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	<title>MenteCritica &#187; Oltre le Righe</title>
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	<description>Non Esistono Questioni di Principio</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 16:05:56 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Sarah Prendi il Fucile</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 11:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Oltre il Confine]]></category>

		<category><![CDATA[Oltre le Righe]]></category>

		<category><![CDATA[elezioni-presidenziali]]></category>

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		<category><![CDATA[stati-uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Certo che ci faccio un post, come mi ha suggerito di fare un lettore  del mio blog a margine dell&#8217;ultimo articolo su Sarah Palin, segnalandomi la chicca. Purtroppo, controllando su Google se c&#8217;era una versione migliore della foto ho scoperto che quella pubblicata da Liberazione del 5 settembre a pagina 8 (cliccare sulla versione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo che ci faccio un post, come mi ha suggerito di fare un lettore  del mio blog a margine dell&#8217;ultimo articolo su <a href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2008/08/celodurismo-clitorideo.html">Sarah Palin,</a><span style="bold;"> <strong>segnalandomi la chicca</strong></span>. Purtroppo, controllando su Google se c&#8217;era una versione migliore della foto ho scoperto che <a href="http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=05/09/2008">quella pubblicata da Liberazione del 5 settembre a pagina 8 (cliccare sulla versione pdf)</a> (o scaricare <a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/rm0509-mon0123-8.pdf" target="_blank">da qui</a>) è un clamoroso fake, come dimostra <a href="http://www.theimproper.com/Template_Article.aspx?IssueId=3&amp;ArticleId=2285">questo articolo</a> americano e la prova di seguito.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6703 aligncenter" title="sarahpalinbikiniphoto1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/sarahpalinbikiniphoto1.jpg" alt="" width="495" height="346" /></p>
<p><span id="more-6670"></span>La pupona ama le sputafuoco, è vero, ma quella nella foto che la ritrae in bikini a stelle e strisce e fucilone (non a tappo ma a full metal jacket) a bordo piscina non è <a href="http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=05/09/2008">una sua tipica posa</a>, come imprudentemente ha sottotitolato l&#8217;articolista del giornale ma solo plausibile. Comunque falsificata a mezzo Photoshop.</p>
<p>Giusto per non creare equivoci, il filmato che segue non è una riunione tra i ministri dell&#8217;amministrazione Palin, succeduta a quella del defunto presidente McCain, strozzatosi il giorno della inauguration per colmo di sfiga con una patatina incastratasi tra faringe e velopendulo. Non è nemmeno un DVD sulle prossime elezioni americane allegato a &#8220;Liberazione&#8221; ma un estratto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jackie_Brown"><span style="bold;">&#8220;Jackie Brown&#8221;</span></a> di Quentin Tarantino.</p>
<p>P.S. Non c&#8217;è da stare tranquilli lo stesso. La gnocca con il fucile è una ben consolidata icona americana e se riescono a sparare a degli inermi ed innocenti orsacchiotti americani immaginate cosa riuscirebbero a fare ad un bambolotto iraniano.</p>
<a href="http://www.mentecritica.net/sarah-prendi-il-fucile/oltre-le-righe/lameduck/6670/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a>]]></content:encoded>
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		<title>Verbal Terminator</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/esterno-verbal-terminator/oltre-le-righe/la-donna-cannone/4047/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 11:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la Donna Cannone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Border Zone]]></category>

		<category><![CDATA[Cazzotti]]></category>

		<category><![CDATA[Il Futuro è nei Giovani]]></category>

		<category><![CDATA[La diversa Opinione]]></category>

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		<description><![CDATA[Una donna non è completamente realizzata senza maternità.
 Rinuncerei a tutto per avere un figlio.

Parole che grondano lacrime.
Di una collega e di un’ex-compagna di scuola.
Dispiace che queste due donne siano preda di fasulle, atroci e disperanti aspirazioni di maternità.
Rattrista il loro senso di menomazione, fallimento, rinuncia.
È atroce la loro disponibilità ad immolarsi.

Pregnant: parasitically oppressed
Wife: unpaid [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una donna non è completamente realizzata senza maternità.<strong><br />
</strong> Rinuncerei a tutto per avere un figlio.<br />
</em><br />
Parole che grondano lacrime.<br />
Di una collega e di un’ex-compagna di scuola.<br />
Dispiace che queste due donne siano preda di<strong> fasulle</strong>, <strong><span style="medium;">atroci</span> </strong>e <strong>disperanti </strong><a href="http://www.mentecritica.net/esterno-latm-non-assume-donne-in-gravidanza/democrazia-e-diritti/finazio/4304/" target="_blank">aspirazioni<strong> </strong>di<strong> </strong><span style="medium;">maternità</span></a>.<br />
Rattrista il loro senso di menomazione, <span style="medium;">fallimento</span>, <span style="large;">rinuncia</span>.<br />
È atroce la loro disponibilità ad <strong><span style="medium;">immolarsi</span></strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/mamma.jpg" alt="" width="437" height="497" /><br />
<em>Pregnant: parasitically oppressed<br />
Wife: unpaid sex slave</em><span id="more-4047"></span></p>
<p>Ho sentito al TG genitori, insegnanti e vicini di casa dei ragazzi veronesi fascistoidi che <a href="http://www.mentecritica.net/nicola-non-ce-l%e2%80%99ha-fatta%e2%80%a6/cronache-italiane/lupoalburnino/3920/" target="_blank">hanno massacrato un ventenne</a> perché gli ha rifiutato una sigaretta, chiedersi: “<em>Dove abbiamo sbagliato? Cosa non gli abbiamo dato?”<br />
</em>Spunto per dire - a loro e ad altri - che <strong>l’errore </strong>non sta nella mancanza, bensì <strong>nell’eccesso.</strong><br />
<span style="medium;">Il peccato sta nell’averli procreati.<br />
</span><strong>Non basta </strong>un utero, non è sufficiente lo sperma per arrogarsi il diritto di procreare.<br />
Continuare a mettere al mondo esseri che non raggiungeranno lo sviluppo intellettivo ed emotivo, ma incarneranno piuttosto <a href="http://www.mentecritica.net/violenze-dimenticate/cronache-italiane/fully/2060/">l’involuzione della specie</a>, oltre che triste barzelletta cosmica, è pratica assai dannosa.<br />
Mi pare scarsa, tuttavia, la volontà di affrontare il tema da questa prospettiva. Spinosa. Politicamente scorretta.<br />
Rintronati da <a href="http://www.mentecritica.net/don-abbondio-alle-botteghe-oscure/democrazia-e-diritti/comandante-nebbia/2319/" target="_blank">buffonate inneggianti alla sacra sessualità matrimoniale (a fini procreativi)</a>, alla <a href="http://www.mentecritica.net/the-family-day-ma-di-quale-famiglia/border-zone/mstatus/438/" target="_blank">Sacra Famiglia Italiana</a> come nucleo fondante del Paese, all’accanimento medico per <a href="http://www.mentecritica.net/quattro-petali-di-un-fiore/vere-donne/giovanna-sinisi/2776/" target="_blank">raggiungere la procreazione</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-contraccettivi-naturali.jpg" alt="" width="442" height="295" /></p>
<p>Dove sta la qualità della vita? E tutto questo amore, non è forse invece <a href="http://www.mentecritica.net/legoismo-e-la-difficolta-di-essere-genitori-il-sorriso-dei-bambini/il-futuro-e-nei-giovani/daniela-tuscano/2627/" target="_blank">egoismo</a>, se non considera la volontà di colui che viene messo al mondo?</p>
<p><strong>Giovani di belle speranze.</strong></p>
<p><strong>Fare un figlio è facile. </strong>Più difficile riflettere su cosa significhi.</p>
<p>Prendiamo un tema a caso. La mobilità sociale in Italia. Ringrazio Poldino per questi dati: mediamente solo il 3% dei figli di operai diventa imprenditore, dirigente o libero professionista. Stando a un <a href="http://www.censis.it/277/280/305/5847/5848/5872/5874/content.ASP" target="_blank">rapporto del Censis del 2006</a> il 40,8% degli occupati è immobile, ovvero si colloca nella stessa classe occupazionale del padre, laddove il 20,6% degli occupati resta fermo nella classe operaia. Il 12,2% dei lavoratori effettua una mobilità a corto raggio orizzontale, spostandosi fra le varie classi intermedie: piccola borghesia urbana, agricola e classe media impiegatizia. La scarsa mobilità sociale si deve alla forte differenziazione dell’accesso alla formazione; la possibilità di <a href="http://www.mentecritica.net/lavoro-cenerentola-a-progetto/cronache-italiane/settantasette/32/" target="_blank">accedere agli studi universitari</a> rimane appannaggio quasi esclusivo delle classi più elevate: sono studenti il 18,1% dei maggiorenni figli della borghesia contro il 4,1% dei figli della classe operaia.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/lunchtime.jpg" alt="" width="500" height="354" /></p>
<p>Si può iniziare anche da qui a sostituire sogni di pappe e <a href="http://www.mentecritica.net/quello-che-avresti-sempre-voluto-sapere-sui-pannolini-e-non-hai-mai-avuto-il-coraggio-di-chiedere/il-pianeta-che-ride/diabolicomarco/671/" target="_blank">pannolini</a> con una riflessione onesta sul testimone genetico e sociale di cui vorremmo fare staffetta, chiedendoci se non proiettiamo su altri la nostra realizzazione personale arenatasi sulle sabbie delle nostre incapacità.<br />
Riflettere sul fatto che <strong>il neo-nato non ha chiesto di nascere</strong> e potrebbe non ambire a una <a href="http://www.mentecritica.net/dello-stato-assistenziale-e-dintorni/cronache-italiane/lory-falcone/771/" target="_blank">vita mediocre</a>, di lavoro e frustrazioni, pensionamento irraggiungibile, 30 anni di paranoie (o psicanalisi) per emanciparsi da <strong>complessi</strong> e <strong>manie</strong> respirate in famiglia, <strong>condizionamenti sociali</strong> e <a href="http://www.mentecritica.net/il-seme-amaro/il-futuro-e-nei-giovani/mc/50/" target="_blank">declino</a> senescente vario.</p>
<p>Rimando alle <strong>politiche denataliste </strong>del <span style="#000000;"><span><a href="http://www.luigidemarchi.it/" target="_blank">Dott. Luigi De Marchi</a> </span></span>per riflettere su altri validi motivi dissuasivi dell’uso scellerato e indiscriminato dell’apparato riproduttivo.</p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Invasione dei Cervelli Avariati</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cambiamo Pianeta</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dopo lo scandalo dei formaggi putrefatti rilavorati e immessi nel mercato come prodotti genuini, la Guardia di Finanza ha scoperto l’ennesima frode ai danni del paese. Cervelli in buone condizioni pare siano stati sottoposti a trattamenti atti a indurre processi di decomposizione. Sembra infatti che un rilevante quantitativo di materia grigia, danneggiata a seguito delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo lo <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/formaggi-truffa/formaggi-truffa/formaggi-truffa.html">scandalo dei formaggi putrefatti</a> rilavorati e immessi nel mercato come prodotti genuini, la Guardia di Finanza ha scoperto l’ennesima frode ai danni del paese. Cervelli in buone condizioni pare siano stati sottoposti a trattamenti atti a indurre processi di decomposizione. Sembra infatti che un rilevante quantitativo di materia grigia, danneggiata a seguito delle lavorazioni operate da questa industria del malaffare, sia stata successivamente ripresentata sotto forma di politici e parlamentari, apparentemente in grado sia d’intendere che di volere. Logicamente rientravano nel mercimonio quelli già devastati e non funzionanti, che anzi consentivano di risparmiare sui costi di trasformazione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm1.static.flickr.com/200/492738683_e15fb0d16e.jpg?v=0" alt="abnormal brain f. jr" width="500" height="270" /></p>
<p><span id="more-4540"></span></p>
<p>I principali indagati per questa truffa sarebbero un noto imprenditore milanese, che attraverso le proprie aziende operava direttamente nell’adulterazione delle menti, in collaborazione con una non ben identificata organizzazione siciliana, che sembrerebbe avere un ruolo determinante nel processo di deterioramento. Un business multimiliardario ed estremamente ben strutturato, che abbraccia ogni settore dell’economia.</p>
<p>Molti di questi encefali avariati, grazie alla dedizione delle forze dell’ordine, sarebbero stati già rintracciati in entrambe le aule del Parlamento, ma non solo. Diversi sono stati i ritrovamenti fra le grandi firme del giornalismo, proprio nel gotha dell’informazione, fra i dirigenti di alcuni dei più importanti gruppi industriali nostrani e persino all’interno del clero, a tutti i livelli. Non sarebbero esenti da questa immissione di masse cerebrali guaste anche le alte sfere vaticane.</p>
<p>Vi sono ancora molte ombre sull’accaduto e la magistratura dovrà lavorare parecchio prima di fare luce su alcuni degli elementi più oscuri. Il sospetto è che questa rete criminosa stia operando da diversi anni, probabilmente godendo di protezioni eccellenti e usufruendo dell’appoggio di personaggi chiave all’interno delle istituzioni. Il timore degli inquirenti è che lo smercio si sia allargato anche fra la cittadinanza. Ciò spiegherebbe la serie di episodi inquietanti ed apparentemente insensati che hanno caratterizzato gli ultimi quindici anni della Repubblica. Il rischio potrebbe essere quello di assistere ad una escalation di fenomeni angoscianti e contrari a qualsiasi logica.</p>
<p>Se doveste osservare in chi vi circonda la totale incapacità di formulare pensieri coerenti, la refrattarietà ad ogni sorta di abuso e sopruso, la totale assenza di spirito critico, l’attitudine alla sottomissione e la masochistica predilezione per ogni tipo di raggiro, avvisate subito Carabinieri, Polizia e rivolgetevi al Servizio Sanitario Nazionale. Le ultime scoperte dimostrerebbero che l’interazione con quantitativi rilevanti di cervelli contraffatti potrebbero indurre gravi danni.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4571" title="zombies" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/zombies.jpg" alt="" width="480" height="272" /></p>]]></content:encoded>
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		<title>Notte nel Quadrante Occidentale</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/notte-nel-quadrante-occidentale/oltre-le-righe/dellefragilicose/1405/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 17:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Oltre le Righe]]></category>

		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Mustafà
Il suo vero nome non è Mustafà. In realtà non è nemmeno musulmano, ma è nero e questo per molti è più che sufficiente.
Appena sente lo stridio dei pneumatici e vede i napoletani scendere dalla macchina, non si ferma a pensare nemmeno un attimo. Inizia a correre veloce nelle strade buie e vuote della periferia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Mustafà</strong></p>
<p>Il suo vero nome non è Mustafà. In realtà non è nemmeno musulmano, ma è nero e questo per molti è più che sufficiente.</p>
<p><span id="more-1405"></span>Appena sente lo stridio dei pneumatici e vede i napoletani scendere dalla macchina, non si ferma a pensare nemmeno un attimo. Inizia a correre veloce nelle strade buie e vuote della periferia remota della città di nebbia.</p>
<p>Nella tasca porta i cento grammi. I cento grammi che per lui sono più di un biglietto aereo. Sono la certezza di ricominciare e dimenticare questa vita per sempre. Sente i napoletani parlare ad alta voce e risalire in macchina, sente sbattere le portiere e il motore rombare. Mustafà corre. Corre leggero come ha imparato a fare da bambino negli spazi immensi e gialli di un altro pianeta. Corre come meglio non sa fare. Se ci fosse qualcuno a segnare il tempo della sua corsa penserebbe di avere di fronte un campione.</p>
<p>Poi sente l&#8217;urto della macchina e cade. &#8220;Te vulive fa e cazzi tuoi?, che te credivi e sta a casa toia?&#8221;. Mustafà si sente afferrare e qualcuno inizia a frugarlo. La gamba non gli fa male, apre la bocca per gridare, ma non riesce a farlo. Mentre iniziano a prenderlo a calci si accorge di essersela fatta addosso.</p>
<p>Dura poco. Il viso dell&#8217;uomo con la pistola è calmo e senza odio. I suoi occhi sono lontani ed indifferenti. Non sente il rumore dello sparo. La palla che gli fa esplodere la testa disegna sulla sua bocca un ampio sorriso. I suoi denti bianchissimi aprono una lama fredda nella notte finalmente silenziosa.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dentrolaluce2-180x150.jpg" alt="dentrolaluce2-180×150.jpg" /></p>
<p align="center"><strong>Wimal</strong></p>
<p>E&#8217; veramente tardi. Fargli prendere le gocce è la cosa più difficile. Il cavaliere vive la sua ultima vecchiaia con forza disperata. Il sapore della medicina è pessimo. Wimal prima di dargliene una nuova ne assaggia sempre un pochino, giusto per capire se lui fa i capricci o se il sapore è veramente cattivo.</p>
<p>Si avvicina alla poltrona. Il vecchio sta sonnecchiando. Wimal è piccolo ed ha il passo molto leggero, però stavolta fa di tutto per farsi sentire. Il cavaliere si sveglia e lo guarda con gli occhi vuoti. Poi vede il bicchiere e inizia a smaniare. Wimal si ferma e prende un lungo sospiro. Ora c&#8217;è da dare la medicina, dopo bisogna svestirlo, lavarlo e mettergli il pigiama. Poi fra un paio d&#8217;ore, dopo aver rassettato la cucina e il salotto, forse riuscirà a leggere qualche altra pagina di quel libro che parla di un uccello dalle piume azzurre e del suo canto in onore della principessa.</p>
<p>La lotta inizia silenziosamente. Wimal, stando attento a non forzare per non fargli male, cerca di avvicinare il bicchiere alla bocca del vecchio. L&#8217;altro gira la testa e cerca di non bere. Alla fine gran parte del liquido riesce ad entrare nella bocca del cavaliere che, in un ultimo tentativo di resistenza, strappa il bicchiere dalla mano di Wimal e lo fa cadere.</p>
<p>Il vecchio vede il bicchiere rompersi e inizia a piangere. Wimal gli sorride e gli dice di non preoccuparsi. Quando si china a raccogliere i cocci, sente la mano del cavaliere carezzargli la testa. L&#8217;uomo lo chiama col nome del figlio e continua a carezzargli i capelli scurissimi. Wimal prende la mano del vecchio e, come faceva con suo padre, la bacia prima di riporgliela dolcemente nel grembo.</p>
<p align="center">
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/op2.jpg" alt="op2.jpg" /></p>
<p align="center"><strong>Constantin</strong></p>
<p>Gli altri due sono sull&#8217;altro lato. Al segnale entrano tutti insieme. Il rumore non ha importanza, la casa è isolata, l&#8217;importante è bloccare tutti prima che riescano a telefonare.</p>
<p>Ora sono dentro. Nicolai è in camera da letto. Con un colpo ha stordito il marito. Max ha iniziato a frugare la casa per vedere se c&#8217;è qualcun altro. Constantin ha già l&#8217;affanno, ma sale lo stesso al piano di sopra. Nessuno.</p>
<p>Mentre cammina zoppicando ed inghiottendo saliva, sfonda e sfascia tutto quello che trova. Ormai ha capito che a lui non interessa cercare, interessa solo distruggere. Constantin è cresciuto in una fogna di Bucarest, aggrappato ad un tubo delle condutture di acqua calda per mantenersi caldo e respirando aurolac per stordirsi. L&#8217;aurolac lo ha reso quasi cieco. I suoi amici di allora lo hanno reso zoppo e senza denti. Constantin ha 19 anni, ma è come se ne avesse settanta.</p>
<p>Quando arriva in camera da letto, gli altri due si stanno facendo la donna. L&#8217;uomo è legato e guarda la scena con gli occhi sbarrati. A Constantin la donna non interessa. Nel breve percorso della sua vita, da qualche parte ha perso la voglia. Prende la mazza che porta sotto la giacca e con tutte le sue forze colpisce la testa dell&#8217;uomo. Mentre il sangue si sparge sul muro e sul letto, Constantin continua a colpire. Ed ad ogni colpo è come se avesse cinque anni di meno.</p>
<p align="center"><strong>Oxana</strong></p>
<p>Nello stesso momento nel quale la macchina azzurra con i lampeggianti accesi si ferma vicino a lei, Oxana capisce che questa sera è uscito il suo numero. Le altre si sono allontanate velocemente. Le macchine dei clienti sono scomparse. Si guarda in giro per vedere se c&#8217;è un posto dove nascondersi, ma sarebbe inutile mettersi a correre. Se stasera non paga il dazio, ha finito di lavorare lì.</p>
<p>Guarda dall&#8217;altro lato della strada. L&#8217;uomo appoggiato al muro continua a fumare lentamente, alza gli occhi, la guarda e fa un piccolo cenno d&#8217;assenso. Le porte della macchina azzurra si aprono. Gli uomini in divisa hanno dei larghi sorrisi. La chiamano e la invitano ad entrare.</p>
<p>Oxana è in ginocchio. In bocca ha ancora il sapore di uno dei due. L&#8217;altro non c&#8217;è riuscito. Si è arrabbiato con lei e ha voluto pisciarle addosso. La macchina azzurra si allontana con i lampeggianti che girano lentamente. Lei raccoglie lo scialle e cerca di asciugarsi il viso e il seno. Ha una sola parola che continua a girare nella sua testa.</p>
<p>Resistere, resistere, resistere.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/op5.jpg" alt="op5.jpg" /></p>]]></content:encoded>
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		<title>Non ce la Faccio</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/esterno-non-ce-la-faccio/oltre-le-righe/saverio/5530/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 11:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saverio</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[cina]]></category>

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		<category><![CDATA[tibet]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ce la faccio a vederti sfrecciare sulla pista di atletica alla ricerca di quel centesimo in meno che ti garantirà la gloria eterna
Non ce la faccio a vederti concentrato a sparare a quel benedetto piattello che aneli a disintegrare
Non ce la faccio a vederti sfilare orgoglioso dietro la tua bandiera
E non ce la faccio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ce la faccio a vederti sfrecciare sulla pista di atletica alla ricerca di quel centesimo in meno che ti garantirà la gloria eterna<br />
Non ce la faccio a vederti concentrato a sparare a quel benedetto piattello che aneli a disintegrare<br />
Non ce la faccio a vederti sfilare orgoglioso dietro la tua bandiera<br />
E non ce la faccio nemmeno a gioire quando, calciando mirabilmente segni il gol più importante della tua carriera<br />
Probabilmente non ce la farò nemmeno a sentirti gridare di gioia, a vederti piangere sul podio ascoltando il tuo inno nazionale<br />
Non ce la posso fare…</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5585 aligncenter" title="falco-atlanta" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/falco-atlanta.jpg" alt="" width="260" height="240" /><br />
<span id="more-5530"></span></p>
<p>…perché quando vedo te vedo me, vedo in te un uomo, e sono un uomo anche io<br />
Ma io e te e centinaia di milioni come noi, siamo uomini fortunati.<br />
Perché i nostri diritti inviolabili ci sono riconosciuti, perché il nostro sangue scorre nelle vene e non sul nostro capo, perché tu come me puoi scegliere se parlare e cosa dire.<br />
Ma sfortunatamente al mondo c’è gente che non gode della stessa fortuna, e altrettanto sfortunatamente il sistema e lo show business se ne fotte allegramente in nome e per conto del profitto</p>
<p>E allora dovresti indignarti insieme a me, perché l’affarismo più becero scende a patti con chi in maniera manifesta viola i diritti dei nostri simili, perché il Tibet è casa nostra, perché la Cina è casa nostra, perché Guantanamo è casa nostra e così via scorrendo il pianeta</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5586 aligncenter" title="tibetproteste" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/tibetproteste.jpg" alt="" width="500" height="302" /></p>
<p>E allora, se vorrai che io pianga con te su quel podio dimostra almeno al mondo intero quanto siamo fortunati, battiti con onore e con un gesto, con un messaggio, con una maglia, con un rifiuto grida al mondo intero che l’olimpiade è rispetto reciproco, fratellanza, cooperazione, amore tra popoli.<br />
Siamo tutti uomini, tutti ugualmente degni su questa Terra di vivere una vita dignitosa, e lì dove non arrivano gli organismi internazionali (così presi dalla smania di metter denari in saccoccia) che almeno arrivi la coscienza della gente.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Luca, Kai, Sonia, Manuela, Angela. Ieri, Oggi, Domani, Sempre</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 05:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Border Zone]]></category>

		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[Oltre le Righe]]></category>

		<category><![CDATA[italicus]]></category>

		<category><![CDATA[resistenza]]></category>

		<category><![CDATA[strage-di-Bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera, giorno di grandi partenze per le vacanze, ho deciso di usare il treno per tornare a casa dopo il lavoro per evitare di finire bloccato nel traffico.
Quando sono arrivato alla stazione c&#8217;era tantissima gente. Alcuni, carichi di bagagli si muovevano in diverse direzioni, altri, spesso giovanissimi, avevano organizzato bivacchi improvvisati a base di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera, giorno di grandi partenze per le vacanze, ho deciso di usare il treno per tornare a casa dopo il lavoro per evitare di finire bloccato nel traffico.<br />
Quando sono arrivato alla stazione c&#8217;era tantissima gente. Alcuni, carichi di bagagli si muovevano in diverse direzioni, altri, spesso giovanissimi, avevano organizzato bivacchi improvvisati a base di panini, bibite gelate e zaini utilizzati come poltrone.</p>
<p><span id="more-5193"></span>I soliti senegalesi, con le loro voci pastose e le facce sempre allegre e un po&#8217; di poliziotti sparsi in giro, con i cappelli sollevati sulla fronte arrossata e le pesanti divise macchiate del sudore di un pomeriggio spietato.</p>
<p>Io sono un uomo molto sicuro di me. Il mio aspetto ed il mio addestramento mi mettano al riparo da molti guai, però ad un certo punto mi sono fermato e, anche solo per un attimo, ho avuto paura. Mi sono guardato intorno con terrore. E&#8217; stato inutile. Quello che mi è balenato in mente sarebbe potuto accadere non una, ma mille e mille volte ancora. Ero, anzi,  eravamo tutti indifesi di fronte ad una furia che sarebbe potuta scatenarsi senza preavviso e senza apparente motivo. I tempi sono maturi perché sia di nuovo la paura, anzi il terrore, la pietra angolare intorno alla quale il nostro sistema costruisce la struttura cristallina del suo potere.</p>
<p>Anche se spesso non è facile ammetterlo, ciascuno di noi è parte sostanziale del Paese in cui vive. Chi vuole può partire coi distinguo, coi &#8220;ma&#8221; o con i &#8220;se&#8221;. La realtà, forte della sua stessa essenza, ci obbliga a fare sempre i conti con lei, indifferente alle nostre opinioni o al nostro tentativo di sfuggirle.</p>
<p>E&#8217; per questo che le ferite che subisce una nazione sono e rimangono ferite di tutti. Anche se a nostri occhi possono apparire invisibili, le cicatrici della storia del nostro paese sono le nostre cicatrici.</p>
<p>Non è per vendetta che noi dobbiamo continuare a ricordare. Non è per vendetta che, anche se passerà molto tempo ancora, non ci stancheremo di cercare i responsabili. Non è per vendetta che quando verrà il momento faremo finalmente giustizia, si trattasse anche solo di coprire d&#8217;infamia i nomi giusti. Quelli veri.</p>
<p>Lo dobbiamo fare perché noi abbiamo questa terra in prestito dai nostri figli e rendergliela pulita è un dovere che va oltre noi stessi.</p>
<p>E che nessuno si illuda. Lo faremo.</p>
<p>Buon lavoro a tutti.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Donne: Quando i Lividi non si Vedono&#8230;ma Fanno più Male</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 11:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelika</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Oltre le Righe]]></category>

		<category><![CDATA[Vere Donne]]></category>

		<category><![CDATA[amore]]></category>

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		<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ da diverso tempo ormai che ho abbandonato certe posizioni intransigenti da “bianco o nero”. Il tempo, le esperienze mi hanno insegnato che il mettersi nei panni degli altri fa comprendere molti più elementi di una situazione, invece che schierarsi graniticamente su di un pensiero. Perché questa introduzione, a mo’ di excusatio non petita? Perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ da diverso tempo ormai che ho abbandonato certe posizioni intransigenti da “bianco o nero”. Il tempo, le esperienze mi hanno insegnato che il mettersi nei panni degli altri fa comprendere molti più elementi di una situazione, invece che schierarsi graniticamente su di un pensiero. Perché questa introduzione, a mo’ di <span style="AR-SA;"><em>excusatio non petita</em>? Perché l’argomento che vado a trattare ben si presta a ferree prese di posizione, a frasi come “ah, se fossi in lei io…”. Nulla è così facile come sembra. </span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/franca2.jpg" alt="" width="500" height="334" /></p>
<p><span id="more-4600"></span></p>
<p><span style="AR-SA;">Conoscevo in parte la situazione della giovane donna in questione, ma non mi ci ero ancora rapportata così da vicino come in questi giorni. Là per là, a sentirla parlare non mi ha turbato più di tanto: forse non mi aiutava il luogo (eravamo al mare e il mare non permette riflessioni troppo profonde), né le tante persone intorno a me. Ma a casa ho avuto il modo di rifletterci su e ho capito quanta violenza ci sia in certi uomini.</span></p>
<p><span style="AR-SA;">Eppure, a vedere la coppia, nessuno penserebbe che lui è un prepotente: bravo e amorevole padre, onesto lavoratore, simpatico (?) compagno di gite fuori porta. Invece, anche prima delle confessioni della mia amica, ho potuto notare in lui molti modi per prevaricarla: lei rimproverava il bambino per qualcosa e lui metteva in discussione la sua autorità; lei tirava fuori un argomento e lui era pronto a contestarla. Insomma, piccole note stonate in una coppia apparentemente felice. Mi si potrebbe obiettare che il matrimonio è un’unione quasi contro natura, che è ben difficile conciliare le origini così diverse di due persone che per anni hanno avuto famiglie, esperienze e retroterra culturale estranei ed eterogenei e che ciò che importa è andare avanti superando le difficoltà. </span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/donne1.jpg" alt="" width="500" height="175" /></p>
<p><span style="AR-SA;">In effetti, ne sono perfettamente consapevole e sono anche d’accordo: unicamente nelle favole si vive “felici e contenti”, la realtà ti mette davanti tali e tanti ostacoli che solo enormi dosi di amore e buona volontà ti permettono di superarli. Amore, buona volontà, a volte quieto vivere e, come in questo caso, rassegnazione. Perché la sostanza è questa: lui non permette che sua moglie frequenti la sua famiglia d’origine, che i genitori di lei possano visitare e abbracciare quando lo desiderano la figlia e il nipotino. Il divieto, se vogliamo, è anche più crudele: lei, se proprio lo desiderasse, potrebbe anche andare a visitare i propri genitori ma senza portarsi dietro il figlioletto, a rimarcare con più forza l’estrema violenza del gesto. </span></p>
<p><span style="AR-SA;">Tutto ciò naturalmente non vale per i genitori di lui, che sono accolti a tutte le ore nella loro casa (badate bene, acquistata come regalo di nozze dai genitori di lei), che possono vedere il nipote quando vogliono e che mai e poi mai subiranno rispostacce e comportamenti sgraziati da parte della mia amica. Allora, mentre lei piangeva narrandomi questi fatti, io le ho chiesto cosa sarebbe successo se lei avesse preso il figlioletto e si fosse recata dai suoi genitori senza tener conto del divieto. E’ seguito un silenzio. Io non credo che quel silenzio intendesse atti di violenza fisica, ma mi ha fatto capire che la vita diventerebbe un inferno in cui neanche il figlioletto verrebbe risparmiato. Mi ha poi raccontato di insulti come “stupida, cretina” (ed altro), quando qualcosa non viene fatta per il verso giusto. Il verso giusto di lui, naturalmente. </span></p>
<p><span style="AR-SA;">Purtroppo, questo non è l’unico esempio che posso fare: conosco una donna, ormai in età avanzata, che ancora oggi quando il marito è contrariato abbassa il tono di voce e modula le sue necessità al volere di lui. Eppure, di lei non direste mai che è una sottomessa e neanche della mia amica. Non credo di stare raccontando nulla di nuovo: il cinema ha sfornato diversi film sulla sopraffazione delle donne, donne che nel lavoro e nella vita sociale mostrano i denti e a casa subiscono anche il non poter frequentare più i propri genitori. Allora mi chiedo: ma cosa hanno dentro questi uomini, quale molla li spinge a piegare ai propri voleri un essere umano che dovrebbero amare? A mortificarlo per quale necessità? A godere di imporre delle regole folli per tutti, tranne che per chi le ingiunge e per chi le subisce? E queste donne, perché non si ribellano mandandoli sonoramente a quel paese, per dirla in maniera graziosa? </span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/mamma_casalinga.jpg" alt="" width="500" height="406" /></p>
<p><span style="AR-SA;">Io non so, ma posso comprendere, pur non capendo. Vedo che è una contraddizione in termini, ma è l’unico modo per spiegarmelo. Forse esiste una profonda mancanza di stima in se stesse che fa ricercare questi uomini, ma mi sembra psicologia spicciola e mi fa pure un po’ orrore. Forse è il terrore di creare un caso attorno a sé e allora, un giorno dopo l’altro, si sopravvive alle piccole crudeltà psicologiche. Forse, quando ci sono anche i figli e di solito ci sono, è il desiderio di proteggerli, di creare attorno a loro un ambiente sano. Forse sono tutti questi fattori messi insieme. Quello che proprio non capisco e non comprenderò mai <span style="yes;"> è solo e soltanto questo: perché la razza umana e, mi spiace dirlo soprattutto il genere maschile, si distingue per questa rara crudeltà verso le proprie compagne? Un interrogativo che temo rimarrà senza risposta…</span></span></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ma Insomma, St&#8217;Emergenza Rifiuti è o Non è Finita?</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 08:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Il Bello della Politica]]></category>

		<category><![CDATA[Il Pianeta che Ride]]></category>

		<category><![CDATA[La diversa Opinione]]></category>

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		<description><![CDATA[Certo che per chi non viva a Napoli e dintorni è diventato un bel rebus. Un rebus mediatico, se volete, ma pur sempre un rebus.


Dunque, stando a quello che dichiara Berlusconi l&#8217;emergenza rifiuti a Napoli è finita, ma per tornare alla normalità si dovrà ancora attendere un bel po&#8217;. Su &#8220;La Stampa&#8221; (ma anche altrove) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo che per chi non viva a Napoli e dintorni è diventato un bel rebus. Un rebus mediatico, se volete, ma pur sempre un rebus.<br />
<img class="aligncenter" src="http://www.perilsud.net/blog/wp-content/uploads/2008/01/rifiuti1.jpg" alt="" width="512" height="384" /></p>
<p><span id="more-4734"></span><br />
Dunque, <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200807articoli/34915girata.asp" target="_blank">stando a quello che dichiara Berlusconi l&#8217;emergenza rifiuti a Napoli è finita, ma per tornare alla normalità si dovrà ancora attendere un bel po&#8217;.</a> Su <a href="http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=17&amp;IDalbum=11002&amp;tipo=FOTOGALLERY" target="_blank">&#8220;La Stampa&#8221;</a> (ma anche altrove) si trova una sequenza di fotografie scattate ai primi di giugno di quest&#8217;anno e poi ri-scattate solo alcuni giorni fa che sembrerebbero testimoniare che alcune delle strade più note del capoluogo campano siano tornate alla normalità.</p>
<p>Cambi giornale (<a href="http://www.unita.it/view.asp?idContent=77221" target="_blank">l&#8217;Unità</a>) e trovi che non è così manco per niente: il centro di Napoli sarebbe stato &#8220;quasi sempre&#8221; pulito e quello inscenato dalla premiata ditta Berlusconi-Bertolaso sarebbe solo un teatrino: la sostanza, alla fin fine, sarebbe che poco o nulla sarebbe stato fatto.</p>
<p>Per capirne di più ho indetto un sondaggio scientifico: ho chiamato al telefono un mio amico che vive a Napoli nel quartiere Sanità: secondo lui si è fatto un gigantesco passo in avanti: non tutto è risolto, certo, ma adesso, in generale, si respira e la gente che lui incontra ogni giorno sembra più sollevata di quanto non fosse solo poche settimane fa. Io di questo amico tendo a fidarmi: se lui mi dice che Napoli è molto più sgombra tendo a credergli. Non sarà dappertutto così (lo stesso Berlusconi lo ha dichiarato pubblicamente) ma sembra ci sia stato un bel progresso in questi due ultimi mesi.</p>
<p>Anche su MenteCritica all&#8217;apice dell&#8217;emergenza fu indetta una <a href="http://www.mentecritica.net/problema-rifiuti-ci-siamo-rotti-le-ecoballe-una-campagna-per-la-campania/il-pianeta-che-ride/comandante-nebbia/2564/" target="_blank">campagna informativa</a>: si fece pure un &#8220;controllo a campione&#8221; il <a href="http://www.mentecritica.net/berlusconi-volontari-a-napoli-per-raccattare-la-monnezza-ma-come-lui-fa-il-bellillo-e-ci-vince-le-elezioni-e-noi-raccogliamo/oltre-le-righe/mc/4313/" target="_blank">12 giugno scorso</a>. Oggi l&#8217;argomento è un po&#8217; in ombra, disperso in mezzo alla descrizione delle malefatte del governo e dell&#8217;opposizione.</p>
<p>Cari amici campani, dite la vostra. Se il problema c&#8217;è ancora e sembra anche a voi solo una messinscena da parte di un guitto, fatevi sentire forte e chiaro. Ma se invece si stesse risolvendo a tempo di record, non sarebbe altrettanto onesto riconoscerlo?</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Dove Arriva la Televisione Muore la Verità</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 06:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>finazio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Media Mente Critica]]></category>

		<category><![CDATA[Oltre le Righe]]></category>

		<category><![CDATA[bugie]]></category>

		<category><![CDATA[grillo]]></category>

		<category><![CDATA[memoria]]></category>

		<category><![CDATA[televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi vent&#8217;anni fa il profetico Beppe Grillo, dal palco del teatro Ariston, durante uno dei tanti Festival di Sanremo, pronunciò la fatidica frase che da&#8217; il titolo a questo post. Grillo si riferiva ai tanti programmi-verità dell&#8217;epoca (ben lontani dai cosiddetti reality di oggi), tipo Un Giorno In Pretura, che, pur mostrando episodi reali, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi vent&#8217;anni fa il profetico Beppe Grillo, dal palco del teatro Ariston, durante uno dei tanti Festival di Sanremo, pronunciò la fatidica frase che da&#8217; il titolo a questo post. Grillo si riferiva ai tanti programmi-verità dell&#8217;epoca (ben lontani dai cosiddetti reality di oggi), tipo Un Giorno In Pretura, che, pur mostrando episodi reali, per il semplice fatto di comparire in televisione inevitabilmente perdevano di verità, diventavano artificiosi.</p>
<p style="text-align: right;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/ist2_457588_old_television.jpg" alt="" width="100" height="124" /></p>
<p><span id="more-4424"></span>Oggi la televisione è un deposito di bugie e si stenta ad uscire dal suo malsano coacervo di falsità persino nei programmi che dovrebbero essere la finestra sulla verità, ossia i programmi d&#8217;informazione. Lo sappiamo tutti, io per primo, eppure ogni volta che vi sbatto il muso di persona ne resto ugualmente ferito. Tutte le volte che ho avuto un rapporto diretto con la televisione ne sono uscito disgustato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/tv_set2.jpg" alt="" width="500" height="408" /></p>
<p>Qualche pomeriggio fa, in un programma d&#8217;informazione, ho rivisto Antonio.<br />
Ci eravamo conosciuti alla fine del 1983, io ed Antonio. Lui era appena maggiorenne ed era un militare di marina di carriera. Io avevo quattordici anni ed ero molto amico delle sorelle, due gemelline mie coetanee che non si somigliavano in niente, fisicamente e caratterialmente.</p>
<p>Antonio diventò per me una sorta di mito, un esempio di vita. Non avevo fratelli maggiori e scelsi lui. Era un ragazzo che girava il mondo, che aveva delle responsabilità, una professione pericolosa da esibire. Era stato sull&#8217;Amerigo Vespucci, io al massimo su un pedalò. Era belloccio ed aveva un grande successo con le ragazze. Un po&#8217; spaccone ma simpatico, un ragazzo fondamentalmente buono. Mi dava i consigli musicali giusti, mi indicò il meglio dell&#8217;epoca, da Pino Daniele ad Eric Clapton, del quale era un grande fan. Mi fece scoprire la grandezza di Frankenstein Junior. Mi diceva quale cravatta indossare e come sceglierla in base alla camicia. All&#8217;epoca andavano molto le cravatte di filo di cotone, lui insisteva per quelle più eleganti di pelle, sottili ed affilate come una spada. Nei fatui anni Ottanta era una perla nera.</p>
<p>Un giorno partì per quella che diventò la prima missione militare italiana in tempo di pace. Si trattava di intervenire in Libano, agli ordini di Angioni. Ogni tanto telefonava ai famigliari, quando ci riusciva, e questi si preoccupavano di farlo sapere a tutti quelli che lo conoscevano. &#8220;Ha telefonato Tonino! E&#8217; vivo, sta bene!&#8221; Era il mantra di suo padre, che trattenne il fiato per tutto il tempo in cui il suo unico figlio maschio restò fuori dai confini. La madre era più realistica, pensava agli otto milioni di lire che Antonio guadagnava per ogni mese di missione ed a quanto le servivano per estinguere il mutuo. &#8220;Falla durà, stà guerra!&#8221; Gli diceva scherzando.</p>
<p>Quando Antonio terminò la missione ci raccontò in una manciata di parole la sua esperienza: &#8220;Sono stato fortunato, sono rimasto per tutto il tempo sulla nave. Per me il Libano è stato solo una striscia di terra all&#8217;orizzonte.&#8221; E noi eravamo contenti che non fosse accaduto nulla di serio, nessun episodio che avesse fatto temere per la sua vita.</p>
<p>Col tempo la vita decide per gli altri. Strade diverse, scelte diverse, allontanamenti geografici che diventano anche affettivi. Antonio si è sposato ed ha cominciato ad interessarsi alla sua nuova famiglia, io sono stato distratto dai miei studi, dalle mie esperienze distanti dalle sue. Così ci perdemmo di vista senza mai perdere la stima reciproca.</p>
<p>Non ci incontravamo da almeno vent&#8217;anni quando l&#8217;ho visto in televisione, qualche giorno fa. Era ingrassato (e sono l&#8217;ultimo al mondo a sindacare su questo&#8230;) e brizzolato, ma l&#8217;ho riconosciuto subito. Gli occhi ridenti erano i suoi. La voce era la sua. Mi ha sorpreso vederlo ma ancora di più mi ha sorpreso quello che ha detto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/television.jpg" alt="" width="500" height="543" /></p>
<p>E&#8217; di nuovo emergenza, in Libano, e lui parlava da veterano impegnato in una nuova missione. Raccontava della missione storica di Angioni. Della sua prima avventura libanese. Degli eroismi, delle esperienze vissute. Solo che nei suoi racconti il Libano non era una striscia di terra all&#8217;orizzonte ma un teatro di guerra vissuto in prima persona. Narrato col linguaggio scontato, impersonale e fintamente edificante di un autore televisivo. E sono rimasto basito. Non capivo se era la televisione a richiedere racconti eroici a pagamento, veri o falsi poco importa, per simulare un programma giornalistico reale o se nei primi anni Ottanta Antonio avesse voluto proteggere la nostra innocenza omettendo le parti meno gradevoli della missione.</p>
<p>Conosco Antonio e conosco la televisione. Ricordo i suoi racconti dell&#8217;epoca, sufficientemente convincenti. Sono certo che si tratti della prima possibilità. E per me è giunta l&#8217;ennesima conferma che la tv, inevitabilmente, non si può guardare concedendole fiducia.<br />
Ciao Antonio, mi è dispiaciuto davvero ritrovarti così.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Siete Tutti dei Drogati!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 06:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gobb</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Oltre le Righe]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Voi che <strong>pippate</strong>, siete dei drogati. Voi che fumate <strong>l&#8217;ero</strong> o ve la iniettate siete dei drogati. Voi che vi fate una <strong>canna</strong> siete dei drogati. Voi che vi farcite di <strong>pasticche</strong> dalle diverse composizioni chimiche, voi siete dei drogati.<strong> Tutto vero</strong>. Lo siete. Ma, tra quelle elencate sopra, sapete quale categoria di drogati non ha <strong>MAI</strong> nella storia registrato morti per overdose? Bravi, avete indovinato . Nel 2007 i pazienti in cura per dipendenza da cocaina sono aumentati, diminuiti invece i consumatori di eroina. Complessivamente, nel 2007, hanno avuto bisogno di cure poco meno di 320 mila consumatori, di cui 205 mila per eroina e 154 mila per cocaina.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-prohibition-hemp.jpg" alt="" width="329" height="342" /></p>
<p><span id="more-4432"></span>Di cannabis non c&#8217;è traccia perché, oltre ai danni ai polmoni per il fumo, non c&#8217;è alcun altro danno scientificamente (e quindi sicuramente) provato. E in migliaia di anni che l&#8217;umanità ne fa uso, nemmeno un morto accertato.<br />
<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Giovanardi">Giovanardi</a></strong> la mette giù così, la questione della droga.</p>
<blockquote><p>Il fenomeno delle tossicodipendenze in Italia è grave, ma non assume i contorni<br />
allarmistici e le dimensioni numericamente drammatiche di cui si sente parlare<br />
ogni giorno. La cocaina e le altre droghe circolano in Parlamento come succede<br />
in tutti gli altri ambienti.</p></blockquote>
<p>I dati da lui enunciati <strong><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=26555&amp;sez=HOME_INITALIA">sono qui</a></strong>.  Le <strong><a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2008/06/26/895283-quali_sono_fonti_conosce_perche_citate.shtml">reazioni</a></strong> sono state indignate: &#8220;<em>porti le prove</em>&#8220;, &#8220;<em>non si lanciano accuse senza fonti</em>&#8221; etc etc etc. Io ricordo un certo servizio de Le Iene che, se pure ha raccolto prove inutilizzabili in tribunale, ha messo bene in evidenza che<strong> branco di fattoni</strong> siano alcuni dei nostri parlamentari.  Ci sarebbero poi ben altre prove, direi. Pensate a gente come <strong>Bondi</strong> o la <strong>Binetti</strong>. Gente che si batte contro l&#8217;aborto, dicono di essere &#8220;pro-life&#8221; (come se essere abortisti fosse &#8220;anti-life&#8221;) e, davanti al caso della <strong><a href="http://www.parmaok.it/parmaok/mondo/bucarest_romania_giovanestuprata_zio_aborto_parma_225060830.html">bambina 11enne</a></strong> turca messa incinta dallo zio, che lì non può abortire e deve andare in GB, non hanno le palle di commentare. Il perché è ovvio: coerentemente con le loro posizioni, la bimba dovrebbe tenersi il pupo frutto di stupro incestuoso. E loro vorrebbero leggi più restrittive di quelle turche, qua.<strong> Drogati</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-prohibition-scale.jpg" alt="" width="403" height="423" /></p>
<p>Vogliamo fare un altro esempio? Silvio ha definitivamente distrutto il sistema giudiziario italiano per aggiustare i suoi processi. Non ci sarà più giustizia di alcun tipo, nè uguale nè diversa per tutti, ma solo una magistratura congelata che non potrà svolgere i processi. Siamo passati dall&#8217;incertezza della pena all&#8217;impossibilità di punire. Qualsiasi &#8220;<em>pacchetto sicurezza</em>&#8221; in queste condizioni è una <strong>buffonata</strong>: uno Stato dove la Polizia arresta ma i tribunali non processano si chiama <strong>DITTATURA</strong>. Silvio gongola (e se volete sapere i FATTI invece di leggere semplicemente le dichiarazioni dei politici <strong><a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/7474474.stm">andate a vedere la stampa estera</a></strong> ;P)<strong> Drogato</strong>.</p>
<p>Ancora? Tremonti tiene in vita il corpo morto di Alitalia e promette una &#8220;<strong><a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_103809205.html">soluzione industriale solida</a></strong>&#8221; (ci sarà da ridere <a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/economia/alitalia-23/alitalia-23/alitalia-23.html" target="_blank">per i livelli occupazionali</a>, date retta a me. La prossima che fallisce? Azzardo: Ferrovie dello Stato. Il loro <strong><a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/economia/ferrovie-allarme-bancarotta/ferrovie-allarme-bancarotta/ferrovie-allarme-bancarotta.html">grido di dolore</a></strong> non è solo un tentativo di prendere soldi dallo Stato. Come Alitalia è reale). Dopo tutti i giochini del suo padrone per scacciare Air France, farla fallire e acquisirla all&#8217;ombra? <strong>Drogato</strong>.</p>
<p>Di più? <strong><a href="http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200806251321-pol-rom1094-art.html">L&#8217;esercito per garantire la legalità?</a></strong> L&#8217;esercito non è attrezzato per l&#8217;attività di polizia, ma per il combattimento. Non ha i mezzi per indagare, solo per fare la guerra. Chi è il nemico? Noi, se non ci siete ancora arrivati. Siamo pericolosi perché potremmo stufarci della corruzione del governo e della gestione demenziale dell&#8217;economia, potremmo accorgerci che i nemici non sono gli operai immigrati clandestini che costruiscono la casa dove andremo ad abitare ma le persone che permettono questa nuova forma di schiavitù. Potremmo smettere di avere paura. Non ve ne siete accorti?<strong> Drogati</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/scontri.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Visto? Ne volete ancora? La droga in parlamento gira eccome. Ma almeno fosse cannabis, no, è più spesso <strong>coca</strong>. Quella, sulla lunga distanza, brucia il cervello. E si <strong>vede</strong>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Berlusconi: Volontari a Napoli per Raccattare la Monnezza. Ma Come, Lui fa il Bellillo e ci Vince le Elezioni e noi Raccogliamo?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 07:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In attesa che Silvione ci chiami come volontari anche per far volare gli aerei dell&#8217;Alitalia installando opportune pedaliere al posto dei motori, mi permetto di rifiutare la mia collaborazione per la rimozione della spazzatura dalle strade di Napoli. Lui ci ha vinto le elezioni con queste stronzate e lui pedala e raccoglie. Noi, da buoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa che Silvione <a href="http://www.corriere.it/politica/08_giugno_11/berlsuconi_napoli_cardinale_a774e394-37a0-11dd-a7f3-00144f02aabc.shtml" target="_blank">ci chiami come volontari</a> anche per far volare gli aerei dell&#8217;Alitalia i<a href="http://www.mentecritica.net/alitalia-la-scordata/cronache-italiane/cambiamo-pianeta/4211/" target="_blank">nstallando opportune pedaliere</a> al posto dei motori, mi permetto di rifiutare la mia collaborazione per la rimozione della spazzatura dalle strade di Napoli. Lui <a href="http://www.mentecritica.net/breaking-news-la-monnezza-di-berlusconi-non-puzza/il-pianeta-che-ride/mc/4296/" target="_blank">ci ha vinto le elezioni</a> con <a href="http://www.mentecritica.net/cordata-italiana-per-la-salvezza-dellalitalia-silvio-non-ha-inventato-nulla/il-bello-della-politica/mc/3434/" target="_blank">queste stronzate</a> e lui pedala e raccoglie. Noi, da buoni cittadini paghiamo la TARSU (salatissima) e, se la organizzano, facciamo la differenziata cercando anche di ridurre la produzione di monnezza, ma la rumenta se la deve raccogliere lui, Bertolaso, <a href="http://www.mentecritica.net/tag/bassolino/" target="_blank">Bassolino</a> e chi <a href="http://www.mentecritica.net/problema-rifiuti-ci-siamo-rotti-le-ecoballe-una-campagna-per-la-campania/il-pianeta-che-ride/comandante-nebbia/2564/" target="_blank">è pagato, da anni per farlo</a>.</p>
<p>Ah Silvio, non dimenticare questa:</p>
<p><span id="more-4313"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4314 aligncenter" title="12062008001" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/12062008001.jpg" alt="" width="499" height="374" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Situazione a via Depretis, pieno centro di Napoli stamattina alle 8:19</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4315" title="12062008" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/12062008.jpg" alt="" width="499" height="374" /></p>
<p>Precisando che l&#8217;orologio, in ottime condizioni, è in vendita a 70 euro, non dimentichiamo di dire a Silvione &#8220;<em>La Madonna v&#8217;accumpagne</em>&#8221; come ha fatto, liquidandolo, <a href="http://www.corriere.it/politica/08_giugno_11/berlsuconi_napoli_cardinale_a774e394-37a0-11dd-a7f3-00144f02aabc.shtml" target="_blank">il Cardinale Sepe</a> che, a quanto ci risulta, non si è offerto volontario.</p>
<p>Al limite, se serve un passaggio per raggiungere i posti peggiori tipo la zona intorno all&#8217;ex mercato di Poggioreale, sono a disposizione, ma prima che Silvione inizi a raccogliere le sacchette, che poi c&#8217;ho la macchina nuova e non voglio puzze sui sedili.</p>
<p>Ma guarda che tipo. Lui magna e gli altri raccolgono la monnezza. Ma va, va &#8230;. Mai che ci chiamasse quando si tratta di fare le passeggiate nei parchi c<a href="http://www.mentecritica.net/sono-fatti-suoi/informazione/mc/295/" target="_blank">on le cinque veline</a>. Quelle se le &#8220;raccoglie&#8221; lui.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Crisi del Cattolicesimo: Küng, le Sfide d&#8217;un &#8220;Contadino Cosmopolita&#8221;</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/kung-le-sfide-dun-contadino-cosmopolita/oltre-le-righe/daniela-tuscano/4144/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 06:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Tuscano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ha compiuto ottant&#8217;anni lo scorso 19 marzo, Hans Küng. Ma il piglio vivo e alacre con cui affronta la platea dell&#8217;Università della Bicocca sgombera subito il campo da equivoci: il primo volume della sua monumentale autobiografia, La mia battaglia per la libertà (Diabasis), non è un punto d&#8217;arrivo, e lui non intende &#8220;ricapitolare&#8221; nulla. &#8220;Mettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha compiuto ottant&#8217;anni lo scorso 19 marzo, <a href="http://www.noisiamochiesa.org/documenti_nsc/19_marzo_hans_kung_compie_ottanta_anni_il_messaggio_del_movimento_internazionale_we_ar"><strong>Hans Küng</strong></a>. Ma il piglio vivo e alacre con cui affronta la platea dell&#8217;Università della Bicocca sgombera subito il campo da equivoci: il primo volume della sua monumentale autobiografia, <em>La mia battaglia per la libertà</em> (Diabasis), non è un punto d&#8217;arrivo, e lui non intende &#8220;ricapitolare&#8221; nulla. <em>&#8220;Mettere al centro l&#8217;idea di libertà -</em> spiega l&#8217;illustre teologo - <em>significa guardare avanti&#8221;</em>. La vita, continua Küng, scrive sempre le storie più interessanti. E per questo le vicende che racconta sono vere. Uno scorcio manzoniano in queste parole e, forse, non potrebbe essere altrimenti. Squarci d&#8217;una religiosità severa, vissuta con austera passione, ma esigente e mistica.</p>
<p style="text-align: right"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/kung200x215.jpg" alt="kung200×215.jpg" /></p>
<p><span id="more-4144"></span>Libertà, verità: per Küng l&#8217;una non sussiste senza l&#8217;altra. E gli è stato chiaro fin dalla giovinezza, pur se la libertà è crescita e sviluppo: <em>&#8220;All&#8217;inizio, per me svizzero di famiglia conservatrice, la libertà si declinava necessariamente con la lotta contro il fascismo e il nazismo&#8221;</em>. In seguito si è configurata come libertà interiore, ossia della coscienza. Più oltre ancora, è divenuta la libertà del <a href="http://www.sapere.it/tca/MainApp?srvc=vr&amp;url=/7/cr/990_1"><strong>Concilio Vaticano II</strong></a> - <em>&#8220;l&#8217;evento più significativo nella storia della Chiesa non solo contemporanea, la cui portata dirompente oggi si cerca di ridimensionare&#8221;</em> - e infine la libertà della teologia e della Chiesa.</p>
<p align="left">Per comprendere il dono e la successiva banalizzazione del concetto di libertà, Küng ha osservato che le giovani generazioni, alcune delle quali affascinate da nostalgie temporaliste, non si rendono conto di come realmente fosse la cristianità occidentale prima del Concilio. <em>&#8220;Era ancora il Medioevo&#8221;</em>, commenta lapidario.</p>
<p>Medioevo che si concretizzava nel gelo d&#8217;una liturgia ingessata e immutabile, nei &#8220;fedeli&#8221; del tutto passivi, ridotti a gregge nel senso deteriore del termine, con un sacerdote-sciamano portatore di un insegnamento incontestabile, cui bisognava solo obbedire tacitamente. L&#8217;esaltazione del laicato contro una Chiesa clericale, il dialogo tra le diverse culture e religioni, l&#8217;apertura al &#8220;mondo&#8221; sono passi irrinunciabili che, malgrado i tentativi in tal senso, nessuno potrà mai cancellare. Non dimentichiamo, in questo senso, che <strong><em>anche il papa Pio XII aveva in mente un Concilio</em></strong>: ma, secondo lui, la costituzione <em>La Chiesa nel mondo contemporaneo</em> avrebbe dovuto recare un titolo leggermente ma significativamente diverso: al posto della preposizione, una congiunzione, però con significato disgiuntivo. <em>La Chiesa &#8220;e&#8221; il mondo contemporaneo</em>, a siglare una differenza e una distinzione incolmabili, un confine tra le due sfere, tra la città di Dio e la città dell&#8217;uomo, l&#8217;una perfetta e irriformabile, l&#8217;altra incompleta e fragile, soggetta al peccato. La Chiesa del <a href="http://www.papapionono.it/syllabus.html"><strong><em>Sillabo</em></strong></a>.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/pentecoste_-_foto_giovanni_dallorto.jpg" alt="pentecoste_-_foto_giovanni_dallorto.jpg" /></p>
<p align="center"><small><em>C. Urbino,</em> La Pentecoste <em>(sec. XVII), Milano, chiesa di San Marco.</em></small></p>
<p><a href="goLemma("><strong>Giovanni XXIII</strong></a> fu l&#8217;apparizione inaspettata che sovvertì una Chiesa museale e asfittica. Ma le resistenze al rinnovamento, pur minoritarie, si sono rivelate forte e potenti. &#8220;Hanno abolito l&#8217;Indice dei libri proibiti, ma quest&#8217;ultimo funziona in modo indiretto nella condanna dei teologi e dei pensatori che osano affrontare temi considerati tabù: celibato dei preti, elezione dei vescovi, ruolo del papato. Le questioni irrisolte restano così le stesse di quarant&#8217;anni fa: il controllo delle nascite, la validità del matrimonio, la riforma della curia romana, i rapporti con le altre religioni, l&#8217;infallibilità papale. E tutto ciò ha un effetto pratico devastante, perché questa concezione autoritaria si riflette sull&#8217;azione della gerarchia ecclesiastica nella politica interna e mondiale. Küng, autore qualche anno fa d&#8217;un severo <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Documento/2005/03_Marzo/26/index_kung.shtml"><strong>documento</strong></a> sul pontificato di Wojtyla, non esita ad additare come <strong>responsabile indiretta della fame e della diffusione del virus dell&#8217;Aids</strong> la lotta contro i metodi anti-concezionali portata avanti con pertinacia dal Vaticano.</p>
<p>In ogni caso, Küng tiene a specificare di non sentirsi un &#8220;teologo dissidente&#8221;, come spesso l&#8217;hanno definito; in lui vibra la stessa preoccupazione che già aveva agitato un temperamento pur molto diverso dal suo, don Milani. Entrambi tengono a sottolineare di non essere <strong><em>&#8220;cristiani sui generis&#8221;</em></strong>, ma cristiani e basta. <em>&#8220;Sono rimasto nella Chiesa cattolica, e <strong>non intendo uscirne</strong>&#8220;</em>, ripete Küng. E alla provocazione di Giancarlo Bosetti di &#8220;Repubblica&#8221;, secondo cui il timore della dissoluzione ha tuttavia permesso alla Chiesa la sua sopravvivenza (e quindi la sua testimonianza) nel mondo, il teologo replica che non si tratta di scardinare la struttura: <em>&#8220;La quale presenta anche caratteristiche importanti. <strong>La figura del Papa è un utilissimo fattore di coesione</strong>. Un Bin Laden cristiano oggigiorno non potrebbe nascere: una scomunica lo priverebbe subito di qualsiasi autorità&#8221;</em>. Nemmeno il Protestantesimo, a cui Küng ha pure dedicato molta attenzione, è il suo modello: <em>&#8220;Anche presso quella confessione sussistono problemi: talora troppe divisioni interne, poca sostanza&#8221;</em>. Non si tratta, insomma, di denunciare solo i propri mali, o di considerare perfette altre confessioni o credi. <strong>Rimarcare le differenze può essere salutare</strong>: Küng dice no a inutili e sincretisti sensi d&#8217;inferiorità, ma si oppone pure a un&#8217;autosufficienza perniciosa. <em>&#8220;Credo che, col famoso </em><a href="http://danielatuscano.wordpress.com/2006/09/14/lislam-indignato-con-il-papa-il-vaticano-ratzinger-vuole-il-dialogo/"><strong><em>discorso di Ratisbona</em></strong></a><em>, Ratzinger intendesse più che altro dimostrare la validità delle differenze. Ma, <strong>per operare in tal modo, occorre un&#8217;informazione politica seria</strong>: non si può portare come teste un imperatore bizantino, e ridimensionare le violenze operate dai cristiani. La reazione dei musulmani, comunque, è stata equilibrata: hanno creato una commissione di 138 saggi in dialogo col Vaticano e il mondo moderno, di recente anche gli sciiti hanno inviato a Roma una delegazione esplorativa. Ratzinger ha almeno dimostrato una capacità di correggersi cui gli va dato atto&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/roncalliinfermiere1.jpg" alt="roncalliinfermiere1.jpg" /></p>
<p style="text-align: center"><em><small>il futuro Papa Giovanni XXIII  Cappellano Militare</small></em></p>
<p>Ma la &#8220;dissoluzione&#8221; proviene solo dai cosiddetti &#8220;dissidenti&#8221;, o non alligna piuttosto <strong>in seno al Magistero stesso</strong>? I ripetuti viaggi e allocuzioni di Wojtyla non hanno sortito alcun effetto: le vocazioni hanno continuato a diminuire, la liturgia resta poco frequentata, il prestigio dell&#8217;episcopato, soprattutto negli Stati Uniti dopo i ripetuti scandali per pedofilia, è crollato. E non si può ignorare - ha accusato Küng - che spessissimo la curia romana <strong>ha insabbiato i casi dei preti pedofili</strong>.</p>
<p>Non sono pertanto, secondo Küng, la discussione e la critica le cause prime della crisi della Chiesa, ma nella paura e nella mancanza di fede. Quasi una visione profetica. Un Vaticano III? Da tempo Küng lo chiede. Come &#8220;contadino cosmopolita&#8221;, secondo un suo icastico autoritratto, che ben riassume il senso d&#8217;una vita ancora in movimento perché legata alle vere radici.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Le Idee Hanno Suoni Come i Metalli</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Oltre le Righe]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e, con un certo ritardo, pubblichiamo questo appello.
Facciamo nascere il movimento &#8220;Cilento Regione&#8221;, e se è vero, come io credo, che le idee hanno suoni come i metalli, allora ascolterete il suono potente che può generare l&#8217;idea di un Cilento Regione in un momento così particolare per ogni singolo cittadino, nonostante il fastidioso rumore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small>Riceviamo e, con un certo ritardo, pubblichiamo questo appello.</small></p>
<p>Facciamo nascere il movimento &#8220;Cilento Regione&#8221;, e se è vero, come io credo, che le idee hanno suoni come i metalli, allora ascolterete il suono potente che può generare l&#8217;idea di un Cilento Regione in un momento così particolare per ogni singolo cittadino, nonostante il fastidioso rumore che ciò potrà provocare alle orecchie di qualcuno, politicante o pseudo-intellettuale spaventato dal nuovo.<br />
Ma, come affermava Schiller, è risaputo che contro la stupidità gli dei stessi lottano invano.</p>
<p style="padding: 5px 0pt; text-align: right"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-triangolo.jpg" alt="Image selected by dM" title="Sei su MenteCritica" /></p>
<p><span id="more-3632"></span><br />
E&#8217; pur vero che la Costituzione Italiana, rigida ma rivisitabile, prevedeva la possibilità di chiedere la formazione di nuove Regioni fino al 31/12/1963. Però, in quegli anni, e già da molto tempo prima, e ancora nei decenni successivi, i Cilentani erano stati, erano e sarebbero stati impegnati a sopravvivere al prezzo di una massiccia emigrazione all&#8217;estero e nel già ricco Nord dell&#8217;Italia pur di mettere assieme pane e companatico per sé e le loro famiglie. Sarebbe stato troppo difficile, anzi impossibile, pensare ad altro all&#8217;infuori che guadagnarsi da vivere.</p>
<p>Adesso, però , che la situazione ed il ricambio generazionale mordono il freno, saremo penalizzati per sempre dal passato?</p>
<p style="padding: 5px 0pt; text-align: right"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/cilento.gif" alt="Mappa del parco del Cilento" title="Sei su MenteCritica" /></p>
<p><small> </small></p>
<p align="center"><small>Mappa del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano</small></p>
<p>Il passato…… ma qual è il passato del Cilento?</p>
<p>Tanto tempo fa un dio bellissimo, forse il più bello fra tutti quelli che abitavano l&#8217;Olimpo, si innamorò di una stupenda fanciulla, Cilentia. La sua grazia e la sua bellezza erano davvero incommensurabili. Per lei volle creare un posto incantato dove poter vivere felici per sempre. Fece sorgere dal mare un&#8217;isola che racchiudeva in sè alte cime innevate, fiumi e torrenti dalle limpide e fresche acque gorgoglianti, dolci colline digradanti verso brevi pianure ricoperte di fertile terreno; alberi dappertutto con verde e fiori a profusione. Tutt&#8217;intorno, spiagge di sabbia finissima si tuffavano nelle acque del dio Oceano, ed un&#8217;eterna primavera dava impulso e vigore ad ogni essere vivente.</p>
<p>Cilentia ed il suo sposo vivevano immersi nella più completa felicità. Ma un giorno bruttissimo l&#8217;incanto si ruppe: Cilentia morì. Il dio, disperato, annientato dal dolore, la pianse fino a consumare tutte le sue lacrime sperando che esse, bagnandola, le trasmettessero tutta la forza del suo amore e la riportassero in vita. Ma Cilentia, ormai, faceva parte dello spazio e del tempo dell&#8217;eternità. Allora egli, come impazzito, squassò l&#8217;isola scatenando tempeste di inaudita violenza, terremoti, venti vorticosi, correnti marine che la sballottavano come un fuscello: morto il suo amore, doveva morire anche l&#8217;isola incantata.</p>
<p style="padding: 5px 0pt; text-align: right"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-cilentia.jpg" alt="Image selected by dM" title="Sei su MenteCritica" /></p>
<p>Ma Cilentia apparve al suo sposo e lo scongiurò di desistere dal suo proposito di distruzione.</p>
<p>Quando già l&#8217;isola stava per essere inghiottita dall&#8217;oceano i due sposi riuscirono ad ancorarla alla costa più vicina, incastonandola in essa come un diamante nella sua cornice. Non era più un&#8217;isola, ma era ugualmente un luogo bellissimo, il Cilento appunto, il posto, cioè, dove Cilentia aveva vissuto il suo amore. Poi, stremati, i due amanti si fusero in un abbraccio immortale e scomparvero nell&#8217;infinito.. ….</p>
<p>Dicono che il loro spirito protettivo, da allora, aleggi tra i fitti alberi dei boschi e delle foreste, sulle cime dei monti, tra le acque gorgoglianti dei fiumi e dei torrenti, sulle onde del mare, che si frangono dolcemente a riva, mentre un sommesso bisbiglìo si diffonde nell&#8217;aria: Cilentia ed il suo sposo si sussurrano parole d&#8217;amore per l&#8217;eternità.</p>
<p style="padding: 5px 0pt; text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-palinuro.jpg" alt="Capo Palinuro" title="Sei su MenteCritica" /></p>
<p align="right">contributo ricevuto da <small><a href="http://www.acz.splinder.com/">adic</a></small></p>]]></content:encoded>
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		<title>Confessioni di un Disabile di Merda 2. Chi non Muore &#8230; Campa</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 11:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buscialacroce</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Oltre le Righe]]></category>

		<category><![CDATA[amore]]></category>

		<category><![CDATA[disabili]]></category>

		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>

		<category><![CDATA[sesso]]></category>

		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>

		<category><![CDATA[solitudine]]></category>

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		<description><![CDATA[Buscialacroce, probabilmente in stato confusionale, per la prima volta vi parlerà dei suoi problemi che in pochissimi conoscono. Come avrete letto, articoli più giù, sono disabile e forse starete pensando che è una definizione un po&#8217; troppo vaga , va bene dopo 25 anni è venuto il momento di scoprire le mie carte. Ho una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buscialacroce, probabilmente in stato confusionale, per la prima volta vi parlerà dei suoi problemi che in pochissimi conoscono. Come avrete letto, <a href="http://www.mentecritica.net/author/buscialacroce/" target="_blank">articoli più giù</a>, sono disabile e forse starete pensando che è una definizione un po&#8217; troppo vaga , va bene dopo 25 anni è venuto il momento di scoprire le mie carte. Ho una simpatica, si fa per dire, malattia genetica di nome <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Distrofia_muscolare#Distrofia_muscolare_di_Duchenne">distrofia di Duchenne</a> e per il quadro clinico consultate internet o un qualsiasi dottor House.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/cuoregq4.gif" alt="cuoregq4.gif" /></p>
<p><span id="more-3980"></span>La distrofia è come una <em>femme fatale</em> e ti porta via quasi tutto, ma lentamente come una tortura stando attenta a lasciarti intatte le facoltà cognitive perché signori miei lei è anche sadica!<br />
Sempre io e lei, come due inseparabili amanti, finché morte non ci separi, ne abbiamo passate tante di cose insieme tra le quali tre o quattro operazioni e lo sfioramento recidivo della follia. Quei brutti dottori che tentano di separarci per ora li abbiamo fregati.</p>
<p>I dottori cercano di curarci, ma per ora ci allungano soltanto l&#8217;agonia e la cosa non mi fa ne triste e ne felice. Tanti senza pensarci mi chiedono come va? come stai? ed io rispondo sempre bene cosa volete che gli dica?<br />
La verità <a href="http://www.mentecritica.net/confessioni-di-un-disabile-di-merda-viva-oscar-pistorius/democrazia-e-diritti/buscialacroce/3296/">è che sto di merda</a>, sui problemi fisici uno ci può passare anche sopra e se devo usare per buona parte della giornata un respiratore meccanico va be&#8217; non fa nulla, cosa volete che sia.<br />
Sui problemi a livello emotivo il discorso si complica di molto: vedete <a href="http://www.mentecritica.net/cinico-come-il-dottor-house-del-diritto-alla-sessualita-dei-disabili/democrazia-e-diritti/buscialacroce/1964/" target="_blank">io faccio quello cinico</a>, stronzo, cattivo per nascondere il mio lato più oscuro ovvero quello romantico e tragico tipico dei poeti maledetti.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/phoenix_color-small.gif" alt="phoenix_color-small.gif" /></p>
<p>Lei è gelosa e possessiva non ti vuole dividere con le altre e molto raramente ti concede un&#8217;amante!<br />
Una eventuale ragazza prima deve accettare lei e poi me ed è una cosa tremenda, voi direte che l&#8217;amore supera tutte le barriere, ma questa più che una barriera a me sembra una muraglia cinese!<br />
Il problema più grande, almeno per me, non è il fatto di avere un&#8217;aspettativa di vita non troppo lunga bensì quello di non avere mai avuto una ragazza.</p>
<p>Io non so cosa cazzo significhi la parola amore, l&#8217;ultima volta che ho baciato una ragazza colpa della bottiglia, maledettissimo gioco, quella mi ha guardato con la faccia schifata facendomi sentire la peggiore delle merde e non era a causa del mio alito perché mi ero lavato i denti mezz&#8217;ora prima e avevo appena sputato la gomma.<br />
Quella è stata una delle cose che mi ha fatto sentire davvero &#8220;diverso„ da tutti gli altri ragazzi e tra l&#8217;altro quella stronza mi piaceva e nonostante il male che mi ha fatto non gli porto rancore.</p>
<p>Ora l&#8217;unico mezzo che ho per parlare con le ragazze sono le chat, ma anche li non è che abbia molta fortuna.<br />
La maggior parte delle ragazze appena scopre cos&#8217;ho scappa, come fanno a scoprirlo? Semplice vedono che esco poco, non guido, non ho una ragazza e capiscono che c&#8217;è qualcosa che non quadra, non trapezia e neppure pentagona e per evitare equivoci senza farmi tanti problemi dico che sono disabile.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/running.jpg" alt="running.jpg" /></p>
<p>Altre ragazze mi offrono sempre e solo la loro amicizia, per capirci qualche amica va anche bene, ma tutte no. Anche i peggiori stronzi, che magari menano pure, hanno una ragazza ed io che la metterei al centro del mio universo tentando di amarla nel miglior modo possibile sono solo.</p>
<p>E&#8217; inutile nascondersi dietro i paraventi, per colpa della distrofia che mi nega troppe cose avrei bisogno di una ragazza che fosse allo stesso tempo mamma infermiera e amante. Ora io comprendo le ragazze e sono perfettamente conscio che stare con uno nelle mie condizioni non è che sia tanto semplice, ma io visto che una mamma già ce l&#8217;ho, una mi basta e avanza, un&#8217;infermiera non mi serve, anche se può essere un ottimo spunto per qualche giochino perverso, mi accontento solo di un&#8217;amante.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/mainpic01.jpg" alt="mainpic01.jpg" /></p>
<p>Allora fate finta di non capire mi dovete condividere con lei, si proprio lei, la bastarda che si chiama distrofia (de na mignotta i suppose).</p>
<p>P.s ci ho messo 3 ore e mezza a scrive sta roba dalle 2.30 alle 6.00 di mattina buongiorno a tutti e buonanotte a me.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Dal Dolore al Divertimento, Attraverso i Volti della Mafia</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 11:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Assunta Altieri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Leggere]]></category>

		<category><![CDATA[Oltre le Righe]]></category>

		<category><![CDATA[droga]]></category>

		<category><![CDATA[mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[Stanotte ho sognato Michele. Non mi era ancora capitato di sognarlo da quando è morto. Avevamo entrambi 28 anni, quando è salito su un’auto da cui non è più sceso. Quindi sono trascorsi dodici anni senza che il mio inconscio lo rievocasse. Eppure ci penso spesso a lui. Per esempio mi viene in mente il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/heroin_arm_by_redscully.jpg" alt="heroin_arm_by_redscully.jpg" style="float: left; padding-right: 4px" />Stanotte ho sognato Michele. Non mi era ancora capitato di sognarlo da quando è morto. Avevamo entrambi 28 anni, quando è salito su un’auto da cui non è più sceso. Quindi sono trascorsi dodici anni senza che il mio inconscio lo rievocasse. Eppure ci penso spesso a lui. Per esempio mi viene in mente il giorno che ogni adolescente attende con un’ansia che poi non ti spieghi: il mio diciottesimo compleanno. È sempre stato bello, ma quel giorno lo era più del solito e fece strage di cuori adolescenti.<br />
<span id="more-2078"></span><br />
<em>“Tuttomoto”</em> lo chiamavano, Michele, ché adorava correre sulla sua moto e leggere l’omonima rivista. Un vezzo poco usuale fra quelli della mia specie. Non la moto ché faceva figo e bullo, ma la lettura (figurarsi abituale) di riviste specializzate. Era popolare, Michele. Ed è nato, come me, in terra di mafia rurale che ha trovato l’unica evoluzione possibile nell’eroina. E all’eroina faceva gioco la popolarità di un adolescente. L’eroina lo reclutò dapprima fra i soldati dello spaccio, poi, inevitabilmente, nella fanteria dei <em>visitors</em>, così li chiamavano quelli della mia specie gli eroinomani che si sbattevano dal mattino alla sera per una dose. Michele è morto senza che nulla di lui ricordasse la sua bellezza e la sua intelligenza. Prima e dopo di Michele sono morti: <em>Giuseppe detto Peppe, Anna Lucia detta Sciusciù, Giuseppe detto Spinello, Gianni detto Il Torinese, Carmela detta Caccà, Concetta detta Oncetta.</em> Sono usciti dal tunnel, così chiamavano il complesso circuito <strong>medico-mafioso</strong> dell’eroina i media: <em>la Peppa, Tizzone, Frufrù</em>. Ci sono stati tanti, tantissimi, <em>Peppe, Scisciù, Spinello, Il Torinese, Caccà, Oncetta e qualche Peppa, Tizzone e Frufrù</em> negli anni a venire. Mi sono passati davanti agli occhi quando facevo volontariato al <em>Sert</em>. Li ho visti urlare e li ho sentiti darmi della <em>puttana</em> se non gli davamo qualche fiala di metadone da portarsi via. L’alternativa legale al furto, alla prostituzione, al facile espediente del delinquere occasionale. Li ho visti morire di <em>Aids</em>, talvolta. Poi non li ho visti più. Poi l’eroina è scomparsa e i <em>Peppe, Scisciù, Spinello</em>… si sono trasformati in <em>paninari</em> con i piedi infilati nelle <em>Timberland</em> e le narici piene di <em>polvere bianca</em>.</p>
<p style="padding: 5px 0pt; text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/narko__by_brujo.jpg" alt="narko__by_brujo.jpg" /></p>
<p><strong>Le logiche di mercato, la mafia le applica prima di ogni manager del marketing:</strong> l’eroina provocava una dipendenza troppo evidente, la “<em>scimmia</em>” era dolorosa e il dolore difficilmente trova un mercato a meno di non trasformarlo in credo religioso, come insegna il <em>marketing della chiesa</em>. La massificazione dei rapporti internazionali, contemporaneamente, facilitava l’ingresso della <strong>cocaina</strong> attorno alla quale, inconsapevolmente, media e informazioni mediche avevano creato l’alone di <em>“santa non dipendenza”</em> oltre a uno “<em>status</em>&#8220;; corrispondente al “<em>ricco</em>”, al “<em>vip</em>”, al “<em>bello-ricco-dannato</em>” che si accompagnava ai nuovi contenuti veicolati attraverso i mezzi che, parimenti, privilegiavano la bellezza, la ricchezza, l’esagerazione in tutto. Al dolore la <strong>mafia-marketing</strong> ha sostituito il ben più allettante <strong>divertimento</strong>. E mentre si sviluppavano contenuti da vuoto pneumatico e si spogliavano, sempre più, le donne in televisione, si alzavano i volumi nelle discoteche e si insonorizzavano le pareti per consentire di andare avanti col divertimento <strong><em>ad libitum</em></strong>, supportando la pur sempre umana resistenza con pillole magiche, ché anche nell’<strong><em>alchimia</em></strong> la mafia è maestra. E non va sottovalutato il ruolo della <strong>psico-mafia</strong>, con un osservatorio fra i migliori al mondo in materia di anticipazione delle tendenze; né della <strong>info-mafia</strong>, in grado di veicolare messaggi che promettono divertimenti certi, mascherati da cronaca nera; né della <strong>recluto-mafia</strong> capace di assoldare poveri cristi che nulla più hanno da perdere giacché hanno già lasciato quel poco che avevano, le radici, in un “<em>altrove</em>” che non esiste più o forse non è mai esistito.</p>]]></content:encoded>
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