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	<title>MenteCritica &#187; Vere Donne</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>Italianate</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 15:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vere Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Io non mi meraviglio affatto che la giustizia italiana sia così tenera nei confronti degli stupratori di gruppo. Si, lo so che scostando il velo pietoso che copre la decisione della Cassazione c&#8217;è un delicatissimo pizzo a tombolo ricamato sul concetto di costituzionalità di una sentenza pregressa ma alla fine il risultato è comunque sgradevole. Si ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Io non mi meraviglio affatto che <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/politica/2012/02/03/news/violenza_branco_cassazione_interpretata_sentenza_consulta_altrimenti_atti_a_corte_costituzionale_e_rischio_scarcerazione-29266805/?ref=HREC2-22" ><strong>la giustizia italiana</strong></a></noindex> sia così tenera nei confronti degli stupratori di gruppo.</div>
<div style="text-align: justify;">Si, lo so che scostando il velo pietoso che copre la decisione della Cassazione c&#8217;è un delicatissimo pizzo a tombolo ricamato sul concetto di costituzionalità di una sentenza pregressa ma alla fine il risultato è comunque sgradevole. Si ha la sensazione che la giustizia, in questi casi, si comporti come una mamma e la mamma dello stupratore di solito crede al figlio e non alla puttana che lo ha inguaiato.</div>
<blockquote><p><em>MEDICO Dica, signorina, o signora, durante l’aggressione lei ha provato solo disgusto o anche un certo piacere&#8230; una inconscia soddisfazione?<br />
POLIZIOTTO Non s’è sentita lusingata che tanti uomini, quattro mi pare, tutti insieme, la desiderassero tanto, con così dura passione?<br />
GIUDICE È rimasta sempre passiva o ad un certo punto ha partecipato?<br />
MEDICO Si è sentita eccitata? Coinvolta?<br />
AVVOCATO DIFENSORE DEGLI STUPRATORI Si è sentita umida?<br />
GIUDICE Non ha pensato che i suoi gemiti, dovuti certo alla sofferenza, potessero essere fraintesi come espressioni di godimento?<br />
POLIZIOTTO Lei ha goduto?<br />
MEDICO Ha raggiunto l’orgasmo?<br />
AVVOCATO Se sì, quante volte?</em></p></blockquote>
<blockquote><p><em>(dal <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.francarame.it/?q=node/185" ><strong>blog di Franca Rame</strong></a></noindex>)</em></p></blockquote>
<div style="text-align: justify;"><span id="more-23697"></span>Gli uomini, se fanno questo tipo di domande è perché pensano che lo stupro di gruppo sia una cosa sessuale. Pensano alle gang bang dei film porno, con le maiale che più ne prendono in tutti i buchi e meglio stanno. Anche le mamme degli stupratori pensano che il figlio sia in carcere per qualcosa di sessuale durante il quale si è divertita più la sgualdrinella che il suo bambino.</div>
<blockquote><p><em> &#8230;Ora quello che mi sta tra le gambe mi entra dentro. Mi viene da vomitare.<br />
Devo stare calma, calma.<br />
“Muoviti, puttana. Fammi godere”. Io mi concentro sulle parole delle canzoni; il cuore mi si sta spaccando, non voglio uscire dalla confusione che ho. Non voglio capire. Non capisco nessuna parola&#8230; non conosco nessuna lingua. Altra sigaretta.<br />
&#8220;Muoviti puttana fammi godere”.<br />
Sono di pietra.<br />
Ora è il turno del secondo&#8230; i suoi colpi sono ancora più decisi. Sento un gran male.<br />
&#8220;Muoviti puttana fammi godere”.<br />
La lametta che è servita per tagliarmi il golf mi passa più volte sulla faccia. Non sento se mi taglia o no.<br />
“Muoviti, puttana. Fammi godere”.<br />
Il sangue mi cola dalle guance alle orecchie.<br />
È il turno del terzo. È orribile sentirti godere dentro, delle bestie schifose.<br />
“Sto morendo, – riesco a dire, – sono ammalata di cuore”.<br />
Ci credono, non ci credono, si litigano&#8230;</em><br />
<em><strong>(<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.scuoladimusical.org/teatro/142-franca-rame-qlo-stuproq.html" >dal monologo di Franca Rame</a></noindex>)</strong></em></p></blockquote>
<div style="text-align: justify;">Lo stupro di gruppo non è niente di sessuale, è sempre una <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2009/02/il-bel-paese-del-te-possino-stupra.html" ><strong>punizione</strong></a>, un atto di violenza pura, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.pacioli.net/ftp/maturita/iacomelli/marocchinate.htm" ><strong>un atto di GUERRA</strong></a></noindex>. Un&#8217;alternativa all&#8217;omicidio a volte ancora più letale. E&#8217; qualcosa che devasta, squarcia, lacera il corpo e la mente.</div>
<div style="text-align: justify;">Per la vittima è un&#8217;esperienza talmente orribile che, non a caso, quando gli uomini la subiscono &#8211; e in guerra succede a chi la perde, come nelle carceri e nei luoghi di segregazione, ai danni di disabili fisici e mentali o maschi percepiti dal branco come sottomessi perché, ad esempio, omosessuali &#8211; la rimuovono completamente, non ne parlano, lo negano come eventualità e, per difendersene, la fanno diventare un fatto sessuale che riguarda solo le donne e che non è poi così grave. Qualcosa di leggero e divertente o perfino esteticamente artistico se riprodotto a ritmo di &#8220;Singin&#8217; in the rain&#8221; o fotografato &#8211; in versione gay &#8211; per una campagna pubblicitaria modaiola.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.crestock.com/uploads/blog/2009/controversial/34-DG-gay-rape.jpg" ><img class="aligncenter" src="http://www.crestock.com/uploads/blog/2009/controversial/34-DG-gay-rape.jpg" alt="" width="500" height="400" /></a></noindex></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;">Invece, l&#8217;essere stati violati è qualcosa che ti condanna ad una premorte che durerà tutta la vita. Ti rimarrà sempre dentro quel dolore, la fitta dell&#8217;umiliazione, la disperazione della rabbia di non esserti difesa ed essere stata difesa. Il ricordo del tuo dolore e di loro che invece ridevano. Di te.<br />
Come potevano ridere? Perché era la gioia di farti del male e di farlo anche al tuo compagno, a tuo padre, al tuo capo di Stato che stava perdendo la guerra, quel coglione. Perché loro pensano che lo stupro di gruppo sia soprattutto una vendetta trasversale della quale a soffrire sarà il maschio ferito nell&#8217;onore. La donna è solo un mezzo. Se dopo schiatta o sopravvive ma distrutta, sono solo dettagli.</p>
<p>Lo stupro di gruppo come punizione e atto di guerra nei confronti di avversari politici. L&#8217;ideale, se questi sono donne da colpire al cuore.</p>
<div style="text-align: justify;">Volevano dare una lezione a <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.abruzzo24ore.tv/news/--Io-non-sono-mai-riuscita-a-perdonare---Franca-Rame/9334.htm" >Franca Rame</a></noindex></strong> e scelsero<strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.jacopofo.com/node/1904" > il modo più efficace</a></noindex></strong> per farlo. Qualcuno brindò in una caserma, alla notizia del rapimento dell&#8217;attrice. Dello stupro si parlò solo anni dopo ma, chi sapeva, sapeva esattamente cosa era successo. Terrorismo, <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/02/11/il-generale-gioi-per-lo-stupro.html" >marocchinata di Stato</a></noindex>. </strong>Un tocco di regime sudamericano nei nostri fottuti anni settanta. I soliti che a volte ritornano.<br />
Poi l&#8217;altro stupro di gruppo punitivo, nel 1979, ai danni di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.senonoraquando.eu/?p=7058" ><strong>Lucia Luconi</strong></a></noindex>, regista RAI, che solo di recente aveva deciso di pubblicare<strong> <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article2330" >il libro</a></noindex> </strong>nel quale raccontava la sua atroce esperienza, scritto appena pochi mesi dopo quei venticinque minuti di quella notte. Libro oltretutto difficile da pubblicare  perché, secondo le case editrici, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.molfettalive.it/news/Attualit%C3%A0/8208/news.aspx#main=articolo" ><strong>era troppo violento nei confronti dei maschi</strong></a></noindex>.</div>
<div style="text-align: justify;">E poi quarant&#8217;anni dove, nella percezione istituzionale dello stupro di gruppo come crimine assoluto, non è cambiato nulla, nonostante il Circeo, nonostante i tanti episodi di cronaca. Non c&#8217;è certezza che sia avvenuto lo stupro, non siamo sicuri, ipergarantismo per gli accusati. Non in carcere, per carità, che potrebbe succedere anche a loro. Benevolenza, pignoleria nell&#8217;applicare la legge. Pizzo a tombolo.<br />
Non hanno coraggio di condannare senza appello un atto di guerra perché siamo in guerra.</div>
<blockquote><p><em>Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora&#8230; Sento le loro domande. Vedo le loro facce&#8230; i loro mezzi sorrisi&#8230; Penso e ci ripenso&#8230; Poi mi decido&#8230;<br />
Torno a casa&#8230; torno a casa&#8230; Li denuncerò domani.</em></p></blockquote>
<blockquote><p><em>  <strong>(<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.scuoladimusical.org/teatro/142-franca-rame-qlo-stuproq.html" >dal monologo di Franca Rame</a></noindex>)</strong></em></p></blockquote>
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		<title>Salomérkel</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 09:00:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Giornalaccio, nel disperato tentativo  di restituire ad un buffone di corte la dignità di re detronizzato dall&#8217;odiosa congiura di palazzo, ci regala oggi un pezzo di grande giornalismo intitolato, lo giuro: &#8220;E&#8217; stata la culona&#8221;. Sottinteso, a chiedere al maggiordomo Napolitano la testa dell&#8217;Oloferne della Brianza.  Ovviamente la scusa era l&#8217;articoletto  in Dagospia mode del WSJ che tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Il Giornalaccio, nel disperato tentativo  di restituire ad un buffone di corte la dignità di re detronizzato dall&#8217;odiosa congiura di palazzo, ci regala oggi un pezzo di grande giornalismo <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://m2.paperblog.com/i/78/787173/sallusti-e-stata-la-culona-L-RRTClB.jpeg" ><strong>intitolato</strong></a></noindex>, lo giuro: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgiornale.it/interni/le_stata_la_culona/31-12-2011/articolo-id=564900-page=0-comments=1" ><strong>&#8220;E&#8217; stata la culona&#8221;</strong></a></noindex>. Sottinteso, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/../la-telefonata-della-merkel-la-trascrizione-esclusiva-per-mc/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/23143/"><strong>a chiedere al maggiordomo Napolitano la testa dell&#8217;Oloferne della Brianza</strong></a>.  Ovviamente la scusa era l&#8217;articoletto  in Dagospia mode del <strong><a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203391104577124480046463576.html?fb_ref=wsj_share_FB&amp;fb_source=profile_multiline" >WSJ</a></noindex> </strong>che tanto ha fatto discutere e sbavare ieri giornali e tiggì. Una notizia che doveva essere un megabotto di Capodanno stile Cap&#8217; e Lavezzi, ma ha già fatto la fine <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.blogger.com/goog_299104412" ><em><strong>re </strong></em></a></noindex><strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100226064316AABUuKS" ><em>bbòtt&#8217;a mmùro</em></a></noindex></strong>.</div>
<div></div>
<div>Licenziato da una culona e tardona. Come vorrei che fosse vero.</div>
<div></div>
<div><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7149/6607403157_b583d168be.jpg" alt="" width="500" height="455" /></div>
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		<title>Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: Babbo Natale è Morto</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 07:55:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Poche ore fa, sull'autostrada Firenze Bologna, all'altezza di Rioveggio, in direzione Nord, si è consumato un terribile incidente. La slitta di Babbo Natale, mentre effettuava una planata per la tradizionale consegna dei regali ai bambini del circondario, ha investito in pieno un autotreno carico di profilati d'acciaio. Babbo Natale è deceduto durante il trasporto in ospedale. Tre renne hanno perso la vita, le altre nove sono tutte ferite. Due sono in condizioni gravissime. Illeso il conducente del mezzo pesante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-fluff/informazione/il-pianeta-che-ride/redazione/2392/" >Fluff l’orsacchiotto</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-giggino/informazione/democrazia-e-diritti/grobo/2400/" >Giggino il pastore del Presepe</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-slaakar/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/redazione/2402/" >Slakaar l’elfo</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/questo-anno-e-proprio-un-brutto-natale-parola-di-natale-babbo-e-della-befana/meccanica-delle-cose/vere-donne/redazione/2357/" >Babbo Natale e la Befana</a>. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.</p>
<p align="center"><strong>Babbo Natale</strong></p>
<p><strong>ANSA 25-12-11 ore 02:45</strong></p>
<p>Poche ore fa, sull&#8217;autostrada Firenze Bologna, all&#8217;altezza di Rioveggio, in direzione Nord, si è consumato un terribile incidente. La slitta di Babbo Natale, mentre effettuava una planata per la tradizionale consegna dei regali ai bambini del circondario, ha investito in pieno un autotreno carico di profilati d&#8217;acciaio. Babbo Natale è deceduto durante il trasporto in ospedale. Tre renne hanno perso la vita, le altre nove sono tutte ferite. Due sono in condizioni gravissime. Illeso il conducente del mezzo pesante.</p>
<p><span id="more-2357"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/babbo1.jpg" alt="babbo1.jpg" /></p>
<p>Secondo le testimonianze raccolte dalla polizia stradale, il camion procedeva regolarmente sulla sua corsia quando, da sinistra, è sopraggiunta la slitta di Babbo Natale che, senza nemmeno tentare di frenare, ha investito in pieno l&#8217;autoarticolato.<br />
Al momento la circolazione è bloccata in entrambe i sensi di marcia per consentire la rimozione delle migliaia di pacchetti regalo sparsi sulla carreggiata.<br />
Secondo il sovrintendente Prisco Mazzi della polizia stradale, la slitta non era stata sottoposta a revisione da almeno quattro anni e viaggiava in aperta violazione del codice aeronautico. Inoltre è stato accertato che Babbo Natale era alla guida da 12 ore e, probabilmente, non era più in condizioni di guidare in sicurezza.<br />
Il Presidente della Repubblica, appena venuto a conoscenza della notizia, ha rilasciato una dichiarazione nella quale esprime il suo cordoglio per l&#8217;ennesima vittima del lavoro.</p>
<p>Adam Smith, il responsabile stampa della Xmas International Inc., la multinazionale che gestisce la preparazione e la consegna dei regali di Natale in tutto il mondo, ha rilasciato la seguente dichiarazione:<br />
&#8220;<em>Siamo profondamente scossi per la perdita di uno dei nostri più fedeli e cari dipendenti. Natale Babbo era un collaboratore prezioso. Faremo tutto il possibile per scoprire le cause dell&#8217;incidente. Nel frattempo daremo il massimo appoggio alla famiglia. La slitta? Lo straordinario? Non ho dichiarazioni da fare al momento. Attendiamo che vengano svolte le indagini del caso. Ho la massima fiducia negli inquirenti e nella magistratura</em>&#8220;.<br />
Il sindacato piloti ha annunciato agitazioni e manifestazioni. Non sono disponibili date, probabilmente tutto è rimandato a dopo le feste.</p>
<p align="center"><strong>La Befana</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/befa.jpg" alt="befa.jpg" /></p>
<p>Ho subito violenze per anni. Lo giustificavo perché faceva un lavoro impossibile, era sempre fuori di casa, doveva sorridere a tutti. A un certo punto ha iniziato a bere. Al lavoro lo stressavano. Faceva orari da cane e lo mettevano in competizione con i Babbi Natale a progetto che prendevano di meno e facevano ore e ore di straordinario. Poi, quando tornava a casa, se la prendeva con me. A me tutti mi vogliono bene e nessuno ha mai osato farmi del male, ma Natale Babbo, che amavo profondamente, purtroppo si. Mi vergogno, ma quando ho sentito al TG la notizia dell&#8217;incidente una parte di me ha provato sollievo.<br />
Buon Natale. A tutte.</p>
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		<title>Perché quelle strane lacrime sul corpo di Elsa?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 08:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ma c&#8217;è in giro una donna tosta che mi dica quanto scarso servizio abbiano reso alla sacrosanta battaglia delle donne in politica le lacrime della Fornero? O siamo tutti accodati alla commovente solidarietà umana per una studiosa che da trent&#8217;anni ci spiega &#8216;come si dovrebbe fare&#8217;, e il giorno in cui può finalmente &#8216;fare&#8217;, frigna?&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<blockquote><p><em>&#8220;Ma c&#8217;è in giro una donna tosta che mi dica quanto scarso servizio abbiano reso alla sacrosanta battaglia delle donne in politica le lacrime della Fornero? O siamo tutti accodati alla commovente solidarietà umana per una studiosa che da trent&#8217;anni ci spiega &#8216;come si dovrebbe fare&#8217;, e il giorno in cui può finalmente &#8216;fare&#8217;, frigna?&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Credo che la migliore risposta che si possa dare al commento postato ieri sera su Facebook da <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/" >Alessandro Gilioli</a></noindex></strong> sia questo testo di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/https://giovannacosenza.wordpress.com/2011/12/05/le-lacrime-di-elsa-fornero-significati-reazioni-e-automatismi-mediatici/" ><strong>Giovanna Cosenza</strong></a></noindex>.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Per il resto, volendo aggiungere qualche considerazione personale, non penso proprio che una donna politica debba essere rimproverata di &#8220;frignare&#8221; &#8211; verbo assolutamente improprio per descrivere la situazione Fornero dell&#8217;altra sera &#8211; quando le capita di crollare emotivamente in una situazione ad alto tasso di emotività come una diretta televisiva, a causa della pressione a cui è stata sottoposta nei giorni precedenti, per il carico di responsabilità ed impegno professionale. E che il rimprovero debba implicare  perfino l&#8217;attribuzione della colpa di tradire la &#8220;battaglia delle donne in politica&#8221;.</p>
<p><span id="more-22861"></span>Non lo ha notato nessuno ma, a parte forse Mario Cuordighiaccio, anche gli altri ministri erano sottoposti a stress da prestazione con qualche inceppatura del discorso e deglutizione di troppo. Grilli soprattutto, Giarda e perfino Passera. Tutto nella norma.<br />
Non è un caso però che, di tutta la conferenza di presentazione della <strong><a href="../e%e2%80%99-arrivata-la-befana/informazione/il-bello-della-politica/eduardo-quercia/22817/">manovra del governo Monti</a></strong>, si siano notate solo la lacrima e la frattura emotiva dell&#8217;eloquio al pronunciare la parola sacrificio del ministro Fornero, dell&#8217;unica donna presente.<br />
Forse perché, per prima cosa, e il commento di Gilioli lo dimostra, la donna in politica la si aspetta sempre al varco e se ci arriva con un moto di umana debolezza e non come ce la si immagina, è la fine. Meglio  le Thatcher bastonaminatori ma con la cotonatura antivento sempre perfetta, le Merkel inamovibili o le Camusso che non devono ridere mai.<br />
Non sarà poi che le lacrime di Elsa ci hanno semplicemente spiazzati perché sono state il vero cigno nero, l&#8217;imprevisto di un governo di robot disumani e spietati, programmati per evitare qualunque coinvolgimento sentimentale con le forme di vita che sono venuti a sterminare? Come si permette &#8216;sta piagnona di rovinarci l&#8217;immaginario popolato di Agenti Smith che ci vedono solo come dei virus?</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://2.bp.blogspot.com/-MQLuaQvEf_8/Tt03XZZJiLI/AAAAAAAAAxU/gM44_rIMKx0/s1600/sleone.jpg" alt="" width="500" height="180" /></p>
<p>C&#8217;è però dell&#8217;altro. La copertina di <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://nonleggerlo.blogspot.com/2011/12/scoop-di-libero.html" >Libero</a></noindex>, </strong>con la sua insinuazione del pianto a comando, ci ricorda anche quanto siamo tutti corrotti dalla cultura dello spettacolo.</p>
<p><strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/https://giovannacosenza.wordpress.com/2011/12/05/le-lacrime-di-elsa-fornero-significati-reazioni-e-automatismi-mediatici/" >Giovanna</a></noindex></strong> nel suo post scrive: <em>&#8220;Sarebbe il caso che coloro che si sono scatenati contro l’«ipocrisia» di queste lacrime, supponendo di assumere una posizione «di sinistra», perché «la Fornero è ricca, mentre i poveri pensionati non arrivano a fine mese, eccetera» riflettessero sulla coincidenza della loro posizione con quella di Libero e il Giornale, e si chiedessero se non sono proprio loro, a essersi troppo concentrati sulle lacrime a sfavore dei contenuti.&#8221;</em></p>
<p>Quando Gilioli teme di accodarsi alla solidarietà per la ministra non si accorge invece di accodarsi all&#8217;omologazione di un popolo che non può più credere alla sincerità di una commozione improvvisa, alla debolezza manifesta ed inattesa, perché è stato addestrato alla finzione, alla scena, al coup-de-theatre ed al pianto concesso solo se previsto nel copione del reality, in quell&#8217;immenso Truman Show che è diventato questo paese.<br />
Un cittadino spettatore addestrato ed omologato a confrontarsi passivamente con un politico attore che è sempre inappuntabilmente truccato per recitare la sua parte e che se è il cattivo, cattivo dev&#8217;essere.<br />
Quindi Elsa Fornero è la più grande attrice tragica italiana, assoldata dal T1000 Monti per acchiappare solidarietà,  ma noi siamo troppo furbi per cadere nel tranello, l&#8217;abbiamo sgamata subito.<br />
La cosa terrificante, per chi osserva da psicologo questi fenomeni collettivi è appunto &#8211; Pierpaolo, che tu sia benedetto &#8211; l&#8217;omologazione, il dire tutti la stessa cosa e, sempre più spesso, la stessa stronzata.<br />
La stessa sbobba per tutti che si trasmette viralmente più velocemente dell&#8217;H1N1. In questi giorni vanno di moda l&#8217;antieuropeismo, il populismo più becero, tutto il meglio del peggio della propaganda della peggiore estrema destra.</p>
<p>Però, e qui si nasconde il capolavoro propagandistico, quelli di sinistra credono di dire cose di sinistra, di portare avanti la lotta di classe contro &#8220;chi ha il culo al caldo&#8221;.<br />
Ad esempio le <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/12/06/se-non-le-puttane-allora-chi/" >femministe</a></noindex></strong> che rimpiangono il puttanaio del precedente governo forse perché almeno permetteva loro di andare in piazza ad urlare &#8220;siamo anche noi puttane&#8221; e di farsi il loro &#8220;Slut Walk&#8221; (letteralmente: camminata delle troie). Il discorso di genere, par di capire, si fa difendendo chi si è conquistata il posto in politica con l&#8217;ingoio, non chi, come la prof. Fornero, &#8220;ha il culo al caldo&#8221; perché, ho il sospetto, si è fatta un mazzo tanto a studiare e si è conquistata una carriera e la relativa indipendenza con la propria professionalità. Come migliaia di altre donne che ogni giorno, ad esempio, ci istruiscono, curano, giudicano e difendono nei tribunali. Donne che, se sono diventate classe dirigente, ziocan, se lo sono meritate. Donne che dovrebbero essere l&#8217;orgoglio di un femminismo che invece deve ancora superare la fase della servetta con l&#8217;invidia per la padrona e per l&#8217;amica ricca.</p>
<p>La Fornero, con il suo momento di commozione, ha fatto emergere anche altro. Ad esempio l&#8217;istinto sadico dell&#8217;ignorante e volgare popolo italiano che gode nel poter cogliere in fallo il primo della classe; il somaro che nutre da sempre fastidio e disprezzo verso chi dimostra competenza e cultura.<br />
Un popolo che non tollera professori, al massimo maestri elementari. Un popolo che non si rende conto di quanto sia fascista dentro e che, appena coglie un segno di debolezza nel nemico, va in missione per conto del Duce che gli penzola dalla pancia come un fratello deforme, con i manganelli e l&#8217;olio di ricino. Tutti a dare la caccia a chi ha manifestato un momento di <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/07/amyfobia.html" >debolezza</a></strong>. Perché l&#8217;italiano è furbo, mai debole. Non è mica una femminuccia o un femminiello.<br />
Per quale strana contorsione mentale, dobbiamo chiederci, se ci tolgono il Piccolo Papi periodico al quale perdoniamo tutto, duce supremo ma anche oggetto transizionale come l&#8217;orsacchiotto da abbracciare nel lettino,  pensiamo che ogni altra forma di governante sia aliena ed ostile anche se proviene idealmente dalla stessa matrice ideologica?<br />
O italianacci, avete votato la destra per anni, la peggior destra possibile e ora che la destra finalmente governa con i suoi metodi &#8211; perché l&#8217;altro pensava solo a scopare e a salvarsi dal fallimento &#8211; vi risentite? Cosa credevate che fosse, votare la destra, uno scherzo? Mi dispiace, la dittatura del proletariato sarà per la prossima volta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Forza Nuora</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 09:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi piace quest&#8217;idea di fare l&#8217;autopsia agli articoli altrui, mi piace assai. Così, rubo l&#8217;idea a Paolo Barnard e mi occupo subito di colui che giace sul mio tavolo autoptico, massacrato da orde di facebookiani, twitteroli, bloggers ma soprattutto donne e uomini di buona volontà, indignati per il concetto da lui espresso ieri su &#8220;Libero&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Mi piace <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=276" ><strong>quest&#8217;idea di fare l&#8217;autopsia agli articoli altrui</strong></a></noindex>, mi piace assai. Così, rubo l&#8217;idea a Paolo Barnard e mi occupo subito di colui che giace sul mio tavolo autoptico, massacrato da orde di facebookiani, twitteroli, bloggers ma soprattutto donne e uomini di buona volontà, indignati per il concetto da lui espresso ieri su &#8220;Libero&#8221;, nell&#8217;articolo <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=17L6QH" >&#8220;Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli&#8221;</a></noindex></strong>. Uno di quei titoli da perfetta suocera fascista vs. nuora troppo emancipata che si pensava fossero ormai scomparsi da tempo immemorabile nelle nebbie della storia e che invece ogni tanto riemergono dall&#8217;ombra in pochissimi e preziosi esemplari. Volantini di Forza Nuova inclusi.</div>
<div style="text-align: justify;">In soldoni, il fatal concetto è quello che, per evitare il sorpasso demografico delle femmine islamiche e straniere in generale, sempre con la pagnotta nel forno e presumibilmente ignoranti come capre, è necessario che le donne italiane non si dedichino più a studi superiori (lui parla di Università, speriamo che almeno possiamo continuare a frequentare le elementari così da imparare a leggere e far di conto). Private delle distrazioni culturali e ripiombate nei secoli bui dell&#8217;analfabetismo, le italiane ricominceranno così in automatico a fare figli, a scodellare marmocchi fino a farsi scoppiare i lombi.</div>
<div style="text-align: justify;"><span id="more-22732"></span></div>
<div style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.mentecritica.net/tag/coglioni/" ><img src="http://2.bp.blogspot.com/_MQWoxy8PamI/Se8esvDmoMI/AAAAAAAAFIM/-q4ydOrU0Z0/s400/04LangoneTOBIA2.jpg" alt="" width="400" height="398" /></a><p class="wp-caption-text">Camillo Langone</p></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">La base scientifica di tale bizzarra tesi sarebbe tratta da un fantomatico e non citato studio partorito dall&#8217;Harvard Kennedy School of Government. I poveretti si erano limitati a far notare che statisticamente, le donne più colte tendono più facilmente ad essere nubili. Non l&#8217;avessero mai fatto. L&#8217;intellettuale teo-con ci si è subito catapultato a pesce, <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://bioetiche.blogspot.com/2011/12/le-fonti-langone-le-fonti.html" >fraintendendo</a></noindex></strong> a suo vantaggio.</div>
<div style="text-align: justify;">Il poveraccio però, colpito da innumerevoli fendenti di ludibrio elettronico a causa di quest&#8217;articolesso, è ora ridotto molto male.</div>
<div style="text-align: justify;">Incominciamo dunque l&#8217;autopsia. Alla ricognizione esterna il <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgiornale.it/autore/camillo_langone/id=4334" >soggetto</a></noindex></strong> appare maschio, di età indefinibile ma presumibilmente da quarantino che ne dimostra cinquanta o da cinquantino schietto portato male. Cattolico praticante, quindi non circonciso. Razza caucasica.</div>
<div style="text-align: justify;">Pratico il taglio a T ed asporto la cassa toracica per l&#8217;esame degli organi interni. Niente di particolare da osservare, quindi passerò all&#8217;esame dell&#8217;encefalo.</div>
<div style="text-align: justify;">Il cervello è ben formato ma presenta numerose recidive di pensiero misogino. Una, molto recente, risale all&#8217;anno scorso, quando <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.giornalettismo.com/archives/78909/camillo-langone/" ><strong>scrisse</strong></a></noindex>: <strong>&#8220;Genitori che avete una figlia in età da università: se volete nipotini che vi tramandino e che la realizzino, risparmiate sulle tasse universitarie e regalatele un bel vestito».</strong> (1.9.2010, Il Foglio) che, più o meno, è identica a quella che ne ha provocato l&#8217;exitus.</div>
<div style="text-align: justify;">Un&#8217;altra, molto interessante, situata proprio al centro del cervello primitivo, tra la negazione del <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/../il-pregiudizio-di-darwin-i-nostri-pregiudizi/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/bijuu/21742/">Darwinismo</a> (che lui definisce: &#8220;superstizione pseudoscientifica che ci considera discendenti dalle scimmie&#8221;</strong>) e l&#8217;oscurantismo cattolico, si intitola: <a href="http://www.ilgiornale.it/cultura/maschio_vuoi_sopravvivere_non_cucinare/20-08-2009/articolo-id=375248-page=0-comments=1" ><strong>&#8220;Maschio, vuoi sopravvivere? Non cucinare.&#8221;</strong></a></noindex> Dove si auspica che le donne tornino ai fornelli a spignattare piatti a lunga preparazione tipo <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.gustoblog.it/post/4075/la-ricetta-del-sugo-di-carne-genovese-u-tuccu" >u tuccu</a></noindex></strong> e la pastiera napoletana per evitare che escano a complottare con Umberto Veronesi per instaurare un&#8217;hitleriana superiorità biologica femminile. (<em>Giuro!</em>)</div>
<div style="text-align: justify;">E che, ovviamente, gli uomini la smettano con quell&#8217;hobby un po&#8217; ambiguo della cucina. In culo a Vissani e a tutti i più grandi chef (maschi) del mondo, immagino.<br />
Occhio anche alla ceretta maschile.<br />
<em>&#8220;&#8230;il damerino liscio, depilato e fotogenico è invitato a lasciare il campo a chi sa cambiare una ruota, a chi è capace di difendere la fidanzata dai malintenzionati, pagarle la cena e consentirle di licenziarsi. Perché una vera donna lavora solo in casa, per il suo vero uomo.&#8221; </em>(<strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.liberoquotidiano.it/news/722221/L-elogio-del-maschio-con-le-palle-alle-donne-piace-fascista.html" >L&#8217;elogio del maschio con le palle: alle donne piace fascista.&#8221; </a></noindex>(Libero, aprile 2011)</strong><br />
<strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Sto cercando eventuali tracce di ironia in queste placche misogine ma non riesco a trovarle, per cui il quadro è più grave di quanto pensassi. Temo proprio che il soggetto pensasse ciò che esprimeva per iscritto.</div>
<div style="text-align: justify;">Prelevo dall&#8217;articolo incriminato alcuni campioni da inviare in istologia:</div>
<div style="text-align: justify;"><em>&#8220;I figli una volta erano braccia per i campi e da grandi bastoni per la vecchiaia&#8221;.</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>&#8220;Io sono di destra perché sono realista: le ideologie e le utopie non me le bevo.&#8221; </em>[Però crede nella più clamorosa utopia di tutti i tempi, il Cristianesimo. n.d.r.]</div>
<div style="text-align: justify;"><em>&#8220;Mi capita sempre più spesso di trovarmi completamente circondato da stranieri (alla stazione di Brescia, in viale IV Novembre a Reggio Emilia, sui regionali notturni in partenza da Bologna&#8230;) e mi sembra di vivere un incubo.&#8221;</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>&#8220;Il vero fattore fertilizzante è, quindi, la bassa scolarizzazione e se vogliamo riaprire qualche reparto maternità bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà.&#8221;</em></p>
<p>Basta, ok, riportatelo in cella frigorifera.</p></div>
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		<title>Elezioni in Danimarca: dopo 10 anni si cambia</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 08:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Danimarca: I socialdemocratici perdono le elezioni… ma il centro-sinistra vince Singolare risultato delle elezioni del 15 settembre in Danimarca dove si sono svolte le elezioni parlamentari che hanno decretato la vittoria del centrosinistra con 89 seggi a fronte degli 86 della coalizione di centrodestra. Le elezioni hanno visto fronteggiarsi due schieramenti: La coalizione di centro-sinistra, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 id="title" style="margin: 0px; padding: 0px;">Danimarca: I socialdemocratici perdono le elezioni… ma il centro-sinistra vince</h2>
<p style="text-align: justify;"><em>Singolare risultato delle elezioni del 15 settembre in Danimarca dove si sono svolte le elezioni parlamentari che hanno decretato la vittoria del centrosinistra con 89 seggi a fronte degli 86 della coalizione di centrodestra.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Le elezioni hanno visto fronteggiarsi due schieramenti:</p>
<p style="text-align: justify;">La coalizione di centro-sinistra, formata da 4 partiti: Socialdemocratici, Partito Popolare Socialista, Sinistra Radicale, questi ultimi più moderati dei Socialdemocratici e l’ Alleanza Rosso-Verde.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-21661"></span>La coalizione di centro-destra costituita da 5 partiti: Partito Liberale Danese (primo partito del paese), Partito Popolare Danese ( di estrema destra) , Alleanza Liberale, Partito Popolare Conservatore, Cristiani Democratici.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo primo ministro è per la prima volta una donna, ovvero la socialdemocratica Helle Thorning Schmidt, già membro del Parlamento Europeo e del Parlamento danese uscente. Già nel 2007 aveva tentato, senza riuscirci, la scalata a premier del paese.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://s-kbh.dk/download/user_files/images_candidates/HTS_123.jpg" alt="" width="540" height="540" /><br />
Helle Thorning Schmidt</p>
<p style="text-align: justify;">Questa volta la campagna elettorale è stata dominata dalla crisi economica. Dopo circa 10 anni una coalizione di centro-sinistra ritorna al potere ma il suo principale partito, quello socialdemocratico, ottiene il peggiore risultato dal 1903. La partecipazione al voto, come sempre in Danimarca, è stata molto alta, oltre l’87 % dei circa 4 milioni di elettori.</p>
<p style="text-align: justify;">La vittoria della coalizione di centro-sinistra è dovuta a due altri partiti della coalizione (guidati entrambi da donne) i radicali di Margrethe Vestager, partito di centro, e <em>Enhedslisten-De Rød-Grønne</em>, o Partito dell’Unità, nato nel 1989 dall’unione di due partiti comunisti, due socialisti e successivamente dall’apporto di vari ambientalisti, che ha addirittura raddoppiato i propri seggi sotto la guida di Johanne Schmidt Nielsen. Quest’ultima ha unito tutta la sinistra radicale e verde nella Lista Unitaria (chiamata appunto Alleanza Rosso-Verde), facendo numerosi comizi per le strade invocando una riforma importante della politica sull’immigrazione danese, attualmente considerata la più severa in Europa e permettendo, insieme alla Sinistra Radicale di ottenere la vittoria della coalizione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.radikale.dk/rudersdal/upload/MargretheVestager02.jpg" alt="" width="384" height="256" /><br />
Margrethe Vestager<br class="alignnone" />
</p>
<p style="text-align: justify;">La destra estrema xenofoba del Partito Popolare Danese ( PPD ), <em>Pia Kjærsgaard</em>, ha perso parecchi punti scendendo al 12,3% ( 22 seggi). Per per 10 anni aveva condizionato il governo del Paese guidato dai Liberali conservatori, che restano il primo partito con il 26,7% (47 seggi, 1 in più) e il cui premier uscente, Loekke Rasmussen, dopo la sconfitta, si è dimesso dai suoi incarichi. Recentemente il PPD, che resta il terzo partito del paese, aveva imposto al governo di sospendere il trattato di Schengen e di reintrodurre i controlli alle frontiere con gli altri paesi europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Parlamento danese ( <em>Folketinget</em> ) è eletto con il sistema proporzionale, vigente in gran parte del nord Europa (ad eccezione della Gran Bretagn ) ed è formato da 179 membri eletti ogni quattro anni. L’elezione avviene a due livelli. Dei 179 membri, 135 sono eletti a livello proporzionale in 17 circoscrizioni elettorali, mentre gli altri 40 sono spartiti, sempre in modo proporzionale, in base al numero totale di voti ottenuti da ciascun partito a livello nazionale. Le Isole <em>Fær Øer</em> e la Groenlandia eleggono altri 2 parlamentari ciascuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Helle Thorning-Schmidt ha 44 anni, è laureata in scienze politiche ed è sposata con Stephen Kinnock, direttore del Forum Economico Mondiale di Ginevra e figlio del politico britannico Neil Kinnock, il leader dei Laburisti inglesi negli anni Ottanta. Era stata membro del parlamento europeo dal 1994 al 2004, prima di essere eletta nel parlamento danese nel 2005. I giornali l’hanno spesso attaccata durante la campagna elettorale accusandola d’incompetenza per quanto concerne la politica interna e di indossare abiti troppo costosi – alcuni l’hanno per questo chiamata Gucci Helle – e di avere privilegi famigliari poco chiari. Il marito Stephen Kinnock, ex lobbista a Bruxelles, era stato accusato di evasione fiscale in Svizzera per il mancato pagamento delle tasse poiché residente in Danimarca.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://a.bimg.dk/node-images/482/580x362-c/482802-johanne-schmidt-nielsen.jpg" alt="" width="580" height="362" /><br />
Johanne Schmidt Nielsen</p>
<p style="text-align: justify;">L’economia danese non sta andando bene, con un disavanzo che nel 2011 arriverà al 4,6 % del PIL. Un dato comunque inimmaginabile per l’Italia, ma molto rilevante per l’economia danese, abituata a ben altri parametri. Questo deficit corrente si traduce, nelle ricette economiche dei liberal-conservatori, in tagli al welfare che i danesi – nonostante l’alta pressione fiscale – non sembrano affatto pronti a sottoscrivere. Il sistema bancario nazionale ha subito duramente i contraccolpi della crisi iniziata nel 2008 e negli ultimi tre anni nove banche sono state salvate dai fondi pubblici e nazionalizzate.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la destra che vuole tagliare il welfare ( presentando agli elettori una scelta secca: debito incontrollato o tagli allo stato sociale) e i socialisti che puntano sulla crescita con proposte incerte, la stampa del paese, che alcuni chiamano popolare altri populista, ma che è in gran parte indipendente, ha attaccato entrambi gli schieramenti accusandoli di non avere idee per affrontare la crisi economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il premier uscente, Loekke Rasmussen, è stato battuto infatti soprattutto per la sua incapacità di proporre un credibile progetto di riforma economica. La Danimarca è in recessione dall’inizio del 2011. Rasmussen aveva proposto un piano di rilancio basato su tagli alla spesa pubblica e innalzamento delle tasse. La Schmidt ha invece proposto un programma basato su interventi pensionistici e un “piano” di crescita, criticato da diversi fronti, che comporta tra l’altro un aumento delle ore lavorative: secondo la Schmidt l’aumento della giornata lavorativa di 12 minuti, aumentando la produttività risolverebbe tutti i problemi. Una proposta che non ha convinto lasciando i socialdemocratici al 24,9% e secondo partito del paese. I socialpopolari, centristi che appoggiavano fortemente la proposta, hanno perso addiritura 7 seggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la coalizione aveva anche concordato un impegno a investimenti pubblici, energie rinnovabili, fondi a educazione e sanità ed una riforma sostanziale della legge sull’immigrazione contro la legislazione di centro-destra che aveva infatti adottato una delle leggi anti-immigrazione più restrittive tra i paesi europei.</p>
<p style="text-align: justify;">A distanza di due mesi dalla tragedia norvegese di Oslo e Utøya del 22 luglio in cui persero la vita 100 persone per mano del fanatico razzista Anders Behring Breivik, si prevede quindi una riforma importante della politica sull’immigrazione danese opposta a quanto ispirava Breivik il cui atto sembra invece aver punito le forze xenofobe e di estrema destra nell’ appuntamento elettorale del paese confinante. Anche se la nuova maggioranza avrà vita difficile con il 51,1% e 89 dei 179 seggi totali , con soli 3 seggi di vantaggio e con profonde differenze fra i 4 partiti della coalizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il partito della Schmidt è in posizione molto debole (ha perso 1 seggio) a favore dei rosso-verdi che hanno raddoppiato i propri seggi, ottenendone 12 con il 6,7%. Nel cosiddetto “Blocco rosso”, contrapposto al “Blocco blu” dei liberal-conservatori, ci sarà dunque una competizione interna per il “peso” politico tra le varie formazioni. Rosso-verdi e social-liberali (radicali) divergono sulle politiche economiche (con i primi critici rispetto alla piattaforma socialdemocratica e i secondi favorevoli) mentre concordano su quelle per l’immigrazione, dove però sono in disaccordo con i socialdemocratici e i social-popolari.</p>
<p style="text-align: justify;">I socialdemocratici, rischiano di trovarsi in una situazione paradossale: vincere le elezioni perdendo voti, portare una donna alla guida del governo per la prima volta della storia danese, ma nello stesso tempo avere il peggior risultato della propria storia elettorale ed aver perso di fatto totalmente l’egemonia sulla coalizione.</p>
<p style="text-align: justify;">La Danimarca dal gennaio 2012 sarà il presidente di turno dell’UE, in un momento cruciale per la vita economica e politica dell’Unione. L’importante risultato danese, insieme alla prospettiva altamente probabile di una coalizione rosso-verde vincente in Germania il prossimo anno e all’arresto dell’espansione delle forze xenofobe in alcuni paesi europei potrebbero aprire la strada a un complessivo cambiamento nell’insieme del continente europeo, in particolare a riguardo delle direzioni da prendere per uscire dalla crisi economica e finanziaria generale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://multimedia.pol.dk/archive/00184/Asmaa_Abdol-Hamid_184339c.jpg" alt="" width="460" height="314" /><br />
Asmaa Abdol Hamid</p>
<p style="text-align: justify;">Nella foto: Asmaa Abdol Hamid, 25 anni,  candidata alle politiche in Danimarca nella Lista dell&#8217;Unita&#8217;. E’una giovane assistente sociale di origine palestinese che portera&#8217; il suo <em>hijab</em>, il fazzoletto che copre il capo delle donne musulmane, anche in Parlamento. E’stata la prima presentatrice televisiva a presentarsi sugli schermi con lo <em>hijab</em>. Ha sollevando una serie di critiche, anche nel suo partito, anche  perche&#8217;, in base alla sua religione, si astiene dal salutare dando la mano alle persone dell&#8217;altro sesso. Sostiene di battersi per le rappresentanti di diversa origine etnica, che devono essere lasciate libere di scegliere fra le possibilita&#8217; a loro disposizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intercettazioni Berlusconi. Che ne dicono le Donne?</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 08:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Tuscano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>“Noi siamo messi così, come uomini. Tu, io, poi Carlo Rossella, presidente di Medusa e Fabrizio Del Noce, direttore di Rai1 e responsabile di tutta la fiction Rai. Sono persone che possono far lavorare chi vogliono. Quindi le ragazze hanno l’idea di essere di fronte a uomini che possono decidere del loro destino”.</p></blockquote>
<p>Lo stralcio <a href="http://www.mentecritica.net/intercettazioni-belrusconi-le-versioni-integrali-si-aspetta-la-reazione-dei-mercati/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/21482/" title="Intercettazioni Belrusconi, le Versioni Integrali. Si Aspetta la Reazione dei Mercati" >della conversazione tra Silvio Berlusconi “premier a tempo perso” e il prosseneta Gianpaolo Tarantini</a>, con cui si spartisce le “patonze” come merce-premio, è rivelatore di <a href="http://www.mentecritica.net/no-non-e-pasolini-la-telefonata-berlusconi-lavitola/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/21475/" title="No, Non è Pasolini: La telefonata Berlusconi Lavitola" >quanto da tempo affermiamo</a>: non è questione di sesso, ma di politica. E, ancor prima, di potere.<br />
La prosa berlusconide è d’abitudine sfilacciata, miseranda, greve e pneumaticamente vuota, il vuoto asettico del piazzismo televisivo. Negli ultimi tempi s’è trasformata in gergo e il vuoto asettico ha assunto un odore mefitico e pestoso. E, tuttavia, mantiene intatta la sua espressività, staremmo per dire il suo espressionismo. Nella comunicazione, nulla avviene per caso.</p>
<p><span id="more-21489"></span></p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/09/disgusto.jpg" ><img class="size-full wp-image-21496 aligncenter" title="disgusto" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/09/disgusto.jpg" alt="" width="590" height="480" /></a></p>
<p>Ritorniamo su quelle sciagurate parole. Colpisce la prima differenza tra il “noi uomini” e le “ragazze”. Non si tratta solo dell’ennesima rivelazione sulle manie d’un satiro settantacinquenne, che giunge a considerare “vecchietta” una donna di ventinove. No, questo è solo il primo livello di lettura. “Uomo” designa, come sappiamo, l’essere umano integrale; per millenni, anche sui vocabolari, l’essere umano per eccellenza. È “il” sostantivo. “Ragazza” (e il suo corrispettivo maschile) lo è molto meno, per la valenza sminuente attribuitagli nella chiacchiera. E accantoniamo pure le discussioni sull’origine araba del termine (portalettere o schiavo, anche sessuale): ma qualcosa di quell’antico significato permane, a livello inconscio, e riaffiora, qua e là, specialmente se pronunciato dai potenti.</p>
<p>Ebbene: secondo le intercettazioni, il premier a tempo perso non ricorre mai al vocabolo “donne”, bensì appunto a “ragazze”, non di rado a “bambine” &#8211; a mano a mano che l’età avanza, le desidera sempre più giovani e fresche &#8211; ma ancor più alla sineddoche: cioè la parte per il tutto. La donna, cioè la ragazza, cioè la femmina, si riduce a “patonza”. La sua disumanizzazione diventa così totale.</p>
<p>C’è, in quelle parole, la cultura dell’harem nel significato primo, di separazione. La tronfia fierezza del “Noi Uomini” da una parte; l’ammucchiata di “ragazze” sottomesse e consenzienti, dall’altra. Infatti: “Devono avere l’idea di essere di fronte a <em>uomini </em>che possono decidere del loro destino”. La storia ha ampiamente dimostrato quali nefandezze e crimini si siano perpetrati ai danni non solo delle “femmine”, ma di qualsiasi altro essere umano considerato inferiore (per etnia, cultura, religione, orientamento sessuale…) quando gli Uomini (maschi) hanno “deciso del loro destino”.</p>
<p>Scrissi già alla vigilia del 13 febbraio che la questione da risolvere è tutta qui: squisitamente politica; e antica. Dal disprezzo dell’uomo-maschio verso la donna-femmina sorgono infatti tutte le incomprensioni, violenze, guerre, razzismi, intolleranze ecc. ecc.</p>
<p>Adesso scrivo ancora. Ma per cosa, e per chi?</p>
<p>Per esortare le donne a mobilitarsi, come è già accaduto? Forse, anche. Ma non sono loro, stavolta, le mie principali interlocutrici.</p>
<p>Spetterebbe agli uomini, infatti, se hanno anch’essi coscienza della propria, autentica dignità, se tengono a esser considerati, e a sentirsi, uomini e non semplici maschi, indignarsi di fronte a un individuo di potere che dà del loro genere un’immagine così degradante, primitiva e violenta.</p>
<p>Ma non accade. Non mi risulta abbiano intenzione di organizzare una protesta di massa. Erano in tanti il 13 febbraio, d’accordo. Ma con noi, con le donne. Ci seguivano a ruota. Sembravano sinceramente solidali, molti provavano disgusto quanto noi. Grazie, ma non basta. Non basta più.</p>
<p>Occorre un segnale forte, che non arriva. Mentre càpita ancora molto, troppo spesso di leggere e udire, a mezza bocca o in modo aperto, apprezzamenti compiaciuti nei confronti del vecchio maschio che se la gode e sa, finalmente, “come trattare le donne”.</p>
<p>Non è più tempo di maschere. Se il desiderio profondo, recondito degli uomini italiani (e non solo) è il maschio delle caverne, con tutto ciò ch’esso comporta a livello storico, sociale e politico, se ne assumano le responsabilità e lo proclamino apertamente. E altrettanto apertamente, tutte le persone d’ogni sesso che hanno a cuore la libertà, la democrazia e il rispetto reciproco, lo combatteranno senza tregua.</p>
<p><strong>N.d.R.</strong> Su questo sito si è espressa chiaramente una posizione in merito. Vedasi &#8220;<a href="http://www.mentecritica.net/lo-squallore-del-chiavare/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/18465/" title="Lo Squallore del Chiavare" >Lo squallore del chiavare</a>&#8221; articolo nel quale si esprime una posizione direttamente proporzionale all&#8217;intensità del titolo.</p>
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		<title>Default Italia, 70 Giorni al Fallimento: Al Capestro gli Evasori</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 10:23:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono giorni che lo dico. Non basta cambiare, bisogna proprio buttare via l&#8217;immondizia per ripartire. E se non si vuole ripartire, nessun problema. Per i maschietti ci sono i semafori a Pechino. Con il traffico e l&#8217;inquinamento che c&#8217;è si faranno soldi a palate lavando i vetri delle macchine. Per le donne la scelta è ancora più ampia: le vecchie e le racchie troveranno facilmente occupazione nel settore &#8220;cambio pannoloni a vecchiacci cacasotto cinesi&#8221;, mentre quelle giovani e belle (non superiori ai 22 anni che a queste cose in Asia ci tengono) non avranno difficoltà a impiegarsi nei vari centri di massaggio di Pechino dove i cinesi non vedono l&#8217;ora di restituire alle italiane le attenzioni che gli italiani hanno riservato alle loro fidanzate.</p>
<p>Ciò detto, veniamo a noi. Lo stesso governo che fino a qualche tempo fa incitava all&#8217;evasione fiscale, oggi impernia la sua manovra strutturale sul recupero dell&#8217;evasione. Della serie: evasore, prima ti coccolo per farmi eleggere, poi quando la merda arriva al naso, scarico la colpa su di te.<br />
Non funziona brutte merde rincitrullite. Credete veramente che ci siamo bevuti il cervello dopo averlo frullato? La colpa principale è e rimane <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/08/sono-il-nuovo-premier-risolvo-problemi.html" >dell&#8217;intera classe dirigente di questo paese</a> (non riesco più a dire &#8220;del nostro paese&#8221;, non mi ci ritrovo). Maggioranza, opposizione e antiberlusconiani di professione hanno capito che i loro privilegi dipendevano dallo status quo e tutti, senza eccezione, si sono adoperati per mantenerlo. Leggi elettorali, leggi ad personam ed ad aziendam, depenalizzazioni, spesa pubblica utilizzata per gestire il consenso, condoni fiscali, prescrizioni, ore e ore di dibattiti parlamentari incentrati sulla fica di Ruby.<br />
Fosse per me, <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-71-giorni-al-fallimento-nelle-mani-di-imbecilli/cuore-di-tenebra/cazzotti/dellefragilicose/21231/" title="Default Italia, 71 Giorni al Fallimento: Nelle Mani di Imbecilli" >ci sarebbe la corda</a>, altro che le elezioni. <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-94-giorni-al-fallimento-della-necessita-storica-di-infliggere-un-durissimo-castigo-alla-classe-politica-italiana/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/20815/" >L&#8217;unico sistema per ripulire l&#8217;ambiente e consentire alle energie sane di esprimersi, finalmente</a>.</p>
<p><span id="more-21239"></span></p>
<p><img class="size-full wp-image-21244 aligncenter" title="usb" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/09/usb.jpg" alt="" width="312" height="422" /></p>
<p>In tempi di guerra, comunque, una bella impiccagione non si nega a nessuno. La classe dirigente ha le sue colpe e per queste pagherà. Quanto? Dipende dalle palle degli italiani, quelle specie di arachidi che tintinnano cupamente nella borsetta rinsecchita.<br />
Per voi, cari amichetti evasori, su queste pagine <a href="http://www.mentecritica.net/affogare-nella-merda/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/8684/" >la corda la invochiamo da tempo</a>. No multe, no carcere, ma corda, corda, corda.</p>
<p>Per i politicamente corretti <a href="http://www.mentecritica.net/la-cultura-del-mignolo-alzato-la-monnezza-a-napoli/cuore-di-tenebra/comandante-nebbia/20909/" >dal mignolo alzato</a> sempre disposti a perdonare tutti nel segreto terrore di essere incolpati a loro volta, vorrei che, cortesemente, perdessero 10 minuti del loro prezioso tempo, magari sottraendolo all&#8217;indignazione sterile delle paginette di facebook, per leggere <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.finanze.gov.it/stat_dbNew2009/index.php" >questo allegro rapporto del dipartimento delle finanze</a></noindex> della repubblica italiana. <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.finanze.gov.it/stat_dbNew2009/contenuti/analisi_dati_2009_irpef.pdf" >21 pagine</a></noindex>. Leggete e piangete. Si tratta delle Analisi statistiche sulle Dichiarazioni 2010 &#8211; Anno d&#8217;imposta 2009.</p>
<p>Per chi non ha proprio tempo, propongo un agile riassunto tratto <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.fiscooggi.it/attualita/articolo/dichiarazioni-2010-gettito-fiscalee-basi-imponibili-prova-crisi" >da questa pagina</a></noindex>:</p>
<blockquote><p><strong>Le dichiarazioni presentate</strong><br />
Sono 41,5 milioni i contribuenti (0,7% in meno rispetto al 2008) che hanno provveduto all&#8217;adempimento spontaneo degli obblighi tributari per via diretta attraverso Unico e 730 e indirettamente con la dichiarazione dei sostituti d&#8217;imposta (modello 770). [...]<br />
Reddito complessivo dichiarato<br />
Ammonta a 783 miliardi di euro il reddito complessivo dichiarato che risulta invariato, quindi, rispetto all&#8217;anno precedente. [...]</p>
<p><strong>Valore medio dell&#8217;imposta Irpef</strong><br />
Il valore medio dell&#8217;imposta netta Irpef, sempre stando alle rilevazioni del bollettino del Dipartimento delle Finanze, si situa su 4.720 euro (contro i 4.700 del 2008) e 31 milioni, pari al 75 % del totale, sono i contribuenti che la dichiarano. 10,5 milioni sono invece coloro che hanno una imposta pari a zero. In questo ultimo caso si tratta di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione ovvero la cui imposta lorda si azzera grazie alle detrazioni previste dall&#8217;ordinamento tributario. [...]</p>
<p><strong>Classi di reddito e tipologia di contribuenti</strong><br />
[...] <strong>il 58,8% sono lavoratori dipendenti, il 27,5% pensionati e il rimanente 13,7% sono contribuenti che dichiarano altri tipi di reddito</strong>. Rispetto al 2008 poi è aumentata la quota percentuale di dipendenti (+0,8%) e di pensionati (+1,5%), mentre sono diminuiti i contribuenti che dichiarano altri tipi di reddito (-2,3%).</p></blockquote>
<p><strong>58,8+27,5=86,3. C&#8217;è altro da dire?</strong><br />
Notai, medici, avvocati, commercianti, tutti ficcati stretti stretti in quel restante 13,7%. Per fortuna che per queste categorie il nostro stato sociale fornisce esenzione ticket, tasse scolastiche ridotte, priorità nell&#8217;assegnazione degli alloggi popolari e, in qualche regione fortunata (la Campania ad esempio), il reddito di cittadinanza.</p>
<p>Vedete, cari italiani dalle palle grosse come i noccioli di olive di Gaeta, qui c&#8217;è un bel po&#8217; di gente che vive alle nostre spalle, come il simpaticissimo Gianbattista che <a href="http://www.mentecritica.net/tutto-e-al-posto-giusto/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/dellefragilicose/21163/" >viene pure a sfotterci su MC</a>. Non si può salvare capra e cavoli. Quando la nave affonda il posto sulle scialuppe non basta mai per tutti. Qualcuno deve affogare. E quando dico affogare non parlo delle dichiarazioni dei redditi pubbliche, quella è solo una cazzatella per <em>quaqquaraquà</em>, non parlo delle manette agli evasori che posto in carcere non ce n&#8217;è per metterli tutti, parlo di una sana ed ecologica impiccagione. Corda in pura canapa, sapone di Marsiglia disciolto in acqua corrente, palchetto e struttura in legno profumato. Riciclabile, naturale, <em>a la page</em>.</p>
<p>I signori Gianbattista, insieme ai loro amichetti che li hanno protetti fino ad ieri, si sono mangiati una nazione, le nostre pensioni, i nostri ospedali, le nostre scuole, il nostro futuro e, quel che è peggio, quello dei nostri bambini. Il perdono è un lusso per ricchi. A noi, che abbiamo le pezze al culo, rimane solo la vendetta. Giusto per dare un senso a quei due piselli che portiamo appesi in mezzo alle gambe.</p>
<p>Abbiate il coraggio di <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-92-giorni-al-fallimento-feroci-o-coglioni/cuore-di-tenebra/comandante-nebbia/20850/" >tirare fuori la rabbia che avete in corpo</a>. Dimenticate il perbenismo e dichiarate guerra all&#8217;Italia, agli italiani, alla merda che tutti ci portiamo dentro. C&#8217;è tempo per le medicine omeopatiche e tempo per il fuoco. Ora ci vuole il fuoco. Se no, prendetevi la pilloletta omeopatica del cazzo e crepate come le bestie. Me ne fotto!</p>
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		<title>300 euro e passa la paura</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2011 11:44:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Visto che parlare di crisi economica deprime e fa diventare sempre più apocalittici e sempre meno integrati, facciamo come nel Decameron: mentre attorno a noi c&#8217;è la pestilenza e i cadaveri si accumulano, dedichiamoci ad un argomento sempre interessante, il sesso. Eros come antidoto a Thanatos. Funziona da millenni. Mi stavo giusto rileggendo i post [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Visto che parlare di crisi economica deprime e fa diventare sempre più <strong><a href="../il-default-delloccidente-83-giorni-allapocalisse/cuore-di-tenebra/grp/21051/">apocalittici</a></strong> e sempre meno integrati, facciamo come nel Decameron: mentre attorno a noi c&#8217;è la pestilenza e i cadaveri si accumulano, dedichiamoci ad un argomento sempre interessante, il sesso. Eros come antidoto a Thanatos. Funziona da millenni.</div>
<div>Mi stavo giusto rileggendo i post (<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6205&amp;mode=nested&amp;order=1&amp;thold=0" ><strong>1</strong></a></noindex> -<strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2009/08/il-barnard-incompreso.html" >2</a></strong>- <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2009/12/e-dagliela.html" >3</a></strong>) che, due anni, fa avevo dedicato alla diatriba sul sesso ludico accesa in rete da alcuni articoli di <strong>Paolo Barnard</strong>, primo fra tutti l&#8217;ormai mitico <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6205&amp;mode=nested&amp;order=1&amp;thold=0" >&#8220;Sono andato a puttane&#8221;</a></noindex></strong>. La visione di Barnard, la riassumo in un flash per comodità, invitandovi ugualmente ad approfondire sul link, auspicava un approccio più disinibito delle donne nei confronti del sesso, da viversi appunto come un gioco e non necessariamente come qualcosa di sentimentale. Tutto questo a costo zero, senza scambi di denaro come contropartita, perché secondo lui era proprio il denaro ad aver rovinato i rapporti uomo-donna. La famigerata mercificazione del sesso. Un inno, quello di Barnard, al sesso gratis, al libero scambio di secrezioni secondo il principio del baratto. Io do&#8217; una cosa a te e tu dai una cosa a me. Come i mercatini argentini dei tempi della crisi del 2001 dove le signore cuocevano le torte e le scambiavano con  benzina o detersivi.</div>
<div><span id="more-21077"></span><img class="aligncenter" src="http://hunkforo.com/wp-content/uploads/2011/06/beauty426.jpg?9d7bd4" alt="" width="550" height="769" /></div>
<div>Secondo i dettami del sesso gratis e a volontà come sui prati di Woodstock &#8211; altri tempi ormai morti e sepolti, però &#8211; la voglia di scopare per gioco e di per sé, senza impegno e amici come prima avvantaggerebbe perfino i cosiddetti Uomini Beta, quelli che di solito le donne scartano perché troppo impegnate a correre dietro agli odiati (dai Beta) Uomini Alfa, quelli ai quali basta uno schioccar di dita  ed  ai quali daresti non solo la topina ma anche un rene e tre litri di sangue subito. Resta da stabilire se il principio varrebbe anche al contrario, ovverosia se il vantaggio scatterebbe anche per le donne Beta rispetto alle Alfa. Barnard questo non ce l&#8217;ha ancora spiegato.</div>
<div>Certo, sarebbe bello il libero amore senza complicazioni e contropartite ma il mercato applicato alle pulsioni non è così facile da scardinare in un mondo dominato interamente dallo scambio in denaro. L&#8217;idea del sesso ludico no-cost è terribilmente utopistica se non la proiettiamo in un mondo futuro senza denaro e nemmeno il sentore di qualcosa come il mercato. Un&#8217;Arcadia, insomma. Senza contare che nei rapporti intimi c&#8217;è sempre il brivido dell&#8217;imprevisto sentimentale.</div>
<div>Immaginiamo di volere solo del sesso e nessuna complicazione sentimentale per i nostri buoni motivi.</div>
<div>Se ci dedichiamo al dai e vai in forma gratuita, la componente sentimentale è fuori controllo e c&#8217;è sempre il rischio collaterale costante di affezionarsi, innamorarsi, perdere del tutto la testa, prendersi un due di picche o subire un abbandono perché tu vorresti continuare ma lei o lui non ne vogliono più sapere, per non parlare della caduta nella routine e nella noia.</div>
<div>Se invece c&#8217;è di mezzo il denaro, la contropartita, l&#8217;incentivo nel rapporto sessuale, allora questo serve proprio ad annullare l&#8217;effetto collaterale. Sapendo a priori che quella persona viene con te perché la paghi, sai già che molto probabilmente sta fingendo, che dopo se ne andrà per la sua strada, che non ti ci devi attaccare. Però quello che chiedi lo dà e quindi anche il due di picche è scongiurato.</div>
<div>Per di più, la mercificazione sarà brutta e cattiva ma il sesso a pagamento permette di scopare a  tanta gente che altrimenti potrebbe dedicarsi solo al faidate.</div>
<div>Il denaro fa scopare i vecchi, i brutti, i matti, i malati, perfino i deformi. In una società repressa e repressiva, dove sembra che ci sia un Valentino per ogni Valentina e che ci si incontri come nei film con una facilità spaventosa, la realtà è spietata. Una volta che tutti i Valentini sono accoppiati con tanti bei marmocchi attorno, che fai, ti metti a sfasciare famiglie? Senza contare che trovare un partner, cambiarlo, sperimentare semplicemente, richiede un enorme dispendio di tempo. Se si vuole solo fare un po&#8217; di ginnastica, o ti infili in Badoo dove puoi pescare di tutto e arrivi proprio a grattare il barile, senza contare la componente di rischio oggettivo, oppure ti rivolgi ai professionisti.</div>
<div>E allora, rileggendo l&#8217;articolo di Barnard e i miei di risposta e infilando il tutto <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://dai.ly/ebZkWs" >nel frullatore</a></noindex></strong> mentale dove da parecchio tempo si stanno accumulando alcune mie personalissime riflessioni, sono pronta a chiamare Tom Dickson, premere il pulsante, a  pronunciare la parola magica: <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.willitblend.com/" >&#8220;Will it blend?&#8221;</a></noindex> e lanciare la provocazione.</strong></div>
<div>Siamo sicuri che un rapporto sessuale regolato dal denaro sia sempre e soltanto squallido e degradante? Perché, visto che la mercificazione vive e lotta con noi, non rivolgere il sistema a nostro vantaggio? Perché, non potendo evitare di essere violentati dal mercato, non sdraiarci e provare a trarne godimento?</div>
<div>Ed ecco il punto e mi rivolgo alle ragazze in ascolto. Non farebbe bene anche a noi andare a puttani e non trovarci niente di male?</div>
<div>Gli uomini se hanno voglia hanno un&#8217;offerta enorme a disposizione e i prezzi sono più che abbordabili, se non si pretende la supermodel con 50  euro da spendere. Poi magari cercano tutte le <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/08/23-modi-per-giustificarsi.html" >scuse</a></strong>: l&#8217;accudimento, la porta aperta, la donna all&#8217;ennesima potenza quando invece vogliono solo sesso ma questo fa parte dell&#8217;ipocrisia religiosa.</div>
<div>Noi donne invece, avendo le medesime esigenze degli uomini, siamo ancora discriminate. O meglio, la prostituzione maschile esiste ed è fiorente, ma è elitaria e costosa, oppure troppo esotica. Pare che i più gettonati tra gli escort made in Italy &#8211; ma ci sono pure gli albanesi da 30 euro per strada &#8211; non si slaccino nemmeno la patta per meno di 300 euro per una mezz&#8217;oretta e arrivino fino a 3000 euro per un weekend e che la facciano cadere un po&#8217; dall&#8217;alto, del tipo: &#8220;La signora dev&#8217;essere comunque gradevole&#8221;.</div>
<div>Forse se aumentasse la domanda &#8211; ecco, maledetta legge di mercato che sei sempre tra i piedi, siamo di nuovo a parlare di economia e a deprimerci &#8211; scenderebbero anche i prezzi.<br />
Chissà se è già previsto il &#8220;soddisfatte o rimborsate&#8221;?</div>
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		<title>23 motivi per giustificarsi</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 07:34:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Mi era capitato in passato di avere rapporti con prostitute, come a volte agli uomini accade &#8211; specie se oberati dal dovere di essere all&#8217;altezza delle aspettative, pubbliche e private. &#8220; &#8220;So che non è bello da sentire e non è facile da dirsi, ma una prostituta è molto rassicurante. È una presenza accogliente che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>&#8220;Mi era capitato in passato di avere rapporti con prostitute, come a volte agli uomini accade &#8211; specie se oberati dal dovere di essere all&#8217;altezza delle aspettative, pubbliche e private. &#8220;</em></p>
<div><em>&#8220;So che non è bello da sentire e non è facile da dirsi, ma una prostituta è molto rassicurante. È una presenza accogliente che non giudica. I transessuali sono donne all&#8217;ennesima potenza, esercitano una capacità di accudimento straordinaria. Mi sono avvicinato per questo a loro. È, tra i rapporti mercenari, la relazione più riposante. Mi scuso per quel che sto dicendo, ne avverto gli aspetti moralmente condannabili, ma è così. Un riposo&#8221;.</em></div>
<div><em>&#8220;Io non sono omosessuale. Non ne faccio un vanto, ma non lo sono. È così. Ho amato solo donne. Moltissimo, e con frequente reciprocità. Dai transessuali cercavo un sollievo legato alla loro femminilità. Il fatto che abbiano attributi maschili è irrilevante nel rapporto, almeno nel mio caso. Non importa, non c&#8217;è scambio su quel piano. È il loro comportamento, non la loro fisicità, quello che le rende desiderabili. Ma temo che ogni parola possa suonare come una giustificazione: non è quello che voglio.&#8221;</em></div>
<div><em>&#8220;Perché io sono il figlio di Joe Marrazzo.&#8221;</em></div>
<div><em> (dall&#8217;intervista a Piero Marrazzo di Concita de Gregorio, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/politica/2011/08/15/news/intervista_marrazzo-20450866/" >La Repubblica, 15 agosto 2011</a></noindex></em><em>)</em></div>
<div><span id="more-21044"></span> <em><br />
</em></div>
</blockquote>
<div><img class="size-full wp-image-21047 aligncenter" title="natalie" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/08/natalie.jpg" alt="" width="300" height="630" /></div>
<div>Insomma, se ho capito bene, un uomo cerca una prostituta mica perché vuole fare sesso a pagamento ma perché è afflitto dall&#8217;ansia di prestazione sociale, perché vuole riposarsi, perché una transessuale è una &#8220;donna con una marcia in più&#8221; rassicurante con la quale confidarsi e perché è oppresso da una figura paterna troppo ingombrante.<br />
Ho visto una maglietta in una cartoleria, giorni fa. C&#8217;era scritto cosa vogliono le donne dagli uomini: una sfilza di cose, un elenco lunghissimo. Sotto, in piccolo, ciò che vogliono invece gli uomini dalle <strong><a href="../osceni-pensieri/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/20410/">donne</a></strong>:<br />
&#8220;1) <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2009/12/e-dagliela.html" >Dargliela</a>; 2) Non rompere i coglioni&#8221;.<br />
Ecco, la psicologia potrebbe essere tutta qui. Basterebbe che gli intervistati mantenessero questa sincerità, quella delle magliette, mentre rispondono alle domande.<br />
Vale la pena, quindi, di occuparsi ancora del colto in flagrante in Via Gradoli &#8211; Gesummaria, è dal 1978 almeno che Via Gradoli pullula di spioni &#8211; che sciorina tutto il più trito repertorio giustificazionista dell&#8217;utilizzatore finale tipo? Direi di no. Anche la nota edipica finale &#8211; che è alquanto rivelatrice del problema di fondo che affligge il nostro eroe, oserei dire il focus &#8211; è di una banalità quasi imbarazzante.Se ne parla, del Marrazzo, invece della solita pantera ferragostana in fuga nell&#8217;Agro Pontino, perché quel &#8220;donne all&#8217;ennesima potenza&#8221; ha fatto incazzare di brutto le donne che scrivono su blog e giornali.</div>
<div>E perché, poi? Certo, dal punto di vista dell&#8217;apparenza, del corpo, le trans sono  <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.youtube.com/watch?v=iUHZ8oRC4k8" ><strong>super-ultra-maxi-mega-super-funky</strong></a></noindex> <strong><a href="../osceni-pensieri/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/20410/">donne</a></strong> ma se è vero che sono così comprensive forse è perché sono anch&#8217;esse maschi. Chi meglio di un maschio può capire le esigenze di un altro maschio? Il loro valore aggiunto non consiste nell&#8217;essere &#8220;femmine più&#8221; ma nell&#8217;essere sia maschi che femmine allo stesso tempo e nel fatto di incarnare la femmina che l&#8217;uomo vorrebbe essere.<img class="aligncenter" src="http://www.cantiererustici.it/2011/giustificazione.jpg" alt="" width="405" height="480" /><br />
Una femmina ipersessuata, con tutto il buono della donna meno le paturnie premestruali e l&#8217;appiccicosità del &#8220;mi pensi, ma quanto mi pensi, ma mi ami, ma quanto mi ami, quando mi sposi?&#8221; e, cosa non da poco, l&#8217;assenza del rischio di rimanere incinta e di incastrarti con il pupo. Mi spingerei oltre e direi, perfino, senza quella fastidiosa e pretenziosa vagina, mai soddisfatta dalle loro prestazioni di maschi modello standard.<br />
La trans invece è una superfemmina che non dirà mai di no al sesso anale e che per giunta ti potrà fare anche un notevolissimo massaggio prostatico dalla porta posteriore salvando le apparenze.<br />
Eh si, perché se qualcuno maliziosamente fa notare che quasi tutti gli annunci AAA dei trans sui giornali offrono non meno di 23&#215;17 motivi per apprezzarne le doti, ci sarà un motivo o no? Qualcuno potrebbe sentirsi tutt&#8217;altro che rassicurato da tali convincenti argomenti. No problem, i Marrazzi di turno vi spiegheranno che le trans sono &#8220;donne all&#8217;ennesima potenza&#8221; e che il pistolone è irrilevante, se ne sta lì buono ad ascoltare anche lui le solfe esistenziali del cliente, così qualunque criptogay potrà salvare l&#8217;imene alla propria ipocrisia omofobica. Cosa vuoi di più dalla vita, mio caro lucano?</div>
<div>
<p>Come potete vedere, noi donne non c&#8217;entriamo in questo discorso. E&#8217; tutta una cosa loro tra maschi, quindi non dobbiamo assolutamente offenderci.<br />
Concita, la prossima volta portaci qualcosa di più interessante di un cliente. Che ne so, un serial killer.</p>
</div>
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		<title>Donne in Tre Righe</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 19:59:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[V. V. è esile, leggera, longilinea. Nel centro del suo viso di pelle chiara ci sono due occhi cerulei e accusatori. V. ha avuto una vita difficile e ha tanto bisogno d&#8217;amore. Lo cerca sempre negli uomini sbagliati, come me, e non lo trova mai. Ogni tanto piange, ma continua a tirare avanti per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>V.<br />
V. è esile, leggera, longilinea. Nel centro del suo viso di pelle chiara ci sono due occhi cerulei e accusatori. V. ha avuto una vita difficile e ha tanto bisogno d&#8217;amore. Lo cerca sempre negli uomini sbagliati, come me, e non lo trova mai. Ogni tanto piange, ma continua a tirare avanti per la sua strada difficile perché ha la testa dura, accidenti come è dura.</p>
<p>C.<br />
C. è scura come la notte con due grandi occhioni neri che ti sembrano quelli di un&#8217;antica Cleopatra regina d&#8217;Egitto. E&#8217; mamma: ha due figli piccoli e uno della sua età che la notte dorme nel suo letto. C. è innamorata di un uomo lontano che somiglia ai personaggi dei libri che leggeva da bambina. Rimane attaccata a lui come se fosse l&#8217;ultimo brandello della sua infanzia lontana, ma in silenzio, senza mai pensare di tradire veramente i suoi bambini piccoli e quello grande, perché C. è onesta nel cuore e non solo nelle parole.</p>
<p><span id="more-19947"></span><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/lost_in_her_thoughts____by_d_minutiv.jpg" alt="" width="500" height="708" /></p>
<p>F.<br />
Io non conosco F.. Avrei voluto, ma lei mi si è sempre celata. Per timidezza o forse per il terrore che ha delle scelte definitive, quelle che influenzano la vita e cambiano veramente il corso degli eventi. F. ha cervello, cuore e occhi che vedono lontano, ma spesso li tiene bassi come se avesse paura di quello che potrebbe vedere. Le lancette girano anche se non le si guarda. F. lo sa, e qualche volta ci pensa.</p>
<p>N.<br />
Sento N. al telefono tutte le sere. Cinque, dieci minuti per capire se è ancora lucida, se riesce a piegare il ginocchio, se ha ceduto alla depressione e se, col tempo buono, è riuscita a fare una piccola passeggiata. N. mi dice sempre che va tutto bene, che non ci sono problemi. A me non serve sentire le sue parole perché mi basta il tono con cui le dice. Fra me e lei, nonostante i cinquanta anni che sono passati, non si è ancora spento il ricordo di quando eravamo una sola cosa. La conosco troppo bene per credere che, anche per un solo momento, possa concedersi qualcosa di più di quanto strettamente necessario. Lei è della generazione delle donne cresciute per annullarsi e ha svolto la missione fino in fondo.</p>
<p>Y.<br />
Y. viene da lontano e l&#8217;aria algida della sua terra sembra ancora sfiorare la sua pelle sottile. Y. è cresciuta giocando silenziosamente da sola, senza che nessuno le desse un bacio o la facesse sentire importante. Y. fa sempre quello che pensa sia il suo dovere, parla raramente e non mostra mai nessuna emozione. Eppure, anche quando credi che sia indifferente, se la conosci veramente bene, ti accorgi che oltre la maschera che porta per difendersi, Y. ha un&#8217;anima bianchissima come la neve nella quale giocava da bambina.</p>
<p>S.<br />
S. ha gli occhi del colore del cielo che precede la pioggia. I sottilissimi capelli sembrano fili di grano scuro percorso dal vento. La sua pelle ha la fragranza tiepida del pane appena sfornato. S. ha solo trenta mesi e non è ancora né maschio e né femmina, ma una sorta di angelo il cui corpo delicato non è ancora stato sconvolto dalla tempesta che ne farà una donna. S. ama tutti gli animaletti. Quando ne vede uno lo indica e fa gridi di gioia. Se incontra un altro bambino, specialmente se è più piccolo di lei, lo tocca e lo bacia con grande trasporto, quasi che le sia già nota la gioiosa promessa che reca il suo piccolo ventre.<br />
La sera, quando la metto a dormire, la sento parlare da sola nella sua stanza nella lingua sconosciuta dei piccolissimi. E allora la lunghissima strada che mi ha portato fino a lei mi appare leggera e lucente come una passeggiata lungo il mio mare lontanissimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>foto di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://d-minutiv.deviantart.com/" >d-minutiv</a></noindex></p>
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		<title>Donne:Mutazioni Genetiche XYZ</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 08:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marechiaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse il cromosoma xx del sesso femminile ha subito e  continua a subire mutazioni genetiche. La seconda x, quella determinante per le differenze tra le &#8221; femminucce&#8221; e i maschiacci ha perso o ha dovuto perdere nel tempo quelle doti di sensibilità, d&#8217;intuizione e di grazia che la contraddistinguono. Ci ritroviamo muscolose per lavori maschili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse il cromosoma xx del sesso femminile ha subito e  continua a subire mutazioni genetiche.<br />
La seconda x, quella determinante per le differenze tra le &#8221; femminucce&#8221; e i maschiacci ha perso o ha dovuto perdere nel tempo quelle doti di sensibilità, d&#8217;intuizione e di grazia che la contraddistinguono. Ci ritroviamo muscolose per lavori maschili o per allenamenti in palestra che dobbiamo/vogliamo sobbarcarci, a dover fare anche da padri perché i nostri partner latitano e a ricorrere a quei metodi di lotta feroce per la dura sopravvivenza che dalla foresta si è spostata nella vita cittadina e politica e poco importa se al posto di sangue scorrono tracolli economici o scorrette campagne elettorali, il fine è sempre quello: scannare il rivale senza nessuna regola morale.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-19721"></span><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://fc07.deviantart.net/fs9/i/2006/041/8/0/Woman_King_by_winst.jpg" ><img class="aligncenter" title="Woman King by winst" src="http://fc07.deviantart.net/fs9/i/2006/041/8/0/Woman_King_by_winst.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></noindex><small><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://winst.deviantart.com/"  target="_blank">art by winst on DeviantArt</a></noindex></small></p>
<p>Eunuche per natura, ci ritroviamo a guardia di un harem che non è più il nostro focolare, a difendere e a mantenere in nome di uno strano femminismo, odalische e preferite ancelle per il divertimento del sultano. Non siamo più ne&#8217; amazzoni, ne&#8217; sante votate al martirio per difendere la nostra purezza, ne&#8217; intriganti Cleopatre, ne&#8217; geishe, ne&#8217; romantiche fanciulle in attesa del principe azzurro, e nemmeno matrone. Siamo dei codici fiscali in cui la nostra femminilità  viene annullata per una parità solo qui applicata, costrette a fare il doppio lavoro di casalinghe e di lavoratrici o di dover elemosinare a qualcun altro il necessario per mandare avanti il bilancio familiare, e purtroppo, sempre più  spesso a ritrovarci con tutti e due i problemi perché non ci pagano, la nostra ditta fallisce,  siamo in prova, a fare lo stage, o il volontariato in certi casi nemmeno volontario ma imposto, come chi accudisce gli anziani e i malati di casa  fra l&#8217;irriconoscenza dei congiunti.</p>
<p>Sempre più spesso sento la voglia di tirare fuori la parte maschile che c&#8217;è in me (o forse solo preistorica) di fregarmene dell&#8217;ordine nella stanza tutta rosa e di salire gridando sopra un albero, di dimenticare le buone maniere e di mandare affanculo, come uno scaricatore di porto chi vuole vivere alle mie spalle, di farmi giustizia da sola perché Don Chisciotte non verrà mai a difendermi nemmeno se fossi più bella di Dulcinea, di svolgere il mio lavoro solamente concentrandomi su quello, senza dover prima sparecchiare e spolverare il tavolo dove devo lavorare perché gli uomini di casa quell&#8217;unica volta che lo fanno è solo perché qualcosa  abbiamo insegnato, ma mai per senso del dovere, di non  dovermi preoccupare, quando mi devo presentare in un ufficio del mio look più di quanto lo impongano le regole del buon gusto e della pulizia, e dell&#8217;età in qualunque epoca della vita che spesso è  l&#8217;unico motivo per dirci di no: sei troppo giovane e carina, non vai bene per un lavoro pesante, sei in età fertile, costi troppo all&#8217;azienda, hai famiglia e non si può contare sulla tua disponibilità, sei anziana e noi vogliamo la bella presenza.</p>
<p>No, non voglio appropriarmi di quella Y che non ho, ve la lascio,  tanto pure io c&#8217;ho du&#8217; palle! Un paio mi costano una fortuna in reggiseni, e le altre mi fanno vincere battaglie (di Pirro, però), ma soprattutto c&#8217;ho du&#8217; palle nell&#8217;altro senso metaforico del termine, che mi fanno desiderare di aggiungere al mio cromosoma XX orgogliosamente femminile, oltre alla Y latente che c&#8217;è in me, come nell&#8217;ultima pagina dell&#8217;agenda, quella che rimane quasi sempre bianca, la Z, : si, la mutazione genetica è diventata XYZ, dove zeta sta per Zorro.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter" title="Zorro by crayon2papier" src="http://fc06.deviantart.net/fs28/i/2008/138/2/0/Zorro_by_crayon2papier.jpg" alt="" width="540" height="771" /></p>
<p style="text-align: center;"><small><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://crayon2papier.deviantart.com/"  target="_blank">art by crayon2papier on DeviantArt</a></noindex></small></p>
<p><small></small></p>
<p style="text-align: left;">Zorro! proprio lui, quello che in un mondo assurdo deve nascondersi dietro la mascherina per difendere i deboli e non quando fa il signore! Zorro col mantello nero come se fosse un giudice, che fa giustizia da solo! Zorro che corre ancora a cavallo brandendo la spada e lasciando non la sua firma ma la spigolosa Zeta. Ecco, devo  sostituire la sinuosa S della mia taglia di una volta (con la XXL ! direte voi&#8230;anche&#8230;.!.) con questa zeta che insinuano essere un simbolo massonico, ma forse per sporcare l&#8217;idea di un eroe che si spende per la giustizia, o forse perché la realtà è che per combattere il male, bisogna averne fatto parte, conoscerlo.</p>
<p>Invecchierò senza diventare mai grande, sognando cosa farò da grande, aspettando non Babbo Natale, non il principe azzurro,  ma Zorro. O solo qualche donna, più in gamba di me, col mantello da giudice, che ci liberi dalle ingiustizie ai vertici. Alle nostre di tutti i giorni, non illudiamoci, dobbiamo pensarci noi, e se avremo a che fare con un giudice, donna o uomo che esso sia, auguriamoci che non sia uno scarto del bunga bunga ma soprattutto che non venga ammazzato o anche solo isolato e visto che non siamo tutti sordomuti come il servo Bernardo del personaggio, smettiamola di tacere e di far finta di non sentire.</p>
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		<title>Il 13 Febbraio e le Donne</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 08:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bijuu</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Post-esame universitario in un raro pomeriggio di sole invernale. Mentre finalmente passeggio senza troppi pensieri per la testa, incontro in una delle aule studio la mia amica C. . E’ raggiante, e come ho modo di scoprire di lì a poco, ha appena  finito il suo appello brillantemente. Mi offre un caffè e qualche secondo dopo ecco che spuntano altri due sorrisi nascosti dietro di noi: S. e V. hanno finito e ci raggiungono. Ci si racconta inevitabilmente delle domande sostenute ma, soprattutto, di quanti esami manchino alla laurea! Argomento a dir poco a senso unico poiché si finisce sempre con il porsi la stessa domanda: e dopo?  Non che le opzioni siano poche, ma l’aria che tira nel nostro campo è terribile; ognuna di loro svela piano il proprio piccolo sogno nel cassetto, quasi come per ricordarlo a sé stessa, e mentre raccontano la mia mente disegna l’immagine di luoghi esotici lontani o luminosi ed affascinanti.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-19582"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/adolescenti.jpg" alt="" width="500" height="508" /></p>
<p>Un silenzio imbarazzante mi riporta alla realtà, quando ci si rende conto di quanto sia il divario tra le nostre aspettative e ciò che ci viene offerto qui, adesso. Fuggire lontano è un’opzione facile a parole, ma vai a spiegarlo al cuore dove sia casa in terra straniera.</p>
<p>Così, visto che mal sopporto i momenti scomodi, più prosaicamente penso bene di uscirmene con una battuta in stile Saturday Night Live (nostrano sic!) da vero macho: “Non preoccupatevi ragazze, un futuro ai fornelli per voi donne c’è sempre!”                                                                                                         S. mi fulmina. Avvampa tutta e borbotta qualche suono confuso prima di concludere sdegnata: “Anche tu! Da te non me lo sarei mai aspettata!”  C.  che invece mi conosce da più tempo, mi sorride complice e sta al gioco: “Che dici se ti lavo e stiro anche tutti i vestiti?”. E mi mostra la lingua con un’onomatopea disneyana.</p>
<p>V. diversamente dapprima non parla, solleva lo sguardo e mi guarda fissa intensamente; ha occhi azzurri grandi e profondi con tagli argentei che il giorno di sole sembra acuire ancor di più e che celano ogni pensiero. Un istante dopo serra le labbra e scosta il capo. Lei, la più brillante del corso con ampio distacco, con un’aria tra il dimesso e l’ingenuamente sincero mi prende completamente allo sprovvista: “Sai, a me piace anche molto cucinare!”</p>
<p>C. S. e V. il 13 febbraio hanno partecipato alla manifestazione organizzata in difesa della dignità delle donne.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/02/13_de_biasi_-_gli_italiani_si_voltano.jpg" alt="" width="585" height="391" /></p>
<p>Da uomo, con i miei  limiti, ammetto francamente che non so che posizione prendere nei confronti di questo evento. Se da un lato un lato la spinta principe che ha mosso la piazza sono stati i festini presidenziali ed il sultanato con annesso harem che ne emerge, dall’altro leggo la volontà da parte delle promotrici di non prendere nettamente le distanze dalla parte femminile protagonista della vicenda<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/il-13-febbraio-e-le-donne/meccanica-delle-cose/vere-donne/bijuu/19582/#footnote_0_19582"  id="identifier_0_19582" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" fonte ">1</a>)</sup>. Parte femminile che, <a href="http://www.mentecritica.net/nicole-minetti-non-e-una-vittima/meccanica-delle-cose/vere-donne/comandante-nebbia/19359/" >come è stato per altro detto su queste pagine</a>, ha agito consapevolmente ed in piena libertà dei propri atti con tutte le conseguenze che essi comportano e che non sono solo di tipo giudicativo ma più profonde, in quanto avvallano direttamente il mercimonio della donna stessa in senso più ampio. Il che, per parlare chiaro, può autorizzare qualcuno dotato di scarsa “empatia” a pensare che il gentil sesso non abbia valenza se non quando si parla di un bel paio di gambe o di un seno. E via dicendo con le battutacce ed, in catena discendente, alla discriminazione serpeggiante diffusa a vari livelli maschili. Se ho quantomeno centrato a grandi linee il punto non capisco quindi perché non cominciare prendendo apertamente in mano i giochi, ed asserendo con forza che le donne sono altro che una Minetti o una Ruby qualsiasi. Altro punto dibattibile è quello della tempistica, che potrebbe far pensare ad un “libere tutte” qualora non ci fosse più l’attuale premier: se è davvero il modo di pensare e di relazionarsi che deve cambiare per mutare la condizione della donna in Italia, non avverrà certo dal 13 al 14 notte. Per queste ragioni non sono sicuro che una manifestazione , per quanto urlata e partecipata, sia ciò che la situazione richiederebbe per smuovere l’aria vecchia e dire basta.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/02/ipocrisia.jpg" alt="" width="533" height="400" /></p>
<p>Il punto fondamentale è invece, a mio avviso, un altro. Se davvero un cambiamento deve avvenire non credo questo possa essere veicolato dalla piazza, almeno fintanto che si parla di valori personali, ma deve primariamente partire da noi stessi.  Si dovrebbe, uomini e donne compresi  nel nostro piccolo, cercare di mutuare comportamenti consoni alla pari dignità non solo in maniera formale, ma effettivamente. Anche senza entrare nel merito, per non aggiungere ovvietà, mi viene in mente che l’arma più efficace in vostro possesso sia quella di stupirci sempre, con leggerezza e capacità che a volte sfuggono alla nostra immediata comprensione.                                                                                                       Se Dostoevskij ha ragione quando afferma che “la bellezza salverà il mondo”, sta a voi il maggior compito di modellare il vostro futuro ed a noi la capacità di amarlo integralmente.</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_19582" class="footnote"> <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/02/12/visualizza_new.html_1589361022.html" >fonte</a></noindex> </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>Nicole Minetti non è una Vittima</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 08:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Fra gente civile il genere sessuale, come il colore della pelle, non dovrebbe rappresentare un fattore di discriminazione. Questo nella teoria, ovviamente, perché nella pratica è tutta un&#8217;altra cosa. Il colore della pelle conta e conta molto in un paese come il nostro dove già l&#8217;accento sbagliato, in certe regioni, scatena il pregiudizio. Le donne, aldilà della presa in giro delle quote rosa, sono vittime di discriminazione in politica, sul lavoro e, in generale, tutte le volte che aspettano un bambino o fanno il loro dovere di madri.</p>
<p>Tutto questo, come premesso, è incivile, ma non può servire per giustificare l&#8217;utilizzo del colore della pelle o del genere sessuale come attenuante. Mi spiego:  se una persona è inaffidabile, disonesta o violenta, rimane inaffidabile, disonesta o violenta anche se è di colore. Cercare attenuanti per chi si comporta male ed appartiene ad un&#8217;etnia sfortunata, è un atteggiamento di colonialismo paternalista e ipocrita.</p>
<p><span id="more-19359"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/01/nicole-minetti-lato-b-600x450.jpg" alt="" width="350" height="450" /></p>
<p>Alla luce di questa ovvia considerazione, non capisco il movimento &#8220;di difesa della dignità della donna&#8221; che vede promotrici del calibro di Licia Colò, Angela Finocchiaro, Inge Feltrinelli, Anna Finocchiaro, Donata Francescato, Cristina Comencini, Giulia Bongiorno, Susanna Camusso, Gae Aulenti, Laura Morante, Claudia Mori, Rosetta Loy.</p>
<blockquote><p>Il caso Ruby devasta la nostra dignità.Il modello di relazione tra donne e uomini ostentato da una delle massime cariche dello Stato (&#8230;) legittima comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni. Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale. Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando.<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/nicole-minetti-non-e-una-vittima/meccanica-delle-cose/vere-donne/comandante-nebbia/19359/#footnote_0_19359"  id="identifier_0_19359" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" fonte ">1</a>)</sup>.</p></blockquote>
<p>Sorvolando sulla prosa enfatica e sull&#8217;incauta citazione di Levi, quello che risulta del tutto incomprensibile è: che cosa centra il comportamento delle puttane tristi di Berlusconi e, in particolare, della consigliera regionale lombarda, ex igienista dentale e ex nonsocosina Nicole Minetti con la condizione e la dignità della donna?</p>
<p>Redigere e firmare un appello per le ragazze che vengono portate con l&#8217;inganno in Italia e messe sulla strada a fare le prostitute sarebbe stata un&#8217;azione interessante, per quanto da tempo le &#8220;savianate&#8221; su Repubblica siano diventate indigeribili, ma mettere su un movimento del genere per una donna adulta, laureata, determinata e perfettamente consapevole del <em>do ut des</em> che c&#8217;è alla base di una transazione d&#8217;affari, mi sembra, francamente, una cazzata.</p>
<blockquote><p>Il 15 ottobre scorso, comunicando attraverso sms con il padre, la ragazza manifestava tutta la sua ira contro il premier. &#8220;Sono molto arrabbiata perché ho scoperto che ha comprato a una ragazza una casa da 1,2 milioni di euro&#8221;. Lei, oltre ai circa 10mila euro di compenso ottenuto con l&#8217;incarico nel Consiglio del Pirellone, non risultava avere altri canali di approvvigionamento. Anzi. Durante una conversazione, la Minetti confidava di essere in rosso in banca &#8220;perché ho prestato 35mila euro a mia sorella che doveva comprarsi casa&#8221;.<br />
Ma che, in realtà, la venticinquenne riminese puntasse anche a un gesto di estrema generosità da parte del suo padrino politico lo si poteva dedurre da altre telefonate registrate dagli investigatori. Come quando, il 23 settembre scorso, all&#8217;amica e compagna di serate ad Arcore, Barbara Faggioli confidava: &#8220;Io mi sto già muovendo adesso, sto cercando&#8230; mi sono fatta mandare via email tutti i dettagli di uno stabile a Milano, però intero, chiaramente&#8221;. Minetti e Faggioli, solo quattro mesi fa, avevano l&#8217;intenzione di individuare &#8220;due progetti qualsiasi, due a cazzo&#8230; con la mia faccia da culo io gli dico (al Cavaliere, ndr) &#8220;guarda, abbiamo trovato questi, ci aiuti?&#8221;". <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/politica/2011/01/31/news/minetti_bonifici-11863440/" >fonte</a></noindex></p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-19366 aligncenter" title="nicole-minetti" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/02/nicole-minetti.jpg" alt="" width="590" height="448" /></p>
<p>Nicole Minetti non è una vittima. Se, a tempo debito, si riuscirà a provare che ha gestito il gineceo di Berlusconi e che è andata a letto col &#8220;vecchio dal culo flaccido&#8221; per il posto di consigliere regionale e per i soldi, la si potrà chiamare &#8220;maitresse&#8221; o puttana, ma non vittima.<br />
Lo stesso discorso, ovviamente, vale per il resto delle puttane tristi. Quelle che ballavano e si facevano toccare nelle parti intime a colpi di cinquemila euro a botta.</p>
<p>Il comportamento di queste persone poco o nulla ha a che fare con quello di persone ordinarie che si guadagnano la vita in modo del tutto diverso. Utilizzare il genere della Minetti e delle puttane tristi per farne delle vittime è pretestuoso ed offensivo nei confronti di tante altre donne altrettanto belle, spesso molto di più, che non hanno scelto di offendere il proprio corpo per trasformarlo in una risorsa economica.<br />
Io non mi sento un satiro sfruttatore delle donne solo perché io e Berlusconi portiamo la stessa appendice tra le gambe. Le persone vanno aldilà del colore della pelle, aldilà del sesso ed aldilà della lingua. La battaglia per imporre questo elementare concetto di civiltà non passa per Nicole Minetti, né per Berlusconi.<br />
Quelli, a prescindere dal sesso, hanno scelto un approccio alla vita che io non condivido e che me li rende alieni come se avessero la pelle verde, le orecchie a trombetta e una proboscide al posto del naso.<br />
Che si godano tranquillamente il loro cammino di tristezza e solitudine.</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_19359" class="footnote"> <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/politica/2011/01/31/news/donne_bandettini-11862640/" >fonte</a></noindex> </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>Nomi per la Vita Nomi per la Morte</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 07:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Billie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sono fatta spiegare da Maka come si compongono i nomi di persona in Somalia. Maka mi dice: il nome ha tre elementi (Maka – Muddei – Muse è il suo, per esempio) e prende tre generazioni, la propria, quella del padre, e del padre di tuo padre. In particolare, vi è un ordine cronologico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono fatta spiegare da Maka come si compongono i nomi di persona in Somalia.</p>
<p>Maka mi dice: il nome ha tre elementi (Maka – Muddei – Muse è il suo, per esempio) e prende tre generazioni, la propria, quella del padre, e del padre di tuo padre. In particolare, vi è un ordine cronologico con il quale – nelle situazioni ufficiali – si dà il proprio nome; l’ordine, a dire il vero, è invertito e farebbe dire Muse Muddei Maka (nonno, padre, figlia), per rispettare il tempo.</p>
<p>Appartengo a quegli uomini – questo è il mio nome per la vita.</p>
<p><span id="more-18050"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-18051 aligncenter" title="somali_woman_covered" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/05/somali_woman_covered.jpg" alt="" width="589" height="400" /></p>
<p>Per stare in società ci si presenta con il nome del padre, e del padre di tuo padre; il tuo nome deve raccontare la tua storia. Quando ancora non esisteva la scrittura, storico in senso proprio era il racconto trigenerazionale, oltre il quale probabilmente iniziava la leggenda.</p>
<p>Il ricordo umano ha questi tempi, come il racconto.</p>
<p>Poi c’è un nome per la morte, mi dice Maka, ed è diverso: il nome proprio seguito dal nome di tua madre. Le chiedo perché, ma lei non risponde, deve sembrarle banale o semplicemente naturale, quando si muore ti restituiscono alla terra.</p>
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