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	<title>MenteCritica &#187; Chiamiamola Economia</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>L’Era del Biocapitalismo &#8211; La Replica -</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosso malpelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ringrazio coloro che hanno avuto l&#8217;amabilità di leggere il mio scritto sul biocapitalismo per le critiche e osservazioni sollevate. Mi sembra che la più importante perplessità giri intorno al dubbio sul rapporto esistente tra crisi dell&#8217;economia reale e crisi della economia finanziaria. Se Marx fosse ancora di moda, ce la caveremmo dicendo che quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ringrazio coloro che hanno avuto l&#8217;amabilità di leggere <a href="http://www.mentecritica.net/lera-del-biocapitalismo/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/rosso-malpelo/23671/" title="L’Era del Biocapitalismo" >il mio scritto sul biocapitalismo</a> per le critiche e osservazioni sollevate.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra che la più importante perplessità giri intorno al dubbio sul rapporto esistente tra crisi dell&#8217;economia reale e crisi della economia finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Se Marx fosse ancora di moda, ce la caveremmo dicendo che quello che vediamo (la finanza sul ponte di comando) altro non è che lo sviluppo del sistema capitalistico nel suo coerente dispiegarsi ( D -M- D al posto del più risalente M-D-M).<br />
Non potendo legare i lacci delle scarpe né a Marx ne a nessun altro, mi limito, sommessamente, a far rilevare che i due fenomeni sono indissolubilmente legati. La finanziarizzazione dell&#8217;economia americana , ad esempio, è l&#8217;altra faccia della dislocazione dei suoi stock produttivi (in larga parte, ovviamente) nei paesi emergenti, i cosiddetti BRIC, per sfruttare i differenziali esistenti in termini di costi (diretti ed indiretti, ambientali e normativi).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-23739"></span>Ci sono vantaggi per tutto ciò. C&#8217;é la possibilità di mettere a regime i capitali residui con gli effetti moltiplicatori determinati dal pieno dispiegarsi delle potenzialità finanziarie. E ciò anche con l&#8217;ampliamento ottenuto, sotto Clinton, derivante dall&#8217;abolizione della legge Glass Steagall (l&#8217;equivalente della nostra legge bancaria &#8220;fascista&#8221; del 1936) che vietava la  cosiddetta banca universale. Insomma entra a pieno e incontrollato regime il noto sistema della &#8220;leva finanziaria&#8221;.<br />
C&#8217;è la possibilità di mettere a finanza gli enormi profitti creatisi nei paesi emergenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://insidetheworld.files.wordpress.com/2010/06/capitalismo2.jpeg?w=246&amp;h=300" ><img class="aligncenter" src="http://insidetheworld.files.wordpress.com/2010/06/capitalismo2.jpeg?w=246&amp;h=300" alt="" width="246" height="299" /></a></noindex></p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è un vantaggio (sempre per lor signori ma indirettamente anche per i lavoratori ). Si calcola infatti che l&#8217;invasione delle merci cinesi ( o a contenuto cinese) abbia aumentato il potere d&#8217;acquisto dei salari nord-americani di circa il 30% per l&#8217;abbattimento dei prezzi rispetto agli omologhi prodotti nazionali.<br />
Ciò consente anche a Marchionne di fare quello che sta facendo con la Chrysler dove i nuovi assunti hanno paghe orarie molto basse.<br />
Merci ovviamente da acquistarsi in posti come Wall Mart o simili.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;affievolimento dell&#8217;economia metallico-territoriale fa evaporare, in uno alle soggettività antagoniste operaie, la stessa capacità regolatrice del ciclo da parte degli Stati.<br />
Non a caso, nella riflessione giuridica attuale, il concetto di sovranità sta declinando in favore di quello di &#8220;spazio&#8221;, più meno regolamentato ( U.E., WTO, quest&#8217;ultimo molto più potente della prima, ecc.)</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono quindi molte criticità da esplorare ( in primis l&#8217;analisi dei margini , ritengo ancora esistenti, di regolazione del ciclo da parte degli Stati, e un&#8217;analisi , per quanto ci concerne, dell&#8217;attuale divisione internazionale del lavoro. E ciò perché, come pure è stato adombrato in qualche intervento, appare evidente che assistiamo ad un declino della struttura produttiva nazionale, che ha una ragione interna alla sua stessa vocazione di economia di trasformazione. Rimangono irrisolti problemi di differenziale territoriale il cui approccio, anche solo analitico, è precluso da guasti culturali ascrivibili alla Lega e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono convinto, e non già perché meridionale, che l&#8217;Italia si può salvare solo se si salva il Sud. Sarà il Sud a salvare il Nord e non solo come mercato delle merci di quest&#8217;ultimo ma perché nell&#8217;economia dell&#8217;immaterialità , del capitalismo cognitivo (Marrazzi, Il Posto dei Calzini) al Sud vi sono risorse culturali, demografiche (anche se queste ultime in forte declino) e, specialmente, gli spazi , quelli fisici .<br />
Ma nulla di ciò è possibile fare senza una repressione violenta , definitiva, oggi impensabile, della criminalità organizzata che è l&#8217;unica forma di sviluppo, di mobilità sociale che è stata concessa al meridione (con la complicità, ovviamente, anche dei meridionali)</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo è discorso, urgente, necessario, ma diverso da quello da cui avevo preso le mosse e per il quale spero di non aver fornito l&#8217;impressione di avere nostalgia di un&#8217;improbabile età dell&#8217;oro (il fordismo, appunto).</p>
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		<title>Quegli Stronzi e Incompententi che Gestiscono il Nostro Gas</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama &#8220;pianificazione&#8221;. E&#8217; quell&#8217;arte di simulare possibili scenari futuri con ridotto margine di approssimazione, combinando tra loro tutta una serie di problematiche tanto più ampia quanto più largo è l&#8217;orizzonte spaziotemporale preso in esame. Serve a consentire a chi sta al vertice di una certa organizzazione di prendere decisioni in grado di orientarne, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama &#8220;pianificazione&#8221;.<br />
E&#8217; quell&#8217;arte di simulare possibili scenari futuri con ridotto margine di approssimazione, combinando tra loro tutta una serie di problematiche tanto più ampia quanto più largo è l&#8217;orizzonte spaziotemporale preso in esame. Serve a consentire a chi sta al vertice di una certa organizzazione di prendere decisioni in grado di orientarne, per il lasso di tempo preso in esame, esigenze ed opportunità in una certa direzione; e di far fronte agli imprevisti che, sulla base di queste previsioni, potrebbero manifestarsi nello stesso periodo.</p>
<p>A chiunque è capitato di pianificare qualcosa. Dalle cose più semplici alle più complesse. E chiunque sa come si tratti di una delle cose più difficili del mondo.<br />
Difatti salvo il verificarsi di situazioni al limite dell&#8217;umana ponderabilità categorizzabili alla voce &#8220;eventi di sfiga&#8221;, nella vita si può finire nei guai per due soli motivi:<br />
- aver pianificato il futuro con approssimazione;<br />
- averlo pianificato optando per una direzione ad alto tasso di rischio.</p>
<p>Tra le tante cose che mancano alla nostra nazioncina, da anni annoveravo la capacità di pianificazione a medio e lungo termine. Inconsapevolmente mi fidavo ancora di quella a breve.</p>
<blockquote><p><strong>Emergenza controllata per il gas. Consumi record, è allarme</strong></p>
<p>Fonte: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-06/emergenza-controllata-consumi-record-205354.shtml?uuid=AaLtq4nE" >Il Sole 24 Ore</a></noindex></p></blockquote>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.alternativasostenibile.it/archivio/2010/11/16/images/gasdotto.jpg" alt="" /></p>
<p>Capito? Siamo nel bel mezzo di una crisi energetica.</p>
<p>Potrebbe essere accettabile in caso di terremoto, alluvione, tsunami, guerra termonucleare globale. Lo trovo meno accettabile se dovuta a un banale allerta meteo per neve e temperature molto rigide. Perché d&#8217;inverno solitamente fa freddo, le caldaie sono accese e il loro consumo è pari alla media più o meno il delta del gradiente termico da riscaldare sulla base delle temperature previste. A scongiurare qualsiasi emergenza sarebbero sufficienti un servizio meteorologico decente (e quello non manca, basti guardare lo spazio riservato al meteo sui tiggì nostrani), delle riserve adeguate e dei contratti di ferro coi paesi fornitori.<br />
Ripensandoci, d&#8217;estate solitamente fa caldo, i condizionatori sono accesi in pieno giorno eppure i consumi d&#8217;energia elettrica dal 1° luglio al 15 agosto, tra le 12 e le 16, vanno in crisi con costanza certosina.<br />
Mi viene il sospetto che non sia stata fatta una corretta pianificazione dei nostri consumi energetici.</p>
<blockquote><p>L&#8217;Italia, <strong>succube</strong> del gas più di ogni altro paese europeo, <strong>incrocia le dita</strong>. <strong>Si fida</strong> delle promesse russe di un progressivo rientro dell&#8217;emergenza che ci taglia le forniture (in effetti ieri l&#8217;ammanco dalla direttrice nord si è ridotto a poco più del 15% rispetto al 30% della scorsa settimana).</p></blockquote>
<p>Dunque, siamo nella merda col gas. Quale soluzione al problema, <strong>incrociamo le dita</strong> e soprattutto <strong>ci fidiamo</strong> delle promesse russe per venirne fuori. Le note &#8220;promesse russe&#8221;, sinonimo di certezza e affidabilità. Ora sì che mi sento tranquillo.<br />
Ma come ci siamo finiti, questa volta, nella merda?</p>
<p>Proviamo a considerare la cosa così come la considererebbe un&#8217;impresa.<br />
Da tempo si sapeva che la Libia avrebbe potuto dare problemi nell&#8217;erogazione del gas: la situazione politica, benché non se ne parli, non è ancora sfociata in un governo stabile del paese. Ma ecco la prima sorpresa.</p>
<blockquote><p>Da Sud l&#8217;Algeria pompa il massimo, ma anche lì con qualche incognita legata all&#8217;insolito scenario glaciale che la sta martoriando. E pompa a pieno ritmo anche la Libia, riconnessa. <strong>Ma non abbastanza da sostituire gli ammanchi dalla Russia </strong>rispetto alla richiesta.</p></blockquote>
<p>Il problema non è la Libia. E&#8217; la Russia. Quella delle promesse di cui sopra. Quella che da diversi anni litiga con l&#8217;Ucraina per il dazio dovuto al passaggio dei metanodotti sul suolo di quest&#8217;ultima. Una situazione che non ha mai trovato un epilogo definitivo, passata attraverso <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_politica_ucraina_del_2008" >colpi di stato più o meno dichiarati</a></noindex>, attentati, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/2004/k/sezioni/esteri/ucraina/avveyush/avveyush.html" >veleni somministrati a politici di spicco</a></noindex> e situazioni che fanno tanto vecchio KGB.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://sites.etleboro.com/files/upload/South_Stream-Bourgas-Alexandropolis.jpg" alt="" />.</p>
<p>In gergo aziendale si chiama &#8220;fornitura a rischio&#8221;. Quando si presenta una simile evenienza, la procedura standard prevede l&#8217;attuazione di tutte le contromisure necessarie a ridurre o quantomeno limitare l&#8217;incidenza di questa copertura sul fabbisogno totale. Incidenza che, in questi casi, non dovrebbe superare il 10/15%.<br />
Dal sito del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgiornale.it/interni/ecco_chi_e_colpa_se_adesso_restiamo_freddo/07-02-2012/articolo-id=570852-page=0-comments=1" >Giornale</a></noindex> riesco non senza fatica a estrarre, in mezzo alla solita marea di puttanate, i dati relativi alle fonti d&#8217;approvvigionamento di gas naturale dell&#8217;Italia:</p>
<blockquote><p>&#8220;<strong>l’88% del gas utilizzato in Italia arriva attraverso il tubo dei gasdotti</strong> e non via nave. Il che si traduce con una dipendenza per oltre i due terzi del fabbisogno nazionale da <strong>Algeria (37%)</strong> e <strong>Russia (30%)</strong>. E se l’Eni non avesse riavviato la <strong>produzione libica (12,5%)</strong>, come ha detto l’ad Paolo Scaroni, la situazione sarebbe ancor più drammatica.&#8221;</p></blockquote>
<p>A parte quell&#8217;8,5% di fornitura di cui non riusciamo a conoscere la provenienza, appare del tutto evidente<br />
che un&#8217;importazione dalla Russia pari al 30% del consumo totale sia un fattore di enorme rischio. Cui va aggiunta, per l&#8217;appunto, la quota del 12,5% proveniente dalla Libia e non certo considerabile sicura. Che equivale a un totale del <strong>42,5% della domanda italiana di gas naturale a rischio fornitura</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.ultimaora.net/wp-content/uploads/2011/12/vladimir-putin.jpg" alt="" /></p>
<p>Torniamo al nostro articolo sul Sole.<br />
Nonostante quest&#8217;analisi, il mio nazionalismo non incontra brecce e prosegue, solido come una roccia, nella fiducia per le istituzioni.<br />
Un Paese degno di questo nome, mi dico, avrà certamente un piano d&#8217;emergenza.</p>
<blockquote><p>E così la terapia preventiva è già, nei fatti, scattata. Con il via alle prime procedure rivolte alle utenze industriali &#8220;interrompibili&#8221; (quelle che pagano il gas di meno rendendosi appunto disponibili a tagliare se serve): prime riduzioni autonome ma obbligate.</p></blockquote>
<p>Eccola, la soluzione.<br />
Come per l&#8217;energia elettrica, vi sono delle utenze &#8220;interrompibili&#8221;: imprese i cui dirigenti hanno deciso di accettare uno sconto sulla bolletta in cambio del rischio d&#8217;interruzione in caso d&#8217;emergenza.<br />
Va benissimo, ma a quanto ammonta questa quota &#8220;interrompibile&#8221; sul totale dei consumi?<br />
Turandomi il naso, torno sul sito del Giornale dove scopro, a corollario di un simpatico tentativo di rilancio dell&#8217;energia nucleare, che &#8220;<strong>nel 2010 il 25,4%</strong> <em>(dei consumi, ndr)</em> è stato destinato <strong>agli usi industriali</strong> e il 41,7% (35,8 miliardi di metri cubi) alla produzione di energia elettrica.&#8221;.<br />
La quota interrompibile è una frazione di quel 25,4% di consumi che, tutto insieme, è comunque una percentuale inferiore rispetto alla quota russa, molto inferiore rispetto alla nostra &#8220;fornitura a rischio&#8221;. Mi spiego meglio: nemmeno se in un momento di crisi come quello attuale decidessimo di tagliare tutto il gas &#8220;industriale&#8221; potremmo far fronte all&#8217;eventuale chiusura dei rubinetti da parte delle nostre forniture a rischio.</p>
<p>Significa non possedere una via di fuga, non avere un piano B.<br />
E infatti&#8230;</p>
<blockquote><p><strong>E poi chissà</strong>. Il chissà per ora non esiste, rassicura per ora il Governo attraverso il &#8220;comitato di crisi gas&#8221; riunito ieri (e riconvocato ogni 24 ore) per concludere con una rassicurazione alle famiglie: distacchi mai. <strong>«Situazione critica ma ben monitorata»</strong> rimarca il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera -cut-</p></blockquote>
<p>Insomma non abbiamo un piano B, non siamo padroni del nostro futuro ma state tranquilli, stanno osservando per benino tutto quel che succede.</p>
<p>Complimenti per la capacità di pianificazione.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/quegli-stronzi-e-incompententi-che-gestiscono-il-nostro-gas/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/serpiko/23711/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><em>Postilla.<br />
Di fronte alla preoccupazione di trovarsi con le chiappe al gelo, passa quasi sotto silenzio l&#8217;ormai prossimo <a href="http://www.mentecritica.net/grecia-si-sta-come-dautunno-sugli-alberi-le-foglie/informazione/oltre-il-confine/dellefragilicose/21666/" title="Grecia: Si sta, Come d’Autunno, sugli Alberi, le Foglie" >fallimento della Grecia</a>, che trova finalmente una data: il 20 marzo, ultimo giorno d&#8217;inverno, è fissato l&#8217;inizio della fine dell&#8217;Occidente economico così come lo conosciamo. </em></p>
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		<title>Risparmi: Strategie di difesa in tempo di crisi. Intervista a &#8220;Il Grande Bluff&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proseguendo i miei incontri virtuali con i top blogger economici, sono lieta di presentarvi questa conversazione con Stefano Bassi, blogger de &#8220;Il Grande Bluff&#8221;, che ho iniziato a seguire da qualche tempo e che è sempre sulla notizia, anche attraverso il suo seguitissimo twitter. Si parla di crisi ovviamente, e soprattutto dei suoi effetti sui nostri risparmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Proseguendo i miei <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/12/intervista-sulla-crisi-prima-parte.html" >incontri</a> <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/12/intervista-sulla-crisi-seconda-parte.html" >virtuali</a></strong> con i top blogger economici, sono lieta di presentarvi questa conversazione con <strong>Stefano Bassi</strong>, blogger de <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgrandebluff.info/" ><strong>&#8220;Il Grande Bluff&#8221;</strong></a></noindex>, che ho iniziato a seguire da qualche tempo e che è sempre sulla notizia, anche attraverso <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://twitter.com/intent/user?screen_name=grandebluff" ><strong>il suo seguitissimo twitter</strong></a></noindex>. Si parla di crisi ovviamente, e soprattutto dei suoi <strong>effetti sui nostri risparmi e di come difendersene</strong>. Buona lettura.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Nel profilo che troviamo sul tuo blog <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgrandebluff.info/" >&#8220;Il Grande Bluff&#8221;</a></noindex> ti definisci un ex trader, attualmente top-blogger economico-finanziario-esistenzialista. Ci spieghi meglio il tuo percorso?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Ho fatto un po&#8217; di tutto. Prima ho lavorato all&#8217;Università, ho fatto l&#8217;imprenditore informatico e web, poi ho fondato nel 2000 <strong>Borsarumors</strong>, diventata la seconda community italiana per utenti dopo finanzaonline, basata su un gruppo dei migliori traders italiani. Ho fatto il trader con successo per svariati anni e poi ho incominciato a fare il blogger e l&#8217;ho trasformato in un mestiere.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><span id="more-23446"></span>L&#8217;Italia ha varato una manovra finanziaria anticrisi definita &#8220;impressive&#8221; dalla Merkel ma che tuttavia qualcuno considera recessiva e perfino inefficace contro la crisi globale. Come se non bastasse, la politica vuole intervenire per modificare qui e tagliare di là, dando l&#8217;impressione di voler andare a parare nella solita soluzione all&#8217;italiana del cerchiobottismo. </strong><br />
<strong>E&#8217; serio, per dire, rimangiarsi il discorso sull&#8217;ICI perchè lo chiede il centrodestra e fare concessioni sulla riforma pensionistica perchè così vuole la sinistra? Un governo tecnico non dovrebbe fare e basta, senza rimangiarsi tutto il giorno dopo? E&#8217; perchè stanno lavorando con la fretta alle calcagna o anche il governo Monti sarà destinato ad arrendersi al gattopardismo del cambiare tutto per non cambiare nulla? Non si starà dimostrando che la democrazia è sempre più incompatibile con il governo dell&#8217;economia e quindi, in situazioni di emergenza, vige la legge marziale? E&#8217; questo principio, di rinunzia alla propria sovranità, che in fondo questa crisi vuole imporre al mondo?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Dieci domande in una e di politica pure&#8230; Io nel mio blog cerco di parlare di economia e finanza in modo il più asettico ed imparziale possibile e lontano dalla politica, che ormai ha perso buona parte del suo significato come ha perso significato la distinzione destra-sinistra.</div>
<div style="text-align: justify;">Il mondo ormai è in mano alla finanza ed all&#8217;economia, conta solo quello perchè tutti pensano ormai solo a fare soldi. Dunque i governi ormai contano soprattutto per le loro finanziarie, soprattutto adesso che ci troviamo in una crisi epocale.</div>
<div style="text-align: justify;">Il governo Monti, secondo me, sta perseguendo i suoi obiettivi celermente e senza troppe marce indietro.</div>
<div style="text-align: justify;">Ormai sono i &#8220;trader&#8221; e la finanza a governare in modo molto veloce, via spread e affini: sono loro che  fanno cambiare velocemente i governi.</div>
<div style="text-align: justify;">Con la Grande Crisi abbiamo sprecato una grossa occasione: si poteva depotenziare e limitare uno dei grandi responsabili  - anche se non l&#8217;unico-  ovvero <strong>la finanza</strong> ed invece è stata salvata e tamponata in tutti i modi, sbracando i conti pubblici. Adesso la finanza fa come prima e peggio di prima.</div>
<div style="text-align: justify;">Purtroppo c&#8217;è ben poco da fare perchè ormai è tutto trasversale e globalizzato: se fai delle normative limitative, queste vengono aggirate, magari spostandosi in Mongolia.</div>
<div style="text-align: justify;">Abbattendo prima di tutto la leva finanziaria 1 a 50 molte cose cambierebbero ma non lo faranno mai, anche perché una manovra del genere ci farebbe tornare ad un&#8217;economia anni &#8217;50 e molti dovrebbero rinunciare a cambiare auto ed I-phone come cambia i calzini.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/01/euro_crisis.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-23447" title="euro_crisis" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/01/euro_crisis.jpg" alt="" width="588" height="392" /></a></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Perché non vogliono proprio accettare <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/09/e-tempo-che-i-cammelli-passino-dalla.html" >il Piano Rubik</a>? Non piaceva a Tremonti e pare non piaccia neppure al governo Monti. E&#8217; perché hanno tutti i soldi in Svizzera, oppure ha ragione Giarda a dire che sarebbe dopotutto un condono e quindi non s&#8217;ha da fare &#8211; anche se lo hanno già fatto Germania e Gran Bretagna?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Bisogna senz&#8217;altro colpire chi ha portato soldi in nero in Svizzera ma se non lo fai in fretta servirebbe a poco perché tutti quei furboni li stanno già spostando alle Bahamas.</div>
<div style="text-align: justify;">Il Piano Rubik non è la soluzione con la S maiuscola ma è una cosa da fare e che, coinvolgendo molti amici degli amici in Italia, si fatica a fare.</div>
<div style="text-align: justify;">Bisogna però distinguere nettamente gli evasori da tutti gli italiani che stanno portando soldi in Svizzera LEGALMENTE  e regolarmente li dichiarano nel 740.</div>
<div style="text-align: justify;">Questa è una tendenza assolutamente sensata ai tempi della Grande Crisi: tutto è globalizzato, quindi <strong>perchè non globalizzare i risparmi?</strong> Differenziando e delocalizzando riduci i rischi che tutti i tuoi onesti e sudati risparmi vadano in fumo, soprattutto con un euro in bilico come abbiamo ora.</div>
<div style="text-align: justify;">I risparmi sono l&#8217;ultima difesa dell&#8217;Italia e se ce li giochiamo male non abbiamo più nulla per difenderci. Bisogna essere pragmatici e realisti ma è anche una battaglia ideale: delocalizzandoli, si tolgono legalmente i risparmi da un&#8217;Italia in mano alla Casta che la soffoca da 20 anni e dunque si toglie ossigeno alla Casta stessa.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Ti sei fatto un&#8217;idea del perché stiamo tutti al capezzale dell&#8217;Euro e del cosa l&#8217;ha fatto ammalare? E&#8217; perchè è una moneta nata male, perché era diventata troppo forte e dava fastidio ad altre divise &#8211; principalmente il dollaro &#8211; e quindi la stanno avvelenando lentamente oppure è proprio la stupidità degli europei che non sono capaci di mettersi d&#8217;accordo sul bene comune? Chi sta facendo più male all&#8217;euro in questo momento: l&#8217;incertezza della Merkel, la scelleratezza dei PIIGS, l&#8217;ambiguità della Gran Bretagna che vuol stare sia dentro che fuori all&#8217;Europa ma per poter fare meglio i suoi interessi, compresi quelli speculativi, oppure altri?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Il fatto che l&#8217;euro rischi di saltare è una questione complessa che ha decine di cause.</div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;importante è stabilire delle priorità d&#8217;importanza e non dare la colpa principale a complotti fantasmatici o alle <a href="../standard-e-poors-italia-retrocessa-in-bbb/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/23315/"><strong>agenzie di rating</strong></a>.</div>
<div style="text-align: justify;">La colpa principale è imputabile a noi stessi che abbiamo creato un&#8217;unione monetaria con già dei gravi difetti di nascita che poi non ci siamo premurati di risolvere. Non abbiamo fatto passi avanti verso l&#8217;integrazione fiscale e politica. Per questi motivi, una semplice unione monetaria ed un&#8217;Unione Europea con istituzioni inefficienti tra loro non può funzionare in tempi di crisi epocale tra paesi diversisimi tra loro, quando hai Stati che crescono del 3% di PIL ed altri che scendono del 2%; quando hai stati che pagano sui titoli di stato decennali il 2% ed altri il 10%.</div>
<div style="text-align: justify;">La colpa principale della crisi dell&#8217;euro risiede dunque qui in <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgrandebluff.info/2012/01/euro-convulsioni.html" ><strong>Eurozon</strong>a</a></noindex>, nelle nostre profonde divisioni e debolezze, nella Germania che pensa solo a se stessa, ecc.</div>
<div style="text-align: justify;">Gli altri, e quindi anche gli speculatori, ci marciano sopra perchè il mondo non è un asilo nido dove si prendono cura di te se ti metti a frignare ma è una jungla dove vince il più forte e se sbagli ti sbranano.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Cosa comporterebbe per l&#8217;Italia &#8211; e per gli altri paesi dell&#8217;eurozona &#8211; uscire dall&#8217;Euro e tornare alle divise a nazionali?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Difficile a dirsi perchè sarebbe un caso senza precedenti, a parte la caduta dell&#8217;impero romano e l&#8217;uscita dal sesterzio&#8230;</div>
<div style="text-align: justify;">Diciamo che ci troveremmo con una new-lira svalutata anche del 50% con tutti i pro ed i contro del caso. La parte positiva è che la nostra economia tornerebbe ad essere molto competitiva e che l&#8217;export andrebbe come un treno.<br />
La parte negativa è che i nostri risparmi perderebbero valore, che rischieremmo un&#8217;inflazione galoppante che abbatterebbe si il debito ma anche tutti noi.</div>
<div style="text-align: justify;">Purtroppo in questi tempi moderni globalizzati ed iper-competitivi svalutare non basta più, soprattutto se hai ancora tutte le palle al piede che tirano giù l&#8217;Italia da 25 anni.</div>
<div style="text-align: justify;">Ormai ci vogliono cure e strategie &#8220;totali e complesse&#8221; ad ampio spettro e non strategie iper-focalizzate.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Se la situazione è grave, ci sono manovre pratiche di autodifesa da adottare? C&#8217;è chi pensa di portare i soldi in Svizzera, di ritirare il contante dalla banca ed affidarlo al caro vecchio materasso, di investire in dollari, di comperare casa sull&#8217;Unter den Linden a Berlino, di farsi un tesoretto in valuta estera da tenere in cassetta di sicurezza. Ci dai un consiglio, a parte quello di tirare un bel respiro e cercare di calmarsi? E secondo te, nella peggiore delle ipotesi, cosa potrebbe veramente succedere ai nostri soldi?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Parto dalla fine: cosa potrebbe succedere ai nostri soldi?</strong><br />
<strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Potrebbero svalutarsi del 50% se l&#8217;euro crolla, potrebbero svanire parzialmente dai conti virtuali se le banche saltano o comunque ne verrebbe limitato l&#8217;accesso come in Argentina durante il default.</div>
<div style="text-align: justify;">Come ho spiegato più volte i punti per difendersi sono tre:</div>
<div style="text-align: justify;">1) Non tenere solo soldi virtuali su conti virtuali che con un click me li rigirano come vogliono e che effettivamente LA BANCA NON POSSIEDE. Pensate se dovessimo metterci tutti assieme a prelevarli&#8230;<br />
Le banche hanno <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Leverage_%28economia%29" ><strong>leverage</strong></a></noindex> bancari assurdi: da 1:20 ad 1:50, ovvero per 1 euro reale che possiedono si giocano da 20 a 50 euro.</div>
<div style="text-align: justify;">2) Non tenete solo soldi in euro che se dovesse saltare l&#8217;euro, ecc. ecc.</div>
<div style="text-align: justify;">3) Non tenete solo soldi su banche perchè il sistema finanziario è tecnicamente fallito (chi più e chi meno) e sta in piedi solo grazie a mega-tamponi governativi.</div>
<div style="text-align: justify;">Per avere maggiore protezione, relativamente parlando visto che il safe haven assoluto non esiste più, <strong>bisogna adottare una strategia di differenziazione dei risparmi ma anche di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgrandebluff.info/2012/01/fase-finale-io-mi-delocalizzo-anche-lrc.html" >delocalizzazione legale</a></noindex> in Nazioni diverse</strong>.</div>
<div style="text-align: justify;">Le soluzioni sono parecchie. Faccio alcuni esempi ma ciascuno può trovarne altri.<br />
<strong>Comprare una Casa a Berlino, <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-portare-i-risparmi-allestero-subito-e-legalmente/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/dellefragilicose/22284/" >aprirsi un conto (legalmente) in Svizzera</a> (<a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-portare-i-risparmi-allestero-subito-e-legalmente/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/dellefragilicose/22284/" >vedi qui come fare</a>), comprarsi una casa in USA in un&#8217;asta fallimentare a -60% del suo prezzo di qualche anno fa e, scegliendo la zona giusta, farsi un portafoglio FISICO di valute estere e metterle (per ora) in cassetta di sicurezza</strong> &#8211; gli Argentini che durante il default avevano dollari fisici se la cavarono alla grande &#8211;  e così via.</div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo deve essere <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgrandebluff.info/2012/01/post-da-non-perdere-risparmiatore.html" ><strong>la globalizzazione dei propri risparmi in svariati investimenti/assets</strong></a></noindex>: non ci si può più permettere di tenere tutto in un solo stato, tantomeno l&#8217;Italia.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>In conclusione, esiste la possibilità che nessuno sappia come risolvere veramente questa crisi globale perché la situazione è sfuggita di mano all&#8217;apprendista stregone? Augurandoci che non sia così, è meglio essere pessimisti senza illusioni, ottimisti alla Berlusconi od ottimisti con cautela?</strong><br />
<strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Io attualmente non vedo soluzioni alla Crisi via bacchetta magica ma solo soluzioni LUNGHE E DOLOROSE: abbiamo banchettato per anni su un sistema marcio e finanziarizzato vivendo oltre alle nostre possibilità, abbiamo accettato una delocalizzazione selvaggia perchè all&#8217;inizio faceva comodo anche a noi mentre adesso ci massacra posti di lavoro e tessuti produttivi. Beh, IL CONTO prima o poi va pagato. Punto.</div>
<div style="text-align: justify;">Io non sono nè pessimista nè ottimista ma realista: il Mondo non finirà ma cambierà, l&#8217;etimologia di Crisi è cambiamento. Basta capire le nuove tendenze, anticiparle e mettersi sul giusto binario.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Naufragio Italia: BBB Anche dall&#8217;Agenzia di Rating Cinese Dagong</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Guariniello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diversi quotidiani, fra cui Il Sole 24 Ore, hanno cercato di gettare acqua sul fuoco relativamente al declassamento di Standard &#38; Poor&#8217;s, insinuando la possibilità che le agenzie di rating, tutte statunitensi, fossero interessate a difendere il dollaro e l&#8217;economia americana.  Esiste un&#8217;agenzia di rating cinese, l&#8217;unica a non avere partecipazione a capitale occidentale.  Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diversi quotidiani, <a href="http://www.mentecritica.net/abbbondantemente-declassati/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23332/" title="aBBBondantemente declassati" >fra cui Il Sole 24 Ore</a>, hanno cercato di gettare acqua sul fuoco relativamente <a href="http://www.mentecritica.net/sp-un-rating-tutto-nuovo-per-litalia-bbb-come-la-bulgaria-e-peggio-della-colombia/cuore-di-tenebra/bacio-della-buonanotte/dellefragilicose/23300/" title="S&amp;P, un Rating Tutto Nuovo per l’Italia: BBB, Come la Bulgaria e Peggio della Colombia" >al declassamento di Standard &amp; Poor&#8217;s</a>, insinuando la possibilità che le agenzie di rating, tutte statunitensi, fossero interessate a difendere il dollaro e l&#8217;economia americana.  Esiste un&#8217;agenzia di rating cinese, l&#8217;unica a non avere partecipazione a capitale occidentale.  Si tratta della <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.dagongcredit.com/dagongweb/english/index.php" >Dagong Global Credit Rating</a></noindex>. In data 7 dicembre 2011, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.agichina24.it/repository/categorie/in-primo-piano/finanza/notizie/dagong-declassa-lrsquoitalia-il-belpaese-ersquo-da-serie-b-br-" >Dagong aveva declassato l&#8217;Italia</a></noindex> da A- a BBB, anticipando di un mese la decisione di Standard &amp; Poor&#8217;s.  La notizia è vecchia e a me era sfuggita anche perché, a parte un breve ma interessante <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://blog.panorama.it/economia/2011/12/12/chi-e-dagong-lagenzia-di-rating-cinese-che-inizia-a-contare-di-piu/" >articolo su Panorama</a></noindex>, non mi risulta che la grande stampa (Corriere, Repubblica, Il Sole 24 Ore)  abbiano dato grande risalto alla notizia. Voi lo sapevate? Estraggo un sunto delle motivazioni dall&#8217;articolo di Panorama:</p>
<p><span id="more-23337"></span></p>
<blockquote><p>Tuttavia, nonostante la raccomandazione di Trichet il punto di vista di Dagong non è mai stato tanto considerato. Fino a quando, poche ore fa, ha dichiarato che “l’<strong>Italia</strong> è ormai fuori dal giro de grandi paesi europei e dovrebbe prepararsi ad affrontare la <strong>recessione</strong>“, portandone quindi il rating sul debito pubblico da A- a BBB.</p>
<p>Gli esperti di finanza cinesi ritengono che l’Italia sia oggi troppo dipendente dalla Bce per l’acquisto dei suoi bond e che, contemporaneamente, la crisi economica e finanziaria che sta attraversando impedirà allo stato di ripagare il debito pubblico. Per questa ragione presto gli investitori smetteranno di avere fiducia nel Bel Paese che, inevitabilmente, sprofonderà nella recessione, anche per colpa di tutte quelle misure di austerità pensate per sanare il debito.</p>
<p>Anche la <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://blog.panorama.it/economia/governo-monti-le-mosse-anticrisi/" title="manovra"  target="_blank">maxi manovra del <strong>governo Monti</strong> </a></noindex>è stata giudicata “troppo difficile da mettere in pratica”. Ventiquattro ore dopo aver espresso un giudizio tanto negativo sull’Italia, da Pechino è arrivato anche il <strong>declassamento per la Francia</strong>, da AA- a A+. Questa volta per l’elevato debito del paese, l’aumento dei costi di rifinanziamento e la forte esposizione verso la crisi dei debiti europei.</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://3.bp.blogspot.com/_0AG1N9wvpos/TPr5M5JzfAI/AAAAAAAAAK4/SawC5Ej5Ijo/s1600/naufragio.jpg" alt="" width="560" height="560" /></p>
<p>Da notare che Dagong aveva anticipato anche il declassamento della Francia, mentre per altri paesi europei aveva già un rating più basso delle agenzie occidentali.<br />
E&#8217; indubbio che con i rating <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-95-giorni-al-fallimento-le-agenzie-di-rating-governano-il-mondo/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/20792/" title="Default Italia, 95 Giorni al Fallimento: Le Agenzie di Rating Governano il Mondo" >si combatta una battaglia su piani incomprensibili a noi comuni mortali</a>, ma quando i giudizi iniziano a convergere anche se gli interessi divergono, allora è evidente che il problema è serio. In un quadro come questo, l&#8217;atteggiamento assunto dal nostro governo, dal quale non mi risulta sia ancora pervenuto un pronunciamento relativo al declassamento, appare assente, torpido e per nulla reattivo.</p>
<p>La stampa, viceversa, <a href="http://www.mentecritica.net/la-truffa-del-btp-day-seconda-puntata/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/22927/" title="La Truffa del BTP Day, Seconda Puntata" >continua ad assolvere il suo ruolo di regime</a> evidenziando e nascondendo a seconda delle opportunità. E&#8217; facile immaginare la silenziosa gratitudine che deve essersi sparsa nelle redazioni quando si è avuta la notizia del naufragio del Giglio. Argomenti a sufficienza per riempire giorni e giorni di pagine di giornali con storie lacrimose, cattivi che vengono arrestati, eroi con la gamba rotta e polemiche sulla sicurezza delle crociere. Il tutto mentre chi può manovra per salvare se stesso dal vero naufragio di una nazione dove i passeggeri/cittadini vengono tenuti artatamente all&#8217;oscuro del disastro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Standard e Poor&#8217;s: Italia Retrocessa in BBB</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 09:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mentecritica.net/sp-un-rating-tutto-nuovo-per-litalia-bbb-come-la-bulgaria-e-peggio-della-colombia/cuore-di-tenebra/bacio-della-buonanotte/dellefragilicose/23300/" title="S&amp;P, un Rating Tutto Nuovo per l’Italia: BBB, Come la Bulgaria e Peggio della Colombia" >Anzi in BBB+ per la precisione</a>, che un &#8220;+&#8221; non si nega a nessuno. Il motivo principale sarebbe quello che le politiche di austerity bloccano la ripresa in Europa. Ma non c&#8217;è da preoccuparsi troppo, ora arriva <a href="http://www.mentecritica.net/il-salva-italia-di-monti-e-l%e2%80%99utilita-marginale-del-bene/informazione/cronache-italiane/eduardo-quercia/22953/" title="Il Salva Italia di Monti e L’utilità marginale del bene" >la fase 2</a>, il &#8220;Cresci Italia&#8221; e a Standard &amp; Poor&#8217;s glielo ficchiamo dritto su per il culo.</p>
<p>Nel caso specifico dell&#8217;Italia, Standard &amp; Poor&#8217;s esprime il timore che le riforme strutturali, quali le liberalizzazioni, ad esempio, possano essere bloccate dalle corporazioni che, in questo momento, detengono privilegi non giustificati dalle attuali condizioni di mercato. Notai, tassisti, farmacisti, commercialisti, avvocati e compagnia bella non c&#8217;entrano nulla, ovviamente. <a href="http://www.mentecritica.net/liberalizzazione-taxi-tassisti-pronti-alla-lotta/informazione/censura-dellinformazione/dellefragilicose/23215/" title="Liberalizzazione Taxi: Tassisti Pronti alla Lotta" >Loro pensano solo alla qualità del servizio</a>, alla tutela del cliente ed al rispetto delle regole. Ci mancherebbe che qualcuno pensasse <a href="http://www.mentecritica.net/la-rivolta-dei-taxi-dei-notai-dei-farmacisti-dei-commercialisti/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/23252/" title="La Rivolta dei Taxi, dei Notai, dei Farmacisti, dei Commercialisti …" >che sono solo interessati ai cazzi loro</a>.</p>
<p><span id="more-23315"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.nuovashop.com/images/carriola.jpg" alt="" width="538" height="453" /></p>
<p>Sull&#8217;operazione di Standard &amp; Poor&#8217;s, hanno espresso opinioni tutti in Europa, tranne i vertici italiani. Colpa di S&amp;P che tira fuori queste cazzo di novità alle 22.30 di un venerdì sera d&#8217;inverno, quando tutti sono a casa, con la copertina sulle gambe a guardare la televisione bevendo una tisana di finocchio e tiglio. Solo Bossi, lucidamente, riassume la situazione con una profonda e puntuale analisi della situazione socio-politica-economica: &#8220;<em>Andiamo in malora</em>&#8220;. Un commento da bocciofila per il leader di una formazione politica ormai inesistente che rappresenta gli interessi di una nazione che non è mai esistita. A dire il vero ci prova pure Bersani che, imitando Crozza, ci avvisa che è stata &#8220;Sconfessata linea Merkel&#8221;, qualsiasi cazzo di cosa questo significhi.</p>
<p>Nel frattempo, la Grecia si ritira dal tavolo delle trattative per la ristrutturazione del debito. Nell&#8217;aria aleggia un &#8220;chi ha avuto, ha avuto e chi ha dato ha dato&#8221; che oltre ad un default conclamato di cui solo i fessi non si erano ancora accorti, rischia di scavare voragini profondissime in numerose banche d&#8217;Europa.</p>
<p>Non l&#8217;ho mai detto, perché pensavo che fosse la catastrofe finale e, anche per scaramanzia, non fosse il caso di nominarla per non correre il rischio di evocarla, ma credo che sia tempo di iniziare a conservare banconote fior di stampa e monetine fior di conio. Fra qualche anno, potrebbero avere un discreto interesse collezionistico.<br />
Per l&#8217;Italia, procurarsi una carriola è quasi d&#8217;obbligo. Un utile  portafoglio da portare in giro a fare la spesa nel giro di qualche anno, dopo la stampa delle Nuove Lire. Fendi e Bulgari stanno già studiando dei modelli di design con i manici in pelliccia per lei e in pelle anticata per lui. Pezzenti sì, ma <em>stylish</em>. Siamo o non siamo italiani?</p>
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		<title>Evadere Meno, evadere Tutti</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 09:00:07 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è qualcosa di perverso e insulso nel modo con cui i mass media tentano d’accompagnare e d’indirizzare il professor Monti nel cammino verso la seconda parte della sua riforma. Nel suo articolo sull’evasione fiscale, La Repubblica propone con cantilenante litania un tema trito e ritrito, stanco, consumato dall’abuso di se stesso, come quelle storie che dovrebbero apparire scandalose e infami fino all’abominio ma dopo l’assediante tambureggiamento mediatico cui vengono sottoposte finiscono per risultare tristemente banali, all’insegna del “è così che van le cose” proferito da chi ormai a certe situazioni ha fatto il callo fino a considerarle ineluttabili e invariabilmente eterne.</p>
<p><span id="more-23070"></span></p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/03/evasione_fiscale_rid.jpg" ><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/03/evasione_fiscale_rid.jpg" alt="" width="588" height="373" /></a></p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/economia/2011/12/27/news/caccia_evasione_fiscale-27247119/" >La tesi da cui parte Alessandro Penati</a></noindex> è che gli strumenti per lottare contro l’evasione ci siano e siano validi: il Governo viene quindi esortato a ottenere risultati in tal senso già a partire dal prossimo anno fiscale. Mi sento d’essere critico già in questa premessa. Gli strumenti per la lotta all’evasione sono parziali, poco efficaci, lacunosi, costosi e ampiamente migliorabili. Perché allora partire subito nella lotta con questo zoppicante sistema? Il giornalista potrebbe citare molte buone ragioni, secondo le sue priorità: recuperare denaro fin da subito,ad esempio, per poter ridurre quanto prima la pressione fiscale. Per non permettere a chi ingrassa d’illegalità di non continuare a farlo sulla pelle di chi è stato chiamato a maggiori sacrifici. Perché questo è ciò che oggi passa il convento, quindi meglio rastrellare subito tutto il possibile con i metodi a disposizione piuttosto che attenderne di migliori in un tempo a venire. Penati cita tutti questi punti, cita anche il ben noto principio dell’equità, dopodiché punta il dito su un fine a suo avviso prioritario.<br />
Il Governo viene esortato alla lotta all’evasione per recuperare credibilità internazionale. Per intenderci, è come se una moglie chiedesse al consorte di fare l’amore con lei non per provare reciproco piacere, non per scambiarsi sentimenti e passione ma per non fare figuracce con le amiche.</p>
<p>Il lettore che giunge al fondo di questo articolo trae l’impressione di un Fisco pronto a scendere sul campo di battaglia e dotato delle armi per vincere la guerra. Posizione fallace, quando non falsa.<br />
L’attuale legislazione non incentiva alla regolarità e, peggio ancora, non riesce a essere disincentivante verso l’illecito. L’evasione è troppo spesso conveniente per tutti i soggetti coinvolti. Non esiste un controllo alla fonte per tutte le categorie, come invece avverrebbe se qualsiasi soggetto fosse in qualche modo <a href="http://www.mentecritica.net/monti-i-taxi-e-linvidia-per-gilioli/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/22936/" title="Monti, i Taxi e l’Invidia per Gilioli" >incentivato a pretendere la fattura per le spese che sostiene</a>. Non esiste una legislazione che <a href="http://www.mentecritica.net/evasione-e-corruzione-il-coraggio-di-punire/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23109/" title="Evasione e Corruzione. Il Coraggio di Punire" >punisca penalmente ed economicamente</a> l’evasore; la certezza del carcere è ancora un deterrente fortissimo, <a href="http://www.mentecritica.net/evasione-fiscale-loro-evadono-noi-affoghiamo-nella-cacca/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/19352/" >la confisca di ogni bene su cui l’evasore possa esercitare un diritto qualsias</a>i (anche il semplice uso) imporrebbe un’attenzione a tutte le realtà giuridiche con cui l’evasore si trova a contatto. Non esiste una limitazione seria all’uso del contante: i 1000 euro decretati dal governo sono una soglia ancora troppo elevata, se è vero che la maggior parte dell’evasione nostrana si muove al di sotto dei 200 euro per transazione.</p>
<p>Il compito che spero voglia accollarsi questo Governo è più ampio di una semplice lotta all’evasione. Non basta combatterla, non è sufficiente. Occorre creare gli strumenti perché essa non possa più ripresentarsi. A quel punto la credibilità internazionale arriverebbe da sé, come effetto collaterale di una procedura finalmente strutturata ed efficace.</p>
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		<title>Crisi e Default: Le previsioni di un venditore di almanacchi</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 09:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fma</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>È tempo di lunari e di oroscopi e dunque mi ci proverò anch’io a disegnare il mio. Lo scenario di un futuro neppure troppo lontano, che non è ciò che mi auguro, ma ciò che potrebbe accadere; che potrebbe anche non accadere, ove le variabili prendessero una piega diversa da quella che stanno tenendo da una ventina di anni a questa parte. Qualcuno ci vedrà <a href="http://www.mentecritica.net/monti-dopo-il-culo-la-bocca-inizia-la-fase-due/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/23131/" title="Monti: Dopo il Culo la Bocca. Inizia la Fase Due" >la volontà iniqua di una crematistica nemica dei diritti del popolo</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/22960/informazione/cronache-italiane/redazione/22960/" title="Monti non è Bruce Willis e non siamo ad Armageddon" >il frutto velenoso dell’eterno disegno giudaicoplutomassonico della finanza internazionale ai danni della classe lavoratrice</a>; perché c’è ancora chi pensa che <a href="http://www.mentecritica.net/il-salva-italia-di-monti-e-l%e2%80%99utilita-marginale-del-bene/informazione/cronache-italiane/eduardo-quercia/22953/" title="Il Salva Italia di Monti e L’utilità marginale del bene" >la Storia sia guidata da forze etiche</a>. Me ne farò una ragione e non ci starò a discutere, perché sarebbe una perdita di tempo per entrambi; ma se qualcun altro, mi porterà delle buone ragioni per dimostrarmi che ho torto, sarò felice di starlo a sentire e gli darò ragione, nel mio stesso interesse.</p>
<p><span id="more-23134"></span>Secondo me sta capitando da almeno una ventina d’anni che i paesi dell’occidente storico, quelli che stavano da questa parte del muro prima che crollasse, si vadano deindustrializzando, chi più chi meno rapidamente. Mentre finché c’era il muro avevano di fatto il monopolio delle attività di trasformazione delle materie prime e dei semilavorati, che il resto del mondo forniva loro per averne in cambio prodotti finiti; oggi importano una fetta via via crescente dei prodotti finiti che consumano.</p>
<p>Questo avviene sia perché altri paesi hanno nel frattempo attirato capitali da tutto il mondo con l’offrire loro condizioni assai favorevoli, cosa che gli ha consentito di dotarsi di infrastrutture e strutture produttive simili a quelle dei paesi occidentali; sia perché i consumatori dei paesi occidentali trovano i manufatti di quei paesi assai più convenienti di quanto non sarebbero se a produrli  fossero loro stessi medesimi.</p>
<p>In questo insieme di cause/effetti <em>ciò che move il sole e l’altre stelle</em> è sempre l’amore, ma di una natura prettamente economica. Perché quello etico, pur se evocato e invocato a gran voce da più parti, s’è dimostrato fin qui del tutto inadatto a incidere sull’andamento delle cose. Nel senso che tutti, <a href="http://www.mentecritica.net/rivisto-e-corretto-atto-4-la-fase-2-fornero-l-articolo-18-e-bisognerebbe-alzare-i-salari/informazione/serpiko/23033/" >persino Maurizio Landini e Susanna Camusso</a>, credo, portano calze, mutande e magliette, made in China. Che è il motivo principale per cui le fabbriche italiane di calze, mutande e magliette, hanno chiuso e i loro operai sono finiti in cassa integrazione; contro la qual cosa a nulla sono valse i proclami e le cariche di cavalleria lanciate dal Landini in difesa dei diritti dei lavoratori.</p>
<p>Non voglio essere frainteso, non sto dalla parte del padronato contro Landini, dico semplicemente che non sono servite a niente. E siccome un motivo ci dev’essere sarebbe interesse dei lavoratori scoprirlo in fretta, per metterci una pezza, se è possibile.</p>
<p>Perché se non cambierà qualcosa nel prossimo futuro i consumatori dei paesi a capitalismo maturo continueranno ad acquistare i beni prodotti nei paesi a capitalismo nascente, oltre che ad importare badanti moldave. Almeno fino a che avranno danari per farlo. Danari che già ora non sono più attinti dal reddito, diventato troppo basso, ma dal capitale e dal debito. Qualcuno acquista a debito, qualcun altro dà mano a quanto risparmiato da lui stesso, o prima di lui da suo padre e da suo nonno. In questo modo la bilancia commerciale di alcuni paesi è in attivo e quella di altri è in passivo. Per esempio la nostra. I paesi con la bilancia in attivo hanno impiegato fin qui il surplus per comprare titoli del debito pubblico dei paesi occidentali, Europa e Stati Uniti, pensando che i loro rendimenti rappresentassero un buon affare. Mentre oggi, temendo di perdere interessi e capitale per ciò che riguarda l’Europa, ma soprattutto l’Italia (è la conseguenza della decisione d’aver lasciato fallire la Grecia), se ne stanno liberando. Qualcuno ci vede <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-in-attesa-della-soluzione-zeta-uscire-con-il-piano-b/informazione/il-bello-della-politica/ilbuonpeppe/22972/" title="Default Italia: In attesa della Soluzione Zeta, Uscire con il piano B" >un’aggressione della finanza internazionale a danno dei paesi europei, segnatamente del nostro</a>. Accade perché nei momenti difficili c’è estremo bisogno di un nemico, il famoso <em>vicario di provvisione</em> cui imputare la mancanza di pane. In realtà si tratta di una fuga dei capitali dai nostri debiti: se è potuta fallire la Grecia senza che l’Europa riuscisse a metterci una pezza, chi me lo dice a me che domani non possano fallire l’Italia e la Spagna? La crematistica ragiona così, senza alcuna empatia per i debitori.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/12/oroscopo-segni-zodiacali.jpg" alt="" width="450" height="337" /></p>
<p>Naturalmente la crisi greca è stata solo l’occasione, la cartina di tornasole. Il vero guaio dei paesi a capitalismo maturo sono da un lato i costi di produzione crescenti; dall’altro la vischiosità sociale, la naturale resistenza della popolazione a perdere i vantaggi acquisiti, che rende difficile ogni tentativo d’’inversione di tendenza.</p>
<p>I costi di produzione crescono perché il prodotto ingloba oltre al salario, alle spese generali, agli ammortamenti e alla remunerazione del capitale, anche i costi diretti e indiretti di un sistema nato in condizioni internazionali assai diverse dalle attuali e mai seriamente ridisegnato. Ai sovraccosti determinati dal sovradimensionamento della macchina dello stato, si sommano i costi indotti dal suo cattivo funzionamento. L’evasione fiscale, per esempio, è un classico prodotto di una macchina statuale inefficiente; così come lo sono la corruttela negli appalti delle grandi opere pubbliche, le inefficienze <a href="http://www.mentecritica.net/evasione-e-corruzione-il-coraggio-di-punire/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23109/" title="Evasione e Corruzione. Il Coraggio di Punire" >del sistema giudiziario che affoga nelle pandette e non produce giustizia</a>, di un sistema scolastico autoreferente che bada più al suo proprio <em>particulare</em> che a formare le giovani generazioni, di una pubblica sicurezza incapace di contrastare efficacemente la criminalità organizzata. Poi ci sono le rendite di posizione, dei farmacisti, dei tassisti, degli avvocati, dei notai, dei dentisti, dei giornalisti; ma anche dei ferrotranvieri, dei controllori di volo, dei netturbini, dei metalmeccanici, dei chimici, degli allevatori e di tutte le categorie, compagnie, associazioni, corporazioni, confraternite, congregazioni, gilde, nessuna delle quali è disposta a rimettersi in gioco, tantomeno a fare un passo indietro. Mentre le condizioni storiche che hanno portato a ciascuna di esse un qualche privilegio, prima tra tutte l’egemonia dell’Europa nell’universo industriale, sono tranquillamente tramontate.</p>
<p>Se le cose continueranno così, se nessuno vorrà ammettere che siamo diventati un po’ più poveri e che ognuno dovrà di conseguenza rinunciare a qualcosa, non si vede come i nostri prodotti possano tornare competitivi. In questo caso le nostre fabbriche continueranno a delocalizzare e a chiudere. Sopravvivrà ciò che non dovrà confrontarsi con l’esterno, o che avrà in sé la qualità per vincere il confronto. I <em>coiffeurs pour dames</em> e la Ferrari, estremizzando per capirci. La nazione produrrà complessivamente meno reddito. Diminuirà il reddito procapite. Ci avviteremo. Diventeremo ancora più poveri. Qualcuno pensa che in questo modo si arriverà al momento in cui il popolo darà mano ai forconi. Non credo. I forconi costano e qui non c’è nessuno, ma proprio nessuno in grado di pagarli. Ci potranno essere manifestazioni di piazza, qualche morto e qualche ferito. Stop. La Rivoluzione con la erre maiuscola richiede una classe egemone e un progetto politico. Non c’è ombra né dell’uno, né dell’altra.</p>
<p>No. Diventeremo più poveri e basta, se non sapremo rimboccarci i pantaloni.</p>
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		<title>Rivisto e corretto, atto 4 – La Fase 2, Fornero, l&#8217; Articolo 18 e &#8220;Bisognerebbe alzare i salari&#8221;</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/rivisto-e-corretto-atto-4-la-fase-2-fornero-l-articolo-18-e-bisognerebbe-alzare-i-salari/informazione/serpiko/23033/</link>
		<comments>http://www.mentecritica.net/rivisto-e-corretto-atto-4-la-fase-2-fornero-l-articolo-18-e-bisognerebbe-alzare-i-salari/informazione/serpiko/23033/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti. Le passano eccome, solo che le scrivono in codice. A grande richiesta, Mentecritica propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale. La notizia è questa. La Cgil: stesse idee del vecchio governo. Bonanni avverte: se si tocca l&#8217;articolo 18 coesione sociale. E sfida il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti.<br />
Le passano eccome, solo che le scrivono in codice.<br />
A grande richiesta, Mentecritica <a href="http://www.mentecritica.net/rivisto-e-corretto-atto-3-ultima-notte-di-ritocchi-modifiche-alla-camera/informazione/serpiko/22940/" title="Rivisto e corretto, atto 3 – Ultima notte di ritocchi, modifiche alla Camera" >propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale</a>.</em></p>
<p>La notizia è questa.</p>
<p><span id="more-23033"></span></p>
<blockquote><p><strong>La Cgil: stesse idee del vecchio governo.<br />
Bonanni avverte: se si tocca l&#8217;articolo 18 coesione sociale.<br />
E sfida il ministro sull&#8217;aumento degli stipendi</strong></p>
<p>ROMA<br />
Resta alta la tensione sull’articolo 18: dopo le dichiarazioni del ministro del Welfare, Elsa Fornero, che ieri anticipava l’intenzione dell’esecutivo Monti di avviare una riforma del mercato del lavoro, e la dura risposta del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, oggi è intervenuto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni.</p>
<p>«Non capiamo che attinenza abbia l’articolo 18 rispetto ai problemi dei giovani o dell’occupazione &#8211; ha dichiarato il segretario sindacale ad Agorà, su Rai Tre &#8211; è una norma che serve solo a non far commettere abusi alle aziende. Toccandolo si mette a rischio la coesione sociale, e senza coesione sociale una società sbrindellata come quella italiana va in pezzi».</p>
<p>Sul tema è tornata anche la Fornero che, a margine di un’audizione in Senato, ha sostenuto di non aver citato l’articolo 18 nella sua intervista al Corriere dela Sera: «c’era solo un invito al dialogo, se poi qualcuno ci legge qualcosa che non ho detto, non è responsabilità mia» ha sottolineato. In ogni caso, il ministro del Welfare ha affermato che «non c’è nessun appuntamento» nell’agenda del governo con le parti sociali «prima di gennaio». Sulla possibilità di attuare la riforma del mercato del lavoro, per la Fornero «dipende se ce lo lasciano fare come tempi e disponibilità. Da parte mia c’è piena disponibilità ma non ci devono essere preclusioni di nessun tipo». «Non si vuole precarizzare nessuno più di quanto già lo sia» ha aggiunto il ministro, riconoscendo che «in linea di massima è vero che bisognerebbe riuscire ad aumentare i salari perchè sono bassi, non è una cosa che ci sfugge».</p>
<p>E dalla sua bacheca su Facebook, la Cgil è tornata ad attaccare il governo Monti: «Che bisogno c’era di recuperare il peggio dell’ideologia del governo precedente? Serve invece aprire un confronto serio, con i sindacati e le parti sociali, perché le riforme per il Paese non si possono fare con i voti di fiducia del Parlamento», si legge sulla pagina del sindacato. «È giusto che i sindacati si oppongano alla cancellazione dell’articolo 18», continua la Cgil, sottolineando di aver fornito «fatti e numeri, veri e riscontrabili, non totem».</p>
<p>«Il vero totem della discussione sull’articolo 18 è pensare che cancellarlo possa aiutare il Paese a superare la recessione, farlo crescere e creare occupazione», sottolinea il sindacato guidato da Susanna Camusso, rispondendo implicitamente al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ieri aveva invitato ad affrontare il tema senza totem né tabù. L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è «una norma di civiltà», ribadisce il sindacato, invitando chi ne chiede l’abolizione a liberarsi «di ideologie e pregiudizi».</p>
<p>fonte: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/435241/" >La Stampa</a></noindex></p></blockquote>
<p>Interessante.<br />
Ma poco chiaro.<br />
Proviamo a fare la parafrasi.</p>
<blockquote><p><strong>La Cgil: stesse idee del vecchio governo.</strong><br />
Bonanni avverte: se si tocca l&#8217;articolo 18 <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">coesione sociale</del> <em><strong>Tarapìa tapiòco! Prematurata la supercazzola, o scherziamo?</strong></em>.<br />
E sfida il ministro <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">sull&#8217;aumento degli stipendi</del> <em><strong>a briscola chiamata</strong></em></p>
<p>ROMA<br />
Resta alta la tensione sull’articolo 18: dopo le dichiarazioni del ministro del Welfare, Elsa Fornero, che ieri anticipava l’intenzione dell’esecutivo Monti di <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">avviare una riforma del mercato del lavoro</del> <em><strong>proseguire col prelevamento coatto sull&#8217;unica categoria prelevabile</strong></em>, e la dura risposta del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, oggi è intervenuto <em><strong>con la consueta chiarezza</strong></em> il leader della Cisl, Raffaele Bonanni.</p>
<p>«<del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">Non capiamo che attinenza abbia l’articolo 18 rispetto ai problemi dei giovani o dell’occupazione &#8211; ha dichiarato il segretario sindacale ad Agorà, su Rai Tre &#8211; è una norma che serve solo a non far commettere abusi alle aziende. Toccandolo si mette a rischio la coesione sociale, e senza coesione sociale una società sbrindellata come quella italiana va in pezzi</del> <em><strong>No, mi permetta. No, io&#8230; scusi, noi siamo in quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribài con cofandina? Come antifurto, per esempio.</strong></em>».</p>
<p>Sul tema è tornata anche la Fornero che, a margine di un’audizione in Senato, ha sostenuto di non aver citato l’articolo 18 nella sua intervista al Corriere dela Sera: «<del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">c’era solo un invito al dialogo, se poi qualcuno ci legge qualcosa che non ho detto, non è responsabilità mia</del> <em><strong>non l&#8217;ho detto io perchè non c&#8217;ero, se c&#8217;ero dormivo, se non dormivo ero distratta, comunque non ricordo e sticazzi</strong></em>» ha sottolineato. In ogni caso, il ministro del Welfare ha affermato che «<del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">non c’è nessun appuntamento» nell’agenda del governo con le parti sociali «prima di gennaio</del> <em><strong>decideremo quando ci pare e piace, col principio dell&#8217;equità (*)</strong></em>». Sulla possibilità di attuare la riforma del mercato del lavoro, per la Fornero «dipende <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">se ce lo lasciano fare come tempi e disponibilità. Da parte mia c’è piena disponibilità ma non ci devono essere preclusioni di nessun tipo</del> <em><strong>dall&#8217;inserimento o meno di altre norme nel provvedimento: se c&#8217;inchiappettiamo solo i dipendenti, alle Camere passa sicuro</strong></em>».<br />
<em><strong>«Non si vuole precarizzare nessuno più di quanto già lo sia»</strong> (questa non aveva bisogno di parafrasi, ndr)</em> ha aggiunto il ministro, riconoscendo che «in linea di massima è vero che bisognerebbe riuscire ad aumentare i salari perchè sono bassi, <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">non è una cosa che ci sfugge</del> <em><strong>ma in sostanza sti gran cazzi</strong></em>».</p>
<p>E dalla sua bacheca su Facebook, la Cgil è tornata ad attaccare il governo Monti: «Che bisogno c’era di recuperare il peggio dell’ideologia del governo precedente? <del datetime="2011-12-21T09:48:21+00:00">Serve invece aprire un confronto serio, con i sindacati e le parti sociali</del> <em><strong>Per favore, non escludeteci del tutto</strong></em>, perché le riforme per il Paese non si possono fare <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">con i voti di fiducia del Parlamento</del> <em><strong>chiedendo l&#8217;approvazione alle lobby</strong></em>», si legge sulla pagina del sindacato. «È giusto che i sindacati si oppongano alla cancellazione dell’articolo 18», continua la Cgil, sottolineando di aver fornito «fatti e numeri, veri e riscontrabili, non totem».</p>
<p>«Il vero totem della discussione sull’articolo 18 è pensare che cancellarlo possa aiutare il Paese a superare la recessione, farlo crescere e creare occupazione», sottolinea il sindacato guidato da Susanna Camusso, rispondendo implicitamente al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ieri aveva invitato <del datetime="2011-12-21T09:21:58+00:00">ad affrontare il tema senza totem né tabù</del> <em><strong>a calare le braghe senza fare resistenza, poi sennò fa più male</strong></em>. L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è «una norma di civiltà», ribadisce il sindacato, invitando chi ne chiede l’abolizione a <del datetime="2011-12-21T09:48:21+00:00">liberarsi «di ideologie e pregiudizi»</del> <em><strong>impiccarsi sotto un ponte</strong></em>.</p>
<p>fonte: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/435241/" >La Stampa</a></noindex></p></blockquote>
<p>Altrettanto interessante.<br />
Ma decisamente più chiaro.</p>
<p>(*) <em><a href="http://www.mentecritica.net/monti-dopo-il-culo-la-bocca-inizia-la-fase-due/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/23131/" title="Monti: Dopo il Culo la Bocca. Inizia la Fase Due" >un&#8217;immagine di repertorio del &#8220;principio dell&#8217;equità&#8221;</a> (puntali disponibili).</em></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/10/uccellodifiamma.jpg" alt="Puntali disponibili per l'Uccello di Fiamma" /></p>
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		<title>Le bufale sulla rivoluzione islandese nascono in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 07:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mazzetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra incredibile, ma anche nel 2011 con la piena disponibilità di potentissimi canali per chiunque voglia informarsi, c’è ancora gente che capisce poco o niente di quello che accade e immediatamente sale in cattedra per istruire chi sia messo anche peggio. Così da tempo circola una ricostruzione di fantasia che vuole che l’Islanda abbia rinnegato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra incredibile, ma anche nel 2011 con la piena disponibilità di potentissimi canali per chiunque voglia informarsi, c’è ancora gente che capisce poco o niente di quello che accade e immediatamente sale in cattedra per istruire chi sia messo anche peggio.</p>
<p>Così da tempo circola una ricostruzione di fantasia che vuole che l’Islanda abbia rinnegato il suo debito, rifiutandosi di rimborsarlo. Circola diffusamente e fa danni come tutte le bufale che portano l’opinione pubblica a costruirsi false credenze e a vivere in realtà di fantasia, non meno di quanto accada, ad esempio, ai sedotti dalle sirene del berlusconismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-23119"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://debtonation.org/wp-content/uploads/2009/05/iceland_debt-accumulation.jpg" alt="" width="549" height="409" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’Islanda invece i suoi debiti li pagherà, a cominciare proprio da quello con Fondo Monetario Internazionale. I cittadini islandesi in realtà si sono opposti “solo” al rimborso dei debiti della banca (privata) Icesave nei confronti dei clienti esteri, principalmente olandesi e britannici. Il ragionamento sottostante a questo rifiuto è che quegli investitori sapevano di rischiare, visto che erano loro offerti interessi stellari, e che se proprio qualcuno li deve rimborsare tocca ai rispettivi governi. Che in effetti hanno rimborsato i propri cittadini e ora vorrebbero rivalersi sull’Islanda, che però non ha mai garantito il debito delle sue banche private e che quindi sarebbe (forse) tenuta solo moralmente a rifondere i due stati. Tutto qui il rifiuto di pagare il debito degli islandesi, che hanno onorato e onorano invece al 100% il debito sovrano.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto il resto del debito lo pagheranno eccome. Dire che “ <em>Gli islandesi… evitarono di svendere il loro paese e di metterlo sotto tutela del Fmi</em>“, oltre ad essere ridicolo <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://reykjavik.academia.edu/FridrikMBaldursson/Papers/1096850/Icelands_Program_with_the_IMF_2008-2011" >è platealmente falso</a></noindex>, com’è falso scrivere che “<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/18/raccontare-leconomia-difendere-cittadini/171565/" >Venne allora indetto un referendum che bloccò la nazionalizzazione</a></noindex> (delle banche)”, visto che le banche islandesi sono state nazionalizzate senza colpo ferire e che il referendum aveva come oggetto solo il rimborso del debito estero cumulato da Icesave. Eppure si si mettono le parole “islanda+debito+FMI” su un motore di ricerca escono migliaia di voci in italiano che riportano questa bufalaccia, che da noi è particolarmente diffusa, mentre con  ”iceland+debt+IMF” escono articoli e studi aderenti alla realtà, che è quella per la quale proprio il prestito del Fondo Monetario Internazionale è stato uno dei pilastri dell’azione islandese in risposta al fallimento delle proprie banche.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://static.guim.co.uk/sys-images/Guardian/Pix/pictures/2010/3/8/1268053796341/Iceland-protests-001.jpg" alt="" width="460" height="276" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quello che è successo in Islanda è poi molto più rilevante del (presunto) rifiuto di onorare i debiti, visto che in Islanda i moti popolari hanno determinato prima la cacciata del governo, poi <a href="http://www.mentecritica.net/evasione-e-corruzione-il-coraggio-di-punire/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23109/" title="Evasione e Corruzione. Il Coraggio di Punire" >pesanti processi per i banchieri più spericolati</a> e infine una riscrittura della costituzione volta ad evitare che si ripeta lo stesso tipo di crack e che gli operatori finanziari possano tornare a operare senza limiti e senza responsabilità. Se succedesse lo stesso in Europa e nel mondo, molti agglomerati finanziari non potrebbero più operare come fanno ora e come continuerebbero a fare dopo un “semplice” default del debito sovrano. Decisamente più rivoluzionario di un default che lascia tutto come prima e che fa comunque pagare la crisi solo a chi non ne è responsabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte cose facilmente verificabili con qualche click, eppure non passa giorno senza che si leggano fantasie come quella per la quale l’Islanda ha deciso di non pagare il suo debito. Ci sarà certamente un buona percentuale di semplici cretini che alimenta la diffusione di queste sciocchezze, ma in tutta evidenza c’è <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/18/raccontare-leconomia-difendere-cittadini/171565/" >una serie di personaggi</a></noindex> che campa sull’ignoranza e la credulità del suo pubblico di riferimento, esattamente come da anni lo rinfaccia a Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">E non è un caso che <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.paperblog.com/l-islanda-il-fondo-monetario-internazionale-la-rivoluzione-contro-il-debito-e-le-scie-chimiche-570906/" >chi mescola disinvoltamente la crisi islandese con le scie chimiche</a></noindex>” (!!!) abbia letto quest’anno la partenza dei funzionari del Fondo Monetario Internazionale come una loro cacciata dal paese, nonostante <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=4698:islanda-il-fondo-monetario-internazionale-se-ne-va&amp;catid=15:estere&amp;Itemid=40" >la stessa fonte che cita spieghi chiaramente che il FMI ha “compiuto la sua missione”</a></noindex> e che nell’occasione:</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Il Ministro dell’Economia e del Commercio Arni Pall Arnason ha parlato in maniera più personale, dicendo che molte persone erano preoccupate della cooperazione tra FMI e Islanda, che il loro welfare state – altro elemento di vanto e di efficienza – sarebbe stato tagliato duramente e che sarebbero state prese misure drastiche, basate sui diktat classici utilizzati dal Fondo Monetario nei suoi interventi in Estremo Oriente e in Sudamerica. Army crede che la ragione per la quale tutto questo non si è verificato in Islanda è perché <strong>i prestiti forniti dall’FMI al governo Islandese hanno permesso a quest’ultimo di prendere più tempo per fissare budget e obiettivi</strong>.</em>“</p>
<p style="text-align: justify;">Baggianate ripetute <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&amp;id=10290" >dall’estrema destra</a></noindex> sempre in cerca di utili tarocchi, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/6780-arriva-fmi.html" >come da altri  che s’atteggiano a sinistra</a></noindex>. No, l’Islanda non è quella che ” <em>Qualcuno invece ha il coraggio di dire no. Si tratta dell’Islanda, che da due giorni è fuori dal Fondo Monetario Internazionale</em>“.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Islanda ha accettato i prestiti del FMI, che le sono serviti eccome, e ha semplicemente trattato con il FMI condizioni molto differenti da quelle che lo stesso imponeva o provava a imporre ai paesi sudamericani e africani negli anni ’90.  L’Islanda ha detto sì al FMI, che ora se ne va perché non serve più, perché le sue stesse analisi hanno dimostrato l’avvenuta stabilizzazione dell’economia islandese. E se ne va con i ringraziamenti degli islandesi, non certo inseguito da vichinghi furiosi armati di torce e forconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Che poi personaggi del genere si spaccino per paladini del popolo e grandi disvelatori d’inganni è la logica conseguenza di tanto darsi maldestramente da fare, da sempre i populisti campano sugli ignoranti costruendo versioni semplificate e farlocche della realtà, che puntano opportunamente il dito là dove non duole ai poteri e nemmeno questo caso non fa eccezione. Meglio cianciare di debito e blandire il popolo con queste fantasie, che annoiarlo con analisi complesse o mettersi davvero in conflitto con certi poteri, can che abbaia non morde. Non per niente il mainstream si guarda bene dallo smentire con forza queste fantasie, che continuano a circolare copiosamente nonostante la loro natura fantastica sia facilmente verificabile.</p>
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		<title>La Truffa del BTP Day, Seconda Puntata</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 12:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;omertoso silenzio dei media, oggi si celebra il secondo BTP Day dopo <a href="http://www.mentecritica.net/scandaloso-la-truffa-del-btp-day/informazione/cronache-italiane/mikclaudia/22648/" >quello del 28 novembre scorso</a>. Oggi nessun titolone patriottico sui giornali, nessuna sollecitazione implicita o esplicita al pubblico risparmio. Eppure, visto che oggi si poteva acquistare direttamente in asta prenotando venerdì, le condizioni sarebbero state più convenienti oltre che a dare una vera e propria mano allo stato invece che alle banche ansiose <a href="http://www.mentecritica.net/scandaloso-la-truffa-del-btp-day/informazione/cronache-italiane/mikclaudia/22648/" >di alleggerire i propri portafogli sovraccarichi di titoli italiani</a>.</p>
<p>Dopo la sceneggiata delle <a href="http://www.mentecritica.net/manovra-e-spread-repubblica-e-corriere-ci-fregano/informazione/censura-dellinformazione/dellefragilicose/22824/" title="Manovra e Spread: Repubblica e Corriere ci Fregano" >campane a festa per la manovra</a>, sempre più persone <a href="http://www.mentecritica.net/ci-sta-venendo-uno-spread-cosi/informazione/cronache-italiane/lameduck/22914/" title="Ci sta venendo uno spread così" >si stanno riprendendo dall&#8217;incantesimo di Mario Monti</a>. Lo spread che scende per merito di Monti, ma risale per colpa dei cattivi, <a href="http://www.mentecritica.net/spread-europei-cambi-e-indici-di-borsa/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/redazione/22527/" >è tornato a livelli di allarme porpora</a>. La situazione è così grave che nemmeno più i &#8220;consulenti d&#8217;investimento&#8221; hanno il coraggio di sparare le solite palle guardando negli occhi i loro clienti.</p>
<p><span id="more-22927"></span>Se non c&#8217;è un evento eccezionale, un cambio di rotta, un improvviso colpo di fortuna, 7 su dieci delle persone che stanno leggendo questo post (me compreso) saranno in miseria nel giro di due o tre anni, compresi quelli che hanno pensato di <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-portare-i-risparmi-allestero-subito-e-legalmente/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/dellefragilicose/22284/" title="Default Italia: Portare i Risparmi all’Estero (subito e legalmente)!" >portare i soldi in Svizzera</a>.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.asud.net/images/stories/------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------000000000000000000000000000000000000000000000rich.poor.jpg" alt="" width="450" height="315" /></p>
<p>Grattatevi pure le balle, toccate ferro o fate le corna. A meno che non siate di quelli che si sono saputi guardare le spalle anni prima evadendo, accumulando e investendo bene i quattrini evasi (mattone o cosa lo saprete certamente meglio di me), siete in balia di questa gente e <a href="http://www.mentecritica.net/lici-la-pago-se-la-paga-anche-lui/informazione/democrazia-e-diritti/gianalessio-ridolfi-pacifici/22696/" title="L’ICI la Pago se la Paga Anche Lui" >degli oscuri interessi che coltivano e proteggono</a>.</p>
<p>No, per chi non l&#8217;avesse capito, non è una buona notizia.</p>
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		<title>Intervista sulla crisi</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 08:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: justify;">La situazione economico-finanziaria attuale sembra fatta apposta per scatenare nel cittadino medio una sindrome ansioso-depressivo-paranoidea, con la conseguenza di fargli perdere la lucidità necessaria per analizzare un problema così complesso.</div>
<div style="text-align: justify;">La paura non è mai buona consigliera e, soprattutto in Rete, in questi giorni siamo sottoposti ad un overloading di informazioni le più diverse tra loro, tra teorie della cospirazione, analisi troppo complesse oppure improntate alla faciloneria, fino alla propagazione incontrollata di vere e proprie sciocchezze. Tutto ciò non fa altro che aumentare l&#8217;ansia e la confusione di chi legge.</div>
<p>Giorni fa, cercando informazioni un po&#8217; più specialistiche di quelle da fast-food mainstream sulla situazione economica, sono capitata su <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://vocidallestero.blogspot.com/" ><strong>Voci dall&#8217;estero</strong></a></noindex>,  un blog che nel giro di pochi mesi ha conquistato molte letture e le prime pagine di Google. L&#8217;autrice, <strong>Carmenthesister, economista social oriented</strong>, traduce dall&#8217;inglese articoli di economisti, bloggers, commentatori e, allargando la visuale, cerca di dare delle risposte alle molte domande che la gente si pone sulla crisi attuale.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">E&#8217; nata così l&#8217;idea di un&#8217;intervista, di una conversazione tra bloggers che, scambiandosi opinioni ed osservazioni, sperano di contribuire, senza censure e condizionamenti, ad aumentare il livello di informazione dei propri lettori.</div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;intervista, per la sua lunghezza e per comodità di lettura, <del>viene proposta in due parti</del><sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/intervista-sulla-crisi/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/lameduck/22856/#footnote_0_22856"  id="identifier_0_22856" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Qui su Mentecritica, per omogeneit&agrave; di contenuto, si &egrave; pensato di proporla in un&amp;#8217;unica soluzione ">1</a>)</sup>.</div>
<div style="text-align: justify;"><em><span id="more-22856"></span></em></div>
<div style="text-align: justify;"><em><br />
</em></div>
<div style="text-align: justify;">***</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>In questi giorni siamo terrorizzati a mezzo stampa e TV da una parola sola: default. Penso che nessuno di noi abbia idea di cosa succederebbe esattamente se un paese intero fallisse. </strong><strong>Si parla di banche che, dopo il fallimento, sprangherebbero le porte e sigillerebbero i bancomat sequestrando di fatto i nostri soldi; di perdite secche di tutti i nostri risparmi investiti in titoli &#8211; a parte forse i primi centomila euro coperti dal fondo interbancario. Cosette così, insomma. E&#8217; un gran brutto film, leggende metropolitane o tutto ciò è credibile e probabile? O c&#8217;è addirittura di peggio all&#8217;orizzonte?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;La prospettiva del default, o, come si dice con termine meno drastico, di una ristrutturazione del debito, è semplicemente nei numeri. Esistono in economia dei campanelli d&#8217;allarme ben precisi che indicano che un debito è inesorabilmente in aumento, e quando un debito grosso come il nostro aumenta, vuol dire che diventa insostenibile. Ebbene, questi campanelli adesso sono tutti accesi e lampeggianti.</div>
<div style="text-align: justify;">Il primo è <strong>il tasso di interesse</strong> che ci troviamo costretti a pagare sul debito, troppo alto rispetto alla crescita del paese. Questo significa che la nuova ricchezza creata in un anno non basta a pagare gli interessi. In queste condizioni, solo il &#8220;risparmio&#8221; del paese, il famoso &#8220;avanzo primario&#8221;, può coprire questa differenza. Adesso <strong>l&#8217;avanzo primario</strong> è di gran lunga troppo basso, e quindi questo è il secondo campanello che sta suonando. Quando le due spie sono accese contemporaneamente, la situazione si definisce insostenibile. Noi ci troviamo in questa situazione. Il governo Monti deve arrivare a un avanzo primario tale da coprire la spesa per interessi e stabilizzare il debito. Ma c&#8217;è un problema. Possiamo anche stringere la cinghia, ma c&#8217;è la certezza di mandare il paese in recessione. E così questa politica di austerità rischia di assomigliare ad una fatica di Sisifo, del tutto inutile perché alla fine il debito aumenta in percentuale del Pil, che intanto diminuisce. <strong>Senza una modifica delle regole europee, sinceramente io non vedo come evitare il default.</strong>&#8220;</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Se la situazione è grave, ci sono manovre pratiche di autodifesa che il piccolo e medio risparmiatore può adottare contro l&#8217;ipotesi più infausta, ossia il default? Se ne sentono di tutti i tipi. C&#8217;è chi consiglia di portare i soldi legalmente in Svizzera, di investire in oro, di ritirare il contante dalla banca ed affidarlo al caro vecchio materasso, di investire in dollari, di comperare casa sull&#8217;Unter den Linden a Berlino. Cosa ne pensi? Secondo te chi sarebbe la persona più adatta &#8211; e possibilmente privo di conflitti d&#8217;interesse come, ad esempio, le banche &#8211; a consigliare un risparmiatore in questo frangente?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;Intendiamoci, è possibile  che alla fine il default non ci sarà, perché nell&#8217;emergenza più nera i politici si muoveranno, saranno costretti a farlo, ma, come si dice, fidarsi è bene&#8230; quindi sì all&#8217;autodifesa preventiva, calibrata sulla situazione di ognuno.<br />
Se si hanno almeno centomila euro, può valere la pena di proteggere i risparmi <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-portare-i-risparmi-allestero-subito-e-legalmente/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/dellefragilicose/22284/" >aprendo legalmente un conto in Svizzera</a>. Questo salverebbe dal rischio euro, forse dalla patrimoniale, dipende se si ricordano di tassare anche i conti all&#8217;estero. Si può anche <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-pensioni-a-67-anni-altro-che-countdown-siamo-gia-falliti/informazione/cronache-italiane/redazione/21652/" >investire nella casa a Berlino</a>, sulla rete ci sono dei gruppi di acquisto a condizioni molto interessanti, o per chi è più intraprendente anche nei paesi del Sud America, per esempio. Il materasso (o <strong>la cassetta di sicurezza</strong>) rimane però sempre valido, secondo me, per chi magari ha di meno e vuole  proteggersi almeno dal rischio della temporanea chiusura degli sportelli, se non addirittura  di un  eventuale fallimento bancario, o di patrimoniale spalmata anche sui meno ricchi. Se si conosce qualche consulente finanziario indipendente, magari un blogger che si dimostra accorto nelle analisi e nelle previsioni, sarebbe meglio non perdere tempo. Mai rivolgersi alle banche, però, che come dici bene sono in conclamato conflitto di interessi.&#8221;</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Una domanda provocatoria. Secondo te è possibile che la crisi globale venga amplificata con una buona dose di terrorismo psicologico al fine di ottenere da noi cittadini, già che ci siamo, qualcosa in ambito politico che in altre situazioni sarebbe improponibile? Questo qualcosa potrebbe essere l&#8217;imposizione di un livello più basso di democrazia necessario alla sopravvivenza di un <a href="../il-socialismo-non-si-fa-in-un-paese-solo/informazione/oltre-il-confine/fma/22635/">sistema in crisi</a> quasi irreversibile? Una volta che questo qualcosa venisse ottenuto, la crisi potrebbe scomparire dalle cronache, un po&#8217; come è successo per la guerra al terrorismo?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>In fondo anche nel 2001 ci fu una crisi economica gravissima, poi l&#8217;11 settembre provvide a distrarci e a farci concentrare sulla guerra e per un po&#8217; non si parlò più di problemi finanziari. Ciò implica infine che una nuova guerra potrebbe risolvere la questione, rimandandola per un po&#8217;? Insomma, ciò che tiene in piedi il tardo capitalismo è proprio la <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/08/guerre-di-distrazione-di-massa.html" >shock economy</a>?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 586px"><img class=" " src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d5/Naomi_Klein_Warsaw_Nov.20_2008_Fot_Mariusz_Kubik_04.jpg" alt="" width="576" height="432" /><p class="wp-caption-text">Naomi Klein</p></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;Qui fai venir fuori il mio lato &#8220;complottista&#8221;. Vedi, la crisi del debito sovrano è figlia degli squilibri covati per lunghi anni a causa del meccanismo dell&#8217;euro, che ha riunificato sotto regole comuni dei paesi con differenze strutturali abbastanza forti, privandoli dei meccanismi del mercato che di solito provvedono a riequilibrare dei deficit o dei surplus eccessivi, come il tasso di cambio o il tasso di interesse diversificato. Molti economisti, soprattutto economisti americani anche importanti, l&#8217;avevano già detto che l&#8217;euro non poteva funzionare&#8230;quindi, la mia conclusione non può essere altra che i padri dell&#8217;euro sapevano, avevano previsto che tutto questo sarebbe accaduto, e l&#8217;hanno  voluto ugualmente. Perché?<br />
Tutta la costruzione Europea è stata fatta col metodo dei &#8220;piccoli passi&#8221;, che significa in parole povere mettere il carro davanti ai buoi, arrivare pian piano nei fatti a cessioni di sovranità nazionali anche importanti senza dichiararlo apertamente, e quindi senza passare attraverso l&#8217;altrimenti inevitabile processo democratico di una costituente, con tutti i rischi connessi.  Adesso penso che intendano forzare i paesi a una cessione di sovranità sul piano economico e  fiscale, per indirizzarli verso un&#8217;austerità sociale e una riduzione dell&#8217;intervento pubblico che in altre circostanze sarebbe sembrata inaudita, mentre è ben difficile osare di dire  no, davanti all&#8217;emergenza del default. Hai detto bene. E&#8217; una shock economy formato europeo. Quando la vedi sugli altri non pensi mai che possa succedere anche al tuo paese, invece&#8230;&#8221;</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Mi vengono in mente tutte le polemiche attorno al <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2008/06/tornate-indietro-appena-potete.html" >Trattato di Lisbona</a>, visto come il primo passo verso la perdita di sovranità dei paesi europei.</strong><br />
<strong> E&#8217; possibile che questa crisi sistemica sia provocata dalla trappola della crescita ad ogni costo? Da un sistema che si sta autoincaprettando nell&#8217;inseguirla? Esiste veramente, come ripetono a noia gli imprenditori, la possibilità di una crescita continua, praticamente esponenziale dell&#8217;economia, quando a noi profani pare che le risorse energetiche, e non solo, siano limitate? Questi imprenditori non staranno pensando solo alla crescita dei loro profitti? Quella che stiamo vivendo è solo una delle crisi periodiche del capitalismo o stavolta il caro vecchio sistema rischia proprio di fare il botto?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;Da quel che ho capito io, questa necessità della crescita, che bada bene è una necessità reale &#8211; se un paese non cresce e ristagna o va in recessione c&#8217;è disoccupazione e crisi – è causata dal meccanismo del debito e dell&#8217;interesse. Siccome nell&#8217;economia di oggi la grande maggioranza della moneta esistente è moneta a debito, creata dal sistema bancario dando a credito ripetutamente i depositi dei clienti, l&#8217;attività economica è gravata dalla necessità di ripagare gli interessi, e questi vanno ripagati da un reddito che necessariamente deve crescere.  Oggi abbiamo dappertutto nel mondo una quantità impressionante di debito, pubblico o privato che sia. Il circolante, la moneta non bancaria, è solo una piccola parte (circa 10%) della moneta totale. Immagina quindi quanto il debito schiaccia l&#8217;economia con un ossessivo quanto irrealizabile bisogno di crescita.&#8221;</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Cosa ne pensi di chi invoca un ritorno a <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_generale_dell%27occupazione,_dell%27interesse_e_della_moneta" >Keynes</a></noindex> ed alle politiche di ispirazione rooseveltiana per uscire dall&#8217;impasse attuale? E&#8217; corretto il paragone tra questa crisi e quella del 1929 in un mondo completamente diverso, soprattutto tecnologicamente, da quello di allora?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;La politica Keynesiana, che voleva realizzare un capitalismo illuminato dal volto umano, e per qualche decennio c&#8217;è riuscita, è stata messa in crisi dalla globalizzazione. Lo Stato  non può più fare le sue scelte di  politica economica in un contesto dove il grande capitale sfugge alle regole nazionali, dove la competizione per esportare e procurarsi le necessarie riserve valutarie costringe a controllare salari e prezzi scordandosi della domanda interna.</div>
<div style="text-align: justify;">In questo contesto, la politica Keynesiana, o è globale, o non è.</div>
<div style="text-align: justify;">Secondo me comunque occorre superare la contrapposizione stato/mercato con un&#8217;economia finalmente &#8220;civile&#8221;. Siamo noi, gli operatori economici, che non dobbiamo comportarci da &#8220;homo economicus&#8221; avulso dai sentimenti, dall&#8217;etica, dalla necessaria armonia con gli altri, che non dobbiamo perseguire il massimo profitto ad ogni costo. Delegare allo stato il problema della redistribuzione e dell&#8217;equità – e della domanda &#8211; è in fondo un modo per lavarsene le mani,  accettando come altra faccia della medaglia un mercato selvaggio che da parte sua fa le brutture che vuole. Ci vorrà del tempo, ma bisogna sempre più pensare in questa direzione. In proposito, raccomando di leggere o ascoltare qualcosa di <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Zamagni" >Stefano Zamagni</a></noindex></strong>, ad esempio <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://vocidallestero.blogspot.com/2011/07/la-reciprocita-e-lo-scambio-di.html" >qui</a></noindex></strong>.&#8221;</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Stiamo definitivamente dimostrando che il mercato non è vero che si autoregoli senza bisogno di controlli &#8211; come sostengono i liberisti &#8211; e che, anzi, ha più che mai bisogno di regole nel momento in cui si confronta con i rischi della speculazione?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;Sono d&#8217;accordissimo, la deregolamentazione ha provocato disastri. A mio avviso in primo luogo bisognerebbe riportare le banche alla loro funzione creditizia tradizionale, con una netta separazione rispetto all&#8217;attività di investimento finanziario, che mette a rischio i depositi dei clienti, fa lavorare le banche in conflitto di interesse, e penalizza il credito alle imprese. La finanza speculativa e ultraspeculativa poi non dovrebbero proprio esistere. Io sono molto radicale in questo. Secondo me non bisogna poter vendere cose che non si posseggono, per esempio. Ma la difficoltà è che bisogna imporre  le regole a livello globale, altrimenti è inutile.&#8221;</div>
<div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Esistono dei responsabili in carne ed ossa della speculazione finanziaria in atto in questi giorni? Pensi che siano dei singoli Gordon Gekko senza scrupoli che agiscono per il proprio particulare o  dei soldati che stanno combattendo la terza guerra mondiale con le armi nuove e non convenzionali dello spread, del rating e dei titoli tossici?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;Gettare la responsabilità su singoli disonesti o su una mancata vigilanza è un modo per sviare l&#8217;attenzione dal problema vero. E il problema vero è la leva finanziaria eccessiva.  Le istituzioni finanziarie comprano titoli a rischio perché sono poco costosi e offrono una remunerazione elevata, e addirittura questa esposizione anche a lungo termine è finanziata da pronti contro termine a breve scadenza, che costano poco, e sono ottenuti dando a garanzia i titoli tossici stessi che con questi soldi vengono acquistati! Sembra contorto, ma la legge permette queste cose, che provocano grave instabilità.&#8221;</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;euro è veramente in pericolo? Gli stability bond (quelli che sentiamo chiamare anche euro bond) potrebbero rappresentare un argine alla speculazione, assieme alla creazione di una governance centralizzata dell&#8217;economia e della finanza continentali? La BCE dovrebbe stampare euro?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Insomma, quest&#8217;unità europea s&#8217;ha da fare a tutti i costi o immagini nel prossimo futuro una frammentazione ancor più accentuata di staterelli con divise dal prefisso &#8220;neo&#8221; che fanno a gara a chi si svaluta di più? Ed è pensabile per l&#8217;Italia, come suggeriscono alcuni, uscire volontariamente dall&#8217;euro per ritornare alla lira ed al vecchio giochetto della svalutazione per rendere vantaggioso l&#8217;export?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;A mio avviso <strong>la cosa migliore sarebbe</strong> <strong>riuscire a mantenere l&#8217;euro</strong>, riformandolo però, in modo che possa funzionare davvero. Nell&#8217;immediato sarebbe indispensabile  che la BCE si mettesse ad acquistare con decisione i bonds sovrani per sottrarli alla speculazione, e permettere agli stati  di finanziare il debito a tassi accessibili,  come avviene negli altri paesi, vedi USA o Giappone o Gran Bretagna.</div>
<div style="text-align: justify;">Gli eurobonds potrebbero funzionare solo con una BCE che  fa da &#8220;prestatrice di ultima istanza&#8221;, altrimenti alla fine ci passano anche i paesi forti. C&#8217;è già stato qualche segno di minor fiducia anche nei confronti dei titoli Tedeschi, una vera fuga dall&#8217;euro in sè.</div>
<div style="text-align: justify;">Certo a questo punto, se si mette in comune il debito e lo si finanzia via BCE, anche la politica fiscale dovrebbe essere centralizzata, ma non  questa politica tutta incentrata sull&#8217;austerità  fiscale! Il problema di fondo non è il debito sovrano, ma gli squilibri tra i paesi dell&#8217;eurozona, squilibri che lo hanno in certi casi provocato e in altri (come per l&#8217;Italia) aggravato. L&#8217;austerità fiscale non affronta il vero problema, se non tentare di compensarlo provocando una pesante e lunga deflazione dei salari e dei prezzi!  Una politica industriale seria potrebbe indirizzare i flussi di capitali dai paesi del centro in surplus verso degli investimenti produttivi nei paesi periferici, e non verso le bolle immobiliari o i consumi, come avvenuto sinora. I paesi del centro dovrebbero aumentare la loro domanda interna, aiutandoci ad esportare di più, e noi razionalizzare la spesa. Così gli squilibri tra paesi potrebbero essere gradatamente riassorbiti, e l&#8217;unione potrebbe funzionare meglio.</div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;unione deve basarsi sulla cooperazione. Sono molti gli economisti che sostengono queste soluzioni, sia all&#8217;estero che anche in Italia, vedi ad esempio il <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://vocidallestero.blogspot.com/2011/11/documento-degli-economisti-2011.html" ><strong>documento degli economisti 2011</strong></a></noindex>, o anche <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://web.resmarche.it/resmarche/docs/420.pdf" >questa proposta assolutamente originale</a></noindex></strong>  che meriterebbe davvero di essere studiata, ma ci sono molte resistenze politiche nei paesi forti, vedi Germania soprattutto.</div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;approccio dell&#8217;austerità diffusa è sbagliato e fa addirittura desiderare di <strong>tornare alla lira, con tutte le gravi incognite che questo comporta</strong>, anche perché  il vecchio giochetto della svalutazione di cui parli non so quanto ancora potrebbe funzionare&#8230;Ma al limite ci sono proposte fattibili anche in questo senso, vedi ad esempio <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.investireoggi.it/estero/moslerpilkington-un-piano-credibile-di-uscita-dalleurozona/" >qui</a></noindex></strong> o <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.investireoggi.it/estero/il-debito-italiano-deve-essere-ristrutturato/" >qui</a></noindex></strong>.&#8221;</div>
<div style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 525px"><img src="http://intermarketandmore.finanza.com/files/2010/12/PIIGS-euro.jpg" alt="" width="515" height="301" /><p class="wp-caption-text">Piigs</p></div>
</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Quindi è stato un errore far entrare nell&#8217;eurozona paesi economicamente poco affidabili come la Grecia e gli altri PIIGS, equiparandone le responsabilità di bilancio a paesi con ben altri fondamentali come, ad esempio, la Germania?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;Certamente, l&#8217;errore è stato di progettare una moneta comune tra paesi molto diversi, senza unione fiscale. Poi la stessa unione monetaria una volta introdotta ha permesso che  gli squilibri si approfondissero, facendoli diventare voragini, a causa della mancanza di quel riequilibrio automatico rappresentato normalmente dal mercato dei cambi. Se non ci fosse stato l&#8217;euro la Germania non avrebbe potuto accumulare  il suo enorme surplus verso i paesi periferici, né i capitali avrebbero potuto fluire altrettanto copiosamente dal centro alla periferia, indebitando  i pigs per spese improduttive.&#8221;</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Cosa ne pensi del <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/09/e-tempo-che-i-cammelli-passino-dalla.html" >Piano Rubik</a>, ossia del trattato già firmato dalla Germania con la Svizzera, per il recupero delle tasse sui capitali esportati illegalmente, che verrebbero raccolte dalle banche della Confederazione tramite una ritenuta del 26% sui capitali ed inviate al Fisco dei paesi d&#8217;origine, in cambio del mantenimento del segreto bancario sui conti? Monti dovrebbe farlo firmare anche all&#8217;Italia?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;Penso che è da tanto che se ne parla, che dovevano realizzarlo già mesi e mesi fa, ma forse quelli che contano non hanno ancora provveduto a sistemare altrove i loro conti.&#8221;</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Italia sta pagando anni di immobilismo politico che l&#8217;hanno portata a poter credere di vivere alla giornata senza programmare la crescita,ottimizzare la spesa pubblica limitandone gli sprechi, mettere un argine alla corruzione ed all&#8217;illegalità diffusa. E&#8217; semplicemente quest&#8217;impasse che Mario Monti cerca di risolvere, o si è trattato veramente di un colpo di stato delle banche, come sostengono i complottisti?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;Non c&#8217;è dubbio che l&#8217;Italia è, dopo la Grecia, il paese dell&#8217;evasione fiscale e dell&#8217;illegalità diffusa. L&#8217;Italia ha certamente speso male, ma purtroppo questa sacrosanta verità, viene usata a giustificazione di politiche sbagliate e controproducenti.</div>
<div style="text-align: justify;">Come si suol dire, si finisce col buttare via il bambino insieme all&#8217;acqua sporca.</div>
<div style="text-align: justify;">Abbiamo un problema di cattiva amministrazione, di compenetrazione tra mafia, malaffare e politica, soprattutto al Sud ma questo non si risolve con il pareggio di bilancio! Né con tagli di spesa lineari, o con l&#8217;aumento della pressione fiscale, né con la svendita del patrimonio pubblico, anzi, caso mai il problema viene aggravato dalle privatizzazioni dei beni pubblici e dall&#8217;impoverimento diffuso.</div>
<div style="text-align: justify;">Credo che questi problemi del nostro paese vadano riformati attraverso una regolamentazione attenta e una rivoluzione di efficienza nella pubblica amministrazione, che caso mai ha bisogno di mezzi, almeno in un primo tempo, prima di arrivare ai risparmi. Il Sud è sempre stato più povero, e nella povertà fiorisce la corruzione.</div>
<div style="text-align: justify;">Quindi teniamo separati i problemi, non facciamo di tutta l&#8217;erba un fascio, non arrendiamoci al cervello rettiliano che si nutre di generalizzazioni!&#8221;</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>In conclusione, un&#8217;altra domanda provocatoria. Esiste la remota possibilità che nessuno sappia veramente come risolvere questa crisi globale perché la situazione è sfuggita di mano all&#8217;apprendista stregone?</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Augurandoci che non sia così, è meglio essere pessimisti senza illusioni, ottimisti alla Berlusconi od ottimisti con cautela?</strong></div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;Questo non lo credo. Anzi, penso che ci siano in potenza tante diverse soluzioni fattibili, ma manca la volontà di attuarle. In Europa in particolare, chi può pensa a massimizzare il proprio interesse, a scapito degli altri e dell&#8217;unione. Così facendo, c&#8217;è il rischio di arrivare al crollo.  Qualcuno, non ricordo più in quale articolo, paragonava la situazione attuale al cosidetto &#8220;gioco del coniglio&#8221;: due giocatori, ciascuno alla guida di un&#8217;auto, si lanciano a tutta velocità verso un burrone. Il primo che gira o frena (fa il coniglio), perde la gara. Arriveranno a buttarsi giù tutti quanti insieme?</div>
<div style="text-align: justify;">Forse noi dovremmo cercare di essere né ottimisti, né pessimisti, ma  osservatori, cercando di rimanere ben centrati in noi stessi anche se la situazione peggiora, e soprattutto praticare per quel che ci riguarda, ognuno nel suo piccolo, un atteggiamento economico &#8220;civile&#8221;.&#8221;</div>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
</div>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_22856" class="footnote"> Qui su Mentecritica, per omogeneità di contenuto, si è pensato di proporla in un&#8217;unica soluzione </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>Rivisto e corretto, atto 2 &#8211; S&amp;P&#8217;s, a rischio le 6 triple A</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/rivisto-e-corretto-atto-2-sps-a-rischio-le-6-triple-a/informazione/serpiko/22837/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 11:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti. Le passano eccome, solo che le scrivono in codice. A grande richiesta, Mentecritica propone la rubrica che decifra l&#8217;informazione nazionale. ___________________________________________________________________________________________________________ La notizia è questa: S&#38;P&#8217;s, sotto osservazione 15 Paesi di Eurolandia. A rischio le 6 triple A, comprese Germania e Francia L&#8217;agenzia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti.<br />
Le passano eccome, solo che le scrivono in codice.<br />
A grande richiesta, Mentecritica <a href="http://www.mentecritica.net/rivisto-e-corretto-linformazione-interpretata-per-voi-atto-1/informazione/il-bello-della-politica/serpiko/22699/" title="Rivisto e corretto, l’informazione interpretata per voi – atto 1" >propone la rubrica che decifra l&#8217;informazione nazionale</a>.</em></p>
<p>___________________________________________________________________________________________________________</p>
<p>La notizia è questa:</p>
<blockquote><p><strong>S&amp;P&#8217;s, sotto osservazione 15 Paesi di Eurolandia. A rischio le 6 triple A, comprese Germania e Francia</strong></p>
<p>L&#8217;agenzia internazionale Standard &amp; Poor&#8217;s mette sotto osservazione i rating di 15 Paesi di Eurolandia. A rischio downgrade anche le triple A di Germania e Francia, oltre a quelle di Olanda, Lussemburgo, Austria e Finlandia (in sostanza tutte le 6 triple A dell&#8217;area euro). Il rating dell&#8217;Italia è di nuovo nel mirino dell&#8217;agenzia americana e anche il giudizio sul Belgio potrebbe subire un taglio di un gradino. Confermato l&#8217;outlook negativo su Cipro mentre viene esclusa una revisione la Grecia. S&amp;P&#8217;s cita cinque fattori di rischio tra cui quello di «recessione economica» nel 2012 e conclude che l&#8217;esame verrà concluso «il prima possibile», dopo il summit europeo dell&#8217;8-9 dicembre.</p>
<p><span id="more-22837"></span></p>
<p>La notizia era stata diffusa, senza citare fonti, per primo dal Financial Times secondo il quale l&#8217;annuncio dell&#8217;agenzia di rating statunitense sarebbe stato imminente. In serata anche l&#8217;agenzia Bloomberg e il Wall Street Journal avevano confermato il rumor prima della chiusura della Borsa di New York. Il comunicato di S&amp;P&#8217;s è arrivato a mercati chiusi.</p>
<p>La mossa era nell&#8217;aria, almeno per alcuni di questi Paesi, Francia in testa (lo scorso 10 novembre dall&#8217;agenzia di rating era uscito un comunicato in cui si annunciava il downgrade della Francia. Un testo diffuso per errore &#8211; si era affrettata a chiarire la società &#8211; che però svelava le reali intenzioni). Sorprende, comunque, che S&amp;P abbia scelto un momento così delicato per diffondere la sua decisione, cioè la vigilia di quello che si preannuncia come il più drammatico vertice della storia della Ue: il summit &#8220;salva-euro&#8221; di venerdì 9 dicembre a Bruxelles.</p>
<p>Un vertice decisivo da cui si attendono concrete proposte di modifiche al Trattato dell&#8217;Ue. Tra queste in molti si auspicano un potenziamento delle funzione della Banca centrale europea (in modo tale che possa, al pari della Federal Reserve, avere più armi per fronteggiare crisi economiche).</p>
<p>Nei giorni scorsi un&#8217;altra agenzia di rating, Fitch, ha indicato che i giudizi su Italia e Spagna sono a rischio mentre la stessa Standard and Poor&#8217;s ha tagliato il giudizio su 37 banche internazionali. Oggi è poi stato annunciato il downgrade a BBB- su Edison e Finmeccanica.</p>
<p>Fonte: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-12-05/potrebbe-emettere-credit-watch-194438.shtml" >Il Sole 24 Ore</a></noindex> del 5 dicembre 2011</p></blockquote>
<p>Interessante.<br />
Ma poco chiaro.<br />
Proviamo a fare la parafrasi. Le parti “tradotte” sono in corsivo.</p>
<blockquote><p><strong>S&amp;P&#8217;s, <del datetime="2011-12-06T08:55:41+00:00">sotto osservazione 15 Paesi di Eurolandia</del> <em>l&#8217;Europa è nella merda fino all&#8217;ombelico</em>. A rischio le 6 triple A, comprese Germania e Francia</strong></p>
<p>L&#8217;agenzia internazionale Standard &amp; Poor&#8217;s <del datetime="2011-12-06T08:55:41+00:00">mette sotto osservazione i rating di 15 Paesi di Eurolandia. A rischio downgrade anche le triple A di Germania e Francia, oltre a quelle di Olanda, Lussemburgo, Austria e Finlandia (in sostanza tutte le 6 triple A dell&#8217;area euro)</del> <em><strong>ritiene che nell&#8217;area Euro la merda stia salendo di livello per tutti</strong></em>. <del datetime="2011-12-06T08:55:41+00:00">Il rating dell&#8217;Italia è di nuovo nel mirino dell&#8217;agenzia americana</del> <em><strong>Nonostante l&#8217;<a href="http://www.mentecritica.net/in-arrivo-gli-uccelli-di-fiamma-ce-ne-per-tutti-non-vi-accalcate/cuore-di-tenebra/bacio-della-buonanotte/dellefragilicose/21817/" >uccello di fiamma</a> appena passato tra le chiappe degli italiani, S&amp;P non si fida di Monti e dei nostri Btp</strong></em> e anche il giudizio sul Belgio potrebbe subire un taglio di un gradino. Confermato l&#8217;outlook negativo su Cipro mentre viene esclusa una revisione la Grecia <em><strong>in quanto già nella merda fin sopra i capelli</strong></em>. S&amp;P&#8217;s cita <del datetime="2011-12-06T08:55:41+00:00">cinque fattori di rischio tra cui quello di</del> <em><strong>quattro fattori di rischio e una certezza, la</strong></em> «recessione economica» nel 2012 e conclude che l&#8217;esame verrà concluso «il prima possibile», dopo il summit europeo dell&#8217;8-9 dicembre.</p>
<p>La notizia era stata diffusa, senza citare fonti, per primo dal Financial Times secondo il quale l&#8217;annuncio dell&#8217;agenzia di rating statunitense sarebbe stato imminente. In serata anche l&#8217;agenzia Bloomberg e il Wall Street Journal avevano confermato il rumor prima della chiusura della Borsa di New York <em><strong>ma i broker a quell&#8217;ora avevano ancora troppi titoli bancari nei loro portafogli, quindi l&#8217;ufficialità era stata rimandata</strong></em>. Il comunicato di S&amp;P&#8217;s è arrivato <del datetime="2011-12-06T08:55:41+00:00">a mercati chiusi</del> <em><strong>appena l&#8217;agenzia aveva concluso le opportune vendite di titoli che il giorno dopo avrebbero perso punti</strong></em>.</p>
<p>La mossa era nell&#8217;aria, almeno per alcuni di questi Paesi, Francia in testa (lo scorso 10 novembre dall&#8217;agenzia di rating era uscito un comunicato in cui si annunciava il downgrade della Francia. Un testo diffuso <del datetime="2011-12-06T08:55:41+00:00">per errore</del> <em><strong>troppo presto per speculare adeguatamente</strong></em> &#8211; si era affrettata a chiarire la società &#8211; che però svelava le reali intenzioni). <del datetime="2011-12-06T08:55:41+00:00">Sorprende, comunque, che S&amp;P abbia scelto un momento così delicato per diffondere la sua decisione, cioè la</del> <em><strong>Chiarissimo l&#8217;intento di S&amp;P di speculare sulla caduta dell&#8217;Euro, proprio alla</strong></em> vigilia di quello che si preannuncia come il più drammatico vertice della storia della Ue: il summit &#8220;salva-euro&#8221; di venerdì 9 dicembre a Bruxelles.</p>
<p>Un vertice decisivo da cui si attendono concrete proposte di modifiche al Trattato dell&#8217;Ue. Tra queste in molti si auspicano un potenziamento delle funzione della Banca centrale europea (in modo tale che possa, al pari della Federal Reserve, <del datetime="2011-12-06T08:55:41+00:00">avere più armi per fronteggiare crisi economiche</del> <em>a<strong>ttuare una vasta e indiscriminata politica di signoraggio, nel tentativo di spedire un po&#8217; dell&#8217;attuale nostra merda alle generazioni future</strong></em>).</p>
<p>Nei giorni scorsi <del datetime="2011-12-06T08:55:41+00:00">un&#8217;altra agenzia di rating, Fitch, ha indicato che i giudizi su Italia e Spagna sono a rischio mentre la stessa Standard and Poor&#8217;s ha tagliato il giudizio su 37 banche internazionali</del> <em><strong>altre agenzie hanno dato chiari indizi di voler scommettere sulla caduta dell&#8217;Euro e, probabilmente, di voler dare una grossa mano e un&#8217;accelerazione a questo processo</strong></em>. <del datetime="2011-12-06T08:55:41+00:00">Oggi è poi stato annunciato il downgrade a BBB- su Edison e Finmeccanica.</del> <em><strong>S&amp;P ha inoltre dichiarato che da oggi i titoli Edison e Finmeccanica sono carta da culo.</strong></em></p>
<p><em><strong>Si attende a ore un annuncio di Moody&#8217;s, Best o Egan-Jones che cali il sipario sui reali intenti di demolizione della moneta unica europea e che faccia salire il livello di merda fino al nostro collo.</strong></em></p></blockquote>
<p>Altrettanto interessante.<br />
Ma decisamente più chiaro.</p>
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		<title>Il dato (in)comprensibile</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 08:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;economia è fatta di leggi fisse: vi sono teoremi, corollari e lemmi che ne governano l&#8217;andamento e che rendono i trend di mercato prevedibili a lungo termine. Questa materia è molto più simile a una scienza che a una dottrina. Molto vicina al metodo della meteorologia, se vogliamo, che utilizza la fisica per elaborare simulazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;economia è fatta di leggi fisse: vi sono teoremi, corollari e lemmi che ne governano l&#8217;andamento e che rendono i trend di mercato prevedibili a lungo termine. Questa materia è molto più simile a una scienza che a una dottrina. Molto vicina al metodo della meteorologia, se vogliamo, che utilizza la fisica per elaborare simulazioni aventi un ottimo margine di approssimazione.<br />
Tra queste leggi si possono inserire, in determinati momenti, alcune variabili che hanno il potere di turbare le sinusoidi per frazioni di tempo. Variabili che tutto sommato si riducono a due sole eventualità: la mancata o parziale immissione sul mercato di informazioni e il verificarsi di eventi naturali. Le prime sono guidate dall&#8217;uomo per fini ben determinati; le seconde no, di conseguenza non sono quasi mai prevedibili.<br />
In questo contesto semiperfetto, dove l&#8217;assenza di eventi imponderabili e la presenza delle informazioni fondamentali dovrebbe consentire una determinazione piuttosto accurata dei numeri, ci sono dati che parlano da sè e che sono tristemente preoccupanti, per quanto possano apparire strani.<br />
Posto un&#8217;immagine orribile. Agli occhi di un economista sta come l&#8217;immagine delle vivisezioni a quelli di un animalista.</p>
<p><span id="more-22692"></span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://img4.fotoalbum.virgilio.it/v/www1-6/246/246565/519263/Sole24h-vi.jpg" alt="" /></p>
<p>A far inorridire non è (solo) la strana inversione di segni tra spread e FIB, dove entrambi sono ben in salita sebbene il loro rapporto sia inversamente proporzionale. Il dato è parziale, a fine giornata l&#8217;andamento positivo dei mercati avrebbe visto la decrescita dello spread; sono comunque due indici che già in altre occasioni hanno dimostrato di poter viaggiare su binari diversi.</p>
<p>La cosa che dovrebbe far riflettere è che il FIB, e con esso tutti gli altri indici, sia tanto euforico a fronte dell&#8217;annuncio, qualche ora prima, dell&#8217;attuazione di una vasta politica di signoraggio da parte delle maggiori banche centrali.<br />
Riassumo in poche righe gli eventi.</p>
<ul>
<li>Le banche centrali hanno deciso di stampare moneta.</li>
<li>Il mercato è ben conscio che tale moneta verrà immessa all&#8217;interno di esso ed utilizzata per essere investita in titoli di stato.</li>
<li>Il mercato ha quindi alzato il valore degli scambi, aggiungendo al valore di borsa del giorno precedente la maggior quantità di moneta presente sulla piazza.</li>
</ul>
<p>In sintesi, quella crescita di borsa non s&#8217;è tradotta in un valore aggiunto. Non serve ad arrestare la crisi del debito. Non comporta un guadagno, se non di carattere speculativo, e non è certo la soluzione al problema. La situazione non è cambiata di una virgola.<br />
Un&#8217;informazione responsabile spiegherebbe le cose esattamente in questo modo.</p>
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		<title>Default Italia? Se Soffri d&#8217;Ansia non Leggere Questo Post</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 15:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grobo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti di noi <a href="http://www.mentecritica.net/merkozopolis/informazione/oltre-il-confine/lameduck/22640/" title="Merkozopolis" >pensano di cavarsela</a> con l&#8217;ICI, l&#8217;aumento dell&#8217;IVA e chi ha la fortuna di dichiarare più di 300.000, con una patrimoniale leggera che detta così sembra una specie di piatto vegetariano che si digerisce in fretta e fa pure andare di corpo. In realtà, le ipotesi che circolano negli gli ambienti specializzati sono ben altre.</p>
<p>I problemi sono piazzare il debito italiano e, soprattutto, internalizzarlo, cioè spostarne l&#8217;asse sul territorio nazionale invece che sugli investitori esteri.</p>
<p>Cerchiamo di capire prima di tutto perché conviene nazionalizzare il debito. Un primo motivo è l&#8217;eventuale uscita dall&#8217;euro o il ritorno generalizzato alle valute nazionali. Che sia un&#8217;opzione possibile non lo dicono i complottisti o <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-43-giorni-al-fallimento-alessio-rastani-e-una-bufala/informazione/censura-dellinformazione/comandante-nebbia/21624/" title="Default Italia, 43 Giorni al Fallimento. Alessio Rastani, il Trader Sincero, è una Bufala" >Alessio Rastani</a>, ma le maggiori banche internazionali che, secondo il New York Times, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-26/euro-potrebbe-saltare-grandi-105024.shtml?uuid=Aam3voOE" >stanno già effettuando esercitazioni in proposito</a></noindex>.</p>
<p><span id="more-22660"></span>Nel caso di ritorno alla lira, come <a href="http://www.mentecritica.net/anatomia-del-disastro-default-the-day-after/leggere/comandante-nebbia/21537/" title="Anatomia del Disastro. Default, The Day After" > da anticipazioni che vi abbiamo dato su questo sito</a> e per le quali siamo stati anche presi un po&#8217; in giro (anche se ora <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.liberoquotidiano.it/news/879187/Se-si-torna-alla-Lira-stipendi-bassi-prezzi-folli.html" >ne scrivono anche quotidiani nazionali</a></noindex>), il debito estero sottoscritto in euro andrebbe onorato in euro, in dollari, marchi o franchi svizzeri. Insomma con una valuta internazionalmente riconosciuta come solida e in ragione di un rapporto di cambio fissato con l&#8217;Euro. Questo vuol dire che se ho fatto debiti per cento euro con la Germania, se esco dall&#8217;Euro non posso mollargli l&#8217;equivalente in lire che, causa svalutazione, potrebbero valere come i soldini del monopoli.</p>
<p>Con il debito interno, invece, questa costrizione viene meno. La valuta nazionale è la lira. Ho fatto debiti con te per 100 euro, ti ripago con l&#8217;equivalente di lire che ho appena stampato e buona fortuna.</p>
<p>Ovviamente, di lire ne stampo quanto voglio e sono a posto. Un po&#8217; come pagare le bollette con un foglietto di carta sula quale ho disegnato una banconota. Se poi la società del Gas non ci riesce a comprare il latte sono un po&#8217; cazzi suoi, o no?</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/btpcartaigienica.jpg" ><img class="size-full wp-image-22672 aligncenter" title="btpcartaigienica" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/btpcartaigienica.jpg" alt="" width="310" height="340" /></a></p>
<p>Vendere debito, in generale, consente di ripagare quello già sottoscritto (<a href="http://www.mentecritica.net/lo-schema-ponzi/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/chiara-di-notte/10649/" title="Lo Schema Ponzi" >una specie di schema Ponzi</a>) e di rifinanziare le attività future. Se tu hai potere nel vendere il tuo debito, non devi tenere gli interessi molto alti e ottieni finanziamento a basso costo. Bene, visto che in giro per il mondo non ci sono tanti allocchi e <a href="http://www.mentecritica.net/scandaloso-la-truffa-del-btp-day/informazione/cronache-italiane/mikclaudia/22648/" title="Scandaloso, La Truffa del BTP Day" >che col BTP Day al massimo ti infinocchi le vecchiette</a>, ecco l&#8217;idea geniale. Perché non convertire, <em>ex abrupto</em>, una parte dei conti correnti in BTP?  O, ancora meglio, perché non pagare i creditori dello stato, dipendenti e fornitori, in parte in contanti e in parte in BTP?</p>
<p>E&#8217; l&#8217;uovo di colombo no? Invece di dare quattrini si prende un foglietto di carta, si scrive BTP sopra e poi lo si spaccia per quattrini.</p>
<p>No, non è un ipotesi che viene dai siti di signoraggio o da megachip, è una cosa di cui si discute tranquillamente nei salotti di Radio 24, la radio di confindustria, nel corso della trasmissione Focus Economia del 28-11-2011 in una amabile conversazione tra il bravo Sebastiano Barisoni, ottimo conduttore e <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.linkedin.com/pub/gianluca-garbi/7/1aa/461" >Gianluca Garbi</a></noindex>, ex CEO <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.mtsmarkets.com/" >MTS</a></noindex> e attuale amministratore delegato di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.bancasistema.it/it/index_it.php" >Banca Sistema</a></noindex>.</p>
<p>La trasmissione si può ascoltare per intero in formato MP3 <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.radio24.ilsole24ore.com/player/player.php?filename=111128-focus-economia.mp3" >a questo link</a></noindex>, ma vi forniamo due brevi estratti nei quali i concetti sono chiaramente ribaditi</p>
<p style="text-align: left;"><strong>I conti correnti convertiti in BTP</strong></p>
<p><strong>I BTP come metodo di pagamento</strong></p>
<p>La prima ipotesi, come dicono Garbi e Barisoni, è una sciocchezza. Se si diffondesse un timore di questo tipo, si rischierebbe la fuga dalle banche con conseguente fallimento.</p>
<p>La seconda invece, sostenuta da Garbi, è una vera furbata, una specie di pacco multiplo. Vediamo perché. E&#8217; un pacco per chi riceve BTP in pagamento al posto di quattrini. In pratica è una cambiale a 3-5 o 10 anni. Nella trasmissione dicono che se uno ha bisogno di liquidità può venderli. Vero, ma a parte il possibile minusvalore, il detentore di BTP si vedrebbe caricato dell&#8217;onere di piazzare i titoli al posto dello Stato</p>
<p>L&#8217;altro pacco è verso la BCE. Con questo sistema si introduce praticamente moneta in circolo senza stamparla e, di fatto, si svaluta. E&#8217; un po&#8217; come quando si stampavano i miniassegni. I BTP non sono contante, ma un&#8217;obbligazione, un prestito. Utilizzarli come contante incoraggiando i creditori a venderli è una mossa da magliari, non da banchieri.</p>
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		<title>Spread Europei, Cambi e Indici di Borsa</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 20:30:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Finanza, borsa, indici,valute, cambi, dollaro, euro,franco svizzero, spread, crisi, default, bond, btp, investimenti, risparmio, capitale, interessi, prestiti, mutui, debiti, banche, istituti di credito, conto corrente. Finanza, borsa, indici,valute, cambi, dollaro, euro,franco svizzero, spread, crisi, default, bond, btp, investimenti, risparmio, capitale, interessi, prestiti, mutui, debiti, banche, istituti di credito, conto corrente. Unica sul web italiano, questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;"><small>Finanza, borsa, indici,valute, cambi, dollaro, euro,franco svizzero, spread, crisi, default, bond, btp, investimenti, risparmio, capitale, interessi, prestiti, mutui, debiti, banche, istituti di credito, conto corrente.</small></span></p>
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<p>// ]]&gt;</script><br />
<span style="color: #ffffff;"><small>Finanza, borsa, indici,valute, cambi, dollaro, euro,franco svizzero, spread, crisi, default, bond, btp, investimenti, risparmio, capitale, interessi, prestiti, mutui, debiti, banche, istituti di credito, conto corrente.</small></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Unica sul web italiano, questa pagina offre in un unico colpo d&#8217;occhio una serie di indicatori fondamentali per valutare lo stato reale della crisi economica finanziaria europea. Con un ritardo massimo di 30 minuti vi offriamo:</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><small>Finanza, borsa, indici,valute, cambi, dollaro, euro,franco svizzero, spread, crisi, default, bond, btp, investimenti, risparmio, capitale, interessi, prestiti, mutui, debiti, banche, istituti di credito, conto corrente.</small></span></p>
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<p>// ]]&gt;</script><br />
<span style="color: #ffffff;"><small>Finanza, borsa, indici,valute, cambi, dollaro, euro,franco svizzero, spread, crisi, default, bond, btp, investimenti, risparmio, capitale, interessi, prestiti, mutui, debiti, banche, istituti di credito, conto corrente.</small></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;indice della borsa di Milano, l&#8217;indice della borsa di Londra,l&#8217;indice della borsa di Francoforte, l&#8217;indice della borsa di Parigi, l&#8217;indice della borsa di New York.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;"> Il cambio euro/franco svizzero, il cambio euro/dollaro.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;"> Lo spread Italia Germania (BTP/Bund), lo spread Spagna Germania (spread Bonos/Bund), lo spread Francia Germania (spread OAT/Bund), lo spread Grecia Germania (spread Hellenic Republic bonds/Bund), lo spread Belgio Germania(spread BTB/Bund), lo spread Irlanda Germania (spread Ireland Government Bond/Bund)</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><small>Finanza, borsa, indici,valute, cambi, dollaro, euro,franco svizzero, spread, crisi, default, bond, btp, investimenti, risparmio, capitale, interessi, prestiti, mutui, debiti, banche, istituti di credito, conto corrente.</small></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;"><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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<p>// ]]&gt;</script><br />
<span style="color: #ffffff;"><small>Finanza, borsa, indici,valute, cambi, dollaro, euro,franco svizzero, spread, crisi, default, bond, btp, investimenti, risparmio, capitale, interessi, prestiti, mutui, debiti, banche, istituti di credito, conto corrente.</small></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Indici di Borsa</span></strong></p>
<table style="width: 610px; height: 60px;" border="0" cellpadding="5">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;">Milano<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/Italy-Icon.jpg" ><img class="size-full wp-image-22563" title="Italy Icon" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/Italy-Icon.jpg" alt="" width="24" height="24" /></a></td>
<td style="text-align: center;"> Londra<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/United-Kingdom-Icon.jpg" ><img class="size-full wp-image-22564" title="United Kingdom Icon" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/United-Kingdom-Icon.jpg" alt="" width="24" height="24" /></a></td>
<td style="text-align: center;"> Francoforte<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/Germany-Icon.jpg" ><img class="size-full wp-image-22565" title="Germany Icon" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/Germany-Icon.jpg" alt="" width="24" height="24" /></a></td>
<td style="text-align: center;">Parigi<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/France-Icon.jpg" ><img class="alignnone size-full wp-image-22566" title="France Icon" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/France-Icon.jpg" alt="" width="24" height="24" /></a></td>
<td style="text-align: center;">New York<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/United-States-Icon.jpg" ><img class="alignnone size-full wp-image-22577" title="United States Icon" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/United-States-Icon.jpg" alt="" width="24" height="24" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">
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<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Cambio Euro/Franco Svizzero Cambio Euro/Dollaro<br />
</span></strong></p>
<table style="width: 590px;" border="0" cellpadding="5" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><img class="alignleft" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/1215749503968964879.png" alt="" width="23" height="23" />EUR/CHF<a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/Switzerland-Icon.jpg" ><img class="alignright size-full wp-image-22579" title="Switzerland Icon" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/Switzerland-Icon.jpg" alt="" width="24" height="24" /></a></td>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/1215749503968964879.png" ><img class="alignleft size-full wp-image-22578" title="1215749503968964879" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/1215749503968964879.png" alt="" width="23" height="23" /></a>EUR/USD<img class="alignright" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/United-States-Icon.jpg" alt="" width="24" height="24" /></td>
</tr>
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</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: verdana,geneva;">fonte <a href="http://it.finance.yahoo.com/">Yahoo Finanza<br />
</a><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/195768_191571810878816_7027607_q.jpg" ><img class="size-full wp-image-22582 aligncenter" title="195768_191571810878816_7027607_q" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/195768_191571810878816_7027607_q.jpg" alt="" width="50" height="50" /></a><a href="http://it.finance.yahoo.com/"><br />
</a></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Spread rendimento su Obbligazioni di Stato decennali rispetto ai Bund tedeschi</strong><br />
spread Italia Germania (BTP/Bund), spread Spagna Germania (spread Bonos/Bund), spread Francia Germania (spread OAT/Bund), spread Grecia Germania (spread Hellenic Republic bonds/Bund), spread Belgio Germania(spread BTB/Bund), spread Irlanda Germania (spread Ireland Government Bond/Bund)<br />
</span></p>
<table style="width: 590px;" border="0" cellpadding="5" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><strong>Italia<br />
<img class="alignnone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/Italy-Icon.jpg" alt="" width="24" height="24" /><br />
</strong></td>
<td style="text-align: center;"><strong>Spagna<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/Spain-Icon.jpg" ><img class="alignnone size-full wp-image-22571" title="Spain Icon" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/Spain-Icon.jpg" alt="" width="24" height="24" /></a><br />
</strong></td>
<td style="text-align: center;"><strong>Francia<br />
<img class="alignnone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/France-Icon.jpg" alt="" width="24" height="24" /><br />
</strong></td>
</tr>
<tr>
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</tr>
</tbody>
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<table style="width: 590px;" border="0" cellpadding="5" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><strong>Grecia<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/Greece-Icon.jpg" ><img class="alignnone size-full wp-image-22572" title="Greece Icon" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/Greece-Icon.jpg" alt="" width="24" height="24" /></a><br />
</strong></td>
<td style="text-align: center;"><strong>Belgio<br />
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</strong></td>
<td style="text-align: center;"><strong>Irlanda<br />
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</strong></td>
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<td style="text-align: center;">
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<td style="text-align: center;">
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</tbody>
</table>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Fonte <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.bloomberg.com/" >Bloomberg</a></noindex><br />
<a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/19_bloombergTelevision_twitterProfileImage_normal.jpg" ><img class="alignnone size-full wp-image-22583" title="19_bloombergTelevision_twitterProfileImage_normal" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/19_bloombergTelevision_twitterProfileImage_normal.jpg" alt="" width="27" height="27" /></a><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><small>Finanza, borsa, indici,valute, cambi, dollaro, euro,franco svizzero, spread, crisi, default, bond, btp, investimenti, risparmio, capitale, interessi, prestiti, mutui, debiti, banche, istituti di credito, conto corrente.</small></span></p>
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