicismi altrui e noi al massimo ci siamo interrogati, con pezzi di giornalismo sublime, sul mistero delle mutande &#8220;tagliachiappa&#8221; (video) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bollettino sanitario della laicità e dell&#8217;antifascismo, attualmente ricoverati in rianimazione ed in prognosi riservata. Per non parlare dell&#8217;informazione che ormai attende la visita del medico necroscopo. Il Papa è andato in Francia ad impicciarsi di <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2008/09/12/benedetto-xvi-in-francia-riflettiamo-sulla-laicita/"><span style="bold;">laicismi altrui</span></a><span style="bold;"> </span>e noi al massimo ci siamo interrogati, con pezzi di giornalismo sublime, sul mistero <a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/spettacoli/2985625/5" target="_blank">delle mutande &#8220;tagliachiappa&#8221; (video)</a> sfoggiate da Carla Bruni nel corso dell&#8217;incontro tra Benedetto e Sarko, il cui succo ideologico era: &#8220;Come mai ha evitato il perizoma?&#8221;</p>
<p style="padding: 12px 0pt; text-align: left;"><img class="size-full wp-image-7636 aligncenter" title="carla-bruni-bang" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/carla-bruni-bang.jpg" alt="" width="489" height="330" /><br />
<span id="more-7280"></span>Poco male in fondo. Se Benedetto parlava da Lourdes credendo di trovarsi nel cortile di Castelgandolfo, quei pochi francesi che non avevano le mani sulle orecchie e facevano &#8220;blablablabla&#8221; ad alta voce, erano più <a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/esteri/edvige/edvige/edvige.html"><span style="bold;">preoccupati dell&#8217;ipotesi Edvige</span></a>, un sistema di controllo di dati sensibili di milioni di cittadini, ben più pericoloso dei proclami di un vecchio porporato che è ossessionato dagli amori impuri. Ci torneremo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7629" title="porta_pia1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/porta_pia1.jpg" alt="" width="367" height="310" /></p>
<p>Intanto, nel silenzio generale, in Italia è trascorso l&#8217;anniversario della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Presa_di_Roma" target="_blank"><span style="bold;">Breccia di Porta Pia</span></a>, ovvero il ricordo del momento in cui, grazie alla riconquista di Roma all&#8217;Italia, la laicità dello Stato divenne valore nazionale.<br />
A chi volesse obiettare che non si trattò di scelta di popolo ricordo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Presa_di_Roma#Plebiscito_di_annessione" target="_blank">il Plebiscito</a> che seguì il 2 ottobre<span style="bold;"> </span>1870 e che vide uscire dalle urne <span style="bold;">40.785  si </span>per Roma capitale del Regno d&#8217;Italia e solo <span style="bold;">46 no</span>. Come dire, non ci fu partita.</p>
<p>Ora, dobbiamo ringraziare quell&#8217;adorabile e irascibile rompicoglioni di <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=31438&amp;sez=HOME_ROMA"><span style="bold;">Marco Pannella </span></a>se uno straccetto di notizia sulla ricorrenza è passata di straforo nelle agenzie.<br />
Cosa è successo intanto, a livello di commemorazioni?<br />
Da una parte i radicali ed altre organizzazioni che si riconoscono nel valore della laicità avevano indetto una manifestazione a Roma per ricordare il significato del 20 settembre. Manifestazione andata quasi deserta, per ammissione stessa degli organizzatori.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7634" title="sofia_loren_pirelli" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/sofia_loren_pirelli.jpg" alt="" width="432" height="285" /></p>
<p>E va bene, gli italiani sono più propensi a ricordare il 20 settembre come la data di nascita di Sophia Loren che come data nazionale e fine dello strapotere dello stato pontificio. I telegiornali infatti hanno fatto gli auguri alla Pizzaiola e non alla vecchia Signora Pia Porta. Sign of the times.</p>
<p>Sul fronte delle celebrazioni ufficiali, il sindaco Alemanno, da vero principe delle pari opportunità, altro che il ministro Carfagna, ha pensato di far indossare alla Capitale il suo peggior pastrano revisionista.<br />
Questa volta non c&#8217;erano repubblichini da coccolare e giustificare ma pur sempre combattenti da mettere nello stesso calderone, questa volta conditi in <a href="http://roma2011.blogosfere.it/2008/09/a-porta-pia-va-in-scena-la-vergogna-del-revisionismo.html"><span style="bold;">salsa clericale</span></a>. Così Alemanno ha inviato a commemorare la Breccia il suo vice, Cutrufo, un generale che ha pensato di<a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=31405&amp;sez=HOME_ROMA"> <span style="bold;">leggere i nomi dei soldati papalini morti</span></a> in battaglia nel corso degli scontri e non quelli dei terroristi bersaglieri.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7633" title="breccia-a-porta-pia" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/breccia-a-porta-pia.jpg" alt="" width="489" height="330" /></p>
<p>Lo so che il paragone farà arricciare le dita dei piedi a qualcuno ma sarebbe come se il sindaco di New York decidesse di far recitare i nomi degli attentatori degli aerei di fronte alla voragine di Ground Zero, l&#8217;11 settembre.<br />
Di questo passo, il 25 aprile sentiremo leggere i nomi degli stupratori marocchini al seguito delle truppe alleate e citare in ordine alfabetico i fucilatori di S. Anna di Stazzema e Marzabotto.</p>
<p>Alemanno e Nanìa, tutte le brecce si portan via.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Le Olimpiadi che Passarono alla Storia</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono Olimpiadi e Olimpiadi.
Io non conosco un nome dei tanti atleti che hanno gareggiato a Pechino in questo agosto 2008. Gli atleti mi perdoneranno, non sono un tuttologo e lo sport oramai non lo seguo più e perciò lo conosco poco.
Ma dei nomi di tre atleti, due statunitensi e uno australiano, non me ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono Olimpiadi e Olimpiadi.<br />
Io non conosco un nome dei tanti atleti che hanno gareggiato a Pechino in questo agosto 2008. Gli atleti mi perdoneranno, non sono un tuttologo e lo sport oramai non lo seguo più e perciò lo conosco poco.<br />
Ma dei nomi di tre atleti, due statunitensi e uno australiano, non me ne dimenticherò mai.<br />
Il tempo non cancella i sentimenti, e i grandi uomini sono immortali.<br />
E dire che io, quel <strong>16 ottobre 1968</strong>, non ero nemmeno nato, e quel podio dei 200 metri dell’ Olimpiade di Città del Messico l’ho visto solo qualche decennio dopo.<br />
<strong>Quella sera del tumultuoso 1968, due velocissimi uomini neri si ribellavano in silenzio, a testa bassa, mostrando un pugno chiuso. </strong><br />
<strong>Il terzo uomo, bianco, si era schierato dalla loro parte</strong>, non aveva calzato il guanto nero del Black Power, ma <strong>alla tuta aveva appiccicato la stessa coccarda che portavano loro, per rivendicare la parità dei diritti degli afroamericani.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6569 aligncenter" title="carlos-smith1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/carlos-smith1.jpg" alt="" width="270" height="388" /></p>
<p><span id="more-6355"></span><br />
<strong>GRANDI UOMINI</strong></p>
<p>Quando scesero dal podio, dopo aver lasciato il mondo di sasso con la loro protesta, quel ragazzo bianco di Melbourne aveva rincarato la dose: <strong>«<em>Credo nei diritti civili</em></strong> - dichiarò con fierezza -. <strong><em>Ogni uomo nasce uguale agli altri e deve essere trattato come tale</em>».</strong> Erano gli anni delle grandi marce, dei grandi ideali, del «We shall over come» cantato sommessamente nei cortei sulle strade dell’ America dove i neri non potevano ancora andare all’ Università. Quel 16 ottobre cadeva <strong>pochi mesi dopo gli assassini di Martin Luther King e Robert Kennedy, paladini e simboli dei diritti umani.</strong><br />
<strong>Pochi giorni prima a Città del Messico c’era stato il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Tlatelolco" target="_blank">Massacro di Tlatelolco</a> con centinaia o forse migliaia di vittime.</strong><br />
<strong>Tommie Smith</strong>, che quella sera aveva portato il primato mondiale dei 200 a 19″83, <strong>e John Carlos praticamente chiusero lì la loro carriera dopo quella protesta davanti a tutto il mondo</strong>. <strong>Perseguitati dai benpensanti che li accusavano di non aver lavato i panni sporchi in famiglia, e isolati nello sport.</strong><br />
Ora per l’ uomo di colore è più facile sostenere le proprie idee, ma Smith, Carlos e l’australiano Peter Norman ebbero il coraggio di farlo quando era rischioso. Disse Carlos di Peter Norman dopo la sua morte: <strong>«<em>Quello che Norman fece fu più grande di ogni impresa sportiva, ci diede solidarietà totale, e con il tempo non è mai indietreggiato, né rinnegato la posizione che tenne</em>».</strong></p>
<p><strong>PICCOLI UOMINI</strong></p>
<p>Anche allora, nel 1968, di fronte a pochi grandi uomini, destinati a divenire immortali, c’erano tanti uomini piccoli piccoli. Uno di questi, il presidente del CIO (anch’esso statunitense), ripetè la solita manfrina: quel gesto sarebbe stato sbagliato, perchè i Giochi Olimpici sono sport, solo sport, e la politica va lasciata fuori.<br />
Un portavoce del CIO disse addirittura che quel gesto era stato “<em>una violenta e deliberata violazione dei principi fondamentali dello spirito olimpico</em>“. Quest’uomo condannò una silenziosa protesta a testa bassa e pugno alzato come violenta, ma non ebbe mai nulla da dire sul Massacro di Tlatelolco o sulla violenza dei bianchi statunitensi contro gli afroamericani.</p>
<p>E’ curioso notare, però, che il presidente del CIO nel 1968 era stato Presidente della Commissione Olimpica degli Stati Uniti alle Olimpiadi di Berlino 1936, quando <strong>non fece nessuna obiezione ai</strong> tanti <strong>saluti nazisti</strong> e fascisti che gli spettatori ebbero il piacere di vedere a quei bellissimi Giochi, svoltisi in maniera <span style="italic;">pressoché perfetta, un pò</span> come quelli di Pechino 2008.<br />
Smith e Carlos furono sospesi dalla squadra olimpica statunitense e furono costretti a lasciare il villaggio olimpico. Cacciati come cani, loro che invece erano uomini.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Meglio Tornare ai Bordelli?</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/tornare-ai-bordelli/rassegna-stampa/redazione/6748/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/tornare-ai-bordelli/rassegna-stampa/redazione/6748/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 11:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cazzotti]]></category>

		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

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		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha proposto al Consiglio dei Ministri un provvedimento che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe contrastare l&#8217;esercizio per le strade della professione più antica del mondo. La notizia è stata pubblicata su tutti i giornali, e il Messaggero.it ha raccolto alcuni commenti al riguardo.


Tra i molti commenti, uno in particolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha proposto al Consiglio dei Ministri un provvedimento che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe contrastare l&#8217;esercizio per le strade della professione più antica del mondo. <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=30677&amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">La notizia</a> è stata pubblicata su tutti i giornali, e <em><strong>il Messaggero.it</strong></em> ha raccolto alcuni commenti al riguardo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-6788" title="Prostituta in mezzo alla strada" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/prostituzione.jpg" alt="Prostituta in mezzo alla strada" width="350" height="263" /></p>
<p><span id="more-6748"></span></p>
<p>Tra i molti commenti, uno in particolare ha richiamato la nostra attenzione. E&#8217; stato scritto da un non meglio identificato signore di Rieti, che si firma Roberto e si autodefinisce &#8220;vecchio&#8221;, come tale in grado di fornire una testimonianza - presumiamo diretta - che abbiamo trovato interessante sottoporre ai lettori di MC. Eccola:</p>
<p><em>CASE CHIUSE</em></p>
<p><em>Una delle leggi più inutili e dannose è stata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Merlin" target="_blank">la legge Merlin</a><br />
A chi fa riferimento al Vaticano </em>[nel corso della discussione si era sostenuto che la chiusura delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casa_di_tolleranza" target="_blank">"case di tolleranza", altrimenti dette "bordelli" o "casini"</a> fosse stata sollecitata dal Vaticano n.d.r.]<em>, ricordo sommessamente che la Merlin era una senatrice comunista </em>[in realtà era socialista, n.d.r.]<em>. </em><br />
<em>Per l&#8217;aberrante concezione che non era dignitoso che le prostitute fossero sfruttate (io direi &#8220;difese&#8221;) dallo Stato sono state sbattute sulla strada alla mercè di ignobili sfruttatori.<br />
Ricordo. Già, ricordo perchè sono vecchio, che le case chiuse erano oasi di trasgressione discreta e controllata, igienicamente sicura. i clienti venivano accuramamente &#8220;lavati&#8221; prima della prestazione e ciò serviva anche per una sommaria verifica che non avessero infezioni sospette.<br />
Tra un rapporto e l&#8217;altro </em>[le "prestatrici d'opera", n.d.r.] <em>facevano accurati lavaggi con sostanze disinfettanti. Un medico dello Stato le visitava due volte la settimana ed i pericoli di malattie veneree erano ridotti ai minimi termini.<br />
Venivano trasferite ogni due o tre mesi per disperdere le loro tracce.</em><em> Quando l&#8217;età sfioriva, passavano in bordelli più economici. Agivano nel più totale anonimato ed alla fine sparivano nel nulla.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-6789" title="Henri De Toulouse-Lautrec, alone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/henri_de_toulouse-lautrec_alone.jpg" alt="Henri De Toulouse-Lautrec, alone" width="500" height="388" /></p>
<p>La testimonianza di questo sconosciuto lettore del <em>Messaggero </em>ci è sembrata meritevole di essere riportata per coloro (e ormai sono i più, per ovvi motivi anagrafici) che non hanno potuto conoscere direttamente quelle realtà e per le riflessioni che possono scaturire dalla descrizione dei luoghi e dei modi.</p>
<p>Inoltre essa ci ha dato l&#8217;occasione di conoscere un po&#8217; della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lina_Merlin" target="_blank">vita e dell&#8217;azione politica della senatrice Merlin</a> (e fare i dovuti confronti con i protagonisti odierni della vita politica italiana).</p>
<p>Tornando all&#8217;intervento del signor Roberto, egli lo completa con un appello:</p>
<p><em><span style="italic;">Oggi è un&#8217;orgia di sporcizia e focolaio di infezioni.<br />
Che cosa aspetta il governo a ripristinare con criteri moderni ed igienicamente sicuri una situazione che sta degenerando ogni giorno di più?. Cosa ci vuole a creare cooperative circoscrivendole in opportune zone a luci rosse, oltretutto molto più facilmente controllabili dalla forze dell&#8217;ordine e con periodiche visite dell&#8217;igiene pubblica, e tutelare, non solo la dignità, ma molto spesso la stessa incolumità di queste sventurate ragazze?</span></em></p>
<p>Per quanto riguarda questo appello, giudicate voi: foste voi a dover decidere, riaprireste o no quelle case, &#8220;chiuse&#8221; mezzo secolo fa dalla Merlin?</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Momenti Distaccati</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/momenti-distaccati/oltre-il-confine/emanuele/7057/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/momenti-distaccati/oltre-il-confine/emanuele/7057/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 05:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caffè Amaro]]></category>

		<category><![CDATA[Oltre il Confine]]></category>

		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

		<category><![CDATA[libertà]]></category>

		<category><![CDATA[musica]]></category>

		<category><![CDATA[Pink Floyd]]></category>

		<category><![CDATA[Richard Wright]]></category>

		<category><![CDATA[Ricordi]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui su Mentecritica si parla un po’ di tutto ciò che nel bene o nel male condiziona la nostra vita, ma per quanto schifo ci faccia questo momento storico sono certo che ognuno di noi ogni tanto si ferma, stacca la spina e va a spasso nella sua testa.


Spesso accade quando avvengono cose che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Qui su Mentecritica si parla un po’ di tutto ciò che nel bene o nel male condiziona la nostra vita, ma per quanto schifo ci faccia questo momento storico sono certo che ognuno di noi ogni tanto si ferma, stacca la spina e va a spasso nella sua testa.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-7070 aligncenter" title="wright" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/wright.jpg" alt="" width="200" height="225" /></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span id="more-7057"></span>Spesso accade quando avvengono cose che ci toccano dentro perché portano alla luce, soggettivamente, esperienze e ricordi assopiti, dimenticati, o dati per scontato.</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_762401722.html" target="_blank">Ieri la notizia della morte di Rick Wright</a>, una delle anime dei Pink Floyd, ed io per circa un’ora ho staccato la spina e sono tornato indietro nel tempo.</p>
<p class="MsoNormal">Alle prime volte che li ascoltai in cassetta a 10 anni, ai mille momenti passati in riva al lago d’autunno con The Dark Side of the Moon, alle centinaia di mattine in autobus d’inverno col walkman , agli esami all’università sostenuti con gli echi di The Wall…</p>
<p class="MsoNormal">Si, in poche parole una buona fetta della colonna sonora della mia vita.</p>
<p class="MsoNormal">E sono in questi momenti in cui stacchi la spina e rompi quasi definitivamente la realtà di quei ricordi che ti senti mancare qualcosa che prima davi per scontato.</p>
<p class="MsoNormal">Come guardare un paio di scarpe di qualcuno che se n’è andato, sapendo che nessuno le metterà più.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><a href="http://www.mentecritica.net/momenti-distaccati/oltre-il-confine/emanuele/7057/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Di Tutta l&#8217;Erba un Fascio</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/di-tutta-lerba-un-fascio/cronache-italiane/cambiamo-pianeta/6713/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 16:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cambiamo Pianeta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

		<category><![CDATA[fascismo]]></category>

		<category><![CDATA[italietta]]></category>

		<category><![CDATA[memoria]]></category>

		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[
“Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, dal loro punto di vista combatterono credendo nella difesa della patria opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando il rispetto di coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia”.

Queste sono le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
“Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, dal loro punto di vista combatterono credendo nella difesa della patria opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando il rispetto di coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia”.
</p></blockquote>
<p>Queste sono le parole pronunciate dal Ministro della Difesa on. Ignazio La Russa in occasione della cerimonia per l’anniversario della difesa di Roma, rendendo quindi esplicitamente onore ai soldati dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana.</p>
<p><span id="more-6713"></span><br />
Subito, appena udite queste frasi e ancora prima di iniziare a pensare, è esplosa in me la rabbia. Una rabbia densa, una collera quasi primitiva e ho provato un intenso desiderio di avere fra le mani questo spregevole individuo, capace di tanto abominio. Recuperate le facoltà mentali e ristabilita la connessione con il cervello, ho iniziato a riflettere, cercando di capire di che razza di coscienza stesse parlando il ministro? Quale tipo di coscienza può ritenersi soddisfatta dall’affermare che militari fascisti repubblichini siano da reputare paladini della patria al pari di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita in nome di un ideale alto e nobile come la democrazia, imputando le eventuali differenze a candide divergenze di punti di vista? La risposta è giunta in un lampo: <strong>la coscienza di un fascista!!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6796 aligncenter" title="rsi7" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/rsi7.jpg" alt="" width="496" height="778" /></p>
<p>Il periodo del <strong>becero revisionismo</strong> è iniziato da qualche anno ed ogni occasione è buona per assestare una spallata. Già i risultati si percepiscono, poiché l’indignazione è sempre più blanda e diluita. Tesi che un tempo avrebbero scatenato roboanti cori di protesta e spinto l’intera nazione a manifestare compatta il proprio dissenso, oggi vengono spacciate quasi impunemente, senza clamore. Solo qualche bisbiglio contrariato qua e là. Essi sono pazienti e tenaci, sono consapevoli del fatto che goccia dopo goccia il solco nelle menti degli italiani diverrà sempre più profondo ed i ricordi torbidi e confusi.</p>
<p>In questo paese si danno per scontate troppe cose, come ad esempio la conoscenza della storia patria e la condivisione dello spirito antifascista che ha gettato le basi di questa nostra Repubblica. La realtà è però assai diversa da come la si crede. Le occasioni per parlare di quel periodo fondamentale del nostro passato ed in particolare della Resistenza sono sempre più rare, mentre la memoria scolpita nella carne e nelle ossa svanisce con i nostri nonni.</p>
<p>La deriva verso una rivisitazione ed una falsificazione degli eventi è avviata e gli anticorpi che possano evitare l’evolversi di tale processo degenerativo sono sempre più fragili e sparuti.</p>
<p><strong>Io condanno La Russa</strong> per aver sostenuto che assassini rimasti fedeli ad un tiranno sanguinario e senza scrupoli, dopo venti anni di dittatura, di crimini e brutalità, con un paese violentato ed un popolo prostrato da una guerra assurda, siano da accomunare a coloro che hanno lottato affinché l’incubo avesse fine e perché gli italiani riacquistassero dignità e libertà. Le diversità sono molteplici e mastodontiche, come diversa è la vita dalla morte. Condanno l’eversione insita nel suo ragionamento e l’insulto imperdonabile in esso contenuto.</p>
<p>Chiedo quindi le dimissioni di questo personaggio che con le sue uscite estemporanee cerca di recuperare credito su quelle frange estreme dell&#8217;elettorato del suo partito deluse e stupite dalla svolta buonista e centrista imposta dal tanto vituperato (in passato) Berlusconi.<br />
Una persona che usa questi mezzi mestatori e opportunisti a mio parere è indegna di rivestire la carica di Ministro della Nostra Repubblica.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Quello del Caffè - Lucio Battisti, 1998-2008</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 11:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Tuscano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

		<category><![CDATA[Suoni &amp; Musica]]></category>

		<category><![CDATA[anniversari]]></category>

		<category><![CDATA[anniversari postumi]]></category>

		<category><![CDATA[emozio]]></category>

		<category><![CDATA[Lucio Battisti]]></category>

		<category><![CDATA[memoria]]></category>

		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Lucio, ti scoprii agli inizi degli anni Settanta: io ne avevo sei, o sette. Ma ricordo perfettamente che la tua fu una delle prime, forse la prima (l’altra era Come together dei Beatles) canzone che imparai. Mi aveva colpito soprattutto un verso, per me insolito e buffo: “La mattina c’è chi/mi prepara il caffè…”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Lucio, ti scoprii agli inizi degli anni Settanta: io ne avevo sei, o sette. Ma ricordo perfettamente che la tua fu una delle prime, forse la prima (l’altra era <em>Come together</em> dei Beatles) canzone che imparai. Mi aveva colpito soprattutto un verso, per me insolito e buffo: <em>“La mattina c’è chi/mi prepara il caffè…”.</em> Lo ripetevo tante di quelle volte che tu saresti rimasto, nei miei ricordi, “quello del caffè”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6481 aligncenter" title="lira-battistiana-lucio-battisti_59614" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/lira-battistiana-lucio-battisti_59614.jpg" alt="" width="500" height="304" /></p>
<p><span id="more-6456"></span>Difficile, forse impossibile spiegare i motivi di quella folgorazione. E anche ingiusto. Le emozioni sono emozioni. Di quel periodo conservo la sensazione d’un grande caleidoscopio luminoso: come se un intero mondo, affascinante e inquieto, si muovesse e mi attirasse a sé. E le tue note rendevano più vivido e smagliante questo prisma di luce: sembravano finestre aperte su spazi immensi. Ma di un’immensità che si popolava di volti, di corpi, persino di umili, ordinari oggetti della vita quotidiana. Anche grazie a te ho imparato ad amare.</p>
<p>Eri intimo, non intimista: perciò vicino. Per questo, probabilmente, la tua immagine rimane indelebile.</p>
<p>Non eri bello, né particolarmente originale. C’erano i tuoi celebri ricci, certo: ma quanti ne vedevo in giro, acconciati e abbigliati come te! In TV non comparivano, naturalmente, tuttavia percepivo che quegli strani ragazzi rappresentavano il futuro: e tu con loro.</p>
<p>Non eri bello, ma mi piacevano le fessure dei tuoi occhi, dai quali traspariva una scintilla che rendeva filosofico, socratico il tuo abbacinante sorriso pasoliniano.</p>
<p>Anni dopo giunsi anch’io nell’età dove più forte si fa l’istinto di ribellione. Altri tempi, altri miti, altre lotte. Ciò nonostante, le tue canzoni seguitavano ad accompagnarmi, impercettibilmente, quasi – so che l’espressione non ti sembrerà contraddittoria – in silenzio. Mi ritorni in mente nella spontaneità leggera dei piccoli gesti, nelle confidenze, negli istanti sereni trascorsi con una grande amica che, peraltro, somigliava moltissimo a te!</p>
<p>Mentre sto scrivendo ho sotto gli occhi la tua fotografia più recente, forse l’ultima da vivo. Avevi 54 anni e li dimostravi, ma qualcosa nel tuo sguardo dolente segnalava un’intima, segreta energia. Si trattava, credo, di quell’antica scintilla, che aveva conferito un’espressione ironica, da dio bambino, al tuo volto giovanile e che ora – al contrario – sembrava testimoniare la sopravvivenza, nel tuo animo, di un ragazzo deciso a non crescere. Sincero e schietto fino a far male: <em>“Non voglio più dare emozioni!”</em>; <em>“Le canzoni di ‘quel periodo’… non mi vengono più!”.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6482 aligncenter" title="lucio_battisti_1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/lucio_battisti_1.jpg" alt="" width="389" height="339" /></p>
<p>Sta probabilmente in questa schiettezza la tua umanità. Almeno non hai barato, ti sei rifiutato di diventare il monumento di te stesso. Né io, né la maggior parte del pubblico ti abbiamo seguito nella discussa fase della sperimentazione, della ricerca. Eppure nessuno ti aveva abbandonato: sapere che c’eri rassicurava, confortava e – lo dico senza retorica – aiutava a sperare.</p>
<p>Avevi torto. sembra paradossale, ma la tua stessa esistenza continuava a emozionarci.<br />
Infatti di te mi manca adesso proprio la fisicità, la presenza discreta, ma vera, che mi ha richiamato, ciclicamente, alla mia dimensione umana.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il Velo Islamico: Problema o Polemica Pretestuosa?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 07:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marista Urru</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[Oltre il Confine]]></category>

		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

		<category><![CDATA[islam]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

		<category><![CDATA[velo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nota della redazione: Oggi Mentecritica ospiterà due articoli in qualche modo inerenti alla notizia della donna lasciata fuori dal museo perché indossava il velo islamico. Noi di Mentecritica riteniamo che il tema dell&#8217;integrazione sia una questione di fondamentale importanza, un problema che non può essere più rinviato e che deve essere necessariamente affrontato sia da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><strong>Nota della redazione:</strong> Oggi Mentecritica ospiterà due articoli in qualche modo inerenti <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=30083&amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">alla notizia della donna lasciata fuori dal museo perché indossava il velo islamico</a>. Noi di Mentecritica riteniamo che il tema dell&#8217;integrazione sia una questione di fondamentale importanza, un problema che non può essere più rinviato e che deve essere necessariamente affrontato sia da noi cittadini che dalla nostra classe dirigente. L&#8217;accidia alternata all&#8217;intolleranza che ha caratterizzato questi ultimi anni rischia di creare una situazione esplosiva i cui esiti potrebbero essere drammatici. Invitiamo i lettori di Mentecritica a partecipare alla discussione, sia nei commenti sia con un <a href="http://www.mentecritica.net/mandaci-un-articolo/">intervento più articolato</a>, utilizzando ovviamente argomentazioni e toni pacati. </small></p>
<p>Chi c&#8217;è dietro il velo islamico? Non è dato saperlo.  Esiste in questo Paese pasticcione e confusionario la norma che vieta di girare mascherati fuori dai periodi permessi dalla legge (ad esempio, il Carnevale),  ma si da il caso che il velo islamico non sia  una maschera, ciononostante l&#8217;esigenza che ha fatto si che quella norma venisse emanata in Italia, resta tutta.</p>
<p><img class="size-full wp-image-6340" title="maschera-e-manette" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/maschera-e-manette.jpg" alt="" width="337" height="279" /></p>
<p><span id="more-6182"></span></p>
<p>Esiste  anche  una sentenza della Corte Costituzionale che giudica ammissibile, al fine di salvaguardare l´ordine pubblico, la limitazione della libertà religiosa, forse dovremmo nell&#8217;ambito della discussione futura che dovrà assolutamente coinvolgere la comunità islamica,  tenerne debito conto.</p>
<p>Esiste ineludibile la esigenza di sicurezza per la cittadinanza, la esigenza dell&#8217;obbligo del riconoscimento della persona che  incontriamo per strada, che entra nei luoghi pubblici, che ci è vicina sull&#8217;autobus. sul treno, in banca, al mercato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Velo islamico" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-famiglie-di-dei-03.jpg" alt="" width="199" height="350" /></p>
<p>Che il velo islamico non possa e non debba essere paragonato ad una maschera è acquisito credo, che sia necessario non lasciare la regolamentazione  alla fantasia estemporanea dei cittadini o anche dei pretori e delle loro personali convinzioni,  dovrebbe essere  altrettanto ovvio per tutti.</p>
<p>Siamo come sempre in ritardo, creando problemi agli Italiani ed agli Islamici; è evidente, come lo è, che i politici, invece di ottemperare ai loro doveri, tirino per la giacca i diritti di questo e di quello, aiutati anche dai politici di questo o quello schieramento come pedine inserite negli organi della Giustizia, e questo è semplicemente vergognoso ed intollerabile<br />
Ci sarà un motivo se anche i partecipanti di un congresso debbono mettere una targhetta identificativa.</p>
<p>Sappiamo tutti come sia necessario poter prontamente identificare le persone: immaginiamo un male intenzionato/a, con velo islamico (che poi non è detto sia islamico  sotto il velo ci si può nascondere chiunque) entrare in luogo pubblico, il sorvegliante insospettito, graziosamente gli si avvicina per chiedere le generalità, ma ci vuol un attimo ad accoltellare o sparare.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Islam" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-famiglie-di-dei-02.jpg" alt="" width="330" height="343" /></p>
<p>Gli Islamici stessi potrebbero, se sensibilizzati, capire che è anche nel loro interesse in questo caso il conformarsi alle abitudini e norme del Paese ospitante, come noi facciamo quando andiamo nei loro rispettivi Paesi.<br />
Certi principi, come quello di reciprocità, è bene cominciare a farli comprender da subito, che poi sarà troppo tardi.</p>
<p class="author"><a href="http://www.maristaurru.com"></a></p>
<p><small>NdR: <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/cronaca/rep_cronaca_n_3280885.html" target="_blank">ISLAM: VENEZIA, INDOSSA VELO, LASCIATA FUORI DAL MUSEO</a></small></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Otto Settembre 2007</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/otto-settembre/border-zone/dellefragilicose/1346/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/otto-settembre/border-zone/dellefragilicose/1346/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 13:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Border Zone]]></category>

		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[Diritto di Replica]]></category>

		<category><![CDATA[La diversa Opinione]]></category>

		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

		<category><![CDATA[Strange Days]]></category>

		<category><![CDATA[anniversari]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi ripropongo questo pezzo che ho pubblicato l&#8217;8 settembre 2007. Esso rappresenta ancora pienamente la ma opinione e, oggi, pur provandoci, non sono riuscito a scrivere di meglio.
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Questo articolo è diviso in tre parti. Nella prima ricorderò il triste anniversario di oggi. Nella seconda esprimerò la mia opinione su un&#8217;iniziativa odierna. Nella terza vi parlerò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small>Vi ripropongo questo pezzo che ho pubblicato l&#8217;8 settembre 2007. Esso rappresenta ancora pienamente la ma opinione e, oggi, pur provandoci, non sono riuscito a scrivere di meglio.</small></p>
<p style="text-align: right;"><small><em>cn</em></small></p>
<p>Questo articolo è diviso in tre parti. Nella prima ricorderò il triste anniversario di oggi. Nella seconda esprimerò la mia opinione su un&#8217;iniziativa odierna. Nella terza vi parlerò del solitario destino di guerriglia al quale, secondo me, prima o poi, ciascuno di noi sarà chiamato.<br />
<span id="more-1346"></span></p>
<p align="center"><strong>Parte Prima - Il Ricordo Incancellabile</strong></p>
<p>L&#8217;otto settembre del 1943, con una velocità che non aveva precedenti nella storia mondiale e che tuttora resta senza similitudini, il sistema di governo di questo paese si dissolve nel nulla. Con un breve quanto laconico messaggio radiofonico, l&#8217;allora capo del governo, maresciallo pietro badoglio, fugge al Sud insieme al re abbandonando esercito e popolazione civile alla trista mercé di truppe d&#8217;invasione alleate e naziste.<br />
Nel giro di poche ore l&#8217;intero apparato governativo si dissolve. Soldati e civili rimangono senza riferimenti, l&#8217;idea di stato e di nazione crolla come un castello di carte.<br />
Gli eventi successivi a questo accadimento sono noti a tutti. Pur con il massimo rispetto che si deve a chi, anche in quelle ore, da una parte e dall&#8217;altra, seppe vivere e morire da uomo, tali eventi rimangono una macchia indelebile nella storia del nostro popolo e della nostra nazione.<br />
Tutto ciò che è stato possibile raccontare è stato raccontato. Tutto ciò che non fu detto ormai sarà taciuto per sempre.  Io non potrei aggiungere nulla. È per questo che mi limito a fermarmi un istante e a pensare con dolore e vergogna alle migliaia di bambini, uomini e donne la cui vita fu presa a causa del tradimento di chi ne rappresentava lo spirito più alto.</p>
<p align="center"><strong>Parte Seconda - 64 Anni Dopo. La Rivolta</strong></p>
<p>Proprio ritenendo, che oggi come allora, la classe politica italiana abbia abbandonato a se stesso lo stato ed i cittadini che ne sono la carne vivente, Beppe Grillo, un uomo la cui storia personale per me è difficile da tracciare e valutare, ma al quale va comunque riconosciuto il merito di aver portato nuovi argomenti nel dibattito politico, indice il &#8220;<a href="http://www.beppegrillo.it/vaffanculoday/"><strong>Vaffanculo Day</strong></a>&#8220;. Riporto fedelmente dalla home page del sito:</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare.</em>&#8221;</p>
<p>Condivido pienamente la premessa storica. Anche io sono convinto che, con le dovute proporzioni, la situazione di oggi sia comparabile a quella del 1943 e che la classe politica italiana sia fuggita e si sia racchiusa a protezione dei privilegi che si è attribuita senza risparmio.<br />
La differenza è che io la fase del vaffanculo l&#8217;ho superata e non credo più che il risanamento etico di questo paese possa venire da iniziative del genere e, più in generale, da iniziative comuni.</p>
<p>Il tempo della delega è finito. Per troppi anni l&#8217;esigenza di rinnovamento e di giustizia è stata consegnata in mani che ne hanno fatto strage. Gli anni di devastazione culturale, imposti da certa stampa e da certa televisione, alla lunga hanno sortito il loro effetto ed hanno inesorabilmente intaccato il tessuto cognitivo di gran parte della gente che compone il popolo di questa nazione.</p>
<p>Oggi ciascuno vive secondo i ritmi e le esigenze dettate dalle proprie necessità e su di esse misura le scelte che quotidianamente è chiamato a fare. Il senso di nazione e parole come &#8220;onore&#8221; ed &#8220;orgoglio&#8221; si sono disperse tra i mille rivoli dei bisogni primari reali e indotti. I modelli di comportamento proposti hanno portato a credere che la furbizia venga prima dell&#8217;intelligenza e che ogni azione è lecita se non viene scoperta.<br />
Questo ci conduce alla terza e, almeno secondo la mia opinione, inevitabile parte.</p>
<p align="center"><strong>Parte Terza - Un Destino Difficile</strong></p>
<p>Proprio perché &#8220;delega&#8221; e &#8220;collettività&#8221; sono parole svalutate e prive di ogni valore, secondo me, ci attende un difficile percorso che parte da noi stessi e non può più prevedere delega.<br />
Ci attendono giorni duri. Lo spreco di sangue e sudore, che negli anni ha sostenuto la macchina enorme ed inefficiente di un apparato il cui fine primario rimaneva la soddisfazione dei bisogni di un <em>elite</em>, andrà ripagato.<br />
In questi giorni lo scontro potrà andare oltre le parole e molti cercheranno di proporsi come uomini forti a tutela di un ordine e di un diritto nel quale saranno i primi a non credere. Proprio per questo non dovremo fidarci di nessuno e far ripartire questo paese da noi stessi. Governare i propri bisogni, disciplinare le proprie esigenze, imporre  per primi a sé le regole che vogliamo che vengano rispettate da altri. E quando valuteremo che un nostro diritto sia ignorato, agire in prima persona per difenderlo, anche a costo di esporsi a rischi personali<br />
Se un uomo, un cittadino, non è capace di difendere sé stesso ed il suo diritto, non è nemmeno in grado di delegare un altro a farlo al posto suo.</p>
<p>Posso solo sperare che un cammino di questo tipo conduca  questo paese e le persone che lo abitano ad una nuova stagione. L&#8217;esito non è certo e gran parte di noi si perderanno lungo la strada prima di giungere al termine del percorso.<br />
Eppure io credo, anzi spero, che  sia la strada giusta. Probabilmente l&#8217;unica che ci resta da intraprendere.</p>
<p>Il mio sogno è che se non noi, almeno i nostri bambini possano vivere in un paese dove ogni persona abbia un nome, una storia, un volto. Dove felicità e soddisfazione siano un obiettivo comune e non più individuale. Dove la nostra generazione sia ricordata come quella che fu abbandonata al suo destino e con coraggio e sacrificio seppe ritrovare quella strada che con troppa sufficienza aveva perso.</p>]]></content:encoded>
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