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	<title>MenteCritica &#187; Il Futuro è nei Giovani</title>
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	<description>Sono Forse Io Il Custode di Mio Fratello?</description>
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		<title>Una Diciottenne: &#8220;Votare? No Grazie!&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 06:38:25 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non voto. Avrei tanto voluto farlo, anche perché aspettavo questa possibilità da diciotto anni, ma evidentemente sono stati bravi a rendermi impossibile farlo. Sono stati molto bravi in questo frangente, perché la voglia di far valere questo mio diritto era molto forte… ma adesso è diventato più forte il disgusto. In realtà non so se si può parlare propriamente di disgusto: se lo fosse davvero, probabilmente il mio voto andrebbe a qualcuno. Si tratta più di indifferenza, delusione, stanchezza.</p>
<p>E’ triste che questa stanchezza arrivi così presto, prima ancora di aver ottenuto il mio diritto di cittadina. Vi chiederete dove andremo a finire, se a questa giovane età le persone si sono già stufate, già disilluse, già rammaricate. Forse qualcuno mi appellerà come una di quelle tante persone a cui non gliene frega niente, che non vogliono scegliere. La mia, invece, è proprio una scelta: la scelta di non scegliere.</p>
<p>Io, sinceramente, tra i politici di adesso non vedo distinzioni concrete. Che li apprezzi o che li disprezzi, non ha importanza alcuna (o almeno non per il voto): per me, semplicemente, non fa differenza. Qualcuno si è arrabbiato di fronte alla mia scelta. “E’ un tuo dovere votare! Se non voti, poi, non hai diritto di lamentarti!”, “Pensa che ci sono valanghe di italiani che fanno come te; ed è per colpa loro se adesso siamo in questa situazione!”, oppure ancora, la migliore di tutte: “Ma perché devi far vincere Berlusconi o chi per lui?”</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/pencil-broken.jpg" alt="" width="496" height="240" /></p>
<p>Ora, premesso che votare è un diritto e non un dovere e che nessuno ha diritto a dirmi cosa devo o non devo fare; chi l’ha detto che se io non voto poi non mi posso lamentare? Se io non voto, anzi, ho doppiamente diritto a far sentire il mio dissenso. Un dissenso verso una classe politica che non mi soddisfa e non mi rappresenta, fino a farmi arrivare al punto di rinunciare al mio diritto primario di cittadina. Il mio non è un non-voto, ma è proprio un voto per il nulla… altrimenti non mi prenderei nemmeno la briga di presentarmi ai seggi elettorali. In realtà penso che si dovrebbe dare maggiore importanza alle schede bianche e nulle, sono e saranno sempre sottovalutate.</p>
<p>In secondo luogo, se adesso siamo in questa situazione certo non è per colpa dei non-votanti. E’ colpa dei politici in primis, visto che sono loro che amministrano lo Stato. Sono loro che fanno le leggi, che decidono come organizzare la distribuzione del denaro, che si litigano il Parlamento e il Senato. E sono sempre loro che si prendono (o meglio: che dovrebbero prendersi) le responsabilità, ma che invece sempre più spesso si prendono il denaro e basta. Che colpa avrei io? La colpa di non dare la fiducia ai maggiori ladri dello Stato? Grazie, se questa è la mia colpa me la prendo molto volentieri, e ci metto anche una controfirma. Poi, sinceramente, se si deve proprio dare la colpa a qualcuno che non sia un politico, si desse a chi invece a votare ci va, visto che sono loro che decidono per le sorti del nostro paese. E’ vero o no? I politici vengono eletti dai votanti, non da chi imbratta la schedina per esprimere il suo dissenso. Semmai loro sono quelli che sempre infliggono il male minore.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2000/01/faces.jpg" alt="" width="588" height="272" /></p>
<p>E con Berlusconi, come la mettiamo? Dovrei votare la sinistra per non avere Berlusconi? E in base a <span> </span>quale criterio? Perché la sinistra è migliore? E chi l’ha detto? Veltroni, Prodi, Di Pietro… e grazie graziella e grazie al ca***! Anche Berlusconi si ritiene migliore, ma questo non basta a rendere reale la sua opinione. Poi la gente dà per scontato che uno debba votare a sinistra, ma perché? Perché la sinistra ha sempre fatto la parte dei “buoni”, di quelli corretti e non corrotti, di quelli gentili ed educati. Ma fare la parte di qualcuno non significa esserlo realmente. Sono tutti corrotti, sono tutti egoisti, sono tutti umani… o forse più precisamente italiani. Tutti a lamentarci della corruzione e delle raccomandazioni… e poi siamo i primi a mettere una buona parola per i nostri amici, parenti, anche solo conoscenti. Siamo i primi a farci corrompere da un ideale e da un partito, che ci rivolgono promesse mai mantenute, che sperano di illuminarci o strumentalizzarci. Sì, strumentalizzarci, e la sinistra è la prima a fare ciò, con la sua persistenza ad andare “contro” a prescindere, nemmeno fosse un adolescente alle prime armi. Che tristezza che mi fa… banalizzare così la politica, distruggerla fino a farla diventare una negazione e basta: “tutto tranne Berlusconi!”. Non ce l’hanno una loro idea, una loro unione, un’alternativa. Vanno semplicemente contro, e basta. Ma come sperano di vincere? Per avere il mio voto mi devono come minimo dare un’alternativa, non solo un’opposizione a qualcuno. Non mi basta che sono contro, voglio di più. Esigo di più.</p>
<p>Abbiamo una sinistra che non è sinistra, una destra che non è destra, una maggioranza che non vuole nessuno e una minoranza che vogliono tutti: il paese dei contro-sensi.<br />
Vedo tanti ragazzi della mia età, poi, fermi su un ideale comunista. Un ideale sorpassato, direi. Non tanto per il fatto che non funziona, ma più perché è un ideale ereditato: votano a sinistra perché lo fanno i genitori, perchè sono stati educati così. Votano a sinistra perché nel loro ambiente lo fanno tutti, e se facessero altrimenti diventerebbero la pecora nera, quelli sempre incompresi, insultati, annientati. Votano a sinistra, per partito preso, puntando al conservatorismo di un ideale che non hanno mai nemmeno conosciuto. Come se votare a destra significasse distruggere una democrazia, essere anti-costituzionali. Solo perché è destra, e perché la destra è legata al fascismo, e il fascismo fa venire in mente le camicie nere e gli stermini razzisti e i grandi dittatori.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/donne01g.jpg" alt="" width="493" height="234" /></p>
<p>Ma io inviterei quelli che definiscono “fascista” Berlusconi a farsi solo qualche giorno degli anni ’20, che io non ho mai vissuto ma che avendoli studiati non mi verrebbe mai di fare paragoni con Berlusconi. Perché ti può stare antipatico, lo puoi ritenere un pessimo politico, un ladro, uno stronzo, un egoista… ma non puoi fare il paragone con il fascismo, nemmeno alla lontana. Non puoi paragonare le leggiucce che si fa per i suoi comodi alle leggi razziali che il fascismo ha portato con sé, non puoi paragonare la sua brama di potere, la sua convinzione di “essere Dio” al regime totalitario dei primi del novecento. Io un paragone del genere non lo sopporto, non posso nemmeno concepirlo. Forse studiare un po’ di storia e far lavorare un po’ il cervello aiuterebbe a non fare un errore madornale come questo.</p>
<p>Poi, quelli che votano a sinistra, sono quelli che ad Annozero si lamentano perché, poverini, i cittadini dell’Aquila “hanno le case tutte uguali, con i balconi tutti uguali, le pentole tutte uguali”. Ma almeno hanno una casa, no? Se preferiscono, possono anche andare in tenda, almeno ognuno se ne fa una diversa, personalizzata. Roba che gli sfollati dell’Irpinia, dopo vent’anni, ancora non ce l’hanno una casa. E allora, è anche vero che adesso si deve pensare al centro storico, alla ricostruzione. Si deve organizzare una commissione che decida come muoversi e non si sta facendo, ridare un’anima alla città. Ma da qui a dire che non si è fatto niente, o a lamentarsi per le case tutte uguali… è ridicolo, davvero ridicolo. Se è questa la sinistra italiana, grazie tante ma io il mio voto me lo tengo per me.</p>
<p>Io non voto, questo turno passo, e non so se e per chi voterò alle prossime elezioni. A queste faccio decidere a chi si sente in grado di scegliere, a chi vede una differenza, a chi è illuminato da una rivelazione. Siccome a me l’una o l’altra non cambia, sceglierà il resto degli italiani:<br />
il mio voto è troppo prezioso per gettarlo via così.</p>


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		<title>La Sigaretta Come un Fallo: Fumare è una Violenza Sessuale?</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 08:00:24 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova campagna francese contro il fumo che gioca su un doppiosenso pornografico ha ottenuto un&#8217;attenzione largamente superiore a quella prevista dai suoi stessi ideatori. Chi la contesta sostiene che offende il comune senso del pudore e che crea una falsa analogia tra sesso orale e fumo.</p>
<p>La Francia<sup>(1)</sup> <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/esteri/divieto-fumo-francia/divieto-fumo-francia/divieto-fumo-francia.html"  rel="nofollow" >ha vietato da tempo</a> il fumo nei caffè, nei bar e nei ristoranti. Ciò nonostante, secondo l&#8217;Ufficio francese per la prevenzione del fumo, il vizio è ancora in aumento tra i giovani in Francia, cosa che, secondo la l&#8217;organizzazione anti fumo <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://dnf.asso.fr/"  rel="nofollow" >Droits des non-fumeurs</a><sup>(2)</sup>, giustifica pienamente la campagna.</p>
<p>Lo slogan è abbastanza blando: &#8220;Fumare è essere schiavi del tabacco&#8221;, ma è accompagnato dalla foto di un uomo adulto visto di lato, mentre spinge verso di sé la testa di una ragazza adolescente. Gli occhi della ragazza sono a livello della cintura e guardano verso l&#8217;alto con paura. La sigaretta sembra emergere dai pantaloni dell&#8217;adulto come un fallo. Due altri annunci mostrano ragazzi nella stessa posizione. L&#8217;adulto, in questo caso, indossa giacca e orologio.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-16803 aligncenter" title="fumare1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/03/fumare1.jpg" alt="" width="588" height="392" /></p>
<p>Marco de la Fuente, vice presidente della <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.bddpetfils.fr/"  rel="nofollow" >BDDP &amp; Fils</a>, la società pubblicitaria che ha creato la campagna, ha detto che gli annunci non sono stati progettati &#8220;per piacere o per scioccare la gente, ma per indurre un cambiamento, per riportare in evidenza un fatto di cui non si parla abbastanza e che minaccia i giovani.&#8221;.</p>
<p>Secondo l&#8217;Ufficio francese per la prevenzione del fumo, tra il 2004 e il 2007 e il 2008 e il 2009, la percentuale di fumatori tra i quattordicenni francesi è salita dal 5 all&#8217;8 per cento: tra i sedicenni dal 14 al 18 per cento. Un quarto dei diciottenni fuma ogni giorno.</p>
<p>Il signor de la Fuente ha dichiarato: &#8220;Prima si inizia a fumare e maggiore è la dipendenza, ma i giovani pensano di essere invincibili. A loro piace flirtare con il pericolo.&#8221; Ha poi aggiunto che i giovani vedono il fumo come un simbolo di emancipazione, un passaggio verso l&#8217;età adulta e un atto &#8220;trasgressivo &#8220;. Gli annunci, ha detto, cercano di convincerli che il fumo è &#8220;un atto di ingenuità e di sottomissione.&#8221; Ha continuato: &#8220;Non possiamo essere tiepidi su questo argomento, dobbiamo colpire duramente. Stiamo lavorando contro anni di mito, basato sul cinema e le star hollywoodiane, e lottiamo con zero euro&#8221;.</p>
<p>La reazione sul sito web della <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://dnf.asso.fr/"  rel="nofollow" >Droits des fumeurs</a> non è stata univoca. Ad esempio, un commento recita:&#8221;La campagna banalizza gli abusi sessuali &#8211; peggio ancora, implica senso di colpa da parte dell&#8217;abusato&#8221;.</p>
<p>Florence Montreynaud, presidente di <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.lameute.fr/index"  rel="nofollow" >La Meute des Chiennes de Garde</a><sup>(3)</sup> che si oppone al simbolismo di violenza sessuale nei film e nella pubblicità, ha definito l&#8217;annuncio &#8220;insopportabile&#8221; e ha detto &#8220;ciò che più sconvolge è la banalizzazione della violenza sessuale &#8220;.</p>
<p>Montreynaud ha affermato di essere una femminista e membro di lunga data di Droits des Non-fumeurs. &#8220;Ma è terribile rappresentare in pubblico questo tipo di immagine limitata alla pornografia&#8221;, ha aggiunto. &#8220;Sono costernata. Si tratta di mancanza di fantasia. Quando le persone non hanno idee usano corpi femminili.&#8221;</p>
<p>Nadine Morano, segretario di stato per la famiglia, nel corso di un&#8217;intervista a Radio Monte Carlo, ha affermato che è sua intenzione arrestare la campagna avendo trovato il simbolismo intollerabile. &#8220;Si può tentare di scioccare parlando di fumo, non mi dà fastidio, ma ci sono altri modi per impostare una campagna&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-16804 aligncenter" title="IN13995743redimage3_327941s" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/03/IN13995743redimage3_327941s.jpg" alt="" width="370" height="421" /></p>
<p>Il presidente della Droits des non-fumeurs, Gérard Audureau, ha detto che la campagna è stata avviata dopo che un campione di studenti delle scuole superiori a cui era stata mostrata l&#8217;aveva accolta favorevolmente. Per diciotto anni, ha detto, &#8220;ne abbiamo parlato gentilmente, riferendoci all&#8217;aspetto sanitario dei danni polmonari, ma i giovani si sentono invincibili, immortali.&#8221; Il quotidiano Le Parisien riferisce una sua affermazione: &#8220;Utilizzare il sesso è un modo per ottenere la loro attenzione. E se è necessario scioccarli, sciocchiamoli. &#8221;</p>
<p>Bertrand Dautzenberg, presidente dell&#8217;Ufficio francese per la prevenzione del fumo, ha messo in dubbio la validità della campagna. Secondo Le Parisien, avrebbe affermato: &#8220;Questa campagna spaventa gli adulti, non i ragazzi.&#8221;</p>
<p>Traduzione ed adattamento dell&#8217;articolo di Steven Erlanger</p>
<p><strong>French Ad Shocks, but Will It Stop Young Smokers?</strong></p>
<p>pubblicato sul <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.nytimes.com/2010/02/24/world/europe/24france.html?bl"  rel="nofollow" >New York Times del 24 febbraio 2010</a></p>
Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_16801" class="footnote"> come l&#8217;Italia N.d.T. </li><li id="footnote_1_16801" class="footnote"> diritti dei non fumatori </li><li id="footnote_2_16801" class="footnote"> la Muta dei Cani da Guardia </li></ol>Fine delle Note

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		<title>Non Mandate i Figli all&#8217;Università. Imparateli Mariuoli</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 08:35:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non mandate i figli all&#8217;università. Insegnategli a fare i ladri. E&#8217; questo l&#8217;originale slogan con il quale i dipendenti dell&#8217;Informatica Telecomitalia, in procinto di intraprendere il tempestoso viaggio di una cessione di ramo d&#8217;azienda, aprono un volantino con il quale cercano di far conoscere il loro comprensibile timore per una procedura che, in Italia, è [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non mandate i figli all&#8217;università. Insegnategli a fare i ladri</strong>. E&#8217; questo l&#8217;originale slogan con il quale i dipendenti dell&#8217;Informatica Telecomitalia, in procinto di intraprendere il tempestoso viaggio di una cessione di ramo d&#8217;azienda, aprono un volantino con il quale cercano di far conoscere il loro comprensibile timore per una procedura che, in Italia, è diventata un modo trasversale ed indiretto per ridurre drasticamente il personale. Cosa piuttosto evidente anche se si nasconde dietro il <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.achyra.org/cruscate/viewtopic.php?t=806"  rel="nofollow" >disputabile italiano</a> di termini dal sinistro eufemismo quali &#8220;<em>efficientamento</em>&#8220;. (Il correttore automatico è praticamente andato in tilt su questa parola. Ho dovuto far ripartire il computer).</p>
<p><span id="more-17023"></span></p>
<p>Senza entrare nel merito della questione, che ci riproponiamo di approfondire se e quando saranno disponibili informazioni più certe, è interessante il contenuto dell&#8217;invito che, aldilà dell&#8217;evidente intento provocatorio, obbliga noi genitori a riflettere sul tipo di educazione da trasmettere ai nostri bambini.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/12/bambini-e-amore.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p>Fino a qualche anno fa era tutto più semplice. Bastava dare il buon esempio, tenerli lontano dalle cattive influenze, magari farli laureare. In fondo a questo percorso c&#8217;era la tiepida prospettiva di un impiego dignitoso, la tredicesima e le feste di Natale insieme ai nipotini. Più che una vita, un semifreddo. Probabilmente non eccitante come una carriera di rockstar, di mercenario o di scrittore, ma con la prospettiva di poter cercare di sviluppare la sensibilità interiore che, fortunatamente, non dipende dal danaro o dal mestiere avventuroso che si fa.</p>
<p>Oggi le cose sono più difficili. Tenendo presente la predisposizione, il talento e l&#8217;attitudine dei nostri figli che sono l&#8217;invalicabile confine entro il quale il rispetto per le nostre piccole persone ci impone di agire, come aiutarli ad affrontare l&#8217;accogliente nazione che gli stiamo lasciando?</p>
<p>E&#8217; proprio sicuro che indirizzarli verso lo studio, la rettitudine, l&#8217;obbedienza alle leggi ed alle regole sia il modo migliore per predisporli all&#8217;opportunità di trovare, un giorno, un po&#8217; di serenità?<br />
Educarli &#8220;secondo regola&#8221; è una cosa che facciamo per il loro bene o per nostra incapacità di fare qualcosa di diverso?</p>
<p>Se qualcuno è arrivato fino a questo punto nella speranza di trovare una risposta devo deluderlo. A parte il fatto che sono convinto che a domande del genere non esistano risposte giuste, ma solo approcci personali i cui esiti sono sempre da verificare, io stesso non sono certo di quello che sto facendo.</p>
<p>E&#8217; indubbio che, oggi come oggi, un bugiardo, un briccone, un disonesto, un cuore di pietra, un approfittatore, un vizioso, un incontinente hanno molte più possibilità di soddisfare le proprie ambizioni. Fosse solo per il fatto che certe &#8220;qualità&#8221; sono particolarmente apprezzate in politica e in affari, mentre la strada del posto fisso e della vita semifreddo è diventata una mera illusione trovandomi pienamente d&#8217;accordo <a href="http://www.mentecritica.net/il-posto-fisso-e-una-fregatura/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/16660/" >con quanto scritto qui</a><sup>(1)</sup>.</p>
<p>E&#8217; anche vero, però, che se pure fossi certo che insegnare alla mia bambina come farsi strada nell&#8217;Italia del prossimo futuro le offrirebbe maggiori possibilità, io non saprei trasmettergli questa lezione perché non la conosco. Nessuno me l&#8217;ha insegnata e vedere altri metterla in pratica è servito solo ad isolarmi rabbiosamente senza avere (quasi) mai la tentazione di mettermi a fare lo stesso.</p>
<p>Allora mi sono assunto in pieno la mia responsabilità di padre ed ho preso una decisione, anche se non a cuor leggero. Cercherò di insegnarle il rispetto per se stessa, per il suo corpo e per il sangue antico che le scorre nelle vene. Se questo servirà a farla stare in pace con se stessa quando farà le sue scelte, belle o brutte che potranno apparirmi, forse avrò fatto un buon lavoro.<br />
Potrà non piacermi quello che farà, ma spero di essere sufficiente maturo, allora, per capire che se la rende felice e serena è la cosa giusta, indipendentemente da quello che penserà la mente stanca del suo papà.</p>
<p>Piccirè, bell &#8216;e papà. Si quann&#8217; liegg stì cose io nun ce sto cchiù, te voglie dicere ca t&#8217;aggio vuluto bene cchiù da vita mia.</p>
<p style="text-align: right;">papà</p>
Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_17023" class="footnote"> e questa è una cosa che il mio psicanalista apprenderà con grande gioia </li></ol>Fine delle Note

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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Magica Neve</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 07:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma 12-2-2010
Stamattina, andando a scuola, quando all’altezza dell’Ara Pacis ho iniziato a veder cadere fiocchi bianchi dal cielo, la prima cosa che ho pensato è stata che era un’allucinazione. Neve? A Roma? Quando mai! Ricordo di racconti dell’inverno ’85-86… ma io, all’epoca, non ero nemmeno nei programmi dei miei genitori!
Insomma, vedevo fiocchi bianchi a mano [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma 12-2-2010</p>
<p>Stamattina, andando a scuola, quando all’altezza dell’Ara Pacis ho iniziato a veder cadere fiocchi bianchi dal cielo, la prima cosa che ho pensato è stata che era un’allucinazione. Neve? A Roma? Quando mai! Ricordo di racconti dell’inverno ’85-86… ma io, all’epoca, non ero nemmeno nei programmi dei miei genitori!</p>
<p>Insomma, vedevo fiocchi bianchi a mano a mano sempre più grandi, più corposi… camminavo beata in mezzo a quel bianco, un sorriso ebete sulla faccia, gli occhi che si muovevano a divorare ogni più piccolo cristallo di neve.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><span id="more-16554"></span>Non posso ancora crederci: <em>neve</em> a Roma! Non acqua-neve, ma proprio neve! Neve che cadeva per strada, che per qualche ora è anche riuscita a fare presa sull’asfalto. E noi che a scuola non ci siamo voluti rimanere, che ci sentivamo in carcere. Chi l’avrebbe mai detto che ci avrebbero fatto uscire dopo la terza ora, solo per quel po’ di neve spruzzata a mo’ di zucchero sui tetti romani? Ma evidentemente, anche loro, i “grandi”, i maturi… anche loro riescono ancora a sentire quella magia bianca e fresca, dall’odore pulito, dalla consistenza indefinita. E poi, d’altronde, fare lezione era diventata un’utopia: gente urlante per i corridoi, ragazzi affacciati di mezzo metro fuori dalla finestra, schiamazzi eccitati da ogni angolo della scuola… in classe non ci voleva stare nessuno, ognuno si è sentito libero di fare un po’ quello che preferiva. Tutta Roma, o almeno tutta scuola mia, si è inchinata al miracolo, riconoscente a quel cielo che per una volta tanto ha imbiancato le strade e i monumenti della capitale.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/02/roma.jpg" ><img class="size-full wp-image-16556 aligncenter" title="roma" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/02/roma.jpg" alt="" width="500" height="370" /></a></p>
<p>E poi, immancabili, le guerre a palle di neve. Che onore scivolare sul pavimento bianchiccio della fontana dell’Ara Pacis, che emozione poter raccogliere tutta quella neve e tirarla addosso agli amici, nella nostra città eterna. I passanti ci guardavano e sorridevano delle nostre energie, della nostra gioia fanciullesca. Pure i carabinieri facevano capolino dalle loro guardiole, chissà se per ammirazione verso il nostro entusiasmo, o per fastidio per tutto il casino che stavamo facendo. In ogni caso, nessuno ha avuto il coraggio di fermarci in questa giornata impossibile, tutti erano partecipi della nostra allegria.</p>
<p>Almeno una volta ogni vent’anni, una Roma così ce la meritiamo tutti!</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Avviamento al Lavoro. Di Corsa e per Legge</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 08:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due novità nel panorama politico nostrano. Non mi riferisco né al matrimonio notturno della Gelmini né al fiorire di candidature vecchie e nuove per le prossime regionali. Sto invece pensando a quanto è stato detto di recente a proposito dei giovani, o meglio, dei giovanissimi: gli adolescenti.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Due novità nel panorama politico nostrano. Non mi riferisco né al matrimonio notturno della Gelmini né al fiorire di candidature vecchie e nuove per le prossime regionali. Sto invece pensando a quanto è stato detto di recente a proposito dei giovani, o meglio, dei giovanissimi: gli adolescenti.<br />
In primo luogo un ritorno al passato, all&#8217;avviamento al lavoro degli anni 40, 50 e 60. Visto che, ci dicono, l&#8217;obbligo di istruzione fino a 16 anni tiene sui banchi un numero altissimo di giovani, tanto vale dar loro la possibilità di andare a lavorare,o meglio, fare apprendistato durante l&#8217;ultimo anno al posto della frequenza a scuola.</p>
<p>Secondo me i soliti cervelloni avranno fatto due calcoli: visto che ci sono migliaia di insegnanti precari che presto resteranno addirittura senza neanche le supplenze riduciamo ancora il numero dei ragazzi e cioè l&#8217;esatto contrario di quanto servirebbe.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-16244"></span><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/fannulloni.png" alt="" width="450" height="337" /></p>
<p>Ancora una volta ed in direzione (ostinata e contraria diceva De Andrè) completamente diversa da quelli che sono gli indicatori che ci vengono dal resto d&#8217;Europa del mondo, i nostri geniali governanti legiferano, macché dico legiferano, emendano le finanziarie in commissione lavoro fregandosene altamente del confronto con i diretti interessati (sindacati, parti sociali, opposizione) e poi arriveranno col disegno di legge in parlamento approvandolo a botte di fiducia o per decreto!</p>
<p>Che ci siano da sempre stati, nelle scuole d&#8217;ogni ordine e grado, gli <em>scaldabanchi</em> è cosa più che nota; che ci siano migliaia di <em>braccia rubate all&#8217;agricoltura</em> è ovvio ma ancora una volta, ricordando il bravo Silvio Orlando ne &#8220;La Scuola&#8221; del 1995 (mi pare) &#8220;ancora una volta abbiamo dimostrato che la nostra scuola è fatta per coloro i quali non ne hanno bisogno!&#8221;.<br />
Ma come?  Cosa nota che il nostro paese, rispetto ai nostri <em>concittadini</em> comunitari, è quello col il più alto tasso di <em><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://jedan58.splinder.com/post/18473303/Ignoranti+come+capre...medieva"  rel="nofollow" >-analfabetismo di ritorno -</a></em>-cosa si propone? Dar la possibilità ai più svogliati di avviarsi al lavoro e diventare ancora più ignoranti. Ma se ci sono leggi che impongono, ed era ora, persino ad un meccanico d&#8217;avere il diploma professionale per aprire un&#8217;officina? O, di contro, che il tutto serva ad alimentare le casse delle migliaia di cosiddette <em>scuole</em> private che a fronte di rette piuttosto alte offrono corsi per parrucchieri, estetisti e quant&#8217;altro?</p>
<p>E poi, mi chiedevo, quali potrebbero mai essere i lavori a cui avviare i ragazzini e le ragazzine quindicenni? Sciampista? Garzone di bottega? Banchista? E non sono forse questi i cosiddetti lavori <em>umili </em>che si dice in Italia nessuno vorrebbe più fare? Anzi, i lavori che qualsiasi extracomunitario aspira a fare nonostante la laurea che tantissimi di loro hanno. E infine: ma se ci sono laureati che devono <em>umiliarsi</em> ad accettare lavori completamente diversi da quello per cui hanno sgobbato come pensare che un 15enne possa trovare spazio anche come apprendista a gratis?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/_42371128_china_miner_afp416.jpg" alt="" width="416" height="300" /></p>
<p>Da diversi anni ormai, soprattutto per cercare di restare al passo con il resto d&#8217;Europa in primo luogo, ma anche col resto del mondo alla lunga, un diploma è diventato, in termini di possibilità d&#8217;impiego, equipollente a ciò che poteva essere la licenza media negli anni 50 o 60. Per fare un esempio, una volta si avviavano alla carriera militare nel ruolo sottufficiali (da sergente a maresciallo per capirci) persone in possesso della sola licenza media e, a partire dai 16 anni, si poteva iniziare la scuola militare. Da diversi anni, per lo stesso ruolo, occorre essere diplomati. Si accede alla Scuola Marescialli e dopo tre anni si consegue una vera e propria laurea triennale uscendo col grado di Maresciallo Ordinario destinato a ruoli che possono anche comprendere quello di comandante di stazione dei Carabinieri. In analogia, nel ruolo ufficiali per il quale una volta bastava il diploma, adesso vengono preferiti i laureati! E&#8217; un esempio un po&#8217; ironico questo&#8230;se ne sono accorti persino nelle Forze Armate!</p>
<p>Il ruolo dell&#8217;istruzione, qualunque essa sia, è fondamentale e indiscutibile, altro che avviamento al lavoro. Meglio un ragazzo che magari arriva al diploma a spintoni e con fatica che uno che a 14-15 anni molla tutto e tutti per restare talmente ignorante che ,magari, saprà anche leggere e scrivere, ma dopo aver letto una pagina di giornale (se mai lo farà) non avrà capito nulla di quanto c&#8217;è scritto o che non saprà compilare un modulo, un questionario. Tanto alla fine quello stesso ragazzo finirà comunque, selezionato dal filtro del mondo del lavoro, a fare quegli stessi lavori che qualcuno vorrebbe fargli iniziare a 15 anni!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/operai000.jpg" alt="" width="499" height="704" /></p>
<p>La seconda novità sta in ciò che Brunetta ha detto e che lui stesso ha definito <em>provocazione</em>. Sarà. Prendendo spunto da una sentenza (talmente priva di senso da rasentare il surreale) che ha condannato un padre divorziato a continuare a passare gli alimenti alle figlia 32enne ancora iscritta all&#8217;università, ma fuori corso da 8 anni, il ministro ha asserito che cercherà di fare una legge che metta fuori di casi i figli a 18 anni.</p>
<p>Fuori di casa a 18 anni e per legge, manco i nazisti.<br />
Successivamente, ha rincarato la dose fornendo ampie spiegazioni al <em>vastissimo pubblico</em> della nota trasmissione televisiva <em>nazional popolare</em>&#8220;Domenica In&#8221; suscitando al contempo le ire del suo collega ragioniere di stato Tremonti. Perché? Per via della sua proposta di aggiungere la fantasmagorica cifra di 500 € mensili come <em>buonuscita</em>casa.<br />
Stendiamo un velo pietoso sulle eventuali fonti aliene per ottenere queste risorse (le pensioni di anzianità). Anche se si vivesse in Olanda dove ai giovani disoccupati lo stato fornisce un sussidio accollandosi &#8220;la responsabilità&#8221; del non aver dato loro il modo di lavorare, ognuno di noi sa che oggi come oggi con quella cifra non si va lontano.</p>
<p>I <em>bamboccioni</em> ci sono e ci sono sempre stati. Il <em>caro</em> Brunetta si è dimenticato che, a fianco della minoranza che resta a casa perché gli fa comodo, la maggioranza lo fa perché costretta dalle attuali condizioni socio economiche. E&#8217; innegabile che questa è la prima generazione in cui i figli stanno peggio dei padri dove è loro negato persino <em>il sogno</em> di poter realizzare un futuro. E questo, secondo me, si lega a quanto detto nella prima parte.</p>
<p>Ancora una volta, anziché non dico fare, ma almeno provare a mantenere una delle promesse elettorali, assistiamo attoniti e quasi rassegnati, alle <em>iniziative personali</em>, alle fanfaronate, alle proposte talmente insensate da risultare frutto di vaticinio e cabale irrazionali piuttosto che di menti pensanti.</p>
<p>Amaramente, continuo a cercar risposta: ma i miei connazionali in questi ultimi 15 anni dov&#8217;erano? E dove sono quelli che un tempo scendevano in piazza per molto meno?</p>


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		<title>Verba Volant</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 09:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maestrapiccola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I bambini parlano, parlano e ancora parlano: ti raccontano, raccontano, raccontano e, quando hanno finito, ricominciano.
Quello che narrano è per lo più vero, alle volte molto molto fedele alla realtà, alle volte quel tanto ritoccato da diventare divertente.
Ludovica è una grande chiacchierona, io sono molto curiosa, quindi ci intendiamo.
Varie volte mi aveva raccontato di una [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>I bambini parlano, parlano e ancora parlano: ti raccontano, raccontano, raccontano e, quando hanno finito, ricominciano.</p>
<p>Quello che narrano è per lo più vero, alle volte molto molto fedele alla realtà, alle volte quel tanto ritoccato da diventare divertente.</p>
<p>Ludovica è una grande chiacchierona, io sono molto curiosa, quindi ci intendiamo.</p>
<p>Varie volte mi aveva raccontato di una cosa che faceva con il papà, solo lei e lui quando la mamma era di turno al bar.</p>
<p><span id="more-16030"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/pf_mother_b.jpg" alt="" width="494" height="371" /></p>
<p>La dice una volta, una seconda, una terza e ti rendi conto che non può che essere vero.</p>
<p><em>C&#8217;è un periodo verso la metà della seconda elementare in cui le parole solo dette diventano anche parole scritte e quando sono scritte ci devi fare i conti perché riconosci il tuo pensiero fuori di te.</em></p>
<p>Bene; a metà della seconda elementare uno dei primi pensieri di Ludovica è stato:</p>
<p>&#8220;Io vado sempre con il papà alla snai<sup>(1)</sup> a giocare e l altra volta abbiamo vinto 13 euro e io spero che vinceremo i soldi anche domani.&#8221;</p>
<p>Quando le parole sono lì inchiodate al foglio, tremanti di grafia insicura, capisci che non puoi più scappare, che è realtà, che riesci a vedere la scena che lei aveva in testa quando scriveva; e allora correggere il compito, diventa una sfida fra l&#8217;errore ortografico, quello sintattico e quello di un padre che fatica da solo.</p>
<p>Scripta manent&#8230;.</p>
Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_16030" class="footnote"> centro scommesse ippiche, sportive,totocalcio, pokersnai&#8230; </li></ol>Fine delle Note

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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Bene del Mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 08:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cazzotti]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Secondo le accuse le due donne maltrattavano i bambini, sotto i quattro anni a loro affidati, in particolare &#8211; ha spiega la Mobile &#8211; «costringevano i bambini a mangiare stringendo loro la mandibola per fargli aprire la bocca e a volte, quando avevano fretta, porgevano loro la minestra ancora calda, in particolare in un&#8217;occasione avevano [...]


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<a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2009/2-dicembre-2009/pistoia-maestre-manette-accusate-maltrattamenti-1602094270098.shtml"  rel="nofollow" >fonte</a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dM-sorriso-dei-bambini-1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p>Alcuni pensano che i bambini siano degli adulti in miniatura, specie di uomini e donne più bassi e con la vocina sottile, ma per il resto uguali a tutte le altre persone che incrociamo per strada, con le quali litighiamo quando siamo alla guida o dalle quali subiamo angherie e vessazioni.</p>
<p>In realtà, e ormai posso dirlo per esperienza diretta, i bambini, almeno nei loro primissimi anni di vita, sono una specie diversa. Non sono esserei umani come noi. Sono qualcosa di indefinibile sospeso tra la dolcezza, l&#8217;innocenza, lo stupore, la grazia, il profumo e la magia.<br />
Chi ha la fortuna di dividere questi giorni con un bambino sa di cosa sto parlando. Guardandolo, non si vede la persona che sarà, ma una sorta di piccolo miracolo che bisogna godersi per quello che è in quel momento, senza farsi domande e ripetendo intimamente un grazie al destino per aver avuto la fortuna di rivedere quella parte cristallina e pura della vita che, dopo averla lasciata, abbiamo dimenticato fino al punto di non sapere nemmeno più cosa fosse. I bambini sono il Bene del mondo.</p>
<p><span id="more-15509"></span></p>
<p>Se volete la prova che la società che abbiamo creato è disumana ed inutile, pensate al fatto che molti di noi non desiderano vivere questa esperienza spirituale perché la ritengono limitativa, bambini muoiono in nome delle leggi di mercato e padri e madri amorevoli sono costretti a staccarsi dai loro figli ed ad affidarli a persone mai viste, con il rischio che accada quello che, purtroppo, accade.</p>
<p>Se c&#8217;è una speranza, se c&#8217;è una luce, questa non può che balenare negli occhi dei bambini. E&#8217; per questo che, se non riusciamo a cambiare il mondo, bisogna fare di tutto per proteggerli da questo, almeno fino a quando da vittime non si trasformeranno, inevitabilmente, in potenziali carnefici.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/12/bambini-e-amore.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p>Io credo che sia tempo perché <strong>si pretenda che, per legge, in ogni luogo dove vengano assistiti bambini ancora incapaci di raccontare compiutamente ciò che accade, siano installate telecamere che registrino ogni attività, 24 ore su 24, sette giorni su sette</strong>. Asili nido, asili d&#8217;infanzia, ospedali, orfanotrofi. Ovunque. Al minimo sospetto di violenze, le registrazioni devono essere rese disponibili agli inquirenti e, comunque, controlli campione a sorpresa devono essere effettuati come normale attività di sorveglianza.<br />
Non mi si venga a parlare di privacy. Le telecamere sono ovunque: banche, supermercati, uffici postali. Se siamo al punto di convincerci che il danaro è più importante dei figli e merita più attenzioni è tempo che ci sia dia una regolata.</p>
<p>Vediamo se questa idea raccoglie un minimo di sostegno. <strong>Vi prego di farla girare, magari mandando il link di questo post via email ai vostri amici.</strong><br />
Se la nostra classe dirigente ha tempo per occuparsi dell&#8217;abolizione della pausa mensa, può anche pensare a questo. Sarebbe una di quelle battaglie demagogiche e populiste che, una volta tanto, potremmo volentieri sostenere.</p>


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		<title>Mattina in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 08:21:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilda</dc:creator>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io la mattina ho dei tempi che devo rispettare. Mi sveglio presto, devo svegliarmi con la musica e rimanere sdraiata almeno per il tempo di una canzone. Un caffè con calma, seguito da una dovuta sigaretta. Alle 7 e mezza sono per strada, a osservare la poca gente che è in giro. Ci sono quelli che vedo sempre, quelli che come me hanno degli orari. Poi ci sono i passanti, gli anonimi&#8230; i senza volto. Ci sono i barboni, i mendicanti. I negozianti.<br />
Io la mattina ho dei tempi, se non ho una pausa per stare rilassata al bar impazzisco. C&#8217;è il cappuccino, ci sono gli amici e i compiti da fare all&#8217;ultimo minuto&#8230; perché quelli sì, ci sono sempre. E poi c&#8217;è il giornale.<br />
<span id="more-15398"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-coffee-080292.jpg" alt="" width="500" height="408" /></p>
<p>Io non amo leggere i giornali o ascoltarli alla radio o in tv. Non amo sapere ogni cosa che succede al mondo: quello che accade a me e alle persone che mi circondano, rende un quadro fin troppo chiaro di come vanno le cose. E io non sempre ho la forza di sopportare anche i fatti esterni, lontani. Poi figuriamoci, a sentirli raccontare dai giornalisti, con quel distacco e quella <em>impersonificazione, </em>mi passa tutta la voglia di ascoltarli. Così come la manipolazione dell&#8217;informazione cartacea.</p>
<p>Però E-Polis mi piace. Perché non sono informazioni asettiche, del tipo &#8220;tanto per la cronaca&#8221;. Quella è critica, in alcuni casi quasi satira, giustamente carica di quel pizzico di cinismo che in alcuni casi ci vuole proprio. Ecco, per certi versi assomiglia più a un blog pubblico che a un giornale&#8230; e io credo sia molto più utile un&#8217;informazione di questo genere, piuttosto che quella che viene propinata di solito.<br />
E quindi stamattina, come tutte le mattine, ero seduta al solito tavolino del bar, col solito cappuccino nella tazza, la sigaretta in mano ed E-Polis aperto sul tavolo.<br />
Come tutte le mattine, ho letto prima l&#8217;oroscopo&#8230; non perché ci creda più di tanto, ma è un&#8217;abitudine molto sana per il cazzeggio. Perché anche cazzeggiare è importante! Poi appena finito il cappuccino, se non ci sono troppi compiti da fare, ci si dedica alla lettura del giornale. Di solito leggo i titoli e mi soffermo sugli articoli che mi interessano di più, quelli che stimolano qualche ragionamento utile&#8230; anche se ultimamente mi sembrano di meno. Mi sembra che si porti allo stremo ogni notizia, come se mancasse qualcosa. Si continua ad allungare il brodo finché si può, continuando a parlarne anche senza reali motivi di fondo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/liberta.jpg" alt="" width="500" height="355" /></p>
<p>Stamattina, però, un titolo ha catturato la mia attenzione in modo particolare: &#8220;<strong>Il tam tam mediatico e la vera pornografia</strong>&#8220;. Ovviamente trattava di quei &#8220;filmati hard&#8221; di cui si parla tanto ultimamente. Durante la lettura dentro la mia testa si è formata come un&#8217;immagine, un&#8217;Italia frammentata, divisa, annientata. Ho pensato alla politica, al caso Marrazzo, ai video che girano e non girano&#8230; sembrano quasi dispetti di bambini che si litigano il giocattolino nuovo. Ho pensato alle leggi che vengono varate e abrogate, ai referendum e ai decreti. Poi ho pensato all&#8217;eutanasia, al testamento biologico, alla mafia&#8230; ho pensato all&#8217;Italia. E ho pensato che non l&#8217;ho mai vista così distrutta, non ho mai pensato a lei con tutto questo pessimismo irreversibile che caratterialmente non mi è mai appartenuto. E ho pensato che l&#8217;unica soluzione è scappare. Ho avuto paura, per un attimo davvero <em>paura</em>. Paura per l&#8217;Italia, che con tutti i suoi difetti è comunque la mia Nazione. Ho avuto paura per il futuro, per quello che avverrà&#8230; per quello che sta già avvenendo. Semplicemente, ho avuto paura.</p>
<p>(<strong>N.d.R.</strong>) L&#8217;autrice di questo contributo ha meno di diciotto anni. Il fatto che i nostri giovani abbiano questa attitudine verso il futuro del Paese che gli stiamo lasciando, dovrebbe farci riflettere.</p>


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		<title>Genitori di un Dio Minore</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono tanti tipi di linguaggio: quello burocratico, quello legislativo, quello artistico e così via. Più il linguaggio è complicato, più ama costruire sigle e più diventa linguaggio di potere. Più i responsabili decisionali ai vari livelli si riempiono la testa con informazioni veicolate da sigle, acronimi, incomprensibili solo ai loro accoliti, più incutono deferenza e rispetto nei loro simili che non possono e non riescono ad immagazzinare informazioni e concetti preconfezionati ad uso del potere.</p>
<p style="text-align: center;"><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.bbc.co.uk/portuguese/especial/images/1030_down/1104312_down2.jpg"  rel="nofollow" ><img class="aligncenter" src="http://www.bbc.co.uk/portuguese/especial/images/1030_down/1104312_down2.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><span id="more-15232"></span></p>
<p>Confucio diceva: “…Studiare senza pensare è inutile; pensare senza studiare è pericoloso”, mentre il filosofo francese Montaigne affermava che “…Una testa ben formata potesse valore più di una testa troppo piena”. Oggi, se vuoi comandare, devi solo studiare e non pensare troppo perché sarebbe pericoloso per il Sistema, e quindi anche per te e per la tua testa, perché potresti farti male.</p>
<p>Questa è la professionalità. Essere veicoli di informazioni e basta. Nascere e vivere con il libretto d’istruzioni al fianco. Questa è normalità. Chi non rientra il tale normalità deve venire emarginato ed eventualmente controllato, “monitorato” da chi è al potere, più sveglio e più furbo a manipolare informazioni e trarne vantaggio per se e la sua cerchia di intimi.</p>
<p>Oggi più hai informazioni più hai potere. La madre di tutte le scienze è l’informatica. Comunichiamo fra noi via internet, magari spinti da curiosità morbose, però non siamo capaci più di comunicare verbalmente, dicendoci le cose in faccia come stanno.</p>
<p>Sono passati anni ormai, da quando ce lo dissero. Nostro figlio non sarebbe mai stato un ragazzo “normale”, “non avrebbe mai potuto guidare un’automobile”, “aveva la testa piccola” &#8230; e via discorrendo…</p>
<p>Nella società (italiana) di oggi impera la cultura della “normalità” . La “normalità” è un idolo, una specie di mostro sacro da adorare, una specie di Moloch, al quale sacrificare la vita e l’esistenza in nome di un portafoglio pieno di soldi da consumare in status symbol, in carriere, prestigio, potere e soprattutto furbizia. Ciò che invece manca è proprio una cultura della disabilità e soprattutto della diversità. Qui da noi, dove impera solo il lavativismo mentale tipico dei modi di pensare per modelli e ruoli stereotipati tipo   “o bianco o nero” , “o intelligente o stupido” , “o sveglio o ritardato” disabilità vuol dire solo emarginazione o tutt’al più pietà ipocrita e finta commiserazione da parte di chi si ritiene normale e si inquadra tra i benpensanti e la “gente per bene”.</p>
<p style="text-align: center;"><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://img98.imageshack.us/img98/3255/normaldown01ly5.jpg"  rel="nofollow" ><img class="aligncenter" src="http://img98.imageshack.us/img98/3255/normaldown01ly5.jpg" alt="" width="351" height="287" /></a></p>
<p>Anche noi ci siamo prostrati davanti al mostro e così quando la responsabile del servizio di psichiatria ci disse di nostro figlio, ci parve che le ombre calassero sulla nostra vita. Disabilità vuol dire anche commenti “dietro le quinte” da parte dei parenti di ogni misura, dei vicini di casa e della gente che occasionalmente ci incontra per la strada. “Tenim sconto” e così un giorno dopo l’altro i genitori del Ragazzo con disabilità cominciano a costruirsi intorno, per autodifesa, un muretto di cemento che poi diventerà una muraglia invalicabile tra loro e il mondo lasciato in mano ai “normali”(…e ai loro disastri ecologici e politici).</p>
<p>Ecco che allora la parola solitudine diventa un lamento prolungato e angosciante. Ecco la solitudine trasformasi, giorno dopo giorno, in quotidiana accidia, diffidenza e rabbia verso chi può vivere una vita “normale”, da “…famigliola della pubblicità delle merendine del Mulino Bianco”.   Questo Muro impedisce anche di comunicare con le altre famiglie che hanno al loro interno ragazzi con disabilità, perché c’è una competizione e si lotta per trovare posti che diano una sistemazione ai loro figli, già “messi al muro dalla vita”. Bisogna cercare di curare i propri interessi e non farsi soffiare una sistemazione per il Ragazzo con disabilità che abbiamo in casa, per dormire fra i due guanciali di un tranquillo “dopo di noi”, che ci preservi da un piccolo e disperato suicidio collettivo consumato tra mura domestiche, divenute oramai ostili ed estranee. Sono questi i problemi che agitano i genitori di un Ragazzo con disabilità. Certo, non possiamo descrivere queste reazioni come un denominatore comune. Ci sono anche genitori coraggiosi, che reagiscono e che non si vergognano della loro sorte. Escono fuori dal Muro, si tuffano nel sociale, cominciano a lottare. Grazie a loro, oggi tutti i genitori di ragazzi con disabilità possono dire di “esserci”. Sono loro che trainano, sono loro che impongono strategie al “territorio” (…le Asl, i Comuni, le Provincie e le Regioni e altri centri di potere più o meno occulto…). Per cui, tutela della disabilità vuol dire anche coraggio di essere se stessi. Questa è la loro parola d’ordine.</p>
<p>Aiutiamoli, stiamo loro vicini . Uniamoci tutti.   Questo è il punto, se tutti noi vogliamo veramente cambiare e ritornare alla vita che ci appartiene, riprendercela e viverla come deve essere veramente e umanamente vissuta. Ma, forse il Sistema non vuole la felicità nostra e dei nostri ragazzi…per cui ogni volta sarà punto e daccapo, finché avremo da vivere.</p>
<p>Se hai un Ragazzo con disabilità, diventi anche tu un genitore con disabilità. Non pensare di avere diritti anche se la Legge li prevede per te e sembra che il legislatore abbia compreso le tue esigenze di genitore. Dovrai combattere per guadagnarteli e difenderli. Dovrai mercanteggiarli con il datore di lavoro. E, non illuderti, ti verranno rinfacciati quando ci sarà una buona occasione per chi te li concede (padrone o Stato).</p>
<p>Mi ricordo sempre di quel film, “Figli di un Dio Minore”, dove veniva narrata la storia di una ragazza sordomuta. Ecco, questo è ciò che vi ho voluto dire con queste mie brevi, e forse un po’ amare, riflessioni :&#8230; “<em>noi siamo i genitori di un Dio Minore</em>”</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Figli e Figliastri</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 11:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Luigi P. ha venti anni. E&#8217; alto, ha i capelli scuri, gli occhi luccicanti, le braccia sottili e pesa meno di quaranta chili. Non riesce a stare in piedi, a camminare e non sa parlare. Passa il suo tempo tra il letto della madre e una sedia ortopedica. Viene nutrito con omogeneizzati, succhi di frutta e frullati. Porta il pannolone. Se lo guardi sorride e quando vede una persona che conosce si agita tutto facendo delle strane grida.<br />
Luigi P. deve il suo stato ad una decisione fatale di un medico che non fece la scelta giusta quando si trattò di gestire una lunga ipossia a cui fu sottoposto il nascituro prima del parto.<br />
Purtroppo, questa non è verità giudiziaria. Anche se sono passati due decenni la causa civile è ancora in corso.</p>
<p>Nonostante per l&#8217;anagrafe sia un uomo fatto, tutti, quando parliamo di lui, continuiamo a chiamarlo &#8220;il bambino&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-15218"></span><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/lux.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p>Il padre di Luigi P. è un operaio con contratto a progetto a rinnovo settimanale. Sua madre una casalinga. Luigi vive a Salerno dove per persone come lui, oltre alla famiglia, non c&#8217;è nulla. Ogni settimana fa un paio di sedute per contrastare gli effetti del decubito in un centro specializzato dove il padre è costretto a portarlo in braccio perché inaccessibile ai disabili.</p>
<p>L&#8217;Italia, l&#8217;ottava potenza mondiale, la nazione di cui Luigi P. potrebbe esibire il passaporto se sapesse cosa farsene, si è interessata di lui la prima volta solo quando ha raggiunto i sei anni. Gli ha mandato a casa i carabinieri perché i genitori non l&#8217;avevano iscritto a scuola. Unguibus et rostribus, Luigi P. è stato trascinato in un&#8217;aula sorda e grigia dove, per un paio di settimane, è stato costretto a rimanere steso da solo su un banco, senza nessuno che lo idratasse o gli cambiasse il pannolone, sorvegliato da una ragazzina sconvolta che suppliva all&#8217;assenza dell&#8217;insegnante di sostegno in malattia lunga. Il diploma magistrale non l&#8217;aveva preparata a certi spettacoli.<br />
Alla fine la madre è riuscita a riprenderselo: Luigi P., anche se non sa parlare, leggere o scrivere, ha il diploma di terza media perché ufficialmente ha frequentato la scuola dell&#8217;obbligo. In realtà, con l&#8217;aiuto dei vari direttori ansiosi di liberarsi del problema, è rimasto sempre sul suo letto di casa dove, infine, gli sono arrivati un contrassegno disabili per la macchina del padre, un&#8217;indennità di accompagnamento di 400 euro mensili e un &#8220;Vai con Dio&#8221;.</p>
<p>Ieri, <a href="http://www.mentecritica.net/author/yena/" >un vecchio amico</a> che passa da queste parti ogni tanto, <a href="http://www.mentecritica.net/brava-7/informazione/cronache-italiane/fully/6199/#comment-53403" >ha segnalato</a> una notizia che meriterebbe più attenzione, ma che , come tante altre, finisce per essere ignorata perché fa poco spettacolo e non riguarda Berlusconi.<br />
Sembrerebbe che con i tagli imposti dalla riforma Gelmini, <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/insegnanti-sostegno/insegnanti-sostegno/insegnanti-sostegno.html"  rel="nofollow" >siano stati assunti 500 insegnanti di sostegno in meno a fronte di 4000 ragazzi disabili in più nella scuola dell&#8217;obbligo</a>. I Dirigenti Scolastici, ora si chiamano così, si troverebbero costretti a riunire i ragazzi disabili in un&#8217;aula speciale ed ad affidarli ad un unico insegnante di sostegno per sopperire alla carenza di organico. In pratica la vecchia classe differenziale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/lux2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p>Ma chi sono gli insegnanti di sostegno? Non so quale siano i requisiti necessari per diventare insegnante di sostegno. Immagino che ce ne siano e che siano molto articolati. Per chi vuole approfondire segnalo <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.sostegno.blogscuola.it/"  rel="nofollow" >un blog dedicato agli insegnanti di sostegno</a>.<br />
Quello che so per certo, però, è che l&#8217;ignara maestrina di Luigi P. non era un caso isolato. Mi sembra di capire che, quando un insegnante di sostegno si assenta per malattia o maternità, viene sostituito da un supplente che non necessariamente deve avere la qualifica e la formazione di insegnante di sostegno.</p>
<p>Infatti, <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2006/prot1004_06.shtml"  rel="nofollow" >sul sito del ministero della pubblica istruzione</a> si legge:</p>
<blockquote><p>In caso di esaurimento degli elenchi degli insegnanti di sostegno compresi nelle graduatorie permanenti, i posti eventualmente residuati saranno assegnati dai dirigenti scolastici delle scuole in cui esistono le disponibilità, utilizzando gli elenchi tratti dalle graduatorie di circolo e di istituto, validi per l&#8217;a.s. 2006/2007. <strong>Nell&#8217;ipotesi di esaurimento degli elenchi di prima fascia, nella fase di temporanea assenza dei nuovi elenchi di seconda e terza fascia, dovranno essere utilizzati gli elenchi della seconda e terza fascia relativi all&#8217;anno scolastico precedente e, in subordine, le normali graduatorie degli aspiranti privi di titolo di specializzazione, instaurando, in entrambi i casi, rapporti di lavoro con carattere provvisorio, &#8220;in attesa dell&#8217;avente titolo</strong>&#8220;.</p></blockquote>
<p>Questo spiega, per esempio, come mai un tizio che conosco col diploma di conservatorio e del tutto incapace di badare a se stesso, assolutamente privo di  titolo qualificante, possa essere chiamato a fare l&#8217;insegnante di sostegno in una scuola secondaria per una supplenza annuale.</p>
<p>La mia idea è che non sono solo i numeri a fare la scuola, ma la qualità effettiva del servizio fornito ai ragazzi, specialmente a quelli che hanno delle esigenze diverse. Il sistema che, a suo tempo, fu usato per Luigi P. <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://archiviostorico.corriere.it/1996/dicembre/16/disabile_vittima_del_caos_sui_co_0_96121615214.shtml"  rel="nofollow" >è quello più diffuso</a> per risolvere i casi difficili.<br />
Secondo me, non bisogna allarmarsi solo perché ci saranno 500 insegnanti di sostegno in meno, ma anche e soprattutto per la mentalità ipocrita, formale e assistenzialista con la quale la scuola gestisce il sostegno agli alunni H mortificando bambini, genitori e quegli insegnanti che fanno il loro dovere con competenza, passione e dedizione.</p>
<p>Ho saputo che la signora Gelmini, ministro per dell&#8217;Istruzione, attende un bambino. Per un&#8217;istante ho sperato che l&#8217;intima riflessione che inevitabilmente pervade una persona quando si rende conto che sta per diventare genitore potesse aiutarla a comprendere meglio che la scuola non è solo un fattore economico, ma è soprattutto un atto di amore di una nazione verso i propri figli.<br />
Poi, mi sono ricreduto, quando ho letto le dichiarazioni con le quali la signora si propone di non rimanere a casa neppure un giorno, <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/politica/09_novembre_11/gelmini-e-la-maternita-a-casa-neanche-un-giorno-marco-cremonesi_7e15a22c-ce8a-11de-9c90-00144f02aabc.shtml"  rel="nofollow" >attrezzando una nursery al ministero</a>. A quanto pare baby Gelmini, ancor prima di nascere, gode già del privilegio di rimanere accanto alla mamma sul posto di lavoro.</p>
<p>La civiltà di un popolo si giudica anche e soprattutto da ciò che fa per i deboli e dalle opportunità che concede ai bambini a prescindere dal loro censo.</p>
<p>Secondo voi, come stiamo messi?</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Lettera ad una Figlia che Verrà</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 07:53:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Darsch</dc:creator>
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anche se ancora non puoi sentirmi, anche se ancora non sei neanche stata concepita, voglio condividere con te alcune riflessioni, perché è giusto che tu sappia in che razza di mondo questo tuo pazzo futuro papà vuole farti nascere. Ci sono giorni in cui mi guardo intorno inorridito, e penso che più che un [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Noemi,<br />
anche se ancora non puoi sentirmi, anche se ancora non sei neanche stata concepita, voglio condividere con te alcune riflessioni, perché è giusto che tu sappia in che razza di mondo questo tuo pazzo futuro papà vuole farti nascere. Ci sono giorni in cui <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.darsch.it/index.php?pg=sphere&amp;postid=24"  rel="nofollow" >mi guardo intorno inorridito</a>, e penso che più che un dono, <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.darsch.it/index.php?pg=sphere&amp;postid=216"  rel="nofollow" >ti farei un dispetto</a>. Perché la vita non è per niente facile qui, viviamo in un mondo assopito, assorto nei propri pensieri, spietato, poco reattivo, per niente attento e tanto, tanto <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.darsch.it/index.php?pg=sphere&amp;postid=319"  rel="nofollow" >superficiale</a>. Il male, quello c&#8217;è sempre stato, ed è compito dei genitori cercare in tutti i modo di allontanarlo dai propri figli. Oggi mi accorgo che molto spesso è diverso: la protezione è a volte sostituita da pigrizia, altre volte da scelte decisamente stupide.</p>
<p><span id="more-14120"></span></p>
<p>Ci sono mamme e papà che, per inseguire i propri sogni, <a href="http://www.mentecritica.net/una-brutta-storia-di-sesso-danaro-corruzione-e-ipocrisia/cuore-di-tenebra/comandante-nebbia/14072/"  target="_blank">non rispettano l&#8217;infanzia dei propri figli</a>, e quella, Noemi, è intoccabile. Quella è una delle poche cose rimaste ancora pure a questo mondo. E deve rimanere così. Ti prometto che una mia importante prerogativa da quando metterai la testolina in questo mondo marcio sarà ascoltarti per cercare di <strong>capirti</strong>. Saprò quello che è giusto per te perché conoscerò le tue idee, i tuoi ideali, le tue fantasie e le tue speranze. Sarò il tuo migliore amico, se lo vorrai, ma sarò anche fermo e deciso quando si tratterà di educarti e proteggerti dalle insidie intorno a te. E ce ne saranno molte.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/12/baby-girl-in-light-sepia.jpg" alt="" width="458" height="500" /></p>
<p>La vita qui fuori non è semplice. Soprattutto per una bimba come te. Viviamo in una società in cui conta molto di più l&#8217;apparenza che la sostanza, in cui se non sei conforme alla massa sei un &#8220;diverso&#8221;, e verrai trattato male e messo da parte. Una società formata e creata, in gran parte, perché si è perso di vista il significato di essere genitori, il valore che ha per un bambino l&#8217;esempio del papà e della mamma, il punto fermo rappresentato da una persona sicura e coerente nell&#8217;educazione. La prima cosa che imparerai dai tuoi genitori sarà il <strong>rispetto</strong>, un valore fondamentale che purtroppo ritrovo sempre più <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.darsch.it/index.php?pg=sphere&amp;postid=220"  rel="nofollow" >raramente</a> nell&#8217;attuale generazione di giovani. Bambini e ragazzi cresciuti a <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.darsch.it/index.php?pg=sphere&amp;postid=11"  rel="nofollow" >videogiochi</a> e televisione, abituati ad esprimersi in modo secco, superficiale, a volte volgare. Il dialogo è la base di ogni rapporto di coppia e anche di ogni rapporto familiare, quindi stai certa che papà sarà sempre pronto a parlare con te, quando ne avrai bisogno (e anche quando non ne avrai, perché no?).</p>
<p>La vita, dicevo, non sarà semplice. Nei tuoi primi anni di vita inizieranno le tentazioni esterne, che ci sono sempre state, per carità, ma mai come ora sono <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.darsch.it/index.php?pg=sphere&amp;postid=110"  rel="nofollow" >pressanti</a>, splendenti e irresistibili: merendine, bambole vestite da top model o da super dive dello spettacolo, snack dolci, cartelle e astucci a tema, vestiti e abiti fashion già in tenera età, e chi più ne ha più ne metta. Un esercito di ninnoli che oggi più che mai permeano il tessuto sociale e non offrono un attimo di respiro. Cercherò di insegnarti a fare rinunce, perché non si può avere tutto; a discernere quello che può farti male, perché una bambina non dovrebbe mangiare patatine fritte a merenda; tenterò di farti capire il valore dei soldi, il fatto che non si raccolgono dall&#8217;albero, ma vanno guadagnati col sudore della fronte in un ambiente che, troppo spesso ai giorni nostri, cambia repentinamente allo scadere dell&#8217;ennesimo contratto a progetto; limiterò al massimo le ore davanti alla <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.darsch.it/index.php?pg=sphere&amp;postid=226"  rel="nofollow" >televisione</a>, preferendo passatempi e giochi più attivi e manuali, o anche solo una bella passeggiata all&#8217;aria aperta. Ma non può (e non deve) esserci sempre papà o mamma a vigilare su quello che fai, per questo motivo dovrai imparare a camminare da sola (per la seconda volta!) e a valutare quello che ti circonda con la tua testa. Ed è qui che arriva il difficile, perché incontrerai persone buone ma anche persone cattive, ti imbatterai in bambini e ragazzi che sono stati educati in un altro modo e per questo reagiscono diversamente agli stimoli esterni, magari in modo impulsivo o aggressivo. Dovrai cercare di avere sempre bene in mente ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ed è questo il vero problema, perché spesso non lo sanno neanche alcuni adulti. Shakespeare diceva che &#8220;la calma è la virtù dei forti&#8221;. Cerca di rammentarlo sempre.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/12/my-baby-girl.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Se ora hai paura a venir fuori, credo sia normale, anche io ne avrei. Ma il mondo, fortunatamente, è fatto anche di cose belle, e <strong>il sapere apprezzare quelle semplici e genuine è la chiave per un&#8217;esistenza più serena</strong>.</p>
<p>I problemi si affrontano con calma, non appena si presentano. Sappi solo che tenterò di stare il più possibile al tuo fianco e di accompagnarti in questo lungo cammino che è la vita. Il resto toccherà a te. E se qualche volta dovessi sbagliare (e succederà!), ascolterò sempre le tue ragioni per rendermi conto dei miei errori, e saprò chiederti scusa.</p>
<p>A presto&#8230;</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ci Penserà Papi Silvio</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 07:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albyok</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Il Futuro è nei Giovani]]></category>
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		<category><![CDATA[italietta]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio-Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall’intervista al Corriere della Sera:
Noemi, lei chiama ‘‘Papi’’ il presidente Berlusconi? 
«Sì, per me è come se fosse un secondo padre. Mi ha allevata».
Ha mai conosciuto qualcuno dei figli del Cavaliere? 
«No, mai. Anche se lui mi ripete che gli ricordo Barbara, sua figlia. Che ora studia in America».
Com’è nata la vostra amicizia? 
«È un [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall’<a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2009/28-aprile-2009/ecco-noemi-diciottenne-che-chiama-berlusconi-papi-1501304940417.shtml"  rel="nofollow" >intervista </a>al Corriere della Sera:</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Noemi, lei chiama ‘‘Papi’’ il presidente Berlusconi? </span><br />
«Sì, per me è come se fosse un secondo padre. Mi ha allevata».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Ha mai conosciuto qualcuno dei figli del Cavaliere? </span><br />
«No, mai. Anche se lui mi ripete che gli ricordo Barbara, sua figlia. Che ora studia in America».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Com’è nata la vostra amicizia? </span><br />
«È un amico di famiglia. Dei miei genitori». «Diciamo», interviene mamma Anna, «che l’ha conosciuto mio marito ai tempi del partito socialista. Ma non possiamo dire di più».</p>
<p><span style="font-weight: bold;"><span id="more-13843"></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-13848 aligncenter" title="noemi-letizia" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/05/noemi-letizia.jpg" alt="noemi-letizia" width="588" height="400" /></p>
<p><span style="font-weight: bold;">Non capita a tutte le belle ragazze di ritrovarsi il presidente del Consiglio alla festa di compleanno? </span><br />
«Infatti, io alla mia non l’aspettavo. È stata una vera sorpresa. Né ho mai raccontato in giro di questa amicizia così forte con Papi Silvio. Nessuno mi avrebbe creduta. Ora, invece, l’hanno visto tutti…»</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Cosa le ha regalato? </span><br />
«Una collana d’oro con un ciondolo».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Berlusconi è sempre stato presente alle sue feste di compleanno? </span><br />
«No, ma non mi ha mai fatto mancare le sue attenzioni. Un anno, ricordo, mi ha regalato un diamantino. Un’altra volta, una collanina. Insomma, ogni volta mi riempie di attenzioni».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Suo padre non è geloso?</span><br />
«Assolutamente no. È devotissimo di Papi Silvio».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">E la mamma? </span><br />
«Assolutamente no», risponde la signora Anna, «e poi gelosi di chi, di Silvio?». In cameretta, incorniciata, anche una foto con dedica del premier: “Ad Anna con gli auguri più affettuosi &#8211; 20 novembre 2008 &#8211; Silvio Berlusconi».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Noemi, lei frequenta il quarto anno della scuola per grafici pubblicitari? </span><br />
«Sì, la Francesco Saverio Nitti di Portici e sono la prima della classe. La mia insegnante di italiano dice che ho inventato il ‘‘metodo letiziano’’: ho una grande capacità espressiva. Mi piace molto studiare».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Sa chi fu Nitti? </span><br />
«Nitti…Nitti… Lo abbiamo anche studiato a scuola».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Fu un grande meridionalista e presidente del Consiglio.</span><br />
«Ah, sì».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Cosa vorrà fare da grande? </span><br />
«La showgirl. Ho studiato danza, ho iniziato a 6 anni. Ora sto seguendo un corso per guida turistica: al Maggio dei Monumenti sarò impegnata nel Duomo di Napoli. Mi interessa anche la politica. Sono pronta a cogliere qualunque opportunità, a trecentosessanta gradi. Ma non scenderò mai a compromessi».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Sa che ha provocato una fiammante polemica il fatto che Berlusconi vorrebbe candidare letterine e donne dello spettacolo alle europee? </span><br />
«Fa bene, vuole ringiovanire. E poi se Papi pensa di fare così, stia certo che non sbaglia. Sceglie queste ragazze perché intelligenti e capaci. Non solo perché belle. Il mio motto in politica sarà: ‘‘Meno tasse, più controlli’’. Basta con i furbi che non rispettano le regole».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Lei vuole diventare showgirl e avviarsi all’attività politica. E lo studio? </span><br />
«Papi Silvio mi ripete sempre che la prima cosa è studiare. Lo sa che ha fondato una università a Milano? L’anno prossimo vorrei frequentarla. Mi iscriverò a scienze politiche».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Noemi, lei ha girato anche un cortometraggio? </span><br />
«Si chiama Scaccomatto. È stato presentato a Venezia a dicembre scorso. Io interpreto il ruolo della fidanzata di un politico. È tutta una storia di mafia, di intrighi, di caccia ad un diamante».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Insomma, una trama di grande attualità. Torniamo a Berlusconi? </span><br />
«Lo adoro. Gli faccio compagnia. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche momento libero e io lo raggiungo. Resto ad ascoltarlo. Ed è questo che lui desidera da me. Poi, cantiamo assieme».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Quali canzoni? </span><br />
«Non ricordo il titolo della sua preferita: aspetti che vedo sui suoi cd. Li ho tutti. Ma come fa quella… ‘‘Mon amour, lalalala’’»</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Lei quali canzoni preferisce? </span><br />
«A me piace la musica italiana. Non le canzoni classiche. I miei cantanti preferiti sono Laura Pausini, Tiziano Ferro, Nek. E poi c’è la colonna sonora di Scugnizzi, che io canto spesso con Papi Silvio al pianoforte o al karaoke».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Mi racconta qual è la sua barzelletta preferita tra le tante che il premier le racconta? </span><br />
«Vi sono due ministri del governo Prodi che vanno in Africa, su un’isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni. Il capo tribù interpella il primo ostaggio e gli propone: ‘‘Vuoi morire o bunga-bunga?’’. Il ministro sceglie: ‘‘bunga-bunga’’. E viene violentato. Il secondo prigioniero, anche lui messo dinanzi alla scelta, non indugia e risponde: ‘‘Voglio morire!’’. Ma il capo tribù: ‘‘Prima bunga-bunga e poi morire».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Nei momenti di relax, Berlusconi cosa le confida? </span><br />
«Fa tanto per il popolo. È il politico numero uno. Non dorme mai. Io non riuscirei a fare la sua stessa vita. Quando vado da lui ha sempre la scrivania sommersa dalle carte. Dice che vorrebbe mettersi su una barca per dedicarsi alla lettura. Talvolta è deluso dal fatto che viene giudicato male. Io lo incoraggio, gli spiego che chi lo giudica male non guarda al di là del proprio naso. Nessuno può immaginare quanto Papi sia sensibile. Pensi che gli sono stata vicinissima quando è morta, di recente, la sorella Maria Antonietta. Gli dicevo che soltanto io potevo capire il suo dolore».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Perché? </span><br />
«Ho perso un fratello, Yuri, sette anni fa. A causa di un incidente stradale. Ora è il mio angelo custode».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Noemi, per quale squadra tiene? </span><br />
«Sono patriottica, tifo Napoli. Poi, la mia seconda squadra è il Milan».</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Noemi, quando la vedremo in politica, alle prossime regionali? </span><br />
«No, preferisco candidarmi alla Camera, al parlamento. Ci penserà Papi Silvio».</p>
<p>Fine intervista.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/berlusconi.jpg" alt="" width="257" height="314" /></p>
<p>Lo ammetto. Son stupito. Lo deduco. Son stupidi. Riuscite ad immaginarvi  che scenario si sarebbe dipinto se una situazione del genere fosse avvenuta tra una giovane <em>girl</em> e Barack Obama? Tra una <em>fille </em>e un Sarkozy? Tra una <em>niña </em>e Zapatero? Sono sempre più convinto che un caso Lewinsky in Italia non avrebbe fatto altro che incrementare la popolarità del nostro italianissimo premier. Io reputo quest’intervista un pelino sopra l’attuale livello (ormai alle stelle) di tolleranza verso questi episodi che ci dimostrano di avere il premier più diplomaticamente analfabeta del mondo. Ma in quest’intervista mi viene di più da puntare il dito verso questa ragazza, perché certe sue frasi mi fanno davvero rabbrividire.</p>
<blockquote><p><span style="font-weight: bold;">Com’è nata la vostra amicizia? </span><br />
«È un amico di famiglia. Dei miei genitori». «Diciamo», interviene mamma Anna, «che l’ha conosciuto mio marito ai tempi del partito socialista. Ma non possiamo dire di più».</p></blockquote>
<p>Ma un giornalista normale è possibile che lasci passare quasi inosservate cose come quel “ma non possiamo dire di più”?</p>
<blockquote><p><span style="font-weight: bold;">Cosa vorrà fare da grande? </span><br />
«La showgirl. Ho studiato danza, ho iniziato a 6 anni. Ora sto seguendo un corso per guida turistica: al Maggio dei Monumenti sarò impegnata nel Duomo di Napoli. Mi interessa anche la politica. Sono pronta a cogliere qualunque opportunità, a trecentosessanta gradi. Ma non scenderò mai a compromessi».</p></blockquote>
<p>Da grande vuole fare la showgirl, però le interessa anche la politica. Io personalmente noto un certo conflitto in questo ragionamento, ma probabilmente è perché sono cattivo e penso che chi ambisca a fare la showgirl abbia dei seri problemi e una vuotezza interiore non indifferente. Vuotezza che ahimè, reputo incompatibile con un interesse politico. Ed è sempre per una mia personale cattiveria che tendo a limitare la sua disponibilità a cogliere qualsiasi opportunità invece che ai trecentosessanta gradi da lei dichiarati, ai novanta da me calcolati.</p>
<blockquote><p><span style="font-weight: bold;">Noemi, quando la vedremo in politica, alle prossime regionali? </span><br />
«No, preferisco candidarmi alla Camera, al parlamento. Ci penserà Papi Silvio».</p></blockquote>
<p>C’è molto da dire? Già accetto con molta difficoltà che un essere di 18 anni appena compiuti pensi a candidarsi alla camera, ma il “Ci penserà Papi Silvio” è semplicemente agghiacciante.  In un colpo solo colpisce così tanti tasti dolenti, che meriterebbe un premio. Colpisce il nostro giornalismo, perché infatti anche qui non reputo comprensibile il non approfondimento di una dichiarazione del genere. Colpisce la nostra <em>perfettamente </em>funzionante meritocrazia, evidenziando come con le giuste amicizie si arriva dovunque. Colpisce tutti i giovani che sostengono la causa del loro Mr. B. che dovrebbero chiedersi se anche per loro ci penserà Papi Silvio, oppure necessitino di una visita a Casablanca. Penso che rileggere nuovamente l’intervista possa aggiungere più di quanto possa scrivere ora.</p>
<p>Svegliatevi. Giovani, svegliatevi.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Le Difficoltà di Crearsi Un&#8217;Opinione</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 07:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Futuro è nei Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[latest]]></category>
		<category><![CDATA[anarchia]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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Avevamo da fare una ricerca per casa (su cui poi impostare un saggio breve) sulla democrazia. Io ho pensato subito di incentrarla sui difetti di quest&#8217;ultima, visto che parlare delle origini e degli ideali mi sembrava banale e scontato. Uno degli unici due articoli decenti che ho [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mi sono sentita ostacolata su tutti i piani.</p>
<p>Avevamo da fare una ricerca per casa (su cui poi impostare un saggio breve) sulla democrazia. Io ho pensato subito di incentrarla sui difetti di quest&#8217;ultima, visto che parlare delle origini e degli ideali mi sembrava banale e scontato. Uno degli unici due articoli decenti che ho trovato su quest&#8217;argomento, si trova <a href="http://www.mentecritica.net/" >proprio su questo sito</a>.</p>
<p><span id="more-13627"></span></p>
<p>Inizio col dire che secondo me queste ricerche sono una totale perdita di tempo&#8230; non per la ricerca in sé, ma per il modo in cui vengono richieste e svolte: l&#8217;insegnante arriva in classe e tira fuori un argomento importante come la democrazia. Bene, sappiamo tutti cosa sia la democrazia in termini generali. La ricerca riguarda il concetto, le origini, le evoluzioni. In poche parole: la democrazia in generale. Non un approfondimento, non una dritta su come impostare il lavoro, nessun margine di personalizzazione.</p>
<p>Ora, solitamente lo studente la sua ricerca la svolge così: cerca su wikipedia &#8220;democrazia&#8221;, copia tutto su word e poi stampa; forse se gli va il giorno dopo, prima della lezione, legge qualcosa di quello che ha portato, altrimenti ci pensa direttamente quando lo chiama l&#8217;insegnante.<br />
Alla fine dell&#8217;interrogazione (posto che venga realmente interrogato) lo studente rimuove tutto e ritorna alla vita di tutti i giorni.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="The Student, by Porcelain Jackal " src="http://fc04.deviantart.com/fs20/f/2007/291/4/6/The_Student_by_Porcelain_Jackal.jpg" alt="" width="480" height="640" /><em>the student -  by porcelain jackal</em></p>
<p>Non trovate anche voi che una ricerca fatta così non abbia alcun senso? Non sarebbe forse meglio che l&#8217;insegnante (soprattutto una brava come quella che ho io) si sforzi di trovare un libro che tratti di questo argomento (che peraltro è parecchio esteso e complicato), e ce lo dia da leggere a casa per poi farne una relazione su quello che ne pensiamo noi? Forse impiegheremmo più tempo nello svolgere il compito, ma almeno avrebbe un senso. Almeno rimarrebbe qualcosa di quello che si è letto. Almeno ci si fa un&#8217;opinione e si impara a ragionare con la propria testa.</p>
<p>Ma andiamo oltre&#8230; arrivata in classe, la professoressa mi chiede che materiale ho trovato, e io inizio a dirle incerta che la ricerca ho preferito impostarla sui difetti della democrazia. L&#8217;insegnante a quel punto (a metà tra lo scocciato e l&#8217;interessato sull&#8217;argomento che ho deciso di portare) mi chiede di esporre quello che ho trovato. Io inizio a parlare della democrazia, dei suoi difetti, di alcune lacune (venendo spesso interrotta) finché non mi rendo conto che oltre non posso andare, sia per mancanza di materiale, sia per mancanza di una mia precisa opinione. Cerco quindi di farle capire che non sono pronta ad esporre, che ho solo raccolto materiale per poi farne la relazione, che quello era solo l&#8217;inizio della mia ricerca, che ho bisogno di più tempo per un lavoro fatto bene. Lei subito mi fa notare seccamente che se la ricerca era per oggi, allora per oggi la dovevo saper esporre. Spazientita mi chiede quindi di leggerle un pezzo. Io (già sotto stress per fattori esterni) cerco di leggere al meglio quello che ho davanti, mentre tutta la classe mi osserva con un po&#8217; di interesse e/o compassione negli occhi. Quando finisco di leggere il pezzo di ricerca, la professoressa mi chiede allibita se io credo in quello che c&#8217;è scritto sul foglio.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Homework_by_xxxhitsuzen" src="http://fc01.deviantart.com/fs23/i/2007/322/2/f/Homework_by_xxxhitsuzen.jpg" alt="" width="600" height="825" /><em>Homework &#8211; by xxxhitsuzen</em></p>
<p>Io tentenno un attimo (la professoressa è radicalmente democratica, e io non ho ancora un&#8217;opinione precisa), poi le dico che in parte concordo. Lei con la faccia scandalizzata mi chiede quindi di proporre un&#8217;alternativa alla democrazia, di tirare fuori idee così, sul momento, come se potesse riuscirci chiunque (figurarsi poi una povera diciassettenne colpevole solo di aver provato a migliorarsi).</p>
<p>Nel frattempo anche gli sguardi dei miei compagni di classe si sono fatti scandalizzati, alcuni persino divertiti della mia difficoltà. Con calma rispondo all&#8217;insegnante che io non ho mai detto di avere pronta un&#8217;alternativa migliore della democrazia, che sicuramente in futuro ci sarà qualcos&#8217;altro. Le dico che probabilmente al giorno d&#8217;oggi è il massimo che possiamo pretendere, nonostante le mie idee politiche differiscano palesemente dalla democrazia. A quel punto la professoressa mi chiede quale sia il mio orientamento politico. Io cerco di sviare (non sono nelle condizioni di parlarne, e so già che se rispondo si scatena il caos), cerco di farle capire che non è aria, ma la professoressa insiste. Alla mia dichiarazione di essere anarchica, si genera il pandemonio. Chi dice che è un&#8217;utopia, chi afferma che l&#8217;anarchia non esiste e non può esistere, chi mi attacca dicendo che se regnasse l&#8217;anarchia, finiremmo tutti ammazzati. Io rimango un po&#8217; interdetta. Cerco di dire che un ideale politico rimane tale anche quando è sotto forma di utopia, in più questo mio pensiero è molto più che semplice politica&#8230; ma vengo ascoltata a stento.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Minty_Green_Classmates_by_eralastiel" src="http://fc02.deviantart.com/fs36/i/2008/269/e/9/Minty_Green_Classmates_by_eralastiel.jpg" alt="" width="480" height="442" /><em>Minty Green Classmates &#8211; by eralastiel</em></p>
<p>Mi riprometto di non fare mai più un&#8217;affermazione del genere in classe: non ne vale la pena. Intanto la professoressa (da brava insegnante quale è) cerca di mantenere la calma, ma il dibattito in classe continua. Io mi spazientisco e le faccio notare che c&#8217;era un preciso motivo per cui non volevo parlare, ed il motivo è proprio davanti ai suoi occhi. La campanella che segna la fine della giornata scolastica suona così, in mezzo a quel putiferio, mentre alcuni mi accusano che se sono anarchica è solo perché non accetto il confronto con gli altri, e mentre la professoressa sminuisce il mio ideale dicendo che alla fine siamo tutti anarchici, perché tutti vorremmo la libertà assoluta.</p>
<p>Mentre tornavo a casa qualche lacrima ha rigato la mia faccia. Sì, mi è venuto da piangere per questa cosa. Forse sarà considerata banale, insignificante&#8230;</p>
<p>Ma resta il fatto che io mi sono impegnata nel cercare materiale, ho dovuto fare tutto in un pomeriggio perché gli altri giorni non ho avuto tempo, avevo anche iniziato a farmi un&#8217;opinione che però è stata buttata giù in classe, prima ancora che io provassi a esporla. Mi sono impegnata per cercare di fare un lavoro alternativo, interessante e costruttivo per vedermelo criticare ancora prima di aver iniziato a costruirlo. Tutto questo fa davvero passare la voglia di lavorare. Io questa relazione per la prossima lezione la farò solo per il mio interesse, perché se quello non ci fosse, dopo una lezione del genere di certo non avrei avuto la voglia di continuare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Namine_in_a_dark_room_by_Fihonix.jpg" src="http://fc06.deviantart.com/fs24/i/2008/012/1/b/Namine_in_a_dark_room_by_Fihonix.jpg" alt="" width="540" height="391" />Namine in a dark room &#8211; by_Fihonix</p>
<p>Adesso ci ripenso a mente fredda, e mi sorge spontaneo osservare&#8230; un insegnante come può pretendere che a quest&#8217;età si sappia esporre un pensiero politico riguardante, peraltro, un argomento così delicato e &#8220;inattaccabile&#8221; come la democrazia? Secondo me non basta una vita intera a farsi un&#8217;idea precisa, soprattutto se ogni cosa che si prova a costruire viene irrimediabilmente distrutta sotto i propri occhi.</p>
<p>E allora mi chiedo, a questo punto, come una democrazia possa funzionare se quelli che saranno i futuri elettori, vengono istruiti in questo modo: tra accuse insensate, critiche distruttive e continui attacchi a sottovalutare il modo di pensare di una persona, ostacolando la formazione di un&#8217;opinione che in questo mondo diventa così importante per le sorti del proprio paese.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Wake_Up_by_Starvart.jpg" src="http://th04.deviantart.com/fs24/300W/f/2008/003/f/a/Wake_Up_by_Starvart.jpg" alt="" width="300" height="462" /><em>Wake Up &#8211; by Starvart </em></p>


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		<title>I Pietro Maso di Domani</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 09:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diabolicomarco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il Futuro è nei Giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono andato ad un parco giochi non lontano da casa, con mia figlia. Ogni volta assisto a delle scene che mi lasciano senza parole. Per esempio ieri c&#8217;era questa bimba vestita di tutto punto che scavava nella terra nera con un rastrello. Arriva mia figlia che, come dico amorevolmente, è vestita da piccola rom e [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono andato ad un parco giochi non lontano da casa, con mia figlia. Ogni volta assisto a delle scene che mi lasciano senza parole. Per esempio ieri c&#8217;era questa bimba vestita di tutto punto che scavava nella terra nera con un rastrello. Arriva mia figlia che, come dico amorevolmente, è vestita da piccola rom e si butta per terra a scavare con le mani nude. La bimba resta un attimo ferma a guardarla, poi non resiste e prende un pugno di terra pure lei. Apriti cielo! Arrivano mamma e nonna armate di fazzolettini di carta che la puliscono, rimbrottandola, prima che &#8220;sporchi i vestiti&#8221;.<br />
Certa gente non è normale. </p>
<p><span id="more-12786"></span></p>
<p><img class="aligncenter" title="dammi i soldi e vattene, mamma" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/porcellino.jpg" alt="" width="337" height="506" /><br />
Insomma parliamo delle mamme che ti portano al parco e poi ti dicono &#8220;non correre che sennò sudi&#8221;, che ti portano a vedere gli animali della fattoria ma ti impediscono di accarezzarli e nutrirli, che ti portano in un parco giochi in cui lo scivolo e l&#8217;altalena sono un po&#8217; umidi e quindi &#8220;non ci puoi andare perché sennò ti bagni&#8221;.</p>
<p>Ma allora, mi chiedo, perché non ve ne state a casa? Che ce li portate a fare? Poi ci si lamenta del fatto che <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPiano.jsp?id=92"  rel="nofollow"  target="_blank">molti bambini sono sovrappeso</a> o addirittura obesi, anche quando stanno all&#8217;aria aperta non si possono muovere!<br />
Certi genitori sono dei veri e propri deficienti, nel senso letterale del termine.<br />
Chi mi fa veramente pena sono i papà che arrivano da soli e per tutto il tempo sventolano lo spauracchio della &#8220;mamma arrabbiata&#8221; . &#8220;Non sporcarti che sennò la mamma si arrabbia&#8221;, &#8220;Se ti bagni poi la senti mamma!&#8221; &#8220;Adesso dobbiamo andare, il pranzo è pronto, la mamma ci sta aspettando, se facciamo tardi si arrabbia&#8221;.<br />
Cose così. </p>
<p>Altra scena. Noi che siamo dentro l&#8217;area giochi, un bimbetto che passa fuori e, giustamente, vorrebbe entrare a giocare con noi. Il padre: &#8220;No, non si può andare, è tutto bagnato&#8221;. Il bimbo è evidentemente perplesso. &#8220;perché se non si può quelli li ci stanno e si divertono pure?&#8221;. Avendo poco più di due anni non può esprimere questo concetto se non provando ad indicare l&#8217;entrata, cercando di scavalcare il recinto, indicando noialtri che giochiamo nel fango felici.<br />
Il papà le prova tutte ma alla fine si tradisce: &#8220;Non puoi andare lì, che sennò ti sporchi&#8221;.<br />
Che tristezza e rabbia mi ha fatto vedere quel bel bimbo <em>molto alla moda</em> che ci guarda da fuori. Noi eravamo chiusi in un recinto, ma quello in gabbia era lui.<br />
Non capisco perché la gente si meravigli quando legge sui giornali di figli che massacrano i genitori.<br />
<strong>Questi bimbi sono i <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Maso"  rel="nofollow" >Pietro Maso</a> di domani.</strong></p>
<p><img class="aligncenter" title="bimbo incazzato" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/angrychild.jpg" alt="" width="380" height="600" /></p>
<p>Infine.</p>
<p>Arriva questa bambina di circa 6-7 anni, una bimba bellissima. Capelli lisci e biondi con dei colpi di sole (naturali?), jeans attillati e stivali fino al ginocchio, giacchetto imbottito che esalta delle forme femminili che una bimba non può avere. Fatto bene però, perché sembra proprio che le abbia.<br />
Mi chiedo: ma tu, mamma bonazza e provocante che vieni al parco con i tacchi a spillo, non hai nemmeno un po&#8217; di paura a vestire tua figlia come una piccola te? Vestita da piccola troietta già a 7 anni?<br />
Che senso ha?</p>
<p>Purtroppo i bambini arrivano senza foglietto delle istruzioni ed essere un buon genitore non è cosa semplice. Ma in questi casi basterebbe un pizzico di buon senso, o no?</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-12820" title="babysafetyguide" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/03/babysafetyguide-584x1024.jpg" alt="babysafetyguide" width="584" height="1024" /></p>


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		<title>Di Profilattici, di Pillole e di un Poster</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 08:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lo scorfano</dc:creator>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’aneddoto risale a tre anni fa, forse quattro. Accade in una seconda liceo, una classe che oggi non ho più, una ventina di ragazze e ragazzi di quindici anni che nel frattempo sono cresciuti abbastanza bene, mi pare. Arrivo a scuola, è un giovedì, e mi dicono che le mie due ore di italiano e latino sono saltate, che posso anche andare a fare un giro, perché sono arrivate due psicologhe che proporranno un minicorso di educazione sessuale proprio durante le mie ore. Un «incontro», lo chiamano.</p>
<p><span id="more-13360"></span>Chiedo come mai io non ne sapessi niente, di quest’incontro. Mi dicono che lo sapevo in realtà, che la cosa era stata programmata per il giorno prima, ma che le psicologhe avevano sbagliato giorno e che tutto sommato era meglio non fare polemica e accettare il cambiamento. Non faccio polemica, quindi. Me ne sto in sala insegnanti a correggere compiti e penso che da un po’ di tempo in qua le discipline vere (quelle su cui si è poi promossi o bocciati) contano sempre meno. Ma non è di questo che volevo parlare.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>Perché quando la lezione di educazione sessuale finisce (e non sono passati neanche tre quarti d’ora, in realtà), entro finalmente in classe. Non incontro nemmeno le psicologhe, non so chi siano e chi le abbia mandate. Appena entro, però, subito mi salta all’occhio un grande poster che hanno lasciato appeso sul muro in fondo all’aula. È un poster a fumetti, molto accattivante, una vignetta per ognuno dei trenta giorni del mese, in cui si decantano le virtù meravigliose della pillola anticoncezionale. Mi avvicino al poster per guardarlo un po’, i miei alunni aspettano di vedere cosa dico, ma hanno un’aria un po’ strana.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-13435" title="all-the-contraceptive-pills-are-gone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/04/all-the-contraceptive-pills-are-gone.jpg" alt="all-the-contraceptive-pills-are-gone" width="500" height="375" />all the contaceptive pills are gone&#8230; di<a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flickr.com/photos/gnarlsmonkey/"  rel="nofollow" id="contextLink_stream11492882@N00" class="currentContextLink" > Gnarls Monkey</a></p>
<p>Due cose mi impressionano subito di quel poster: la prima è l’aria scanzonata e leggera con cui è presentato l’uso della pillola, i disegni di ragazzine in mutande e di ragazzi a torso nudo, senza nessun accenno nemmeno all’unica controindicazione che anch’io so essere certa: combinata con il fumo di sigaretta, la pillola è un veleno, almeno un po’. Visto che sono ancora tanti gli studenti che fumano, mi sarei aspettato almeno una parola su questo fatto, se non altro per farli smettere di fumare. Ma soprattutto mi colpisce un’altra cosa: l’enorme scritta schering che è stampata sotto le vignette. Non so perché ma è una scritta che mi allarma.<br />
Faccio quello che resta della mia lezione di latino. Poi torno a casa, do un’occhiata sul web e scopro quello che già avrei dovuto sapere: che la Schering è una casa farmaceutica, che è anche leader mondiale nella produzione di pillole anticoncezionali, che sta lanciando proprio in quei mesi una nuova pillola, la «Yasmin», definita miracolosa e completamente priva di controindicazioni. Il fatto che la Schering si faccia un po’ di pubblicità usando l’esca dei fumetti non mi sembra grave; che la faccia dentro la scuola pubblica mi pare già più grave; che due psicologhe entrino in una classe di quindicenni e appendano il poster gigante di tale pubblicità facendolo passare per «educazione» mi sembra invece parecchio più grave. E che nessuno dica niente.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-13434" title="schering-plough_logo_2480" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/04/schering-plough_logo_2480.gif" alt="schering-plough_logo_2480" width="267" height="200" /><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flickr.com/photos/nihonbunka/"  rel="nofollow" id="contextLink_stream64015205@N00" class="currentContextLink" ></a></p>
<p>Così il giorno dopo, appena entro, vado in fondo all’aula, stacco il poster, lo piego sotto gli occhi stupiti dei miei alunni, e lo butto nel cestino della spazzatura. Loro ovviamente mi chiedono perché; io glielo spiego, e gli spiego cos’è la Schering. Poi, chiedo anche che cosa hanno detto le due psicologhe. Naturalmente nessuno parla, tutti sono imbarazzati; quando finalmente qualcuno trova il coraggio di farlo, viene fuori che si è discusso soltanto di pillola, ben poco di preservativi, per niente di sessualità. Che si è detto che non è vero che la pillola fa ingrassare e che anzi fa sparire pure i brufoli. Che non è nemmeno stato risposto a un ragazzo che poneva (ridendo, perché è un ragazzo) una questione sulla masturbazione. Mi arrabbio…</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-13437" title="sex-is-dangerous-no-2" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/04/sex-is-dangerous-no-2.jpg" alt="sex-is-dangerous-no-2" width="373" height="500" />sex is dangerous di <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flickr.com/photos/nihonbunka/"  rel="nofollow" id="contextLink_stream64015205@N00" class="currentContextLink" >timtak</a></p>
<p>(Però mi fermo, e l’arrabbiatura non ve la racconto, che tanto ve la immaginate lo stesso. Mi fermo e, a scanso di equivoci, dico subito un’altra cosa: non sono religioso, non ho remore matrimoniali o prematrimoniali, non credo alla verginità di chicchessia come a un valore. E un’altra cosa ancora: quando ho letto le affermazioni di papa Benedetto XVI sull’uso dei preservativi in Africa, ho pensato immediatamente che i preservativi devono essere una soluzione del problema Aids, sì. Non l’unica, non la panacea definitiva, ma in questo momento una possibile soluzione senz’altro. E ho anche pensato che tutte le nazioni europee che hanno polemizzato con il papa, Francia e Germania in testa, potrebbero, invece di polemizzare, finanziare una distribuzione e un’educazione capillare all’uso dei preservativi in Africa. E già avremmo qualche problema in meno, secondo me. E ancora un’ultimissima precisazione: io sarei anche a favore dell’introduzione della pillola abortiva, per intenderci. Non credo al dolore come forma di educazione; anzi credo molto di più che il piacere sia educativo, anche quello fisico, quello del corpo, come diceva Epicuro. Era per capirci)</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13438" title="sex-is-dangerous-no-3" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/04/sex-is-dangerous-no-3.jpg" alt="sex-is-dangerous-no-3" width="219" height="500" /></p>
<p style="text-align: center;">sex is dangerous di <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flickr.com/photos/nihonbunka/"  rel="nofollow" id="contextLink_stream64015205@N00" class="currentContextLink" >timtak</a></p>
<p>Dunque mi arrabbio. Poi, la sera, racconto a un amico quello che è successo. Lui pare darmi completamente ragione, poi a un certo punto dice che comunque lui continua a non capire perché nelle scuole italiane non si faccia mensilmente una bella distribuzione di preservativi gratis. Che sarebbe un bene per tutti e sarebbe anche una forma di responsabilizzazione. Ne parliamo un po’, volano le solite squallide battute da maschi italiani quando parlano di sesso (che tristezza, tali siamo), poi torniamo a casa, ognuno alla sua.</p>
<p>E io, da quella sera, ci penso spesso, sia alla Schering sia alla distribuzione dei preservativi in classe agli studenti. E mi dispiace un po’ per il mio amico, ma continuo a pensare che no, che non è proprio il caso, assolutamente no. Che sarebbe esattamente come il poster sponsorizzato sulla pillola anticoncezionale. Che mi toccherebbe anche di requisire i preservativi alla fine. E non saprei assolutamente che cosa farmene, dopo (si scherza, su, abbiate un po’ di sense of humour…).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13439" title="ballons" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/04/ballons.jpg" alt="ballons" width="438" height="324" /></p>
<p>Io non ne so molto sulla sessualità dei miei studenti, lo ammetto. Ma ne so qualcosa della mia, ovviamente (non così ovviamente, in verità: sapere qualcosa della propria sessualità è una conquista, in fin dei conti); la quale mia sessualità è stata abbastanza articolata da potermi far dire che non tutto è così semplice come le psicologhe targate Schering volevano far credere ai miei alunni (e questo mi ha messo anche dei dubbi sulla vita sessuale delle due psicologhe, tra l’altro). Senza alcun moralismo, a me pare che la sessualità sia uno di quegli elementi della vita che più direttamente ed esplicitamente concorrono alla possibilità di essere felici; e quindi che sia una faccenda assai delicata. Molto più delicata di quanto il semplice uso di un anticoncezionale possa far capire, maledette psicologhe.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-13433" title="safe-play-by-durex" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/04/safe-play-by-durex.jpg" alt="safe-play-by-durex" width="500" height="375" />safe play <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flickr.com/photos/auro/122824439/"  rel="nofollow" >di [auro]</a></p>
<p>Non sono così convinto che il sesso protetto sia quello fatto con il preservativo o con la pillola, e chiuso così. Certo, quella protezione è necessaria, in tanti casi. Ma non si può puntare tutto su quello, come se si trattasse di semplice profilassi e di nient’altro. Che ci sono altre forme di protezione che è bene attuare, meno profilattiche ma non meno importanti; che bisogna proteggere se stessi, e anche molto, dal rischio di non comprendersi e di non comprendere il proprio corpo, le sue esigenze, la sua soddisfazione piena. E lo sostengo con l’etica pragmatica di un epicureo, che è l’unica in cui ancora riesco a riconoscermi, e che è l’etica del piacere.</p>
<p>Alle psicologhe, quindi, avrei voluto dire che il corpo è una faccenda troppo importante per trattarlo semplicemente come un oggetto medico. Che al corpo noi dobbiamo gran parte del piacere che proviamo nella vita e che questo piacere è molto spesso sinonimo di felicità. E che non si può relegare la felicità a un ruolo ancillare della profilassi. E che tutta questa retorica della liberazione sessuale, trattata così, mi pare tutto meno che una liberazione, onestamente: mi pare prigionia, oppressione, obbligatorietà, svilimento. Mi pare sinonimo di «trombare si deve», e se non trombi sei sfigato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-13440" title="sex-adi-masturbation-illustration" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/04/sex-adi-masturbation-illustration.jpg" alt="sex-adi-masturbation-illustration" width="500" height="357" />sex aid masturbation illustration <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flickr.com/photos/nir_mazliah/"  rel="nofollow" id="contextLink_stream83236414@N00" class="currentContextLink" >di nir mazliah</a></p>
<p>L’altro giorno, per esempio, leggevo alcuni articoli sul non-stupro di capodanno e mi venivano i brividi a pensare all’uso che si può fare di se stessi e degli altri; e soprattutto a pensare che questo uso e consumo porta diritti verso un genere di non consapevolezza che a me pare vicinissimo all’essere persone completamente infelici. Il sesso è una cosa meravigliosa, credo che lo possiamo dire tutti o quasi (tutti tranne qualche cardinale, insomma; e la moglie del presidente del consiglio, credo, ma non ho le prove). Ma proprio perché è meraviglioso, io faccio fatica a considerarlo un semplice strumento, un uso del proprio corpo come se fosse uno spremiagrumi o un pelapatate. E continuo a pensare che invece debba essere qualcosa di più.  Credo che sia come una strada, tortuosa e complessa, e che come tale vada percorsa. Non un’autostrada con qualche autogrill con i distributori automatici e due risate in compagnia e un po’ di viagra che non si sa mai e alla fine niente.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-13441" title="discount-stars" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/04/discount-stars.jpg" alt="discount-stars" width="500" height="333" />discount stars <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flickr.com/photos/globevisions/"  rel="nofollow" id="contextLink_stream43662205@N00" class="currentContextLink" >di globevisions</a></p>
<p>Ecco, a me pare che una delle forme più acute di corruzione consumistica del mondo si stia perpetrando proprio ai danni della sessualità: facendola diventare, sotto la formula pretestuosa dell’essere liberi, una forma di consumo come le altre, come uscire a mangiare qualcosa o a comprarsi un paio di scarpe, come l’ubriacarsi o l’acquistare il nuovo gioco per la playstation. Come se la logica dello shopping ottimista dovesse per forza invadere anche questo aspetto della vita, che invece dovrebbe essere gratuito per definizione. C’entra in parte la diffusione accelerata della pornografia, ma non è quella la causa; anzi forse è anch’essa un altro semplice effetto di una causa più profonda, che ha a che fare con la logica elementare dell’usa e getta, dell’utilizzo dissennato di sé e degli altri. Non una liberazione, ma un’altra silenziosa forma di asservimento, una tra le più terribili.</p>
<p>Sono cose che mi pare di vedere in giro, queste. Le leggo poi in alcuni romanzi, come quelli di Houellebecq. Le percepisco in alcuni fatti di cronaca che mi danno le vertigini, le sento e le vedo costantemente in televisione. Perché mi pare che sia una corsa all’abuso di sé che non tiene conto delle pesanti implicazioni che questo abuso potrà avere sulla nostra felicità futura. E mi piacerebbe che, un giorno, venisse in classe qualcuno più bravo e preparato di me a dire ai ragazzi che il sesso è una cosa bellissima ma che, proprio in quanto tale, va trattato con delicatezza, come si trattano le cose preziose, come va trattato il corpo di ognuno di noi, che è quanto di più bello ci sia stato dato. Che dicesse la bellezza del corpo e dei corpi, che parlasse di sessualità come una “forma di incontro”, a volte anche occasionale, ma pur sempre irripetibile, e quindi non legata al semplice possesso o all’ancora più semplice consumo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-13436" title="sex-is-dangerous-no-1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/04/sex-is-dangerous-no-1.jpg" alt="sex-is-dangerous-no-1" width="244" height="500" />sex is dangerous di <a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flickr.com/photos/nihonbunka/"  rel="nofollow" id="contextLink_stream64015205@N00" class="currentContextLink" >timtak</a></p>
<p>Forse è che sto diventando vecchio, non so. O forse è il culto della bellezza che mi ha fregato, dal primo giorno in cui ho cominciato ad avere fiducia nella letteratura e nei poeti, maledetto me. È possibile, non lo nego. Non nego nemmeno che sia un discorso sempre approssimativo quello che faccio, perché non vivo dentro il corpo degli altri e non so come ci si senta lì dentro. Però, scusatemi se non mi arrendo, mi pare che in troppi casi questo uso e consumo di sé porti le persone dritte dritte verso una forma evidente di non consapevolezza, di infelicità. (Sì, è di felicità che sto parlando.)</p>
<p>E mi sembra che la profilassi dovrebbe riguardare anche questo aspetto della vita dei ragazzi. Mi pare che se uno di loro deve uscire di casa, andare in farmacia, diventare un po’ rosso e imbarazzato per comprare una confezione di preservativi, questo non gli possa fare tanto male. Che sia un modo come un altro per prendere coscienza, per pensare, per rendersi conto che è un gesto importante quello che sta compiendo, perché ha a che fare con il corpo, che è la più importante delle cose che lui ha, che tutti abbiamo; soprattutto, e ancora di più, se non si crede nell’esistenza dell’anima, come non ci credo io. Quello mi resta (il corpo) e quello voglio trattare bene; e anche quello degli altri, ovviamente. Perché da quello, dal corpo, dipende tanta della mia felicità, ho l’impressione.</p>
<p>(Ho finito, ci mancherebbe altro, che già mi sono ripetuto abbastanza. Ma immagino che qualcuno dei più resistenti allo sproloquio  ancora si chieda cosa io abbia detto quel giorno, quando mi sono arrabbiato in quella seconda, dopo aver strappato dal muro il poster della Schering. Ho detto parolacce, lo confesso. Scusatemi, lo so che non si fa, in classe, ma quel giorno l’ho fatto, non sono riuscito a trattenermi. Ho detto ai miei alunni di quindici anni che il sesso non è tutto lì, una questione di pillole o di non pillole. Ho detto che anche masturbarsi è sesso, a ben vedere. Che anche baciarsi e desiderarsi è sesso. Che il desiderio e il corpo sono cose meravigliose, che ne avessero cura, del proprio desiderio e del proprio corpo. Gli ho anche detto, che vergogna, che le due psicologhe avevano senz’altro una vita sessuale tristissima, che i loro mariti non avevano più nemmeno quella, probabilmente. Poi ho aggiunto: «Scopare non è mica obbligatorio, va’». Magari non ci crederete, ma ho visto un sacco di faccine sollevate in quel momento.)</p>
<p>–§–</p>
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