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	<title>MenteCritica &#187; Meccanica delle Cose</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>Rivisto e corretto, atto 7 &#8211; Carceri, governo pone la questione di fiducia</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/rivisto-e-corretto-atto-7-carceri-governo-pone-la-questione-di-fiducia/informazione/cronache-italiane/serpiko/23743/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>
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		<description><![CDATA[Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti. Le passano eccome, solo che le scrivono in codice. A grande richiesta, Mentecritica propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale. &#160; La notizia è questa. Carceri, governo pone la questione di fiducia alla Camera. Proteste di Lega e Idv Severino: «Fiducia necessaria per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti.<br />
Le passano eccome, solo che le scrivono in codice.<br />
A grande richiesta, Mentecritica propone <a href="http://www.mentecritica.net/rivisto-e-corretto-atto-6-art-18-governo-a-muso-duro-riforma-anche-senza-accordo-finito/informazione/serpiko/23651/" title="Rivisto e corretto, atto 6 – Art. 18, governo a muso duro. Riforma anche senza accordo" >la rubrica che decifra l’informazione nazionale</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La notizia è questa.</p>
<blockquote><p><strong>Carceri, governo pone la questione di fiducia alla Camera. Proteste di Lega e Idv</strong><br />
Severino: «Fiducia necessaria per ostruzionismo». (&#8230;)</p>
<p>MILANO &#8211; Il governo ha posto in Aula alla Camera la questione di fiducia per la conversione del decreto legge «svuota-carceri». Lo ha annunciato, tra le proteste dei deputati leghisti e di Idv, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che è riuscito a fatica a parlare: dai banchi della Lega si sono levati gli urli «Vergogna! Vergogna!». Il decreto, su cui pendevano circa 500 emendamenti della Lega, che praticava l&#8217;ostruzionismo in discussione generale, scade il 20 febbraio. Il voto di fiducia si terrà giovedì a mezzogiorno, le dichiarazioni di voto cominceranno domani mattina alle 10,15. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio che ha fissato per martedì prossimo il voto finale sul provvedimento. Intanto anche l&#8217;Italia dei Valori ha già fatto sapere che voterà contro.</p>
<p>URGENZA &#8211; La richiesta del voto di fiducia per la conversione dello «svuota-carceri» «è una necessità alla quale non ci si poteva sottrarre», ha affermato il ministro della Giustizia, Paola Severino, interpellata dai cronisti in Transatlantico sulla decisione assunta dal Governo. Severino ha chiarito subito che l&#8217;unica motivazione che ha spinto l&#8217;Esecutivo è stata «esclusivamente quella dei tempi, di fronte al rischio» dell&#8217;ostruzionismo «preannunciato e già messo in atto» dalla Lega. «Comprendo le ragioni, dal loro punto di vista politico, della Lega &#8211; continua il ministro &#8211; ma credo che chiunque sia in grado di fare i conti circa i tempi di conversione, ci sono già circa 100 emendamenti con la Lega che aveva preannunciato attività ostili». Circa la scelta di intervenire con un decreto che «di fronte all&#8217;emergenza carceraria chiunque può comprendere» Severino ha osservato inoltre che esistono «i presupposti di necessità e urgenza». Il ministro ha spiegato che, attraverso il provvedimento all&#8217;esame della Camera per voto definitivo, il Governo ha inteso «contemperare l&#8217;esigenza di difesa sociale con quella di alleggerire il sistema carcerario». Comunque, ha assicurato, «nessun delinquente pericoloso sarà lasciato libero di camminare per strada».</p>
<p>ASTENSIONE RADICALI- Nel frattempo i radicali hanno fatto sapere che si asterranno alla Camera «per non negare esplicitamente la fiducia al Governo, come sarebbe necessario visto che il decreto sulle carceri conferma e prolunga il comportamento di uno Stato letteralmente criminale che viola costantemente leggi italiane ed europee e la nostra Costituzione repubblicana». E ancora: «Sarà astensione anche perché non vogliamo confonderci con le motivazioni veramente ripugnanti di chi, in primo luogo i deputati di Lega e Idv, negherà la fiducia».<br />
(&#8230;)<br />
8 febbraio 2012 | 21:23</p>
<p>Fonte: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/politica/12_febbraio_08/monti-responsabilita-magistrati_3ffb396e-523d-11e1-9430-803241dfdaad.shtml" >Corriere.it</a></noindex></p></blockquote>
<p>Interessante.<br />
Ma poco chiaro.<br />
Proviamo a fare la parafrasi.</p>
<p><span id="more-23743"></span></p>
<blockquote><p><strong>Carceri, governo pone la questione di fiducia alla Camera. Proteste di Lega e Idv</strong><br />
Severino: «Fiducia necessaria per <del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">ostruzionismo</del> <em><strong>fare i comodi nostri</strong></em>». (&#8230;)</p>
<p>MILANO &#8211; Il governo ha posto in Aula alla Camera la questione di fiducia per la conversione del <del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">decreto legge «svuota-carceri»</del> <em><strong>secondo indulto in 5 anni</strong></em>. Lo ha annunciato, tra le proteste dei deputati leghisti e di Idv, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che è riuscito a fatica a parlare: dai banchi della Lega si sono levati gli urli «Vergogna! Vergogna!». Il decreto, su cui pendevano circa 500 emendamenti della Lega, che praticava l&#8217;ostruzionismo in discussione generale, scade il 20 febbraio. Il voto di fiducia si terrà giovedì a mezzogiorno, le dichiarazioni di voto cominceranno domani mattina alle 10,15. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio che ha fissato per martedì prossimo il voto finale sul provvedimento. Intanto anche l&#8217;Italia dei Valori ha già fatto sapere che voterà contro.</p>
<p>URGENZA &#8211; La richiesta del voto di fiducia per la conversione dello «svuota-carceri» «è una necessità <del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">alla quale non ci si poteva sottrarre</del> <em><strong>per farlo passare ad ogni costo</strong></em>», ha affermato il ministro della Giustizia, Paola Severino, interpellata dai cronisti in Transatlantico sulla decisione assunta dal Governo. Severino ha chiarito subito che l&#8217;unica motivazione che ha spinto l&#8217;Esecutivo è stata «<del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">esclusivamente quella dei tempi</del> <em><strong>l&#8217;esigenza di ricattare il Parlamento</strong></em>, di fronte al rischio» <del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">dell&#8217;ostruzionismo</del> <em><strong>di un voto secondo coscienza</strong></em> «preannunciato e già messo in atto» dalla Lega. «Comprendo le ragioni, dal loro punto di vista politico, della Lega &#8211; continua il ministro &#8211; ma credo che chiunque sia in grado di fare i conti circa i tempi di conversione, ci sono già circa 100 emendamenti con la Lega che aveva preannunciato attività ostili». Circa la scelta di intervenire con un decreto che «di fronte all&#8217;emergenza carceraria <del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">chiunque può comprendere</del> <em><strong>risolve il problema a scapito dei cittadini</strong></em>» Severino ha osservato inoltre che <del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">esistono «i presupposti di necessità e urgenza»</del> <em><strong>un carcere vuoto costa meno di un carcere pieno</strong></em>. Il ministro ha spiegato che, attraverso il provvedimento all&#8217;esame della Camera per voto definitivo, il Governo ha <del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">inteso «contemperare</del> <strong><em>scelto di sacrificare</em></strong> l&#8217;esigenza di difesa sociale <del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">con quella di</del> <strong><em>per poter</em></strong> alleggerire il sistema carcerario». Comunque, ha assicurato, «<del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">nessun delinquente pericoloso sarà lasciato libero di camminare per strada</del> <strong><em>sono cazzi vostri, noi abbiamo la scorta</em></strong>».</p>
<p>ASTENSIONE RADICALI- Nel frattempo i radicali hanno fatto sapere che <del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">si asterranno alla Camera</del> <strong><em>se ne fotteranno</em></strong> «per non negare esplicitamente la fiducia al Governo, <del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">come sarebbe necessario </del>visto che <del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">il decreto sulle carceri conferma e prolunga il comportamento di uno Stato letteralmente criminale che viola costantemente leggi italiane ed europee e la nostra Costituzione repubblicana</del> <strong><em>un Monti che lavi i panni sporchi al posto nostro fa ancora tanto comodo</em></strong>». E ancora: «Sarà astensione anche perché <del datetime="2012-02-09T11:35:31+00:00">non vogliamo confonderci con le motivazioni veramente ripugnanti di chi, in primo luogo i deputati di Lega e Idv, negherà la fiducia</del> <strong><em>quel giorno c&#8217;è il corso di pilates</em></strong>».</p>
<p>(&#8230;)</p></blockquote>
<p>Altrettanto interessante.<br />
Ma decisamente più chiaro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://blog.panorama.it/foto/files/2011/06/marco-pannella-sciopero-della-fame-9-large.jpg" alt="" width="538" height="700" /></p>
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		<title>L’Era del Biocapitalismo &#8211; La Replica -</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosso malpelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ringrazio coloro che hanno avuto l&#8217;amabilità di leggere il mio scritto sul biocapitalismo per le critiche e osservazioni sollevate. Mi sembra che la più importante perplessità giri intorno al dubbio sul rapporto esistente tra crisi dell&#8217;economia reale e crisi della economia finanziaria. Se Marx fosse ancora di moda, ce la caveremmo dicendo che quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ringrazio coloro che hanno avuto l&#8217;amabilità di leggere <a href="http://www.mentecritica.net/lera-del-biocapitalismo/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/rosso-malpelo/23671/" title="L’Era del Biocapitalismo" >il mio scritto sul biocapitalismo</a> per le critiche e osservazioni sollevate.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra che la più importante perplessità giri intorno al dubbio sul rapporto esistente tra crisi dell&#8217;economia reale e crisi della economia finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Se Marx fosse ancora di moda, ce la caveremmo dicendo che quello che vediamo (la finanza sul ponte di comando) altro non è che lo sviluppo del sistema capitalistico nel suo coerente dispiegarsi ( D -M- D al posto del più risalente M-D-M).<br />
Non potendo legare i lacci delle scarpe né a Marx ne a nessun altro, mi limito, sommessamente, a far rilevare che i due fenomeni sono indissolubilmente legati. La finanziarizzazione dell&#8217;economia americana , ad esempio, è l&#8217;altra faccia della dislocazione dei suoi stock produttivi (in larga parte, ovviamente) nei paesi emergenti, i cosiddetti BRIC, per sfruttare i differenziali esistenti in termini di costi (diretti ed indiretti, ambientali e normativi).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-23739"></span>Ci sono vantaggi per tutto ciò. C&#8217;é la possibilità di mettere a regime i capitali residui con gli effetti moltiplicatori determinati dal pieno dispiegarsi delle potenzialità finanziarie. E ciò anche con l&#8217;ampliamento ottenuto, sotto Clinton, derivante dall&#8217;abolizione della legge Glass Steagall (l&#8217;equivalente della nostra legge bancaria &#8220;fascista&#8221; del 1936) che vietava la  cosiddetta banca universale. Insomma entra a pieno e incontrollato regime il noto sistema della &#8220;leva finanziaria&#8221;.<br />
C&#8217;è la possibilità di mettere a finanza gli enormi profitti creatisi nei paesi emergenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://insidetheworld.files.wordpress.com/2010/06/capitalismo2.jpeg?w=246&amp;h=300" ><img class="aligncenter" src="http://insidetheworld.files.wordpress.com/2010/06/capitalismo2.jpeg?w=246&amp;h=300" alt="" width="246" height="299" /></a></noindex></p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è un vantaggio (sempre per lor signori ma indirettamente anche per i lavoratori ). Si calcola infatti che l&#8217;invasione delle merci cinesi ( o a contenuto cinese) abbia aumentato il potere d&#8217;acquisto dei salari nord-americani di circa il 30% per l&#8217;abbattimento dei prezzi rispetto agli omologhi prodotti nazionali.<br />
Ciò consente anche a Marchionne di fare quello che sta facendo con la Chrysler dove i nuovi assunti hanno paghe orarie molto basse.<br />
Merci ovviamente da acquistarsi in posti come Wall Mart o simili.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;affievolimento dell&#8217;economia metallico-territoriale fa evaporare, in uno alle soggettività antagoniste operaie, la stessa capacità regolatrice del ciclo da parte degli Stati.<br />
Non a caso, nella riflessione giuridica attuale, il concetto di sovranità sta declinando in favore di quello di &#8220;spazio&#8221;, più meno regolamentato ( U.E., WTO, quest&#8217;ultimo molto più potente della prima, ecc.)</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono quindi molte criticità da esplorare ( in primis l&#8217;analisi dei margini , ritengo ancora esistenti, di regolazione del ciclo da parte degli Stati, e un&#8217;analisi , per quanto ci concerne, dell&#8217;attuale divisione internazionale del lavoro. E ciò perché, come pure è stato adombrato in qualche intervento, appare evidente che assistiamo ad un declino della struttura produttiva nazionale, che ha una ragione interna alla sua stessa vocazione di economia di trasformazione. Rimangono irrisolti problemi di differenziale territoriale il cui approccio, anche solo analitico, è precluso da guasti culturali ascrivibili alla Lega e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono convinto, e non già perché meridionale, che l&#8217;Italia si può salvare solo se si salva il Sud. Sarà il Sud a salvare il Nord e non solo come mercato delle merci di quest&#8217;ultimo ma perché nell&#8217;economia dell&#8217;immaterialità , del capitalismo cognitivo (Marrazzi, Il Posto dei Calzini) al Sud vi sono risorse culturali, demografiche (anche se queste ultime in forte declino) e, specialmente, gli spazi , quelli fisici .<br />
Ma nulla di ciò è possibile fare senza una repressione violenta , definitiva, oggi impensabile, della criminalità organizzata che è l&#8217;unica forma di sviluppo, di mobilità sociale che è stata concessa al meridione (con la complicità, ovviamente, anche dei meridionali)</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo è discorso, urgente, necessario, ma diverso da quello da cui avevo preso le mosse e per il quale spero di non aver fornito l&#8217;impressione di avere nostalgia di un&#8217;improbabile età dell&#8217;oro (il fordismo, appunto).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quegli Stronzi e Incompententi che Gestiscono il Nostro Gas</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama &#8220;pianificazione&#8221;. E&#8217; quell&#8217;arte di simulare possibili scenari futuri con ridotto margine di approssimazione, combinando tra loro tutta una serie di problematiche tanto più ampia quanto più largo è l&#8217;orizzonte spaziotemporale preso in esame. Serve a consentire a chi sta al vertice di una certa organizzazione di prendere decisioni in grado di orientarne, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama &#8220;pianificazione&#8221;.<br />
E&#8217; quell&#8217;arte di simulare possibili scenari futuri con ridotto margine di approssimazione, combinando tra loro tutta una serie di problematiche tanto più ampia quanto più largo è l&#8217;orizzonte spaziotemporale preso in esame. Serve a consentire a chi sta al vertice di una certa organizzazione di prendere decisioni in grado di orientarne, per il lasso di tempo preso in esame, esigenze ed opportunità in una certa direzione; e di far fronte agli imprevisti che, sulla base di queste previsioni, potrebbero manifestarsi nello stesso periodo.</p>
<p>A chiunque è capitato di pianificare qualcosa. Dalle cose più semplici alle più complesse. E chiunque sa come si tratti di una delle cose più difficili del mondo.<br />
Difatti salvo il verificarsi di situazioni al limite dell&#8217;umana ponderabilità categorizzabili alla voce &#8220;eventi di sfiga&#8221;, nella vita si può finire nei guai per due soli motivi:<br />
- aver pianificato il futuro con approssimazione;<br />
- averlo pianificato optando per una direzione ad alto tasso di rischio.</p>
<p>Tra le tante cose che mancano alla nostra nazioncina, da anni annoveravo la capacità di pianificazione a medio e lungo termine. Inconsapevolmente mi fidavo ancora di quella a breve.</p>
<blockquote><p><strong>Emergenza controllata per il gas. Consumi record, è allarme</strong></p>
<p>Fonte: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-06/emergenza-controllata-consumi-record-205354.shtml?uuid=AaLtq4nE" >Il Sole 24 Ore</a></noindex></p></blockquote>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.alternativasostenibile.it/archivio/2010/11/16/images/gasdotto.jpg" alt="" /></p>
<p>Capito? Siamo nel bel mezzo di una crisi energetica.</p>
<p>Potrebbe essere accettabile in caso di terremoto, alluvione, tsunami, guerra termonucleare globale. Lo trovo meno accettabile se dovuta a un banale allerta meteo per neve e temperature molto rigide. Perché d&#8217;inverno solitamente fa freddo, le caldaie sono accese e il loro consumo è pari alla media più o meno il delta del gradiente termico da riscaldare sulla base delle temperature previste. A scongiurare qualsiasi emergenza sarebbero sufficienti un servizio meteorologico decente (e quello non manca, basti guardare lo spazio riservato al meteo sui tiggì nostrani), delle riserve adeguate e dei contratti di ferro coi paesi fornitori.<br />
Ripensandoci, d&#8217;estate solitamente fa caldo, i condizionatori sono accesi in pieno giorno eppure i consumi d&#8217;energia elettrica dal 1° luglio al 15 agosto, tra le 12 e le 16, vanno in crisi con costanza certosina.<br />
Mi viene il sospetto che non sia stata fatta una corretta pianificazione dei nostri consumi energetici.</p>
<blockquote><p>L&#8217;Italia, <strong>succube</strong> del gas più di ogni altro paese europeo, <strong>incrocia le dita</strong>. <strong>Si fida</strong> delle promesse russe di un progressivo rientro dell&#8217;emergenza che ci taglia le forniture (in effetti ieri l&#8217;ammanco dalla direttrice nord si è ridotto a poco più del 15% rispetto al 30% della scorsa settimana).</p></blockquote>
<p>Dunque, siamo nella merda col gas. Quale soluzione al problema, <strong>incrociamo le dita</strong> e soprattutto <strong>ci fidiamo</strong> delle promesse russe per venirne fuori. Le note &#8220;promesse russe&#8221;, sinonimo di certezza e affidabilità. Ora sì che mi sento tranquillo.<br />
Ma come ci siamo finiti, questa volta, nella merda?</p>
<p>Proviamo a considerare la cosa così come la considererebbe un&#8217;impresa.<br />
Da tempo si sapeva che la Libia avrebbe potuto dare problemi nell&#8217;erogazione del gas: la situazione politica, benché non se ne parli, non è ancora sfociata in un governo stabile del paese. Ma ecco la prima sorpresa.</p>
<blockquote><p>Da Sud l&#8217;Algeria pompa il massimo, ma anche lì con qualche incognita legata all&#8217;insolito scenario glaciale che la sta martoriando. E pompa a pieno ritmo anche la Libia, riconnessa. <strong>Ma non abbastanza da sostituire gli ammanchi dalla Russia </strong>rispetto alla richiesta.</p></blockquote>
<p>Il problema non è la Libia. E&#8217; la Russia. Quella delle promesse di cui sopra. Quella che da diversi anni litiga con l&#8217;Ucraina per il dazio dovuto al passaggio dei metanodotti sul suolo di quest&#8217;ultima. Una situazione che non ha mai trovato un epilogo definitivo, passata attraverso <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_politica_ucraina_del_2008" >colpi di stato più o meno dichiarati</a></noindex>, attentati, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/2004/k/sezioni/esteri/ucraina/avveyush/avveyush.html" >veleni somministrati a politici di spicco</a></noindex> e situazioni che fanno tanto vecchio KGB.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://sites.etleboro.com/files/upload/South_Stream-Bourgas-Alexandropolis.jpg" alt="" />.</p>
<p>In gergo aziendale si chiama &#8220;fornitura a rischio&#8221;. Quando si presenta una simile evenienza, la procedura standard prevede l&#8217;attuazione di tutte le contromisure necessarie a ridurre o quantomeno limitare l&#8217;incidenza di questa copertura sul fabbisogno totale. Incidenza che, in questi casi, non dovrebbe superare il 10/15%.<br />
Dal sito del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgiornale.it/interni/ecco_chi_e_colpa_se_adesso_restiamo_freddo/07-02-2012/articolo-id=570852-page=0-comments=1" >Giornale</a></noindex> riesco non senza fatica a estrarre, in mezzo alla solita marea di puttanate, i dati relativi alle fonti d&#8217;approvvigionamento di gas naturale dell&#8217;Italia:</p>
<blockquote><p>&#8220;<strong>l’88% del gas utilizzato in Italia arriva attraverso il tubo dei gasdotti</strong> e non via nave. Il che si traduce con una dipendenza per oltre i due terzi del fabbisogno nazionale da <strong>Algeria (37%)</strong> e <strong>Russia (30%)</strong>. E se l’Eni non avesse riavviato la <strong>produzione libica (12,5%)</strong>, come ha detto l’ad Paolo Scaroni, la situazione sarebbe ancor più drammatica.&#8221;</p></blockquote>
<p>A parte quell&#8217;8,5% di fornitura di cui non riusciamo a conoscere la provenienza, appare del tutto evidente<br />
che un&#8217;importazione dalla Russia pari al 30% del consumo totale sia un fattore di enorme rischio. Cui va aggiunta, per l&#8217;appunto, la quota del 12,5% proveniente dalla Libia e non certo considerabile sicura. Che equivale a un totale del <strong>42,5% della domanda italiana di gas naturale a rischio fornitura</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.ultimaora.net/wp-content/uploads/2011/12/vladimir-putin.jpg" alt="" /></p>
<p>Torniamo al nostro articolo sul Sole.<br />
Nonostante quest&#8217;analisi, il mio nazionalismo non incontra brecce e prosegue, solido come una roccia, nella fiducia per le istituzioni.<br />
Un Paese degno di questo nome, mi dico, avrà certamente un piano d&#8217;emergenza.</p>
<blockquote><p>E così la terapia preventiva è già, nei fatti, scattata. Con il via alle prime procedure rivolte alle utenze industriali &#8220;interrompibili&#8221; (quelle che pagano il gas di meno rendendosi appunto disponibili a tagliare se serve): prime riduzioni autonome ma obbligate.</p></blockquote>
<p>Eccola, la soluzione.<br />
Come per l&#8217;energia elettrica, vi sono delle utenze &#8220;interrompibili&#8221;: imprese i cui dirigenti hanno deciso di accettare uno sconto sulla bolletta in cambio del rischio d&#8217;interruzione in caso d&#8217;emergenza.<br />
Va benissimo, ma a quanto ammonta questa quota &#8220;interrompibile&#8221; sul totale dei consumi?<br />
Turandomi il naso, torno sul sito del Giornale dove scopro, a corollario di un simpatico tentativo di rilancio dell&#8217;energia nucleare, che &#8220;<strong>nel 2010 il 25,4%</strong> <em>(dei consumi, ndr)</em> è stato destinato <strong>agli usi industriali</strong> e il 41,7% (35,8 miliardi di metri cubi) alla produzione di energia elettrica.&#8221;.<br />
La quota interrompibile è una frazione di quel 25,4% di consumi che, tutto insieme, è comunque una percentuale inferiore rispetto alla quota russa, molto inferiore rispetto alla nostra &#8220;fornitura a rischio&#8221;. Mi spiego meglio: nemmeno se in un momento di crisi come quello attuale decidessimo di tagliare tutto il gas &#8220;industriale&#8221; potremmo far fronte all&#8217;eventuale chiusura dei rubinetti da parte delle nostre forniture a rischio.</p>
<p>Significa non possedere una via di fuga, non avere un piano B.<br />
E infatti&#8230;</p>
<blockquote><p><strong>E poi chissà</strong>. Il chissà per ora non esiste, rassicura per ora il Governo attraverso il &#8220;comitato di crisi gas&#8221; riunito ieri (e riconvocato ogni 24 ore) per concludere con una rassicurazione alle famiglie: distacchi mai. <strong>«Situazione critica ma ben monitorata»</strong> rimarca il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera -cut-</p></blockquote>
<p>Insomma non abbiamo un piano B, non siamo padroni del nostro futuro ma state tranquilli, stanno osservando per benino tutto quel che succede.</p>
<p>Complimenti per la capacità di pianificazione.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/quegli-stronzi-e-incompententi-che-gestiscono-il-nostro-gas/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/serpiko/23711/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><em>Postilla.<br />
Di fronte alla preoccupazione di trovarsi con le chiappe al gelo, passa quasi sotto silenzio l&#8217;ormai prossimo <a href="http://www.mentecritica.net/grecia-si-sta-come-dautunno-sugli-alberi-le-foglie/informazione/oltre-il-confine/dellefragilicose/21666/" title="Grecia: Si sta, Come d’Autunno, sugli Alberi, le Foglie" >fallimento della Grecia</a>, che trova finalmente una data: il 20 marzo, ultimo giorno d&#8217;inverno, è fissato l&#8217;inizio della fine dell&#8217;Occidente economico così come lo conosciamo. </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Era del Biocapitalismo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosso malpelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le tensioni sull’Euro non sono placate. L’informazione dei mass media, come al solito, disinforma offrendo notizie infondate (lo sbandierato e poi smentito, nel giro di poche ore, accordo sulla costituzione di un congruo fondo europeo salva stati, l’unico che potrebbe fornire una risposta forte ai sedicenti “mercati”) e noi ci rallegriamo perché lo spread è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le tensioni sull’Euro non sono placate.<br />
L’informazione dei mass media, come al solito, disinforma offrendo notizie infondate (lo sbandierato e poi smentito, nel giro di poche ore, accordo sulla costituzione di un congruo fondo europeo salva stati, l’unico che potrebbe fornire una risposta forte ai sedicenti “mercati”) e noi ci rallegriamo perché lo spread è sceso a “soli” 416 punti<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/lera-del-biocapitalismo/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/rosso-malpelo/23671/#footnote_0_23671"  id="identifier_0_23671" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="al momento della composizione 4-2-2012 ore 17.31&nbsp; il valore &egrave; 377. Il valore aggiornato &egrave; qui">1</a>)</sup>.<br />
Sembra convincente l’analisi di chi evidenzia come la crisi che attraversiamo non abbia niente di congiunturale. La crisi vi è sempre stata e siamo noi che non ce ne siamo mai accorti.<br />
E ciò perché:<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a)</strong> in un primo momento, dopo la ricostruzione del tessuto industriale e del mercato negli anni 50, nei mitici anni 60/70 (apogeo del c.d. “fordismo” delle grandi imprese e del compromesso sociale tra capitale e socialdemocrazia parasindacale) la ridistribuzione del reddito, anche di quello che non c‘era, veniva attuata attraverso i meccanismi inflattivi (chi non ricorda l’inflazione a due cifre degli anni 70 che tanto faceva bene alle nostre esportazioni. Se poi tutto ciò tagliava le gambe allo sviluppo di un’industria moderna e di punta, alla Confindustria non importava più di tanto). I lavoratori, d’altra parte, erano tutelati dal recupero dell’inflazione attraverso scala mobile e tariffe sociali dei servizi e dei beni essenziali;<br />
La sconfitta sindacale alla FIAT del 1980 preceduta dal ripensamento “virtuoso” del sindacato (svolta dell’EUR del 1978) e dell’ala migliorista della sinistra politica segnano la fine della tolleranza dei ceti industriali a subire le limitazioni all’accumulazione tipiche di quegli anni ;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>b)</strong> poi è venuta la medicina posticipatoria del debito pubblico (anni 80 e 90). Non c’erano più soldi ma si faceva finta che vi fossero stampando carta moneta e creando la montagna del debito pubblico che oggi ci schiaccia; tutti erano contenti, specialmente i sindacati che potevano far finta di non vedere il declino della struttura industriale del Paese che gettava le premesse per il ridimensionamento secco dell’Italia nel novero delle potenze industriali. In particolare, i sindacati stessi teorizzavano la fine del lavoro operaio diventando il bacino di raccolta di pensionati e di impiegati pubblici. Sono stati anni di grandi ristrutturazioni industriali sotto la spinta della rivoluzione tecnologica creata dalla diffusione dei microprocessori. Per la prima volta nel corso della storia del capitalismo il capitale variabile, specialmente quello fatto di assets immateriali (marchi, brevetti, ecc.) cominciava ad assumere un valore monetario uguale se non superiore alle immobilizzazioni industriali). Tutta la logistica era rivoluzionata dall’abbattimento de i costi di trasporto delle merci. La produzione era fatta con sistemi just in time che espungevano costi collaterali e davano luogo ad imponenti fenomeni di outsourcing, esternalizzazioni di lavorazioni a imprese terze, spesso ai limiti della legalità quanto a trattamenti salariali e normative di garanzia ).<br />
Tutto ciò ha dato luogo ad imponenti fenomeni di disoccupazione tecnologica strutturale che rappresentano il vero nodo dei drammi che oggi viviamo. E ciò vale soprattutto per i giovani. Tutto ciò era prevedibile che accadesse ed era stato preveduto da pensatori autorevoli anche se eclettici o eterodossi (in primis, A. Gorz, sociologo austro-francese che, sin dal 1969, teorizzava una risposta a base di riduzioni dell’orario di lavoro a parità di salario).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>c)</strong> oggi, dopo la vittoria culturale e politica del capitalismo, la medicina del debito pubblico è stata squalificata.. L’Unione Europea, sorta sul nobile presupposto di affratellare i suoi popoli dopo la grande tragedia della seconda guerra mondiale, ha fatto della contabilità, dell’equilibrio dei conti pubblici, la sua unica cifra culturale, la sua unica “mission”. Gli stati altro non sono che delle aziende con un budget di spesa da rispettare ed un bilancio da far quadrare;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>d)</strong> le banche e i grandi investitori, istituzionali e non , vogliono che si tengano i conti in ordine e non vogliono perdere i soldi tanto generosamente prestati nella fase sub b). Così pretendono interessi sempre più alti per porsi al riparo dai rischi di default che essi hanno creato e che sempre minacciano. La cosa più eclatante è che continuano a comprare i titoli dei debiti dei vari stati, più o meno inguaiati, con i soldi generosamente elargiti dagli stessi attraverso la BCE a costi ridicoli. Una sorta di commedia delle parti in cui il fine ultimo è quello di spogliare di legittimità ogni richiesta politica di intervento dello Stato nel mercato a tutela dei cittadini massacrati dalle contraddizioni creati da questi soggetti. Oggi i cittadini non devono contare sullo Stato, se vogliono sopravvivere e consumare (perché devono consumare, specie il superfluo creato da un sistema economico che pretende di non aver nessuno aggancio con le esigenze della società. La pressante richiesta di modifica dell’<a href="http://www.mentecritica.net/larticolo-41-della-costituzione/informazione/democrazia-e-diritti/eduardo-quercia/19538/" title="L’Articolo 41 della Costituzione" >art.41 della Costituzione </a>si spiega molto chiaramente in questa luce);</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/02/157963-piramide.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-23678" title="157963-piramide" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/02/157963-piramide.jpg" alt="" width="584" height="331" /></a>vignetta di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://web.ticino.com/demarta/chris/" >Christian Demarta</a></noindex></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e)</strong> siamo, quindi, giunti al biocapitalismo (Marazzi)<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/lera-del-biocapitalismo/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/rosso-malpelo/23671/#footnote_1_23671"  id="identifier_1_23671" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Il biocapitalismo pu&ograve; essere definito come la messa a valore della materia biologica e del vissuto psichico degli individui [...] Il biocapitalismo oltrepassa l&amp;#8217;idea dello sfruttamento del lavoratore salariato o precario per spingersi verso l&amp;#8217;uso dell&amp;#8217;essere umano come identit&agrave; da manipolare a pagamento (chirurgia estetica), come vettore di mode monetizzabili (il fruitore di media e costrutti simbolici), come materia biologica da brevettare (ingegneria genetica), come vissuto da &amp;#8220;riempire&amp;#8221; e a cui trasferire senso (l&amp;#8217;entertainment e l&amp;#8217;industria culturale). [...] Il biocapitalismo non punta a contrattare un costo di acquisto o un prezzo finale, ma a persuadere verso l&amp;#8217;accettazione di un modello di vita.&nbsp; Per l&amp;#8217;articolo completo si veda il blog di Biagio Carrano ">2</a>)</sup> in cui sono le nostre stesse persone che consentono la riproduzione del sintema economico. Le persone senza salario o con salario insufficiente si indebitano facendo fruttare il capitale finanziario che, generosamente, ti da i soldi anche se non sei in condizione di restituirli ( a questo ci pensano le assicurazioni su rischi di insolvenza, pagate dagli stessi percettori dei prestiti; poi, i debiti inesigibili si possono cartolarizzare come hanno fatto, in passato, tutte le nostre banche, salvate dalla possibilità di far diventare crediti i debiti. Magie che valgono solo per questi signori che sono riusciti a guadagnare anche con la bolla dei cosiddetti “subprime”!) ;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>f)</strong> <a href="http://www.mentecritica.net/azione-e-stile-del-governo-monti-tutto-si-fa-per-loro-i-mercati/informazione/il-bello-della-politica/eppursimuove/23453/" title="Azione e stile del governo Monti. Tutto si fa per loro: i Mercati" >fare i soldi solo con i soldi</a> questo è il significato profondo delle seriose riunioni di questi stimabili personaggi che vediamo sfilare in televisione, Monti compreso. Tutto il resto sono briciole. Il senso di tutto ciò è che bisogna tirare la cinghia per continuare in questo stato di cose;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>g)</strong> molte cose si potrebbero fare, dalla Tobin tax alla fine della possibilità di transazioni finanziarie senza coperture immediate di denaro, al divieto dei soliti giochetti di borsa tipo contrattazioni a termine, scommesse sui prodotti finanziari derivati, sui derivati dei derivati, ecc ecc.). Inoltre, si potrebbe ripristinare la vecchia ed aurea regola (inventata dopo i crack bancari degli anni 30) per cui è vietato il sistema delle banche miste che fanno di tutto, dal prestito a breve all’impresa , alla finanza, al credito a lungo termine ecc. Insomma, ripristinare la sana e buona vecchia legge bancaria del 1936, riveduta e corretta. Di ciò sta discutendo, senza successo per ora, persino il buon Obama, un vero rivoluzionario socialista!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>h)</strong> Tutto ciò consentirebbe anche di affrontare i veri nodi dell’economia reale occidentale messa in crisi dalle economie dei paesi emergenti e dai trasferimenti di <em>know how</em> attuati dalle stesse imprese occidentali all’epoca delle grandi dislocazioni in quei territori, attirate dalla possibilità di utilizzare forza lavoro a prezzi bassissimi e dall’assenza di ogni vincolo di carattere ambientale e normativo;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>i)</strong> insomma, tocca a noi difendere il capitalismo da se stesso sempre ammonendo e ricordandoci che esso, insieme al mercato, è un prodotto sociale e non naturale o divino come opportunamente ed autorevolmente ricordato (discorso di sant’Ambrogio del cardinale arcivescovo di Milano). Il che implica automaticamente la legittimazione di ogni intervento di natura politica o giuridica a vantaggio del bene sociale pur senza arrivare a rimpiangere sistemi sociali e politici ( i cosiddetti socialismi reali) squalificatisi e bocciati dalla storia principalmente a causa di se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>j)</strong> la politica nostrana nulla dice di credibile al riguardo e lascia il Paese in preda a tensioni che, se non organizzate ed incanalate, assumono <a href="http://www.mentecritica.net/il-potere-le-lobby-e-lopinione-pubblica/informazione/il-bello-della-politica/fma/23589/" title="Il Potere, le Lobby e l’Opinione Pubblica." >la consueta forma plebea</a> a cui assistiamo in questi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>k)</strong> l’art 49 della Costituzione recita “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” L’art. 49, in realtà, non fotografa più la realtà esistente. L’art.49 dovrebbe essere il contraltare ad una visone meramente liberistica ed individualistica delle garanzie e dei diritti e del cittadino. Segnala la necessità della dimensione collettiva dell’agire sociale e politico. Senza di ciò siamo solo un gregge di consumatori di oggetti, fatti, sentimenti, preconfezionati dal grande supermercato della modernità. L’art.49 è stato di fatto abrogato e allo stato non si vede niente che non sia scomposto agitarsi .</p>
<p style="text-align: justify;">Da dove ripartire rimane sempre i problema dei problemi. E ciò specialmente per una responsabilità verso chi ci seguirà e nei cui confronti siamo stati così clamorosamente inadempienti, sul piano morale prima ancora che su quello economico.<br />
In sintesi, ancor oggi, per noi, dovrebbe valere l’invito che da il titolo ad uno degli ultimi libri di un nostro grande economista, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Napoleoni" >Claudio Napoleoni</a></noindex>, troppo precocemente scomparso: CERCATE ANCORA!</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_23671" class="footnote">al momento della composizione 4-2-2012 ore 17.31  il valore è 377. Il valore aggiornato <a href="http://www.mentecritica.net/spread-europei-cambi-e-indici-di-borsa/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/redazione/22527/" >è qui</a></li><li id="footnote_1_23671" class="footnote"> Il biocapitalismo può essere definito come la messa a valore della materia biologica e del vissuto psichico degli individui [...] Il biocapitalismo oltrepassa l&#8217;idea dello sfruttamento del lavoratore salariato o precario per spingersi verso l&#8217;uso dell&#8217;essere umano come identità da manipolare a pagamento (chirurgia estetica), come vettore di mode monetizzabili (il fruitore di media e costrutti simbolici), come materia biologica da brevettare (ingegneria genetica), come vissuto da &#8220;riempire&#8221; e a cui trasferire senso (l&#8217;entertainment e l&#8217;industria culturale). [...] Il biocapitalismo non punta a contrattare un costo di acquisto o un prezzo finale, ma a persuadere verso l&#8217;accettazione di un modello di vita.  <strong>Per l&#8217;articolo completo si veda <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://biagiocarrano.blogspot.com/2008/02/biocapitalismo.html" >il blog di Biagio Carrano</a></noindex></strong> </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>Italianate</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 15:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io non mi meraviglio affatto che la giustizia italiana sia così tenera nei confronti degli stupratori di gruppo. Si, lo so che scostando il velo pietoso che copre la decisione della Cassazione c&#8217;è un delicatissimo pizzo a tombolo ricamato sul concetto di costituzionalità di una sentenza pregressa ma alla fine il risultato è comunque sgradevole. Si ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Io non mi meraviglio affatto che <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/politica/2012/02/03/news/violenza_branco_cassazione_interpretata_sentenza_consulta_altrimenti_atti_a_corte_costituzionale_e_rischio_scarcerazione-29266805/?ref=HREC2-22" ><strong>la giustizia italiana</strong></a></noindex> sia così tenera nei confronti degli stupratori di gruppo.</div>
<div style="text-align: justify;">Si, lo so che scostando il velo pietoso che copre la decisione della Cassazione c&#8217;è un delicatissimo pizzo a tombolo ricamato sul concetto di costituzionalità di una sentenza pregressa ma alla fine il risultato è comunque sgradevole. Si ha la sensazione che la giustizia, in questi casi, si comporti come una mamma e la mamma dello stupratore di solito crede al figlio e non alla puttana che lo ha inguaiato.</div>
<blockquote><p><em>MEDICO Dica, signorina, o signora, durante l’aggressione lei ha provato solo disgusto o anche un certo piacere&#8230; una inconscia soddisfazione?<br />
POLIZIOTTO Non s’è sentita lusingata che tanti uomini, quattro mi pare, tutti insieme, la desiderassero tanto, con così dura passione?<br />
GIUDICE È rimasta sempre passiva o ad un certo punto ha partecipato?<br />
MEDICO Si è sentita eccitata? Coinvolta?<br />
AVVOCATO DIFENSORE DEGLI STUPRATORI Si è sentita umida?<br />
GIUDICE Non ha pensato che i suoi gemiti, dovuti certo alla sofferenza, potessero essere fraintesi come espressioni di godimento?<br />
POLIZIOTTO Lei ha goduto?<br />
MEDICO Ha raggiunto l’orgasmo?<br />
AVVOCATO Se sì, quante volte?</em></p></blockquote>
<blockquote><p><em>(dal <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.francarame.it/?q=node/185" ><strong>blog di Franca Rame</strong></a></noindex>)</em></p></blockquote>
<div style="text-align: justify;"><span id="more-23697"></span>Gli uomini, se fanno questo tipo di domande è perché pensano che lo stupro di gruppo sia una cosa sessuale. Pensano alle gang bang dei film porno, con le maiale che più ne prendono in tutti i buchi e meglio stanno. Anche le mamme degli stupratori pensano che il figlio sia in carcere per qualcosa di sessuale durante il quale si è divertita più la sgualdrinella che il suo bambino.</div>
<blockquote><p><em> &#8230;Ora quello che mi sta tra le gambe mi entra dentro. Mi viene da vomitare.<br />
Devo stare calma, calma.<br />
“Muoviti, puttana. Fammi godere”. Io mi concentro sulle parole delle canzoni; il cuore mi si sta spaccando, non voglio uscire dalla confusione che ho. Non voglio capire. Non capisco nessuna parola&#8230; non conosco nessuna lingua. Altra sigaretta.<br />
&#8220;Muoviti puttana fammi godere”.<br />
Sono di pietra.<br />
Ora è il turno del secondo&#8230; i suoi colpi sono ancora più decisi. Sento un gran male.<br />
&#8220;Muoviti puttana fammi godere”.<br />
La lametta che è servita per tagliarmi il golf mi passa più volte sulla faccia. Non sento se mi taglia o no.<br />
“Muoviti, puttana. Fammi godere”.<br />
Il sangue mi cola dalle guance alle orecchie.<br />
È il turno del terzo. È orribile sentirti godere dentro, delle bestie schifose.<br />
“Sto morendo, – riesco a dire, – sono ammalata di cuore”.<br />
Ci credono, non ci credono, si litigano&#8230;</em><br />
<em><strong>(<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.scuoladimusical.org/teatro/142-franca-rame-qlo-stuproq.html" >dal monologo di Franca Rame</a></noindex>)</strong></em></p></blockquote>
<div style="text-align: justify;">Lo stupro di gruppo non è niente di sessuale, è sempre una <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2009/02/il-bel-paese-del-te-possino-stupra.html" ><strong>punizione</strong></a>, un atto di violenza pura, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.pacioli.net/ftp/maturita/iacomelli/marocchinate.htm" ><strong>un atto di GUERRA</strong></a></noindex>. Un&#8217;alternativa all&#8217;omicidio a volte ancora più letale. E&#8217; qualcosa che devasta, squarcia, lacera il corpo e la mente.</div>
<div style="text-align: justify;">Per la vittima è un&#8217;esperienza talmente orribile che, non a caso, quando gli uomini la subiscono &#8211; e in guerra succede a chi la perde, come nelle carceri e nei luoghi di segregazione, ai danni di disabili fisici e mentali o maschi percepiti dal branco come sottomessi perché, ad esempio, omosessuali &#8211; la rimuovono completamente, non ne parlano, lo negano come eventualità e, per difendersene, la fanno diventare un fatto sessuale che riguarda solo le donne e che non è poi così grave. Qualcosa di leggero e divertente o perfino esteticamente artistico se riprodotto a ritmo di &#8220;Singin&#8217; in the rain&#8221; o fotografato &#8211; in versione gay &#8211; per una campagna pubblicitaria modaiola.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.crestock.com/uploads/blog/2009/controversial/34-DG-gay-rape.jpg" ><img class="aligncenter" src="http://www.crestock.com/uploads/blog/2009/controversial/34-DG-gay-rape.jpg" alt="" width="500" height="400" /></a></noindex></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;">Invece, l&#8217;essere stati violati è qualcosa che ti condanna ad una premorte che durerà tutta la vita. Ti rimarrà sempre dentro quel dolore, la fitta dell&#8217;umiliazione, la disperazione della rabbia di non esserti difesa ed essere stata difesa. Il ricordo del tuo dolore e di loro che invece ridevano. Di te.<br />
Come potevano ridere? Perché era la gioia di farti del male e di farlo anche al tuo compagno, a tuo padre, al tuo capo di Stato che stava perdendo la guerra, quel coglione. Perché loro pensano che lo stupro di gruppo sia soprattutto una vendetta trasversale della quale a soffrire sarà il maschio ferito nell&#8217;onore. La donna è solo un mezzo. Se dopo schiatta o sopravvive ma distrutta, sono solo dettagli.</p>
<p>Lo stupro di gruppo come punizione e atto di guerra nei confronti di avversari politici. L&#8217;ideale, se questi sono donne da colpire al cuore.</p>
<div style="text-align: justify;">Volevano dare una lezione a <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.abruzzo24ore.tv/news/--Io-non-sono-mai-riuscita-a-perdonare---Franca-Rame/9334.htm" >Franca Rame</a></noindex></strong> e scelsero<strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.jacopofo.com/node/1904" > il modo più efficace</a></noindex></strong> per farlo. Qualcuno brindò in una caserma, alla notizia del rapimento dell&#8217;attrice. Dello stupro si parlò solo anni dopo ma, chi sapeva, sapeva esattamente cosa era successo. Terrorismo, <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/02/11/il-generale-gioi-per-lo-stupro.html" >marocchinata di Stato</a></noindex>. </strong>Un tocco di regime sudamericano nei nostri fottuti anni settanta. I soliti che a volte ritornano.<br />
Poi l&#8217;altro stupro di gruppo punitivo, nel 1979, ai danni di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.senonoraquando.eu/?p=7058" ><strong>Lucia Luconi</strong></a></noindex>, regista RAI, che solo di recente aveva deciso di pubblicare<strong> <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article2330" >il libro</a></noindex> </strong>nel quale raccontava la sua atroce esperienza, scritto appena pochi mesi dopo quei venticinque minuti di quella notte. Libro oltretutto difficile da pubblicare  perché, secondo le case editrici, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.molfettalive.it/news/Attualit%C3%A0/8208/news.aspx#main=articolo" ><strong>era troppo violento nei confronti dei maschi</strong></a></noindex>.</div>
<div style="text-align: justify;">E poi quarant&#8217;anni dove, nella percezione istituzionale dello stupro di gruppo come crimine assoluto, non è cambiato nulla, nonostante il Circeo, nonostante i tanti episodi di cronaca. Non c&#8217;è certezza che sia avvenuto lo stupro, non siamo sicuri, ipergarantismo per gli accusati. Non in carcere, per carità, che potrebbe succedere anche a loro. Benevolenza, pignoleria nell&#8217;applicare la legge. Pizzo a tombolo.<br />
Non hanno coraggio di condannare senza appello un atto di guerra perché siamo in guerra.</div>
<blockquote><p><em>Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora&#8230; Sento le loro domande. Vedo le loro facce&#8230; i loro mezzi sorrisi&#8230; Penso e ci ripenso&#8230; Poi mi decido&#8230;<br />
Torno a casa&#8230; torno a casa&#8230; Li denuncerò domani.</em></p></blockquote>
<blockquote><p><em>  <strong>(<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.scuoladimusical.org/teatro/142-franca-rame-qlo-stuproq.html" >dal monologo di Franca Rame</a></noindex>)</strong></em></p></blockquote>
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		<title>Cronache studentesche: Guerra Fredda al Venturi</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 09:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Qualk1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Futuro è nei Giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualcuno su queste pagine, qualche tempo fa, si lamentava della coscienza giovanile che era stata assente in tutti questi anni. Era assente quando sia la destra sia la sinistra hanno contribuito ad affossare sempre più la situazione di questo paese, quando hanno ridicolizzato la politica e l’hanno fatta a brandelli, quando l’Italia è diventata lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno su queste pagine, qualche tempo fa, si lamentava della coscienza giovanile che era stata assente in tutti questi anni. Era assente quando sia la destra sia la sinistra hanno contribuito ad affossare sempre più la situazione di questo paese, quando hanno ridicolizzato la politica e l’hanno fatta a brandelli, quando l’Italia è diventata lo zimbello dell’Europa e del mondo e checché se ne dica non è l’unica e neanche la peggiore.</p>
<p>Adesso, qualche coscienza giovanile si è svegliata. Da qualche tempo sono nati dei movimenti all’interno degli istituti, in cui si susseguono occupazioni, scioperi e manifestazioni.</p>
<p><span id="more-23658"></span>Alcune di queste, però, sembrano non essere più tollerate. O almeno, questa sembrerebbe l’intenzione. Gli studenti si stanno svegliando e vanno fermati prima che prendano completa coscienza della situazione. Se prima c’erano studenti svogliati, ora ci sono studenti scomodi che vanno sedati.</p>
<p>A Modena, durante le ultime settimane di novembre, gli studenti di alcune scuole hanno congiuntamente deciso di occupare gli edifici scolastici al fine di criticare i<a href="http://www.mentecritica.net/il-potere-le-lobby-e-lopinione-pubblica/informazione/il-bello-della-politica/fma/23589/" title="Il Potere, le Lobby e l’Opinione Pubblica." >l modo in cui il “premier” Monti era (è) salito al potere</a> e su come la crisi dovrebbe essere affrontata.</p>
<p>L’azione è stata subito condannata da parte del preside, che ha invitato studenti e genitori a richiedere lo sgombero dei locali da parte delle forze dell’ordine, nonché l’interruzione del servizio di riscaldamento alla provincia (i documenti ufficiali sono tutti <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.isaventuri.it/infoscuolafamiglia.htm" >qui</a></noindex>).</p>
<p>L’occupazione (andata avanti per 6 giorni senza che alcuna delle due richieste del preside venisse accolta) ha scatenato purtroppo anche qualche dissenso all’interno degli studenti  e relative famiglie che, considerando l’occupazione un atto illegale, lo hanno etichettato come un gesto da condannare a priori. Il tutto è avvenuto, per i primi tre giorni, solamente sul <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/https://www.facebook.com/groups/231687446893367/" >gruppo del collettivo</a></noindex> su Facebook. Finalmente il quarto giorno, dopo innumerevoli sollecitazioni a presentarsi a scuola per appianare le ostilità, hanno deciso di entrare per esprimere il loro dissenso mai espresso prima se non su Facebook. Appena entrati hanno dichiarato di avere solo un’ora di tempo perché poi sarebbero dovuti andare a lezione nelle sedi succursali per usufruire del loro “diritto allo studio” (parole che, solo pochi anni fa, erano sulla bocca di individui come Berlusconi o la Gelmini). Fortunatamente qualche savio del gruppo ha deciso di spendere qualche spicciolo in più del proprio tempo, impegnandosi (dopo che gli occupanti avevano promesso di abbandonare l’edificio il giorno seguente) a organizzare una manifestazione per la settimana successiva. Una manifestazione, dicevano, che era un atto legale, e che non avrebbe interrotto il regolare svolgimento delle ( d’un tratto fantastiche) lezioni della<a href="http://www.mentecritica.net/la-scuola-e-morta/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/lupoalburnino/12045/" title="La Scuola è Morta" > scuola italiana</a>. Una manifestazione, ahimè, che non c’è mai stata.</p>
<p>Al rientro a scuola il dirigente scolastico ha subito preso le distanze da chi aveva riconosciuto come occupante, rifiutandosi di rivolgere loro la parola o addirittura lanciando frecciatine come “ti invito a dimetterti dal Consiglio d’Istituto perché le persone come te non sono degne di starci”. C’è da chiedersi: ma le persone come chi? Come chi s’interessa di quello che avviene nel proprio paese?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/396236_10150503199696065_348654911064_8931003_1252672628_n.jpg" alt="chi occupa preoccupa!" width="587" height="650" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A quanto pare sì, visto che la prima decisione del preside è stata quella di sbarazzarsi del collettivo “Amici del Venturi” (aperto dal ’98) cambiando la serratura dell’aula destinata alle riunioni ed esortando gli studenti a riprendersi il materiale che vi era ancora all’interno. Insomma, le cose stanno così: voi decidete di occupare? E io vi tolgo il collettivo, così vediamo se vi riunite ancora a confabulare di proteste, rivolte, occupazioni e quant’altro. Poi, se mi capita, vi caccio qualche cinque in condotta e un paio di sospensioni, così sono sicuro che per quest’anno ancora state buoni. L’anno prossimo tanto il problema sarà di qualcun altro, io me ne vado in pensione. E magari, facendo così, riesco anche a tacervi per sempre.</p>
<p>Al rientro dalle vacanze di Natale, infatti, 15 persone si sono ritrovate nella posta una lettera della scuola con sopra riportate le sanzioni prese verso gli “studenti molto attivi che hanno rivestito ruolo di promotori e organizzatori, ovvero sono risultati molto attivi nel corso dell’occupazione”. E’ curioso notare come la colpa di tali studenti sia solo quella di essere stati attivi durante una protesta, e NON di aver compiuto atti vandalici o aver arrecato i danni citati dal preside a fine occupazione.</p>
<p>Ma c’è qualcosa di più grave che si nasconde dietro tutta questa faccenda: gli studenti citati in causa (né loro, né i loro genitori) non sono mai stati informati del “processo” che il preside aveva instaurato a loro carico, e anche quando gli stessi studenti (fiutando qualcosa che era nell’aria) hanno chiesto un incontro con i Consigli di Classe, gli è stato risposto che non era possibile perché “non è la prassi” (cosa che poi si è rivelata errata). D’altronde di Consigli di Classe non ce n’è neanche stati. In compenso si è tenuto un Consiglio allargato a tutte le classi degli alunni da “condannare” (cosa che, come si può leggere <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.retescuole.net/contenuto/?id=20120122060320" >qui</a></noindex> è assolutamente a-normale).</p>
<p>Seppur con tutti gli errori che gli studenti possono aver fatto nel gesto che hanno deciso di compiere, ho l’impressione che l’intenzione del preside non fosse quella di veicolare le proteste dei giovani in ambiti più legali dell’occupazione, bensì quella di punire chi aveva fatto troppo chiasso in un periodo delicato della politica italiana, e di sopprimere sul nascere qualsiasi avvisaglia di reazione concreta da parte dei giovani. Con lui, anche altri presidi hanno intrapreso questa strada che sembra aver preso una brutta piega. La piega di una repressione effimera e silenziosa, attenta a non diventare clamorosa, ma efficace quanto una scarica di celerini<sup>1</sup>.</p>
<p><sub><sup>1</sup>va annotato che il preside è stato carabiniere</sub></p>
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		<title>Azione e stile del governo Monti. Tutto si fa per loro: i Mercati</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eppursimuove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Bello della Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Il Futuro è nei Giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[Parte della stampa &#8211; non quella a libro paga Berlusconi -, parte dei politici che lo sostengono, nonché parte dell’opinione pubblica, riconoscono due caratteristiche al governo di Mario Monti: 1. in due mesi ha esaminato, proposto, disposto, più di quanto abbia fatto in tre anni Berlusconi; 2. il modo di porsi di Monti e dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parte della stampa &#8211; non quella a libro paga Berlusconi -, parte dei politici che lo sostengono, nonché parte dell’opinione pubblica, riconoscono due caratteristiche al governo di Mario Monti:</p>
<p>1. in due mesi ha esaminato, proposto, disposto, più di quanto abbia fatto in tre anni Berlusconi;<br />
2. il modo di porsi di Monti e dei ministri, il linguaggio, il cosiddetto ‘stile’ è ben diverso da quello di Berlusconi.</p>
<p>Le due caratteristiche sono oggettivamente reali.<br />
Ovviamente, è facile comprendere come il “fare” non sia in sé sufficiente. Conta “cosa si fa”, “come lo si fa”, “perché lo si fa”.<br />
<span id="more-23453"></span>Personalmente, ritengo che la manovra ‘salva Italia’ abbia attinto prevalentemente alle tasche disponibili: quelle di chi paga le tasse e costerà, nei prossimi mesi, sulle medesime.</p>
<p>Vedremo se la trasmissione dei movimenti di conto correnti all’Agenzia delle Entrate sarà incrociata con altra movimentazione e altre segnalazioni, così da individuare gli evasori fiscali per costringerli a versare il dovuto.<br />
Quanto alle liberalizzazioni &#8211; da una prima veloce scorsa &#8211; si tratta più che altro di aumentare il numero di accessi ad alcuni settori, più che modificare in modo incisivo logiche di gestione.Per non dire di quella norma che consente di aprire un’impresa con un solo euro. Omaggio di un bocconiano: Monti a dei bambocci bocconiani.<br />
Dopo che tu, giovane laureato alla Bocconi, hai versato un euro per aprire &#8211; formalmente – un’impresa, dovrai trovare il capitale necessario per avviare e mantenere l’attività. Se hai il papà commercialista – laureato alla Bocconi o altra università (accettiamo anche questi, per quanto..la Bocconi è la Bocconi) &#8211; ce la puoi fare, perché risparmi i costi del settore. Non sei strangolato, nel gestire l’impresa, dalle spese che devi sostenere per le consulenze di liberi professionisti (quasi sempre evasori) e/o per le organizzazioni varie che lo Stato italiano rende obbligatorie o di fatto, non rinunciabili per mantenere l’attività.<br />
Contrariamente: chiudi il giorno dopo che hai versato l’euro. A proposito..chiudere un’impresa è gratis o ha un costo? Minore, uguale o maggiore di 1 euro?<br />
Io da piccola (ma anche da adulta) giocavo con il Lego. I giovani d’oggi possono giocare con una norma di Monti.<br />
Non me ne voglia il bocconiano Monti: preferisco il Lego.</p>
<p>E come già scritto qualche giorno fa: il punto non è <a href="http://www.mentecritica.net/fase-2-cresci-italia-cresci-consuma-e-crepa/informazione/cronache-italiane/ilbuonpeppe/23398/" title="Fase 2: Cresci Italia! Cresci, consuma e… crepa" >la fantomatica “liberalizzazione”</a> ma la sconosciuta semplificazione. Vale a dire: individuare ciò che attiene alla realizzazione di un’attività sociale eliminando burocrazie parassitarie, costi inutili. Tutto ciò finalizzato &#8211; in un contesto di regole definite e di controlli attuati – a consentire ai cittadini italiani di intraprendere impresa, produrre e dare occupazione.<br />
La parola “semplificazione”, da quanto apprendo, sembrerebbe entrare nel lessico del governo Monti con prossimo decreto. Attendo di verificare se stiamo parlando della stessa cosa o non già della solita filosofia pro ‘Mercati’.<br />
Ecco che questa parola mi porta alla seconda caratteristica di Monti e dei suoi ministri, supportata da certa stampa, da alcuni politici, da una parte sociale.</p>
<p>Mi direte: la seconda caratteristica è di importanza minore rispetto alla prima.<br />
Eh..no. In linea di principio (ma non solo): è così. Sennonché: la forma a volte è sostanza. Dice “chi siamo” “cosa siamo” “perché siamo”.<br />
Rispetto al vecchio nano puttaniere e al suo codazzo d’inetti servi, indubbiamente Mario Monti e il suo esecutivo si pongono in modo diverso. Sia dal punto di vista formale (linguaggio) sia dal punto di vista sostanziale (comportamenti).<br />
Non vale, per me, l’obiezione che i ministri di Monti e il premier siano spesso in tv. Le scelte fatte da due mesi a questa parte, in un contesto generale ed europeo critico, chiedono che sia fatta un’adeguata comunicazione anche tramite talk show.</p>
<p>Ma cosa c’è in questo stile comunicativo del governo Monti? C’è, soprattutto, una parola: ‘Mercati’.<br />
Da due mesi a questa parte ho letto e ascoltato a sufficienza sia Monti sia alcuni dei suoi ministri e sottosegretari. Ho sentito ripetere come un’ossessione, una sola parola: ‘Mercati’.<br />
Bene.<br />
Mi sono rotta i coglioni.<br />
Spiacente. Non mi sovviene un’espressione più raffinata. Più accademica.</p>
<p>Però.<br />
Prendo atto che questa è la parola d’ordine, la parola all’ordine del giorno.<br />
E, allora, parliamone…</p>
<p>Mario Monti e alcuni dei suoi ministri sanno esprimersi in lingua italiana. Linguaggio chiaro, senza fronzoli. E’ assente la dialettica arzigogolata di chi dice il nulla.<br />
Poiché hanno questa capacità e anche il bisogno costante di ricordarci che tutto ciò che si pensa, si decide, si fa, è per i ‘Mercati’, perché non ci spiegano esattamente cosa siano queste entità e perché ciò che si sta facendo è prioritario per loro.<br />
Perché, con sano realismo ma, probabilmente, una dose d’ingenuità, penso che il centro di attenzione debba essere il ‘mercato’. Il mercato del quartiere, il mercato rionale. Il supermercato.<br />
No. Non è populismo. E’ il paese reale, cari (nel senso che mi costate con le vostre manovre) professori.</p>
<p>E, allora, poiché Monti non ce la racconta tutta sui ‘Mercati, vediamo se riesco a raccontarvi qualcosa io. E alla fine del racconto, stabilirete voi cosa sia il governo Monti. Stile incluso.</p>
<p>Mi rendo perfettamente conto – e con me moltissimi italiani &#8211; che <a href="http://www.mentecritica.net/naufragio-italia-bbb-anche-dallagenzia-di-rating-cinese-dagong/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/giovanni-guariniello/23337/" title="Naufragio Italia: BBB Anche dall’Agenzia di Rating Cinese Dagong" >siamo in una situazione di crisi generale</a>, sotto l’attacco dei mercati finanziari e con due partner europei che ci hanno dato i compiti da fare a casa, sui quali ci danno i voti, promuovendoci o bocciandoci. Come succede nelle “migliori scuole”, gli studenti sono giudicati, gli insegnanti: no.<br />
In una situazione siffatta, di cui Monti non è direttamente responsabile, è logico che l’approccio concreto oltre che formale sia mirato a risolvere, stabilizzare. Rassicurare.<br />
Tutto si dice e si fa per i mercati. Dobbiamo “rassicurare i mercati”. “I mercati ci stanno mettendo a dura prova”. Le misure adottate devono piacere ai mercati. “Domani vedremo come risponderanno i mercati”.<br />
Con sano realismo.<br />
Non possiamo scansare gli effetti provocati dalla finanza. Ma dovremmo anche dirci una verità che, necessariamente, deve raccontare in modo un po’ sommario ma che spero renda l’idea.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/03/wall-street-bull.jpg" ><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/03/wall-street-bull.jpg" alt="" width="588" height="400" /></a></p>
<p>Le crisi economiche e finanziarie sono cicliche. L’andamento dei mercati borsistici è fatto di discese e successive risalite con le quali ottenere nuovi profitti. Si creano cicli di scossoni nei mercati. Spesso slegati da reali mutamenti nell’oggetto dell’investimento da giustificare uscite massive. Le quotazioni iniziano una parabola discendente per effetto dei massicci disinvestimenti degli investitori istituzionali (fondi d’investimento, banche). Il valore delle aziende, dei titoli quotati, scende al di sotto del reale valore patrimoniale dell’azienda (sia essa privata, sia esso Stato). Raggiunto il punto di “assestamento” funzionale ad uscire realizzando utili o limitando le perdite, gli investitori istituzionali si ripresentano per investire. Riacquistano quantità massive e costanti.</p>
<p>Il riacquisto azzeccato è quello che avviene quando il valore del titolo è inferiore a quello reale dell’azienda (privata o Stato). Non è difficile comprendere che se il prezzo di vendita (al netto di commissioni e tasse) nel momento della discesa borsistica, era superiore al valore di acquisto iniziale, l’uscita dai ‘Mercati’ avviene realizzando comunque profitti, o, nella peggiore delle ipotesi, con perdite non significative.<br />
Ma, anche nel caso in cui l’uscita avesse provocato perdite reali (che significherebbe che l’analista finanziario non ha saputo fare il suo mestiere, salvo condizioni particolari eccezionali non prevedibili) c’è tempo e modo per coprire la perdita e riguadagnare.<br />
Si tratta di capire in quale momento – da quale momento – rientrare nei ‘Mercati’.<br />
In sintesi: ho venduto un titolo per un valore superiore o pari al prezzo dell’acquisto iniziale, lo riacquisto dopo un periodo nel quale il valore è sceso al di sotto del valore reale. La differenza tra i due valori – al netto di spese e tasse &#8211; è il mio utile. Che può compensare una precedente perdita o, addirittura, costituire un guadagno.</p>
<p>Ovviamente, tutto questo movimento di uscita ed entrata ha effetto limitato o nullo se effettuato da pochi azionisti. Viceversa, se il movimento di entrata e uscita è eseguito da investitori istituzionali (fondi comuni d’investimento, banche) voi capite che gli effetti finanziari e, conseguentemente, economici sono consistenti.<br />
Tanto da volere e ottenere, da parte dei governi, politiche economiche che consentano a queste entità che “alloggiano” in maniera permanente nei ‘Mercati’ (sia quando ne sono fuori, sia quando ne sono dentro) di realizzare le condizioni favorevoli ai loro interessi. Che sono gli interessi dei clienti che rappresentano.<br />
E tra i clienti, non ci mettiamo i piccoli risparmiatori, ma patrimoni privati di rilievo, aziende alle quali sono concessi finanziamenti per investimenti in altre società.</p>
<p>Questo è, in linea generale (i bocconiani mi perdoneranno la rappresentazione non accademica), il “funzionamento”, la “logica” dei ‘Mercati&#8217; e dei cosiddetti ‘poteri forti’.<br />
Chi sia forte e debole in questo meccanismo non è difficile intuirlo.</p>
<p>La domanda a questo punto potrebbe essere: <a href="http://www.mentecritica.net/sp-un-rating-tutto-nuovo-per-litalia-bbb-come-la-bulgaria-e-peggio-della-colombia/cuore-di-tenebra/bacio-della-buonanotte/dellefragilicose/23300/" title="S&amp;P, un Rating Tutto Nuovo per l’Italia: BBB, Come la Bulgaria e Peggio della Colombia" >ce ne possiamo fregare di questi ‘Mercati’</a>? No. Perché ci stanno impoverendo. No, se tutto ciò che si fa è…per loro. No, se le manovre economiche, l’aumento dei prezzi, la riduzione del potere d’acquisto di stipendi e pensione deriva da politiche “obbligate” dall’andamento dei ‘Mercati’.<br />
Va detto, perché dobbiamo guardare in faccia la realtà e renderci conto che viviamo – mediamente – nel superfluo, che di là dei movimenti dei ‘Mercati’, dovremmo rivedere il nostro stile di vita. Il modo di pensare, le priorità, il modo di stare nel sociale.<br />
Perché la crisi che si sta attraversando è, sì, provocata a “arte” dalle logiche sopra descritte ma ha gioco facile nell’era dell’eccesso, del superfluo, del: tutto, subito, senza fatica.</p>
<p>Sono stata prolissa, ma l’argomento è “pesante”.<br />
Vorrei chiudere arrivando a un dunque sullo “stile del governo Monti”.<br />
Io ne ho le palle piene di sentir parlare di ‘Mercati&#8217; senza che, onestamente, si affermi la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità su queste entità.<br />
Monti e i suoi eminenti professori stanno lavorando per dare un futuro ai nostri figli? Ma che bravi.<br />
Senza verità, chiarezza totale, non si fa il bene di nessuno. Non si fa bene a nessuno. Se non…ai ‘Mercati’.<br />
Perché Mario Monti sta rispondendo alle attese dei ‘Mercati’, più che dei nostri figli.<br />
‘Mercati’ che non ricambiano (se non parzialmente, da qualche giorno). Non hanno ancora manifestato il loro apprezzamento alla politica del premier. Lo faranno dal momento in cui le misure di Monti saranno approvate e attuate. Lo faranno quando gli investitori istituzionali avranno stabilito che è arrivato il momento di rientrare nei ‘Mercati’ italiani.<br />
Monti è il miglior aziendalista che potessero trovare. “Curioso” (ma forse, no) che a scovarlo sia stato un ex comunista (Giorgio Napolitano).</p>
<p>La prossima domanda che dovremo porci è se questa politica per “convincere” “rassicurare” “rispondere” ai ‘Mercati’ giova o no e in che misura agli italiani. Vedremo, nel medio e lungo periodo.<br />
Personalmente, ne dubito fortemente. Perché la ripresa dei ‘Mercati’, la crescita che si dovesse realizzare nei prossimi anni è fasulla. Non è la risposta alla crisi generale che stiamo attraversando.<br />
In questo senso:<br />
Se il modello di sviluppo sarà quello che conosciamo da vent’anni a questa parte (e anche più) a beneficiare saranno sempre i soliti: coloro che giocano e vivono nei ‘Mercati’. Coloro che chiedono crescita per ritrovare o aumentare profitti. Non coloro che chiedono giustizia sociale, un modello politico-economico rispondente alle esigenze vere dell’uomo.<br />
I primi sono concentrati sui ‘Mercati’, gli altri vivono nel paese reale: quello che va al ‘mercato’.<br />
E, allora, la domanda conclusiva che dovremo porci e alla quale dovremo dare o attendere una risposta è la seguente: quale crescita? Per quale modello economico e sociale.<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/la-crisi-il-mercato-e-le-pecore-a-montecitorio/informazione/il-bello-della-politica/fma/23204/" title="La crisi, il mercato e le pecore a Montecitorio" >E’ già tardi per pensare a un modello diverso</a> da quello che ciclicamente è governato dai ‘Mercati’.<br />
Nel frattempo, sarebbe di buon gusto, sarebbe un buon esercizio di stile se Monti &amp; C. la piantassero di iniziare, continuare, terminare un discorso mettendo al centro la parola ‘Mercati’.<br />
Quanto meno, evitino di prendere le distanze dalle affermazioni sul loro conto di “relazione” con i “poteri forti”.</p>
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		<title>Risparmi: Strategie di difesa in tempo di crisi. Intervista a &#8220;Il Grande Bluff&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proseguendo i miei incontri virtuali con i top blogger economici, sono lieta di presentarvi questa conversazione con Stefano Bassi, blogger de &#8220;Il Grande Bluff&#8221;, che ho iniziato a seguire da qualche tempo e che è sempre sulla notizia, anche attraverso il suo seguitissimo twitter. Si parla di crisi ovviamente, e soprattutto dei suoi effetti sui nostri risparmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Proseguendo i miei <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/12/intervista-sulla-crisi-prima-parte.html" >incontri</a> <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/12/intervista-sulla-crisi-seconda-parte.html" >virtuali</a></strong> con i top blogger economici, sono lieta di presentarvi questa conversazione con <strong>Stefano Bassi</strong>, blogger de <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgrandebluff.info/" ><strong>&#8220;Il Grande Bluff&#8221;</strong></a></noindex>, che ho iniziato a seguire da qualche tempo e che è sempre sulla notizia, anche attraverso <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://twitter.com/intent/user?screen_name=grandebluff" ><strong>il suo seguitissimo twitter</strong></a></noindex>. Si parla di crisi ovviamente, e soprattutto dei suoi <strong>effetti sui nostri risparmi e di come difendersene</strong>. Buona lettura.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Nel profilo che troviamo sul tuo blog <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgrandebluff.info/" >&#8220;Il Grande Bluff&#8221;</a></noindex> ti definisci un ex trader, attualmente top-blogger economico-finanziario-esistenzialista. Ci spieghi meglio il tuo percorso?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Ho fatto un po&#8217; di tutto. Prima ho lavorato all&#8217;Università, ho fatto l&#8217;imprenditore informatico e web, poi ho fondato nel 2000 <strong>Borsarumors</strong>, diventata la seconda community italiana per utenti dopo finanzaonline, basata su un gruppo dei migliori traders italiani. Ho fatto il trader con successo per svariati anni e poi ho incominciato a fare il blogger e l&#8217;ho trasformato in un mestiere.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><span id="more-23446"></span>L&#8217;Italia ha varato una manovra finanziaria anticrisi definita &#8220;impressive&#8221; dalla Merkel ma che tuttavia qualcuno considera recessiva e perfino inefficace contro la crisi globale. Come se non bastasse, la politica vuole intervenire per modificare qui e tagliare di là, dando l&#8217;impressione di voler andare a parare nella solita soluzione all&#8217;italiana del cerchiobottismo. </strong><br />
<strong>E&#8217; serio, per dire, rimangiarsi il discorso sull&#8217;ICI perchè lo chiede il centrodestra e fare concessioni sulla riforma pensionistica perchè così vuole la sinistra? Un governo tecnico non dovrebbe fare e basta, senza rimangiarsi tutto il giorno dopo? E&#8217; perchè stanno lavorando con la fretta alle calcagna o anche il governo Monti sarà destinato ad arrendersi al gattopardismo del cambiare tutto per non cambiare nulla? Non si starà dimostrando che la democrazia è sempre più incompatibile con il governo dell&#8217;economia e quindi, in situazioni di emergenza, vige la legge marziale? E&#8217; questo principio, di rinunzia alla propria sovranità, che in fondo questa crisi vuole imporre al mondo?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Dieci domande in una e di politica pure&#8230; Io nel mio blog cerco di parlare di economia e finanza in modo il più asettico ed imparziale possibile e lontano dalla politica, che ormai ha perso buona parte del suo significato come ha perso significato la distinzione destra-sinistra.</div>
<div style="text-align: justify;">Il mondo ormai è in mano alla finanza ed all&#8217;economia, conta solo quello perchè tutti pensano ormai solo a fare soldi. Dunque i governi ormai contano soprattutto per le loro finanziarie, soprattutto adesso che ci troviamo in una crisi epocale.</div>
<div style="text-align: justify;">Il governo Monti, secondo me, sta perseguendo i suoi obiettivi celermente e senza troppe marce indietro.</div>
<div style="text-align: justify;">Ormai sono i &#8220;trader&#8221; e la finanza a governare in modo molto veloce, via spread e affini: sono loro che  fanno cambiare velocemente i governi.</div>
<div style="text-align: justify;">Con la Grande Crisi abbiamo sprecato una grossa occasione: si poteva depotenziare e limitare uno dei grandi responsabili  - anche se non l&#8217;unico-  ovvero <strong>la finanza</strong> ed invece è stata salvata e tamponata in tutti i modi, sbracando i conti pubblici. Adesso la finanza fa come prima e peggio di prima.</div>
<div style="text-align: justify;">Purtroppo c&#8217;è ben poco da fare perchè ormai è tutto trasversale e globalizzato: se fai delle normative limitative, queste vengono aggirate, magari spostandosi in Mongolia.</div>
<div style="text-align: justify;">Abbattendo prima di tutto la leva finanziaria 1 a 50 molte cose cambierebbero ma non lo faranno mai, anche perché una manovra del genere ci farebbe tornare ad un&#8217;economia anni &#8217;50 e molti dovrebbero rinunciare a cambiare auto ed I-phone come cambia i calzini.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/01/euro_crisis.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-23447" title="euro_crisis" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/01/euro_crisis.jpg" alt="" width="588" height="392" /></a></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Perché non vogliono proprio accettare <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/09/e-tempo-che-i-cammelli-passino-dalla.html" >il Piano Rubik</a>? Non piaceva a Tremonti e pare non piaccia neppure al governo Monti. E&#8217; perché hanno tutti i soldi in Svizzera, oppure ha ragione Giarda a dire che sarebbe dopotutto un condono e quindi non s&#8217;ha da fare &#8211; anche se lo hanno già fatto Germania e Gran Bretagna?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Bisogna senz&#8217;altro colpire chi ha portato soldi in nero in Svizzera ma se non lo fai in fretta servirebbe a poco perché tutti quei furboni li stanno già spostando alle Bahamas.</div>
<div style="text-align: justify;">Il Piano Rubik non è la soluzione con la S maiuscola ma è una cosa da fare e che, coinvolgendo molti amici degli amici in Italia, si fatica a fare.</div>
<div style="text-align: justify;">Bisogna però distinguere nettamente gli evasori da tutti gli italiani che stanno portando soldi in Svizzera LEGALMENTE  e regolarmente li dichiarano nel 740.</div>
<div style="text-align: justify;">Questa è una tendenza assolutamente sensata ai tempi della Grande Crisi: tutto è globalizzato, quindi <strong>perchè non globalizzare i risparmi?</strong> Differenziando e delocalizzando riduci i rischi che tutti i tuoi onesti e sudati risparmi vadano in fumo, soprattutto con un euro in bilico come abbiamo ora.</div>
<div style="text-align: justify;">I risparmi sono l&#8217;ultima difesa dell&#8217;Italia e se ce li giochiamo male non abbiamo più nulla per difenderci. Bisogna essere pragmatici e realisti ma è anche una battaglia ideale: delocalizzandoli, si tolgono legalmente i risparmi da un&#8217;Italia in mano alla Casta che la soffoca da 20 anni e dunque si toglie ossigeno alla Casta stessa.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Ti sei fatto un&#8217;idea del perché stiamo tutti al capezzale dell&#8217;Euro e del cosa l&#8217;ha fatto ammalare? E&#8217; perchè è una moneta nata male, perché era diventata troppo forte e dava fastidio ad altre divise &#8211; principalmente il dollaro &#8211; e quindi la stanno avvelenando lentamente oppure è proprio la stupidità degli europei che non sono capaci di mettersi d&#8217;accordo sul bene comune? Chi sta facendo più male all&#8217;euro in questo momento: l&#8217;incertezza della Merkel, la scelleratezza dei PIIGS, l&#8217;ambiguità della Gran Bretagna che vuol stare sia dentro che fuori all&#8217;Europa ma per poter fare meglio i suoi interessi, compresi quelli speculativi, oppure altri?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Il fatto che l&#8217;euro rischi di saltare è una questione complessa che ha decine di cause.</div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;importante è stabilire delle priorità d&#8217;importanza e non dare la colpa principale a complotti fantasmatici o alle <a href="../standard-e-poors-italia-retrocessa-in-bbb/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/23315/"><strong>agenzie di rating</strong></a>.</div>
<div style="text-align: justify;">La colpa principale è imputabile a noi stessi che abbiamo creato un&#8217;unione monetaria con già dei gravi difetti di nascita che poi non ci siamo premurati di risolvere. Non abbiamo fatto passi avanti verso l&#8217;integrazione fiscale e politica. Per questi motivi, una semplice unione monetaria ed un&#8217;Unione Europea con istituzioni inefficienti tra loro non può funzionare in tempi di crisi epocale tra paesi diversisimi tra loro, quando hai Stati che crescono del 3% di PIL ed altri che scendono del 2%; quando hai stati che pagano sui titoli di stato decennali il 2% ed altri il 10%.</div>
<div style="text-align: justify;">La colpa principale della crisi dell&#8217;euro risiede dunque qui in <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgrandebluff.info/2012/01/euro-convulsioni.html" ><strong>Eurozon</strong>a</a></noindex>, nelle nostre profonde divisioni e debolezze, nella Germania che pensa solo a se stessa, ecc.</div>
<div style="text-align: justify;">Gli altri, e quindi anche gli speculatori, ci marciano sopra perchè il mondo non è un asilo nido dove si prendono cura di te se ti metti a frignare ma è una jungla dove vince il più forte e se sbagli ti sbranano.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Cosa comporterebbe per l&#8217;Italia &#8211; e per gli altri paesi dell&#8217;eurozona &#8211; uscire dall&#8217;Euro e tornare alle divise a nazionali?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Difficile a dirsi perchè sarebbe un caso senza precedenti, a parte la caduta dell&#8217;impero romano e l&#8217;uscita dal sesterzio&#8230;</div>
<div style="text-align: justify;">Diciamo che ci troveremmo con una new-lira svalutata anche del 50% con tutti i pro ed i contro del caso. La parte positiva è che la nostra economia tornerebbe ad essere molto competitiva e che l&#8217;export andrebbe come un treno.<br />
La parte negativa è che i nostri risparmi perderebbero valore, che rischieremmo un&#8217;inflazione galoppante che abbatterebbe si il debito ma anche tutti noi.</div>
<div style="text-align: justify;">Purtroppo in questi tempi moderni globalizzati ed iper-competitivi svalutare non basta più, soprattutto se hai ancora tutte le palle al piede che tirano giù l&#8217;Italia da 25 anni.</div>
<div style="text-align: justify;">Ormai ci vogliono cure e strategie &#8220;totali e complesse&#8221; ad ampio spettro e non strategie iper-focalizzate.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Se la situazione è grave, ci sono manovre pratiche di autodifesa da adottare? C&#8217;è chi pensa di portare i soldi in Svizzera, di ritirare il contante dalla banca ed affidarlo al caro vecchio materasso, di investire in dollari, di comperare casa sull&#8217;Unter den Linden a Berlino, di farsi un tesoretto in valuta estera da tenere in cassetta di sicurezza. Ci dai un consiglio, a parte quello di tirare un bel respiro e cercare di calmarsi? E secondo te, nella peggiore delle ipotesi, cosa potrebbe veramente succedere ai nostri soldi?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Parto dalla fine: cosa potrebbe succedere ai nostri soldi?</strong><br />
<strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Potrebbero svalutarsi del 50% se l&#8217;euro crolla, potrebbero svanire parzialmente dai conti virtuali se le banche saltano o comunque ne verrebbe limitato l&#8217;accesso come in Argentina durante il default.</div>
<div style="text-align: justify;">Come ho spiegato più volte i punti per difendersi sono tre:</div>
<div style="text-align: justify;">1) Non tenere solo soldi virtuali su conti virtuali che con un click me li rigirano come vogliono e che effettivamente LA BANCA NON POSSIEDE. Pensate se dovessimo metterci tutti assieme a prelevarli&#8230;<br />
Le banche hanno <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Leverage_%28economia%29" ><strong>leverage</strong></a></noindex> bancari assurdi: da 1:20 ad 1:50, ovvero per 1 euro reale che possiedono si giocano da 20 a 50 euro.</div>
<div style="text-align: justify;">2) Non tenete solo soldi in euro che se dovesse saltare l&#8217;euro, ecc. ecc.</div>
<div style="text-align: justify;">3) Non tenete solo soldi su banche perchè il sistema finanziario è tecnicamente fallito (chi più e chi meno) e sta in piedi solo grazie a mega-tamponi governativi.</div>
<div style="text-align: justify;">Per avere maggiore protezione, relativamente parlando visto che il safe haven assoluto non esiste più, <strong>bisogna adottare una strategia di differenziazione dei risparmi ma anche di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgrandebluff.info/2012/01/fase-finale-io-mi-delocalizzo-anche-lrc.html" >delocalizzazione legale</a></noindex> in Nazioni diverse</strong>.</div>
<div style="text-align: justify;">Le soluzioni sono parecchie. Faccio alcuni esempi ma ciascuno può trovarne altri.<br />
<strong>Comprare una Casa a Berlino, <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-portare-i-risparmi-allestero-subito-e-legalmente/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/dellefragilicose/22284/" >aprirsi un conto (legalmente) in Svizzera</a> (<a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-portare-i-risparmi-allestero-subito-e-legalmente/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/dellefragilicose/22284/" >vedi qui come fare</a>), comprarsi una casa in USA in un&#8217;asta fallimentare a -60% del suo prezzo di qualche anno fa e, scegliendo la zona giusta, farsi un portafoglio FISICO di valute estere e metterle (per ora) in cassetta di sicurezza</strong> &#8211; gli Argentini che durante il default avevano dollari fisici se la cavarono alla grande &#8211;  e così via.</div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo deve essere <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgrandebluff.info/2012/01/post-da-non-perdere-risparmiatore.html" ><strong>la globalizzazione dei propri risparmi in svariati investimenti/assets</strong></a></noindex>: non ci si può più permettere di tenere tutto in un solo stato, tantomeno l&#8217;Italia.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>In conclusione, esiste la possibilità che nessuno sappia come risolvere veramente questa crisi globale perché la situazione è sfuggita di mano all&#8217;apprendista stregone? Augurandoci che non sia così, è meglio essere pessimisti senza illusioni, ottimisti alla Berlusconi od ottimisti con cautela?</strong><br />
<strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Io attualmente non vedo soluzioni alla Crisi via bacchetta magica ma solo soluzioni LUNGHE E DOLOROSE: abbiamo banchettato per anni su un sistema marcio e finanziarizzato vivendo oltre alle nostre possibilità, abbiamo accettato una delocalizzazione selvaggia perchè all&#8217;inizio faceva comodo anche a noi mentre adesso ci massacra posti di lavoro e tessuti produttivi. Beh, IL CONTO prima o poi va pagato. Punto.</div>
<div style="text-align: justify;">Io non sono nè pessimista nè ottimista ma realista: il Mondo non finirà ma cambierà, l&#8217;etimologia di Crisi è cambiamento. Basta capire le nuove tendenze, anticiparle e mettersi sul giusto binario.</div>
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		<title>Fase 2: Cresci Italia! Cresci, consuma e&#8230; crepa</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilBuonPeppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passata la “fase uno”, quella che dovrebbe rimettere a posto i conti dello Stato con interventi sostanzialmente analoghi a quelli delle ultime ventisette manovre, e che ha ulteriormente allontanato la prospettiva di una pensione decente per gran parte dei cittadini, in attesa che arrivi l’annunciata “fase tre”, che semplificherà il funzionamento dello Stato e ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passata la “fase uno”, quella che dovrebbe rimettere a posto i conti dello Stato con <a target="_blank" href="http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?storyid=235" >interventi sostanzialmente analoghi a quelli delle ultime ventisette manovre</a>, e che ha ulteriormente allontanato la prospettiva di una pensione decente per gran parte dei cittadini, in attesa che arrivi l’annunciata “fase tre”, che semplificherà il funzionamento dello Stato e ci renderà la vita più semplice, è arrivata la tanto attesa “<a href="http://www.mentecritica.net/monti-dopo-il-culo-la-bocca-inizia-la-fase-due/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/23131/" title="Monti: Dopo il Culo la Bocca. Inizia la Fase Due" >fase due</a>”: quella che ci farà tornare a crescere, quella che rilancerà la nostra economia, quella che ci farà diventare tutti un po’&#8230; meno poveri (volevo scrivere “più ricchi”, ma non ce l’ho fatta).</p>
<p>Quello che si è visto e sentito a tale proposito nelle settimane scorse, oltre ad essere un deja vu, è stato abbastanza stomachevole, per cui ho preferito aspettare di vedere i fatti concreti che questo governo “di tecnici” era in grado di tirare fuori dal cilindro. Vediamo quindi di cosa sono stati capaci. <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-21/liberalizzazione-tutti-settori-150813.shtml" title=""  rel="external">(fonte)</a></noindex></p>
<p><strong><span id="more-23398"></span></strong></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.wineintour.com/upload/italian.pizza.jpg" alt="" width="564" height="374" /></p>
<p><strong>Separazione della rete gas</strong> &#8211; Una buona cosa. In un sistema basato sul libero mercato, tutte le reti di distribuzione dovrebbero essere indipendenti da chi fornisce il servizio all’utente finale; reti che, essendo di fatto un monopolio naturale, dovrebbero però essere direttamente o indirettamente sotto il controllo pubblico, aspetto di cui invece non c’è traccia. Non si capisce inoltre perché questa operazione sia stata fatta per il gas e non per l’elettricità, giusto per fare un esempio. Per non parlare della telefonia, situazione in cui il controllo della rete da parte di Telecom, che vende anche servizi all’utente finale, crea un sacco di problemi. Mistero. O forse no.<br />
<strong>Ricerche petrolifere</strong> &#8211; Sparite, per fortuna, una serie di agevolazioni originariamente previste nel decreto, rimane solo un generico impegno ad incentivare il settore. Come se ne avesse bisogno&#8230;<br />
<strong>Distribuzione dei carburanti</strong> &#8211; Le compagnie potranno vendere metà delle stazioni di servizio. Potranno. Ci voleva un decreto legge per dire che puoi vendere una cosa che è tua? In compenso i benzinai potranno comprare metà del carburante sul libero mercato. Per l’altra metà continueranno a farsi strangolare dalle compagnie petrolifere. E la concorrenza? La prossima volta.<br />
<strong>Conto base</strong> &#8211; Le banche offriranno conti corrente a basso costo e operatività limitata. Qualcuno dovrebbe spiegare ai signori ministri che queste offerte esistono già da diversi anni; alcune sono addirittura gratuite.<br />
<strong>Polizze sui mutui</strong> &#8211; Alla stipula di un mutuo le banche dovranno obbligatoriamente presentare almeno due preventivi per la polizza assicurativa. Sai che sforzo! Permettere al cittadino di farsi la polizza dove gli pare e piace evidentemente era troppo; non sia mai che poi si abitua a cercare condizioni migliori.<br />
<strong>Autorità per le reti e i trasporti</strong> &#8211; Un’altra autorità. Ce n’era bisogno? In realtà alcune funzionano abbastanza bene, altre sono veri e propri poltronifici. Staremo a vedere, ma i tempi tecnici per l’avvio non sono brevi.<br />
<strong>Taxi</strong> &#8211; “Paraculo” è un termine troppo forte per un governo che ha deciso di non decidere? La faccenda si è fatta scottante, così hanno mollato la competenza alla nuova autorità: responsabilità scaricata e tempi dilazionati. In compenso si è introdotta qualche flessibilità nel servizio e si è garantita una compensazione ai tassisti in caso di aumento del numero di licenze. Credevo che “liberalizzare” significasse eliminare cose come le licenze contingentate.<br />
<strong>Professioni</strong> &#8211; L’abolizione dei tariffari è un’ottima cosa (ci aveva già provato Bersani) e, per una volta, è coerente con la tanto sbandierata richiesta di concorrenza. Anche l’obbligo di fornire un preventivo è un’ottima cosa; è paradossale che si debba imporre per legge. Il tirocinio anticipato mi dà l’impressione di una presa in giro, ma non ne so abbastanza per cui sospendo il giudizio.<br />
<strong>Notai</strong> &#8211; Ben 500 posti in più e l’accelerazione dei concorsi. Ancora una volta si parla di liberalizzazioni e si mantengono posizioni di privilegio per alcune categorie; per di più per una professione che, mi sembra, non esiste in nessun altro paese al mondo. A meno che qualcuno non voglia illudersi che avendo più notai a disposizione compreremo più case.<br />
<strong>Farmacie</strong> &#8211; Altro tasto dolente. Ne apriranno altre 5000, in media una ogni 3000 abitanti. Un’altra liberalizzazione mancata. E per non far arrabbiare troppo i farmacisti, i farmaci di fascia C rimangono riservati a loro. Niente Viagra al supermercato.<br />
<strong>RC auto</strong> &#8211; Per combattere le truffe i risarcimenti in denaro saranno ridotti del 30%; con il risultato che le persone oneste saranno penalizzate, mentre i truffatori, dotati di maggiore fantasia, troveranno altri stratagemmi. Se si accetta l’installazione della scatola nera potremo avere uno sconto; su questo c’è da verificare una serie di fattori non banali come costi di manutenzione, tipologia dei dati raccolti, certificazione dei risultati, rispetto della privacy, ecc. Una novità demenziale è l’obbligo per l’agente di presentare tre preventivi di compagnie diverse: la concorrenza si fa “contro” le altre imprese, non d’accordo con loro. Qualcuno al governo deve fare un ripasso dei fondamentali.<br />
<strong>Infrastrutture</strong> &#8211; Il ponte sullo stretto non si farà: era ora! Si rilancia il project financing: potrebbe essere una buona cosa ma bisogna vedere le modalità. In alcune mani è stato devastante.<br />
<strong>Imprese</strong> &#8211; Si istituiscono apposite sezioni nei tribunali per velocizzarne i procedimenti; peccato che se non si aumentano gli organici (da tempo al di sotto delle necessità) serviranno a ben poco, a meno che non si blocchi tutto il resto. Le procedure per l’apertura di nuove imprese vengono semplificate, fino alla possibilità di partire con un capitale di un euro. “Cosa portate? Quanti siete? Un fiorino.”<br />
<strong>Edicole</strong> &#8211; Ora possono fare sconti e vengono svincolati dagli obblighi di fornitura. Una buona cosa, ma non si capisce perché queste iniziative si fanno un gruppetto alla volta, uno ogni cinque anni (gli ultimi erano stati i fornai con Bersani). Quando si comincerà a stabilire dei principi generali?</p>
<p>Questo è un governo, per sua stessa ammissione, liberista: persone che credono nel libero mercato, nel fatto che l’economia può crescere solo se lasciata libera, che solo se l’economia cresce il benessere aumenta, che il privato è comunque più efficiente del pubblico, che lacci e lacciuoli bloccano l’intera società. Idee che si possono condividere oppure no, ma che tracciano un quadro chiaro e coerente con il quale è comunque possibile confrontarsi. <strong>In realtà anche i governi precedenti, di qualunque colore, avevano questo approccio a parole, salvo poi smentirsi sistematicamente con i fatti.</strong> Da questo governo ci si aspettava maggiore coerenza ma, visti i risultati, non vedo motivi per essere ottimista.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Si parla di liberalizzazioni ma si mantengono privilegi e vincoli all’ingresso in molte categorie; si cerca la concorrenza e si continua a parlare di licenze e di contingentamenti.</strong> Abbiamo un governo di tecnici (per chi ci crede) che dovrebbe avere le mani libere dai giochi tipici della politica, che non è interessato al consenso popolare, che non rappresenta questa o quella categoria; <strong>peccato che si comporti come tutti i suoi predecessori</strong>. Perfino nell’intervista rilasciata venerdì sera alla Gruber dopo il varo del decreto, Monti è riuscito a non dire assolutamente niente; ha evitato accuratamente di rispondere a qualsiasi cosa, nonostante le domande della giornalista non siano state neanche insidiose.</p>
<p>Mi direte che però ci sono anche cose buone nel decreto. Certo. Ma anche Berlusconi ha fatto qualcosa di buono, basti pensare alla legge contro il fumo e alla patente a punti. <strong>Non è difficile fare qualcosa di buono, difficile è farne abbastanza da incidere seriamente sulla vita delle persone, e farlo in modo coerente in base ad un disegno complessivo.</strong> Cosa che non vedo in questo governo né, purtroppo, in nessuno di quelli che la mia memoria riesce a raggiungere.<br />
Alla fine dei conti questo decreto punta, se va bene, sulla discesa di alcune tariffe, ma si tratta di ben poca cosa. La cosa di cui nessuno di questi professori si preoccupa (temo consapevolmente) è che <strong>l’economia si rilancia nel breve periodo mettendo soldi in tasca alle persone, e nel lungo periodo investendo fortemente in formazione e ricerca</strong>. Tutte cose di cui non c’è la minima traccia.<br />
Di sicuro abbiamo riconquistato credito internazionale e rispettabilità. Peccato che non siano commestibili.</p>
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		<title>Naufragio Italia: BBB Anche dall&#8217;Agenzia di Rating Cinese Dagong</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Guariniello</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Diversi quotidiani, <a href="http://www.mentecritica.net/abbbondantemente-declassati/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23332/" title="aBBBondantemente declassati" >fra cui Il Sole 24 Ore</a>, hanno cercato di gettare acqua sul fuoco relativamente <a href="http://www.mentecritica.net/sp-un-rating-tutto-nuovo-per-litalia-bbb-come-la-bulgaria-e-peggio-della-colombia/cuore-di-tenebra/bacio-della-buonanotte/dellefragilicose/23300/" title="S&amp;P, un Rating Tutto Nuovo per l’Italia: BBB, Come la Bulgaria e Peggio della Colombia" >al declassamento di Standard &amp; Poor&#8217;s</a>, insinuando la possibilità che le agenzie di rating, tutte statunitensi, fossero interessate a difendere il dollaro e l&#8217;economia americana.  Esiste un&#8217;agenzia di rating cinese, l&#8217;unica a non avere partecipazione a capitale occidentale.  Si tratta della <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.dagongcredit.com/dagongweb/english/index.php" >Dagong Global Credit Rating</a></noindex>. In data 7 dicembre 2011, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.agichina24.it/repository/categorie/in-primo-piano/finanza/notizie/dagong-declassa-lrsquoitalia-il-belpaese-ersquo-da-serie-b-br-" >Dagong aveva declassato l&#8217;Italia</a></noindex> da A- a BBB, anticipando di un mese la decisione di Standard &amp; Poor&#8217;s.  La notizia è vecchia e a me era sfuggita anche perché, a parte un breve ma interessante <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://blog.panorama.it/economia/2011/12/12/chi-e-dagong-lagenzia-di-rating-cinese-che-inizia-a-contare-di-piu/" >articolo su Panorama</a></noindex>, non mi risulta che la grande stampa (Corriere, Repubblica, Il Sole 24 Ore)  abbiano dato grande risalto alla notizia. Voi lo sapevate? Estraggo un sunto delle motivazioni dall&#8217;articolo di Panorama:</p>
<p><span id="more-23337"></span></p>
<blockquote><p>Tuttavia, nonostante la raccomandazione di Trichet il punto di vista di Dagong non è mai stato tanto considerato. Fino a quando, poche ore fa, ha dichiarato che “l’<strong>Italia</strong> è ormai fuori dal giro de grandi paesi europei e dovrebbe prepararsi ad affrontare la <strong>recessione</strong>“, portandone quindi il rating sul debito pubblico da A- a BBB.</p>
<p>Gli esperti di finanza cinesi ritengono che l’Italia sia oggi troppo dipendente dalla Bce per l’acquisto dei suoi bond e che, contemporaneamente, la crisi economica e finanziaria che sta attraversando impedirà allo stato di ripagare il debito pubblico. Per questa ragione presto gli investitori smetteranno di avere fiducia nel Bel Paese che, inevitabilmente, sprofonderà nella recessione, anche per colpa di tutte quelle misure di austerità pensate per sanare il debito.</p>
<p>Anche la <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://blog.panorama.it/economia/governo-monti-le-mosse-anticrisi/" title="manovra"  target="_blank">maxi manovra del <strong>governo Monti</strong> </a></noindex>è stata giudicata “troppo difficile da mettere in pratica”. Ventiquattro ore dopo aver espresso un giudizio tanto negativo sull’Italia, da Pechino è arrivato anche il <strong>declassamento per la Francia</strong>, da AA- a A+. Questa volta per l’elevato debito del paese, l’aumento dei costi di rifinanziamento e la forte esposizione verso la crisi dei debiti europei.</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://3.bp.blogspot.com/_0AG1N9wvpos/TPr5M5JzfAI/AAAAAAAAAK4/SawC5Ej5Ijo/s1600/naufragio.jpg" alt="" width="560" height="560" /></p>
<p>Da notare che Dagong aveva anticipato anche il declassamento della Francia, mentre per altri paesi europei aveva già un rating più basso delle agenzie occidentali.<br />
E&#8217; indubbio che con i rating <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-95-giorni-al-fallimento-le-agenzie-di-rating-governano-il-mondo/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/20792/" title="Default Italia, 95 Giorni al Fallimento: Le Agenzie di Rating Governano il Mondo" >si combatta una battaglia su piani incomprensibili a noi comuni mortali</a>, ma quando i giudizi iniziano a convergere anche se gli interessi divergono, allora è evidente che il problema è serio. In un quadro come questo, l&#8217;atteggiamento assunto dal nostro governo, dal quale non mi risulta sia ancora pervenuto un pronunciamento relativo al declassamento, appare assente, torpido e per nulla reattivo.</p>
<p>La stampa, viceversa, <a href="http://www.mentecritica.net/la-truffa-del-btp-day-seconda-puntata/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/22927/" title="La Truffa del BTP Day, Seconda Puntata" >continua ad assolvere il suo ruolo di regime</a> evidenziando e nascondendo a seconda delle opportunità. E&#8217; facile immaginare la silenziosa gratitudine che deve essersi sparsa nelle redazioni quando si è avuta la notizia del naufragio del Giglio. Argomenti a sufficienza per riempire giorni e giorni di pagine di giornali con storie lacrimose, cattivi che vengono arrestati, eroi con la gamba rotta e polemiche sulla sicurezza delle crociere. Il tutto mentre chi può manovra per salvare se stesso dal vero naufragio di una nazione dove i passeggeri/cittadini vengono tenuti artatamente all&#8217;oscuro del disastro.</p>
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		<title>Standard e Poor&#8217;s: Italia Retrocessa in BBB</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 09:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mentecritica.net/sp-un-rating-tutto-nuovo-per-litalia-bbb-come-la-bulgaria-e-peggio-della-colombia/cuore-di-tenebra/bacio-della-buonanotte/dellefragilicose/23300/" title="S&amp;P, un Rating Tutto Nuovo per l’Italia: BBB, Come la Bulgaria e Peggio della Colombia" >Anzi in BBB+ per la precisione</a>, che un &#8220;+&#8221; non si nega a nessuno. Il motivo principale sarebbe quello che le politiche di austerity bloccano la ripresa in Europa. Ma non c&#8217;è da preoccuparsi troppo, ora arriva <a href="http://www.mentecritica.net/il-salva-italia-di-monti-e-l%e2%80%99utilita-marginale-del-bene/informazione/cronache-italiane/eduardo-quercia/22953/" title="Il Salva Italia di Monti e L’utilità marginale del bene" >la fase 2</a>, il &#8220;Cresci Italia&#8221; e a Standard &amp; Poor&#8217;s glielo ficchiamo dritto su per il culo.</p>
<p>Nel caso specifico dell&#8217;Italia, Standard &amp; Poor&#8217;s esprime il timore che le riforme strutturali, quali le liberalizzazioni, ad esempio, possano essere bloccate dalle corporazioni che, in questo momento, detengono privilegi non giustificati dalle attuali condizioni di mercato. Notai, tassisti, farmacisti, commercialisti, avvocati e compagnia bella non c&#8217;entrano nulla, ovviamente. <a href="http://www.mentecritica.net/liberalizzazione-taxi-tassisti-pronti-alla-lotta/informazione/censura-dellinformazione/dellefragilicose/23215/" title="Liberalizzazione Taxi: Tassisti Pronti alla Lotta" >Loro pensano solo alla qualità del servizio</a>, alla tutela del cliente ed al rispetto delle regole. Ci mancherebbe che qualcuno pensasse <a href="http://www.mentecritica.net/la-rivolta-dei-taxi-dei-notai-dei-farmacisti-dei-commercialisti/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/23252/" title="La Rivolta dei Taxi, dei Notai, dei Farmacisti, dei Commercialisti …" >che sono solo interessati ai cazzi loro</a>.</p>
<p><span id="more-23315"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.nuovashop.com/images/carriola.jpg" alt="" width="538" height="453" /></p>
<p>Sull&#8217;operazione di Standard &amp; Poor&#8217;s, hanno espresso opinioni tutti in Europa, tranne i vertici italiani. Colpa di S&amp;P che tira fuori queste cazzo di novità alle 22.30 di un venerdì sera d&#8217;inverno, quando tutti sono a casa, con la copertina sulle gambe a guardare la televisione bevendo una tisana di finocchio e tiglio. Solo Bossi, lucidamente, riassume la situazione con una profonda e puntuale analisi della situazione socio-politica-economica: &#8220;<em>Andiamo in malora</em>&#8220;. Un commento da bocciofila per il leader di una formazione politica ormai inesistente che rappresenta gli interessi di una nazione che non è mai esistita. A dire il vero ci prova pure Bersani che, imitando Crozza, ci avvisa che è stata &#8220;Sconfessata linea Merkel&#8221;, qualsiasi cazzo di cosa questo significhi.</p>
<p>Nel frattempo, la Grecia si ritira dal tavolo delle trattative per la ristrutturazione del debito. Nell&#8217;aria aleggia un &#8220;chi ha avuto, ha avuto e chi ha dato ha dato&#8221; che oltre ad un default conclamato di cui solo i fessi non si erano ancora accorti, rischia di scavare voragini profondissime in numerose banche d&#8217;Europa.</p>
<p>Non l&#8217;ho mai detto, perché pensavo che fosse la catastrofe finale e, anche per scaramanzia, non fosse il caso di nominarla per non correre il rischio di evocarla, ma credo che sia tempo di iniziare a conservare banconote fior di stampa e monetine fior di conio. Fra qualche anno, potrebbero avere un discreto interesse collezionistico.<br />
Per l&#8217;Italia, procurarsi una carriola è quasi d&#8217;obbligo. Un utile  portafoglio da portare in giro a fare la spesa nel giro di qualche anno, dopo la stampa delle Nuove Lire. Fendi e Bulgari stanno già studiando dei modelli di design con i manici in pelliccia per lei e in pelle anticata per lui. Pezzenti sì, ma <em>stylish</em>. Siamo o non siamo italiani?</p>
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		<title>Salomérkel</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 09:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Giornalaccio, nel disperato tentativo  di restituire ad un buffone di corte la dignità di re detronizzato dall&#8217;odiosa congiura di palazzo, ci regala oggi un pezzo di grande giornalismo intitolato, lo giuro: &#8220;E&#8217; stata la culona&#8221;. Sottinteso, a chiedere al maggiordomo Napolitano la testa dell&#8217;Oloferne della Brianza.  Ovviamente la scusa era l&#8217;articoletto  in Dagospia mode del WSJ che tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Il Giornalaccio, nel disperato tentativo  di restituire ad un buffone di corte la dignità di re detronizzato dall&#8217;odiosa congiura di palazzo, ci regala oggi un pezzo di grande giornalismo <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://m2.paperblog.com/i/78/787173/sallusti-e-stata-la-culona-L-RRTClB.jpeg" ><strong>intitolato</strong></a></noindex>, lo giuro: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgiornale.it/interni/le_stata_la_culona/31-12-2011/articolo-id=564900-page=0-comments=1" ><strong>&#8220;E&#8217; stata la culona&#8221;</strong></a></noindex>. Sottinteso, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/../la-telefonata-della-merkel-la-trascrizione-esclusiva-per-mc/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/23143/"><strong>a chiedere al maggiordomo Napolitano la testa dell&#8217;Oloferne della Brianza</strong></a>.  Ovviamente la scusa era l&#8217;articoletto  in Dagospia mode del <strong><a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203391104577124480046463576.html?fb_ref=wsj_share_FB&amp;fb_source=profile_multiline" >WSJ</a></noindex> </strong>che tanto ha fatto discutere e sbavare ieri giornali e tiggì. Una notizia che doveva essere un megabotto di Capodanno stile Cap&#8217; e Lavezzi, ma ha già fatto la fine <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.blogger.com/goog_299104412" ><em><strong>re </strong></em></a></noindex><strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100226064316AABUuKS" ><em>bbòtt&#8217;a mmùro</em></a></noindex></strong>.</div>
<div></div>
<div>Licenziato da una culona e tardona. Come vorrei che fosse vero.</div>
<div></div>
<div><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7149/6607403157_b583d168be.jpg" alt="" width="500" height="455" /></div>
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		<title>Evadere Meno, evadere Tutti</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 09:00:07 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è qualcosa di perverso e insulso nel modo con cui i mass media tentano d’accompagnare e d’indirizzare il professor Monti nel cammino verso la seconda parte della sua riforma. Nel suo articolo sull’evasione fiscale, La Repubblica propone con cantilenante litania un tema trito e ritrito, stanco, consumato dall’abuso di se stesso, come quelle storie che dovrebbero apparire scandalose e infami fino all’abominio ma dopo l’assediante tambureggiamento mediatico cui vengono sottoposte finiscono per risultare tristemente banali, all’insegna del “è così che van le cose” proferito da chi ormai a certe situazioni ha fatto il callo fino a considerarle ineluttabili e invariabilmente eterne.</p>
<p><span id="more-23070"></span></p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/03/evasione_fiscale_rid.jpg" ><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/03/evasione_fiscale_rid.jpg" alt="" width="588" height="373" /></a></p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/economia/2011/12/27/news/caccia_evasione_fiscale-27247119/" >La tesi da cui parte Alessandro Penati</a></noindex> è che gli strumenti per lottare contro l’evasione ci siano e siano validi: il Governo viene quindi esortato a ottenere risultati in tal senso già a partire dal prossimo anno fiscale. Mi sento d’essere critico già in questa premessa. Gli strumenti per la lotta all’evasione sono parziali, poco efficaci, lacunosi, costosi e ampiamente migliorabili. Perché allora partire subito nella lotta con questo zoppicante sistema? Il giornalista potrebbe citare molte buone ragioni, secondo le sue priorità: recuperare denaro fin da subito,ad esempio, per poter ridurre quanto prima la pressione fiscale. Per non permettere a chi ingrassa d’illegalità di non continuare a farlo sulla pelle di chi è stato chiamato a maggiori sacrifici. Perché questo è ciò che oggi passa il convento, quindi meglio rastrellare subito tutto il possibile con i metodi a disposizione piuttosto che attenderne di migliori in un tempo a venire. Penati cita tutti questi punti, cita anche il ben noto principio dell’equità, dopodiché punta il dito su un fine a suo avviso prioritario.<br />
Il Governo viene esortato alla lotta all’evasione per recuperare credibilità internazionale. Per intenderci, è come se una moglie chiedesse al consorte di fare l’amore con lei non per provare reciproco piacere, non per scambiarsi sentimenti e passione ma per non fare figuracce con le amiche.</p>
<p>Il lettore che giunge al fondo di questo articolo trae l’impressione di un Fisco pronto a scendere sul campo di battaglia e dotato delle armi per vincere la guerra. Posizione fallace, quando non falsa.<br />
L’attuale legislazione non incentiva alla regolarità e, peggio ancora, non riesce a essere disincentivante verso l’illecito. L’evasione è troppo spesso conveniente per tutti i soggetti coinvolti. Non esiste un controllo alla fonte per tutte le categorie, come invece avverrebbe se qualsiasi soggetto fosse in qualche modo <a href="http://www.mentecritica.net/monti-i-taxi-e-linvidia-per-gilioli/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/22936/" title="Monti, i Taxi e l’Invidia per Gilioli" >incentivato a pretendere la fattura per le spese che sostiene</a>. Non esiste una legislazione che <a href="http://www.mentecritica.net/evasione-e-corruzione-il-coraggio-di-punire/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23109/" title="Evasione e Corruzione. Il Coraggio di Punire" >punisca penalmente ed economicamente</a> l’evasore; la certezza del carcere è ancora un deterrente fortissimo, <a href="http://www.mentecritica.net/evasione-fiscale-loro-evadono-noi-affoghiamo-nella-cacca/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/19352/" >la confisca di ogni bene su cui l’evasore possa esercitare un diritto qualsias</a>i (anche il semplice uso) imporrebbe un’attenzione a tutte le realtà giuridiche con cui l’evasore si trova a contatto. Non esiste una limitazione seria all’uso del contante: i 1000 euro decretati dal governo sono una soglia ancora troppo elevata, se è vero che la maggior parte dell’evasione nostrana si muove al di sotto dei 200 euro per transazione.</p>
<p>Il compito che spero voglia accollarsi questo Governo è più ampio di una semplice lotta all’evasione. Non basta combatterla, non è sufficiente. Occorre creare gli strumenti perché essa non possa più ripresentarsi. A quel punto la credibilità internazionale arriverebbe da sé, come effetto collaterale di una procedura finalmente strutturata ed efficace.</p>
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		<title>Crisi e Default: Le previsioni di un venditore di almanacchi</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 09:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fma</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>È tempo di lunari e di oroscopi e dunque mi ci proverò anch’io a disegnare il mio. Lo scenario di un futuro neppure troppo lontano, che non è ciò che mi auguro, ma ciò che potrebbe accadere; che potrebbe anche non accadere, ove le variabili prendessero una piega diversa da quella che stanno tenendo da una ventina di anni a questa parte. Qualcuno ci vedrà <a href="http://www.mentecritica.net/monti-dopo-il-culo-la-bocca-inizia-la-fase-due/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/23131/" title="Monti: Dopo il Culo la Bocca. Inizia la Fase Due" >la volontà iniqua di una crematistica nemica dei diritti del popolo</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/22960/informazione/cronache-italiane/redazione/22960/" title="Monti non è Bruce Willis e non siamo ad Armageddon" >il frutto velenoso dell’eterno disegno giudaicoplutomassonico della finanza internazionale ai danni della classe lavoratrice</a>; perché c’è ancora chi pensa che <a href="http://www.mentecritica.net/il-salva-italia-di-monti-e-l%e2%80%99utilita-marginale-del-bene/informazione/cronache-italiane/eduardo-quercia/22953/" title="Il Salva Italia di Monti e L’utilità marginale del bene" >la Storia sia guidata da forze etiche</a>. Me ne farò una ragione e non ci starò a discutere, perché sarebbe una perdita di tempo per entrambi; ma se qualcun altro, mi porterà delle buone ragioni per dimostrarmi che ho torto, sarò felice di starlo a sentire e gli darò ragione, nel mio stesso interesse.</p>
<p><span id="more-23134"></span>Secondo me sta capitando da almeno una ventina d’anni che i paesi dell’occidente storico, quelli che stavano da questa parte del muro prima che crollasse, si vadano deindustrializzando, chi più chi meno rapidamente. Mentre finché c’era il muro avevano di fatto il monopolio delle attività di trasformazione delle materie prime e dei semilavorati, che il resto del mondo forniva loro per averne in cambio prodotti finiti; oggi importano una fetta via via crescente dei prodotti finiti che consumano.</p>
<p>Questo avviene sia perché altri paesi hanno nel frattempo attirato capitali da tutto il mondo con l’offrire loro condizioni assai favorevoli, cosa che gli ha consentito di dotarsi di infrastrutture e strutture produttive simili a quelle dei paesi occidentali; sia perché i consumatori dei paesi occidentali trovano i manufatti di quei paesi assai più convenienti di quanto non sarebbero se a produrli  fossero loro stessi medesimi.</p>
<p>In questo insieme di cause/effetti <em>ciò che move il sole e l’altre stelle</em> è sempre l’amore, ma di una natura prettamente economica. Perché quello etico, pur se evocato e invocato a gran voce da più parti, s’è dimostrato fin qui del tutto inadatto a incidere sull’andamento delle cose. Nel senso che tutti, <a href="http://www.mentecritica.net/rivisto-e-corretto-atto-4-la-fase-2-fornero-l-articolo-18-e-bisognerebbe-alzare-i-salari/informazione/serpiko/23033/" >persino Maurizio Landini e Susanna Camusso</a>, credo, portano calze, mutande e magliette, made in China. Che è il motivo principale per cui le fabbriche italiane di calze, mutande e magliette, hanno chiuso e i loro operai sono finiti in cassa integrazione; contro la qual cosa a nulla sono valse i proclami e le cariche di cavalleria lanciate dal Landini in difesa dei diritti dei lavoratori.</p>
<p>Non voglio essere frainteso, non sto dalla parte del padronato contro Landini, dico semplicemente che non sono servite a niente. E siccome un motivo ci dev’essere sarebbe interesse dei lavoratori scoprirlo in fretta, per metterci una pezza, se è possibile.</p>
<p>Perché se non cambierà qualcosa nel prossimo futuro i consumatori dei paesi a capitalismo maturo continueranno ad acquistare i beni prodotti nei paesi a capitalismo nascente, oltre che ad importare badanti moldave. Almeno fino a che avranno danari per farlo. Danari che già ora non sono più attinti dal reddito, diventato troppo basso, ma dal capitale e dal debito. Qualcuno acquista a debito, qualcun altro dà mano a quanto risparmiato da lui stesso, o prima di lui da suo padre e da suo nonno. In questo modo la bilancia commerciale di alcuni paesi è in attivo e quella di altri è in passivo. Per esempio la nostra. I paesi con la bilancia in attivo hanno impiegato fin qui il surplus per comprare titoli del debito pubblico dei paesi occidentali, Europa e Stati Uniti, pensando che i loro rendimenti rappresentassero un buon affare. Mentre oggi, temendo di perdere interessi e capitale per ciò che riguarda l’Europa, ma soprattutto l’Italia (è la conseguenza della decisione d’aver lasciato fallire la Grecia), se ne stanno liberando. Qualcuno ci vede <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-in-attesa-della-soluzione-zeta-uscire-con-il-piano-b/informazione/il-bello-della-politica/ilbuonpeppe/22972/" title="Default Italia: In attesa della Soluzione Zeta, Uscire con il piano B" >un’aggressione della finanza internazionale a danno dei paesi europei, segnatamente del nostro</a>. Accade perché nei momenti difficili c’è estremo bisogno di un nemico, il famoso <em>vicario di provvisione</em> cui imputare la mancanza di pane. In realtà si tratta di una fuga dei capitali dai nostri debiti: se è potuta fallire la Grecia senza che l’Europa riuscisse a metterci una pezza, chi me lo dice a me che domani non possano fallire l’Italia e la Spagna? La crematistica ragiona così, senza alcuna empatia per i debitori.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/12/oroscopo-segni-zodiacali.jpg" alt="" width="450" height="337" /></p>
<p>Naturalmente la crisi greca è stata solo l’occasione, la cartina di tornasole. Il vero guaio dei paesi a capitalismo maturo sono da un lato i costi di produzione crescenti; dall’altro la vischiosità sociale, la naturale resistenza della popolazione a perdere i vantaggi acquisiti, che rende difficile ogni tentativo d’’inversione di tendenza.</p>
<p>I costi di produzione crescono perché il prodotto ingloba oltre al salario, alle spese generali, agli ammortamenti e alla remunerazione del capitale, anche i costi diretti e indiretti di un sistema nato in condizioni internazionali assai diverse dalle attuali e mai seriamente ridisegnato. Ai sovraccosti determinati dal sovradimensionamento della macchina dello stato, si sommano i costi indotti dal suo cattivo funzionamento. L’evasione fiscale, per esempio, è un classico prodotto di una macchina statuale inefficiente; così come lo sono la corruttela negli appalti delle grandi opere pubbliche, le inefficienze <a href="http://www.mentecritica.net/evasione-e-corruzione-il-coraggio-di-punire/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23109/" title="Evasione e Corruzione. Il Coraggio di Punire" >del sistema giudiziario che affoga nelle pandette e non produce giustizia</a>, di un sistema scolastico autoreferente che bada più al suo proprio <em>particulare</em> che a formare le giovani generazioni, di una pubblica sicurezza incapace di contrastare efficacemente la criminalità organizzata. Poi ci sono le rendite di posizione, dei farmacisti, dei tassisti, degli avvocati, dei notai, dei dentisti, dei giornalisti; ma anche dei ferrotranvieri, dei controllori di volo, dei netturbini, dei metalmeccanici, dei chimici, degli allevatori e di tutte le categorie, compagnie, associazioni, corporazioni, confraternite, congregazioni, gilde, nessuna delle quali è disposta a rimettersi in gioco, tantomeno a fare un passo indietro. Mentre le condizioni storiche che hanno portato a ciascuna di esse un qualche privilegio, prima tra tutte l’egemonia dell’Europa nell’universo industriale, sono tranquillamente tramontate.</p>
<p>Se le cose continueranno così, se nessuno vorrà ammettere che siamo diventati un po’ più poveri e che ognuno dovrà di conseguenza rinunciare a qualcosa, non si vede come i nostri prodotti possano tornare competitivi. In questo caso le nostre fabbriche continueranno a delocalizzare e a chiudere. Sopravvivrà ciò che non dovrà confrontarsi con l’esterno, o che avrà in sé la qualità per vincere il confronto. I <em>coiffeurs pour dames</em> e la Ferrari, estremizzando per capirci. La nazione produrrà complessivamente meno reddito. Diminuirà il reddito procapite. Ci avviteremo. Diventeremo ancora più poveri. Qualcuno pensa che in questo modo si arriverà al momento in cui il popolo darà mano ai forconi. Non credo. I forconi costano e qui non c’è nessuno, ma proprio nessuno in grado di pagarli. Ci potranno essere manifestazioni di piazza, qualche morto e qualche ferito. Stop. La Rivoluzione con la erre maiuscola richiede una classe egemone e un progetto politico. Non c’è ombra né dell’uno, né dell’altra.</p>
<p>No. Diventeremo più poveri e basta, se non sapremo rimboccarci i pantaloni.</p>
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		<title>Rivisto e corretto, atto 4 – La Fase 2, Fornero, l&#8217; Articolo 18 e &#8220;Bisognerebbe alzare i salari&#8221;</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/rivisto-e-corretto-atto-4-la-fase-2-fornero-l-articolo-18-e-bisognerebbe-alzare-i-salari/informazione/serpiko/23033/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti. Le passano eccome, solo che le scrivono in codice. A grande richiesta, Mentecritica propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale. La notizia è questa. La Cgil: stesse idee del vecchio governo. Bonanni avverte: se si tocca l&#8217;articolo 18 coesione sociale. E sfida il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti.<br />
Le passano eccome, solo che le scrivono in codice.<br />
A grande richiesta, Mentecritica <a href="http://www.mentecritica.net/rivisto-e-corretto-atto-3-ultima-notte-di-ritocchi-modifiche-alla-camera/informazione/serpiko/22940/" title="Rivisto e corretto, atto 3 – Ultima notte di ritocchi, modifiche alla Camera" >propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale</a>.</em></p>
<p>La notizia è questa.</p>
<p><span id="more-23033"></span></p>
<blockquote><p><strong>La Cgil: stesse idee del vecchio governo.<br />
Bonanni avverte: se si tocca l&#8217;articolo 18 coesione sociale.<br />
E sfida il ministro sull&#8217;aumento degli stipendi</strong></p>
<p>ROMA<br />
Resta alta la tensione sull’articolo 18: dopo le dichiarazioni del ministro del Welfare, Elsa Fornero, che ieri anticipava l’intenzione dell’esecutivo Monti di avviare una riforma del mercato del lavoro, e la dura risposta del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, oggi è intervenuto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni.</p>
<p>«Non capiamo che attinenza abbia l’articolo 18 rispetto ai problemi dei giovani o dell’occupazione &#8211; ha dichiarato il segretario sindacale ad Agorà, su Rai Tre &#8211; è una norma che serve solo a non far commettere abusi alle aziende. Toccandolo si mette a rischio la coesione sociale, e senza coesione sociale una società sbrindellata come quella italiana va in pezzi».</p>
<p>Sul tema è tornata anche la Fornero che, a margine di un’audizione in Senato, ha sostenuto di non aver citato l’articolo 18 nella sua intervista al Corriere dela Sera: «c’era solo un invito al dialogo, se poi qualcuno ci legge qualcosa che non ho detto, non è responsabilità mia» ha sottolineato. In ogni caso, il ministro del Welfare ha affermato che «non c’è nessun appuntamento» nell’agenda del governo con le parti sociali «prima di gennaio». Sulla possibilità di attuare la riforma del mercato del lavoro, per la Fornero «dipende se ce lo lasciano fare come tempi e disponibilità. Da parte mia c’è piena disponibilità ma non ci devono essere preclusioni di nessun tipo». «Non si vuole precarizzare nessuno più di quanto già lo sia» ha aggiunto il ministro, riconoscendo che «in linea di massima è vero che bisognerebbe riuscire ad aumentare i salari perchè sono bassi, non è una cosa che ci sfugge».</p>
<p>E dalla sua bacheca su Facebook, la Cgil è tornata ad attaccare il governo Monti: «Che bisogno c’era di recuperare il peggio dell’ideologia del governo precedente? Serve invece aprire un confronto serio, con i sindacati e le parti sociali, perché le riforme per il Paese non si possono fare con i voti di fiducia del Parlamento», si legge sulla pagina del sindacato. «È giusto che i sindacati si oppongano alla cancellazione dell’articolo 18», continua la Cgil, sottolineando di aver fornito «fatti e numeri, veri e riscontrabili, non totem».</p>
<p>«Il vero totem della discussione sull’articolo 18 è pensare che cancellarlo possa aiutare il Paese a superare la recessione, farlo crescere e creare occupazione», sottolinea il sindacato guidato da Susanna Camusso, rispondendo implicitamente al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ieri aveva invitato ad affrontare il tema senza totem né tabù. L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è «una norma di civiltà», ribadisce il sindacato, invitando chi ne chiede l’abolizione a liberarsi «di ideologie e pregiudizi».</p>
<p>fonte: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/435241/" >La Stampa</a></noindex></p></blockquote>
<p>Interessante.<br />
Ma poco chiaro.<br />
Proviamo a fare la parafrasi.</p>
<blockquote><p><strong>La Cgil: stesse idee del vecchio governo.</strong><br />
Bonanni avverte: se si tocca l&#8217;articolo 18 <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">coesione sociale</del> <em><strong>Tarapìa tapiòco! Prematurata la supercazzola, o scherziamo?</strong></em>.<br />
E sfida il ministro <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">sull&#8217;aumento degli stipendi</del> <em><strong>a briscola chiamata</strong></em></p>
<p>ROMA<br />
Resta alta la tensione sull’articolo 18: dopo le dichiarazioni del ministro del Welfare, Elsa Fornero, che ieri anticipava l’intenzione dell’esecutivo Monti di <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">avviare una riforma del mercato del lavoro</del> <em><strong>proseguire col prelevamento coatto sull&#8217;unica categoria prelevabile</strong></em>, e la dura risposta del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, oggi è intervenuto <em><strong>con la consueta chiarezza</strong></em> il leader della Cisl, Raffaele Bonanni.</p>
<p>«<del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">Non capiamo che attinenza abbia l’articolo 18 rispetto ai problemi dei giovani o dell’occupazione &#8211; ha dichiarato il segretario sindacale ad Agorà, su Rai Tre &#8211; è una norma che serve solo a non far commettere abusi alle aziende. Toccandolo si mette a rischio la coesione sociale, e senza coesione sociale una società sbrindellata come quella italiana va in pezzi</del> <em><strong>No, mi permetta. No, io&#8230; scusi, noi siamo in quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribài con cofandina? Come antifurto, per esempio.</strong></em>».</p>
<p>Sul tema è tornata anche la Fornero che, a margine di un’audizione in Senato, ha sostenuto di non aver citato l’articolo 18 nella sua intervista al Corriere dela Sera: «<del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">c’era solo un invito al dialogo, se poi qualcuno ci legge qualcosa che non ho detto, non è responsabilità mia</del> <em><strong>non l&#8217;ho detto io perchè non c&#8217;ero, se c&#8217;ero dormivo, se non dormivo ero distratta, comunque non ricordo e sticazzi</strong></em>» ha sottolineato. In ogni caso, il ministro del Welfare ha affermato che «<del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">non c’è nessun appuntamento» nell’agenda del governo con le parti sociali «prima di gennaio</del> <em><strong>decideremo quando ci pare e piace, col principio dell&#8217;equità (*)</strong></em>». Sulla possibilità di attuare la riforma del mercato del lavoro, per la Fornero «dipende <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">se ce lo lasciano fare come tempi e disponibilità. Da parte mia c’è piena disponibilità ma non ci devono essere preclusioni di nessun tipo</del> <em><strong>dall&#8217;inserimento o meno di altre norme nel provvedimento: se c&#8217;inchiappettiamo solo i dipendenti, alle Camere passa sicuro</strong></em>».<br />
<em><strong>«Non si vuole precarizzare nessuno più di quanto già lo sia»</strong> (questa non aveva bisogno di parafrasi, ndr)</em> ha aggiunto il ministro, riconoscendo che «in linea di massima è vero che bisognerebbe riuscire ad aumentare i salari perchè sono bassi, <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">non è una cosa che ci sfugge</del> <em><strong>ma in sostanza sti gran cazzi</strong></em>».</p>
<p>E dalla sua bacheca su Facebook, la Cgil è tornata ad attaccare il governo Monti: «Che bisogno c’era di recuperare il peggio dell’ideologia del governo precedente? <del datetime="2011-12-21T09:48:21+00:00">Serve invece aprire un confronto serio, con i sindacati e le parti sociali</del> <em><strong>Per favore, non escludeteci del tutto</strong></em>, perché le riforme per il Paese non si possono fare <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">con i voti di fiducia del Parlamento</del> <em><strong>chiedendo l&#8217;approvazione alle lobby</strong></em>», si legge sulla pagina del sindacato. «È giusto che i sindacati si oppongano alla cancellazione dell’articolo 18», continua la Cgil, sottolineando di aver fornito «fatti e numeri, veri e riscontrabili, non totem».</p>
<p>«Il vero totem della discussione sull’articolo 18 è pensare che cancellarlo possa aiutare il Paese a superare la recessione, farlo crescere e creare occupazione», sottolinea il sindacato guidato da Susanna Camusso, rispondendo implicitamente al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ieri aveva invitato <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">ad affrontare il tema senza totem né tabù</del> <em><strong>a calare le braghe senza fare resistenza, poi sennò fa più male</strong></em>. L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è «una norma di civiltà», ribadisce il sindacato, invitando chi ne chiede l’abolizione a <del datetime="2011-12-21T09:48:21+00:00">liberarsi «di ideologie e pregiudizi»</del> <em><strong>impiccarsi sotto un ponte</strong></em>.</p>
<p>fonte: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/435241/" >La Stampa</a></noindex></p></blockquote>
<p>Altrettanto interessante.<br />
Ma decisamente più chiaro.</p>
<p>(*) <em><a href="http://www.mentecritica.net/monti-dopo-il-culo-la-bocca-inizia-la-fase-due/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/23131/" title="Monti: Dopo il Culo la Bocca. Inizia la Fase Due" >un&#8217;immagine di repertorio del &#8220;principio dell&#8217;equità&#8221;</a> (puntali disponibili).</em></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/10/uccellodifiamma.jpg" alt="Puntali disponibili per l'Uccello di Fiamma" /></p>
]]></content:encoded>
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