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	<title>MenteCritica &#187; Accademia DFC</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>Il Governo di Monti Contro l’Utopia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 09:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fma</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tutto nasce quando l’uomo, per trovare una risposta soddisfacente all’apparente mancanza di significato della propria esistenza, si convince d’essere fatto di corpo e di anima; che la seconda faccia aggio sul primo e che dunque, dovendo perorare la causa di questo, sia doveroso ascriverlo a un’esigenza di quella; in attesa di portare a sintesi la contrapposizione dialettica che s’è inventato e di cui è rimasto prigioniero.<br />
Vengono da qui le questioni di principio, le dispute religiose, i conflitti ideologici e molti dei <em>misunderstanding che</em> impreziosiscono la nostra esistenza quotidiana,</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Poiché dai molti sogni provengono molte delusioni e molte parole.”,</em> come dice Qoèlet.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altro canto come si fa a negare la funzione fondamentale dell’utopia nelle vicende della Storia? Senza di essa, probabilmente, saremmo ancora qui a disputarci le banane con i nostri cugini scimpanzé.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-22344"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il che non vuol dire che l’utopia vada bene per tutti i piatti, che possa essere servita a pranzo, a cena e sul letto di morte. Perché così come si potrebbero portare moltissimi esempi a suo favore, ce ne sarebbero perlomeno altrettanti contro, a dimostrare che se usata fuori luogo e fuori tempo può portare sconquassi inenarrabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Diceva Lamartine che <em>&#8220;Le utopie spesso non sono altro che verità premature&#8221;.</em> Che può essere letto come un complimento, ma anche come un’ammissione che l’Utopia talvolta deve cedere il passo alla necessità contingente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<a href="http://www.mentecritica.net/insula-utopia/cuore-di-tenebra/border-zone/fma/20646/" >Utopia</a> non è uno strumento per progettare i sistemi sociali, tanto meno per costruirli, ma solo lo spunto per mettersi in viaggio e cambiarli:</p>
<blockquote><p><em>“L’Utopia è il solo Paese al quale l&#8217;Umanità approda di continuo, ma quando vi getta l&#8217;àncora la vedetta già scorge un Paese migliore e l&#8217;Umanità di nuovo fa vela.”</em> (<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Oscar_Wilde" title="Oscar Wilde"  target="_blank">Oscar Wilde</a></noindex>)</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non è mai stato chiaro, da quando <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Tommaso_Moro"  target="_blank">Moro</a></noindex> la chiamò così, se si tratti di <em>eu</em>-<em>tópos</em>, il luogo della felicità, oppure di <em>ou</em>-<em>tópos</em>, il luogo inesistente. O di una cosa e dell&#8217;altra insieme. Sicuramente è una cosa da trattare con circospezione, avendo coscienza che potrebbe portare tanto alla felicità, come al nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">È auspicabile che tutti la sperimentino, meno auspicabile che avendola sperimentata ne rimangano incantati per il resto della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono cose per le quali l’utopia non serve, mentre per altre è addirittura controindicata. Non serve per esempio per aprire la scatoletta della Simmenthal, mentre è addirittura controindicata per capire cosa sia il <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-15/quantitative-easing-anello-mancante-214637.shtml?uuid=AaJkfsLE&amp;fromSearch"  target="_blank"><strong>quantitative easing</strong></a></noindex><strong>.</strong></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2436/3567469505_df6fb3cf6a_o.jpg" alt="" width="590" height="444" /></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo voi, perché ne possono fruire gli Stati Uniti, il Giappone e la Gran Bretagna, sottraendosi con ciò alla dittatura dei mercati, risolvendo nell’immediato i problemi di fabbisogno del proprio debito pubblico (famosa la domanda: perché il Giappone ha un debito pubblico più grande del nostro eppure paga degli interessi bassissimi?), mentre non può farlo l’Europa dell’Euro?</p>
<p style="text-align: justify;">E laddove si volesse dotare di tale potere la BCE, chi dovrebbe deciderlo? I popolo europei con un referendum, i governi dei paesi dell’area euro, o il duo Merkel-Sarkozy?</p>
<p style="text-align: justify;">Chi ha deciso fin qui che BCE fosse priva dei poteri di cui godono Federal Reserve, Bank of England, Banca del Giappone? L’insipienza della politica, un oscuro disegno <em>demoplutomassonico</em>, o Goldman Sachs?</p>
<p style="text-align: justify;">Risposta scontata. Sull’isola Utopia si produce solo per il consumo, l’attività è prevalentemente agricola, non c’è mercato, né denaro, né commercio: naturale, per chi ci ha lasciato il cuore, che la colpa sia di Goldman Sachs.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturale che Monti e Draghi siano assolutamente inaffidabili, dopo averci lavorato, in Goldman Sachs.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è neppure questo il punto, sarebbe pure un discorso perfettamente accettabile se, dopo aver bocciato sia Monti i<a href="http://www.mentecritica.net/hic-rhodus-hic-salta/informazione/cronache-italiane/fma/22308/" title="Hic Rhodus, hic salta." >n quanto cavallo di Troia della finanza internazionale</a>, sia il metodo col quale è stato scelto come un insulto alla democrazia, subito dopo si suggerisse un nome alternativo, altrettanto valido e credibile sul piano internazionale e un altro percorso compatibile con i tempi a disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">A che serve parlare di massimi sistemi quando il problema è <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-99-giorni-al-fallimento-cosa-vuol-dire-fallire-per-un-paese/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/20734/" >non fallire domani mattina</a>? A che serve sostenere che l’ipotesi fallimento è solo un perfido espediente escogitato dai soliti poteri finanziari occulti per poterci strizzare i coglioni, a noi, povere anime, che non chiedevamo altro che di continuare come prima? A che serve buttarla in filosofia quando nei prossimi dodici mesi verranno a scadenza 400 miliardi di titoli del nostro debito pubblico e il nostro problema sarà di trovare chi ci rifinanzi?</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo sicuri che possiamo permetterci di non fidarci di Mario Monti? Che tanto peggio tanto meglio? Che dovendo ripartire per il sol dell’avvenir non faccia differenza se ripartiamo da un paese fallito, piuttosto che da un paese ammaccato ma ancora in piedi?</p>
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		<title>Default Italia: Portare i Risparmi all&#8217;Estero (subito e legalmente)!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 11:17:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il timer dell&#8217;apocalisse Sui conti dello Stato un fardello di 8 miliardi in più. L&#8217;Italia a tre settimane dal baratro. Così il volo dello spread ci affossa. Gli investitori scaricano i titoli di Stato perché costano il 15% in più IL TIMER è partito. Se si segue la logica e l&#8217;esperienza degli ultimi due anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Il timer dell&#8217;apocalisse</strong><br />
Sui conti dello Stato un fardello di 8 miliardi in più. L&#8217;Italia a tre settimane dal baratro. Così il volo dello spread ci affossa. Gli investitori scaricano i titoli di Stato perché costano il 15% in più<br />
IL TIMER è partito. Se si segue la logica e l&#8217;esperienza degli ultimi due anni sui mercati, l&#8217;Italia non ha più di tre settimane per ricondurre il costo del suo debito a livelli più sostenibili. Si deve far scendere il tasso sui Btp decennali sotto il 6,50%.<br />
Oppure, esattamente fra 15 giorni di contrattazioni, a partire da ieri, cioè il 25 novembre, l&#8217;Italia e l&#8217;Europa si troveranno di fronte alla scelta fra un piano di salvataggio di dimensioni gigantesche e la bancarotta del debito italiano, con l&#8217;apocalisse dell&#8217;euro. Ma il timer potrebbe essere anche più veloce: la spirale finale potrebbe cominciare ad avvitarsi già da venerdì prossimo, fra soli quattro giorni, quando le autorità che regolano i mercati potrebbero decidere un ulteriore rincaro del debito italiano, perché ritenuto troppo rischioso.<br />
Né l&#8217;una né l&#8217;altra sono predizioni. Sono i calcoli ad occhio che fanno operatori ed analisti, sulla base di quanto è sinora avvenuto in questa crisi europea. In particolare, in Grecia, Irlanda e Portogallo, i tre paesi per cui è stato necessario un salvataggio europeo. In media, nei tre paesi, i titoli decennali sono stati trattati ad un tasso superiore al 5,5% per 43 giorni, prima di superare stabilmente la soglia del 6%. Poi, sono rimasti per altri 24 giorni sopra quota 6, prima di scavalcare, in modo continuativo, il 6,50%. Da qui, sono bastati 15 giorni di mercato per sfondare il 7%, largamente ritenuto un livello insostenibile.</p></blockquote>
<p>Sembra di leggere MC vero? L&#8217;<a href="http://www.mentecritica.net/anatomia-del-disastro-default-the-day-after/leggere/comandante-nebbia/21537/" title="Anatomia del Disastro. Default, The Day After" >Apocalisse</a>, lo <a href="http://www.mentecritica.net/e-ufficiale-la-grecia-e-fallita-i-prossimi-in-lista-siamo-noi/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/ilbuonpeppe/22014/" title="E’ Ufficiale la Grecia è Fallita. I Prossimi in Lista Siamo Noi" >Spread</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-meno-di-100-giorni-al-fallimento/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/20722/" >il Timer</a>. No, a dire il vero è Repubblica di ieri. Se vi interessa potete continuare a leggere l&#8217;<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/economia/2011/11/08/news/il_timer_dell_apocalisse-24636662/?ref=HRER2-1" >articolo qui</a></noindex>. Secondo me, però, non serve a un beneamato cazzo perché oramai<a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-99-giorni-al-fallimento-cosa-vuol-dire-fallire-per-un-paese/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/20734/" > sono tre mesi che ravano i coglioni</a> ai lettori di MC con l&#8217;apocalisse, lo spread e il timer solo che io, a differenza di Maurizio Ricci, non becco quattrini da nessuno, posso dire quello che voglio, quando voglio e, soprattutto, non conto un cazzo.<br />
Repubblica si è accorta del default quando è già avvenuto. benissimo. Come si dice, meglio tardi che mai.<br />
Cari lettori disorientati che, magari per caso, vi ritrovate su questa pagina delirante, sappiate che avete avuto una botta di culo perché avete beccato <a href="http://www.mentecritica.net/italia-fallita-con-9-giorni-di-anticipo-sulle-nostre-previsioni-ci-scusiamo-con-i-lettori/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/22143/" >un profeta che funziona</a>, non quelle patacche col turbante che vi spacciano in tv. Io sono un profeta di sventura e, proprio per questo motivo, ho spesso ragione. A pensare che le cose possano andar male è più facile avere ragione. Capito il trucchetto? Bene. Provateci anche voi.</p>
<p>Ora, mentre a Roma <a href="http://www.mentecritica.net/la-putrefazione-di-silvio/cuore-di-tenebra/comandante-nebbia/22273/" >fanno il balletto intorno al cadavere puzzolente</a> gonfiandoci di chiacchiere, mentre loro mettono al riparo la roba, noi pensiamo ai cazzi nostri. Per chi vuole intendere, ho già scritto <a href="http://www.mentecritica.net/difendersi-dalla-crisi-la-protezione-personale-prima-parte/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/22129/" >un&#8217;introduzione</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-proteggere-se-stessi-e-i-propri-risparmi-seconda-parte/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/22235/" >dei consigli pratici</a> dal punto di vista economico e <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-non-hai-bisogno-di-una-pistola/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/dellefragilicose/22251/" >un consiglione speciale</a>.</p>
<p><span id="more-22284"></span>Non rimane che parlare di cosa fare dei quattrini che abbiamo in banca. Parlo del contante perché, secondo me, chi tiene i soldi vincolati o in titoli è un ottimista. Io non lo sono. E quando parlo di contanti, immagino cose dai 30k in su. Chi ha meno, legga le puntate precedenti.<br />
Può succedere che il progetto Euro fallisca? Tutti vi dicono di no vero? Forse sono i nipoti di quelli che non credevano alla guerra quando il signor Hitler invase la Polonia: &#8220;<em>non conviene a nessuno</em>&#8220;, &#8220;<em>chi vuoi che si metta a rischiare ora che l&#8217;Europa ha raggiunto i suoi equilibri</em>&#8220;. Certo, certo. Io che, per tradizione, provengo dalla parte che nella seconda guerra mondiale si è beccata un&#8217;<a href="http://www.mentecritica.net/fottuti-dalla-banca-dirlanda-arriva-luccello-di-fiamma/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/21790/" title="Fottuti dalla Banca d’Irlanda, Arriva l’Uccello di Fiamma" >eccellente uccello di fiamma</a> proprio perché pensava che non sarebbe successo nulla,  penso che le cose succedono eccome. Soprattutto quando tutti dicono che non è possibile perché non conviene a nessuno. C&#8217;è sempre lo stronzo che pensa che a lui, in fondo,<a href="http://www.mentecritica.net/l%e2%80%99europa-getta-la-maschera-la-paura-della-democrazia/informazione/oltre-il-confine/ilbuonpeppe/22181/" title="L’Europa getta la maschera: la paura della democrazia" > converrà</a> o qualche opposizione che pur di conquistare il potere prometterà latte e miele agli elettori coglioni. Tutto<a href="http://www.mentecritica.net/la-democrazia-del-cazzo/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/22178/" title="La Democrazia del Cazzo" > in nome della democrazia</a>.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.quotazioneoro.info/public/10_franchi_svizzera_mezzo_marengo.jpg" alt="" width="500" height="250" /></p>
<p>Sì, secondo me la possibilità che l&#8217;Euro cessi di esistere è reale, specialmente se Francia e Germania si troveranno costrette a giustificare elettoralmente le enormi perdite subite a causa dei default di Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda. A quel punto, gli entusiasti della politica monetaria indipendente saranno finalmente soddisfatti perché saremo di nuovo liberi di trasformare le nostre lirette in coriandoli come facevamo negli anni 80. Una bella svalutata del 10% e di colpo in tasca, pur avendo le stesse banconote, hai il 10% in meno. Che magia.</p>
<p>Io, se avessi più di 30k, mi regolerei così. Aprirei un conto estero in un paese con una valuta abbastanza affidabile indipendente dall&#8217;Euro. Ce ne sono diversi, ma per tradizione, logistica e solidità preferirei la Svizzera.<br />
Sì, si può aprire un conto in Svizzera anche se non si beccano tangenti e se non si deve riciclare denaro sporco.  Il Franco Svizzero in questo momento ha un rapporto di cambio 1 Euro=1,22 CHF, più o meno, ma se non sbaglio, all&#8217;introduzione dell&#8217;Euro il cambio era 1 Euro =1,60 CHF, una rivalutazione del Franco del 25% rispetto all&#8217;euro.</p>
<p><em>Ok, mi interessa, dimmi di più</em>: Bene. Lasciamo perdere le banche (quelle vere, con i conti cifrati) che, in genere, hanno tassi negativi sui conti e non prendono tempo con chi ha meno di 100k da depositare. Una buona soluzione è la Posta Svizzera. In questo momento è garantita direttamente dalla Confederazione Elvetica, anche se questa situazione è attualmente in itinere.  <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/https://www.postfinance.ch/it.html" >Postfinance</a></noindex> permette la gestione del conto direttamente on line con bonifici gratuiti da e per l&#8217;Italia e con una serie di opzioni (dette<em> set on line</em>) con le quali le spese risultano abbastanza basse o addirittura nulle se si ha una giacenza minima. Infatti, con una giacenza media minima di 25K (in CHF) è possibile attivare quello che loro chiamano un &#8220;Set Plus&#8221; che consente la gestione on line del conto e l&#8217;attivazione di tre conti correnti in diversa valuta + un conto deposito con un interesse dell&#8217;1% (è vero, fa cagare, ma loro se lo possono permettere).</p>
<p><em>Lo voglio, come devo fare?</em>: Finisci di leggere questo pezzo, poi scrivi i tuoi dubbi <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/https://www.postfinance.ch/it/cust/download/contact.html" >a questo link</a></noindex>. Nel giro di poche ore riceverai una mail con un numero di telefono ed il nome di una persona da contattare.  Se chiami di sabato o di domenica è meglio. Preparati tutte le domande e riceverai risposte precise, gentili ed esaurienti. Avranno risposto a milioni di domande da parte degli italiani e sanno meglio di te quello che stai per chiedergli.<br />
In ogni caso, la procedura è questa. Devi andare <strong>di persona</strong> in un qualsiasi ufficio postale svizzero e sottoscrivere il modulo di adesione iniziale. Basta la carta d&#8217;identità e non c&#8217;è bisogno di appuntamento. Si tratta di riempire il modulo con pochi dati (non il codice fiscale), depositare la firma e fornire una copia del documento. Da quel momento in poi avviene tutto per posta/internet/telefono.<br />
Dopo pochissimi giorni e senza aver versato un euro, arriva a casa il bancomat, il dispositivo per la generazione randomica della chiave di accesso al sito ed una serie di documenti. Ora basta fare un bonifico dall&#8217;Italia e il giro si è chiuso.</p>
<p>Una buona idea è sottoscrivere un &#8221; <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/https://www.postfinance.ch/it/priv/prod/setoffer/plus/offer.html" >Set Plus</a></noindex>&#8220;,  aprire il conto base in CHF, poi, appena ricevuto l&#8217;accesso, aprire on line e <strong>gratuitamente</strong> un altro conto in euro. In poche ore riceverete l&#8217;IBAN del conto in euro e il relativo Bancomat che si può utilizzare senza costi aggiuntivi sul prelievo in tutti i Bancoposta italiani (e in generale ad <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://visa.via.infonow.net/usa_atm/SelectCountryAction.do;jsessionid=4CEB53512CEBDDF2E83A64C5B7F9A638.fta-web2_a?searchCustom__searchCountry=ITA" >ogni sportello mondiale del circuito PLUS</a></noindex></strong>). A questo punto è possibile bonificare sul conto in euro e lasciare in euro sfruttando, se serve, la possibilità di convertirli immediatamente in CHF semplicemente trasferendoli istantaneamente sul conto in CHF.</p>
<p><em>Ma devo andare per forza in Svizzera per aprire il conto?</em>: Per Postfinance sì e non conosco altri sistemi per aprire un conto estero on line in area extra UE. Ce ne saranno sicuramente, ma non sono cose per un pezzente come me. In area UE è possibile (ad esempio la banca belga <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/https://www.keytradebank.com/en/home" >KeyTrade</a></noindex>), ma che senso ha aprire un conto in Euro in una banca UE in un paese prossimo al default come il Belgio? Mah.</p>
<p><em>Ma quanto mi costano i bonifici verso la Svizzera?</em>: Fra i 10 e i 15 euro che preleva inopinatamente la vostra banca italiana perché Postfinance accredita senza spese tutti i bonifici provenienti<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://sepa.abi.it/welcome.asp?chardim=0&amp;langid=1" > da area SEPA</a></noindex>. Se avete voglia di risparmiare, vi informo che Conto Corrente Arancio, che con una giacenza media di 3000 euro non fa pagare nemmeno il bollo, consente bonifici on line gratuti verso area SEPA.</p>
<p><em>E&#8217; legale? devo pagare tasse?</em>: Sì, è legalissimo. No, pero ora non si paga nulla, ma non è escluso che si inizia a pagare fra quelche settimana o che fra qualche settimana diventi addirittura proibito. Le cifre trasferite all&#8217;estero vanno inserite in un quadro &#8220;informativo&#8221; della dichiarazione dei redditi e, siccome sugli interessi maturati eventualmente all&#8217;estero, si paga il 35% di trattenute, se volete compensare rispetto al 20% italiano dovete dichiararli per andare a rimborso. Ma a me non interessa.</p>
<p><em>Ma per andare in Svizzera ci vuole l&#8217;aereo, mi costa due giorni, non ho tempo, non voglio spendere</em>: Fottiti.</p>
<p><em></em>Per ora è tutto.  Ora che il peggio è veramente iniziato ci sentiremo più spesso. Se pensate che fino ad oggi sia stata dura, non avete idea di quello che ci aspetta. Io ho bisogno di uomini, voi avete bisogno di un comandante. Facciamo incontrare domanda e offerta e cerchiamo di tenere il nostro culo fuori dalla merda.</p>
<p>Comodi.</p>
<p><strong>p.s. datemi una mano a far circolare queste informazioni condividendo su facebook, g+ o dove cazzo volete. Almeno, se sparo cazzate qualcuno ce lo dirà.</strong></p>
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		<title>Dimissioni Berlusconi, Sussulti e Rantoli della Democrazia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 08:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eduardo Quercia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">D’accordo, stanno per mandar via Berlusconi, molto probabilmente per sempre. No, non l’opposizione, come avviene in tutti i Paesi normali, ma una indistinta <em>fragaglia </em>parlamentare, una miscellanea di piccoli e piccolissimi pesci senza nome, il cui destino più nobile e naturale sarebbe quello di finire fritti in padella. Ma forse la metafora non è azzeccata, perché più che di pesciolini si tratta di <em>paguri</em> (tanto per rimanere in ambiente ittico), molluschi che hanno sin qui usato  una miserabile conchiglia vuota per arraffare tutti i vantaggi personali possibili, serenamente insensibili alla decomposizione morale ed economica del Paese. Fanno parte di quelli che hanno trasformato il Parlamento in una sorta di holding dei molteplici e variegati interessi della <em>conchiglia,</em> prezzando con disinvoltura scrupoli e pudore. Si sono proclamati pensosi (e responsabili) dei destini dell’Italia ed hanno sostenuto ed argomentato con grande fervore che <a href="http://www.mentecritica.net/processo-ruby-la-linea-della-difesa-berlusconi-incapace-di-intendere-e-volere/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/20189/" >Ruby era la nipote di Mubarak</a>, senza lasciar trapelare  un’ombra di riso sui loro volti mirabilmente atteggiati a novelli padri della Patria.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-22255"></span>La conchiglia si è lesionata ed i paguri sono tutti alla ricerca di una nuova conchiglia non necessariamente più sana o capiente: l’obiettivo minimo, che è al tempo stesso condizione necessaria per il nuovo accasamento, è che sia capace di portarli a fine legislatura per poter godere di quel vitalizio, che è la più ignobile ed intollerabile discriminazione fra i pensionati italiani. Franza o Spagna, purché se magna (tutta gente di buon appetito, peraltro). Mai come in questo momento avremmo bisogno di politici di valore, <a href="http://www.mentecritica.net/italia-fallita-con-9-giorni-di-anticipo-sulle-nostre-previsioni-ci-scusiamo-con-i-lettori/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/22143/" title="Italia Fallita con 9 Giorni di Anticipo sulle Nostre Previsioni: Ci scusiamo con i Lettori" >capaci di tirare fuori il Paese dalla melma nella quale è stato ricacciato</a> e di disegnare un futuro decoroso per i nostri giovani ed invece dobbiamo fare i conti con una cucciolata famelica dove i più robusti spintonano i meno dotati per occupare per primi le mammelle della mamma.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/carlucci13.jpg" alt="" width="446" height="673" /></p>
<p style="text-align: justify;">La sorte d’<em>er puzzone </em>è segnata ed anche i fedelissimi come l’odioso Stracquadanio ed il raffinato avvocato Paniz si riposizionano rapidamente, ammantando i loro discorsi con vacue e retoriche giustificazioni, dopo averci ammorbato per anni con sofismi della peggiore lega. Intanto <a href="http://www.mentecritica.net/susanna-e-vecchioni/informazione/il-bello-della-politica/lameduck/22247/" title="Susanna e Vecchioni" >quelli dell’opposizione</a> si leccano i baffi e deglutiscono l’acquolina che si è formata in bocca perché vedono avvicinarsi come non mai il momento dell’agognato banchetto. Per fare cosa? <a href="http://www.mentecritica.net/cento-idee-in-padella/informazione/cronache-italiane/lameduck/22187/" title="Cento idee in padella" >Non è chiaro</a>, salvo il fatto che si va facendo strada, anche nel popolo, l’idea che la cacciata d’<em>er puzzone </em>avvii una sorta di età dell’oro. Intendiamoci: la cacciata di questo insolente ed inconcludente minchione, ossessionato dai miti dell’eterna giovinezza e della vulva  rosea, è semplicemente un atto dovuto quanto ritardatario sull’orologio della Storia, per cui ogni diatriba in proposito risulta noiosa e stucchevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciamo pure stare l’età dell’oro, ma non si riesce a capire neppure quale sia la strada che intraprenderemo, giacché in campo restano almeno due ipotesi concrete, foriere di sviluppi, almeno inizialmente, diversi. La prima prevede un sostanziale e sostanzioso accoglimento <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-42-giorni-al-fallimento-la-lettera-segreta-della-bce/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/21645/" title="Default Italia, 42 Giorni al Fallimento: La Lettera Segreta della BCE" >della ricetta made in BCE </a>con a capo del Governo ancora un uomo del PDL (Schifani o Letta) impegnato a guidare la stessa attuale coalizione con un presumibile appoggio esterno di Casini e forse anche del PD; la seconda, meno probabile, un Governo del Presidente, cioè un governo Monti, sostenuto da una larga maggioranza (dal PDL a Di Pietro) che vedrebbe all’opposizione la sola Lega ed avrebbe sempre il compito di ottemperare ai diktat del duopolio Merkel e Sarkozi (via BCE), ma avendo cura d’inserire nell’agenda qualche misura che avesse l’apparenza di una maggiore equità sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa seconda ipotesi, per quanto meno probabile, avrebbe l’indiscutibile merito di fare felici tutti, innanzitutto la Lega, che monopolizzando l’opposizione avrebbe la possibilità di leccarsi le recenti ferite e magari anche di far decantare presso i suoi elettori il ricordo delle tante leggi <em>ad personam</em> votate, insomma di rifarsi una verginità a buon prezzo.  Ma anche quelli del PDL che resterebbero aggrappati al potere con il vantaggio di avere anche il tempo necessario di smottare verso il terzo polo, che potrebbe, a sua volta, consolidarsi sensibilmente in vista di prossimi più radiosi traguardi. Benissimo anche per la corrosiva comitiva dipietrista, costretta a spostarsi negli ultimi tempi per mancanza d’ossigeno verso un’idea di sinistra verbale e verbosa, ma sostanzialmente prototipo di un partito liquido, cioè votato per legge di fisica ad assumere la forma del contenitore, qualunque esso sia. Ma più di tutti a godere sarebbe Bersani, leader formato casereccio del PD, capo di un Partito dalle tante anime, di cui due palesemente e sinceramente inconciliabili, per non dire incompatibili.</p>
<p style="text-align: justify;">In un modo o nell’altro è sicuro che si avvicina il momento in cui i <em>suggerimenti</em> della BCE troveranno finalmente applicazione, cosicché anche i più riottosi dovranno prendere atto che la nostra <em>sovranità nazionale</em>, apparentemente trasferita ad un organo comunitario, <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-31-giorni-al-fallimento-oltre-berlusconi/informazione/cronache-italiane/eduardo-quercia/21720/" title="Default Italia, 31 Giorni al Fallimento: Oltre Berlusconi" >è stata invece acquisita con un silenzioso colpo di mano dal potere economico internazionale</a>, rappresentato in Europa da Merkel e Sarkozi. Ma dovranno anche rassegnarsi all’idea che la perdita più o meno consapevole della sovranità nazionale ha trascinato con sé anche quel tanto di democrazia, reale o formale che fosse, alla quale pensavamo come una conquista definitiva dell’era moderna, potenzialmente ed auspicabilmente da espandere ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda <a href="http://www.mentecritica.net/glindignati-i-buoni-e-i-cattivi/informazione/cronache-italiane/eduardo-quercia/22200/" title="Gl’indignati: i buoni e i cattivi" >del primo ministro greco Papandreu</a>, che i nostrani mezzi d’informazione hanno colpevolmente minimizzato, illumina la scena politica europea con chiarezza solare. La sua decisione d’indire un referendum con il quale sottoporre ai cittadini greci l’accettazione delle nuove misure imposte dalla troika (in questo caso comprensiva anche del FMI) era sembrato ai più un sussulto di democrazia. La posta in gioco era così tragicamente alta per il popolo da non far ritenere sufficiente il mandato espresso con libere elezioni: il diritto di prendere nelle mani il proprio destino era giusto che ritornasse al popolo sovrano. La Merkel e Sarkozi hanno impiegato poche ore per chiarire che <a href="http://www.mentecritica.net/l%e2%80%99europa-getta-la-maschera-la-paura-della-democrazia/informazione/oltre-il-confine/ilbuonpeppe/22181/" title="L’Europa getta la maschera: la paura della democrazia" >la democrazia greca non aveva diritti a sussulti</a>, ma solo a qualche rantolo da moribondo e Papandreu ha dovuto fare una miserevole marcia indietro e disdire il referendum.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa, ovviamente, è una inequivocabile lezione (colpirne uno per educarne cento) che non ha come unica destinataria la Grecia, ma tutta l’Europa, a partire dall’Italia, che, com’è noto, ha un elevatissimo debito pubblico ed una crescita vicina (da circa 10 anni) allo zero, il che si traduce plasticamente in un deficit di circa il 126%. Siamo stati per oltre 30 anni un Paese di gaudenti e buontemponi (sembra questa l’opinione generale, ma se appena gratti un po’ scopri facilmente che è l’opinione divulgata proprio da quelli che hanno goduto, direttamente o indirettamente, i frutti più succulenti del disavanzo, i gaudenti veri) per cui adesso è giunta l’ora di <em>rimettere i nostri debiti</em>: amen.</p>
<p style="text-align: justify;">Come? Lo spiega la lettera della BCE: blocco delle retribuzioni e tagli consistenti nella Pubblica Amministrazione, aumento dell’IVA, compressione delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, licenziamenti senza laccioli, innalzamento dell’età pensionabile (a partire dalle donne), liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali su larga scala. Per il momento.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/314401_300959273267267_100000595899251_1093051_659281700_n.jpg" alt="" width="203" height="298" /></p>
<p style="text-align: justify;">Certo tutta la materia economica, a partire imprescindibilmente dalla genesi della crisi del mondo occidentale, andrà affrontata e sviluppata con <a href="http://www.mentecritica.net/la-politica-l%e2%80%99economia-e-la-finanza-per-non-parlare-dell%e2%80%99etica/meccanica-delle-cose/fma/22153/" title="La Politica, l’Economia e la Finanza, per non parlare dell’Etica." >un’articolata analisi</a>  che a questo punto del ragionamento risulterebbe troppo pesante e, tuttavia, non sarebbe corretto sottacere un enorme motivo di perplessità rispetto alla ricetta della BCE, che in un modo o nell’altro ci apprestiamo comunque ad applicare. In termini molto semplici e senza ricorrere a strumenti teorici dell’economia politica: se continueremo a ridurre la forza lavoro attiva ed a comprimere i redditi dei lavoratori dipendenti si acuirà la flessione della domanda interna, coinvolgendo rapidamente anche i redditi dei lavoratori autonomi e producendo, in ultima analisi, un ulteriore abbattimento del PIL, che non potrebbe essere sostenuto da un improbabile aumento delle esportazioni, proprio perché la crisi economica coinvolge anche molti Paesi verso i quali è orientata la nostra esportazione. La conseguenza principale di questa manovra sarebbe, quindi, di dubbia efficacia sotto il profilo economico, perché (al di là degli importantissimi aspetti sociali) abbatterebbe contemporaneamente il numeratore (spesa pubblica), ma anche il denominatore (PIL) di un equazione oggi drammatica, lasciandone in sostanza invariato il valore del rapporto, salvo causare, sia detto senza enfasi, un po’ di <em>macelleria sociale</em>, che finirebbe inesorabilmente con l’aggravare i problemi, col rischio più concreto di replicare uno scenario <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-proteggere-se-stessi-e-i-propri-risparmi-seconda-parte/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/22235/" title="Default Italia: Proteggere Se Stessi e i Propri Risparmi (Seconda Parte)" >sempre più simile a quello temutissimo della Grecia</a>. E’ ora di studiare seriamente (come del resto già molti economisti non appartenenti alla <em>mainstream</em> stanno facendo) altre possibili soluzioni, anche a costo (anzi con il dovere) di scontrarsi con quel potere finanziario internazionale, che, è bene ricordarlo, è la causa prima (molto più del debito pubblico) dell’attuale crisi.</p>
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		<title>Default Italia, Non hai Bisogno di una Pistola</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 12:28:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ma nel caso che non ti trovassi in questa invidiabile condizione, io sono dell’idea che prima di scegliere bisogna conoscere e quindi e’ giusto che tu sappia che: Se hai deciso di condurre un’arma perché hai il cazzo piccolo o perché il tuo collega con dieci anni meno di te ha fatto più carriera, nel tuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Ma nel caso che <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-proteggere-se-stessi-e-i-propri-risparmi-seconda-parte/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/22235/" title="Default Italia: Proteggere Se Stessi e i Propri Risparmi (Seconda Parte)" >non ti trovassi in questa invidiabile condizione</a>, io sono dell’idea che prima di scegliere bisogna conoscere e quindi e’ giusto che tu sappia che:</p>
<ol>
<li>
<div align="justify">Se hai deciso di condurre un’arma perché hai il cazzo piccolo o perché il tuo collega con dieci anni meno di te ha fatto più carriera, nel tuo immediato futuro ci sono nella migliore delle ipotesi parecchi anni di carcere. Nella peggiore una cassa foderata di zinco, tre metri sotto terra. E’ matematico e non c&#8217;è mai stata nessuna eccezione.</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Le armi sono strumenti. Non hanno nessun potere intrinseco, non hanno nessuna proprietà metafisica. Sono pezzi di acciaio, polimeri, plastica e legno sagomati ed assemblati per svolgere una funzione. Non pensare che un’arma ti possa dare più appoggio morale di quanto possa fare un cacciavite.</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Sapere usare le armi vuol dire saperne fare a meno.</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Solo nei film le sparatorie durano ore e vengono esplosi centinaia di colpi. Nella vita reale durano pochi secondi. Pensa alla differenza che c’è tra i moschettieri del cinema e gli atleti che tirano di spada o di fioretto. Chi riceve meno danni è sempre colui che ha maggiore freddezza, maggiore professionalità e strumenti più adeguati.</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Nella vita reale i conflitti a fuoco avvengono, nella maggior parte dei casi, al chiuso e a distanza ravvicinata. La probabilità di uscirne senza nessun danno è zero. Nella migliore delle ipotesi si avranno dei danni passeggeri ai timpani.  Se hai visto al cinema qualcuno sparare in macchina o in una casa e poi chiacchierare tranquillamente a voce bassa con qualcuno, hai visto Babbo Natale.</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Le ferite che mostrano nei film sono cazzate pure. La realtà e’ molto più <em>espressiva</em>. Se non sei preparato a questo sappi che corri il rischio di svenire anche solo guardando quello che accade.</div>
</li>
</ol>
<p align="justify"><span id="more-22251"></span></p>
<p align="justify">Esistono sostanzialmente due tipi di pistole. I revolver e le semiautomatiche. <em>UZI</em> e simili le lasciamo al <em>Mossad</em> e agli sceneggiatori di Hollywood.<br />
Le semiautomatiche tradizionali (qui non parlo di tecnologia <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.metalstorm.com/" >Metal Storm</a></noindex> ) sono dotate di caricatori nel calcio e portano fino a quindici cartucce. Queste pistole, una volta portata manualmente la prima cartuccia in camera di scoppio, usano parte dei gas propulsivi della cartuccia esplosa per espellere il bossolo e caricare una nuova cartuccia in camera di scoppio, almeno in teoria. In corrispondenza dell’ultimo colpo il carrello rimane aperto per avvisare l’utilizzatore che il caricatore si e’ esaurito ed e’ necessario sostituirlo.</p>
<p align="justify">I revolver sono abbastanza simili alle pistole che si usano nei film western. Hanno un tamburo nel quale si dispongono le cartucce ed un cane che va armato a mano. Il bossolo rimane nel tamburo e va espulso manualmente in fase di ricarica.<br />
A parità di polveri, i revolver sono potenti ed affidabili, grazie alla meccanica piu’ semplice. Le semiautomatiche hanno maggiore autonomia di fuoco ma minore potenza ed affidabilita’. Una cattiva manutenzione o una cartuccia sottocaricata possono bloccare il processo di espulsione bossolo/ricarica. In questo caso si ha quello che si definisce <em>inceppamento</em>. Se non si e’ addestrati a reagire con prontezza un evento di questo tipo conduce quasi sicuramente alla morte.</p>
<p align="justify">Le cartucce si differenziano per calibro, forma e composizione del proiettile. Il calibro vuol dire cose diverse quali il diametro della canna o del proiettile o la denominazione usuale della cartuccia. La composizione del proiettile puo’ essere a base di metalli ad alto peso specifico quali il piombo e, eventualmente, puo’ essere ricoperto di acciaio. In questo caso il proiettile si definisce camiciato o per gli anglofili, <em>full metal jacket</em> o <em>jacketed</em>. La forma del proiettile puo’ essere a punta o schiacciata in punta e puo’ prevedere un incavo circolare al centro o un’intaccatura a croce.</p>
<p align="justify"><img class="aligncenter" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1f/.38_Special_mushrooming_side_view.jpg" alt="" width="497" height="416" /></p>
<p align="justify">I proiettili in piombo sono teneri e quindi non hanno nessuna probabilita’ di attraversare ostacoli di una certa consistenza. Nel caso attingano un corpo, pero’, tendono a frammentarsi e a rimanere <em>in situ</em>, senza uscire. Questo tipo di ferite e’ spesso letale.<br />
I proiettili camiciati hanno un altissimo potere di penetrazione. La superficie liscia e la consistenza della copertura, associate alla punta sottile, ne incrementano la precisione e la potenza. Un proiettile di questo tipo non si arresta quasi mai nel primo obiettivo e puo’ rimanere &#8220;caldo&#8221; ancora per parecchi metri. Occorre tenerne conto. Esistono, comunque, soluzioni miste dove ad una punta tenera si associa un corpo blindato (JFP/JSP).</p>
<p align="justify">I proiettili sulle cui punte sia stato scavato un piccolo buco o aperti dei solchi a croce sono illegali. Quelli con l’incavo accumulano aria nel buchino durante la corsa. L’aria si comprime e quando il proiettile arriva sull’obiettivo e si arresta, l’aria si espande improvvisamente provocando una vera e propria esplosione. Quelli con la croce si deformano lungo la corsa e quando attingono un corpo aprono ferite quasi sempre mortali. Questo genere di cartuccia (detta proiettile a espansione) non è consentita dalle norme italiane  (<a href="http://www.mentecritica.net/redde-rationem-villicationis-tuae-iam-enim-non-poteris-villicare/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/22192/" title="Redde Rationem Villicationis Tuae: Iam Enim non Poteris Villicare" >art. 12 del D.L. 8 giugno 1992 n. 306</a>) e il solo fabbricarle o detenerle e’ un reato serio anche se si è dotati di regolare porto d&#8217;arma. Occorre tener conto, comunque, che ci sono persone che non si preoccupano di questo e che quindi bisogna sapere come affrontarli altrimenti si e’ destinati a morte certa.<br />
Le mie preferenze sono per i revolver a canna lunga (6&#8243;) con proiettili ad alto potere perforante. Sono giunto a questa conclusione dopo diverse esperienze e questa e’ l’accoppiata che gestisco meglio.<br />
Avvicinarsi ad un’arma deve essere una scelta consapevole e meditata. Se lo fai senza preparazione hai gia’ comprato il biglietto per il treno della notte verso il grande nulla. E’ solo questione di tempo</p>
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		<title>La Politica, l’Economia e la Finanza, per non parlare dell’Etica.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 09:30:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Politica, Economia e Finanza non sono la stessa cosa, ma questo non vuol dire che non stiano bene insieme, o che si possa fare a meno dell’una o dell’altra. Un po’ come per cuore, fegato e polmoni, che fanno ciascuno un lavoro diverso, ma tutti ugualmente necessari al benessere e alla sopravvivenza dell’organismo. Parlando dell’organismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Politica, Economia e Finanza non sono la stessa cosa, ma questo non vuol dire che non stiano bene insieme, o che si possa fare a meno dell’una o dell’altra. Un po’ come per cuore, fegato e polmoni, che fanno ciascuno un lavoro diverso, ma tutti ugualmente necessari al benessere e alla sopravvivenza dell’organismo.<br />
Parlando dell’organismo fisico a nessuno viene in mente di sostenere la primazia di un organo su un altro. Ma non è sempre stato così, una volta si pensava che il cuore fosse la sede dell’anima e il cervello un semplice radiatore per raffreddare il sangue. La metafisica aiuta a dare un senso alla vita, ma può portare fuori strada. Così, trattando delle varie componenti dell’organismo sociale, molti continuano a parlare del primato di questa su quella. Mentre anche qui, forse, si tratta soltanto di una questione di ruoli.</p>
<p><span id="more-22153"></span><img class="aligncenter" src="http://www.consorzioparsifal.it/public/content/bilancio_sociale_etica_530.jpg" alt="" width="510" height="382" /></p>
<p>Unanimemente la politica è considerata il cuore dell’organismo sociale. Secondo Aristotele solo gli animali e gli dei possono vivere isolati, cioè farne senza. L&#8217;uomo, <em>zoòn politikòn</em>, ha bisogno degli altri, sia per le necessità del vivere quotidiano, sia perché senza leggi ed educazione non potrebbe raggiungere la virtù. Lo Stato, qualsiasi ne sia la forma, è il risultato ultimo della convivenza sociale, pensato al fine di aumentare la felicità degli individui. O quantomeno di ridurne la fatica del vivere.<br />
Non nel senso che gli attribuiva Montale, che resta una faccenda privata.<br />
La massima espressione della politica sono gli stati nazionali, che <a href="http://www.mentecritica.net/italia-fallita-la-rivoluzione-non-e-gratis/informazione/il-bello-della-politica/fma/22154/" title="Italia Fallita: La Rivoluzione non è Gratis" >cominciano a mostrare tutti i loro limiti</a> davanti alle mutate condizioni del mondo. C’è bisogno che la Politica s’inventi qualcosa di nuovo.</p>
<p>L’Economia (<em>oikos nomos</em>) si occupa della produzione, della distribuzione e dell’impiego dei beni e dei servizi, rincorrendo l’equilibrio tra le contrastanti esigenze dei produttori e dei consumatori. Oggi l’Economia precorre la Politica e, sia pure con qualche freno, <a href="http://www.mentecritica.net/grande-e-la-confusione-sotto-il-cielo/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/eduardo-quercia/21706/" title="Grande è la confusione sotto il cielo" >opera già a livello planetario</a>.<br />
La Finanza, che è nata per ultima, con la fine del baratto e l’avvento della moneta, si occupa dei processi con cui gli individui, le imprese, gli enti, le organizzazioni e gli stati gestiscono i flussi monetari (raccolta, allocazione e usi). Non ha confini e gode di amplissime libertà, troppe se confrontate ai limiti di cui soffrono la Politica e persino l’Economia, e <a href="http://www.mentecritica.net/italia-fallita-con-9-giorni-di-anticipo-sulle-nostre-previsioni-ci-scusiamo-con-i-lettori/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/22143/" title="Italia Fallita con 9 Giorni di Anticipo sulle Nostre Previsioni: Ci scusiamo con i Lettori" >talvolta se ne approfitta</a>. Qualcuno per rimetterla in riga ha pensato di poterle contrapporre un alter ego virtuoso, la Finanza Etica. Come se la Finanza primigenia non ne seguisse alcuna. L&#8217;investitore etico nel perseguimento del profitto dovrebbe privilegiare le attività che rispondono a requisiti di responsabilità sociale e di sostenibilità ambientale. Si tratta di un evidente palliativo spinto sulla scena dalla latitanza della Politica. Non conosco nessuno che al momento di investire si faccia guidare dai <em>rating</em> etici e pochissime casalinghe che all’atto di fare la spesa bazzichino il reparto del commercio equo e solidale, sempre assai poco interessante dal punto di vista merceologico.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-euro-house.jpg" alt="" width="486" height="337" /></p>
<p>In un organismo sociale in buona salute la Politica disegna i confini entro i quali Economia e Finanza si possono muovere, badando di lasciare loro la massima libertà compatibile con il bene comune, che è la condizione nella quale riescono a dare il meglio. Non è interesse del corpo sociale una presenza debordante della Politica, che mortifichi inutilmente Economia e Finanza, col risultato di ridurre la disponibilità di beni e di servizi. Che non faranno la felicità, ma aiutano.<br />
Quando la produzione di beni e di servizi si contrae non c’è Politica che possa impedire, a parità di sprechi, una corrispondente perdita di benessere. Includendo nel benessere, che vien meno con il declino economico, anche quei diritti che hanno un costo e sono dunque da considerarsi a pieno titolo <a href="http://www.mentecritica.net/sun-tzu-e-larte-della-guerra/informazione/cronache-italiane/fma/21364/" >elementi differiti della retribuzione</a>, finanziati attingendo alla fiscalità generale.</p>
<p>Per ciò che riguarda la Finanza, se si riducesse per decreto, come alcuni vagheggiano, la libertà dei flussi monetari, ovvero il trasferimento dei capitali da una parte all’altra del pianeta, certamente ne trarrebbe vantaggio la stabilità del sistema economico, ma parallelamente le aree ricche si manterrebbero ricche e quelle povere rimarrebbero povere. Come se in un sistema idraulico si impedisse all’acqua di andare dall’alto al basso e di pareggiare i livelli interponendo delle opere di sbarramento. A parte la difficoltà intrinseca delle opere in sé, che postulano l’esistenza di una Politica in grado di progettare e di operare a livello globale, che non c’è, a parte questo, mi domando: ma una simile stabilità, ove fosse realizzata, sarebbe vantaggiosa, oltre che eticamente corretta nel suo complesso? Oppure la libertà degli investitori di scegliere tra l’Italia e la Cina alla fine garantisce alle risorse impiegate il migliore ritorno, di cui beneficia la maggioranza del genere umano, Italia esclusa?</p>
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		<title>Difendersi dalla Crisi: la Protezione Personale (Prima Parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 11:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premessona Anche stamattina il bollettino è nero. Ci sono tante iniziative in atto, ma oggettivamente l&#8217;impressione è che nessuno sappia veramente cosa ci attende. La dimostrazione è che, dopo le euforie per accordi, piani di salvataggio e misure anti contagio, le cose riprendono ad andare male, anzi malissimo. La stampa ha un evidente atteggiamento censorio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Premessona</strong></p>
<p>Anche stamattina <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_31/borse-andamento-giornata_26d5cc28-03a6-11e1-af48-d19489409c54.shtml" >il bollettino è nero</a></noindex>. Ci sono tante iniziative in atto, ma oggettivamente l&#8217;impressione è che nessuno sappia veramente cosa ci attende. La dimostrazione è che, dopo le euforie per accordi, <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-leuro-e-salvo-mo-ci-dobbiamo-salvare-solo-noi/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/dellefragilicose/21990/" title="Default Italia: L’Euro è Salvo, mò ci Dobbiamo Salvare Solo Noi" >piani di salvataggio</a> e misure anti contagio, le cose riprendono ad andare male, anzi malissimo.<br />
La stampa ha un evidente atteggiamento censorio, anche comprensibile in questo caso. A dire che la Grecia è fallita, non è stato il Corriere o Repubblica, <a href="http://www.mentecritica.net/e-ufficiale-la-grecia-e-fallita-i-prossimi-in-lista-siamo-noi/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/ilbuonpeppe/22014/" title="E’ Ufficiale la Grecia è Fallita. I Prossimi in Lista Siamo Noi" >ma i blog</a> ed i siti di informazione indipendente. Ufficialmente, la Grecia ha <em>concordato</em> con i creditori una riduzione del debito del 50%. In pratica, per ogni titolo comprato a 100 euro, ne verranno restituiti 50. Questa, tecnicamente, si chiama &#8220;ristrutturazione del debito&#8221;. <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Ristrutturazione_del_debito" >La voce di Wikipedia</a></noindex> è chiara e breve, vale la pena di riportarla per intero:</p>
<blockquote><p>La ristrutturazione del debito è una procedura che prevede un accordo con il quale le condizioni originarie di un prestito (tassi, scadenze, divisa, periodo di garanzia) vengono modificate per alleggerire l&#8217;onere del debitore. La procedura viene eseguita ai fini del risanamento dell&#8217;impresa o al fine di poter gestire una liquidazione su base concordata con i creditori e non fallimentare ed è regolata dall&#8217;art. 182bis della &#8220;Legge Fallimentare&#8221; (R.d. 16.3.1942, n. 267), introdotto di recente nell&#8217;ambito di sostanziali modifiche apportate a tale legge.<br />
Possono usufruire della ristrutturazione debitoria soltanto quegli enti pubblici o imprese possedute da privati, che si trovano in una situazione di crisi o di insolvenza e che abbiano i requisiti dimensionali previsti dall&#8217;art. 1 della &#8220;Legge fallimentare&#8221;.<br />
Esempio di ristrutturazione di debiti sovranazionali è quello dell&#8217;Argentina nel gennaio 2005, che ristrutturò unilateralmente il suo debito di circa 82 miliardi di dollari. L&#8217;offerta fu accolta, dopo aver fatto terrorismo economico sulla sua situazione interna, da meno del 50 % dei possessori privati dell&#8217;Europa, Stati Uniti e Giappone. Il dato dichiarato dall&#8217;Argentina, mai certificato dagli istituti internazionali preposti, è stato del 76,15 % di accettazione.</p></blockquote>
<p>Lo stesso atteggiamento censorio, ripeto comprensibile, è stato adottato per la ristrutturazione unilaterale operata dalla Banca d&#8217;Irlanda dove decine di risparmiatori italiani si sono trovati i loro investimenti ridotti nella ragione di 1 a mille. <a href="http://www.mentecritica.net/fottuti-dalla-banca-dirlanda-arriva-luccello-di-fiamma/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/21790/" title="Fottuti dalla Banca d’Irlanda, Arriva l’Uccello di Fiamma" >Un centesimo di euro per ogni mille euro investiti</a>. Questa sì che è una ristrutturazione.</p>
<p><span id="more-22129"></span>Il panico, in questi casi, fa precipitare la crisi. Il sistema nel quale viviamo si regge su convenzioni. I soldi, le banche, i prestiti, i BOT, le obbligazioni, addirittura l&#8217;oro, sono solo delle &#8220;<em>promesse</em>&#8220;, degli impegni che qualcuno si impegna ad onorare, ma se questo qualcuno dice: &#8220;non posso onorare il mio impegno&#8221; che gli puoi fare? Nulla, specialmente se questo qualcuno non ha niente che valga la pena prendergli e se è un organismo nazionale. Ci si tiene la perdita e si guarda avanti. Lo sanno bene quelli che sono incappati in un fallimento (come creditori).<br />
Giusto per fare una riflessione, le banche italiane hanno un sistema di tutela, il <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.fitd.it/index.asp#" >Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi</a></noindex></p>
<blockquote><p>Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, costituito nel 1987 nella forma di consorzio volontario, è oggi un consorzio obbligatorio di diritto privato, riconosciuto dalla Banca d’Italia, la cui attività è disciplinata dallo Statuto e dal Regolamento. Scopo del Fondo è quello di garantire i depositanti delle Banche consorziate.</p></blockquote>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.fitd.it/faq.htm" >Qui la FAQ</a></noindex>, dove si spiega che ogni conto corrente è garantito dal fallimento dell&#8217;istituto di credito fino a 100.000 euro (per cointestatario). Il sito ha un aspetto serioso e, se si sorvola sul fatto che non funziona su firefox, è tutto a posto, siamo in una botte di ferro. Anche se la nostra banca fallisce (in Italia, se si vuole fare banca si deve aderire al fondo che però vale solo per il contante), nel giro di 20 giorni al massimo i nostri soldi ci vengono restituiti dal Fondo.<br />
Troppo bello per essere vero. Sicuramente le banche aderenti &#8220;si assicurano&#8221; depositando periodicamente degli importi sul fondo, anche se non sono certo che lo facciano in contanti. Secondo me va tutto bene se fallisce la Banca di Forlimpopoli o la Banca Popolare di Giovi Piegolelle. Messe insieme faranno, diciamo, ventimila, cinquantamila correntisti e la situazione si può contenere. Certo, se arriva veramente la tempesta e a fallire è Unicredit (solo per esempio, non ho nessuna informazione in merito) con a cascata tutte le sue controllate, non essendo sicuro che il Fondo disponga di una zecca privata, ho molti dubbi che si riuscirebbe a tappare la falla. Infatti, in casi analoghi, sono dovuti intervenire gli stati che hanno dovuto nazionalizzare le banche ed assumersi l&#8217;onere del debito per arrestare il tracollo del sistema creditizio (vedi <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/424019/" >il silenzioso crash di Dexia</a></noindex>).</p>
<p>Già, gli stati nazionali. Gli stessi che, in questo momento, affogano sotto il peso del debito. Insomma, secondo la mia personale opinione, se incomincia a crollare il castello non c&#8217;è fondo che tenga. L&#8217;euro, il debito, l&#8217;Europa, <a href="http://www.mentecritica.net/ma-come-li-paghiamo-gli-iphone/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/fma/21728/" title="Ma Come li Paghiamo gli iPhone 4S?" >lo spostamento dell&#8217;asse all&#8217;Est</a> e l&#8217;indebolimento politico ed economico degli Stati Uniti sono uno scenario che nessun fondo poteva oggettivamente prevedere e per il quale non esistono piani. La situazione è simile a quella della carena di una nave che si sfascia pezzo a pezzo con i marinai che corrono da una parte all&#8217;altra a mettere pezze. I marinai fanno un po&#8217; quello che possono, ma è il progetto della carena che si è rivelato inadatto a reggere le mutate condizioni del mare. Il rischio di affondare è serio, serissimo e anche se il comandante invita alla calma dicendo che la situazione è sotto controllo, lo fa per non far correre tutti alle scialuppe di salvataggio nello stesso momento.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.shopcasa.net/images/78.jpg" alt="" width="429" height="609" /></p>
<p>In passato, grazie <a href="http://www.mentecritica.net/author/kurt/" >al nostro consulente Kurt</a>, siamo venuti a sapere che una catastrofe economica globale è uno degli scenari previsti dagli organismi militari internazionali e per la quale sono stati diffuse istruzioni specifiche. Un estratto è stato pubblicato anche sulle pagine di MenteCritica con il titolo &#8220;<a href="http://www.mentecritica.net/economia-dellapocalisse/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/kurt/15954/" >Economia dell&#8217;Apocalisse</a>&#8220;. La situazione nella quale ci troviamo non è quella descritta nell&#8217;articolo, ma se si arriverà mai all&#8217;apocalisse economica, la strada somiglierà sicuramente a quella che stiamo percorrendo.</p>
<p>Come comportarsi in queste situazioni? Non parlo a livello globale, sul quale noi, checché ci raccontino <a href="http://www.mentecritica.net/la-democrazia-e-un-fallimento/leggere/oltre-le-righe/mrwolf/11354/" >i pubblicitari della democrazia</a>, non abbiamo alcun effetto. In situazioni come queste, contiamo quanto le mucche per il lattaio. Importanti per quello che possiamo dare, ma pronte a essere cedute alla fabbrica del Kit e Kat appena non riusciamo più a fare latte.<br />
Sinceramente, io non faccio affidamento sulla BCE e tanto meno su Silvio Berlusconi per cercare di ripararmi dalla pioggia. Loro facciano le grandi manovre, io, per quello che posso, cerco di fare le mie.</p>
<p>Questo per dire che si può prendere qualche misura per limitare leggermente i danni indipendentemente dalle grandi politiche sovranazionali. Certo, muoversi dal branco non è esente da rischi. La cosa più probabile è che non accadrà nulla e io avrò perso solo tempo, soldi e credibilità. Fa parte del gioco ed è un costo da sostenere se non si vuole fare affidamento sulle veline dei ministeri e sulla tiepida coperta del pensiero comune.<br />
Se la cosa interesserà i lettori di MenteCritica, ho intenzione di scrivere altri due pezzetti sulle misure che ho adottato, sperando che qualche altro &#8220;pessimista&#8221; come me si voglia confrontare integrando o correggendo. Lo faccio per solidarietà con i pezzenti come me ( i riccastri si stanno sicuramente già mettendo al riparo) che, magari, non si sono posti il problema per mancanza di cultura sull&#8217;argomento o per semplice incapacità di uscire dal branco. Siccome io sono presuntuoso ed ho una concezione alterata delle mie capacità, il problema non me lo sono posto e sono partito. Magari non potrò raccontare tutto, non potrò entrare nei dettagli (anche perché il panico in questa fase rischia di danneggiare alcune &#8220;misure protettive&#8221; non ancora mature), ma se interessa lo faccio volentieri. Se non interessa, ciccia. Come dico da un bel po&#8217;, siamo già oltre l&#8217;<em>ognuno per sé, Dio per tutti</em> e io non ho nessun posto in paradiso da guadagnare.</p>
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		<title>Ma Come li Paghiamo gli iPhone 4S?</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 10:34:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La cosa comincia senza rumore, col venir meno del comunismo come sistema politico alternativo. Nel 1977 Deng Xiaoping lancia la Primavera di Beijing, con ciò aprendo la Cina alla proprietà privata e agli investimenti stranieri. È nata l’economia socialista di mercato. Negli Stati Uniti d’America alcune aziende manifatturiere, più attente di altre, pensano di aumentare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cosa comincia senza rumore, col venir meno del comunismo come sistema politico alternativo. Nel 1977 Deng Xiaoping lancia la Primavera di Beijing, con ciò aprendo la Cina alla proprietà privata e agli investimenti stranieri. È nata l’economia socialista di mercato.</p>
<p>Negli Stati Uniti d’America alcune aziende manifatturiere, più attente di altre, pensano di aumentare i profitti producendo in Cina ciò che vendono negli USA e in Occidente, gli unici posti dove ci sono i soldi per comprare. Se l’idea rimanesse circoscritta a poche aziende nessuno se ne accorgerebbe. Ma l’idea è buona e fa rapidamente proseliti, negli USA e nel resto dell’Occidente. Naturalmente produrre in un posto dove il lavoro costa poco e vendere in un altro dove i salari sono alti, oltre che far guadagnare chi ci mette il capitale, ha pure delle conseguenze sulla vita degli abitanti dei luoghi dove prima si produceva e ora non si produce più. Le fabbriche che producono di là, licenziano di qua. Gli operai licenziati, confidando nelle virtù del mercato, si rimettono sveltamente alla ricerca di un nuovo posto di lavoro, fiduciosi che lo troveranno. Parlo degli operai americani. Considerano la situazione transitoria, non pensano di dover cambiare stile di vita. Tuttavia, nel transitorio, se vogliono cambiare la lavatrice, devono ricorrere alla banca, che è ben lieta di accordargli un prestito, a tassi via via crescenti mano a mano che le garanzie si fanno più deboli.</p>
<p>I mutui subprime sono un ottimo affare, sia per la banca, sia per il debitore.<span id="more-21728"></span></p>
<p>Capita purtroppo che, malgrado il parere contrario degli economisti, i posti di lavoro persi nell’industria non siano compensati dai nuovi posti di lavoro nel terziario e che molti debitori, rimasti a piedi, diventino insolventi. Le banche, per cautelarsi, hanno provveduto per tempo a cedere i propri crediti a investitori istituzionali, che si sono tutelati a loro volta contro il default dell’emittente acquistando titoli emessi all’uopo da altri istituti finanziari, Credit Default Swap; o conferendo i crediti in quota capitale in qualche spericolata operazione di Leveraged Buy-Out: un giro dove il capitale di rischio può non superare un millesimo del capitale movimentato. Lo chiamano Leverage.</p>
<p>I cinesi dal canto loro non stanno a guardare. Si accorgono presto che facendo da sé e per sé quel che si fa per gli altri si guadagna assai di più. Per portarsi avanti risparmiano e reinvestono in casa propria. È la più spettacolare accumulazione capitalistica, per entità complessiva e tasso di incremento, dell’ultimo secolo.</p>
<p>In Occidente qualche banca fallisce, molte sono salvate dalla mano pubblica, che s’indebita a sua volta, rischiando di fallire. Per fortuna che ci sono i cinesi: <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-57-giorni-al-fallimento-lingua-in-bocca-con-pechino/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/dellefragilicose/21436/" title="Default Italia, 57 Giorni al Fallimento:  Lingua in Bocca con Pechino" >il surplus corrente della Cina è il più alto al mondo e i cinesi lo investono in titoli di stato esteri</a>.</p>
<p><img class="size-full wp-image-21748 aligncenter" title="image003" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/10/image003.jpg" alt="" width="479" height="618" /></p>
<p>Che fare? La cosa è molto semplice e sta in questi termini: o riusciremo a vivere senza l’iPhone, un bellissimo oggetto <a href="http://www.mentecritica.net/la-carogna-di-steve-jobs-e-gli-sciacalli/cuore-di-tenebra/bacio-della-buonanotte/comandante-nebbia/21695/" title="La Carogna di Steve Jobs e gli Sciacalli" >checché ne dica il Comandante Nebbia</a>, o <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.applemagazine.it/2010/09/27/arriva-iphone-4-in-cina/" >continueremo ad aumentare l’avanzo commerciale cinese</a></noindex>. Cioè il nostro debito pubblico.</p>
<p>Uno potrebbe dire: <em>ecchisenefotte</em>! Debito più debito meno &#8230;</p>
<p>Eh no! Non è detto che le cose continuino così per sempre, che i cinesi col surplus delle partite correnti continuino a comprare la carta straccia che sono i nostri titoli del debito pubblico. Potrebbero pure decidere di farsi furbi, pare ci stiano già pensando, e di godersi un po’ la vita dopo il tanto tribolare che hanno fatto fin qui. Potrebbero decidere <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-01-28/fine-surplus-cinese-130307.shtml?uuid=AaagxY3C" >di farsi pagare in natura gli iPhone</a></noindex>. Non la gnocca che pensate voi, quella non manca da nessuna parte, ma i quarti posteriori del bue grasso di Carrù, il pane e l’abbacchio di Genzano, il culatello di Zibello, il Brunello di Montalcino&#8230; vorrebbe dire che da lì in avanti, noi, quelle cose lì, ce le potremo pure scordare. Un po’ com’era prima che diventassimo ricchi e prendessimo l’abitudine di fare colazione al bar, con cappuccino e brioche. Poi la pratica passerebbe a Pechino.</p>
<p>Non solo: privati del loro maggior acquirente i nostri titoli del debito pubblico diventerebbero ancora un po’ più carta straccia, se possibile, di quel che già sono: hai voglia ad aumentare i tassi di interesse per renderli appetibili. <a href="http://www.mentecritica.net/anatomia-del-disastro-default-the-day-after/leggere/comandante-nebbia/21537/" title="Anatomia del Disastro. Default, The Day After" >Ma dove andremmo a parare con i tassi alle stelle</a>? Chi ce le pagherebbe le pensioni, la sanità, la scuola?</p>
<p>Questo per dire che siamo sulla buona strada, ma lontani dal fondo. Hai voglia quanto possiamo indignarci ancora.</p>
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		<title>Il Pregiudizio di Darwin, i Nostri Pregiudizi</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 08:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bijuu</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si tenta di inquadrare una teoria scientifica, anche tra le più note al pubblico non specialistico, si è spesso in difficoltà nel ricondurla al periodo storico di appartenenza, tanto più se l’esercizio appare come una sterile domanda epistemologica. Nonostante sia fondamento di tutte le scienze naturalistiche, la teoria della <em>selezione naturale</em> descritta da Charles Darwin non fa in questo senso eccezione. Quanti saprebbero dire quanti anni fa è stata elaborata?</p>
<p><span id="more-21742"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center; margin: 0cm 0cm 10pt;" align="center"><img class="alignnone size-full wp-image-21743" title="charles_darwin" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/10/charles_darwin.jpg" alt="" width="586" height="753" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center; margin: 0cm 0cm 10pt;" align="center"><em><span style="line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 10pt;">Charles Darwin</span></em></p>
<p>Il 2009 è stata l’occasione per commemorare i 150 anni dalla pubblicazione de “<em>L’origine delle specie</em>” ed il bicentenario della nascita di Darwin stesso. Un lasso di tempo infinitamente breve se pensiamo alle enormi ricadute di una teoria esplosiva come quella darwiniana; a partire da allora, e come mai prima in maniera massiva, si è aperto uno squarcio nella visione del mondo naturale incentrato sulla Creazione biblica. Quella che ci viene offerta per la prima volta è un’ipotesi non fideistica e disincantata, in cui la selezione naturale è l’artefice invisibile della diversità biologica in cui siamo avvolti e la figura di Dio, quantunque lontana dall’essere negata o invalidata, risulta in secondo piano o semplicemente non necessaria. Tutto questo solo un secolo e mezzo fa. Non male.</p>
<p>Le idee maturate durante gli ormai famosi viaggi sul brigantino Beagle soggiacciono ad un intenso lavoro di catalogazione e raccolta, che verrà poi integrato con gli interessi di Darwin per i saggi malthusiani sulla crescita delle popolazioni. In particolare la consapevolezza che le risorse in natura sono limitate e che le popolazioni viventi in un ecosistema si riproducono più velocemente del ripristino delle stesse, indusse il naturalista inglese a pensare che per l’accesso ad esse vi fosse una forma diretta di competizione. La variabilità sorprendente dei caratteri osservabili anche all’interno di una stessa specie ed, in taluni casi, la loro apparente correlazione ad un <em>vantaggio </em>(si pensi alla radiazione adattativa dei fringuelli delle Galapagos e ai loro becchi così diversi, per diete diverse) persuade inoltre Darwin ad immaginare che una “migliore” strutturazione dia un vantaggio evolutivo: tali piccoli cambiamenti sono selezionati positivamente( o negativamente) e la loro graduale accumulazione darà origine a nuove specie.</p>
<p>L’intuizione darwiniana, unita alla riscoperta delle leggi della genetica descritte da <em>Gregor Mendel</em> decenni prima (che Darwin non conosceva!), ad una formulazione prettamente matematica per la genetica di popolazione ed ai dati paleontologici costituisce quella che viene chiamata teoria sintetica o <em>Neodarwinismo. </em>Fine della noiosa agiografia.</p>
<p>Oltre al quando ed al cosa, per avere un completo contesto storico bisogna però anche conoscere il “chi”. L’idea di scienza dipinta come asettica e disinteressata è infatti affascinante ed idealistica ma non corrisponde praticamente mai al vero, e se un disciplina scientifica nasce dagli uomini per gli uomini, sarà lecito aspettarsi che tutte le passioni ed i pregiudizi che ci caratterizzano colorino il nostro lavoro. Darwin ad esempio intrattenne stretti rapporti con <em>Charles Lyell</em>, geologo scozzese autore del libro “Principi di geologia”, le cui idee inerenti l’uniformismo ed il <em>gradualismo</em> in natura condizionarono i fortemente i meccanismi di azione proposti per la selezione naturale. In particolare Darwin sentì la necessità di vincolare a doppio filo la presenza della selezione naturale con la sua azione, ordinata e regolare, operante a velocità cosi basse da renderne apprezzabile i risultati solo su tempi molto lunghi. In altre parole la speciazione, ovvero la formazione di nuove specie, viene ad essere il risultato di una lenta successione di piccoli cambiamenti graduali. Già Thomas Henry Huxley, primo entusiasta divulgatore della teoria tanto da essere definito ”il mastino di Darwin” , espose però all’amico in una lettera le sue perplessità : “ Vi siete sobbarcato una difficoltà non necessaria quando avete adottato senza riserve il principio del <em>Natura non facit saltus</em>”. Le testimonianze fossili dell’epoca, come buona parte di quelle odierne, non fornirono certamente a Darwin le cosiddette “prove positive” per avallare la sua teoria; difficilmente infatti è possibile ricostruire la storia paleobiologica mediante una sequenza lineare, che mostri in maniera sottile tutti i “punti” per il quale un’evoluzione graduale sarebbe dovuta passare. Lo spinoso argomento dei fossili mancanti, della carenza degli “anelli mancanti” tra una forma ed un’altra trovò (e trova) spesso giustificazione nell’estrema incompletezza fossile. Darwin la paragonò ad un grande libro a cui ormai rimanevano solo poche pagine intatte.</p>
<p>Solo nel 1970 circa, il paleobiologo Stephen Jay Gould ed il paleontologo Niles Heldredge proposero un modello scientifico che, anche tenendo conto delle testimonianze fossili pervenuteci, fornisce una nuova lettura del “tempo” nel cambiamento biologico, sempre sotto l’egida della selezione naturale. In diversi saggi successivi Gould osserva come la maggior parte dei fossili mostri dei lunghi periodi di stasi, in cui non si osservano significativi cambiamenti morfologici, accoppiati con la comparsa improvvisa di nuove specie diverse. In pratica non sono i fossili ad essere incompleti ma la selezione naturale ad agire con <em>velocità differenti </em> portando a compimento il processo di speciazione in tempi rapidi (secondo il canone biologico migliaia di anni, che sono comunque una frazione infinitesima del periodo di presenza di una specie). ” I documenti fossili sono dunque testimoni fedeli di ciò che la teoria dell’evoluzione predice e non i poveri resti di una storia molto più ricca”.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://libcom.org/files/simpsons.jpg" alt="" width="322" height="242" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>S.J. Gould nei Simpons</em></p>
<p>Nell’esporre tale teoria detta degli <em>equilibri punteggiati </em> Gould mette in evidenza che non intende sottolineare la “verità” assoluta di questa concezione. Egli semplicemente riconosce nell’analisi di Darwin un errore sistemico, poiché l’idea gradualista non è stata “letta” nelle rocce fossili a disposizione ma assunta come “preferita” per via della filosofia dominante occidentale, in cui atomismo, riduzionismo e gradualismo sono ,ad esempio, concetti fortemente diffusi. Non a caso basandosi sull’allora Unione Sovietica in cui il senso comune possiede connotazioni a volte radicalmente differenti, Gould ritrova più di un’analogia tra il cambiamento punteggiato e le leggi della dialettica riformulate da Hengels a partire dalla filosofia hegeliana. Se dunque le filosofie dominanti inducono spesso direzioni preconcette al nostro pensiero l’approccio migliore dovrebbe essere plurale, valutando caso per caso se esse costituiscono un modello armonico di descrizione naturale o, viceversa, solamente un costrutto artificioso.</p>
<p>E dunque, in che direzione procede oggi la scienza e quali sono i nostri pregiudizi? Non ho ovviamente risposte certe ma solo un auspicio. Non posso che far mie le parole dello stesso Gould, auspicando che “ ..se la nostra fortificata preferenza a priori per un modello comincerà a dissolversi, potremo finalmente essere in grado di accogliere la pluralità di risultati che la complessità della natura ci offre”.</p>
<p style="text-align: right;">Ispirato a “Il pollice del panda” di S. J. Gould</p>
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		<title>Fenomenologia dell&#8217;Opera Lirica</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 06:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pregherai fino all&#8217;alba; io sarò teco. Ricordo, quando avevo su per giù 12 anni, il senso di noia e di lacerante inedia nel sentir messa. Già allora la “fede”, inculcatami forzosamente dalla cultura cattolica imperante di questo paese, era emigrata in qualche anima più fertile, lasciandomi il senso di soffocante asfissia ogni qualvolta mamma mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>Pregherai fino all&#8217;alba; io sarò teco.</em></p>
<p><em></em>Ricordo, quando avevo su per giù 12 anni, il senso di noia e di lacerante inedia nel sentir messa. Già allora la “fede”, inculcatami forzosamente dalla cultura cattolica imperante di questo paese, era emigrata in qualche anima più fertile, lasciandomi il senso di soffocante asfissia ogni qualvolta mamma mi obbligava, tutte le maledette domeniche, ad assistere a quel rito bizzarro.</p>
<p>Crescendo, naturalmente, gli obblighi imposti dall’alto (la mamma, non l’altissimo) vennero meno ma le rare occasioni in cui mi sono scontrato con il sacro rituale le ho percepite in modo diverso; il senso di morte per noia dovuto a quel tempo sprecato e che non passava mai si è trasformato in una sorta di ascolto critico, giovando alla mia percezione del tempo e pure al mio sollazzo.</p>
<p>Al di là delle preghiere recitate con meccanico distacco dalla maggioranza, mi divertono le prediche dei preti, tanto che spesso involontarie risa ironiche imbarazzano i miei parenti, costretti alla mia compagnia nel matrimonio o cresima di turno. Per non parlare del senso di letizia nel sentire gli anziani che anticipano il versi delle preghiere.</p>
<p><span id="more-21280"></span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/11/giuseppe-verdi_73956.jpg" alt="" width="590" height="400" /></p>
<p>Non sono mai stato un amante della lirica, e sì che sono cresciuto lì “nei dintorni” con il “<em><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.youtube.com/watch?v=RWyUMYEjk8w" >dolce dolce Ludovico Van</a></noindex>”</em> prima di abbracciare <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.youtube.com/watch?v=jsmcDLDw9iw&amp;ob=av2n" >la musica del diavolo</a></noindex> , ma la lirica..che pacco.</p>
<p>Tre anni fa fui trascinato a vedere il Nabucco in Arena, un’esperienza straziante, dopo anni fui investito dallo stesso senso di lacerante noia e soffocamento che solo la messa e la mia giovane età priva di ascolto critico avevano sperimentato. Un inferno, il tempo che rallenta ad ogni strofa, come se mi guardassi cadere in buco nero in balia dell’orizzonte degli eventi (questa è troppo lunga e non ve la spiego, sappiate che è come vedersi cadere per un tempo tendente a infinito, se siete curiosi <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.interfred.it/Scuola/Letture/Buchi_neri/Congelare_tempo.asp" >leggete qui</a></noindex>), ogni atto che si trascina stanco un nuovo atto, il va pensiero che da quando è inno della lega non riesco più a sentire. Fu consolante vedere altre persone intorno a me essere investire dallo stesso senso di morte.</p>
<p><em>Mai più</em>, dissi, ma l’universo non è deterministico, dio gioca a dadi e se la spassa pure, fatto sta che qualche giorno fa torno in Arena per l’Aida. Il senso di nausea era mitigato dal fatto che esperienza insegna e sapevo che qualcosa sarebbe cambiato, il mio genio avrebbe reagito nello stesso modo delle messe, creando un’analisi critica atta ad invertire il rallentamento dovuto alla noia, ripristinando il normale scorrere del tempo.</p>
<p>Nel corso dell’opera (4 atti, 3 ore nette più gli intervalli) la mia fantasia percorre le più svariate metafisiche e fenomenologie:</p>
<p>Mi guardo attorno, e come spesso accade in mille altre occasioni mi pongo delle domande.</p>
<p>Nella mia ignoranza lirica mi chiedo quante altre persone che si atteggiano a saccenti cultori in  realtà l’apprezzino più o meno quanto me. Un po’ come i cattolici della domenica, o quelli di Natale e Pasqua.</p>
<p>Sono sempre rimasto affascinato dal borghesismo del pubblico lirico, c’è pure scritto sul biglietto “in platea è richiesto l’abito scuro”. Immancabile la signorotta vestita di sbarluccicoso vestito arancione catarifrangente. Ma con questo ragionamento, penso, siamo quasi alla lotta di classe, e “<em>io cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna [..] io, tirato su a castagne ed ad erba spagna ( </em><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.youtube.com/watch?v=Uu0aetKD5x0&amp;ob=av2n" >Francesco Guccini – Addio</a></noindex> <em>)” </em> sono qui con la mia anonima camicetta bianca da ingegnere, ma comoda e fresca, e penso <a href="../../../../../il-default-delloccidente-83-giorni-allapocalisse/cuore-di-tenebra/grp/21051/">al possibile deserto economico</a> che si può sviluppare <a href="../../../../../economia-dellapocalisse/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/kurt/15954/">nell’economia del post-apocalisse</a>  “<em>al cui fascino inquietante non riesco a sfuggire</em>”. Il solito catastrofista, penso poi, con un sorriso ebete stampato in faccia.</p>
<p>Un tizio mi chiede di parlare sottovoce, 40 minuti dopo sta dormendo sulla spalla della sua signora.</p>
<p>E come tre anni fa già a metà del secondo atto vedo gente assopirsi, sonnecchiare, sbuffare, stiracchiarsi, scaccolarsi, fino al punto X, perché ogni opera  <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.youtube.com/watch?v=AssDQbaIP_I" >ha il suo hit</a></noindex>  quella per cui viene ricordata, come fosse il singolo del disco o la canzone dell’estate.</p>
<p>Si, amico, ho uno zainetto. Dentro ho dell’acqua, fresca. In borsa termica. Perché mi guardi come se fosse un’anomalia? Dici che il simbolo dei pirati sul mio zainetto stona con la mia camicia da impiegato? Però mi guardi invidioso quando paghi 5 euro per una bibita in lattina mezza calda.</p>
<p>E fai due occhi così quando dal mio zainetto estraggo un contenitore con del fresco melone succoso meticolosamente tagliato a cubetti. Si, questa è una forchetta.</p>
<p>Perché vedi, sotto sotto io me ne fotto, se stono.</p>
<p>Quarto atto. Luci soffuse, mi ritrovo come spesso accade a guardare lassù, il cielo notturno e limpido da questo scorcio di Arena sembra una cupola dipinta da quei pittori di un tempo dimenticato. E mentre Aida e Radames recitano il loro destino io canticchio <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.youtube.com/watch?v=182wgzHZKA4" >l’Aida di Rino</a></noindex>, ben altri temi, e penso “Che genio, Cristo santo, che genio, cantare così l’amore per lei”.</p>
<p><em>Pace t&#8217;imploro ~ martire santo..eterno il pianto ~ sarà per me </em>(( Chiusura del quarto atto ))<em>&#8230;</em>Sipario.</p>
<p>Applausi, Viva Verdi, i cuscini non volano più come una volta e non ci sono più le mezze stagioni.</p>
<p>Comunque dai l’Aida non è male, andatevela a vedere. E ve lo dice uno che passa <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.youtube.com/watch?v=S6kZ99YSV1k" >dagli Emperor</a></noindex> ad <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.youtube.com/watch?v=g2B5fvlITok" >Alice</a></noindex>.</p>
<p>PS: questo è un post goliardico e ironico, i gusti sono gusti e non ci piove quindi non cacatemi il cazzo se a voi la lirica piace e se anticipate i versi delle preghiere.</p>
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		<title>Tutto e&#8217; al Posto Giusto</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 13:37:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ue supereroe! Questo sfogo si traduce in un’unica parola: INVIDIA! Ricorda che chi ha i soldi la sua cacca non la mangerà mai…ne’ tanto meno porterà i propri figli in un ospedale fatiscente come quello in cui porti i tuoi. Se vuoi continuare a vivere in Italia adeguati al sistema. Altrimenti ci sono tanti paesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ue supereroe! Questo sfogo si traduce in un’unica parola: INVIDIA! Ricorda che chi ha i soldi la sua cacca non la mangerà mai…ne’ tanto meno porterà i propri figli in un ospedale fatiscente come quello in cui porti i tuoi. Se vuoi continuare a vivere in Italia adeguati al sistema. Altrimenti ci sono tanti paesi al mondo pronti ad ospitare te e tutti i paraculi che hanno scritto BRAVO BRAVO dopo l tuo post! (sèh-sèh!)<br />
Un abbraccio caro collega…in NERO ovviamente! ahahhahahahaah!<br />
giambattista<br />
alteoforti@gmail.com<br />
95.224.29.140</p>
<p>commento a <a href="http://www.mentecritica.net/affogare-nella-merda/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/8684/" >Affogare nella Merda</a> del 28 ottobre 2008</p></blockquote>
<p>L&#8217;universo nel quale viviamo non ama i cambiamenti. Se una cosa è ferma, tende a rimanere ferma. Se si muove, continua a muoversi. Se è spenta, resta spenta. Se brucia, continua a bruciare. Ogni cambiamento di stato richiede un intervento esterno, l&#8217;applicazione di una forza, una spesa energetica sulla quale non sono concessi sconti. Alla cosa, che attiene alla geometria dello spazio tempo, si è tentato di dare inutilmente una spiegazione. Per ora, va presa ed accettata per quello che è.</p>
<p><span id="more-21163"></span><br />
Il fenomeno, nella meccanica quantistica, si rappresenta attraverso l&#8217;utilizzo dei tensori, strutture matematiche utilizzate per la definizione degli spazi vettoriali, ma per rendere le cose più semplici, si può usare la meccanica classica dove tale attitudine è definita &#8220;inerzia&#8221;.<br />
Il termine, originariamente riferito al moto, nella cultura popolare si è rapidamente esteso ad una fenomenologia più vasta anticipando le conclusioni a cui si sarebbe giunte successivamente con la relatività e la meccanica quantistica.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/tutto-e-al-posto-giusto/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/dellefragilicose/21163/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Lasciando perdere le palle di biliardo che si muovo su piani ad attrito zero e le persone che sbattono con la faccia nel parabrezza perché non avevano la cintura, l&#8217;aspetto interessante dell&#8217;inerzia è il suo funzionamento nell&#8217;ambito dei sistemi sociali.<br />
Un sistema regolato produce inevitabilmente sacche di privilegio entro le quali tendono a rifugiarsi coloro che dall&#8217;uso e dall&#8217;abuso delle regole traggono un vantaggio personale. Il vantaggio può essere minimo: un posto riservato in un parcheggio, per esempio. Oppure enorme: l&#8217;assegnazione a titolo gratuito (o quasi) di frequenze di trasmissione, il diritto di sottrarsi alla magistratura o di scrivere leggi che legalizzano un comportamento precedentemente ritenuto scorretto.</p>
<p>L&#8217;inerzia fa in modo tale che tali situazioni non siano soggette a cambiamenti autonomi o automatici in quanto nessuna costituzione, legge o organizzazione sociale può alterare il funzionamento naturale delle cose. Questo per dire che dove sussistono regole, nessuna regola prodotta nel sistema potrà mai indurre il sistema stesso a cambiare veramente. E&#8217; per questo che il sistema si definisce &#8220;inerziale&#8221;.<br />
Per motivi simili, nessuno può sollevarsi da terra tirandosi per i capelli, anche se li ha molto lunghi e nessuna barca a vela potrà navigare utilizzando un ventilatore diretto verso la vela.</p>
<p>Ovviamente, tranne che nel caso teorico (praticamente il valore asintotico al quale tende la rappresentazione reale), nulla è per sempre. Un&#8217;organizzazione sociale per quanto stabile, regolata, inerte, prima o poi cambierà comunque. Prima o poi.<br />
E&#8217; difficile rassegnarsi al fatto che questo &#8220;prima o poi&#8221; sia tanto lontano. Non tanto per la speranza che quello che accada &#8220;prima o poi&#8221; porti ad un sistema migliore, quanto per il desiderio naturale di assistere ad un vero cambiamento che non si limiti all&#8217;apparenza delle cose, ma che ne intacchi, finalmente, la sostanza.</p>
<p>E&#8217; per questo che menti anche più lucide ed equilibrate della mia tendono alla straorza verso il disordine o l&#8217;anarchia. Fatto salvo il concetto che la vita di ognuno non ha nessun valore se non per il singolo e per le sue immediate dipendenze affettive, agevolare la consegna dell&#8217;universo all&#8217;entropia ha un fascino sottile che sa insieme di rivoluzione ed autodistruzione.</p>
<p>Sfuggendo, una volta e per sempre, ai cancelli nei quali è stato recluso il nostro pensiero, ai pregiudizi nei quali siamo stati racchiusi come un&#8217;armatura che protegge, ma costringe, un mondo dove l&#8217;ipocrisia sia definitivamente sconfitta e le questioni si dirimano sulla brutale, ma diretta, applicazione della sopraffazione appare affascinante ed invitante.</p>
<p>Un po&#8217; come il mondo del <a href="http://www.mentecritica.net/mestieri-a-prova-di-crisi-la-storia-di-kurt/leggere/oltre-le-righe/kurt/14835/" >caro, vecchio Kurt</a>. Che invidia (che nostalgia) per quella efficienza asettica ed amorale (nell&#8217;accezione privativa del termine e non negativa) dove non esistono menzogne e ci si affronta senza acrimonia col solo scopo di preservarsi e se questo richiede che altri non siano preservati la cosa non turba, non viola, non corrompe.</p>
<p>Alla lunga mi sono convinto che se mi sarà data l&#8217;occasione di rinascere, il dono che chiedo al destino è di non lasciare più la retta via e di poter sparare una colpo in bocca a giambattista solo per rimettermi  alle sue stesse regole. Tranquillamente, professionalmente e senza acrimonia.</p>
<p>Amen</p>
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		<title>Default Italia 91 Giorni al Fallimento: Debito Pubblico F.A.Q.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 08:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trovarsi in una situazione di debito senza potervi far fronte è qualcosa che imbarazza profondamente l’individuo. Crea vergogna, delusione, disperazione, può arrivare a spingere al suicidio. E’ comprensibile: dopo la truffa ai danni d’incapace, la rapina a mano armata, l’estorsione e il furto con destrezza, l’incapacità di far fronte a un debito è una delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormalCxSpFirst" style="text-align: justify; line-height: normal;">Trovarsi in una situazione di debito senza potervi far fronte è qualcosa che imbarazza profondamente l’individuo. Crea vergogna, delusione, disperazione, può arrivare a spingere al suicidio. E’ comprensibile: dopo la truffa ai danni d’incapace, la rapina a mano armata, l’estorsione e il furto con destrezza, l’incapacità di far fronte a un debito è una delle forme indebite di sottrazione del denaro altrui.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Purtroppo non abbiamo le medesime vibrazioni quando parliamo di debito dello Stato. Sembra non ci tocchi, non ci riguardi. Invece, guarda un po’, l’attuale crisi economica trova origine da una serie di fattori tra i quali un ruolo di spicco è svolto dagli indici che misurano il debito pubblico e il suo impatto sul sistema economico di una nazione.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Vale forse la pena di tracciarne l’identikit e chiarirne i meccanismi.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Che cos’è il debito pubblico?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Economicamente parlando, con l’accezione di debito pubblico s’intende l’ammontare di denaro chiesto a prestito da uno Stato ai suoi creditori.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Perché lo Stato deve chiedere a prestito del denaro?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Il debito pubblico viene contratto a fronte di un disavanzo di bilancio, ovvero quando le entrate dello Stato non sono sufficienti a coprire le spese che esso deve sostenere. Il valore totale del debito pubblico è quindi la somma di tutti i disavanzi di bilancio registrati da uno Stato nel passato.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span id="more-20868"></span></strong></p>
<p><iframe width="590" height="480" frameborder="0" scrolling="no" marginwidth="0" marginheight="0" src="http://www.google.it/publicdata/embed?ds=ds22a34krhq5p_&amp;ctype=l&amp;strail=false&amp;nselm=h&amp;met_y=gd_pc_gdp&amp;scale_y=lin&amp;ind_y=false&amp;rdim=country_group&amp;idim=country:it:de:gr:fr:pt:uk:es&amp;ifdim=country_group&amp;tstart=808005600000&amp;tend=1281391200000&amp;hl=it&amp;dl=it&amp;icfg&amp;uniSize=0.035&amp;iconSize=0.5"></iframe></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Perché si dovrebbe prestare del denaro allo Stato?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Per guadagnarci. Come incentivo al prestito, lo Stato dispone il pagamento di un certo tasso d’interesse sul denaro ricevuto. Questo interesse è tanto più alto quanto più lungo è il periodo di tempo per cui il creditore si rende disponibile a concedergli il proprio denaro.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Quali sono le forme di debito pubblico in Italia?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Bisogna distinguere tra debito fluttuante e debito consolidato.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Il debito fluttuante, la cui forma più conosciuta è il BOT, viene emesso a breve termine o comunque con scadenze non superiori ai 12 mesi.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Il debito consolidato, emesso invece a media e lunga scadenza, va ulteriormente distinto in <em>redimibile</em> e <em>irredimibile</em>. Il primo prende il nome di obbligazione e prevede il rimborso sia del capitale che degli interessi; il secondo prende il nome di rendita e comporta il pagamento dei soli interessi.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Ci sono dei rischi?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">La legge considera il debito pubblico come un contratto a tutti gli effetti, quindi prevede l’obbligo del rimborso da parte del debitore. In realtà esso non è coperto da alcuna garanzia reale. Per fare un paragone, un mutuo è coperto dall’ipoteca sulla casa acquistata; un prestito viene garantito da fidejussione o avallo. Il debito pubblico non prevede nulla di ciò.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Di conseguenza i rischi ci sono, più o meno grandi a seconda delle ragioni per cui il debito viene contratto. Il maggiore di essi è il possibile mancato rimborso del capitale conferito.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Cosa significa?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Facciamo qualche esempio.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Lo Stato non ha i soldi per costruzione di un’autostrada. Decide di chiedere un prestito per realizzarla, spiegando chiaramente che intende rimborsarlo con il gettito proveniente dai pedaggi che incasserà una volta finita. Il debito emesso a fronte di ciò ha un basso tasso di rischio perché destinato a un’opera in grado di portare valore aggiunto, quindi maggiori introiti allo Stato stesso. Lo Stato ha quindi fortissime probabilità di ripagare sia gli interessi che il capitale.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Diverso il caso di uno Stato che registri un passivo a bilancio dovuto a spese ordinarie e si rivolga al debito per coprire il buco in questione. Il prestito non è destinato a creare valore, porta anzi un’ulteriore voce di spesa sul prossimo bilancio data dal tasso d’interesse che va rimborsato assieme al capitale. Di conseguenza vi sono dei rischi più elevati.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Come si misura questo rischio?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Vi sono dei coefficienti che permettono di farsi un’idea piuttosto precisa circa l’effettiva capacità delle nazioni di far fronte al proprio debito. I più importanti sono due.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Il primo è dato dal rapporto tra PIL (Prodotto Interno Lordo) e debito pubblico. Tanto più alto sarà il debito, quante più saranno le risorse che la nazione dovrà attingere dal suo PIL per farvi fronte; va quindi mantenuta una proporzione “strutturale” tra i due valori che consenta al PIL di ripagare il tasso d’interesse sul debito senza impiegare troppe risorse. Di conseguenza, tanto più basso è il tasso d’interesse sul debito, quanto più alto è il volume di debito cui la nazione può far ricorso.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Vi è poi un altro dato, il rapporto tra PIL e disavanzo pubblico, che misura in percentuale quanto uno stato “perda” in un anno e quindi debba finanziare attraverso il debito pubblico. Qui va aperta una parentesi importante. Per i paesi dell’area UE, il trattato di Maastricht ha stabilito che tale valore non possa e non debba superare il 3% del PIL. Sebbene i mezzi d’informazione passino il messaggio che l’essere in linea con questo dato sia una condizione rassicurante rassicurante, esso significa pur sempre che il sistema Europa consente ai propri stati membri di perdere il 3% annuo sui propri conti.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Qual è l’attuale situazione italiana?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Il disavanzo del 2010 è stato del 3,29% sul PIL. Il dato è in rosso a partire dal 2000 e il trend viene previsto in negativo a tutto il 2011. (Fonte: FMI).</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Ancora più indicativo il rapporto tra debito pubblico e PIL. Nel 2010 era del 119%, dato in pieno trend crescente: a fronte di una sostanziale costanza del PIL, infatti, negli ultimi 4 anni il debito pubblico ha registrato un aumento del 15%. (<span>Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze &#8211; Notifica del Deficit e del Debito Pubblico</span> <span>inviata alla Commissione Europea)</span></p>
<table class="MsoNormalTable" border="0" cellpadding="0">
<thead>
<tr>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Anno</span></strong></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Debito Pubblico (milioni di €)</span></strong></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">PIL (milioni di €)</span></strong></p>
</td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">2007</span></strong></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.602.115</span></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.546.177</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">2008</span></strong></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.666.603</span></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.567.761</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">2009</span></strong></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.763.864</span></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.519.702</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">2010</span></strong></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.843.015</span></p>
</td>
<td style="padding: .75pt .75pt .75pt 15.0pt;" valign="bottom">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">1.548.816</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong>Come si estingue il debito pubblico?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Attraverso il rimborso dei titoli di debito.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Tale rimborso può avvenire alla scadenza oppure in maniera anticipata, se previsto dalle clausole di sottoscrizione.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="line-height: normal;"><span>                                                                                          </span></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="line-height: normal;"><strong>Ok ma come si fa per reperire i soldi con cui effettuare i rimborsi?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Occorrono <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-93-giorni-al-fallimento-46-miliardi-da-risparmiare-subito/informazione/cronache-italiane/fma/20825/" title="Default Italia, 93 Giorni al Fallimento: 46 Miliardi da Risparmiare Subito!" >modifiche strutturali ai piani di spesa</a> volte anzitutto a non aumentare il debito esistente, poi a coprire il disavanzo, infine a rimborsare i titoli emessi.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="line-height: normal;">Occorre insomma spendere di meno o guadagnare di più. Non vi sono altre strade.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="line-height: normal;"><strong>Cosa succede se lo Stato s’accorge di non essere in grado di rimborsare il debito alla scadenza?</strong></p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Nella maggior parte dei casi, il provvedimento adottato in queste situazioni è quello più sbagliato. Si emette altro debito con cui far fronte al rimborso del vecchio. Il nuovo debito avrà un maggior coefficiente di rischio, quindi dovrà offrire un maggior interesse per attirare investitori, quindi avrà un maggior impatto sui futuri bilanci statali, quindi richiederà un maggior sacrificio per estinguerlo.</p>
<p class="MsoNormalCxSpMiddle" style="text-align: justify; line-height: normal;">Che ha un po’ lo stesso senso di non riuscire a pagare la rata del mutuo e, per farvi fronte, chiedere un prestito allo strozzino credendo di aver risolto il problema.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Fenomenologia del Bene, del Male e dei Numeri al Lotto</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 20:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giudicare un uomo è opera complessa al punto che vi è delegato un essere divino o un magistrato il che, almeno dal punto di vista dello stipendio, è più o meno lo stesso. Alcuni sono generosi, ma inaffidabili. Altri sono precisi come orologi svizzeri, ma opachi di mente e di cuore. Altri, a seconda delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giudicare un uomo è opera complessa al punto che vi è delegato un essere divino o un magistrato il che, almeno dal punto di vista dello stipendio, è più o meno lo stesso.<br />
Alcuni sono generosi, ma inaffidabili. Altri sono precisi come orologi svizzeri, ma opachi di mente e di cuore. Altri, a seconda delle contingenze, dell&#8217;umore e dell&#8217;intossicazione chimica possono essere di volta in volta ombrosi, spumeggianti, freddi, sorprendenti, noiosi, brillanti.</p>
<p>E&#8217; per questo motivo che più che gli uomini, si cerca di giudicare le loro azioni, le scelte. Anche queste, però, sono di difficile valutazione. Aveva tutte le informazioni per fare quella scelta? Era lucido? Ci ha pensato abbastanza?<br />
Alla fine, la montagna partorisce il topolino e ci si riduce all&#8217;elementare interpretazione della fenomenologia, in questo caso l&#8217;effetto delle azioni degli uomini. Se un uomo fa cose il cui effetto ci garba lo giudichiamo bene (è in gamba, si applica, è generoso, è competente, è onesto). Se, invece, il suo lavoro ci danneggia, egli diventa un pessimo soggetto (cazzeggia, è maligno, è ottuso, le puttane gli hanno succhiato il cervello).<br />
<span id="more-20442"></span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/walking-alone-in-the-dark.jpg" alt="" width="500" height="300" /></p>
<p>Ovviamente, andrebbe aggiunta un&#8217;ultima variabile: il tempo. Il tempo ha sugli uomini lo stesso effetto che i vermi hanno sulla carne in putrefazione. Alla fine, quando biancheggiano le ossa, quello che c&#8217;è sotto viene inevitabilmente fuori. Per semplificare il discorso, ignorerò la dimensione tempo, tanto, fra i cento anni almeno che servono per fissare il giudizio di un uomo di fronte alla storia, pochi di noi saranno ancora di questa terra e pochissimi si troveranno a leggere questo post.</p>
<p>Sulla base di questo banale ragionamento, ho da tempo abbandonato l&#8217;attitudine naturale di attribuire all&#8217;avversario o al nemico una natura maligna. In uno sforzo di empatia relativistica, ho capito che se lui a me appare ignorante, incivile, inadeguato, da abbattere, lui penserà di me cose molto simili.<br />
Pertanto, aldilà di quelle che sono le simpatie o le antipatie, bisogna focalizzarsi sulle azioni in quanto, secondo me, non esistono il Bene e il Male e seppure esistessero non sono certo di essere stato assoldato dall&#8217;esercito dall&#8217;armatura scintillante.</p>
<p>Tutto questo per dire che se io giudico molto negativamente le azioni del nostro presidente del consiglio, non è perché lui pecca contro la volontà di YHWH, ma perché penso che mi danneggi personalmente nei miei interessi. Definita in questo modo la mia opposizione politica, essa perde ogni forma di nobiltà e si riconduce a quella ovvia quanto meschina difesa del mio &#8220;particulare&#8221;.<br />
Una volta applicata a me questa considerazione, è semplice iterarla ad altri. Santoro, Benigni, Berlusconi, Verdini, Saviano, tutti a far parte per se stessi. I buoni e i cattivi non esistono. Esistono solo i complici e quelli che fanno parte delle bande avversarie.</p>
<p>Cercare di nobilitare la ricerca egoistica della propria pace, del benessere e del godimento individuale con i Grandi Ideali, la Lotta per la Giustizia, il Progresso dell&#8217;Uomo, è una forma di alterazione mentale di molto simile a quella della religione. Non a caso, i più grandi movimenti politici del secolo scorso, hanno mutuato dalla religione le regole inflessibili, l&#8217;amore per la cerimonia, la comunione della divisa e l&#8217;ecumenicità del messaggio (anche se per convincere i dubbiosi era necessario un apostolato a base di bombe).</p>
<p>Oggi, tutti sono convinti di aver ragione. Non esiste una buona televisione o una cattiva televisione, ma la televisione che dice le cose che vuoi sentire e quella che non le dice e magari fa vedere un culo perché non ha molto altro da dire.<br />
Dire che non si è interessati a sapere perché qualcuno di faccia vedere quello che vogliamo sentire è lecito, ma un po&#8217; stupido perché parte dal presupposto che qualcuno voglia il nostro bene, ami la giustizia, si preoccupi per noi al punto di sacrificare la trombata con una velina per illustrarci la tragica realtà dei precari di Pomigliano.<br />
E&#8217; lecito credere a questo, come è lecito credere alla santità di Padre Pio, al fatto che qualcuno possa guarire imponendo le mani o prevedere i numeri al lotto leggendo le carte. Chi vuole, si accomodi. per me, no grazie.<br />
Analogamente è stupido giudicare sbagliato a prescindere quello che dice chi non condivide la nostra stessa Fede. Solo nelle guerre di religione le idee diventano proprietà degli schieramenti trasformandosi in Verità e Menzogna a seconda del punto di osservazione.</p>
<p>Quella della vita è una navigazione senza stelle fisse. Ci si muove un po&#8217; a caso, guardando una bussola il cui ago fa salti pazzeschi ad ogni colpo delle onde. Intorno è buio e non è facile distinguere la debole luce di un faro dal lampo improvviso di un temporale lontano.<br />
Si naviga soli, senza carte, senza amici che mandano sms, nel faticoso tentativo di raggiungere un approdo dal quale poter guardare finalmente il mare e riposarsi. Consci di non trovato poco o nulla, ma stanchi e fieri per aver lungamente cercato.</p>
<p>Buon vento a chi ci vuole provare. Buona nanna a tutti gli altri.</p>
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		<title>Fenomenologia di Silvio Berlusconi</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 17:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Silvio Berlusconi è pura materia. Come tutti, d&#8217;altra parte, ma gli spazi interatomici che, insieme alle particelle compongono il suo corpo nel ricamo sottile di presenza/assenza che tesse lo spazio, sono indubitabilmente vuoti.<br />
Nessun dubbio, nessun anelito, nessuna speranza, nessuno scrupolo. Quando Berlusconi parla di amore trasmette l&#8217;immagine di un sesso tumido semischiuso. Quando parla di sinistra si avverte lezzo di corpi sudati emananti fetidi feromoni. Quando dalla sua bocca esce la parola libertà, nell&#8217;aria si diffonde il suono metallico di monete tintinnanti. I suoi obiettivi politici schivano il cuore e arrivano allo stomaco e all&#8217;intestino fra gorgoglii di succhi gastrici e scoppiettio dei gas.<br />
<span id="more-20332"></span><br />
Berlusconi non è cattivo, perché sa che il male non esiste. La sua vita è una successione scintillante di punti di discontinuità, una catena che si dipana senza direzione in un universo che non sa da dove viene e non ha la minima idea di dove andrà. </p>
<p>Berlusconi non teme nulla se non la vecchiaia che gli limita la capacità di godere e la morte di cui percepisce freddamente l&#8217;ineluttabilità di un sipario che cala su una rappresentazione che non prevede bis.</p>
<p>Berlusconi è invincibile perché gioca pienamente secondo le regole di un sistema dove miliardi di anime disperate si aggirano cercando inutilmente eteree presenze che esistono solo nella loro mente: giustizia, figli, futuro, ideali, dio, satana, speranza. Una serie di vuote cazzate e lui, a differenza di altri, lo sa.</p>
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		<title>Il Bicchiere Mezzo Vuoto</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 11:55:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto e pubblicato questi appunti nel 2006, cinque anni fa ormai. Non lo so per gli altri, ma per me è sempre imbarazzante confrontarmi con quello che ho scritto in passato.  A volte mi appare sgrammaticato, inutilmente volgare, ingenuo, melenso, confuso o retorico. In questo caso specifico, l&#8217;impressione derivante è un poco gradevole mix delle sensazioni precedenti unite ad un inatteso disagio per la grande differenza che misuro tra la percezione di allora e quella di oggi. La patologia che mi rende continuamente estraneo a me stesso è inguaribile. Lo sapevo, ma constatarlo è sempre doloroso.<br />
Da allora ad oggi la mia vita fisica mi ha riservato gradi cambiamenti. Ho scoperto che una vecchia guerra mi lasciato ferite più profonde delle cicatrici che ho sul corpo e dei sogni che, di tanto in tanto, faccio ancora, ho perso tutto quello che possedevo in un&#8217;impresa sfortunata, ho seppellito persone carissime, ho perso il mio lavoro e cambiato città, ho avuto una bambina che, in questo momento, siede sulle mie ginocchia e mi obbliga a scrivere con una mano sola.<br />
Ci vuole un grande impegno per sfuggire alla vita. Io, fino ad oggi, non ci sono riuscito. Buona fortuna a chiunque legga queste righe.</p>
<p><span id="more-20126"></span></p>
<p style="text-align: center;">§</p>
<p>Il bicchiere mezzo vuoto e il bicchiere mezzo pieno. Quante volte l&#8217;avete sentita? &#8220;Non devi vedere il bicchiere mezzo vuoto&#8221; oppure &#8220;Mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno&#8221; e cazzatissime del genere. Insomma, si è trovata quest&#8217;alata metafora per farci capire che la stessa cosa può apparire diversa a seconda di come la si guarda. Alla faccia del cazzo, ma che grandissima novità, per fortuna che, ogni tanto, qualcuno ce lo ricorda. Bene, vediamo di trovare un&#8217;utilità a questa stronzata del bicchiere, in modo che anche i bicchieristi (quelli che di tanto in tanto ci rompono le palle con questa parabola) abbiano un minimo di senso in questo universo.</p>
<p>Materia e energia sono come il bicchiere del cazzo di cui sopra. Mi spiego. Sono la stessa cosa. Ora potrei citare la benzina o il gasolio che, grazie ai nostri amici Americani, mettete in tutta libertà nel serbatoio della vostra macchina, dirvi che benzina e gasolio sono &#8220;<em>materia</em>&#8221; e che per far muovere la macchina occorre &#8220;<em>energia</em>&#8221; e anche il più forzaitaliota di voi, anche il più grandefratellista di voi vedrebbe una lucina in fondo al tunnel e una piccola rivelazione incomincerebbe a farsi strada nell&#8217;oscura cavità che racchiude nella sua inutile scatola cranica. Invece io odio tutti perché sono un malato mentale del cazzo e voglio rendere le cose più difficili cominciando da qui:</p>
<p style="text-align: center;">E=mc<sup>2</sup></p>
<p>Fanculo, dovrebbe essere E uguale a m per c al quadrato ma nell&#8217;editor di questo blog di merda non c&#8217;è il modo di apicizzare un carattere e lasciamo perdere, tanto tutto è inutile.</p>
<p>Bene, avete già visto questa formula? Magari in quel poster del cazzo dove c&#8217;è un vecchietto con i capelli elettrizzati e la faccia da pirla e una frasetta storica del tipo &#8220;Dio non gioca a dadi con l&#8217;universo&#8221;, vero? Ma più probabilmente siete qui perché avete cercato &#8220;fica depilata&#8221; o &#8220;ingoio&#8221; o ancora meglio &#8220;inculate&#8221; in google e quindi non l&#8217;avete vista mai e se l&#8217;aveste vista non avreste capito un cazzo.</p>
<p>Quella formula dice che tra materia e energia esiste una relazione intima il che non vuol dire che la materia fa il pompino all&#8217;energia o che si sollazzano reciprocamente con il vibratore comprato in farmacia. Vuol dire che l&#8217;una si trasforma nell&#8217;altra e viceversa. Così come il bimbo diventa uomo, il seme pianta, il giorno notte e, avendone le palle piene di metafore poetiche, il cibo merda e le persone puzzolenti ammassi di carne putrefatta, la materia si trasforma in energia e viceversa, <em>secondo una precisa relazione funzionale</em>.</p>
<p>Cominciamo dal facile. Il legno, per chi non lo sapesse, è materia. Se lo si brucia, una parte se si trasforma in energia, il cazzo del calore, e una parte rimane materia, anche se in altra forma, la cenere, la carbonella e quel fumo merdoso che impregna i vestiti quando si va a cena da quei coglioni con il camino che poi ti obbligano a quei tragici dopocena davanti al fuoco.</p>
<p>Nella trasformazione di cui sopra, quindi, è facile capire come la materia, anche se non completamente, può trasformarsi in energia. Per capire come l&#8217;energia invece può diventare materia bisogna tirare in mezzo la fisica quantistica e qui vai con il calo di ascolti. Scommetto che qualcuno pensa ancora agli atomi come palline di biliardo, di colore diverso,  con la lettera H o C scritta su e con gli elettroni che girano intorno lungo orbite perfette insomma come questo coso:</p>
<p><img class="size-full wp-image-20136 aligncenter" title="bohr" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/03/bohr.jpg" alt="" width="443" height="465" /></p>
<p>La realtà è tristemente diversa. Nel nucleo ci sono un po&#8217; di particelle, diciamo neutroni e protoni, giusto per metterla giù facile, legate strettamente tra di loro con una forza che si potrebbe definire &#8230; nucleare. Cazzo, finalmente si è capito cosa c&#8217;entrano gli atomi con le bombe nucleari, un piccolo passo per un uomo un grande passo per una capa di cazzo. Intorno al nucleo girano gli <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Elettrone" title="e mparammc nu poc l'elettron"  target="_blank">elettroni</a></noindex>, lungo orbite prefissate? su allegri binarietti ? Manco po cazzo. Hanno un moto assolutamente a capocchia e la loro posizione si può stabilire solo con una certa probabilità. Insomma si fanno i cazzi loro. Ma chi sono questi elettroni? E qui casca l&#8217;asino, sono delle particelle, cioè dei minuscoli frammenti di materia con massa infinitesima. Il bello è che questo loro andare in giro da fancazzisti non è un comportamento da particelle ma da &#8220;<strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Meccanica_quantistica" title="meccanica quantistica"  target="_blank">ONDA STAZIONARIA</a></noindex></strong>&#8220;.  Cioè il signor elettrone è qualcosa che se lo guardi in un certo modo è energia, se lo guardi in un altro è materia. Giù il cappello, siamo di fronte al punto di demarcazione, al sottile diaframma che separa la parte di bicchiere mezzo pieno da quella mezza vuota. Mo ci sarebbe da approfondire, fare esempi, dire che le stelle trasformano materia in energia e i buchi neri fanno collassare l&#8217;energia in materia ma mi sono stancato anche perché se andassi avanti dovrei parlare di un altra equivalenza, ancora più cacacazza, quella tra spazio e tempo ma, sinceramente è tutto inutile e nessuno merita tanto sforzo.</p>
<p>Andate tutti a fanculo.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://dellefragilicose.blogsome.com/2006/09/26/il-bicchiere-mezzo-vuoto/" >26 settembre 2006</a></noindex></p>
<p>Grazie a <a href="http://www.mentecritica.net/author/emanuele/" >Emanuele</a> che ha tenuto memoria di questa cosa dimenticata.</p>
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		<title>L&#8217;Abolizione delle Stupidaggini e la Diminuzione delle Emissioni di Anidride Carbonica</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 20:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In un&#8217;era nella quale l&#8217;opinione, per quanto superflua (e questo sito ne è una segnata dimostrazione) si diffonde comunque per via dei mezzi di comunicazione di massa, è interessante fare qualche considerazione sui possibili risparmi in emissioni derivanti dall&#8217;abolizione delle stupidaggini.<br />
Quando una stupidaggine si propaga sui media, produce emissioni dovute all&#8217;energia dissipata per diffonderla ed a quella utilizzata per leggerla. Elettricità per tenere accesi computer, televisori, trasmettitori, router, illuminazione studi televisivi, eccetera. Carburanti per alimentare rotative, camion per la distribuzione, eccetera. Questo senza contare l&#8217;energia dispersa per recuperare il tempo sprecato per scrivere la stupidaggine (in genere basta una sola persona) e quello perso da chi la legge (milioni e milioni). Tempi che devono essere recuperati, con conseguente dissipazione di altra energia. I numeri possono apparire non significativi, ma prendete in considerazione il numero di stupidaggini prodotte ogni secondo (tristemente alto) e moltiplicatelo per il numero di utenti del circuito d&#8217;informazione. Le quantità di energia coinvolte diventano apprezzabili.</p>
<p><span id="more-19603"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-19609 aligncenter" title="co2" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/02/co2.jpg" alt="" width="570" height="330" /></p>
<p>Per produrre energia è necessario emettere CO<sub>2</sub> con conseguente degrado dell&#8217;ambiente. Proibire, o almeno tentare di ridurre, la scempiaggine nel mondo favorirebbe un aumento della qualità della vita senza perdite sensibili nei servizi e nel processo industriale.<br />
Passo a qualche esempio.<br />
<strong>Proibizione per legge delle dimissioni</strong>: Ogni volta che l&#8217;uomo politico X, membro della maggioranza, compie un&#8217;azione ritenuta esecrabile dall&#8217;opposizione, l&#8217;opposizione richiede le dimissioni. Giornali, televisioni e rete incominciano il consueto concertino. Migliaia, se non milioni, di persone discutono dell&#8217;opportunità o meno che X si dimetta. Mentre le caldaie bruciano per produrre l&#8217;energia per diffondere questa fesseria, X se ne frega e non si dimette. Risultato? Una montagna di CO<sub>2</sub> dispersa nell&#8217;ambiente alla faccia del protocollo di Kyoto. Proibire le dimissioni per legge eliminerebbe alla radice il problema.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Abolizione della Vergogna</strong>: &#8221; Si dovrebbe vergognare!&#8221; &#8220;Che vergogna!&#8221; &#8220;Vergognati!&#8221;. In genere il destinatario di questi appelli rimane impassibile di fronte  tali moralistici preconi e non si vergogna. E poi? Se pure si vergognasse,  cosa ne guadagnerebbe la società? Niente.<br />
Nel frattempo per trasferire la richiesta di vergognarsi, spesso condivisa da migliaia di sollecitanti ad un singolo piuttosto indifferente, si è dovuto prosciugare un pozzo di petrolio che si è trasformato in una mefitica nuvola di CO<sub>2</sub>.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Tassa sull&#8217;indignazione</strong>. In una prima versione di questo scritto, indignazione e vergogna condividevano la stessa trattazione e andavano parimenti proibiti. Purtroppo, il nostro ufficio legale ha espresso l&#8217;opinione che il diritto all&#8217;indignazione sia costituzionalmente garantito. Da questo sorge la proposta di tassarla. Mi spiego: Quando un uomo politico, ad esempio Belrusconi, si intrattiene con donzelle di facili costumi, milioni di italiani sentono la necessità di dire ad altri milioni che sono indignati. La cosa produce una sorta di effetto valanga perché alcuni, non essendosi indignati da subito, si sentono diminuiti nei confronti degli indignati e s&#8217;indignano anch&#8217;essi, benché non del tutto convinti. Altri, invece, si sentono obbligati a spiegare perché non s&#8217;indignano. Ma, a rifletterci bene, chi se ne frega se il signor X si è indignato e il signor Y no? Se X si è indignato e la cosa ha contribuito a farlo sentire superiore a quelli che non si sono indignati, ne ha ricavato un aggio personale che è giusto venga tassato. L&#8217;indignazione non ha altro effetto che la gratificazione di chi s&#8217;indigna. Se fosse diversamente, Berlusconi si sarebbe fatto frate trappista dieci anni fa.</p>
<p>Anticipando le osservazioni di qualche arguto lettore, anche il CO<sub>2</sub> prodotto per scrivere, diffondere e leggere questo articolo poteva essere risparmiato in quanto, con tutta la buona volontà, non può che essere definito una sciocchezza.<br />
Va comunque notato che non è da tutti difendere una teoria e dimostrane l&#8217;inapplicabilità nella stessa trattazione.<br />
Arrivati ad una certa età, si vive anche di queste piccole soddisfazioni.<br />
Buonanotte e grazie per l&#8217;attenzione.</p>
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