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Forza Nuora

3 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Vere Donne, Veri Uomini

Mi piace quest’idea di fare l’autopsia agli articoli altrui, mi piace assai. Così, rubo l’idea a Paolo Barnard e mi occupo subito di colui che giace sul mio tavolo autoptico, massacrato da orde di facebookiani, twitteroli, bloggers ma soprattutto donne e uomini di buona volontà, indignati per il concetto da lui espresso ieri su “Libero”, nell’articolo “Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli”. Uno di quei titoli da perfetta suocera fascista vs. nuora troppo emancipata che si pensava fossero ormai scomparsi da tempo immemorabile nelle nebbie della storia e che invece ogni tanto riemergono dall’ombra in pochissimi e preziosi esemplari. Volantini di Forza Nuova inclusi.
In soldoni, il fatal concetto è quello che, per evitare il sorpasso demografico delle femmine islamiche e straniere in generale, sempre con la pagnotta nel forno e presumibilmente ignoranti come capre, è necessario che le donne italiane non si dedichino più a studi superiori (lui parla di Università, speriamo che almeno possiamo continuare a frequentare le elementari così da imparare a leggere e far di conto). Private delle distrazioni culturali e ripiombate nei secoli bui dell’analfabetismo, le italiane ricominceranno così in automatico a fare figli, a scodellare marmocchi fino a farsi scoppiare i lombi.
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Il peggio femminino

26 settembre, 2011 di  
Archiviato in Veri Uomini

“Questo patto [dichiarazione di voto, n.d.a.] vogliamo stipularlo con Lei e non col prof. Prodi: la sua campagna fatta di ‘serietà’ e ‘sacrifici’ non ci piace, ci intristisce e ci fa un po’ spavento. E noi signore lo lasciamo volentieri perdere. ‘La bellezza salverà il mondo’.” (Dalla Lettera aperta delle donne a Silvio Berlusconi, marzo 2006) 



Quando tutto sarà finito e ci aggireremo tra le macerie fumanti di questo disgraziato paese, bisognerà fare un discorsetto come si deve alle donne che hanno popolato, appoggiato, sfruttato ed acclamato il maledetto regime del Drago Flaccido per tutto questo tempo. Qualche testolina da rapare metaforicamente a zero per intelligenza – anzi incoscienza – con il nemico, insomma, non guasterebbe.

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Un Vescovo-Madre

10 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Veri Uomini

Dopo nove anni di episcopato, il card. Tettamanzi lascia la Cattedra ambrosiana

A Bresso, dietro il Parco Rivolta, al confine con la strada, si trova uno spazio vuoto, in marmo bianco, circondato da un cancelletto. Un rettangolo dalle linee severe eppur addolcite dalle dimensioni domestiche, dal colore stesso, candido, certo, ma tenue, e leggermente venato di rosa. È un limite sospeso, che presto sarà occupato da un monumento. Ai caduti? alle donne del Risorgimento? Ancora lo ignoriamo.

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Default Italia, 70 Giorni al Fallimento: Al Capestro gli Evasori

Sono giorni che lo dico. Non basta cambiare, bisogna proprio buttare via l’immondizia per ripartire. E se non si vuole ripartire, nessun problema. Per i maschietti ci sono i semafori a Pechino. Con il traffico e l’inquinamento che c’è si faranno soldi a palate lavando i vetri delle macchine. Per le donne la scelta è ancora più ampia: le vecchie e le racchie troveranno facilmente occupazione nel settore “cambio pannoloni a vecchiacci cacasotto cinesi”, mentre quelle giovani e belle (non superiori ai 22 anni che a queste cose in Asia ci tengono) non avranno difficoltà a impiegarsi nei vari centri di massaggio di Pechino dove i cinesi non vedono l’ora di restituire alle italiane le attenzioni che gli italiani hanno riservato alle loro fidanzate.

Ciò detto, veniamo a noi. Lo stesso governo che fino a qualche tempo fa incitava all’evasione fiscale, oggi impernia la sua manovra strutturale sul recupero dell’evasione. Della serie: evasore, prima ti coccolo per farmi eleggere, poi quando la merda arriva al naso, scarico la colpa su di te.
Non funziona brutte merde rincitrullite. Credete veramente che ci siamo bevuti il cervello dopo averlo frullato? La colpa principale è e rimane dell’intera classe dirigente di questo paese (non riesco più a dire “del nostro paese”, non mi ci ritrovo). Maggioranza, opposizione e antiberlusconiani di professione hanno capito che i loro privilegi dipendevano dallo status quo e tutti, senza eccezione, si sono adoperati per mantenerlo. Leggi elettorali, leggi ad personam ed ad aziendam, depenalizzazioni, spesa pubblica utilizzata per gestire il consenso, condoni fiscali, prescrizioni, ore e ore di dibattiti parlamentari incentrati sulla fica di Ruby.
Fosse per me, ci sarebbe la corda, altro che le elezioni. L’unico sistema per ripulire l’ambiente e consentire alle energie sane di esprimersi, finalmente.

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Nicole Minetti non è una Vittima

Fra gente civile il genere sessuale, come il colore della pelle, non dovrebbe rappresentare un fattore di discriminazione. Questo nella teoria, ovviamente, perché nella pratica è tutta un’altra cosa. Il colore della pelle conta e conta molto in un paese come il nostro dove già l’accento sbagliato, in certe regioni, scatena il pregiudizio. Le donne, aldilà della presa in giro delle quote rosa, sono vittime di discriminazione in politica, sul lavoro e, in generale, tutte le volte che aspettano un bambino o fanno il loro dovere di madri.

Tutto questo, come premesso, è incivile, ma non può servire per giustificare l’utilizzo del colore della pelle o del genere sessuale come attenuante. Mi spiego:  se una persona è inaffidabile, disonesta o violenta, rimane inaffidabile, disonesta o violenta anche se è di colore. Cercare attenuanti per chi si comporta male ed appartiene ad un’etnia sfortunata, è un atteggiamento di colonialismo paternalista e ipocrita.

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Anatema Contro i Gay: la Posta in Gioco

Negli ultimi tre mesi abbiamo assistito a un’escalation di anatemi antigay da parte di alti prelati della Chiesa cattolica. La miccia è stata accesa da mons. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna. Di fronte alla proposta di una regolamentazione delle coppie di fatto avanzata dalla Regione Emilia-Romagna, ha preso carta e penna per scrivere una lettera dai toni apocalittici e perentori (“Dio vi giudicherà, anche se non credete”) tra cui spicca la frase: “E’ ingiusto trattare in modo uguale i diversi”.

Lo stesso Caffarra, rigido censore dei “sodomiti”, che però, a quanto risulta, non ha mosso un dito (anzi…), per difendere una bambina dagli assalti d’un confratello pedofilo. Stesso comportamento tenuto dal vescovo ausiliario mons. Vecchi, anch’egli distintosi varie volte, in passato, per i suoi strali contro i gay, accusati nientemeno che di alimentare la violenza . Pochi giorni dopo il card. Lozano Barragan, già famigerato per aver dato dell’assassino a Beppino Englaro e per la sua somma indifferenza verso i veri crocifissi della Terra (immigrati, disoccupati ecc.), ha creduto di doverci ricordare, scomodando nientemeno che san Paolo, che “omosessuali e trans non entreranno nel regno di Dio“.

Anno nuovo, mondo vecchio: all’indomani della vittoria di Nichi Vendola alle (inutilmente) sofferte primarie del Pd, mons. Babini, vescovo di Pistoia, ha rincarato la dose, invocando addirittura la scomunica latae sententiae. Dopo aver premesso di “provare ribrezzo a parlare di queste cose” e di considerare “aberrante” la pratica omosessuale, ha dichiarato che “dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, è uno scandalo. All’omosessuale dichiarato e conclamato non va data mai la comunione”.

Non è forse ozioso sapere cosa pensa Sua Eminenza dell’Islam (“una religione violenta ed anticristiana e che distinguere tra Islam moderato e estremo non ha senso.. L’Islam è unico e il brodo di coltura sono proprio i Paesi moderati. Nazioni islamiche ricche ad Haiti non hanno mandato neppure un soldo. Bisogna svegliarsi dal letargo e difendersi dall’Islam, prima di essere colonizzati”: nemmeno Fallaci e Calderoli avrebbero saputo dir meglio), e soprattutto della recente visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma: “Il Papa abbia fatto bene a visitarla. Ma con la stessa franchezza è arrivato il momento di affermare che gli ebrei non sono più i nostri fratelli maggiori [la definizione, come ognuno ricorderà, è di Giovanni Paolo II]. Meglio, lo sono stati sino all’arrivo di Cristo, poi lo hanno abbandonato e non conosciuto. Loro sono contro la storia e dal Nuovo Testamento in poi hanno scelto di non essere nostri fratelli. Sull’albero dell’ulivo é stato fatto un inserto diverso. La Chiesa è nata da Cristo e non dagli ebrei”.

Qualche giorno fa, stessa musica ancora dalla Toscana, per bocca dell’arcivescovo emerito di Grosseto, mons. Scatizzi: niente comunione ai gay “conclamati” (come una malattia contagiosa?), perché “l’omosessualità è un disordine”. E, contemporaneamente, il Vaticano ha ammonito il governo: guai a finanziare campagne contro l’omofobia (altrimenti potrebbe sgretolarsi l’alleanza d’acciaio che pure i due soggetti hanno siglato).

E’ finita? No; sebbene non intendiamo addentrarci nelle sordide secche del caso Boffo, il bruciante intervento di don Farinella basta e avanza – notiamo come, per diffamare qualcuno, sia Feltri, sia il Vaticano non trovino di peggio che dargli dell’omosessuale. Non dell’assassino, del mafioso, del corrotto; tutto può essere perdonato, tranne l’omosessualità, naturalmente se “conclamata” (giacché, se nascosta, non infastidisce nessuno, non dà scandalo, soprattutto non se ne parla; quindi, il problema non esiste).

La Chiesa cattolica italiana, attualmente, si trova a esser governata da simili pastori. Non si vuol generalizzare, sia chiaro; resta il fatto che si tratta di personaggi potenti, influenti e molto attivi sui mass-media. Anziani “lefebvrizzati”, che nemmeno si accorgono di rasentare il ridicolo quando distinguono gli ebrei dall’ebreo Gesù; vecchi e arcigni custodi d’un inesistente Ordine Costituito, che invocano l’apartheid dei “diversi”; sepolcri imbiancati, teologicamente balbuzienti, i quali, sulla scorta dei fondamentalisti islamici che millantano di disprezzare, decontestualizzano Paolo dimostrando una paurosa ignoranza e superficialità sui testi sacri. Gli esegeti più autorevoli (anche in campo cattolico) da tempo ormai hanno ammesso, senza tema di smentite, che san Paolo non poteva certo riferirsi agli omosessuali come li conosciamo oggi, visto che ai suoi tempi la parola non esisteva nemmeno, per non parlare dei trans, che non mi risulta frequentassero i sacri palazzi nel primo secolo dopo Cristo. A parte che Paolo non può esser sbrigato in due maldestre righe, un dimenticato Yves Congar definì chiaramente grave errore “modernizzare un testo che aveva per contesto il paganesimo antico”. Paolo alludeva non agli omosessuali strutturali, ma a eterosessuali che, per vizio e/o curiosità, si abbandonavano a pratiche diverse da quelle con una donna/uomo senza esservi costretti (ed era il caso di taluni circoli intellettuali pagani, ma non solo, visto che Dante punisce tra i “sodomiti” esclusivamente “cherci e litterati di gran fama”, lasciando intendere che si trattava di una perversione riguardante le annoiate classi ricche).

Che poi Paolo disapprovasse anche l’omosessualità come tale, quando l’avesse conosciuta, è con ogni probabilità vero; come è vero che non tutte le rivendicazioni degli omosessuali sono moralmente accettabili; ma il discorso meriterebbe ben altro approfondimento e siamo noi a provare ribrezzo, e dolore, a dover ribadire queste ovvietà ai principi della Chiesa.

Lozano (e i suoi illustri confratelli) fingono pure di dimenticare sia il documento del ’75 Persona humana, che già adombrava l’idea di un’omosessualità per dir così innata (oggi si sta tornando a considerarla vizio o malattia da guarire; le pubblicazioni cattoliche dànno molto spazio alle cosiddette “teorie riparative”, miranti a “convertire” gli omosessuali in eterosessuali), sia il Catechismo del ’92. Lo smemorato del Vaticano smarrisce poi in un cassetto della memoria un libro dell’illustre moralista Xavier Thévenot pubblicato in Italia nel ’92 con l’imprimatur, Omosessualità maschile e morale cristiana (Elle Di Ci), dove i passaggi su san Paolo sono molto ben analizzati (pur nel rispetto della tradizione più ortodossa). Si tratta di uno dei testi in materia più autorevoli e rigorosi, ancor oggi.

Né gl’importa di quel documento dei vescovi americani Pur sempre nostri figli. Forse perché destinato, appunto, a lontane contrade. La Chiesa universale sembra molto più interessata all’orticello italiano.

I nostri vescovi, dimentichi del Vangelo e dell’umana compassione, dimostrano però un intuito politico assai acuto. Essi sanno perfettamente che gli unici dai quali possano ricavare qualche mondanissimo profitto sono gli atei devoti, cui della religione poco cale, ma sono molto sensibili alle richieste temporali della Chiesa, e a cui non costa nulla sacrificare gli scandalosi “diversi” (se conclamati: gli stessi concetti, del resto, enucleati da Joseph Ratzinger in un documento del ’92). Tornino nel silenzio, smettano di essere conclamati e di suscitare scandalo; in cambio, il governo continuerà a elargire generose somme di denaro alle scuole cattoliche e a impinguare le tasche degli insegnanti di religione, mentre l’istituzione pubblica, sovversiva e “laicista”, può andare allo sfascio. Da parte sua, l’altra metà del Tevere non smetterà di accordare alle “autorità” la sua paterna benedizione. E le leggi inumane contro gli immigrati, la corruzione diffusa, la disoccupazione, le patenti ingiustizie, i decreti ad personam? E la perdita del senso di fiducia da parte di tanti giovani, privati del sogno di costruirsi una vita prima ancora d’averlo accarezzato?

Dottrinariamente, l’anatema contro gli omosessuali costituisce invece un altro passo (pretestuoso) per il definitivo affossamento del Vaticano II. Se questo è il passato che ci attende, c’è poco da stare allegri.

Vendola: l’Alternativa è Possibile?

Puglia, elezioni regionali del 2005. Gennaio. Nichi Vendola vince a sorpresa le primarie del PD contro il suo rivale Francesco Boccia. Il risultato doveva essere scontato, Francesco Boccia, candidato “moderato” sostenuto da Margherita e DS, secondo gli “esperti” avrebbe vinto a mani basse contro il comunista estremista Vendola. Ma le urne diedero un esito diverso: le primarie furono vinte dal comunista. I moderati di DS e Margherita rimasero interdetti dal risultato, dissero che avrebbero sostenuto Vendola ma tra i denti dicevano che non c’era alcuna speranza di vincere le elezioni con un comunista che porta l’orecchino e si dichiara orgogliosamente gay perché la Puglia era una regione conservatrice e gli elettori non l’avrebbero sostenuto. Al tempo in Puglia girava questa voce: quelli del centro-destra, su mandato dei maggiorenti della coalizione, erano andati a votare in massa per Vendola perché in questo modo sarebbero stati sicuri della rielezione di Fitto, che mai avrebbe potuto perdere per un candidato così “estremista” in una regione come la Puglia.
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Carlo delle città

1 novembre, 2009 di  
Archiviato in latest, Veri Uomini

Don Gnocchi era l’infanzia. Non l’infanzia mutilata, lacera e macilenta. L’infanzia, e basta. La mia, innanzi tutto, perché la sua figura mi ha accompagnata fin dai testi scolastici. Perché la via a lui dedicata, a Bresso, sorge sul limitare della grande metropoli, nella periferia ancora disadorna, brulla e ingrigita. Perché le immagini che lo ritraggono, già circonfuso di un’aura sfuggente, hanno qualcosa di fanciullesco. Lo sguardo. Completamente libero, trasparente, senza sopraccigli, sconfinato sulla fronte spaziosa e infinita.

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Una Discriminazione Sessuale al Contrario: Il Caso del Nuoto Sincronizzato Maschile

Vi proponiamo l’interessante rivendicazione di un nostro lettore, Gian Mario Felicetti, membro dell’unica squadra di nuoto sincronizzato maschile italiana.
A quanto pare, caso più unico che raro, il nuoto sincronizzato è uno sport che discrimina gli uomini sulla base di una serie di pregiudizi che il nostro Gian Mario si preoccupa di confutare puntualmente.
L’articolo è lungo, ma divertente ed inconsueto. Leggetelo con l’attenzione che merita perché anche questo, purtroppo, è pregiudizio.

staff MC

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Una Storia Piccolissima

3 gennaio, 2009 di  
Archiviato in Bacio della Buonanotte, latest, Veri Uomini

Mi ero ripromesso di provare a ripescare qui e là qualche storia positiva, capace di dare un raggio di speranza ad un domani che sembra sempre più cupo. Oggi ho trovato questa.

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Ieri sera Ale, la mia nipotina di 9 anni, mi ha raccontato che giorni fa si è ritrovata nella tasca del giubbetto un biglietto con su scritto: Io ti amo. Massimiliano

Un bigliettino scritto a mano, con qualche cuoricino fatto proprio da Massimiliano (che è un suo compagno di classe) e tanti disegni a colori. Insieme al biglietto Massimiliano le ha lasciato una caramella incartata di giallo e di rosso, i colori della Roma, la squadra del cuore di Ale: chissà quanto gli deve esser costato, poverino, visto che lui tifa Lazio. Leggi il resto

La Storia di David Muir

8 dicembre, 2008 di  
Archiviato in Vere Donne, Veri Uomini

Io sono tetraplegico. Ho la distrofia muscolare.
Nel febbraio 1984, ho subito un arresto respiratorio.
Avevo appena completato un duro semestre e ne stava iniziando un altro.
Questo periodo è stato molto difficile, non era importante quanto avessi dormito la notte; ero esausto ogni mattina.
Apparentemente, l’arresto era venuto da un mese, ma non ero consapevole di quanto fosse grave la mia sonnolenza.

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La Speranza si Chiama Obama

5 novembre, 2008 di  
Archiviato in Il Bello della Politica, Oltre il Confine, Veri Uomini

Ore 5.45 italiane del 5 novembre 2008

Poco fa McCain ha riconosciuto la sconfitta telefonando ad Obama.
Obama è il 44° Presidente degli USA, ed è stato eletto plebiscitariamente, con un’affluenza al voto inusuale per quella grande democrazia.
Sono contento per gli Stati Uniti e per il mondo intero.

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4 Novembre 1918 – 650.000 Vite Perdute

4 novembre, 2008 di  
Archiviato in Storia e Memoria, Vere Donne, Veri Uomini

Il 26 ottobre scorso è morto l’ultimo reduce italiano della prima guerra mondiale.
Di quell’immane tragedia rimangono ormai pochissimi testimoni viventi in tutto il mondo.

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Bogey

Non si può dire che fosse bello. Non era alto (solo 1.70) né muscoloso. Non aveva un sorriso smagliante, né vestiva in modo particolarmente ricercato. Eppure Humphrey Bogart è nel mito: impermeabile chiaro, cappello floscio a larghe tese, volto corrucciato e l’inconfondibile sorriso a denti stretti, reso unico dalla cicatrice sul labbro rimediata sotto le armi, durante la guerra.

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La Classe Non è Acqua

Chissà quante volte avrete pronunciato anche voi questa frase: “La classe non è acqua”. Ma allora, se non è “acqua”, vogliamo provare a definirla, questa “classe”?

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La Triste Storia di Borgonovo e la SLA

13 ottobre, 2008 di  
Archiviato in Border Zone, Veri Uomini

Grande commozione ha suscitato la vicenda di Stefano Borgonovo, ex calciatore di buon livello, colpito dalla grave malattia della sclerosi laterale amiotrofica (SLA) conosciuta anche con il nome di morbo di LOU GEHRIG.
Colpisce molto il fatto della strana ripetizione di casi analoghi nel mondo del calcio (Signorini, Lombardi,etc) e pare che l’incidenza sui calciatori sia dieci volte più alta rispetto alla media normale ma non è tanto di questo che volevo parlare.

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La Partita della Vita: da Socrates a Socrate

È un anno che noi non vedremo mai, almeno non senza aver trovato dove si compilano i moduli per la reincarnazione. È un tempo lontano nel futuro e l’uomo sopravvive, nonostante l’uomo.

Sopravvive, ma non serve più a granché.

A onor dell’abbastanza vero, va detto che un’evoluzione c’è stata ed anche di una certa consistenza. Gli atleti corrono i 100 metri ad una velocità tale che le Olimpiadi le trasmettono direttamente in slow motion o si avvertirebbe solo un venticello caldo e sudaticcio (ah, i televisori sono multisensoriali). Gli astisti saltano muniti di paracadute e sui giavellotti viaggiano – per motivi di sicurezza – degli agenti in borghese.

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