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	<title>MenteCritica &#187; Meccanica delle Cose</title>
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	<description>Non Esistono Questioni di Principio</description>
	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 23:37:25 +0000</pubDate>
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		<title>Altro che Quote Rosa&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 09:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[Il Bello della Politica]]></category>

		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

		<category><![CDATA[donne]]></category>

		<category><![CDATA[legge-elettorale]]></category>

		<category><![CDATA[liste bloccate]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<category><![CDATA[quote rosa]]></category>

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		<description><![CDATA[Una moderna democrazia può definirsi tale se esiste un&#8217;effettiva rappresentanza politica della società civile, ossia se il governo del paese rispetta la delega affidatagli dalla maggioranza degli elettori e lo fa tenendo nel dovuto conto i diritti della minoranza. Detta così sembra facile, no? In realtà parecchie cose non tornano, e ne parliamo qui ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una moderna democrazia può definirsi tale se esiste un&#8217;effettiva rappresentanza politica della società civile, ossia se il governo del paese rispetta la delega affidatagli dalla maggioranza degli elettori e lo fa tenendo nel dovuto conto i diritti della minoranza. Detta così sembra facile, no? In realtà parecchie cose non tornano, e ne parliamo qui ogni giorno.</p>
<p><span id="more-9705"></span>Oggi parliamo di una di queste cose cose che non tornano, ossia del fatto che in Italia esiste una esigua presenza di donne nella vita politica, pur essendo maggioranza nel paese le cittadine appartenenti a quello che una volta si definiva &#8220;gentil sesso&#8221;.</p>
<p>Molti si chiedono perché, dal momento che in Italia oltre la metà del corpo elettorale è donna, si assista ad una così bassa partecipazione delle donne in politica. Ecco, ora magari qualche cattivone penserà tra sé e sé: &#8220;Se sono tutte come la [...nome che state pensando...] meglio che se ne stiano a casa a fare la calza&#8221;. ma sarebbe, per l&#8217;appunto, solo un cattivone!</p>
<p>Eppure, se chiedi a una donna, a ciascuna donna, ti dirà che vedrebbe benissimo una donna - anzi no, tante donne - nei posti chiave del Paese. Ed alcune ti citeranno pure la famosa frase di Margareth Thatcher: &#8220;<em>In politica, se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi ad un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna</em>.&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-9925 aligncenter" title="thatcher-margaret-photo-margaret-thatcher-62302071" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/11/thatcher-margaret-photo-margaret-thatcher-62302071.jpg" alt="" /></p>
<p>E&#8217; in base a considerazioni di questo tipo che da tempo si parla dell&#8217;istituzione delle cosiddette &#8220;quote rosa&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal">Quando si parla di <strong>quote rosa</strong> si parla del numero di candidate nelle liste elettorali. Il testo del ddl approvato dal Governo Prodi prevedeva che nelle liste elettorali fosse candidata <strong>una donna ogni tre uomini</strong>, in particolare &#8220;nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi del totale dei candidati&#8221;: questo è quanto si legge nel ddl, mai però pervenuto a definitiva approvazione.</p>
<p>Il sito MONDO-DONNA riporta <a href="http://mondodonna.blogosfere.it/2008/10/perche-ci-dovrebbero-essere-piu-donne-in-politica-6-motivi-piu-o-meno-buoni.html" target="_blank">alcune interessanti considerazioni</a> rispetto al voto femminile. Alla domanda &#8220;<strong>Perchè ci dovrebbero essere più donne in politica?&#8221;</strong>, vengono lì fornite sei risposte. Vediamole una ad una.:</p>
<p><strong>1. </strong><strong>La proporzionalità. Le donne rappresentano metà della popolazione e hanno quindi diritto a metà dei seggi in parlamento. </strong>Questo tipo di argomentazione, che è intrinsecamente &#8220;forte&#8221;, presenta però anche alcuni punti deboli. Il primo è che ci si basa semplicemente su un dato quantitativo e non anche qualitativo: chi ci assicura che una volta che vi siano metà dei parlamentari donne, le donne potranno dire davvero di essere giustamente rappresentate? E&#8217; più importante che chi viene eletto abbia le stesse caratteristiche di genere dell&#8217;elettore oppure lo stesso pensiero?<br />
Il secondo punto debole è che questa visione introduce un&#8217;idea di rivalità tra i due sessi: se devono esserci più donne, tanti uomini dovranno ritirarsi, il che suscita ovviamente resistenze da parte degli uomini, che non capiscono perché debba essere negato loro il diritto di essere là, se ritengono di meritarlo più di una donna solo in quanto tale.<br />
E infine - aggiungo io - se questo fosse il criterio, con quale argomentazione si potrebbe negare l&#8217;attribuzione di quote predeterminate anche ad altre differenze del corpo elettorale (per esempio di etnia, di religione, di età, ecc.)? Se ha senso postulare &#8220;quote rosa&#8221; allora ha senso postulare anche &#8220;quote islamiche&#8221; oppure &#8220;quote under 30&#8243;.</p>
<p align="justify"><strong>2. La rappresentanza degli interessi femminili specifici. Le donne e gli uomini hanno  interessi talora conflittuali e quindi le donne non possono essere rappresentate dagli uomini. </strong>Questa tesi trova il suo punto debole nel fatto che, per la proprietà inversa, le donne non potrebbero adeguatamente rappresentare gli uomini e se così fosse i poveri maschi tedeschi, governati dalla Merkel,  avrebbero tutte le ragioni di sentirsi &#8220;incompresi&#8221;. E non solo: con la stessa argomentazione si dovrebbe trovare una &#8220;quota&#8221; riservata alla difesa di altri interessi specifici, per esempio quelli degli omosessuali.</p>
<p align="justify"><strong>3. L&#8217;utilità del &#8220;modello donna&#8221; nella politica. Le donne fanno esperienze di vita diverse e l&#8217;intero sistema ha tutto da perdere se le competenze e le risorse delle donne non vengono impiegate. </strong>A favore di questa tesi c&#8217;è che essa supera la conflittualità uomo-donna sui meriti (come invece porta a fare l&#8217;argomento della proporzionalità, n.1) e permette anche di non cadere nel tranello della rappresentanza identitaria (ossia solo una donna può rappresentare una donna, argomento n.2).  Questa tesi ha indubbio pregio, salvo dimostrare quali di queste risorse sono in effetti possedute dalle sole donne e quanto di queste risorse - ammesso che le donne le posseggano in esclusiva - siano direttamente incidenti sulle scelte politiche.</p>
<p align="justify"><strong>4. La differenza come ricchezza. Le donne apporterebbero un cambiamento in senso positivo alla politica</strong>. Non solo ascolterebbero e si impegnerebbero di più degli uomini per gli &#8220;interessi delle donne&#8221;, (argomento n.2)  ma migliorerebbero  la natura della sfera pubblica: sono madri quindi mettono gli altri al primo posto, sono più sensibili alle esigenze del cittadino, sono più concrete, sono meno corruttibili non hanno sete di potere, ecc. Questo argomento (ossia che le donne, in quanto donne, hanno tutte questo tipo di esperienza, hanno tutte un certo modo di fare, interpretare, relazionarsi con gli altri,  ecc.) ha il suo punto di caduta negli esempi politici concreti: chi vi si oppone citerà l&#8217;esempio della Thatcher  o, più attuale, quello di Sarah Palin.</p>
<p align="justify"><strong>5. La rappresentanza come diritto umano.</strong> <strong>Le donne hanno il diritto di essere elette tanto quanto gli uomini: la parità tra uomo e donna è sancita tra i diritti fondamentali dell&#8217;essere umano e quindi essa è un bene comune, irrinunciabile.</strong> Dunque il fatto che vi sia un&#8217;equa rappresentanza di donne in politica non nuoce a nessuno poiché fa bene a tutti. Questo è l&#8217;argomento-base a sostegno delle &#8220;quote-rosa&#8221;,  è quello che vorrebbe per le donne un&#8217;area protetta (<a href="http://web.radicalparty.org/pressreview/print_right.php?func=detail&amp;par=13693" target="_blank">liste Panda, le chiama la Bonino</a>), come si fa per le specie da tutelare.</p>
<p align="justify"><strong>6. Le donne come modello per altre donne. Secondo questa tesi le donne politiche rappresentano importanti modelli per le altre donne, che potrebbero così a loro volta sentirsi incoraggiate ad intraprendere la carriera politica. </strong>L&#8217;idea delle quote si giustificherebbe quindi nella necessità di avere una percentuale di donne sufficiente da non permettere che le poche politiche vengano isolate e non ascoltate, per assicurare insomma, una capacità di fare &#8216;massa critica&#8217;.  E&#8217; un argomento intrinsecamente debole, dal momento che non fornisce una motivazione (oltre a quella dell&#8217;autoproliferazione) del perché è importante che vi siano più donne in politica.</p>
<p>Il sito da cui ho tratto queste considerazioni conclude mestamente: &#8220;Nessuno di questi argomenti sembra convincere del tutto, se preso singolarmente&#8221;</p>
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<p>Eppure ci sarebbe una soluzione semplicissima che permette di superare queste difficoltà teoriche: che le donne votassero altre donne. Lo ha capito da tempo il movimento <strong><a href="http://www.donnainnovation.it/sdsd/" target="_blank">&#8220;Sono donna, scelgo donna&#8221;</a></strong> che basa la sua esistenza sull&#8217;ovvia considerazione che, se ogni donna italiana scegliesse a rappresentarla un&#8217;altra donna, le donne in politica sarebbero maggioranza. C&#8217;è un posto dove questo è accaduto: in Rwanda, dove il 54% del corpo elettorale è donna<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/09/rwanda-elezioni-parlamento-donna.shtml?uuid=8b62c4b0-8646-11dd-96c0-d66fc13e6223&amp;type=Libero" target="_blank"><strong> alle ultime elezioni hanno eletto un parlamento fatto del 54% di donne</strong></a>. Già al primo posto in graduatoria col 49% anche prima delle ultime elezioni, il Rwanda registra la politica più &#8220;rosa&#8221; di tutto il pianeta, ancor più delle più evolute democrazie del Nord Europa (per non parlare della media europea, ferma al 19%).</p>
<p>Dopo le elezioni del 2006, nella particolare <strong><a href="http://www.quotaproject.org/country.cfm?SortOrder=LastLowerPercentage%20DESC" target="_blank">classifica delle donne presenti in Parlamento</a></strong>, l&#8217;Italia si situava al 58° posto, col 17,3% di donne alla Camera (e 13,7% al Senato), ma, stranamente, non molto dietro alla Francia (al 53° posto col 18,5%), che ha invece già una legge sulle &#8220;quote&#8221;.</p>
<p>Con le ultime elezioni le cose sono un po&#8217; migliorate: le <a href="http://www.camera.it/docesta/307/21149/documentotesto.asp?tiposezione=C&amp;sezione=1&amp;tabella=C.1.2#inizio" target="_blank">deputate </a>sono il 21% e le <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Statistiche/Composizione/SenatoriPerEta.html" target="_blank">senatrici</a> sono il 18%.</p>
<p>In Italia un&#8217;&#8221;azione positiva&#8221; sull&#8217;accesso femminile in politica è contenuta nel <strong><a href="http://www.pariopportunita.gov.it/Pari_Opportunita/UserFiles/Normativa/Nazionale/Codice_delle_pari_opportunita/Dlgs_11_04_2006_n_198.pdf" target="_blank">&#8220;codice delle Pari Opportunità&#8221;</a></strong> all&#8217;art.56, ma si riferisce esclusivamente alla formazione delle liste elettorali per il Parlamento Europeo in cui non devono mancare almeno un terzo di candidate femminili (pena sanzioni pecuniarie al partiti). Nulla di analogo è previsto per le liste elettorali del parlamento nazionale.</p>
<p>Questo è il panorama attuale.</p>
<p>Ora, già che le donne votassero altre donne era difficile, qui da noi, per effetto della diversa percentuale di uomini e donne disponibili a &#8220;scendere in politica&#8221;. E quindi, nelle liste elettorali, quando andava bene, i nominativi femminili erano un quarto o un terzo di quelli maschili. Ma almeno, fino all&#8217;ultima riforma elettorale (quella delle liste bloccate, senza preferenza) una donna poteva comunque trovare un&#8217;altra donna in lista e, nell&#8217;ipotesi (difficile, ma teoricamente non impossibile) di un consenso concentrato su quel nome, poteva aspirare a che la sua prescelta fosse eletta.</p>
<p>Come sappiamo, oggi non è più così. Nelle liste &#8220;bloccate&#8221; sono eletti solo i primi di ogni compagine politica e dunque se anche si mettessero in lista il 50% o più di donne non conterebbe granché: i nomi femminili potrebbero essere relegati nella parte bassa della lista e gli eletti sarebbero comunque in prevalenza maschi. Quindi la probabilità che una donna venga eletta non dipende solo dalla sua inclusione in una lista, bensì dalla sua posizione nella lista. Di conseguenza la probabilità che una donna venga eletta non dipende più dal voto delle donne, bensì da quante donne il segretario del partito mette in lista ai primi posti.</p>
<p>E&#8217;, come vedete, un&#8217;altra delle aberrazioni del nostro aberrante sistema elettorale: di fatto, la composizione del parlamento, anche rispetto al genere (maschile-femminile) come per qualsiasi altra caratteristica differenziale del corpo elettorale dipende solo dal modo in cui si compila la lista.</p>
<p>Ecco le liste dei due principali contendenti alle ultime elezioni politiche:</p>
<p><a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=46066" target="_blank">Partito Democratico</a></p>
<p><a href="http://elezioni-blog.net/elezioni-politiche-2008-lista-completa-dei-candidati-alla-camera-e-al-senato-del-popolo-della-liberta/" target="_blank">Popolo della Libertà</a></p>
<p>Provate a dare un&#8217;occhiata e guardate quanti nomi femminili sono nei primi posti.</p>
<p>Porre rimedio a questa aberrazione dovrebbe essere il principale obiettivo del Ministro per le Pari Opportunità, on. Mara Carfagna. Del resto, è scritto a chiare lettere a pagina 9 della <a href="http://www.votaberlusconi.it/speciali/carta_valori_pdl.pdf" target="_blank">Carta dei Valori del suo partito, il Popolo della Libertà</a></p>
<p><em>Noi pensiamo in particolare che siano necessarie <strong>forti azioni positive</strong> per assicurare l’effettiva parità tra uomo e donna, per accrescere l’accesso delle donne all’istruzione ed al lavoro, <strong>per favorire il loro accesso ai posti di più alta responsabilità nel mondo pubblico</strong> e privato.<br />
</em></p>
<p>Ecco perciò un tema specifico su cui esercitare l&#8217;azione politica: una riforma della legge elettorale orientata a lasciare la scelta agli elettori, togliendola dalle mani dei segretari dei partiti: è fin troppo facile prevedere che, finché i segretari di partito saranno maschi, le donne in politica non avranno vita facile. E i segretari di partito saranno maschi finché saranno prevalentemente i maschi a fare politica. Un circolo vizioso che si può spezzare solo grazie ad una grande mobilitazione (soprattutto) femminile, che porti alla revisione dell&#8217;attuale sistema di voto.</p>
<p>Allora, care donne (e non solo), cosa aspettate a farvi sentire?</p>]]></content:encoded>
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		<title>Illuminismo Cosmico</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/illuminismo-cosmico/meccanica-delle-cose/cruman/1135/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 08:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cruman</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Late Night Show]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella notte Stefano guardò il cielo prima di mettersi a letto. Lui, abituato a controllare la più potente energia conosciuta, si sentì poco più di un piccolo fiammiferaio, per un breve istante che gli serpeggiò lungo la schiena.
L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare gli aveva concesso un permesso per studiare, per conto del CICAP, quel bizzarro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella notte Stefano guardò il cielo prima di mettersi a letto. Lui, abituato a controllare la più potente energia conosciuta, si sentì poco più di un piccolo fiammiferaio, per un breve istante che gli serpeggiò lungo la schiena.</p>
<p>L’<a href="http://www.infn.it/indexen.php" target="_blank">Istituto Nazionale di Fisica Nucleare</a> gli aveva concesso un permesso per studiare, per conto del <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/CICAP" target="_blank">CICAP</a></strong>, quel bizzarro fenomeno dei cerchi di luce che, da qualche tempo, si manifestava in diverse parti del mondo. Il CICAP non scherza su queste cose: sguinzaglia i suoi scientisti come fossero schnauzer e li manda ad azzannare qualsiasi velleità metafisica non autorizzata.</p>
<p>Stefano fece il suo lavoro, pulito, veloce, come un aspirabriciole. Si addormentò pensando ai buffi complottisti, ufologi, satanisti e compagnia bella, tutti rifugiati nel mondo dell’ignoto per non sapere nulla dei riflessi di uno specchio concavo con una notevole lunghezza focale. “Proprio non vogliono riflettere”, pensò, e abbandonò la veglia, gonfio del suo <em>calambour</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5267 aligncenter" title="luci" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/luci.jpg" alt="" width="498" height="373" /></p>
<p><span id="more-1135"></span></p>
<p>A ripescarlo dal sonno dei giusti non fu però la sua sveglia satellitare alimentata a barrette di uranio reso povero, ma un suono continuo fastidioso, molto simile a un comizio della Jervolino. Ciò che vide di fronte al suo letto non è facile da descrivere: un tronco di cono blu lo fissava tramite occhi multipupilla disseminati su una sorta di palla da rugby appoggiata sulla base superiore del cono. Dal corpo si distendevano sei braccia piuttosto corte terminanti in altrettante manine apparentemente sottodimensionate. Di fronte a lui una sorta di <em>jo-jo</em> luminoso fluttuava privo di qualsiasi sostegno. Proprio da quell’oggetto sembrava provenire il fastidioso suono che svegliò lo scienziato.</p>
<p>Stefano era sicuro di non sognare, perché avvertiva il solito dolore mattutino al piede destro, su cui anni fa fece inavvertitamente cadere uno ione positivo eccitato. Assalito da terrore e incredulità, riuscì finalmente ad articolare un messaggio:<br />
“Vattene mostro!!”<br />
“Ha parlato Raoul Bova” rispose il cono rovesciato con un tono più da commesso di un supermarket che da extraterrestre di una galassia lontana. E aggiunse: “Prova tu a viaggiare per un milione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parsec" target="_blank">parsec</a> su una scomodissima nave a propulsione conica senza incontrare uno straccio di autogrill e mantenere un aspetto gradevole. Ho quattro braccia indolenzite e la fubosacca gonfia come una zampogna”<br />
“La fubo-che? No, non voglio saperlo. Ma che cosa vuoi da me?”<br />
“Tu sei lo scienziato che ha spiegato come i cerchi luminosi siano frutto di una deformazione termica di 6 mm su lastre di vetro generanti una lunghezza focale di oltre 40 metri?”<br />
“Sì, sono io&#8230;”</p>
<p>Il visitatore colpì Stefano al volto, allungando all’inverosimile le braccia e generando nello scienziato l’impressione di venire schiaffeggiato da sei bambini teppisti.<br />
“Ehi, sei impazzito?” Protestò il terrestre.<br />
“Da noi questo è segno di rispetto intellettuale e amicizia”<br />
“Chissà che fate quando vi odiate, allora”<br />
“Da noi non c’è odio, al limite un discreto starci sulla fubosacca”<br />
“Insomma perché sei qui?”<br />
“Tu sei convinto che la tua dimostrazione scientifica spieghi il fenomeno delle luci?”<br />
“No, ma l’ho anche detto: va verificata, ricontrollati i calcoli, ho detto che forse questo spiegherebbe quei cerchi luminosi”<br />
“Quindi è una normale ipotesi. E quegli accannati che sostengono si tratti di messaggi alieni, possono dimostrare la loro teoria?”<br />
“No, direi di no”<br />
“Quindi perché la tua ipotesi dovrebbe valere più della loro?”<br />
“Che diavolo c’entra? Io sono uno scienziato, applico le leggi fisiche, mica straparlo di leggende da film di quart’ordine&#8230;”</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5268 aligncenter" title="matrixscrollingcodebypehc1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/matrixscrollingcodebypehc1.jpg" alt="" width="500" height="250" /></p>
<p>Il cono colpì di nuovo lo scienziato.<br />
“Stai esagerando con queste dimostrazioni d’affetto”<br />
“No, questo era un ceffone terrestre, mi sto inserendo culturalmente nel contesto sociale”<br />
“Impari troppo in fretta per i miei gusti. Insomma, vuoi dire che quelle luci sono opera tua?”<br />
“Non proprio, è mia moglie che mi sta cercando”<br />
“Tutto l’universo è paese eh?”<br />
“Già. Vedi, voi siete una specie ancora molto involuta (e anche bruttarella, se mi permetti)” Una cucitura della palla da rugby si aprì in una sorta di sorriso. “Avete ancora molto da imparare, non potete limitarvi a considerare le vostre scoperte come il punto più alto della ricerca scientifica. Esistono strade diverse, alcune di quelle che avete preso sono sbagliate&#8230; insomma, non arrotolatevi sulla vostra presunzione”<br />
“Ma tu come fai a dire questo? A che livello evolutivo siete arrivati?”<br />
“Ah, noi abbiamo consapevolezza di tutto ciò che è conicamente conoscibile”<br />
“Ah ecco, appunto, come noi insomma. Se mi dai altri sei schiaffetti ti faccio in sezioni ellittiche!”</p>
<p>Il visitatore ritrasse i sei arti superiori e continuò.<br />
“Il messaggio che ti porto è di guardare oltre i vostri successi. Mantenere una mente aperta e possibilista. Non arroccatevi nelle vostre posizioni, reinventatevi, prendete esempio da Mike Bongiorno”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5269 aligncenter" title="mike_bongiorno___silvia_battisti" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/mike_bongiorno___silvia_battisti.jpg" alt="" width="120" height="120" /></p>
<p>“Prendete Mediaset?”<br />
“Solo col decoder”<br />
“Bene, farò tesoro dei tuoi consigli, te lo prometto”<br />
“Un’ultima cosa….importante. Se incontri un tronco di cono rosa di dodici metri… Tu non mi hai visto, mi raccomando: io mi beccherei un numero sbalorditivo di ceffoni, ma voi rischiate di essere decomposti con un peto”<br />
“Tranquillo, ti assicuro che rimuoverò questa esperienza dalla mia memoria”<br />
Il visitatore si allontanò con movimenti rapidi e ondivaghi.<br />
“Ehi” gridò Stefano. “Portati via il tuo dannato jo-jervolino”<br />
“Ah non è tuo?” Rispose l’alieno “io l’ho trovato lì quando sono arrivato” e sparve.</p>
<p>Lo scienziato considerò con perizia l’oggetto levitante, elaborò ipotesi e dimostrazioni. Poi prese una mazzetta da carpentiere, lo frantumò con un colpo scientificamente preciso e tornò a dormire.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La Tradizione (con Finale a Sorpresa)</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/tradizione-con-finale-a-sorpresa/meccanica-delle-cose/il-gobb/7145/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 08:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Gobb</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

		<category><![CDATA[sociologia]]></category>

		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho appena finito di leggere un interessantissimo saggio di Gèrard Lenclud, etnologo francese, dal titolo &#8220;Le tradition n&#8217;est plus ce qu&#8217;elle ètait&#8221;, cioè &#8220;La tradizione non è più quella di una volta&#8220;.
La parte più stimolante, che mi ha fatto più riflettere, è quella in cui Lenclud definisce il concetto di &#8220;tradizione&#8220;.
Il termine ha molte definizioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="arial;">Ho appena finito di leggere un interessantissimo saggio di <strong>Gèrard Lenclud</strong>, etnologo francese, dal titolo &#8220;Le tradition n&#8217;est plus ce qu&#8217;elle ètait&#8221;, cioè &#8220;<strong>La tradizione non è più quella di una volta</strong>&#8220;.</span></p>
<p><span style="arial;">La parte più stimolante, che mi ha fatto più riflettere, è quella in cui Lenclud definisce il concetto di &#8220;<strong>tradizione</strong>&#8220;.</span><br />
<span id="more-7145"></span><span style="arial;">Il termine ha molte definizioni, che trovate <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tradizione"><strong>qui</strong></a>, ma quella etnologica è molto più densa e approfondita perché l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Etnologia"><strong>etnologia</strong></a>, per avere senso deve scendere nel dettaglio più fine e considerare gli <strong>oggetti sociali</strong> non come, appunto, oggetti, ma come i <strong>processi </strong>che essi veramente sono.</span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/passover-1.jpg" alt="" width="499" height="392" /></p>
<p><span style="arial;">Per esempio un <strong>discorso </strong>non è un oggetto. Non esiste di per sè, non è studiabile come se avesse  contorni definiti(vi) perché gran parte di esso dipende da altri fattori: chi lo ha condotto (almeno due persone), in quale contesto fisico e sociale, il rapporto fra loro, il senso e le conseguenze per entrambi&#8230; e via così, tanto per farla semplice. Può essere trascritto ma non sarà mai la &#8220;performance comunicativa&#8221; che era all&#8217;origine.</span></p>
<p><span style="arial;">Un oggetto sociale è anche la <strong>tradizione</strong>.</span></p>
<p><span style="arial;">Ma cos&#8217;è la tradizione?</span></p>
<p><span style="arial;">Molti dicono che essa sarebbe <strong>un fatto di permanenza del passato nel presente</strong>, il &#8220;lascito vivente&#8221; di un&#8217;epoca per il resto conclusa. Qualcosa di antico che ha subito un transfert in un nuovo contesto. È un significato molto comune e diffuso.<br />
</span></p>
<p><span style="arial;">Già, ma <strong>perché questi elementi del passato sono ancora osservabili?</strong> C&#8217;è da chiedersi, se si vuole c<span style="Arial,Helvetica,sans-serif;">apire cosa sia e come funzioni la tradizione, come (e perché) certi elementi sono stati conservati e in che modo (e perché) hanno ancora senso per noi contemporanei.</span></span></p>
<div style="Arial,Helvetica,sans-serif;">
<p>Chiaramente a nessuno verrebbe in mente di indicare come tradizionale <strong>tutto ciò che ci viene dal passato</strong>. La nozione di tradizione<strong> rimanda a certi fatti </strong>del passato, e <strong>non ad altri</strong>.</p>
<div style="Arial,Helvetica,sans-serif;">
<p>Se ne deduce che il processo di conservazione della tradizione implichi una <strong>selezione</strong>, un filtraggio dei contenuti destinati ad arrivare fino al presente.</div>
<div style="Arial,Helvetica,sans-serif;">
<p>Inoltre quando ci riferiamo alla tradizione di un popolo di certo non ci riferiamo a TUTTO: tutte le sue istituzioni, tutte le sue credenze, tutte le sue pratiche culturali.</p></div>
<div style="Arial,Helvetica,sans-serif;">
<p>In altri termini, questo vuol dire che associata alla tradizione<strong> c&#8217;è la rappresentazione di un contenuto culturalmente molto importante</strong>, significativo e dotato, proprio per questo, di una sua forte spinta a riprodursi.</div>
<p><span style="arial;">Infine i fatti ci dicono che diversi elementi del passato non sono affatto tradizione (pensate alla tragedia classica in quanto genere: recitata e studiata ancora oggi ma di certo non parte della tradizione).</span><span style="Arial,Helvetica,sans-serif;"> Questo vuol dire che per essere tradizionale un contenuto deve anche usare una determinata forma di trasmissione, oltre che essere trasmesso. </span></p>
<p><span style="Arial,Helvetica,sans-serif;">Mi seguite fin qui? </span></p>
<p><span style="Arial,Helvetica,sans-serif;">Coraggio <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </span></p>
<p><span style="Arial,Helvetica,sans-serif;">Riassumendo, tre sarebbero i concetti chiave per dare una definizione di tradizione: <strong>conservazione nel tempo</strong>, <strong>messaggio culturale</strong> sensato e importante, <strong>modo particolare di trasmissione</strong>. </span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/poesia.jpg" alt="" width="500" height="642" /></p>
<p><span style="Arial,Helvetica,sans-serif;">Ok, adesso che sappiamo cosa cercare andiamo a cercarla.</span></p>
<p><span style="Arial,Helvetica,sans-serif;">Ma un attimo. Se la tradizione è un contenuto che si conserva nel tempo, <strong>come possiamo verificarlo?</strong> Spesso non esiste alcun mezzo per fare un raffronto fra una pratica tradizionale operata oggi e il suo originale perché, beh, molto banalmente quell&#8217;originale non esiste più e tutti quelli che ne sono stati testimoni sono morti (pensate alle favole delle lavandaie bergamasche del XII secolo e capirete). </span></p>
<p><span style="Arial,Helvetica,sans-serif;">Una trascrizione non è sufficiente: non possiamo sapere per certo se sia aderente e, comunque, </span><span style="Arial,Helvetica,sans-serif;"> manca del contesto che la renderebbe comprensibile. Un esempio: </span><span style="arial;">per capire una barzelletta è necessario condividere con chi la racconta tutto un set di significati comuni. Se la cultura in cui è nata quella barzelletta è morta otto secoli fa, come è possibile comprenderla senza studi specifici che poi, spesso, nemmeno sono possibili?</span></p>
<p><span style="arial;">Altra complicazione: <strong>la tradizione non è immutabile</strong>. Altrimenti non si spiegherebbero le <a href="http://www.nenanet.it/info/cinzia_principessa.htm"><strong>diverse versioni esistenti delle fiabe</strong></a>. Questo vale per ogni altro fenomeno culturale &#8220;tradizionale&#8221;.<br />
</span></p>
<p><span style="arial;">L&#8217;adempimento di una tradizione non è mai la copia identica di un modello del quale, peraltro, spesso nulla si sa. Quindi il grado di cambiamento non è misurabile. <strong>Come è possibile allora dire che la conservazione dal passato al futuro sia un elemento utile a identificare una tradizione se niente ci consente di misurare il grado del cambiamento?</strong></span></p>
<p><span style="arial;">Si potrebbe pensare che l&#8217;essenziale di questa conservazione della tradizione non stia nelle forme, che cambiano, ma nello &#8220;spirito&#8221;, nel contenuto di queste manifestazioni esteriori.</span></p>
<p><span style="arial;">Questo significa che le pratiche tradizionali non sono la tradizione in se stesse, ma meramente l&#8217;espressione di una tradizione. <strong>Una fiaba o un mito sarebbero dunque manifestazioni di idee e valori che sarebbero, questi sì, la tradizione</strong>, che quindi risulterebbe nascosta dietro parole e gesti.</span></p>
<p><span style="arial;"><br />
Ma perché la tradizione si dovrebbe nascondere dietro certi gesti e parole, e non altri?<br />
Se è dietro tutti, perché non è lei a guidare le azioni dell&#8217;intero gruppo, sempre? Si può veramente credere che riprodurre uno schema di comportamento sia riprodurre un sistema di pensiero?<br />
Lanclud qui fa l&#8217;esempio delle <strong>buone maniere a tavola</strong>.<br />
Dietro il modo di disporre piatti e posate, egli dice, c&#8217;è ovviamente una certa concezione dell&#8217;ordine delle cose, cioè degli elementi di significato che sarebbero la tradizione stessa. Il problema è che la stragrande maggioranza delle persone ignora bellamente per quale oscuro motivo il bicchiere del vino va lì e quello dell&#8217;acqua va là.<br />
Ciononostante <strong>tutti fanno così</strong>, e parrebbe logico pensare che lo facciano perché quella disposizione è il solo esempio osservabile che hanno nella vita quotidiana.<br />
Tutto quindi sembra succedere come se la tradizione stesse non nelle idee, ma <strong>nelle pratiche.</strong><br />
Quindi ancora non sappiamo COSA SIA la tradizione.</span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/mamma_casalinga.jpg" alt="" width="500" height="406" /></p>
<p><strong>Ci siete ancora? </strong><br />
Bene, quasi finito ^________^</p>
<p>In ultimo, i meccanismi con cui avviene la trasmissione culturale (la faccio breve: sociali e psicologici) non ci illuminano sulla natura dell&#8217;informazione trasmessa: è tradizione? E perché?</p>
<p><span style="arial;">Uh, che stress, vero?<br />
Ma mi siete venuti dietro fin qui, quindi ve lo meritate&#8230; <strong>volete finalmente sapere cos&#8217;è la tradizione? </strong></span></p>
<p><strong>È un punto di vista che le donne e gli uomini del presente sviluppano su ciò che li ha preceduti, una interpretazione del passato condotta in funzione di criteri rigorosamente contemporanei.</strong></p>
<p>Per dirla con <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2002/aprile/14/Addio_Pouillon_etnologo_Sartre_co_0_0204144287.shtml"><strong>Pouillon</strong></a> (possibile che <span style="arial;"> in italiano </span><span style="arial;">si trovi solo il necrologio? O__O):</span></p>
<blockquote><p><span style="arial;">Noi selezioniamo ciò da cui ci dichiariamo determinati, noi ci presentiamo come i continuatori di coloro che abbiamo reso nostri predecessori.</span></p></blockquote>
<p><span style="arial;">Il passato persiste, vero, ma esso è solo <strong>il serbatoio da cui peschiamo le nostre legittimazioni</strong>: della nostra identità, del nostro credo, delle nostre idee politiche, della originalità e &#8220;sacralità&#8221; del nostro gruppo di appartenenza. </span></p>
<p><strong>L&#8217;utilità di una tradizione è quella di fornirci una garanzia per ciò che siamo: una cultura, enunciando la sua tradizionalità, giustifica la sua condizione presente.</strong></p>
<p>Alla luce di tutto questo, ditemi: non capite meglio, ora, cosa intende <a href="http://noislam.altervista.org/"><strong>gente</strong></a> <a href="http://www.stato-oggi.it/archives/00082763.html"><strong>di</strong></a> <a href="http://tg24.sky.it/tg24/mondo/america_2008/2008/09/05/sarah_palin_guerra_iraq_voluta_da_dio.html"><strong>questo</strong></a> <a href="http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=775993&amp;amp;canale=ORA&amp;amp;articolo=ABORTO:%20MONS.%20MERISI%20%28CEI%29%20CRITICA%20RISOLUZIONE%20PARLAMENTO%20EUROPEO"><strong>tipo</strong></a> quando si proclama <strong>paladina della tradizione?</strong></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un Piatto</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 11:59:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bacio della Buonanotte]]></category>

		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Capita un po&#8217; a tutti, prima o poi, di rompere un piatto.
Se è un piatto di quelli ordinari non te ne preoccupi più di tanto: pazienza, sono cose che capitano, ne troverai un altro uguale e non ci penserai più.


Ma se quello è un piatto che avevi trovato per caso in una giornata di sole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capita un po&#8217; a tutti, prima o poi, di rompere un piatto.</p>
<p>Se è un piatto di quelli ordinari non te ne preoccupi più di tanto: pazienza, sono cose che capitano, ne troverai un altro uguale e non ci penserai più.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5838 aligncenter" title="piatto_piano_piccolo" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/piatto_piano_piccolo.jpg" alt="" width="500" height="454" /></p>
<p><span id="more-5763"></span></p>
<p>Ma se quello è un piatto che avevi trovato per caso in una giornata di sole girando per mercatini&#8230; se è un piatto che avevi preso così, per una sorta di &#8220;amore a prima vista&#8221; e che avevi portato a casa ed avevi messo in un posto privilegiato del tuo salotto&#8230;. se quello è un piatto che solo in un secondo tempo avevi potuto riconoscere per quanto fosse delicato e prezioso, ben oltre la prima impressione&#8230; se è un piatto che ti incantavi a rimirarlo perché il solo fatto di guardarlo ti richiamava un sorriso e ti dava un&#8217;emozione&#8230;, se è un piatto che ti sembrava quasi impossibile aver trovato perché era così deliziosamente &#8220;speciale&#8221;&#8230;. beh, allora è diverso.</p>
<p>Allora non la prendi a cuor leggero, ti rimproveri cento, mille volte di essertelo fatto sfuggire di mano, magari per una piccola distrazione, quel piatto diventato per te così prezioso. Il rimpianto è forte, il dolore è tanto perché ti pare impossibile di essere stato tanto maldestro nel maneggiare una cosa così delicata e nella quale avevi scoperto un valore inizialmente insospettato. Anzi, anche se quel piatto a cui tenevi tanto è appena sbeccato, ti può venir voglia di ridurlo in briciole, in preda alla rabbia che ti fai.</p>
<p>Certo, puoi invece anche provare a reincollarne i pezzi. Ma per quanto tu possa essere bravo a farlo ed anche ammesso che tu riesca a rendere invisibile a tutti la difficile opera di restauro, ci sarà sempre almeno una persona al mondo - te stesso - che saprà nel suo intimo che quel piatto non è più lo stesso di prima. E che quand&#8217;anche riuscissi a guardarlo ancora, non ti darebbe le stesse emozioni, non susciterebbe lo stesso sorriso. Insomma, non sarebbe più la stessa cosa.</p>
<p>E&#8217; allora che devi fare una scelta.<br />
Puoi arrivare ad odiare quel piatto, perché ogni volta che lo guardi ti ricorderà la tua sbadataggine, la tua inadeguatezza, il tuo errore. E allora lo prenderai e lo butterai, e per un bel po&#8217; non ne vorrai proprio più sapere, né di quel piatto né di nessun altro piatto.<br />
Oppure puoi decidere di tenertelo ugualmente, quel piatto riappiccicato, e continuare ad amarlo in un altro modo, proprio per gli stessi motivi per cui potevi odiarlo: perché ogni volta che lo guardi ti ricorderà la tua sbadataggine, la tua inadeguatezza, il tuo errore, e ti avrà arricchito, insegnandoti a stare più attento per non far rompere le cose che ami.</p>
<p>Dipende solo da te, non certo dal piatto.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ahi, Serva Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 09:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il Bello della Politica]]></category>

		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

		<category><![CDATA[25ottobre]]></category>

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		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
 Purgatorio, VI
Voi che ne dite, gli italiani sono pronti per la democrazia?

Abituati da secoli a servire i vari padroni di turno, dai Romani ai Visigoti, dai Medici al Papato, giù giù fino ai Borboni e ai Savoia, hanno ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ahi serva Italia, di dolore ostello,<br />
nave sanza nocchiere in gran tempesta,<br />
non donna di province, ma bordello!</em></p>
<p><em> Purgatorio, VI</em></p>
<p>Voi che ne dite, gli italiani sono pronti per la democrazia?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8586 aligncenter" title="manifestazione-pd-roma324" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/manifestazione-pd-roma324.jpg" alt="" width="324" height="230" /></p>
<p>Abituati da secoli a servire i vari padroni di turno, dai Romani ai Visigoti, dai Medici al Papato, giù giù fino ai Borboni e ai Savoia, hanno ancora bisogno di “asservirsi” a qualcuno (oggi Berlusconi, domani chissà) che li guidi come pecorelle e col bastone del “pastore”, altrimenti si smarriscono, sparpagliandosi. Salvo rivoltarsi  contro il &#8220;pastore&#8221; una volta che questi versi in qualche difficoltà.</p>
<p><span id="more-8577"></span></p>
<p>Anni fa spiegavo ad un mio nipotino allora dodicenne (o giù di lì) cosa fosse stato il Fascismo. Gli parlavo della scomparsa di fatto del Parlamento, dell&#8217;eliminazione della libertà di stampa e di manifestare il proprio pensiero, dell&#8217;obbligo del saluto romano, delle leggi razziali. Lui mi guardava stupito, meravigliandosi che tutto ciò fosse potuto succedere nella stessa Italia in cui viviamo oggi. Ad un certo punto mi chiese &#8220;Zio, ma tutto questo quanto è durato?&#8221; e quando risposi &#8220;Oltre vent&#8217;anni&#8221; sgranò gli occhi &#8220;Vent&#8217;anni? E come è potuto durare tanto a lungo? Nessuno si ribellava? Nessuno era in grado di rovesciare quella dittatura?&#8221;. Beh - gli risposi - io all&#8217;epoca non ero ancora nato, ma dai racconti di mia madre ho appreso che, salvo alcune eccezioni, al popolo, alla massa della gente, il regime di Mussolini tutto sommato stava abbastanza bene. &#8220;Allora i treni arrivavano in orario&#8230;&#8221;</p>
<p>Un &#8220;Duce&#8221;, un condottiero dal piglio sicuro è proprio quello che ci vuole per noi italiche pecorelle. Uno che sappia prendere in mano la questione &#8220;monnezza&#8221; e sappia risolverla, non importa come. Uno che prenda in mano la questione Alitalia e la risolva, non importa come. Uno che riesca a farci spendere di meno sulla scuola e sulla pubblica amministrazione, non importa come.</p>
<p>Oggi ci serve qualcuno che sappia districarsi nel caos della crisi finanziaria internazionale e faccia in modo che noi del popolino ne soffriamo il meno possibile le conseguenze sulla nostra vita di tutti i giorni, e che i banchieri si fottano (ma no, neanche loro si fotteranno, ora sono già meno preoccupati di qualche settimana fa). Che ci pensi qualcuno, Silvio o Tremonti, Brunetta o la Gelmini poco importa: qualunque sia la soluzione <a href="http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_26/mannheimer_3f4a62f4-a338-11dd-8d2c-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank">il premier avrà ancora, nonostante tutto, un sacco di consensi.</a></p>
<p>Un Duce è proprio quello che manca al centro-sinistra oggi. Ha governato due volte negli ultimi dodici anni. La prima volta ha dovuto cambiare in corso d’opera tre presidenti del consiglio (Prodi, D’Alema, Amato) ma almeno ha “resistito” tutta la legislatura. La seconda volta è durata due anni e tutti ricordano il modo sconcertante in cui è finita. In entrambi i casi nella memoria degli elettori è rimasto più che la bontà dei provvedimenti (alcuni ce ne sono stati) il ricordo delle liti e delle faide interne. Ma evidentemente la lezione non è bastata: ancora oggi all’interno del PD vi sono più anime spesso in conflitto fra loro e pronte a sgambettarsi a vicenda. E così Uolter ha dovuto (<a href="http://www.loccidentale.it/articolo/veltroni+arringa+la+folla,+ma+il+popolo+del+pd+non+riempe+il+circo+massimo.0060496" target="_blank">quasi</a>) riempire la piazza per alzare la voce contro il governo <em>ma anche</em> per riaffermare una <em>leadership</em>. Una specie di &#8220;primarie-bis&#8221;, ma senza lo spettro delle elezioni alle porte.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8588 aligncenter" title="18326" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/18326.jpg" alt="" width="320" height="240" /></p>
<p>La sinistra italiana sembra ancora alla ricerca del &#8220;leader&#8221; carismatico, ma nello stesso tempo ha paura di trovarlo. Basta leggere <a href="http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_25/manifestazione_pd_6d4dd438-a27f-11dd-9d1b-00144f02aabc.shtml" target="_blank">i giornali del giorno dopo</a> per rendersi conto che <a href="http://www.corriere.it/politica/nota/08_ottobre_25/franco.shtml" target="_blank">la manifestazione del 25 ottobre non a tutti è andata giù.</a> Il successo di partecipazione sembra preoccupare per primi proprio l&#8217;insieme dell&#8217;opposizione (PD compreso!), come se Veltroni fosse stato &#8220;troppo&#8221; bagnato dalla folla. E pensare che il discorso del Uolter nazionale non è stato neanche di quelli indimenticabili. Qualche vaga proposta è stata lanciata, ma niente di memorabile, niente che possa essere ritenuto lo spartiacque tra un &#8220;prima&#8221; e un &#8220;dopo&#8221; il 25 ottobre. Veltroni non ha detto una parola sulle &#8220;sue&#8221; riforme: la scuola, ad esempio, a Walter va bene così, oppure come vorrebbe riformarla? E la giustizia? E il welfare? E il mercato del lavoro? E i temi etici? Un generico &#8220;dare maggiori risorse&#8221; quando il Paese è agli sgoccioli, sembra un po&#8217; banale, no? Comunque ci ha pensato Fassino. <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=301123" target="_self">Sì, Fassino lo ha addirittura detto chiaramente, che dal 26 ottobre non cambia nulla</a>: che Berlusconi continua a governare e che il PD continua a fare l&#8217;opposizione. Mah&#8230;</p>
<p>Il fatto è che in Italia non siamo abituati alla democrazia interna agli schieramenti, quella in cui si discutono le strategie e poi si votano le opzioni, quindi la parte soccombente disciplinatamente sostiene le scelte della parte che ha prevalso. Questo era quanto accadeva nel vecchio PCI fino agli anni Ottanta. Da allora il tentativo di democrazia interna si è sempre dovuto confrontare con l&#8217;azione dei &#8220;dissidenti&#8221;: che è stata la scissione (quando è andata bene) oppure il complotto interno continuo dei soccombenti per rovesciare i &#8220;vincitori&#8221;.</p>
<p>Credo sia questo il problema del centro-sinistra in generale e del PD in particolare, anche oggi. Dovrà porci rimedio in fretta, perché ormai tutti gli italiani hanno capito che senza una <em>leadership</em> forte e ben sostenuta dalle retrovie (insomma, un Duce, che porti una cravatta a pallini oppure una camicia col colletto <em>button-down</em>) non si può governare il Paese e trarlo fuori dalle tempeste interne ed esterne in cui si dibatte. Certo, mi rendo conto che non è facile. Bisognerebbe prima spazzare via una serie di &#8220;notabili&#8221; che sono al secondo, o terzo, o quarto cambio di nome del partito in cui militano, imperterriti, inossidabili, indistruttibili. E che non basta una manifestazione, per quanto ben riuscita, a cambiarne la mentalità.</p>]]></content:encoded>
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		<title>E Adesso, se Permettete, Parliamo di Orgasmi Fasulli</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 07:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Border Zone]]></category>

		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

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		<category><![CDATA[Vere Donne]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è un mio amico che ripete spesso: &#8220;Capire le donne non è impossibile, è inutile&#8221;. Ma io, testone che altro non sono, non voglio dargli retta. E continuo a provarci, a capire le donne.
E così l&#8217;altro giorno mi è capitato di rivedere per l&#8217;ennesima volta &#8220;Harry ti presento Sally&#8221;, il film di culto che contiene, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un mio amico che ripete spesso: &#8220;Capire le donne non è impossibile, è inutile&#8221;. Ma io, testone che altro non sono, non voglio dargli retta. E continuo a provarci, a capire le donne.<br />
E così l&#8217;altro giorno mi è capitato di rivedere per l&#8217;ennesima volta &#8220;Harry ti presento Sally&#8221;, il film di culto che contiene, fra l&#8217;altro, questa memorabile sequenza in cui Meg Ryan dimostra a Billy Crystal come sia facile per una donna infinocchiare un uomo facendogli credere di aver provato il sublime piacere quando invece &#8230; nada de nada.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mentecritica.net/orgasmo/border-zone/bfully/4592/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><span id="more-4592"></span>Ecco, una cosa che non mi riesce proprio di capire è il perché le donne talora (secondo alcune: spesso) nel fare sesso si sentano quasi in dovere di simulare un orgasmo. E naturalmente lo chiedo a voi, care lettrici di MC. Qualcuna di voi vuole provare a spiegarlo?</p>
<p>Lo fate per rispetto umano, per non &#8220;offendere&#8221; il nostro orgoglio maschile?<br />
Lo fate per (&#8230;ehm&#8230;) &#8220;levarcisi di dentro&#8221; il più presto possibile? Cioè - come mi disse molto esplicitamente una volta una mia amica - &#8220;perché sennò voi continuate, continuate, continuate&#8230; e noi ci scocciamo&#8221;?</p>
<p>Proviamo a fare degli scenari, distinguendo tre casi (ma se ce ne sono altri, aggiungete pure&#8230;):</p>
<p><strong>caso 1</strong>. siete a letto - o dove altro preferite - con il &#8220;vostro&#8221; uomo, quello con cui vivete da anni e con cui vorreste continuare a vivere ancora</p>
<p><strong>caso 2</strong>. siete a letto con uno conosciuto da poco, che vi piace e con cui vorreste continuare a vedervi, magari costruendoci sopra una cosa importante.</p>
<p><strong>caso 3</strong>. siete a letto con un amante occasionale in una sana sessione di sesso.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5293 aligncenter" title="orgasmo" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/orgasmo.jpg" alt="" width="490" height="265" /></p>
<p>Ecco, proviamo a immaginare che, in ciascuno di questi casi, nonostante ci mettiate entrambi tutta la buona volontà, proprio non vi <em>viene</em> bene. Ora vi dico come mi aspetterei che vi comportaste:</p>
<p>Il <strong>caso 3</strong> a me pare facile facile. Io mi aspetterei un &#8220;ok, caro mio, non è andata, speriamo meglio la prossima&#8230; cose che capitano, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato&#8221;. Un buffetto sulla guancia, una strizzatina d&#8217;occhio, possibilmente senza far trapelare troppa commiserazione e via&#8230;</p>
<p>Il <strong>caso 1</strong> mi sembra pure facile. &#8220;Amore, stavolta non è andata, ma ci rifaremo presto, ok?&#8221;. Se è il &#8220;vostro&#8221; uomo non se la prenderà se per una volta non è riuscito a farvi toccare il cielo, anzi dovrebbe apprezzare la vostra sincerità e - perché no? - cercare di trarre insegnamento per migliorare nel rapporto d&#8217;amore.</p>
<p>Il <strong>caso 2</strong> è un po&#8217; più spinoso. Ecco, in questo caso, magari, posso capire che, specie se è la prima volta, ci teniate a non &#8220;ammosciare&#8221; il vostro partner, sperando che sia un puro caso e che la cosa migliori nel prosieguo. Se però la cosa non dovesse migliorare, vedi caso 3.</p>
<p>Insomma, tranne che in questo particolare <em>caso 2</em>, io non vedo proprio il bisogno di simulare quel che non c&#8217;è stato. Allora, volete provare a spiegarlo voi?</p>
<p><strong>N.d.R.</strong> il posizionamento di questo pezzo nel giorno della manifestazione del PD non è casuale. L&#8217;autore non è stato coinvolto nella decisione.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Clamoroso: La Verità sulle Intercettazioni Silvio-Mara. Con Immagini Esplicite e Trascrizioni in Codice</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/clamoroso-la-verita-sulle-intercettazioni-silvio-mara-con-immagini-esplicite-e-trascrizioni-in-codice/meccanica-delle-cose/dellefragilicose/8453/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 08:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Accademia DFC]]></category>

		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

		<category><![CDATA[filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[fisica-quantistica]]></category>

		<category><![CDATA[olismo]]></category>

		<category><![CDATA[riduzionismo]]></category>

		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Attenzione. Il contenuto di questo articolo potrebbe non essere adatto a tutti. Si declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che decideranno spontaneamente di proseguire.
La Parte e il Tutto

Immaginate un foglio bianco sul quale siano disposti lettere, numeri, simboli di interpunzione e caratteri tipografici:
8888 8888888888888888888888888 888888888 8:::888 88888888888888888888888888 ::::::88888 888888 8888 888888888 888888: :::::::888:: :8888888888888888 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small><span style="color: #ff0000;"><strong>Attenzione</strong></span>. Il contenuto di questo articolo potrebbe non essere adatto a tutti. Si declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che decideranno spontaneamente di proseguire.</small></p>
<p style="text-align: center;"><strong>La Parte e il Tutto</strong></p>
<p><span id="more-8453"></span><br />
Immaginate un foglio bianco sul quale siano disposti lettere, numeri, simboli di interpunzione e caratteri tipografici:</p>
<p>8888 8888888888888888888888888 888888888 8:::888 88888888888888888888888888 ::::::88888 888888 8888 888888888 888888: :::::::888:: :8888888888888888 88888888888 888888::::8:::::::::::88888888888888888888 888888888::: ::8:::::::::M888 888 8MAmmmAMVMM888*88888888   88888888</p>
<p>Applicando il sistema tradizionale di interpretazione di questi simboli (la lettura) molto probabilmente essi non ci trasferiranno alcun significato.<br />
Proviamo adesso ad allontanarci dal foglio ed a guardare i simboli tutti insieme e non in sequenza come facciamo quando li leggiamo. Il risultato potrebbe stupirci:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8459 aligncenter" title="code" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/code.jpg" alt="" width="500" height="2309" /></p>
<p style="text-align: center;"><small><strong>donna nuda</strong><br />
Immagine osé, <a href="http://www.mentecritica.net/vendesi/border-zone/fully/6641/" target="_blank">ma pertinente</a> in quanto funzionale allo sviluppo del discorso.</small></p>
<p>La figura che percepiamo, infatti, non deriva dall&#8217;interpretazione meccanicistica di ciascuna lettera o della loro successione, ma dalla visione d&#8217;insieme delle lettere stesse. Cioè, ciascuna lettera non trasmette alcun messaggio, ma tutte insieme lo fanno. <strong>Il tutto è maggiore della somma delle parti</strong>.</p>
<p>Quella che ho appena illustrato è un <em>fenomeno emergente</em> e si ascrive genericamente al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emergenza" target="_blank">principio di Emergenza</a> di un sistema complesso che nulla ha a che fare con i soldati per strada e<a href="http://www.mentecritica.net/lesercito-nelle-citta-e-il-nuovo-fascismo-italiano/informazione/mc/4326/" target="_blank"> i deliri dei <em>minestri</em> della difesa</a>.</p>
<p>In natura esistono molte strutture emergenti. Ad esempio un formicaio. Tutte le formiche agiscono in piena autonomia e non esiste alcun sistema di coordinazione centralizzato, eppure il formicaio, inteso come struttura sociale, ha un comportamento ben definibile e prevedibile.<br />
Anche i progetti Open Source come Linux e WikiPedia sono fenomeni emergenti come orgogliosamente si legge su Wiki:</p>
<blockquote><p><em>Questi progetti decentralizzati e distribuiti non sono possibili senza un gran numero di partecipanti, nessuno dei quali conosce da solo l&#8217;intera struttura. Ognuno edita e conosce solo una parte, ma tutti hanno la sensazione di partecipare a qualcosa di più grande di loro. Il feedback dall&#8217;alto aumenta motivazione e unità, mentre il contributo dal basso incrementa la varietà. Questa unità nella diversità causa la complessità delle strutture emergenti.</em></p></blockquote>
<p>L&#8217;Emergenza è anche, apparentemente, in contrasto con <a href="http://www.mentecritica.net/linizio-delluniverso-e-la-morte-termica/accademia-dfc/comandante-nebbia/1326/">la seconda legge della termodinamica</a> in quanto &#8220;<em>crea</em> &#8221; ordine in contrasto con il principio che l&#8217;entropia è in continuo aumento nell&#8217;universo. Il trucco consiste nel riflettere sul fatto che, osservando un sistema aperto anche se localmente avviene un aumento dell&#8217;ordine, ciò avviene estraendo informazioni e ordine dall&#8217;ambiente circostante con bilancio comunque negativo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8471 aligncenter" title="fremont-lv-12-99-8" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/fremont-lv-12-99-8.jpg" alt="" width="358" height="479" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Riduzionismo e Olismo<br />
</strong></p>
<p>Immaginiamo di dover studiare uno di quei pannelli pubblicitari composti da migliaia di lampadine colorate. Possiamo usare due approcci. Con il primo analizziamo ogni singola lampadina, i relais che ne comandano l&#8217;accensione e lo spegnimento, i timer che regolano i circuiti e la quantità di energia necessaria per l&#8217;accensione e lo spegnimento. Alla fine avremo descritto completamente il pannello?<br />
Certo. Fisicamente il pannello risulterà completamente descritto, ma ne avremo compreso la funzione?<br />
La risposta è no.</p>
<p>Per comprenderne completamente la funzione dobbiamo azionare il pannello, metterci di fronte e guardare le immagini e le scritte che formano le lampadine accendendosi e spegnendosi.</p>
<p>Il primo approccio allo studio del pannello è un approccio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riduzionismo_(fisica)" target="_blank">riduzionista</a>. In pratica si studia un fenomeno complesso dividendolo in sistemi più semplici e analizzando ciascun sistema singolarmente. L&#8217;approccio riduzionista è stato fondamentale in fisica per la risoluzione di numerosissimi problemi e ha una valenza eccezionale nella vita quotidiana quando siamo costretti a risolvere questioni molto complicate.</p>
<p>L&#8217;altro approccio, quello di mettersi di fronte al pannello e guardare le scritte, si definisce <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Olismo" target="_blank">approccio olistico</a> e si giustifica ipotizzando che il significato di un sistema non possa essere descritto esclusivamente con lo studio delle sue componenti.<br />
I due approcci sembrano in assoluta contraddizione. In realtà sono solo due livelli di percezione diversi, entrambi necessari alla completa comprensione delle cose.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8473 aligncenter" title="erwin_schrodinger" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/erwin_schrodinger.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Paradosso del Gatto Morto</strong></p>
<p>C&#8217;è un aspetto interessante di quello che ho appena detto che non <em>emerge</em> immediatamente, ma è probabilmente il più suggestivo.<br />
Il fenomeno &#8220;<em>scritta sul tabellone luminoso</em>&#8221; o quello &#8220;<em>donnina nuda fatta con i caratteri ascii</em>&#8221; esistono solo ed esclusivamente perché esiste qualcuno in grado di recepirli non in quanto emissione disordinata di fotoni, ma in quanto elementi di percezione. Quindi, l&#8217;esistenza o meno di un fenomeno dipende dal suo osservatore. L&#8217;osservatore &#8220;<em>influenza</em>&#8221; l&#8217;evoluzione del fenomeno.</p>
<p>La precedente clamorosa affermazione trova una straordinaria conferma nello studio degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_sovrapposizione_(meccanica_quantistica)" target="_blank">stati sovrapposti delle particelle elementari</a> che hanno la proprietà di trovarsi in diverse posizioni contemporaneamente e di anche di avere diverse quantità d&#8217;energia diverse al medesimo istante.</p>
<p>Ciò conduce alla conclusione che si può mettere un gatto in una scatola e averlo contemporaneamente vivo o morto fino a quando non si apre la scatola per verificarne lo stato. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_gatto_di_Schr%C3%B6dinger" target="_blank">Leggere per credere</a>. Evidentemente, il nostro ruolo nell&#8217;universo è meno banale di quello che tendiamo a credere.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Silvio, Mara e la Meccanica delle Cose</strong></p>
<p>A questo punto molti di voi, almeno quelli che avranno avuto la pazienza di leggere fino a questo punto si chiederanno cosa c&#8217;entra il titolo con lo svolgimento.<br />
Sono molto deluso. Se vi state facendo queste domande avete letto usando un approccio riduzionista trascurando completamente quello olistico e avete una concezione del tempo lineare e primitiva. Spero che vogliate rileggere il tutto con maggiore attenzione e comprendere, finalmente, che <strong>ciò che appare</strong> è sempre, assolutamente sempre, diverso da <strong>ciò che è</strong> proprio perché è in una condizione di esistenza ambigua fino a quando non lo osservate.</p>
<p>Fatevi una mente critica. Di questi tempi conviene.</p>
<p style="text-align: right;">dedicato a Valeria</p>
<p style="text-align: right;">conosco i segreti del mondo e te ne farò dono</p>
<p style="text-align: center;"></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ogni Sentenza ha una Conseguenza</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 11:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CogitoergoVomito</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

		<category><![CDATA[giustizia]]></category>

		<category><![CDATA[magistratura]]></category>

		<category><![CDATA[paura]]></category>

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		<description><![CDATA[Impassibile, occhi bassi, così Mihai Gica Bodac ha assistito alla lettura della sentenza, che lo ha condannato complessivamente a otto anni e quattro mesi di reclusione. Questa sentenza storica, giusta ed esemplare, è la condanna più alta fino ad ora irrogata per un omicidio stradale colposo, e l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20081011&amp;ediz=SALERNO&amp;npag=35&amp;file=APRE.xml&amp;type=STANDARD"><span style="#3333ff;">Impassibile, occhi bassi,</span></a> così Mihai Gica Bodac ha assistito alla lettura della sentenza, che lo ha condannato complessivamente a otto anni e quattro mesi di reclusione.<a href="http://www.vittimestrada.org/blogs.php?lng=it&amp;pg=5716"><span style="#3333ff;"> Questa sentenza storica, giusta ed esemplare</span></a>, è la condanna più alta fino ad ora irrogata per un omicidio stradale colposo, e l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, che si è costituita parte civile nel processo, manifesta soddisfazione per questa sentenza che ha un valore storico.</p>
<p style="text-align: right;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/denuncia.jpg" alt="" width="265" height="205" /></p>
<p><span id="more-8318"></span><span style="#000000;">Il tribunale di sorveglianza nega la libertà condizionale</span> all&#8217;ex brigatista Vincenzo Guagliardo, <a href="http://www.instoria.it/home/guido_rossa.htm"><span style="#3333ff;">l&#8217;assassino del sindacalista Guido Rossa.</span></a><br />
<span style="#3333ff;"><span style="#000000;">&#8220;I magistrati ci ripensino. Guagliardo l&#8217;ho conosciuto,</span> </span>è un uomo ravveduto, che ha pagato il conto con la giustizia&#8221;. <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/sabina-rossa/sabina-rossa/sabina-rossa.html"><span style="#3333ff;">A parlare è la figlia della vittima, Sabina Rossa,</span></a> deputata pd, che a sorpresa si dice in disaccordo.</p>
<p><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=32906&amp;sez=HOME_INITALIA"><span style="#3333ff;">Marco Travaglio è stato condannato</span><span style="#e0ad12;"> </span></a>dal giudice del Tribunale di Roma Roberta Di Gioia a 8 mesi di reclusione (con sospensione della pena) e 100 euro di multa per diffamazione ai danni di Cesare Previti. Travaglio, che dovrà risarcire Previti con 20 mila euro, è stata inflitta una pena addirittura superiore alle richieste del pm (500 euro di multa).<br />
Per Peppino Caldarola, <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/10/17/940135-marco_travaglio.shtml"><span style="#3333ff;">il problema non sono loro, i Travaglio di ogni epoca</span></a>. Il problema sono i cittadini incazzati e disperati che si rivolgono al giustiziere sommario perchè non riescono ad avere giustizia normale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/giudice1.jpg" alt="" width="346" height="401" /></p>
<p><span style="#000000;">Il </span><span style="#000000;">17 aprile</span><span style="#000000;"> </span><span style="#000000;">1991</span><span style="#000000;"> nella sua casa di </span><span style="#000000;">Montecchia di Crosara Pietro Maso </span><span style="#000000;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Maso"><span style="#3333ff;">uccise entrambi i suoi </span></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Maso"><span style="#e0ad12;">genitori</span></a>, Antonio Maso e Rosa Tessari, servendosi di un tubo di ferro e di altri corpi contundenti. La motivazione era intascare subito la sua parte di </span><span style="#000000;">eredità.</span><br />
Nel febbraio del 2007, in un&#8217;intervista, Maso si era dichiarato &#8220;una persona diversa&#8221;.<br />
&#8220;Sedici anni di carcere mi hanno cambiato. Mi ero perso, ho cercato di ritrovarmi, grazie anche alla fede&#8221;, dichiarava.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/pietro-maso/pietro-maso/pietro-maso.html"><span style="#3333ff;">I giudici del tribunale di sorveglianza di Milano</span><span style="#e0ad12;"> </span></a>hanno ammesso al regime di semilibertà Pietro Maso.</p>
<p>Qualche giorno fa Fernando Carretta ha firmato presso il notaio Carlo Maria Canali il documento con cui ottiene <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/carretta-eredita/carretta-eredita/carretta-eredita.html"><span style="#3333ff;">l&#8217;eredità dei genitori che ha ucciso 19 anni fa</span></a><span style="#3333ff;"> in un momento</span><span style="#e0ad12;"> </span>di follia. Oltre all&#8217;appartamento ha ottenuto anche 38mila euro, per un totale complessivo di 350mila euro.<br />
Per Carretta la libertà vigiliata <a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/carretta-liberta/carretta-liberta/carretta-liberta.html?ref=search"><span style="#3333ff;">arriva dopo sette anni e mezzo</span><span style="#e0ad12;"> </span></a>di ospedale psichiatrico giudiziario. &#8220;Il mio futuro lo immagino con un lavoro stabile, ma anche con una famiglia. E anche figli, certo. Quando avrò trovato la persona giusta&#8221;, ha dichiarato.</p>
<p>&#8220;Le carceri sono diventate delle porte girevoli: circa il 25% degli arrestati esce entro il terzo giorno, subito dopo la convalida davanti al giudice, grazie alle forme premiali.<br />
I detenuti attualmente sono 57.187, contro una capienza regolamentare di 43.262 e un limite tollerabile di 63.568. Il Guardasigilli parla di stress da sovraffollamento. Questo stress colpisce non soltanto i detenuti ma anche il personale della polizia penitenziaria, rendendo più oneroso e difficile l&#8217;adempimento dei compiti d&#8217;istituto. Inoltre, i problemi di convivenza tra le varie etnie sono ulteriormente acuiti dal numero dei detenuti stranieri, pari a 21.366&#8243;.<br />
<a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=32900&amp;sez=HOME_INITALIA"><span style="#3333ff;">Così parlò il Ministro Alfano</span></a>, alla festa per il 191° anniversario della polizia penitenziaria.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dM-class-action-3-060208.jpg" alt="" width="500" height="347" /></p>
<p>Claudio Giusti, membro<span style="#3333ff;"> </span><span style="#000000;">dell&#8217;Osservatorio sulla Legalità</span>, <a href="http://www.agliincrocideiventi.it/2008/la-pena-di-morte-americana-e-un-sacrificio-umano/"><span style="#3333ff;">spiega che in America sono pochi gli innocenti, i pazzi, o i ricchi</span></a>, che accettano il rischio di essere massacrati in aula e si patteggia il 96% delle condanne. Un articolo del Birmingham News spiega come avviene : Sei in prigione da due anni in attesa del processo quando si presenta un tizio che dice - Se ti dichiari colpevole questa è la condanna e fra due anni sei fuori, ma, se ti ostini a dirti innocente, fra un anno c&#8217;è il processo e se vinciamo noi ti ammazziamo (<a href="http://www.cuadp.org/news/BN-20051106.htm"><span style="#3333ff;">Birmingham News &#8220;A Death Penalty Conversion&#8221;, 06/11/2005</span></a><span style="#3333ff;">).</span></p>
<p>Giusti dice che negli Stati Uniti non c’e’ pena capitale, ma una serie limitata di sacrifici umani, di omicidi rituali, atti a rassicurare una popolazione spaventata dalla sua stessa violenza.</p>
<p><strong></strong><br />
<strong><span style="#990000;">In Italia spaventano sia le sentenze, che le conseguenze delle sentenze.</span></strong></p>
<p><span style="#990000;">Mi spaventano</span> sia i Bodac, rumeno 22enne che guida e uccide ubriaco, <span style="#3333ff;"><span style="#000000;">sia i Matteoli, Ministro dei Trasport</span>i</span> orgogliosi della condanna esemplare ad otto anni e 4 mesi di carcere.<br />
<span style="#990000;">Mi spaventano</span> sia le Br come Guagliardo, sia la Rossa, figlia della vittima, che invita i magistrati a ripensarci.<br />
<span style="#990000;">Mi spaventano</span> sia i Travaglio che diffamano, sia i cittadini incazzati e disperati che si rivolgono al giustiziere sommario perchè non ricevono giustizia normale.<br />
<span style="#990000;">Mi spaventano</span> sia i Pietro Maso e i Ferdinando Carretta, sia i giudici che premiano i detenuti meritevoli.<br />
<span style="#990000;">Mi spaventano</span> sia gli Alfano, ministro della Giustizia, che descrive le carceri &#8220;porte girevoli&#8221;, sia i poveri detenuti affetti da stress da sovraffollamento.<br />
<span style="#990000;">Mi spaventa</span> il fatto che la legge in Italia sia uguale per tutti, <a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00306233.pdf"><span style="#3333ff;">tranne qualcuno.</span></a><br />
<span style="#990000;">Mi spaventa </span><span style="#000000;">il fatto che un senatore del Nebraska voglia fare causa a Dio.</span><br />
<span style="#000000;">Menomale che</span><a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/esteri/causa-dio/causa-dio/causa-dio.html"><span style="#3333ff;"> è stato impossibile notificargli l&#8217;atto.</span></a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’abitudine a un Moto Regolare</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 08:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vecchio continente ha potuto offrire ai suoi cittadini una relativa stabilità per circa sessant’anni. Nella quantificazione cronologica sono stato largo, perché all’inizio di questo periodo si sono avuti anni poveri nei quali la speranza di miglioramento permetteva di sorvolare sulle reali condizioni di vita; così come alla fine stiamo avendo anni ricchi in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vecchio continente ha potuto offrire ai suoi cittadini una relativa stabilità per circa sessant’anni. Nella quantificazione cronologica sono stato largo, perché all’inizio di questo periodo si sono avuti anni poveri nei quali la speranza di miglioramento permetteva di sorvolare sulle reali condizioni di vita; così come alla fine stiamo avendo anni ricchi in cui le crepe strutturali del palazzo che abbiamo costruito non ci lasciano più dormire tranquilli. Insomma, non sono state tutte rose e fiori: ad alcune nazioni è andata meglio, ad altre decisamente peggio. Nel complesso, non ci si poteva lamentare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8130" title="ultimo-grande-albero" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/ultimo-grande-albero.jpg" alt="" width="463" height="520" /><br />
<span id="more-8076"></span> Di fatto, il passato prossimo del verbo enunciato nel primo periodo non lascia molto spazio: questa fase è al crepuscolo.<br />
Ne sta cominciando un’altra i cui tratti sono ancora foschi. Alcuni credono sia la curva calante di una sinusoide che di qui a “n” mesi potrebbe invertire la sua tendenza. Io credo che le sinusoidi possano invertire gradualmente la propria tendenza solo quando il loro trend minimo non conduce al malessere sociale. In quel caso finiscono per invertire comunque la loro tendenza, ma ben più bruscamente e solo dopo un ulteriore calo, verticale, dovuto a quelli che nei migliori casi chiamiamo “moti”, nei peggiori “guerre civili” o in situazioni davvero disastrose “rivoluzioni”.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8134" title="the_revolution_by_zeta_roda_sigma" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/the_revolution_by_zeta_roda_sigma.jpg" alt="" width="500" height="372" /></p>
<p>Quanto sopra non vale per l’Italia. Forse noi non ci accorgeremo nemmeno degli eventi.<br />
La nostra condizione attuale è quella di una nazione in corso d’aggressione da parte di altre più forti ed organizzate. Non è l’invasione che ci si aspetterebbe, a base di cingolati e mimetiche armate a prendere possesso del paese battaglia dopo battaglia; codesto tipo è cessato decenni fa e probabilmente non farà più parte del futuro di questi territori. Nondimeno si tratta un’invasione in piena regola.<br />
E’ iniziata con la demolizione della nostra capacità critica, che ci ha portato a essere molli di fronte a provocazioni di inaccettabilità sempre più elevata, condotte gradualmente, ogni volta a testare il nuovo limite raggiungibile da quelle successive.</p>
<p>Sentivamo una sensazione di confusa disapprovazione ma non sapevamo organizzarci, reagire. Così oggi ci sembra quasi normale che i nostri deputati non siano eleggibili direttamente, che chi si macchia di reati fiscali non sia punibile penalmente, che i debiti di Alitalia vengano spalmati sulla collettività, che la giustizia possa avere tempi più lunghi di quelli biologici di chi vi si rivolge, che il governo prima di legiferare chieda l’approvazione del capo dello stato di un’altra nazione, che sanità e scuola stiano per essere completamente privatizzate.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8132" title="albero-by-wererabbit" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/albero-by-wererabbit.jpg" alt="" width="380" height="500" /><br />
La fregatura vera è che chi ha organizzato tutto questo non ha ben calcolato le congiunture esterne all’orticello nazionale, che stavano rapidamente concentrando poteri economici enormi in nazioni con altrettanti margini di crescita. Grazie alla poca lungimiranza di chi ha voluto cogliere per anni i frutti più succosi dai nostri rami, oggi queste nazioni se li stanno comprando. I frutti, i rami, l’albero tutto e perfino la sinusoide calante della nostra economia.</p>
<p>Non ce ne accorgeremo, dicevo, perché non sarà più un problema nostro. Apparterrà a qualcun altro, assieme a tutto il resto.<br />
Tra poco apparirà in tv un volto sorridente a dirci che bisogna essere lieti di aver perso tutto, così non rimarrà più nient’altro da perdere. E tutti saranno felici.</p>
<p>Godiamoci quanto resta del nostro moto regolare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8136" title="the-last-tree-by-angelreich" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/the-last-tree-by-angelreich.jpg" alt="" width="500" height="500" /></p>
<p><small>arts and pictures by <a href="http://dentroilguscio.wordpress.com/2008/03/12/lultimo-grande-albero/" target="_blank">Joy</a>, <a href="http://zeta-roda-sigma.deviantart.com/art/The-Revolution-76845132" target="_blank">Zeta-Roda-Sigma</a>, <a href="http://wererabbit.com/2008/02/24/day-107-tree/" target="_blank">WereRabbit</a>, <a href="http://angelreich.deviantart.com/art/The-Last-Tree-69153153" target="_blank">Angelreich<br />
</a></small></p>]]></content:encoded>
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		<title>La Pena di Morte</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 16:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

		<category><![CDATA[pena-di-morte]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho sentito che l&#8217;iniezione letale sarebbe la forma di esecuzione più umanitaria. Non credo che sia semplice accostare l&#8217;aggettivo &#8220;umanitario&#8221; a &#8220;pena di morte&#8221;, ma gli ossimori vanno di moda e i giornali e le radio ci sguazzano.

A me le punture fanno impressione. Quando vado a fare i prelievi per le analisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ho sentito che l&#8217;iniezione letale sarebbe la forma di esecuzione più umanitaria. Non credo che sia semplice accostare l&#8217;aggettivo &#8220;umanitario&#8221; a &#8220;pena di morte&#8221;, ma gli ossimori vanno di moda e i giornali e le radio ci sguazzano.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8364 aligncenter" title="impiccato_anim" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/impiccato_anim.gif" alt="" width="100" height="100" /></p>
<p><span id="more-8362"></span>A me le punture fanno impressione. Quando vado a fare i prelievi per le analisi del sangue, mi giro sempre dall&#8217;altra parte. Sulla parete c&#8217;è una stampa di una donna nuda che danza tra le foglie al vento. L&#8217;addetto ai prelievi ormai è convinto che io sia un maniaco sessuale. Io preferisco che pensi questo e non che a me faccia senso vedere l&#8217;ago entrare nella vena e quel liquido nero come inchiostro riempire la provetta. Per incoraggiare l&#8217;idea che si è fatto di me, appena entro nella sala prelievi faccio battutacce sulle ragazze in sala d&#8217;aspetto e le accompagno con volgari spinte della mano destra a pugno chiuso. Le infermiere del laboratorio di analisi mi evitano come la peste.</p>
<p>Mi sono perso in chiacchiere. Dicevo, ah sì, la pena di morte. In passato <a href="http://dellefragilicose.blogsome.com/2006/11/26/il-lavoro-sporco/" target="_self"><strong>ne ho parlato molto seriamente</strong></a><strong>. </strong>Allora ero convinto che il mondo si potesse salvare e quindi scrivevo cose impegnate ed intelligenti. Ma il dottore mi ha cambiato le medicine e ho aperto <strong><a href="http://www.mentecritica.net/" target="_self">Mente Critica</a></strong>. Ora sono più lucido e razionale.</p>
<p>Stanotte ho sognato San Pietro che guidava una Suzuki GSR 600. Andava a 160 all&#8217;ora in autostrada senza casco, ma a lui con le raccomandazioni che ha se gli fanno la multa se la fa togliere. L&#8217;unica cosa è che la moto senza il cupolino, anche se è più bella, è un po&#8217; scomoda e a San Pietro i capelli si sono tutti arruffati. Io stavo seduto dietro, facendo attenzione a tenermi al maniglione che non mi andava di prendermi confidenze.</p>
<p>Mentre sorpassavamo un tir che trasportava maiali, San Pietro, gridando molto che a quella velocità non si capisce un cacchio, mi ha detto che ha sentito che non c&#8217;è niente da fare. A quanto pare i tre soci hanno deciso di sbaraccare e quindi, tra il lusco e il brusco, ci sarà la fine del mondo. Poi non ha detto più nulla perchè sul vetro del camion ha visto il faccione di Padre Pio, si è incazzato e ha tagliato la strada al tir. L&#8217;autista ha bestemmiato e un altro po&#8217; finiva a mazzate.</p>
<p>Quindi se il mondo sta per finire, chi se ne fotte dell&#8217;impegno, della serietà e dell&#8217;intelligenza.<br />
Se fosse per me io la pena di morte la infliggerei così:<br />
Prenderei il condannato e lo piazzerei in una cella con televisione, play station, lettore dvd, satellite con canali porno a mitraglia. Poi gli assegnerei un frigorifero sempre pieno di schifezze: dolci, coca cola, formaggi, affettati, lardo di colonnata &#8230;Poi allestirei una bella cantinetta: vino, uischi, cognac e limoncello freddo. Sigarette a volontà, psicofarmaci, sonniferi e <strong><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/05_Maggio/17/aulin_vietato.shtml" target="_self">aulin</a></strong> se viene il mal di testa.<br />
La cella dovrebbe essere molto stretta e occupata quasi completamente da un bel divano e dal letto, in modo da limitare al massimo gli spostamenti.</p>
<p>Sono sicuro che in queste condizioni non si durerebbe a lungo. Cattiva alimentazione, niente moto,  fumo, onanismo esagerato e maniacale, alcool e farmaci senza controllo. Sarebbe un modo molto umano di infliggere la pena di morte.</p>
<p>Non siete d&#8217;accordo? Eppure io conosco molti che già si sono auto inflitti questa pena. Nessuno si meraviglia, nessuno gli dice niente. Eppure in Italia la pena di morte non c&#8217;è.</p>
<p>In media un condannato a morte negli Stati Uniti attende 10 anni prima di essere giustiziato. Sono sicuro che con il mio sistema se ne andrebbero da soli molto prima. Con buona pace di quei rompicoglioni contrari alla pena di morte.</p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Orrore è in Vetrina. E&#8217; Minuscolo e Scodinzola / Seconda Parte</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 08:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>settantasette</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cazzotti]]></category>

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		<category><![CDATA[truffe]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggi la prima parte
Il traffico di cuccioli dai cosiddetti “canifici dell’est” è una prassi ormai datata, che prospera nelle pieghe di una normativa insufficiente e di sanzioni inadeguate. La facilità con cui è possibile falsificare documenti e autorizzazioni sanitarie, e la carenza di controlli del dopo-Schengen, fa sì che questo vergognoso mercato nero di piccole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggi <a href="http://www.mentecritica.net/lorrore-e-in-vetrina-e-minuscolo-e-scodinzola-prima-parte/informazione/settantasette/7361/" target="_blank">la prima parte</a></p>
<p>Il traffico di cuccioli dai cosiddetti “canifici dell’est” è una prassi ormai datata, che prospera nelle pieghe di una normativa insufficiente e di sanzioni inadeguate. La facilità con cui è possibile falsificare documenti e autorizzazioni sanitarie, e la carenza di controlli del dopo-Schengen, fa sì che questo vergognoso mercato nero di piccole vite sia e rimanga ricco e fiorente. Ungheria, Romania e Polonia sono i &#8220;produttori&#8221; maggiori.</p>
<p style="center;"><img class="size-full wp-image-8036 aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/can01.jpg" alt="" width="500" height="273" /></p>
<p><span id="more-7934"></span><br />
Il meccanismo è agghiacciante nella sua efficienza. Cani più o meno di razza, selezionati approssimativamente, vengono utilizzati come stalloni e fattrici, trascorrendo l’intera esistenza in gabbie, malnutriti e isolati. Le cagne vengono fatte partorire a ogni calore, fino allo sfinimento, e i cuccioli vengono prelevati a circa trenta giorni di vita, ossia non appena necessitano di essere svezzati. Questo comporterebbe un costo per i cagnari (impossibile definire “allevatori” individui del genere), quindi i piccoli – col sistema immunitario ancora pressoché inesistente – vengono inviati con sistemi di trasporto disumani, senza la minima cura igienico-sanitaria, ai centri di distribuzione italiani, che forniscono i negozi. Dove vengono somministrati farmaci “dopanti” che permettono un periodo di apparente vitalità, indispensabile per la vendita. Eventuali vaccini, prima dei due mesi, sono inefficaci. La percentuale di cagnolini che muoiono durante i viaggi è di circa il 50%, secondo l’Ordine dei veterinari di Milano. Il numero degli animali importati così è spaventoso. Quelli che sopravvivono, sono nel migliore dei casi traumatizzati emotivamente, e tanto provati fisicamente, da avere la quasi certezza di crescere con problemi comportamentali e di salute di difficile gestione. Molte altre volte, invece, sviluppano in brevissimo tempo patologie virali di estrema gravità, come il cimurro e la gastroenterite da parvovirus, e sono destinati a morire dopo agonie atroci - a casa degli acquirenti.</p>
<p>Sette anni fa, questa terribile esperienza è capitata a una giovane milanese, Simona Mosconi, che di professione fa l’avvocato, e che ha deciso di provare ad andare fino in fondo. Nel ringraziarla della disponibilità, e della collaborazione nella stesura di questo articolo, proviamo a farci spiegare da lei la situazione, e cosa è possibile fare se si rimane vittime di questi vergognosi raggiri.</p>
<p><em>Avvocato Mosconi, nel 2001 Lei ha avuto il merito di aver promosso la prima azione legale importante, raccogliendo decine di denunce, contro l&#8217;importazione e la vendita di cuccioli dall&#8217;est. Come è andata a finire in sede giudiziale?</em></p>
<p>“In effetti la forza di quella denuncia è stato il numero di persone coinvolte. A tutte era in sostanza accaduto di acquistare nello stesso negozio un cane garantito come italiano, che nell’arco di  qualche giorno, nel caso migliore di qualche settimana, era deceduto. Di questi cagnolini la maggior parte era stata acquistata, dal negozio di Milano, in un allevamento di Reggio Emilia che aveva venduto i cani come cani di importazione avendone peraltro le autorizzazioni. Quello che spaventa è il margine di guadagno: cuccioli acquistati all’est a 20-40,00 euro dall’importatore-finto allevatore vengono venduti a 70,00-100,00 euro al negoziante, che li rivende a 700,00-1000,00 euro al cliente finale, noi. In quel caso avevamo ottenuto, proprio in virtù del gran numero dei casi un sequestro preventivo sanitario  dell’esercizio commerciale che è una misura che l’ASL adotta obbligatoriamente ove riceva denunce e comunicazioni dai veterinari, o dai privati, del fatto che dallo stesso esercizio/allevamento  provengono cagnolini con malattie virali, in quanto è proprio una misura igienico-sanitaria. Questo fu un gran risultato. Poi è iniziato il processo che dal 2001 si è concluso nel 2007, la sentenza è di assoluzione, per carenza di prove, ma non ho ancora visto le motivazioni. Senz’altro però tutto ciò è servito credo a far emergere il problema , la possibilità di portare avanti la denuncia, e di farne un processo penale.”</p>
<p style="center;"><img class="size-full wp-image-8037 aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/can02.jpg" alt="" width="500" height="238" /></p>
<p><em>Ci sono stati riscontri a livello legislativo, oppure ci sono speranze di una &#8220;stretta&#8221; nei controlli e nelle regole per il futuro?</em></p>
<p>“Riscontri a livello legislativo proprio sul punto dell’importazione non mi risulta ve ne siano stati, senz’altro è cosa positiva che sia stato accertato che i cuccioli debbano viaggiare solo al compimento del terzo mese, anche se poi questo viene risolto falsificando la data di nascita sul libretto.”</p>
<p><em>Sono ancora numerosi i negozi, e soprattutto i siti internet, che vendono cuccioli &#8220;di tutte le razze&#8221;, con tempistiche di consegna troppo rapide per non alimentare dubbi sulla liceità della provenienza e sulla cura degli animali. E se ci sono, significa che il &#8220;business&#8221; è ancora attivo e profittevole. Possibile che non si riesca a intervenire? Come vede la situazione attuale?</em></p>
<p>“Purtroppo la situazione è quella di un mercato nero ancora vivissimo, e per di più facilitato dal diffondersi di Internet; a tale proposito  sconsiglio vivamente l’acquisto on-line sul sito del presunto allevamento, o anche quelli di privati su subito.it o italypet, perché non vi è alcuna garanzia sulla provenienza del cucciolo e sull’identità del venditore. Il quale si approfitta dell’inesperienza dell’acquirente, e dell’effetto emotivo del “cucciolo in braccio”: in alcuni casi il cagnolino così venduto è stato portato a casa e nel giro di 24 ore è morto. Cellulare del venditore staccato, impossibilità di reperirlo.<br />
Purtroppo so che anche nella categoria dei veterinari, che sono i migliori consulenti di tutta questa problematica perché la stanno denunciando da anni, vi è qualche “pecora nera” meno seria che timbra libretti sanitari senza avere neppure visto il cucciolo e questo ovviamente agevola il mercato clandestino.<br />
Sto portando avanti numerosi casi individuali, di privati ai quali è capitato di acquistare un cucciolo tramite Internet, o in finti allevamenti, e sto ottenendo buoni risultati con l’azione civile, forse meno eclatante ma senz’altro più facilmente percorribile.”</p>
<p style="center;"><img class="size-full wp-image-8038 aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/can03.jpg" alt="" width="500" height="294" /></p>
<p><em>Cosa è possibile fare, legalmente, se ci si ritrova in una situazione del genere?</em></p>
<p>“I mezzi che la legge mette a disposizione per difendersi e per difendere i cani da questa tratta vergognosa ci sono ma alcune volte sono poco efficaci.<br />
Le vie sono due: quella civile e quella penale.<br />
Civilmente si può agire soprattutto prima dell’acquisto utilizzando prudenza e attenzione. Sarebbe auspicabile che tutti acquistassero cuccioli in allevamenti che trattano uno o al massimo due razze, ma mi rendo conto che per ora è un’utopia…quindi vorrei che almeno i possibili acquirenti si tutelassero facendosi mettere per iscritto dall’allevatore o dal commerciante  la provenienza esatta del cucciolo e una data orientativa per la consegna del pedigree e verificando l’eventuale attribuzione di un numero di microchip presso l’anagrafe. In ogni caso, leggendo bene le clausole del contratto di vendita. Se c’è un veterinario interno al negozio, o associato ad esso, bisogna farsi consegnare un certificato di buona salute scritto, firmato e timbrato. Se il cane fosse già stato acquistato e si fosse ammalato, inoltre, bisogna ricordare che non è valido alcun obbligo di portare il cane a un certo veterinario. Anche se si fosse firmato un contratto di acquisto che preveda clausole vessatorie di questo tipo, non hanno alcuna validità in caso di emergenza sanitaria.<br />
Un’altra clausola o prassi a cui non soggiacere, è lasciare il cucciolo malato al negozio credendo alle assicurazioni del commerciante “che se ne curerà lui”.<br />
Dopo l’acquisto, se il cane si ammala occorre immediatamente comunicarlo al negoziante mediante raccomandata A/R; inoltre bisogna farsi certificare dal proprio veterinario la causa della morte. E’ anche opportuno, se possibile, far fare al cane un prelievo di sangue al primo segno di malattia, e farlo conservare dal veterinario.<br />
Se si agisce in questo modo e si conserva la documentazione ad hoc, sarà possibile agire civilmente ai sensi dell’art. 1496 cod. civ.  per ottenere la restituzione dell’intera cifra o di parte della cifra spesa (questo dipende dall’entità della malattia), e comunque il risarcimento delle spese mediche che spesso sono molto alte.<br />
L’azione penale è più “di impatto”, ma decisamente complessa soprattutto se si trova ad agire un singolo individuo.  Può essere promossa sempre nei confronti del commerciante o dell’allevatore se si hanno sufficienti elementi per ipotizzare la truffa o la frode in commercio, laddove sia stata garantita la vendita di un cucciolo di provenienza da allevamento nazionale (quindi con prezzo elevato), mentre è stato consegnato un cucciolo importato. Certo anche in questo caso occorre avere prove documentali del dolo del venditore (difficile da dimostrare), e sperare che il Pubblico Ministero incaricato dell’indagine sia sensibile al problema.<br />
Altro caso più semplice è la denuncia alla Guardia di Finanza del commerciante o allevatore che non rilasci attestazioni di valore fiscale del prezzo percepito.<br />
Anche al pedigree si sta attribuendo un valore giuridico di gran rilievo: vi è giurisprudenza che identifica nel pedigree la carta d’identità del cane e quindi un elemento oggettivamente rilevante nella vendita, e vi sono sentenze per cui l’assenza del pedigree promesso  significa che si è venduta una cosa diversa da quella promessa: un grave inadempimento, quindi, che comporta la restituzione di almeno il 50% del prezzo (in alcuni casi anche l’80%). A questo proposito ricordo che è stato truffato (o comunque vi è stata una violazione del contratto di vendita) anche chi ha avuto la fortuna di portarsi a casa un cucciolo sano, o con pochi problemi ma che crescendo si è rilevato ben lontano dallo standard della sua razza. Questo a volte sembra poco importante a chi non ha velleità espositive o riproduttive: ma un cane di simil-razza, o di quasi-razza, si può trovare anche al canile, per di più gratuitamente. Facendo, inoltre, un&#8217;ottima azione”</p>
<p><em>Si avvicina il periodo delle feste Natalizie, e tradizionalmente sarà un momento &#8220;a rischio&#8221;, in cui molte famiglie potrebbero scegliere di regalarsi un piccolo amico a quattro zampe. A parte i consigli legali, cosa si sente di dire ai nostri lettori, Lei che è stata vittima in prima persona di questi traffici, per evitare che si avverino nuovamente troppe storie terribili come quella che abbiamo raccontato?</em></p>
<p>“Come detto, la prima precauzione è proprio quella di informarsi bene prima di acquistare un cucciolo; si può telefonare anche per una chiacchierata ad un centro veterinario per farsi suggerire la razza più compatibile con le proprie esigenze e l’allevamento migliore per quella razza. Comunque non bisogna avvicinarsi all’acquisto del cane senza la consapevolezza di quello che si fa. La scelta peggiore è quella di andare a caso sulla razza e sul venditore magari pensando di acquistare un cucciolo italiano, con pedigree, a poche centinaia di euro… il mercato dei cagnolini ha una domanda e un&#8217;offerta come ogni altro mercato e vi sono in Italia ottimi allevamenti ai quali rivolgersi, ma che chiederanno – giustamente - un prezzo  piuttosto elevato. Se non interessa il pedigree ci si può rivolgere a un veterinario, sanno sempre di qualche cucciolata.”</p>
<p style="center;"><img class="size-full wp-image-8039 aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/can04.jpg" alt="" width="500" height="342" /></p>
<p>Grazie all’impegno delle associazioni animaliste, e di persone come l’avvocato Mosconi, si è cominciato a parlare del problema, con qualche timido passaggio sui mass-media. Purtroppo, una buona occasione è stata persa recentemente: un servizio, andato in onda nella trasmissione &#8220;Le Iene&#8221;, ha definito il traffico &#8220;nuovo&#8221; (va avanti da molti anni), parlato di &#8220;migliaia&#8221;  di casi (sono decine di migliaia, come minimo), e soprattutto non ha reso chiaro che i cuccioli di razza nei negozi <strong>non-vanno-comprati-mai</strong>. Perché se sono in un negozio, non vengono da un buon allevamento. Al contrario, è stato fatto sembrare che ci siano negozi affidabili più di altri, che i canifici-lager dell&#8217;est non siano responsabili, e - <em>dulcis in fundo</em> - l&#8217;unico consiglio al pubblico è stato &#8220;assicuratevi che il cucciolo che acquistate sia svezzato&#8221;.</p>
<p>Bene che se ne parli, ma l&#8217;informazione fatta così rischia di essere più dannosa che altro. Appare chiaro che il metodo più efficace, l&#8217;unico, per colpire queste disumane attività è la prevenzione. Lo ripetiamo: nessun allevatore serio, coscienzioso, e amante della razza di cui si occupa (una, al massimo due), utilizza i pet-shop, i siti internet, o le cosiddette – e riprovevoli - “fiere del cucciolo” (che sono state a volte pubblicizzate anche sulle reti Mediaset, che combinazione), per vendere i cagnolini. Mai, nessuno.</p>
<p>E’ da luoghi e iniziative come quelli che passano le sventurate creature dell’est, luoghi che fanno da rete distributiva e commerciale agli spietati speculatori di cui abbiamo parlato. Più in generale, è proprio il commercio di animali vivi, nel momento in cui vengono trattati come oggetti su cui lucrare, che dovrebbe essere oggetto di riflessione etica e magari di azione legislativa. Esporre cuccioli in vetrina, a rotazione, come merce qualunque, è inqualificabile di per sé. Non esiste un modo più o meno accettabile di farlo. In particolare riflettendo sul cinico sfruttamento dell’emotività umana davanti ai proverbiali “batuffoli con gli occhioni”. E sapendo, almeno chi avrà letto queste righe, che molti di questi batuffoli sono dei condannati a morte.</p>
<p>&#8220;<em>La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali</em>&#8221;<br />
(Mohandas Karamchand Gandhi)</p>
<p><strong>N.d.R.</strong> MenteCritica prega di dare la massima diffusione a questo articolo. Inviatelo ai vostri amici o parlatene sul vostro blog. Se volete potete esporre questo piccolo banner per richiamare la nostra inchiesta.</p>
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		<title>L&#8217;Orrore è in Vetrina. E&#8217; Minuscolo e Scodinzola / Prima Parte</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 08:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>settantasette</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cazzotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Metà novembre 2008, campagna intorno a Pecs (Ungheria). Notte.
Fa freddo, nel vecchio capannone di fianco alla cascina. Fa tanto freddo, ma quello che colpisce è l’odore. Dentro uno degli scatoloni di cartone, allineati sul pavimento sporco, una giovane mamma si lamenta piano. E’ sfinita, non solo per il recente, ennesimo parto, ma soprattutto perché ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Metà novembre 2008, campagna intorno a Pecs (Ungheria). Notte.</em></p>
<p>Fa freddo, nel vecchio capannone di fianco alla cascina. Fa tanto freddo, ma quello che colpisce è l’odore. Dentro uno degli scatoloni di cartone, allineati sul pavimento sporco, una giovane mamma si lamenta piano. E’ sfinita, non solo per il recente, ennesimo parto, ma soprattutto perché ha avuto poco da mangiare. Non ha quasi più latte, e cerca di calmare leccandoli i tre piccoli che cercano disperatamente calore e nutrimento. Gli altri quattro hanno smesso di muoversi già da un po’, e stanno diventando rigidi. Tutto intorno, sotto il tetto di lamiera, si sente uggiolare sommessamente nel buio. La giovane mamma non è da sola, ce ne sono molte altre come lei.</p>
<p><span id="more-7361"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8026 aligncenter" title="01a" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/01a.jpg" alt="" width="246" height="193" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8027 aligncenter" title="02a" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/02a.jpg" alt="" width="220" height="193" /></p>
<p><em>Metà dicembre 2008, soggiorno di un appartamento signorile nel centro di una grande città del nord Italia. Pomeriggio.</em></p>
<p>La bambina saltella e ride felice, non sta più nella pelle. Conterà i giorni, da adesso. Il padre la guarda sorridendo, e la gioia per quello che vede gli fa dimenticare i dubbi e le preoccupazioni. Certo, sarà un impegno che coinvolgerà tutta la famiglia, pensa. E gli sembra già di sentire le lamentele della moglie, per il pelo sui tappeti, per qualche cosa di rosicchiato. Ma piacerà a tutti, ne è sicuro, e comunque basta guardare il modo in cui brillano gli occhi della piccola, per capire che ne vale la pena. Tra l’altro, ha concluso un ottimo affare: a quel bel negozio di animali sotto casa, quello dove tanti bambini spiaccicano il naso sulle vetrine per vedere meglio, arriveranno i cuccioli giusto per Natale. Quella razza così carina, non gli viene in mente il nome, quei batuffoli che si vedono anche nella pubblicità. Ne ha prenotato uno a quasi metà prezzo rispetto a quello dell’allevamento dove aveva telefonato prima, e che oltre che caro era pure scomodo da raggiungere perché ci voleva un’ora e mezza di macchina. Meglio di così.</p>
<p><em>22 dicembre 2008, zona dell’ex confine Italo-Sloveno, sull’altipiano del Carso, sopra Trieste. Prime luci dell’alba.</em></p>
<p>L’autostrada è semideserta, e l’autotreno corre veloce. L’uomo al volante, che quel viaggio lo ha fatto molte volte, pensa che è incredibile essere già in Italia. Poche ore ancora, e farà la consegna. Passare per Maribor e Ljubljana, in modo da evitare la Croazia, allunga un po’ il giro, in effetti. Ma la ricompensa per il tempo perso è l’assenza di frontiere, e di controlli doganali. Visto il carico che trasporta, è decisamente meglio così. Certo, le carte sanitarie e i documenti, a prima vista, potrebbero passare per buoni, ma una verifica approfondita farebbe venire fuori problemi seri. Soprattutto perché, durante l’ultima sosta, ha dato un’occhiata dentro il cassone, e si è reso conto che i guaiti e i lamenti sono molto calati di intensità. I tranquillanti hanno fatto effetto, sicuramente, però tra i mucchi pulsanti di esserini pelosi, ammassati in gabbie che riempiono fino al soffitto il gelido vano merci, tanti sono troppo immobili per essere semplicemente addormentati. Spiegare il motivo per cui sta trasportando decine di piccoli cadaveri sarebbe difficile. Scuotendo la testa, spera solamente che non siano più della metà come l’ultima volta. La sua percentuale calerebbe parecchio.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8028 aligncenter" title="03b" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/03b.jpg" alt="" width="500" height="339" /></p>
<p><em>Vigilia di Natale, magazzino sul retro di un pet-shop, centro di una grande città del nord Italia. Mattina.</em></p>
<p>I due uomini sorridono soddisfatti. Uno indossa un camice, e ha appena finito di fare numerose iniezioni. Dosi massicce di gammaglobuline e cortisone, per lo più. E’ un veterinario, e procurarsi i farmaci per lui non è un problema. Guarda l’altro, che sta sistemando i cuccioli in vetrina. Ha fatto un buon lavoro, sono vispi e saltellano giocando tra loro. Saranno irresistibili, e per qualche giorno reggeranno tranquillamente. Peccato per quello, già pagato al trasportatore, che ha avuto la crisi di convulsioni e diarrea emorragica proprio l’ultima notte. D’altronde, a poco più di trenta giorni di vita, il sistema immunitario è quello che è. Ma pazienza, erano poche decine di euro, e comunque meglio che sia morto nella sua gabbietta sul retro. Fosse stato male mentre era in vetrina, avrebbe spruzzato sangue dappertutto. Con quelli che verranno venduti sarà comunque realizzato un guadagno esponenzialmente maggiore della spesa. Si congeda dall’altro uomo, che ha molto da fare. Oggi ne consegnerà parecchi, e incasserà tanto denaro. Tra gli altri, nel pomeriggio, ha appuntamento con un signore molto simpatico che ha una meravigliosa bambina bionda, e che vive lì vicino.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8029 aligncenter" title="04c" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/04c.jpg" alt="" width="500" height="331" /></p>
<p><em>Fine dicembre 2008, una cameretta colorata di un appartamento signorile nel centro di una grande città del nord Italia. Sera.</em></p>
<p>La bambina sta gridando. Grida con tutte le sue forze, uno strillo lacerante interrotto solo a tratti dai singhiozzi. E’ sporca di sangue, come gran parte del pavimento vicino alla cuccia. I genitori cercano di calmarla, abbracciandola, ma sono molto scossi anche loro. Il cucciolo ha smesso da poco di contorcersi dal dolore, e di guaire forte. Adesso è fermo, e non respira più. Le violente scariche di vomito, e l’emorragia, almeno sono finite. Nei giorni precedenti, quando aveva cominciato a stare male, il veterinario del negozio di animali era irreperibile, così come il gestore. Chiuso per ferie. Nella clinica dove si erano precipitati erano stati effettuati esami, e somministrati farmaci. Stavano per portarcelo nuovamente la mattina dopo, per tentare un’ultima disperata terapia, ma ormai è troppo tardi. Sotto choc, la bambina passa lo sguardo, gli occhi sbarrati e spenti, dal corpicino ai suoi piedi alle luci intermittenti dell’albero di Natale nella stanza accanto. Il suo pianto si fa più debole, senza smettere, e assomiglia sempre di più al tenue lamento di una cagnolina sfinita, magra e tremante che sta in una scatola di cartone, mille chilometri più a est. Dove fa freddo. Tanto freddo.</p>
<p><em>Oggi.</em></p>
<p>Che cosa è l’orrore? Difficile dare una risposta. In un tempo come quello che stiamo attraversando, probabilmente ce n’è troppo, intorno a noi, perché sia possibile attribuirgli dei connotati definiti. L’orrore ha mille facce, mille volti spesso rassicuranti dietro i quali nasconde bassezze e abiezioni inimmaginabili. Per quello che può valere, cercheremo di svelarne almeno uno, di renderlo il più evidente possibile, nella speranza che la consapevolezza possa divenire uno strumento di difesa per coloro che potrebbero rischiare di incontrarlo.<br />
Non si vede come sia possibile definire senza utilizzare termini come “orrore” e “crudeltà” un traffico di esseri viventi, nati da pochissimo, indifesi e deboli, la cui convenienza viene freddamente e vigliaccamente calcolata sui sentimenti e sulle emozioni della gente. Traffico che in gran parte dei casi vede come conclusione malattie terribili e morti atroci, di cuccioli troppo piccoli, e traumi psicologici pesanti, spesso subiti da bambini.<br />
Storie spaventose, come quella che abbiamo raccontato, sono già successe, succedono, e succederanno, tante volte. Proviamo almeno a informare, a spiegare, a far conoscere. Se grazie a questo se ne potrà evitare anche una sola, ne sarà valsa la pena.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/lorrore-e-in-vetrina-e-minuscolo-e-scodinzola-seconda-parte/informazione/settantasette/7934/" target="_blank">Segue&#8230;</a></p>
<p>(Immagini da <a href="http://www.stardogs.it">stardogs.it</a> e <a href="http://www.stoppuppymills.org">stoppuppymills.org</a>)</p>
<p><strong>N.d.R.</strong> MenteCritica prega di dare la massima diffusione a questo articolo. Inviatelo ai vostri amici o parlatene sul vostro blog. Se volete potete esporre questo piccolo banner per richiamare la nostra inchiesta.</p>
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&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.mentecritica.net/lorrore-e-in-vetrina-e-minuscolo-e-scodinzola-prima-parte/informazione/settantasette/7361/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img style=&quot;border: 0pt none &quot; src=&quot;http://farm4.static.flickr.com/3189/2933763655_7f26a6793c_o_d.jpg&quot; alt=&quot;Attenzione alle truffe sui cuccioli&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
</pre>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Parola Fine sull&#8217;Emergenza Razzismo. Ci Pensa Vittorio Feltri a Dirla su &#8220;Libero&#8221;</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/esterno-la-parola-fine-sullemergenza-razzismo-littorio-feltri/cronache-italiane/prefe/7887/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 06:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>prefe</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>

		<category><![CDATA[emergenza]]></category>

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		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Eravate tutti qui che l’aspettavate vero?
Dicevate “Mah, quest’emergenza razzismo c’è e non c’è? Non mi convince &#8230; Chissà se è effettiva”
Ci pensa Vittorio Feltri dalle pagine del suo giornale a sbrogliare la matassa:
Titolo
Emergenze del menga
IL RAZZISMO IMMAGINARIO

Sinistrà, tivù e giornali hanno deciso: da quando al governo ci sono Berlusconi e Maroni i neri sono in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eravate tutti qui che l’aspettavate vero?<br />
Dicevate “Mah, quest’emergenza razzismo c’è e non c’è? Non mi convince &#8230; Chissà se è effettiva”<br />
Ci pensa Vittorio Feltri dalle pagine del suo giornale a <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=JFW7M">sbrogliare la matassa</a>:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Titolo</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="italic;">Emergenze del <span class="blsp-spelling-error">menga</span></span><br />
<span style="italic;">IL RAZZISMO IMMAGINARIO</span></strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-8104" title="libero" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/libero.jpg" alt="" width="500" height="731" /><br />
<strong><span style="italic;"><span class="blsp-spelling-error">Sinistrà</span>, <span class="blsp-spelling-error">tivù</span> e giornali hanno deciso: da quando al governo ci sono <span class="blsp-spelling-error">Berlusconi</span> e <span class="blsp-spelling-error">Maroni</span> i neri sono in pericolo. La verità è un’altra, da sempre bulli ed idioti se la prendono con i più deboli.</span></strong></p>
<p><span id="more-7887"></span><br />
Anzitutto <span class="blsp-spelling-error" style="italic;">Menga</span><span style="italic;"> </span>sta per <span style="italic;">Cazzo</span>, e già cominciamo bene. In secondo luogo <span class="blsp-spelling-error">Tivù</span> scritto così è corretto, ma l’avevo visto solo su Topolino. In terzo luogo, se la spiegazione allo stato attuale delle cose fosse che bulli e idioti se la <span class="blsp-spelling-error">prendono</span> coi più deboli avremmo valanghe di <span class="blsp-spelling-error">nerd</span> e secchioni all’ospedale, non nerboruti uomini di colore (difficilmente non lo sono… e non è razzismo!) picchiati selvaggiamente, o Rom a cui bruciano gli accampamenti.</p>
<p>Superiamo il titolo, non posso analizzare ogni frase, ma sono molte quelle passibili di insulti.<br />
Il Buon Feltri tira in mezzo, da bravo giornalista, episodi di vita vissuta:</p>
<blockquote><p><span style="italic;">Ieri mattina, sabato, sono uscito di casa per commissioni e mi guardavo in giro: vediamo un po’, quante facce scure vengono spaccate dalle mie parti?</span></p></blockquote>
<p><span class="blsp-spelling-error">Dev</span>’essere stata una delusione scoprire che sono poche, eh Littorio?<br />
Subito dopo, senza rispondere alla domanda che si è posto, parla dell’omicidio multiplo di <span class="blsp-spelling-error">Castelvolturno</span>:</p>
<blockquote><p><span style="italic;">Se le vittime anziché negri fossero stati bianchi sarebbe stato tutto meno grave; gli assassini sarebbero stati molto meno gravi e i commentatori di pronto soccorso avrebbero detto: Colpa dello stato, sempre assente in quelle zone […]</span></p></blockquote>
<p><span style="italic;">Negri</span>. Se lo uso io il termine non è razzista, in fondo la parola negro si è guadagnata questa connotazione negativa col tempo. Se lo usa Feltri però è razzismo.<br />
Poi, non avrebbe dovuto scrivere al femminile la prima frase  (<span style="italic;">Negre </span>e <span style="italic;">bianche</span>)?<br />
Questa è una mia semplice curiosità per la quale vi chiedo un parere, non è una critica.</p>
<p>Continua l’articolo e Feltri si cruccia perché suo figlio dalle colonne de La Stampa, in barba al DNA che porta, parla di razzismo.<span class="blsp-spelling-corrected"> Proseguendo sostiene</span> che i bulli delle scuole se la prendono con handicappati mingherlini ed aggiunge:</p>
<blockquote><p><span style="italic;">Con lo stesso criterio, i vari branchi educati in famiglie e <span style="bold;">scuole ancora impregnate di sessantottismo</span> infieriscono sul cinese e sul danese o sul primo malcapitato del quartiere, <span class="blsp-spelling-error">purché</span> sia indifeso.</span></p></blockquote>
<p>Qui il salto logico che accomuna sessantottismo e aggressioni a cinesi e <span class="blsp-spelling-error">ganesi</span> è oltre la mia capacità di comprensione. Non ha molto senso la frase, ma lui mette la parola sessantottismo, a creare un po&#8217; di scompiglio.</p>
<blockquote><p>Non si può confondere l’odio razziale con l’istinto animalesco dei gruppi di teppisti che infestano qualsiasi periferia. Alcuni mesi fa a Verona un giovane è stato ucciso di botte per una sigaretta negata. Il giovane non era nero né giallo.<br />
Non riuscendo ad appiccicare agli assassini l’etichetta di razzisti, i nostri cottimisti del corsivo hanno ripiegato sull’etichetta di riserva: neonazisti.</p></blockquote>
<p>Gli uomini possono essere neri ma non gialli. I cinesi non sono gialli, diteglielo per piacere. Poi è incredibile che abbia avuto la faccia tosta di tirare fuori questo episodio: quelli erano legati a Forza Nuova e gruppi <span class="blsp-spelling-error">ultrà</span>. Neonazisti è una parola che li descrive ampiamente.</p>
<p>Il direttore prosegue parlando di Lotta Continua e degli omicidi dei fascisti (chissà che cazzo c’entrano, si chiamano &#8220;carpiati logici&#8221;) e dice:</p>
<blockquote><p><span style="italic;">Nelle redazioni, al momento della riunione programmatica, in questi giorni si ragiona al’ingrosso.</span><br />
<span style="italic;">Hanno menato un negro. Ok titolo di testa e richiamo in prima pagina.</span></p></blockquote>
<p>Questa poi&#8230;<br />
Il padrone di Libero accusa gli altri giornalisti di opportunismo sulla scelta delle notizie. Lui invece ha il giornale che riuscì a titolare “com’è umana la sinistra” quando <span class="blsp-spelling-error">Miuccia</span> <span class="blsp-spelling-error">Prada</span> usò un suo amico come zerbino per salire sull’aereo. Il sottotitolo finiva con “ecco perché <span class="blsp-spelling-error">Veltroni</span> ha perso”. Sopra il titolo c’era scritto: “Nuovi Negrieri”.<br />
Non ci credete? Guardate e sbalordite:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8105 aligncenter" title="immagine22" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/immagine22.jpg" alt="" width="491" height="506" /></p>
<p>L’articolo poi finisce con altre considerazioni e un altro editoriale sulla stessa linea, di cui riporto un&#8217;immagine:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8106 aligncenter" title="immaginewww" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/immaginewww.jpg" alt="" width="400" height="278" /></p>
<p><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=JFW7M">Leggetevelo</a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Sanità Italiana è Malata?</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/esterno-la-sanita-italiana-e-malata/consumo-criticamente/cuorepensante/4714/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 06:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CuorePensante</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Consumo CriticaMente]]></category>

		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[Il Lavoro degli Italiani]]></category>

		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

		<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>

		<category><![CDATA[asl]]></category>

		<category><![CDATA[malasanità]]></category>

		<category><![CDATA[medici]]></category>

		<category><![CDATA[medicina]]></category>

		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[La sanità del nostro Paese è malata, questo lo sappiamo da tempo. Quello che invece non sempre teniamo presente è che non si può dare la colpa di tutto ciò ai medici: sebbene l’accostamento sanità-camici bianchi sia spontaneo ed immediato, tuttavia i medici sono spesso le prime vittime di un sistema inefficiente che da tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sanità del nostro Paese è malata, questo lo sappiamo da tempo. Quello che invece non sempre teniamo presente è che non si può dare la colpa di tutto ciò ai medici: sebbene l’accostamento sanità-camici bianchi sia spontaneo ed immediato, tuttavia i medici sono spesso le prime vittime di un sistema inefficiente che da tempo li ha esclusi dalla propria gestione.<br />
La diagnosi è abbastanza facile, anche se molti preferiscono creare confusione per spostare l’attenzione della gente e dei <em>media</em> su fatti di cosiddetta malasanità, che spesso di <em>mala</em> non hanno proprio un bel niente e l’imperizia e la negligenza dei presunti responsabili vengono gridate ad arte per dare alla pubblica opinione un motivo per lamentarsi del servizio pubblico e per screditare la classe medica, che pure conta tanti onesti e capaci rappresentanti tra i suoi iscritti. Vogliamo allora cominciare a guardare là dove si annida il marcio del sistema che dovrebbe gestire la salute dei cittadini?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-4998 aligncenter" title="doctor" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/07/doctor.jpg" alt="" width="498" height="720" /></p>
<p><span id="more-4714"></span></p>
<p>Il sistema sanitario è la gallina dalle uova d’oro dell’apparato della politica. Il <em>business</em> che gira intorno e per nome della sanità è veramente enorme e così la politica tutta, di destra, di sinistra e di centro, ci ha messo su saldamente le mani e da anni riversa nei posti di vertici <em>manager</em> e primari tesserati che ubbidiscono ciecamente agli ordini che provengono dalle segreterie.</p>
<p>In un Paese che ha un numero di ospedali e ospedaletti superiore a quello di altri Paesi economicamente evoluti, che bisogno c’è di avere così tante cliniche private accreditate?<br />
In un Paese con una così alta densità abitativa, che bisogno c’è di avere ospedali con tanti reparti doppioni e spesso inefficienti a poca distanza l’uno dall’altro?<br />
In un Paese che vanta una prestigiosa tradizione medico-chirurgica, perché sono stati “trombati” tanti capaci e preparati allievi di illustri scuole e sono sta