Il Governo di Monti Contro l’Utopia
17 novembre, 2011 di fma
Archiviato in Accademia DFC, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica
Tutto nasce quando l’uomo, per trovare una risposta soddisfacente all’apparente mancanza di significato della propria esistenza, si convince d’essere fatto di corpo e di anima; che la seconda faccia aggio sul primo e che dunque, dovendo perorare la causa di questo, sia doveroso ascriverlo a un’esigenza di quella; in attesa di portare a sintesi la contrapposizione dialettica che s’è inventato e di cui è rimasto prigioniero.
Vengono da qui le questioni di principio, le dispute religiose, i conflitti ideologici e molti dei misunderstanding che impreziosiscono la nostra esistenza quotidiana,
“Poiché dai molti sogni provengono molte delusioni e molte parole.”, come dice Qoèlet.
D’altro canto come si fa a negare la funzione fondamentale dell’utopia nelle vicende della Storia? Senza di essa, probabilmente, saremmo ancora qui a disputarci le banane con i nostri cugini scimpanzé.
Default Italia: Portare i Risparmi all’Estero (subito e legalmente)!
9 novembre, 2011 di dellefragilicose
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Il timer dell’apocalisse
Sui conti dello Stato un fardello di 8 miliardi in più. L’Italia a tre settimane dal baratro. Così il volo dello spread ci affossa. Gli investitori scaricano i titoli di Stato perché costano il 15% in più
IL TIMER è partito. Se si segue la logica e l’esperienza degli ultimi due anni sui mercati, l’Italia non ha più di tre settimane per ricondurre il costo del suo debito a livelli più sostenibili. Si deve far scendere il tasso sui Btp decennali sotto il 6,50%.
Oppure, esattamente fra 15 giorni di contrattazioni, a partire da ieri, cioè il 25 novembre, l’Italia e l’Europa si troveranno di fronte alla scelta fra un piano di salvataggio di dimensioni gigantesche e la bancarotta del debito italiano, con l’apocalisse dell’euro. Ma il timer potrebbe essere anche più veloce: la spirale finale potrebbe cominciare ad avvitarsi già da venerdì prossimo, fra soli quattro giorni, quando le autorità che regolano i mercati potrebbero decidere un ulteriore rincaro del debito italiano, perché ritenuto troppo rischioso.
Né l’una né l’altra sono predizioni. Sono i calcoli ad occhio che fanno operatori ed analisti, sulla base di quanto è sinora avvenuto in questa crisi europea. In particolare, in Grecia, Irlanda e Portogallo, i tre paesi per cui è stato necessario un salvataggio europeo. In media, nei tre paesi, i titoli decennali sono stati trattati ad un tasso superiore al 5,5% per 43 giorni, prima di superare stabilmente la soglia del 6%. Poi, sono rimasti per altri 24 giorni sopra quota 6, prima di scavalcare, in modo continuativo, il 6,50%. Da qui, sono bastati 15 giorni di mercato per sfondare il 7%, largamente ritenuto un livello insostenibile.
Sembra di leggere MC vero? L’Apocalisse, lo Spread, il Timer. No, a dire il vero è Repubblica di ieri. Se vi interessa potete continuare a leggere l’. Secondo me, però, non serve a un beneamato cazzo perché oramai sono tre mesi che ravano i coglioni ai lettori di MC con l’apocalisse, lo spread e il timer solo che io, a differenza di Maurizio Ricci, non becco quattrini da nessuno, posso dire quello che voglio, quando voglio e, soprattutto, non conto un cazzo.
Repubblica si è accorta del default quando è già avvenuto. benissimo. Come si dice, meglio tardi che mai.
Cari lettori disorientati che, magari per caso, vi ritrovate su questa pagina delirante, sappiate che avete avuto una botta di culo perché avete beccato un profeta che funziona, non quelle patacche col turbante che vi spacciano in tv. Io sono un profeta di sventura e, proprio per questo motivo, ho spesso ragione. A pensare che le cose possano andar male è più facile avere ragione. Capito il trucchetto? Bene. Provateci anche voi.
Ora, mentre a Roma fanno il balletto intorno al cadavere puzzolente gonfiandoci di chiacchiere, mentre loro mettono al riparo la roba, noi pensiamo ai cazzi nostri. Per chi vuole intendere, ho già scritto un’introduzione, dei consigli pratici dal punto di vista economico e un consiglione speciale.
Dimissioni Berlusconi, Sussulti e Rantoli della Democrazia
8 novembre, 2011 di Eduardo Quercia
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D’accordo, stanno per mandar via Berlusconi, molto probabilmente per sempre. No, non l’opposizione, come avviene in tutti i Paesi normali, ma una indistinta fragaglia parlamentare, una miscellanea di piccoli e piccolissimi pesci senza nome, il cui destino più nobile e naturale sarebbe quello di finire fritti in padella. Ma forse la metafora non è azzeccata, perché più che di pesciolini si tratta di paguri (tanto per rimanere in ambiente ittico), molluschi che hanno sin qui usato una miserabile conchiglia vuota per arraffare tutti i vantaggi personali possibili, serenamente insensibili alla decomposizione morale ed economica del Paese. Fanno parte di quelli che hanno trasformato il Parlamento in una sorta di holding dei molteplici e variegati interessi della conchiglia, prezzando con disinvoltura scrupoli e pudore. Si sono proclamati pensosi (e responsabili) dei destini dell’Italia ed hanno sostenuto ed argomentato con grande fervore che Ruby era la nipote di Mubarak, senza lasciar trapelare un’ombra di riso sui loro volti mirabilmente atteggiati a novelli padri della Patria.
Default Italia, Non hai Bisogno di una Pistola
7 novembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Accademia DFC
Ma nel caso che non ti trovassi in questa invidiabile condizione, io sono dell’idea che prima di scegliere bisogna conoscere e quindi e’ giusto che tu sappia che:
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Se hai deciso di condurre un’arma perché hai il cazzo piccolo o perché il tuo collega con dieci anni meno di te ha fatto più carriera, nel tuo immediato futuro ci sono nella migliore delle ipotesi parecchi anni di carcere. Nella peggiore una cassa foderata di zinco, tre metri sotto terra. E’ matematico e non c’è mai stata nessuna eccezione.
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Le armi sono strumenti. Non hanno nessun potere intrinseco, non hanno nessuna proprietà metafisica. Sono pezzi di acciaio, polimeri, plastica e legno sagomati ed assemblati per svolgere una funzione. Non pensare che un’arma ti possa dare più appoggio morale di quanto possa fare un cacciavite.
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Sapere usare le armi vuol dire saperne fare a meno.
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Solo nei film le sparatorie durano ore e vengono esplosi centinaia di colpi. Nella vita reale durano pochi secondi. Pensa alla differenza che c’è tra i moschettieri del cinema e gli atleti che tirano di spada o di fioretto. Chi riceve meno danni è sempre colui che ha maggiore freddezza, maggiore professionalità e strumenti più adeguati.
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Nella vita reale i conflitti a fuoco avvengono, nella maggior parte dei casi, al chiuso e a distanza ravvicinata. La probabilità di uscirne senza nessun danno è zero. Nella migliore delle ipotesi si avranno dei danni passeggeri ai timpani. Se hai visto al cinema qualcuno sparare in macchina o in una casa e poi chiacchierare tranquillamente a voce bassa con qualcuno, hai visto Babbo Natale.
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Le ferite che mostrano nei film sono cazzate pure. La realtà e’ molto più espressiva. Se non sei preparato a questo sappi che corri il rischio di svenire anche solo guardando quello che accade.
La Politica, l’Economia e la Finanza, per non parlare dell’Etica.
7 novembre, 2011 di fma
Archiviato in Accademia DFC, Meccanica delle Cose
Politica, Economia e Finanza non sono la stessa cosa, ma questo non vuol dire che non stiano bene insieme, o che si possa fare a meno dell’una o dell’altra. Un po’ come per cuore, fegato e polmoni, che fanno ciascuno un lavoro diverso, ma tutti ugualmente necessari al benessere e alla sopravvivenza dell’organismo.
Parlando dell’organismo fisico a nessuno viene in mente di sostenere la primazia di un organo su un altro. Ma non è sempre stato così, una volta si pensava che il cuore fosse la sede dell’anima e il cervello un semplice radiatore per raffreddare il sangue. La metafisica aiuta a dare un senso alla vita, ma può portare fuori strada. Così, trattando delle varie componenti dell’organismo sociale, molti continuano a parlare del primato di questa su quella. Mentre anche qui, forse, si tratta soltanto di una questione di ruoli.
Difendersi dalla Crisi: la Protezione Personale (Prima Parte)
31 ottobre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Accademia DFC, Censura dell'Informazione, Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Oltre il Confine
Premessona
Anche stamattina . Ci sono tante iniziative in atto, ma oggettivamente l’impressione è che nessuno sappia veramente cosa ci attende. La dimostrazione è che, dopo le euforie per accordi, piani di salvataggio e misure anti contagio, le cose riprendono ad andare male, anzi malissimo.
La stampa ha un evidente atteggiamento censorio, anche comprensibile in questo caso. A dire che la Grecia è fallita, non è stato il Corriere o Repubblica, ma i blog ed i siti di informazione indipendente. Ufficialmente, la Grecia ha concordato con i creditori una riduzione del debito del 50%. In pratica, per ogni titolo comprato a 100 euro, ne verranno restituiti 50. Questa, tecnicamente, si chiama “ristrutturazione del debito”. è chiara e breve, vale la pena di riportarla per intero:
La ristrutturazione del debito è una procedura che prevede un accordo con il quale le condizioni originarie di un prestito (tassi, scadenze, divisa, periodo di garanzia) vengono modificate per alleggerire l’onere del debitore. La procedura viene eseguita ai fini del risanamento dell’impresa o al fine di poter gestire una liquidazione su base concordata con i creditori e non fallimentare ed è regolata dall’art. 182bis della “Legge Fallimentare” (R.d. 16.3.1942, n. 267), introdotto di recente nell’ambito di sostanziali modifiche apportate a tale legge.
Possono usufruire della ristrutturazione debitoria soltanto quegli enti pubblici o imprese possedute da privati, che si trovano in una situazione di crisi o di insolvenza e che abbiano i requisiti dimensionali previsti dall’art. 1 della “Legge fallimentare”.
Esempio di ristrutturazione di debiti sovranazionali è quello dell’Argentina nel gennaio 2005, che ristrutturò unilateralmente il suo debito di circa 82 miliardi di dollari. L’offerta fu accolta, dopo aver fatto terrorismo economico sulla sua situazione interna, da meno del 50 % dei possessori privati dell’Europa, Stati Uniti e Giappone. Il dato dichiarato dall’Argentina, mai certificato dagli istituti internazionali preposti, è stato del 76,15 % di accettazione.
Lo stesso atteggiamento censorio, ripeto comprensibile, è stato adottato per la ristrutturazione unilaterale operata dalla Banca d’Irlanda dove decine di risparmiatori italiani si sono trovati i loro investimenti ridotti nella ragione di 1 a mille. Un centesimo di euro per ogni mille euro investiti. Questa sì che è una ristrutturazione.
Ma Come li Paghiamo gli iPhone 4S?
11 ottobre, 2011 di fma
Archiviato in Accademia DFC
La cosa comincia senza rumore, col venir meno del comunismo come sistema politico alternativo. Nel 1977 Deng Xiaoping lancia la Primavera di Beijing, con ciò aprendo la Cina alla proprietà privata e agli investimenti stranieri. È nata l’economia socialista di mercato.
Negli Stati Uniti d’America alcune aziende manifatturiere, più attente di altre, pensano di aumentare i profitti producendo in Cina ciò che vendono negli USA e in Occidente, gli unici posti dove ci sono i soldi per comprare. Se l’idea rimanesse circoscritta a poche aziende nessuno se ne accorgerebbe. Ma l’idea è buona e fa rapidamente proseliti, negli USA e nel resto dell’Occidente. Naturalmente produrre in un posto dove il lavoro costa poco e vendere in un altro dove i salari sono alti, oltre che far guadagnare chi ci mette il capitale, ha pure delle conseguenze sulla vita degli abitanti dei luoghi dove prima si produceva e ora non si produce più. Le fabbriche che producono di là, licenziano di qua. Gli operai licenziati, confidando nelle virtù del mercato, si rimettono sveltamente alla ricerca di un nuovo posto di lavoro, fiduciosi che lo troveranno. Parlo degli operai americani. Considerano la situazione transitoria, non pensano di dover cambiare stile di vita. Tuttavia, nel transitorio, se vogliono cambiare la lavatrice, devono ricorrere alla banca, che è ben lieta di accordargli un prestito, a tassi via via crescenti mano a mano che le garanzie si fanno più deboli.
I mutui subprime sono un ottimo affare, sia per la banca, sia per il debitore. Leggi il resto
Il Pregiudizio di Darwin, i Nostri Pregiudizi
11 ottobre, 2011 di bijuu
Archiviato in Accademia DFC
Quando si tenta di inquadrare una teoria scientifica, anche tra le più note al pubblico non specialistico, si è spesso in difficoltà nel ricondurla al periodo storico di appartenenza, tanto più se l’esercizio appare come una sterile domanda epistemologica. Nonostante sia fondamento di tutte le scienze naturalistiche, la teoria della selezione naturale descritta da Charles Darwin non fa in questo senso eccezione. Quanti saprebbero dire quanti anni fa è stata elaborata?
Fenomenologia dell’Opera Lirica
4 settembre, 2011 di Emanuele
Archiviato in Accademia DFC, Suoni & Musica
Pregherai fino all’alba; io sarò teco.
Ricordo, quando avevo su per giù 12 anni, il senso di noia e di lacerante inedia nel sentir messa. Già allora la “fede”, inculcatami forzosamente dalla cultura cattolica imperante di questo paese, era emigrata in qualche anima più fertile, lasciandomi il senso di soffocante asfissia ogni qualvolta mamma mi obbligava, tutte le maledette domeniche, ad assistere a quel rito bizzarro.
Crescendo, naturalmente, gli obblighi imposti dall’alto (la mamma, non l’altissimo) vennero meno ma le rare occasioni in cui mi sono scontrato con il sacro rituale le ho percepite in modo diverso; il senso di morte per noia dovuto a quel tempo sprecato e che non passava mai si è trasformato in una sorta di ascolto critico, giovando alla mia percezione del tempo e pure al mio sollazzo.
Al di là delle preghiere recitate con meccanico distacco dalla maggioranza, mi divertono le prediche dei preti, tanto che spesso involontarie risa ironiche imbarazzano i miei parenti, costretti alla mia compagnia nel matrimonio o cresima di turno. Per non parlare del senso di letizia nel sentire gli anziani che anticipano il versi delle preghiere.
Tutto e’ al Posto Giusto
26 agosto, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Accademia DFC, Cuore di Tenebra
Ue supereroe! Questo sfogo si traduce in un’unica parola: INVIDIA! Ricorda che chi ha i soldi la sua cacca non la mangerà mai…ne’ tanto meno porterà i propri figli in un ospedale fatiscente come quello in cui porti i tuoi. Se vuoi continuare a vivere in Italia adeguati al sistema. Altrimenti ci sono tanti paesi al mondo pronti ad ospitare te e tutti i paraculi che hanno scritto BRAVO BRAVO dopo l tuo post! (sèh-sèh!)
Un abbraccio caro collega…in NERO ovviamente! ahahhahahahaah!
giambattista
alteoforti@gmail.com
95.224.29.140commento a Affogare nella Merda del 28 ottobre 2008
L’universo nel quale viviamo non ama i cambiamenti. Se una cosa è ferma, tende a rimanere ferma. Se si muove, continua a muoversi. Se è spenta, resta spenta. Se brucia, continua a bruciare. Ogni cambiamento di stato richiede un intervento esterno, l’applicazione di una forza, una spesa energetica sulla quale non sono concessi sconti. Alla cosa, che attiene alla geometria dello spazio tempo, si è tentato di dare inutilmente una spiegazione. Per ora, va presa ed accettata per quello che è.
Default Italia 91 Giorni al Fallimento: Debito Pubblico F.A.Q.
11 agosto, 2011 di serpiko
Archiviato in Accademia DFC, Chiamiamola Economia, Consumo CriticaMente, Informazione
Trovarsi in una situazione di debito senza potervi far fronte è qualcosa che imbarazza profondamente l’individuo. Crea vergogna, delusione, disperazione, può arrivare a spingere al suicidio. E’ comprensibile: dopo la truffa ai danni d’incapace, la rapina a mano armata, l’estorsione e il furto con destrezza, l’incapacità di far fronte a un debito è una delle forme indebite di sottrazione del denaro altrui.
Purtroppo non abbiamo le medesime vibrazioni quando parliamo di debito dello Stato. Sembra non ci tocchi, non ci riguardi. Invece, guarda un po’, l’attuale crisi economica trova origine da una serie di fattori tra i quali un ruolo di spicco è svolto dagli indici che misurano il debito pubblico e il suo impatto sul sistema economico di una nazione.
Vale forse la pena di tracciarne l’identikit e chiarirne i meccanismi.
Che cos’è il debito pubblico?
Economicamente parlando, con l’accezione di debito pubblico s’intende l’ammontare di denaro chiesto a prestito da uno Stato ai suoi creditori.
Perché lo Stato deve chiedere a prestito del denaro?
Il debito pubblico viene contratto a fronte di un disavanzo di bilancio, ovvero quando le entrate dello Stato non sono sufficienti a coprire le spese che esso deve sostenere. Il valore totale del debito pubblico è quindi la somma di tutti i disavanzi di bilancio registrati da uno Stato nel passato.
Fenomenologia del Bene, del Male e dei Numeri al Lotto
27 giugno, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Accademia DFC, Cuore di Tenebra, latest
Giudicare un uomo è opera complessa al punto che vi è delegato un essere divino o un magistrato il che, almeno dal punto di vista dello stipendio, è più o meno lo stesso.
Alcuni sono generosi, ma inaffidabili. Altri sono precisi come orologi svizzeri, ma opachi di mente e di cuore. Altri, a seconda delle contingenze, dell’umore e dell’intossicazione chimica possono essere di volta in volta ombrosi, spumeggianti, freddi, sorprendenti, noiosi, brillanti.
E’ per questo motivo che più che gli uomini, si cerca di giudicare le loro azioni, le scelte. Anche queste, però, sono di difficile valutazione. Aveva tutte le informazioni per fare quella scelta? Era lucido? Ci ha pensato abbastanza?
Alla fine, la montagna partorisce il topolino e ci si riduce all’elementare interpretazione della fenomenologia, in questo caso l’effetto delle azioni degli uomini. Se un uomo fa cose il cui effetto ci garba lo giudichiamo bene (è in gamba, si applica, è generoso, è competente, è onesto). Se, invece, il suo lavoro ci danneggia, egli diventa un pessimo soggetto (cazzeggia, è maligno, è ottuso, le puttane gli hanno succhiato il cervello).
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Fenomenologia di Silvio Berlusconi
22 maggio, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Accademia DFC, Cuore di Tenebra
Silvio Berlusconi è pura materia. Come tutti, d’altra parte, ma gli spazi interatomici che, insieme alle particelle compongono il suo corpo nel ricamo sottile di presenza/assenza che tesse lo spazio, sono indubitabilmente vuoti.
Nessun dubbio, nessun anelito, nessuna speranza, nessuno scrupolo. Quando Berlusconi parla di amore trasmette l’immagine di un sesso tumido semischiuso. Quando parla di sinistra si avverte lezzo di corpi sudati emananti fetidi feromoni. Quando dalla sua bocca esce la parola libertà, nell’aria si diffonde il suono metallico di monete tintinnanti. I suoi obiettivi politici schivano il cuore e arrivano allo stomaco e all’intestino fra gorgoglii di succhi gastrici e scoppiettio dei gas.
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Il Bicchiere Mezzo Vuoto
27 marzo, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Accademia DFC, Cuore di Tenebra, latest
Ho scritto e pubblicato questi appunti nel 2006, cinque anni fa ormai. Non lo so per gli altri, ma per me è sempre imbarazzante confrontarmi con quello che ho scritto in passato. A volte mi appare sgrammaticato, inutilmente volgare, ingenuo, melenso, confuso o retorico. In questo caso specifico, l’impressione derivante è un poco gradevole mix delle sensazioni precedenti unite ad un inatteso disagio per la grande differenza che misuro tra la percezione di allora e quella di oggi. La patologia che mi rende continuamente estraneo a me stesso è inguaribile. Lo sapevo, ma constatarlo è sempre doloroso.
Da allora ad oggi la mia vita fisica mi ha riservato gradi cambiamenti. Ho scoperto che una vecchia guerra mi lasciato ferite più profonde delle cicatrici che ho sul corpo e dei sogni che, di tanto in tanto, faccio ancora, ho perso tutto quello che possedevo in un’impresa sfortunata, ho seppellito persone carissime, ho perso il mio lavoro e cambiato città, ho avuto una bambina che, in questo momento, siede sulle mie ginocchia e mi obbliga a scrivere con una mano sola.
Ci vuole un grande impegno per sfuggire alla vita. Io, fino ad oggi, non ci sono riuscito. Buona fortuna a chiunque legga queste righe.
L’Abolizione delle Stupidaggini e la Diminuzione delle Emissioni di Anidride Carbonica
14 febbraio, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Accademia DFC, Consumo CriticaMente, latest, Media Mente Critica
In un’era nella quale l’opinione, per quanto superflua (e questo sito ne è una segnata dimostrazione) si diffonde comunque per via dei mezzi di comunicazione di massa, è interessante fare qualche considerazione sui possibili risparmi in emissioni derivanti dall’abolizione delle stupidaggini.
Quando una stupidaggine si propaga sui media, produce emissioni dovute all’energia dissipata per diffonderla ed a quella utilizzata per leggerla. Elettricità per tenere accesi computer, televisori, trasmettitori, router, illuminazione studi televisivi, eccetera. Carburanti per alimentare rotative, camion per la distribuzione, eccetera. Questo senza contare l’energia dispersa per recuperare il tempo sprecato per scrivere la stupidaggine (in genere basta una sola persona) e quello perso da chi la legge (milioni e milioni). Tempi che devono essere recuperati, con conseguente dissipazione di altra energia. I numeri possono apparire non significativi, ma prendete in considerazione il numero di stupidaggini prodotte ogni secondo (tristemente alto) e moltiplicatelo per il numero di utenti del circuito d’informazione. Le quantità di energia coinvolte diventano apprezzabili.
Pellegrino dell’Assoluto
29 gennaio, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Accademia DFC, latest, Leggere
Ricevo e, dopo aver avuto il permesso dell’autore, pubblico l’intero carteggio.
Carissimo Comandante Nebbia,
mi presento. Il mio nome è Bijuu (sostituito con un nickname N.d.R.), studente, affezionato lettore di MC dal lontano 2007, nonché del che è stato l’origine del mio percorso con Dellefragilicose/CN.
Lei ovviamente non può conoscermi direttamente, seppure forse io compaia come numerino nel conteggio degli accessi al sito. Se fosse giunto fino a questo rigo, si starà altrettanto probabilmente chiedendo per quale motivo abbia deciso di scriverle; la ragione è molto semplice eppure non banale: ho finalmente trovato il coraggio e l’occasione di condividere sul suo sito qualcosa che, spero, sia degno dello stesso.
Non a caso però le invio questa piccola lettera-prefazione del pezzo(di per se’ piccolo)…
Ricordo ancora con discreta precisione, 4 anni fa al tempo della maturità, la prima volta che accedetti al suo sito originale. Cercavo qualcosa relativamente ad Einstein ed alla teoria della relatività (non ricordo invece le esatte chiavi), e finii per imbattermi nei suoi disegni con piccoli insetti sui piani curvi. Feci una saporita risata; tra tutte le cose utili per la mia seconda prova in fisica, doveva uscirmi proprio una pagina del genere? Chiusi il tutto con fretta sommaria.
Alla fine dell’atto ministeriale che avrebbe dovuto rendermi magicamente più “maturo” ero al settimo cielo, pronto ad affrontare il mio personale percorso universitario e di vita. Mi tornò in mente, non so come, non tanto il testo sulla curvatura delle spazio e del tempo quanto l’impegno che vi era stato profuso nel redigerlo: chiunque fosse stato il pazzo che si era messo veramente a disegnare insettini per spiegare la teoria relativistica meritava una ricerca su google! Rilessi con piacere l’articolo e pensai all’aforisma: “esistono una stagione ed un tempo per ogni cosa”. Forse perché con la mente libera dall’ansia degli esami, riuscii ad avvicinarmi al suo articolo come prima non mi era riuscito.. Scoprii -a seguire- tutti gli altri post dalla natura così variegata che avevano denominatore comune nell’affascinarmi terribilmente. Risalendo la fonte, arrivai ad MC la quale era(ed è) pervasa da un pluralismo di idee francamente unico. Il mio primo desiderio fu quello di unirmi alla comunità di persone sconosciute che sembravano avere un’aria così familiare fra loro, di scrivere qualcosa: ero così pieno di pensieri da condividere, ansante di rendere lustro al mio personale modo giudicare il mondo che credo mi fosse sfuggito il principale scopo del blog.
Ed infatti leggendo sempre più avidamente ogni commento e testo la voglia sparì rapidamente. Crebbe invece il monito di non fermarmi alla prima occhiata qualsiasi argomento venisse presentato, di capire veramente cosa ci fosse a monte di ogni atto, di immedesimarmi in maniera personale e critica. Più che la voglia di commentare con altri, cominciai dunque quello che a posteriori si potrebbe definire un dialogo intimo, personale. Non so se ciò di cui sopra faccia parte degli obiettivi che si fosse inizialmente prefisso, ma è quello che, ad oggi, mi spinge a scriverle. Provare ad andare oltre all’immediato che avvolge cose in cui siamo immersi, provare a darsi risposte che eludono i toni semplicistici, l’arroganza della supponenza, la questione di principio (se preferisce). Guardare il mondo con occhi non migliori, semplicemente diversi. Per questo, non posso fare a meno di ringraziarla. La ammiro e la stimo molto (e questo forse traspare dal testo che le invio), così come si potrebbe avere piacere di leggere qualcuno che non si conosce fisicamente. Condividendo pensieri, opinioni ed idee per poi tramutandoli in parole, in questi anni lei probabilmente si sarà reso conto di cosa ha creato. MC è un eccezionale sito di divulgazione, un’alternativa necessaria alle fonti di informazioni e confronto classiche. Lo è per me.
Consciamente o meno, lei ha in questi anni impresso una porzione di se considerevolmente ampia su queste pagine. Come ha avuto più volte modo di ripetere, il suo riserbo è frutto del suo carattere ed in quanto tale non voglio intromettermici. Ho appreso, tuttavia, dei suoi recenti problemi lavorativi ( che appaiono quantomeno tamponati)ed il distacco che essi le causano dalla sua famiglia ed i suoi affetti. Non ho mezzo alcuno per sanarli, mi dispiace veramente. Durante le feste mi sono chiesto quindi cosa avrei potuto fare per restituire anche solo un briciola di ciò che ho letto e ricevuto, e mi è venuto in mente un testo letto in prima liceo, così straordinariamente aderente a lei ed alla sua situazione, che non ho potuto fare a meno di condividerlo. E’ la prima volta che sento di avere “realmente ” qualcosa dire, da quando vi seguo. Il testo è dedicato anche ad MC, su cui sembra essersi perso un po’ il fermento che c’era nei primi tempi (se posso permettermi) e non ne capisco la causa. Sono certo che ritornerà.
Il testo che riporto di seguito è stato scritto da L. Bloy, scrittore francese vissuto a cavallo fra il 19° ed il 20° secolo, che in tutto il vasto universo di internet non ha ancora trovato collocazione in nessuna pagina. Lo scritto, come l’autore, è pervaso di una coscienza cristiano-cattolica che so non appartenerle. Non appartiene neppure alle mie personali convinzioni, nel caso se lo stesse chiedendo o lo trovasse importante (anche se l’aforisma sopracitato è biblico). Perché dunque chiederle di vagliarlo per MC? Per quale motivo spero che possa esserle di conforto in questo periodo? Non posso rispondere con adeguatezza a queste due domande; quel che posso dirle esattamente, è che quando mi è tornato in mente ho subito pensato fosse adatto a lei. Con onestà, più probabilmente, mi è tornato in mente per lei. Il modo in cui ha spesso menzionato la “fede” senza accostarvici il concetto di religione è uno dei è uno dei miei motivi di riflessione più ardenti sui suoi scritti.
La prego di voler considerare il seguente testo come una metafora, una osservazione spogliata e laica, del suo percorso personale e del suo blog. Con l’augurio che, alla stregua di Colombo, lei possa portare avanti il suo impegno su MC. Il mio auspicio è quello che lei sappia -a differenza del pellegrino dell’assoluto- che certi viaggi hanno compagni virtuali o reali che non mollano perché, semplicemente, non possono farlo.
I miei più sentiti auguri ed ogni bene a lei Comandante ed a chi le è vicino nei pensieri, quando si addormenta.
Di seguito il testo del pezzo.

I marinai spagnoli che accompagnavano Cristoforo Colombo si ammutinarono più volte, fino a minacciarlo di morte se egli non avesse dato l’ordine di tornare indietro, poco prima di arrivare nelle vicinanze di San Salvador. Soltanto con una meravigliosa fiducia in Dio questo uomo incomparabile riuscì a rassicurare gli increduli: “Concedetemi ancora tre giorni, vi darò un mondo” e l’America fu scoperta.
Ma l’America non era l’assoluto. Era un punto di arrivo estremamente difficile da raggiungere, ma pur sempre un punto di arrivo in cui sostare e da dove alla fine si sarebbe ritornati. L’Assoluto, al contrario, è senza ritorno. Non si ritorna perché è un viaggio senza termine.
Il mistero risiede nel fatto che l’Assoluto non è soltanto un abisso sull’Eternità, è al tempo stesso l’unico punto di partenza, il capolinea. Si parte da Dio per andare a Dio, è il solo spostamento che abbia un vago senso, un’utilità. Tutto il resto, ossia ogni altro viaggio che si crede porti in qualche luogo non vale nulla e, più si va in fretta meno ha senso. Non sono ricco, è noto, ma prometto diecimila franchi, mi avete capito bene, mi impegno a tirar fuori dalla mia tasca vuota una decina di biglietti da mille franchi e a darli alla persona che mi dimostrerà che vi è qualcosa di più cretino di correre a centocinquanta chilometri all’ora con una ridicola maschera da diavolo, in un’orribile macchina molto costosa, che appesta e schiaccia.
Ma ancora una volta l’Assoluto è un viaggio senza ritorno ed ecco perché coloro che lo intraprendono hanno così pochi compagni. Pensate, volere sempre la stessa cosa, andare sempre nella stessa direzione, camminare giorno e notte senza mai girare a destra o a sinistra, neppure per una volta o per un attimo, concepire per tutta la vita ogni pensiero, ogni sentimento, ogni atto, fino alle minime palpitazioni come una specie di successione perpetua di un iniziale decreto della volontà.
Cercate di rappresentarvi un uomo d’azione, una specie di esploratore in partenza. La forza della sua parola ha attirato qualche entusiasta che ha deciso di seguirlo. L’inizio del viaggio è un trionfo. Pioggia di fiori, acclamazioni, delirio della folla. Nelle città e nei villaggi si organizzano imbandieramenti e luminarie, si festeggiano gli audaci. Anche nelle campagne banchettano al loro passaggio.
Poi ben presto l’allegria diminuisce. Si arriva in paesi nuovi che non sanno nulla, che non comprendono nulla e che restano indifferenti. Talvolta i viaggiatori suscitano diffidenza. …. Lentamente i cibi e i vini raffinati sono rimpiazzati dalle bucce, e il contenuto dei vasi da notte prende il posto dei fiori. L’entusiasmo dei compagni si è già completamente spento.
Molti si sono allontanati con i più diversi pretesti. I rari fedeli, a loro volta, cercano il modo di fuggire senza perdere troppo l’onore. Non avevano previsto che c’era da soffrire.
Tuttavia ci si rassegna ancora per pudore e per orgoglio. Finché ci saranno delle abitazioni umane e degli uomini buoni o cattivi, ma con un po’ di coraggio, il viaggio potrà essere sopportato.
Ma ecco che gli uni e gli altri si rarefanno. Si entra nel deserto, nella solitudine. Ecco il Freddo, le Tenebre, la Fame, la Sete, la Fatica immensa, la Tristezza spaventosa, l’Agonia, il Sudore del sangue…
Il temerario cerca i suoi compagni. Capisce a questo punto che per la voluttà di Dio deve restare solo in mezzo ai tormenti e va nell’immensità nera, portando davanti a sé il cuore come una fiaccola.
Tratto da “Le Pèlerin de l’Absolut”, di
Gentile Bijuu,
ho letto immediatamente la sua lettera, ma mi sono preso qualche giorno per risponderle perché l’impegno profuso nel redigerla richiedeva una riflessione adeguata.
Spero che le faccia piacere sapere che leggerla mi ha fatto felice, non tanto per i generosi complimenti ai quali l’età e l’esperienza mi hanno vaccinato, quanto per la consapevolezza che almeno uno dei miei lettori ha recepito in pieno il messaggio che è e resta: io non posso
dirti il perché delle cose, ma posso stimolarti a cercarlo.
Ho iniziato a scrivere perché in questa società io sono un disadattato. Ho seri problemi di identità e relazione. La mia attitudine è troppo personale per poter essere apprezzata. La scrittura mi ha permesso di trasferire parte della mia alienazione a chi legge, alleviando il carico per me ed inducendo uno stimolo alternativo alla grande platea di MC.
MenteCritica come esperimento collettivo è fallito. Purtroppo, non ho imparato abbastanza per essere un buon compagno di strada per chi mi era affianco. Ora continuo con quei pochi che hanno imparato a sopportarmi e con la collaborazione di qualche affezionato lettore al quale, probabilmente, non ho mai espresso gratitudine in termini adeguati.
Pubblico volentieri il suo contributo. Credo che senza la premessa e la mia risposta, sarebbe risultato incomprensibile ai più. Pertanto la ringrazio per avermi consentito la pubblicazione integrale del carteggio.
S’abbia i miei più affettuosi saluti
grp
P.S.Consiglio un approfondimento sulla figura di Leon Bloy, scrittore che non conoscevo. Si può partire da .
Meccanica della “Stella a Cinque Punte”
10 gennaio, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Accademia DFC, Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, latest
La “Stella A Cinque Punte”, rigorosamente scritta con le iniziali in maiuscolo, ha un ruolo di eccellenza nel coacervo di cazzate che forma l’ossatura portante del sistema culturale/informativo italiano. Insieme al “Proiettile per Posta”, sul quale ci siamo già dilettati (vedi il contributo ad esso dedicato), nelle intenzioni di chi cucina il pastone quotidiano destinato ad alimentare le povere menti dei telelettori(1), dovrebbe scatenare panico unito al terrore di ripiombare, ed è proprio il caso di dirlo, negli “Anni di Piombo”.
Note
- nell’accezione duplice di tele elettori e tele lettori [↩]
