<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>

<channel>
	<title>MenteCritica &#187; Schermo dei Sogni</title>
	<atom:link href="http://www.mentecritica.net/category/schermo-dei-sogni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.mentecritica.net</link>
	<description>Non Esistono Questioni di Principio</description>
	<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 11:00:36 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=abc</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Un Popolo di Coglioni</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/un-popolo-di-coglioni/cronache-italiane/fully/5924/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/un-popolo-di-coglioni/cronache-italiane/fully/5924/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 11:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<category><![CDATA[coglioni]]></category>

		<category><![CDATA[locarno]]></category>

		<category><![CDATA[nanni-moretti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/?p=5924</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;In Italia non c&#8217;è un&#8217;opinione pubblica&#8221;
L&#8217;ha dichiarato Nanni Moretti a margine (si dice così in intellettualese?) della presentazione di una sua retrospettiva al Festival cinematografico di Locarno.
Ho letto solo ieri sera tardi questa dichiarazione ed istintivamente mi è venuto di darmi una grattatina sul cranio (è quel finto prurito che in me segnala un momentaneo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;In Italia non c&#8217;è un&#8217;opinione pubblica&#8221;</strong></p>
<p><a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_735560095.html" target="_blank">L&#8217;ha dichiarato Nanni Moretti</a> <em>a margine</em> (si dice così in intellettualese?) della presentazione di una sua retrospettiva al Festival cinematografico di Locarno.</p>
<p>Ho letto solo ieri sera tardi questa dichiarazione ed istintivamente mi è venuto di darmi una grattatina sul cranio (è quel finto prurito che in me segnala un momentaneo disagio).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5949 aligncenter" title="moretti" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/moretti.jpg" alt="" width="427" height="363" /></p>
<p><span id="more-5924"></span></p>
<p>&#8220;Perdincibacco!&#8221; - mi son detto - &#8220;questo dice Nanni Moretti, un bravo regista, un prototipo del grande intellettuale-de-sinistra, e se lo dice lui deve esserci qualcosa di vero&#8221;.</p>
<p>&#8220;Aspetta un momento&#8221; - mi sono detto un attimo dopo - &#8220;perché &#8216;deve esserci qualcosa di vero&#8217;? Dopotutto che titolo ha un regista - per quanto bravo possa essere - a fornire (gratis, presumo) un così definitivo spaccato sociologico dell&#8217;odierna realtà italiana? Non potrebbe invece essere una panzana preferragostana <em>a margine</em> (si, si dice così, nel frattempo ho controllato) di una manifestazione cinematografica?&#8221;</p>
<p>Prima di tutto mi sono soffermato a chiedermi: &#8220;Ma che cos&#8217;è l&#8217;&#8221;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Opinione_pubblica" target="_blank">opinione pubblica</a>&#8220;? Semplificando verrebbe da definirla &#8220;il modo di vedere la realtà da parte di un&#8217;importante quota della popolazione&#8221;. Se così è, secondo Moretti non esisterebbe, in Italia, un modo sufficientemente condiviso di percepire la realtà ed  - aggiungo io, perché è sottinteso - esteso abbastanza da dar luogo ad un&#8217;azione politica conseguente per modificarla.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/carodiario.bmp" alt="" width="91" height="133" /></p>
<p>Insomma, elùcubra qua, elùcubra là mi stavo agitando un pochino. Praticamente l&#8217;autore di &#8220;Palombella Rossa&#8221; stava dando del coglione a quella buona metà degli italiani che ha mandato al governo il signor B..</p>
<p>E passi. Del resto è quello che fece il signor B. nei riguardi di chi la pensava diversamente da lui nel discorso divenuto celebre. Ma il fatto è che, in questo modo, il regista di &#8220;Ecce Bombo&#8221; stava dando del coglione anche a tutti gli altri (tranne lui e qualche altro girotondino, presumo) che a suo modo di vedere non hanno saputo contrastare efficacemente l&#8217;ascesa del Cavaliere.</p>
<p>E&#8217; a questo punto che ho iniziato a tranquillizzarmi. Ma è mai possibile - mi son detto - che praticamente tutti gli italiani siano dei coglioni, tranne Nanni Moretti? Ad una conclusione così totalizzante non era arrivato neanche il signor B. in quel famoso discorso.</p>
<p>La statistica è venuta in mio soccorso: la tesi è troppo improbabile per essere seria.</p>
<p>Accidenti! Solo a quel punto mi sono ricordato che oggi le cose poco serie le chiamano &#8220;provocazioni&#8221;.</p>
<p>Sono andato a letto ed ho dormito serenamente.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/un-popolo-di-coglioni/cronache-italiane/fully/5924/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Lodo Alfano: Sarebbe Cosa Buona e Giusta Se&#8230;</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/rev-fully-lodo-alfano-sarebbe-cosa-buona-e-giusta-se/cronache-italiane/cogitoergovomito/4547/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/rev-fully-lodo-alfano-sarebbe-cosa-buona-e-giusta-se/cronache-italiane/cogitoergovomito/4547/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 09:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CogitoergoVomito</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caffè Amaro]]></category>

		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[Strange Days]]></category>

		<category><![CDATA[Veri Uomini]]></category>

		<category><![CDATA[giovanni-falcone]]></category>

		<category><![CDATA[immunità]]></category>

		<category><![CDATA[lodo alfano]]></category>

		<category><![CDATA[roberto saviano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/rev-fully-lodo-alfano-sarebbe-cosa-buona-e-giusta-se/cronache-italiane/cogitoergovomito/4547/</guid>
		<description><![CDATA[In un lodo (*) non riesco proprio a trovare nulla di male, e facendo quattro salti su google e sui vari motori di ricerca mi convinco sempre di più di ciò che penso. Infatti, cos&#8217;è un lodo? Un premio, un complimento, un vantaggio&#8230;. Tutte accezioni positive: quindi è una cosa giusta!
In un Paese perfetto, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un<strong> lodo</strong> <strong>(*)</strong> non riesco proprio a trovare nulla di male, e facendo quattro salti su <em>google</em> e sui vari motori di ricerca mi convinco sempre di più di ciò che penso. Infatti, cos&#8217;è un lodo? Un premio, un complimento, un vantaggio&#8230;. Tutte accezioni positive: quindi è una cosa giusta!<br />
In un Paese <strong>perfetto</strong>, con un PIL <strong>perfetto</strong>, con un debito pubblico <strong>perfetto</strong>, con un numero di morti sul lavoro <strong>perfetto</strong>, con un numero di rom <strong>perfetto</strong>, con un numero di precari<strong> perfetto</strong>, il lodo Alfano sarebbe la legge giusta al momento giusto.<br />
Premiare con un lodo le più alte cariche dello Stato, dei dipendenti pubblici, delle persone elette dal popolo che godano della stima e del rispetto di tutti i cittadini significherebbe grande maturità civica e grande rispetto per le istituzioni.<br />
Parliamoci chiaro: se sono lì è perché - detta in soldoni - tu in teoria dovresti fidarti di <strong>loro</strong>, dovresti essere orgoglioso di essere rappresentato da <strong>loro</strong> e ti dovresti rispecchiare facilmente in <strong>loro</strong> e nelle <strong>loro</strong> idee. E invece, obiettivamente, il problema sono proprio<strong> loro</strong>.</p>
<p>Anzi no: è <strong>lui</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4551" title="002_big" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/002_big.jpg" alt="" width="215" height="265" /></p>
<p><span id="more-4547"></span></p>
<p>E&#8217; lui, Berlusconi, l&#8217;unico di coloro che rivestono le più alte cariche pubbliche che ha richiesto &#8217;sto benedetto lodo insistentemente: il perché l&#8217;ha chiesto basta chiederlo alla magistratura.</p>
<p>L&#8217;immunità del proprio <em>premier</em>,  il suo essere più uguale degli altri - compreso me - in un paese con un minimo di meritocrazia, a prescindere dalla Costituzione, dovrebbe essere non tanto un suo diritto ma un orgoglio di tutti i cittadini, una di quelle cose delle quali ognuno di noi dovrebbe e potrebbe addirittura vantarsi: &#8220;Mi fido a tal punto del mio <em>premier</em>, che se l&#8217;è meritata&#8221;. Ma il dato di fatto è che la realtà e il contesto nel quale viviamo sono più prossime alla nausea che al &#8220;premio per merito&#8221;.<br />
A leggere delle ultime intercettazioni, sembra che il lodo Alfano, più che concedergli un&#8217;immunità, gli stia quasi concedendo più libertà: più libertà per telefonare, per piazzare più veline, per <em>inciuciare</em> di più&#8230;</p>
<p>Provo a chiudere per un attimo gli occhi e ad immaginare lo Stato dei miei sogni. Ecco, io, ad esempio, ad uno come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Falcone" target="_blank">Giovanni Falcone</a> (se fosse ancora vivo) concederei non solo l&#8217;immunità ma anche le copie delle chiavi della mia auto e di casa mia.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4552" title="giovanni_falcone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/giovanni_falcone.jpg" alt="" /></p>
<p>Vabbè questo era un esempio impossibile. Ma se provo ad aprire gli occhi e ad immaginare qualcosa di più realistico, io, ad esempio, anche ad uno come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Saviano" target="_blank">Roberto Saviano</a>, uno che è stato condannato a morte dal clan dei Casalesi, io anche a lui darei l&#8217;immunità. Cosi, per rappresentare la stima che prova nei suoi confronti lo Stato in cui vive, per il quale rischia la vita tutti i giorni e per dimostrargli la mia gratitudine per tutti gli arresti eccellenti che sono avvenuti grazie al suo libro ed ai suoi articoli.<br />
Ogni gesto, ogni gratitudine, ogni premio al quale corrisponda una giusta causa dovrebbe essere sempre accolto con piacere, da <em>tutti</em>.<br />
Anzi, ripensandoci, ad uno come Saviano non darei le copie delle chiavi della mia auto, gli darei direttamente la mia auto: per scappare da questo Paese irriconoscente e anche perché vorrei evitare di potergliele donare dopo solo nei sogni, quelle chiavi. Come per Falcone.</p>
<p><strong>(*) </strong><small><strong>N.d.R.</strong> Vi proponiamo questo pezzo in cui troviamo spunti interessanti anche se l&#8217;autore sembra partire da una definizione impropria, forse confondendo il termine &#8220;<em>lodo</em>&#8221; con &#8220;<em>lode</em>&#8221; , e comunque ignorando - almeno apparentemente- che in ambito giuridico tale termine si riferisce ad una decisione scritta presa collegialmente ed immediatamente efficace (lodo arbitrale). A quanto ne sappiamo, trasferito in ambito parlamentare, il termine &#8220;<em>lodo</em>&#8221;  viene usato per indicare una legge di stesura particolarmente semplice, perlopiù di iniziativa di un singolo parlamentare di rango istituzionale più elevato (es.: ministro, capogruppo) che dovrebbe (<em>dovrebbe</em>) trovare ampia condivisione politica e che, in quanto tale, non passa in commissione ma viene discussa direttamente in aula.<br />
Se abbiamo travisato le intenzioni dell&#8217;autore, saremo lieti di ospitare la sua replica.</small></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/rev-fully-lodo-alfano-sarebbe-cosa-buona-e-giusta-se/cronache-italiane/cogitoergovomito/4547/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il Divo: La Fisionomia Del Potere</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/il-divo-la-fisionomia-del-potere/schermo-dei-sogni/johnpaul/4194/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/il-divo-la-fisionomia-del-potere/schermo-dei-sogni/johnpaul/4194/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 07:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>JP</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[camorra]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<category><![CDATA[Giulio-Andreotti]]></category>

		<category><![CDATA[mafia]]></category>

		<category><![CDATA[massoneria]]></category>

		<category><![CDATA[moro]]></category>

		<category><![CDATA[Pier-Paolo-Pasolini]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<category><![CDATA[potere]]></category>

		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<category><![CDATA[servizi-segreti]]></category>

		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/?p=4194</guid>
		<description><![CDATA[&#160;

&#8220;Col mondo del potere non ho avuto che vincoli puerili&#8221;
Osip Mandel&#8217;štam
C&#8217;è un uomo, ripiegato sulla scrivania. Spilloni gli circondano la testa, rimedi cinesi che affiorano dalla penombra come lunghi ed affilati puntelli per arginare l&#8217;emicrania. Quell&#8217;uomo è Andreotti. Questo film è Il Divo. Quell&#8217;emicrania è il potere.
Era ora. Era ora di finirla con lanuginose introspezioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/ildivo.jpg" alt="ildivo.jpg" /></p>
<p align="right"><em>&#8220;Col mondo del potere non ho avuto che vincoli puerili&#8221;</em></p>
<p align="right"><em>Osip Mandel&#8217;štam</em></p>
<p>C&#8217;è un uomo, ripiegato sulla scrivania. Spilloni gli circondano la testa, rimedi cinesi che affiorano dalla penombra come lunghi ed affilati puntelli per arginare l&#8217;emicrania. Quell&#8217;uomo è Andreotti. Questo film è Il Divo. Quell&#8217;emicrania è il potere.</p>
<p><span id="more-4194"></span>Era ora. Era ora di finirla con lanuginose introspezioni ombelicali di un paese allo sfacelo. Era ora di affontrare la causa prima e definitiva dell&#8217;agonia di una nazione: la natura assoluta, putrida, estasiante, esaltante, violenta ed assurda del Potere.</p>
<p><strong>Todo Modo</strong></p>
<p>Le radici cinematografiche de &#8220;Il Divo&#8221; affondano indubbiamente nel filone storico-politico degli anni Sessanta e Settanta, su tutti Francesco Rosi ed Elio Petri. Dal primo Sorrentino eredita sicuramente la passione civile che anima questo modo di fare cinema, mentre dal secondo la cifra grottesca che rende possibile la denuncia radicale ed il ripudio totale del potere.</p>
<p>Ma non solo. In un certo senso, Il Divo è l&#8217;estrinsecazione cinematografica di un modo di fare letteratura che ha in &#8220;Petrolio&#8221; di Pasolini la prima pietra di paragone e che arriva ai giorni nostri grazie ad &#8220;American Tabloid&#8221; di Ellroy e a &#8220;Romanzo criminale&#8221; di De Cataldo. Ovvero: la creazione di un&#8217;infrastruttura narrativa tale da integrare i buchi neri che costellano il mistero del potere, il tentativo estremo di appianare il deficit cognitivo di una realtà viscida e sfuggente, per sua natura inafferrabile ed indecifrabile mediante gli abituali strumenti cronachistici e storici.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/ellroy.jpg" alt="ellroy.jpg" /></p>
<p style="text-align: center">James Ellroy</p>
<p>Non è corretto, del resto, parlare di rinascita del cinema civile, di rinvigorimento del filone. Qua siamo di fronte ad una evoluzione del genere. L&#8217;acquisita consapevolezza del mezzo cinematografico unisce ed amalgama perfettamente l&#8217;urgenza della denuncia alla ricercatezza dello stile: una ricercatezza non fine a se stessa, ma funzionale alla narrazione. Se in &#8220;Gomorra&#8221; la drammaticità della realtà campana viene trascinata di peso sullo schermo, immettendola così nell&#8217;immaginario collettivo, ne &#8220;Il Divo&#8221; l&#8217;approccio è diametralmente opposto: trattando della natura occulta del potere, il rigore documentale (tributo ad un altro esponente del cinema civile, Giuseppe Ferrara) deve per forza convergere nell&#8217;invenzione, nella spettacolarizzazione.</p>
<p><strong>La prima lettera dell&#8217;alfabeto</strong></p>
<p>Andreotti è la figura che incarna tuttora l&#8217;enigmaticità del potere assoluto e vincolato solo da e a se stesso. Un vincolo puerile, appunto, fatto di ironia (&#8221;<em>la migliore arma per non morire</em>&#8220;) e di regole costantemente rinegoziabili. Di capricci, quasi. Ma anche di sangue, della lunga scia di morte e devastazione che ha accompagnato tutta la carriera politica del Divo Giulio. Stragi, strategia della tensione, massoneria eversiva, omicidi eccellenti, terrorismo, sequestri irrisolti, inquietanti contiguità mafiose: una carrellata di compromessi <em>inevitabili</em> che travolge lo spettatore sin dalla sequenza iniziale (che ha &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=7t9kUYJ1vXA">Toop Toop</a>&#8221; dei Cassius come trascinante accompagnamento sonoro).</p>
<p>Tempo fa Massimo Fini scriveva: &#8220;In un qualsiasi altro Paese d&#8217;Europa Giulio Andreotti sarebbe stato un grande statista. Da noi invece la sua statura politica è stata dimezzata dai rapporti ambigui e compromissori che ha dovuto tenere con la mafia. Del resto questo è il destino di ogni democrazia che essendo una somma di oligarchie, politiche ed economiche, e quindi un potere debole deve scendere a patti con ogni altro potere forte, anche se criminale&#8221;.</p>
<p>E&#8217; quello che, in pratica, Sorrentino fa dire ad uno trasfigurato Servillo - che magistralmente si cala nei panni di Andreotti (evidente il riferimento alla maschera di Moro interpretata da Gian Maria Volontè in &#8220;Todo Modo&#8221;) - nel nucleo onirico del film, quello della confessione: è necessario fare del male per fare del bene; è necessario destabilizzare per stabilizzare - meglio, per sopravvivere. &#8220;E&#8217; meglio tirare a campare che tirare le cuoia&#8221;: questo è il vero credo politico e di vita della <em>prima lettera dell&#8217;alfabeto</em>.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/mastroiannicicciovolonte.jpg" alt="mastroiannicicciovolonte.jpg" /></p>
<p style="text-align: center">Todo Modo - 1976</p>
<p>Per il resto, la figura che emerge dal film è quella di un uomo complesso ma monolitico, indecifrabile ed ermetico, completamente dedito al potere ed alla sua perpetuazione eterna, al di là del bene e del male. Un uomo solo, isolato, costantemente inseguito dal fantasma di Aldo Moro, il collega e <em>amico </em>lasciato morire in nome di uno Stato che mai Andreotti e la Democrazia Cristiana hanno rappresentato e che nemmeno lontanamente potevano rappresentare.</p>
<p>Un fatto che è magnificamente raffigurato dalla <a href="http://www.allocine.fr/video/player_gen_cmedia=18816139&amp;cfilm=132962.html">presentazione</a> della corrente andreottiana della DC: una lunga sequenza in slow motion, le auto blu che scaricano dal loro ventre politici, affaristi e cardinali, l&#8217;inquietante fischiettìo (la lusinga ed il richiamo irresistibile del potere) che accompagna progressivamente l&#8217;ingresso in scena dei fedeli andreottiani. Una famiglia politica necessariamente inquinata: usando le parole di Andreotti, &#8220;per far crescere un albero serve il concime&#8221;.</p>
<p><strong>Caro Divo ti prescrivo</strong></p>
<p>Il film si occupa principalmente (anche se numerosi sono i flashback) dei primi anni Novanta: si va dalla nascita del settimo ed ultimo governo Andreotti e si arriva sino all&#8217;inizio del processo per mafia. La scelta è oculatissima. Lo stesso Sorrentino ha detto: &#8220;Ciò che accadeva fino al 1989 veniva giustificato con la ragion di Stato della Guerra fredda. Dopo, la natura occulta del potere non s’è più minimamente giustificata, invece s’è accentuata&#8221;.</p>
<p>Mani Pulite, con tutto quello che ne è conseguito, ha spazzato via una classe politica corrotta, sepolta dal peso immane delle tangenti, delle malversazioni e dei ricatti. Ma non solo: ha quasi sospinto Andreotti sull&#8217;orlo del precipizio. Nemmeno all&#8217;epoca del sequestro Moro la caduta era stata così vicina. I processi di Perugia e di Palermo hanno infatti permesso di scavare in profondità nella vita del Divo Giulio, cioè nei meandri più reconditi del potere. Ma neppure in questa occasione è successo nulla. Le istituzioni hanno rigettato la colpevolezza per il semplice motivo che il potere non può condannare se stesso. Il potere non può permettersi il proprio declino.</p>
<p>L&#8217;assoluzione per l&#8217;omicidio di Pecorelli e la prescrizione per le accuse di mafia sono state, infatti, le uniche due soluzioni praticabili per uscire dai processi. L&#8217;unico modo in cui il potere ha potuto assolvere se stesso. Un potere che è dovuto scendere per ragioni sociali, politiche e storiche a transazioni inconfessabili per conservare e mantenere vivo, o quantomeno per far apparire vivo, lo Stato di diritto, in un senso che possiede pienamente la sua forza e la sua logica intrinseca.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/andreotti1.jpg" alt="andreotti1.jpg" /></p>
<p>Sorrentino ha suggestivamente chiuso il film sull&#8217;immagine di Andreotti assiso al banco degli imputati, scolpendo sulla pellicola l&#8217;unico e ultimo momento in cui si è visto il Divo potenzialmente inchiodato alle sue responsabilità. Uno splendido quadro visivo in cui rieccheggiano, tragicamente maestose, le parole di Aldo Moro: &#8220;Lei uscirà dalla Storia e passerà alla triste cronaca che le si addice&#8221; - capovolte, però. Andreotti uscirà dalla triste cronaca che gli si addice e passerà, molto probabilmente, alla storia.</p>
<p><em>Il Divo</em> è cattivo. <em>Il Divo</em> è maligno. <em>Il Divo</em> è una mascalzonata. <em>Il Divo</em> è un film necessario.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/il-divo-la-fisionomia-del-potere/schermo-dei-sogni/johnpaul/4194/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Uno Shampoo nella Savana (In Ricordo di Sidney Pollack)</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/uno-shampoo-nella-savana-in-ricordo-di-sidney-pollack/schermo-dei-sogni/lexi-amberson/4184/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/uno-shampoo-nella-savana-in-ricordo-di-sidney-pollack/schermo-dei-sogni/lexi-amberson/4184/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 11:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lexi Amberson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[amore]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>

		<category><![CDATA[morte]]></category>

		<category><![CDATA[sesso]]></category>

		<category><![CDATA[Sidney-Pollack]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/uno-shampoo-nella-savana-in-ricordo-di-sidney-pollack/schermo-dei-sogni/lexi-amberson/4184/</guid>
		<description><![CDATA[Non ho visto They Shoot Horses, Don&#8217;t They?. I cavalli e la danza sono due tra le mie più grandi passioni. Associarle in qualche modo alla disperazione e all&#8217;idea della morte mi riesce incomprensibile, come leggere un ideogramma cinese. So che alla fine Jane Fonda si ammazza. Purtroppo solo nella finzione cinematografica.

Non ho visto Tootsie. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho visto <em>They Shoot Horses, Don&#8217;t They?. </em>I cavalli e la danza sono due tra le mie più grandi passioni. Associarle in qualche modo alla disperazione e all&#8217;idea della morte mi riesce incomprensibile, come leggere un ideogramma cinese. So che alla fine Jane Fonda si ammazza. Purtroppo solo nella finzione cinematografica.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/sjff_03_img1359.jpg" alt="sjff_03_img1359.jpg" /></p>
<p><span id="more-4184"></span>Non ho visto <em>Tootsie. </em>Non sopporto la visione di uomini che si travestono da donne. Non mi fanno ridere neanche un po&#8217;. Nello specifico, vedere quel Dustin Hoffman e non accorgersi per due ore che si tratta di un uomo con parrucca, rossetto e unghie finte può capitare per l&#8217;appunto solamente al cinema. Oppure a Ronaldo.</p>
<p>Non ho visto <em>The Way We Were. </em>Anche se amo Robert Redford, mi piace come vive e lo reputo uno degli uomini più affascinanti che si siano mai visti. Il fatto è che Barbra Streisand è sempre stata brutta, antipatica e stronza. Nella finzione come nella vita. Farle interpretare il ruolo di eroina romantica è un po&#8217; come se in un film di Tinto Brass la dea del sesso fosse Rosy Bindi.</p>
<p>Non ho visto <em>Three Days Of The Condor. </em>Anche se amo Robert Redford, mi piace come vive e lo reputo uno degli uomini più affascinanti che si siano mai visti. Il fatto è che le devianze nei servizi segreti non sono la mia tazza di tea. Soprattutto quando lo sputtanamento tocca sempre e soltanto il proprio paese.</p>
<p>Non ho visto <em>Sabrina. </em>Il solo pensiero di rifare quel film delizioso e di sostituire la donna più perfetta che sia mai esistita (Audrey Hepburn) suona alle mie orecchie come una gratuita bestemmia.</p>
<p>Non ho visto <em>The Firm. </em>C&#8217;era Tom Cruise. E ho detto tutto.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Ho visto <em>Out Of Africa. </em>Ricordo una scena. Quella dove Robert Redford (uno che amo, mi piace come vive, etc.etc.) fa lo shampoo a Meryl Streep nella savana kenyota e la camera segue lentamente il rivolo biancastro e saponoso che si mischia alla terra.<br />
E&#8217; come quando, nel cinema del Muto e degli Anni Trenta, si vedevano un uomo e una donna in una camera da letto e, mentre cominciavano a baciarsi, l&#8217;inquadratura staccava sulla finestra dove, immancabilmente, gocce di vapore colavano languide e sempre più fitte sul vetro. Voleva dire che i due stavano scopando.</p>
<p align="justify">Ora, il pensiero che Robert Redford possa scoparsi una Meryl Streep, anche se nella solitudine di una savana africana, fa un po&#8217; ridere. Però un uomo che lava i capelli alla propria donna è una della cose più sexy che ci possa essere.</p>
<p align="justify"> Il fatto, dunque, che una scena di un suo film mi sia rimasta così impressa significa senz&#8217;altro che Sidney Pollack è stato un grande regista.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/pollack.JPG" alt="pollack.JPG" /></p>
<p>Ma, soprattutto, il fatto che nella sua vita privata sia stato sposato per 50 anni con la stessa donna è una tale coraggiosa stravaganza che, umanamente, non posso fare altro che provare simpatia per lui.</p>
<p align="justify">E mi piace pensare che quella scena di <em>Out Of Africa, </em>le mani di lui tra i capelli di lei, sia la trasposizione poetica di un suo delicato ricordo intimo. Amen.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/uno-shampoo-nella-savana-in-ricordo-di-sidney-pollack/schermo-dei-sogni/lexi-amberson/4184/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Nel Nome del Padre</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/nel-nome-del-padre/democrazia-e-diritti/diabolicomarco/3302/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/nel-nome-del-padre/democrazia-e-diritti/diabolicomarco/3302/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 08:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diabolicomarco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[giustizia]]></category>

		<category><![CDATA[irlanda]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/nel-nome-del-padre/democrazia-e-diritti/diabolicomarco/3302/</guid>
		<description><![CDATA[Gerry è il protagonista di una storia che difficilmente riusciamo ad immaginare ambientata in Europa, con attori europei. Un attentato terroristico che causa la morte di 5 persone e ne ferisce gravemente 65. L&#8217;opinione pubblica che esercita una forte pressione sul governo. Il governo a sua volta preme sulla polizia affinché giustizia sia fatta, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gerry è il protagonista di una storia che difficilmente riusciamo ad immaginare ambientata in Europa, con attori europei. Un attentato terroristico che causa la morte di 5 persone e ne ferisce gravemente 65. L&#8217;opinione pubblica che esercita una forte pressione sul governo. Il governo a sua volta preme sulla polizia affinché giustizia sia fatta, e in fretta. Quattro giovani vengono ingiustamente accusati e costretti, sotto tortura, a firmare una confessione. Vengono condannati all&#8217;ergastolo. Guerra tra religioni, terrorismo, restrizioni della libertà. Gli ingredienti ci sono tutti. Questa è una storia dalla quale avremmo potuto imparare molto. L&#8217;attentato avvenne nel 1975. I quattro di Guilford vennero rilasciati nel 1989. Le scuse arrivarono per bocca di Tony Blair solo nel 2005. </p>
<div style='text-align:center; padding: 5px 0 5px 0;'> <img src='http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-in-the-name-of-the-father00.jpg' alt='dm-in-the-name-of-the-father.jpg' /></div>
<p><span id="more-3302"></span><br />
Gerry Conlon cresce in una famiglia cattolica nel quartiere più povero di Belfast. Il padre lo spedisce dalla cognata a Londra per &#8220;evitare di finire nei guai&#8221;. Nel 1975 l&#8217;esplosione in due pub di Guilford. L&#8217;intera famiglia della zia Anne Maguire, colpevole di aver ospitato il presunto terrorista, viene accusata processata e condannata per aver collaborato all&#8217;attentato. La pistola fumante sono le tracce di nitroglicerina trovate su dei guanti. L&#8217;accusa non riuscì mai a dimostrare come e quando ci fosse arrivata. Quattordici anni ad Anne Maguire e a suo marito Patrick, cinque ai loro figli di 14 e 17 anni. Dodici anni al fratello della Maguire e ad un amico di famiglia, colpevole di essere nel luogo sbagliato al momento sbagliato. Dodici anni a Giuseppe Conlon, il padre di Gerry. Tutti scontarono la pena fino all&#8217;ultimo giorno. Ne uscirono con problemi più o meno gravi.<br />
Tutti ne uscirono vivi. Tutti tranne Giuseppe, che muore in cella nel 1980.</p>
<p>Il film &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nel_nome_del_padre_%28film_1993%29">Nel nome del padre</a>&#8221; di Jim Sheridan del 1993 è basato sul romanzo autobiografico di Gerry. Il film, come il libro del resto, non racconta solo la vicenda di uno dei più gravi errori giudiziari, dei rischi che comporta la contrazione delle <a href="http://www.mentecritica.net/pronto-abuso-di-liberta/oltre-le-righe/doxaliber/3234/">libertà</a> della valenza delle confessioni estorte con la tortura fisica e psicologica. Racconta con forza e passione anche di un rapporto inizialmente conflittuale tra padre e figlio che l&#8217;esperienza condivisa del carcere ha permesso di rinsaldare. </p>
<div style='text-align:center; padding: 5px 0 5px 0;'> <img src='http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-in-the-name-of-the-father.jpg' alt='dm-in-the-name-of-the-father.jpg' /></div>
<p>&#8220;<em>Ho conosciuto veramente mio padre solo in carcere</em>&#8221; ha dichiarato Gerry in un&#8217;intervista di qualche anno fa. &#8220;<em>Prima lo vedevo di sfuggita come tanti ragazzi della mia età. Non l&#8217;ho mai sentito tanto vicino come dopo la sua morte</em>&#8220;.</p>
<p>Con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Day-Lewis">Daniel Day-Lewis</a> fresco di premio Oscar per &#8220;Il mio piede sinistro&#8221; nella parte di Gerry, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pete_Postlethwaite">Pete Postlethwaite</a> nella parte di Giuseppe. Da YouTube tre spezzoni fondamentali. Per chi non vuole (ri)vedere tutti i 133 minuti del film. </p>
<div align="center">
[youtube 1AUJOC_VeIs]</p>
<p>[youtube RlxkxWJGq6Y]</p>
<p>[youtube 3dPyZ5GHbjQ]
</p></div>
<p>Gerry Conlon, &#8220;Proved Innocent&#8221; (&#8221;Il prezzo dell&#8217;innocenza&#8221;, Sperling &#038; Kupfer Editori, 1994).</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/nel-nome-del-padre/democrazia-e-diritti/diabolicomarco/3302/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>100 Anni di Anna Magnani</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/100-anni-di-anna-magnani/vere-donne/redazione/3271/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/100-anni-di-anna-magnani/vere-donne/redazione/3271/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 06:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[Vere Donne]]></category>

		<category><![CDATA[anna-magnani]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/100-anni-di-anna-magnani/vere-donne/redazione/3271/</guid>
		<description><![CDATA[ Quando non c&#8217;era ancora il Grande Fratello, bisognava arrangiarsi con i veri artisti. Il nostro Paese non ha memoria e senza memoria viene meno il futuro.
[youtube a0GL0D6l50g]
(un video di nannarella.splinder.com)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Quando non c&#8217;era ancora il Grande Fratello, bisognava arrangiarsi con i veri artisti. Il nostro Paese non ha memoria e senza memoria viene meno il futuro.</p>
<p align="center">[youtube a0GL0D6l50g]</p>
<p align="center"><small>(un video di <a href="http://www.nannarella.splinder.com/">nannarella.splinder.com</a>)</small></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/100-anni-di-anna-magnani/vere-donne/redazione/3271/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Alberto Sordi. La Nostra Bandiera in Bianco e Nero</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/cinque-anni-fa-moriva-luomo-sordi-lattore-invece-me-lo-porto-ancora-dentro/schermo-dei-sogni/mc/3132/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/cinque-anni-fa-moriva-luomo-sordi-lattore-invece-me-lo-porto-ancora-dentro/schermo-dei-sogni/mc/3132/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 00:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[Alberto-Sordi]]></category>

		<category><![CDATA[anniversari]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/cinque-anni-fa-moriva-luomo-sordi-lattore-invece-me-lo-porto-ancora-dentro/schermo-dei-sogni/mc/3132/</guid>
		<description><![CDATA[Qualche tempo fa scrivevo su queste pagine che guardare i film di Alberto Sordi mi aveva insegnato di più che leggere Gramsci. Quando il solito intellettuale - che tra i tanti libri letti, si deve essere perso quello con la definizione di &#8220;paradosso&#8221;  - mi cazziò nei commenti dicendomi che Gramsci andava comunque letto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa <a href="http://www.mentecritica.net/apologia-della-solitudine-e-dellinganno/il-bello-della-politica/mc/2997/">scrivevo su queste pagine</a> che guardare i film di Alberto Sordi mi aveva insegnato di più che leggere Gramsci. Quando il solito intellettuale - che tra i tanti libri letti, si deve essere perso quello con la definizione di &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso">paradosso</a>&#8221;  - mi cazziò nei commenti dicendomi che Gramsci andava comunque letto, pensai di nuovo a quel che avevo scritto e mi risolsi a concludere che, in fin dei conti, il paradosso c&#8217;entrava poco perché, tutto sommato, era vero.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/alberto_sordi.jpg" alt="alberto_sordi.jpg" /></p>
<p><span id="more-3132"></span>L&#8217;uomo Sordi non l&#8217;ho mai conosciuto veramente, ho avuto con lui solo un incontro fugace. Una volta fu ospite ad un festival del cinema dove io partecipavo per motivi di lavoro. Passeggiava tra la folla, circondato da ammiratori sorridenti. Quando mi passò vicino, nonostante l&#8217;aplomb imposto dal mio ruolo, non riuscii a resistere e gli tesi la mano. Lui me la afferrò forte e, mentre me la stringeva, sorrise e fece un mezzo inchino con la testa. Un signore.<br />
Altro di lui non so, ma non credo sia necessario sapere oltre.</p>
<p align="center"> [youtube zu55a8vvjME]</p>
<p>L&#8217;attore invece, lo conosco benissimo. Che talento gli era capitato. In testa doveva avere una specie di registratore che riprendeva i comportamenti delle persone, eliminava le parti superflue e creava una specie di concentrato che lui si limitava a riproporre.<br />
E&#8217; grazie a lui che ogni italiano degli ultimi cinquant&#8217;anni si è visto immortalato sulla pellicola e solo grazie a lui il costume degli ultimi 50 anni italiani sarà, forse, il meglio documentato della storia.</p>
<p>Ricordo ancora un fotomontaggio de &#8220;<a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FIl_Male&amp;ei=717AR_nQKaXWevecgNgN&amp;usg=AFQjCNGxcUInuhsxq2zP9yBBD3MoN1pAGA&amp;sig2=lWIzCyvGqWabgRxW-aA08g" target="_blank">il Male</a>&#8221; o di &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cuore_(periodico)" target="_blank">Cuore</a>&#8221; dove tutto il parlamento era composto da personaggi di Alberto Sordi. Mi spiace non averla più. Anche se le intenzioni non erano quelle, secondo me era un gran riconoscimento.</p>
<p>Qualcuno dice che fosse un attore italiano per gli italiani. Secondo me è una sciocchezza. Una volta i casi della vita mi hanno portato a Irkutsk dove mi sono ritrovato, io astemio, a bere un bicchierone enorme di vodka con un ingegnere minerario sovietico. Usando le quattro parole d&#8217;inglese che conosceva mi parlò proprio di Alberto Sordi e di quell&#8217;episodio del film &#8220;<a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=6033">I Complessi</a>&#8221; dove lui faceva il dentone. Da come ne parlava si capiva che gli era piaciuto tantissimo e, per dimostrarmelo faceva dei larghissimi sorrisi luccicanti dell&#8217;oro dei suoi denti nuovissimi.</p>
<p align="center">[youtube KksuUDafHoE]</p>
<p>Ora Sordi, come uomo, è morto cinque anni fa. Come attore, invece, vive ancora nei gesti di tanti comici che ne emulano le macchiette, gli atteggiamenti, il modo di parlare.<br />
Anche io, di tanto in tanto, quando voglio far divertire qualcuno, faccio quella camminata saltellante, a braccia tese che lui usava quando voleva far fare il disinvolto ad un suo personaggio.<br />
Fa ridere ancora adesso. Forse perché io sono goffo o forse perché, nella sua semplicità, è una grande opera d&#8217;arte.<br />
Sì, in fondo credo che sia per questo. La mia goffaggine non farebbe mai ridere così.</p>
<p align="center">[youtube KwbMmCrSPVw]</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/cinque-anni-fa-moriva-luomo-sordi-lattore-invece-me-lo-porto-ancora-dentro/schermo-dei-sogni/mc/3132/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Cartoni Porno: Quella Scena non s&#8217;ha da Vedere</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/quella-scena-non-sha-da-vedere/consumo-criticamente/nino/3059/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/quella-scena-non-sha-da-vedere/consumo-criticamente/nino/3059/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 06:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Consumo CriticaMente]]></category>

		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[anime]]></category>

		<category><![CDATA[bambini]]></category>

		<category><![CDATA[cei]]></category>

		<category><![CDATA[censura]]></category>

		<category><![CDATA[cultura]]></category>

		<category><![CDATA[genitori]]></category>

		<category><![CDATA[giappone]]></category>

		<category><![CDATA[mediaset]]></category>

		<category><![CDATA[pudore]]></category>

		<category><![CDATA[rai]]></category>

		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<category><![CDATA[società]]></category>

		<category><![CDATA[televisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/quella-scena-non-sha-da-vedere/consumo-criticamente/nino/3059/</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;Italia è un paese che ha una lunga tradizione di censure televisive riguardo l&#8217;animazione giapponese. Tutto comincia su RAI2, precisamente il 4 aprile del 1978 alle sette di sera. La RAI si apprestava a mandare in onda uno dei più importanti anime giapponesi riguardanti il filone dei robot, per la prima volta in Italia veniva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia è un paese che ha una lunga tradizione di censure televisive riguardo l&#8217;animazione giapponese. Tutto comincia su RAI2, precisamente il 4 aprile del 1978 alle sette di sera. La RAI si apprestava a mandare in onda uno dei più importanti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anime">anime</a> giapponesi riguardanti il filone dei robot, per la prima volta in Italia veniva trasmesso Goldrake. Per la prima volta in Italia veniva trasmessa una storia animata che affrontava tematiche impegnate come la lotta per il bene, la dualità tra bene e male, amori e rancori.</p>
<p style="text-align: right"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/goldrake.jpg" alt="goldrake.jpg" /></p>
<p><span id="more-3059"></span>Tutto questo non piacque ai genitori italiani tanto meno ai politici di allora. Ci fu una interpellanza parlamentare e il senatore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silverio_Corvisieri">Silverio Corvisieri</a> chiese la cancellazione dell&#8217;anime. Il risultato fu che lo stato bandì i robot dalle sue emittenti, che per certi versi, fu la fortuna degli anime giapponesi nelle emittenti private.</p>
<p>Finì così la prima delle censure degli anime giapponesi ad opera delle emittenti italiane pubbliche e private.<br />
A questo punto si potrebbe dire: va be&#8217; era il 78, era il primo impatto con questo tipo di produzioni, adesso le cose sono diverse. Mi piacerebbe, ma non è così.</p>
<p>Oggi le censure sono più sottili. Si va dalla modifica dei nomi dei personaggi per occidentalizzarli al taglio delle scene, fino alle ricolorazioni delle tavole. Ne sono testimoni anime trasmessi su Mediaset come &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%88_quasi_magia_Johnny">E&#8217; quasi magia Johnny</a>&#8221; serie andata in onda su Italia 1 nel 1989 pesantemente censurata nei nomi e nelle scene, come nel più famoso &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dragon_Ball">Dragonball</a>&#8221; trasmesso sempre su Italia 1 nel 1998.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-lupin-fujiko.jpg" alt="dm-lupin-fujiko.jpg" /></p>
<p> Prima di allora l&#8217;anime era già stato trasmesso dalle tv locali, con sigle e contenuti originali e senza censure. Il tempo di arrivare sulle reti nazionali ed ecco che, ancora una volta, scattano le censure: dialoghi banalizzati, scene tagliate, nomi stravolti. Ecco che Dio (nella serie si scopre che in realtà Dio non è altro che un alieno atterrato anni or sono sulla terra) diventa <em>Supremo</em> per non urtare la sensibilità dei religiosi.</p>
<p>Stessa sorte tocca quotidianamente a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Naruto">Naruto</a> anime che narra le storie di aspiranti ninja, anche questo brutalizzato dalle instancabili forbici della censura preventiva. Per non parlare di alcuni espedienti grafici che fanno perdere il valore dell&#8217;anime.<br />
La censura degli anime giapponesi è dovuta ad una mentalità di protezionismo culturale che tende a boicottare qualsiasi cosa si differenzi dai classici canoni occidentali. Spesso le censure degli anime giapponesi hanno una matrice cattolica che non riesce a comprendere le diversità culturali (per certi versi più mature) di queste produzioni.</p>
<p>In prima linea contro l&#8217;animazione giapponese si colloca il <a href="http://www.genitori.it/documento.asp">Moige</a> (movimento italiano genitori). Bersagli del Moige, oltre ai titoli su citati, sono anche Sailor Moon, Marmalade Boy (piccoli problemi di cuore), One Piece e Lupin Terzo, colpevoli di far vedere qualche bacio di troppo, qualche coscia di troppo o, in definitiva, qualche comportamento che differisca dalla &#8220;normale&#8221; morale comune.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/censuraimg.jpg" alt="censuraimg.jpg" /></p>
<p>C&#8217;è da dire che nonostante le pressioni del Moige, la responsabilità di queste censure ricade quasi completamente sulle emittenti televisive Rai e Mediaset. Infatti Mtv ha trasmesso e trasmette anime senza censure e con le sigle e i nomi originali, come Cowboy BeBop, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Great_Teacher_Onizuka">GTO</a>, Inuyasha, Neon Genesis Evangelion e tanti altri con buona pace del Moige e delle sue posizioni radicali.</p>
<p>Tuttavia, bisogna considerare un&#8217;altra questione importante. Come reagirebbero i genitori italiani (e non parlo solo del Mogie) di fronte ad un anime giapponese trasmesso su Italia 1 senza censure? Come reagirebbero i genitori italiani di fronte a combattimenti violenti, scene di nudo (non volgare) o situazioni paradossali come Naruto che inavvertitamente da un bacio a Sasuke o il maestro Muten che schizza sangue dal naso vedendo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bulma" target="_blank">Bulma</a> senza mutandine (nei manga e negli anime giapponesi è sinonimo di forte eccitazione) o qualche situazione più maliziosa tra Fujiko e Lupin?<br />
Immagino le proteste il solito scandalo all&#8217;italiana e in fine l&#8217;intervento della politica.</p>
<p style="text-align: right"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/250px-naruto_kiss_sasuke.jpg" alt="250px-naruto_kiss_sasuke.jpg" /></p>
<p>Le TV italiane non sono soltanto mezzi di intrattenimento, ma veri e propri strumenti politici. Il bacino di utenza (e quindi di elettorato) di Mtv non è minimamente paragonabile a quello di Mediaset o della Rai e quindi può permettersi di trasmettere prodotti senza censure. Rai e, in particolare, Mediaset, invece, essendo legati a filo doppio con il mondo politico sono soggetti a delle restrizioni politiche e culturali.<br />
A questo bisogna aggiungere anche la cattiva abitudine di scambiare la televisione per una badante, dando alla TV un compito che non gli compete e che dovrebbe essere prerogativa dei genitori: quello di educare.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/quella-scena-non-sha-da-vedere/consumo-criticamente/nino/3059/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Caos Calmo è una Cagata Pazzesca</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/caos-calmo-e-una-cagata-pazzesca/media-mente-critica/comandante-nebbia/3022/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/caos-calmo-e-una-cagata-pazzesca/media-mente-critica/comandante-nebbia/3022/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 12:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Consumo CriticaMente]]></category>

		<category><![CDATA[Media Mente Critica]]></category>

		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[cei]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<category><![CDATA[consumo]]></category>

		<category><![CDATA[nanni-moretti]]></category>

		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<category><![CDATA[sesso]]></category>

		<category><![CDATA[sinistra]]></category>

		<category><![CDATA[truffe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/caos-calmo-e-una-cagata-pazzesca/media-mente-critica/comandante-nebbia/3022/</guid>
		<description><![CDATA[Quello che sto per scrivere è un pezzo veramente straordinario. Leggetelo con attenzione. E&#8217; eccezionale essenzialmente per due motivi.
Prima di tutto, faccio raramente recensioni di film. E&#8217; un genere letterario che non si confà alle mie caratteristiche. A me i film piace guardarli, non scriverne. Poi, e forse è questa la vera ragione per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che sto per scrivere è un pezzo veramente straordinario. Leggetelo con attenzione. E&#8217; eccezionale essenzialmente per due motivi.<br />
Prima di tutto, faccio raramente recensioni di film. E&#8217; un genere letterario che non si confà alle mie caratteristiche. A me i film piace guardarli, non scriverne. Poi, e forse è questa la vera ragione per la quale questo è un pezzo fuori dal comune, scrivo questa recensione senza aver visto il film.</p>
<p style="text-align: right"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/carodiario.bmp" alt="carodiario.bmp" /></p>
<p><span id="more-3022"></span><br />
Certo non sono il primo. Molti critici cinematografici professionisti mi hanno sicuramente preceduto in questo atto di sublime presunzione. C&#8217;è da tenere conto, però, che io il film non me lo sono nemmeno fatto raccontare e non ho letto nessuna recensione.<br />
Sempre più difficile direte voi, ma non è finita, ora <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tressette" target="_blank">calo il tre</a>.  Io pensavo che &#8220;<em>Caos Calmo</em>&#8221; fosse un brutto film ancora prima che uscisse nelle sale. Vi spiego il perché.</p>
<p>Nei giorni che hanno preceduto il lancio del film, nonostante la tensione derivata dalla crisi di governo, tutte le principali testate giornalistiche ci hanno proposto ossessivamente la storia delle violente scene di sesso di Nanni Moretti con Isabella Ferrari.</p>
<p>Repubblica <a href="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/nanni-moretti/1.html" target="_blank">qui</a> con le fotine, <a href="http://newscontrol.repubblica.it/item/411236/cinema-ferrari-con-moretti-mia-scena-sesso-piu-forte">qui</a>, <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2893638.html" target="_blank">qui</a>, e addirittura la versione per chi legge le notizie dal cellulare <a href="http://www.repubblica.it/mobile/ultimaora/cinema-ferrari-con-moretti-mia-scena-sesso-piu-forte/2870917" target="_blank">qui</a>. Il Corriere ribatte <a href="http://www.corriere.it/cinema/08_gennaio_29/ferrari_scena_caoscalmo_4ff5fd3e-ce5e-11dc-b326-0003ba99c667.shtml" target="_blank">qui</a> mostrando anche mezza tetta della Ferrari, <a href="http://www.corriere.it/cinema/08_febbraio_01/moretti_scene_sesso_52cca710-d0e8-11dc-828e-0003ba99c667.shtml" target="_blank">qui</a> Moretti ha  le amnesie da Viagra, <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cinema/2007/07_Luglio/08/moretti_scene_forti_ferrari.shtml" target="_blank">qui</a> invece scopriamo che è un ex attore di film hard ed infine entra in ballo <a href="http://www.corriere.it/cinema/08_gennaio_30/caos_calmo_visto_censura_b721bae2-cf22-11dc-8e3f-0003ba99c667.shtml">addirittura la censura</a>.</p>
<p>Più moderata la  Stampa, giusto  un paio di articoli, ma di gran qualità.  Il primo si apre con un&#8217;artistica foto di Moretti <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200801articoli/29687girata.asp" target="_blank">che strizza le pocce della Ferrari</a>. Nel secondo, forse per carenza di mezzi, <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/cinematv/grubrica.asp?ID_blog=33&amp;ID_articolo=666&amp;ID_sezione=46&amp;sezione=" target="_blank">la foto viene riproposta</a>, ma la Tornabuoni ha l&#8217;onestà di avvertirci che &#8220;<em>L’unica scena di sesso è goffa: Nanni Moretti tocca un capezzolo di Isabella Ferrari come se premesse il campanello dell’interno sei; lo sforzo maggiore di tutti è di non lasciar vedere neppure mezza natica, il che toglie all’insieme slancio e necessità</em>&#8220;.  Bene, meglio così.</p>
<p>Oggi ci si mette anche la CEI che, non so se a corto di argomenti su questioni più serie o se in qualche modo cointeressata al successo di botteghino del film, considera a scena <a href="http://www.corriere.it/cinema/08_febbraio_12/caos_calmo_affondo_cei_346613d6-d96e-11dc-8c3c-0003ba99c667.shtml">troppo volgare</a>. La notizia viene ripresa anche da Repubblica che coglie l&#8217;occasione per riproporre, in scala ridotta, <a href="http://www.repubblica.it/trovacinema/detail_articolo.jsp?idContent=341396">la presa alle pocce della Ferrari</a> da parte di un Moretti sempre più Siffrediano nella sua interpretazione.<br />
Ora, a parte chiedersi che cacchio c&#8217;entri la CEI con il film, le pocce della Ferrari e la scoperta tardiva di un talento a lungo nascosto di Moretti, è stupefacente che trovi il tempo per disquisire su certe cose e dimentichi di occuparsi di <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200802articoli/30054girata.asp">ben altro genere di cinematografia</a> che vede come protagonisti minori sotto costrizione.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/cinema1.jpg" alt="cinema1.jpg" /></p>
<p>&#8220;Caos Calmo&#8221; è un brutto film perché se fosse stata un&#8217;opera d&#8217;arte non avrebbe avuto bisogno di usare questa vecchia tattica per portare la gente al cinema. E&#8217; ragionevole pensare che oltre alla prestazione ginnica di due persone più che mature, il film non abbia altro da offrire.<br />
Quando qualcuno cerca di allettarmi con questi sistemi io lo considero una mancanza di rispetto e non compro il prodotto. Punto.</p>
<p>In un mondo più giusto, esisterebbe qualche sistema per digitalizzare il film e metterlo in rete in modo che la gente possa vederlo gratis, alla faccia di chi cerca di prenderla per il sedere con messaggi di questo tipo. Purtroppo siamo nel mondo reale e questo non è possibile. Quindi  aspetterò che passi in televisione.</p>
<p>Un discorso a parte merita Nanni Moretti. Che è successo? Che problema ha? E&#8217; in piena crisi di mezza età? Ha bisogno di conferme sulla sua virilità? Gioca? Ha avuto un tracollo di borsa?<br />
Moretti è un artista che ho ammirato e al quale sono riuscito a perdonare anche &#8220;Il Caimano&#8221;, uno dei peggiori film di tutti i tempi.  Mi chiedo perché un uomo che gode di tanta stima personale e professionale, si sia prestato a certi sistemi di propaganda. I soldi? Ah, sì. I soldi.</p>
<p>Evidentemente si aspetta che le cose di sinistra le facciano gli altri. Lui si limita a chiederle.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/caos-calmo-e-una-cagata-pazzesca/media-mente-critica/comandante-nebbia/3022/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Chi ha Paura del Cacciatore di Aquiloni?</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/chi-ha-paura-del-cacciatore-di-aquiloni/oltre-il-confine/vittorio-strampelli/2848/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/chi-ha-paura-del-cacciatore-di-aquiloni/oltre-il-confine/vittorio-strampelli/2848/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 17:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio Strampelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Oltre il Confine]]></category>

		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>

		<category><![CDATA[guerra]]></category>

		<category><![CDATA[racconti]]></category>

		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<category><![CDATA[stati-uniti]]></category>

		<category><![CDATA[unione_sovietica]]></category>

		<category><![CDATA[violenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/chi-ha-paura-del-cacciatore-di-aquiloni/oltre-il-confine/vittorio-strampelli/2848/</guid>
		<description><![CDATA[Amir e Hassan. L’adolescenza e l’amicizia di due giovani, cresciuti come fratelli ma costretti a destini profondamente diversi a causa della loro appartenenza etnica, sullo sfondo di un Afghanistan che si appresta a vivere l’invasione sovietica e il crollo della monarchia, e in cui essere nati pashtun o hazara può segnare la differenza. Tra l’essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Amir e Hassan.</strong> L’adolescenza e l’amicizia di due giovani, cresciuti come fratelli ma costretti a destini profondamente diversi a causa della loro appartenenza etnica, sullo sfondo di un Afghanistan che si appresta a vivere l’invasione sovietica e il crollo della monarchia, e in cui essere nati <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pashtun">pashtun</a> o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hazara">hazara</a> può segnare la differenza. Tra l’essere ricchi e l’essere poveri, colti o analfabeti, padroni o servitori. <strong>Tra l’essere rispettati e l’essere considerati alla stregua di una specie subumana.</strong></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/afgh5.jpg" alt="afgh5.jpg" /></p>
<p><span id="more-2848"></span>Nel cielo azzurro di <strong>una Kabul libera da ogni guerra</strong> si librano gli sgargianti aquiloni tratteggiati dalla penna di <strong>Khaled Hosseini</strong> ne <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788838481727/hosseini-khaled/cacciatore-aquiloni.html">Il cacciatore di aquiloni</a>, opera prima dello scrittore afgano emigrato negli Stati Uniti nel 1980. Un libro che ha fatto conoscere nel mondo l’Afghanistan molto più di quanto non riescano a fare quotidiani reportage giornalistici e servizi televisivi. Con immaginifiche descrizioni, crude verità e sentimenti profondi, Hosseini ci guida infatti nelle suggestive atmosfere della Kabul degli anni Settanta, capitale di un Afghanistan ignaro delle nubi che si stavano addensando sul proprio futuro e che ancora oggi non sembrano diradarsi.</p>
<p>Gli oliati ingranaggi dell’industria cinematografica hollywoodiana si sono rapidamente messi a girare di fronte a <strong>un best seller che ormai da quasi quattro anni tiene saldamente la vetta delle classifiche</strong> di tutto il mondo, e la <em>DreamWorks</em> di Steven Spielberg si è ben presto assicurata i diritti del “Cacciatore” – e del secondo lavoro di Hosseini, intitolato “Mille splendidi soli” – per trarne un film, uscito negli Stati Uniti già il mese scorso e in arrivo in Italia a metà febbraio.</p>
<p>Eppure, ironia della sorte, proprio <strong>la pellicola</strong> che, ancor più del libro, contribuirà a far conoscere nel mondo l’Afghanistan com’era – prima che sovietici, talebani, Stati Uniti e chi più ne ha, più ne metta, vi posassero gli occhi – <strong>proprio in Afghanistan non verrà proiettata.</strong></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/photo_01_hires_011.jpg" alt="photo_01_hires_011.jpg" /></p>
<p>“Inaccettabili” alcune scene – è il giudizio della <em>Afghan film</em>, la commissione statale responsabile della censura cinematografica – che potrebbero <strong>“incitare alla violenza” e alla discriminazione razziale.</strong> E’ vero, il libro racconta una scena di violenza: lo stupro dell’umile hazara Hassan perpetrato da un teppista della dominante etnia pashtun. Ed è descritto con parole secche ma tanto potenti da lasciare ben poco spazio all’immaginazione. Ma questo passaggio è anche lo snodo centrale del romanzo, il punto di non ritorno destinato a cambiare per sempre la vita di Amir, colpevole di aver assistito alla tragedia del suo amico senza intervenire, accettando passivamente la gerarchia etnica del suo Paese, e condannato per questo a vivere il resto della propria vita nel rimorso. Un particolare che finisce col mutare radicalmente il senso del messaggio dello stupro, che diviene in questo modo tutto fuorché un incitamento alla violenza e alla discriminazione.</p>
<p>I timori, tuttavia, che anche una piccola scossa possa far crollare la fragile costruzione del governo di Amid Kharzai, che poggia proprio sulla delicata alleanza tra pashtun e hazara, hanno preso il sopravvento: “Certe scene sono discutibili e inaccettabili per alcune persone, e potrebbero provocare reazioni e problemi per il governo e la popolazione”, ha riferito all’agenzia di stampa internazionale Reuters il direttore dell’Afghan Film, Latif Ahmadi.</p>
<p><strong>E’ la vittoria della paura.</strong> La paura di al Qaeda ha spinto gli organizzatori della Parigi-Dakar a <a href="http://www.allaguida.it/articolo/parigi-dakar-sospesa-forse-per-sempre/7538/">sospendere la storica gara motoristica</a>. La paura di gesti estremisti di una o dell’altra etnia (in Afghanistan sono cinque solo quelle principali) hanno spinto la censura a bandire “Il cacciatore di aquiloni”. Il diktat della Afghan Film non è infatti che la conclusione delle vive polemiche scatenatesi in vari ambienti islamisti a causa dei temi trattati. Polemiche che hanno costretto i giovanissimi protagonisti afgani della pellicola a riparare all’estero per alcuni mesi, per paura di possibili ritorsioni.</p>
<p><strong>Il bello è che la proibizione ufficiale non riuscirà comunque a impedire la diffusione del film</strong> nel parallelo mercato nero dei Dvd pirata, molto più florido del regolare circuito cinematografico: di sale di proiezione, in Afghanistan, ne restano infatti ormai pochissime, poco frequentate e solo nelle grandi città.</p>
<p><strong>Coincidenza:</strong> lo scorso anno sono scoppiate numerose proteste dopo la diffusione pirata del film indiano “Kabul Express”, interpretato come anti hazara e anch’esso messo al bando. Solo che, in quel caso, erano gli appartenenti a quell’etnia ad essere rappresentati come brutali teppisti, non il contrario.</p>
<p align="center">[youtube -1Ivdc76nAY]</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/chi-ha-paura-del-cacciatore-di-aquiloni/oltre-il-confine/vittorio-strampelli/2848/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Silvio e il Mistero dei Circoli nella Grana</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/silvio-e-il-mistero-dei-circoli-nella-grana/cronache-italiane/lameduck/1659/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/silvio-e-il-mistero-dei-circoli-nella-grana/cronache-italiane/lameduck/1659/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 16:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Oltre le Righe]]></category>

		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<category><![CDATA[italietta]]></category>

		<category><![CDATA[satira]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/silvio-e-il-mistero-dei-circoli-nella-grana/cronache-italiane/lameduck/1659/</guid>
		<description><![CDATA[Antefatto. Sabato notte credo di aver visto due tra i peggiori film mai realizzati da mente malata umana: &#8220;Il macellaio&#8221; con Alba Parietti e &#8220;Hostel&#8221; di Eli Roth. Devo ancora stabilire, essendomi appena ripresa dal trauma, quale dei due fosse l&#8217;horror.
Nonostante l&#8217;ambientazione da bassa macelleria di entrambi non mi so decidere se fosse peggio la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/alba_parietti.jpg" title="alba_parietti.jpg" alt="alba_parietti.jpg" align="left" />Antefatto. Sabato notte credo di aver visto due tra i peggiori film mai realizzati da mente malata umana: &#8220;Il macellaio&#8221; con Alba Parietti e &#8220;Hostel&#8221; di Eli Roth. Devo ancora stabilire, essendomi appena ripresa dal trauma, quale dei due fosse l&#8217;horror.<br />
Nonostante l&#8217;ambientazione da bassa macelleria di entrambi non mi so decidere se fosse peggio la faccia del macellaio che si trombava la Parietti, la faccia della Parietti nel mentre il macellaio la trombava o l&#8217;occhio sforbiciato della giapponesina in quella specie di Abu Ghraib mitteleuropea spacciata per idea originale dal protegé di Tarantino (Quentin, questa me la paghi).</p>
<p><span id="more-1659"></span>L&#8217;indomani, accendendo Radio Radicale dopo mesi, sento la voce gentile e melodiosa della Rossa di Milanello berciare come al mercato del pesce contro &#8220;questo governo&#8221;. Poco dopo l&#8217;annuncio: ecco a voi Silvio Berlusconi. Era la diretta (registrata) della convention dei circoli della libertà.<br />
Dopo aver visto lavorare di Black&amp;Decker uno dei giovincelli di &#8220;Hostel&#8221;, cosa vuoi che sia? Sentiamo cosa ha da dire Silvio.</p>
<p>Inizia raccontando di quando decise di scendere in campo. &#8220;I partiti erano scomparsi con Tangentopoli e il partito comunista rischiava di prendere l&#8217;84% dei seggi alle elezioni&#8221;. &#8220;Ero preoccupato, non riuscivo a dormire la notte&#8221;. Ti credo, aveva perso il suo faro nella nebbia, Bettino Craxi.<br />
Sono le solite cazzate che spara sempre, il pericolo comunista nel 1992? Non gli badare, pensa al carrello dei bolliti che hai visto ieri sera.<br />
&#8220;Ero indeciso sul da farsi e ci fu una riunione con i miei figli, mia madre, Confalonieri&#8230;&#8221;<br />
Non avevamo dubbi che la decisione di scendere in campo fosse stata presa d&#8217;accordo con <em>La Famiglia</em>.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/futura_famiglia_berlusconi.jpg" alt="futura_famiglia_berlusconi.jpg" /></p>
<p>&#8220;Chi mi fece prendere la decisione definitiva fu però mia madre&#8221;. Il pensiero ritorna alle manette e alle dita mozzate. Non c&#8217;è partita, quello che sto ascoltando è molto peggio di qualunque tortura.</p>
<p>Silvio prosegue raccontando a modo suo, cioè mentendo, come andò la notte dei Brogli. &#8220;A mezzanotte Pisanu venne da me dicendomi che avevamo vinto, poi i comunisti imbrogliarono con le schede bianche in Campania e Calabria e si appropriarono ingiustamente della vittoria elettorale.&#8221;<br />
E&#8217; un crescendo. Certo che Pinocchio a quest&#8217;uomo gli fa una sega.<br />
Mentre sto pericolosamente rivalutando non solo le torture di &#8220;Hostel&#8221; ma perfino la Parietti che finge di fingere di trombare, Silvio mi dà la mazzata finale: &#8220;Non dobbiamo permettere che i nostri figli studino in scuole con insegnanti di sinistra che gli manipolerebbero le menti come hanno fatto con i loro figli. Occorrono scuole private dove si insegni la libertà&#8221;.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/circoli.jpg" alt="circoli.jpg" /></p>
<p>Silvio è un mistero, come i cerchi nel grano, anzi nella grana. E&#8217; inesplicabile che la gente gli creda ciecamente, pur sapendo della probabile frode che c&#8217;è sotto. E&#8217; capace di ripetere le stesse stronzate da anni e c&#8217;è chi ancora gli dà credito. Hanno spiegato loro che il suo cerchio fu fatto nottetempo con corde e assi da amici compiacenti, ma gli italiani continuano a pensare che sia un fenomeno soprannaturale.</p>
<p>E&#8217; stata una lezione istruttiva. L&#8217;orrore non ha fine è vero ma purtroppo non è quello che ci mostrano i film di terz&#8217;ordine.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/silvio-e-il-mistero-dei-circoli-nella-grana/cronache-italiane/lameduck/1659/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Siamo Grandi Abbastanza per Arancia Meccanica?</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/siamo-grandi-abbastanza-per-arancia-meccanica/schermo-dei-sogni/lameduck/1463/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/siamo-grandi-abbastanza-per-arancia-meccanica/schermo-dei-sogni/lameduck/1463/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Sep 2007 15:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[censura]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<category><![CDATA[potere]]></category>

		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<category><![CDATA[televisione]]></category>

		<category><![CDATA[violenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/siamo-grandi-abbastanza-per-arancia-meccanica/schermo-dei-sogni/lameduck/1463/</guid>
		<description><![CDATA[C’è un appuntamento importante martedì prossimo 25 settembre alle 22,30 su La7. A trentacinque anni dalla sua uscita dovrebbe, spiegherò tra un attimo il perché del condizionale, andare in onda in tv per la prima volta in chiaro Arancia Meccanica, il capolavoro di Stanley Kubrick.
Dovrebbe perché sento già scaldare i motori dei vari MOIGE, delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/stanleykubrick.jpg" title="stanleykubrick.jpg" alt="stanleykubrick.jpg" align="left" />C’è un appuntamento importante martedì prossimo 25 settembre alle 22,30 su La7. A trentacinque anni dalla sua uscita dovrebbe, spiegherò tra un attimo il perché del condizionale, andare in onda in tv per la prima volta in chiaro Arancia Meccanica, il capolavoro di Stanley Kubrick.<br />
Dovrebbe perché sento già scaldare i motori dei vari MOIGE, delle associazioni per la difesa del delicato palato del telespettatore, dei bambini nottambuli, dei <em>ggiovani</em> che immediatamente dopo uscirebbero ad imitare le imprese di Alex e dei suoi drughi con tanto di bombetta e anfibi.<br />
<span id="more-1463"></span> Scommetto quello che volete che, appena comperato e letto avidamente “Sorrisi e Canzoni” della prossima settimana, i casalinghi disperati urleranno che “Arancia Meccanica” va vietato perché non è un film per il telespettatore medio italiano, cioè quello che ha visto mille volte in prima serata “Il giustiziere della notte”, concorrenti di reality-show mangiare insetti vivi per vincere soldi, litigare vecchie baldracche con giovani troiette sui divani dei bordelli intellettuali dell’informazione televisiva e centinaia di puntate su Cogne di Porta a Porta.<br />
Se sono rimasti turbati dal satanismo patinato e dalle mascherine in perizoma di Eyes Wide Shut, immagino lo shock che proverebbero di fronte ai cazzi della signora dei gatti.</p>
<p>Quando uscì al cinema avevo dodici anni quindi non era proprio alla mia portata. Lo vidi per la prima volta dieci anni fa con la curiosità ed anche il pregiudizio che lo avevano sempre accompagnato. Malsano, pericoloso, un esempio di cinema che produce violenza per imitazione. Cazzate. E&#8217; un film fondamentale. Non facile, sgradevole ma necessario, come certe medicine.<br />
La società è già abbastanza violenta di suo per farsi suggestionare dal cinema. Credete che le torture, gli stupri e gli omicidi efferati abbiano bisogno dell&#8217;input di un&#8217;opera artistica per essere perpetrati? Il film preferito di Jeffrey Dahmer, il cannibale seriale di Milwaukee era &#8220;Il ritorno dello Jedi&#8221;, che guardava per caricarsi prima di una mangiatina. Un film che non credo sia bandito nemmeno dall&#8217;Opus Dei.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/babyalex.jpg" alt="babyalex.jpg" /></p>
<p>Arancia Meccanica prefigurava nel 1972 una società futura, quindi il nostro presente, grosso modo.<br />
Non fa impressione constatare che qualche parola del gergo ideato da Anthony Burgess nel suo romanzo è diventato linguaggio quasi comune? Io la parola &#8220;carasciò&#8221; la sento ogni giorno al mercato. Per fortuna non sono drughi ma badanti russe.<br />
La violenza è parte integrante della nostra società. Burgess e Kubrick l&#8217;hanno solo prevista in anticipo. L’ho già detto ma sono costretta a ripetermi, le immagini dei pestaggi del G8 di Genova sono peggio di Arancia Meccanica. Non sono finzione ma snuff-movie.</p>
<p>Spazziamo via un equivoco. Arancia Meccanica non è un film sulla violenza, anzi l’ultraviolenza, fine a se stessa. In Inghilterra credo sia tuttora proibita la sua proiezione e si può capire perché. La violenza è funzionale a Burgess e a Kubrick per parlare del Potere.<br />
Alex è un nichilista, un uomo libero anche se un criminale, è il cattivo selvaggio. Nel film precedente “2001 odissea nello spazio”, Kubrick chiudeva con l’immagine del bambino dello spazio dai grandi occhi. La prima immagine del film successivo sono gli occhi di Alex.<br />
E’ tutta lì l’evoluzione umana? L’ultraviolenza delle scimmie antropomorfe che si uccidono a colpi di osso si lega con i bastoni dei drughi che si spezzano sulle schiene dei barboni facendoci pensare che non sia cambiato nulla? E’ un discorso pessimista, certo, ma estremamente realistico.</p>
<p>Chi manovra la violenza e la inquadra a proprio vantaggio è la politica. Sia il ministro degli interni che rieduca Alex che il suo oppositore che se ne vendica spingendolo al suicidio compiono una violenza non meno grave di quelle compiute dallo sciagurato ragazzo ma accettabili perché istituzionali. Alla fine del film rimane l’amarezza di constatare che il Potere non può tollerare la libertà dell’individuo perché deve pilotarla e il bello non è che dalla rieducazione vengano fuori individui migliori, solo più alienati, impotenti di fronte alla violenza globale della società. E&#8217; pesante anche la suggestione che i drughi siano stati aggregati alle forze dell&#8217;ordine. Purchè sappiano far male non importa da dove vengono.<br />
“I was cured alright”, sono guarito, dice Alex alla fine ma a che prezzo?</p>
<p>Andrà in onda veramente Arancia Meccanica? Leggo che vi sarà una trasmissione di preparazione di un&#8217;ora con vari intellettuali ed esperti (in rappresentanza del Potere) in attesa delle 22,30, un po&#8217; come quando si va in sala operatoria e ti devono fare tutte le anestesie del caso. Una volta il dibattito seguiva, adesso precede. Il dibattito preventivo.<br />
Ripeteranno mille volte di mandare via i bambini e le persone impressionabili. Forse ci faranno passare la voglia di vederlo.<br />
Finirà che un 20% di telespettatori capirà il film, il 40% cambierà canale perché l&#8217;ha già visto su DVD o su Sky, un altro 20% non lo capirà e un 20% si addormenterà. Salvo censure, è ovvio. Molto carasciò.</p>
<p align="center">[youtube UAVvP-gmpok]</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/siamo-grandi-abbastanza-per-arancia-meccanica/schermo-dei-sogni/lameduck/1463/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Coffee &#038; Cigarettes</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/coffee-cigarettes/schermo-dei-sogni/la-fee-verte/1230/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/coffee-cigarettes/schermo-dei-sogni/la-fee-verte/1230/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Sep 2007 10:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Fee Verte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/coffee-cigarettes/schermo-dei-sogni/la-fee-verte/1230/</guid>
		<description><![CDATA[Storie di vita in bianco e nero, a scacchi, condite da caffè e sigarette&#8230;

E&#8217; questo il risultato del lungometraggio (o, come preferisce definirlo lui, &#8220;una serie di corti camuffati da lungometraggio&#8221;) proposto da Jim Jarmusch fuori concorso a Venezia. Il progetto iniziale risale al 1986, sei minuti intitolati &#8220;Coffee and Cigarettes&#8221;, con Roberto Benigni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Storie di vita in bianco e nero, a scacchi, condite da caffè e sigarette&#8230;<span id="more-1230"></span></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/coffee.jpg" alt="coffee.jpg" /></p>
<p>E&#8217; questo il risultato del lungometraggio (o, come preferisce definirlo lui, &#8220;una serie di corti camuffati da lungometraggio&#8221;) proposto da Jim Jarmusch fuori concorso a Venezia. Il progetto iniziale risale al 1986, sei minuti intitolati &#8220;Coffee and Cigarettes&#8221;, con Roberto Benigni e Steven Wright.</p>
<p>Tre anni dopo Jarmusch realizza il secondo corto dal titolo &#8220;Coffee and Cigarettes- Memphis Version&#8221;, con Steve Buscemi. Nel 1993 vince la Palma d&#8217;Oro del cortometraggio a Cannes col terzo episodio, &#8220;Coffee and Cigarettes- Somewhere in California&#8221;, i cui  memorabili protagonisti sono Iggy Pop e Tom Waits.Pensati come singole unità, e accorpati per costruire un&#8217;opera sempre aperta, in divenire, i dodici episodi sono diventati una delle opere più originali e divertenti della sessantesima mostra del cinema di Venezia.</p>
<p>Il sapiente uso del bianco e nero, che scontorna l&#8217;universo fuori dall&#8217;inquadratura, ci catapulta in un mondo burlesco e a volte grottesco, che scaturisce da discussioni semiserie, più o meno surreali o plausibili. Una galleria di personaggi improbabili, e forse per questo così umani, seduti ad un tavolo sorseggiano caffè e fumano sigarette spaziando in discussioni che toccano gli argomenti più disparati. Dai ghiaccioli al caffè, alla Parigi degli anni &#8216;20, dai complotti sulla morte di Elvis a Gianni e Pinotto, e poi le invenzioni di Nikola Tesla, gli effetti nocivi e devastanti del fumo, l&#8217;uso della nicotina come insetticida, i cambiamenti di atteggiamento di una persona divenuta ricca e famosa.</p>
<p>Un esperimento ben riuscito, in cui trame semplici ed immagini spesso girate con la macchina da presa fissa come in una british sitcom, riescono ad incuriosire lo spettatore, a farlo sorridere, ma soprattutto a spiazzarlo: non si sa mai cosa aspettarsi dai personaggi che si muovono in scenografie minimali, in cui l&#8217;unico vezzo è costituito dalle multiformi e affascinanti spirali di fumo che si innalzano verso il soffitto.</p>
<p>Sembra quasi di sentire il profumo del caffè e l&#8217;aroma pungente del tabacco, mentre attori in vesti inconsuete, recitandosi (..fino a che punto è finzione?) mettono a nudo i propri vizi e le proprie virtù..regalandoci forse un pò di sé, un pizzico di verità nascosta sotto l&#8217;iperbole della commedia&#8230;</p>
<p align="center">[youtube ggqrEMtA3TU]</p>
<p><strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0379217/">COFFEE &amp; CIGARETTES</a> </strong>(Usa, 2003)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Regia:</strong> Jim Jarmusch<br />
<strong>Sceneggiatura:</strong> Jim Jarmusch<br />
<strong>Fotografia:</strong> Tom DiCillo, Frederick Elmes, Ellen Kuras, Robby Müller</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/coffee-cigarettes/schermo-dei-sogni/la-fee-verte/1230/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Old Boy</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/old-boy/schermo-dei-sogni/la-fee-verte/1205/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/old-boy/schermo-dei-sogni/la-fee-verte/1205/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 02 Sep 2007 07:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Fee Verte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/old-boy/schermo-dei-sogni/la-fee-verte/1205/</guid>
		<description><![CDATA[“Come una gazzella che fugge dal cacciatore, come un uccello che si libera dalla gabbia, libera te stesso”


 Liberati dai ricordi, liberati dal passato doloroso, liberati dal desiderio di vendetta&#8230;. una parola. Dae-su Oh è stato rapito proprio davanti la sua casa, il giorno del compleanno di sua figlia. Apparentemente senza motivo. Per 15 anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Come una gazzella che fugge dal cacciatore, come un uccello che si libera dalla gabbia, libera te stesso</em>”<br />
<span id="more-1205"></span></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/old_boy_wideweb__430x286.jpg" alt="old_boy_wideweb__430×286.jpg" /></p>
<p> Liberati dai ricordi, liberati dal passato doloroso, liberati dal desiderio di vendetta&#8230;. una parola. Dae-su Oh è stato rapito proprio davanti la sua casa, il giorno del compleanno di sua figlia. Apparentemente senza motivo. Per 15 anni è stato tenuto in una prigione privata, una stanza con bagno. Il suo unico rapporto con l&#8217;esterno, una televisione attraverso la quale è venuto a sapere che sua moglie è stata uccisa e che lui è il principale sospettato. Ora è finalmente riuscito ad uscire e dal tetto dell&#8217;appartamento in cui è stato tenuto in cattività, Dae-su Oh comincia la sua vendetta…<br />
Old Boy è un film disperatamente nero, disperatamente violento, disperatamente poetico… Una poesia che scaturisce dalle immagini, da una regia sapiente accompagnata da una splendida fotografia, che non dimentica, pur nel soggetto tipicamente “orientale”, le influenze del b-movie e di un certo gusto fumettistico (non a caso Quentin Tarantino ha detto: è il film che avrei voluto girare.). Un film duro, che colpisce lo stomaco come un pugno che lascia senza fiato; siamo investiti da una crudeltà senza scampo, che contagia le vittime oltre che i carnefici, che lascia lo spettatore inerme e senza vie di fuga.. Epopea dell’assurdo, del grottesco, a mezza via tra la legge del Taglione e un macabro scherzo del destino, in cui la Vendetta assurge a ragione di vita per non soccombere ad una logica senza logica che sprofonda l’Uomo nel baratro della sua bestialità… Ma il finale struggente sembra alleviare il dolore, ricoprendolo di una soffice neve che nasconde la disperazione sotto una coltre ovattata, regalandoci uno scampolo di poesia, un frammento d’innocenza, una piccola fiammella di speranza, come un bocciolo di fiore che spunta timido dalle macerie della vita… Una risposta, forse.</p>
<p align="center">[youtube YLn1y9v6yno]</p>
<p><a href="http://www.imdb.com/title/tt0364569/"><strong>OLD BOY</strong></a> (Corea del Sud, 2003)</p>
<p>Regia: Chan-wook Park<br />
Sceneggiatura: Jo-yun Hwang , Chun-hyeong Lim, Chan-wook Park<br />
Scenografia: OO Seong-hee<br />
Fotografia: Chung Chung-hoo<br />
Musiche: Cho Young-wuk<br />
Montaggio: Kim Sang-bum</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/old-boy/schermo-dei-sogni/la-fee-verte/1205/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>L’Arte del Sogno (regia di Michel Gondry)</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/l%e2%80%99arte-del-sogno-regia-di-michel-gondry/schermo-dei-sogni/la-fee-verte/1082/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/l%e2%80%99arte-del-sogno-regia-di-michel-gondry/schermo-dei-sogni/la-fee-verte/1082/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2007 07:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Fee Verte</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/l%e2%80%99arte-del-sogno-regia-di-michel-gondry/schermo-dei-sogni/la-fee-verte/1082/</guid>
		<description><![CDATA[Il cinema vive e si nutre di sogno, specialmente se racconta una storia, ambientata in un mondo fantastico di pezza e cartone, sul modo in cui i sogni influenzano una relazione tra due persone, e su come la relazione a sua volta influenzi i loro sogni.
 Per una mente creativa i sogni non si distinguono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il cinema vive e si nutre di sogno, specialmente se racconta una storia, ambientata in un mondo fantastico di pezza e cartone, sul modo in cui i sogni influenzano una relazione tra due persone, e su come la relazione a sua volta influenzi i loro sogni.<br />
<span id="more-1082"></span> Per una mente creativa i sogni non si distinguono dalla realtà, ma vivono e si intersecano con la realtà stessa, la condizionano, la indirizzano al punto che diventa difficile stabilire dove finisca l&#8217;uno ed inizi l&#8217;altra.<br />
Dopo la morte del padre in Messico, Stéphane, un giovane creativo che confonde realtà e sogno, torna a Parigi su richiesta della madre. Ad attenderlo ci sono un impiego da illustratore in una piccola impresa di calendari promozionali e una giovane vicina di casa, la dolce e un po’ svampita Stéphanie, che cuce per hobby giocattoli di pezza.<br />
Riconoscendo pian piano nella ragazza una sorta di suo alter-ego al femminile, Stéphane la corteggia in sogno e da sveglio costruisce per stupirla pupazzi meccanici o improbabili macchine del tempo.</p>
<p align="center">[youtube 8GjjYHVj-mw nolink]</p>
<p>Gli effetti speciali nel film possiedono una dote magica e fantastica, una sorta di taglia e cuci artigianale.<br />
L’amore è il motore che confonde passato e presente, sogno e realtà, raddoppiando i livelli rappresentativi e quelli narrativi.<br />
Il regista ci regala un’opera intima e delicata, ravvivando nello spettatore il sopito stupore infantile e le semplici verità del cuore, che forse da adulti viviamo con goffaggine e mascherando lo spontaneo candore di certi gesti.<br />
Sviluppando un&#8217;idea già applicata al videoclip “Everlong” dei Foo Fighters, Gondry recupera l&#8217;elemento onirico lasciandolo libero di colorare e contaminare la realtà, vestendola di una scenografia artigianale ed incantevole.<br />
Pupazzi meccanici, macchine del tempo che conducono in un passato lontano soltanto due secondi, trasmettitori del pensiero, sono prodigiosi marchingegni con cui gli attori giocano, creando l&#8217;incantesimo di una variopinta fiaba di cartapesta.<br />
L&#8217;inesperienza sentimentale del protagonista trova eco nel fiabesco e surreale apparato scenografico in cui Gondry, con paradossale realismo, mette faccia a faccia i due sessi, racconta l&#8217;amore nella sua verità più immediata, spontanea, priva di artifici, sovrastrutture e superflue convenzioni.<br />
Una pellicola fatta della stessa materia dei sogni.</p>
<p><a href="http://www.artedelsogno.it/"><strong>Sito del film</strong></a></p>
<p><a href="http://www.imdb.com/title/tt0354899/"><strong>Link IMDB</strong></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mentecritica.net/l%e2%80%99arte-del-sogno-regia-di-michel-gondry/schermo-dei-sogni/la-fee-verte/1082/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
