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	<title>MenteCritica &#187; Consumo CriticaMente</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>L&#8217;Era del Biocapitalismo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosso malpelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le tensioni sull’Euro non sono placate. L’informazione dei mass media, come al solito, disinforma offrendo notizie infondate (lo sbandierato e poi smentito, nel giro di poche ore, accordo sulla costituzione di un congruo fondo europeo salva stati, l’unico che potrebbe fornire una risposta forte ai sedicenti “mercati”) e noi ci rallegriamo perché lo spread è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le tensioni sull’Euro non sono placate.<br />
L’informazione dei mass media, come al solito, disinforma offrendo notizie infondate (lo sbandierato e poi smentito, nel giro di poche ore, accordo sulla costituzione di un congruo fondo europeo salva stati, l’unico che potrebbe fornire una risposta forte ai sedicenti “mercati”) e noi ci rallegriamo perché lo spread è sceso a “soli” 416 punti<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/lera-del-biocapitalismo/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/rosso-malpelo/23671/#footnote_0_23671"  id="identifier_0_23671" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="al momento della composizione 4-2-2012 ore 17.31&nbsp; il valore &egrave; 377. Il valore aggiornato &egrave; qui">1</a>)</sup>.<br />
Sembra convincente l’analisi di chi evidenzia come la crisi che attraversiamo non abbia niente di congiunturale. La crisi vi è sempre stata e siamo noi che non ce ne siamo mai accorti.<br />
E ciò perché:<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a)</strong> in un primo momento, dopo la ricostruzione del tessuto industriale e del mercato negli anni 50, nei mitici anni 60/70 (apogeo del c.d. “fordismo” delle grandi imprese e del compromesso sociale tra capitale e socialdemocrazia parasindacale) la ridistribuzione del reddito, anche di quello che non c‘era, veniva attuata attraverso i meccanismi inflattivi (chi non ricorda l’inflazione a due cifre degli anni 70 che tanto faceva bene alle nostre esportazioni. Se poi tutto ciò tagliava le gambe allo sviluppo di un’industria moderna e di punta, alla Confindustria non importava più di tanto). I lavoratori, d’altra parte, erano tutelati dal recupero dell’inflazione attraverso scala mobile e tariffe sociali dei servizi e dei beni essenziali;<br />
La sconfitta sindacale alla FIAT del 1980 preceduta dal ripensamento “virtuoso” del sindacato (svolta dell’EUR del 1978) e dell’ala migliorista della sinistra politica segnano la fine della tolleranza dei ceti industriali a subire le limitazioni all’accumulazione tipiche di quegli anni ;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>b)</strong> poi è venuta la medicina posticipatoria del debito pubblico (anni 80 e 90). Non c’erano più soldi ma si faceva finta che vi fossero stampando carta moneta e creando la montagna del debito pubblico che oggi ci schiaccia; tutti erano contenti, specialmente i sindacati che potevano far finta di non vedere il declino della struttura industriale del Paese che gettava le premesse per il ridimensionamento secco dell’Italia nel novero delle potenze industriali. In particolare, i sindacati stessi teorizzavano la fine del lavoro operaio diventando il bacino di raccolta di pensionati e di impiegati pubblici. Sono stati anni di grandi ristrutturazioni industriali sotto la spinta della rivoluzione tecnologica creata dalla diffusione dei microprocessori. Per la prima volta nel corso della storia del capitalismo il capitale variabile, specialmente quello fatto di assets immateriali (marchi, brevetti, ecc.) cominciava ad assumere un valore monetario uguale se non superiore alle immobilizzazioni industriali). Tutta la logistica era rivoluzionata dall’abbattimento de i costi di trasporto delle merci. La produzione era fatta con sistemi just in time che espungevano costi collaterali e davano luogo ad imponenti fenomeni di outsourcing, esternalizzazioni di lavorazioni a imprese terze, spesso ai limiti della legalità quanto a trattamenti salariali e normative di garanzia ).<br />
Tutto ciò ha dato luogo ad imponenti fenomeni di disoccupazione tecnologica strutturale che rappresentano il vero nodo dei drammi che oggi viviamo. E ciò vale soprattutto per i giovani. Tutto ciò era prevedibile che accadesse ed era stato preveduto da pensatori autorevoli anche se eclettici o eterodossi (in primis, A. Gorz, sociologo austro-francese che, sin dal 1969, teorizzava una risposta a base di riduzioni dell’orario di lavoro a parità di salario).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>c)</strong> oggi, dopo la vittoria culturale e politica del capitalismo, la medicina del debito pubblico è stata squalificata.. L’Unione Europea, sorta sul nobile presupposto di affratellare i suoi popoli dopo la grande tragedia della seconda guerra mondiale, ha fatto della contabilità, dell’equilibrio dei conti pubblici, la sua unica cifra culturale, la sua unica “mission”. Gli stati altro non sono che delle aziende con un budget di spesa da rispettare ed un bilancio da far quadrare;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>d)</strong> le banche e i grandi investitori, istituzionali e non , vogliono che si tengano i conti in ordine e non vogliono perdere i soldi tanto generosamente prestati nella fase sub b). Così pretendono interessi sempre più alti per porsi al riparo dai rischi di default che essi hanno creato e che sempre minacciano. La cosa più eclatante è che continuano a comprare i titoli dei debiti dei vari stati, più o meno inguaiati, con i soldi generosamente elargiti dagli stessi attraverso la BCE a costi ridicoli. Una sorta di commedia delle parti in cui il fine ultimo è quello di spogliare di legittimità ogni richiesta politica di intervento dello Stato nel mercato a tutela dei cittadini massacrati dalle contraddizioni creati da questi soggetti. Oggi i cittadini non devono contare sullo Stato, se vogliono sopravvivere e consumare (perché devono consumare, specie il superfluo creato da un sistema economico che pretende di non aver nessuno aggancio con le esigenze della società. La pressante richiesta di modifica dell’<a href="http://www.mentecritica.net/larticolo-41-della-costituzione/informazione/democrazia-e-diritti/eduardo-quercia/19538/" title="L’Articolo 41 della Costituzione" >art.41 della Costituzione </a>si spiega molto chiaramente in questa luce);</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/02/157963-piramide.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-23678" title="157963-piramide" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/02/157963-piramide.jpg" alt="" width="584" height="331" /></a>vignetta di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://web.ticino.com/demarta/chris/" >Christian Demarta</a></noindex></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e)</strong> siamo, quindi, giunti al biocapitalismo (Marazzi)<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/lera-del-biocapitalismo/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/rosso-malpelo/23671/#footnote_1_23671"  id="identifier_1_23671" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Il biocapitalismo pu&ograve; essere definito come la messa a valore della materia biologica e del vissuto psichico degli individui [...] Il biocapitalismo oltrepassa l&amp;#8217;idea dello sfruttamento del lavoratore salariato o precario per spingersi verso l&amp;#8217;uso dell&amp;#8217;essere umano come identit&agrave; da manipolare a pagamento (chirurgia estetica), come vettore di mode monetizzabili (il fruitore di media e costrutti simbolici), come materia biologica da brevettare (ingegneria genetica), come vissuto da &amp;#8220;riempire&amp;#8221; e a cui trasferire senso (l&amp;#8217;entertainment e l&amp;#8217;industria culturale). [...] Il biocapitalismo non punta a contrattare un costo di acquisto o un prezzo finale, ma a persuadere verso l&amp;#8217;accettazione di un modello di vita.&nbsp; Per l&amp;#8217;articolo completo si veda il blog di Biagio Carrano ">2</a>)</sup> in cui sono le nostre stesse persone che consentono la riproduzione del sintema economico. Le persone senza salario o con salario insufficiente si indebitano facendo fruttare il capitale finanziario che, generosamente, ti da i soldi anche se non sei in condizione di restituirli ( a questo ci pensano le assicurazioni su rischi di insolvenza, pagate dagli stessi percettori dei prestiti; poi, i debiti inesigibili si possono cartolarizzare come hanno fatto, in passato, tutte le nostre banche, salvate dalla possibilità di far diventare crediti i debiti. Magie che valgono solo per questi signori che sono riusciti a guadagnare anche con la bolla dei cosiddetti “subprime”!) ;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>f)</strong> <a href="http://www.mentecritica.net/azione-e-stile-del-governo-monti-tutto-si-fa-per-loro-i-mercati/informazione/il-bello-della-politica/eppursimuove/23453/" title="Azione e stile del governo Monti. Tutto si fa per loro: i Mercati" >fare i soldi solo con i soldi</a> questo è il significato profondo delle seriose riunioni di questi stimabili personaggi che vediamo sfilare in televisione, Monti compreso. Tutto il resto sono briciole. Il senso di tutto ciò è che bisogna tirare la cinghia per continuare in questo stato di cose;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>g)</strong> molte cose si potrebbero fare, dalla Tobin tax alla fine della possibilità di transazioni finanziarie senza coperture immediate di denaro, al divieto dei soliti giochetti di borsa tipo contrattazioni a termine, scommesse sui prodotti finanziari derivati, sui derivati dei derivati, ecc ecc.). Inoltre, si potrebbe ripristinare la vecchia ed aurea regola (inventata dopo i crack bancari degli anni 30) per cui è vietato il sistema delle banche miste che fanno di tutto, dal prestito a breve all’impresa , alla finanza, al credito a lungo termine ecc. Insomma, ripristinare la sana e buona vecchia legge bancaria del 1936, riveduta e corretta. Di ciò sta discutendo, senza successo per ora, persino il buon Obama, un vero rivoluzionario socialista!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>h)</strong> Tutto ciò consentirebbe anche di affrontare i veri nodi dell’economia reale occidentale messa in crisi dalle economie dei paesi emergenti e dai trasferimenti di <em>know how</em> attuati dalle stesse imprese occidentali all’epoca delle grandi dislocazioni in quei territori, attirate dalla possibilità di utilizzare forza lavoro a prezzi bassissimi e dall’assenza di ogni vincolo di carattere ambientale e normativo;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>i)</strong> insomma, tocca a noi difendere il capitalismo da se stesso sempre ammonendo e ricordandoci che esso, insieme al mercato, è un prodotto sociale e non naturale o divino come opportunamente ed autorevolmente ricordato (discorso di sant’Ambrogio del cardinale arcivescovo di Milano). Il che implica automaticamente la legittimazione di ogni intervento di natura politica o giuridica a vantaggio del bene sociale pur senza arrivare a rimpiangere sistemi sociali e politici ( i cosiddetti socialismi reali) squalificatisi e bocciati dalla storia principalmente a causa di se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>j)</strong> la politica nostrana nulla dice di credibile al riguardo e lascia il Paese in preda a tensioni che, se non organizzate ed incanalate, assumono <a href="http://www.mentecritica.net/il-potere-le-lobby-e-lopinione-pubblica/informazione/il-bello-della-politica/fma/23589/" title="Il Potere, le Lobby e l’Opinione Pubblica." >la consueta forma plebea</a> a cui assistiamo in questi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>k)</strong> l’art 49 della Costituzione recita “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” L’art. 49, in realtà, non fotografa più la realtà esistente. L’art.49 dovrebbe essere il contraltare ad una visone meramente liberistica ed individualistica delle garanzie e dei diritti e del cittadino. Segnala la necessità della dimensione collettiva dell’agire sociale e politico. Senza di ciò siamo solo un gregge di consumatori di oggetti, fatti, sentimenti, preconfezionati dal grande supermercato della modernità. L’art.49 è stato di fatto abrogato e allo stato non si vede niente che non sia scomposto agitarsi .</p>
<p style="text-align: justify;">Da dove ripartire rimane sempre i problema dei problemi. E ciò specialmente per una responsabilità verso chi ci seguirà e nei cui confronti siamo stati così clamorosamente inadempienti, sul piano morale prima ancora che su quello economico.<br />
In sintesi, ancor oggi, per noi, dovrebbe valere l’invito che da il titolo ad uno degli ultimi libri di un nostro grande economista, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Napoleoni" >Claudio Napoleoni</a></noindex>, troppo precocemente scomparso: CERCATE ANCORA!</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_23671" class="footnote">al momento della composizione 4-2-2012 ore 17.31  il valore è 377. Il valore aggiornato <a href="http://www.mentecritica.net/spread-europei-cambi-e-indici-di-borsa/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/redazione/22527/" >è qui</a></li><li id="footnote_1_23671" class="footnote"> Il biocapitalismo può essere definito come la messa a valore della materia biologica e del vissuto psichico degli individui [...] Il biocapitalismo oltrepassa l&#8217;idea dello sfruttamento del lavoratore salariato o precario per spingersi verso l&#8217;uso dell&#8217;essere umano come identità da manipolare a pagamento (chirurgia estetica), come vettore di mode monetizzabili (il fruitore di media e costrutti simbolici), come materia biologica da brevettare (ingegneria genetica), come vissuto da &#8220;riempire&#8221; e a cui trasferire senso (l&#8217;entertainment e l&#8217;industria culturale). [...] Il biocapitalismo non punta a contrattare un costo di acquisto o un prezzo finale, ma a persuadere verso l&#8217;accettazione di un modello di vita.  <strong>Per l&#8217;articolo completo si veda <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://biagiocarrano.blogspot.com/2008/02/biocapitalismo.html" >il blog di Biagio Carrano</a></noindex></strong> </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>Default Italia &#8211; I Conti in Svizzera, l&#8217;Estero e il Faro nella Tempesta</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/default-italia-i-conti-in-svizzera-lestero-e-il-faro-nella-tempesta/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/serpiko/22237/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 11:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Settimana scorsa ho pensato a lungo a come mettere i miei averi quanto più al riparo possibile da situazioni critiche. Dopo aver raccolto opinioni e averle intersecate con le informazioni a mia disposizione, ho tratto alcune conclusioni. Le elenco di seguito premettendo due importanti specificazioni.<br />
Tali conclusioni sono le mie. Quelle di serpiko. Uno che si sceglie un nick così sa di non essere un profeta ed è ben lontano dall&#8217;infallibilità. Sto inseguendo un avversario nella nebbia e senza mappa del territorio. Se lo troverò, ingaggerò un combattimento. Se il nemico è in agguato, sarà un nuovo Trasimeno ben prima del 21 giugno.<br />
In più, tali conclusioni potrebbero essere soggette a revisioni repentine. La nebbia talvolta si alza e non sempre ci s&#8217;accorge d&#8217;aver preso la strada giusta o quella migliore. Probabile quindi ci siano periodici <em>update</em>.</p>
<p><span id="more-22237"></span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://img.alibaba.com/wsphoto/v0/363676537/Free-shipping-YPM-men-s-underwear-boxers-Switzerland-Flag-5-LOT.jpg" alt="" width="498" height="497" /></p>
<p>La Svizzera (<a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-portare-i-risparmi-allestero-subito-e-legalmente/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/dellefragilicose/22284/" title="Default Italia: Portare i Risparmi all’Estero (subito e legalmente)!" ><strong>vedi il nostro articolo su come aprire un conto corrente in Svizzera</strong></a>)  non è la mia soluzione. Non nell&#8217;immediato.<br />
Perché:</p>
<ul>
<li><strong>i soldi ivi depositati non sono al riparo da una patrimoniale.</strong><br />
Gli importi spostati legalmente in questo paese non sono esenti da tassazione: una patrimoniale attingerà ad essi come fossero in Italia, quantomeno nella medesima percentuale. Quantomeno.</li>
<li><strong>(sic) non sono al riparo da una manovra di rientro coatto.</strong><br />
Vedi sopra: se la tassazione fosse superiore alla perdita dovuta all&#8217;effetto valuta, sarebbe conveniente farli rientrare. Nel caso peggiore non sarebbe nemmeno da escludere, al pari di una futura tassazione sull&#8217;esportazione, anche un prelievo sul rientro coatto.</li>
<li><strong>(sic) sono solo parzialmente al riparo dall&#8217;effetto valuta.</strong><br />
Il franco è una moneta forte ma tale forza si basa sul sistema bancario svizzero. Che a sua volta si basa sui depositi stranieri. Dobbiamo pensare alla Svizzera come a un&#8217;enorme società di servizi: funziona se chi produce ha bisogno di questi servizi e pensa che il prezzo richiesto per essi sia equo o conveniente.<br />
Non è un caso che la stessa BNS abbia escluso tassativamente che il franco possa rafforzarsi sull&#8217;euro ai livelli di questa estate, quando aveva raggiunto picchi di 1,08 CHF per 1 €. <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.forexinfo.it/BNS-franco-svizzero-cambio-con-l" >Il cambio è stato fissato a un minimo di 1,20 CHF per 1 €</a></noindex>.</li>
</ul>
<p>Prendiamo questi dati, mescoliamoli alla situazione contingente e pensiamo alle tre possibilità.</p>
<ol>
<li><strong><em>L&#8217;euro non fallisce ma l&#8217;Italia ne è fuori</em>.</strong><br />
Otterremmo un euro nuovamente forte, una Svizzera praticamente inalterata rispetto all&#8217;euro e una liretta svalutata rispetto a entrambi. Per chi nel frattempo ha portato i soldi in tale stato significa<strong> GUADAGNO</strong>.</li>
<li><strong><em>L&#8217;euro fallisce e si decide al ritorno delle monete nazionali</em>.</strong><br />
Otterremmo due monete europee fortissime, nuove barriere fiscali e dazi più forti verso i paesi extra UE, con conseguente spostamento dei soldi svizzeri verso i due paesi forti per opportunità. Ne conseguirebbe la svalutazione del franco rispetto alle monete forti e un rapporto inalterato tra esso e le monete deboli. Significa <strong>STABILITA&#8217; o PERDITA</strong>.</li>
<li><strong><em>L&#8217;euro non fallisce e l&#8217;Italia viene mantenuta in esso</em>.</strong><br />
E&#8217; l&#8217;ipotesi che io, nel mio piccolo, ritengo più probabile, nonostante questa strada possa essere battuta da speculazione selvaggia e generi costi di sistema inimmaginabili. Il franco dovrà svalutarsi per adeguare il proprio valore alle perdite dei propri migliori clienti e mantenere conveniente la propria offerta di servizi. Significa <strong>PERDITA SECCA</strong>.</li>
</ol>
<p>Tutto sta a dare percentuali alle tre ipotesi qui sopra secondo i propri sentori.</p>
<p>Datemi pure dell&#8217;ottimista ma valuto l&#8217;ultima ipotesi come la più probabile.<strong> La quoto al 45%</strong>. Poi <strong>do un 35% alla prima</strong> e un <strong>20% all&#8217;ultima</strong>.<br />
Datemi pure del pragmatico ma non muovo i miei denari se ho solo il 20% di probabilità di guadagno. Men che mai se così facendo ho quasi più probabilità di subire una perdita. Tanto vale che questa perdita la subisca dove sto.</p>
<p>Chiaro che tutto questo si basi sulla mia convinzione che il sistema bancario italiano <strong>non abbia a che temere in un lasso di tempo breve</strong>, diciamo nei prossimi 4 mesi. Convinzione rafforzata nelle ultime ore da un particolare non da poco: la richiesta di aumento del capitale del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Come dire, prevediamo che qualche banca caracolli a breve ma non temiamo per il sistema generale.<br />
Come posso motivare questa convinzione?<br />
Un fondo di garanzia è un ammontare di denaro che serve a gestire in misura parziale un eventuale rischio. Operasse a copertura totale, sarebbe un&#8217;assicurazione. La misura del fondo viene calcolata con una formula anche semplice, se vogliamo: totale degli importi depositati fratto numero dei depositi attivi, per coefficiente di rischio del momento.</p>
<p>Un fondo di garanzia è anche, per sua stessa natura, un immobilizzo. Quindi un costo, da un punto di vista imprenditoriale. Soldi sprecati perché non investibili. Difatti nessun &#8220;fondo di garanzia&#8221; è stato gestito come tale, a partire dal TFR, che anni addietro veniva utilizzato dalle imprese come un finanziamento (o una garanzia) a tutti gli effetti.<br />
Dubito che chi sieda a capo di codesta montagna di soldi abbia resistito alla tentazione di farli circolare in qualche modo. Di conseguenza, un fallimento bancario su larga scala genererebbe problemi di redimibilità. Se in cima alla montagnetta ci fossi io e vedessi rischi forti all&#8217;orizzonte,<strong> avrei già chiesto un abbassamento delle soglie di copertura per singolo deposito</strong>. Come le assicurazioni, che, all&#8217;innalzarsi del rischio, diminuiscono il massimale e aumentano il premio.</p>
<p>Nutro la forte convinzione che un buon segnale d&#8217;allarme sia proprio questo.<br />
Il mio faro nella tempesta. Non lo spread, non gli indici di borsa. Che da soli, infatti, riescono a fornirci un&#8217;idea della situazione ma nessuna buona ipotesi per il futuro.</p>
<p><strong></strong>Rientrano in questa mia analisi solo i casi di conti tenuti su suolo svizzero in valuta svizzera. Nel senso che sposterei i soldi in Svizzera soltanto se fossi sicuro di doverli convertire a breve in CHF o nutrissi la convinzione di un prossimo crollo del sistema bancario italiano ed europeo (vedi le ipotesi sopra).<br />
V&#8217;è poi il caso di conti tenuti su suolo svizzero in valuta euro, che molti dei lettori di questo sito hanno considerato e sottoscritto. Proprio in virtù di questo fatto, ritengo meritino un loro approfondimento.</p>
<p>La mia posizione nei confronti di questi prodotti è piuttosto neutra.<br />
Versare euro in Svizzera oggi significa rinunciare a interessi più cicciotti su suolo italiano. <strong>Con il 4% lordo offerto da molti operatori e tassato al 20%</strong>, contro l&#8217;<strong>1% lordo tassato al 35%</strong> del rendimento svizzero, significa rinunciare su un deposito di 30000 € a qualcosa come <strong>63,75 €/mese</strong>. <strong>765 €/anno di costo &#8220;assicurativo&#8221; del capitale</strong>.<br />
L&#8217;ideale in questo momento sarebbe aprire subito il conto svizzero così da averlo pronto in caso di necessità <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-portare-i-risparmi-allestero-subito-e-legalmente/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/dellefragilicose/22284/" title="Default Italia: Portare i Risparmi all’Estero (subito e legalmente)!" >(il prodotto PostFinance è ottimo per qualsiasi ragione d&#8217;utilizzo</a>), lasciando poi i soldi in Italia. Anche questo però c&#8217;è un costo, legato alla gestione del deposito svizzero.<br />
Dunque ho deciso di rimandare questa mossa, fermo restando che la considero anche per me stesso come ultima possibile ancora di salvezza.</p>
<p>Ciò premesso, la mia valutazione è fatta con gli stessi criteri del promotore finanziario che vi sottopone il prospetto di rischio a monte della sottoscrizione di un investimento. Ognuno ha la propria propensione al rischio ed è giusto che si muova lungo la strada che ritiene più appropriata per garantire stabilità a se stesso e ai propri denari.<br />
Ecco perché non critico minimamente chi abbia percorso per primo questa strada, per questioni di tempo materiale, tranquillità o semplice opportunità (mica passiamo tutti i giorni da Lugano, voglio dire). Tutt&#8217;altro.<br />
Ammesso che tale contromisura si possa rivelare superflua, cosa che tutti noi speriamo, i soldi pagati per la propria serenità sono sempre ben spesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>N.d.R.</strong></p>
<p>A completamento delle considerazioni espresse dall&#8217;autore, si aggiunge un interessante articolo apparso <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/11/12/news/patrimoniale_e_caccia_agli_evasori_in_svizzera_con_le_valigie_di_contanti-24901582/" >su Repubblica Economia e Finanza il 12 novembre u.s.</a></noindex></p>
<blockquote><p><strong>Patrimoniale e caccia agli evasori</strong><br />
<em>In Svizzera con le valigie di contanti</em><br />
In parte si tratta di cifre regolarmente dichiarate e in parte di soldi in nero. Da quando Ue e Fmi hanno aumentato la pressione sull&#8217;Italia il fenomeno è cresciuto d&#8217;intensità<br />
di FRANCO ZANTONELLI<br />
<strong>LUGANO</strong> &#8211; Tornano i capitali italiani in Svizzera, un po&#8217; in modo regolare, ovvero dichiarati, molti stipati in borsoni e valigie, come all&#8217;epoca degli spalloni degli anni &#8217;60 e &#8217;70. &#8220;Negli ultimi 6 mesi c&#8217;è stato un aumento della massa monetaria prelevata in banche italiane, che non è più stata depositata e che, se non è finita sotto il materasso, ha preso la via dell&#8217;estero&#8221;, ci ricorda Giancarlo Cervino, direttore del Centre for International Fiscal Studies di Lugano. Il periodo coincide, tra l&#8217;altro, con l&#8217;aumentata pressione di Ue e Fmi su Italia e Grecia. &#8220;Il timore principale dei risparmiatori &#8211; spiega Cervino &#8211; è che qualche istituto di credito italiano possa fare default&#8221;.</p>
<p>In secondo luogo, a far ritornare i risparmiatori verso la Svizzera, ma anche a Montecarlo ed in altri paradisi fiscali, ci ha pensato l&#8217;aumento dei controlli dell&#8217;agenzia delle entrate presso le banche italiane. Il consulente di una delle principali banche della piazza finanziaria di Lugano ci dice, inoltre, che nelle ultime settimane, si è registrato un aumento del fenomeno dell&#8217;arrivo di capitali. &#8220;Soprattutto &#8211; ha precisato &#8211; di quelli dichiarati al fisco italiano&#8221;. In buona parte il nostro interlocutore parla di capitali di imprenditori e di imprese.</p>
<p>&#8220;In primo luogo &#8211; rileva il fiscalista Giancarlo Cervino &#8211; per i nuovi poteri dati dati a Equitalia di sequestrare delle somme depositate in conti correnti italiani, a garanzia di pretese tributarie dello Stato&#8221;. E l&#8217;eventualità, più volte ventilata di una patrimoniale costituisce un altro elemento favorevole al ritorno dei capitali in Svizzera? &#8220;Dipende dal tipo di patrimoniale. Se si trattasse di un prelievo secco sui depositi, come durante il Governo Amato, allorà direi di sì&#8221;, afferma convinto Cervino. Il quale poi aggiunge che &#8220;di fronte all&#8217;aumento della pressione fiscale e dei controlli, gli imprenditori non si fidano più, indipendentemente da chi sia al Governo&#8221;.</p>
<p>Sui capitali non dichiarati che, invece, arrivano per vie traverse, la patrimoniale non c&#8217;entra nulla. Qui parliamo, infatti, di capitali in nero. Di conseguenza il timore di tutti quei risparmiatori che stanno nell&#8217;ombra, è dovuto esclusivamente ai maggiori controlli fiscali e anti-riciclaggio, decisi in Italia. Resta da capire, a questo punto, se la ripresa dell&#8217;esportazione di capitali verso le banche ticinesi, che riproporrebbe, per quelli in nero, l&#8217;accusa alla Svizzera di essere un paradiso fiscale, già rilanciata da Sarkozy al G20 di Cannes, possa mandare a gambe all&#8217;aria la prospettiva di soluzione sul contenzioso fiscale italo svizzero, fortissimamente voluta dalla ministra svizzera delle finanze, Eveline Widmer-Schlumpf.</p>
<p>Un accordo nei confronti del quale Giulio Tremonti si è, però, dimostrato freddo, visto che prevede l&#8217;anonimato dei titolari dei conti anche se, come è accaduto per Gran Bretagna e Germania, porterebbe diversi miliardi di euro di nuovi tributi, nelle casse pubbliche. Ad esempio, per quanto riguarda la Germania, l&#8217;intesa fiscale con la Svizzera prevede un&#8217;imposta di poco più del 26 per cento sul reddito da capitali non dichiarati e un prelievo di circa il 20 per cento sui depositi in nero. Insomma, un super-scudo fiscale, doloroso per gli evasori, ma la cui prospettiva non sembra, tuttavia, dissuadere il nuovo massiccio esodo di soldi italiani verso la Svizzera.</p></blockquote>
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		<title>Da Kant a Monti (via Scilipoti)</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 10:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosso malpelo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Assistevo in televisione ai contorcimenti del potere sulle decisioni da prendere. Si sfogliano i petali della margherita: Monti o non Monti. Monti da solo o con il presidio di figure nuove e intonse, quali Amato e Dini. Chi tutela meglio la casta, chi va alla Giustizia ecc. ecc.<br />
Intanto i pensatori castali pensano: ci conviene appoggiarlo?, ci conviene l’appoggio esterno? , guai a lui se si permette di scegliere i ministri senza consultarci. Ne va della dignità del partito!!.<br />
Del centro destra non parlo. Non ho tempo da perdere. Non parlo del Centro e neanche del PD parlo perché la sua scelta l’ha fatta da tempo, molto prima che l’Europa imponesse, via Napolitano, il Professor Monti, uomo senz’altro dabbene a dispetto delle accuse lanciategli ieri sera da un tizio nella trasmissione di Santoro.La scelta del PD è stare con l’Europa, con questa Europa.<br />
Tornerò su Monti. Ora mi preme sottolineare le posizioni dei vari sinistri.</p>
<p><span id="more-22360"></span></p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/01/democracy3.gif" ><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/01/democracy3.gif" alt="" width="500" height="337" /></a></p>
<p>Di Pietro (sinistra ??) , la cui utilità marginale, caduto il Cavaliere, è prossima allo zero, si oppone, ovviamente. Vuole le elezioni perché pensa di salvare le chiappe per i prossimi cinque anni, scegliendosi, con questa legge elettorale, i parlamentari più abili (Scilipoti, De Gregorio, ecc.)<br />
Si oppone anche Rifondazione (Diliberto, Ferrero ed altri cinque) perché sa che la sua totale irrilevanza sarà definitivamente certificata da un governo non troppo delinquenziale con ulteriore prosciugamento delle fonti vitalizie per i suoi piccoli professionisti, anche locali.<br />
I Verdi sono patetici (ed è un peccato per le tematiche di riferimento). Il loro segretario ha fatto fare le primarie fra i simboli (sic !!) ed era contento perché 20.000 persone avevano scelto fra due o tre stendardi . Il furbacchione non dice che dietro i vari simboli si celano gruppetti noti, con modeste figure di seconda o terza fila, pastasciuttari d’accatto.</p>
<p>L’uomo orecchinato ed inanellato ha detto una cosa sorprendentemente (dato il personaggio) concreta e responsabile: “se non si può fare a meno di questo Monti, almeno si faccia una patrimoniale, si riducano le spese militari e governi il più breve tempo possibile”. Programma auspicabile , nel solco dell’equità, ma, temo, poco praticabile visti i rapporti di forza tuttora presenti in Parlamento.<br />
Sentendo tutti i fiumi di dichiarazioni di questi giorni, le banalità, vedendo i triti riti, non posso fare a meno di pensare che il pensiero, l’analisi, il progetto,  l’idea per qualcosa che non siano i prossimi cinque minuti, la prossima comparsata televisiva, se ne sono andati . Forse, <a href="http://www.mentecritica.net/monti-premier-buon-mercato-a-tutti/informazione/cronache-italiane/eduardo-quercia/22351/" title="Monti Premier, Buon mercato a tutti" >come ha detto un amico</a>, se ne sono andati insieme all’essere onesti e seri, alle generazioni allevate in una scuola, in una società che non era appestata dal berlusconismo e da questa cultura da quattro soldi.</p>
<p>Da qui bisogna ripartire.<br />
Bisogna riordinare l’analisi. Bisogna discernere.<br />
In concreto: la sinistra non sbaglia quando dice che la ricetta di Monti sarà la ricetta dei grandi gruppi economici e finanziari.<br />
Ma questo è il punto. Quale analisi dei processi si mette in campo?<br />
Quali conti si fanno oggi con il capitalismo nella sua forma estrema, a turbo trazione? Quali strategie si vogliono mettere in campo? Quali priorità si devono e si possono ragionevolmente sostenere. Priorità che non mettano però in campo i vecchi contro i giovani, i salariati garantiti contro le partite iva del precariato. Come fare per ridurre un po’ l’evasione fiscale che da sola varrebbe 100 miliardi di euro all’anno?<br />
Quali campi devono essere lasciati all’iniziativa economica del pubblico. Campi che pure sono infiniti atteso che il privato non può fare quelle grandi infrastrutture che servono allo sviluppo. In questo caso, quanta quota di deficit annuale, rispetto al PIL, è opportuno programmare per consentire un traino alla ripresa economica?</p>
<p>Cosa fare per abbattere lo stock di debito pubblico accumulatosi in tanti anni, col suo fardello di interessi e che rapporto c’è tra il debito pubblico e la ricchezza privata enormemente cresciuta in parti non irrilevanti del Paese? E, prima ancora di tutto, che idea abbiamo di noi stessi e del nostro rapporto con il nostro passaggio terreno e degli altri.<br />
Monti <a href="http://www.mentecritica.net/dimissioni-berlusconi-e-italiani-diversamente-vigliacchi/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/22334/" title="Dimissioni. Berlusconi e Italiani Diversamente Vigliacchi" >non farà nulla in tal senso ovviamente</a>. E, ovviamente, non si porrà quasi nessuna di queste domande. Anzi penso che forse faticherà non poco anche solo nel compilare la lista dei ministri.<br />
Ma non è a lui che bisogna chiedere queste cose. Monti ci darà un po’ di serietà che, di questi tempi non è poco e che , suppongo, vale da sola una mezza manovra economica. Per il resto, ci cucinerà una ricetta nota.<br />
Ma sono gli altri, quelli che per anni abbiamo votato, anche , in passato, con un pizzico di passione, che ci fanno arrabbiare e deprimere insieme.<br />
Siamo arrabbiati e depressi perché i nostri soggetti politici di tradizionale riferimento sono muti di fronte al nuovo che erompe, insteriliti nella difesa di privilegi di casta e, quando va bene, delle svariate corporazioni.</p>
<p>Dobbiamo smettere di essere arrabbiati e pensare a fare da noi.<br />
Cominciare a pensare da noi, anche in piccoli gruppi, anche solo per il piacere di non sentirci dei vuoti a perdere.<br />
E se non vogliamo farlo non per noi, facciamolo almeno in spirito di servizio.<br />
I nostri figli ce ne saranno grati.</p>
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		<title>Il Censimento on Line: Piccola Guida e Recensione</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 10:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho appena terminato di compilare il modulo del censimento 2011. Ho scelto di farlo on line perché dopo tanti anni di tastiera ho seri problemi a scrivere a mano. La presbiopia associata alla forte miopia mi obbliga a tenere la faccia attaccata al foglio e i quadratini nel quale dovrebbero ricadere le lettere per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena terminato di compilare il modulo del censimento 2011. Ho scelto di farlo on line perché dopo tanti anni di tastiera ho seri problemi a scrivere a mano. La presbiopia associata alla forte miopia mi obbliga a tenere la faccia attaccata al foglio e i quadratini nel quale dovrebbero ricadere le lettere per la lettura ottica sono troppo piccoli per la punta della penna Bic nera di cui sono dotato.</p>
<p>Ho ricevuto il modulo con la password in basso a destra. E&#8217; scritta in lettere maiuscole e minuscole, ma non è precisato da nessuna parte se la password sia <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Sensibile_alle_maiuscole" ><em>case sensitive</em></a></noindex>. Mi sono collegato <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://censimentopopolazione.istat.it/" >al sito</a></noindex> e l&#8217;ho digitata come è scritta. Immagino sia case sensitive, quindi attenti a maiuscole e minuscole.</p>
<p><span id="more-21892"></span></p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/grecia-si-sta-come-dautunno-sugli-alberi-le-foglie/informazione/oltre-il-confine/dellefragilicose/21666/" title="Grecia: Si sta, Come d’Autunno, sugli Alberi, le Foglie" ><img class="size-full wp-image-21894 aligncenter" title="ScreenHunter_01 Oct. 20 12.23" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/10/ScreenHunter_01-Oct.-20-12.23.gif" alt="" width="585" height="393" /></a></p>
<p>Nei giorni precedenti avevo effettuato il login diverse volte, ma dopo l&#8217;autenticazione l&#8217;applicazione rimaneva inutilizzabile perché qualsiasi click non dava risposta. Ho pensato ad un problema di compatibilità browser, ma stavolta non era colpa di Firefox. Non funzionava nemmeno con Internet Explorer 8. Sperando che <a href="http://www.mentecritica.net/esclusivo-steve-jobs-cronaca-di-una-morte-annunciata-e-gestita/informazione/oltre-il-confine/serpiko/21755/" title="Esclusivo: Steve Jobs – Cronaca di una Morte Annunciata (e Gestita ?)" >gli orfani di Steve</a> non si incazzino, non ho provato con Safari e nemmeno con Chrome, che pure ho installato per motivi di lavoro, ma mi sembra evidente che il problema fosse lato server.<br />
Poco male. Dimensionare un sistema che in pochi giorni deve affrontare in maniera randomica la richiesta di utilizzo di milioni di utenti è un incubo dei peggiori. E&#8217; ragionevole che ci sia stato un disservizio nei primissimi giorni di disponibilità quando tutti hanno tentato l&#8217;accesso. Dimensionare sul picco è un approccio conservativo, ma tecnicamente disdicevole.</p>
<p>Stamattina, comunque, è andata. Browser Firefox 7.0.1, nessun problema.</p>
<p>L&#8217;interfaccia è agile, veloce, abbastanza comoda. Non è prevista nessuna feature speciale per gli ipovedenti. Alcune GUI sono troppo affollate di informazioni e le descrizioni sono migliorabili. Io, che non faccio l&#8217;astronauta, ho avuto difficoltà a capire quale casella cliccare per far capire che mi occupo di telecomunicazioni. O il settore è considerato di nicchia o mi è sfuggito.</p>
<p>Cominciamo con dire che tutte, ma dico tutte, le informazioni anagrafiche richieste sono già in possesso dell&#8217;anagrafe del comune di residenza. Date e comuni di nascita di tutti i membri della famiglia, relazioni di parentela, stati civili. Ciò nonostante, è necessario immetterle perché, evidentemente, il nostro paese non dispone di un database centralizzato con queste informazioni.<br />
Anzi, dirò di più. Nome, Cognome, data e luogo di nascita e cittadinanza di tutti i membri della famiglia è necessario scriverli due volte in due diversi punti del questionario.<br />
La cosa è sgradevole, ma comprensibile, sul modulo cartaceo dove è possibile che fogli diversi seguano instradamenti differenti, ma inammissibile su un modulo elettronico dove una doppia immissione non solo è inaccettabile, ma può indurre indeterminazione nel momento nel quale la stessa domanda riceva risposte diverse. Non ho provato a scrivere la mia data di nascita in modo diverso tra un punto e l&#8217;altro perché terrorizzato dall&#8217;idea che l&#8217;applicazione si piantasse, ma sospetto che non ci sia un controllo incrociato.</p>
<p>Oltre le informazioni anagrafiche (ridondanti), c&#8217;è da immettere un po&#8217; di dati su istruzione, luogo di lavoro, tempi di percorrenza e casa in cui si vive. Io, che vivo in fitto, sono tenuto a sapere con quale combustibile funziona la caldaia centralizzata del mio residence? Credo di no. Se è un obbligo di legge non mi è stato comunicato. Avrei dovuto chiamare l&#8217;amministratore. Mi è sembrato eccessivo, ho risposto con un&#8217;ipotesi.</p>
<p>Se avete bambini piccoli (2,3 anni per esempio) e supponete che vi venga evitata la domanda sullo stato civile (celibe/nubile, coniugato/coniugata, divorziato/divorziata, ecc.) scoprirete con stupore che ISTAT lo chiede comunque. Probabilmente, c&#8217;è qualche caso nel quale un bambino di tre anni ha contratto matrimonio o una di sei è addirittura divorziata. Chi può saperlo?</p>
<p>Comunque, nonostante queste cose curiose e l&#8217;incazzatura per dover immettere dati noti addirittura due volte, la compilazione scorre abbastanza velocemente e per una famiglia di tre persone, di cui una sola occupata, occorrono poco più di quindici minuti. Alla fine viene proposto il salvataggio in pdf del questionario e della ricevuta. Sì, perché compilare il questionario è un obbligo di legge ed il mancato adempimento è sanzionabile economicamente.</p>
<p>A differenza del modulo cartaceo, non viene richiesta la email e/o il telefono per essere contattati. Questo lascia presumere che la compilazione on line metta al riparo da telefonate/email di richiesta chiarimenti o dalla visita di un rilevatore umano. Il che, per un misantropo conclamato come me, è un imperdibile must.</p>
<p>Le date limite per la compilazione/consegna presso gli uffici postali sono</p>
<p>entro il 31 dicembre 2011: nei comuni con meno di 20.000 abitanti;<br />
entro il 31 gennaio 2012: nei comuni compresi tra 20.000 e 150.000 abitanti;<br />
entro il 29 febbraio 2012: nei comuni maggiori di 150.000 abitanti.</p>
<p>Se non sapete quanti abitanti fa il vostro comune (20.000 o 21.000) e vi chiedete perché non ci sia un termine unico di consegna, vuol dire che visiete dimenticati che state vivendo nel <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-non-per-tutti-i-nostri-evasori-terzi-al-mondo-per-consumo-dei-beni-di-lusso/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/21857/" title="Default Italia? Non Per Tutti. I Nostri Evasori Terzi al Mondo per Consumo dei Beni di Lusso" >paese più bello del mondo</a>.</p>
<p>Voti</p>
<ul>
<li>Applicazione (quando accessibile): 7</li>
<li>Questionario on line: 3 ( la necessità di immettere due volte gli stessi dati è inaccettabile ed era sicuramente possibile precompilare alcuni campi)</li>
<li>Accessibilità: 4 (se uno non è un esperto di computer può avere difficoltà. Nessun ausilio per ipovedenti)</li>
<li>Media: 4,6</li>
</ul>
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		<title>Petrolio italiano?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 13:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescov</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte notizia: il fatto quotidiano.it miglio, unità di misura Dopo innumerevoli incidenti petroliferi, l’Italia sembra essere diventata la star dei petrolieri per quanto riguarda la trivellazione off-shore del mare che, a quanto sembra, può essere trivellato a 12 miglia (un miglio corrisponde a 1852 metri) dalla costa. Questo significa che, in futuro, potremmo vedere piattaforme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte notizia: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/26/trivelle-faciliper-l%E2%80%99oro-nero-in-sicilia/150827/" >il fatto quotidiano.it</a></noindex> <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Miglio_%28unit%C3%A0_di_misura%29" >miglio</a></noindex>, unità di misura</p>
<p>Dopo innumerevoli incidenti petroliferi, l’Italia sembra essere diventata la star dei petrolieri per quanto riguarda la trivellazione off-shore del mare che, a quanto sembra, può essere trivellato a 12 miglia (un miglio corrisponde a 1852 metri) dalla costa. Questo significa che, in futuro, potremmo vedere piattaforme lungo le nostre coste dedite alla trivellazione selvaggia per accaparrarsi quel po’ (sembra che in Italia di petrolio ce ne sia ben poco) di petrolio che si trova nel nostro mare.</p>
<p>Da <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.terranews.it/news/2011/08/coste-italiane-senza-pace-il-bilancio-di-goletta-verde" >Terra</a></noindex>: “Da maggio 2011, nonostante il disastro causato dalla Bp nel Golfo del Messico, sono stati rilasciati ben venticinque permessi di ricerca per estrarre idrocarburi: dodici nel canale di Sicilia, sette nell’Adriatico settentrionale, tre nel mare tra Marche e Abruzzo, due in Puglia e uno in Sardegna. Se a questi si sommano anche le richieste per attività di ricerca petrolifera, il risultato finale è che circa 30.000 chilometri di costa (una superficie superiore a quella occupata dalla regione siciliana) potrebbero essere coinvolti in questo tipo di operazioni, rischiose sia per il turismo che per la pesca in caso di incidente, e non in linea con le nuove strategie di produzione energetica che dovrebbero sostituire quanto prima le fonti fossili con quelle rinnovabili.”</p>
<p><span id="more-21222"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://animalnewyork.com/wp-content/uploads/2010/06/oil_bird.jpg" alt="" width="540" height="317" /></p>
<p>Ma come è possibile che dopo disastri consistenti che hanno distrutto centinaia di km di coste, l’Italia, che, comunque, ha ben poco petrolio sul suo territorio, dia in concessione il mare per operazioni ad alto rischio ambientale. Mettere a rischio una risorsa come il mare, e relative coste, che da lavoro a molta gente sia per la pesca che per il turismo non è certo una politica economica di crescita. Inoltre, sembra che il prezzo che le compagnie pagano per la concessione sia tra il più basso del mondo.</p>
<p>Nessun guadagno, dunque, che possa giustificare operazioni cosi rischiose. Nessun riscontro in termini di petrolio perché non ci libererà dalla dipendenza.</p>
<p>Contro la trivellazione del mare si sono mossi i cittadini, tra cui anche firme famose come Luca Zingaretti, che si aspettavano anche l’appoggio del ministro all’ambiente Stefania Prestigiacomo. Sembra però, che il ministro non voglia porsi in prima persona che anzi, sembra abbia interessi di famiglia nell’affare trivelle.</p>
<p>Interessi, dunque, non si capirebbe altrimenti la ricerca di petrolio la dove già si sa che se c’è non basterebbe comunque a soddisfare neanche la minima parte del nostro fabbisogno. Interessi che &#8211; dato gli investimenti che faranno, bisogna presupporre che ci saranno anche utili &#8211; faranno guadagnare un bel po’ di soldoni alle compagnie e niente agli italiani – va detto anche che, qualora ce ne fosse in quantità sufficiente, in Italia la benzina non diminuirebbe comunque. Un po’ come quando aumenta con l’aumentare del petrolio ma non diminuisce con la diminuzione del petrolio. – che, però, si troverebbero a fare i conti, oltre che con eventuali incidenti, anche con la deturpazione del paesaggio.</p>
<p>Tornando agli interessi, non si capisce comunque da dove possano venire non essendoci una produzione significativa. È un po’ come se si aprisse un’azienda sapendo dall’inizio che non produrrà sufficientemente per coprire le spese. Inoltre, in caso di incidente, le spese per limitare il disastro, la pulizia del mare e il recupero delle spiagge sarebbero oltremodo eccessive per un’operazione che, apparentemente, non ha utili.</p>
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		<title>My name is Bond, Eurobond</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 07:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div>Ecco cosa si può scoprire chiacchierando amabilmente con qualcuno che lavora in banca all&#8217;Ufficio Titoli, di fronte ad un Vodka Martini agitato, non mescolato.</div>
<div>Le agenzie come Standard&amp;Poors, Moody&#8217;s ecc. che <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2010/05/il-nostro-piangere-fa-male-al-re.html" >abbassano i rating</a></strong> dei paesi europei fanno soprattutto gli interessi degli Stati Uniti, che stanno combattendo l&#8217;Euro con tutte le armi a disposizione, comprese quelle non convenzionali <a href="http://www.mentecritica.net/la-terza-guerra-mondiale-a-colpi-di-tassi-negativi/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/redazione/20997/" title="La Terza Guerra Mondiale a Colpi di Tassi Negativi" >del terrorismo finanziario</a>. E tutto ciò per difendere un impero ormai in disfacimento, terrorizzato che gli scambi petroliferi, ad esempio, in futuro possano effettuarsi in euro e non più in dollari.</div>
<div><span id="more-21023"></span></div>
<div><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/bond.jpg" alt="" width="279" height="375" /></div>
<div>(Quando le stesse agenzie però abbassano il <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://crisis.blogosfere.it/2011/08/benvenuta-dittatura.html" >rating</a></noindex> agli USA cos&#8217;è, solo un té avvelenato per Obama o qualcos&#8217;altro?)</div>
<div>Per difendersi dagli attacchi dello Zio Sam &#8211; cito a memoria e mi scuso per eventuali imprecisioni &#8211; ci vuole un ministero europeo dell&#8217;economia che permetta di controllare il debito di ciascun paese a livello centrale, unificandolo. Una volta <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/../la-bce-raschia-il-barile-questa-settimana-comprati-titoli-per-22-000-milioni-di-euro/informazione/censura-dellinformazione/redazione/20983/"><strong>centralizzato</strong></a> il debito sarebbe più facile controllarlo attraverso l&#8217;Eurobond. O meglio e più esattamente, <strong>l&#8217;<a href="http://www.iljournal.it/2011/cosa-sono-gli-e-bond-o-eurobond/255227" >E-bond</a></noindex></strong>, titolo di debito denominato in euro. Questo obbligherebbe i paesi poco virtuosi tipo noi e la Grecia a darsi una bella regolata, inserendo l&#8217;obbligo di pareggio di bilancio in costituzione e quelli virtuosi come Francia e Germania ad impegnarsi per venire in aiuto dei paesi in difficoltà.</div>
<div>(La fattibilità di questo collettivismo kolkhoziano finanziario non è che mi convinca granché, ad essere sincera.)</div>
<div>I paesi europei senza l&#8217;Euro e ritornati alle vecchie divise farebbero tutti la fine della Grecia, ci sarebbe una spaventosa inflazione, le cavallette e, nel caso che la Germania uscisse dal club dell&#8217;euro, visto che non c&#8217;è alcuna legge che la obbliga a rimanere, si dovrebbero subito ritirare tutti i soldi dalle banche e ritornare al caro vecchio <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.beppegrillo.it/2011/08/i_soldi_sotto_i/index.html" >materasso</a></noindex></strong>.</div>
<div>(Questa però non l&#8217;ha detta il bancario, ma l&#8217;ho letta su un giornale in spiaggia, attribuita ad un economista greco. Il quale forse ha preso una <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/rivoluzione-basta-ritirare-i-soldi-dalle-banchelidea-di-eric-cantona-spopola-sul-web/79561/" ><strong>Cantonata</strong></a></noindex>, chissà?)</div>
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		<title>La crisi è solo una scusa</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 16:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha ragione <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.cadoinpiedi.it/2011/08/11/linconsistenza_della_politica_e_il_sogno_del_cambiamento.html" >Giulietto Chiesa</a></noindex>. Questa è una guerra dichiarata dal potere finanziario al mondo intero, voluta da chi vorrebbe far pagare le crisi che si susseguono a ripetizione negli ultimi anni ad interi popoli che non ne sono responsabili. E&#8217; una guerra iniziata non meno di dieci anni fa, visto che il grande pretesto, la nuova Pearl Harbor dell&#8217;11 settembre servì per mettere una bella pezza al possibile botto finanziario americano previsto già nel 2001. Seguirono le varie bolle speculative, i noti fatti di Lehman-Brothers e Obama che correva in soccorso ai banchieri a spese del contribuente americano.<br />
Mi sorge una domanda a questo punto: e se queste stramaledette banche d&#8217;affari le avessimo lasciate fallire come meritavano sarebbe stato un male o un bene? In fondo, salvandole, abbiamo stabilito uno sciagurato precedente, e cioè che le manovre speculatorie e terroristiche dolose &#8211; perché ci credo poco che siano errori di valutazione, quella è gente che non sbaglia &#8211; delle banche d&#8217;affari possono essere ripianate con i soldi pubblici, cioè a spese dei cittadini. Con il senno di poi questo salvataggio statalista dell&#8217;interesse privato appare sempre più una sciagura. A meno che non fosse parte del big plan.</p>
<p><span id="more-20940"></span></p>
<p>La Finanza (non le Fiamme Gialle ma il potere finanziario globale) è il braccio armato ma dietro ad essa ci sono le multinazionali che devono fare profitti. Il neoliberismo ha stabilito che il profitto è un diritto inalienabile e che è un valore esponenziale, non vi è più alcun limite ad esso, tantomeno <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-89-giorni-al-fallimento-etica-e-manovra-bis/informazione/cronache-italiane/eduardo-quercia/20928/" title="Default Italia 89 Giorni al Fallimento: Etica e Manovra Bis" >il limite etico</a>. Non a caso parlano di crescita ma noi pensiamo che si tratti dell&#8217;aumento del nostro benessere, invece loro intendono la crescita del loro margine di profitto. E le due cose non possono coesistere. Se il mio diritto a fare profitti sempre più alti si scontra con gli interessi della collettività e i diritti dei lavoratori, sarà mio compito eliminare tali ostacoli, con qualunque mezzo.<br />
Lo fanno le multinazionali per prime ma poi, in catena, vorranno farlo anche i grossi imprenditori nazionali e poi i piccoli e medi, fino alla botteguccia artigiana.<br />
Ecco quindi che, ai massimi livelli, bisogna accaparrarsi i politici come gli informatori scientifici si accaparrano i medici per conto di BigPharma, anzi, ancor meglio, si bypassano i politici e si mandano i propri amministratori delegati, i propri manager, scagnozzi e sottocoda a fare politica. La famosa &#8220;discesa in campo&#8221;.<br />
Così si spiega perché la politica è sempre meno fatta di rappresentanti del popolo e sempre più di avventizi e portaborse, lobbisti e maggiordomi, comperati a suon di denaro a fiumi, privilegi e promesse di successo e potere periferico. Nominati, non eletti. Questi politici a busta paga di interessi superiori e spesso ai confini dell&#8217;illegalità devono rispondere ai loro padroni che, ripeto, non sono più i cittadini ma coloro che, per ampliare i profitti, devono rimuovere ogni ostacolo possibile.</p>
<p>Secondo voi è un caso che tra le pochissime voci fuggite dal sen di Tremonti circa la famosa manovra vi siano state la <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/08/liberta-di-licenziare-il-fallito-e-il.html" >&#8220;libertà di licenziare&#8221;</a> e l&#8217;accorpamento delle festività alla domenica &#8211; mica quelle religiose, però, solo le tre laiche e work-oriented del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno &#8211; per &#8220;produrre di più&#8221;?<br />
Un alieno che fosse sbarcato con il suo ufetto ieri in Italia si sarebbe chiesto: &#8220;Ma questi terrestri pensano di risolvere la crisi mondiale facendo lavorare tre giorni in più all&#8217;anno i lavoratori? C&#8217;è qualcosa che non capisco?&#8221;<br />
L&#8217;obiettivo è chiaramente un altro, caro alieno. E&#8217; <a href="http://www.mentecritica.net/articolo-81-articolo-41-e-statuto-dei-lavoratori/informazione/cronache-italiane/redazione/20920/" title="Articolo 81, Articolo 41 e Statuto dei Lavoratori" >l&#8217;articolo 18</a>, i diritti dei lavoratori, l&#8217;attacco a quegli articoli della Costituzione che segnano la differenza tra lavoro salariato e lavoro schiavistico e ne stabiliscono i reciproci confini.</p>
<p>Prima di spingermi ancora più in là e dichiarare, assumendomene la responsabilità, che la crisi non esiste ma è uno spauracchio agitato, come lo fu l&#8217;Osama Bin Laden di dieci anni fa, per ottenere la sottomissione delle ultime sacche di resistenza al nuovo ordine mondiale basato sul modo di produzione neoschiavistico globalizzato, facciamo un piccolissimo ragionamento, che ci riporta anche al caso Lehman-Brothers.<br />
Se la colpa del default mondiale fosse del potere finanziario, identificabile in pochi banchieri, speculatori, insomma in fin dei conti in persone fisiche alla Gordon Gekko con un nome e cognome, a cominciare da quell&#8217;Alan Greenspan che nomina Chiesa, dobbiamo proprio credere che il governo degli Stati Uniti non riuscirebbe a sguinzagliare un po&#8217; di reparti di Navy Seals ed assicurare questi farabutti alle imperiali galere, magari il Grand Hotel Guantanamo? Perchè ciò che stanno facendo questi bastardi figli di puttana non è meno grave di ciò che si attribuisce da più di dieci anni ad Al Qaeda.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/03/wall-street-bull.jpg" alt="" width="588" height="400" /></p>
<p>Invece, da Obama a tutto il potere politico europeo è un generale calare di braghe. L&#8217;impressione è che debbano ubbidire a dei padroni che non si possono contraddire. Si comportano come i picciotti che devono obbedire a mamma pena l&#8217;incaprettamento, sono impauriti come se i padroni avessero di tutti loro, politicanti servi dei servi, foto che li ritraggono mentre stuprano dei neonati.<br />
Non sarà che lo scherzetto fatto a Strauss-Kahn fosse una vendetta nei confronti di qualcuno che aveva sgarrato?<br />
La colpa del crollo delle Borse &#8211; perché non chiuderle come in occasione dell&#8217;11 settembre, ad esempio? &#8211; è degli speculatori, delle agenzie di rating che lavorano un po&#8217; per il Re di Prussia &#8211; il dollaro &#8211; per tentare di fare il culo all&#8217;euro e assai di più per le banche d&#8217;affari, ma non si fa nulla per fermarli. E&#8217; come se ci fosse una rapina in una banca, la polizia andasse ad arrestare gli avventori del bar di fronte e il giudice li obbligasse a rifondere di tasca propria i soldi rapinati alla banca. E&#8217; come quando i black bloc devastano le strade e la polizia, invece di inseguirli ed arrestarli, bastona le vecchiette e le famigliole con i passeggini. Non ha senso ma ha un senso.</p>
<p>L&#8217;evocazione della parola magica crisi serve soprattutto per licenziare, per sfrondare i dipendenti e quindi per aumentare i profitti. E&#8217; dimostrato che i licenziamenti effettuati dal 2008 ad oggi in certi settori erano assolutamente indipendenti dall&#8217;andamento dei fatturati delle aziende in oggetto. Ad esempio nel settore farmaceutico che, grazie a politiche di marketing assai spregiudicate, è uno dei pochissimi settori che registra il segno più nei bilanci delle sue aziende. Ebbene, nonostante il segno positivo e l&#8217;aumento delle entrate, queste aziende hanno compiuto delle vere stragi di dipendenti, soprattutto nel settore degli informatori, ritenuti non più utili nel settore primary care, ovvero quello dei medici di base, perché ora il pressing sui medici si fa in ospedale dove vengono venduti i farmaci più costosi e redditizi. La motivazione ufficiale per i tagli era &#8220;la crisi&#8221; ma la crisi non era vera per quel settore, era solo una scusa per licenziare e mobilitare tutta quella massa di informatori che prima erano stati spremuti come limoni e ora erano considerati solo zavorra di cui liberarsi.</p>
<p>Che la crisi sia un pretesto per fare la guerra di classe ai ceti meno abbienti lo dimostra anche il fatto che nelle varie misure proposte dai governi in allarme rosso per default in Europa non vi siano veri strumenti per la crescita, come investimenti sulla ricerca e lo sviluppo ma solo manovre vessatorie da sanguisughe sul Terzo Stato. Manovre che non toccano minimamente il privilegio sempre più osceno degli altri due Stati: Clero e Neoaristocrazia del denaro o Casta. Semplice, perché la crescita non è quella che pensate e per ottenere quella che pensano loro voi dovete rinunciare ai vostri diritti. Con le buone o con le cattive.</p>
<p>E&#8217; comunque un gioco pericoloso. Le <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-89-giorni-al-fallimento-etica-e-manovra-bis/informazione/cronache-italiane/eduardo-quercia/20928/" >tasse</a>, come prima della Rivoluzione Francese, saranno interamente a carico del terzo stato, ovvero del ceto medio-basso. Il clero è esente e la casta si autoesenta con leggi ad hoc. Questa situazione ha portato alle ghigliottine in piazza allora e la storia potrebbe ripetersi, chissà.</p>
<p>State in allerta, quindi. I telecomandati appartenenti alla Casta dei volonterosi esecutori materiali vorranno imporvi i sacrifici più sanguinosi per continuare a gozzovigliare e banchettare sotto il tavolo dei loro padroni come cani.<br />
E&#8217; in questa occasione che potremo riconoscere i politici, se ce ne sono rimasti, in grado di ribellarsi a quest&#8217;assurdità.<br />
Perché non si alzano in piedi e chiedono ai loro colleghi stranieri di allearsi per fermare la speculazione finanziaria con i mezzi della legge? Se è una guerra condotta dagli Stati Uniti con le armi della Borsa per affossare l&#8217;Euro, perché non denunciano queste manovre terroristiche? Se lo fanno tutti assieme sarà difficile farli fuori tutti.<br />
Perchè non chieder loro di difendere i diritti del popolo, di quello vero, non quello dell&#8217;amore del nanerottolo da rottamare, rigettando le lettere minatorie dei banchieri ed impegnandosi per una crescita vera, e possibilmente una decrescita più ecosostenibile?<br />
In Islanda ci stanno provando. Sarà questione di clima, chissà.</p>
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		<title>Default Italia 91 Giorni al Fallimento: Debito Pubblico F.A.Q.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 08:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trovarsi in una situazione di debito senza potervi far fronte è qualcosa che imbarazza profondamente l’individuo. Crea vergogna, delusione, disperazione, può arrivare a spingere al suicidio. E’ comprensibile: dopo la truffa ai danni d’incapace, la rapina a mano armata, l’estorsione e il furto con destrezza, l’incapacità di far fronte a un debito è una delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormalCxSpFirst" style="text-align: justify; line-height: normal;">Trovarsi in una situazione di debito senza potervi far fronte è qualcosa che imbarazza profondamente l’individuo. Crea vergogna, delusione, disperazione, può arrivare a spingere al suicidio. E’ comprensibile: dopo la truffa ai danni d’incapace, la rapina a mano armata, l’estorsione e il furto con destrezza, l’incapacità di far fronte a un debito è una delle forme indebite di sottrazione del denaro altrui.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Purtroppo non abbiamo le medesime vibrazioni quando parliamo di debito dello Stato. Sembra non ci tocchi, non ci riguardi. Invece, guarda un po’, l’attuale crisi economica trova origine da una serie di fattori tra i quali un ruolo di spicco è svolto dagli indici che misurano il debito pubblico e il suo impatto sul sistema economico di una nazione.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Vale forse la pena di tracciarne l’identikit e chiarirne i meccanismi.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Che cos’è il debito pubblico?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Economicamente parlando, con l’accezione di debito pubblico s’intende l’ammontare di denaro chiesto a prestito da uno Stato ai suoi creditori.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Perché lo Stato deve chiedere a prestito del denaro?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Il debito pubblico viene contratto a fronte di un disavanzo di bilancio, ovvero quando le entrate dello Stato non sono sufficienti a coprire le spese che esso deve sostenere. Il valore totale del debito pubblico è quindi la somma di tutti i disavanzi di bilancio registrati da uno Stato nel passato.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span id="more-20868"></span></strong></p>
<p><iframe width="590" height="480" frameborder="0" scrolling="no" marginwidth="0" marginheight="0" src="http://www.google.it/publicdata/embed?ds=ds22a34krhq5p_&amp;ctype=l&amp;strail=false&amp;nselm=h&amp;met_y=gd_pc_gdp&amp;scale_y=lin&amp;ind_y=false&amp;rdim=country_group&amp;idim=country:it:de:gr:fr:pt:uk:es&amp;ifdim=country_group&amp;tstart=808005600000&amp;tend=1281391200000&amp;hl=it&amp;dl=it&amp;icfg&amp;uniSize=0.035&amp;iconSize=0.5"></iframe></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Perché si dovrebbe prestare del denaro allo Stato?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Per guadagnarci. Come incentivo al prestito, lo Stato dispone il pagamento di un certo tasso d’interesse sul denaro ricevuto. Questo interesse è tanto più alto quanto più lungo è il periodo di tempo per cui il creditore si rende disponibile a concedergli il proprio denaro.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Quali sono le forme di debito pubblico in Italia?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Bisogna distinguere tra debito fluttuante e debito consolidato.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Il debito fluttuante, la cui forma più conosciuta è il BOT, viene emesso a breve termine o comunque con scadenze non superiori ai 12 mesi.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Il debito consolidato, emesso invece a media e lunga scadenza, va ulteriormente distinto in <em>redimibile</em> e <em>irredimibile</em>. Il primo prende il nome di obbligazione e prevede il rimborso sia del capitale che degli interessi; il secondo prende il nome di rendita e comporta il pagamento dei soli interessi.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Ci sono dei rischi?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">La legge considera il debito pubblico come un contratto a tutti gli effetti, quindi prevede l’obbligo del rimborso da parte del debitore. In realtà esso non è coperto da alcuna garanzia reale. Per fare un paragone, un mutuo è coperto dall’ipoteca sulla casa acquistata; un prestito viene garantito da fidejussione o avallo. Il debito pubblico non prevede nulla di ciò.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Di conseguenza i rischi ci sono, più o meno grandi a seconda delle ragioni per cui il debito viene contratto. Il maggiore di essi è il possibile mancato rimborso del capitale conferito.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Cosa significa?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Facciamo qualche esempio.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Lo Stato non ha i soldi per costruzione di un’autostrada. Decide di chiedere un prestito per realizzarla, spiegando chiaramente che intende rimborsarlo con il gettito proveniente dai pedaggi che incasserà una volta finita. Il debito emesso a fronte di ciò ha un basso tasso di rischio perché destinato a un’opera in grado di portare valore aggiunto, quindi maggiori introiti allo Stato stesso. Lo Stato ha quindi fortissime probabilità di ripagare sia gli interessi che il capitale.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Diverso il caso di uno Stato che registri un passivo a bilancio dovuto a spese ordinarie e si rivolga al debito per coprire il buco in questione. Il prestito non è destinato a creare valore, porta anzi un’ulteriore voce di spesa sul prossimo bilancio data dal tasso d’interesse che va rimborsato assieme al capitale. Di conseguenza vi sono dei rischi più elevati.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Come si misura questo rischio?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Vi sono dei coefficienti che permettono di farsi un’idea piuttosto precisa circa l’effettiva capacità delle nazioni di far fronte al proprio debito. I più importanti sono due.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Il primo è dato dal rapporto tra PIL (Prodotto Interno Lordo) e debito pubblico. Tanto più alto sarà il debito, quante più saranno le risorse che la nazione dovrà attingere dal suo PIL per farvi fronte; va quindi mantenuta una proporzione “strutturale” tra i due valori che consenta al PIL di ripagare il tasso d’interesse sul debito senza impiegare troppe risorse. Di conseguenza, tanto più basso è il tasso d’interesse sul debito, quanto più alto è il volume di debito cui la nazione può far ricorso.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Vi è poi un altro dato, il rapporto tra PIL e disavanzo pubblico, che misura in percentuale quanto uno stato “perda” in un anno e quindi debba finanziare attraverso il debito pubblico. Qui va aperta una parentesi importante. Per i paesi dell’area UE, il trattato di Maastricht ha stabilito che tale valore non possa e non debba superare il 3% del PIL. Sebbene i mezzi d’informazione passino il messaggio che l’essere in linea con questo dato sia una condizione rassicurante rassicurante, esso significa pur sempre che il sistema Europa consente ai propri stati membri di perdere il 3% annuo sui propri conti.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Qual è l’attuale situazione italiana?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Il disavanzo del 2010 è stato del 3,29% sul PIL. Il dato è in rosso a partire dal 2000 e il trend viene previsto in negativo a tutto il 2011. (Fonte: FMI).</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Ancora più indicativo il rapporto tra debito pubblico e PIL. Nel 2010 era del 119%, dato in pieno trend crescente: a fronte di una sostanziale costanza del PIL, infatti, negli ultimi 4 anni il debito pubblico ha registrato un aumento del 15%. (<span>Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze &#8211; Notifica del Deficit e del Debito Pubblico</span> <span>inviata alla Commissione Europea)</span></p>
<table class="MsoNormalTable" border="0" cellpadding="0">
<thead>
<tr>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Anno</span></strong></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Debito Pubblico (milioni di €)</span></strong></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">PIL (milioni di €)</span></strong></p>
</td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">2007</span></strong></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.602.115</span></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.546.177</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">2008</span></strong></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.666.603</span></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.567.761</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">2009</span></strong></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.763.864</span></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.519.702</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">2010</span></strong></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.843.015</span></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.548.816</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Come si estingue il debito pubblico?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Attraverso il rimborso dei titoli di debito.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Tale rimborso può avvenire alla scadenza oppure in maniera anticipata, se previsto dalle clausole di sottoscrizione.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="line-height: normal;"><span>                                                                                          </span></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="line-height: normal;"><strong>Ok ma come si fa per reperire i soldi con cui effettuare i rimborsi?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Occorrono <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-93-giorni-al-fallimento-46-miliardi-da-risparmiare-subito/informazione/cronache-italiane/fma/20825/" title="Default Italia, 93 Giorni al Fallimento: 46 Miliardi da Risparmiare Subito!" >modifiche strutturali ai piani di spesa</a> volte anzitutto a non aumentare il debito esistente, poi a coprire il disavanzo, infine a rimborsare i titoli emessi.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="line-height: normal;">Occorre insomma spendere di meno o guadagnare di più. Non vi sono altre strade.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="line-height: normal;"><strong>Cosa succede se lo Stato s’accorge di non essere in grado di rimborsare il debito alla scadenza?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Nella maggior parte dei casi, il provvedimento adottato in queste situazioni è quello più sbagliato. Si emette altro debito con cui far fronte al rimborso del vecchio. Il nuovo debito avrà un maggior coefficiente di rischio, quindi dovrà offrire un maggior interesse per attirare investitori, quindi avrà un maggior impatto sui futuri bilanci statali, quindi richiederà un maggior sacrificio per estinguerlo.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Che ha un po’ lo stesso senso di non riuscire a pagare la rata del mutuo e, per farvi fronte, chiedere un prestito allo strozzino credendo di aver risolto il problema.</p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Default Italia, 94 Giorni al Fallimento: In Piena Terza Guerra Mondiale</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/default-italia-94-giorni-al-fallimento-in-piena-terza-guerra-mondiale/informazione/cronache-italiane/ilbuonpeppe/20820/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 13:28:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilBuonPeppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Albert Einstein diceva: “Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale, ma la quarta sì: con bastoni e pietre”. Io non so con cosa si combatterà la quarta guerra mondiale, ma sono sicuro che Einstein non avrebbe mai immaginato di vedere combattere la terza a suon di rating, titoli di stato, CDS, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Albert Einstein diceva: “<em>Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale, ma la quarta sì: con bastoni e pietre</em>”.<br />
Io non so con cosa si combatterà la quarta guerra mondiale, ma sono sicuro che Einstein non avrebbe mai immaginato di vedere combattere la terza a suon di rating, titoli di stato, CDS, spread, default e cose simili.<br />
E&#8217; inutile girarci intorno e cercare di addolcire la pillola: <strong>siamo in guerra, la terza guerra mondiale</strong>. Una guerra strana, una guerra che (apparentemente) non fa morti, una guerra che non ci aspettavamo e che in tanti ancora non riconoscono. Ma è una guerra a tutti gli effetti. Piuttosto, <strong>la cosa originale di questa guerra è che non si combatte tra uno stato e l&#8217;altro, ma tra gli stati e un&#8217;entità anomala: il mercato.</strong> Anzi, una parte del mercato, perché anche io faccio parte del mercato quando vado a comprare la frutta. Parlo delle grandi finanziarie, delle banche, di chi dispone di enormi quantità di denaro (spesso non suo): in una parola, degli speculatori.</p>
<p><strong>Questa gente senza scrupoli ha un solo scopo: guadagnare. In qualsiasi modo. A qualsiasi costo.</strong><br />
Ci raccontano che la speculazione attacca il nostro debito perché non abbiamo un governo credibile. Cazzate! E&#8217; vero che non abbiamo un governo credibile, ma non è per questo che siamo nel mirino di questi assassini. A loro interessa solo guadagnare, per cui continueranno a far oscillare i nostri titoli finché gli farà comodo. <strong>La speculazione non guadagna quando i titoli stanno su o quando stanno giù, ma quando il loro valore si muove. E più si muove, più c&#8217;è occasione di guadagno.</strong></p>
<p><span id="more-20820"></span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://1.bp.blogspot.com/_LGtPIWdvrPY/TF6OrzelkPI/AAAAAAAAA8U/5kQGRZ3BeD4/s1600/keynes.jpg" alt="" width="560" height="872" /></p>
<p>Tutta la settimana scorsa i titoli di stato italiani sono stati sotto un pesante attacco, che ha avuto come conseguenza l&#8217;aumento del relativo tasso di interesse. Il famoso “spread coi bund”, che non è un piatto tipico altoatesino, ma la differenza di interesse da pagare sui nostri titoli rispetto a quelli tedeschi, è volato alle stelle. Vero. E questo, ci dicono i nostri organi di (dis)informazione, crea grossi problemi alle finanze italiane perché rende più costoso il debito pubblico. Cazzate!<br />
Questo sarebbe vero se oggi ci fosse un&#8217;asta per vendere sul mercato i nostri titoli. Ma <strong>Tremonti ha sospeso tutte le aste di titoli fino alla fine di agosto, per cui le conseguenze di tutto questo casino non incideranno sulle nostre finanze fino a settembre</strong>. L&#8217;unica conseguenza immediata è che qualcuno guadagna e qualcuno perde, ma è tutto un gioco tra squali che si azzannano; per i nostri conti non cambia niente.</p>
<p>Quando invece a settembre ci saranno le nuove aste dei titoli di stato, allora la cosa ci riguarderà direttamente, perché un tasso di interesse alto significa un&#8217;ulteriore impennata del debito che ci porteremo appresso per i prossimi anni. Si può evitare questo? Certo.<br />
Una delle misure previste in sede europea nella famosa riunione di fine luglio, è <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-95-giorni-al-fallimento-nelle-mani-di-tedeschi-e-francesi/informazione/cronache-italiane/redazione/20810/" title="Default Italia, 95 Giorni al Fallimento: Nelle Mani di Tedeschi e Francesi" >l&#8217;acquisto da parte dell&#8217;EFSF</a> (una sorta di FMI, emanazione della banca centrale europea) dei titoli di stato dei paesi europei in difficoltà. Una buona idea. <strong>Se alle prossime aste di settembre il mercato arrivasse a chiedere, cosa assai probabile, il 6-7% di interesse per acquistare i titoli italiani, per noi sarebbero guai; ma se l&#8217;EFSF dicesse “li compro io al 3%”, oltre a far respirare il nostro debito, taglierebbe le gambe agli speculatori.</strong><br />
Io non so se questa cosa avverrà a settembre, intanto <strong>sta succedendo oggi</strong>, anche se con un significato completamente diverso. Oggi non si va ad agire sul tasso di rendimento, cosa che si può fare solo in sede di nuova emissione, ma sul valore corrente. Infatti la borsa di Milano stamattina ha aperto in netto rialzo grazie a questa notizia, e <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/finanza/oggi-in-borsa-dettaglio.html?newsId=N335669&amp;type=TOP_NEWS" >in questo momento (ore 10.15) guadagna il 3%</a></noindex> (alle ore 15.20 orario di pubblicazione di questo articolo, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://borsa.corriere.it/indici/FTSE%20MIB/xpisapi.dll?page=DettaglioIndiciDati&amp;QUOTE=!SPMib&amp;ID=1_1_1" >perde l&#8217;1,2%</a></noindex>, un&#8217;oscillazione di oltre 4 punti in negativo N.d.R.). Lo spread coi bund è sceso di circa un punto percentuale rispetto a due giorni fa, e tutti sono contenti (lo spread è risalito oltre 300. N.d.R.).<br />
Ma “tutti” chi?</p>
<p>La BCE, e di conseguenza i governi di Francia e Germania,<a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-95-giorni-al-fallimento-leconomia-italiana-e-troppo-grande-per-essere-salvata-dalla-bce/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/redazione/20803/" title="Default Italia, 95 Giorni al Fallimento: L’Economia Italiana è Troppo Grande per Essere Salvata dalla BCE" > fanno la loro bella figura dimostrando di avere a cuore le nostre sorti</a>. Il nostro governo tira il fiato e può dire che l&#8217;Europa è con noi e la loro politica viene appoggiata all&#8217;estero e bla bla bla&#8230; Gli italiani si tranquillizzano perché tanto c&#8217;è chi ci pensa e loro <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-95-giorni-al-fallimento-le-agenzie-di-rating-governano-il-mondo/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/20792/" title="Default Italia, 95 Giorni al Fallimento: Le Agenzie di Rating Governano il Mondo" >possono rimanere sotto l&#8217;ombrellone</a> che comunque non succederà niente di grave.<br />
Peccato che nessuno dica un paio di cose scomode.<br />
La prima è che <strong>gli speculatori, gli unici a poterlo fare a ragion veduta, ridono</strong>. Ridono perché con questa operazione la BCE ha prodotto altro movimento sui mercati e, come ho spiegato sopra, quando c&#8217;è movimento, non importa in quale direzione, si aprono nuove occasioni di guadagno per chi muove denaro.<br />
L&#8217;altro aspetto taciuto è che <strong>questa operazione, fatta oggi, non ha effetti reali sulle finanze pubbliche</strong>. L&#8217;abbassamento del differenziale con i titoli tedeschi, e quindi dei tassi che dovremo pagare prossimamente, è solo una prospettiva. Se alle aste di settembre la situazione sarà ancora quella di oggi, allora ne avremo un reale risparmio sugli interessi, ma con la situazione che cambia di ora in ora questa è pura utopia.<br />
<strong>Se alle aste di settembre la BCE vorrà realmente difendere i titoli italiani dovrà comunque comprarli a tassi più bassi di quelli richiesti dal mercato, e in ogni caso l&#8217;operazione di oggi non sarà servita. Anzi, oggi si sono consumate risorse che potevano essere utili il mese prossimo.</strong> Perché non basta avere un&#8217;arma a disposizione, bisogna anche saperla usare e, soprattutto, usarla nel momento giusto.</p>
<p>Oggi la BCE ha fatto come quel poliziotto che va a catturare il ladro, ma comincia a sparare quando ancora sta ad un chilometro di distanza: il ladro lo sente e scappa, oppure si organizza, ma quando il poliziotto arriva ha comunque consumato la sua scorta di proiettili.<br />
La domanda sorge spontanea: ma la BCE ci è o ci fa?<br />
Io non credo alla stupidità, non a questi livelli, per cui l&#8217;unica conclusione che ne posso trarre è che <strong>la dittatura finanziaria che oggi sta distruggendo il mondo governa anche la BCE</strong>. Cosa di cui del resto sono convinto da tempo.</p>
<p>Aveva ragione Ezra Pound quando diceva: “<em>I politicanti sono i camerieri dei banchieri</em>”. A noi non rimane che fare gli sguatteri e lavare i piatti che altri hanno sporcato.</p>
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		<title>Leggere per Credere: Il Prelievo Fiscale sul Carburante, l&#8217;Indispensabile FAQ</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 07:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Il 23 marzo di quest’anno il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, ha annunciato che il Governo sta per approvare l’istituzione di un’ulteriore accisa sui principali carburanti per autotrazione, pari a 1 o 2 centesimi di € per litro. Questa nuova accisa, secondo le parole del sottosegretario, Serve a finanziare il Fondo Unico per lo Spettacolo, che in precedenza avrebbe dovuto trarre le sue risorse attraverso un’accisa da 1 € da aggiungere sul prezzo dei biglietti dei cinema.</p>
<p class="MsoNormal">I carburanti hanno un’incidenza importante tra le voci di spesa delle famiglie italiane; ogni volta che ci rechiamo dal benzinaio per acquistarli, una grossa parte di quanto paghiamo finisce direttamente nelle casse dello Stato. Ecco il dettaglio di quei prezzi.</p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-20155"></span></p>
<p class="MsoNormal"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/caro-benzina.jpg" alt="" width="310" height="285" /></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">1- Com’è composto il prezzo del carburante?</p>
<p class="MsoNormal">Due sono le voci di costo: il costo industriale (a sua volta scomponibile in più voci) e l’imposizione fiscale.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">2- Com’è costituita l’imposizione fiscale sul carburante?</p>
<p class="MsoNormal">Vi sono due differenti tipi di prelievo: le accise e l’imposta sul valore aggiunto (IVA).</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">3- Cosa sono le accise?</p>
<p class="MsoNormal">Sono tributi indiretti, che colpiscono produzioni e/o consumi di singoli prodotti o categorie di prodotto, e che vengono istituite per vari motivi. In particolare, molte delle accise carburanti sono state istituite per finanziare l’intervento dello stato a fronte di varie emergenze susseguitesi negli anni.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">4- Le accise sono variabili?</p>
<p class="MsoNormal">No: al contrario dell’IVA, sono fisse e non variano al variare del costo industriale. Sono però diverse per categoria e importo a seconda del carburante acquistato.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">5- Cessata l’emergenza che ha portato all’istituzione di un’accisa, la stessa viene abolita?</p>
<p class="MsoNormal">Dovrebbe. In realtà lo Stato Italiano non ha mai aggiornato l’elenco delle accise tuttora efficaci: ne consegue che molte di quelle attive hanno cessato di contribuire alla causa per cui sono state istituite (fonte: Wikipedia). <span> </span>Di seguito qualche esempio riferito a vecchie accise sulla benzina:</p>
<p class="MsoNormal">1,90 lire per il finanziamento della <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_Etiopia" title="Guerra di Etiopia" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">guerra di Etiopia</span></a></noindex> del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/1935" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">1935</span></a></noindex>;</p>
<p class="MsoNormal">14 lire per il finanziamento della <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_di_Suez" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">crisi di Suez</span></a></noindex> del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/1956" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">1956</span></a></noindex>;</p>
<p class="MsoNormal">10 lire per il finanziamento del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_del_Vajont" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">disastro del Vajont</span></a></noindex> del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/1963" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">1963</span></a></noindex>;</p>
<p class="MsoNormal">10 lire per il finanziamento dell&#8217;<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Alluvione_di_Firenze" title="Alluvione di Firenze" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">alluvione di Firenze</span></a></noindex> del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/1966" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">1966</span></a></noindex>;</p>
<p class="MsoNormal">10 lire per il finanziamento del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_del_Belice" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">terremoto del Belice</span></a></noindex> del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/1968" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">1968</span></a></noindex>;</p>
<p class="MsoNormal">99 lire per il finanziamento del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_del_Friuli" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">terremoto del Friuli</span></a></noindex> del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/1976" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">1976</span></a></noindex>;</p>
<p class="MsoNormal">75 lire per il finanziamento del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_dell%27Irpinia" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">terremoto dell&#8217;Irpinia</span></a></noindex> del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/1980" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">1980</span></a></noindex>;</p>
<p class="MsoNormal">205 lire per il finanziamento della <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Libano" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">guerra del Libano</span></a></noindex> del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/1983" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">1983</span></a></noindex>;</p>
<p class="MsoNormal">22 lire per il finanziamento della missione <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/UNMIBH" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">UNMIBH</span></a></noindex> in <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Bosnia_Erzegovina" title="Bosnia Erzegovina" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">Bosnia Erzegovina</span></a></noindex> del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/1996" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">1996</span></a></noindex>;</p>
<p class="MsoNormal">0,020 Euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/2004" ><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">2004</span></a></noindex>.</p>
<p class="MsoNormal">Totale: 0,251 €/litro versati senza che alla causale di prelievo corrisponda una voce di spesa effettiva per lo Stato.</p>
<p class="MsoNormal"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/benzina.jpg" alt="" width="492" height="323" /></p>
<p class="MsoNormal">6- A quanto ammontano le accise sulla benzina e sul gasolio?</p>
<p class="MsoNormal">Per la benzina, 0,564 € per litro. Per il gasolio, 0,423 € per litro.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">7- Vi sono accise anche sui carburanti alternativi come GPL e metano?</p>
<p class="MsoNormal">Per il GPL, 0,12527 € per litro. Il metano per autotrazione è invece esente da accise.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">8- LA base imponibile dell’IVA è il solo costo industriale?</p>
<p class="MsoNormal">No, l’IVA viene applicata anche sulle accise in quanto considerate componenti del valore di un prodotto.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">9- Quindi si paga l’imposta sulle accise?</p>
<p class="MsoNormal">Sì. Siamo in presenza di un chiaro caso di “imposta sull’imposta”.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">10- Qual è l’incidenza totale dell’imposizione fiscale su un litro di carburante?</p>
<p class="MsoNormal">Tenendo a riferimento i prezzi odierni, ecco la situazione aggiornata (fonte: Quotidiano Energia, 29/03/2011).</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Benzina: 0,824 €/litro di tributi, pari al 52,8% del prezzo finale</strong> (prezzo finale 1,560 €/litro, costo ind. 0,736 €/l, accise 0,564 €/l, IVA 20% 0,260 €/l)</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Gasolio: 0,667 €/litro di tributi, pari al 45,5% del prezzo finale </strong>(prezzo finale 1,466 €/litro, costo ind. 0,799 €/l, accise 0,423 €/l, IVA 20% 0,244 €/l).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Terremoto in Giappone e le Centrali Nucleari in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 11:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In queste ore, giornali on line e social network hanno scoperto che i terremoti possono distruggere una centrale nucleare. Ma no! Possibile? Eppure ero convinto che una centrale nucleare fosse indistruttibile ed eterna. Non è così? Apperò, ma guarda lì che sorpresa. Sempre sui social network, facebook giusto per fare i nomi (ormai facebook è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In queste ore, giornali on line e social network hanno scoperto che i terremoti possono distruggere una centrale nucleare. Ma no! Possibile? Eppure ero convinto che una centrale nucleare fosse indistruttibile ed eterna. Non è così? Apperò, ma guarda lì che sorpresa.</p>
<p>Sempre sui social network, facebook giusto per fare i nomi (ormai facebook è diventato una sorta di sondaggio permanente su quello che turba, preoccupa, entusiasma, arrapa, incazza l&#8217;opinione pubblica. Se sei uno di quelli che ancora si ciba dei sondaggi di Mannheimer &amp; Co. facci un pensierino) qualche settimana fa è stata molto popolare la scena di Berlusconi che baciava la mano a Gheddafi. I commenti erano i più disparati: che umiliazione, che vergogna, che schifo, ecc. ecc.<br />
Ora sembra che Gheddafi non sia tanto vicino alla fine, anzi, uno dei suoi figli ha detto che dopo il ritorno della pace in Libia, l&#8217;Italia <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/12/news/saif_gheddafi_schiacceremo_i_ribelli_e_l_italia_pagher_il_suo_tradimento-13499834/" >pagherà il fio della sua fellonia</a></noindex> ( i figli di Gheddafi hanno un debole per l&#8217;italiano medioevale) con la negazione <em>ad perpetuum</em> delle forniture di petrolio e gas.<br />
Ovviamente, se Berlusconi ribaciasse la mano a Gheddafi per ottenere il suo perdono, su facebook ci sarebbe la rivoluzione (a chiacchiere, sempre a chiacchiere).</p>
<p><span id="more-19991"></span></p>
<p><img class="size-full wp-image-19992 aligncenter" title="tokyo-distrutta-terremoto-giappone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/03/tokyo-distrutta-terremoto-giappone.jpg" alt="" width="590" height="349" /></p>
<p>Tiriamo le somme: il nucleare no, perché le centrali si possono rompere (apperò, chi l&#8217;avrebbe mai detto); il baciamano al redivivo Gheddafi manco per idea  che è uno schifo, un&#8217;umiliazione, una vergogna, ecc. Visto che tutti, nonostante i buoni propositi, continuiamo a bruciare energia senza controllo, non fosse altro per star collegati a facebook, rimane solo il problema di capire dove procurarsela. Una sciocchezzuola.</p>
<p>Ora, gli effetti di un reattore nucleare fuori controllo oggettivamente mi terrorizzano. Se sapessi che tra 10 anni mi aprirà una centrale sotto casa la considererei una vera e propria disgrazia. Gheddafi, con tutto il suo armamentario, mi fa schifo senza mezzi termini, anche se non ci sono state le fosse comuni (<a href="http://www.mentecritica.net/fosse-comuni-in-libia-un-falso-costruito-ad-arte-google-maps-lo-dimostra/mente-critica/no-one/latest/kurt/19782/" title="Fosse Comuni in Libia: Un Falso Costruito ad Arte, Google Maps lo Dimostra!"  target="_blank">la bufala è spiegata qui</a>), quel regime è orribile. Eppure, una soluzione per l&#8217;energia va trovata e subito. Dal petrolio e dal gas, per ora, non si sfugge e se Belusconi fosse disposto a farlo, dovremmo chiedergli di baciare Gheddafi con la lingua, se servisse. Le rinnovabili (come potete leggere<a href="http://www.mentecritica.net/pronto-41-gigawatt/informazione/il-pianeta-che-ride/fully/4388/" > in questa inchiesta di MC</a> curata da <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://fully31353.wordpress.com/" >un ottimo collaboratore</a></noindex> ormai passato a miglior vita (non ti arrabbiare, porta bene) ), possono aiutare, ma la vera soluzione è nel risparmio, nella razionalizzazione e soprattutto nel cambio di stile di vita.</p>
<p>In questo senso posso offrire una testimonianza personale, per quello che vale. Ho cambiato lavoro e città da qualche mese. Qui dove mi trovo adesso, la gente usa molto la bicicletta, tende a non utilizzare gli ascensori, produce meno immondizia risparmiando sugli imballaggi e, generalmente, tiene le luci spente quando non serve tenerle accese (ad esempio nelle toilette pubbliche).<br />
Per evitare centrali nucleari e baci francesi a Gheddafi dovremmo inevitabilmente cambiare tutti stile di vita, ma questo, si sa, è più difficile di cambiare l&#8217;immaginetta del profilo su facebook o di condividere l&#8217;ennesimo articolo sul contro il nucleare e Chicco Testa.</p>
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		<title>Esternalizzazioni da non Dimenticare: Intervista ad una Lavoratrice Ex Eutelia</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 08:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diabolicomarco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[dM: Leggo sul comunicato del 15 febbraio scorso pubblicato su http://www.eulav.net/ che la situazione di AGILE è gravissima. Da quanto tempo lavori senza essere pagata? F: Da tre mesi&#8230; Ci hanno pagato l&#8217;ultimo stipendio (novembre) a tranche del 50% a gennaio. Ieri è stato messo in pagamento il 30% della tredicesima, circa 300 euro. Immagini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>dM: Leggo sul comunicato del 15 febbraio scorso pubblicato su http://www.eulav.net/ che la situazione di AGILE è gravissima. Da quanto tempo lavori senza essere pagata?</em></p>
<p>F: Da tre mesi&#8230; Ci hanno pagato l&#8217;ultimo stipendio (novembre) a tranche del 50% a gennaio.</p>
<p>Ieri è stato messo in pagamento il 30% della tredicesima, circa 300 euro. Immagini che l&#8217;erogazione dello stipendio diluito e parcellizzato in questo modo non permettono di pianificare neanche la spesa di un mese. In più si va a lavorare con sempre meno entusiasmo, venendo meno il piacere nel fare il proprio lavoro. La comunicazione a livello aziendale è minima, direi inesistente. In alcuni gruppi viene addirittura impedito di andare in ferie, per produrre e non pesare sui bilanci aziendali. Purtroppo in queste situazioni la mente umana gioca brutti scherzi e qualcuno si sente &#8220;padrone&#8221; delle vite degli altri.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-19775"></span><img class="aligncenter" title="ex-eutelia" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/04/protestaeutelia2.jpg" alt="" width="531" height="360" /></p>
<p><em>dM: Già la vita&#8230; Parliamo della romantica mazzata tra i denti che hai preso: hai conosciuto l&#8217;amore, tuo marito, sul lavoro. Il risultato è che adesso siete in due nella stessa situazione di merda. Come fate ad andare avanti?</em></p>
<p>È decisamente difficile. Finora abbiamo attinto ai nostri risparmi. Siamo stati lo scorso anno, da ottobre ad aprile senza stipendio per colpa della cessione del ramo it da eutelia ad agile. Quando gli stipendi, a seguito del commissariamento, sono ripartiti abbiamo sanato i debiti e cercato di rimetterci in carreggiata. Ma la corresponsione non è stata mai puntuale. Ad agosto quando tutta Italia andava in vacanza noi denunciavamo questo stato di cose. Comunque possiamo ritenerci fortunati. Sicuramente avere dei genitori alle spalle aiuta. Ma quando sei adulto, hai una famiglia e sei abituato a gestirti da solo non è bello dover chiedere.</p>
<p>Molti mi dicono di cambiare lavoro, di separarsi per ridurre i rischi ma c&#8217;è solo un piccolo problema: in Italia il lavoro non c&#8217;è. Non c&#8217;è per i neolaureati, figurati per professionisti con molti anni alle spalle. Noi due poi non siamo giovanissimi ma a livello contributivo sì&#8230; Quindi dobbiamo lavorare ma non siamo più appetibili. Complicato anche in presenza di tanto amore.</p>
<p><em>dM: Per un breve periodo di Ex-Eutelia si è parlato e qualche politico o giornalista si era interessato alla questione. E adesso c&#8217;è qualcuno che vi sostiene?</em></p>
<p>Il sindacato, la FIOM, sicuramente non ci ha mai abbandonato. A livello politico molti si sono affacciati. Qualcuno di più, qualcuno meno. Il 24 febbraio ci sarà una conferenza nazionale dei lavoratori di Agile ex Eutelia presso la sede della CGIL Nazionale in corso Italia a Roma. Dovrebbero partecipare esponenti dei partiti di opposizione. Purtroppo il Governo è completamente assente nonostante le promesse, ci ha affossato in tutti i modi: dal comune di Roma alla Regione, passando per Sviluppo Economico e Palazzo Chigi.</p>
<p><em>dM: Il 20 aprile 2010 <a href="http://www.mentecritica.net/buone-notizie-agile-ex-eutelia-e-commissariamento/informazione/redazione/17579/#more-17579" >su queste pagine</a> si salutava con gioia l&#8217;annuncio del commissariamento di Agile. E&#8217; cambiato qualcosa? Sembrava che la soluzione fosse vicina&#8230;</em></p>
<p>Abbiamo tolto l&#8217;azienda a dei <em>prenditori </em>come amiamo chiamarli ma la situazione non è stata risolta totalmente. Nonostante il tribunale abbia dimostrato la antisindacabilità della cessione di ramo d&#8217;azienda da parte di Eutelia e ci siano tre processi aperti su tutti i responsabili di questo massacro aziendale nessuno si è ancora preso la briga di riunire le due aziende. Si sta facendo di tutto per portare Agile al fallimento e  mantenere pulita e salva Eutelia, unica responsabile del nostro destino.</p>
<p><em>dM: Potendo tornare indietro cambieresti qualcosa?</em></p>
<p>A parte il posto di lavoro&#8230;? Cambierei il metodo e la risposta sindacale, evitando i tempi morti di reazione anche dei lavoratori. Quando siamo stati comprati da Eutelia sapevamo dentro di noi che voleva speculare ma molti volevano credere in un futuro migliore nonostante i deliri dell&#8217;AD (tra controlli maniacali ai dipendenti e gite punitive ad Arezzo). Quando poi a giugno 2009 siamo stati ceduti ad Agile ci abbiamo messo tre mesi e due stipendi non pagati prima di organizzarci.</p>
<p>Abbiamo perso tante occasioni&#8230; per colpa soprattutto della mancata coesione tra colleghi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="EutOrto, braccia restituite all'agricoltura" src="http://eutorto.eu/wp-content/uploads/scarponi.jpg" alt="" width="512" height="388" /></p>
<p><em>dM: A proposito di coesione tra colleghi, ho potuto assaporare i frutti della vostra vera &#8220;discesa in campo&#8221;. Raccontaci come e perché è nato l&#8217;<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://eutorto.eu/"  target="_blank">EutOrto</a></noindex>.</em></p>
<p>Questa è la parte bella di tanta lotta. Eravamo a palazzo Chigi in presidio permanente (55 giorni dal 15 giugno al 4 agosto) quello che ci ha visti mettere in campo uno sciopero della fame , dapprima di un collega e poi a staffetta tra lavoratori e parlamentari del PD. Nostro unico rammarico averlo abbandonato dopo l&#8217;incontro con Letta credendo ancora una volta alle sue parole di intervento.</p>
<p>Dicevo, eravamo in presidio e una collega legge degli orti urbani della Garbatella <em>(quartiere di Roma n.d.R.)</em> . Gloria la nostra portavoce, si mette in contatto con Gianluca Peciola di SEL, assessore ambiente della provincia di Roma,  che ci viene a trovare. Troviamo un appoggio all&#8217;Istituto agrario Giuseppe Garibaldi.</p>
<p>Viene creato il nome Eutorto: eu dal greco buono, ma anche eut come eutelia, la t fa da ponte al torto che si trasforma in qualcosa di buono: un orto appunto.  Ricordo quando Sergio dal presidio mi ha telefonato al lavoro per condividere il nome e chiedermi di disegnare il logo.</p>
<p>Aderiamo in 23. Tutti cassaintegrati tranne due. Io sono di questi. Perché ho aderito? Dopo un anno di lotta puoi sentirti unito solo ai tuoi compagni, e questo è un modo per rimanere uniti e continuare a far parlare della nostra vertenza. Per lottare insieme.</p>
<p>Il progetto non è stato visto di buon occhio da molti. Io trovo che sia terapeutico e socialmente sostenibile. Un modo per mantenere la socialità del lavoro ma anche per cambiare modo di vivere in una società abituata a consumare senza fermarsi a pensare. Hai provato a diradare delle carote? È una attività che ti costringe a rimanere fermo per ore concentrato sulla stessa aiuola. Intanto pensi, e magari ti viene in mente che potresti organizzare un presidio in piazza Barberini per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Ho aderito al progetto con la testa e il cuore. Oltre ad essere delle braccia in campo sono anche il cosiddetto &#8220;marketing operativo&#8221; mi occupo del sito e della grafica, dai volantini alle etichette per i prodotti trasformati passando per lo striscione che ci accompagna in tutti nostri mercati.</p>
<p>In ogni piazza portiamo insieme agli ortaggi la nostra storia di matematici, informatici, esperti marketing e controllo di gestione, lavoratori Agile ex Eutelia.</p>
<p>Il nostro motto: <strong>zolla dopo zolla cambieremo il mondo</strong>.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://eutorto.eu/"  target="_blank"><img class="aligncenter" title="EutOrto, zolla dopo zolla cambieremo il mondo" src="http://eutorto.eu/wp-content/uploads/StriscioneEutorto-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a></noindex></p>
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		<title>L&#8217;Abolizione delle Stupidaggini e la Diminuzione delle Emissioni di Anidride Carbonica</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 20:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In un&#8217;era nella quale l&#8217;opinione, per quanto superflua (e questo sito ne è una segnata dimostrazione) si diffonde comunque per via dei mezzi di comunicazione di massa, è interessante fare qualche considerazione sui possibili risparmi in emissioni derivanti dall&#8217;abolizione delle stupidaggini.<br />
Quando una stupidaggine si propaga sui media, produce emissioni dovute all&#8217;energia dissipata per diffonderla ed a quella utilizzata per leggerla. Elettricità per tenere accesi computer, televisori, trasmettitori, router, illuminazione studi televisivi, eccetera. Carburanti per alimentare rotative, camion per la distribuzione, eccetera. Questo senza contare l&#8217;energia dispersa per recuperare il tempo sprecato per scrivere la stupidaggine (in genere basta una sola persona) e quello perso da chi la legge (milioni e milioni). Tempi che devono essere recuperati, con conseguente dissipazione di altra energia. I numeri possono apparire non significativi, ma prendete in considerazione il numero di stupidaggini prodotte ogni secondo (tristemente alto) e moltiplicatelo per il numero di utenti del circuito d&#8217;informazione. Le quantità di energia coinvolte diventano apprezzabili.</p>
<p><span id="more-19603"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-19609 aligncenter" title="co2" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/02/co2.jpg" alt="" width="570" height="330" /></p>
<p>Per produrre energia è necessario emettere CO<sub>2</sub> con conseguente degrado dell&#8217;ambiente. Proibire, o almeno tentare di ridurre, la scempiaggine nel mondo favorirebbe un aumento della qualità della vita senza perdite sensibili nei servizi e nel processo industriale.<br />
Passo a qualche esempio.<br />
<strong>Proibizione per legge delle dimissioni</strong>: Ogni volta che l&#8217;uomo politico X, membro della maggioranza, compie un&#8217;azione ritenuta esecrabile dall&#8217;opposizione, l&#8217;opposizione richiede le dimissioni. Giornali, televisioni e rete incominciano il consueto concertino. Migliaia, se non milioni, di persone discutono dell&#8217;opportunità o meno che X si dimetta. Mentre le caldaie bruciano per produrre l&#8217;energia per diffondere questa fesseria, X se ne frega e non si dimette. Risultato? Una montagna di CO<sub>2</sub> dispersa nell&#8217;ambiente alla faccia del protocollo di Kyoto. Proibire le dimissioni per legge eliminerebbe alla radice il problema.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Abolizione della Vergogna</strong>: &#8221; Si dovrebbe vergognare!&#8221; &#8220;Che vergogna!&#8221; &#8220;Vergognati!&#8221;. In genere il destinatario di questi appelli rimane impassibile di fronte  tali moralistici preconi e non si vergogna. E poi? Se pure si vergognasse,  cosa ne guadagnerebbe la società? Niente.<br />
Nel frattempo per trasferire la richiesta di vergognarsi, spesso condivisa da migliaia di sollecitanti ad un singolo piuttosto indifferente, si è dovuto prosciugare un pozzo di petrolio che si è trasformato in una mefitica nuvola di CO<sub>2</sub>.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Tassa sull&#8217;indignazione</strong>. In una prima versione di questo scritto, indignazione e vergogna condividevano la stessa trattazione e andavano parimenti proibiti. Purtroppo, il nostro ufficio legale ha espresso l&#8217;opinione che il diritto all&#8217;indignazione sia costituzionalmente garantito. Da questo sorge la proposta di tassarla. Mi spiego: Quando un uomo politico, ad esempio Belrusconi, si intrattiene con donzelle di facili costumi, milioni di italiani sentono la necessità di dire ad altri milioni che sono indignati. La cosa produce una sorta di effetto valanga perché alcuni, non essendosi indignati da subito, si sentono diminuiti nei confronti degli indignati e s&#8217;indignano anch&#8217;essi, benché non del tutto convinti. Altri, invece, si sentono obbligati a spiegare perché non s&#8217;indignano. Ma, a rifletterci bene, chi se ne frega se il signor X si è indignato e il signor Y no? Se X si è indignato e la cosa ha contribuito a farlo sentire superiore a quelli che non si sono indignati, ne ha ricavato un aggio personale che è giusto venga tassato. L&#8217;indignazione non ha altro effetto che la gratificazione di chi s&#8217;indigna. Se fosse diversamente, Berlusconi si sarebbe fatto frate trappista dieci anni fa.</p>
<p>Anticipando le osservazioni di qualche arguto lettore, anche il CO<sub>2</sub> prodotto per scrivere, diffondere e leggere questo articolo poteva essere risparmiato in quanto, con tutta la buona volontà, non può che essere definito una sciocchezza.<br />
Va comunque notato che non è da tutti difendere una teoria e dimostrane l&#8217;inapplicabilità nella stessa trattazione.<br />
Arrivati ad una certa età, si vive anche di queste piccole soddisfazioni.<br />
Buonanotte e grazie per l&#8217;attenzione.</p>
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		<title>JP Morgan: La Catastrofe Prossima Ventura</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 08:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr Bean</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La banca d’affari JP Morgan ci svela le sue previsioni per l’anno 2011. Finanziariamente parlando, s’intende. Cosa dobbiamo aspettarci da questo 2011? Che gli Stati continueranno a stampare denaro a raffica per riacquistare i propri titoli e le obbligazioni. Nell’illusoria consapevolezza che la nostra beata ignoranza (nella quale continuiamo mefistofelicamente a crogiolarci) ci condurrà al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La banca d’affari JP Morgan ci svela le sue previsioni per l’anno 2011. Finanziariamente parlando, s’intende.</p>
<p>Cosa dobbiamo aspettarci da questo 2011? Che gli Stati continueranno a stampare denaro a raffica per riacquistare i propri titoli e le obbligazioni. Nell’illusoria  consapevolezza che la nostra beata ignoranza (nella quale continuiamo mefistofelicamente a crogiolarci)  ci condurrà al collasso del sistema e ad un passo dal baratro. E dopo  la bancarotta?</p>
<p><span id="more-19150"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/euro.jpg" alt="" width="495" height="263" /></p>
<p>JPMorgan,  la più importante banca privata del globo, un background con i controcazzi (vedi nota a margine del presente articolo) c’esplica le sue previsioni per l’anno corrente con un dossier accluso alla sua pubblicazione “<em>Eye on the Market, prospettive per il 2011<span style="font-style: normal;">”<span style="font-style: normal;">.  Lo studio (circolarizzato solo a pochi eletti) contiene l’outlook economico per l’anno 2011.</span></span></em></p>
<p>Per schematizzarci per benino il JPMorgan pensiero, gli analisti della banca privata utilizzano un’illustrazione raffigurante una macchina da stampa con un turbinio di banconote stampate da varie banche centrali a partire dal gennaio 2008 che svolazzano in ogni dove. Una montagna di denaro prodotto per acquistare i propri titoli di stato o obbligazioni di altri paesi, al fine di contenere le rettifiche sui cambi. Le casse vengono bollate con gli importi coniati, espressi come percentuali del PIL. Mentre il Giappone ramazza avidamente i quattrini caduti a terra, in un angolo dell’illustrazione &#8211; in alto a destra &#8211;  si vede il rappresentante dell’Unione economica e monetaria che assiste sgomento alla scena dall’esterno dell’edificio.</p>
<p>La cosa ricorderebbe vagamente la tematica del “signoraggio” ma JPM preferisce non semplificare banalmente. Non è elegante dire che le banche centrali si stampano sempre tutto il denaro che gli serve, dal nulla,  ogni volta che sono nella merda. Ma il paradosso resta: se i governi nazionali spacciano banconote a raffica senza alcuna provvista e senza essersele guadagnate è tutto regolare se invece hai una stamperia clandestina nella tua cantina (più o meno è stessa cosa)  sei un falsario.</p>
<p>Prima di sviscerare tutto il discorso però &#8211; dice JPMorgan &#8211; occorrerebbe capire davvero  che cos’è il “denaro”. Coloro che si recassero al <strong>Bureau of Printing and Engraving</strong> presso il Tesoro statunitense pensando di vedere macchine in ebollizione rimarrebbero delusi. Nell’era del denaro elettronico, la <strong>Federal Reserve</strong> può ampliare la base monetaria (nota anche come “moneta ad alto potenziale”) accrescendo le riserve bancarie per pagare i titoli di Stato acquistati. Lo stesso dicasi per gli acquisti di obbligazioni governative nel Regno Unito. Le altre nazioni, invece, creano moneta percorrendo un’altra strada: quella dell’ampliamento della base monetaria per finanziare l’acquisto di attività estere piuttosto che nazionali, allo scopo di limitare l’apprezzamento del cambio. Molti di questi paesi contengono la liquidità interna per cercare di prevenire l’inflazione, ma non possono fare a meno di generare una duplice anomalia. La prima è di ordine nazionale; mantenendo la propria valuta sottovalutata e tassi d’interesse molto bassi, si rischia di creare inflazione a livello di salari, beni e attività finanziarie. La seconda è di portata internazionale: questi interventi alimentano l’ammontare globale di riserve bancarie investito in titoli di Stato statunitensi. Quello che prima era un mercato privato ben funzionante, con prezzi capaci di segnalare rischi inflazionistici e di crescita, è divenuto un settore sempre più vittima di controlli sui prezzi e choc sistemici. Entro la fine del secondo programma di allentamento quantitativo, oltre la metà di tutti i titoli di Stato in circolazione sarà nelle mani della Federal Reserve e di altre banche centrali.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/euro1.jpg" alt="" width="446" height="600" /></p>
<p>Viste le premesse economiche del passato anno 2010 e questo inizio di 2011 c’è da credere che le macchine da stampa delle autorità monetarie di tutto il mondo continueranno a  lavorare a tamburo battente. Notte e giorno, stampando a gogo. In teoria potrebbero continuare a battere moneta indefinitamente, senza limiti di tempo per finanziare i disavanzi fiscali, per mantenere i tassi, per contrastare tutte una serie di problematiche, come la crisi dei debiti sovrani europei, la flessione dei mercati immobiliari, l’elevata disoccupazione, la diminuzione dei redditi procapite, il calo dei consumi eccetera eccetera Questo almeno sin quando il sistema (o i sistemi) faranno CRAK. E poi sarà la bancarotta globale? Questo JPMorgan non lo dice e non ha nessuna intenzione di dirlo (lo pensa solo).</p>
<p>Gli analisti americani  sperano solo di avere culo (per questo si chiamano ‘ana-listi’). Tanto culo. Come il fondatore della Merchant Bank americana, tal  <strong>John Pierpoint  Morgan</strong> quel fatidico 15 aprile 1912, che per un pelo non salì sul <strong>Titanic</strong>, scampando  di culo &#8211; appunto &#8211; all’affondamento del suo  transatlantico (era proprio tutto  suo e costruito tutto con i soldi della sua banchetta).</p>
<p>Se affonda tutto il sistema stavolta non c’è santo che tenga. Va a picco anche JP Morgan.</p>
<p>Noi  per pararci il culo nel 2011 investiremo in materie prime: rame, petrolio, oro, platino e palladio (bella scoperta).</p>
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<div style="width:590px;text-align:left;"><a href="http://www.mentecritica.net/jp-morgan-la-catastrofe-prossima-ventura/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/mr-bean/19150"  target="_blank">Link a questo articolo</a> &#8211; <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://issuu.com/mentecritica" >Altre pubblicazioni MC</a></noindex></div>
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<p><strong>N.d.A</strong>.: JP Morgan curricula. JPMorgan è la nota Merchant Bank americana che ha aiutato la <strong>Enron</strong> a frodare milioni di $  agli sfigati investitori e che ha gabbato milioni di risparmiatori con titoli tossici, swap e  le obbligazioni <strong>ARS. Su JPM </strong>s’è abbattuta anche un’accusa di frode di 6,4 miliardi di dollari contestata  da <strong>Irving Picard</strong> il liquidatore delle società del noto finanziere creativo <strong>Bernard Madoff</strong>.<strong> </strong>Attualmente  JPMorgan è indagata per lo scandalo dei prodotti “<em>derivati</em>” che hanno ammorbato e messo in ginocchio le finanze di molti comuni italiani (come il <strong>Comune di Milano</strong>). E’ in corso a Milano contro <strong>JPM</strong> un processo per truffa aggravata. JPM è stata citata in giudizio anche da <strong>Lehman</strong> <strong>Brothers</strong> per averne determinato il fallimento. Gli investigatori della <strong>SEC</strong> (la <strong>Consob </strong>americana) e il procuratore di New York <strong>Andrew Cuomo, </strong>hanno iniziato indagini per reati penali relativi a frodi ai danni della clientela da parte di <strong>Jp Morgan Chase &amp; Co</strong> e <strong>Morgan Stanley</strong>. Le due banche hanno frodato i loro clienti vendendo derivati spazzatura, i famigerati CDO, collegati ai <strong>Mutui Subprime</strong> nei quali erano le stesse banche le prime a non credere. La <strong>Procura di Pescara</strong> e la <strong>Guardia di Finanza</strong> hanno invece scoperto una colossale truffa aggravata ai danni dello Stato italiano (“<em>Operazione easy credit</em>&#8220;). <strong>Lehman Brothers</strong>, <strong>Goldman Sachs</strong> e <strong>Jp Morgan</strong>, tre fra le principali banche d&#8217;affari mondiali, hanno chiesto  indebiti rimborsi del credito d&#8217;imposta sui dividendi di società italiane<strong> </strong>(frodando <strong> </strong>ben 4 miliardi 300 milioni di euro quasi una manovra finanziaria). Sta furbata di JPMorgan e <strong>Goldman Sachs International</strong> di Londra è andata avanti anche negli anni in cui vicepresidente e <em>managing director</em> <strong> </strong>della società era<strong> Mario Draghi</strong>. L’attuale  governatore della <strong>Banca d&#8217;Italia</strong>. Volendo, potremo continuare per un’altra mezz’oretta a scrivere delle porcate targate JP Morgan. Ma vi risparmiamo il supplizio.</p>
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		<title>Liberalizzazione WiFi. Vera o Falsa?</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 10:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zag c</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo alle solite, e dietro il battage pubblicitario delle solite uscite a cui ci ha abituato il governo, dietro la liberalizzazione del Wi FI forse si nascondono delle sorprese più sorprendenti delle limitazioni della legge Pisanu.<br />
Infatti,  la promessa di liberalizzazione  fatta dal ministro Maroni è una di quelle questioni apparentemente semplici, ma che in realtà nascondono delle insidie e che, in mancanza di dettagli più precisi, sempre più il sospetto di insidie diventa quasi certezza. E veniamo ai particolari.</p>
<p>Già parlare di &#8220;abolizione del decreto Pisanu&#8221; è una gaffe o una mancanza di conoscenza. Secondo le parole esatte di Maroni, il ministro è convinto che &#8220;si possa procedere all&#8217;abolizione, diciamo, delle restrizioni del decreto Pisanu&#8221; . Ma basterebbe semplicemente evitare di rinnovare il comma 1 dell&#8217;articolo 7, quello che prevede l&#8217;obbligo della richiesta di una licenza in Questura per chi voglia offrire accesso wireless.<br />
Infatti, tale comma è &#8220;a scadenza&#8221; (ossia richiede il rinnovo annuale per continuare a essere valido) ed è sufficiente aspettare il primo gennaio 2011 senza che nulla si faccia, perché lo si possa ignorare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-18552 aligncenter" title="wifi-logo" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/11/wifi-logo.jpg" alt="" width="500" height="290" /></p>
<p>Il resto del decreto, però, non prevede una data di scadenza: per abolire le altre norme contenute occorre presentare un decreto abrogativo. Perché sia vero &#8211; come ha promesso Maroni &#8211; che non servirà più la carta d&#8217;identità per l&#8217;identificazione, occorre preparare un documento apposito.</p>
<p>Ma il ministro non ha detto che questa norma verrà abrogata e con essa la necessità/obbligo della identificazione di chi voglia offrire il servizio wireless ( commercianti, Hotel, bar, centri commerciali ecc ecc<br />
)  , infatti ha anche dichiarato che sorgerà una sorta di &#8220;tavolo tecnico&#8221; il quale studierà le misure più adatte per mantenere &#8220;gli adeguati standard di sicurezza&#8221;.</p>
<p>Possiamo quindi aspettarci un decreto che introdurrà l&#8217;identificazione via SMS, ma difficilmente una vera &#8220;liberalizzazione&#8221; del Wi-Fi, se con questo termine intendiamo la possibilità di connettersi a qualsiasi rete<br />
pubblica e aperta senza dover effettuare alcuna operazione preventiva: le reti pubbliche, infatti, saranno verosimilmente sempre accessibili solo dopo aver ottenuto una password.</p>
<p>Lo stesso discorso si applica alla conservazione dei dati di navigazione: non è chiaro quali saranno in questo senso gli obblighi dei fornitori di accesso.</p>
<p>Se poi l&#8217;eventuale abolizione delle altre norme non sarà &#8211; come sembra &#8211; nel decreto, ma nel disegno di legge, occorrerà aspettare i tempi lunghi dell&#8217;iter parlamentare perché qualcosa cambi davvero.</p>
<p>Al momento, insomma, l&#8217;unica certezza è che non bisogna pensare che con gennaio cambi proprio tutto, occorrerà invece controllare che alle parole seguano i fatti, e verificare a quali conseguenze poi i fatti condurranno. D&#8217;altra parte, già si stanno levando voci che protestano contro la riduzione dei controlli evocando lo spettro di terroristi, pedofili e criminali in genere che avrebbero mano libera &#8211; come per esempio sostiene il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso &#8211; in uno scenario in cui gli utenti del Wi-Fi non si identificano esplicitamente come accade ora.</p>
<p>Ma negli altri paesi d&#8217;Europa come fanno? Ora senza voler essere esaustivo, ma in Norvegia, per mia esperienza personale, navigavo in internet, naturalmente utilizzando il WI Fi libero e a disposizione, in ogni dove anche nei fiordi più inaccessibili, registrandomi con user name e password come per accedere in un normale portale.</p>
<p>Ma sarà che noi siamo strani? O che abbiamo gli occhi e il naso più lungo degli altri?<br />
Probabilmente più il naso che gli occhi.</p>
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