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	<title>MenteCritica &#187; Oltre le Righe</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>Notte nel Quadrante Occidentale</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 10:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
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		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Mustafà Il suo vero nome non è Mustafà. In realtà non è nemmeno musulmano, ma è nero e questo per molti è più che sufficiente. Appena sente lo stridio dei pneumatici e vede i napoletani scendere dalla macchina, non si ferma a pensare nemmeno un attimo. Inizia a correre veloce nelle strade buie e vuote [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mustafà</strong></p>
<p>Il suo vero nome non è Mustafà. In realtà non è nemmeno musulmano, ma è nero e questo per molti è più che sufficiente.</p>
<p><span id="more-1405"></span>Appena sente lo stridio dei pneumatici e vede i napoletani scendere dalla macchina, non si ferma a pensare nemmeno un attimo. Inizia a correre veloce nelle strade buie e vuote della periferia remota della città di nebbia.</p>
<p>Nella tasca porta i cento grammi. I cento grammi che per lui sono più di un biglietto aereo. Sono la certezza di ricominciare e dimenticare questa vita per sempre. Sente i napoletani parlare ad alta voce e risalire in macchina, sente sbattere le portiere e il motore rombare. Mustafà corre. Corre leggero come ha imparato a fare da bambino negli spazi immensi e gialli di un altro pianeta. Corre come meglio non sa fare. Se ci fosse qualcuno a segnare il tempo della sua corsa penserebbe di avere di fronte un campione.</p>
<p>Poi sente l&#8217;urto della macchina e cade. &#8220;Te vulive fa e cazzi tuoi?, che te credivi e sta a casa toia?&#8221;. Mustafà si sente afferrare e qualcuno inizia a frugarlo. La gamba non gli fa male, apre la bocca per gridare, ma non riesce a farlo. Mentre iniziano a prenderlo a calci si accorge di essersela fatta addosso.</p>
<p>Dura poco. Il viso dell&#8217;uomo con la pistola è calmo e senza odio. I suoi occhi sono lontani ed indifferenti. Non sente il rumore dello sparo. La palla che gli fa esplodere la testa disegna sulla sua bocca un ampio sorriso. I suoi denti bianchissimi aprono una lama fredda nella notte finalmente silenziosa.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dentrolaluce2-180x150.jpg" alt="dentrolaluce2-180×150.jpg" /></p>
<p><strong>Wimal</strong></p>
<p>E&#8217; veramente tardi. Fargli prendere le gocce è la cosa più difficile. Il cavaliere vive la sua ultima vecchiaia con forza disperata. Il sapore della medicina è pessimo. Wimal prima di dargliene una nuova ne assaggia sempre un pochino, giusto per capire se lui fa i capricci o se il sapore è veramente cattivo.</p>
<p>Si avvicina alla poltrona. Il vecchio sta sonnecchiando. Wimal è piccolo ed ha il passo molto leggero, però stavolta fa di tutto per farsi sentire. Il cavaliere si sveglia e lo guarda con gli occhi vuoti. Poi vede il bicchiere e inizia a smaniare. Wimal si ferma e prende un lungo sospiro. Ora c&#8217;è da dare la medicina, dopo bisogna svestirlo, lavarlo e mettergli il pigiama. Poi fra un paio d&#8217;ore, dopo aver rassettato la cucina e il salotto, forse riuscirà a leggere qualche altra pagina di quel libro che parla di un uccello dalle piume azzurre e del suo canto in onore della principessa.</p>
<p>La lotta inizia silenziosamente. Wimal, stando attento a non forzare per non fargli male, cerca di avvicinare il bicchiere alla bocca del vecchio. L&#8217;altro gira la testa e cerca di non bere. Alla fine gran parte del liquido riesce ad entrare nella bocca del cavaliere che, in un ultimo tentativo di resistenza, strappa il bicchiere dalla mano di Wimal e lo fa cadere.</p>
<p>Il vecchio vede il bicchiere rompersi e inizia a piangere. Wimal gli sorride e gli dice di non preoccuparsi. Quando si china a raccogliere i cocci, sente la mano del cavaliere carezzargli la testa. L&#8217;uomo lo chiama col nome del figlio e continua a carezzargli i capelli scurissimi. Wimal prende la mano del vecchio e, come faceva con suo padre, la bacia prima di riporgliela dolcemente nel grembo.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/op2.jpg" alt="op2.jpg" /></p>
<p><strong>Constantin</strong></p>
<p>Gli altri due sono sull&#8217;altro lato. Al segnale entrano tutti insieme. Il rumore non ha importanza, la casa è isolata, l&#8217;importante è bloccare tutti prima che riescano a telefonare.</p>
<p>Ora sono dentro. Nicolai è in camera da letto. Con un colpo ha stordito il marito. Max ha iniziato a frugare la casa per vedere se c&#8217;è qualcun altro. Constantin ha già l&#8217;affanno, ma sale lo stesso al piano di sopra. Nessuno.</p>
<p>Mentre cammina zoppicando ed inghiottendo saliva, sfonda e sfascia tutto quello che trova. Ormai ha capito che a lui non interessa cercare, interessa solo distruggere. Constantin è cresciuto in una fogna di Bucarest, aggrappato ad un tubo delle condutture di acqua calda per mantenersi caldo e respirando aurolac per stordirsi. L&#8217;aurolac lo ha reso quasi cieco. I suoi amici di allora lo hanno reso zoppo e senza denti. Constantin ha 19 anni, ma è come se ne avesse settanta.</p>
<p>Quando arriva in camera da letto, gli altri due si stanno facendo la donna. L&#8217;uomo è legato e guarda la scena con gli occhi sbarrati. A Constantin la donna non interessa. Nel breve percorso della sua vita, da qualche parte ha perso la voglia. Prende la mazza che porta sotto la giacca e con tutte le sue forze colpisce la testa dell&#8217;uomo. Mentre il sangue si sparge sul muro e sul letto, Constantin continua a colpire. Ed ad ogni colpo è come se avesse cinque anni di meno.</p>
<p><strong>Oxana</strong></p>
<p>Nello stesso momento nel quale la macchina azzurra con i lampeggianti accesi si ferma vicino a lei, Oxana capisce che questa sera è uscito il suo numero. Le altre si sono allontanate velocemente. Le macchine dei clienti sono scomparse. Si guarda in giro per vedere se c&#8217;è un posto dove nascondersi, ma sarebbe inutile mettersi a correre. Se stasera non paga il dazio, ha finito di lavorare lì.</p>
<p>Guarda dall&#8217;altro lato della strada. L&#8217;uomo appoggiato al muro continua a fumare lentamente, alza gli occhi, la guarda e fa un piccolo cenno d&#8217;assenso. Le porte della macchina azzurra si aprono. Gli uomini in divisa hanno dei larghi sorrisi. La chiamano e la invitano ad entrare.</p>
<p>Oxana è in ginocchio. In bocca ha ancora il sapore di uno dei due. L&#8217;altro non c&#8217;è riuscito. Si è arrabbiato con lei e ha voluto pisciarle addosso. La macchina azzurra si allontana con i lampeggianti che girano lentamente. Lei raccoglie lo scialle e cerca di asciugarsi il viso e il seno. Ha una sola parola che continua a girare nella sua testa.</p>
<p>Resistere, resistere, resistere.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/op5.jpg" alt="op5.jpg" /></p>
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		<title>#Cristo è Ovunque tranne che lì</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 12:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mc</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Oltre le Righe]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
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		<description><![CDATA[Cristo ha l&#8217;elmetto in testa e una stella di Davide disegnata sul giubbotto. Tra le mani ha un fucile e guarda una bambina con gli occhi neri ed un pupazzo in braccio. La bambina ha paura ma è curiosa. Cerca di guardarlo ma se lui se ne accorge abbassa gli occhi. Cristo è stanco. Sono ore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/1homeless.jpg" alt="1homeless.jpg" /></p>
<p align="justify">Cristo ha l&#8217;elmetto in testa e una stella di Davide disegnata sul giubbotto. Tra le mani ha un fucile e guarda una bambina con gli occhi neri ed un pupazzo in braccio. La bambina ha paura ma è curiosa. Cerca di guardarlo ma se lui se ne accorge abbassa gli occhi. Cristo è stanco. Sono ore che è in piedi e ha fumato cento sigarette. La bimba lo guarda di nuovo e lui tira fuori la lingua. La bambina ride e il suo sorriso brilla in quel viso scuro. Cristo la guarda e sente uno strano calore nel petto.  Lui nella guerra ci credeva. Ora è sicuro che è una merda assoluta. Vuole solo che finisca il prima possibile.</p>
<p align="justify"><span id="more-447"></span>Cristo è al capezzale della madre, o almeno di quello che ne è rimasto. La donna ha una pompa che la fa respirare e due flebo infilate nelle braccia. Le macchine che la tengono in vita ronzano ritmicamente.<br />
Cristo la gira delicatamente per far circolare il sangue e si chiede dove sia finito tutto l&#8217;amore e tutta la tenerezza che quel corpo è stato in grado di donargli. Ora che lei  non parla più e che i suoi occhi sono chiusi da settimane,  gli sembra che lei, invece di morire una sola volta, muoia di nuovo ogni giorno. Allora inizia a sperare che finisca presto e che anche quel corpo si spenga come si è spenta lei. Poi, mentre si china per aggiustare il cuscino, sente l&#8217;odore della sua pelle che, nonostante tutto, è rimasto lo stesso. Allora, in un attimo, il tempo trascorso si annulla e lei è di nuovo in casa a fare i mestieri cantando con voce leggera mentre lui ha il naso premuto ai vetri della finestra. A Cristo scappa una lacrima che cade sul viso della donna. Lui poggia la fronte sulle sue labbra e lascia che lei lo baci ancora una volta.</p>
<p align="justify">Cristo è seduto di fronte al computer e beve un bicchiere di succo di frutta. Anche oggi ha passato un bel po&#8217; di tempo a cercare lavoro e gli occhi gli bruciano per la fatica. Sono mesi che si trascina da un posto all&#8217;altro e il suo tempo non vale piu&#8217; nulla. Suo padre alla sua età aveva già due bambini. A lui sembra di non essere mai diventato uomo. Ha smesso di fumare. Agli altri dice che lo ha fatto perché fumare fa male. A lui faceva più male chiedere al padre i soldi per le sigarette.<br />
Ieri ha visto un suo vecchio compagno di scuola. E&#8217; uno che è entrato nel giro e adesso si è piazzato. Raccoglie extracomunitari e li porta a lavorare in campagna. Gli toglie un terzo di quello che prendono. Gli ha chiesto se gli andrebbe di dargli una mano. Cristo beve un altro sorso e si ferma un attimo a pensare, poi riabbassa gli occhi sul computer e si mette a cercare di nuovo.</p>
<p align="justify">Cristo è una ragazza russa. Ha gli occhi celesti e il viso di porcellana. E&#8217; venuta in questo paese per fare l&#8217;attrice. Ora fa la puttana. Ha conosciuto il corpo di migliaia di uomini e ormai sa che ha perso la strada di casa per sempre. Non crede più in nulla e ha dimenticato il viso dei suoi genitori. Ora sta ascoltando un ragazzo che l&#8217;ha caricata e non è riuscito a fare l&#8217;amore con lei. Lui le dice cha la sua fidanzata l&#8217;ha lasciato e si sente malissimo. Lo dice con infinita tristezza. Cristo capisce che questo è amore e prova pietà per questo ragazzo. Prima di scendere lo bacia con dolcezza sulla guancia e dice una piccola preghiera per lui.</p>
<p align="justify">Cristo è un barbone. E&#8217; steso su un mucchio di cartoni e sente un peso enorme sul petto. Ha i calzoni bagnati di piscio e la bocca piena di vomito. E&#8217; notte. In strada non c&#8217;è nessuno e lui non riesce a gridare per chiedere aiuto. Mentre i brividi gli scuotono il corpo lui non ha più paura. Ora sta per andarsene. Lo hanno picchiato, cacciato e nessuno ha mai fatto veramente nulla per lui. Eppure non odia nessuno e sente che, ovunque stia per andare, non può essere peggio di qui. Quando Cristo chiude gli occhi è sereno. L&#8217;ultima cosa che sente è una sottilissima pioggia primaverile che bagna il suo viso disteso.</p>
<p align="justify">Originariamente pubblicato il 13 maggio 2007</p>
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		<title>L&#8217;anima dei guai</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 17:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Tuscano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>
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		<description><![CDATA[Ma l&#8217;anima, dov&#8217;è? Dove s&#8217;è nascosta, o perduta, nella sciagura della crociera dal nome ironicamente beneaugurante, Concordia? Forse s&#8217;è solo rincantucciata, emergendo timida e spaesata tra mozzichi di parole, in esplosioni d&#8217;incredulità, furia, sgomento e dolore. Come quelle del capitano De Falco, urlate all&#8217;ormai noto comandante Schettino: &#8220;Torni su quella nave, le faccio passare un&#8217;anima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Ma l&#8217;anima, dov&#8217;è? Dove s&#8217;è nascosta, o perduta, nella sciagura della crociera dal nome ironicamente beneaugurante, <em>Concordia</em>? Forse s&#8217;è solo rincantucciata, emergendo timida e spaesata tra mozzichi di parole, in esplosioni d&#8217;incredulità, furia, sgomento e dolore. Come quelle del capitano De Falco, urlate all&#8217;ormai noto comandante Schettino: &#8220;Torni su quella nave, le faccio passare un&#8217;anima di guai&#8221;. Vocaboli galleggianti, privi di suono e di senso, per chi l&#8217;anima non la conosce né la vede, soprattutto nel dolore altrui. L&#8217;anima è collettiva e altruista, non si ripiega mai su sé stessa. Lo scrittore Björn Larsson sostiene che il <em>Concordia</em> non è il<em> Titanic</em>, non è neppure una nave, e Schettino non somiglia neppur alla lontana a Edward Smith. Ha ragione, naturalmente. Ma un colosso turistico affondato in uno spicchio di Mediterraneo non è meno tragico d&#8217;un transatlantico che s&#8217;inabissa nel gelo dell&#8217;oceano, annullando in sé il sogno prepotente, ma non privo d&#8217;una sinistra grandezza, del positivismo e del futurismo. Sbagliamo noi, a considerare tragedia solo quanto ci appare con toni altisonanti e vette sublimi. Siamo infarciti di cattiva letteratura. Perché quasi sempre, invece, il male è inglorioso, la rovina miseranda, persino un po&#8217; goffa, proprio come il nostro <em>Titanic</em> casalingo (o casereccio). E non esercita alcun fascino. Ben lo sapeva Dante il quale, al termine della sua discesa all&#8217;inferno, ci mostra un Lucifero deludente, un ebete mostruoso dalle lacrime vane, insomma un povero diavolo. Tutto qui?, domanda allora il lettore, sgomento. Sì, tutto qui. Il principe del Male non è un anti-Dio ma una banale creatura decaduta: materia vile, nullità. E dannarsi per nulla, non è forse la peggior tragedia che possa capitare?</div>
<div></div>
<div><span id="more-23350"></span></div>
<div><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/01/image.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-23351" title="image" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/01/image.jpg" alt="" width="590" height="450" /></a></div>
<div></div>
<div style="text-align: justify;">Il <em>Concordia</em> langue, patetica balena d&#8217;acciaio, col suo carico venefico di nafta in procinto di sterminare anche quell&#8217;ultimo, incolpevole lembo di Natura chiamato Isola del Giglio. Pure questo fiore, adesso, simboleggia amaramente la purezza smarrita. Se il <em>Titanic</em> rappresentava la fine di un&#8217;utopia, il <em>Concordia</em> segna l&#8217;apice, e il crollo, della mancanza d&#8217;utopie. Il nome del primo evocava l&#8217;illusione umana della forza e del possesso; il secondo è dolce, paritario, come il benessere offerto a tutti della società dei consumi. Col denaro tutto si risolve, tutto si compra, tutto si semplifica; per il denaro, e il profitto che ne consegue, si può risparmiare sull&#8217;equipaggio, sulla preparazione del personale di bordo, sull&#8217;etica, sull&#8217;anima: ed eccoci tornati al punto di partenza. Un comandante fuggiasco per timore del buio e dell&#8217;abisso non può comprendere le esortazioni del suo superiore a rimanere sulla nave. Non può che ritenerle delle assurdità. Nella visione nichilista e consumista del profitto, conta la soddisfazione immediata: ovviamente da non dividere con nessuno. Il dovere termina laddove s&#8217;intravede, non diciamo il pericolo, ma un semplice impedimento. Il nichilismo e il consumismo vellicano l&#8217;istinto, ma degradano l&#8217;uomo. Lo lasciano solo nel suo egoismo spontaneo e incontrollabile, nel &#8220;si salvi chi può&#8221; dell&#8217;egotismo conclamato. E gli altri vadano in malora.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Il <em>Concordia</em> segna il naufragio di questo mondo parallelo e inesistente: il mondo della faciloneria, dell&#8217;approssimazione, della spericolatezza al posto del coraggio, dell&#8217;apparenza al posto della verità. Il mondo del qui-e-ora, dove conta solo l&#8217;attimo, da cogliere non per slanciarsi verso il futuro, ma per arenarsi in una morta gora: ché il futuro, il domani, non esiste.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Ma la verità sono persone morte, anzi uccise, dall&#8217;imperizia e dall&#8217;avidità. Certo, anche la morte, nella società nichilista, è gioco virtuale: le tv berlusconiane hanno proposto ai gentili spettatori un simpatico sondaggio per sapere chi, secondo loro, è il colpevole: il comandante, l&#8217;equipaggio o altri? Come una nomination al GF, o un quiz a premi con ballerine discinte. Portavoce per eccellenza del nichilismo, la televisione ne è pure il suo braccio armato. Essa non ascolta, non contempla, non ipotizza l&#8217;anima dei guai.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;">E chissà che l&#8217;anima di quest&#8217;impacciata tragedia del nichilismo non sia proprio quella di Giuseppe Girolamo, giovane batterista disperso che, secondo testimoni, avrebbe lasciato a un bambino il suo posto sulla scialuppa e per il quale non smettiamo di sperare. Abbiamo deciso di corredare quest&#8217;intervento col suo viso da Cristo rock dagli occhi timidi, non per cercare a tutti i costi l&#8217;eroe: ma perché meglio ci sembra rappresentare il sussurro di quell&#8217;anima smarrita, volatile come musica, l&#8217;arte più vicina a Dio; e forse, in quest&#8217;ora di buio, ansiosa solo di ritornarvi, immemore della nostra ingratitudine.</p>
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		<title>Far finta di essere sani</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 09:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;omosessuale nato, lo è per una disturbo di personalità legato, probabilmente, ad una errata assimilazione dei ruoli dei genitori, o anche a cause organiche che sarebbe complicatissimo spiegare.&#8221;  (Il criminologo Francesco Brüno intervistato su Pontifex) E poi che l&#8217;omosessualità è una malattia; se l&#8217;OMS non la considera più così sbaglia e lo fa solo perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;L&#8217;omosessuale nato, lo è per una disturbo di personalità legato, probabilmente, ad una errata assimilazione dei ruoli dei genitori, o anche a cause organiche che sarebbe complicatissimo spiegare.&#8221; </em></p>
<div style="text-align: justify;"><em>(Il criminologo Francesco <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Br%C3%BCno" ><strong>Brüno</strong></a></noindex> <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/omosessualita-chi-e-normale/183053/" >intervistato</a></noindex></strong> su Pontifex)</em></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">E poi che l&#8217;omosessualità è una malattia; se l&#8217;OMS non la considera più così sbaglia e lo fa solo perché c&#8217;è la lobby potente dei gay che trama nell&#8217;oscurità della dark room; i genitori dei gay sono traumatizzati; l&#8217;omosessualità è come la cecità, è anormalità. Manca solo l&#8217;AIDS come castigo di Dio, peccato.</p>
<p><span id="more-23262"></span>Il problema di <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/politica/2012/01/10/news/bruno-27876449/" >queste affermazioni</a></noindex></strong>, a parte il trucchetto furbetto del  &#8221;<em>potrei spiegarvelo ma sarebbe troppo complicato (quindi, siccome in realtà non ho idea di come funzioni, evito di darvi spiegazioni facendo finta di essere tanto sapiente)</em>&#8220;, non è che siano pure opinioni mascherate malamente da verità scientifiche. Una congerie di convinzioni personali molto kazzenger, per intenderci.</div>
<div style="text-align: justify;">Il problema è che tutto il discorso sembra il commento qualunque di un sotuttologo qualsiasi, autoconvintosi che le sue opinioni, incancrenitesi in anni di confusione tra fallacia e realtà, scienza ed ignoranza, corrispondano alla realtà fattuale.  In quel caso si potrebbe solo fare un&#8217;alzatina di spalle e passare oltre, senza nemmeno perdere tempo a commentarlo.<br />
Che il medesimo ragionamento però parta da uno che ha studiato medicina e psichiatria ed ha quindi una formazione scientifica, per non parlare del fatto che insegna a degli studenti, è inaccettabile e diseducativo, perché i pirla di cui sopra vedranno rafforzarsi le proprie false convinzioni dal fatto che &#8220;l&#8217;ha detto perfino il sor professore criminologo di &#8220;Porta a Porta&#8221;.<br />
Viene da chiedersi quale corazza pregiudiziale al titanio impedisca alla bellezza incomparabile del dubbio scientifico che rende qualunque ipotesi falsificabile in ogni momento, di scalfire le rigide convinzioni religiose ed ideologiche. Perché l&#8217;omosessualità come malattia è convinzione sia di <strong><a href="../anatema-contro-i-gay-la-posta-in-gioco/meccanica-delle-cose/vere-donne/daniela-tuscano/16514/">Don Camillo</a></strong> che di Peppone e di tutti i nazisti dell&#8217;Illinois di questo mondo. E&#8217; pregiudizio rigorosamente bipartisan e più resistente e molesto del calcare. Più che domandarsi cosa provochi l&#8217;omosessualità sarebbe meglio rendersi conto che l&#8217;omofobia ferisce, fa male, e che la sofferenza delle persone conta più delle teorie.</div>
<div style="text-align: justify;">Comprendo tuttavia il problema di chi, da eterosessuale non per merito ma per caso, autoelettosi sano di corpo e di mente, si sente comunque in dovere di avere atteggiamenti omofobi per meglio puntualizzare.<br />
E&#8217; il noto problema del far finta di essere sano. Non è un fenomeno complicatissimo da spiegare. Ci arrivate anche da soli.</div>
<div><img class="aligncenter" src="http://4.bp.blogspot.com/_NG45TI8yVqc/TFvcLVUVQZI/AAAAAAAAAQU/ZnztZJ8Vhm0/s1600/homophobia+hurts.jpg" alt="" width="540" height="764" /></div>
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		<title>Gl&#8217;indignati: i buoni e i cattivi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 15:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eduardo Quercia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per quanto tempo ci trascineremo il dibattito sulle violenze della manifestazione del 15 ottobre? Credo ancora per molto, come di consuetudine fra politici e media italiani ogni qual volta riescono a confezionare un polpettone para-ideologico di nessuna utilità pratica, ma capace di distrarre opportunamente i cittadini dai problemi reali per spingerli a comportarsi come orgogliose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per quanto tempo ci trascineremo il dibattito <a href="http://www.mentecritica.net/default-italia-indignati-e-black-bloc-la-sveglia-non-aveva-suonato/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/21830/" title="Default Italia, Indignati e Black Bloc la Sveglia non Aveva Suonato" >sulle violenze della manifestazione del 15 ottobre</a>? Credo ancora per molto, come di consuetudine fra politici e media italiani ogni qual volta riescono a confezionare un polpettone para-ideologico di nessuna utilità pratica, ma capace di distrarre opportunamente i cittadini dai problemi reali per spingerli a comportarsi come orgogliose e squallide tifoserie, che, per definizione, privilegiano le emozioni rispetto ai ragionamenti. Ma chi sono veramente gl’indignati? Cosa vogliono? Cosa propongono? In che si differenziano gli uni dagli altri?</p>
<p style="text-align: justify;">Gl’indignati, <em>buoni</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-22200"></span>Ci si riferisce, ovviamente, ai promotori/organizzatori del corteo “<a href="http://www.mentecritica.net/chi-sono-i-black-bloc/informazione/censura-dellinformazione/comandante-nebbia/21841/" title="Chi Sono i Black Bloc?" ><em>pacifico, colorato e gioioso</em></a>” che si sono visti inopinatamente degradati sul campo da protagonisti a comparse relegate sullo sfondo della scena. La loro rabbiosa delusione è apparsa in molti casi non dissimile da quella dei bambini ai quali viene sottratto un giocattolo appena ottenuto dopo essere stato a lungo agognato. Eppure la delusione non è del tutto giustificata, se si considera che è stata cosparsa sul loro capo la solidarietà (un po’ strumentale in molti casi) di tutti i partiti ed i media, uniti nell’individuazione di un obiettivo (i violenti) idoneo appunto a solleticare i bravi tifosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, ai <em>buoni</em> è stato benevolmente concesso l’alone di un grande successo di partecipazione che andrebbe osservato e valutato più attentamente. Le stime correnti indicano un coinvolgimento di due o trecentomila <a href="http://www.mentecritica.net/black-bloc-il-sistema-sponsorizza-la-rivolta/cuore-di-tenebra/bacio-della-buonanotte/cuore-di-tenebra/21860/" title="Black Bloc: Il Sistema Sponsorizza la Rivolta" ><em>indignati</em></a>, certo non pochi se si indulge a dar credito ad una matrice esclusivamente giovanile e spontaneistica, avulsa cioè da organizzazioni partitiche o sindacali, normalmente strutturate per queste mobilitazioni. Neanche tantissimi, se si considera il mondo di riferimento costituito da disoccupati organici, studenti di tutte le età, precari (oltre due milioni e settecentomila), incazzati di diverse generazioni, piccolo e variegato associazionismo monotematico e, non ultimo, il contributo dei COBAS e quello silenzioso, ma fattivo della CGIL.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.pizzinato.org/cartellasalvaguai/img_pag_ev_10giu07/tarla_uomo.jpg" alt="" width="428" height="650" /></p>
<p style="text-align: center;">Di Armando Pizzinato</p>
<p style="text-align: justify;">Peraltro, bisogna ammettere che le violenze della piazza hanno evitato di far emergere sino in fondo i limiti intrinseci di una protesta che per la sua dichiarata natura <em>orizzontale</em> finiva inesorabilmente con lo smarrire concretezza di obiettivi, al di là delle originarie parole d’ordine. Perché si possono legittimamente convogliare in un’unica manifestazione quelli che rivendicano il diritto ad un lavoro non più precario e quelli che ne rivendicano uno qualsiasi; quelli che riportano al mercato ed alla finanza internazionale l’origine della crisi e quelli che contestano alla generazione precedente la creazione di un insostenibile debito pubblico del quale si rifiutano di farsi carico; quelli che sono contro le politiche del governo e quelli che proclamano una paritaria insipienza di governo ed opposizione; quelli che rivendicano il diritto alla studio e quelli che combattono la mancanza di meritocrazia. Si potrebbe continuare a lungo su questa strada, ma qui basta rimarcare che la <em>eterogenesi dei fini</em> favorisce un’agevole fuga dalle risposte, ma, soprattutto, delle proposte.</p>
<p style="text-align: justify;">Gl’indignati, <em>cattivi</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovvero, gl’infiltrati, i violenti, accreditati dalle fonti ufficiali di una consistenza piuttosto vaga (due o tremila). Sempre le stesse fonti sono riuscite a fermare in flagranza di reato 12 individui, per 11 dei quali non sembra sia stato rinvenuto un elemento comune sufficiente a farceli ritenere avanguardia organizzata di un comune sentire. Alla fine l’elemento più rappresentativo, in qualche modo il prototipo dei violenti, è apparso <a href="http://www.mentecritica.net/fenomenologia-di-er-pelliccia/informazione/cronache-italiane/fma/21963/" title="Fenomenologia di Er pelliccia" >Er pelliccia</a>, quel coglionazzo con i pantaloni calati a mezza mutanda immortalato mentre lancia un estintore. Un po’ poco per capire chi erano i violenti, se si considera che le cronache giornalistiche ci hanno riportato l’immagine di un bulletto di paese, poco più di un idiota eccitato dalla presenza della folla e dall’idea di farla franca nella confusione generale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è parlato anche di tifosi di calcio, ultras della Roma e della Lazio per una volta associati con l’unico intento di sbeffeggiare ed offendere le forze dell’ordine, con le quali mostrerebbero di aver un non ben definito conto in sospeso. Se ciò fosse vero, e non ci sono veri motivi per dubitarne, saremmo palesemente di fonte ad uno squallido ribellismo di giovinastri invasati da una malsana passione calcistica e da una insopprimibile tendenza alla violenza fine a se stessa, argomenti e personaggi di sicuro interesse per la psichiatria, piuttosto che per un’analisi politica.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.mentecritica.net/glindignati-i-buoni-e-i-cattivi/informazione/cronache-italiane/eduardo-quercia/22200/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Da qualche parte si è fatto anche cenno anche ai cosiddetti anarco-insurrezionalisti, difficilmente collocabili sul piano geografico, ma sufficientemente pericolosi per l’immaginario collettivo in  quanto portatori di due terribili categorie politiche, anarchia ed insurrezione, inconsciamente, quanto indistintamente deprecabili, non meno dei frequentatori dei centri sociali, annoverati di diritto fra i violenti. Pur senza essere troppo maliziosi bisogna convenire che sull’identità di questi benedetti <em>violenti</em> resta uno strano buco nero, un velo oscuro che non consente di farsi un’idea sufficientemente convincente, che consente a ciascuno di disegnarne i profili che preferisce, a patto che siano connotati da un’aura negativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vim vi repellere licet?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Proviamo, allora, ad operare un’altra distinzione, certamente arbitraria, ma suscettibile di una qualche dignità intellettuale, proprio per le acclarate incertezze di chi avrebbe dovuto descrivere meglio le due fenomenologie, in quanto a ciò deputato sia per autorità istituzionale, che per dovizia di mezzi. Ammettiamo intanto che fossero tutti indignati, anzi incazzati ed ammettiamo anche che la parola d’ordine “ci avete rubato il futuro” fosse condivisa equamente fra le due componenti, laddove per futuro s’intende evidentemente la vita futura o, più semplicemente, il diritto ad una vita normale e dignitosa.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto è lecito immaginare che <em>i buoni</em> sono sinceramente e legittimamente persuasi di vivere in uno Stato democratico, dove i governanti sono molto sensibili alle domande ed alle giuste aspirazioni dei cittadini, insomma dove i governanti considerano <em>il bene comune</em> il motivo stesso del loro mandato elettorale, al quale attribuiscono il valore di una missione da svolgere in nome ed a vantaggio del popolo. E’ evidente, in questo caso, che il furto perpetrato a loro danno del diritto ad una vita normale e dignitosa non può che nascere da un mero errore dei governanti, forse disinformati sulle reali condizioni dei giovani o forse distratti dalla severità ed onerosità sell’impegno con cui seguivano altre questioni. Ecco che nasce l’esigenza di avvertirli, di renderli partecipi del loro disagio, che rischia di diventare un vero disappunto. E cosa c’è di meglio di un bel corteo “pacifico, colorato e gioioso”? Ohibò, cari politici, ci avete involontariamente rubato il futuro, ma è ora di rimettere le cose a posto, altrimenti siamo capaci anche di farvi una pernacchia.</p>
<p style="text-align: justify;">I <em>cattivi</em>, invece, sono convinti che i nostri politici se ne fottono del popolo, ma che anzi stanno col culo incollato alle poltrone con l’unico scopo di arraffare tutto quanto è possibile a vantaggio loro e dei potentati veri, di cui non sono altro che miserabili servitori; pensano, per dirla con grande semplicità, che <em>la casta</em> sia per davvero una casta; pensano anche che la loro incerta vita non può essere lasciata nelle mani infide di questi truffatori. E quale diritto è più sacro ed umano al tempo stesso del diritto alla vita? Qualcuno si ricorda di aver studiato a scuola che tutti i cambiamenti sono stati conditi da elementi di forza e allora si mettono a far danni, senza stare troppo a pensare che il loro comportamento potrebbe far piangere il re, l’imperatore, il cavallo, il vescovo, il cardinale, il ricco e il contadino.</p>
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		<title>Il boccone del prete</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 17:22:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non appoggeremo gli emendamenti dei Radicali, la Chiesa è una risorsa per la società. Le opere di carità della Chiesa in questo momento sono importanti soprattutto in una fase di crisi.&#8221; (Rosy Bindi, agosto  2011) La Chiesa quindi, per il presidente del PD, per la Rosy biancofiore del mio giardino, è giusto che continui a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>&#8220;Non appoggeremo <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/08/22/il-pd-e-soldi-vaticani/" >gli emendamenti dei Radicali</a></noindex></strong>, la Chiesa è una risorsa per la società. Le opere di carità della Chiesa in questo momento sono importanti soprattutto in una fase di crisi.&#8221; (Rosy Bindi, agosto  2011)</em></p></blockquote>
<div>La Chiesa quindi, per il presidente del PD, per la Rosy biancofiore del mio giardino, è giusto che continui a <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilgiornale.it/interni/il_contribuente_chiesa_vantaggi_e_esenzioni/20-08-2011/articolo-id=540902-page=0-comments=1" >risparmiare quattro miliardi annui di tasse</a></noindex></strong> perché è una risorsa per il paese. Curioso, <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.massimodalema.it/documenti/dett_dalema.asp?id_doc=772" >D&#8217;Alema disse la stessa cosa di Mediaset</a></noindex>.</strong></div>
<div>So che siete così di natura, amici simpatizzanti ed elettori piddini che ve ne state silenti e non protestate (a parte poche <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://civati.splinder.com/post/25462019#25462019" >voci dissonanti</a></noindex>) </strong>qualunque stronzata dica la vostra classe digerente<strong>, </strong>che mi dite sempre che &#8221;<em>non-bisogna-criticare-il-piddì-perché-se-no-vince-ancora-Berlusconi-e-bisogna-stare-uniti-e-chi-sei-tu-per-criticare-sempre-senza-fare-niente</em>&#8220;, ma non vi viene sinceramente un conatello di vomito, appena appena una rivoltatina di stomaco a sentire un vostro dirigente, e mica uno qualsiasi, dichiarare senza vergogna il suo patto di fedeltà non agli elettori suoi concittadini ma ad uno stato straniero confessionale?</div>
<div><span id="more-21111"></span></div>
<div><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/08/Money_Church.gif" ><img class="size-full wp-image-21113 aligncenter" title="Money_Church" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/08/Money_Church.gif" alt="" width="402" height="323" /></a></div>
<div>Non vi fa rabbia sentire questa Maria Antonietta che le briosche le vuole tenere da parte solo per i cardinali, nonostante lo I.O.R. fornisca loro già i bomboloni caldi ogni mattina, rivendicare con orgoglio il diritto della Chiesa ad un <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilpost.it/2011/08/20/privilegi-esenzioni-chiesa/" >anacronistico privilegio</a></noindex></strong>, ? Sta parlando del Vaticano, con lo I.O.R. e tutto, o della Teologia della Liberazione?</div>
<div>E non vi preoccupa, visto che parliamo di un partito teoricamente di sinistra, la sua visione dei concetti di solidarietà sociale e ridistribuzione delle risorse? La Bindi sembra suggerire che, grazie ai soldi risparmiati oggi dal <strong><a href="../la-chiesa-la-crisi-e-l%e2%80%99ultracattolicesimo-mascherato-da-volontariato/informazione/oltre-il-confine/redazione/21063/">Vaticano</a></strong>, quando  voi ritornerete a pagare l&#8217;ICI e magari altre imposte sugli immobili; quando vi avranno spremuto l&#8217;ultima goccia di sangue, vi avranno tolto tutti i diritti sindacali e lo statuto dei lavoratori, licenziato a piacere, mandato in pensione a ottant&#8217;anni con 200 euro al mese, quando avranno salvato Mediaset perché è una risorsa per il paese e loro avranno finalmente tutte le banche che desiderano, voi potrete sempre andare a mangiare i maccheroni al pomodoro, il puré e la mela cotta alla mensa della Caritas. E&#8217; questo che volete?</div>
<div>Lo so che loro sono il PD e non vi farebbero mai tutte quelle brutte cose. Vi terranno solo fermi mentre lo faranno gli altri.</div>
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		<title>300 euro e passa la paura</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2011 11:44:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Visto che parlare di crisi economica deprime e fa diventare sempre più apocalittici e sempre meno integrati, facciamo come nel Decameron: mentre attorno a noi c&#8217;è la pestilenza e i cadaveri si accumulano, dedichiamoci ad un argomento sempre interessante, il sesso. Eros come antidoto a Thanatos. Funziona da millenni. Mi stavo giusto rileggendo i post [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Visto che parlare di crisi economica deprime e fa diventare sempre più <strong><a href="../il-default-delloccidente-83-giorni-allapocalisse/cuore-di-tenebra/grp/21051/">apocalittici</a></strong> e sempre meno integrati, facciamo come nel Decameron: mentre attorno a noi c&#8217;è la pestilenza e i cadaveri si accumulano, dedichiamoci ad un argomento sempre interessante, il sesso. Eros come antidoto a Thanatos. Funziona da millenni.</div>
<div>Mi stavo giusto rileggendo i post (<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6205&amp;mode=nested&amp;order=1&amp;thold=0" ><strong>1</strong></a></noindex> -<strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2009/08/il-barnard-incompreso.html" >2</a></strong>- <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2009/12/e-dagliela.html" >3</a></strong>) che, due anni, fa avevo dedicato alla diatriba sul sesso ludico accesa in rete da alcuni articoli di <strong>Paolo Barnard</strong>, primo fra tutti l&#8217;ormai mitico <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6205&amp;mode=nested&amp;order=1&amp;thold=0" >&#8220;Sono andato a puttane&#8221;</a></noindex></strong>. La visione di Barnard, la riassumo in un flash per comodità, invitandovi ugualmente ad approfondire sul link, auspicava un approccio più disinibito delle donne nei confronti del sesso, da viversi appunto come un gioco e non necessariamente come qualcosa di sentimentale. Tutto questo a costo zero, senza scambi di denaro come contropartita, perché secondo lui era proprio il denaro ad aver rovinato i rapporti uomo-donna. La famigerata mercificazione del sesso. Un inno, quello di Barnard, al sesso gratis, al libero scambio di secrezioni secondo il principio del baratto. Io do&#8217; una cosa a te e tu dai una cosa a me. Come i mercatini argentini dei tempi della crisi del 2001 dove le signore cuocevano le torte e le scambiavano con  benzina o detersivi.</div>
<div><span id="more-21077"></span><img class="aligncenter" src="http://hunkforo.com/wp-content/uploads/2011/06/beauty426.jpg?9d7bd4" alt="" width="550" height="769" /></div>
<div>Secondo i dettami del sesso gratis e a volontà come sui prati di Woodstock &#8211; altri tempi ormai morti e sepolti, però &#8211; la voglia di scopare per gioco e di per sé, senza impegno e amici come prima avvantaggerebbe perfino i cosiddetti Uomini Beta, quelli che di solito le donne scartano perché troppo impegnate a correre dietro agli odiati (dai Beta) Uomini Alfa, quelli ai quali basta uno schioccar di dita  ed  ai quali daresti non solo la topina ma anche un rene e tre litri di sangue subito. Resta da stabilire se il principio varrebbe anche al contrario, ovverosia se il vantaggio scatterebbe anche per le donne Beta rispetto alle Alfa. Barnard questo non ce l&#8217;ha ancora spiegato.</div>
<div>Certo, sarebbe bello il libero amore senza complicazioni e contropartite ma il mercato applicato alle pulsioni non è così facile da scardinare in un mondo dominato interamente dallo scambio in denaro. L&#8217;idea del sesso ludico no-cost è terribilmente utopistica se non la proiettiamo in un mondo futuro senza denaro e nemmeno il sentore di qualcosa come il mercato. Un&#8217;Arcadia, insomma. Senza contare che nei rapporti intimi c&#8217;è sempre il brivido dell&#8217;imprevisto sentimentale.</div>
<div>Immaginiamo di volere solo del sesso e nessuna complicazione sentimentale per i nostri buoni motivi.</div>
<div>Se ci dedichiamo al dai e vai in forma gratuita, la componente sentimentale è fuori controllo e c&#8217;è sempre il rischio collaterale costante di affezionarsi, innamorarsi, perdere del tutto la testa, prendersi un due di picche o subire un abbandono perché tu vorresti continuare ma lei o lui non ne vogliono più sapere, per non parlare della caduta nella routine e nella noia.</div>
<div>Se invece c&#8217;è di mezzo il denaro, la contropartita, l&#8217;incentivo nel rapporto sessuale, allora questo serve proprio ad annullare l&#8217;effetto collaterale. Sapendo a priori che quella persona viene con te perché la paghi, sai già che molto probabilmente sta fingendo, che dopo se ne andrà per la sua strada, che non ti ci devi attaccare. Però quello che chiedi lo dà e quindi anche il due di picche è scongiurato.</div>
<div>Per di più, la mercificazione sarà brutta e cattiva ma il sesso a pagamento permette di scopare a  tanta gente che altrimenti potrebbe dedicarsi solo al faidate.</div>
<div>Il denaro fa scopare i vecchi, i brutti, i matti, i malati, perfino i deformi. In una società repressa e repressiva, dove sembra che ci sia un Valentino per ogni Valentina e che ci si incontri come nei film con una facilità spaventosa, la realtà è spietata. Una volta che tutti i Valentini sono accoppiati con tanti bei marmocchi attorno, che fai, ti metti a sfasciare famiglie? Senza contare che trovare un partner, cambiarlo, sperimentare semplicemente, richiede un enorme dispendio di tempo. Se si vuole solo fare un po&#8217; di ginnastica, o ti infili in Badoo dove puoi pescare di tutto e arrivi proprio a grattare il barile, senza contare la componente di rischio oggettivo, oppure ti rivolgi ai professionisti.</div>
<div>E allora, rileggendo l&#8217;articolo di Barnard e i miei di risposta e infilando il tutto <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://dai.ly/ebZkWs" >nel frullatore</a></noindex></strong> mentale dove da parecchio tempo si stanno accumulando alcune mie personalissime riflessioni, sono pronta a chiamare Tom Dickson, premere il pulsante, a  pronunciare la parola magica: <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.willitblend.com/" >&#8220;Will it blend?&#8221;</a></noindex> e lanciare la provocazione.</strong></div>
<div>Siamo sicuri che un rapporto sessuale regolato dal denaro sia sempre e soltanto squallido e degradante? Perché, visto che la mercificazione vive e lotta con noi, non rivolgere il sistema a nostro vantaggio? Perché, non potendo evitare di essere violentati dal mercato, non sdraiarci e provare a trarne godimento?</div>
<div>Ed ecco il punto e mi rivolgo alle ragazze in ascolto. Non farebbe bene anche a noi andare a puttani e non trovarci niente di male?</div>
<div>Gli uomini se hanno voglia hanno un&#8217;offerta enorme a disposizione e i prezzi sono più che abbordabili, se non si pretende la supermodel con 50  euro da spendere. Poi magari cercano tutte le <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/08/23-modi-per-giustificarsi.html" >scuse</a></strong>: l&#8217;accudimento, la porta aperta, la donna all&#8217;ennesima potenza quando invece vogliono solo sesso ma questo fa parte dell&#8217;ipocrisia religiosa.</div>
<div>Noi donne invece, avendo le medesime esigenze degli uomini, siamo ancora discriminate. O meglio, la prostituzione maschile esiste ed è fiorente, ma è elitaria e costosa, oppure troppo esotica. Pare che i più gettonati tra gli escort made in Italy &#8211; ma ci sono pure gli albanesi da 30 euro per strada &#8211; non si slaccino nemmeno la patta per meno di 300 euro per una mezz&#8217;oretta e arrivino fino a 3000 euro per un weekend e che la facciano cadere un po&#8217; dall&#8217;alto, del tipo: &#8220;La signora dev&#8217;essere comunque gradevole&#8221;.</div>
<div>Forse se aumentasse la domanda &#8211; ecco, maledetta legge di mercato che sei sempre tra i piedi, siamo di nuovo a parlare di economia e a deprimerci &#8211; scenderebbero anche i prezzi.<br />
Chissà se è già previsto il &#8220;soddisfatte o rimborsate&#8221;?</div>
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		<title>Morto un Parà se ne fa un Altro</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 09:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la Donna Cannone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un progetto istituzionale annuale di 2 milioni di sterline va a scoprire quanto sono felici gli inglesi. Differenziando fra felicità (intangibile) e benessere (misurabile). Mi offro qui dando un contributo al governo italiano, gratis, che non viene a investigare nè il mio né il vostro benessere. Dice una delle 4 domande agli inglesi: to what [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #993300;"><strong>U</strong></span>n progetto istituzionale annuale di 2 milioni di sterline va a scoprire <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.guardian.co.uk/news/datablog/2011/jul/25/wellbeing-happiness-office-national-statistics"  target="_blank">quanto sono felici gli inglesi</a></noindex>. Differenziando fra <strong>felicità</strong> (intangibile) e <strong>benessere</strong> (misurabile). Mi offro qui dando un <strong>contributo al governo italiano, gratis</strong>, che non viene a investigare nè il mio né il vostro benessere. Dice una delle 4 domande agli inglesi: <em>to what extent do you feel the things you do in your life are worthwhile? </em><em>* Fino a che punto ritiene valga la pena di fare le cose cui si dedica nella vita?</em> <strong>G</strong>entile governo italiano, <strong>studiare, informarmi, sviluppare un pensiero critico</strong>, conoscere il mondo, sono cose che hanno senso e valore, accrescono la mia felicità &#8211; ma non sempre il mio benessere. Facciamo un esempio? Oggi il TG1 dice:</p>
<p><span id="more-20648"></span><img class="aligncenter" src="http://www.sbcscot.com/programmes/talent-and-skills/benefits-of-getting-involved/quotation-marks.jpg" alt="" width="500" height="336" /></p>
<p>l&#8217;<em>&#8220;attacco contro i nostri militari in Afghanistan. Ucciso un </em><em><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.folgore.it/"  target="_blank">parà</a></noindex></em><em>, due i feriti&#8221; </em>ecc.ecc. Il TG risuona del populismo di una classe dirigente che asciuga lacrime televisive di &#8220;profonda commozione&#8221;; manipola lo stile nominale per togliere significato ai fatti e tace – oggi e puntualmente – che non si tratta di un incidente, e che la &#8220;povera vittima&#8221; era un militare di professione. <strong><em>Militare</em></strong> significa &#8220;appartenente alle forze armate&#8221;, quindi chi per lavoro usa le armi; ergo la &#8220;povera vittima&#8221; era lì anche<strong> per uccidere</strong>. Queste notizie e questi fenomeni mediatici mi rendono infelice. Tolgono senso alle cose che faccio. Mi rendono una cittadina frustrata. Forse, dopo, farò girare l&#8217;economia, per curare la mia anima con la terapia dello shopping. Intanto, l&#8217;ipocrisia mascherata da informazione mi complica la digestione. Pagare il canone per un disservizio informativo mi aggrava il malumore nazionale. Essere associata a un governo che non mi rappresenta mi rovescia la bile.</p>
<h1 align="right"><span style="color: #993300;"><strong>War is peace</strong></span></h1>
<p style="text-align: justify;" align="right">L&#8217;affronto di un reiterato linguaggio astratto travestito da parole di senso – come in <em>&#8220;fase di ripiegamento al termine di un&#8217;attività di controllo e ricerche&#8221; </em>(<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-b980f2d0-f725-43ba-a4e8-399fd660be49.html"  target="_blank">nella valle del Murghab</a></noindex>) mi fa dubitare del tempo impiegato a studiare.</p>
<p>L&#8217;italiano possiede <strong>nomi comuni </strong>che significano <strong>cose concrete </strong>- sono le prime nozioni grammaticali e lessicali che impariamo alle elementari. Come mai da grandi ci facciamo abbindolare, credendo che operazioni di guerra possano essere pace? E perché ci crediamo, che un giornalista scriva per informare, quando non ci dice che le &#8216;povere vittime&#8217; da vivi sono militari professionisti, che in missione guadagnano migliaia di euro al mese? Che dai tempi della 1° guerra mondiale, negli eserciti circolano droghe e che i reduci da contesti guerriglieri al rientro sono spesso &#8221;individui socialmente pericolosi&#8221;, o disadattati? <strong>Scontro a fuoco </strong>significa: <strong>battaglia</strong>.</p>
<p><strong>Armato</strong> è il participio passato di armare, che significa <strong>dotare di armi</strong>; le <strong>armi sparano; in guerra si spara per uccidere</strong>.</p>
<p>La difesa senza attacco non esiste.</p>
<p>L&#8217;Afghanistan è stato invaso dagli USA (che hanno finanziato i mujaheddin, armandoli contro i sovietici) con un&#8217;operazione militare chiamata <em>Enduring Freedom </em>– Libertà duratura.</p>
<p>A noi, italiani, non ci viene manco in mente che il governo ci chieda se stiamo bene.</p>
<p>Se disinguiamo fra felicità e benessere.</p>
<p>Perchè uno è un concetto astratto &#8211; come &#8221;operazione di pace&#8221;, l&#8217;altro è concreto e tangibile, come guerra. Non sia mai che cominciamo a distinguere&#8230;</p>
<h1 align="right"><span style="color: #993300;"><strong>Ignorance is strength</strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Novantatre Primavere</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 07:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mi ritrovo di nuovo in questa casa di riposo, da anni il solito odore pungente di minestrone e pasta scotta, saluto le infermiere che mi squadrano come fossi un divo del cinema e salgo con mio padre al secondo solito piano, anzi no, primo piano, da ieri l’altro.<br />
Da qualche mese non vedevo la nonna, di solito fa tutto papà, poi ormai non mi riconosce più, 93 primavere e un alzheimer che domina la mente trasformano un <em>Caro Manu</em> in un freddo <em>buongiorno.</em></p>
<p><em><span id="more-20201"></span></em></p>
<div id="attachment_20202" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://fav.me/d3bwiq6" ><img class="size-full wp-image-20202" title="oldness_by_qawsedrfqq-d3bwiq6" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/04/oldness_by_qawsedrfqq-d3bwiq6.jpg" alt="" width="590" height="396" /></a></noindex><p class="wp-caption-text">di qawsedrfqq</p></div>
<p>Forse sono le ultime ore per lei, che sembra una vecchia fata di cartapesta, una candela che ha ormai finito la cera, anche se il fuoco brucerebbe ancora, testardo e insolente, come si faceva una volta.<br />
Le dico in dialetto <em>‘dai nona che fen en giro en piassa’ </em>(dai nonna che facciamo un giro in piazza).<br />
Lei allunga una mano stanca verso la mia e mi sorprende: ‘<em>nde vut che vaga, portame nel’adese che son stuffa’</em> (dove vuoi che vada, portami nell’Adige che sono stanca). E mentre mi osserva con quegli occhi di vetro mi sembra di capire veramente <a href="http://www.mentecritica.net/uno-sguardo-al-cielo/leggere/oltre-le-righe/ob1kenobi/18818/" >il senso del gesto di Monicelli</a>, che se solo potessi portarla al fiume per soffiare su quel fuoco che brucia…</p>
<p>Esco un secondo in corridoio e trovo Mauro, 84 anni, sedia a rotelle, brontola e bestemmia contro non so cosa. Bestemmia come una volta intendo, che ti vien da ridere da star male e così mi metto con lui per un po’ <em>a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.</em>(( Fabrizio De Andrè &#8211; La città vecchia ))</p>
<p>Ma sono sempre nel mio guscio di cancro, che quando c’è qualcosa che lo turba si rintana dentro e che tutto vada alla malora; e torno ai miei 11 anni, quando il nonno si ammalò e nel giro di 6 mesi, ciao. Che schifo, passai dall’essere una sola cosa con lui al vederlo come uno diverso, tanto dall’aver paura di starci un po’ insieme, mentre pian piano la malattia soffiava sul suo fuoco. Se ne andò e io non lo salutai, non ci parlai, non gli strinsi la mano e ne avrei avuto tutto il tempo, per mesi. Un rimorso che porterò con me nell’infinito.</p>
<p>Una anziana signora col bastone passa in corridoio e mi saluta sorridendo, come si faceva una volta anche per la strada, un’altra usanza persa nel tempo.<br />
Prima di andare, forse per l’ultima volta, esco dal mio guscio e le prendo la mano, le do un bacio vicino alla bocca e una carezza sulla guancia, le dico <em>‘in gamba, nonna’</em> .<br />
Fuori, mi sento quasi più leggero, nella prima brezza di un’ennesima primavera.</p>
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		<title>Buscar el Levante por el Poniente</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 07:00:58 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0   14   false false false  IT X-NONE X-NONE                           &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;                                                                                                                                            &lt;![endif]--><!--[if gte mso 10]&gt;--></p>
<p class="MsoNormal">Si dice che l’offerta della televisione sia determinata dalla domanda: la gente vuole il “Il grande fratello”.</p>
<p class="MsoNormal">Si dice che la qualità della classe politica sia quella che è perché la gente preferisce sentirsi dire: <em>“Tranquilla, ghe pensi mi”.</em></p>
<p class="MsoNormal">Si dice che si pagano troppe tasse perché la gente appena può le evade, o le elude.</p>
<p class="MsoNormal">Perfino le cartacce per terra pare che le butti la gente.</p>
<p class="MsoNormal">Dunque non dovrebbe essere difficile incontrarla e metterla con le spalle al muro. Invece, se chiedi in giro, allargano le braccia e ti rispondono: non guardare me.</p>
<p class="MsoNormal">Loro, se potessero, l’ammazzerebbero la gente.</p>
<p class="MsoNormal">Loro lo sapevano fin dall’inizio che le bombe le mettono i servizi segreti.</p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-20160"></span></p>
<p class="MsoNormal"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/il_trenino.jpg" alt="" width="500" height="334" /></p>
<p class="MsoNormal">Che le multinazionali non vogliono l’auto a idrogeno perché addio profitti del petrolio; mentre le centrali nucleari, quelle sì, ma ci vuole poco a capire perché: hanno il monopolio della tecnologia! Così come ce l’hanno per gli OGM: o credi che li abbiano inventati per fare un piacere a noi?</p>
<p class="MsoNormal">Un mondo migliore sarà possibile solo quando saremo tutti fratelli e gli ultimi saranno i primi. E mentre lo dicono ti guardano per capire l’effetto che fa: o ti pare che un cassintegrato possa campare con 800 euro al mese? Ma come si fa a respingere quelli che fuggono dalla fame e dal bisogno?</p>
<p class="MsoNormal">“Loro” sembrano la cosa più lontana dalla “Gente” che si possa immaginare. Proprio dall’altra parte.</p>
<p class="MsoNormal">Invece, dopo averli ascoltati, ti viene un dubbio.</p>
<p class="MsoNormal">Perlomeno viene a me, che ho una coscienza fenomenica d’altri tempi, fatta a mano. Io cerco di metterla in riga: attenta, a pensare male si fa peccato! Ma lei si fa una risata e si tiene stretto il dubbio.</p>
<p class="MsoNormal">Che è sostanzialmente questo: non è che a furia <em>de</em> <em>tenir el poniente,</em> come successe a Colombo, a furia di prendere le distanze, abbiano finito <em>por buscar el levante? </em>finendo nello stesso Oceano del conformismo, fatto di idee preconfezionate, precotte, predigerite, mal digerite, mai verificate?</p>
<p class="MsoNormal">Non è che la “Gente” prima di diventare tale sia stata “Loro” e che “Loro” alla fine non possano diventare che “Gente”, così come i giovani non possono che diventare vecchi, ove la mente non sia in grado di trarli con un colpo d’ala dalla merda?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per Favore Bombardateci! Una Guerra Umanitaria Anche per l’Italia</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/per-favore-bombardateci-una-guerra-umanitaria-anche-per-l%e2%80%99italia/informazione/cronache-italiane/ilbuonpeppe/20111/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilBuonPeppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rivolgo un appello al nobel per la pace Barak Obama e, perché no, anche a mister Sarkozy e ai suoi colleghi europei. L’Italia vive, ormai da troppi anni, in una sostanziale dittatura: una dittatura non formalmente riconosciuta, ma fatta di tanti soprusi, ingiustizie e leggi costruite ad hoc per garantire determinati privilegi, fino ad arrivare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rivolgo un appello al nobel per la pace Barak Obama e, perché no, anche a mister Sarkozy e ai suoi colleghi europei.<br />
L’Italia vive, ormai da troppi anni, in una sostanziale dittatura: una dittatura non formalmente riconosciuta, ma fatta di tanti soprusi, ingiustizie e leggi costruite ad hoc per garantire determinati privilegi, fino ad arrivare ad una legge elettorale che consente ad un gruppetto di non più di dieci persone di nominare l’intero Parlamento e, di conseguenza, ogni altro incarico, pubblico e privato. Una cosa chiamata “democrazia” ma che di democratico non ha proprio niente.<br />
Una strana dittatura che non sparge il sangue dei propri cittadini. Non direttamente almeno. Però i cittadini muoiono a causa di questa dittatura.</p>
<p><span id="more-20111"></span></p>
<p><img class="size-full wp-image-20114 aligncenter" title="ww2-bomb-image" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/1970/01/ww2-bomb-image.gif" alt="" width="590" height="992" /></p>
<p>Muoiono mentre lavorano perché non si controlla la sicurezza nei luoghi di lavoro; muoiono sulla strada perché non si investe in formazione e sicurezza stradale; muoiono nelle carceri perché la situazione è talmente invivibile che le persone si suicidano; muoiono di malattie che non sarebbe necessario curare se si facesse una prevenzione seria; muoiono schiacciati dalla criminalità organizzata che invece di essere combattuta viene portata nelle istituzioni; muoiono perfino gli imprenditori che si suicidano perché non riescono a far sopravvivere le proprie aziende. I cittadini italiani muoiono perché questa dittatura non si preoccupa dei problemi delle persone ma solo di continuare a fare feste a sfondo sessuale, ingrassare i propri portafogli, garantire privilegi per una cerchia ristretta di persone.</p>
<p>Una dittatura in cui è permesso manifestare la propria protesta, basta poi non lamentarsi se si torna a casa con la testa rotta da una manganellata. Una dittatura che garantisce anche l’esistenza di un’opposizione, la quale, probabilmente in segno di gratitudine, se ne guarda bene dal mettere in difficoltà il governo.</p>
<p>Una dittatura solo apparentemente diversa da quella, purtroppo, presente in tanti paesi del mondo: Arabia Saudita, Cina, Corea del nord, Birmania, Libia e tanti altri. La vera differenza è che questi regimi non si nascondono dietro una maschera ipocrita, ma si mostrano per quello che sono. L’Italia invece si spaccia per democrazia e pretende di sedere al fianco di paesi autenticamente democratici.</p>
<p>Per questo rivolgo a voi una preghiera. Come state facendo ora per la Libia, e negli ultimi anni avete fatto per altri paesi, portate un po’ di democrazia anche in Italia: scatenante una guerra umanitaria a suon di missili (intelligenti o no non ha alcuna importanza, tanto qui nessuno si accorge della differenza). Un bombardamento a tappeto sarebbe veramente salutare: la dittatura scomparirebbe, la democrazia seminata dalle bombe troverebbe terreno fertile per attecchire, e il nostro povero paese potrebbe sbocciare a nuova vita. Inoltre potreste avere l’occasione di partecipare con le vostre aziende alla ricostruzione, in modo da recuperare i soldi spesi nella guerra.<br />
Per voi non sarebbe un grande impegno; considerata la situazione potreste sbrigare la faccenda in poche settimane, in fondo gran parte dell’Italia è da ricostruire già oggi. Se poi (scusate se mi permetto di darvi consigli) utilizzaste armi chimiche potreste ottenere un effetto ancora più marcato e duraturo, eliminando un buon numero di italiani, da sempre la peggiore tragedia di questo paese.</p>
<p>Milioni di italiani sofferenti attendono il vostro intervento. Non deludeteli: bombardateci!</p>
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		<title>Inferno, Purgatorio o Paradiso? Il Sondaggio che non Piacerà a Berlusconi 2, il Ritorno</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 08:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, sono Dio. Prima di tutto voglio ringraziare l&#8217;amministratore di questo stupefacente sito. E&#8217; un uomo di eccezionale intelligenza e generosità con attributi sessuali vigorosi e di dimensioni ragguardevoli. Inoltre l&#8217;ho fatto bellissimo e con attributi sessuali vigorosi e di dimensioni ragguardevoli, parola mia. Nonostante vada gloriosamente per i 50, è alto, snello e bello come se avesse 30 anni di meno e con attributi sessuali vigorosi e di dimensioni ragguardevoli.<br />
Scusate il breve spot, ma glielo dovevo. Ho provato ad avere uno spazio su Corriere o su Repubblica, ma li se non cacci i soldi o se non sei Saviano, col cazzo che riesci a pubblicare due righe.</p>
<p>Veniamo al punto, che anche se sono eterno non ho tempo da perdere. Devo dire che ultimamente, con questa storia di essere dovunque nello stesso momento non ho più un attimo per me e sto spendendo un&#8217;ira mia in biglietti d&#8217;aereo. Certo, ci sono le compagnie low cost, ma io ho una certa età e fare la corse per il posto a sedere, non poter bere nemmeno una cazzo di coca cola senza sganciare tre euro e essere assistito da hostess racchie mi scoraggia.<br />
Che stavo dicendo, ah, ecco &#8230; sì, non ho molto tempo. Un paio di volte ho provato pure a fermarlo, nella speranza di recuperarne un po&#8217;, solo che sono rimasto sospeso a mezz&#8217;aria come un cazzone pure io visto che, a differenza di quanto pensava Agostino (che voi avete fatto santo, ma non so perché), io il mondo l&#8217;ho creato <strong>nel</strong> tempo e non <strong>con</strong> il tempo.</p>
<div id="attachment_19909" class="wp-caption aligncenter" style="width: 599px"><img class="size-full wp-image-19909" title="dio" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/03/dio.jpg" alt="" width="589" height="752" /><p class="wp-caption-text">Dio ai tempi dell&#39;università (9.120.237.444 a.c.)</p></div>
<p>Tutto questo per dire che mi è capitata sta pratica Berlusconi tra le mani e non so cosa fare.<br />
Berlusconi Silvio, nato a Milano il 29-9-36 ed ivi residente alla via tot, tot e tot, modalità con le quali si è arricchito, non pervenute, contatti con stallieri mafiosi, non chiariti, complicità con Craxi Benedetto (pratica Craxi già passata in giudicato con affidamento all&#8217;Avversario) mai ammessa, iscrizione a loggia massonica (li possino i massoni, non li posso vedere) con versamento quota &#8220;per scherzo&#8221;, promulgatore di leggi sartoriali, amico dei già conosciuti a questo comando signori Putin, Gheddafi, Ben Alì e Lukashenko, formatore di governi con personaggi ambigui e ministre e deputate chiavabilissime (non tutte, ma certe sì), gran puttaniere, ma sedicente cattolico osservante, fottitore imperterrito di consigliere regionali maggiorenni ( rifatte male) e di minorenni con data di nascita retrodatata per diventare maggiorenni (cazzo, questo il tempo lo controlla meglio di me), utilizzatore finale di corrotti, ma non corruttore, bungabunghista, datore di lavoro di Ghedini Niccolò (una delle note identità del Demone Meridiano) e Fede Emilio (una notissima testa di cazzo), ecc., ecc.</p>
<p>A leggere la pratica, mi sembra un grandissimo fetente, ma guardando il telegiornale, la cosa non mi risulta. Ho parlato con mio figlio che mi ha detto che mi devo fare Sky, che col digitale terrestre a botta di vedere il TG1 mi sono scimunito. Mi ha detto pure che dovrei vedere Santoro, ma sinceramente si fa sempre troppo tardi e Travaglio, quando fa il monologo, mi fa addormentare.<br />
Comunque, qua si deve decidere. Il signore in oggetto, nonostante le plastiche e le siringhe nei coglioni per fottere come un ventenne, deve farsi la cartella fra poco (e se sta leggendo e si gratta le palle, sappia che non serve a niente). Ora il dubbio è: me lo porto su da me, lo mando giù dall&#8217;Avversario o gli faccio fare un periodo di penitenza e poi vediamo?</p>
<p>Ecco, mo si portano molto i sondaggi, li vedo sempre al TG1 e pure a me, che sono onnisciente, ma mi caco un po&#8217; il cazzo di sforzarmi a pensare, m&#8217;è venuta voglia di farne uno, così faccio il <em>moderno</em>, alla faccia di quel buffunciello capellone di mio figlio che secondo alcuni è già sceso, secondo altri no, ma queste non sono questioni da discutere qui se no la gente si scoccia e va a leggere quella cacata di dagospia..<br />
La domanda è semplice e voglio una vostra risposta, poi comunque decido io che sono Dio e faccio quello che mi pare perché sono onnipotente, ma vi prometto che terrò conto del giudizio della giuria popolare, come a Sanremo.<br />
Rispondete, condividete su facebook e inviate il link di questo post a 10 vostri amici. Giggino, che ha già condiviso, risposto e inviato a 10 amici, ha appena saputo che da contratto a progetto lo hanno passato a contratto a tempo indeterminato: 1200 euro netti al mese e 2 settimane di ferie all&#8217;anno. Sta come una Pasqua (che cazzo sarebbe poi sta Pasqua, mah). Rafele, che sta nello stesso ufficio di Giggino, ha detto. &#8220;ma che cazz&#8217;è sta strunzata&#8221;, ha chiuso MenteCritica e si è andato a vedere le zizze delle femmine nude su Egotastic. Lui non lo sa, ma mentre si arrazza col nip slip di Emma Watson, la moglie si sta divertendo a casa, nel letto suo, con Abdul, un giovane senegalese di belle speranze, intelligente, laureato, gentile e con una mazza di 28 centimetri.</p>
<p>A questo punto vedi tu. Io ti ho dato il libero arbitrio. Il posto fisso o Abdul? Scegli tu.</p>
<p>[poll id="9"]</p>
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		<title>Dopo il Fuoco ed i Numeri l’Uomo Inventò la Realtà ed il Tempo</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 13:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ob1kenobi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io credo che la realtà non sia esistita da sempre. Credo invece che sia un’invenzione dell’uomo per avere uno strumento con cui trattare un immenso e inarrestabile flusso d’informazioni. Mi spiego meglio con un piccolo esperimento: prendiamo un bicchiere d’acqua e un contagocce. Ora riempiamo il contagocce e lasciamo caderne una. Ora osserviamo bene. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che la realtà non sia esistita da sempre. Credo invece che sia un’invenzione dell’uomo per avere uno strumento con cui trattare un immenso e inarrestabile flusso d’informazioni.<br />
Mi spiego meglio con un piccolo esperimento: prendiamo un bicchiere d’acqua e un contagocce. Ora riempiamo il contagocce e lasciamo caderne una. Ora osserviamo bene.<br />
La goccia cade e passa dal punto A nell’istante TA al punto B nell’istante TB.<br />
La goccia per le note leggi gravitazionali cade in moto accelerato e occupa quindi punti dello spazio diversi in istanti di tempo diversi.<br />
Osservandola mentre cade abbiamo chiaramente l’idea di qualcosa che è munito di una posizione, di cui si può misurare la velocità, l’accelerazione, la massa eccetera tutte quelle belle cose che la fisica ha insegnato.</p>
<p>Tutto sembra molto chiaro e lineare ma osserviamo qualche istante dopo: la goccia d’acqua incontra l’acqua contenuta nel bicchiere e si mescola con essa.<br />
<span id="more-19480"></span><br />
<span><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://fc05.deviantart.net/fs27/f/2008/149/f/5/Drop_by_kerbes.jpg"  target="_blank"><img class="aligncenter" title="Drop by Kerbes on DeviantArt" src="http://fc05.deviantart.net/fs27/f/2008/149/f/5/Drop_by_kerbes.jpg" alt="" width="485" height="660" /></a></noindex><br />
</span></p>
<p>Ora non è più possibile misurare nessuno dei parametri di prima: posizione, velocità eccetera. Che cosa è successo? La goccia non esiste più? Eppure nessuna delle sue caratteristiche è cambiata, è rimasta acqua come lo era qualche minuto prima. Che cosa ha provocato il passaggio dallo stato di esistenza allo stato di non esistenza? La nostra capacità di discriminarla dal mondo circostante e di trasformarla in oggetto, corpo materiale.</p>
<p>Ma torniamo a qualche istante fa quando la goccia ha appena lasciato il contagocce e sta discendendo verso il bicchiere.<br />
Noi siamo sicuri che la goccia fosse interessata da uno stato di moto trovandosi in punti diversi dello spazio in tempi diversi. Ma per fare ciò dobbiamo essere sicuri di parlare di un corpo materiale di un oggetto concreto.<br />
Ora io chiedo cosa ci fa pensare che la goccia che si trovava nel punto A e la goccia che si trovava nel punto B fossero realmente la stessa goccia e che cioè esistesse un “oggetto materiale goccia”? Forse il fatto che fossero uguali ? Se con ciò vogliamo intendere che misurando i parametri fisici nel punto A e poi nel punto B avremmo ottenuto le stesse misure ? Se disponessimo di strumenti abbastanza precisi scopriremmo che non esiste niente di materiale che sottoposto a misura in tempi diversi fornisce misure uguali depurate dagli errori strumentali. Perché?<br />
Perché tutto quello che esiste è soggetto ad eterna ed inarrestabile variazione anche scegliendo un intervallo piccolo a piacere. Perché? Perché quelli che noi chiamiamo oggetti o corpi in realtà non sono isolati dall’universo ma ne sono parte integrante interagiscono con lui senza tregua.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://genni.deviantart.com/art/Hold-Yourself-Together-12217672" ><img class="aligncenter" title="Hold Yourself Together by_genni" src="http://fc03.deviantart.net/fs6/i/2005/077/8/9/Hold_Yourself_Together_by_genni.jpg" alt="" width="498" height="655" /></a></noindex><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://genni.deviantart.com/art/Hold-Yourself-Together-12217672"  target="_blank">Hold yourself together by genni on DeviantArt</a></noindex><br />
</span></p>
<p>Interagiscono scambiando calore, carica statica, carica magnetica, onde gravitazionali eccetera. Un “oggetto” se esiste è vivo e si trasforma in percettibilmente ma continuamente. Anche i corpi nascono si trasformano e muoiono. Un cubetto di ghiaccio diventa acqua in pochi minuti. Una sfera di acciaio si trasforma in ossido dopo un tempo sufficientemente lungo. Ma se anche scegliessimo un oggetto stabilissimo e lo tenessimo sotto il massimo del controllo il problema rimarrebbe. Tutto in passato era un nucleo di piccolissimo diametro e spaventosa densità che ha dato origine al big bang.<br />
E se dopo tutto ciò trovassimo che l’oggetto al punto A e l’oggetto al punto B forniscono esattamente le stesse misure questo dimostrerebbe che si tratta dello stesso corpo?<br />
Molto probabilmente gocce d’acqua con esattamente le stesse proprietà misurabili sono presenti in numeri immensi nell’universo. Costituiscono una diversa posizione della stessa goccia ? Questo complica enormemente le cose e le rende caotiche.<br />
E cosa succede se facciamo lo stesso esperimento con un elettrone sparato da un cannone elettronico di un video?<br />
L’elettrone misurato al punto A e l’elettrone misurato al punto B hanno le stesse identiche misure ? Queste lo rendono un unico “oggetto” o “corpo” che si trova in stato di moto? ma come sappiamo gli elettroni hanno misure che sono identiche ovunque si trovino, allora questo corpo si trova contemporaneamente ovunque?</p>
<p>Filosofi e scienziati hanno provato a definire il concetto di punto materiale in uno spazio tridimensionale in quiete trovando grandissime difficoltà.</p>
<p>Credo che la definizione di un “mondo reale” fatta di oggetti autonomi sia impossibile e assomiglia molto ai problemi che si trovano cercando di definire un sistema in condizioni di caos. Piccolissime variazioni portano a costruire percorsi completamente differenti.</p>
<p>Il mondo reale va bene per affrontare una certa tipologia di problemi oltre cui è inadeguato e deve essere sostituito ed ampliato. La fisica quantistica probabilmente è entrata per qualche verso nelle problematiche di cui parlo dimostrando l’impossibilità di determinare l’esatta posizione di un particella.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://browse.deviantart.com/traditional/?q=reality&amp;order=9&amp;offset=48&amp;offset=96#/d1nhxok" ><img class="aligncenter" title="Fragments_of_Reality_by_pheonix91" src="http://fc06.deviantart.net/fs36/i/2008/279/0/f/Fragments_of_Reality_by_pheonix91.jpg" alt="" width="480" height="604" /></a></noindex></span></p>
<p style="text-align: center;"><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://browse.deviantart.com/traditional/?q=reality&amp;order=9&amp;offset=48&amp;offset=96#/d1nhxok"  target="_blank">Fragments of Reality by ~pheonix91 on DeviantArt</a></noindex></p>
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		<title>Un&#8217;Altra Idea di Giustizia</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 11:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi capita spesso di inciampare nelle manifestazioni di sdegno, le più disparate, con cui i bravi cittadini cercano di distinguersi dai loro concittadini cattivi. Talvolta a ragione: “Ma come, puzzone, io pago le tasse e tu no?” È implicito nella comune accezione di giustizia che i cittadini siano tutti uguali davanti al fisco e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0   14   false false false  IT X-NONE X-NONE                           &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;                                                                                                                                            &lt;![endif]--><!--[if gte mso 10]&gt;--></p>
<p>Mi capita spesso di inciampare nelle manifestazioni di sdegno, le più disparate, con cui i bravi cittadini cercano di distinguersi dai loro concittadini cattivi.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Talvolta a ragione:</p>
<p class="MsoNoSpacing">“<em>Ma come, puzzone, io pago le tasse e tu no?”</em></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span>È implicito</span> nella comune accezione di giustizia che i cittadini siano tutti uguali davanti al fisco e che nessuno si comporti come se lo fosse un po’ di più.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Altre volte sulla base di semplici aspettative deluse:</p>
<p class="MsoNoSpacing"><em>“Avevo riposto in te tante aspettative e tu così mi ripaghi?”</em></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: center;"><em><span id="more-19601"></span></em><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://fc04.deviantart.net/fs70/i/2010/246/c/7/hi_god_by_ensombrecer-d2wphxv.jpg" ><img class="aligncenter" title="Hi God by ~ensombrecer" src="http://fc04.deviantart.net/fs70/i/2010/246/c/7/hi_god_by_ensombrecer-d2wphxv.jpg" alt="" width="540" height="426" /></a></noindex></p>
<p class="MsoNoSpacing">Qui la cosa è più complicata. Possono essere aspettative inscritte in una prassi universalmente condivisa e allora ci sta, ma possono essere aspettative unilaterali, di una parte nei confronti di un’altra, circa un patto mai stipulato; in questo caso si tratta di aspettative senza pregio: non posso pretendere ciò che ritengo desiderabile e giusto, ma che l’altro non s’è mai obbligato a prestarmi.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Viviamo in un paese plasmato dall’etica cattolica, che predica di amarsi l’un l’altro come fratelli e di dividere il mantello col povero, perché Gesù ha detto: quel che farete a lui l’avrete fatto a me.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Un’etica secondo la quale i lavoratori venuti nella vigna la mattina presto percepiscono alla fine della giornata la stessa paga di quelli venuti a pomeriggio inoltrato. Ci rimangono male e si lamentano, ma si sentono rispondere dal padrone di casa:</p>
<blockquote>
<p class="MsoNoSpacing"><em>“Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene, io voglio dare anche a quest&#8217;ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi” </em>(<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Vangelo_secondo_Matteo" title="Vangelo secondo Matteo" >Matteo</a></noindex> <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Matteo20%2C1-16&amp;formato_rif=vp" >20,1-16</a></noindex>)</p>
</blockquote>
<p class="MsoNoSpacing"><span>È facile capire che </span>un’etica del genere non vale per quelli che non la condividono, mentre può dare luogo, in coloro che la ritengono legge, ad aspettative paradossali e a delusioni feroci.</p>
<p class="MsoNoSpacing"><span>Può generare l’illusione che il padrone ideale sia quello che non sa fare di conto e ove dimostri di saperlo fare che sia un cattivo padrone. </span></p>
<p class="MsoNoSpacing">La <span>Harvard University</span>, a <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Cambridge_%28Massachusetts%29" title="Cambridge (Massachusetts)" >Cambridge</a></noindex>, nel <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Massachusetts" title="Massachusetts" >Massachusetts</a></noindex>, la prima negli Stati Uniti e una delle prime nel mondo, ha un tasso di ammissione che va dal 5% (medicina) a un massimo del 15% (economia).</p>
<p class="MsoNoSpacing">Passano i primi, in barba alla parabola evangelica.</p>
<p class="MsoNoSpacing">A chi pensasse che si tratta dell’espressione del peggior capitalismo anglosassone va ricordato che Nixon, per le idee liberal che vi circolavano, definì Harvard &#8220;il <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Cremlino" title="Cremlino" >Cremlino</a></noindex> sul <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://en.wikipedia.org/wiki/Charles_River" title="Fiume Charles (pagina inesistente)" >Charles</a></noindex>&#8220;.</p>
<p class="MsoNoSpacing">D’altra parte, ove non vi sia pregiudizio, non c’è chi non veda come sarebbe socialmente ingiusto, oltre che sconveniente per tutti, compresi gli ultimi, se avvenisse il contrario, se cioè fossero gli ultimi i prescelti. Perché neppure questi, in una società bene ordinata, nel momento di affidargli la pelle, vorrebbero avere a che fare con un medico ottuso, ancorché caritatevole e solidale.</p>
<p class="MsoNoSpacing"><span>Di qui l’idea sviluppata dal</span>l’etica calvinista, che innerva lo spirito del capitalismo, secondo la quale non sarebbero gli ultimi bensì i primi i prediletti del Signore e il successo nella vita nient’altro che la manifestazione concreta della presenza della Sua Grazia. Con la conseguente divisione degli uomini in vincenti e perdenti, dove per i perdenti non c’è né merito, né redenzione. Una cosa talmente dura da far dire a Milton:</p>
<blockquote>
<p class="MsoNoSpacing"><em>“Potrei anche andare all’inferno, ma un Dio del genere non estorcerà mai la mia considerazione” </em></p>
</blockquote>
<p class="MsoNoSpacing">Ciò che rende le due etiche, ancorché antitetiche, poco adatte all’uomo, prova ne sia che nessuna delle due, sebbene applicate su larga scala, ha portato a società accettabilmente equilibrate e felici, risiede forse nel fatto che si appoggiano entrambe, per riceverne autorevolezza, all’autorità divina, senza preoccuparsi troppo di verificare empiricamente sul campo la bontà dei risultati.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Forse sarebbe l’ora di smetterla di crederci parenti di Domineddio, dunque di cercare di amministrarci secondo le Sue regole e di cominciare a pensare a un’etica empirica da sperimentare e perfezionare sul campo.</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: center;"><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://fc00.deviantart.net/fs71/f/2010/043/f/8/Justice_by_aditya777.jpg" ><img class="aligncenter" title="Justice by aditya777" src="http://fc00.deviantart.net/fs71/f/2010/043/f/8/Justice_by_aditya777.jpg" alt="" width="558" height="789" /></a></noindex></p>
<p class="MsoNoSpacing">Dice John Rawls in “Una teoria della giustizia”:</p>
<blockquote>
<p class="MsoNoSpacing"><em>“Dobbiamo immaginare che coloro che si impegnano nella cooperazione sociale scelgano insieme, con un solo atto collettivo, i principi che devono assegnare i diritti e i doveri fondamentali e determinare la divisione dei benefici sociali.[…] Sono i principi che persone libere e razionali, preoccupate di perseguire i propri interessi, accetterebbero in una posizione iniziale di uguaglianza per definire i termini fondamentali della loro associazione.”</em></p>
</blockquote>
<p class="MsoNoSpacing">Che non significa sostituire all’etica della solidarietà quella dell’individualismo, ma di spostare l’ordine dei fattori nel modello originario dei valori condivisi. Se in un modello come quello cattolico, il nostro, la solidarietà come valore fa spesso aggio sulla giustizia, in quest’altro è la giustizia come equità a fare aggio sulla solidarietà. Prima devi essere giusto, poi solidale, non viceversa. Non puoi evadere le tasse per un milione di euro e pensare di aggiustarti facendo del bene per mille. Non puoi essere solidale con chi infrange la legge, neppure se è tuo figlio e neppure la nipote di Mubarak.</p>
<p class="MsoNoSpacing">L’idea di giustizia che sta alla base del patto originario, secondo Rawls, dovrebbe basarsi su due principi, serialmente ordinati, tali cioè da non consentire alcuno scambio tra le libertà fondamentali e i vantaggi sociali:</p>
<p class="MsoNoSpacing"><em>“Primo: Ogni persona ha un uguale diritto a un esteso schema di uguali libertà fondamentali compatibilmente con un simile schema di libertà per gli altri.</em></p>
<p class="MsoNoSpacing"><em>Secondo: Le ineguaglianze sociali ed economiche devono essere combinate in modo da essere ragionevolmente previste a vantaggio di ciascuno; collegate a cariche e posizioni aperte a tutti.”</em></p>
<p class="MsoNoSpacing">L’ingiustizia, in questa ipotesi, coincide semplicemente con le ineguaglianze che non vanno a beneficio di tutti. In altri termini ciascuna persona deve trarre beneficio dalle ineguaglianze ammesse dalla struttura di base.</p>
<p class="MsoNoSpacing"><span>È</span> chiaro che in un simile schema di giustizia, la selezione di Harvard non è considerata un’ingiustizia.</p>
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		<title>Strade</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 09:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La strada di ogni giorno Se ne stava li in parte alla carreggiata, tra il fosso e il guard-rail, appoggiato al suo decespugliatore, in un momento di pausa.. chissà; immerso nei residui della nebbia notturna che soffoca la pianura guardava quel fiume di macchine passare, con gli occhi spenti sul vuoto. Sembra dire “che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La strada di ogni giorno</strong></p>
<p>Se ne stava li in parte alla carreggiata, tra il fosso e il guard-rail, appoggiato al suo decespugliatore, in un momento di pausa.. chissà; immerso nei residui della nebbia notturna che soffoca la pianura guardava quel fiume di macchine passare, con gli occhi spenti sul vuoto.</p>
<p>Sembra dire “<em>che ci faccio qui?” </em>Ed io, che ci passo a non più di qualche metro, inizio a pensare la stessa cosa.</p>
<p>Ancora quel ragazzo. L’ho visto in almeno 5 paesi diversi. Vende noci di Sorrento sul ciglio della strada. 5 euro per 2 chili. Cammina avanti e indietro sul marciapiede e si soffia sulle mani per combattere i 4 gradi che mordono la pianura. Ha i pantaloni strappati, ma non quegli strappi fashion che vanno di moda, un giubbotto quasi estivo.</p>
<p>Tra una nuvola di fiato e l’altra sembra dire “<em>che ci faccio qui?”</em> Ed io, che ci passo a non più di qualche metro, continuo a pensare la stessa cosa.</p>
<p><span id="more-19337"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dentrolaluce2-180x150.jpg" alt="" width="424" height="350" /></p>
<p><strong>La strada delle consuetudini serali</strong></p>
<p>Nel lusso delle vetrine di questa città in vesti natalizie, fra le grida dei bimbi e i bagordi del sabato sera, lo noto nell’angolo della piazza.</p>
<p>Come molti, in ogni parte del mondo, chiede qualche spicciolo.</p>
<p>Ci vedo gli occhi spenti dalla guerra o chissà, l’eco di mille tristi storie. O forse sono io che ho troppa fantasia. Occhi così ho iniziato a vederli da bambino, sulle vie trafficate di umani delle città di mare, dopo tanti anni ancora mi chiedo se ciò che lascio o no lascio sia o no un torto verso mille simili sguardi sparsi per le vie del mondo.</p>
<p>Una domanda a cui, ancora, non so dare risposta.</p>
<p>“<em>Che ci faccio qui?” </em>questa volta me lo chiedo solo io, lui lo sa benissimo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/op2.jpg" alt="" width="436" height="350" /></p>
<p><strong>La strada per il passato</strong></p>
<p>Un taxi notturno, pochi chilometri per tornare a casa, alla guida un vecchio, capelli bianchi spettinati. Dal finestrino guardo i resti di questa ex città filosovietica, “che merda dev’essere stato stare qui”, penso.</p>
<p>Nello scendere saluto il vecchio, lo fisso negli occhi e <a href="http://www.mentecritica.net/lettere-dal-fronte/informazione/oltre-il-confine/emanuele/2105/" >rivedo quelli di mio nonno</a>.</p>
<p>E nell’allungargli i contanti vedo il peso della Jugoslavia nel suo sguardo, sembra dirmi “<em>non era così male sai, ragazzo</em>. <em>Che ci faccio qui? Tiro a campare”.</em></p>
<p>Il taxi gira l’angolo e sparisce nella notte; resto solo e immobile nel silenzio della piazza.</p>
<p><em>Non posso o non so dir per niente se peggiore sia, a conti fatti, la sua solitudine o la mia </em><sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/strade/leggere/oltre-le-righe/emanuele/19337/#footnote_0_19337"  id="identifier_0_19337" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Francesco Guccini &ndash; Il Pensionato ">1</a>)</sup></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/op5.jpg" alt="" width="500" height="319" /></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>La strada sconosciuta</strong></p>
<p>Il più delle volte rimangono solo gli attimi. Istanti, strade impercettibili o dilatate che intrecciano casualità e destini.</p>
<p>E quella strada che spesso si guarda e si comprende solo nei tempi della maturità come qualcosa di già percorso la vedo sempre più nitida e comprensibile, almeno in senso oggettivo.</p>
<p>Ma è la nebbia che la ricopre che spaventa.</p>
<p>E a conti fatti ci si trova la consapevolezza che non ci mancano le risposte, ma le domande.</p>
<p>Le opere che illustrano l&#8217;articolo sono di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.frisonipittore.com/" >Davide Frisoni</a></noindex></p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_19337" class="footnote"> Francesco Guccini – Il Pensionato </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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