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Immuni Prima e Dopo la Morte

Mi ero ripromesso di non intervenire ulteriormente sulla vicenda Craxi, sia per motivi di umana solidarietà per i superstiti, sia per non attribuire un significato pubblico ad una data che per come si sono svolti i fatti, secondo il mio parere, dovrebbe rimanere una ricorrenza privata e familiare.

Eppure, non io, ma la prima e la seconda carica dello stato hanno inteso farne una vicenda nazionale di revisione storica, ancor prima che politica.

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Craxi

15 gennaio, 2010 di Comandante Nebbia  
Archiviato in Storia e Memoria, latest

Il prossimo 19 gennaio saranno passati dieci anni dalla morte di Bettino Craxi.
Da uomo del Sud provo sempre un certo imbarazzo a parlare di morti “freschi”, come si dice dalle nostre parti.
La morte è suprema punizione. Il suo stesso avvento, nell’antica cultura nella quale sono stato allevato, assolve da ogni peccato.
Un morto non può più difendersi dalle accuse né saldare i propri debiti. Infine, ci sono figli, coniuge e nipoti che, a prescindere da tutto, probabilmente ricordano con affetto e struggimento. Soprattutto per rispetto di queste persone è dovere di gentiluomo procedere con cautela.
Il tempo, e non ne è ancora passato abbastanza, chiarirà ogni cosa. La Storia condanna, assolve e, molto più spesso, dimentica. Per un giudizio più netto, riparliamone qui tra quarant’anni.

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Epifania 2010

2 gennaio, 2010 di Marechiaro  
Archiviato in Storia e Memoria, Vere Donne, latest

I re magi, come i tre moschettieri, non sono tre, ma quattro: Gaspare, Melchiorre, Baldassare e la cosiddetta Befana, bistrattata per invidia maschile ma in realtà un’astrofisica con la testa non solo nelle stelle come i suoi colleghi maschi ma con un profondo senso pratico, molto agile e scattante, inventrice della scopa volante, bella come sono gli incroci fra diverse razze ben riuscite e quindi “bastarda” , con molto senso dell’ironia e poca voglia di perdere tempo per le voglie degli uomini e quindi vestita di stracci. Vista la stella cometa, i tre magi decidono di andare a trovare il nuovo Messia.
“Ma no, perché andare adesso? C’è l’allerta della protezione civile per la tempesta di sabbia e poi mettiamo in imbarazzo la Madonna che sarà ben stanca dopo il parto, con i pannolini da lavare e la capanna in disordine per il bue e l’asinello che stanno fermi solo nei presepi! Andiamoci più in là, magari quando Gesù impara a camminare e ha bisogno pure di qualcuno che gli stia dietro mentre va a fare la spesa!”
Niente da fare, nessuno ascolta la Befana, anzi preparano i doni: oro, incenso e mirra

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Esodi d’Autunno

Passa Francesco Rutelli, passano Lanzillotta e Vernetti; passa Dorina Bianchi, passano Carra e Lusetti; passerà prima o poi, io credo, Marini, passerà Fioroni, passeranno altri e altri; quando piacerà al cielo passerà anche la Binetti e se Dio vuole sarà l’ultima.

Il partito si sta spostando a sinistra, lamentano costoro, sta virando al socialismo. Che, detta nel 2009, non é una cosa facile da immaginare.

Che vuol dire? Che i bolscevichi insidiano la duma, che i soviet sono alle porte, che c’é da temere un ritorno al centralismo democratico?

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Quaranta Anni di Silenzio

12 dicembre, 2009 di Comandante Nebbia  
Archiviato in Cuore di Tenebra, Storia e Memoria, latest

Oggi, con tutto il rispetto possibile, mi chiedo cosa provino le persone la cui vita è stata radicalmente cambiata quaranta anni fa senza che nessuno si sia preoccupato di spiegargli il perché e di rendergli giustizia.

Immagino il sorriso beffardo che si disegnerà sui loro visi quando sentono parlare di democrazia, trasparenza, società civile e istituzioni, mentre pensano alla deflagrazione che portò tutti noi nella strategia della tensione e loro a subire la violenza reiterata dei depistaggi, dei processi fasulli, delle illusioni ed infine la beffa quando l’ennesimo processo, il settimo, sulla strage si chiuse in Cassazione con la conferma delle assoluzioni degli imputati e l’obbligo, da parte dei parenti delle vittime, del pagamento delle spese processuali.

Sono vicende come queste a darci la misura esatta della nostra dimensione civile, dell’infamia che macchia la nostra bandiera come una sorta di peccato originale e della nostra sopravvalutata dignità nazionale.

Eppure, come ogni peccato, anche questo potrebbe essere emendato con un atto di buona volontà. Rimuovendo il segreto di stato, aprendo gli archivi che custodiscono la vergogna tricolore, si darebbe a tutti noi l’occasione di metterci di fronte ad uno specchio e guardarci finalmente negli occhi.

No, non parlo di condanne, non parlo di vendetta, per quanto non spetti a me il diritto di rinunciare a questa forma di giustizia. Troppo tempo è passato. Molti saranno morti, altri potrebbero beneficiare della prescrizione. Parlo di conoscenza e di consapevolezza, perché come ogni malato che mantiene un minimo di dignità, mi piacerebbe sapere quanto grave è il mio male e quanto sono lontano dal giorno nel quale potrò lasciare questo capezzale ed avviarmi, finalmente guarito, per le strade del mondo.

Muri e Confini

10 novembre, 2009 di Comandante Nebbia  
Archiviato in Storia e Memoria, latest

Ieri  è stato il ventesimo anniversario dell’abbattimento del muro di Berlino. La seconda guerra mondiale è finita. La guerra fredda è un ricordo.
Eppure, anche se lo abbiamo dimenticato, l’Italia è stata per anni terra di confine tra Est e Ovest. A Gorizia c’è stato un muro che divideva l’Italia dalla Jugoslavia. Certo, era più piccolo, non c’era il Checkpoint Charlie ed aveva meno fascino del Muro di Berlino, ma i muri restano muri, ovunque si erigano. Quello di Gorizia, poi, è sopravvissuto al suo collega più famoso per diversi anni perché è stato smantellato, anche se non completamente, solo all’ingresso della Slovenia nella comunità europea.

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Oltre il Muro

Non so molto della storia del muro di Berlino. Non ho avuto l’occasione di trovarmi da quelle parti prima che fosse abbattuto e confesso che il fatto che il 9 novembre prossimo si celebri il ventennale del suo abbattimento mi lascia del tutto indifferente.
E’ vero, la caduta del muro di Berlino è un fatto storico perché segna la fine di un epoca, ma quanto e, soprattutto, cosa è cambiato da allora?

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28 Maggio

28 maggio, 2009 di staff  
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Il Paese dei Teletubbies

Il sole tramonta, gioca a nascondino,
ciao ciao Teletubbies è l’ora del lettino

Sul paese dei teletubbies brilla un sole splendente con il viso di un bambino biondo sorridente con gli occhi azzurri.
L’erba è verde e morbida, il cielo è blu, i fiori sono grandi e colorati e sul prato saltellano tanti coniglietti.
I teletubbies sono quattro. Maschietti, femminucce, bianchi, neri, grandi e piccoli. Parlano una lingua elementare. Nella pancia hanno una specie di monitor nel quale, di tanto in tanto, fanno vedere qualche filmato su bambini che non fanno altro che dire “ciao ciao”.

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Alessandra Mussolini Dovrebbe Fare l’Estetista

15 maggio, 2009 di staff  
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Rimanendo in tema di sfoghi, riceviamo da una nostra lettrice e pubblichiamo:

Qualche sera fa, nella puntata di Porta a Porta condotta dal “carissimo” Bruno Vespa intitolata “La moglie e il figlio segreto di Mussolini” la cara nipotina Alessandra Mussolini è stata infastidita dai commenti riguardo i presunti flirt e i presunti figli del nonno, in particolar modo si è parlato di Albino Benitino Mussolini, il famoso figlio segreto.

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Pareva Socialismo, Invece era Berlusconi.

13 maggio, 2009 di fma  
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Alla fine della Seconda Guerra Mondiale l’Italia si ritrova in casa il più forte partito comunista d’occidente. Ai più pare la naturale prosecuzione d’un discorso interrotto per cause di forza maggiore vent’anni prima, anche se non manca chi coglie l’ambiguità di quello strano partito comunista, che se da una parte continua a proporsi come avanguardia della classe operaia in marcia verso la rivoluzione, dall’altra, perlomeno dalla svolta di Salerno in poi, si comporta come se non ci credesse più. Tuttavia nessuno si preoccupa di quali potranno essere i frutti di una simile ambiguità.
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Il Pene di Rasputin

10 maggio, 2009 di Pietro Bar  
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La depravazione, le guarigioni, gli intrighi, l’eresia, le profezie e la morte cruenta di Grigorij Efimovič Novy.

Recentemente ho sentito alla radio un’intervista ad Aldo Montano, Campione di scherma e personaggio del “jet set”. In quell’occasione, lo schermidore (di ritorno da una gara svoltasi a San Pietroburgo), citava le ingombranti dimensioni del pene di questo soggetto, da lui definito: “Una montagna.”
Non mi ricordo cosa portava lo sportivo a parlare del pene di Rasputin, ma la curiosità mi spinse a cercare informazioni sul Russo.

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Lo Sterminio delle Persone con Disabilità nella Germania Nazista

8 maggio, 2009 di Michela  
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Un’ appropriata introduzione per questo mio scritto sarebbe la frase rinvenuta scritta nel campo di stermino nazista di Auschwitz

“…chi non conosce la propria storia è costretto a riviverla”.

Recenti studi – annota Silvia Cutrera - hanno rivelato che in Germania l’Olocausto iniziò proprio con un piano di sterminio dei disabili messo in atto dal governo nazista all’indomani dell’ascesa di Hitler al potere, il 30 gennaio 1933.
Le operazioni di sterminio ebbero iniziò con la legge sulla sterilizzazione, emanata il 14 luglio 1933, sotto la denominazione di Legge per la prevenzione di nuove generazioni affette da malattie ereditarie che divenne la base dottrinale e normativa per indirizzare la legislazione razziale ed eugenetica del regime.

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9 Maggio: Un Giorno Inutile

Il 9 maggio di trentuno anni fa veniva ucciso Aldo Moro. Il suo cadavere, abbandonato nel baule di una Renault 4, venne ritrovato a pochi passi dalle sedi dei due più grandi partiti di allora: la Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista Italiano.

E’ probabilmente per questo motivo che il nostro Presidente Giorgio Napolitano ha deciso di istituire il 9 maggio un giorno “Giorno della memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.

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La Politica Senza Progetto

Diciamolo pure, la politica raramente accende gli animi. E quando lo fa, sono gli animi di pochi. Gli altri, tutti gli altri, si limitano a seguire il vento. Al massimo , “si interessano”.

Eppure è ben strano, se pensiamo che la politica in gran parte decide le nostre vite. O almeno, il loro aspetto sociale. Non è solo una questione di medici in politica. E’ importante; ma non basta.

Né basta l’amara constatazione che continuiamo a pagare l’esistenza delle Facoltà di Scienze Politiche in realtà ridotte a Centri Studi del tutto teoretici e inoffensivi, quasi senza alcun impatto sulla realtà, se si eccettua il mandare ogni tanto in tv un “esperto” che discetterà più o meno appassionatamente, più o meno competentemente, di cose che i politici continueranno tranquillamente ad ignorare.

Gliele segnalo, ministro Gelmini, a Lei o ad altro incompetente che con ogni probabilità la seguirà. Potremmo abolirle e risparmiare qualcosa. Leggi il resto

Critica della Liberazione

25 aprile, 2009 di Comandante Nebbia  
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Da alcuni anni la ricorrenza del 25 aprile è occasione per aspri dibattiti. In realtà, secondo la mia opinione, gran parte delle argomentazioni sono superficiali, sterili, pretestuose ed hanno l’unico scopo di trasformare ogni discussione in polemica, l’unico sistema retorico che il pubblico italiano è in grado di capire e di apprezzare.

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Che Facevano il Popolo e la Storia Mentre Mussolini Marciava su Roma?

24 aprile, 2009 di fma  
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Le speranze accese dalla Rivoluzione d’Ottobre fanno da sfondo agli anni che seguono la Grande Guerra.
Un sogno percorre l’Europa, giusta l’apocalittica profezia con cui si chiude il Manifesto del Partito Comunista: “Che le classi dominanti tremino al pensiero di una rivoluzione comunista. I proletari non hanno da perdervi altro che le proprie catene. Da guadagnare hanno un mondo. Proletari di tutti i paesi, unitevi!”.
L’Italia vive il travaglio di una dura riconversione industriale finalizzata a traghettare l’economia da una produzione di guerra a una di pace, sullo sfondo di un diffuso malcontento delle masse cui la guerra ha fatto da nursery, al fronte come nelle fabbriche, con l’esaltarne l’identità di classe e l’insofferenza verso il proprio stato, en attendant le soleil de l’avvenir.

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I Buoni Padri

18 aprile, 2009 di Marina Garaventa  
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Ognuno, nella vita, ha i suoi idoli che coltiva con amore, che fa crescere nel proprio cuore e nella propria testa e che, spesso, ammanta dello splendore del mito. E, proprio qui sta il pericolo, nel “culto della personalità” del leader, sia esso politico, religioso o militare, che finisce per sostituire se stesso alla divinità divenendo icona e simbolo di una “religione” a lui dedicata. Gli esempi di tale pratica di “sostituzione” sono molteplici nella storia antica: dai Faraoni, ritenuti incarnazione delle divinità egizie, agli imperatori romani e oltre ancora, in un’enumerazione tanto inutile quanto ripetitiva. Del resto, non occorre spingersi così lontano nel tempo: il XX secolo offre esempi validissimi che, qualcuno può addirittura ricordare per esperienza vissuta.

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Resipiscenze

10 aprile, 2009 di Comandante Nebbia  
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Per una di quelle straordinarie giravolte che colgono gli uomini quando si approssima l’età del declino, da qualche settimana mi sono riavvicinato a quello che, probabilmente, è stato il primo vero grande amore della mia vita: la filatelia.
Ho collezionato francobolli per tutta la prima metà degli anni settanta. Inizialmente in maniera infantile. scollandoli dalle vecchie cartoline e lettere che si erano scambiati i miei genitori, comprandoli in edicola e ricevendoli in regalo dai parenti. Poi nonostante la giovane età, come mi accade purtroppo in tutto ciò che faccio, la presi sul serio e iniziai a studiare emissioni, filigrane, dentellature, tipi di stampa e tutto il tecnicismo che rende articolata e complessa questa materia.

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Le Radici Cristiane dell’Europa

26 febbraio, 2009 di Alberto Dito  
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Da qualche anno sentiamo periodicamente esponenti della curia, quando non il Papa direttamente, dolersi per il mancato riconoscimento delle, presunte, Radici Cristiane, nella carta costitutiva dell’Europa Unita.
Vorrei esporre qualche riflessione sul tema.

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