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	<title>MenteCritica &#187; Tempo di Relax</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>Dopo il Menù del Senato, Tocca alla Camera. Scandaloso!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 09:56:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri, il Corriere della Sera e la Repubblica, con grande tempestività e professionalità, propongono ai loro lettori il menù della mensa aziendale del Senato della Repubblica Italiana. In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo ,  è un grande atto di trasparenza e una straordinaria dimostrazione che l&#8217;informazione libera ed indipendente sa colpire il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/politica/11_agosto_11/menu-senato-ristorante_bf5db03c-c3ff-11e0-9d94-686c787ab248.shtml" >il Corriere della Sera</a></noindex> e <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/politica/2011/08/11/foto/senato_il_menu_si_mangia_con_meno_di_2_euro-20319078/1/?ref=HREA-1" >la Repubblica</a></noindex>, con grande tempestività e professionalità, propongono ai loro lettori il menù della mensa aziendale del Senato della Repubblica Italiana. <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-meno-di-100-giorni-al-fallimento/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/20722/" title="Default Italia: Meno di 100 Giorni al Fallimento" >In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo</a> ,  è un grande atto di trasparenza e una straordinaria dimostrazione che l&#8217;informazione libera ed indipendente sa colpire il potere nei suoi gangli vitali. Ovviamente, non ha nessuna importanza che le foto del menù circolassero in rete da tre o quattro settimane, perché tutti sappiamo che se una cosa non la dicono i giornali o la tv non è vera.</p>
<p>MenteCritica non vuole tirarsi indietro. Dopo il menù del Senato è tempo di svelare quello della Camera dei deputati. In attesa che il Corriere e la Repubblica completino il quadro informativo con i loro possenti mezzi, ecco quella che noi definiamo un&#8217;ipotesi. Certo, l&#8217;abbiamo reperita in rete perché nessuno di noi è un deputato e il nostro capo supremo è un ciccione disgustoso perennemente (ed inutilmente) a dieta, ma potrebbe essere vera. Voi che ne dite?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/08/menu.jpg" ><img class="size-full wp-image-20918 aligncenter" title="menus" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/08/menus.jpg" alt="" width="586" height="439" /></a><br />
Clicca <a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/08/menu.jpg" >sull&#8217;immagine</a> per farti venire l&#8217;acquolina in bocca. Yuuuummmm!!!</p>
<p><a href="javascript:void(0)" onclick="tzetzeScore(this, 'http://www.mentecritica.net/dopo-il-menu-del-senato-tocca-al-parlamento-scandaloso/leggere/tempo-di-relax/redazione/20915/" );" class="vota_tzetze" title="Vota su TzeTze"></a></p>
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		<title>Cucitrici di Camicie Rosse</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 10:06:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La ricerca pittorica in Italia a metà dell’ottocento avvenne per opera di un gruppo di artisti, Lega, Signorini, Fattori, Borrani, Abbati, Cecioni, per nominarne alcuni, che volse la propria attenzione alle emozioni che la realtà muoveva attorno a loro. Questi artisti avevano una formazione severa e incontrandosi al Caffè Michelangelo di Firenze, stavano “componendo” un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca pittorica in Italia a metà dell’ottocento avvenne per opera di un gruppo di artisti, Lega, Signorini, Fattori, Borrani, Abbati, Cecioni, per nominarne alcuni, che volse la propria attenzione alle emozioni che la realtà muoveva attorno a loro. Questi artisti avevano una formazione severa e incontrandosi al Caffè Michelangelo di Firenze, stavano “componendo” un percorso comune finalizzato al rinnovamento della ricerca nell’arte.</p>
<p>Fattori scrive: &#8220;Cos’era la macchia? Era la solidità dei corpi di fronte alla luce&#8221; (Alfredo Aleardi: “Sullo ingegno” Atti della reale Accademia di Belle Arti. Venezia).</p>
<p>Adriano Cecioni afferma in “Scritti e ricordi”  che &#8220;l’artista non deve ispirarsi né a scuole filosofiche né ad accademie. La sua opera deve essere la riproduzione delle sue emozioni personali create dall’ambiente in cui vive.&#8221; (Firenze, Tipografia Domenicani 1905 pag. 295)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-18510 aligncenter" title="Odoardo Borrani - Via San Leonardo" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/11/Odoardo-Borrani-Via-San-Leonardo.jpg" alt="" width="587" height="427" /></p>
<p><span id="more-18233"></span></p>
<p>Giorgio Vasari definiva la pratica del “macchiare” attribuita a Tiziano, come lo stato intermedio di esecuzione pittorica; nel 1856, Telemaco Signorini, in un suo soggiorno a Venezia, fa propria la certezza che la “macchia” possa rendere la realtà in modo efficace per trasporre sulla tela ciò che l’occhio “ingordo” di luce e colore conquista: il vero.</p>
<p>È così che si fonda un colloquio certo tra natura e realtà quotidiana. I giovani pittori del Caffè Michelangelo teorizzano la propria ricerca rifiutando le accademie proponenti bellezze ideali e modelli ormai statici e lontani dalla realtà contingente.</p>
<p>Ma la pratica della macchia sarà sottolineata in senso negativo nel 1862 da un anonimo recensore, che definì la ricerca di questi artisti una “tecnica sbrigativa”, coniando per loro il termine “macchiaioli” che rimarrà nella storia, certo non tenendo in alcun conto la potenzialità espressiva ed essenziale che quegli artisti celebravano con l’antiretorica e con la quale, guardando al vero, su quelle tele suggellavano l’alleanza, il vincolo tra arte e vita quotidiana, permettendo la nascita del “paesaggio domestico”.</p>
<p>Questo modo di vivere l’arte fu rivoluzionario come i tempi che si stavano vivendo e in molte opere leggiamo quale fosse la dolorosa commozione e autentica partecipazione di quegli artisti alle vicende risorgimentali.</p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Odoardo_Borrani" >Odoardo Borrani</a></noindex> ci offre un’opera profondamente rivelatrice di queste caratteristiche introducendoci nella casa, nella stanza delle “Cucitrici di camicie rosse” del 1863.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/11/Borrani1.gif" ><img class="alignnone size-full wp-image-18508" title="borrani-cucitrici" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/11/borrani-cucitrici.jpg" alt="" width="460" height="567" /></a></p>
<p style="text-align: center;">click per allargare l&#8217;immagine</p>
<p>Il fascino di quest’opera è definito dall’intimità della narrazione e dai simboli che devono essere letti in funzione della storia. L’artista ci introduce in un inno al risorgimento nella casa, nella stanza dove lavorano le “cucitrici”: sulla consolle Biedermeier, arredamento austriaco come la sedia, la pendola segna le 7,15 per le donne che cuciono lana rossa con agili dita. Il loro lavoro è come la preghiera del mattino, è il loro “rito” di partecipazione alle vicende risorgimentali.</p>
<p>Ancora sulla consolle, una conchiglia, simbolo di rinascita; un’alzata di cristallo adorna di rose, simbolo d’amore; e altre rose in un vaso, aperte, mature, come il tempo della storia.</p>
<p>Come Flaubert in “Madame Bovary” sottolinea una complessa realtà ideale e materiale nella sua prosa, così Borrani traduce in immagine la molteplice realtà di quegli anni. Il rigore della prosa dello scrittore è simile alla ricerca dei Macchiaioli, e ci meraviglia l’elemento a forma di freccia che sostiene la tenda descritto nella stanza della protagonista di Flaubert, che, qui come simbolo di guerra e immagine di un elemento di lotta, ritroviamo a sostegno della tenda di delicata mussola bianca posta a cupola di luce nell’opera di Borrani.</p>
<p>Alla parete cerulea il ritratto color seppia di Garibaldi, al di sopra un “capriccio romano”: evidentissimi riferimenti alla storia risorgimentale assieme ai colori della bandiera italiana che immediatamente vengono incontro all’osservatore.</p>
<p>La scena è vivace: è arrivata un’amica, la vediamo di spalle. Sì, è appena arrivata, lo intuiamo dalla postura: ha poggiato la sua cappa( l’artista lascia intravedere la foggia a <em>pellegrina </em>in pesante tessuto blu); si è appena seduta sulla poltrona di velluto verde cucito a mano (lo capiamo dai punti sottili); cattura l’attenzione delle due donne a sinistra (riferisce certamente delle novità); la sua gonna, o meglio, il fruscio della seta del suo abito, si “poggia” sulla diagonale della composizione.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La donna a destra è, invece, totalmente presa dal proprio lavoro. Interessante è notare il contrasto di colore tra la pellegrina di velluto blu e il giacchino ocra chiaro a falde corte che sottolineano la vita sottile della donna; contrasto subito sapientemente raccordato dalla passamaneria di velluto blu che profila la manica di ampio taglio appena arricciata sulla spalla che scende morbida e abbondante. Le dita della donna spingono l’ago nella lana rossa e tutt’e due le mani sono parallele al tavolo coperto da una tovaglia verde di cotone pesante, dove sono descritti con meticolosità gli strumenti di cucito.</p>
<p>L’artista non trascura nessun dettaglio e ci narra, con meticolosità quasi fiamminga, del costume dell’epoca, della moda, delle acconciature, e riporta i canoni e il gusto del tempo: i capelli sono lisci e composti in una scriminatura centrale che li divide in due bande laterali che scendono a raccogliersi concentrandosi in piccole crocchie sulla nuca poi fermate da nastri di <em>taffetas</em> di seta a quadri azzurri per l’ospite e di leggerissima mussola arancio nella donna che cuce.</p>
<p>Le due donne a sinistra indossano una cuffia prevalentemente, portata in ambiente domestico, qui elaborata con nastri di <em>taffetas</em> plissettato a sottolineare l’ovale del viso, perché risulti candido e composto, così come si vuole per la donna della nuova borghesia, la carnagione bianchissima a rivelare un discreto senso del pudore.</p>
<p>Questa composizione appare quale prezioso e delicato involucro di una realtà pervasa di commozione corale per gli avvenimenti che stavano cambiando la storia d’Italia. La data del dipinto, però, ci riporta alla delusione dei democratici italiani: l’opera è intrisa di poesia composta da illusioni, speranze perdute e sentimento di commosso affetto per le vittime coinvolte in quelle vicende drammatiche; è attraverso la narrazione del quotidiano che Borrani celebra l’assoluto connubio tra Arte e Storia, in una dimensione che, lontana dalla retorica, celebra la solennità del vero.</p>
<p><strong>Curiosità</strong></p>
<p>La moda come problema d’immagine è sempre stato nella storia, e negli anni  50 e 60 dell’ottocento costrinse la donna a indossare busti che stringevano il torace per rendere il punto vita quasi inesistente, al fine di mostrare una figura femminile esile e con un volto il cui  pallore era  esaltato dal trucco con polvere di riso.</p>
<p>Strette in busti listati con stecche di balena, le donne soffrivano spesso di svenimenti causati dalla morsa al torace che non permetteva loro di sollevare il diaframma per una completa ossigenazione.</p>
<p>Nelle sale da ballo, nei luoghi affollati, o in qualunque situazione in cui vi era la necessità di un maggior apporto di ossigeno, accadeva spesso che le signore perdessero i sensi… in realtà molto poco romanticamente!</p>
<p>Si ha testimonianza di un “incidente” incorso ad una giovane donna, che morì misteriosamente durante un ballo. La famiglia volle indagarne le cause: alcune stecche del busto spezzatesi le avevano trafitto i polmoni provocando una emorragia interna.</p>
<p>Altrettanto disagio era presente a tavola, dove le eleganti e raffinate dame più che mangiare assaggiavano il cibo: in realtà non avrebbero potuto ingerirne quantità maggiori.</p>
<p>Già all’età di otto &#8211; nove anni le bambine venivano sottoposte a autentiche torture dalle loro madri, affinché fosse “impostato” da subito il “vitino” voluto dalla moda: le povere creature venivano fatte sdraiare a terra, e la madre teneva un piede pressato sulla spina dorsale stringendo fino all’inverosimile i lacci del busto, limitando movimenti e impedendone altri, provocando danni alla respirazione, alla spina dorsale, agli organi interni e difficoltà ai fini della maternità; ma pur di seguire la moda le ragazze digiunavano e prendevano sostanze per dimagrire: la moda le accompagnava così all’anoressia, alla tisi, alla morte.</p>
<p>Nel 1851 l’americana Amelia Bloomer, sostenitrice dei diritti delle donne, fu la prima a pronunciare  un grido d’allarme contro la barbara costrizione che la moda imponeva con questo tipo di abbigliamento, e, anche se confortata dal giudizio di alcuni medici, fu derisa dalla società e accusata di sconvolgerne le basi. Le donne stesse, mal recependo questa denuncia che, se accolta, le avrebbe rese “più libere”, vissero la cosa come un attacco alle loro vanità.</p>
<p>E noi, ad oggi, come ci poniamo di fronte alle mode? Siamo veramente liberi di dire  di no alle assurdità che spesso ci vengono proposte-imposte dai mass media, dalle case di moda che ci impongono magliette cortissime e pantaloni molto al di sotto del giro vita  lasciando al freddo parti vitali del nostro fisico, scarpe slacciate che non ci sostengono nel passo provocando problemi alla spina dorsale e “profumi nuovi” di “grande stile” ma artificiali che spesso conducono a allergie e al tumore della pelle?</p>
<p style="text-align: right;">Dal nostro lettore<strong> Riccardo Taliani</strong></p>
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		<title>Come Progettare un Orto in Balcone (Senza Troppo Stress)</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 09:55:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come progettare un orto in balcone (senza troppo stress) Avete un balcone e siete stanchi di utilizzarlo come semplice ripostiglio? Bene, metteteci un orto! Piccolo, ovviamente. Se l&#8217;idea vi attira ma sentite, dentro di voi, una vocina che vi ripete: “Non ce la farò mai”, provate a fermarvi un attimo e a guardare il vostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come progettare un orto in balcone (senza troppo stress)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Avete un balcone e siete stanchi di utilizzarlo come semplice ripostiglio? Bene, metteteci un orto! Piccolo, ovviamente.</p>
<p>Se l&#8217;idea vi attira ma sentite, dentro di voi, una vocina che vi ripete: “Non ce la farò mai”, provate a fermarvi un attimo e a guardare il vostro balcone con occhi diversi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-18034 aligncenter" title="articolo orto balcone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/05/articolo-orto-balcone.jpg" alt="" width="530" height="399" /></p>
<p><strong><span id="more-18033"></span>Ogni cosa è illuminata</strong></p>
<p>Se tutte le piante hanno bisogno di luce, gli ortaggi amano il sole in particolar modo. In che direzione si affaccia il vostro balcone?</p>
<p>Le <strong>esposizioni a sud-est o sud-ovest </strong>sono le migliori. Infatti assicurano  entrambe molte ore di luce al giorno, ma non nelle ore più calde.</p>
<p>I balconi che guardano <strong>a sud</strong>, invece, avranno sicuramente molta luce, ma rischiano di averne “troppa”, specie nel pieno della giornata.</p>
<p>L&#8217;esposizione peggiore, infine, è quella <strong>a nord</strong>. Potete comunque provare a coltivare il vostro orto su un balcone esposto a nord, magari spostando per qualche ora al giorno le vostre piantine su davanzali meglio esposti.</p>
<p><strong>Ad ognuno il suo spazio</strong></p>
<p>Vi sembra che il vostro balcone non sia così grande da contenere un orto?</p>
<p>Non fatevi scoraggiare! In realtà, una singola piantina della maggior parte degli ortaggi non è molto ingombrante.</p>
<p>Ricordatevi però che anche le radici hanno bisogno di spazio e che quindi ogni esemplare deve essere piantato ad una certa distanza dagli altri. Per avere un&#8217;idea dello spazio necessario, usate come unità di misura la distanza tra il vostro indice e il vostro pollice disteso!</p>
<p>Nel dubbio, riducete il numero di piantine che avete intenzione di piantare. Meglio puntare sulla qualità che sulla quantità.</p>
<p><strong>Questione di clima</strong></p>
<p>Uno delle preziosissime regole dei contadini recita: gli ortaggi devono crescere fuori, all&#8217;aperto.</p>
<p>Possiamo spostarli in casa solo raramente e se fuori fa davvero freddissimo anche perché, se li abituiamo ad una temperatura eccessivamente mite, moriranno non appena li porteremo di nuovo sul balcone.</p>
<p>L&#8217;idea migliore è, semplicemente, quella di non piantare in zone con temperature molto basse ortaggi che hanno bisogno di climi mediterranei.</p>
<p>Anche il vento, che danneggia le piantine, indebolendole e rompendo foglie e rametti, può essere sconfitto senza grandi drammi: mettete le piante più fragili nei punti più riparati del vostro balcone, magari vicino alle pareti.</p>
<p><strong>L&#8217;orto non è una scienza!</strong></p>
<p>Preparatevi psicologicamente! Nel mondo vetegale, il tempo scorre molto molto più lento di quello umano. Non aspettatevi di vedere grandi risultati dopo un giorno o dopo una settimana. E forse nemmeno dopo un mese.</p>
<p>Le piantine sono esseri viventi: alcune sono più resistenti, altre, per quanto possiate sforzarvi e seguire ogni indicazione, non cresceranno.</p>
<p>Preparatevi a grandi delusioni. E a sorprese inaspettate!</p>
<p style="text-align: right;">A cura di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.coltivareorto.it" >Coltivare l&#8217;Orto</a></noindex></p>
<p style="text-align: right;">U<strong>na guida ecologica per coltivare l&#8217;orto in balcone</strong></p>
<p style="text-align: right;"><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.coltivareorto.it" >http://www.coltivareorto.it</a></noindex></p>
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		<title>&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 12:00:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8230; Nulla attorno: né suoni né luci. Nessun orientamento, nessun pensiero, gli occhi aperti come chiusi, buio e silenzio. Posizione eretta nella muraglia scura e inafferrabile d&#8217;aria immobile e indecifrabile. Sorpresa. Né vista e né udito in un&#8217;oscurità silenziosa, nessun segno di luce, nessun barlume; l&#8217;ipotesi verosimile del coma e l&#8217;insolita speranza di uno stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;</p>
<p>Nulla attorno: né suoni né luci.<br />
Nessun orientamento, nessun pensiero, gli occhi aperti come chiusi, buio e silenzio.<br />
Posizione eretta nella muraglia scura e inafferrabile d&#8217;aria immobile e indecifrabile.<br />
Sorpresa.<br />
Né vista e né udito in un&#8217;oscurità silenziosa, nessun segno di luce, nessun barlume; l&#8217;ipotesi<br />
verosimile del coma e l&#8217;insolita speranza di uno stato comatoso più rassicurante del buio senza<br />
spiegazione, senza vie d&#8217;uscita, senza vie di entrata.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-10734" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/12/goldfingr.jpg" alt="" width="500" height="327" /></p>
<p><span id="more-10516"></span>Un unghia del piede destro incarnita; un prurito alla testa; l&#8217;uccello duro.<br />
Uno stato terreno, terrestre: esistere quantomeno essere.<br />
Sulla pelle una lieve brezza: la prima cosa captata, oltre ai movimenti del corpo, dall&#8217;ingresso<br />
nell&#8217;oscurità. Né gocce di sudore, né capelli mossi.<br />
Un vento forte, il volto coperto con le mani, a terra per l&#8217;aria per fredda e tagliente. Folate, mulinelli<br />
e spirali avvolgenti e trascinanti con sé senza direzione da una parte e da un&#8217;altra, in alto e caduta,<br />
colpo a terra.<br />
In avanti, le braccia distese al di sopra delle spalle, le unghie sopra il pavimento, resistendo all&#8217;aria<br />
spirante da ogni lato, nelle narici, soffocante.<br />
Le unghie strappate a contatto con il pavimento, le dita calde e bagnate dal sangue caldo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-10737" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/12/balanced-on-its-own-flame.jpg" alt="" width="500" height="349" /><br />
Nessun grido dalla gola strozzata dal vento.<br />
In avanti, l&#8217;istinto di sopravvivenza, sbattere su una superficie liscia e fredda, senza imperfezioni o<br />
rialzi, senza fughe e piastrelle.<br />
Lo spazio tutt&#8217;attorno, il tempo ancora non pervenuto.<br />
Il battito del cuore, regolare come sempre dalla venuta su questo mondo.<br />
Tempo pervenuto nel pulsare del cuore.<br />
Pulsazione accelerata nella cassa toracica, conferma dello stato di non-morte.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-10740" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/12/harpo-navbor-three-or-four-ways-to-fuck-up-your-life-coming-soon.jpg" alt="" width="500" height="500" /><br />
Fine del vento. Silenzio nuovamente dominante, tremando a terra. Sudore freddo, gemiti e<br />
singhiozzi.<br />
Il liquido caldo sulle mani, sangue, bagna la pelle, appiccicando i peli.<br />
Toc, toc, toc, toc. ticchetta lontano, regolare in avvicinamento, emissione sonora: stivali a passo di<br />
marcia nello spazio.<br />
Due cose, una sotto l&#8217;ascella destra e l&#8217;altra sotto l&#8217;ascella sinistra: di nuovo in piedi al cospetto di<br />
niente.<br />
L&#8217;oscurità fitta, nero.<br />
Un fruscio fischiante nell&#8217;aria, uno schiocco secco e deciso nella schiena.<br />
Fuga.<br />
Il nitrito di un cavallo, lo sbuffo, un colpo di frusta, zoccoli assordanti.</p>
<p>Il rumore a pochi metri, un suono travolgente, crescente. Un altro colpo di frusta sibilante nell&#8217;aria, il cavallo al galoppo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-10743" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/12/fear-of-darkness.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p>Un altro schiocco, un suono doloroso, brandelli di carne raschiati dalla schiena.<br />
Corsa più veloce, fine del pavimento, l&#8217;equino scalpitio cessato, l&#8217;inizio di una caduta.<br />
L&#8217;aria che colpisce il corpo in caduta, il pensiero d&#8217;essere sfracellato, divenire e diventato una<br />
poltiglia putrescente e sanguinolenta.<br />
Smarrimento.<br />
Un tonfo.<br />
Sei morto!</p>
<p><em>(Luca Giacomini</em>)</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-10742" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/12/beach-overlook.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p>photos by: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flickr.com/photos/alternatewords/"  target="_blank">Thorsten Becker</a></noindex>, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flickr.com/photos/77427631@N00/"  target="_blank">ST E PH/ EN _G</a></noindex>, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flickr.com/photos/harponavbor/" >Harponavbor</a></noindex>, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flickr.com/photos/wollbinho/2842372361/" >wollbinho</a></noindex>, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flickr.com/photos/bukutgirl/2512154746/"  target="_blank">Bukutgirl</a></noindex></p>
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		<title>Illuminismo Cosmico</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 08:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cruman</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quella notte Stefano guardò il cielo prima di mettersi a letto. Lui, abituato a controllare la più potente energia conosciuta, si sentì poco più di un piccolo fiammiferaio, per un breve istante che gli serpeggiò lungo la schiena. L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare gli aveva concesso un permesso per studiare, per conto del CICAP, quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella notte Stefano guardò il cielo prima di mettersi a letto. Lui, abituato a controllare la più potente energia conosciuta, si sentì poco più di un piccolo fiammiferaio, per un breve istante che gli serpeggiò lungo la schiena.</p>
<p>L’<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.infn.it/indexen.php"  target="_blank">Istituto Nazionale di Fisica Nucleare</a></noindex> gli aveva concesso un permesso per studiare, per conto del <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/CICAP"  target="_blank">CICAP</a></noindex></strong>, quel bizzarro fenomeno dei cerchi di luce che, da qualche tempo, si manifestava in diverse parti del mondo. Il CICAP non scherza su queste cose: sguinzaglia i suoi scientisti come fossero schnauzer e li manda ad azzannare qualsiasi velleità metafisica non autorizzata.</p>
<p>Stefano fece il suo lavoro, pulito, veloce, come un aspirabriciole. Si addormentò pensando ai buffi complottisti, ufologi, satanisti e compagnia bella, tutti rifugiati nel mondo dell’ignoto per non sapere nulla dei riflessi di uno specchio concavo con una notevole lunghezza focale. “Proprio non vogliono riflettere”, pensò, e abbandonò la veglia, gonfio del suo <em>calambour</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5267 aligncenter" title="luci" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/luci.jpg" alt="" width="498" height="373" /></p>
<p><span id="more-1135"></span></p>
<p>A ripescarlo dal sonno dei giusti non fu però la sua sveglia satellitare alimentata a barrette di uranio reso povero, ma un suono continuo fastidioso, molto simile a un comizio della Jervolino. Ciò che vide di fronte al suo letto non è facile da descrivere: un tronco di cono blu lo fissava tramite occhi multipupilla disseminati su una sorta di palla da rugby appoggiata sulla base superiore del cono. Dal corpo si distendevano sei braccia piuttosto corte terminanti in altrettante manine apparentemente sottodimensionate. Di fronte a lui una sorta di <em>jo-jo</em> luminoso fluttuava privo di qualsiasi sostegno. Proprio da quell’oggetto sembrava provenire il fastidioso suono che svegliò lo scienziato.</p>
<p>Stefano era sicuro di non sognare, perché avvertiva il solito dolore mattutino al piede destro, su cui anni fa fece inavvertitamente cadere uno ione positivo eccitato. Assalito da terrore e incredulità, riuscì finalmente ad articolare un messaggio:<br />
“Vattene mostro!!”<br />
“Ha parlato Raoul Bova” rispose il cono rovesciato con un tono più da commesso di un supermarket che da extraterrestre di una galassia lontana. E aggiunse: “Prova tu a viaggiare per un milione di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Parsec"  target="_blank">parsec</a></noindex> su una scomodissima nave a propulsione conica senza incontrare uno straccio di autogrill e mantenere un aspetto gradevole. Ho quattro braccia indolenzite e la fubosacca gonfia come una zampogna”<br />
“La fubo-che? No, non voglio saperlo. Ma che cosa vuoi da me?”<br />
“Tu sei lo scienziato che ha spiegato come i cerchi luminosi siano frutto di una deformazione termica di 6 mm su lastre di vetro generanti una lunghezza focale di oltre 40 metri?”<br />
“Sì, sono io&#8230;”</p>
<p>Il visitatore colpì Stefano al volto, allungando all’inverosimile le braccia e generando nello scienziato l’impressione di venire schiaffeggiato da sei bambini teppisti.<br />
“Ehi, sei impazzito?” Protestò il terrestre.<br />
“Da noi questo è segno di rispetto intellettuale e amicizia”<br />
“Chissà che fate quando vi odiate, allora”<br />
“Da noi non c’è odio, al limite un discreto starci sulla fubosacca”<br />
“Insomma perché sei qui?”<br />
“Tu sei convinto che la tua dimostrazione scientifica spieghi il fenomeno delle luci?”<br />
“No, ma l’ho anche detto: va verificata, ricontrollati i calcoli, ho detto che forse questo spiegherebbe quei cerchi luminosi”<br />
“Quindi è una normale ipotesi. E quegli accannati che sostengono si tratti di messaggi alieni, possono dimostrare la loro teoria?”<br />
“No, direi di no”<br />
“Quindi perché la tua ipotesi dovrebbe valere più della loro?”<br />
“Che diavolo c’entra? Io sono uno scienziato, applico le leggi fisiche, mica straparlo di leggende da film di quart’ordine&#8230;”</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5268 aligncenter" title="matrixscrollingcodebypehc1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/matrixscrollingcodebypehc1.jpg" alt="" width="500" height="250" /></p>
<p>Il cono colpì di nuovo lo scienziato.<br />
“Stai esagerando con queste dimostrazioni d’affetto”<br />
“No, questo era un ceffone terrestre, mi sto inserendo culturalmente nel contesto sociale”<br />
“Impari troppo in fretta per i miei gusti. Insomma, vuoi dire che quelle luci sono opera tua?”<br />
“Non proprio, è mia moglie che mi sta cercando”<br />
“Tutto l’universo è paese eh?”<br />
“Già. Vedi, voi siete una specie ancora molto involuta (e anche bruttarella, se mi permetti)” Una cucitura della palla da rugby si aprì in una sorta di sorriso. “Avete ancora molto da imparare, non potete limitarvi a considerare le vostre scoperte come il punto più alto della ricerca scientifica. Esistono strade diverse, alcune di quelle che avete preso sono sbagliate&#8230; insomma, non arrotolatevi sulla vostra presunzione”<br />
“Ma tu come fai a dire questo? A che livello evolutivo siete arrivati?”<br />
“Ah, noi abbiamo consapevolezza di tutto ciò che è conicamente conoscibile”<br />
“Ah ecco, appunto, come noi insomma. Se mi dai altri sei schiaffetti ti faccio in sezioni ellittiche!”</p>
<p>Il visitatore ritrasse i sei arti superiori e continuò.<br />
“Il messaggio che ti porto è di guardare oltre i vostri successi. Mantenere una mente aperta e possibilista. Non arroccatevi nelle vostre posizioni, reinventatevi, prendete esempio da Mike Bongiorno”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5269 aligncenter" title="mike_bongiorno___silvia_battisti" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/mike_bongiorno___silvia_battisti.jpg" alt="" width="120" height="120" /></p>
<p>“Prendete Mediaset?”<br />
“Solo col decoder”<br />
“Bene, farò tesoro dei tuoi consigli, te lo prometto”<br />
“Un’ultima cosa….importante. Se incontri un tronco di cono rosa di dodici metri… Tu non mi hai visto, mi raccomando: io mi beccherei un numero sbalorditivo di ceffoni, ma voi rischiate di essere decomposti con un peto”<br />
“Tranquillo, ti assicuro che rimuoverò questa esperienza dalla mia memoria”<br />
Il visitatore si allontanò con movimenti rapidi e ondivaghi.<br />
“Ehi” gridò Stefano. “Portati via il tuo dannato jo-jervolino”<br />
“Ah non è tuo?” Rispose l’alieno “io l’ho trovato lì quando sono arrivato” e sparve.</p>
<p>Lo scienziato considerò con perizia l’oggetto levitante, elaborò ipotesi e dimostrazioni. Poi prese una mazzetta da carpentiere, lo frantumò con un colpo scientificamente preciso e tornò a dormire.</p>
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		<title>Bogey</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
				<category><![CDATA[Schermo dei Sogni]]></category>
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		<description><![CDATA[Non si può dire che fosse bello. Non era alto (solo 1.70) né muscoloso. Non aveva un sorriso smagliante, né vestiva in modo particolarmente ricercato. Eppure Humphrey Bogart è nel mito: impermeabile chiaro, cappello floscio a larghe tese, volto corrucciato e l&#8217;inconfondibile sorriso a denti stretti, reso unico dalla cicatrice sul labbro rimediata sotto le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si può dire che fosse bello. Non era alto (solo 1.70) né muscoloso. Non aveva un sorriso smagliante, né vestiva in modo particolarmente ricercato. Eppure <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Humphrey_Bogart"  target="_blank">Humphrey Bogart</a></noindex> è nel mito: impermeabile chiaro, cappello floscio a larghe tese, volto corrucciato e l&#8217;inconfondibile sorriso a denti stretti, reso unico dalla cicatrice sul labbro rimediata sotto le armi, durante la guerra.</p>
<p style="center;"><img class="size-full wp-image-5827 aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/humphrey_bogart_by_karsh_library_and_archives_canada.jpg" alt="" /></p>
<p><span id="more-5638"></span></p>
<p>Bogart (Bogey per gli amici) è stato un uomo &#8211; prima che un attore &#8211; di quelli che hanno saputo guadagnarsi l&#8217;ammirazione di milioni di uomini e fatto sognare intere generazioni di donne in tutto il mondo. D&#8217;altronde, se nel 1999 l&#8217;<em>American Film Institute</em> lo ha proclamato <em>la più grande stella maschile di tutti i tempi</em> ci sarà pure un motivo.</p>
<p>Da che cosa è derivato questo straordinario successo? Bella domanda! Come se fosse facile definire una ricetta per il fascino.</p>
<p>Un pezzettino di questo fascino sembra collegato alla sigaretta perennemente accesa, che spesso lasciava pendere dalle labbra. Se così fosse, potrebbe non essere casuale. Stando a <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/spettacoli_e_cultura/star-sigarette/star-sigarette/star-sigarette.html?ref=hpspr1"  target="_blank">questa notizia</a></noindex>, infatti, parecchi grandi divi di Hollywood erano a busta paga dalle multinazionali del tabacco per propagandarne l&#8217;immagine sullo schermo. Potrebbe non essere il caso di Bogey, però. Almeno, il suo nome non figura accanto a quelli di Gary Cooper, Clark Gable, Spencer Tracy e i molti altri pagati per fumare.</p>
<p>Del resto Bogart non ne avrebbe avuto davvero bisogno: egli sapeva rendere il suo &#8220;personaggio&#8221; sullo schermo un misto di umanità, coraggio e lealtà anche quando interpretava un criminale (si calcola che nei suoi film sia stato giustiziato una ventina di volte) tali da non alienargli le simpatie dello spettatore neanche quando stava dalla parte dei &#8220;cattivi&#8221;.</p>
<p>E con le donne? Beh, con le donne doveva  davvero avere una carta in più: io penso sia dovuto al sapiente mix di distacco e di attenzioni che sapeva destinare loro: un equilibrio difficile da trovare, che è ben sintetizzato in una sua celebre frase: &#8220;Non bisogna mai contraddire una donna. Basta saper aspettare e lo farà da sola&#8221;.</p>
<p>Questo video è la sintesi in pochi minuti di uno dei suoi film più amati, &#8220;<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Casablanca_(film)"  target="_blank">Casablanca</a></noindex>&#8220;, che lo vede al fianco di una indimenticabile Ingrid Bergman con in sottofondo le note della celeberrima &#8220;As time goes by&#8221;.</p>
<p>Buona visione.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/bogey/media-mente-critica/schermo-dei-sogni/fully/5638/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>E Adesso, se Permettete, Parliamo di Orgasmi Fasulli</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 07:00:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un mio amico che ripete spesso: &#8220;Capire le donne non è impossibile, è inutile&#8221;. Ma io, testone che altro non sono, non voglio dargli retta. E continuo a provarci, a capire le donne. E così l&#8217;altro giorno mi è capitato di rivedere per l&#8217;ennesima volta &#8220;Harry ti presento Sally&#8221;, il film di culto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un mio amico che ripete spesso: &#8220;Capire le donne non è impossibile, è inutile&#8221;. Ma io, testone che altro non sono, non voglio dargli retta. E continuo a provarci, a capire le donne.<br />
E così l&#8217;altro giorno mi è capitato di rivedere per l&#8217;ennesima volta &#8220;Harry ti presento Sally&#8221;, il film di culto che contiene, fra l&#8217;altro, questa memorabile sequenza in cui Meg Ryan dimostra a Billy Crystal come sia facile per una donna infinocchiare un uomo facendogli credere di aver provato il sublime piacere quando invece &#8230; nada de nada.</p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.mentecritica.net/orgasmo/cuore-di-tenebra/border-zone/fully/4592/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p><span id="more-4592"></span>Ecco, una cosa che non mi riesce proprio di capire è il perché le donne talora (secondo alcune: spesso) nel fare sesso si sentano quasi in dovere di simulare un orgasmo. E naturalmente lo chiedo a voi, care lettrici di MC. Qualcuna di voi vuole provare a spiegarlo?</p>
<p>Lo fate per rispetto umano, per non &#8220;offendere&#8221; il nostro orgoglio maschile?<br />
Lo fate per (&#8230;ehm&#8230;) &#8220;levarcisi di dentro&#8221; il più presto possibile? Cioè &#8211; come mi disse molto esplicitamente una volta una mia amica &#8211; &#8220;perché sennò voi continuate, continuate, continuate&#8230; e noi ci scocciamo&#8221;?</p>
<p>Proviamo a fare degli scenari, distinguendo tre casi (ma se ce ne sono altri, aggiungete pure&#8230;):</p>
<p><strong>caso 1</strong>. siete a letto &#8211; o dove altro preferite &#8211; con il &#8220;vostro&#8221; uomo, quello con cui vivete da anni e con cui vorreste continuare a vivere ancora</p>
<p><strong>caso 2</strong>. siete a letto con uno conosciuto da poco, che vi piace e con cui vorreste continuare a vedervi, magari costruendoci sopra una cosa importante.</p>
<p><strong>caso 3</strong>. siete a letto con un amante occasionale in una sana sessione di sesso.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5293 aligncenter" title="orgasmo" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/orgasmo.jpg" alt="" width="490" height="265" /></p>
<p>Ecco, proviamo a immaginare che, in ciascuno di questi casi, nonostante ci mettiate entrambi tutta la buona volontà, proprio non vi <em>viene</em> bene. Ora vi dico come mi aspetterei che vi comportaste:</p>
<p>Il <strong>caso 3</strong> a me pare facile facile. Io mi aspetterei un &#8220;ok, caro mio, non è andata, speriamo meglio la prossima&#8230; cose che capitano, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato&#8221;. Un buffetto sulla guancia, una strizzatina d&#8217;occhio, possibilmente senza far trapelare troppa commiserazione e via&#8230;</p>
<p>Il <strong>caso 1</strong> mi sembra pure facile. &#8220;Amore, stavolta non è andata, ma ci rifaremo presto, ok?&#8221;. Se è il &#8220;vostro&#8221; uomo non se la prenderà se per una volta non è riuscito a farvi toccare il cielo, anzi dovrebbe apprezzare la vostra sincerità e &#8211; perché no? &#8211; cercare di trarre insegnamento per migliorare nel rapporto d&#8217;amore.</p>
<p>Il <strong>caso 2</strong> è un po&#8217; più spinoso. Ecco, in questo caso, magari, posso capire che, specie se è la prima volta, ci teniate a non &#8220;ammosciare&#8221; il vostro partner, sperando che sia un puro caso e che la cosa migliori nel prosieguo. Se però la cosa non dovesse migliorare, vedi caso 3.</p>
<p>Insomma, tranne che in questo particolare <em>caso 2</em>, io non vedo proprio il bisogno di simulare quel che non c&#8217;è stato. Allora, volete provare a spiegarlo voi?</p>
<p><strong>N.d.R.</strong> il posizionamento di questo pezzo nel giorno della manifestazione del PD non è casuale. L&#8217;autore non è stato coinvolto nella decisione.</p>
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		<title>La Classe Non è Acqua</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 11:00:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chissà quante volte avrete pronunciato anche voi questa frase: &#8220;La classe non è acqua&#8221;. Ma allora, se non è &#8220;acqua&#8221;, vogliamo provare a definirla, questa &#8220;classe&#8221;? Quell&#8217;alchimia che chiamiamo &#8220;classe&#8221; mi viene più facile da definire se la rapportiamo ad una particolare attitudine espressa ai suoi massimi. Se pensiamo alla &#8220;classe&#8221; di un calciatore, ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà quante volte avrete pronunciato anche voi questa frase: &#8220;La classe non è acqua&#8221;. Ma allora, se non è &#8220;acqua&#8221;, vogliamo provare a definirla, questa &#8220;classe&#8221;?</p>
<p><span id="more-5639"></span>Quell&#8217;alchimia che chiamiamo &#8220;classe&#8221; mi viene più facile da definire se la rapportiamo ad una particolare attitudine espressa ai suoi massimi. Se pensiamo alla &#8220;classe&#8221; di un calciatore, ad esempio, ci viene in mente quell&#8217;insieme di visione di gioco e di tocco preciso e rapido della palla che distingue un campione da chi magari è un buon giocatore ma nulla di più.</p>
<p>Nell&#8217;ambito del comportamento siamo propensi a definire &#8220;donna di classe&#8221; o &#8220;uomo di classe&#8221; quei soggetti che si distinguono per una loro dose di fascino innato, per il loro <em>savoir faire</em>, per la loro capacità di essere a proprio agio e mai &#8220;fuori posto&#8221; in ogni situazione. Un mix perfetto di eleganza nei modi, istinto di seduzione, ironia, capacità di apprezzare la bellezza dei particolari, intelligenza, doti che o ce le hai dentro o nessuno te le può insegnare.</p>
<p>Naturalmente ognuno di noi ha i suoi prototipi.</p>
<p>I miei sono due attori che purtroppo non ci sono più da un bel po&#8217; di anni e che, secondo me, ancora oggi non hanno trovato eredi alla loro altezza. Parlo di <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Audrey_Hepburn"  target="_blank">Audrey Hepburn</a></noindex> </strong>(1929-1993) e di <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Cary_Grant"  target="_blank">Cary Grant</a></noindex></strong> (1904-1986).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5822 aligncenter" title="charade" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/charade.jpeg" alt="" width="393" height="497" /></p>
<p>Naturalmente mi riferisco a quello che apparivano nelle loro interpretazioni, non saprei dire se con altrettanta classe vivessero la propria vita privata. Forse questa continuità valse più per la Hepburn, impeccabile anche fuori dal set (si dice fosse solo un pelino nevrotica) che per Cary Grant, del quale si ricordano divorzi burrascosi ed anche più di un pettegolezzo sulla sua &#8220;amicizia&#8221; con l&#8217;attore Randolph Scott.</p>
<p>Non credo di essere originale, in questa scelta: sono in compagnia di altri milioni di estimatori di questi due grandi dello schermo. Se mi chiedo &#8220;perché&#8221;, non riesco a dirlo in poche parole.</p>
<p>Loro due sono stati ed in parte sono tuttora modelli di stile, sempre misurati anche nelle loro interpretazioni più fantasiose. Ricordate Cary Grant vestito da donna in &#8220;Ero uno sposo di guerra&#8221;? E la pesante esclamazione della Hepburn in &#8220;My Fair Lady&#8221; all&#8217;indirizzo di un cavallo da corsa un po&#8217; troppo pigro?.</p>
<p>Eleganti in ogni circostanza e non solo nel vestire (che poi è la cosa più semplice e più difficile al tempo stesso) ma anche nei gesti, nelle espressioni del viso, nel modo di camminare&#8230; Fecero insieme un solo film, &#8220;Sciarada&#8221; (1963) diretto da Stanley Donen (nella foto una copertina dedicata a questo film) e secondo me non sono, in quel film, al loro meglio.</p>
<p>Io preferisco ricordare lei in &#8220;Colazione da Tiffany&#8221;, &#8220;Vacanze romane&#8221; e &#8220;Sabrina&#8221; e lui in &#8220;Intrigo internazionale&#8221;, &#8220;Caccia al ladro&#8221; ed &#8220;Operazione sottoveste&#8221;, tutti vecchi film di quelli che, quando li ridanno in tv, non riesci a scollarti dallo schermo anche se li conosci a memoria.</p>
<p>Mi piacerebbe dilungarmi su di loro, ma non credo direi nulla di interessante od originale. Preferisco lasciarvi alla visione di un paio di video. Nel primo ci sono sequenze montate sulle note di &#8220;Moon River&#8221;, il celebre struggente brano interpretato dalla stessa Hepburn in &#8220;Colazione da Tiffany&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/la-classe-non-e-acqua/meccanica-delle-cose/vere-donne/fully/5639/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Il secondo video è una chicca, un singolare montaggio di spezzoni di film famosi di Cary Grant sulla musica di 007, che vede questo grande attore nei panni di un immaginario (ma credibilissimo) interprete del più famoso agente segreto della storia del cinema.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/la-classe-non-e-acqua/meccanica-delle-cose/vere-donne/fully/5639/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Ah, quante volte ho sognato di essere baciato come fa Grace Kelly con Cary Grant nell&#8217;ultima sequenza (magari senza chiudermi poi la porta in faccia)!</p>
<p>Ho divagato un po&#8217;, me ne scuserete, ma torno subito al tema:<br />
<strong>Voi, come definireste la &#8220;classe&#8221;? </strong><br />
<strong>E quali ne sono, secondo voi, gli odierni prototipi?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Partita della Vita: da Socrates a Socrate</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 09:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cruman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Late Night Show]]></category>
		<category><![CDATA[Leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Strange Days]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo di Relax]]></category>
		<category><![CDATA[Veri Uomini]]></category>
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		<description><![CDATA[È un anno che noi non vedremo mai, almeno non senza aver trovato dove si compilano i moduli per la reincarnazione. È un tempo lontano nel futuro e l&#8217;uomo sopravvive, nonostante l&#8217;uomo. Sopravvive, ma non serve più a granché. A onor dell&#8217;abbastanza vero, va detto che un&#8217;evoluzione c&#8217;è stata ed anche di una certa consistenza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un anno che noi non vedremo mai, almeno non senza aver trovato dove si compilano i moduli per la reincarnazione. È un tempo lontano nel futuro e l&#8217;uomo sopravvive, nonostante l&#8217;uomo.</p>
<p>Sopravvive, ma non serve più a granché.</p>
<p>A onor dell&#8217;abbastanza vero, va detto che un&#8217;evoluzione c&#8217;è stata ed anche di una certa consistenza. Gli atleti corrono i 100 metri ad una velocità tale che le Olimpiadi le trasmettono direttamente in <em>slow motion</em> o si avvertirebbe solo un venticello caldo e sudaticcio (ah, i televisori sono multisensoriali). Gli astisti saltano muniti di paracadute e sui giavellotti viaggiano &#8211; per motivi di sicurezza &#8211; degli agenti in borghese.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5260" title="socrates" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/socrates.jpg" alt="" /></p>
<p><span id="more-1409"></span>Anche la tecnologia ha esplorato l&#8217;insondabile e quella fastidiosa malattia chiamata “morte” è stata quasi completamente debellata, se si esclude l&#8217;inossidabile tradizione millenaria di spararsi a vicenda. Pratica che comunque non è più considerata reato grave, ma allo stesso livello dell&#8217;abigeato ed è perseguibile solo se la vittima sporge denuncia, altrimenti splafona nel comma “controllo demografico”. Non che ce ne sia un gran bisogno: le persone non si riproducono, un po&#8217; perché i bambini si ostinano ad essere troppo piccoli e un po&#8217; perché il sesso è ormai considerato un atteggiamento da bulletti di periferia.</p>
<p>Nell&#8217;epoca in cui per tutte le domande è stata accesa una risposta, nessuno sa ancora un accidenti sull&#8217;esistenza ed il suo senso intrinseco. La filosofia nelle scuole ha lentamente assunto il ruolo che ha per noi l&#8217;ora di ginnastica: si spia nell&#8217;anima delle compagne di classe più procaci e ci si colpisce con delle clavette per sperimentare il concetto di felicità come cessazione del dolore. Per questo motivo una commissione di saggi che s&#8217;aggira per un peripato dotato di <em>tapis roulant</em> decide di scoprire il senso della vita scomodando i maggiori esponenti del pensiero che la storia ricordi e mettendoli a confronto tra loro&#8230; in una partita di calcio.</p>
<p>Il progetto viene messo in pratica grazie alle tecniche di ingegneria genetica che permettono di clonare <strong>Socrate</strong> (già con la barba) da un capoverso de <em>I dialoghi</em> di <strong>Platone</strong>. I giocatori sono schierati sul campo di gioco, al centro dello stadio <strong>Fabrizio Corona</strong> di Potenza. Arbitra, in giacchetta cremisi, <strong>Dio</strong> in persona, nonostante le vibrate proteste della mezz&#8217;ala <strong>F.W.Nietzsche</strong>, il quale sostiene che un morto non sia in grado di esercitare il libero arbitrio. <strong>Dio</strong> lo ammonisce verbalmente e, già che c&#8217;è, gli rifila un attacco di dermatite seborroica. Guardalinee il <strong>Figlio</strong> e lo <strong>Spirito Santo</strong>. Quarto uomo <strong>Collina</strong>, anche se al <strong>Figlio</strong> la collina evoca ricordi antipatici.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>La partita è da subito aspra e fallosa, motivo per cui il centrocampista <strong>S.Freud</strong> convince il terzino avversario della sua latente omosessualità. Il terzino chiederà poi il cambio per andare a uccidere la madre (di Freud). Tutto d&#8217;un tratto <strong>A. Einstein</strong>, un impiegato tedesco del catasto svizzero, parte in contropiede sulla fascia: giunto a metà campo ha un&#8217;illuminazione sulla curvatura dello spazio e del tempo ed inventa <em>Holly e Benji</em>, un documentario scientifico sulla dilatazione di un traversone dalla destra e sui campi di calcio a schiena d&#8217;asino. Sulla trequarti sgancia un pallone d&#8217;oro a <strong>J.P.Sartre</strong> che ha la possibilità di battere a rete a colpo sicuro. Il fantasista francese però, valuta che passare in vantaggio stabilirebbe un disequilibrio mondiale prodromo di sentimenti di rivalsa e conflitti disumani e appoggia ad un compagno con un angosciante esterno sinistro. L&#8217;allenatore scaglia in aria una borraccia di assenzio ed esclama “che palle l&#8217;esistenzialismo”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5262 aligncenter" title="freud1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/freud1.jpg" alt="" width="498" height="709" /></p>
<p>Il primo tempo si chiude, senza troppe emozioni ma con diverse anime lacerate, dopo un interminabile recupero dovuto al fatto che <strong>H. Kung</strong>, teologo ebreo, ha conversato a lungo con l&#8217;arbitro pretendendo spiegazioni che <strong>Dio</strong> si è rifiutato di concedere. Da segnalare solo un&#8217;azione in cui <strong>Mosè</strong>, ricevuta palla spalle alla porta, ha il problema di girarsi. Intimorito dal venire trasformato in una statua di sale grosso, smista all&#8217;indietro al sopraggiungente <strong>Zenone</strong> che esplode una legnata sbalorditiva che, paradossalmente, non raggiungerà mai la porta.</p>
<p>Comincia il secondo tempo, sempre più agonistico e anche agnostico; del resto, la filosofia non è uno sport per signorine e nonostante <strong>Agostino</strong> con i suoi parastinchi di santo, dopo aver dimostrato l&#8217;esistenza dell&#8217;arbitro, predichi l&#8217;amore spirituale, la partita diventa sempre più una questione di carpenteria metafisica.<br />
<strong>A. Schopenhauer</strong>, lanciato nella sua rappresentazione della fascia destra, viene atterrato barbaramente da un libero <em>dionisiaco</em> che ne gode con sfacciataggine. Steso a terra, la punta tedesca si rende conto come il desiderio provochi tensione interiore. Nello specifico il desiderio di un massaggiatore è di percuotere il libero con il <em>Vecchio Testamento</em>. Ricevute le attenzione della spugnetta ontologica, <strong>Schopenhauer</strong> scopre che la felicità è cessazione della sofferenza e che, come spiegherà molto meglio <strong>Califano</strong>, tutto il resto è noia.</p>
<p>Sul pallone, per battere la punizione divina, si porta <strong>S. Kierkegaard</strong> esclamando “batto io, sono come Maradona”. Il danese (filosofo non canide) realizza (un concetto non un gol) che desiderare essere qualcun altro è <em>la malattia mortale</em> e spira. Si prepara quindi un positivista che grazie al metodo scientifico può affrontare tutte le sfere della conoscenza, quindi anche il pallone. Calcola traiettorie impercettibili e codici di geometrie esistenziali e calcia con la spocchia di un oxfordiano represso. L&#8217;inglese non aveva fatto i conti con il portiere <strong>Socrate</strong> (senza s finale, quello è un chirurgo) che, sapendo di non saper parare, fa capire dove vuole andare a parare e para di fronte allo sbigottimento di <strong>Anasaggora</strong>, che è suo amico ma mica lo capisce tanto bene. <strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5263" title="socrates_2" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/socrates_2.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Socrate</strong> afferra la sua borraccia e prima di bere ne offre ai compagni che si scherniscono:</p>
<p>- No grazie Socry, non ho proprio sete.</p>
<p>- Ma come! Sei tutto sudato, hai la bocca disidratata dalla retorica scolastica&#8230; Dài, non essere empio</p>
<p>- No no davvero, bevi tu: io ho un po&#8217; di ritenzione&#8230; Grazie, comunque&#8230;</p>
<p>L&#8217;azione si capovolge e un nichilista punta dritto verso la porta avversaria. Il centromediano metodista epicureo si propone sulla sinistra:</p>
<p>Epicureo: “Passa, passa, che voglio provare a fare gol”</p>
<p>Nichilista: “NO!”</p>
<p>Giunto al limite dell&#8217;area il nichilista non si esime dal non evitare di tirare nella direzione opposta a quella dove non c&#8217;è la porta avversaria, creando una leggera confusione tra le fila antagoniste, per quanto esse non esistano anzichenò. Il portiere, un barbiere inglese di nome <strong>Ockham </strong>(titolare del salone &#8220;Rado chi non lo fa da sé&#8221;), blocca il pallone con fare da portinaio e estraendo un rasoio esclama: “Ah regazzì, mo te lo taglio sto pallone” con un vago accento di <em>Cambridge</em>. <strong></strong></p>
<p><strong>Ockham</strong> rimette in gioco servendo <strong>Schopenhauer</strong> che, pensando ad uno scambio, ritorna il pallone al portiere. L&#8217;inglese era però distratto dal dubbio di non aver considerato tutte le possibili soluzioni tattiche facendola un po&#8217; troppo semplice e non vede il pallone che gli rotola di fianco finendo in rete. <strong>Schopenhauer</strong>, di nuovo preda del dolore, argomenta che quell&#8217;autogol esiste nel suo mondo di volontà e rappresentazione e solo lì agisce con tutta la sua ignominia. Decide quindi di togliersi la vita facendo suo un sacramento dello stoicismo che trovava molto <em>sexy</em>, annullando di fatto l&#8217;esistenza stessa di quell&#8217;autogol. Il tedesco però, spinto anche dal desiderio di far insolentire <strong>Seneca</strong>, non valuta il fatto che con quel gesto anche tutto ciò che stava esperendo esparisce, rendendo vano il progetto di ricerca di un senso della vita che prevalga sugli altri.</p>
<p>Solo l&#8217;arbitro rimane e, in un eccesso di iconoclastia, si sfila la maschera mostrando il volto di <strong>Luciano Moggi</strong>. Le cronache sono frammentarie, ma qualcuno giura di aver sentito il quarto uomo esibirsi in una pletora di bestemmie.</p>
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		<title>L&#8217;Amore con la &#8216;A&#8217; Maiuscola</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 06:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
				<category><![CDATA[Meccanica delle Cose]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo di Relax]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
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		<description><![CDATA[Amore, amore, amore, amore, amore, amore, amore,&#8230;. Forse la parola più usata, sicuramente una di quelle più pronunciate, quasi certamente la più scritta in assoluto. Un sentimento che mille poeti, letterati, sociologi, filosofi, psicologi hanno provato a descrivere e decodificare. Eppure è un&#8217;alchimia di cui nessun chimico ha saputo fino ad oggi definire la formula. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amore, amore, amore, amore, amore, amore, amore,&#8230;.</p>
<p>Forse la parola più usata, sicuramente una di quelle più pronunciate, quasi certamente la più scritta in assoluto. Un sentimento che mille poeti, letterati, sociologi, filosofi, psicologi hanno provato a descrivere e decodificare. Eppure è un&#8217;alchimia di cui nessun chimico ha saputo fino ad oggi definire la formula.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-7482 aligncenter" title="romeo_e_giulietta_02800x6001" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/romeo_e_giulietta_02800x6001.jpg" alt="" width="430" height="277" /></p>
<p><span id="more-5976"></span></p>
<p>Capita spesso di leggere cose tipo &#8220;Amore con la A maiuscola&#8221; per distinguerlo da un altro tipo di amore (con la a minuscola) che &#8211; evidentemente &#8211; ne costituisce una sottomarca. Io credo che la tendenza a distinguere nasca dall&#8217;esperienza di vita di coloro che hanno creduto (credono e crederanno) all&#8217;esistenza dell&#8217;Amore sognato, accarezzato, finalmente incontrato e poi vissuto intensamente ed eternamente e che invece, alla fine, si sono ritrovati (si ritrovano, si ritroveranno) a scoprire che quell&#8217;Amore non esiste, perché l&#8217;esperienza vissuta davvero è lontana da quella immaginata. Oppure di coloro ai quali non è mai capitato di trovare quel tipo di Amore che hanno idealizzato ed allora declassano ad amore di serie B il sentimento che la vita gli ha dato in sorte di vivere.</p>
<p>Ma insomma, esiste? E cos&#8217;è mai questo Amore &#8216;bello e impossibile&#8217; (e perfino un po’ passato di moda)?</p>
<p>Nessuno sa davvero cosa sia l&#8217;Amore, quello vero, assoluto. Io credo sia un insieme fatto di complicità, seduzione, tenerezza, empatia e di tante altre cose, differenti per ciascuno di noi. La sua ricetta ha ingredienti dai sapori contrastanti: passione e serenità, eccitazione e amicizia, eros ed abitudine, brucianti emozioni e tranquille affinità elettive.</p>
<p>E&#8217; quello che ci accende alla vita e per il quale ci sembra che la vita valga la pena di essere vissuta. E&#8217; quello che ci fa perdere nell&#8217;essere amato, ma nell&#8217;essere amato ci fa anche ritrovare al nostro meglio, tanto da farci sentire di poter dire &#8220;In te io vivo&#8221;, percependo nell&#8217;altro la condizione ottimale dell&#8217;essere se stessi. Perché l’amore sembra arrivare da fuori, invece è un’energia che parte da dentro e promana verso l&#8217;altro.</p>
<p>I poeti e gli scrittori (che sono quelli più adusi a maneggiare la materia di cui sono fatti i sogni) lo descrivono come destabilizzante, un qualcosa capace di destrutturarti, per cui si può perdere la pace, il sonno, la ragione, tutti i punti di riferimento. Ed, in effetti, i punti di riferimento cambiano e le priorità (perfino la paura della morte) vengono riordinate in funzione dell&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-7483 aligncenter" title="titanic5am2" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/titanic5am2.jpg" alt="" width="498" height="374" /></p>
<p>Talvolta ci chiediamo se quell’amore che abbiamo perso quando non abbiamo avuto il coraggio di viverlo forse era l’unica irripetibile occasione per lasciare dentro di noi la traccia indelebile di quella “A” maiuscola. Oppure se quello che crediamo non sia mai successo è passato inosservato perchè eravamo troppo impegnati a vivere noi stessi per accorgercene. O, ancora, ci riteniamo così sfortunati da non aver davvero mai incontrato l’Amore e questo ci ha lasciato inariditi e convinti di non meritarlo.</p>
<p>C&#8217;è chi sostiene che l&#8217;Amore con la A maiuscola sia per definizione &#8220;eterno&#8221;. Io credo che sia un&#8217;illusione che crea solo equivoci. Le persone che si amano al tempo T=0 di un amore vero, sincero, profondo, assoluto, poi cambiano. Perché il tempo ti cambia, e non solo fisicamente (anche, certo) ma soprattutto cambia le cose in cui ti ritrovi, cambia le tue priorità, i tuoi punti di vista, le cose che ti aspetti dalla vita che ti resta da vivere,&#8230; Quindi dopo 10 (o 20, o 30 anni) ci si ritrova accanto a persone che sono diverse da quelle che erano anni prima. Allora, se questi due cambiamenti sono avvenuti in modo coerente, compatibile, l&#8217;Amore che ti ha legato è ancora lì intatto. Se no, probabilmente non c&#8217;è più Amore, ma solo affetto, consuetudine,  quando non addirittura sopportazione o mera convenienza dello stare insieme.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-7484 aligncenter" title="couplebed" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/couplebed.jpg" alt="" width="385" height="372" /></p>
<p style="text-align: center;">Di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.andrewmatthews.com/"  target="_blank">Andrew Matthews</a></noindex></p>
<p>Dipendesse da me, la coppia la farei come la patente: a scadenza fissa, rinnovabile. Ad una certa data devi passare un esame, che si supera solo se i due componenti sono stati capaci di cambiare in modo da restare compatibili. Altrimenti niente rinnovo, e che ciascuno se ne vada per la propria strada.</p>
<p>Con questo non mi spingo a sostenere che l&#8217;Amore con la A maiuscola non esista. Dico solo che è un miracolo che accade raramente. Il fatto è &#8211; mi sembra &#8211; che più che un sentimento &#8220;reale&#8221;, per moltissimi sia un&#8217;<em>aspettativa di sentimento</em> che si costruisce intorno all&#8217;aspirazione di vivere la propria vita come coloro che si reputa baciati dal privilegio di aver vissuto un grande Amore.</p>
<p>In questa aspettativa di immaginario ci si fa influenzare dalle struggenti espressioni della poesia e dalle grandi storie d&#8217;amore di cui ci parla la letteratura: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Romeo_e_Giulietta"  target="_blank">Giulietta e Romeo</a></noindex>, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Eloisa_(badessa)"  target="_blank">Abelardo ed Eloisa</a></noindex>, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_e_Francesca"  target="_blank">Paolo e Francesca</a></noindex>,&#8230; giù giù fino a Rose e Jack, gli innamorati del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Titanic_(film_1997)"  target="_blank">Titanic</a></noindex>.</p>
<p>E&#8217; curioso: quasi sempre i grandi amori con la A maiuscola finiscono male e, quando va bene, l&#8217;eternità dell&#8217;Amore è quella che si perpetua oltre la morte di almeno uno dei protagonisti. In fondo la cosa deve confortarci: nessuno potrà mai sapere come sarebbe stata la prosecuzione di questi grandi Amori se fossero stati sottoposti all&#8217;usura del tempo e del convivere quotidiano. E così possiamo tutti continuare a sognare.</p>
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		<title>L&#8217;Italia è Salva: il Calcio è Tornato in RAI</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/calcio-in-tv-no-si-boh/informazione/cronache-italiane/sara/6241/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 16:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>
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		<category><![CDATA[Tempo di Relax]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi duole annunciare che è stato raggiunto l&#8217;accordo Rai-Lega per il campionato del giuoco del calcio italiano. Sborseremo tramite canone 28 milioni di euro l&#8217;anno per vedere dei tizi ingellati esultare con mille mossettine e balletti dopo un gol, per vedere Galeazzi che fa il tuttologo, per vedere la moviola e magari qualche scontro tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi duole annunciare che è stato raggiunto l&#8217;accordo Rai-Lega per il campionato del giuoco del calcio italiano. Sborseremo tramite canone 28 milioni di euro l&#8217;anno per vedere dei tizi ingellati esultare con mille mossettine e balletti dopo un gol, per vedere Galeazzi che fa il tuttologo, per vedere la moviola e magari qualche scontro tra deficienti. Uau!</p>
<p><span id="more-6241"></span>Io speravo nell&#8217;eclissi calcistica, speravo che questo accordo fosse raggiunto almeno dopo la prima giornata, e invece ci siamo cuccati il solito circo anche questa volta. Mediaset quest&#8217;anno ha detto &#8220;no, grazie&#8221;, ha spostato controcampo su rete 4, il che o è un motivo in più per affermare che rete4 è assolutamente indispensabile per gli italiani e deve rimanere in analogico oppure è un motivo in più per farsi urlare <em>vaffansatellite</em>&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/09/controcampo.jpg" alt="" title="il conduttore di controcampo" width="447" height="333" class="alignnone size-full wp-image-6362" /></p>
<p>E quindi è rimasta la RAI, che non naviga nell&#8217;oro e perciò ha litigato con Matarrese (presidente della LEGA -calcistica, non quella in verde-) in un tira e molla, tipo mercato marocchino, in cui si parte da 40 euro per arrivare a 10. Stavolta è andata male all&#8217;acquirente di turno, almeno così mi sembra, dato che 28 milioni non sono bubbole come si dice da noi. Fu così che la RAI riabilitò 90° minuto, la Domenica Sportiva che comunque sportiva non era, e potè far parlare dei gol a Quelli che il calcio.</p>
<p>Dopo le olimpiadi il calcio per me ha ancora meno significati di quanti ne ha di solito, è svuotato completamente di quella che dovrebbe essere l&#8217;essenza, cioè lo sport. E&#8217; un circo mediatico, non c&#8217;è niente da fare, è il nostro circenses, è assurdo! Per citare un esempio: mi sono imbattuta nel Tg2, o meglio nei resti puzzolenti del tg di una volta. C&#8217;è Italo Cucci, che si chiede (parole testuali): &#8220;Mourinho o Ronaldinho, Ronaldinho o Mourinho&#8230; Ecco, se dovessi scegliere un titolo per il giornale di domani sceglierei Milaninho&#8221;. Eh?</p>
<p>Poi scopro che al Tg2 sono in vena di filastrocche, nell&#8217;annunciare il servizio successivo il giornalista dice &#8220;Vince Valentino, il mondiale è vicino. Stoner è scivolato e si è ritirato&#8221;. Grazie per la perla!<br />
Sempre rimanendo in tema di tv, c&#8217;è Varriale, il napoletano odiato da qualsiasi allenatore, che dice che il presidente degli arbitri ha chiesto rispetto, della serie cornuti sì, mazziati anche no.</p>
<p>C&#8217;è già allarme per gli scontri: i napoletani hanno fatto scoppiare un petardo sul treno, i poliziotti antisommossa sono già pronti ad agire, non si sa mai che si perda tempo. E così è ricominciato il tour della carovana, sempre con le solite caratteristiche e dinamiche, sempre con le statistiche assurde tipo la quantità di metri percorsa da ogni giocatore durante la partita, o la balistica pallonara.</p>
<p>Tutte cose che fanno allontanare dal calcio, ormai impresa teatrale in cerca di teatrini e di comparse.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Centro Medicina Sportiva &#8220;Qua-Si Sana&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 11:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cruman</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno mi è toccato passare per le forche caudine della visita medico sportiva atta a verificare che il mio fisico &#8211; devastato dalla birra e dai pizzoccheri &#8211; sia ancora in grado di saltellare per un campo di giuoco e di ricevere allegre gomitate in ben selezionati punti del corpo. Dopo alcuni giorni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno mi è toccato passare per le forche caudine della visita medico sportiva atta a verificare che il mio fisico &#8211; devastato dalla birra e dai pizzoccheri &#8211; sia ancora in grado di saltellare per un campo di giuoco e di ricevere allegre gomitate in ben selezionati punti del corpo.</p>
<p>Dopo alcuni giorni di visite i miei compagni lamentavano strani disturbi: uno durante la doccia ha subito la decomposizione parziale del polpaccio sinistro e un altro durante un impegnativo scontro con una media rossa ha riportato la lussazione di tutte le cartilagini inferiori.</p>
<p>Insospettito dagli eventi mi sono recato all’umbalatorio con fare circospetto e……</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5274" title="soggetti" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/soggetti.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p><span id="more-1136"></span></p>
<p>Ero piuttosto teso quando entrai nello studio della dottoressa xxxxxxx: i fatti degli ultimi tempi avevano creato un alone di mistero attorno a questo evento. Certo è che l&#8217;aspetto della dottoressa e il quadro con la foto autografata di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Josef_Mengele"  target="_blank">Mengele</a></noindex> appeso alla parete non contribuivano a rendere disteso l&#8217;ambiente.<br />
La dott.ssa non tardò a mettermi a mio agio facendomi domande intime su di me e su tutta la mia famiglia a partire dall&#8217;homo erectus. Poi entrò l&#8217;infermiera, decisamente scossa, anzi isterica: non aveva ancora aperto bocca e la dott. l&#8217;aveva già rimproverata per dodici motivi di cui undici inutili e uno completamente inventato.</p>
<p>Appena afferrato lo sfigmomanometro (che te ridi, si chiama così) l&#8217;infermiera entrò nel panico totale e dichiarò una pressione di 140 minima su 130 massima, mentre il mio braccio era diventato cianotico per la compressione delle arterie. Liberato dalla morsa fui fatto spogliare, stendere e fui privato delle mie otturazioni d&#8217;oro. Quindi venni cosparso di gel come una trota salmonata e mi furono applicate delle piccole ventose su tutto il petto. La sensazione era quelle di avere delle sanguisughe romantiche attaccate al corpo. La dott. passò alla macchinetta dell&#8217;<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Elettrocardiogramma"  target="_blank">ECG</a></noindex> che non risparmiò di calci e improperi lamentandosi del suo mancato funzionamento e continuando a spostare le sanguisughe sul mio corpo come se cercasse la combinazione vincente.</p>
<p>Visti gli scarsi risultati decise di passare alla prova sotto sforzo che consisteva nello sguinzagliarmi dietro 4 pitbull (Vercingetorige, Ivan il terribile, Adolf e Fiocco di neve) e un facocero affamato. Dopo 76 minuti di inseguimenti e due combattimenti (clandestini) vinti, allo scopo di completare l&#8217;opera mi fu mostrata una foto di Platinette nuda… nudo… senza vestiti che si scola una birra.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5275" title="200834122612_platinette_2" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/200834122612_platinette_2.jpg" alt="" width="300" height="385" /></p>
<p>A questa vista il mio cuore cedette (capirete avevo una sete pazzesca e vedere una birra fu un colpo troppo grande). Entrai in fibrillazione e mentre la dottoressa parlava al telefono con un&#8217;amica sulla tecnica e l&#8217;utilità socio-pedagocica del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Punto_croce"  target="_blank">punto croce</a></noindex>, l&#8217;infermiera mi afferrò per stendermi sul lettino, ma siccome ero tutto sudato e pieno di gel per l’ECG, continuavo a sgusciargli dalle mani. Così mi tramortì con uno sgabello e mi visitò sul pavimento. Nella semi incoscienza udii vagamente la trafelata discussione che ne seguì:</p>
<p><strong>Inf</strong>.: lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo!!<br />
<strong>Dott</strong>: prima che schiatti faccia l’ECG se no la visita non è valida e non ci pagano<br />
<strong>Inf</strong>: i sensori non rilevano niente!!<br />
<strong>Dott</strong>: (sempre al telefono): secondo me il punto croce ha una valenza sociale!<br />
<strong>Inf</strong>: dottoressa aiuto l’ECG non funziona!<br />
<strong>Dott</strong>: uff&#8230; metta più gel!!<br />
<strong>Inf</strong>: ma è già pettinatissimo!</p>
<p>Intanto rinvenni e la discussione continuò<br />
<strong>Dott</strong>: (al telefono) sì sì ok cià cià sì sì ciao ciao ciao ciao<br />
<strong>Inf</strong>: presto faccia qualcosa!!<br />
<strong>Dott</strong>: operiamo a cuore aperto!<br />
<strong>Io</strong>: qui sul pavimento?<br />
<strong>Dott</strong>: preferisce l’armadio?<br />
<strong>Io</strong>: no qui va bene, ma scusi se l’ECG non funziona come fa a dire che deve operare?<br />
<strong>Dott</strong>: appunto apriamo così vediamo se è tutto a posto!<br />
<strong>Io</strong>: anestesia?<br />
<strong>Dott</strong>: per gli interventi con ticket non è prevista!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/scrubs2.jpg" alt="" width="270" height="320" /></p>
<p>Seguirono urla e schizzi di sangue.</p>
<p>Dopo l’operazione, la dottoressa, che continuava ad affermare di non aver visto niente, mi prescrisse circa dodici visite di controllo tra cui: pulizia del colon, verifica dell’attività cardiaca durante l’uscita dall’atmosfera, espianto temporaneo del cuore con eventuale cottura in brodo di tacchino e una mammografia (!!). Tutto questo servirà ad accertare la mia condizione di salute o a privarmene.</p>
<p><strong>Io</strong>: ma dottoressa intanto posso giocare, sa, una delle visite me l’hanno fissata per il 2120<br />
<strong>Dott</strong>: certo per quello non c’è nessun problema.<br />
<strong>Io</strong>: mavaff&#8230;..</p>
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		<title>E Lei Come ti Vuole?</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 08:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tempo di Relax]]></category>
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		<description><![CDATA[Avendo già parlato di cavalieri tricotrapiantati e abbronzati al mordente IKEA, di sorrisi stregatti e canzoni apicelle, palpebre e zampe di galline imbalsamate per sempre con il botulino nel lifting eterno, è necessario rifarsi gli occhi con qualcosa di bello. Per esempio un paio di gran pezzi di gnoccoloni belli vivi e guizzanti che, se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avendo <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2008/08/letta-con-il-nemico.html"  target="_blank">già parlato</a> di cavalieri tricotrapiantati e abbronzati al mordente IKEA, di sorrisi stregatti e canzoni apicelle, palpebre e zampe di galline imbalsamate per sempre con il botulino nel lifting eterno, è necessario rifarsi gli occhi con qualcosa di bello. Per esempio un paio di gran pezzi di gnoccoloni belli vivi e guizzanti che, se non ci aiuteranno a rinfrescarci la serata, almeno ci consoleranno con qualcosa di bello da guardare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5968 aligncenter" title="easternpromiseshomefeature2" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/easternpromiseshomefeature2.jpg" alt="" width="290" height="336" /></p>
<p><span id="more-5884"></span>Non è solo di estetica maschile che voglio parlare, però, nè delle <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.brego.net/viggo/movies/eastern-promises/" >mani di Viggo Mortensen</a></noindex> in &#8220;La promessa dell&#8217;assassino&#8221;, una delle immagini più erotiche che conosca, puro feticismo delle mani.<br />
Vorrei idealmente rispondere o meglio, fare da contraltare o contrappeso <a href="../lui-ti-vuole-cosi/tempo-di-relax/fully/5660">al post che ho letto su Mentecritica</a>, dedicato alla cosiddetta &#8220;donna ideale&#8221;.</p>
<p>Mi è venuto subito in mente per reazione ed era inevitabile, quale sarebbe per una donna moderna, l&#8217;uomo ideale. Mica facile rispondere. Noi donne siamo più complesse o semplicemente più variegate e probabilmente non basta volgere il discorso di Fully al femminile. Di solito si arriva a delineare l&#8217;identikit dell&#8217;uomo ideale facendo una lista dei peggiori difetti maschili ed immaginando un essere al testosterone che ne sia privo.<br />
Come immaginario collettivo siamo venute su da bambine con la menata del Principe Azzurro, della cui personalità nulla ci veniva detto se non che era capace di risvegliare la principessa in letargo con un &#8220;bacio&#8221;,  metafora elegante per dire che era uno che sapeva darsi da fare con il dai e vai.</p>
<p>Questa dote da defibrillatore portatile però si scontrava inspiegabilmente con una presenza belloccia ma senza sostanza e sciapa come l&#8217;acqua di mele, uguale identica a quella dell&#8217;<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.puremovies.co.uk/Prince_Charming.jpg_rgb.gif" >Azzurro di Shrek</a></noindex>, tanto che uno diceva: &#8220;ma comme fa&#8217;?&#8221; Nessun favolista si è mai sognato di raccontarci il dopo del Principe, il dopo-risveglio.<br />
Quando arrivava il Principe, questa figura mitica che arriva presto, sveglia la principessa e di solito non pulisce il water, la fiaba finiva e dovevamo immaginarci il seguito.<br />
(E peccato che la morale del tempo non ce lo raffigurasse come questo <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.jakegyllenhaal.com/" >Jake Gyllenhaal</a></noindex><strong> </strong>nuovo di pacca in versione &#8220;la stiamo perdendo&#8221;, nei panni del Prince of Persia.)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5969 aligncenter" title="jake-gyllenhaal-shirtless-prince-of" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/jake-gyllenhaal-shirtless-prince-of.jpg" alt="" width="296" height="452" /></p>
<p>Il dopo non veniva descritto perché la sua descrizione avrebbe infranto qualunque mitologia fiabesca.<br />
La parola chiave dell&#8217;uomo ideale è <strong>DURATA</strong>. Non solo in quel senso che, ahimè, non è poi così una scemenza se si vendono tonnellate di blue pills. Durata si, resistenza e perseveranza ma anche in un&#8217;altra cosa fondamentale oltre il sesso: la considerazione per la sua donna.<br />
Si sa che all&#8217;inizio sono tutte rose e fiori. Gli uomini la prima settimana (voglio essere generosa, il primo mese) sono tutti adorabili ed ideali. E&#8217; il dopo che li frega. I primi tempi ti corteggiano che è una meraviglia: moine, dolcetti, perfino regali. Poi purtroppo, è più forte di loro, fatta la conquista perdono interesse. Ti senti come un film che hanno già tutti visto e l&#8217;ultima settimana lascia la sala semivuota.</p>
<p>Attenzione per la donna significa non dimenticare l&#8217;anniversario ed essere generosi. Noi donne siamo scadenziari viventi e in quelle occasioni ci teniamo troppo che lui ci regali qualcosa, soprattutto le banalissime rose rosse. Non parliamo poi del regalo più consistente. Anche alla donna più modesta e spartana, un anellino con un pezzo di carbonio al centro dice il suo perché. C&#8217;è sempre una spiegazione etologica in questi comportamenti. Se no perché tante specie di uccelli addobberebbero il nido con pezzetti di vetro e altra roba luccicante?<br />
In soldoni, l&#8217;uomo ideale deve avere una memoria da agenda elettronica per <strong>ricordare tutte le ricorrenze</strong> (compleanno, San Valentino ecc.) e deve essere <strong>generoso</strong> come uno sceicco  appena sbarcato dallo yacht.<br />
Attento, costante e generoso quindi. Ovviamente deve farci ridere, dimenticavo.</p>
<p>Se la donna ideale dev&#8217;essere amante appassionata, mamma, bambina, infermiera, amica, complice e immensamente intelligente per ricoprire tutti questi ruoli senza sviluppare una pericolosa personalità multipla, come funziona con l&#8217;uomo ideale?<br />
Deve essere babbo? Ma si, dandoci quel senso di protezione e sicurezza che ci dava il nostro papà. Nelle qualità paterne c&#8217;è anche il coraggio. Il codardo con noi non ha scampo.<br />
Deve essere bambino? Ma si, deve essere bambino per permetterci di fare le mamme e le infermiere (che ci piace tanto, ammettiamolo!).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5970 aligncenter" title="eastern" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/eastern.jpg" alt="" width="361" height="450" /></p>
<p>Deve essere infermiere? Ecco no, nemmeno il più generoso Pico della Mirandola è disposto a coccolarci quando siamo malate. Se un suo dolorino da nulla è un dramma, i nostri lancinanti dolori mestruali, che stenderebbero un plotone di marines, sono una sciocchezza.<br />
Se gli dicessimo: &#8220;Tesoro, vengo da un doppio trapianto cuore-polmoni, mi hanno appena amputato entrambe le gambe&#8221;. &#8220;Ah si? Mi andresti a prendere le pantofole? Scusami ma sono stanchissimo.&#8221;</p>
<p>Sicuramente l&#8217;uomo ideale deve essere complice, alla faccia di chi dice che l&#8217;amicizia distrugge l&#8217;amore, e deve essere di immensa intelligenza, quella che gli permette di sopportare la nostra. Come puri dettagli trascurabili direi che dovrebbe essere ordinato, lavarsi, essere onnivoro e dimenticarsi di avere avuto una madre quando si parla di cucina, averne sempre voglia basta che ce l&#8217;abbiamo anche noi, riconoscere ed essere orgoglioso del nostro lavoro, essere un duro ma allo stesso tempo un morbido. E soprattutto, avendo tutte queste doti, non dovrebbe essere gay.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lui Ti Vuole Così</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 06:00:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qual&#8217;è oggi, per un uomo degli Anni Duemila, la Donna Ideale? Per come la vedo io, la donna ideale di oggi è sempre quella che si sognava ai tempi di mio padre e di mio nonno, con solo pochi aggiornamenti legati al mutare dei tempi. L&#8217;uomo vuole ancora una seconda mamma per sè, un&#8217;eccellente madre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qual&#8217;è oggi, per un uomo degli Anni Duemila, la Donna Ideale?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/sharon_stone.jpg" alt="" /></p>
<p>Per come la vedo io, la donna ideale di oggi è sempre quella che si sognava ai tempi di mio padre e di mio nonno, con solo pochi aggiornamenti legati al mutare dei tempi.</p>
<p><span id="more-5660"></span></p>
<p>L&#8217;uomo vuole ancora una seconda mamma per sè, un&#8217;eccellente madre per i suoi figli, un&#8217;amante appassionata, un&#8217;amica che lo sappia ascoltare e sostenere nei suoi momenti grigi. E in più una efficiente casalinga e (quasi dimenticavo!) che abbia anche un buon lavoro che le permetta di contribuire al bilancio familiare.</p>
<p>Quando lui torna a casa dal lavoro mugugnando &#8220;Che schifo di giornata&#8230;&#8221; la vuole trovare radiosa, sorridente e fresca di bagnoschiuma profumato (magari dopo che lei ha sgobbato tutta la giornata tra il suo lavoro, la casa, le bollette, i figli e la cucina). Pronta, prontissima, ad assecondare i suoi appetiti di ogni genere quando ne ha, o a lasciarlo in pace se ha voglia di isolarsi.</p>
<p>Deve essere una donna brillante, che sappia tenere allegra la compagnia quando lui invita i suoi amici a cena, e sparire immediatamente (ma non prima di aver servito il caffè) quando gli amici si siedono per il poker o a vedere la partita.</p>
<p>Lei invece deve avere amiche poco invadenti, anzi sarebbe meglio non ne avesse affatto (se non fosse che qualche amica può servire per liberarsi ogni tanto di lei).</p>
<p>La donna ideale deve avere un buon livello culturale, mai comunque superiore a quello di lui. E deve seguire gli studi dei figli (lui lavora, no?) e quindi, che si attrezzi per essere un&#8217;educatrice da fare invidia alla Montessori. Ah, poi deve essere un&#8217;economista da premio Nobel: non deve &#8220;sperperare&#8221; per tirare avanti la casa, pur acquistando sempre cose di qualità.</p>
<p>Deve essere pure una cuoca da leccarsi i baffi, ma non con i soliti piatti precotti: no a casa &#8220;sua&#8221; Lui vuol mangiare ogni giorno come in un ristorante a 4 forchette (come lo aveva abituato la mamma, o la nonna, o la zia&#8230;).</p>
<p>Lei deve mantenersi in forma, conservare la stessa bellezza dei vent&#8217;anni anche quando di anni ne ha oltre il doppio (ma, per carità, senza spendere un centesimo in quelle cose inutili tipo parrucchiere, massaggi, trucco, creme, &#8230;). Poco importa che lui nel frattempo abbia messo su chili e chili di ciccia, solo in minima parte compensati dalla caduta dei capelli.</p>
<p>Non deve mai aspettarsi da lui un pensiero affettuoso. Già è tanto se, con tutto quello che ha da fare, lui si ricorda di un fiore per l&#8217;anniversario (ammesso che si ricordi l&#8217;anniversario..). E quando lei si dispiace per questo? Ma va là&#8230;  lei pensa a queste sciocchezze da femminuccia solo perché non ha niente di importante a cui pensare, l&#8217;&#8230;.EGOISTA (!!!).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5819 aligncenter" title="hug" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/hug.jpg" alt="" width="470" height="313" /></p>
<p>Cosa dite? Che il vostro Lui non è così che vi vuole?<br />
Allora consideratevi fortunate: forse non ve ne rendete conto, ma avete pescato il jolly&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>USA: Dove l&#8217;Oscenità Dipende dai Centimetri</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 14:00:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sexy tanga]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so se anche a voi fosse sfuggito, come era sfuggito a me. Parlo del fatto che mostrare un po&#8217; delle proprie mutande in pubblico possa costare qualche mese di prigione e una multa. E&#8217; quello che succede a Flint, nel Michigan (USA) (ma non se ne parla solo lì) dove il nuovo capo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se anche a voi fosse sfuggito, come era sfuggito a me. Parlo del fatto che <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://shine.yahoo.com/channel/beauty/fashion-crimes-for-real-flint-mi-police-to-start-arresting-people-with-saggy-pants-we-feel-confused-sad-perhaps-scared-205945/"  target="_blank">mostrare un po&#8217; delle proprie mutande in pubblico</a></noindex> possa costare qualche mese di prigione e una multa. E&#8217; quello che succede a <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flinttownshippolice.org/index.cfm/MenuItemID/73/MenuGroup/Home.htm"  target="_blank">Flint, nel Michigan</a></noindex> (USA) (<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.palmbeachpost.com/politics/content/local_news/epaper/2008/03/11/0311rivcharter.html"  target="_blank">ma non</a></noindex> se ne<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.dallasnews.com/sharedcontent/dws/news/politics/local/stories/DN-saggypants_04met.ART.North.Edition1.42ba9b6.html"  target="_blank"> parla solo lì</a></noindex>) dove il nuovo capo della polizia, tale Mr. Dicks, ha stabilito il divieto di andarsene in giro con i pantaloni a vita (troppo) bassa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-5078" title="10-04-2007nmc_04saggypantsnewg4f28eq1f1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/07/10-04-2007nmc_04saggypantsnewg4f28eq1f1.jpg" alt="" /></p>
<p><span id="more-4959"></span></p>
<p>Si chiamano &#8220;saggy pants&#8221; (oddio, non sapevo neanche questo!) ed è una moda molto in voga fra gli adolescenti. Introdotta alcuni anni fa dagli artisti <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Musica_rap"  target="_blank">Rap e Hip Hop</a></noindex>, come spesso succede, questa moda trasgressiva del &#8220;calarsi le braghe&#8221; ha ormai contagiato anche il mondo degli adulti. E naturalmente, proprio per questo, sta&#8230;. passando di moda.</p>
<p>Molti li trovano scomodi, altri li trovano indecenti, altri li adorano e non potrebbero farne a meno. Amati, odiati e ora condannati: a Flint è in vigore un regolamento (con tanto di illustrazioni) che fissa l&#8217;altezza minima della linea di cintura dei pantaloni rispetto all&#8217;inizio della biancheria intima o dei glutei. Oltre quell&#8217;altezza si paga pegno: da tre mesi a un anno di galera e 500$ di multa: una specie di scala della ‘decenza’ per cui oltre un certo limite dalla semplice &#8220;condotta disordinata&#8221; si passa all&#8217;&#8221;oscenità&#8221;.</p>
<p>Ma a Flint possono stare tranquilli: la regola vale solo per gli uomini. Quelli di loro che &#8220;osassero&#8221; saranno puniti, sì, ma in compenso tutti potranno tranquillamente continuare ad apprezzare un <em>sexy tanga</em> che spunta dai pantaloni di una dolce fanciulla: quello no, che non turba l’ordine costituito.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5079" title="996106tanga-e-jeans-posters" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/07/996106tanga-e-jeans-posters.jpg" alt="" width="299" height="450" /></p>
<p>Credo che se Mr.Dicks facesse un&#8217;ispezione dalle nostre parti gli verrebbe un colpo! Io in giro vedo ben più di bordini di slip o di boxer! E&#8217; all&#8217;ordine del giorno ammirare costantemente più o meno gradevoli attaccature dello &#8230; spartichiappe posteriore e poter constatare di persona il grado di depilazione al pube di svariate donzelle! Sono pronto a scommettere che Mr. Dicks non ci penserebbe due volte ad estendere la pena all&#8217;ergastolo.</p>
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