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	<title>MenteCritica &#187; Il Futuro è nei Giovani</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>Cronache studentesche: Guerra Fredda al Venturi</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 09:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Qualk1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno su queste pagine, qualche tempo fa, si lamentava della coscienza giovanile che era stata assente in tutti questi anni. Era assente quando sia la destra sia la sinistra hanno contribuito ad affossare sempre più la situazione di questo paese, quando hanno ridicolizzato la politica e l’hanno fatta a brandelli, quando l’Italia è diventata lo zimbello dell’Europa e del mondo e checché se ne dica non è l’unica e neanche la peggiore.</p>
<p>Adesso, qualche coscienza giovanile si è svegliata. Da qualche tempo sono nati dei movimenti all’interno degli istituti, in cui si susseguono occupazioni, scioperi e manifestazioni.</p>
<p><span id="more-23658"></span>Alcune di queste, però, sembrano non essere più tollerate. O almeno, questa sembrerebbe l’intenzione. Gli studenti si stanno svegliando e vanno fermati prima che prendano completa coscienza della situazione. Se prima c’erano studenti svogliati, ora ci sono studenti scomodi che vanno sedati.</p>
<p>A Modena, durante le ultime settimane di novembre, gli studenti di alcune scuole hanno congiuntamente deciso di occupare gli edifici scolastici al fine di criticare i<a href="http://www.mentecritica.net/il-potere-le-lobby-e-lopinione-pubblica/informazione/il-bello-della-politica/fma/23589/" title="Il Potere, le Lobby e l’Opinione Pubblica." >l modo in cui il “premier” Monti era (è) salito al potere</a> e su come la crisi dovrebbe essere affrontata.</p>
<p>L’azione è stata subito condannata da parte del preside, che ha invitato studenti e genitori a richiedere lo sgombero dei locali da parte delle forze dell’ordine, nonché l’interruzione del servizio di riscaldamento alla provincia (i documenti ufficiali sono tutti <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.isaventuri.it/infoscuolafamiglia.htm" >qui</a></noindex>).</p>
<p>L’occupazione (andata avanti per 6 giorni senza che alcuna delle due richieste del preside venisse accolta) ha scatenato purtroppo anche qualche dissenso all’interno degli studenti  e relative famiglie che, considerando l’occupazione un atto illegale, lo hanno etichettato come un gesto da condannare a priori. Il tutto è avvenuto, per i primi tre giorni, solamente sul <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/https://www.facebook.com/groups/231687446893367/" >gruppo del collettivo</a></noindex> su Facebook. Finalmente il quarto giorno, dopo innumerevoli sollecitazioni a presentarsi a scuola per appianare le ostilità, hanno deciso di entrare per esprimere il loro dissenso mai espresso prima se non su Facebook. Appena entrati hanno dichiarato di avere solo un’ora di tempo perché poi sarebbero dovuti andare a lezione nelle sedi succursali per usufruire del loro “diritto allo studio” (parole che, solo pochi anni fa, erano sulla bocca di individui come Berlusconi o la Gelmini). Fortunatamente qualche savio del gruppo ha deciso di spendere qualche spicciolo in più del proprio tempo, impegnandosi (dopo che gli occupanti avevano promesso di abbandonare l’edificio il giorno seguente) a organizzare una manifestazione per la settimana successiva. Una manifestazione, dicevano, che era un atto legale, e che non avrebbe interrotto il regolare svolgimento delle ( d’un tratto fantastiche) lezioni della<a href="http://www.mentecritica.net/la-scuola-e-morta/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/lupoalburnino/12045/" title="La Scuola è Morta" > scuola italiana</a>. Una manifestazione, ahimè, che non c’è mai stata.</p>
<p>Al rientro a scuola il dirigente scolastico ha subito preso le distanze da chi aveva riconosciuto come occupante, rifiutandosi di rivolgere loro la parola o addirittura lanciando frecciatine come “ti invito a dimetterti dal Consiglio d’Istituto perché le persone come te non sono degne di starci”. C’è da chiedersi: ma le persone come chi? Come chi s’interessa di quello che avviene nel proprio paese?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/396236_10150503199696065_348654911064_8931003_1252672628_n.jpg" alt="chi occupa preoccupa!" width="587" height="650" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A quanto pare sì, visto che la prima decisione del preside è stata quella di sbarazzarsi del collettivo “Amici del Venturi” (aperto dal ’98) cambiando la serratura dell’aula destinata alle riunioni ed esortando gli studenti a riprendersi il materiale che vi era ancora all’interno. Insomma, le cose stanno così: voi decidete di occupare? E io vi tolgo il collettivo, così vediamo se vi riunite ancora a confabulare di proteste, rivolte, occupazioni e quant’altro. Poi, se mi capita, vi caccio qualche cinque in condotta e un paio di sospensioni, così sono sicuro che per quest’anno ancora state buoni. L’anno prossimo tanto il problema sarà di qualcun altro, io me ne vado in pensione. E magari, facendo così, riesco anche a tacervi per sempre.</p>
<p>Al rientro dalle vacanze di Natale, infatti, 15 persone si sono ritrovate nella posta una lettera della scuola con sopra riportate le sanzioni prese verso gli “studenti molto attivi che hanno rivestito ruolo di promotori e organizzatori, ovvero sono risultati molto attivi nel corso dell’occupazione”. E’ curioso notare come la colpa di tali studenti sia solo quella di essere stati attivi durante una protesta, e NON di aver compiuto atti vandalici o aver arrecato i danni citati dal preside a fine occupazione.</p>
<p>Ma c’è qualcosa di più grave che si nasconde dietro tutta questa faccenda: gli studenti citati in causa (né loro, né i loro genitori) non sono mai stati informati del “processo” che il preside aveva instaurato a loro carico, e anche quando gli stessi studenti (fiutando qualcosa che era nell’aria) hanno chiesto un incontro con i Consigli di Classe, gli è stato risposto che non era possibile perché “non è la prassi” (cosa che poi si è rivelata errata). D’altronde di Consigli di Classe non ce n’è neanche stati. In compenso si è tenuto un Consiglio allargato a tutte le classi degli alunni da “condannare” (cosa che, come si può leggere <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.retescuole.net/contenuto/?id=20120122060320" >qui</a></noindex> è assolutamente a-normale).</p>
<p>Seppur con tutti gli errori che gli studenti possono aver fatto nel gesto che hanno deciso di compiere, ho l’impressione che l’intenzione del preside non fosse quella di veicolare le proteste dei giovani in ambiti più legali dell’occupazione, bensì quella di punire chi aveva fatto troppo chiasso in un periodo delicato della politica italiana, e di sopprimere sul nascere qualsiasi avvisaglia di reazione concreta da parte dei giovani. Con lui, anche altri presidi hanno intrapreso questa strada che sembra aver preso una brutta piega. La piega di una repressione effimera e silenziosa, attenta a non diventare clamorosa, ma efficace quanto una scarica di celerini<sup>1</sup>.</p>
<p><sub><sup>1</sup>va annotato che il preside è stato carabiniere</sub></p>
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		<title>Azione e stile del governo Monti. Tutto si fa per loro: i Mercati</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eppursimuove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Bello della Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Parte della stampa &#8211; non quella a libro paga Berlusconi -, parte dei politici che lo sostengono, nonché parte dell’opinione pubblica, riconoscono due caratteristiche al governo di Mario Monti: 1. in due mesi ha esaminato, proposto, disposto, più di quanto abbia fatto in tre anni Berlusconi; 2. il modo di porsi di Monti e dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parte della stampa &#8211; non quella a libro paga Berlusconi -, parte dei politici che lo sostengono, nonché parte dell’opinione pubblica, riconoscono due caratteristiche al governo di Mario Monti:</p>
<p>1. in due mesi ha esaminato, proposto, disposto, più di quanto abbia fatto in tre anni Berlusconi;<br />
2. il modo di porsi di Monti e dei ministri, il linguaggio, il cosiddetto ‘stile’ è ben diverso da quello di Berlusconi.</p>
<p>Le due caratteristiche sono oggettivamente reali.<br />
Ovviamente, è facile comprendere come il “fare” non sia in sé sufficiente. Conta “cosa si fa”, “come lo si fa”, “perché lo si fa”.<br />
<span id="more-23453"></span>Personalmente, ritengo che la manovra ‘salva Italia’ abbia attinto prevalentemente alle tasche disponibili: quelle di chi paga le tasse e costerà, nei prossimi mesi, sulle medesime.</p>
<p>Vedremo se la trasmissione dei movimenti di conto correnti all’Agenzia delle Entrate sarà incrociata con altra movimentazione e altre segnalazioni, così da individuare gli evasori fiscali per costringerli a versare il dovuto.<br />
Quanto alle liberalizzazioni &#8211; da una prima veloce scorsa &#8211; si tratta più che altro di aumentare il numero di accessi ad alcuni settori, più che modificare in modo incisivo logiche di gestione.Per non dire di quella norma che consente di aprire un’impresa con un solo euro. Omaggio di un bocconiano: Monti a dei bambocci bocconiani.<br />
Dopo che tu, giovane laureato alla Bocconi, hai versato un euro per aprire &#8211; formalmente – un’impresa, dovrai trovare il capitale necessario per avviare e mantenere l’attività. Se hai il papà commercialista – laureato alla Bocconi o altra università (accettiamo anche questi, per quanto..la Bocconi è la Bocconi) &#8211; ce la puoi fare, perché risparmi i costi del settore. Non sei strangolato, nel gestire l’impresa, dalle spese che devi sostenere per le consulenze di liberi professionisti (quasi sempre evasori) e/o per le organizzazioni varie che lo Stato italiano rende obbligatorie o di fatto, non rinunciabili per mantenere l’attività.<br />
Contrariamente: chiudi il giorno dopo che hai versato l’euro. A proposito..chiudere un’impresa è gratis o ha un costo? Minore, uguale o maggiore di 1 euro?<br />
Io da piccola (ma anche da adulta) giocavo con il Lego. I giovani d’oggi possono giocare con una norma di Monti.<br />
Non me ne voglia il bocconiano Monti: preferisco il Lego.</p>
<p>E come già scritto qualche giorno fa: il punto non è <a href="http://www.mentecritica.net/fase-2-cresci-italia-cresci-consuma-e-crepa/informazione/cronache-italiane/ilbuonpeppe/23398/" title="Fase 2: Cresci Italia! Cresci, consuma e… crepa" >la fantomatica “liberalizzazione”</a> ma la sconosciuta semplificazione. Vale a dire: individuare ciò che attiene alla realizzazione di un’attività sociale eliminando burocrazie parassitarie, costi inutili. Tutto ciò finalizzato &#8211; in un contesto di regole definite e di controlli attuati – a consentire ai cittadini italiani di intraprendere impresa, produrre e dare occupazione.<br />
La parola “semplificazione”, da quanto apprendo, sembrerebbe entrare nel lessico del governo Monti con prossimo decreto. Attendo di verificare se stiamo parlando della stessa cosa o non già della solita filosofia pro ‘Mercati’.<br />
Ecco che questa parola mi porta alla seconda caratteristica di Monti e dei suoi ministri, supportata da certa stampa, da alcuni politici, da una parte sociale.</p>
<p>Mi direte: la seconda caratteristica è di importanza minore rispetto alla prima.<br />
Eh..no. In linea di principio (ma non solo): è così. Sennonché: la forma a volte è sostanza. Dice “chi siamo” “cosa siamo” “perché siamo”.<br />
Rispetto al vecchio nano puttaniere e al suo codazzo d’inetti servi, indubbiamente Mario Monti e il suo esecutivo si pongono in modo diverso. Sia dal punto di vista formale (linguaggio) sia dal punto di vista sostanziale (comportamenti).<br />
Non vale, per me, l’obiezione che i ministri di Monti e il premier siano spesso in tv. Le scelte fatte da due mesi a questa parte, in un contesto generale ed europeo critico, chiedono che sia fatta un’adeguata comunicazione anche tramite talk show.</p>
<p>Ma cosa c’è in questo stile comunicativo del governo Monti? C’è, soprattutto, una parola: ‘Mercati’.<br />
Da due mesi a questa parte ho letto e ascoltato a sufficienza sia Monti sia alcuni dei suoi ministri e sottosegretari. Ho sentito ripetere come un’ossessione, una sola parola: ‘Mercati’.<br />
Bene.<br />
Mi sono rotta i coglioni.<br />
Spiacente. Non mi sovviene un’espressione più raffinata. Più accademica.</p>
<p>Però.<br />
Prendo atto che questa è la parola d’ordine, la parola all’ordine del giorno.<br />
E, allora, parliamone…</p>
<p>Mario Monti e alcuni dei suoi ministri sanno esprimersi in lingua italiana. Linguaggio chiaro, senza fronzoli. E’ assente la dialettica arzigogolata di chi dice il nulla.<br />
Poiché hanno questa capacità e anche il bisogno costante di ricordarci che tutto ciò che si pensa, si decide, si fa, è per i ‘Mercati’, perché non ci spiegano esattamente cosa siano queste entità e perché ciò che si sta facendo è prioritario per loro.<br />
Perché, con sano realismo ma, probabilmente, una dose d’ingenuità, penso che il centro di attenzione debba essere il ‘mercato’. Il mercato del quartiere, il mercato rionale. Il supermercato.<br />
No. Non è populismo. E’ il paese reale, cari (nel senso che mi costate con le vostre manovre) professori.</p>
<p>E, allora, poiché Monti non ce la racconta tutta sui ‘Mercati, vediamo se riesco a raccontarvi qualcosa io. E alla fine del racconto, stabilirete voi cosa sia il governo Monti. Stile incluso.</p>
<p>Mi rendo perfettamente conto – e con me moltissimi italiani &#8211; che <a href="http://www.mentecritica.net/naufragio-italia-bbb-anche-dallagenzia-di-rating-cinese-dagong/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/giovanni-guariniello/23337/" title="Naufragio Italia: BBB Anche dall’Agenzia di Rating Cinese Dagong" >siamo in una situazione di crisi generale</a>, sotto l’attacco dei mercati finanziari e con due partner europei che ci hanno dato i compiti da fare a casa, sui quali ci danno i voti, promuovendoci o bocciandoci. Come succede nelle “migliori scuole”, gli studenti sono giudicati, gli insegnanti: no.<br />
In una situazione siffatta, di cui Monti non è direttamente responsabile, è logico che l’approccio concreto oltre che formale sia mirato a risolvere, stabilizzare. Rassicurare.<br />
Tutto si dice e si fa per i mercati. Dobbiamo “rassicurare i mercati”. “I mercati ci stanno mettendo a dura prova”. Le misure adottate devono piacere ai mercati. “Domani vedremo come risponderanno i mercati”.<br />
Con sano realismo.<br />
Non possiamo scansare gli effetti provocati dalla finanza. Ma dovremmo anche dirci una verità che, necessariamente, deve raccontare in modo un po’ sommario ma che spero renda l’idea.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/03/wall-street-bull.jpg" ><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/03/wall-street-bull.jpg" alt="" width="588" height="400" /></a></p>
<p>Le crisi economiche e finanziarie sono cicliche. L’andamento dei mercati borsistici è fatto di discese e successive risalite con le quali ottenere nuovi profitti. Si creano cicli di scossoni nei mercati. Spesso slegati da reali mutamenti nell’oggetto dell’investimento da giustificare uscite massive. Le quotazioni iniziano una parabola discendente per effetto dei massicci disinvestimenti degli investitori istituzionali (fondi d’investimento, banche). Il valore delle aziende, dei titoli quotati, scende al di sotto del reale valore patrimoniale dell’azienda (sia essa privata, sia esso Stato). Raggiunto il punto di “assestamento” funzionale ad uscire realizzando utili o limitando le perdite, gli investitori istituzionali si ripresentano per investire. Riacquistano quantità massive e costanti.</p>
<p>Il riacquisto azzeccato è quello che avviene quando il valore del titolo è inferiore a quello reale dell’azienda (privata o Stato). Non è difficile comprendere che se il prezzo di vendita (al netto di commissioni e tasse) nel momento della discesa borsistica, era superiore al valore di acquisto iniziale, l’uscita dai ‘Mercati’ avviene realizzando comunque profitti, o, nella peggiore delle ipotesi, con perdite non significative.<br />
Ma, anche nel caso in cui l’uscita avesse provocato perdite reali (che significherebbe che l’analista finanziario non ha saputo fare il suo mestiere, salvo condizioni particolari eccezionali non prevedibili) c’è tempo e modo per coprire la perdita e riguadagnare.<br />
Si tratta di capire in quale momento – da quale momento – rientrare nei ‘Mercati’.<br />
In sintesi: ho venduto un titolo per un valore superiore o pari al prezzo dell’acquisto iniziale, lo riacquisto dopo un periodo nel quale il valore è sceso al di sotto del valore reale. La differenza tra i due valori – al netto di spese e tasse &#8211; è il mio utile. Che può compensare una precedente perdita o, addirittura, costituire un guadagno.</p>
<p>Ovviamente, tutto questo movimento di uscita ed entrata ha effetto limitato o nullo se effettuato da pochi azionisti. Viceversa, se il movimento di entrata e uscita è eseguito da investitori istituzionali (fondi comuni d’investimento, banche) voi capite che gli effetti finanziari e, conseguentemente, economici sono consistenti.<br />
Tanto da volere e ottenere, da parte dei governi, politiche economiche che consentano a queste entità che “alloggiano” in maniera permanente nei ‘Mercati’ (sia quando ne sono fuori, sia quando ne sono dentro) di realizzare le condizioni favorevoli ai loro interessi. Che sono gli interessi dei clienti che rappresentano.<br />
E tra i clienti, non ci mettiamo i piccoli risparmiatori, ma patrimoni privati di rilievo, aziende alle quali sono concessi finanziamenti per investimenti in altre società.</p>
<p>Questo è, in linea generale (i bocconiani mi perdoneranno la rappresentazione non accademica), il “funzionamento”, la “logica” dei ‘Mercati&#8217; e dei cosiddetti ‘poteri forti’.<br />
Chi sia forte e debole in questo meccanismo non è difficile intuirlo.</p>
<p>La domanda a questo punto potrebbe essere: <a href="http://www.mentecritica.net/sp-un-rating-tutto-nuovo-per-litalia-bbb-come-la-bulgaria-e-peggio-della-colombia/cuore-di-tenebra/bacio-della-buonanotte/dellefragilicose/23300/" title="S&amp;P, un Rating Tutto Nuovo per l’Italia: BBB, Come la Bulgaria e Peggio della Colombia" >ce ne possiamo fregare di questi ‘Mercati’</a>? No. Perché ci stanno impoverendo. No, se tutto ciò che si fa è…per loro. No, se le manovre economiche, l’aumento dei prezzi, la riduzione del potere d’acquisto di stipendi e pensione deriva da politiche “obbligate” dall’andamento dei ‘Mercati’.<br />
Va detto, perché dobbiamo guardare in faccia la realtà e renderci conto che viviamo – mediamente – nel superfluo, che di là dei movimenti dei ‘Mercati’, dovremmo rivedere il nostro stile di vita. Il modo di pensare, le priorità, il modo di stare nel sociale.<br />
Perché la crisi che si sta attraversando è, sì, provocata a “arte” dalle logiche sopra descritte ma ha gioco facile nell’era dell’eccesso, del superfluo, del: tutto, subito, senza fatica.</p>
<p>Sono stata prolissa, ma l’argomento è “pesante”.<br />
Vorrei chiudere arrivando a un dunque sullo “stile del governo Monti”.<br />
Io ne ho le palle piene di sentir parlare di ‘Mercati&#8217; senza che, onestamente, si affermi la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità su queste entità.<br />
Monti e i suoi eminenti professori stanno lavorando per dare un futuro ai nostri figli? Ma che bravi.<br />
Senza verità, chiarezza totale, non si fa il bene di nessuno. Non si fa bene a nessuno. Se non…ai ‘Mercati’.<br />
Perché Mario Monti sta rispondendo alle attese dei ‘Mercati’, più che dei nostri figli.<br />
‘Mercati’ che non ricambiano (se non parzialmente, da qualche giorno). Non hanno ancora manifestato il loro apprezzamento alla politica del premier. Lo faranno dal momento in cui le misure di Monti saranno approvate e attuate. Lo faranno quando gli investitori istituzionali avranno stabilito che è arrivato il momento di rientrare nei ‘Mercati’ italiani.<br />
Monti è il miglior aziendalista che potessero trovare. “Curioso” (ma forse, no) che a scovarlo sia stato un ex comunista (Giorgio Napolitano).</p>
<p>La prossima domanda che dovremo porci è se questa politica per “convincere” “rassicurare” “rispondere” ai ‘Mercati’ giova o no e in che misura agli italiani. Vedremo, nel medio e lungo periodo.<br />
Personalmente, ne dubito fortemente. Perché la ripresa dei ‘Mercati’, la crescita che si dovesse realizzare nei prossimi anni è fasulla. Non è la risposta alla crisi generale che stiamo attraversando.<br />
In questo senso:<br />
Se il modello di sviluppo sarà quello che conosciamo da vent’anni a questa parte (e anche più) a beneficiare saranno sempre i soliti: coloro che giocano e vivono nei ‘Mercati’. Coloro che chiedono crescita per ritrovare o aumentare profitti. Non coloro che chiedono giustizia sociale, un modello politico-economico rispondente alle esigenze vere dell’uomo.<br />
I primi sono concentrati sui ‘Mercati’, gli altri vivono nel paese reale: quello che va al ‘mercato’.<br />
E, allora, la domanda conclusiva che dovremo porci e alla quale dovremo dare o attendere una risposta è la seguente: quale crescita? Per quale modello economico e sociale.<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/la-crisi-il-mercato-e-le-pecore-a-montecitorio/informazione/il-bello-della-politica/fma/23204/" title="La crisi, il mercato e le pecore a Montecitorio" >E’ già tardi per pensare a un modello diverso</a> da quello che ciclicamente è governato dai ‘Mercati’.<br />
Nel frattempo, sarebbe di buon gusto, sarebbe un buon esercizio di stile se Monti &amp; C. la piantassero di iniziare, continuare, terminare un discorso mettendo al centro la parola ‘Mercati’.<br />
Quanto meno, evitino di prendere le distanze dalle affermazioni sul loro conto di “relazione” con i “poteri forti”.</p>
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		<title>Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: L&#8217;Elfo col Contratto a Progetto</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-slaakar/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/redazione/2402/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 08:02:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Caffè Amaro]]></category>
		<category><![CDATA[Il Futuro è nei Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Il Lavoro degli Italiani]]></category>
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		<description><![CDATA[Io sono diventato Elfo per passione. Mio padre voleva che facessi l'ingegnere. Gli piaceva l'idea della targa d'ottone sotto al portone per far schiattare d'invidia i vicini. Quante discussioni con la mamma che mi difendeva e diceva: "Miché, lassu u sta a Slaakar, falle fa chello che vole a stu guaglione. Nun te fissà, facce campà tranquille a tutte quante".
Alla fine la buonanima di papà si convinse. Lui faceva il severo, ma io, quando la notte mi veniva a baciare, me ne accorgevo sempre. Andammo insieme a comprare il costumino verde. Io mi iscrissi al corso per Elfi della scuola Radio Elettra e, fresco di attestato, mi imbarcai per il Polo Nord.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-fluff/informazione/il-pianeta-che-ride/redazione/2392/" >Fluff l’orsacchiotto</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-giggino/informazione/democrazia-e-diritti/grobo/2400/" >Giggino il pastore del Presepe</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-slaakar/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/redazione/2402/" >Slakaar l’elfo</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/questo-anno-e-proprio-un-brutto-natale-parola-di-natale-babbo-e-della-befana/meccanica-delle-cose/vere-donne/redazione/2357/" >Babbo Natale e la Befana</a>. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Slaakar</strong></p>
<p>Io sono diventato Elfo per passione. Mio padre voleva che facessi l&#8217;ingegnere. Gli piaceva l&#8217;idea della targa d&#8217;ottone sotto al portone per far schiattare d&#8217;invidia i vicini. Quante discussioni con la mamma che mi difendeva e diceva: &#8220;<em>Miché, lassu u sta a Slaakar, falle fa chello che vole a stu guaglione. Nun te fissà, facce campà tranquille a tutte quante</em>&#8220;.<br />
Alla fine la buonanima di papà si convinse. Lui faceva il severo, ma io, quando la notte mi veniva a baciare, me ne accorgevo sempre. Andammo insieme a comprare il costumino verde. Io mi iscrissi al corso per Elfi della scuola Radio Elettra e, fresco di attestato, mi imbarcai per il Polo Nord.</p>
<p><span id="more-2402"></span>Feci il colloquio con un certo Adam Smith, uno con una faccia scura che mi fece cacare sotto. Mi ricordo ancora le parole precise:<br />
&#8220;<em>Senta lei, è giovane non ha nessuna esperienza. Come sa, il nostro è un business stagionale e non possiamo fare assunzioni alla cieca. Facciamo così, le voglio dare un opportunità perché lei mi sembra un giovanotto in gamba. Per quest&#8217;anno le faccio un contrattino a progetto. Vediamo un po&#8217; come lavora lei, come vanno gli affari e come si integra nel gruppo. Poi, l&#8217;anno prossimo, ne riparliamo.</em>&#8221;</p>
<p>Avevo vent&#8217;anni, costruire giocattoli mi piaceva. Ero nato per quello. Pensai che dovevo essere <em>flessibile</em> e poi, in anticamera, c&#8217;erano altri 62 Elfi che aspettavano di fare un colloquio. Firmai.<br />
Ora sono venticinque anni che lavoro a progetto. Venticinque anni senza tredicesima, senza ferie, senza malattia e senza speranza di vedere una pensione decente.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/slaakar-dm-mentecritica.jpg" alt="slaakar-dm-mentecritica.jpg" /></p>
<p>Ogni anno mi dicevano: &#8220;<em>C&#8217;è crisi, ma l&#8217;anno prossimo vediamo &#8230;</em>&#8220;. Ho cercato in giro, ma c&#8217;erano solo altri contratti a progetto disponibili.<br />
Intanto il tempo passava e io diventavo sempre meno ricollocabile. Poi, sono incominciati ad arrivare gli Elfi extracomunitari. Dormono in 15 in una stanza e vengono al lavoro anche se stanno male. L&#8217;altro giorno ne ho visto uno venire a lavorare con la dissenteria. Senza dire ne A ne Ba, si è calato la calzamaglia, si è seduto su un secchio e ha lavorato tutta la giornata. Ogni tanto si alzava e andava a svuotare il secchio nel cesso. Quelli che lavoravano in stanza con lui, tutti Elfi cinesi, nonostante la puzza non hanno detto nemmeno una parola. Come se fosse tutto normale. Il caporeparto lo guardava tutto soddisfatto e poi ci diceva: &#8220;<em>Tutti così dovreste essere, altro che rompere il cazzo con la pausa caffè ogni due ore</em>&#8220;.</p>
<p>Ora non faccio manco più i giocattoli. Ci sono i Pulcinella thailandesi, gli orsacchiotti cinesi e i robot cambogiani. Niente più legno, niente più cromature. Tutta plastica e materiali scadenti. Noi ci limitiamo a metterli in scatole colorate e fare i fiocchi, così sembrano chissà che.</p>
<p>Ieri mi ha chiamato l&#8217;ufficio del personale, mi hanno fatto delle strane domande. Forse l&#8217;anno prossimo non mi rinnoveranno più il contratto. Il bello è che ormai ho 45 anni e non troverei nessun altro lavoro da fare.<br />
La buonanima di papà se ne è andato cinque anni fa. Nemmeno la grazia di un nipote gli ho potuto dare. Povero vecchio, non mi ha mai detto niente del fatto dell&#8217;ingegnere, anzi. Con gli amici si vantava e mi chiedeva sempre come andava il lavoro. Mi ha voluto tanto bene e dopo tante notti passate per strada meritava una bella soddisfazione. Io, ora, mi sento solo una merda. Forse, invece dell&#8217;Elfo, era meglio se facevo lo spacciatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da Kant a Monti (via Scilipoti)</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 10:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosso malpelo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Assistevo in televisione ai contorcimenti del potere sulle decisioni da prendere. Si sfogliano i petali della margherita: Monti o non Monti. Monti da solo o con il presidio di figure nuove e intonse, quali Amato e Dini. Chi tutela meglio la casta, chi va alla Giustizia ecc. ecc.<br />
Intanto i pensatori castali pensano: ci conviene appoggiarlo?, ci conviene l’appoggio esterno? , guai a lui se si permette di scegliere i ministri senza consultarci. Ne va della dignità del partito!!.<br />
Del centro destra non parlo. Non ho tempo da perdere. Non parlo del Centro e neanche del PD parlo perché la sua scelta l’ha fatta da tempo, molto prima che l’Europa imponesse, via Napolitano, il Professor Monti, uomo senz’altro dabbene a dispetto delle accuse lanciategli ieri sera da un tizio nella trasmissione di Santoro.La scelta del PD è stare con l’Europa, con questa Europa.<br />
Tornerò su Monti. Ora mi preme sottolineare le posizioni dei vari sinistri.</p>
<p><span id="more-22360"></span></p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/01/democracy3.gif" ><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/01/democracy3.gif" alt="" width="500" height="337" /></a></p>
<p>Di Pietro (sinistra ??) , la cui utilità marginale, caduto il Cavaliere, è prossima allo zero, si oppone, ovviamente. Vuole le elezioni perché pensa di salvare le chiappe per i prossimi cinque anni, scegliendosi, con questa legge elettorale, i parlamentari più abili (Scilipoti, De Gregorio, ecc.)<br />
Si oppone anche Rifondazione (Diliberto, Ferrero ed altri cinque) perché sa che la sua totale irrilevanza sarà definitivamente certificata da un governo non troppo delinquenziale con ulteriore prosciugamento delle fonti vitalizie per i suoi piccoli professionisti, anche locali.<br />
I Verdi sono patetici (ed è un peccato per le tematiche di riferimento). Il loro segretario ha fatto fare le primarie fra i simboli (sic !!) ed era contento perché 20.000 persone avevano scelto fra due o tre stendardi . Il furbacchione non dice che dietro i vari simboli si celano gruppetti noti, con modeste figure di seconda o terza fila, pastasciuttari d’accatto.</p>
<p>L’uomo orecchinato ed inanellato ha detto una cosa sorprendentemente (dato il personaggio) concreta e responsabile: “se non si può fare a meno di questo Monti, almeno si faccia una patrimoniale, si riducano le spese militari e governi il più breve tempo possibile”. Programma auspicabile , nel solco dell’equità, ma, temo, poco praticabile visti i rapporti di forza tuttora presenti in Parlamento.<br />
Sentendo tutti i fiumi di dichiarazioni di questi giorni, le banalità, vedendo i triti riti, non posso fare a meno di pensare che il pensiero, l’analisi, il progetto,  l’idea per qualcosa che non siano i prossimi cinque minuti, la prossima comparsata televisiva, se ne sono andati . Forse, <a href="http://www.mentecritica.net/monti-premier-buon-mercato-a-tutti/informazione/cronache-italiane/eduardo-quercia/22351/" title="Monti Premier, Buon mercato a tutti" >come ha detto un amico</a>, se ne sono andati insieme all’essere onesti e seri, alle generazioni allevate in una scuola, in una società che non era appestata dal berlusconismo e da questa cultura da quattro soldi.</p>
<p>Da qui bisogna ripartire.<br />
Bisogna riordinare l’analisi. Bisogna discernere.<br />
In concreto: la sinistra non sbaglia quando dice che la ricetta di Monti sarà la ricetta dei grandi gruppi economici e finanziari.<br />
Ma questo è il punto. Quale analisi dei processi si mette in campo?<br />
Quali conti si fanno oggi con il capitalismo nella sua forma estrema, a turbo trazione? Quali strategie si vogliono mettere in campo? Quali priorità si devono e si possono ragionevolmente sostenere. Priorità che non mettano però in campo i vecchi contro i giovani, i salariati garantiti contro le partite iva del precariato. Come fare per ridurre un po’ l’evasione fiscale che da sola varrebbe 100 miliardi di euro all’anno?<br />
Quali campi devono essere lasciati all’iniziativa economica del pubblico. Campi che pure sono infiniti atteso che il privato non può fare quelle grandi infrastrutture che servono allo sviluppo. In questo caso, quanta quota di deficit annuale, rispetto al PIL, è opportuno programmare per consentire un traino alla ripresa economica?</p>
<p>Cosa fare per abbattere lo stock di debito pubblico accumulatosi in tanti anni, col suo fardello di interessi e che rapporto c’è tra il debito pubblico e la ricchezza privata enormemente cresciuta in parti non irrilevanti del Paese? E, prima ancora di tutto, che idea abbiamo di noi stessi e del nostro rapporto con il nostro passaggio terreno e degli altri.<br />
Monti <a href="http://www.mentecritica.net/dimissioni-berlusconi-e-italiani-diversamente-vigliacchi/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/22334/" title="Dimissioni. Berlusconi e Italiani Diversamente Vigliacchi" >non farà nulla in tal senso ovviamente</a>. E, ovviamente, non si porrà quasi nessuna di queste domande. Anzi penso che forse faticherà non poco anche solo nel compilare la lista dei ministri.<br />
Ma non è a lui che bisogna chiedere queste cose. Monti ci darà un po’ di serietà che, di questi tempi non è poco e che , suppongo, vale da sola una mezza manovra economica. Per il resto, ci cucinerà una ricetta nota.<br />
Ma sono gli altri, quelli che per anni abbiamo votato, anche , in passato, con un pizzico di passione, che ci fanno arrabbiare e deprimere insieme.<br />
Siamo arrabbiati e depressi perché i nostri soggetti politici di tradizionale riferimento sono muti di fronte al nuovo che erompe, insteriliti nella difesa di privilegi di casta e, quando va bene, delle svariate corporazioni.</p>
<p>Dobbiamo smettere di essere arrabbiati e pensare a fare da noi.<br />
Cominciare a pensare da noi, anche in piccoli gruppi, anche solo per il piacere di non sentirci dei vuoti a perdere.<br />
E se non vogliamo farlo non per noi, facciamolo almeno in spirito di servizio.<br />
I nostri figli ce ne saranno grati.</p>
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		<title>Quelli che restano</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 06:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eduardo Quercia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso del 2010 circa 600.000 giovani sono andati via dal Mezzogiorno verso il Nord Italia o ancora più a nord, idealmente sospinti in quella direzione dai giovani dalla pelle ben più scura arrivati via mare dall’altra sponda del Mediterraneo. Seicentomila è un numero enorme, se rapportato ad una popolazione complessiva di circa venti milioni; spaventoso, se si considera che, oltre che giovani, sono quasi tutti diplomati o laureati, per certi versi, quindi, se non necessariamente ed astrattamente la parte migliore, di sicuro una parte indispensabile per il futuro del Mezzogiorno. Una parte di per sé insufficiente a prefigurarne il riscatto, ma necessaria per mantenere almeno una linea di galleggiamento, cioè per non affondare definitivamente.</p>
<p><span id="more-21676"></span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/emigranti.jpg" alt="" width="493" height="332" /></p>
<p>Quelli che restano sono contenti perché i loro figli sono riusciti a trovare un lavoro a dispetto di una gravissima crisi economica e si sforzano d’invecchiare senza lamentarsi troppo per aver perso la gioia ed il conforto della loro presenza; nascondono con pudore la tristezza di non poterli aiutare a “crescere” i loro figli, interrompendo quella catena che pure immaginavano avrebbe contribuito a dare un una qualche intensità a quegli anni della loro vita necessariamente portatori di un più povero orizzonte di senso.</p>
<p>Sanno di avere gravi responsabilità, se non individuali, <a href="http://www.mentecritica.net/il-mestiere-di-vivere-e-i-cattivi-maestri/informazione/cronache-italiane/fma/21671/" title="Il Mestiere di Vivere e i Cattivi Maestri" >certo generazionali</a>, per non essersi ribellati, quando potevano e dovevano, all’ulteriore scempio della loro terra perpetrato da classi politiche avide e corrotte o, nel migliore dei casi, semplicemente incapaci. Forse bisognava ricorrere alla forza, ma hanno preferito la forza dei nervi distesi, in sintonia con la pubblicità dell’epoca di una marca di camomilla. Adesso che l’infezione si è propagata ed è diventata una cancrena che ha invaso tutto il corpo sociale è inutile farsi illusioni: a parte poche eccezioni, le istituzioni elettive sono spartite fra malavita organizzata e malavita non organizzata, non potendosi definire diversamente quanti le hanno conquistate al solo scopo di succhiare avidamente il miele della cosa pubblica e di spartirlo con le loro clientele.<br />
Quelli che restano sanno di far parte di uno Stato che ha ridotto la loro terra a colonia, tollerata solo perché ai suoi abitanti è stata scientificamente affidata la funzione di consumatori. Una giostra squallida che taglieggia i salari di quelli che producono la ricchezza al nord per consentire ai dipendenti regionali della Sicilia, ai forestali della Calabria, ai falsi invalidi della Basilicata e ai corsisti della Campania di continuare ad elemosinare sussidi per poter compare le merci prodotte al nord, ad esclusivo beneficio dei padroni del vapore.<br />
Quelli che restano aspettano. Per lo più, aspettano che si faccia ora, poi danno due mandate di chiave alla porta di ferro di casa e si mettono a guardare la televisione, così, tanto per chiudere senza troppi danni un’altra giornata.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando Svecchiare Costa un&#8217;Intera Generazione</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 08:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il corriere del 12 luglio 2011 ha pubblicato un bell’articolo di Maurizio Ferrera sul risanamento, che chiosa come segue: “Quale potrebbe essere il profilo di una nuova «autorità» a promozione e tutela degli investimenti sociali e della crescita inclusiva? Sul nome e le funzioni, c&#8217; è tempo per discutere. Per ora, mi limito a fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormalCxSpFirst" style="text-align: justify; line-height: normal;">Il corriere del 12 luglio 2011<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/editoriali/11_luglio_12/ferrera-crescita-finanziaria_18078ad0-ac47-11e0-96a7-7cc3952b9d04.shtml" > ha pubblicato un bell’articolo</a></noindex> di Maurizio Ferrera sul risanamento, che chiosa come segue:</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span class="apple-style-span"><span style="font-size: 10.5pt; font-family: 'Georgia','serif'; color: #464646;">“Quale potrebbe essere il profilo di una nuova «autorità» a promozione e tutela degli investimenti sociali e della crescita inclusiva? Sul nome e le funzioni, c&#8217; è tempo per discutere. Per ora, mi limito a fare due proposte: presidente donna e componenti <strong>tutti rigorosamente al di sotto dei 40 anni.</strong></span><strong>”</strong></span></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">L’Italia è una repubblica gerontocratica fondata sul lavoro dei vecchi. L’età media della classe governante è elevatissima: <strong>54 anni</strong> per i <strong>Deputati</strong>, <strong>57</strong> per i <strong>Senatori</strong>, <strong>70</strong> per <strong>i 4 presidenti</strong>. Il confronto con gli altri paesi negli ultimi 2 decenni è impietoso.<br />
L<strong>’età media per salire al Quirinale è di 71 anni</strong> e nessun Presidente della Repubblica Italiana è stato eletto prima dei 57. Negli USA, <strong>Obama è stato eletto a 48</strong> anni, W. a 55, <strong>Clinton </strong>a <strong>47</strong>; in Francia, <strong>Sarkò</strong> è salito all’Eliseo con <strong>55 anni</strong>, Chirac con 62; in Germania (sebbene i Cancellieri non siano presidenti) sia la <strong>Merkel</strong> che <strong>Schroder</strong> ne avevano <strong>51</strong>, Köhl 58; in Gran Bretagna, <strong>Cameron</strong> aveva <strong>44 anni</strong>, Brown 56, <strong>Blair 44</strong>, <strong>Major 47</strong>.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="line-height: normal;"><span id="more-20539"></span><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/11/bungabungaparty.jpg" alt="" width="589" height="400" /></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">La velocità della classe dirigente italiana non tiene il passo di chi delega le proprie decisioni a rappresentanti mediamente più giovani dei nostri, spesso in numero inferiore di essi. Probabile che la lentezza italiana non sia dovuta soltanto all’età di chi decide; sicuramente l’inadeguatezza di certi provvedimenti lo è, così come la cavillosità di certi provvedimenti e il tasso di burocratizzazione delle procedure. Niente di offensivo, sono prerogative legate all’anagrafe, esattamente come l’alito pesante, la canizie, la miopia e più tardi la prostata, i reumatismi, la sonnolenza.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Che una cambiamento sia necessario è piuttosto evidente. <span> </span>A partire dalla base, perché la Costituzione già pone alcune soglie anagrafiche. Solo minime, però. Deputati non prima dei 25 anni. Senatori solo dopo i 40. Almeno 50 per la Presidenza. Servono anche dei limiti massimi. Soprattutto quelli, dopodiché sano ricambio generazionale.<br />
Tutto questo non potrà essere graduale. I limiti sono limiti, servono da subito per come vengono pensati. Su strada dove il limite sia di 90 km/h ma venga accertato che viaggiarci oltre i 50 sia <span> </span>pericoloso, non si può scendere a 70 km/h per un certo periodo. Essere graduali significherebbe giocare con la pelle di qualcuno.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Quella che, alla data di questa riforma, veleggerà tra i 35 e i 50 anni sarà una generazione che non avrà accesso alle più importanti cariche pubbliche. Tagliata fuori dal sistema in fase di cambiamento, bruciata nelle sue potenzialità e nelle sue motivazioni. Una perdita importante ma ci sta, non esistono cambiamenti che non richiedano sacrifici. Tanto più importanti sono gli uni, tanto più grandi saranno gli altri.<br />
Il problema è che questa generazione dovrà vivere in media altrettanti anni su questa terra e a tutt’oggi non ha un futuro delineato: mancano concrete possibilità di collocamento a lungo termine nel mercato del lavoro, manca un piano previdenziale adeguato a garantirsi il sostentamento dopo il ritiro. Nel frattempo essa sta bruciando i propri risparmi, quelli della famiglia d’appartenenza e cumulando debiti per avere accesso a beni e servizi di natura non esattamente primaria.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Il rischio di creare un buco è piuttosto concreto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I Bambini Sono di Tutti, i Cani del Padrone</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 20:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con un certo disappunto delle polemiche che si sono sviluppate intorno all<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://27esimaora.corriere.it/articolo/se-un-cane-vale-piu-di-un-bimbo/" >&#8216;articolo di Maria Volpe</a></noindex> dove si descrive, con una certa efficacia, il fatto che in alcuni locali e, più in generale, il alcuni ambienti, gli animali (cani e gatti) siano meglio accolti dei bambini in carrozzella (o a piedi, aggiungerei).</p>
<p>La genitorialità non è necessariamente un valore, nel senso che se uno vuole i figli li fa, se invece non li vuole non è tenuto a farli. Se poi gli piacciono i cani e ne prende uno, due, tre, dieci, ci dorme insieme, gli da i bacini sul musetto e gli prepara la pappa, liberissimo. Ognuno, nei limiti della convivenza civile, fa un po&#8217; quello che vuole.<br />
<span id="more-20184"></span><img class="size-full wp-image-20185 aligncenter" title="b w dog kiss" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/04/b-w-dog-kiss.jpg" alt="" width="590" height="427" /></p>
<p>Quello sul quale non si riflette è che i bambini sono una promessa,  non solo per i genitori, ma per tutto il mondo. In giro per culle, asili, scuole e giostre, c&#8217;è il domani. Magari ha la boccuccia ancora sporca di cioccolata, fa cacca e piscia nel pannolino, non sa contare oltre il due, ma zippate nel cervelluzzo e nel corpicino con le gambe storte ha la tutte le potenzialità per fare del nostro domani un posto diverso. Forse non migliore, ma diverso sicuramente sì.</p>
<p>Quando uno ha un cane o un gatto, invece, gode di un rispettabile rapporto, ma che rimane esclusivamente una fruizione personale. Tenere un cane, metaforicamente, non è diverso dal crescere un porco per mangiarselo in goduriosa solitudine, metaforicamente s&#8217;intende. Il cane, poi, è generalmente più affidabile di un bambino: è sicuramente meno rompicoglioni, mangia sempre le stesse cose, non si fa influenzare da amichetti stronzi, non fa domande imbarazzanti quando gli scappa di vedere due che trombano in tv, non è così coglione da spaccarsi i denti cadendo senza mettere le mani avanti e difficilmente fumerà spinelli. In poche parole, è più gestibile e se, dopo un po&#8217;, uno si rompe i coglioni, trova un amico con la villa in campagna e glielo molla, che lì sta sicuramente meglio e amen.</p>
<p>Insomma, i bambini sono un dono speciale e impegnativo per i genitori, ma anche un&#8217;opportunità faticosa per tutti gli altri. Gli animali sono simpatici, divertenti, ma sono una risorsa esclusiva di chi li possiede. Il rapporto, sicuramente bello, si esaurisce quasi esclusivamente tra bestia e padrone.<br />
Viceversa, tutti noi, genitori e no, abbiamo  una responsabilità nei confronti dei bambini che sono un promessa lucente per tutti. Tutti siamo obbligati a proteggerli, crescerli e, se serve, tollerarne l&#8217;indubbia attitudine a rompere le balle.</p>
<p>E&#8217; per questo che quanto leggo in giro che le bestie si fanno accettare di più perché danno meno fastidio dei bambini maleducati, mi prende un brivido di tristezza. Non tanto per l&#8217;evidente superficialità di certe posizioni che riducono <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2011/04/01/cani-e-bambini-i-veri-motivi-per-cui-alle-volte-si-preferiscono-i-primi-ai-secondi/" >un fenomeno così articolato al diritto di prendere in pace un caffè al bar</a></noindex>, o peggio di affermazioni  che sfociano addirittura nella cretinaggine (vedi<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.unita.it/italia/piu-facile-educare-cani-che-rom-br-maiolo-si-dimette-dopo-la-gaffe-1.271016" > il caso Tiziana Maiolo</a></noindex>), quanto per l&#8217;evidente incapacità di immaginare un futuro senza se stessi dove uomini nuovi forgiano il futuro portando la nostra immagine nel cuore e il nostro insegnamento nelle mani.</p>
<p>Mi sembra che chi non ha la fortuna di percepire questa continuità sia destinato a morire, se fosse possibile, in maniera più definitiva di chi, per fortuna o per sventura, si trova a a assistere alla crescita di un giovane uomo o una giovane donna con la certezza che un giorno li perderà, perché a differenza dei cani, i bambini, quando crescono, sono infedeli per definizione.</p>
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		<title>Sara Tommasi e il Bunga Bunga: la Prova Provata che una Laurea non Serve a Nulla</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 11:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grobo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>NAPOLI — C’è una girandola di contatti e appuntamenti nelle intercettazioni disposte dalla Procura di Napoli sul giro di prostituzione che incrocia quello delle feste del presidente del Consiglio. Perché coinvolge il mondo che ruota attorno a Sara Tommasi, la starlette che partecipava alle serate organizzate nelle residenze di Silvio Berlusconi, ma anche a incontri a pagamento in alcuni alberghi del capoluogo partenopeo. Le telefonate rivelano i legami della ragazza con politici, dirigenti della televisione, manager, in una ricerca continua di soldi e successo. Ma fanno soprattutto emergere il filo che porta fino alla scuderia di Lele Mora, della quale Tommasi fa parte da anni, e a Fabrizio Corona. È V. S., conosciuto come «Bartolo» e indagato per un traffico di euro falsi oltre che per induzione alla prostituzione, l’uomo che si occupa di «gestire» la ragazza in città in cambio di una mediazione di mille euro a volta. Lui lavora nel settore della pubblicità, ha contatti frequenti con Corona e con lui parla anche dello smercio di banconote fasulle. Lei nelle telefonate con lo stesso Bartolo e con altri amici racconta invece che cosa avviene ad Arcore, parla di «Lele», svela che «lui ci stordisce, ci mette delle cose nei bicchieri». E così fornisce riscontro a quanto è già contenuto nel fascicolo avviato dai magistrati di Milano. Non a caso entro un paio di giorni ci sarà un incontro tra i pubblici ministeri delle due città per uno scambio di atti e per la messa a punto di una strategia comune in vista di un interrogatorio della giovane che dovrebbe essere fissato al più presto.  (<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/cronache/11_febbraio_08/bufi-sarzanini-ragazze-berlusconi_b98726d0-334e-11e0-ae6d-00144f486ba6.shtml" >continua su Corriere della Sera on Line</a></noindex> )</p></blockquote>
<p><span id="more-19506"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-19508 aligncenter" title="sara-tommasi-1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/02/sara-tommasi-1.jpg" alt="" width="379" height="640" /></p>
<p style="text-align: center;">le risorse della dottoressa Sara Tommasi</p>
<p>Con il definitivo coinvolgimento della signora Sara Tommasi nel vortice del bunga bunga, crolla l&#8217;ultimo mito: gli studi, anche quelli buoni fatti presso una grande università privata, non garantiscono il futuro. Meglio un bel paio di tette, magari rifatte, un gran culo forgiato con palestra, massaggi e una certa aliquota di photoshop che un pezzo di carta rilasciato da una Bocconi qualsiasi.</p>
<p>Ed è proprio alla Bocconi, prestigiosa università privata milanese, che la signora Sara Tommasi ha conseguito una strepitosa laurea in Economia. Laurea che, a quanto pare, le ha consentito di gestire le sue risorse con grande oculatezza:</p>
<blockquote><p>(La mia mission aziendale è) quella di ricercare la qualità, e scegliere progetti che mi facciano sentire viva. Crescendo i sogni cambiano, perché si scoprono nuove opportunità, come la televisione. Il mio obiettivo è di far continuare l’armonia che trovo oggi nel mio lavoro. D&#8217;altro canto tutto questo è piuttosto labile e la mancanza di certezze crea un po&#8217; di instabilità psicofisica e anche ansia. È come stare sulle montagne russe. (<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgiornale.it/playboy/intervista_a_sara_tommasi/30-03-2010/articolo-id=433765-page=0-comments=1" >fonte</a></noindex>)</p></blockquote>
<p>Cari papà, voi che amate le vostre bambine, non pensate che facendole studiare pianoforte o svenandovi per mandarle alla Bocconi le assicuriate un futuro da secchione, ma al riparo del Bunga Bunga. Il marciume è arrivato ovunque, anche nelle aule grigie delle grandi università internazionali.</p>
<blockquote><p>Sara Tommasi— che è stata ad Arcore pure insieme a Ruby in occasione della visita di Vladimir Putin il 25 aprile scorso — spediva sms a Silvio Berlusconi ma nelle trascrizioni non c’è traccia di risposte da parte del capo del governo. L’attrice appare invece più pressante con il ministro della Difesa, Ignazio la Russa, al quale telefona svariate volte. Ma anche con il fratello del premier, l’imprenditore Paolo Berlusconi. Le intercettazioni mostrano i contatti della ragazza con l’europarlamentare del Pdl Licia Ronzulli, che alle feste di Arcore era una habitué tanto da essere stata indicata come una delle organizzatrici, anche perché legata alla consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti. Ma poi l’attrice cerca pure strade per ottenere comparsate in televisione, si rivolge a Fabrizio del Noce e a Massimo Giletti. E a Bartolo chiede di organizzarle appuntamenti in Campania. «Io non voglio più essere nel giro del presidente — confida al telefono a un amico —, voglio muovermi autonomamente». (<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/cronache/11_febbraio_08/bufi-sarzanini-ragazze-berlusconi_b98726d0-334e-11e0-ae6d-00144f486ba6.shtml" >fonte</a></noindex> )</p></blockquote>
<p>Ruby, Vladimir Putin, Silvio Berlusconi, Ignazio la Russa, Paolo Berlusconi, Licia Ronzulli, Nicole Minetti, Fabrizio del Noce, Massimo Giletti, Bartolo, Lele Mora, ma se nemmeno l&#8217;educazione serve per tenere lontani i figli da certa gente, che bisogna fare per stare tranquilli, la vasectomia o la rivoluzione?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-19509 aligncenter" title="sara_tommasi_000" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/02/sara_tommasi_000.jpg" alt="" width="590" height="469" /></p>
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		<title>Noemi Letizia: I Bonifici di Berlusconi sul Conto della Mamma. Un Modo per Valorizzare i Figli</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 08:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grobo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Follow the money&#8221;, segui i soldi e troverai anche quello che non ti saresti mai aspettato. Il nome che sorprende. Ed è: Noemi Letizia. I soldi di Silvio Berlusconi, per la verità, arrivano attraverso bonifici, per varie decine di migliaia di euro, a sua mamma, Anna Palumbo, la donna che della bionda Noemi diceva: &#8220;È cresciuta nei valori del Vangelo e del mito di Silvio Berlusconi&#8221;.<br />
[...]<br />
Come mai proprio quest&#8217;anno viene foraggiata la famiglia di Noemi, si chiedevano ieri a Roma, alleati e avversari del premier? Difficile trovare oggi una risposta, ma un fatto è certo. C&#8217;è una domanda: da quale conto bancario partono? Risposta: dal solito, quello di cui Repubblica parlava ieri. Quel conto acceso presso &#8220;lo sportello 20600, centro direzionale Va&#8221;. Vale a dire, la filiale &#8220;presso il Centro Direzionale Palazzo Vasari &#8211; Milano 2 &#8211; Segrate (cab 206003)&#8221;: è il conto del &#8220;bunga bunga&#8221;. E la notizia dei bonifici alla famiglia Letizia comincia a circolare insistentemente intorno alle 18, i politici chiedono notizie ai giornalisti, i giornalisti ai politici.<br />
Solletica l&#8217;immaginazione &#8211; e non è solo un argomento dell&#8217;inchiesta dei pm  &#8211;  questo copioso, fluido, generoso conto bancario del premier nella filiale di Milano due. È il conto dal quale partono 21 mila euro in due tranche per Nicole Minetti, consigliere regionale e igienista dentale. Partono di qua anche un bel po&#8217; dei soldi per la bella cagliaritana Alessandra Sorcinelli, una show girl che ha ricevuto in tutto 160mila euro dal premier, sotto la voce (che sfiora il patetico) di &#8220;aiuto per gli studi&#8221;, degni di Einstein, evidentemente. Sempre da questa banca, non lontana dalla società Dolcedrago (guarda che combinazione, a volte, i nomi) che i deputati hanno vietato alla procura di perquisire, erano volati a suo tempo &#8211; aprile 2008 &#8211; euro per un milione e mezzo a favore di Marcello Dell&#8217;Utri, sui suoi conti nella banca di Denis Verdini. E un milione e 450 mila euro in assegni circolari viene emesso da questo conto proprio nei giorni in cui Emilio Fede e Lele Mora  &#8211;  siamo alla fine della scorsa estate &#8211; parlano di una somma da parte del premier di &#8220;uno e mezzo&#8221;. Ora, sempre attraverso questo conto, si scopre che il destino di Noemi e della sua famiglia continua ad essere intrecciato con le risorse finanziarie del premier. È ragionevole credere che questi bonifici, più che alla signora, siano destinati alla prima delle tre minorenni che il Cavaliere abitualmente ha frequentato negli ultimi anni (le altre due sono Iris Berardi e Karima El Marough, Ruby, la marocchina diventata egiziana e nipote di Mubarak). <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/politica/2011/02/02/news/soldi_noemi-11945419/?ref=HRER2-1" >fonte</a></noindex></p></blockquote>
<p>Se fosse possibile fare una classifica dell&#8217;orrore nella squallida vicenda del bunga bunga, quella delle figlie offerte in pasto al vecchio dal culo flaccido sarebbe, almeno secondo me, in prima posizione.<br />
Papà e mamma di Noemi mandano la figlia minorenne a Roma da Berlusconi, poi in Sardegna, a quelle feste che, secondo versioni oggettivamente ancora da provare, si sarebbero rivelate dei veri e propri puttanai. Poi, dopo la storia della festa di compleanno, fanno la difesa pubblica di papi-Silvio e, infine, passano all&#8217;incasso.</p>
<p><span id="more-19372"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-19377 aligncenter" title="noemi-letizia-latob" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/02/noemi-3.jpg" alt="" width="587" height="1647" /></p>
<p>Con la stessa <em>nonchalance</em>, Nicole Minetti, altra bonificata per motivi ancora inesplicabili si <a href="http://www.mentecritica.net/nicole-minetti-non-e-una-vittima/meccanica-delle-cose/vere-donne/comandante-nebbia/19359/" >lamentava al telefono con il suo papà</a>:</p>
<blockquote><p>“Sono molto arrabbiata perché ho scoperto che ha comprato a una ragazza una casa da 1,2 milioni di euro”.</p></blockquote>
<p>Non mi è dato conoscere la risposta del papà, ma posso tentare di immaginarla: &#8220;Non preoccuparti figlia mia, vedrai che se ti impegnerai, papi-Silvio comprerà anche a te una casa da 1,2 milioni di euro. Io, ho fiducia in te.&#8221;</p>
<p>Ovviamente, è dovere dei genitori incoraggiare le attitudini dei figli e cercare di valorizzarne il talento. Certo, qui non stiamo parlando di amore per il pianoforte o per la pittura, ma di puttanesimo, zoccolaggine, prostituzione. Anche in questo caso vale la regoletta?<br />
Sinceramente non lo so, anche perché ci sono leggi per tutto, persino sul coefficiente di curvatura delle banane<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/noemi-letizia-i-bonifici-di-berlusconi-sul-conto-della-mamma-un-modo-per-valorizzare-i-figli/informazione/cronache-italiane/grobo/19372/#footnote_0_19372"  id="identifier_0_19372" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" vedere per credere ">1</a>)</sup>, ma non mi risulta che ci siano disposizioni normative sul tipo di educazione da impartire ai figli.<br />
Che sia bene o che sia un male è disputabile. Ognuno, in linea generale, ha il diritto di fare dei propri figli quello che vuole, specialmente se questo comporta bonifici sul conto corrente, alla faccia del lavoro minorile.</p>
<p>Comunque, coinvolgere i figli per migliorare il bilancio familiare non è una novità. Ancora qualche anno fa, si iniziava a lavorare molto presto. Quando la società era contadina, ai piccoli si delegava la gestione delle bestie, che così si divertivano pure coi cuccioli. Poi, man mano che il baricentro economico si è spostato verso la produzione industriale, legioni di artigiani ed operai si sono formati iniziando in tenerissima età, mentre le bambine si facevano domestiche. Ora che l&#8217;economia si basa sui &#8220;servizi&#8221;, si tratta solo di aprire gambe, bocca e secondo canale a telecomando.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-19374 aligncenter" title="noemi-letizia-mamma" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/02/noemi-letizia-mamma.jpg" alt="" width="590" height="388" /></p>
<p>Concludo queste brevi ed inutili considerazioni con un pensiero per Gino Bonasia, il papà della Roberta che per qualche giorno i giornali hanno indicato come una delle possibili fidanzate di Berlusconi.<br />
&#8220;Mia figlia fidanzata del Presidente del consiglio? Magari &#8230;&#8221; <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://qn.quotidiano.net/politica/2011/01/18/444137-papa_roberta_fidanzata_premier_magari.shtml" >dichiara il signor Gino</a></noindex>. Come lo capisco. Altro che laurea o carriera come concertista, è il sogno di tutti noi quello di avere una figlia di vent&#8217;anni che diventa la fidanzata di un ottantenne dal culo flaccido. Sarebbe una vera consolazione per la vecchiaia del papà e, soprattutto, del culo flaccido.</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_19372" class="footnote"> <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://archiviostorico.corriere.it/2002/aprile/09/Europa_problema_che_parla_troppo_co_0_0204092819.shtml" >vedere per credere</a></noindex> </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>Suca e Melon a la so Stagion</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 07:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dice Aristotele in Etica Nicomachea : “I giovani devono essere pudichi, perché vivendo sotto il dominio della passione sono portati a commettere molti errori e il pudore gli può servire da freno. Per questo si lodano i giovani quando lo sono, mentre nessuno loda un vecchio, perché si pensa che il vecchio non possa compiere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dice Aristotele in <strong><em>Etica Nicomachea</em></strong><em> </em>: <em>“I giovani devono essere pudichi, perché vivendo sotto il dominio della passione sono portati a commettere molti errori e il pudore gli può servire da freno. Per questo si lodano i giovani quando lo sono, mentre nessuno loda un vecchio, perché si pensa che il vecchio non possa compiere cose delle quali si debba in seguito vergognare.”</em></p>
<p>Quasi che la vecchiaia fosse fisiologicamente vocata al pudore e dunque i vecchi potessero insegnarlo ai giovani. Un’idea non priva di fondamento biologico. Si sa che il testosterone, la vasopressina, la feniletilamina, l’ossitocina e gli altri ormoni non circolano nelle vene della vecchiaia come in quelle della gioventù.</p>
<p>Allora non si sapeva, ma forse Aristotele aveva intuito in anticipo anche questo. O forse la notazione scaturiva dalla semplice osservazione quotidiana. Forse ai suoi tempi i vecchi erano davvero così.</p>
<p><span id="more-19022"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-19026 aligncenter" title="melons" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/12/meloni.jpg" alt="" width="415" height="302" /></p>
<p>Sicuramente oggi non lo sono più. Sarà per il Viagra, o perché è caduto il muro di Berlino, o per la televisione, ma oggi, in larga parte, non solo non sono più in grado di insegnare il pudore ai giovani, ma neppure di praticarlo essi stessi.</p>
<p>Occorre definire che cosa sia il pudore.</p>
<p>Fosse per me direi che è la capacità di provare vergogna. Un’emozione che implica un giudizio su sé stessi in presenza di una violazione di un codice etico interiore, una reazione a una mancanza di rispetto verso di sé, prima ancora che verso gli altri.</p>
<p>Se così fosse la mancanza di pudore, l’incapacità di provare vergogna, tradirebbe l’assenza di un codice etico in chi ne è portatore.</p>
<p>Il pensiero corre spontaneamente a esempi illustri: il Cavaliere per antonomasia, il padre e la madre di Noemi, l’ignaro zio di Ruby d’Egitto, gli illustri deputati e senatori della Repubblica pronti a sconfessare sé stessi pur di fare il nostro bene, le ministre che minacciano di andarsene ma s’accontentano che il Capo asciughi loro le lacrime&#8230;</p>
<p>Basta un attimo di riflessione, tuttavia, per capire che se è anche questo, non è solo questo; per smorzare i facili entusiasmi di coloro che davanti al bestiario berlusconiano traggono la consolante convinzione che riguardi “loro”, non “noi”.</p>
<p>Penso che ciò che desta di volta in volta la nostra ilarità, o il nostro sdegno, sia solo la punta di un iceberg, la cui parte sommersa ci riguarda direttamente.</p>
<p>Quando dico noi intendo quelli che per la loro età sono, o potrebbero essere, padri e nonni.</p>
<p>Parlo del pudore che dovrebbe guidarci nei nostri rapporti quotidiani con i giovani.</p>
<p>Nel senso che se da un lato non dovremmo stupirci, né perché scendono in strada e manifestano il proprio sdegno per come vanno le cose della scuola, della politica, della società civile; né per come lo fanno, con l’entusiasmo, le ingenuità, gli errori di prospettiva, le violenze della gioventù: siamo stati giovani appena ieri, mille anni fa, e abbiamo commesso gli stessi errori. Dall’altro dovremmo renderci conto che saremmo davvero vissuti inutilmente se vi aderissimo in maniera acritica, continuando a valutare le cose come allora, come loro oggi.</p>
<p>Peggio ancora se cercassimo di riappropriarci per qualche ora di una spuria giovinezza affiancandoli e lasciandoci portare, come sugheri dalla corrente, succhiando illusioni dalla loro vitalità e freschezza.</p>
<p>Credo che i giovani siano in grado di sbagliare tranquillamente da soli, senza bisogno del conforto di nostalgici vecchietti al seguito. Mamme, zie, professori, impiegati in pensione, gente con tanto tempo e poco da fare.</p>
<p>Ognuno è chiamato a recitare la sua parte nella commedia umana ed è bene che lo faccia, anche ove possa parergli ingrato, senza mistificazioni o infingimenti. Non si può pretendere di fare eternamente la parte del primo amoroso.</p>
<p>L’unica cosa che possiamo fare per i nostri nipoti è raccontare loro come sono andate realmente le cose. Che la Cina è vicina, ma non nel senso in cui l’intendevamo noi allora. Che la fantasia al potere non c’è mai arrivata, perché ogni volta s’è squagliata prima. Che la risata che li avrebbe dovuti seppellire c’è stata, più e più volte, ma loro le sono tranquillamente sopravvissuti.</p>
<p>Pudore vorrebbe che glielo dicessimo, senza la pretesa di insegnare loro qualcosa tantomeno d’essere presi sul serio, ma per rispetto della verità, perché l’abbiamo vissuto.</p>
<p>Naturalmente ci sono anche quelli che l’hanno vissuto e non se ne sono accorti.</p>
<p>Ma questo è un altro discorso, dove il pudore c’entra poco.</p>
<p><strong>N.d.A.</strong>: <em>Il titolo deriva da un antico proverbio pavese: zucca e melone alla loro stagione.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nun te Piace, ‘o Presepe?…</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 08:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Tuscano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mica vero che &#8220;non fa male a nessuno&#8221;. Anzi, nuoce gravemente alla salute. Chi? Meglio domandare &#8220;cosa&#8221;, ma in verità è proprio quel &#8220;chi&#8221; a disturbare. Il presepe fa male. E, dietro e dentro di lui, la statuina di quel bimbo seminudo. Ciò ch&#8217;essa simboleggia. Il collegio docenti della scuola materna di via Forze Armate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mica vero che <em>&#8220;non fa male a nessuno&#8221;</em>. Anzi, <strong><em>nuoce gravemente alla salute</em></strong>. Chi? Meglio domandare &#8220;cosa&#8221;, ma in verità è proprio quel &#8220;chi&#8221; a disturbare. Il presepe fa male. E, dietro e dentro di lui, la statuina di quel bimbo seminudo. Ciò ch&#8217;essa simboleggia.<br />
Il collegio docenti della scuola materna di via Forze Armate, a Milano, aveva infatti stabilito di celebrare un <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/12/16/scuola-senza-albero-presepe-ecco-il.html" ><strong><span style="color: #336699;">Natale senza Natività</span></strong></a></noindex>. Via stelle comete, grotte o capanne, pastori e pecorelle, San Giuseppe, Madonne e quel povero cristo di Gesù Bambino. Al loro posto renne dal naso rosso, Babbi Natale paffuti e gaudenti, canti e cori inneggianti alla festa, ma, per carità, senza il minimo accenno alla religione. Per rispetto dei bambini, si capisce. Perché l&#8217;asilo di via Forze Armate è multietnico e multireligioso. Perché una festa cristiana scandalizzerebbe ed emarginerebbe i piccoli musulmani, indù, buddisti frequentatori di quell&#8217;istituto.<br />
E pensare che, per anni, questi difensori a oltranza della pluriconfessionalità avevano bellamente irriso il Natale &#8211; e coloro che lo celebravano come zotici e ignoranti &#8211; non mancando mai di puntualizzare che in origine si trattava di tutto, tranne che di <em>&#8220;festa cristiana&#8221;</em>. Era nient&#8217;altro che la festa del <em>Sol Invictus</em>, nella quale si annunciava il solstizio d&#8217;inverno e ci si scambiavano doni e si preparavano ricchi banchetti, che talora sconfinavano in orge. Più di recente, i divulgatori hanno trovato legami col culto tardoantico del dio Mitra e antiche celebrazioni egizie e mesopotamiche (cui potremmo aggiungere, per le analogie con l&#8217;uomo-dio, il <em>Poema di Gilgamesh</em>). Non si trattava tanto d&#8217;informare, quanto di screditare il 25 dicembre <em>cristianizzato</em> in nome di un&#8217;oggettiva e <em>rispettosa</em> laicità.<br />
<span id="more-18965"></span><br />
Peccato che oggi, la stragrande maggioranza dei cristiani grandi e piccini sia perfettamente a conoscenza di tutto ciò, per averlo appreso proprio a scuola; e persino un Papa, Giovanni Paolo II, ha riconosciuto senza alcun problema l&#8217;origine extracristiana del Natale. I fenomeni d&#8217;inculturazione, le maestre di Forze Armate dovrebbero saperlo, costituiscono l&#8217;ossatura delle civiltà, recuperano, fondano, rimescolano culture antiche, perdute, ritrovate, e ne ricavano un nuovo capolavoro, una <em>serendipity</em> di creatività. Una rinascita, ecco; un <em>&#8220;far nuove le cose antiche&#8221;</em>, come appunto recita il Vangelo (che, non casualmente, significa <em>&#8220;buona novella&#8221;</em>).<br />
Le religioni, e il cristianesimo in particolare, non appartengono alle sfere celesti. Sono parti umani, storici, esattamente come non mancano mai di sottolineare i razionalisti dello <em>&#8220;spiritually correct&#8221;</em>. Il cristianesimo è terrigno; lo ripete continuamente san Paolo: la vita è qui, adesso, e ciò che di noi resterà non sarà la fede né la speranza, bensì l&#8217;amore; quello gratuito, che non attende ricompensa, e che i greci chiamano carità. La relazione con l&#8217;altro. Con l&#8217;uomo. E&#8217; una terra, è addirittura un <em>parto</em>: una nascita. Fisica. Totale. Al punto di <em>trasumanarsi</em>. E&#8217; il <em>dono</em> che segna la insanabile differenza con la concezione dei summenzionati razionalisti.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-18972" title="natcat" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/12/natcat.jpg" alt="" width="590" height="518" /></p>
<p style="text-align: center;"><small>Mark Velasquez: http://www.markvelasquez.com/</small></p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://3.bp.blogspot.com/_ryOZB7pN5u8/TREYX_98KeI/AAAAAAAACsc/fCJIGewk0wY/s1600/mentone.JPG" ></a></noindex><br />
L&#8217;irripetibilità del Natale cristiano non coincide con l&#8217;unicità dell&#8217;evento storico nudo e crudo. Ma col suo significato. Il dio bambino esiste in moltissime culture. Il dio bambino straniero, minuscolo e affondato nelle carovane delle quotidiane esistenze, invece no.<br />
E solo i bambini possono comprenderlo compiutamente. Perché non si pongono domande. Non ne hanno bisogno. I bambini sono orizzontali e circolari. Percepiscono. Sono privi di voce. Ma non desiderano che qualcuno parli per loro, ne interpreti e ne immeschinisca gl&#8217;irrinunciabili sogni. Hanno fame di felicità assoluta. Sono già leopardiani, ma senza disperazione. Il Natale &#8220;cristiano&#8221;, quindi, non li disturba. Non disturba i piccoli musulmani, che rispettano e venerano il profeta Gesù (accompagnando il suo nome con la formula <em>&#8220;su di lui la pace di Allah&#8221;</em>, mentre qui da noi, non di rado, udiamo governanti &#8220;cattolici&#8221; infiorare le loro barzellette con allegre bestemmie). Non disturba i giovani indù, così come non disturbava Gandhi, che &#8220;sarebbe stato cristiano, se i cristiani lo fossero stati due volte al giorno&#8221;. Non disturba i buddisti, i quali nutrono profondo rispetto per quel maestro religioso ebreo. Non disturba, Gesù, perché è come loro, tra loro. Un bambino. Ma i bambini possono terrorizzare i potenti della Terra. Gli Erode, quelli sì, sono turbati. I vecchi. Coloro che si volgono indietro nei loro pensieri cristallizzati. Coloro che &#8220;roba mia, vientene con me&#8221;. Coloro che invidiano il fanciullo che non possiede niente, ma che li soppianta nella corsa verso un domani rivoluzionato e inquieto. E che gode, ed è beato, per il solo fatto di esistere, come gli uccelli e i cani.<br />
Le maestre avevano pensato <em>&#8220;per il loro bene&#8221;</em>. I buoni consigli. Di cui è lastricata la strada per l&#8217;inferno. E così, invece di cogliere l&#8217;occasione per illustrare parallelismi culturali, magari ricordando quel Francesco d&#8217;Assisi cui si deve l&#8217;invenzione del presepe e che, in tempi di Crociate, stabilì un legame d&#8217;amicizia col sultano islamico, le maestre di Forze Armate non avevano offerto ai loro alunni altra alternativa che un&#8217;infiocchettata paccottiglia da <em>soap</em> americana, con un pingue e rubizzo signore a dispensare i simboli di quel consumismo pacchiano e limaccioso da esse più volte denunciato.</p>
<p>Ho usato il passato perché, nel frattempo, pare abbiano desistito dal proposito. A causa delle proteste dei genitori e degli educatori. Anche non cristiani, certo. Ovviamente. Fanciulli, proprio perché naturalmente terrestri, non stancatevi d&#8217;incarnarvi nel seno di qualche donna, cristiana, shintoista o atea. Proprio perché naturalmente terrestri, potete aspirare al cielo. Nascete. Siate nuovi. E lasciate che i morti seppelliscano i loro morti.</p>
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		<title>Se ci Bloccate il Futuro noi Bloccheremo le Città</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 09:02:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Appuntamento ore dieci piazza antistante Montecitorio. Motivo? Presidio degli studenti contro il decreto in approvazione alla camera. Puntuale mi presento con casco, scooter e macchina fotografica. Benché in anticipo, la piazza è già occupata dagli studenti medi. Ragazzini che sanno bene cosa gli aspetta, che sanno cosa vogliono o perlomeno sanno ciò che non vogliono. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appuntamento ore dieci piazza antistante Montecitorio. Motivo? Presidio degli studenti contro il decreto in approvazione alla camera. Puntuale mi presento con casco, scooter e macchina fotografica. Benché in anticipo, la piazza è già occupata dagli studenti medi. Ragazzini che sanno bene cosa gli aspetta, che sanno cosa vogliono o perlomeno sanno ciò che non vogliono. La musica a pompa, una che urla al microfono, alcuni seduti in cerchio che fanno lezione, molti che ascoltano con partecipazione ciò che ha da dire. Un ragazzo di un liceo , non so quale, giura che lui farà tutto quello che Napolitano gli chiederà ,<br />
basta che lui non faccia passare quella legge infame. Si alza un urlo, uno slogan : &#8220;Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo le città&#8221;.</p>
<p><span id="more-18744"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/vassarotti4.jpg" alt="" width="500" height="342" /></p>
<p>Qualcuno ricorda che li a pochi metri sul tetto i ricercatori precari di architettura han passato la notte e rivendicano il diritto di poter fare ricerca perché domani chi vorrà fare ricerca o rimanere in università  o sarà figlio di un ricco o di un potente della cricca oppure dovrà andare all&#8217;estero.<br />
Mi ricordo di loro. Esco dalla piazza per recarmi a palazzo Borghese, ma vedo che spezzoni di corteo provengono dalle traverse. Sono giovani universitari della Sapienza che giungono alla spicciolata. Portano<br />
striscioni, bandiere, cartelli , danzano e coinvolgono anche gli stranieri e i turisti, Alcuni uomini e donne con i vestiti tradizionali indiani o pachistani gridano con loro &#8220;Università pubblica, università pubblica!&#8221;.</p>
<p>Credo che non sappiano nemmeno cosa significhi, ma i ragazzi sono coinvolgenti ed urlano anche loro. Mi accodo per un po&#8217;, poi pensando di prendere una scorciatoia per le stradine interne giungo vicino palazzo Montecitorio. La polizia ha sbarrato con i gipponi la strada. Chiedo &#8221; ma non si può passare nemmeno a piedi? Un ragazzone, con i capelli corti, imbardato di giubbotto , manganelli , pistole, casco, cinturone non mi risponde nemmeno. Lo guardo fisso, mi risponde con un gesto di fare il giro. Allora prendo una traversa, ma anche li il gippone che blocca, allungo il passo, vado oltre è vedo che un altro<br />
gippone, con altri , questa volta carabinieri, hanno lasciato un piccolo varco. La gente, i turisti fanno la fila, si passa una alla volta. Non capisco perché queste misure, poi mi viene un sospetto, un flash.<br />
Napoli 2001 Vertice del G8 Governo Amato. La polizia chiude tutte le strade di accesso alla piazza, poi carica ed è una mattanza! Ci presero e ci trascinarono. Le percosse poi le prendemmo anche alla caserma Raniero.<br />
Si respira una strana aria. Provocazione? Preparazione allo scontro?</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/g8.jpg" alt="" width="450" height="328" /></p>
<p>Accelero il passo, e mi avvicino al largo di Montecitorio. Le vie sono intasate. E&#8217; una fiumana di giovani, balli, tamburi, grida e urla, risate ed urla incazzate, il fiume tracima e si disperde nella via d&#8217;uscita.<br />
Meno male mi dico. Chiedo ma dove siete diretti? Qualcuno mi dice &#8220;Al ministero&#8221; qualcun altro &#8220;ci prendiamo per la città&#8221;. &#8220;Andiamo là dove ci porta il cuore e la rabbia!&#8221; &#8220;Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo le città&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non Giudicare una Persona che Infondo Infodno a un Carattere Buono e voi lo Definite non Buono</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 17:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ciao ragazziiiiiiiiii ke pallee!!!!!!! stavo aggiornando il blog scrivendo una canzone&#8230;l&#8217;avevo modificata tt ci ho mess un ora, all&#8217;improvviso ho fatt un movimento strano cn la tastiera e si è cancellat tt&#8230;mamma mia ke nervi&#8230; grrrrr.. Io nn ho molta pasienza, proprio ke stasera la tenevo si è cancellat tutto uffy&#8230;. Già sn nervosa x [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciao ragazziiiiiiiiii<br />
ke pallee!!!!!!!</p>
<p>stavo aggiornando il blog scrivendo una canzone&#8230;l&#8217;avevo modificata tt ci ho mess un ora, all&#8217;improvviso ho fatt un movimento strano cn la tastiera e si è cancellat tt&#8230;mamma mia ke nervi&#8230; grrrrr..<br />
Io nn ho molta pasienza, proprio ke stasera la tenevo si è cancellat tutto uffy&#8230;.<br />
Già sn nervosa x prob miei ci voleva anke il pc ma ke kazzo!!!!!!<br />
A proposito ragazzi cm va?? Nn vi state facendo+vivi ma ke kazzo di fine avete fatto?<br />
E&#8217; vero ke io nn svrivevo nel mio blog da molto,xò almeno nu commento si poteva lasciare&#8230;Vabbè tanto lo stesso dp letto questo intervento nn scrivete niente.. è inutile ke mi arrabbio tanto&#8230;..semb u stess sit&#8230;&#8230;. CATTIVONI!!!!!!! <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /><br />
ora me ne vadoo ciao a tt<br />
Fragolina; Stellì; Tweety; Sora; Tesò; Diavoletta VV TANTO BN&#8230;..<br />
Bye pisola (a scem haUIAHuia)</p>
<p><strong>Commenti (3)</strong></p>
<p><span id="more-18167"></span></p>
<p><strong>Nicola &#8211; 22 Ago., 2006<br />
</strong>weeee pisoletta sembra carina ha un difetto xrò qst blog&#8230;<br />
&#8230;usa caratteri + pikkoli sembra la scrittura x  nn vedenti<br />
skerzo bella.<br />
ora vado ciao!!!!<br />
Ah..juny stà bene cresce bello grosso</p>
<p><strong>alessandra &#8211; 13 Set., 2006</strong><br />
we sora! finalmente sto cesso di pc mi fa entrare nei blog!! sn appena tornata a casa dopo essere uscita cn te gaggo mimmo e gabriele&#8230;siamo stati bene, ma ki dimentika la nottata ke abbiamo passato a casa mia!!! a parlare fine alle 6.30 del mattino! e senza essere stanki! ma cm si fa!!!??? è stata una nottata incredibile, dormire io te gaggo e mimmo tt insieme, a casa mia! ancora nn ci credo!!! mi fa piacere ke stai passando MOOOLTO + tempo cn noi e, guarda cm te lo diko, nn farmi + cacare sotto cm oggi! mi sn preoccupata&#8230;infondo io ti voglio bene e x me 6 la mia migliore amika, anzi di +, sei una sorella x me!!! sai nn vedo l&#8217; ora ke ridormiamo tt insieme a casa mia!! amm pariat comm &#8216;e puork!!! + di quelli ke hanno dormito sopra s. maria! speriamo ke dmn nn piove, arriva anke il tedesco dall&#8217; austria!!! =D io dv anke fare allenamento alle 2 del pomeriggio&#8230;xò da una parte sn contenta, mi fa bene!!! vabbè sora io vado a fare ninna o&#8230;                         ci sentiamo dmni, tvttttttttttttbene! *********notte sorellina mia!!!</p>
<p><strong>Antonio Sbrogna &#8211; 15 Set., 2006</strong><br />
Weeee<br />
Sono perfettamente d&#8217;accordo con te, ma tranne su un fatto che mi hai dato del falso, questo non l&#8217;oho propio digerito&#8230;<br />
Vabbe tu puoi pensare quell oche vuoi perchè non mi conosic bene e non sacome sono fatto dentro ecc&#8230;..<br />
Poi sul fatto che tu mi avevi detto che ti avevo parlato indietro, a me degli altri non me ne frega niente..<br />
Vabbe or a me  ne vado&#8230; a Ricordati un a cosa e come l&#8217;ho scritto sulla frase di msn&#8230;<br />
&#8220;Il Carattere di Una Persona si scopre dentro no fuori e Soprattuto  si Scopre solo Se Lo conosci Bene&#8221;<br />
Perciò non giudicare una persona che infondo infodno a un carattere buono e voi lo definite non buono</p>
<p>Ciao&#8230;&#8230;<br />
***<br />
Stammi Bene TvB<br />
Byè</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://petta-peta.spaces.live.com/blog/cns!8B5C5C37667EAF0!633.entry#comment" >fonte</a></noindex></p>
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		<title>Progetto Politico Contro le Devastanti Politiche Di Esternalizzazione</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 08:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia Undiemi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricevo e volentieri pubblico questa nota di Lidia Undiemi che descrive un progetto politico di contrasto alle esternalizzazioni speculative. Come già detto in passato, non ho difficoltà a considerare la flessibilità lavorativa come un valore produttivo nazionale che va incoraggiato e tutelato. Quello che è intollerabile, però, è l&#8217;utilizzo criminale degli strumenti che regolano la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo e volentieri pubblico questa nota di <a href="http://www.mentecritica.net/author/lidia-undiemi/" >Lidia Undiemi</a> che descrive un progetto politico di contrasto alle esternalizzazioni speculative.<br />
Come <a href="http://www.mentecritica.net/lo-spettro-dellarticolo-18/informazione/democrazia-e-diritti/comandante-nebbia/17031/" >già detto in passato</a>, non ho difficoltà a considerare la flessibilità lavorativa come un valore produttivo nazionale che va incoraggiato e tutelato.<br />
Quello che è intollerabile, però, è <a href="http://www.mentecritica.net/diritti-precari-seconda-parte/informazione/il-lavoro-degli-italiani/gaspare-serra/16163/" >l&#8217;utilizzo criminale degli strumenti che regolano la flessibilità che portano a retribuire il lavoro come &#8220;a tempo indeterminato&#8221;, ma a trattare le persone come &#8220;liberi professionisti&#8221;</a>.</p>
<p>La flessibilità è un valore che il dipendente offre all&#8217;imprenditore insieme alle sue conoscenze e come tale <a href="http://www.mentecritica.net/qual-e-la-differenza-tra-flessibilita-e-precariato-lo-stipendio/informazione/democrazia-e-diritti/luigibio/2267/" >va retribuito come si retribuiscono le competenze</a>. Questo vuol dire che un lavoro flessibile va retribuito in maniera più rilevante di un lavoro fisso.<br />
Questo criterio, così semplice e naturale, è già ampiamente radicato nella mentalità comune.<br />
A nessuno sembra assurdo pagare 100 euro al giorno per affittare una vettura che, magari, ne costa solo 10.000. E&#8217; evidente che il vantaggio di poter usare una cosa e poi restituirla va retribuito a chi si assume l&#8217;onere di acquisire il bene, manutenerlo e renderlo disponibile a richiesta.<br />
Chi conta di dover usare a lungo una macchina e intende averla nelle proprie disponibilità senza preavviso e senza prendersi il disturbo di affittarla, andarla a prendere e riconsegnarla, spende 10.000 euro e l&#8217;acquista. Nei dieci anni medi di vita, la macchina verrà a costare 10 euro al giorno invece di 100, ma ovviamente rimarrà in garage quando non serve e nei 10 euro al giorno saranno comprese le tasse e le spese di manutenzione.</p>
<p>Così, un lavoratore flessibile fa l&#8217;investimento di formarsi e manutenersi(formazione, esperienze, ecc.). Investimento che, come nell&#8217;auto a noleggio, va retribuito <strong>in aggiunta al servizio</strong>.<br />
Chi aggira questa regola naturale e insita nel funzionamento del mercato compie un&#8217;azione criminale perché non solo condiziona il presente del lavoratore, <a href="http://www.mentecritica.net/contratto-a-progetto-e-pensioni-le-bugie-che-ci-raccontano-e-il-baratro-del-precariato/informazione/cronache-italiane/giacomo/17745/" >ma mina il sistema previdenziale</a> e, di conseguenza, l&#8217;intero tessuto produttivo.</p>
<p>A livello microeconomico è l&#8217;utilizzo improprio dei contratti a progetto a rappresentare l&#8217;abuso criminale. A livello di grandi industrie, il meccanismo passa attraverso le esternalizzazioni che portano a rendere flessibile un rapporto di lavoro fisso senza, però, pagare l&#8217;aliquota di compensazione testé descritta.</p>
<p>Questo saccheggio, al momento, è come un iceberg. Quello che si vede è solo una minima parte del pericolo incombente. Le forze politiche sono colpevolmente assenti. A questo punto possono essere definite complici in quanto molti partiti e sindacati <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.eustema.it/web/comunicazione/dicono_di_noi/info1461611754.htm" >hanno partecipazioni economiche consistenti in società che utilizzano la precarizzazione del lavoro</a></noindex>.<br />
Spero che questa iniziativa di Lidia, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/dipartimenti/lavoro/2010/06/presentazione-settore-trasformazioni-dimpresa-e-tutela-dei-diritti.html" >in ambito Italia dei Valori</a></noindex>, non si limiti alla proposta e si concretizzi rapidamente in fatti visibili a tutti. Tutti noi abbiamo bisogno di punti di riferimento operativi. Se Lidia e l&#8217;IDV possono diventarlo, sarò felice di sostenerne l&#8217;azione.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.mentecritica.net/author/comandante-nebbia/" >Comandante Nebbia</a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-18094"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/03/info.jpg" alt="" width="590" height="400" /></p>
<p style="text-align: center;">“Trasformazioni D’Impresa E Tutela Dei Diritti”</p>
<p><em>Questo progetto è il frutto di anni di ricerca condotta sul campo contro il cosiddetto fenomeno delle esternalizzazioni “abusive”, generato e alimentato da un contesto politico che  ha consentito ai “poteri forti” di arricchirsi sfruttando un sistema normativo fortemente orientato a favorire le speculazioni di mercato contro ogni logica di salvaguardia delle imprese e dell’occupazione.</em></p>
<p><em>E’ un dovere della politica eliminare questo ricatto “collettivo” che rende “instabili” la maggior parte dei  posti di lavoro, pubblici e privati.</em></p>
<p><em>Un nuovo modello di società lontano dalla crisi sociale ed economica è possibile, pretendiamolo. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Lidia Undiemi</em></p>
<p>Già da parecchi anni, ormai, le politiche di esternalizzazione hanno precarizzato i posti di lavoro di centinaia di migliaia di persone, con effetti devastanti sulle loro condizioni di vita. <strong> </strong></p>
<p>Nell’ambito della espansione della grande crisi economica e sociale, un ruolo determinante è stato certamente assunto dalla frenetica corsa alle cessioni di attività e all’esecuzione dei lavori in appalto, che hanno, di fatto, consentito a squallidi approfittatori di trattare i lavoratori come una qualunque merce di scambio.</p>
<p>Si tratta, si badi bene, di contrastare le esternalizzazioni non in quanto tali, ma le sue manifestazioni degenerative e parassitarie, troppo spesso ai limiti della legalità.</p>
<p>In questo contesto, le tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni diventano un’arma pericolosa, in quanto permettono controlli virtuali e a distanza di contesti produttivi strategici per l’Italia, a prescindere dalla formale attribuzione delle responsabilità tipiche dell’imprenditore, nonché del datore di lavoro, ai soggetti economici che governano il sistema economico.</p>
<p>La proliferazione dei gruppi societari ha favorito tale forma di speculazione attraverso il cosiddetto “gioco delle scatole cinesi”, reso possibile da una lacunosa regolamentazione del fenomeno societario, attualmente orientata a soddisfare le esigenze di un gruppo di “privilegiati” a scapito dell’interesse generale della collettività.</p>
<p>E’ evidente, infatti, che l’esercizio abusivo di schemi societari consente ai soggetti economici che hanno mal gestito determinate attività di riversare le proprie responsabilità ed i propri debiti sui lavoratori, su coloro che fanno seriamente ed onestamente impresa e sul sistema di gestione della spesa pubblica (INPS, INAIL e debito pubblico in generale).</p>
<p>Il dramma sociale a cui stiamo assistendo oggi è la materializzazione di un disastro annunciato, e così anche l’inafferrabile ed inspiegabile crisi economica, comodamente attribuita a fattori estranei alla volontà della classe dirigente italiana.</p>
<p>Dimostrare ciò è estremamente semplice, se si considera che l’aumento della disoccupazione, dei debiti sociali e delle società in stato di crisi hanno colpito settori di rilevanza nazionale protetti, a vario titolo, dalla vera concorrenza.</p>
<p>Specie nell’ambito dei vastissimi settori della pubblica amministrazione risulta evidente il legame tra il peggioramento delle condizioni di lavoro e l’affidamento dei servizi pubblici ai privati. Le attività cui sono addetti i lavoratori minacciati dalla disoccupazione, o che hanno già perso il posto di lavoro, continueranno ad essere appaltati dalla pubblica amministrazione alle società private, che saranno libere di continuare ad approfittare dell’attuale sistema, data l’assenza di provvedimenti correttivi da parte dell’amministrazione appaltante. Crisi? No, mera speculazione, anche perché molto spesso si tratta di servizi a prevalente impiego di prestazioni di lavoro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/vauro_protettori.jpg" alt="" width="481" height="656" /></p>
<p>Crisi e disoccupazione continueranno a  mietere vittime se non si affronta seriamente e con determinazione il problema della strumentalizzazione abusiva delle politiche di outsourcing.</p>
<p>La politica degli ultimi tempi, purtroppo, non ha fatto altro che assecondare, e a tratti promuovere con interventi legislativi ad hoc, questo fenomeno.</p>
<p>Una carente ed inadeguata politica legislativa costituisce l’asse portante delle strategie speculative e ricattatorie dei “poteri forti”.</p>
<p>In tal senso, esistono almeno due forme di ricatto “collettivo” che paralizzano lo sviluppo virtuoso del sistema economico e sociale italiano.</p>
<p>In primo luogo, la possibilità per gli operatori pubblici e privati di potere sostanzialmente cedere, tramite trasferimenti di attività, i lavoratori senza il loro consenso, dato che l’ordinamento giuridico italiano non prevede esplicitamente il diritto di opposizione del lavoratore al proprio trasferimento nell’ambito delle cessioni di attività. Questo significa che qualsiasi lavoratore, e dunque anche coloro che hanno un posto di lavoro “stabile”, rischiano ogni giorno di ritrovarsi senza un lavoro a causa di una scellerata politica aziendale, magari volta a licenziare illegittimamente, o semplicemente per tenere sotto ricatto, coloro che potrebbero dare fastidio ai <em>padroni</em>. Il rafforzamento della tutela dei lavoratori nei processi di esternalizzazione è un problema che riguarda l’intero universo dei lavoratori, e sono in molti ad aver compreso l’importanza della questione, che è, tra le altre cose, alla base della nascita di movimenti autonomi di difesa in tutta Italia.</p>
<p>L’altra pericolosissima forma di ricatto consiste nella possibilità di poter manovrare, per il tramite dell’attuale regolamentazione dei gruppi societari, le “pedine” dell’economia (speculativa) e dei posti di lavoro con estrema flessibilità, al punto da poter determinare un miglioramento degli assetti produttivi e dell’occupazione che è in realtà solo apparente e tutt’altro che stabile. Ciò consente agli speculatori di potere indirizzare il consenso ed il controllo delle masse verso i propri interlocutori politici. Tale ipotesi non è molto lontana dalla realtà, se si considera che il rientro dei capitali “oscuri”, favorito dallo scudo fiscale, darà ossigeno a questa strategia di potere, specie a seguito di un periodo di elevata disoccupazione.</p>
<p>In questo drammatico contesto, l’attuale governo è palesemente orientato a promuovere l’affidamento ai privati della gestione dei beni e dei servizi pubblici essenziali, attraverso la costituzione di una serie di S.p.a. Chi avrà i soldi per finanziare tali privatizzazioni/esternalizzazioni? Quali e quanti impiegati pubblici passeranno nelle mani dei privati? E’ servito a questo lo scudo fiscale? Chi garantisce i cittadini che non saranno i soldi della criminalità organizzata a finanziare questi passaggi?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/lavoro_fisso_ed_interinale.jpg" alt="" width="221" height="250" /></p>
<p>Tutela dei diritti dei lavoratori, lotta concreta alla criminalità organizzata, salvaguardia della Democrazia e dello Stato di Diritto, ripristino della vera libertà di concorrenza economica e dell’Uguaglianza sociale sono tutte facce della stessa medaglia.</p>
<p>I casi <a href="http://www.mentecritica.net/agile-eutelia-aspettando-il-commissariamento/informazione/democrazia-e-diritti/lidia-undiemi/17359/" >Eutelia</a>, Omega, <a href="http://www.mentecritica.net/esternalizzazioni-telecomitalia-agile-eutelia/informazione/il-lavoro-degli-italiani/lidia-undiemi/17268/" >Telecom Italia</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/agile-eutelia-telecom-italia-voicity-omnianetwork-comdata-e-trascom-esternalizzazioni-e-disoccupazione/informazione/lidia-undiemi/17587/" >Omnia Network</a>, ATU sono soltanto la punta dell’iceberg.</p>
<p>Liberare la società civile da questa “ragnatela” è un obiettivo ambizioso, che può essere realizzato solo attraverso l’impegno della parte migliore della società.</p>
<p>Il principale punto di forza di tale progetto è che esso risponde alle esigenze concrete dei cittadini onesti di qualsiasi categoria o classe sociale.</p>
<p><strong>Linee guida per la realizzazione delle iniziative legate al progetto</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Principi di base: </strong></p>
<p>abbattere le disuguaglianze sociali derivanti dallo sfruttamento del lavoro in tutte le sue forme. Promuovere la realizzazione di un sistema economico e sociale basato sul rispetto dei fondamentali principi della costituzione e dell’ambiente. Diffondere l’idea che gli interessi dei lavoratori e degli imprenditori convergono in una economia sana e che la politica legislativa deve essere orientata a salvaguardare l’interesse collettivo piuttosto che le aspettative dei “privilegiati”. Non esiste un “mercato del lavoro”, ma un “mondo del lavoro”.</p>
<p><strong>Obiettivi: </strong></p>
<p>realizzazione di un progetto volto alla promozione di un <em>sistema sociale </em>in grado di neutralizzare l’utilizzo di politiche di trasformazione dell’impresa, nonché l’instaurazione di relazioni commerciali tra operatori economici, finalizzate  a violare le disposizioni dell’ordinamento giuridico coerenti con i principi sopra descritti.</p>
<p><strong>Beneficiari: </strong></p>
<p>lavoratori (attuali e potenziali) pubblici e privati, stabili e precari, dipendenti e autonomi (con e senza progetto) e gli imprenditori che fanno seriamente il loro mestiere.</p>
<p><strong>Il punto di partenza: </strong></p>
<p>l’esperienza, la conoscenza e le relazioni maturare attraverso il sostegno concreto ai gruppi di lavoratori che hanno contrastato tale fenomeno.</p>
<p><strong>Strategia: </strong></p>
<p>realizzare una rete di conoscenze e di relazioni umane idonea a coinvolgere direttamente i beneficiari del progetto, ponendo al centro di qualsiasi iniziativa la soluzione concreta dei loro problemi. Dato un determinato punto di partenza, è necessario strutturare le iniziative e le fasi di realizzazione del progetto applicando un elevato grado di flessibilità, di modo tale da poter tempestivamente attuare gli interventi correttivi necessari.</p>
<p><strong>Iniziative:</strong></p>
<ol>
<li>Costruire una “Mappa geografica delle esternalizzazioni”, in grado di fornire un quadro complessivo e reale, anche se non esaustivo, del fenomeno.</li>
<li>Proposte di legge, interpellanze ed altre tipologie di attività al parlamento nazionale e al parlamento comunitario.</li>
<li>Realizzazione di una “Guida per la prevenzione delle violazioni sul lavoro” e creazione di un sistema di informazione finalizzata a supportare le contestazioni dei lavoratori, per esempio attraverso una vera e propria “Cronaca sul lavoro”.</li>
</ol>
<p><strong>Metodo: </strong></p>
<p>L’unione. Occorre presentare e costruire il progetto come un mezzo volto alla realizzazione di un obiettivo comune a tutti i soggetti coinvolti. Il progetto è di rilevanza nazionale, e le persone devono potersi sentire veramente unite.</p>
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		<title>Una Diciottenne: &#8220;Votare? No Grazie!&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 06:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io non voto. Avrei tanto voluto farlo, anche perché aspettavo questa possibilità da diciotto anni, ma evidentemente sono stati bravi a rendermi impossibile farlo. Sono stati molto bravi in questo frangente, perché la voglia di far valere questo mio diritto era molto forte… ma adesso è diventato più forte il disgusto. In realtà non so [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non voto. Avrei tanto voluto farlo, anche perché aspettavo questa possibilità da diciotto anni, ma evidentemente sono stati bravi a rendermi impossibile farlo. Sono stati molto bravi in questo frangente, perché la voglia di far valere questo mio diritto era molto forte… ma adesso è diventato più forte il disgusto. In realtà non so se si può parlare propriamente di disgusto: se lo fosse davvero, probabilmente il mio voto andrebbe a qualcuno. Si tratta più di indifferenza, delusione, stanchezza.</p>
<p>E’ triste che questa stanchezza arrivi così presto, prima ancora di aver ottenuto il mio diritto di cittadina. Vi chiederete dove andremo a finire, se a questa giovane età le persone si sono già stufate, già disilluse, già rammaricate. Forse qualcuno mi appellerà come una di quelle tante persone a cui non gliene frega niente, che non vogliono scegliere. La mia, invece, è proprio una scelta: la scelta di non scegliere.</p>
<p><span id="more-17078"></span>Io, sinceramente, tra i politici di adesso non vedo distinzioni concrete. Che li apprezzi o che li disprezzi, non ha importanza alcuna (o almeno non per il voto): per me, semplicemente, non fa differenza. Qualcuno si è arrabbiato di fronte alla mia scelta. “E’ un tuo dovere votare! Se non voti, poi, non hai diritto di lamentarti!”, “Pensa che ci sono valanghe di italiani che fanno come te; ed è per colpa loro se adesso siamo in questa situazione!”, oppure ancora, la migliore di tutte: “Ma perché devi far vincere Berlusconi o chi per lui?”</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/pencil-broken.jpg" alt="" width="496" height="240" /></p>
<p>Ora, premesso che votare è un diritto e non un dovere e che nessuno ha diritto a dirmi cosa devo o non devo fare; chi l’ha detto che se io non voto poi non mi posso lamentare? Se io non voto, anzi, ho doppiamente diritto a far sentire il mio dissenso. Un dissenso verso una classe politica che non mi soddisfa e non mi rappresenta, fino a farmi arrivare al punto di rinunciare al mio diritto primario di cittadina. Il mio non è un non-voto, ma è proprio un voto per il nulla… altrimenti non mi prenderei nemmeno la briga di presentarmi ai seggi elettorali. In realtà penso che si dovrebbe dare maggiore importanza alle schede bianche e nulle, sono e saranno sempre sottovalutate.</p>
<p>In secondo luogo, se adesso siamo in questa situazione certo non è per colpa dei non-votanti. E’ colpa dei politici in primis, visto che sono loro che amministrano lo Stato. Sono loro che fanno le leggi, che decidono come organizzare la distribuzione del denaro, che si litigano il Parlamento e il Senato. E sono sempre loro che si prendono (o meglio: che dovrebbero prendersi) le responsabilità, ma che invece sempre più spesso si prendono il denaro e basta. Che colpa avrei io? La colpa di non dare la fiducia ai maggiori ladri dello Stato? Grazie, se questa è la mia colpa me la prendo molto volentieri, e ci metto anche una controfirma. Poi, sinceramente, se si deve proprio dare la colpa a qualcuno che non sia un politico, si desse a chi invece a votare ci va, visto che sono loro che decidono per le sorti del nostro paese. E’ vero o no? I politici vengono eletti dai votanti, non da chi imbratta la schedina per esprimere il suo dissenso. Semmai loro sono quelli che sempre infliggono il male minore.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2000/01/faces.jpg" alt="" width="588" height="272" /></p>
<p>E con Berlusconi, come la mettiamo? Dovrei votare la sinistra per non avere Berlusconi? E in base a <span> </span>quale criterio? Perché la sinistra è migliore? E chi l’ha detto? Veltroni, Prodi, Di Pietro… e grazie graziella e grazie al ca***! Anche Berlusconi si ritiene migliore, ma questo non basta a rendere reale la sua opinione. Poi la gente dà per scontato che uno debba votare a sinistra, ma perché? Perché la sinistra ha sempre fatto la parte dei “buoni”, di quelli corretti e non corrotti, di quelli gentili ed educati. Ma fare la parte di qualcuno non significa esserlo realmente. Sono tutti corrotti, sono tutti egoisti, sono tutti umani… o forse più precisamente italiani. Tutti a lamentarci della corruzione e delle raccomandazioni… e poi siamo i primi a mettere una buona parola per i nostri amici, parenti, anche solo conoscenti. Siamo i primi a farci corrompere da un ideale e da un partito, che ci rivolgono promesse mai mantenute, che sperano di illuminarci o strumentalizzarci. Sì, strumentalizzarci, e la sinistra è la prima a fare ciò, con la sua persistenza ad andare “contro” a prescindere, nemmeno fosse un adolescente alle prime armi. Che tristezza che mi fa… banalizzare così la politica, distruggerla fino a farla diventare una negazione e basta: “tutto tranne Berlusconi!”. Non ce l’hanno una loro idea, una loro unione, un’alternativa. Vanno semplicemente contro, e basta. Ma come sperano di vincere? Per avere il mio voto mi devono come minimo dare un’alternativa, non solo un’opposizione a qualcuno. Non mi basta che sono contro, voglio di più. Esigo di più.</p>
<p>Abbiamo una sinistra che non è sinistra, una destra che non è destra, una maggioranza che non vuole nessuno e una minoranza che vogliono tutti: il paese dei contro-sensi.<br />
Vedo tanti ragazzi della mia età, poi, fermi su un ideale comunista. Un ideale sorpassato, direi. Non tanto per il fatto che non funziona, ma più perché è un ideale ereditato: votano a sinistra perché lo fanno i genitori, perchè sono stati educati così. Votano a sinistra perché nel loro ambiente lo fanno tutti, e se facessero altrimenti diventerebbero la pecora nera, quelli sempre incompresi, insultati, annientati. Votano a sinistra, per partito preso, puntando al conservatorismo di un ideale che non hanno mai nemmeno conosciuto. Come se votare a destra significasse distruggere una democrazia, essere anti-costituzionali. Solo perché è destra, e perché la destra è legata al fascismo, e il fascismo fa venire in mente le camicie nere e gli stermini razzisti e i grandi dittatori.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/donne01g.jpg" alt="" width="493" height="234" /></p>
<p>Ma io inviterei quelli che definiscono “fascista” Berlusconi a farsi solo qualche giorno degli anni ’20, che io non ho mai vissuto ma che avendoli studiati non mi verrebbe mai di fare paragoni con Berlusconi. Perché ti può stare antipatico, lo puoi ritenere un pessimo politico, un ladro, uno stronzo, un egoista… ma non puoi fare il paragone con il fascismo, nemmeno alla lontana. Non puoi paragonare le leggiucce che si fa per i suoi comodi alle leggi razziali che il fascismo ha portato con sé, non puoi paragonare la sua brama di potere, la sua convinzione di “essere Dio” al regime totalitario dei primi del novecento. Io un paragone del genere non lo sopporto, non posso nemmeno concepirlo. Forse studiare un po’ di storia e far lavorare un po’ il cervello aiuterebbe a non fare un errore madornale come questo.</p>
<p>Poi, quelli che votano a sinistra, sono quelli che ad Annozero si lamentano perché, poverini, i cittadini dell’Aquila “hanno le case tutte uguali, con i balconi tutti uguali, le pentole tutte uguali”. Ma almeno hanno una casa, no? Se preferiscono, possono anche andare in tenda, almeno ognuno se ne fa una diversa, personalizzata. Roba che gli sfollati dell’Irpinia, dopo vent’anni, ancora non ce l’hanno una casa. E allora, è anche vero che adesso si deve pensare al centro storico, alla ricostruzione. Si deve organizzare una commissione che decida come muoversi e non si sta facendo, ridare un’anima alla città. Ma da qui a dire che non si è fatto niente, o a lamentarsi per le case tutte uguali… è ridicolo, davvero ridicolo. Se è questa la sinistra italiana, grazie tante ma io il mio voto me lo tengo per me.</p>
<p>Io non voto, questo turno passo, e non so se e per chi voterò alle prossime elezioni. A queste faccio decidere a chi si sente in grado di scegliere, a chi vede una differenza, a chi è illuminato da una rivelazione. Siccome a me l’una o l’altra non cambia, sceglierà il resto degli italiani:<br />
il mio voto è troppo prezioso per gettarlo via così.</p>
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