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	<title>MenteCritica &#187; No One</title>
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	<description>Non Esistono Questioni di Principio</description>
	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 23:37:25 +0000</pubDate>
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		<title>Risvegli</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 12:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[No One]]></category>

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		<description><![CDATA[Ok. Avevi smesso di prendere le medicine pensando di esserne uscito. Invece no, amico mio, mo so cazzi tuoi. Quando mi sono alzato stamattina dormivi ancora e dormirai per un bel po&#8217;. Avevo detto che sarei tornato quando i tempi sarebbero stati migliori, invece no. Non è passato nemmeno un anno. Eccomi qua.
Non sono mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok. Avevi smesso di prendere le medicine pensando di esserne uscito. Invece no, amico mio, mo so cazzi tuoi. Quando mi sono alzato stamattina dormivi ancora e dormirai per un bel po&#8217;. Avevo detto che sarei tornato quando i tempi sarebbero stati migliori, invece no. <a href="http://www.mentecritica.net/il-governo-zombie-i-proiettili-per-posta-la-cabala-e-la-resistenza/oltre-le-righe/dellefragilicose/1855/">Non è passato nemmeno un anno</a>. Eccomi qua.</p>
<p>Non sono mai stato uno di parola.</p>
<p><span id="more-8211"></span>Guardandomi nello specchio ho visto che siamo invecchiati un po&#8217;, ma credo che abbiamo perso una decina di kili. Non abbiamo nemmeno ripreso a fumare, bene.<br />
Ho visto anche la piccola. Alla fine ce l&#8217;abbiamo fatta comandante. Veramente bene. L&#8217;ho baciata mentre dormiva. E&#8217; bella e ha l&#8217;alito che odora di fiorellini. Bene.</p>
<p>Le chiavi della cassaforte sono sempre al solito posto. Quando la apro vedo che la <a href="http://dellefragilicose.blogsome.com/2006/10/26/you-dont-need-a-gun/" target="_blank">fida 357</a> è avvolta nel panno ingrassato e che ci sono due scatole di cartucce. L&#8217;<a href="http://dellefragilicose.blogsome.com/2006/10/10/il-fuoco/" target="_blank">M249</a> è smontato nella sua bella custodia con 10 caricatori. Molto bene.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-8212" title="m249-1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/m249-1.jpg" alt="" width="250" height="173" /></p>
<p style="text-align: center;">u lanciafiamme m-249</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/sw357.jpg" alt="" width="480" height="267" /></p>
<p style="text-align: center;">la fida 357</p>
<p>E allora, caro comandante, hai visto che avevo ragione? Tu mi hai voluto mettere a dormire, ma adesso c&#8217;è bisogno di me. Le cose sono molto peggio di un anno fa. Basta con la prosa tacitiana, l&#8217;umorismo sottile, le dotte citazioni. Fra crisi economiche, ubbellusconi con amichette embedded e saviani che chiagnono e fottono il gioco si è fatto duro. E&#8217; tempo che i duri entrino in gioco <small>(John Belushi op. cit.)</small>. Le cose cambieranno su questo sito di smidollati.</p>
<p>In rimessa tolgo il telo che copre la <a href="http://dellefragilicose.blogsome.com/2006/11/22/i-grandi-acquisti/" target="_blank">dellefragilicosemobile</a>. La batteria è scarica è devo farla partire con i cavi, ma il motore gira bene. Cazzo, per fare il pieno ci vuole il doppio.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8213 aligncenter" title="soldiertech_merkava2" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/soldiertech_merkava2.jpg" alt="" width="500" height="302" /></p>
<p style="text-align: center;">la dellefragilicosemobile</p>
<p>La giornata è bella e mi avvio per andare al lavoro. Sul cellulare (bello stu telefonino nuovo, va pure n&#8217;copp a internet) leggo che Tokio <a href="http://www.corriere.it/economia/08_ottobre_16/borsa_asia_calo_9d6ed736-9b43-11dd-a5ca-00144f02aabc.shtml" target="_blank">ha perso l&#8217;11%</a>. Azz. Ma <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/UGC/?ugcfid=27650" target="_blank">il peggio non era passato</a>?</p>
<p><em>Nell&#8217;aere dolce che dal sol s&#8217;allegra</em> (dormi comandante) ho avuto solo un attimo di incertezza. Sotto l&#8217;ascella mi ballano 63 once di doppia azione distribuite sul mitico telaio L e tre speedloader.<br />
Venitemi a prendere.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Elezioni del 15 aprile 2018. Requiem for a Dream</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 11:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[No One]]></category>

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		<description><![CDATA[Estate
Il sergente ha spalancato il portellone dell&#8217;elicottero e nel frastuono del motore tutti escono correndo alla cieca nella nube di polvere sollevata dalle pale. Io ho tardato un attimo per agganciarmi l&#8217;elmetto e sono rimasto indietro. Mi tocca fare un salto. Il pilota ha già ridato gas, modificato il collettivo e la macchina sta decollando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Estate</strong></p>
<p>Il sergente ha spalancato il portellone dell&#8217;elicottero e nel frastuono del motore tutti escono correndo alla cieca nella nube di polvere sollevata dalle pale. Io ho tardato un attimo per agganciarmi l&#8217;elmetto e sono rimasto indietro. Mi tocca fare un salto. Il pilota ha già ridato gas, modificato il collettivo e la macchina sta decollando di nuovo con un rombo furioso.<br />
I biondi hanno imparato che è inutile sparare alla blindatura del motore e concentrano il fuoco sul rotore di coda sperando di fracassare le pale. Quando ci riescono l&#8217;elicottero inizia a girare su se stesso, il rotore tocca terra e tutto finisce in gloria. Così è la vita.</p>
<p align="center"><span id="more-3648"></span> </p>
<p>Mentre corro come un disperato per unirmi agli altri, vedo disegnarsi la scia di un razzo. Mi giro. Ci sono decine di elicotteri che stanno scaricando fanteria. E&#8217; una giostra indiavolata di macchine, uomini, rumore e polvere.<br />
Un caccia passa a volo radente e lo spostamento d&#8217;aria mi mozza il fiato. Sta cercando la postazione che ha lanciato il missile. Mentre riprendo a respirare un&#8217;esplosione abbatte la tribuna dello stadio. Il caccia cabra e riprende rapidamente quota. Niente più missili baby. Così è la vita.</p>
<p>Nella povere e nel fumo vedo qualcuno che gesticola indicando il punto di raccolta. Corro in quella direzione e mi lancio nel fossato. Appena in tempo. Sento colpi d&#8217;artiglieria scuotere il terreno. Quelli che sono sbarcati dopo di noi avranno due o trecento metri allo scoperto da percorrere prima di arrivare al fossato. Sarà dura e molti rimarranno lungo la strada, ma io ora sono al coperto. Così è la vita.</p>
<p>Sono vicino a un marconista che cerca di parlare col comando. L&#8217;artiglieria dei biondi sta spazzando il piazzale e la nostra aviazione è sparita. Senza supporto aereo rimarremo bloccati in queste buchi come dei topi. Sento il marconista urlare di carri. I carri dei biondi. Cazzo, questa non ci voleva. Sono giorni che li stiamo martellando ed abbiamo picchiato duro. Se hanno tirato fuori i carri è perché sono veramente incazzati e vogliono venire a prendersi la loro vendetta. Mi guardo in giro tra la polvere e il fumo, ma non vedo nessuno con tubi anticarro. Era previsto che l&#8217;aviazione li tenesse lontani, ma senza siamo spacciati. Così è la vita.</p>
<p>Ormai sono passate tre ore e i biondi con i loro carri dovrebbero esserci già addosso. L&#8217;artiglieria ci tiene inchiodati nel piazzale dello stadio e non ci resta che sperare. Nel fracasso mi sembra di sentire un sibilo. Sono caccia! Ci guardiamo tra di noi. Ci avevano detto che la caccia dei biondi era stata distrutta nell&#8217;incursione di te giorni fa. Poi inizio a sentire urla di gioia e applausi. Quando i caccia passano velocissimi con il loro rombo assordante che mi stordisce, faccio appena in tempo a vedere la coccarda sotto le ali. E&#8217; roba nostra, è roba nostra. Le esplosioni squassano il quartiere nord. L&#8217;artiglieria dei biondi è fottuta. Usciamo dalle buche guardinghi. Siamo migliaia e tutti stanchi. Aspettiamo ordini, quando un grido di gioia attraversa tutto il piazzale. Uno che non conosco mi afferra, mi abbraccia e mi grida che Ingrosso e i suoi leccesi hanno preso il corridoio Est e lo tengono. I carri della Reggio e della Salerno sono già in moto verso la provinciale. La strada verso Milano è aperta e la città si apre di fronte a noi come un cocomero spaccato.</p>
<p align="center"><strong>Autunno</strong></p>
<p>Dopo i quattro giorni di rappresaglia militare che hanno sconvolto le città ormai indifese del Nord della penisola, la comunità internazionale è rimasta inorridita dalla violenza delle azioni contro civili e dalla distruzione sistematica di infrastrutture produttive e abitazioni. Il comitato di emergenza misto che segue la crisi ha deciso di concordare con forze lealiste un cessate il fuoco e di richiedere l&#8217;autorizzazione a schierare una forza internazionale di interposizione.</p>
<p>Il Generale in capo delle forze lealiste, dopo essersi consultato con il governo centrale, ha disposto un rientro nei ranghi della truppa dislocata nella regione metropolitana. E&#8217; stato rimosso l&#8217;accerchiamento alle istallazioni della NATO sul territorio nazionale e autorizzato l&#8217;ingresso dai varchi di frontiera con la Francia e l&#8217;Austria di colonne motorizzate franco tedesche che si stanno dirigendo nei punti di presidio assegnati.</p>
<p>Le truppe americane, canadesi e turche saranno schierate nelle regioni meridionali dove dovranno trovare un accordo con le bande che detengono il controllo del territorio e che sono al servizio dalla criminalità organizzata. Saranno costituiti dei governatorati militari sotto la gestione mista di comandanti militari locali e forze internazionali per tentare di ristabilire l&#8217;ordine e la pace in quella che è stata definita una Colombia nel ventre dell&#8217;Europa.</p>
<p>I rapporti delle organizzazioni non governative, le uniche tollerate nel paese fino ad oggi, parlano di stragi e violenze inaudite. Circa due milioni di civili e settecentomila uomini in armi sarebbero periti in una brutale guerra fratricida causata dalla crisi economica ed istituzionale in cui il paese era precipitato quando si era palesata l&#8217;incapacità delle istituzioni di gestire la grave situazione. Nessuno avrebbe mai creduto che una cosa del genere potesse accadere in una moderna nazione europea al giorno d&#8217;oggi.</p>
<p>Nelle prossime settimane le autorità svizzere,  slovene, francesi e austriache dovrebbero iniziare le procedure per il rientro sotto scorta dei tre milioni di profughi ammassati nei campi in prossimità dei confini.</p>
<p align="center"><strong>Inverno</strong></p>
<p>Oggi è domenica. Giorno di elezioni. Sono passati dieci anni dall&#8217;ultima volta che ho votato eppure mi sembrano molti di più. Non so perché, ma la sento veramente un&#8217;occasione speciale.</p>
<p>Mi sono fatto la barba, ho messo la camicia bianca e una bella cravatta. Al bavero ho agganciato i nastrini azzurri della campagna padana ed al braccio la fascia di reduce decorato. Lentamente mi  sono avviato verso il seggio che hanno insediato nella navata laterale della cattedrale, quella che è rimasta in piedi.</p>
<p>La strada è lunga, ma costeggia il mare. In questa giornata di aprile il mare è azzurro e calmo. L&#8217;aria è tersa e ferma. Dalla costa, in corrispondenza della zona interdetta, vedo salire una colonna di fumo. E&#8217; molto presto e la strada è quasi deserta. Passa un ragazzo in bicicletta e una donna a piedi con una tanica piena d&#8217;acqua e un pacco di zucchero con lo stemma della comunità europea. Una volta qui c&#8217;era un grosso parcheggio.  Ora ci hanno fatto un campo di pomodori. C&#8217;è un bel profumo di fiori nell&#8217;aria. Così è la vita.</p>
<p>Di fianco alla cattedrale c&#8217;è un blindato bianco. Ci sono anche una decina di soldati in assetto di guerra. Sulla manica hanno la bandiera francese. Fumano e parlano tranquillamente tra di loro. Sento il rumore di un camion e mi scosto per farlo passare. Sul pianale ci sono tre miliziani armati e una decina di prigionieri con in testa un sacchetto di iuta legato intorno al collo. Uno di loro piange e chiama la madre. I francesi si girano verso la cattedrale e fanno finta di non vedere. Il camion va verso la zona interdetta. Probabilmente vanno a &#8220;piantare&#8221; i prigionieri, come si dice qui, nel senso che gli ficcheranno una palla  in testa attraverso il sacchetto, li butteranno in una fossa e li copriranno con calce e terra. Così è la vita.</p>
<p>Un miliziano mi guarda e vede la fascia, i nastrini e la stampella alla quale mi appoggio. Allora porta la mano alla visiera e mi saluta. Poi tira fuori un tricolore e lo agita per salutarmi.<br />
Verde, bianco e rosso. Quando vedo la bandiera non posso fare a meno di commuovermi e ricordare. Gli occhi mi si inumidiscono.</p>
<p>Così è la vita.</p>
<p align="right"><small><em>A</em><em>l Tenente Colonnello Viktor Smorodinnikov<br />
che ha visto la sua patria soccombere nella lotta contro l&#8217;unico nemico<br />
contro il quale non poteva combattere.<br />
Sempre agli ordini.<br />
</em></small></p>
<p align="right"><em><small>l.p.</small></em></p>
<p><small>pezzo originale del 13 aprile 2008</small></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Valzer delle Ore Profonde</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 08:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[No One]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho riflettuto a lungo prima di scrivere queste righe che segnano il mio ritorno, almeno parziale, all&#8217;attività di volontariato sociale di MenteCritica.
Ho incominciato a scrivere sulla rete quasi due anni fa, nel settembre del 2006. Allora la scrittura aveva una forte valenza liberatoria per il prepotente disagio che mi agitava. Poi, quasi inconsciamente, mi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho riflettuto a lungo prima di scrivere queste righe che segnano il mio ritorno, almeno parziale, all&#8217;attività di volontariato sociale di MenteCritica.<br />
Ho incominciato a scrivere sulla rete quasi due anni fa, nel settembre del 2006. Allora la scrittura aveva una forte valenza liberatoria per il prepotente disagio che mi agitava. Poi, quasi inconsciamente, mi sono scoperto il talento della divulgazione e questo, più che le mia mediocre e noiosa vita, mi ha consentito di creare la meravigliosa macchina di MenteCritica.<br />
<span id="more-6314"></span><br />
MenteCritica non è il mio blog dove io racconto i fatti miei che non hanno nessun interesse, anzi non è affatto un blog. E&#8217; uno dei posti da dove spero parta il dibattito che farà il nostro nuovo Paese e che ci renderà, finalmente, liberi. Inoltre, mi è già successo che un infame usasse senza alcuna lealtà la confidenza che gli era stata accordata. Cosa che mi riempie di raccapriccio per il fatto di non essere stato in grado di riconoscere in anticipo tanta meschinità.  Eppure, dopo essere stato assente tanto a lungo, io che, volente o nolente, sono il primo attore di questo proscenio, non posso far a meno di dare una spiegazione precisa e netta. Niente più silenzi, niente più mezze ammissioni. Alla fine, questo atteggiamento serve solo ad incoraggiare un aura di divismo e di misticismo che non si adatta al mio carattere e alla patologica discrezione di cui sono afflitto.</p>
<p>Nella terza decade di agosto, in una mattina indimenticabile, mi è nata una bambina.<br />
Io che ho nei confronti della vita uno smisurato debito d&#8217;amore, io che sono stato un uomo molto deprecabile, io che ho molti conti in sospeso da saldare, mi sono visto all&#8217;improvviso, a meno di un metro dai miei occhi, la tenera occasione di diventare una persona migliore attraverso la semina d&#8217;amore che si realizza veramente solo nella cura dei deboli ed in particolare dei bambini.</p>
<p>L&#8217;emozione che mi ha agitato non è di questo mondo e quindi non esistono parole per descriverla. Qualcuno, prima, mi aveva detto che i bambini cambiano la vita. E&#8217; una colossale fesseria. I bambini <strong>sono</strong> la vita.</p>
<p>Dopo meno di 24 ore, madre e figlia sono state molto male. In particolare la bambina è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva neonatale per una sospetta emorragia interna. E lì è rimasta per quattro giorni che io ho trascorso, senza nessun motivo, seduto sulle panche dell&#8217;ospedale con la scusa di prendermi cura della madre ed di attendere notizie di lei.<br />
Ogni giorno, alle 12.30, indossavo camice, cuffia e sovrascarpe ed entravo in quella che ho scoperto essere la stanza della meraviglia dove decine di piccole donne e piccoli uomini lottano con tutte le loro forze per rompere definitivamente il filo sottile che li tiene agganciati all&#8217;oscurità dalla quale sono stati chiamati.</p>
<p>Fra queste c&#8217;era lei, collegata ad una macchina che ne segnava battiti e pressione e che io guardavo con il timore che potesse, da un certo punto in poi, segnare i numeri sbagliati e precipitarmi in una condizione che non avrei nemmeno saputo immaginare.<br />
In quei giorni ho visto le foto di tanti bambini che ce l&#8217;hanno fatta. I corpicini di tanti che stavano lottando. Ho visto i visi di madri, di padri e il timore negli occhi di tutti. Ho pensato ai milioni di bambini che non possono essere curati ed alla disperazione dei loro genitori che non è sicuramente minore della mia. Alla fine. Alla mia età. Dopo aver viaggiato, combattuto, conosciuto e visto, sono finalmente diventato un uomo.</p>
<p>Mamma e figlia sono poi tornate a casa. Nei giorni di ricovero la bambina aveva subito prelievi, esami, ecografie. I motivi del male non sono stati chiariti e rimangono sospesi come una minaccia senza remissione. Lei, piccolissima, era tesa e nervosa per essere entrata nella vita attraverso la paura della morte.<br />
Mentre la madre stremata riposava, io l&#8217;ho tenuta in braccio per gran parte della prima notte. Nella sua tutina male allacciata, con il suo strano profumo di fiore e gli occhi piccoli e scuri pieni di terrore, ci siamo ritrovati io vecchio soldato e lei bocciolo di donna a ballare questa specie di valzer nelle ore più profonde della notte in una stanza illuminata dalla luce della luna calante.<br />
Ed è stato così che le mie vecchie paure e le sue nuovissime, si sono mitigate a vicenda in un abbraccio che, finalmente, ci ha dato pace e ci ha fatti padre e figlia.</p>
<p>Lei non lo sa ancora. Io non sono un uomo ricco e non ho gradi amicizie, ma ho ricevuto il migliore addestramento del mondo e la amo tantissimo. Lei, ora, è la mia missione e deve sentirsi sicura.</p>
<p>Con questo chiudo questa parentesi privata. Se tutto va bene nel giro di una decina di giorni dovrei tornare operativo e professionale ai livelli che già conoscete. Nel frattempo, mentre lei è ancora troppo piccola per scegliersi un nome di battaglia io, in quanto comandante, le ho assegnato il grado di staffetta partigiana e il nome di battaglia di Valeria. Il suo vero nome è altrettanto bello, ma è un segreto tra noi partigiani.<br />
Grazie a tutti per l&#8217;attenzione e che ciascuno, una volta o l&#8217;altra, trovi la sua strada.</p>
<p>l.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Zeronove Zerootto</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Aug 2008 14:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[No One]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora che ho smesso di spargere sangue e di bruciare pagine. Ora che parlo solo quando serve e quello che avrei dovuto veramente dire mi è rimasto in gola. Per sempre.



Ora che siedo nella luce tagliente di questa estate senza compromessi. Ora che vivo questi giorni sospesi tra ciò che ero, ciò che sarò e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora che ho smesso di spargere sangue e di bruciare pagine. Ora che parlo solo quando serve e quello che avrei dovuto veramente dire mi è rimasto in gola. Per sempre.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5687 aligncenter" title="haize" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/haize.jpg" alt="" width="500" height="41" /></p>
<p><span id="more-5681"></span></p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p>Ora che siedo nella luce tagliente di questa estate senza compromessi. Ora che vivo questi giorni sospesi tra ciò che ero, ciò che sarò e ciò che farò in modo che sia.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/idf02.jpg" alt="" width="480" height="306" /></p>
<p>Ora che per la prima volta mi sento veramente uomo e per farlo non ho più bisogno nemmeno di portare il fucile. Ora che a mia vita si avvia ad avere un senso. Ora, che grazie a Dio, posso pensare finalmente al futuro. Ora.</p>
<p>Ora più che mai grazie di essere ciò che sei per me. Qualsiasi cosa sia.<br />
Grazie.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Farewell</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 18:09:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[No One]]></category>

		<category><![CDATA[morte]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi la strada lungo il mare è spazzata dal vento africano. Quello caldo ed appiccicoso che solleva nuvole di polvere rossa. Quella polvere rossa del deserto che sembra tanto lontano e che invece quasi si intravede al di là di un mare che unisce più che separare.
Anche il cielo  ha colore rossastro e disegna una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi la strada lungo il mare è spazzata dal vento africano. Quello caldo ed appiccicoso che solleva nuvole di polvere rossa. Quella polvere rossa del deserto che sembra tanto lontano e che invece quasi si intravede al di là di un mare che unisce più che separare.</p>
<p>Anche il cielo  ha colore rossastro e disegna una cupa minaccia di pioggia nell&#8217;aria che sa di metallo. Vivere in una città di mare è un continuo atto di devozione alla forza della natura, alla sua devastante potenza ed al genio che trova i suoi colori su una tavolozza infinita.</p>
<p>Ora che siamo sulla soglia della notte, quella notte severa e senza stelle oltre la quale ti sei già avviato, io vorrei avere qualcosa di giusto da dire o qualcosa di bello da scrivere. Invece sto qui a guardare la tua fotografia senza sapere cosa fare.<br />
Avrei voluto dirti grazie. Non l&#8217;ho fatto. Non l&#8217;ho fatto.</p>]]></content:encoded>
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		<title>20 miliardi di Risarcimento. Codacons Fatti i Cazzi Tuoi</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 07:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[No One]]></category>

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		<description><![CDATA[Codacons, e di chi? Non mio di certo, perché dei 500 euro che mi toccherebbero di risarcimento io non ne voglio nemmeno uno. Chi stai difendendo Codacons? Spiegamelo dai. Stai difendendo quelli come Grillo che ora hanno paura che qualcuno li rapisca? O stai difendendo la Marcegaglia e i suo 200000 euri scarsi di reddito? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Codacons, e di chi? Non mio di certo, perché dei 500 euro che mi toccherebbero <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_04/redditi_codacons_maxi_risarcimento_246bec68-19e6-11dd-ab0f-00144f486ba6.shtml">di risarcimento</a> io non ne voglio nemmeno uno. Chi stai difendendo Codacons? Spiegamelo dai. Stai difendendo quelli come Grillo che ora hanno paura che qualcuno li rapisca? O stai difendendo la Marcegaglia e i suo 200000 euri scarsi di reddito? No forse stai difendendo Salvatores che con 28.000 euro all&#8217;anno è costretto a fare film di merda per mangiare.</p>
<p><span id="more-3880"></span>No codacons, tu a me non mi difendi, non mi hai mai difeso. Anche tu codacons, fai della decadenza morale e civile di questo paese un bel business. Non sei il primo e nemmeno l&#8217;ultimo, perché ogni volta che una società si sfalda spuntano gli sciacalli, ogni volta che un corpo si decompone nascono i vermi che si crogiolano nella carne putrefatta.<br />
E&#8217; così che la mafia diventa business editoriale, i grilli si arricchiscono sulla merda e i codacons promettono risarcimenti a quelli (tutti a questo punto) che hanno visto le loro mutande sporche esposte sulla rete.</p>
<p>Ciao codacons, tieniteli i tuoi 520 euro. Anzi passali a salvatores così si fa un vestito nuovo o a grillo così si compra un cane da difesa. A me i tuoi 500 euro non servono. Non servono perché io sono un pezzente, ma il mio orgoglio costa di più.</p>
<p>Anzi, codacons, visto che sei entrato nel business dello sfascismo, ti consiglio di iniziare a fare manifesti come questi:</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/pilo.jpg" alt="pilo.jpg" /></p>
<p>Sì, amnistia fiscale per tutti. Figa per tutti. Case per tutti.</p>
<p>Io credo di aver chiuso. Quello che è successo in questi ultimi giorni in questo paese mi ha convinto che a sbagliare sono io. Questa non è casa mia. Me ne sono accorto tardi, maledettamente tardi.  Così è la vita.</p>
<p>A sostenere la causa sarà l&#8217;avvocato Coratella, <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_04/redditi_codacons_maxi_risarcimento_246bec68-19e6-11dd-ab0f-00144f486ba6.shtml">dice il corriere</a>. l&#8217;avvocato Coratella, quello che<a href="http://www.daveblog.net/2006/10/17/caro_coratella_ti_scrivo.html"> rappresentava il codacons in amici di maria de filippi</a>. Il cerchio si chiude.</p>
<p>Almeno questo è quel che dice il corriere, cosa che andrebbe verificata, visto che non sanno fare nemmeno le divisioni e dicono che 20 miliardi diviso per 38 milioni fa 52.<br />
Hanno l&#8217;ordine dei giornalisti, ma non hanno superato l&#8217;esame di quinta elementare. Italiani, basta la parola.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/cor2.jpg" target="_blank"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/cor1.jpg" alt="cor1.jpg" /></a></p>
<p style="text-align: center">clicca per ingrandire</p>
<h1 align="center"><font color="#ff0000"><fint size="5"> Aggiornamento</fint></font></h1>
<p>Al Corriere leggono MenteCritica ed hanno deciso di fare un ripasso sulle divisioni. <strong>Ora gli euro sono diventati 520</strong>. Però le divisioni con la virgola non le sanno fare ancora. Nemmeno un rigo di scusa sull&#8217;errore. Italiani, basta la parola.</p>
<p>L&#8217;avvocato rimane Coratella, quello di amici.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/screenhunter_2.jpg" alt="screenhunter_2.jpg" /></p>]]></content:encoded>
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		<title>Unknown Friends</title>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2008 20:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>grp</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[No One]]></category>

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		<description><![CDATA[
feelin&#8217; fuckin&#8217; tired fella. fuckin&#8217; tired.

&#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span id="more-3855"></span><a href="http://www.mentecritica.net/unknown-friends/no-one/grp/3855/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p align="center">feelin&#8217; fuckin&#8217; tired fella. fuckin&#8217; tired.</p>
<p align="center"><a href="http://www.mentecritica.net/unknown-friends/no-one/grp/3855/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p align="center">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		<title>Tales of Vengeance</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 17:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[No One]]></category>

		<category><![CDATA[vendetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina ha smesso di prendere le medicine. Ha aperto la confezione di capsule ed una ad una le ha tirate fuori dal blister. Ne ha fatto un mucchietto giallo ed appiccicoso e le ha seppellite nel fiume turbolento che scorre nel suo cesso quando preme lo scarico. Poi è stata la volta delle gocce. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina ha smesso di prendere le medicine. Ha aperto la confezione di capsule ed una ad una le ha tirate fuori dal blister. Ne ha fatto un mucchietto giallo ed appiccicoso e le ha seppellite nel fiume turbolento che scorre nel suo cesso quando preme lo scarico. Poi è stata la volta delle gocce. Prima ha cercato di versarle dal beccuccio poi si è reso conto che ci sarebbe voluta un’ora e ha cercato una forbicina. Con quella ha tolto la capsula e ha svuotato il flacone nel lavandino. Nel bagno si è diffuso un odore dolce e sottile, come quello di una caramella ricoperta di zucchero. Poi si è guardato nello specchio. Ha visto i suoi occhi e le piccole pieghe di pelle che ci sono intorno, ha visto le labbra carnose piegate in giù, ha visto la barba bianca e i capelli cortissimi. Ha visto la fronte alta e le ciglia folte. Ha chiuso gli occhi e ha respirato piano e a lungo.<br />
<span id="more-3497"></span></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/sw357.jpg" height="267" width="480" /></p>
<p>Mentre fuori era ancora notte si è vestito. Poi ha aperto l’armadio e ha tirato fuori la fondina. Anche dopo mesi l’odore di cuoio è forte . Nel metterla si è accorto di aver perso peso. Ha stretto le fibbie e tutto è andato a posto. Come prima. Con gesti attenti ha aperto il tamburo e ha infilato cinque cartucce lasciando vuoto il primo foro. <em>Quello che impari veramente non lo dimentichi mai, quello che impari veramente non lo dimentichi mai, quello che impari veramente non lo dimen…</em>Alla fibbia ha agganciato tre speed loader e alla cintura la nove para e due caricatori. Tutto ok. Come prima.</p>
<p>Ha indossato il giubbotto largo e ne appiattito le gobbe in modo che revolver, speed loader e caricatori diventassero invisibili.<em> Quello che impari veramente non lo dimentichi mai, quello che impari veramente non lo dimentichi mai</em>.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/hks-speedloader-rev-250.jpg" alt="hks-speedloader-rev-250.jpg" /></p>
<p>Senza far rumore è entrato nella stanza dove conserva i libri. Ha preso una scatola e l’ha aperta. Dentro ha trovato un pacchetto rosso e bianco ed una scatola di fiammiferi.<br />
Pochi minuti dopo è per strada, nella mattina piovosa di una primavera confusa. A distanza di  due anni dall’ultima ha preso una sigaretta dal pacchetto e l’ha accesa. La prima boccata gli ha fatto girare la testa e gli ha portato la nausea. Lui si è fatto forza e ha continuato. Dopo un po’ la testa ha smesso di girargli e lo stomaco ha ripreso a farsi i cazzi suoi. Come prima.</p>
<p>Quando è arrivato l’autobus è salito. A bordo le solite facce. Una donna anziana lo ha salutato con un sorriso. Lui ha sorriso. Per tutti è rimasto lo stesso, per tutti è come sempre, per tutti è solo un giorno in più di ieri. Per tutti è come prima.</p>
<p style="text-align: right"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/parts_proiettili2.jpg" alt="parts_proiettili2.jpg" /></p>
<p>Per tutti meno che per due. Per chi stamattina è resuscitato e per chi stamattina è morto. Perché anche se la palla è ancora nel revolver, è solo questione di tempo. La strada che deve percorrere è dritta e precisa come una lancia di luce nel buio. Il cuore che la deve fermare è come se avesse già cessato di battere.</p>
<p>Quello che impari veramente non lo dimentichi. Mai.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Diossina nella Mozzarella: Ecco il Colpevole!</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 07:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[No One]]></category>

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		<description><![CDATA[Lasciate perdere il governatore. Lui è solo una mia promanazione, un pupazzo nelle mie mani. Fa solo ciò che voglio ed è lì solo perché io l&#8217;ho voluto. La Sindaco? Ma l&#8217;avete vista? Secondo voi conta qualcosa? E insieme a loro lasciate perdere gli amministratori locali. Migliaia di parassiti che, agitando bandierine colorate, svolgono la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lasciate perdere il governatore. Lui è solo una mia promanazione, un pupazzo nelle mie mani. Fa solo ciò che voglio ed è lì solo perché io l&#8217;ho voluto. La Sindaco? Ma l&#8217;avete vista? Secondo voi conta qualcosa? E insieme a loro lasciate perdere gli amministratori locali. Migliaia di parassiti che, agitando bandierine colorate, svolgono la loro attività saprofita come vermi nell&#8217;humus putrescente che nello stesso tempo è la loro casa, il loro cibo e la loro merda.<br />
Il vero responsabile di questa situazione sono io.<br />
Solo io.<br />
<span id="more-3488"></span><br />
Io sono quello che ora si nasconde dietro una indignazione corrucciata e severa. Io sono quello che adesso punta il dito e chiede la forca. Io sono quello che oggi veste i panni della vittima, ma in realtà sono lo spietato carnefice che ha succhiato la linfa di una terra bellissima fino all&#8217;ultima stilla e ora mi consumo nella rabbia perché è rimasta solo veleno da suggere.</p>
<p>Ho cominciato da <em>scurdammece o passato, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato</em>. Poi, passando per <em>tutti dobbiamo campare</em> son arrivato a <em>lo fanno tutti mo lo faccio pure io</em>.</p>
<p>Sono io che ho messo i vermi dove stanno e sono sempre io che li ho usati per chiedere favori e <em>un occhio di riguardo per carità</em> perché <em>funziona accusì</em>.</p>
<p>Sono io che ho messo le città a ferro e fuoco e ho occupato la ferrovia perché la lega mi aveva retrocesso la squadra <em>di pallone</em> e poi ho vissuto insieme alla monnezza perché <em>ce vo pacienza</em>. Sono io che ho chiuso un occhio e anche due quando il mio vicino scaricava merda nel mio cortile e poi ho fatto la guerra contro i carabinieri per non far aprire la discarica. Sono io che, quando mi vado a chiavare le puttane nigeriane sulla Domiziana, mentre faccio lo slalom tra le montagne di immondizia, non me ne fotto un cazzo perché ormai i rifiuti fanno parte del paesaggio come se fossero alberi, cespugli o fiori.</p>
<p>Sono io che annuisco comprensivo quando uno mi racconta che surgela il latte di bufala in inverno perché si vende meno prodotto e lo scongela d&#8217;estate quando la domanda raddoppia perché tutti vogliono la caprese <em>cu a fugliulella e basilico n&#8217;coppa</em>. E sono sempre io che, mentre sono in servizio, quando becco uno che scarica rifiuti abusivamente,  lo lascio andare perché <em>almeno nun fa &#8216;o spaccio</em>.</p>
<p>E sono ancora io, in procura, ad aprire decine di fascicoli su Moggi, le partite truccate, la retrocessione del Napoli e poi a lasciare chiusi quelli giusti perché non conviene per la salute e poi c&#8217;è la partita su sky o <em>la bolletta</em> da giocare.</p>
<p>E ora? Ora piango miseria perché il mio caseificio chiude, il mio albergo è vuoto, i miei clienti non mi portano fatture da registrare, il dottore mi ha ulteriormente ridotto la paga anche se continua a farmi firmare per intero.</p>
<p>Ora, dopo aver permesso con i miei atti, le mie opere e le mie omissioni che l&#8217;aria dolcissima nella quale ero nato diventasse torbida e persa. Ora, dopo essermi venduto mille volte al silenzio, al compromesso ed alla complicità, dopo aver aperto le porte della mia casa ed aver accolto i furbi alla mia tavola per mangiare insieme a loro, ora, soltanto ora,  mi accorgo che non ne valeva la pena.</p>
<p>Ora ho capito che per trenta denari ho venduto la mia terra e con essa il futuro dei miei figli.<br />
I miei figli. Per loro c&#8217;è l&#8217;Europa. L&#8217;Irlanda, l&#8217;Olanda, il Belgio. Come i loro bisnonni che partivano con la valigia di cartone, loro piegheranno la loro bella laurea e partiranno per il Nord freddo ed incontaminato.</p>
<p>E gli altri? Quelli che non hanno nemmeno una laurea da offrire? Quelli che dovranno mettersi in competizione con tunisini, turchi, nigeriani?<br />
Per loro ci sono le migliaia di incroci di cui le città sono disseminate. Per le mie figlie invece ci sono le desolate periferie e gli operai con la paga del sabato da spendere. Quando russe, ucraine e polacche troveranno finalmente lavori migliori ci sarà tanto posto per loro.</p>
<p>E non può essere altrimenti perché ormai ho capito che si raccoglie sempre ciò che si semina. Sempre e comunque.</p>
<p>Se ti sei riconosciuto in questo racconto e ti sei offeso, sono cazzi tuoi. Personalmente me ne fotto.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Sopra il Mare</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Aug 2007 12:29:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[No One]]></category>

		<category><![CDATA[amore]]></category>

		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>

		<category><![CDATA[sogno]]></category>

		<category><![CDATA[solitudine]]></category>

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		<description><![CDATA[Lei ha le dita appoggiate sul vetro della finestra. Il respiro crea piccole aree di nebbia vicino al suo viso chiaro. Con gli occhi socchiusi per la luce violenta guarda la metropoli remota che si stende sotto di lei dove uomini dal volto deciso parlano frettolosamente tra loro in una lingua straniera.
Lui è seduto milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lei ha le dita appoggiate sul vetro della finestra. Il respiro crea piccole aree di nebbia vicino al suo viso chiaro. Con gli occhi socchiusi per la luce violenta guarda la metropoli remota che si stende sotto di lei dove uomini dal volto deciso parlano frettolosamente tra loro in una lingua straniera.</p>
<p><span id="more-1203"></span>Lui è seduto milioni di miglia altrove in una stanza sepolta nel buio di una notte giunta troppo presto. Nonostante l&#8217;oscurità,  riesce a vedere con molta chiarezza la lunga fila di errori che lo hanno portato fino a quel punto. Ogni tanto fa scattare a vuoto  il percussore e guarda i sei proiettili poggiati di fronte a lui per cercare di riconoscere quello giusto.</p>
<p>Lei legge lentamente le sue lettere. Parlano di luoghi sconosciuti e raccontano storie incomprensibili. Guarda le foto e quegli occhi che non vedono le fanno paura. Si è già chiesta più volte quale sia la via, ma non si è saputa dare una risposta. E&#8217; da tempo ormai che quel luogo le è estraneo, ma non sa più trovare la strada di casa.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/zaeyes.jpg" alt="zaeyes.jpg" /></p>
<p>Lui spegne l&#8217;ennesima sigaretta e prende lentamente a caricare l&#8217;arma che tiene in mano. Si sente lontano ed indifferente. Non ci sono spiegazioni da dare perché le parole gli si sono seccate in gola da tempo. Ora c&#8217;è una sola alternativa e bisogna andare fino in fondo.</p>
<p>Lei si guarda le dita sottili e le piccole vene che le percorrono le mani. Forse ha atteso troppo ed è venuto il momento di andare, forse ha detto troppi no ed è il momento di ascoltare. Forse rifiutarsi di scegliere per paura di sbagliare è solo un modo molto raffinato di morire. Guarda le sue dita sottili prendere il telefono ed iniziare a comporre un numero.</p>
<p>La sua voce diventa tanti piccoli bit che, in ordinati ed in fila, corrono sul cavo. E il cavo passa sopra il mare fino al cielo da dove rimbalza di nuovo verso il mare. E lungo il percorso il giorno si fa notte ed il mare guarda, scuro ed indifferente.</p>
<p>Milioni di miglia altrove lui continua a tenere la mano poggiata sul telefono come per essere sicuro di non essersi sbagliato. Alla fine si distende e finalmente chiude gli occhi. Forse è vero che non c&#8217;è delitto senza remissione. Si alza e spalanca le imposte.  Il fumo si disperde nel fresco della notte estiva. Poco lontano, verso il mare muto, una finestra si apre e si accende una luce. Lungamente atteso, s&#8217;avanza il giorno.</p>
<p align="center"><a href="http://www.mentecritica.net/sopra-il-mare/no-one/dellefragilicose/1203/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Zeronove Zerootto</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Aug 2007 10:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[No One]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; possibile vivere come lampi rapidi e leggeri che guizzano senza nemmeno sfiorarsi in un mare di oscurità infinita.

E&#8217; possibile viaggiare muti ed inconsapevoli sulle stesse strade con gli occhi persi in un punto sconosciuto. E&#8217; possibile essere qui ed altrove nello stesso tempo.
E&#8217; possibile uscire dalla trama sottile degli eventi e fermare un istante, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; possibile vivere come lampi rapidi e leggeri che guizzano senza nemmeno sfiorarsi in un mare di oscurità infinita.</p>
<p align="center"><span id="more-1131"></span></p>
<p>E&#8217; possibile viaggiare muti ed inconsapevoli sulle stesse strade con gli occhi persi in un punto sconosciuto. E&#8217; possibile essere qui ed altrove nello stesso tempo.</p>
<p>E&#8217; possibile uscire dalla trama sottile degli eventi e fermare un istante, uno solo, nel quale per infinita dolcezza si è respirata la stessa aria e diviso lo stesso spazio.</p>
<p>E nonostante tutto è possibile perdersi. E&#8217; possibile perdersi.</p>]]></content:encoded>
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