Media Mente Critica

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Allora non mi ero sbagliato, è proprio vero, avevo sentito bene, l’antiberlusconismo è nuovamente vocabolo usato ed abusato, una moda che ritorna in auge con energia rinnovata e con rinato furore. Anche oggi l’ho sentito pronunciare dozzine di volte da parte di giornalisti, politici, opinionisti vari.

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Fabio Fazio è buono e ci tiene a farlo sapere. Sorride sempre, ha il collo della camicia slacciato, porta quelle sottili cravatte anni 80 e, da come è conciato, ci si aspetterebbe che sotto la giacca abbia la camicia fuori dai pantaloni.
Tutti i suoi ospiti sono “eccezionali”. Le domande che Fazio fa sono congegnate per consentire all’ospite di mettere in mostra arguzia, bellezza, generosità, grande carriera internazionale. Ogni ospite ha un prodotto da vendere. Un libro, un film, un tour, la sua vita. E Fazio, mielosamente, ne decanta le virtù, ne mostra la copertina, ne incoraggia la fruizione in una profusione di glucosio puro che, per essere sostenuta senza andare in coma diabetico, richiede un’overdose di insulina.

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Il problema del download illegale di musica/film è di nuovo salito alla ribalta, con la decisione di rendere illegali anche i metodi usati per monitorare chi scarica o meno. Devo dire che la notizia mi ha lasciato sorpresa: finalmente un passo avanti! In occasione, ho deciso di dire la mia analizzando un po’ l’origine della “querelle”.

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A volte capita che alcuni libri (o fumetti, in questo caso) non vengano più ripubblicati e che si riescano a trovare solamente in qualche mercatino dell’usato. Un gran peccato, in realtà, perché di fronte alla miriade di libri inutili che vengono dati alle stampe ultimamente (Moccia docet), si potrebbe recuperare alcune perle del passato prossimo.

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mani che tirano le filaQual è stata la notizia politica più dibattuta su internet ieri? Semplice, la risposta data da Berlusconi ad una ragazza precaria che gli chiedeva come fosse possibile, per una giovane coppia, farsi una famiglia senza un lavoro stabile. Quanto detto da Berlusconi credo lo conosciate tutti, l’ex premier ha invitato la ragazza a sposarsi un miliardario, perché con il sorriso che si ritrova se lo può certamente permettere.

Una risposta che ci indigna, vero?
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Diciamoci la verità su televisione, stampa, web. Parlare di politica, di quella vera. Parlare di conflitto d’interessi, libertà di espressione, lavoro precario, previdenza è una grandissima rottura di balle.
Leggi, grafici, numeri, statistiche. Viene sonno dopo la terza riga e lo spettatore. il lettore o l’internauta subito cambiano canale o pagina alla ricerca della tetta facile, l’omicidio cruento, l’incidente o la storiellina di corna che fa sempre audience.

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Noi occidentali utilizziamo spesso la parola libertà, alcune nazioni hanno reso questa parola motto della loro democrazia, ed altre, unite sotto l’egidia della bandiera a stelle e striscie, hanno infilato il vocabolo “libertà” anche in operazioni militari che forse con la libertà hanno poco a che fare. In Italia, quando si è in campagna elettorale, il termine “libertà” assume toni evocativi ed un po’ posticci, così c’è chi utilizza tale parola nell’effigie di un partito, e chi invece - solo ed esclusivamente in campagna elettorale - lamenta, nella nostra nazione, l’assenza di una particolare libertà, quella di stampa; infine ci sono quelli che provocatoriamente, come abbiamo fatto noi di Mentecritica, sarebbero disposti a cedere, per un breve periodo di tempo, un po’ della propria libertà pur di poter ottenere nuovamente la libertà di scegliere chi mandare in parlamento, privilegio - questo sì - oggi negato agli abitanti dello Stivale.
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Qualche tempo fa sul web è apparso un video realizzato dal regista Jesse Dylan (figlio di Bob Dylan) e dal musicista Will.i.am, membro del gruppo Black Eyed Peas. Il video ha avuto un notevole successo nella cosiddetta “blogosfera” italiana, tanto da essere ripubblicato su Youtube in una versione completa di sottotitoli nel nostro idioma.

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Siamo talmente distratti e sovrapensiero, nella vita di tutti i giorni, che le parole, le proposizioni logiche e i discorsi che arrivano a noi dai media, ci scorrono addosso come l’acqua della doccia.
Le notizie che ci vengono date, spesso vere e proprie fallacie, appaiono tali solo se ci soffermiamo ad analizzarle logicamente. Ad una prima passata veloce, qualunque proposizione può passare per vera.

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La mamma morta m’hanno
alla porta della stanza mia
Moriva e mi salvava!”

(Umberto Giordano - Andrea Chénier“)

Alla Chiesa necrofila la donna piace morta, specialmente se madre, e se muore nel dare alla luce un figlio, ancora meglio. Se muore anche soffrendo come un cane è l’apoteosi. Diventa santamartire, un esempio da additare a tutte le spose, timorate e non.

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Quello che sto per scrivere è un pezzo veramente straordinario. Leggetelo con attenzione. E’ eccezionale essenzialmente per due motivi.
Prima di tutto, faccio raramente recensioni di film. E’ un genere letterario che non si confà alle mie caratteristiche. A me i film piace guardarli, non scriverne. Poi, e forse è questa la vera ragione per la quale questo è un pezzo fuori dal comune, scrivo questa recensione senza aver visto il film.

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crescent_star01.jpgConoscere la storia è importante, perché gli eventi del passato ci aiutano a comprendere ed analizzare al meglio il quadro socio-politico odierno. Ovviamente la storia dell’umanità è un campo di studio decisamente vasto ed è difficile riuscire a memorizzare, fin nei minimi dettagli, gli eventi storici che hanno portato alla formazione di così tante nazioni, così tante lingue e così tante culture diverse.
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Ma Benigni recita Dante, oppure lo interpreta? Nulla di tutto questo: Benigni lo vive. Benigni è Dante. Lo è, nell’abbacinante climax che lo travolge fino a lasciarlo esanime: corpo morto. Lo è, nel momento in cui vede sgretolarsi di fronte a sé le illusioni di cui la sua carne e il suo spirito - il suo spirito fattosi carne - si erano nutriti fino a quel momento. Quando il suo vecchio della montagna, il vecchio d’oro, si tramuta in polvere di creta, stoppia fangosa. Polvere e nulla.

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espresso300×274jpeg.jpgSulla questione del risarcimento chiesto dalla famiglia Di Savoia alla Repubblica Italiana ho poco da aggiungere a quanto scritto qui. La cosa, nata male, sta diventando addirittura una pantomima di cattivo gusto dove i protagonisti sembrano impegnarsi a fondo per peggiorare un’immagine pubblica già ampiamente deteriorata. In ogni caso, questo non giustifica il sistema vile e meschino con il quale vengono portati certi attacchi a singoli personaggi coinvolti nella vicenda.

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Mucca Pochi giorni fa si è concluso l’ennesimo concorso di Miss Italia. Questo concorso di bellezza, nato nel lontano dopoguerra, è diventato ormai evento nazional popolare, più o meno come il festival di Sanremo; ovvero: i giornali scrivono pagine intere sull’evento (inclusi i finti critici da salotto, che usano la loro penna moscia per ripetere, ogni anno, le solite critiche all’acqua di rose), la maggioranza degli italiani guarda la trasmissione pur annoiandosi a morte, come se si trattasse di un dovere di patria, ed ogni anno, puntualmente, si scoprono dissapori tra i conduttori, polemiche da bagaglino e, naturalmente, illazioni in merito al corretto svolgimento del concorso
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