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	<title>MenteCritica &#187; Rassegna Stampa</title>
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	<description>Non Esistono Questioni di Principio</description>
	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 23:37:25 +0000</pubDate>
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		<title>Tutti Pazzi per Obama</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 15:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora tutti vogliono essere Obama. Ora tutti sono amici di Obama. Tutti pazzi per Barack Hussein Obama. Ma è un amore ricambiato?

Nel 2006, durante il discorso di Silvio Berlusconi al Congresso americano, Obama rischia di addormentarsi, non batte le mani, si volta dall&#8217;altra parte per non doverlo salutare.
Al minuto 2:37 un fermo immagine mostra Obama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora <a href="http://www.mentecritica.net/il-mio-modello-e-obama/il-bello-della-politica/doxaliber/8627/">tutti vogliono essere Obama</a>. Ora tutti sono amici di Obama. Tutti pazzi per <a title="Articoli su Obama pubblicati su MenteCritica" href="http://www.mentecritica.net/?s=obama" target="_blank">Barack Hussein Obama</a>. Ma è un amore ricambiato?</p>
<p><span id="more-9370"></span></p>
<p>Nel 2006, durante il discorso di Silvio Berlusconi al Congresso americano, Obama rischia di addormentarsi, non batte le mani, si volta dall&#8217;altra parte per non doverlo salutare.</p>
<a href="http://www.mentecritica.net/tutti-pazzi-per-obama/sul-web/redazione/9370/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a>
<p>Al minuto 2:37 un fermo immagine mostra Obama seduto al tavolo con Walter Veltroni &#8220;<em>quando fu amichevolmente accolto nello studio di Obama al Senato di Washington</em>&#8220;, come scrive <a href="http://termometropolitico.wordpress.com/2008/11/10/ecco-quanto-obama-considera-berlusconi-zero/" target="_blank">Termometro Politico</a>, autore del video.  In sovrimpressione la scritta &#8220;Questo è molto meglio..!&#8221;.</p>
<p>Walter l&#8217;unico amore italiano di Obama?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9381" title="unicoly5" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/unicoly5.jpg" alt="" width="320" height="234" /></p>
<p>Sicuramente Walter gioisce per la vittoria di Obama.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9374" title="makome" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/makome.jpg" alt="" width="370" height="460" /></p>
<p>Intanto Carla Bruni si confessa.  <a href="http://diabolicomarco.blogsome.com/go.php?http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/italia-obama/bruni-abbronzato/bruni-abbronzato.html" target="_blank">E&#8217; felice di non essere più italiana. </a></p>
<p>Lui, Silvio, ci sarà rimasto molto male. Anche la moglie del suo amico Sarkozy è una <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/Notizie/Politiche2006/articoli/04_Aprile/04/coglioni.shtml" target="_blank">cogliona</a> comunista.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9387" title="carlabruniguevara" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/carlabruniguevara.jpg" alt="" width="378" height="500" /></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Viaggio di Sola Andata in Leccaculandia</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/esterno-viaggio-di-sola-andata-in-leccaculandia/media-mente-critica/prefe/8964/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 07:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prefe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Media Mente Critica]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Filippo Facci]]></category>

		<category><![CDATA[Giornalisti]]></category>

		<category><![CDATA[media-e-comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Futuri redattori di Libero e Il Giornale
Questo post nasce grazie alla mia collaborazione con ScaricaBile, con la rubrica “Apologia del Faccismo”.
Un ringraziamento a Filippo Facci per essere venuto al mondo.
Oggi cercando nel mio database faccista le frasi più facciste da inserire in classifica per questa edizione  mi sono reso conto che il materiale è talmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="x-small;"><span style="italic;">Futuri redattori di Libero e Il Giornale</span></span></p>
<p>Questo post nasce grazie alla mia collaborazione con <span style="medium;"><a href="http://www.scaricabile.blogspot.com/">Scarica<span>Bile</span></a></span>, con la rubrica “Apologia del <span class="blsp-spelling-error">Faccismo</span>”.<br />
Un ringraziamento a <a href="http://www.facebook.com/people/Filippo_Facci/534032102" target="_blank">Filippo Facci</a> per essere venuto al mondo.<br />
Oggi cercando nel mio database <span class="blsp-spelling-error">faccista</span> le frasi più <span class="blsp-spelling-error">facciste</span> da inserire in classifica per questa edizione  mi sono reso conto che il materiale è talmente tanto che sarebbe un’ingiustizia non rendere partecipe il popolo di internet di cotanto bendiddio.</p>
<p align="left"><img class="size-full wp-image-9036" title="leccaculo" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/leccaculo.jpg" alt="" width="244" height="339" /></p>
<p><span id="more-8964"></span><br />
Come dite?<br />
…<br />
<span style="italic;">Lascia stare <a href="http://www.mentecritica.net/author/prefe/"><span class="blsp-spelling-error">Prefe</span></a>, stiamo bene lo stesso?</span><br />
Eh no cazzo, adesso leggete!</p>
<p>Ora vi elencherò, senza dilungarmi troppo in commenti, tutta una serie di articoli <strong><span class="blsp-spelling-error">faccisti</span> </strong>che potranno, sulle prime, causarvi convulsioni e vomito.<br />
So che non li leggerete tutti, del resto persone masochiste come me ne esistono poche, ma sono certo che qualcosa di vostro interesse lo troverete.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9363" title="parental-advisory" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/parental-advisory.jpeg" alt="" width="320" height="320" /></p>
<p>Soltanto i titoli bastano a farvi rendere conto dell’ingrata missione che il destino mi ha assegnato:</p>
<ul>
<li><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JPJMJ">Un opposizione seria non si fa con <span class="blsp-spelling-error">Veltroni</span></a> – Di Gennaro <span class="blsp-spelling-error">Malgieri</span>, Libero – Il sottotitolo già dice che <span class="blsp-spelling-error">Veltroni</span> lascia il <span class="blsp-spelling-error">Pd</span> all’estremismo. Estremamente falso.</li>
<li>La <span class="blsp-spelling-error">Guzzanti</span> torna da <span class="blsp-spelling-error">Santoro</span>. <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302450">Il Giornale</a> ci dice com’è stata la sua umiliazione in diretta. Almeno così la vede Stefano <span class="blsp-spelling-error">Filippi</span>, ossia uno sconosciuto totale.</li>
<li><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JPJCX">Lo sciopero di oggi ci costa 160 milioni</a>- Di Renato Farina, Libero- Il Betulla qui si inventa che ogni famiglia pagherà 64 euro, in baby <span class="blsp-spelling-error">sitter</span>, per lo sciopero del giorno in cui ha scritto l’articolo. Fantastico.</li>
<li><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=JP3NW">Obbligare allo sciopero è reato da punire</a>- Di Giancarlo <span class="blsp-spelling-error">Lehner</span>, Libero- <span class="blsp-spelling-error">Lehner</span>: forse uno dei giornalisti meno <span class="blsp-spelling-error">faccisti</span> e più fascisti della redazione di Libero.</li>
<li><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JRBYO">L’economia? Affossata dai fenomeni dell’università</a><span style="italic;"> </span>– Di Renato Farina- Qui Renato &#8220;giornalista radiato&#8221; ci spiega che l’economia non va male per colpa di speculatori e imprenditori, ma per colpa degli inventori di derivati e simili, cioè i cervelloni.</li>
<li><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=JQP3G">La sinistra in segreto sogna il golpe di destra</a> – Di Fausto <span class="blsp-spelling-error">Carioti</span> – Se lo dice lui&#8230; Non vedo l’ora che ci sia questo golpe.</li>
<li>Licio Gelli torna in <span class="blsp-spelling-error">tv</span>? <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=JQG4N">Libero</a> e <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302755">il Giornale</a> ci dicono il loro punto di vista sulla cosa. Memorabile il titolo di Libero:<span style="bold;"> </span><span style="italic;"><span style="bold;">In TV spunta Licio Gelli. E anche a </span><span class="blsp-spelling-error" style="bold;">novant</span><span style="bold;">’anni fa paura alla sinistra</span>. </span>Il problema è che non fa paura alla destra, aggiungerei io.</li>
<li><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=JQP2E">Perfino i cattolici non leggono più Bibbia e vangelo</a>- Di Renato Farina, Libero -  Oh, santi numi, pensa se la leggessero!</li>
<li><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=JQGKQ">Padova è morta. Al suo posto un bivacco di barboni, <span class="blsp-spelling-error">pusher</span>, ubriachi</a>- Di Matteo <span class="blsp-spelling-error">Mion</span>, Libero- Tutto questo perché il sindaco è di sinistra! E vaffanculo, io sono di Padova: non spaccio, mi sono fatto la barba ieri e in questo momento sono sobrio.</li>
<li><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=JQGUH">L’Europa apra gli occhi. I musulmani ci stanno accerchiando</a>- Di Luca <span class="blsp-spelling-error">Volontè</span>- Gian Maria dalla tomba chiede il cambio di cognome</li>
<li><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303393">Ma se vince Barack Saranno guai</a> – Di Maria Giovanna Maglie, il Giornale- Saranno guai per lei, forse.</li>
<li><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JRBS7">Futuro nero? Ma <span class="blsp-spelling-error">và</span>- Di Vittorio Feltri, Libero</a>- Qui l’esimio direttore dice la sua sulla possibile elezione di Obama. In sostanza tira un sospiro di sollievo perché tanto nessuno voterà un negro.</li>
<li> <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JRFKK"><span style="italic;">Io sto con <span class="blsp-spelling-error">McCain</span> perché credo nei valori Americani</span></a>- Di Antonio Martino, Libero –I valori in questione sono: guerra, sottomissione del più debole, nessuna attenzione per il sociale</li>
<li><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303589">L’ultima estemporanea perla</a> di Filippo Facci contro Travaglio e Grillo. Da leggere! Se  presta il <span class="blsp-spelling-error">nome</span> alla rubrica un motivo ci sarà!<img class="aligncenter size-full wp-image-9071" title="Masochisti culturali" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/masochismo-culturale.jpg" alt="" width="363" height="470" /></li>
</ul>
<p>Qui i suoi articoli contro Travaglio degli ultimi tempi:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302196">Facci a &#8220;lezione&#8221; da Travaglio: &#8220;Così imbroglia chi lo ascolta&#8221;</a></li>
<li><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302166">Il Becchino di Torino</a></li>
<li><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=298877">Travaglio, un pupazzo che recita verbali a pappagallo</a></li>
<li><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=298321">A Travaglio otto mesi di carcere, lo salva l&#8217;indulto</a></li>
<li><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=298039">Parla l&#8217;esperto</a></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-9069" title="filippo-facci" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/filippo-facci.jpg" alt="" width="500" height="375" /><br />
<small>Una foto in cui Filippo Facci mostra il suo acume intellettuale (tratta da <a href="http://www.flickr.com/photos/leeppolis/198708801/">Flickr</a>) [N.d.R.]<br />
</small></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>I Principali Fatti di Lunedì 16 Febbraio 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 07:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Preeve</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[* L&#8217;Air Force One ha subìto stamane alcuni lievi danni durante la procedura di atterraggio all&#8217;Aeroporto di Malpensa. Le voci secondo cui l&#8217;incidente sarebbe stato causato alla scarsa manutenzione della pista di atterraggio sono state prontamente smentite dall&#8217;AD di Alitalia Massimo Calearo durante una conferenza stampa convocata nella stessa mattinata. Illeso in ogni caso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>* L&#8217;Air Force One ha subìto stamane alcuni lievi danni durante la procedura di atterraggio all&#8217;Aeroporto di Malpensa. Le voci secondo cui l&#8217;incidente sarebbe stato causato alla scarsa manutenzione della pista di atterraggio sono state prontamente smentite dall&#8217;AD di Alitalia Massimo Calearo durante una conferenza stampa convocata nella stessa mattinata. Illeso in ogni caso il Vicepresidente Hillary Clinton che senza eccessive preoccupazioni ha potuto continuare la sua prima visita nel nostro continente a nome del neoeletto Presidente John McCain.<span id="more-3589"></span></p>
<p>* La Fondazione Wikimedia ha accettato l&#8217;OPA proveniente dalla Facebook Corporation. L&#8217;accordo, che verrà siglato fra tre giorni a San Francisco alla presenza di Jimbo Wales e del direttore della CIA Mike McConnell, prevede la chiusura definitva di Wikipedia e l&#8217;implementazione esclusiva della tecnologia wiki per il celebre social network.<br />
A detta del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, la maggiore personalizzazione delle home page da parte degli utenti e le incrementate possibilità di creare nuove applicazioni costituirà un&#8217;attrattiva tale da far raggiungere alla piattaforma il vicinissimo e storico traguardo di un miliardo di iscritti.</p>
<p style="center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/500px-wikipedia-logo1.png" alt="" width="500" height="500" /></p>
<p>* Pier Paolo Pasolini non aveva tendenze omosessuali. È quanto risulta da una recente ricerca condotta dal Laboratorio di Bioetica dell&#8217;Università Cattolica di Milano. L&#8217;equipe di ricercatori, guidata dal Professor Carloni, ha condotto sei mesi di indagini studiando i resti del midollo osseo del controverso scrittore e regista, senza tuttavia trovare alcuna prova che possa essere direttamente riconducibile a devianze mentali di tipo sessuale.<br />
Tali rivelazioni consentirebbero di riaprire il caso di Giuseppe Pelosi. L&#8217;uomo, condannato a nove anni di carcere per l&#8217;omicidio Pasolini, era balzato nei mesi scorsi agli onori delle cronache per aver ricevuto un risarcimento pubblico reso possibile  dall&#8217;approvazione della legge sulla legittima difesa omofobica.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Meglio Tornare ai Bordelli?</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/tornare-ai-bordelli/rassegna-stampa/redazione/6748/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 11:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cazzotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha proposto al Consiglio dei Ministri un provvedimento che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe contrastare l&#8217;esercizio per le strade della professione più antica del mondo. La notizia è stata pubblicata su tutti i giornali, e il Messaggero.it ha raccolto alcuni commenti al riguardo.


Tra i molti commenti, uno in particolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha proposto al Consiglio dei Ministri un provvedimento che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe contrastare l&#8217;esercizio per le strade della professione più antica del mondo. <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=30677&amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">La notizia</a> è stata pubblicata su tutti i giornali, e <em><strong>il Messaggero.it</strong></em> ha raccolto alcuni commenti al riguardo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-6788" title="Prostituta in mezzo alla strada" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/prostituzione.jpg" alt="Prostituta in mezzo alla strada" width="350" height="263" /></p>
<p><span id="more-6748"></span></p>
<p>Tra i molti commenti, uno in particolare ha richiamato la nostra attenzione. E&#8217; stato scritto da un non meglio identificato signore di Rieti, che si firma Roberto e si autodefinisce &#8220;vecchio&#8221;, come tale in grado di fornire una testimonianza - presumiamo diretta - che abbiamo trovato interessante sottoporre ai lettori di MC. Eccola:</p>
<p><em>CASE CHIUSE</em></p>
<p><em>Una delle leggi più inutili e dannose è stata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Merlin" target="_blank">la legge Merlin</a><br />
A chi fa riferimento al Vaticano </em>[nel corso della discussione si era sostenuto che la chiusura delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casa_di_tolleranza" target="_blank">"case di tolleranza", altrimenti dette "bordelli" o "casini"</a> fosse stata sollecitata dal Vaticano n.d.r.]<em>, ricordo sommessamente che la Merlin era una senatrice comunista </em>[in realtà era socialista, n.d.r.]<em>. </em><br />
<em>Per l&#8217;aberrante concezione che non era dignitoso che le prostitute fossero sfruttate (io direi &#8220;difese&#8221;) dallo Stato sono state sbattute sulla strada alla mercè di ignobili sfruttatori.<br />
Ricordo. Già, ricordo perchè sono vecchio, che le case chiuse erano oasi di trasgressione discreta e controllata, igienicamente sicura. i clienti venivano accuramamente &#8220;lavati&#8221; prima della prestazione e ciò serviva anche per una sommaria verifica che non avessero infezioni sospette.<br />
Tra un rapporto e l&#8217;altro </em>[le "prestatrici d'opera", n.d.r.] <em>facevano accurati lavaggi con sostanze disinfettanti. Un medico dello Stato le visitava due volte la settimana ed i pericoli di malattie veneree erano ridotti ai minimi termini.<br />
Venivano trasferite ogni due o tre mesi per disperdere le loro tracce.</em><em> Quando l&#8217;età sfioriva, passavano in bordelli più economici. Agivano nel più totale anonimato ed alla fine sparivano nel nulla.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-6789" title="Henri De Toulouse-Lautrec, alone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/henri_de_toulouse-lautrec_alone.jpg" alt="Henri De Toulouse-Lautrec, alone" width="500" height="388" /></p>
<p>La testimonianza di questo sconosciuto lettore del <em>Messaggero </em>ci è sembrata meritevole di essere riportata per coloro (e ormai sono i più, per ovvi motivi anagrafici) che non hanno potuto conoscere direttamente quelle realtà e per le riflessioni che possono scaturire dalla descrizione dei luoghi e dei modi.</p>
<p>Inoltre essa ci ha dato l&#8217;occasione di conoscere un po&#8217; della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lina_Merlin" target="_blank">vita e dell&#8217;azione politica della senatrice Merlin</a> (e fare i dovuti confronti con i protagonisti odierni della vita politica italiana).</p>
<p>Tornando all&#8217;intervento del signor Roberto, egli lo completa con un appello:</p>
<p><em><span style="italic;">Oggi è un&#8217;orgia di sporcizia e focolaio di infezioni.<br />
Che cosa aspetta il governo a ripristinare con criteri moderni ed igienicamente sicuri una situazione che sta degenerando ogni giorno di più?. Cosa ci vuole a creare cooperative circoscrivendole in opportune zone a luci rosse, oltretutto molto più facilmente controllabili dalla forze dell&#8217;ordine e con periodiche visite dell&#8217;igiene pubblica, e tutelare, non solo la dignità, ma molto spesso la stessa incolumità di queste sventurate ragazze?</span></em></p>
<p>Per quanto riguarda questo appello, giudicate voi: foste voi a dover decidere, riaprireste o no quelle case, &#8220;chiuse&#8221; mezzo secolo fa dalla Merlin?</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Licenza di Uccidere</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 08:30:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

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		<description><![CDATA[Di sicuro avrete letto dei risultati di alcuni controlli sulle strade del veronese. Un test ha rilevato che il 45% dei 31 guidatori fermati è risultato positivo al controllo sull&#8217;alcol ingerito e/o a quello sulle droghe. Un risultato simile era emerso in un analogo controllo effettuato lo scorso anno. Quasi un guidatore su due stava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di sicuro avrete letto <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_30/test_droga_verona_guida_auto_sicurezza_stradale_64337baa-7674-11dd-9747-00144f02aabc.shtml" target="_blank">dei risultati di alcuni controlli sulle strade del veronese</a>. Un test ha rilevato che il 45% dei 31 guidatori fermati è risultato positivo al controllo sull&#8217;alcol ingerito e/o a quello sulle droghe. Un risultato simile era emerso in un analogo controllo effettuato lo scorso anno. Quasi un guidatore su due stava viaggiando in condizioni di non sicurezza per sé e per gli altri. Dei positivi, due terzi avevano ingerito alcol in misura superiore a quella consentita (0,5 microgrammi per millilitro) e un terzo era sotto l&#8217;effetto di stupefacenti.</p>
<p>Guidare in quelle condizioni equivale a detenere una licenza di uccidere.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6308 aligncenter" title="locandina" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/locandina.jpg" alt="" width="420" height="592" /></p>
<p><span id="more-6294"></span>Non posso fare a meno di collegare questa notizia al tragico bollettino delle vittime di incidenti stradali. <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2008-08-25_125230275.html" target="_blank">Nel week-end del 23 e 24 agosto scorso sulle strade italiane hanno perso la vita 42 persone.</a> Il fatto dovrebbe farci rabbrividire. Se ci fanno sobbalzare i 3 morti sul lavoro al giorno (di media), come non provare orrore su una cifra di lutti che vale 7 volte di più?</p>
<p>Eppure sono cifre che ci scorrono sopra senza farci grande effetto. Sembra quasi che sia un pedaggio ineluttabile che dobbiamo al progresso e allo sviluppo. Non è così: ridurre il numero degli incidenti stradali e delle relative vittime si può e si deve. Fra l&#8217;altro, nel 1999 abbiamo assunto con l&#8217;Unione Europea l&#8217;impegno di ridurre del 40% il numero delle vittime e degli incidenti stradali entro il 2010, ma, pur assistendo ad una lenta diminuzione, <a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20071211_00/" target="_blank">non siamo affatto in linea</a> con questo impegno.</p>
<p>Spesso ci si limita a considerare come vittime quelli che ci lasciano la pelle (l&#8217;anno scorso sono stati <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_05/censis_lavoro_morti_bianche_492e6b58-62d8-11dd-8825-00144f02aabc.shtml" target="_blank">poco meno di 6000</a>: in media quasi venti al giorno!). Raramente si parla degli incidenti che hanno prodotto &#8220;soltanto&#8221; feriti: l&#8217;anno scorso a seguito di un incidente stradale vi sono stati oltre 300.000 feriti (fanno 820 al giorno, 34 ogni ora) di cui 20.000 disabili gravi. Mio fratello, che fa il chirurgo d&#8217;urgenza in ospedale, a volte torna a casa ancora scosso per le scene raccapriccianti che gli tocca di vedere al pronto soccorso.</p>
<p>Qualcosa di istruttivo si può leggere in <a href="http://digilander.libero.it/i2viu/accelera.html" target="_blank">questo articolo che risale al 1967</a>. Nonostante sia di oltre 40 anni fa, è ancora attualissimo. E a chi pensasse il contrario perché ora le macchine sono molto più sicure di allora, va ricordato che però oggi sono anche molte di più quelle che circolano su strade che in molti casi sono rimaste le stesse strade di allora.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6309 aligncenter" title="incidente_big" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/incidente_big.jpg" alt="" width="500" height="354" /></p>
<p>Gli incidenti stradali rappresentano una elevatissima fonte di mortalità e morbosità e rappresentano in Europa la prima causa di morte sotto i 40 anni. Nella comunità europea provocano circa 44.000 morti e 1.640.000 feriti all&#8217;anno. L&#8217;Italia è la maglia nera.</p>
<p>Mi sembrano cifre allucinanti. Ogni anno nella UE muoiono sulle strade (mentre stanno andando al lavoro, in vacanza o a divertirsi) oltre dieci volte <a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/esteri/iraq-123/petraeus/petraeus.html" target="_blank">il numero dei soldati americani morti in tutta la guerra in Iraq</a>. E&#8217; come se ogni cinque anni in Europa si ripetesse la tragedia di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bombardamento_atomico_di_Hiroshima_e_Nagasaki" target="_blank"> Hiroshima e Nagasaki.</a></p>
<p>Eppure nessuno sembra accorgersene, sulle autostrade e sulle statali si continua a sfrecciare come niente fosse, e si continuano a considerare &#8220;normali&#8221; le scene da macelleria di corpi umani straziati, carbonizzati, mutilati (&#8221;&#8230; tanto a me non succede&#8221;)</p>
<p>In un articolo precedente si parlava di <a href="http://www.mentecritica.net/brava-7/cronache-italiane/fully/6199/" target="_blank">educazione civica e di estensione dell&#8217;insegnamento del codice della strada nelle scuole</a>. Secondo me è sacrosanto, e non perché anticipa il corso per prendere la patente (spiritosi!), ma perché dovrebbe insegnare ai giovani i rischi della strada e che la strada non è proprietà esclusiva di chi vi transita. Per alcuni sembra quasi che le regole del codice siano una limitazione alla propria libertà di correre sulle strade a bordo di piccoli bolidi, magari dopo una serata in discoteca a rimpinzarsi di alcolici e droghe. Ma dovremmo sapere che la libertà di ciascuno finisce dove inizia quella degli altri. E, anche ammesso (e non concesso) che si voglia essere liberi di uccidersi per una corsa in macchina, non si vede perché si dovrebbe mettere a repentaglio la vita di altri per esercitare questa (stupida) libertà.</p>
<p>Ben vengano allora maggiori controlli sullo stato psico-attitudinale dei guidatori, sia di tipo occasionale (come quelli dell&#8217;articolo citato) sia in occasione del rinnovo della patente. Ben vengano controlli più rigorosi (oggi in molti casi sono una burla) sullo stato di efficienza delle vetture. Ben vengano maggiori controlli sui limiti di velocità, il cui mancato rispetto è responsabile della stragrande maggioranza degli incidenti. Tempo fa <a href="http://www.mentecritica.net/oggi-una-moratoria-non-si-nega-a-nessuno/cronache-italiane/fully/2658/" target="_blank">su queste pagine</a> proposi una specie di moratoria sulla velocità: sono ancora della stessa idea. Nessuno ancora ha saputo spiegarmi in modo convincente a cosa servono auto e moto che possano raggiungere i 250 km/h quando il limite in autostrada è a 130.</p>
<p>Fare di più si può e si deve. Ne va della nostra dignità di persone civili. Magari sarebbe anche utile <a href="http://www.vittimestrada.org/" target="_blank">ascoltare coloro che da questa tragedia sono stati vittime</a> e possono insegnare molto con le loro testimonianze. E poi fare mente locale al fatto che nei due minuti che avrete impiegato per leggere questo pezzo c&#8217;è stata in qualche parte d&#8217;Italia almeno una persona che stava viaggiando ignara della propria sorte ed è rimasta ferita in un incidente d&#8217;auto: quella persona, se gli è andata bene, se lo ricorderà finché campa.</p>
<p>E voi, ve lo ricorderete, di essere più prudenti?</p>]]></content:encoded>
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		<title>Apmatsangessar: Breve Resoconto degli Accadimenti Estivi</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 07:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neottolemo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Montagne assassine
Ancora nuovi morti in montagna. Sembra non avere fine l&#8217;escalation di drammatici incidenti che stanno stroncando le vite di numerosi alpinisti. Il governo corre ai ripari e Bossi prende in mano la situazione. &#8220;Più riti celtici contro le valanghe&#8221; sono state le parole del Senatur. Il premier fa sapere &#8220;Metteremo l&#8217;esercito in montagna&#8221; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Montagne assassine</strong></p>
<p>Ancora nuovi morti in montagna. Sembra non avere fine l&#8217;escalation di drammatici incidenti che stanno stroncando le vite di numerosi alpinisti. Il governo corre ai ripari e Bossi prende in mano la situazione. &#8220;Più riti celtici contro le valanghe&#8221; sono state le parole del Senatur. Il premier fa sapere &#8220;Metteremo l&#8217;esercito in montagna&#8221; e Borghezio aggiunge &#8220;Si, ma solo se in dotazione avranno ampolle colme di acqua del Po&#8221;. Veltroni replica &#8220;Quando io ero sindaco, a Roma non è mai caduta una valanga&#8221;.</p>
<p><span id="more-6220"></span></p>
<p><strong>Georgia nella mia mente</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mentecritica.net/bozza-neo-apmatsangessar-breve-resoconto-degli-accadimenti-estivi/rassegna-stampa/neottolemo/6220/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Grave la <a href="http://www.mentecritica.net/buon-ferragosto-firmato-vladimir/oltre-il-confine/fully/6169/">situazione geopolitica in Georgia</a>: si teme una nuova guerra fredda. Frattini: &#8220;La situazione è molto grave ed incresciosa; il mondo deve fare qualcosa subito: le mie vacanze sono a rischio&#8221;.<br />
Intanto la Russia mette cinque carri armati in Kamchatka per coprirsi dall&#8217;Alaska. Gli Stati Uniti, decimati dopo l&#8217;attacco all&#8217;Afghanistan dichiarano &#8220;Abbiamo un tris pronto per il cambio&#8221;. Il giocatore blu: &#8220;Non è giusto, in Islanda ci sono solo due truppe e gli Stati Uniti continuano ad attaccarmi in Afghanistan al quale, oltretutto, non hanno nemmeno un territorio attiguo&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6248" title="risiko" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/risiko.jpg" alt="risiko" width="500" height="375" /></p>
<p><strong>Fuori il francese</strong></p>
<p>Dopo strenue trattative, finalmente Air France è stata messa alla porta sul <a href="http://www.corriere.it/economia/08_agosto_26/alitalia_vertici_intesa_parigi_5cd7e300-7390-11dd-95d1-00144f02aabc.shtml">riassetto dell&#8217;Alitalia</a>. Per ottenere questo risultato il governo ha reputato necessario lo scorporo della compagnia aerea in due gruppi più piccoli: un&#8217;azienda privata (dal pubblico e dai debiti) che verrà capeggiata da Colaninno e che si chiamerà CAI, ed una seconda, pubblica, che riceverà in dote i debiti accumulati dall&#8217;ex Alitalia e soprannominata <em>bad company</em>. Berlusconi ha dichiarato &#8220;Non è stato facile tener fuori l&#8217;Air France dalla <em>bad company</em>, ma si sa, i debiti fanno gola a tutti&#8221;. La lega fa sapere tramite Maroni &#8220;I debiti dell&#8217;Alitalia sono stati fortemente voluti dalla Lega; per arrivare a questa situazione abbiamo persino costruito Malpensa. Dopo tanto lavoro è giusto che la <em>bad company</em> resti esclusivamente italiana, non ammetteremo ingerenze straniere&#8221;. Conclude Tremonti &#8220;L&#8217;Air France si accontenti della CAI&#8221;.<br />
Veltroni per la sinistra: &#8220;Sono contento che il PD, tramite Colaninno, sia stato reso un grande interlocutore in tutta la vicenda. Unico cruccio -continua il capo dell&#8217;opposizione- è che siamo tenuti fuori dai debiti&#8221;.<br />
L&#8217;Unione Europea, mostra una punta di invidia ed esterna: &#8220;Ma che cazzo avete fatto?&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-6249" title="Fantozzi, il nuovo commissario di Alitalia" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/fantozzi.jpg" alt="" width="309" height="211" /></p>
<p style="text-align: center;"><small>Immagine in esclusiva per Mentecritica: il nuovo commissario di Alitalia dopo aver visionato il bilancio della compagnia aerea</small></p>
<p><strong>Allarme olimpiadi</strong></p>
<p>Forti attività agonistiche registrate nella zona di Pechino. Gli esperti: &#8220;Potrebbero essere olimpiadi&#8221;. Data la gravità dell&#8217;evento si consiglia all&#8217;intera popolazione italiana di evitare la fruizione di qualsiasi notizia. Per questioni di sicurezza il normale palinsesto informativo sarà sospesa fino a data da destinarsi.</p>
<p><strong>Tutto è bene quel che finisce bene</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-6250" title="clandestini su una nave" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/clandestini.jpg" alt="" width="500" height="344" /></p>
<p style="text-align: center;"><small>Turismo: l&#8217;unico settore a non conoscere crisi è quello delle crociere</small></p>
<p>Per il resto niente di che.<br />
Il governo, tramite la Farnesina, rassicura i turisti &#8220;L&#8217;estate è fatta per divertirsi: divertitevi&#8221;.<br />
L&#8217;ADB (Associazione per i Diritti del Buontempone) chiede un &#8220;cessate il fuoco&#8221; con la stampa &#8220;Speriamo che questa estate non venga rovinata da brutte notizie&#8221;. Il PD è il primo a raccogliere l&#8217;invito con Veltroni che, con l&#8217;ombrellone in una mano ed una sdraio nell&#8217;altra, dice &#8220;Ne riparleremo in autunno&#8221;.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Brava! 7+</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 07:00:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E così anche la Gelmini, dopo Berlinguer, la Moratti e Fioroni, fa la sua brava riforma scolastica.


A leggere le anticipazioni questa riforma prevederà:
a) il ripristino del voto (da 1 a 10) di profitto in luogo del &#8220;giudizio&#8221; (buono, distinto, ottimo,..);
b) la &#8220;rivalutazione&#8221; del voto di condotta, che entrerà a far media coi voti di profitto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E così anche la Gelmini, dopo Berlinguer, la Moratti e Fioroni, fa la sua brava riforma scolastica.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/classe2055.jpg" alt="" /></p>
<p><span id="more-6199"></span></p>
<p>A leggere <a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/scuola_e_universita/servizi/gelmini/gelmini-voti-scuola/gelmini-voti-scuola.html" target="_blank">le anticipazioni</a> questa riforma prevederà:</p>
<p>a) il ripristino del voto (da 1 a 10) di profitto in luogo del &#8220;giudizio&#8221; (buono, distinto, ottimo,..);</p>
<p>b) la &#8220;rivalutazione&#8221; del voto di condotta, che entrerà a far media coi voti di profitto e che costringerà a ripetere l&#8217;anno coloro che non conseguano almeno un &#8220;6&#8243;;</p>
<p>c) una restrizione delle riedizioni dei libri di testo, che dovrebbero &#8220;durare&#8221; almeno tre (o cinque) anni prima di essere sostituiti da altri testi nell&#8217;adozione da parte del corpo docente</p>
<p>d) la reintroduzione dell&#8217;insegnamento dell&#8217;&#8221;educazione civica&#8221;, che dovrebbe ampliarsi fino ad includere i temi ambientali e di educazione stradale</p>
<p>e) il ritorno al &#8220;maestro&#8221; unico per la scuola elementare.</p>
<p>Un <a href="http://temi.repubblica.it/repubblica-sondaggio?cmd=vedirisultati&amp;pollId=919" target="_blank">sondaggio di Repubblica</a> rivela che oltre il 70% degli intervistati concorda con la ministra sulla reintroduzione dei voti in tutti i tipi di scuola.</p>
<p>C&#8217;è da presumere che altrettanto schiacciante sarebbe la maggioranza se il sondaggio chiedesse il consenso sulla &#8220;vitalità&#8221; dei libri di testo, visti i costi cui le famiglie devono sottoporsi ogni anno per questa voce.</p>
<p>Anche sull&#8217;insegnamento allargato dell&#8217;educazione civica mi pare che non si possa che concordare (almeno qui, in un sito come &#8220;MenteCritica&#8221; che ogni giorno si sforza di promuovere la riconquista di una coscienza civile nel nostro Paese).</p>
<p>Le maggiori perplessità sorgono, mi sembra, per il ritorno al maestro unico. E&#8217; ovvio che su questo punto i sindacati degli insegnanti siano sul piede di guerra: il ruolo del sindacato è quello di difendere i livelli occupazionali degli insegnanti di scuola primaria. Però, almeno secondo me, questo problema - che pure esiste - non potrà mai essere anteposto alla scelta della migliore soluzione per i piccoli studenti. E qui viene il punto: per i piccoli di scuola elementare è meglio - pedagogicamente parlando - un maestro unico o una pluralità di insegnanti? La mia risposta, d&#8217;istinto, è: &#8220;meglio il maestro unico&#8221; che possa costituire un punto di riferimento più &#8220;stabile&#8221; per i ragazzini fino alla V elementare. Non sono in grado di argomentare meglio la mia tesi, e quindi lascio questo tema (insieme agli altri, va da sé) al dibattito.</p>
<p>Per ora mi limito a condividere la massima parte dei provvedimenti della ministra, che rispondono - a me pare - all&#8217;esigenza di un maggior rigore didattico-disciplinare, ad una maggiore trasparenza e semplificazione, a tutto vantaggio delle classi dirigenti di domani.</p>
<p>Insomma, parafrasando Cochi e Renato in quel vecchio <em>sketch</em>, mi sentirei di dire alla ministra: <strong>Brava, 7+</strong></p>
<a href="http://www.mentecritica.net/brava-7/cronache-italiane/fully/6199/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a>]]></content:encoded>
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		<title>Casini Cerca Firme per Reintrodurre le Preferenze.</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/casini-ci-ripensa-e-allora/il-bello-della-politica/fully/6123/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 11:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[Il Bello della Politica]]></category>

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		<category><![CDATA[preferenze]]></category>

		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto che l&#8217;UDC di Casini sta raccogliendo firme per reintrodurre le preferenze alle elezioni.
In questa estate che politicamente si declina tutta intorno alla crisi Russia-Georgia ed ai suoi risvolti geopolitici cui non sono estranee motivazioni di ordine energetico, la notizia dell&#8217;iniziativa è rimasta quasi sepolta nei giornali e nei TG.
A me sembra un&#8217;iniziativa da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto che <a href="un atteggiamento diverso mi parrebbe manicheo e figlio di una sorta di doppia morale (una cosa è buona o cattiva a seconda che la faccia un mio amico o un mio avversario). Insomma, con Deng Xiao Ping ritengo che &quot;non importa che il gatto sia bianco o nero, purché prenda i topi&quot;.  Insomma, credo proprio che questa iniziativa di Casini io la sosterrò, e spero che saremo in tanti." target="_blank">l&#8217;UDC di Casini sta raccogliendo firme</a> per reintrodurre le preferenze alle elezioni.<br />
In questa estate che politicamente si declina tutta intorno alla crisi Russia-Georgia ed ai suoi risvolti geopolitici cui non sono estranee motivazioni di ordine energetico, la notizia dell&#8217;iniziativa è rimasta quasi sepolta nei giornali e nei TG.</p>
<p>A me sembra un&#8217;iniziativa da sostenere.</p>
<p><span id="more-6123"></span>Da più parti ci si lamenta che noi in Italia siamo impotenti ad incidere sull&#8217;azione politica perché, togliendoci la possibilità di esprimere preferenze per i singoli candidati al Parlamento, ci è stata sottratta la facoltà di scegliere gli uomini e le donne che vogliamo che ci rappresentino, lasciando ai partiti la formazione di liste bloccate. Il partito di Pierferdinando Casini sta lavorando - a quanto leggo - a correggere questa che  molti (ed io fra questi) ritengono una distorsione della democrazia.</p>
<p>Alcuni amici mi hanno fatto notare che l&#8217;iniziativa - pur giudicata &#8220;ottima&#8221; - non può essere dissociata da chi la mette in atto. Mi hanno ricordato che l&#8217;UDC è lo stesso partito che alle ultime politiche ha messo Cuffaro capolista in Sicilia. Mi hanno ricordato anche che è lo stesso partito che si è reso corresponsabile dell&#8217;attuale legge elettorale e che quindi si sarebbe prima di tutto dovuto rivolgere agli italiani dicendo: &#8220;Scusate, abbiamo sbagliato, ci siamo confusi, abbiamo ceduto alle pressioni di Berlusconi ed al desiderio di potere&#8221;.</p>
<p>Giusto per non dimenticare - che noi italiani in quanto a memoria corta siamo campioni del mondo - occorre dire che l&#8217;eliminazione delle preferenze fu conseguente alla schiacciante vittoria del referendum promosso da Mario Segni e celebratosi nel 1991, alla vigilia di Tangentopoli. Quel referendum era sostenuto dalla tesi secondo la quale le preferenze agevolano la formazione di &#8220;clientele&#8221; politiche per voto di scambio (particolarmente utile alla malavita organizzata) e la conseguente corruzione. <a href="http://download.repubblica.it/pdf/trentanni/ref_pref_unica.pdf" target="_blank">La vittoria fu celebrata come una spallata dell&#8217;Italia &#8220;pulita&#8221; all&#8217;immoralità diffusa. </a>Su questo (ed altri) referendum credo sia interessante dare <span style="x-small;"><a href="http://www.geocities.com/comdirel/storia.htm" target="_blank">un&#8217;occhiata qui</a>. </span></p>
<p>Io all&#8217;epoca quel referendum lo votai, perché credetti alla sua funzione moralizzatrice. Oggi mi ritrovo invece anch&#8217;io dalla parte di coloro che gridano allo scippo delle prerogative democratiche dell&#8217;espressione del voto popolare ed all&#8217;uso strumentale di quel risultato ai fini della formazione di un&#8217;oligarchia di fatto.</p>
<p>Casini era uno dei principali leader dello schieramento che ha poi votato l&#8217;attuale legge elettorale definita &#8220;una porcata&#8221; ma, a quanto pare, gradita un po&#8217; da tutti i partiti, visto che non si è ancora riusciti a modificarla.</p>
<p>Ora, a quanto pare Casini ci ha ripensato, e propone una raccolta di firme per tornare al passato. A me non interessa granché chi sia a proporla, questa raccolta di firme. Non mi interessa neanche se in un recente passato abbia assunto dei comportamenti secondo me non condivisibili, se ci abbia o meno ripensato (se posso ripensarci io, potrà ripensarci anche Casini, no?).</p>
<p>Secondo me, le azioni valgono di per sé, a prescindere da chi le propone: un atteggiamento diverso mi parrebbe manicheo e figlio di una sorta di doppia morale (una cosa è buona o cattiva a seconda che la faccia un mio amico o un mio avversario). Insomma, con Deng Xiao Ping ritengo che &#8220;non importa che il gatto sia bianco o nero, purché prenda i topi&#8221;.</p>
<p>Insomma, credo proprio che questa iniziativa di Casini io la sosterrò, e spero che saremo in tanti.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Quarant&#8217;Anni Dopo</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 08:30:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Storia e Memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono quarant&#8217;anni, in questi giorni, dalla promulgazione dell&#8217;Humanae Vitae. Come accade per tutti i momenti che ti segnano, ricordo perfettamente il luogo in cui mi trovavo quando ne lessi sui giornali e volli conoscere un po&#8217; più a fondo l&#8217;enciclica che pretendeva di regolare l&#8217;atto d&#8217;amore che prelude alla formazione di una vita.

Ne è passato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono quarant&#8217;anni, in questi giorni, dalla promulgazione dell&#8217;<a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_25071968_humanae-vitae_it.html" target="_blank">Humanae Vitae</a>. Come accade per tutti i momenti che ti segnano, ricordo perfettamente il luogo in cui mi trovavo quando ne lessi sui giornali e volli conoscere un po&#8217; più a fondo l&#8217;enciclica che pretendeva di regolare l&#8217;atto d&#8217;amore che prelude alla formazione di una vita.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6144 aligncenter" title="the-dreamers" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/the-dreamers.gif" alt="" width="430" height="279" /></p>
<p>Ne è passato di tempo, da allora.</p>
<p><span id="more-5798"></span><br />
Era il Sessantotto (il Sessantotto, avete capito?) ed i movimenti studenteschi avevano cominciato a spazzare via una serie infinita di luoghi comuni, fra cui il &#8220;mito&#8221; della sessualità. Andava molto di moda, in quegli anni, l&#8217;<a href="http://ita.anarchopedia.org/amore_libero" target="_blank"><strong>amore libero</strong></a> teorizzato soprattutto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Herbert_Marcuse" target="_blank">Marcuse</a> e praticato nelle &#8220;comuni&#8221;.</p>
<p>Si cominciavano ad assestare colpi mortali al concetto tradizionale di famiglia che - almeno in Occidente - si fondava sulla reciproca fedeltà nel matrimonio (rigorosamente eterosessuale, ci mancherebbe,&#8230;). In un film del 2003, <strong><a href="http://italian.imdb.com/title/tt0309987/" target="_blank">The Dreamers</a></strong>, Bernardo Bertolucci ripercorre i giorni del &#8220;maggio francese&#8221; in cui si cominciava ad assaporare questa &#8220;liberazione&#8221; sessuale: vi si racconta di amori pseudo-incestuosi e della sperimentazione di &#8220;triangoli&#8221; per l&#8217;epoca estremamente trasgressivi.</p>
<p>Logico che la Chiesa cattolica, depositaria del magistero in campo morale, volesse (dovesse) dire la sua. Ed ecco che Paolo VI innalza con la sua enciclica un vero e proprio &#8220;muro&#8221;: una difesa estremamente determinata del principio secondo cui il sesso non è scindibile dalla prospettiva della procreazione. Da qui il rigetto assoluto di ogni pratica sessuale al di fuori del matrimonio e, anche all&#8217;interno di questo, il divieto di adozione di <a href="http://www.mentecritica.net/i-metodi-contraccettivi-innaturali/oltre-le-righe/diabolicomarco/2609/" target="_blank">metodi di contraccezione &#8220;non naturali&#8221;</a>. Con buona pace della coerenza, visto che non può sfuggire la clamorosa contraddizione insita in questa scelta: il fatto che, sia pure con metodi naturali, si voglia fare l&#8217;amore escludendo la procreazione.</p>
<p>Fabrizio De André, ne &#8220;Il Testamento di Tito&#8221; non manca di affrontare il tema - allora particolarmente sentito - e commenta così il VI Comandamento:</p>
<p style="center;"><em>Non commettere atti che non siano puri, cioè non disperdere il seme.<br />
Feconda una donna ogni volta che l&#8217;ami, così sarai uomo di fede:<br />
poi la voglia svanisce ed il figlio rimane, e tanti ne uccide la fame.<br />
</em></p>
<p>Ne è passato di tempo da allora. Ma non abbastanza per la Chiesa di Papa Ratzinger.</p>
<p>Il Movimento internazionale &#8220;We Are Church (Noi siamo Chiesa)&#8221; <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/lenciclica-humanae-vitae-quarantanni-dopo-un-errore-grave-del-magistero-del-papa-il-documento-del-movimento-noi-siamo-chiesa/" target="_blank">ha ricordato</a> il quarantennale con un &#8220;appello al popolo di Dio&#8221;, e  <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/nel-40%c2%b0-della-humanae-vitae/" target="_blank">MicroMega ha pubblicato un interessante articolo</a> che ripercorre la storia dell&#8217;intolleranza della Chiesa nei confronti della sessualità scissa dalla procreazione.</p>
<p>Oggi, a quarant&#8217;anni dalla &#8220;Humanae Vitae&#8221;, il muro eretto da Paolo VI e consolidato da Giovanni Paolo II , lungi dall&#8217;essere sgretolato dagli attacchi della modernità sembra appena appena scalfito. Le voci in dissenso non mancano: l&#8217;intolleranza verso il preservativo è stata messa in discussione anche da voci autorevoli, come quella del <a href="http://www.girlpower.it/sex/contraccezione/martini_chiesa_contraccezione.php" target="_blank">Cardinal Martini</a> che però parlò del profilattico solo come &#8220;male minore&#8221; finalizzato alla lotta all&#8217;AIDS nel Terzo Mondo. <a href="http://www.aduc.it/dyn/conshumor/noti.php?id=226996" target="_blank">Ma non tutti lo seguirono neanche in questa timida apertura</a>.</p>
<p>La voce ufficiale della Chiesa, il <a href="http://www.vatican.va/archive/catechism_it/index_it.htm" target="_blank">Catechismo</a>, revisionato appena qualche anno fa, recita ancora oggi:</p>
<p><em>2370 - La continenza periodica, i metodi di regolazione delle nascite basati sull&#8217;auto-osservazione e il ricorso ai periodi infecondi sono conformi ai criteri oggettivi della moralità. Tali metodi rispettano il corpo degli sposi, incoraggiano tra loro la tenerezza e favoriscono l&#8217;educazione ad una libertà autentica. Al contrario, è intrinsecamente cattiva « ogni azione che, o in previsione dell&#8217;atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione. </em></p>
<p><img class="size-full wp-image-6145 alignleft" title="preservativo" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/preservativo.gif" alt="" width="135" height="126" /></p>
<p>E allora? Come conciliare la dottrina con la realtà, che vede milioni di cattolici che si definiscono praticanti <a href="http://www.mentecritica.net/si-fa-presto-a-dirsi-cattolici/border-zone/fully/2606/" target="_blank">ignorare beatamente</a> l&#8217;insegnamento della Chiesa su questo punto (ed altri)? Ci si affida, a quanto mi consta, alla pastorale spicciola sulla morale coniugale: lo spinoso argomento viene lasciato al buonsenso (se vogliamo un po&#8217; cerchiobottista) di parroci &#8220;illuminati&#8221; che, se li incalzi sul punto, ti ricordano che &#8220;il primo comandamento cristiano è l&#8217;Amore&#8221;, come a lasciar intendere &#8220;fatelo un po&#8217; come vi pare&#8221;.</p>
<p>Arriverà mai il momento del definitivo ripensamento? Se &#8220;la Chiesa siamo noi&#8221;, come ci si ripete da tempo, forse sarebbe ora che a queste parole si desse un significato più vicino alla realtà della persona umana.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Rassegna Stampa: Il Gioco del Silenzio</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 06:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ff</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sottotitolo: i manganelli sono fuori moda
Ho letto tre notizie tramite il servizio di aggregazione delle notizie di un famoso sito, sito a Mountain View. Due agghiaccianti, la terza mi fa sperare.

L&#8217;uso della forza da parte dello Stato crea sempre un sacco di problemi per chi deve mantenere il potere. C&#8217;è sempre il rischio che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Sottotitolo: <span style="text-decoration: underline;">i manganelli sono fuori moda</span></strong></em></p>
<p>Ho letto tre notizie tramite il servizio di aggregazione delle notizie di un famoso sito, <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=google&amp;jsv=124&amp;sll=37.405247,-122.036862&amp;sspn=0.061499,0.102139&amp;ie=UTF8&amp;cd=1&amp;ei=PhOpSP6aGaL-oAP4qK3MDQ&amp;sig2=2aP8MOcp4olPGqXCRztqdg&amp;cid=37423398,-122086507,17163390823250487868&amp;li=lmd" target="_blank">sito a Mountain View</a>. Due agghiaccianti, la terza <strong>mi fa sperare</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/22580.jpg" alt="" width="280" height="300" /></p>
<p><span id="more-5975"></span>L&#8217;uso della forza da parte dello Stato crea sempre un sacco di problemi per chi deve mantenere il potere. C&#8217;è sempre il rischio che la gente si stufi, reagisca e cacci via a calci nel sedere o magari appeso a testa in giù. <strong>Eppoi quelle macchie di sangue sul selciato sono sempre difficili da lavare via</strong>. Ulisse ci ha messo una notte intera a rassettare!!!</p>
<p>Oggi la destra è moderna ed europea. Basta con le finte prove, le molotov portate in giro, basta con le irruzioni, basta con i Bava Beccaris, che poi magari arriva un anarchico. <strong>Oggi, massaia, puoi avere il regime che non sporca</strong>. Ci sono le televisioni e gli avvocati.</p>
<p>Sull&#8217;<a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/dettaglio_politica/?contentId=37405" target="_blank">Unione Sarda</a> si riferisce di una nuova edizione dello &#8220;schema De Bortoli&#8221;, altrimenti detto &#8220;schema Albertini&#8221;. Avete presente quando da bambini, avete dato una spinta ad un altro bambino e quello vi apostrofa con un &#8220;<em>chiamo <strong>a</strong> mia mamma</em>&#8220;. Ora avevano tentato di fare lo stesso, praticamente cercando di mettere in moto la gerarchia ecclesiastica. Al suo garbato rifiuto (insomma Casini è stato scaricato da appena sei mesi), è iniziato così il martellamento. <em>Al mio segnale scatenate l&#8217;inferno</em>. Così Giovanardi, dice che sono <a href="http://www.mentecritica.net/esterno-ma-che-fa-famiglia-cristiana-chiama-berlusconi-presidente-spazzino/cronache-italiane/lupoalburnino/5897/" target="_blank">i toni del settimanale</a> ad essere fascisti. Tipo &#8220;<em>mamma è stato lui a iniziare</em>&#8220;. La Russa ricorda che il direttore se ne sta in vacanza a Marettimo. <a href="http://www.mentecritica.net/ferragosto-italia-mia-finalmente-ti-riconosco/rassegna-stampa/mc/5885/" target="_blank"><strong>Almeno se ne fosse andato alle Maldive come Frattini</strong></a>, sono più di moda. E se questo non basta, Gasparri ha annunciato che <em>querelerà il suddetto</em> (in attesa che diventi suddito) per le parole &#8220;<em>qui a Marettimo la fa un po&#8217; da Springsteen</em>&#8221; (con i tempi che corrono voglio evitare una querela anche per MC). Forse per <a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/politica/speciale-caso/ministri-elicotteri/ministri-elicotteri.html" target="_blank">questo</a> e <a href="http://www.politikon.it/modules/news/article.php?storyid=170" target="_blank">questo</a>.</p>
<p>Chi non si adegua si prepari. Questo è accaduto anche per <a href="http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/08/16/111835-denuncio_caso_eurostar_spezzati.shtml" target="_blank">Dante De Angelis</a>. Nessuno deve più criticare. Se gli Eurostar si spezzano, non ditelo in giro, mi raccomando! Tornando seri, questo dimostra una sorta di <strong>extraterritorialità del luogo di lavoro</strong> rispetto a tutto il resto della repubblica italiana. È un &#8220;luogo ideale&#8221; dove non esiste la democrazia e la libertà di pensiero. Naturalmente De Angelis vincerà la causa, come gli auguro, però intanto non riceverà nessuno stipendio. Alle Ferrovie non gli interessa di perdere, anzi lo hanno messo in conto, vogliono solo <strong>intimidire la scheggia impazzita, ridurlo di nuovo al silenzio e dargli una lezione, creargli più difficoltà possibili</strong>. <em>È la nuova Italia, baby, e tu non puoi farci niente</em>.</p>
<p>Dopo i primi due guai, ecco viene subito il <a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/italia_e_mondo/2008/08/14/1101695560423-primo-test-macchina-fine-mondo.shtml" target="_blank">terzo</a>. Però non è che mi dispiacerebbe tanto. In fondo se il mondo finisse per mano di qualche scienziato pazzo mi può solo consolare. Alla faccia di quanti hanno fatto dei piani per accaparrarsi tutto e hanno fatto di tutto per salire al potere.</p>
<p>È iniziato il gioco del silenzio, chi fa un rumore gli vola uno schiaffone.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Un Popolo di Coglioni</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/un-popolo-di-coglioni/cronache-italiane/fully/5924/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 11:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;In Italia non c&#8217;è un&#8217;opinione pubblica&#8221;
L&#8217;ha dichiarato Nanni Moretti a margine (si dice così in intellettualese?) della presentazione di una sua retrospettiva al Festival cinematografico di Locarno.
Ho letto solo ieri sera tardi questa dichiarazione ed istintivamente mi è venuto di darmi una grattatina sul cranio (è quel finto prurito che in me segnala un momentaneo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;In Italia non c&#8217;è un&#8217;opinione pubblica&#8221;</strong></p>
<p><a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_735560095.html" target="_blank">L&#8217;ha dichiarato Nanni Moretti</a> <em>a margine</em> (si dice così in intellettualese?) della presentazione di una sua retrospettiva al Festival cinematografico di Locarno.</p>
<p>Ho letto solo ieri sera tardi questa dichiarazione ed istintivamente mi è venuto di darmi una grattatina sul cranio (è quel finto prurito che in me segnala un momentaneo disagio).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5949 aligncenter" title="moretti" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/moretti.jpg" alt="" width="427" height="363" /></p>
<p><span id="more-5924"></span></p>
<p>&#8220;Perdincibacco!&#8221; - mi son detto - &#8220;questo dice Nanni Moretti, un bravo regista, un prototipo del grande intellettuale-de-sinistra, e se lo dice lui deve esserci qualcosa di vero&#8221;.</p>
<p>&#8220;Aspetta un momento&#8221; - mi sono detto un attimo dopo - &#8220;perché &#8216;deve esserci qualcosa di vero&#8217;? Dopotutto che titolo ha un regista - per quanto bravo possa essere - a fornire (gratis, presumo) un così definitivo spaccato sociologico dell&#8217;odierna realtà italiana? Non potrebbe invece essere una panzana preferragostana <em>a margine</em> (si, si dice così, nel frattempo ho controllato) di una manifestazione cinematografica?&#8221;</p>
<p>Prima di tutto mi sono soffermato a chiedermi: &#8220;Ma che cos&#8217;è l&#8217;&#8221;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Opinione_pubblica" target="_blank">opinione pubblica</a>&#8220;? Semplificando verrebbe da definirla &#8220;il modo di vedere la realtà da parte di un&#8217;importante quota della popolazione&#8221;. Se così è, secondo Moretti non esisterebbe, in Italia, un modo sufficientemente condiviso di percepire la realtà ed  - aggiungo io, perché è sottinteso - esteso abbastanza da dar luogo ad un&#8217;azione politica conseguente per modificarla.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/carodiario.bmp" alt="" width="91" height="133" /></p>
<p>Insomma, elùcubra qua, elùcubra là mi stavo agitando un pochino. Praticamente l&#8217;autore di &#8220;Palombella Rossa&#8221; stava dando del coglione a quella buona metà degli italiani che ha mandato al governo il signor B..</p>
<p>E passi. Del resto è quello che fece il signor B. nei riguardi di chi la pensava diversamente da lui nel discorso divenuto celebre. Ma il fatto è che, in questo modo, il regista di &#8220;Ecce Bombo&#8221; stava dando del coglione anche a tutti gli altri (tranne lui e qualche altro girotondino, presumo) che a suo modo di vedere non hanno saputo contrastare efficacemente l&#8217;ascesa del Cavaliere.</p>
<p>E&#8217; a questo punto che ho iniziato a tranquillizzarmi. Ma è mai possibile - mi son detto - che praticamente tutti gli italiani siano dei coglioni, tranne Nanni Moretti? Ad una conclusione così totalizzante non era arrivato neanche il signor B. in quel famoso discorso.</p>
<p>La statistica è venuta in mio soccorso: la tesi è troppo improbabile per essere seria.</p>
<p>Accidenti! Solo a quel punto mi sono ricordato che oggi le cose poco serie le chiamano &#8220;provocazioni&#8221;.</p>
<p>Sono andato a letto ed ho dormito serenamente.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ferragosto: Italia mia Finalmente ti Riconosco</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/ferragosto-italia-mia-finalmente-ti-riconosco/rassegna-stampa/mc/5885/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 08:33:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ossezia
Mi sono convinto che la questione Ossezia è una gran palla giornalistica. Qualche immagine di repertorio, le solite esagerazioni, i consueti reportage allarmistici. Vi sembra che se ci fosse stata veramente una crisi, il nostro ministro degli esteri se ne sarebbe rimasto in vacanza invece di partecipare al vertice d&#8217;urgenza dei ministri europei?

Ordinanze e Cannucce
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Ossezia</strong></p>
<p>Mi sono convinto che la questione Ossezia è una gran palla giornalistica. Qualche immagine di repertorio, le solite esagerazioni, i consueti reportage allarmistici. Vi sembra che se ci fosse stata veramente una crisi, il nostro ministro degli esteri se <a href="http://www.corriere.it/politica/08_agosto_13/frattini_maldive_crisi_georgia_polemica_idv_f9686d28-694c-11dd-87db-00144f02aabc.shtml" target="_blank">ne sarebbe rimasto in vacanza</a> invece di partecipare al vertice d&#8217;urgenza dei ministri europei?</p>
<p><span id="more-5885"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ordinanze e Cannucce</strong></p>
<p>Il recente decreto Maroni che attribuisce poteri speciali ai sindaci in termini di sicurezza è una vera e propria manna per il blogista a corto d&#8217;idee. Maroni si aspettava ordinanze creative. Non credo sia rimasto deluso. Dopo il <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-12/alemanno-cassonetti/alemanno-cassonetti.html?ref=search">divieto di rovistare nei cassonetti a Roma</a>, poi, chissà perché, revocato e quello di <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.2414514652">stendersi sull&#8217;erba dei parchi a Vicenza</a>, prendo atto del <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/cronache/articoli/2008/08_Agosto/12/bacoli_cannucce.shtml">divieto di usare cannucce per le bibite a Bacoli</a> (Napoli). Il motivo sarebbe il pericolo di infezione che si corre quando due persone usano la stessa cannuccia &#8230;&#8230; (pausa di riflessione) &#8230;.. , ok riprendiamo. A questo punto non capisco perché non sia proibito baciarsi, usare lo stesso bicchiere o parlare a distanza ravvicinata.<br />
Comunque, dalle ordinanze sindacali si percepisce la vera entità del problema sicurezza in Italia. Chi si aspettava il coprifuoco deve essere rimasto come uno stronzo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5894 aligncenter" title="sicurezzalavoroesercitohw6" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/sicurezzalavoroesercitohw6.gif" alt="" width="498" height="421" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>A Chi Figlio e a Chi Figliastro</strong></p>
<p>L&#8217;altro ieri <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3259196.html?ref=hpsbdx2">è morto in carcere a causa di uno sciopero della fame</a> un detenuto di origini irachene. Sul messaggero cartaceo di ieri era scritto che l&#8217;uomo era stato condannato per il furto di un cellulare e che da tempo protestava contro la sua condanna che riteneva ingiusta. Ieri il telegiornale ed i giornali hanno dedicato ampi spazi alla scarcerazione di Del Turco, nel servizio del TG1 l&#8217;ex Presidente della Regione Abruzzo è stato salutato quasi un eroe, con interviste a persone che mettevano la mano sul fuoco in merito alla sua innocenza e trattavano l&#8217;ex sindacalista come se fosse una vittima dei Magistrati. Tempo fa <a href="http://www.mentecritica.net/il-nostro-caro-contrada/il-bello-della-politica/johnpaul/2570/">la tiritera su Contrada</a> e sulle sue pessime condizione di salute (anche lì servizi giornalistici ed interviste ai parenti). Ma se il detenuto è uno sconosciuto, per di più extracomunitario, mediorentale ma non condannato per terrorismo, ecco che i telegiornali ignorano totalmente il fatto mentre i giornali si limitano a trafiletti di pochissime righe.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Superiorità Etnica</strong></p>
<p>Gli atleti padani vincono più medaglie e quindi <a href="http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsId=84846">sono superiori etnicamente</a>. L&#8217;autore di questo prezioso sillogismo è noto da tempo per le sue posizioni moderate e di grande cultura. E&#8217; inutile dirne il nome, anche perché lo sfondo di MC è bianco e si macchia subito. Poi il marrone non viene più via.<br />
Comunque, è proprio così che si inizia quel percorso che porta a quelle situazioni che obbligano <em>quasi</em> tutti i ministri europei ad interrompere le vacanze.<br />
Come <a href="http://www.mentecritica.net/delle-volte-verrebbe-voglia/caffe-amaro/mc/3591/" target="_blank">ho già scritto un po&#8217; di tempo fa</a>, gli escrementi solidi di forma cilindrica sono molto bravi a chiacchierare. Se e quando verrà il momento, vedremo se sanno usare anche le mani. Noi stiamo qua. Non ci muoviamo.</p>
<p>Doveva essere una cosa scherzosa, ma alla fine le parole portano ai fatti e quelli sono sempre maledettamente seri.</p>
<p><small><strong>N.d.A.</strong> &#8220;A Chi Figlio e a Chi Figliastro&#8221;<strong> </strong>è di <a href="http://www.doxaliber.it/" target="_blank">Doxaliber</a>. Mi sono limitato a un copy &amp; paste.<strong><br />
</strong></small></p>]]></content:encoded>
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		<title>MenteCritica è una Cagata Pazzesca</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 06:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caffè Amaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ci siamo, Comandante. Con questi articoli da intellettualoidi snob del cazzo non sfonderemo mai. Stamattina, verso le sette, apro la mia giornata sul web sfogliando il Corriere OnLine. L&#8217;occhio mi va sulla locandina a destra in altro, si intitola: &#8220;I più letti&#8220;.
Ecco la classifica di oggi:


Gli articoli più letti della settimana:

Quelli più letti del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci siamo, Comandante. Con questi articoli da intellettualoidi snob del cazzo non sfonderemo mai. Stamattina, verso le sette, apro la mia giornata sul web sfogliando il <a href="http://www.corriere.it/" target="_blank">Corriere OnLine</a>. L&#8217;occhio mi va sulla locandina a destra in altro, si intitola: &#8220;<a href="http://www.corriere.it/news/1.shtml" target="_blank">I più letti</a>&#8220;.</p>
<p>Ecco la classifica <strong>di oggi</strong>:</p>
<p><span id="more-5533"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5542 aligncenter" title="day" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/day.jpg" alt="" width="379" height="442" /></p>
<p>Gli articoli più letti <strong>della settimana</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5543 aligncenter" title="week" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/week.jpg" alt="" width="379" height="397" /></p>
<p>Quelli più letti <strong>del mese</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5544 aligncenter" title="month" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/month.jpg" alt="" width="377" height="394" /></p>
<p>MenteCritica non ha scritto un solo rigo su nessuno di questi argomenti, i più gettonati. E noi di che scriviamo? La Englaro? Brunetta? I soldati per strada? Solzhenitzyn?</p>
<p>Ma dove viviamo? Siamo fuori dal mondo? E tu vuoi che io continui a sbattermi per scrivere qualcosa su un tema (l&#8217;energia) di cui non frega niente a nessuno?</p>
<p>No, caro Comandante, così non va, questa linea è perdente! Io sto seriamente pensando di abbandonarti. Eccheccavolo, altro che <a href="http://www.mentecritica.net/pronto-41-gigawatt/il-pianeta-che-ride/fully/4388/" target="_blank">gigawatt</a>! Mi do al gossip: tette, bicipiti, vagine e&#8230;. in culo tutto il resto.</p>
<p>Con (molto) affetto e (molto poca) ammirazione&#8230;</p>
<p><em>Fully</em></p>]]></content:encoded>
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		<title>A Proposito di Emergenza Nazionale: Ecco come gli Inglesi del The Guardian hanno Ricostruito la Vicenda di Genova 2001</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/a-proposito-di-emergenza-nazionale-ecco-come-gli-inglesi-del-the-guardian-hanno-ricostruito-la-vicenda-di-genova-2001/informazione/jimmi/4912/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 14:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jimmi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cazzotti]]></category>

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		<category><![CDATA[polizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mancava poco a mezzanotte, quando il primo poliziotto colpì Mark Covell, abbattendo il manganello sulla sua spalla sinistra. Covell fece del suo meglio per gridare in italiano che era un giornalista ma, in pochi secondi, fu circondato da ufficiali della squadra antisommossa che lo colpirono con i loro bastoni. Per un po&#8217; di tempo riuscì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Mancava poco a mezzanotte, quando il primo poliziotto colpì Mark Covell, abbattendo il manganello sulla sua spalla sinistra. Covell fece del suo meglio per gridare in italiano che era un giornalista ma, in pochi secondi, fu circondato da ufficiali della squadra antisommossa che lo colpirono con i loro bastoni. Per un po&#8217; di tempo riuscì a rimanere sui suoi piedi, ma poi una bastonata al ginocchio lo spedì sul marciapiede.</p></blockquote>
<p>Così comincia l&#8217;interessante articolo sulla <a title="Guardian" href="http://www.guardian.co.uk/world/2008/jul/17/italy.g8" target="_blank">sanguinosa battaglia di Genova</a> pubblicato il 17/07/2008 dal Guardian in occasione della <a title="ANSA" href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/news_collection/awnplus_italia/2008-07-14_114252583.html" target="_blank">sentenza al processo</a> sui soprusi e le  violenze nella caserma di Bolzaneto. Qui di seguito ne trovate la traduzione completa.<br />
<span id="more-4912"></span><br />
A faccia in giù nel buio, ammaccato ed impaurito, sentiva le forze di polizia intorno a lui ammassarsi per attaccare la scuola Diaz Pertini dove 93 giovani manifestanti stavano dormendo sui pavimenti. Covell sperava che una volta iniziata l’irruzione dalle porte principali non avrebbero più fatto attenzione a lui. Se fosse accaduto lui avrebbe potuto attraversare la strada zoppicando per trovare rifugio nel centro di Indymedia, dove aveva trascorso gli ultimi tre giorni scrivendo articoli sul G8 e sulle violenze della polizia.</p>
<p>È stato in quel momento che un poliziotto gli saltò addosso e gli diede un calcio nel petto con tale forza che l&#8217;intero lato sinistro della sua gabbia toracica cedette, mezza dozzina di costole si fratturarono  e le schegge penetrarono nel polmone sinistro. Covell, che è alto 1,73 mt. e piuttosto leggero, fu sollevato da terra e volò in mezzo alla strada. Sentì il poliziotto ridere. Un pensiero si formò nella mente di Covell: &#8220;Non ce la posso fare.&#8221;</p>
<p>La squadra antisommossa era ancora occupata con la porta, così un gruppo di agenti pensò di passare il tempo giocando a calcio con Covell. Questo incontro provocò la frattura della sua mano sinistra e danneggiò la colonna vertebrale. Da qualche parte dietro di lui, Covell sentì un poliziotto gridare che era abbastanza &#8220;Basta! Basta!&#8221; e sentì che trascinavano il suo corpo di nuovo sul marciapiede.</p>
<blockquote><p><strong>La squadra antisommossa era ancora occupata con la porta, così un gruppo di agenti pensò di passare il tempo giocando a calcio con Covell.</strong></p></blockquote>
<p>Un furgone blindato della polizia abbatté le porte della scuola e 150 agenti di polizia, la maggior parte dei quali indossava elmetti e portava manganelli e scudi, si riversò nell’edificio indifeso. Due agenti rimasero ad occuparsi di Covell: uno gli fratturò il cranio con il bastone, l&#8217;altro gli calciò ripetutamente in bocca rompendogli una dozzina di denti. Covell svenne.</p>
<p>Ci sono molte buone ragioni per cui non dobbiamo dimenticare ciò che accadde a Covell, che aveva allora 33 anni, quella notte a Genova. La prima è che questo episodio fu solo l&#8217;inizio. Entro la mezzanotte del 21 luglio 2001, gli agenti di polizia passarono attraverso tutti e quattro i piani del palazzo Diaz Pertini, dispensando la loro disciplina speciale agli occupanti, riducendo i dormitori di fortuna in ciò che un ufficiale in seguito descrisse come &#8220;una macelleria messicana&#8221;. Loro e i loro colleghi poi incarcerarono illegalmente le loro vittime in un centro di detenzione, che divenne un luogo di terrore.</p>
<p>La seconda è che, sette anni dopo, Covell e le altre vittime sono ancora in attesa di giustizia. Lunedi scorso 15 tra poliziotti, guardie carcerarie e sanitari sono finalmente stati condannati per aver partecipato alle violenze, anche se ieri è emerso che nessuno di loro sarà incarcerato. In Italia, gli imputati non vanno in prigione fino a quando non sia concluso il processo d&#8217;appello, e in questo caso le sentenze verranno cancellate il prossimo anno per superamento dei limiti di prescrizione. Nel frattempo, i politici che furono responsabili delle forze di polizia, delle guardie carcerarie e personale medico non hanno mai dovuto render conto di questi fatti. Domande fondamentali circa il motivo per cui questo è accaduto rimangono senza risposta, e questo ci porta al terzo e più importante motivo per ricordare Genova. Questo non è semplicemente la storia di poliziotti che reprimono una rivolta, ma c’è qualcosa di peggio e più preoccupante sotto la superficie.</p>
<p>Il fatto che questa storia possa essere raccontata testimonia sette anni di duro lavoro, sotto la guida coraggiosa del pubblico ministero incaricato Emilio Zucca. Aiutato da Covell e dal suo personale, Zucca ha raccolto centinaia di testimonianze e analizzato 5000 ore di filmati e migliaia di fotografie. Messi assieme essi raccontano una storia inconfutabile, che iniziò a svolgersi quando Covell restò sanguinante sul terreno.</p>
<p>Le forze di polizia irruppero nella scuola Diaz Pertini. Alcuni di loro gridarono &#8220;Black Bloc! Stiamo per ammazzarvi&#8221; ma se davvero essi credettero di trovarsi di fronte ai famosi Black Bloc, gli anarchici che causarono violenti tumulti in varie parti della città durante le manifestazioni della giornata, essi si sbagliarono. La scuola fu messa a disposizione dalla città di Genova come base per dimostranti che non avevano nulla a che vedere con gli anarchici; furono anche  messe guardie per assicurarsi che nessuno di questi entrasse.</p>
<p>Uno dei primi a vedere la squadra antisommossa irrompere fu Michael Gieser, un economista belga di 35 anni che, come disse successivamente, aveva appena indossato il suo pigiama ed era in coda per il bagno con il suo spazzolino in mano quando il raid ebbe inizio. Gieser crede nella forza del dialogo e in un primo momento si diresse verso di loro dicendo: &#8220;Dobbiamo parlare.&#8221; Vedendo poi le giacche imbottite, i bastoni antisommossa, i caschi e i fazzoletti che coprivano le facce dei poliziotti cambiò idea e corse su per le scale per scappare.</p>
<p>Altri furono più lenti. Erano ancora nei loro sacchi a pelo. Un gruppo di 10 amici spagnoli nel mezzo della sala si svegliarono e si trovarono picchiati con bastoni. Essi alzarono le mani in segno di resa. Altri agenti si affollarono per picchiarli in testa, provocando loro tagli, ematomi e  rottura degli arti, incluso il braccio di una signora di 65 anni. Su un lato della camera diversi giovani erano seduti ai computer, ed inviavano email a casa. Una di loro era Melanie Jonasch, 28 anni, una studentessa di archeologia a Berlino che si era offerta volontaria per dare una mano nell’edificio e non era nemmeno andata alla manifestazione.</p>
<p>Lei ancora riesce a ricordare ciò che accade. Ma numerosi altri testimoni hanno descritto come gli agenti la assalirono, picchiandola in testa così duramente con i loro bastoni che perse subito conoscenza. Quando cadde a terra, gli agenti la cricondarono, picchiando e prendendo a calci il suo corpo inerme, sbattendogli la testa contro un armadio nelle vicinanze, e lasciandola infine in un lago di sangue. Katherina Ottoway, che lo vide accadere, ricorda: &#8220;Tremava tutta. I suoi occhi erano aperti ma rovesciati. Pensai che stesse per morire, che non sarebbe sopravvissuta.&#8221;</p>
<p>Nessuno di quanti stavano al piano terra uscì indenne. Zucca scrive nella requisitoria: &#8220;Nel giro di pochi minuti, tutti gli occupanti del piano terra furono ridotti all’impotenza, i lamenti dei feriti si mescolarono con le richieste di chiamare  le ambulanze.&#8221; Per la paura molte vittime persero il controllo e se la fecero addosso. Quindi i tutori della legge salirono su per le scale. Nel corridoio al primo piano trovarono un piccolo gruppo, tra cui Gieser che ancora stringeva il suo spazzolino: &#8220;Qualcuno suggerì di distendersi, per dimostrare che non avremmo opposto resistenza. Così feci. La polizia arrivò ed iniziò a picchiarci uno per uno. Mi protessi la testa con le mani. Pensai:&#8217;Devo sopravvivere.&#8217; La gente stava gridando:&#8217;Per favore fermatevi.&#8217; Io dissi la stessa cosa &#8230; Mi ha fatto pensare a un macelleria di maiali. Siamo stati trattati come animali, come maiali. &#8221;</p>
<blockquote><p><strong>Mi ha fatto pensare a un macelleria di maiali. Siamo stati trattati come animali, come maiali. “</strong></p></blockquote>
<p>Gli agenti ruppero le porte delle stanze che davano sul corridoio. In una trovarono Dan McQuillan e Norman Blair, che arrivarono in aereo da Stansted per mostrare il loro sostegno in favore, come disse McQuillan, di &#8220;una società libera e giusta con persone che vivono in armonia gli uni con gli altri&#8221;. I due inglesi e il loro amico neozelandese, Sam Buchanan, avevano udito l&#8217;attacco della polizia al piano terra e cercarono di nascondere se stessi e i loro sacchi sotto alcuni tavoli in un angolo della stanza buia. Una decina di ufficiali irruppero e li scoprirono con le torce, e anche se McQuillan si alzò con le mani sollevate dicendo: &#8220;Calmi, calmi.&#8221; li martoriarono infliggendo loro numerosi tagli e lividi, e ruppero il polso di McQuillan. Norman Blair ricorda: &#8220;potevo sentire cattiveria e odio in loro.&#8221;</p>
<p>Gieser era fuori nel corridoio: &#8220;La scena intorno a me era coperta di sangue, ovunque. Un poliziotto gridò &#8216;Basta!&#8217;. Quella parola aprì un filo di speranza. Capii il suo significato. Ma essi non smisero. Continuarono con evidente soddisfazione. Alla fine si fermarono, ma fu come togliere un giocattolo ad un bambino contro la sua volontà.&#8221;</p>
<blockquote><p><strong>La scena intorno a me era coperta di sangue, ovunque. Un poliziotto gridò &#8216;Basta!&#8217;. Quella parola aprì un filo di speranza. Capii il suo significato. Ma essi non smisero.</strong></p></blockquote>
<p>A questo punto ci sono agenti di polizia su tutti i quattro piani dell&#8217;edificio che aggrediscono e picchiano. Molte vittime descrivono una violenza sistematica, per cui ogni agente picchiava ogni persona che incontrava, poi passava alla vittima successiva, mentre il suo collega continuava a picchiare la prima. Sembrava importante che tutti venissero feriti. Nicola Doherty, una assistente londinese di 26 anni, ha poi descritto come il suo compagno Richard Moth le si gettò sopra per proteggerla: &#8220;Potevo ascoltare i colpi sul suo corpo. La polizia si sporgeva sopra Rich in modo da poter colpire le parti del mio corpo che restavano esposte.&#8221; Quando cercò di coprirsi la testa con il braccio gli ruppero il polso.</p>
<p>In un corridoio ordinarono ad un gruppo di giovani uomini e donne di inginocchiarsi, in modo che fosse più facile colpirli sulla testa e sulle spalle. Qui fu  dove Daniel Albrecht, ventunenne studente di violoncello di Berlino, fu colpito in testa così brutalmente che fu necessario un intervento chirurgico per arrestare l&#8217;emorragia al cervello. Intorno all&#8217;edificio gli agenti roteavano i manganelli, impugnando la parte terminale per usare l&#8217;impugnatura ad angolo come un martello.</p>
<blockquote><p><strong>In un corridoio ordinarono ad un gruppo di giovani uomini e donne di inginocchiarsi, in modo che fosse più facile colpirli sulla testa e sulle spalle.</strong></p></blockquote>
<p>E in mezzo a questa inarrestabile violenza, ci furono momenti in cui le forze di polizia preferirono l&#8217;umiliazione: un poliziotto si fermò a gambe larghe di fronte ad una donna inginocchiata e ferita, le spinse l&#8217;inguine in faccia prima di fare lo stesso con Daniel Albrecht inginocchiato accanto a lei; un agente interruppe le percosse, prese un coltello e tagliò i capelli alle sue vittime, tra cui Nicola Doherty; vi erano continui insulti urlati; un poliziotto chiese ad un gruppo se stavano bene e ad uno che disse &#8220;No&#8221; reagì dandogli un&#8217;altra razione di botte.</p>
<p>Alcuni sfuggirono, almeno per un poco. Karl Boro si rifugiò sul tetto, ma poi commise l&#8217;errore di tornare all&#8217;interno, dove gli causarono pesanti ematomi a braccia e gambe, una frattura al cranio, ed un&#8217;emorragia al torace. Jaraslaw Engel, polacco, riuscì ad uscire dalla scuola attraverso le impalcature, ma fu catturato in strada da alcuni agenti che lo colpirono sulla testa, lo sdraiarono sul terreno e si fermarono su di lui fumando mentre il sangue colava sull&#8217;asfalto.</p>
<p>Due tra gli ultimi ad essere catturati furono un paio di studenti tedeschi, Lena Zuhlke, 24 anni, e il suo compagno Niels Martensen. Si erano nascosti in un&#8217;armadio per le pulizie all&#8217;ultimo piano. Sentirono la polizia avvicinarsi, battendo i manganelli contro le pareti delle scale. La porta dell&#8217;armadio si aprì, Martensen fu trascinato fuori e picchiato da una dozzina di agenti disposti a semicerchio intorno a lui. Zuhlke corse in corridoio e si nascose in gabinetto. Alcuni agenti la videro, la inseguirono e la trascinarono fuori per i capelli.</p>
<p>Nel corridoio la puntarono come cani con una lepre. Fu colpita alla testa e presa a calci da tutti i lati sul pavimento, dove sentì la sua gabbia toracica collassare. Fu trasportata fino al muro dove un poliziotto le puntò il ginocchio all&#8217;inguine, mentre altri continuavano ad assalirla con i manganelli. Lei scivolò lungo il muro e continuarono a colpirla a terra: &#8220;Sembrava che si stessero divertendo, quando ho gridato di dolore, la cosa sembrò dare loro ancora più piacere.&#8221;</p>
<p>Alcuni agenti di polizia trovarono un estintore e spruzzarono schiuma sulle ferite di Martensen. La sua compagna fu sollevata per i capelli e gettata giù per le scale a testa sotto. Infine trascinarono Zuhlke nella sala al piano terra, dove avevano radunato decine di prigionieri provenienti da tutto l&#8217;edificio in un caos di sangue e di escrementi. La gettarono sopra ad altre due persone. Non si muovevano, e Zuhlke chiese loro se fossero vivi. Essi non risposero, e lei rimase distesa sulla schiena, incapace di muovere il braccio destro e di fermare gli spasmi al braccio sinistro e alle gambe, mentre il sangue le usciva dalle ferite alla testa. Passava un gruppo di agenti, ed ognuno di loro sollevò il fazzoletto che gli nascondeva il volto, e si chinò a sputarle in faccia.</p>
<blockquote><p><strong>Alcuni agenti di polizia trovarono un estintore e spruzzarono schiuma sulle ferite di Martensen. La sua compagna fu sollevata per i capelli e gettata giù per le scale a testa sotto</strong></p></blockquote>
<p>Perché i tutori dell&#8217;ordine si comportarono con tale disprezzo per la legge? La risposta più semplice può essere quella cantata al di fuori dell&#8217;edificio scolastico dai manifestanti i quali scelsero una parola che sapevano la polizia avrebbe capito: &#8220;Bastardi! Bastardi!&#8221; Ma qualcos&#8217;altro accadde qui, qualcosa che emerse più chiaramente nel corso dei giorni successivi.<br />
Covell e decine di altre vittime dei raid furono ricoverati all&#8217;ospedale San Martino, dove agenti di polizia passeggiavano per i corridoi, battendo i manganelli sulle palme delle mani, ordinando ai feriti di non muoversi o guardare fuori dalla finestra, tenendo molti di loro ammanettati ed inviandoli, spesso con ferite ancora non curate, attraverso la città a raggiungere numerosi compagni, provenienti dalla scuola Diaz e dalle dimostrazioni, detenuti presso il centro di detenzione di Bolzaneto.</p>
<p>I segnali di qualcosa di brutto apparirono prima in modo  superficiale. Alcuni agenti avevano canzoni fasciste come suonerie sul loro telefono cellulare e parlavano con entusiasmo di Mussolini e Pinochet. Più volte, essi ordinarono ai prigionieri di dire &#8220;Viva il duce&#8221;. A volte usarono le minacce per costringerli a cantare canzoni fasciste oppure: &#8220;Un, due, tre. Viva Pinochet!&#8221;</p>
<p>La 222 persone trattenute a Bolzaneto sono state trattate con metodi più tardi descritta dai pubblici ministeri come tortura. All&#8217;arrivo furono marcati con croci a pennarello su ogni guancia, e molti sono stati costretti a camminare tra due file di agenti che li colpivano con calci e bastonate. La maggior parte sono stati ammassati in grandi celle, contenenti fino a 30 persone. Qui furono costretti a stare in piedi per lunghi periodi di fronte al muro con le mani in alto e le gambe divaricate. Quelli che non riuscivano a mantenere la posizione erano sgridati, schiaffeggiato e percossi. Mohammed Tabach ha una gamba artificiale e quando, incapace di tenere la stressante posizione, crollò fu  ricompensato con due spruzzate di spray al pepe nel volto e, più tardi, con un pestaggio particolarmente feroce. Norman Blair ricorda che stava in quella posizione quando una guardia gli chiese &#8220;Chi ti governa?&#8221; &#8220;La persona prima di me aveva risposto &#8216;la polizia&#8217;, e così dissi lo stesso. Avevo paura di essere picchiato&#8221;.</p>
<p>Stefan Bauer ebbe il coraggio di reagire: quando una guardia gli chiese in tedesco da dove proveniva, egli disse di appartenere all&#8217;Unione europea e che aveva il diritto di andare dove voleva. Fu portato all&#8217;esterno, picchiato, gli fu spruzzato spray al pepe in pieno volto, venne spogliato nudo e messo sotto una doccia fredda. I suoi vestiti furono portati via e fu riportato nella cella fredda indossando solo un leggero camice da ospedale.</p>
<p>Ai detenuti tremanti sui freddi pavimenti di marmo delle celle furono date poche coperte o nessuna, furono tenuti svegli dalle guardie, fu dato loro poco o nessun cibo e negato loro il diritto di fare telefonate e vedere un avvocato. Essi potevano sentire pianti e urla provenienti dalle altre celle.</p>
<p>A uomini e donne con capelli alla rasta questi vennero tagliati in modo grossolano. Marco Bistacchia fu portato in un ufficio, spogliato nudo, fatto mettere a quattro zampe e gli fu ordinato di abbaiare come un cane e gridare &#8220;Viva la polizia italiana!&#8221; Egli era troppo singhiozzante per obbedire. Un anonimo agente ha detto al quotidiano italiano La Repubblica che aveva visto altri agenti urinare su prigionieri e picchiarli perchè si rifiutavano di cantare Faccetta Nera, una canzone dell&#8217;era di Mussolini.</p>
<blockquote><p><strong>Marco Bistacchia fu portato in un ufficio, spogliato nudo, fatto mettere a quattro zampe e gli fu ordinato di abbaiare come un cane e gridare “Viva la polizia italiana!”</strong></p></blockquote>
<p>Ester Percivati, una giovane turca, ricorda che le guardie la chiamavano puttana mentre veniva condotta in bagno, dove un agente donna le spinse la testa in giù nella tazza e un maschio la derideva:&#8221;Bel culo! Vuoi che ti ci infili un manganello?&#8221; Diverse donne raccontarono di minacce di stupro, sia anale che vaginale.</p>
<p>Anche l&#8217;infermeria era pericolosa. A Richard Moth, riempito di tagli e lividi mentre proteggeva la sua compagna, furono dati punti sulla testa e sulle gambe senza anestesia &#8220;un&#8217;esperienza estremamente dolorosa e molesta. Hanno dovuto tenermi fermo.&#8221; Tra i condannati per abusi Lunedi scorso troviamo anche personale medico.</p>
<p>Tutti concordano che questo non non fu un tentativo di far parlare i detenuti, ma si cercò semplicemente di creare paura. E funzionò. Nelle testimonianze i detenuti descrivono il loro senso di impotenza, di essere tagliati fuori dal resto del mondo in un luogo senza leggi ne regole. Infatti la polizia obbligò i prigionieri a firmare dichiarazioni di rinuncia tutti i loro diritti legali. Un uomo, David Larroquelle, testimoniò di essersi  rifiutato ed ebbe tre costole rotte. Percivati anche si rifiutò, e gli sbatterono la faccia contro il muro, rompendogli gli occhiali e facendogli sanguinare il naso.</p>
<p>Al mondo esterno fu data un&#8217;immagine molto distorta di tutto questo. Mentre era all&#8217;ospedale San Martino il giorno dopo i pestaggi, Covell si sentì scrollare la spalla da una donna che capì essere dell&#8217;ambasciata Britannica. Fu solo quando un uomo iniziò a prendere fotografie che egli realizzò che era una reporter del Daily Mail. In prima pagina il giorno successivo fu pubblicato un falso articolo in cui lui venne descritto come uno degli organizzatori dei disordini. (Quattro anni più tardi, Il Mail sì è poi scusato pagando a Covell un risarcimento danni per violazione della privacy.)</p>
<p>Mentre i suoi cittadini erano malmenati e torturati in stato di detenzione illegale, il portavoce dell&#8217;allora Primo Ministro Tony Blair dichiarava: &#8220;La polizia italiana ha avuto un difficile compito. Il primo ministro ritiene che l&#8217;abbiano portato a termine.&#8221;</p>
<p>La stessa polizia italiana alimentò i mezzi di informazione con una dieta ricca di menzogne. Mentre i corpi sanguinanti venivano portati fuori dall&#8217;edificio della Diaz Pertini sulla barelle, la polizia raccontava ai giornalisti che le ambulanze schierate in strada non avevano niente a che fare con il raid, e/o che le ferite, palesemente fresche erano vecchie, oppure che l&#8217;edificio fu trovato pieno di estremisti violenti che attaccarono i poliziotti.</p>
<p>Il giorno successivo, alcuni ufficiali tennero una conferenza stampa durante la quale annunciarono che chiunque era stato trovato nell&#8217;edificio sarebbe stato accusato di resistenza all&#8217;arresto e cospirazione per causare distruzioni. Successivamente i tribunali respinsero ogni singolo addebito nei confronti di ogni singola persona. Incluso Covell. La polizia lo accusò di una serie di gravi reati descritti dal pubblico ministero Enrico Zucca come &#8220;grotteschi&#8221;.</p>
<p>Nella stessa conferenza stampa la polizia mostrò alcune delle cosiddette armi ritrovate. Vi erano piedi di porco, martelli e chiodi che essi stessi avevano preso da un cantiere vicino alla scuola; strutture di zaini in alluminio, che furono presentate come armi offensive, 17 telecamere, 13 paia di occhiali da nuoto, 10 coltellini tascabili e una bottiglia di lozione Sun-Tan. Mostrarono inoltre  due bottiglie molotov che, come Zucca poi concluse, furono precedentemente trovate dalla polizia in un&#8217;altra parte della città e portate nell&#8217;edificio della Diaz Pertini a raid concluso.</p>
<p>La disonestà pubblica fu parte di un più ampio sforzo per coprire ciò che era accaduto. Nella notte del raid, un gruppo di 59 poliziotti entrò nell&#8217;edificio di fronte alla Diaz Pertini, dove Covell e altri avevano organizzato il centro di Indymedia e dove, soprattutto, un gruppo di avvocati stava raccogliendo prove sugli attacchi delle forze di polizia durante le precedenti dimostrazioni. I poliziotti entrarono nella stanza degli avvocati, minacciarono gli occupanti, ruppero i loro computer e sequestrarono i dischi fissi. Portarono via anche qualsiasi cosa contenesse materiale fotografico o video.</p>
<blockquote><p><strong>I poliziotti entrarono nella stanza degli avvocati, minacciarono gli occupanti, ruppero i loro computer e sequestrarono i dischi fissi. </strong></p></blockquote>
<p>Anche se i giudici si rifiutarono di condannare i detenuti, la polizia ottenne per tutti l&#8217;espulsione dal paese, e l&#8217;interdizione all&#8217;ingresso per un periodo di cinque anni. Così, i testimoni sono stati eliminati dalla scena. Come le iniziali accuse, anche tutti gli ordini di espulsione sono stati successivamente respinti dai tribunali in quanto illegali.</p>
<p>Zucca combattè la sua battaglia per anni, tra negazioni e offuscamenti. Nella sua relazione ufficiale, ha constatato come tutti gli alti ufficiali negarono qualsiasi coinvolgimento: &#8220;Non vi fu un singolo ufficiale che confessò di aver avuto un qualche ruolo di comando in ogni aspetto dell&#8217;operazione.&#8221; Un alto funzionario che è stato filmato sul luogo spiegò che egli era a riposo ed era intervenuto solo per assicurarsi che i suoi uomini non fossero stati feriti. Le testimonianze dei poliziotti furono mutevoli e contraddittorie, e sono state ampiamente contraddette dall&#8217;evidenza delle vittime e dei numerosi filmati: &#8220;Nemmeno uno dei 150 agenti presenti ha fornito informazioni precise riguardanti un singolo episodio.&#8221;</p>
<p>Senza Zucca, senza la forte posizione dei giudici italiani, senza il grosso lavoro di montaggio di filmati dei raid Diaz fatto da Covell, la polizia avrebbe eluso le proprie responsabilità ed ottenuto false accuse e pene detentive nei confronti di molte delle loro vittime. A parte il processo Bolzaneto che è finito il Lunedi, 28 altri ufficiali,  sono sotto processo per il loro ruolo nel raid alla Diaz. E nonostante tutto, giustizia non è stata fatta.</p>
<p>Nessun politico italiano è stato coinvolto, nonostante la forte impressione che la polizia agì come se qualcuno avesse garantito loro l&#8217;impunità. Un ministro visitò Bolzaneto mentre i detenuti venivano maltrattati e apparentemente non vide nulla, o almeno nulla che lui pensava dovesse cessare. Un altro, Gianfranco Fini, ex segretario nazionale del partito  neo-fascista MSI e successivamente Vice Primo Ministro, è stato, secondo quanto pubblicato dai media al momento, nella sede centrale di polizia. Non gli è mai stato richiesto di spiegare che ordini diede.</p>
<blockquote><p><strong>Un ministro visitò Bolzaneto mentre i detenuti venivano maltrattati e apparentemente non vide nulla, o almeno nulla che lui pensava dovesse cessare.</strong></p></blockquote>
<p>La maggior parte delle diverse centinaia di agenti di polizia coinvolti nella Diaz e Bolzaneto sono usciti senza alcuna condanna disciplinare o penale. Nessuno è stato sospeso; alcuni sono stati promossi. Nessuno degli agenti che erano a Bolzaneto è stato accusato di tortura: la legge italiana non riconosce questo reato. Alcuni alti ufficiali che furono inizialmente accusati per il raid alla Diaz sfuggirono al processo perché Zucca non fu semplicemente in grado di dimostrare l&#8217;esistenza di una catena di comando. Anche ora il processo ai 28 agenti accusati è in pericolo perché il primo ministro, Silvio Berlusconi tenta attraverso leggi apposite di ritardare tutti i processi che si occupano di eventi verificatisi prima del giugno 2002. Nessuno è stato accusato per le violenze inflitte a Covell. E come disse Massimo Pastore, uno degli avvocati vittime vittime delle violenze: &#8220;Nessuno vuole ascoltare ciò che questa storia insegna.&#8221;</p>
<blockquote><p><strong>tortura: la legge italiana non riconosce questo reato.</strong></p></blockquote>
<p>Questa storia ci parla di fascismo. Secondo molte voci le forze di polizia, i carabinieri e il personale carcerario appartenevano a gruppi fascisti, ma non c&#8217;è nessuna prova a sostegno. Pastore sostiene che manca il punto principale: &#8220;Non è solo una questione di pochi fascisti ubriachi. Questo è un comportamento di massa da parte della polizia. Nessuno disse &#8216;No&#8217;. Si tratta di cultura fascista.&#8221; In sostanza questo ha comportato ciò che Zucca descrisse nella sua relazione come &#8220;una situazione in cui ogni diritto legale sembrò essere stato sospeso.&#8221;</p>
<p>Cinquantadue giorni dopo l&#8217;attacco alla scuola Diaz, 19 uomini utilizzarono aerei carichi di passeggeri come bombe volanti e mutarono le ipotesi fondamentali su cui le democrazie occidentali avevano basato i propri commerci. Da allora politici che non avrebbero mai descritto se stessi come i fascisti hanno consentito intercettazioni telefoniche di massa e la sorveglianza della posta elettronica, la detenzione senza processo, la tortura sistematica, la sparizione dei detenuti, un numero illimitato di arresti domiciliari e le uccisioni mirate di indagati, mentre la procedura di estradizione è stata sostituita dalla &#8220;<a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Extraordinary_rendition" target="_blank">extraordinary rendition</a>&#8220;. Questo non è il fascismo di dittatori militari con la bava alla bocca. È il pragmatismo di politici esperti. Ma il risultato appare molto simile. Genova ci dice che quando lo Stato si sente minacciato, il diritto legale può essere sospeso. Ovunque.<br />
<em><a href="http://www.guardian.co.uk/profile/nickdavies">Nick Davies</a><br />
<a href="http://www.guardian.co.uk/theguardian">The Guardian</a>, Articolo pubblicato <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2008/jul/17/italy.g8">Giovedì 17 Luglio 2008</a></em></p>]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; il Mare a Tradire o E&#8217; il Bisogno che Porta al Mare?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 11:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lupoalburnino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caffè Amaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato, 12 luglio 2008
Questa di oggi è una giornata no. Non perché non ve ne siano state nel passato, né perché non ce ne saranno altre in futuro. E’ una giornata no e vorrei che lo fosse per tantissimi che conoscono già la notizia sentita questa mattina per radio e pubblicata anche dal quotidiano “Avvenire” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sabato, 12 luglio 2008</em><br />
Questa di oggi è una giornata no. Non perché non ve ne siano state nel passato, né perché non ce ne saranno altre in futuro. E’ una giornata no e vorrei che lo fosse per tantissimi che conoscono già la notizia sentita questa mattina per radio e pubblicata anche dal quotidiano “Avvenire” <strong>(*)</strong> (che a dire il vero non ho mai letto e non leggo): alcune mamme sono state costrette a gettare in mare i corpi dei figli morti dai barconi della speranza.</p>
<p><em>&#8220;Gli altri “passeggeri” del famigerato (!?) barcone hanno raccontato, appena sbarcati a terra, che alcune mamme hanno dovuto “buttare” a mare i figlioletti morti per il caldo e la sete, perché il fetore della carne in putrefazione dei loro bambini era insopportabile per gli altri “ospiti” del barcone. Quindi con la morte nel cuore e con le lacrime agli occhi si sono dovute disfare dei corpicini dei loro bambini.&#8221;</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4586" title="immigrati2" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/immigrati2.jpg" alt="" width="496" height="265" /></p>
<p><span id="more-4580"></span></p>
<p>Per me è una notizia sconvolgente che mi rimarrà nel cuore e nella mente per tutta la giornata. Domani, forse o senza forse, penserò ad altro, come spesso mi è accaduto. Oggi, intanto, la scena di queste disgraziate mamme che gettano (non sono riuscito a trovare un altro termine un po’ meno crudo!) a mare i corpicini dei loro figli rimarrà davanti ai miei occhi in maniera indelebile. E’ una giornata no, appunto!</p>
<p>Dopo migliaia di anni dalla comparsa dell’uomo sulla terra, dopo la venuta di Cristo, dopo la presenza del Mahatma Gandhi, dopo l’illuminismo, la rivoluzione francese, dopo l’ONU, la FAO, le leggi per debellare la fame nel mondo, le leggi per il rispetto della persona e la salvaguardia della sua vita, dopo, dopo, dopo…, ancora dobbiamo avvertire questo senso di angoscia perché anche e soprattutto i bambini restano le prime vittime sacrificali di questa umanità indegna di essere chiamata tale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4587" title="clandestini41" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/clandestini41.jpg" alt="" width="468" height="384" /></p>
<p>Non voglio andare lontano. Non voglio nemmeno parlare del Papa e della Chiesa, né di Berlusconi e di Veltroni. No. Voglio rivolgermi a quegli uomini che ci governano oggi, ma anche ieri e domani e chiedere loro: “Ma questa notizia ha lasciato una traccia nelle vostre coscienze?” Quando ho sentito che Maroni, Frattini, Ronchi si sono indignati contro la UE che si è detta contraria al decreto del governo italiano di prendere le impronte dei bambini rom, perché i tre ministri hanno sostenuto che è  un segno di civiltà e non di razzismo, mi sono indignato anch’io e mi sono detto: “No. Nessuna traccia!”</p>
<p>Di quale civiltà parlano, allora? Della civiltà della barbarie o degli interessi dei più forti e benestanti? Ma questi signori che ci governano hanno figli, nipoti, fratellini? Sembra di no, se non riescono a commuoversi, impietosirsi, a sostare un attimo prima di continuare su questa strada infame che nulla di umano e di cristiano contiene verso il prossimo.</p>
<p>Quando stamattina, nonostante tutto, sono andato al mare in compagnia dei miei nipotini, ho raccontato ad una persona molto vicina la notizia appresa dalla radio, mi sono sentito rispondere: “Ma perché vengono in Italia? Non possono restare nei loro paesi?”</p>
<p>Ho alzato la voce: “Se quelle povere mamme si fossero trovate bene nei loro paesi, in cui la morte dei loro cari è quasi certa per le condizioni di miseria in cui vivono, sei sicura che sarebbero salite su barconi della speranza?”</p>
<p>Ritornato a casa mi sono precipitato a comprare altri giornali. La notizia non è riportata. Solo “Avvenire”! C’è una ragione? Dovrei aprire una discussione infinita che tutti sanno dove mi porterebbe: sarebbero parole al vento, sprecate!</p>
<p><strong>(*) </strong>Ecco la notizia pubblicata da l&#8217;<a href="http://www.avvenire.it/" target="_blank">Avvenire</a> in data 11 luglio 2008 (N.d.R.)</p>
<p style="text-align: center;"><small><br />
<strong>Immigrazione, morti nove bimbi al largo della Spagna</strong></small></p>
<p><small><strong>DA MILANO ILARIA SESANA</strong><br />
« S ei giorni fa e­rano partiti in 48 da un pun­to non ben precisato del­le coste dell’Africa set­tentrionale. Erano saliti su quella barca con un solo obiettivo: raggiun­gere la Spagna, Europa. Un viaggio durato cin­que giorni che si è con­cluso in modo dramma­tico nella notte tra mer­coledì e giovedì davanti alle coste dell’Andalusia, regione sud occidentale della Spagna. Solo 33 persone, fra cui tre don­ne incinte, sono arrivate vive ad Almeria, gli altri 15 passeggeri dell’im­barcazione invece, tra cui nove bambini di età compresa fra uno e quat­tro anni, sono morti du­rante il viaggio. Sono sta­te le stesse madri dei pic­coli, hanno raccontato i sopravvissuti, a gettare in mare i corpi dei figli, man mano che li vede­vano spegnersi sotto il sole cocente del Medi­terraneo.<br />
Il barcone è stato recu­perato a 65 chilometri a sud di Punta Sabinal, vi­cino ad Almeria, dalla Guardia costiera iberica. I sopravvissuti sono ar­rivati sulle coste spagno­le in gravi condizioni: molti potevano appena stare in piedi, disidrata­ti e storditi dal caldo, dal­la fame e dalla sete. Set­te di loro, tra cui un neo­nato e tre donne incinte, sono stati ricoverati in gravi condizioni negli o­spedali della zona. A de­stare maggiori preoccu­pazioni sono le condi­zioni del piccolo che, al momento dello sbarco, aveva gravi scottature, febbre alta e problemi respiratori. I medici te­mono per la sua vita e per quella di una donna incinta che rischia l’a­borto.<br />
Una vicenda drammati­ca, che ha sconvolto profondamente sia i soc­corritori, sia le autorità spagnole. Di fronte a questa vicenda - scrive El Pais - il governo non e­sclude la possibilità di concedere un tratta­mento speciale ai so­pravvissuti. « Quando si verificano eventi fuori dall’ordinario si possono metter in atto azioni ec­cezionali » , ha affermato il delegato del governo dell’Andalusia Juan José López Garzón. Non si sa ancora da dove sia parti­to il barcone di clande­stini, ma López Garzón ha precisato che la prio­rità, in questo momento, è prendersi cura dei so­pravvissuti e tranquilliz­zarli: « ci sono persone che hanno perso i propri figli durante la traversa­ta » , ha commentato.<br />
Una vicenda che arriva a meno di una settimana da un’altra tragedia del mare: lunedì infatti al largo di Montril ( Grena­da) era naufragata un’imbarcazione di im­migrati provenienti dal­la Nigeria, provocando la morte di 14 persone. Un braccio di mare, quello tra le coste nordafricane e la Spagna dove le vitti­me, purtroppo, si conta­no a centinaia: secondo l’organizzazione umani­taria iberica Apdh- a, nel 2007 sono stati 921 i mi­granti morti durante la traversata. E ben 732 non sono nemmeno riusciti a raggiungere le acque territoriali iberiche.<br />
E la contabilità delle vit­time del mare non si fer­ma. Tre migranti sono morti nella notte tra mercoledì e giovedì al largo delle coste di Mal­ta, dopo che un barcone carico di clandestini si è rovesciato.<br />
A Lampedusa invece ha preso il via il piano della prefettura di Agrigento per il trasferimento dei clandestini che affollano il cpt dell’isola dove mar­tedì erano ospitate qua­si 1.300 persone a fronte di una capienza di soli 700 posti.<br />
Sono quindici le vittime di un naufragio avvenuto davanti alle coste dell’Andalusia.<br />
</small></p>]]></content:encoded>
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