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	<title>MenteCritica &#187; Leggere</title>
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	<description>Non Esistono Questioni di Principio</description>
	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 23:37:25 +0000</pubDate>
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		<title>Illuminismo Cosmico</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 08:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cruman</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Quella notte Stefano guardò il cielo prima di mettersi a letto. Lui, abituato a controllare la più potente energia conosciuta, si sentì poco più di un piccolo fiammiferaio, per un breve istante che gli serpeggiò lungo la schiena.
L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare gli aveva concesso un permesso per studiare, per conto del CICAP, quel bizzarro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella notte Stefano guardò il cielo prima di mettersi a letto. Lui, abituato a controllare la più potente energia conosciuta, si sentì poco più di un piccolo fiammiferaio, per un breve istante che gli serpeggiò lungo la schiena.</p>
<p>L’<a href="http://www.infn.it/indexen.php" target="_blank">Istituto Nazionale di Fisica Nucleare</a> gli aveva concesso un permesso per studiare, per conto del <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/CICAP" target="_blank">CICAP</a></strong>, quel bizzarro fenomeno dei cerchi di luce che, da qualche tempo, si manifestava in diverse parti del mondo. Il CICAP non scherza su queste cose: sguinzaglia i suoi scientisti come fossero schnauzer e li manda ad azzannare qualsiasi velleità metafisica non autorizzata.</p>
<p>Stefano fece il suo lavoro, pulito, veloce, come un aspirabriciole. Si addormentò pensando ai buffi complottisti, ufologi, satanisti e compagnia bella, tutti rifugiati nel mondo dell’ignoto per non sapere nulla dei riflessi di uno specchio concavo con una notevole lunghezza focale. “Proprio non vogliono riflettere”, pensò, e abbandonò la veglia, gonfio del suo <em>calambour</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5267 aligncenter" title="luci" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/luci.jpg" alt="" width="498" height="373" /></p>
<p><span id="more-1135"></span></p>
<p>A ripescarlo dal sonno dei giusti non fu però la sua sveglia satellitare alimentata a barrette di uranio reso povero, ma un suono continuo fastidioso, molto simile a un comizio della Jervolino. Ciò che vide di fronte al suo letto non è facile da descrivere: un tronco di cono blu lo fissava tramite occhi multipupilla disseminati su una sorta di palla da rugby appoggiata sulla base superiore del cono. Dal corpo si distendevano sei braccia piuttosto corte terminanti in altrettante manine apparentemente sottodimensionate. Di fronte a lui una sorta di <em>jo-jo</em> luminoso fluttuava privo di qualsiasi sostegno. Proprio da quell’oggetto sembrava provenire il fastidioso suono che svegliò lo scienziato.</p>
<p>Stefano era sicuro di non sognare, perché avvertiva il solito dolore mattutino al piede destro, su cui anni fa fece inavvertitamente cadere uno ione positivo eccitato. Assalito da terrore e incredulità, riuscì finalmente ad articolare un messaggio:<br />
“Vattene mostro!!”<br />
“Ha parlato Raoul Bova” rispose il cono rovesciato con un tono più da commesso di un supermarket che da extraterrestre di una galassia lontana. E aggiunse: “Prova tu a viaggiare per un milione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parsec" target="_blank">parsec</a> su una scomodissima nave a propulsione conica senza incontrare uno straccio di autogrill e mantenere un aspetto gradevole. Ho quattro braccia indolenzite e la fubosacca gonfia come una zampogna”<br />
“La fubo-che? No, non voglio saperlo. Ma che cosa vuoi da me?”<br />
“Tu sei lo scienziato che ha spiegato come i cerchi luminosi siano frutto di una deformazione termica di 6 mm su lastre di vetro generanti una lunghezza focale di oltre 40 metri?”<br />
“Sì, sono io&#8230;”</p>
<p>Il visitatore colpì Stefano al volto, allungando all’inverosimile le braccia e generando nello scienziato l’impressione di venire schiaffeggiato da sei bambini teppisti.<br />
“Ehi, sei impazzito?” Protestò il terrestre.<br />
“Da noi questo è segno di rispetto intellettuale e amicizia”<br />
“Chissà che fate quando vi odiate, allora”<br />
“Da noi non c’è odio, al limite un discreto starci sulla fubosacca”<br />
“Insomma perché sei qui?”<br />
“Tu sei convinto che la tua dimostrazione scientifica spieghi il fenomeno delle luci?”<br />
“No, ma l’ho anche detto: va verificata, ricontrollati i calcoli, ho detto che forse questo spiegherebbe quei cerchi luminosi”<br />
“Quindi è una normale ipotesi. E quegli accannati che sostengono si tratti di messaggi alieni, possono dimostrare la loro teoria?”<br />
“No, direi di no”<br />
“Quindi perché la tua ipotesi dovrebbe valere più della loro?”<br />
“Che diavolo c’entra? Io sono uno scienziato, applico le leggi fisiche, mica straparlo di leggende da film di quart’ordine&#8230;”</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5268 aligncenter" title="matrixscrollingcodebypehc1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/matrixscrollingcodebypehc1.jpg" alt="" width="500" height="250" /></p>
<p>Il cono colpì di nuovo lo scienziato.<br />
“Stai esagerando con queste dimostrazioni d’affetto”<br />
“No, questo era un ceffone terrestre, mi sto inserendo culturalmente nel contesto sociale”<br />
“Impari troppo in fretta per i miei gusti. Insomma, vuoi dire che quelle luci sono opera tua?”<br />
“Non proprio, è mia moglie che mi sta cercando”<br />
“Tutto l’universo è paese eh?”<br />
“Già. Vedi, voi siete una specie ancora molto involuta (e anche bruttarella, se mi permetti)” Una cucitura della palla da rugby si aprì in una sorta di sorriso. “Avete ancora molto da imparare, non potete limitarvi a considerare le vostre scoperte come il punto più alto della ricerca scientifica. Esistono strade diverse, alcune di quelle che avete preso sono sbagliate&#8230; insomma, non arrotolatevi sulla vostra presunzione”<br />
“Ma tu come fai a dire questo? A che livello evolutivo siete arrivati?”<br />
“Ah, noi abbiamo consapevolezza di tutto ciò che è conicamente conoscibile”<br />
“Ah ecco, appunto, come noi insomma. Se mi dai altri sei schiaffetti ti faccio in sezioni ellittiche!”</p>
<p>Il visitatore ritrasse i sei arti superiori e continuò.<br />
“Il messaggio che ti porto è di guardare oltre i vostri successi. Mantenere una mente aperta e possibilista. Non arroccatevi nelle vostre posizioni, reinventatevi, prendete esempio da Mike Bongiorno”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5269 aligncenter" title="mike_bongiorno___silvia_battisti" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/mike_bongiorno___silvia_battisti.jpg" alt="" width="120" height="120" /></p>
<p>“Prendete Mediaset?”<br />
“Solo col decoder”<br />
“Bene, farò tesoro dei tuoi consigli, te lo prometto”<br />
“Un’ultima cosa….importante. Se incontri un tronco di cono rosa di dodici metri… Tu non mi hai visto, mi raccomando: io mi beccherei un numero sbalorditivo di ceffoni, ma voi rischiate di essere decomposti con un peto”<br />
“Tranquillo, ti assicuro che rimuoverò questa esperienza dalla mia memoria”<br />
Il visitatore si allontanò con movimenti rapidi e ondivaghi.<br />
“Ehi” gridò Stefano. “Portati via il tuo dannato jo-jervolino”<br />
“Ah non è tuo?” Rispose l’alieno “io l’ho trovato lì quando sono arrivato” e sparve.</p>
<p>Lo scienziato considerò con perizia l’oggetto levitante, elaborò ipotesi e dimostrazioni. Poi prese una mazzetta da carpentiere, lo frantumò con un colpo scientificamente preciso e tornò a dormire.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La Partita della Vita: da Socrates a Socrate</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 09:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cruman</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Late Night Show]]></category>

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		<category><![CDATA[calcio]]></category>

		<category><![CDATA[filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[È un anno che noi non vedremo mai, almeno non senza aver trovato dove si compilano i moduli per la reincarnazione. È un tempo lontano nel futuro e l&#8217;uomo sopravvive, nonostante l&#8217;uomo.
Sopravvive, ma non serve più a granché.
A onor dell&#8217;abbastanza vero, va detto che un&#8217;evoluzione c&#8217;è stata ed anche di una certa consistenza. Gli atleti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un anno che noi non vedremo mai, almeno non senza aver trovato dove si compilano i moduli per la reincarnazione. È un tempo lontano nel futuro e l&#8217;uomo sopravvive, nonostante l&#8217;uomo.</p>
<p>Sopravvive, ma non serve più a granché.</p>
<p>A onor dell&#8217;abbastanza vero, va detto che un&#8217;evoluzione c&#8217;è stata ed anche di una certa consistenza. Gli atleti corrono i 100 metri ad una velocità tale che le Olimpiadi le trasmettono direttamente in <em>slow motion</em> o si avvertirebbe solo un venticello caldo e sudaticcio (ah, i televisori sono multisensoriali). Gli astisti saltano muniti di paracadute e sui giavellotti viaggiano - per motivi di sicurezza - degli agenti in borghese.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5260" title="socrates" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/socrates.jpg" alt="" /></p>
<p><span id="more-1409"></span>Anche la tecnologia ha esplorato l&#8217;insondabile e quella fastidiosa malattia chiamata “morte” è stata quasi completamente debellata, se si esclude l&#8217;inossidabile tradizione millenaria di spararsi a vicenda. Pratica che comunque non è più considerata reato grave, ma allo stesso livello dell&#8217;abigeato ed è perseguibile solo se la vittima sporge denuncia, altrimenti splafona nel comma “controllo demografico”. Non che ce ne sia un gran bisogno: le persone non si riproducono, un po&#8217; perché i bambini si ostinano ad essere troppo piccoli e un po&#8217; perché il sesso è ormai considerato un atteggiamento da bulletti di periferia.</p>
<p>Nell&#8217;epoca in cui per tutte le domande è stata accesa una risposta, nessuno sa ancora un accidenti sull&#8217;esistenza ed il suo senso intrinseco. La filosofia nelle scuole ha lentamente assunto il ruolo che ha per noi l&#8217;ora di ginnastica: si spia nell&#8217;anima delle compagne di classe più procaci e ci si colpisce con delle clavette per sperimentare il concetto di felicità come cessazione del dolore. Per questo motivo una commissione di saggi che s&#8217;aggira per un peripato dotato di <em>tapis roulant</em> decide di scoprire il senso della vita scomodando i maggiori esponenti del pensiero che la storia ricordi e mettendoli a confronto tra loro&#8230; in una partita di calcio.</p>
<p>Il progetto viene messo in pratica grazie alle tecniche di ingegneria genetica che permettono di clonare <strong>Socrate</strong> (già con la barba) da un capoverso de <em>I dialoghi</em> di <strong>Platone</strong>. I giocatori sono schierati sul campo di gioco, al centro dello stadio <strong>Fabrizio Corona</strong> di Potenza. Arbitra, in giacchetta cremisi, <strong>Dio</strong> in persona, nonostante le vibrate proteste della mezz&#8217;ala <strong>F.W.Nietzsche</strong>, il quale sostiene che un morto non sia in grado di esercitare il libero arbitrio. <strong>Dio</strong> lo ammonisce verbalmente e, già che c&#8217;è, gli rifila un attacco di dermatite seborroica. Guardalinee il <strong>Figlio</strong> e lo <strong>Spirito Santo</strong>. Quarto uomo <strong>Collina</strong>, anche se al <strong>Figlio</strong> la collina evoca ricordi antipatici.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>La partita è da subito aspra e fallosa, motivo per cui il centrocampista <strong>S.Freud</strong> convince il terzino avversario della sua latente omosessualità. Il terzino chiederà poi il cambio per andare a uccidere la madre (di Freud). Tutto d&#8217;un tratto <strong>A. Einstein</strong>, un impiegato tedesco del catasto svizzero, parte in contropiede sulla fascia: giunto a metà campo ha un&#8217;illuminazione sulla curvatura dello spazio e del tempo ed inventa <em>Holly e Benji</em>, un documentario scientifico sulla dilatazione di un traversone dalla destra e sui campi di calcio a schiena d&#8217;asino. Sulla trequarti sgancia un pallone d&#8217;oro a <strong>J.P.Sartre</strong> che ha la possibilità di battere a rete a colpo sicuro. Il fantasista francese però, valuta che passare in vantaggio stabilirebbe un disequilibrio mondiale prodromo di sentimenti di rivalsa e conflitti disumani e appoggia ad un compagno con un angosciante esterno sinistro. L&#8217;allenatore scaglia in aria una borraccia di assenzio ed esclama “che palle l&#8217;esistenzialismo”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5262 aligncenter" title="freud1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/freud1.jpg" alt="" width="498" height="709" /></p>
<p>Il primo tempo si chiude, senza troppe emozioni ma con diverse anime lacerate, dopo un interminabile recupero dovuto al fatto che <strong>H. Kung</strong>, teologo ebreo, ha conversato a lungo con l&#8217;arbitro pretendendo spiegazioni che <strong>Dio</strong> si è rifiutato di concedere. Da segnalare solo un&#8217;azione in cui <strong>Mosè</strong>, ricevuta palla spalle alla porta, ha il problema di girarsi. Intimorito dal venire trasformato in una statua di sale grosso, smista all&#8217;indietro al sopraggiungente <strong>Zenone</strong> che esplode una legnata sbalorditiva che, paradossalmente, non raggiungerà mai la porta.</p>
<p>Comincia il secondo tempo, sempre più agonistico e anche agnostico; del resto, la filosofia non è uno sport per signorine e nonostante <strong>Agostino</strong> con i suoi parastinchi di santo, dopo aver dimostrato l&#8217;esistenza dell&#8217;arbitro, predichi l&#8217;amore spirituale, la partita diventa sempre più una questione di carpenteria metafisica.<br />
<strong>A. Schopenhauer</strong>, lanciato nella sua rappresentazione della fascia destra, viene atterrato barbaramente da un libero <em>dionisiaco</em> che ne gode con sfacciataggine. Steso a terra, la punta tedesca si rende conto come il desiderio provochi tensione interiore. Nello specifico il desiderio di un massaggiatore è di percuotere il libero con il <em>Vecchio Testamento</em>. Ricevute le attenzione della spugnetta ontologica, <strong>Schopenhauer</strong> scopre che la felicità è cessazione della sofferenza e che, come spiegherà molto meglio <strong>Califano</strong>, tutto il resto è noia.</p>
<p>Sul pallone, per battere la punizione divina, si porta <strong>S. Kierkegaard</strong> esclamando “batto io, sono come Maradona”. Il danese (filosofo non canide) realizza (un concetto non un gol) che desiderare essere qualcun altro è <em>la malattia mortale</em> e spira. Si prepara quindi un positivista che grazie al metodo scientifico può affrontare tutte le sfere della conoscenza, quindi anche il pallone. Calcola traiettorie impercettibili e codici di geometrie esistenziali e calcia con la spocchia di un oxfordiano represso. L&#8217;inglese non aveva fatto i conti con il portiere <strong>Socrate</strong> (senza s finale, quello è un chirurgo) che, sapendo di non saper parare, fa capire dove vuole andare a parare e para di fronte allo sbigottimento di <strong>Anasaggora</strong>, che è suo amico ma mica lo capisce tanto bene. <strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5263" title="socrates_2" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/socrates_2.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Socrate</strong> afferra la sua borraccia e prima di bere ne offre ai compagni che si scherniscono:</p>
<p>- No grazie Socry, non ho proprio sete.</p>
<p>- Ma come! Sei tutto sudato, hai la bocca disidratata dalla retorica scolastica&#8230; Dài, non essere empio</p>
<p>- No no davvero, bevi tu: io ho un po&#8217; di ritenzione&#8230; Grazie, comunque&#8230;</p>
<p>L&#8217;azione si capovolge e un nichilista punta dritto verso la porta avversaria. Il centromediano metodista epicureo si propone sulla sinistra:</p>
<p>Epicureo: “Passa, passa, che voglio provare a fare gol”</p>
<p>Nichilista: “NO!”</p>
<p>Giunto al limite dell&#8217;area il nichilista non si esime dal non evitare di tirare nella direzione opposta a quella dove non c&#8217;è la porta avversaria, creando una leggera confusione tra le fila antagoniste, per quanto esse non esistano anzichenò. Il portiere, un barbiere inglese di nome <strong>Ockham </strong>(titolare del salone &#8220;Rado chi non lo fa da sé&#8221;), blocca il pallone con fare da portinaio e estraendo un rasoio esclama: “Ah regazzì, mo te lo taglio sto pallone” con un vago accento di <em>Cambridge</em>. <strong></strong></p>
<p><strong>Ockham</strong> rimette in gioco servendo <strong>Schopenhauer</strong> che, pensando ad uno scambio, ritorna il pallone al portiere. L&#8217;inglese era però distratto dal dubbio di non aver considerato tutte le possibili soluzioni tattiche facendola un po&#8217; troppo semplice e non vede il pallone che gli rotola di fianco finendo in rete. <strong>Schopenhauer</strong>, di nuovo preda del dolore, argomenta che quell&#8217;autogol esiste nel suo mondo di volontà e rappresentazione e solo lì agisce con tutta la sua ignominia. Decide quindi di togliersi la vita facendo suo un sacramento dello stoicismo che trovava molto <em>sexy</em>, annullando di fatto l&#8217;esistenza stessa di quell&#8217;autogol. Il tedesco però, spinto anche dal desiderio di far insolentire <strong>Seneca</strong>, non valuta il fatto che con quel gesto anche tutto ciò che stava esperendo esparisce, rendendo vano il progetto di ricerca di un senso della vita che prevalga sugli altri.</p>
<p>Solo l&#8217;arbitro rimane e, in un eccesso di iconoclastia, si sfila la maschera mostrando il volto di <strong>Luciano Moggi</strong>. Le cronache sono frammentarie, ma qualcuno giura di aver sentito il quarto uomo esibirsi in una pletora di bestemmie.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Raccontino Nero</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/raccontino-nero/leggere/settantasette/2153/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 11:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>settantasette</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Leggere]]></category>

		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>

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		<description><![CDATA[(sottotitolo: il biondo, lo smilzo, il ciccio)
Il biondo correva. Correva veloce, con l’energia che viene dalla paura. Nel fianco un dolore pulsante, la gamba dei jeans intrisa di sangue. Finchè le fitte non cominciano a togliere il respiro. Meglio fermarsi un attimo, ecco, ormai sono lontano, mi appoggio qui e chiamo qualcuno. Porcocazzo, ma perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>(sottotitolo: il biondo, lo smilzo, il ciccio)</strong></p>
<p>Il biondo correva. Correva veloce, con l’energia che viene dalla paura. Nel fianco un dolore pulsante, la gamba dei jeans intrisa di sangue. Finchè le fitte non cominciano a togliere il respiro. Meglio fermarsi un attimo, ecco, ormai sono lontano, mi appoggio qui e chiamo qualcuno. Porcocazzo, ma perché non riesco a sbloccare la tastiera, non vedo più tanto bene, ho freddo, dai merda che è facile, invio più asterisco, cazzo cazzo che male, invio più asterisco, gli occhi si chiudono, invio più asterisco, ho come sonno, invio più ast…</p>
<p><span id="more-2153"></span></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/sw357.jpg" alt="sw357.jpg" /></p>
<p>Non se l’aspettava, ma non te l&#8217;aspetti mai, a pensarci bene. Fino a poco prima, era andato tutto come sempre: le telefonate, ci si vede al baretto, sì la avviso io la Vale, no non serve che prendi la vespa tanto c’è il Giangi con la macchina. C’è da fare, stasera, finire gli striscioni che domani la partita è importante, sistemare le bandiere, organizzare la coreografia con gli altri.<br />
Si era vestito, con più attenzione del solito. Sicuramente, la Vale certe cose le avrebbe notate. Borchie a posto, anfibi lucidi, giubbotto verde, maglietta nera nuova. Peccato per quella degli Slayer che si era ingrigita, ma pazienza. Nulla dura in eterno. I capelli, comunque, perfetti. Un centimetro scarso, con basetta abbondante. “Il biondo”, lo avevano sempre chiamato. Ma perché ti rasi così che eri tanto bello, e quei tatuaggi con le croci cosa vogliono dire, mamma basta non scassarmi la minchia. Che figo, aveva pensato guardandosi allo specchio. Mi ti farei, fratello.</p>
<p>Solo che il Giangi e la Vale erano un attimo tardi. E bevi uno, bevi due, aspettando, e lo vedi così chiaramente il muro appena oltre la strada. Bianco, pulito, alto due metri, lungo fino all’infinito. La bomboletta nella tasca interna sembra che dica “cosa cazzo mi hai portato a fare, eh?”, e allora in testa una o due cose da scrivere ti vengono, che poi qui dalla sopraelevata si vede benissimo.<br />
E in un attimo sei lì, attento alla grafia e al tratto, pensando a quanti, nei prossimi giorni, leggeranno cosa ne pensi di quei negri schifosi che stonano così tanto nella tua bella città. Scritta lunga, lettere grandi, niente da discutere. Il concetto è chiaro. Ti senti bene, come chi ha fatto il suo dovere. Mancava giusto il trattino della “a” finale, per completare l’opera.<br />
“Lavavetri di merda”.</p>
<p>“Lavavetri di merda”. Gli mancava giusto il trattino della “a” finale, a quel fascio bastardo, per guadagnarsi la serata. Và che non dicevo mica cazzate, quando insistevo che la zona est della sopraelevata andava controllata spesso. E tutti i compagni a dire no, non ha senso andare in giro a far casino, pensiamo alle iniziative al centro, c’è sempre pericolo che arrivino gli sbirri per lo sgombero.<br />
Ma a questi stronzetti di quartiere bisognerà pure dargli una regolata, dico. Cioè, non è che posso vedere una cosa simile, e far finta di niente. Rasato di merda. Pensa te che passavo per caso, stasera, che dopo c’ho da chiudere un affarone al parco.</p>
<p>Dai tempi delle medie, mi chiamano “lo smilzo”, perché in effetti non ho mai avuto ‘sto gran fisico. L’importante, però, è essere veloci, e non esitare, mica essere grossi. Specialmente se usi la lama e non le mani. Kefiah sulla faccia, vabbè che è buio ma sai mai che ti veda qualcuno, ti avvicini piano, il coglioncello è ancora lì che spruzza. Solo negli ultimi metri uno scatto veloce, e gli arrivi alle spalle. Un gesto rapido, aiutato dalla spinta della corsa, il flash dell’acciaio, ed è fatto il lavoro.<br />
Non grida, cadendo di lato. Un singhiozzo stupito, piuttosto. Poi rotola e si rialza, il respiro veloce e ansimante, e scappa. Urta il muro, quasi inciampa, e corre e corre e corre. Vai, vai, che non ti trattengo mica. Il ricamino di ricordo te l’ho fatto, e voglio proprio vedere se ripassi da queste parti. A cancellare la scritta ci si penserà più avanti. Magari, basta tirare una bella riga su “lavavetri”, e scriverci sopra “fasci”. Scontato, ma va sempre bene.<br />
E adesso una birretta me la sono meritata.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/beretta.gif" alt="beretta.gif" /></p>
<p>Eccolo lì, che si fa la sua birra. Come sempre. Tra poco, partirà per il giretto serale al parco. Ma lo becchiamo prima, perché lo smilzo stavolta ha proprio rotto i coglioni. Per la solita maria c’è mica problema, che si facesse tranquillo i cazzi suoi, però quando entra in gioco la neve si muovono i piani alti. E vai di autorizzazioni, di carte e dossier e magistrati, e ascoltagli le chiamate, e stagli dietro a turno, finché non sei sicuro che ce l’ha addosso, così seghi anche lo stronzo che gliela compra.<br />
Ciccio, sei in posizione? Sì, a posto da questo lato. Allora vai tu appena esce, quando vediamo che ti muovi partiamo anche noi. Mi raccomando, niente cazzate.<br />
“Ciccio”. Pure alla radio, durante gli appostamenti. Ma vaffanculo, maresciallo, faccio l’operativo sul campo da anni, e ancora mi chiami così. Da ragazzino ero un po’ abbondante, d’accordo, e i soprannomi ti rimangono appiccicati addosso, però quando lavoro mi sta sulle palle. No, perché poi appena sbagli qualcosa sui rapporti e sui verbali ti fanno un culo così, che sei un pubblico ufficiale e le formalità sono importanti. Nome numero e grado stocazzo, la prossima informativa gliela firmo “Ciccio”, poi vediamo se continua.</p>
<p>Ah, eccolo che va. Forza, chiudiamola in fretta ‘sta storia. Mano sulla spalla, distintivo in vista, pistola fuori ma con la sicura. Documenti, per favore, è solo un controllo.<br />
La spinta arriva all’improvviso, un colpo forte che fa perdere l’equilibrio. Stronzo, che stronzo che sono, mai andare troppo vicino a questi fattoni comunisti, non si sa come reagiscono. E adesso è andato, sta scappando, dove sono i colleghi?<br />
Alt, fermo, sento la voce dell’appuntato, quello giovane, colpo in aria, smilzo ma che cazzo fai con quel coltello, un altro colpo, la puzza di cordite è proprio uguale a quella dei petardi di capodanno. E lui è giù, immobile, e l’appuntato lo fissa con la pistola in mano, e arrivano di corsa gli altri. Che casino, che casino, quanto sangue, lo smilzo non si muove. Non si muove più, ed è colpa mia che non l&#8217;ho fermato prima. Questo sarà un casino grosso.<br />
Tanto per cominciare, me lo scordo il permesso. Ho capito maresciallo, mi dispiace. Come minimo, il servizio allo stadio te lo spari tu per tutto il mese, così le domeniche te le fotti. A partire da domani. Ci vai tu a coordinare la celere, in curva con quegli skin di merda. Ma come si fa a farsi coglionare così.<br />
Fanculo, smilzo.</p>
<p>Week-end di sangue, titolava il giornale del lunedì. Tre morti ammazzati in due giorni. Il degrado e la violenza nelle periferie sono fuori controllo, la città deve reagire, conferenza stampa del Questore. Dopo l’ultrà accoltellato sabato sera, spentosi in ospedale, e uno spacciatore pregiudicato ucciso nella notte mentre cercava di sfuggire all’arresto, tragedia allo stadio. La protesta di un gruppo di tifosi della squadra di casa, una frangia di estrema destra, che manifestavano per l’omicidio del loro esponente avvenuto la sera precedente, degenera in violentissimi scontri con le forze dell’ordine. Un carabiniere scelto che coordinava il reparto della celere, colpito durante una carica, rimane a terra. Inutili i tentativi di rianimazione e la disperata corsa in ambulanza. Sarà purtroppo difficile, data la confusione, identificare i responsabili.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/lava.jpg" alt="lava.jpg" /></p>
<p>Il ragazzo nero, che comunque l&#8217;italiano lo leggeva con difficoltà, scosse la testa e appoggiò il giornale per terra, sedendocisi sopra. Non aveva capito proprio bene le notizie della prima pagina, sembrava che fossero successi un po&#8217; di casini, ma tanto succedono ogni volta. Tra poco sarebbe stata l&#8217;ora di punta, e oggi il semaforo della sopraelevata toccava a lui. Guardò su verso la luce che diventava da gialla a rossa, e si alzò avvicinandosi alla prima macchina. Però quella scritta sul muro, laggiù, gli dava fastidio. Perché ce la devono sempre avere con noi, pensò, prendendo dal secchio la spazzola per i vetri. Pazienza, và, mettiamoci al lavoro.<br />
Speriamo almeno che oggi non piova.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Poeta e il Presidente: Vendola a Cormano Commenta i &#8220;Promessi Sposi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 05:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Tuscano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dopo Lella Costa è toccato a un altro illustre ospite presentare il suo percorso umano e artistico a fianco di Alessandro Manzoni: stiamo parlando di Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia e fra i protagonisti dell&#8217;Ottobre Manzoniano, quest&#8217;anno dedicato al tema della giustizia.

Nella suggestiva cornice del sagrato di Villa Manzoni, di fronte alla chiesa secentesca, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo Lella Costa è toccato a un altro illustre ospite presentare il suo percorso umano e artistico a fianco di <strong>Alessandro Manzoni</strong>: stiamo parlando di <strong>Nichi Vendola</strong>, presidente della Regione Puglia e fra i protagonisti dell&#8217;<a href="http://www.comune.cormano.mi.it/news/news_dettaglio.asp?id=722&amp;gruppo=Eventi+Culturali&amp;id_gruppo=1"><strong>Ottobre Manzoniano</strong></a>, quest&#8217;anno dedicato al tema della giustizia.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-7795 aligncenter" title="manzoni-di-molteni" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/manzoni-di-molteni.jpg" alt="" width="471" height="589" /></p>
<p><span id="more-7772"></span>Nella suggestiva cornice del sagrato di Villa Manzoni, di fronte alla chiesa secentesca, un pubblico numeroso ha sfidato i primi freddi e riscaldato, coi suoi convinti applausi, la rievocazione di Vendola. Il quale, da poeta prima che da politico, e da politico perché poeta, ha saputo irretirlo con la pastosità viscerale della sua sofferta parola. Vendola è uomo di carne e d&#8217;istinto, di sole e immediatezza, all&#8217;apparenza così distante dalle brume intellettuali del grande lombardo. E invece a lui così sorprendentemente vicino, nel senso della <em>civitas</em>, del cuore della <em>polis</em> che è poi l&#8217;umanità intera.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/07/nichi_vendola_1_-914c7.jpg" alt="" width="300" height="412" /></p>
<p>Occorre rispolverare - ha introdotto Giorgio Cremagnani di &#8220;Diario&#8221;, cui spettava il compito di moderare l&#8217;incontro - Manzoni dalla fissità del monumento, dalla noia dell&#8217;obbligo scolastico, dalla cattiva e didascalica lettura che ha scandito, inesorabile, la nostra vita tra i banchi. Ma mentre Cremagnani puntava a cercare legami tra Manzoni e la più immediata attualità, Vendola ha saputo affrontare il discorso con un respiro più ampio; da artista, appunto, e non da uomo delle istituzioni.</p>
<p>I ricordi di Vendola, in fondo, sono i nostri, e certo i miei, che appartengo più o meno alla sua stessa generazione. Sono i ricordi dello sceneggiato di Sandro Bolchi, quando la tv e l&#8217;inchiostro si richiamavano reciprocamente: <em>&#8220;I mezzi di comunicazione servivano per l&#8217;incivilimento del Paese e non erano vettori dell&#8217;attuale pornografia unificata&#8221;</em>, ha esordito Vendola rammentando, inoltre, come a casa sua la lotta alla povertà passava anche dalla lotta contro l&#8217;analfabetismo: <em>&#8220;Mio padre mi obbligava a imparare</em> Il Cinque Maggio <em>a memoria. Perché povertà non significa solo &#8216;non possedere denaro&#8217;, ma <strong>non aver padronanza della parola</strong>&#8220;.</em> Concetto, quest&#8217;ultimo, già caro a don Milani, secondo cui la vera differenza tra un povero e un ricco è che il ricco conosce mille parole, il povero cento.</p>
<p>La lingua è stato quindi il punto di partenza della riflessione vendoliana: quella lingua che può anche raggelarsi e ammutire, quando appunto viene codificata in schemi rigidi come il Manzoni scolastico, per poi essere riagganciata e quasi conquistata, come in un corteggiamento, nella libertà della passione solitaria, nel piacere del libro riscoperto quasi fugacemente.</p>
<p>La lingua è un segno che codifica una società: e anche la giustizia passa dalla lingua. La giustizia inizia dal piano culturale: <em>&#8220;Manzoni ha inventato una lingua nuova, dedicando il suo romanzo alle &#8216;genti meccaniche&#8217; fino allora ignorate. Non si è occupato di grandi imprese, nobili e cavalieri, che certo sono presenti nel suo romanzo, ma non ne sono mai i veri protagonisti. No, i protagonisti sono due persone comuni, due persone come</em> tante <em>e come</em> tutti<em>&#8220;.</em> E anche oggi, ha proseguito Vendola, i problemi dei &#8220;tanti&#8221; <strong>sono usciti dal cono di luce dei <em>media</em></strong>: oggi conta il denaro, il possesso, l&#8217;apparenza, anche nella politica in senso stretto.</p>
<p>Non solo: si assiste al ritorno d&#8217;una <strong><em>semplificazione</em></strong> che, a differenza della semplicità, è intrisa d&#8217;un manicheismo gretto e, poiché mitico, estremamente pernicioso. Manzoni è stato esattamente il contrario: cattolico e illuminista, senza escludere né l&#8217;uno né l&#8217;altro, ed equilibrandone le componenti. Ci sembra che Vendola abbia voluto sottolineare soprattutto l&#8217;importanza tra due diverse verità: quella della fede e quella della ragione, entrambe giuste ed entrambe esplicitatesi su piani asimmetrici, ma complementari: &#8220;<em>Manzoni condivide i tormenti e le inquietudini d&#8217;un credente serio, con le geometrie e i limiti della ragione&#8221;</em>. Mentre oggi si torna alla distinzione insanabile tra laici e cattolici, Manzoni ha dimostrato il valore del &#8220;relativismo&#8221;, inteso come ricerca, complicazione, <strong><em>approssimazione</em></strong>.<br />
<em></em></p>
<p><em>&#8220;Una parola, approssimazione, cui sono molto legato</em> - ha confidato il presidente pugliese - <em>perché significa guardare alla propria verità relativa, ma che si avvicina al prossimo, si &#8216;fa&#8217; prossimo&#8221;</em>. Si potrebbe aggiungere che l&#8217;approssimazione ci spinge e ci obbliga alla ricerca, alla vicinanza, ma non all&#8217;indistinzione del pensiero unico, malattia della parola prima che del pensiero: &#8220;<em>Politica, filosofia e cultura dovrebbero ridare dignità e giustizia alle parole. Altrimenti diventiamo schiavi del presente e il futuro altro non è che la reiterazione della Babele in cui viviamo&#8221;</em>. I &#8220;cattivi&#8221;, nei <em>Promessi Sposi</em>, hanno sempre <em><strong>spazi di redenzione</strong></em> a portata di mano e i &#8220;buoni&#8221; incontrano inciampi e difficoltà. Non esiste alcuna separazione netta tra &#8220;amico&#8221; e &#8220;nemico&#8221;. Anche per ragioni nobilissime - ha ricordato Vendola - la cultura del &#8220;nemico&#8221; porta ai <em>lager</em>, ai <em>gulag</em> e alle distruzioni. Manzoni, per Vendola, è <strong><em>lo scienziato delle sfumature </em></strong>e la lingua lo attesta. La lingua non nasce insomma per partenogenesi ma dentro la fangosità della vicenda storica: e anche la fede è un cammino illuminato dall&#8217;evidenza della ragione.</p>
<p>Parola e giustizia: due termini che s&#8217;intrecciano, si rincorrono, non vivono l&#8217;uno senza l&#8217;altro: e, se la giustizia attuale non ha compiuto molta strada, non è soltanto per colpa degli emuli di Azzeccagarbugli che oggi siedono in Parlamento, e coi quali il paragone pare a Vendola fin troppo scontato. <em>&#8220;Azzeccagarbugli o, meglio, la degenerazione da lui rappresentata ci dimostra che <strong>giustizia è innanzitutto sentimento</strong></em>. <em>Quando si separa la giustizia dal sentimento, quando la si degrada a mera amministrazione, il meccanismo si corrompe e salta. Non è possibile una giustizia eguale per cittadini diseguali. Ancora oggi è così, malgrado lo Stato di diritto. Se non puoi permetterti l&#8217;avvocato di grido, la giustizia per te sarà sempre e solo arbitrio&#8221;</em>. L&#8217;ingiustizia in Manzoni si palesa nella scommessa di due volgari prepotenti, di poter razziare qualunque &#8220;cosa&#8221; (donna compresa) al povero, considerato di razza inferiore e pura entità numerica. Ma don Rodrigo, il mafioso del suo tempo, trova un decisivo complice nel &#8220;buon senso comune&#8221; incarnato da don Abbondio: <em>&#8220;L&#8217;omertà e la vigliaccheria, la cecità di fronte alle violenze: atteggiamenti morali diffusissimi in Italia. Don Rodrigo è &#8216;invincibile&#8217; non per merito di qualche insondabile fatalità, ma per<strong> l&#8217;acquiescenza e il silenzio</strong> dei numerosi don Abbondio. Gli stessi che, oggi, rendono &#8216;invincibili&#8217; Titò Riina con la loro reticenza e complicità istituzionale&#8221;</em>.</p>
<p>La <a href="http://www.forumcomunitastraniere.it/strage_castel_volturno.htm"><strong>strage di Castel Volturno</strong></a> , fatta passare dai mezzi di comunicazione come un regolamento di conti fra bande criminali, è particolarmente indicativa: dopo l&#8217;arresto dei capi, il controllo della zone è passato in mano a <em>&#8220;sei cocainomani pazzi che hanno voluto far intendere ai nigeriani, aspiranti spacciatori, che non potevano &#8216;alzare la testa&#8217;&#8221;</em>. Ma nell&#8217;eccidio sono morti un bianco e sei neri, nessuno dei quali nigeriano: &#8220;<em>Si trattava di manovali, non di spacciatori. Ma la camorra ha voluto lanciare un segnale a loro attraverso il sacrificio di persone qualunque. <strong>La vita d&#8217;un nero, per loro, non conta nulla e nulla conta da che parte arrivi</strong>. Quei sette disgraziati potevano giungere da chissà dove. Era il messaggio che doveva passare, alimentato dal <strong>clima d&#8217;odio</strong> che oggi circonda gli immigrati e che i camorristi hanno saputo, come al solito, interpretare benissimo&#8221;</em>. Perché attualmente - ha puntualizzato Vendola - si può affermare ciò che un tempo era vietato: l&#8217;uccisione di Abdoul Guiebre lo dimostra alla perfezione. <strong><em>Oggi ci si dichiara francamente razzisti</em></strong>, certo per motivi sempre molto comprensibili, perché le ragioni per ammazzare l&#8217;altro, se si perde il senso della sua appartenenza umana, risultano tutte quante validissime.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/camorra500_500.jpg" alt="" width="500" height="354" /></p>
<p>Il Male può diventare radicale se circondato da banalità, come ricordava Hannah Arendt riguardo al processo a Eichmann: <em>&#8220;Non ci trovavamo di fronte a un pazzo criminale, non a un esaltato di qualsivoglia stramba ideologia, ma a una persona </em><strong>normale</strong><em> che da perfetto funzionario muoveva la macchina dello sterminio, dopo aver accettato l&#8217;idea che quelli che sgozzava non appartenevano al genere umano, ma erano <strong>oggetti, pezzi di ricambio o da buttare a seconda delle proprie esigenze</strong>&#8220;</em>. Vendola non ha tralasciato di ricordare che furono i <strong><em>capitalisti</em></strong>, e non quattro fanatici, i veri finanziatori di Hitler: <em>&#8220;L&#8217;industria capitalistica dei Krupp </em>- nome tornato tristemente alla ribalta di questi tempi - <em>aveva bisogno di dentiere, di capelli per sostituire la seta, di lavoro forzato per ottenere manodopera a bassissimo costo. Hitler gliel&#8217;ha servita su un piatto d&#8217;argento&#8221;</em>.</p>
<p>Giustizia ingiusta è, senza dubbio, anche e soprattutto la <em>Colonna Infame</em>: <em>&#8220;La peste, come l&#8217;Aids oggi, evocava qualcosa di terribile. Sembrava provenire dal diavolo. A Milano, di fronte al flagello, i poteri costituiti non sapevano come agire&#8221;</em>. La peste ha prodotto quindi una tensione all&#8217;anarchia, una perdita di controllo sociale, un cuneo contro l&#8217;autorità: <em>&#8220;Si è pertanto cercato il capro espiatorio, l&#8217;untore, sottoposto al procedimento della prova attraverso la tortura&#8221;</em>. Di fronte alle proteste per l&#8217;inumanità della pena, si replicava che, in tempi calamitosi, non si poteva andare tanto per il sottile: <em>&#8220;Sono le stesse parole pronunciate dagli <strong>aguzzini di Guantanamo</strong> per giustificare le violenze inferte ai prigionieri&#8221;</em>. Il capro espiatorio ha dunque una funzione sociale: ripristina l&#8217;ordine, ridona autorità al potere, riconferisce forza a chi l&#8217;ha sempre posseduta.</p>
<p>Da&#8217;, anche, appagamento alla sete di <strong><em>vendetta collettiva</em></strong>. Renzo scambiato per untore, Renzo arrestato da un capitano di &#8220;giustizia&#8221; che pure ha compreso la sua innocenza, ma che vuol sacrificarlo sul trono della sete di rivalsa, incarna l&#8217;ambiguità e la pericolosità d&#8217;una giustizia <em><strong>&#8220;amministrata in nome del popolo&#8221;</strong></em> (massima coniata dalla Lega, già presente nei tribunali nazisti) quando questo &#8220;popolo&#8221; è trasformato in &#8220;massa&#8221; dal pensiero unico e semplificatore: <em>&#8220;E&#8217; la stessa &#8216;giustizia&#8217; che muove le azioni di Pilato nell&#8217;ultimo libro di Gustavo Zagrebelsky,</em> Il Carnefice, processo a Gesù. <em>Pilato ha paura di usare il potere di cui pure dispone, quando si accorge della folla bramosa di sangue&#8221;</em>. La giustizia, invece, deve stare &#8220;in testa al popolo&#8221; e prescinderlo: <em>&#8220;Ma poi, chi è il popolo così spesso evocato? E&#8217; <strong>massa</strong>; perché il &#8216;popolo&#8217; ricorre sempre nelle parole dei populisti e dei dittatori. Quando la volontà popolare non sottostà al primato della legge, si uccidono le persone e torna il dominio belluino&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-7796 aligncenter" title="eccehomo" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/10/eccehomo.jpg" alt="" width="404" height="520" /></p>
<p style="text-align: center;"><span><span><span>H. Daumier,</span><em> </em><span><em>Nous voulons Barabbas (Ecce homo)</em>, 1850</span>.</span></span></p>
<p>Per avvalorare il suo pensiero, Vendola ha passato in rassegna episodi contemporanei dimenticati quando non ignorati dai media, come il massacro perpetrato in un Paese violentemente antisemita come la Polonia nel 1946: molti ebrei, reduci da Auschwitz, vennero uccisi perché rapidamente si era sparsa la voce che &#8220;stavano rubando i bambini&#8221;. Gli stessi rom e sinti, che noi chiamiamo zingari, hanno subito una sorte molto simile: <em>&#8220;Non essendo ebrei ma nomadi sfuggivano al controllo sociale, e lombrosianamente considerati &#8216;geneticamente criminali&#8217;. Per questo si riteneva necessario, e comunque non colpevole, il poter sottrarre loro i figli, un delitto di cui noi oggi incolpiamo proprio loro&#8221;</em>.</p>
<p>Ma l&#8217;&#8221;affondo&#8221; è stato riservato alla <strong><em>cultura dell&#8217;individualismo</em></strong>: <em>&#8220;Oggi siamo educati a essere individui, non comunità. <strong>Ciò che conta è essere proprietari, per valere noi stessi</strong>. E, se non lo siamo, ci sfoghiamo con qualcuno più povero di noi, che potrebbe &#8216;insidiare&#8217; il nostro possesso. Vent&#8217;anni di tv consumistica hanno insegnato che esistiamo perché abbiamo <strong>bisogno di merce</strong>, e solo la merce ci dà una ragione di vita&#8221;</em>. Un processo di disumanizzazione dal quale il corpo e l&#8217;anima a un certo punto vorrebbero uscire, senza però averne più i mezzi: il valore, la parola sono andati perduti. <em>&#8220;Ecco spiegato il successo della <strong>cocaina</strong>, un tempo privilegio delle classi agiate, oggi alla portata di tutti, e non a caso: è una droga &#8216;individuale&#8217;, che tende a &#8216;rinchiudere&#8217; ciascuno nel proprio singolo delirio, lo fa entrare da solo nel suo illusorio castello di emozioni forti&#8221;</em>. Quelle distorsioni che in natura si chiamavano semplicemente sentimenti, e di cui adesso si anela un surrogato letale.</p>
<p>Ma quello che più ha affascinato Vendola, in questa sua appassionante rilettura del capolavoro manzoniano, è la ricerca, il cammino. <em>&#8220;La parola Provvidenza associata a Dio è quella che meno condivido della poetica manzoniana, a meno di non intendere la Provvidenza come il volto dell&#8217;altro (e dell&#8217;Altro)&#8221;</em>. Quell&#8217;altro che, per il silenzio talora inspiegabile di Dio stesso, siamo costretti a ricercare sempre: ognuno è solo nella morte, ma ognuno è affratellato in questa esperienza. Il silenzio ci spinge alla relazione, al riflesso, allo specchio, al ritrovamento di occhi e parole, all&#8217;arcano dei segni, alle &#8220;tracce&#8221; disperse da raccogliere con pazienza nell&#8217;immenso affresco della storia umana.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La Morte</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 07:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marechiaro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Mio caro Caronte, ti scrivo dalla Terra, dove sono col mio mantello nero che nessuno nota perché credono che sia una musulmana integralista. Voglio verificare di persona perché l&#8217;umanità è cambiata così tanto ed è già morta quando arrivo io. Sono qui in Italia, il paese di Dante Alighieri, che ha spifferato al mondo cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mio caro Caronte, ti scrivo dalla Terra, dove sono col mio mantello nero che nessuno nota perché credono che sia una musulmana integralista. Voglio verificare di persona perché l&#8217;umanità è cambiata così tanto ed è già morta quando arrivo io. Sono qui in Italia, il paese di Dante Alighieri, che ha spifferato al mondo cosa c&#8217;è nell&#8217;aldilà, a vedere dove son finiti i santi, i poeti immortali, i navigatori che traghetterebbero meglio di te le anime, voglio scoprire chi mi chiama anzitempo o mi manda via anche se non c&#8217;è più nulla da fare, chi fa morire prima di me, la Morte.</p>
<p style="padding: 5px 0pt; text-align: center"><img title="Sei su MenteCritica" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-death-01.jpg" alt="morte" /><br />
<a href="http://croaky.deviantart.com/art/Death-Angel-15196954" target="_blank"><small>Immagine tratta da deviantArt</small></a></p>
<p><span id="more-5087"></span></p>
<p>Alcuni prima dell&#8217;ultimo respiro mi dicono tutto: sono stati UCCISI o si sono &#8220;suicidati&#8221; per colpa di conviventi, amici occasionali, maniaci, delinquenti, il più delle volte senza che la legge facesse il suo dovere: Giustizia. No, non è stata le mia falce ad ucciderli. In realtà sono ben pochi gli uomini che trovo ancora vivi. Spesso mi viene il dubbio che qualcuno di questi sfortunati abbia il grosso difetto di pensare, di pensare troppo, e che vada a cercare al di là del suo lavoro e dei rapporti umani anche occasionali qualcosa che deve rimanere invece nascosto, che li ha uccisi solo un sicario. Cosa c&#8217;è dentro le pillole azzurre, dentro la droga spacciata per un semplice spinello, dentro beveroni torcibudella, dentro psicofarmaci?</p>
<p style="padding: 5px 0pt; text-align: center"><img title="Sei su MenteCritica" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-death-02.jpg" alt="morte" /><br />
<a href="http://hazzard7.deviantart.com/art/Grave-53155673" target="_blank"><small>Immagine tratta da deviantArt</small></a></p>
<p>I bruti nascono, crescono bruti o sono solo dei telecomandati? Perché esseri grandi e grossi pagano senza fiatare multe ingiuste, cedono a ricatti e ingiustizie d&#8217;ogni genere e poi sfogano la loro violenza con conviventi, i figli e i genitori anziani? Mi sto guardando attorno in questa strada sconosciuta, gente che va e che viene, forse gente in vacanza&#8230; no, non è gente in vacanza, non c&#8217;è nessuna spensieratezza nei loro occhi, solo quel gruppetto di ragazzi laggiù ride, ride ma in modo strano, le ragazze sembrano oche starnazzanti e i ragazzi emettono suoni gutturali scimmieschi e non c&#8217;è nulla di divertente nella loro bocca con gli angoli girati in giù. Ragazzi della loro età in altri tempi si sarebbero spaventati vedendomi, questi hanno la mia faccia stampata sulle T-shirt.</p>
<p>Devo adattarmi ai tempi, partecipare ai loro riti satanici, alle loro corse irresponsabili, ai loro festini, dove sniffano ceneri. Ci sto provando ma sono fuori dal tempo, non riuscirò mai a capirli, mi ci vorrebbe un fantasma che mi aggiorni su come vanno le cose. In quel palazzo austero con la scritta Tribunale ne vedo tanti. Entro col mio mantello nero che nessuno nota perché credono che sia un giudice. Mi appoggio con la mia falce alla scritta &#8220;La legge è uguale per tutti&#8221; ma nessuno protesta perché crede di veder materializzato il proprio pensiero: la legge uguale per tutti è falciata via ed è già morta, ma non l&#8217;ho uccisa io. E nemmeno ho ucciso le vittime dell&#8217;ingiustizia, ora diventati fantasmi in questi tribunali, pronti ad accogliere altre nuove vittime. Oh&#8230;. sto pensando, sto pensando troppo anch&#8217;io&#8230;.. Ma giuro di dire la verità, solo la verità, nient&#8217;altro che la verità: non ho usato io la falce per la scritta &#8220;La legge è uguale per tutti&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><em></em></p>]]></content:encoded>
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		<title>Centro Medicina Sportiva &#8220;Qua-Si Sana&#8221;</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/centro-medicina-sportiva-qua-si-sana/vere-donne/cruman/1136/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 11:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cruman</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno mi è toccato passare per le forche caudine della visita medico sportiva atta a verificare che il mio fisico - devastato dalla birra e dai pizzoccheri - sia ancora in grado di saltellare per un campo di giuoco e di ricevere allegre gomitate in ben selezionati punti del corpo.
Dopo alcuni giorni di visite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno mi è toccato passare per le forche caudine della visita medico sportiva atta a verificare che il mio fisico - devastato dalla birra e dai pizzoccheri - sia ancora in grado di saltellare per un campo di giuoco e di ricevere allegre gomitate in ben selezionati punti del corpo.</p>
<p>Dopo alcuni giorni di visite i miei compagni lamentavano strani disturbi: uno durante la doccia ha subito la decomposizione parziale del polpaccio sinistro e un altro durante un impegnativo scontro con una media rossa ha riportato la lussazione di tutte le cartilagini inferiori.</p>
<p>Insospettito dagli eventi mi sono recato all’umbalatorio con fare circospetto e……</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5274" title="soggetti" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/soggetti.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p><span id="more-1136"></span></p>
<p>Ero piuttosto teso quando entrai nello studio della dottoressa xxxxxxx: i fatti degli ultimi tempi avevano creato un alone di mistero attorno a questo evento. Certo è che l&#8217;aspetto della dottoressa e il quadro con la foto autografata di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Josef_Mengele" target="_blank">Mengele</a> appeso alla parete non contribuivano a rendere disteso l&#8217;ambiente.<br />
La dott.ssa non tardò a mettermi a mio agio facendomi domande intime su di me e su tutta la mia famiglia a partire dall&#8217;homo erectus. Poi entrò l&#8217;infermiera, decisamente scossa, anzi isterica: non aveva ancora aperto bocca e la dott. l&#8217;aveva già rimproverata per dodici motivi di cui undici inutili e uno completamente inventato.</p>
<p>Appena afferrato lo sfigmomanometro (che te ridi, si chiama così) l&#8217;infermiera entrò nel panico totale e dichiarò una pressione di 140 minima su 130 massima, mentre il mio braccio era diventato cianotico per la compressione delle arterie. Liberato dalla morsa fui fatto spogliare, stendere e fui privato delle mie otturazioni d&#8217;oro. Quindi venni cosparso di gel come una trota salmonata e mi furono applicate delle piccole ventose su tutto il petto. La sensazione era quelle di avere delle sanguisughe romantiche attaccate al corpo. La dott. passò alla macchinetta dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elettrocardiogramma" target="_blank">ECG</a> che non risparmiò di calci e improperi lamentandosi del suo mancato funzionamento e continuando a spostare le sanguisughe sul mio corpo come se cercasse la combinazione vincente.</p>
<p>Visti gli scarsi risultati decise di passare alla prova sotto sforzo che consisteva nello sguinzagliarmi dietro 4 pitbull (Vercingetorige, Ivan il terribile, Adolf e Fiocco di neve) e un facocero affamato. Dopo 76 minuti di inseguimenti e due combattimenti (clandestini) vinti, allo scopo di completare l&#8217;opera mi fu mostrata una foto di Platinette nuda… nudo… senza vestiti che si scola una birra.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-5275" title="200834122612_platinette_2" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/200834122612_platinette_2.jpg" alt="" width="300" height="385" /></p>
<p>A questa vista il mio cuore cedette (capirete avevo una sete pazzesca e vedere una birra fu un colpo troppo grande). Entrai in fibrillazione e mentre la dottoressa parlava al telefono con un&#8217;amica sulla tecnica e l&#8217;utilità socio-pedagocica del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punto_croce" target="_blank">punto croce</a>, l&#8217;infermiera mi afferrò per stendermi sul lettino, ma siccome ero tutto sudato e pieno di gel per l’ECG, continuavo a sgusciargli dalle mani. Così mi tramortì con uno sgabello e mi visitò sul pavimento. Nella semi incoscienza udii vagamente la trafelata discussione che ne seguì:</p>
<p><strong>Inf</strong>.: lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo!!<br />
<strong>Dott</strong>: prima che schiatti faccia l’ECG se no la visita non è valida e non ci pagano<br />
<strong>Inf</strong>: i sensori non rilevano niente!!<br />
<strong>Dott</strong>: (sempre al telefono): secondo me il punto croce ha una valenza sociale!<br />
<strong>Inf</strong>: dottoressa aiuto l’ECG non funziona!<br />
<strong>Dott</strong>: uff&#8230; metta più gel!!<br />
<strong>Inf</strong>: ma è già pettinatissimo!</p>
<p>Intanto rinvenni e la discussione continuò<br />
<strong>Dott</strong>: (al telefono) sì sì ok cià cià sì sì ciao ciao ciao ciao<br />
<strong>Inf</strong>: presto faccia qualcosa!!<br />
<strong>Dott</strong>: operiamo a cuore aperto!<br />
<strong>Io</strong>: qui sul pavimento?<br />
<strong>Dott</strong>: preferisce l’armadio?<br />
<strong>Io</strong>: no qui va bene, ma scusi se l’ECG non funziona come fa a dire che deve operare?<br />
<strong>Dott</strong>: appunto apriamo così vediamo se è tutto a posto!<br />
<strong>Io</strong>: anestesia?<br />
<strong>Dott</strong>: per gli interventi con ticket non è prevista!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/scrubs2.jpg" alt="" width="270" height="320" /></p>
<p>Seguirono urla e schizzi di sangue.</p>
<p>Dopo l’operazione, la dottoressa, che continuava ad affermare di non aver visto niente, mi prescrisse circa dodici visite di controllo tra cui: pulizia del colon, verifica dell’attività cardiaca durante l’uscita dall’atmosfera, espianto temporaneo del cuore con eventuale cottura in brodo di tacchino e una mammografia (!!). Tutto questo servirà ad accertare la mia condizione di salute o a privarmene.</p>
<p><strong>Io</strong>: ma dottoressa intanto posso giocare, sa, una delle visite me l’hanno fissata per il 2120<br />
<strong>Dott</strong>: certo per quello non c’è nessun problema.<br />
<strong>Io</strong>: mavaff&#8230;..</p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Invasione dei Cervelli Avariati</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cambiamo Pianeta</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Oltre le Righe]]></category>

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		<category><![CDATA[adulterazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo lo scandalo dei formaggi putrefatti rilavorati e immessi nel mercato come prodotti genuini, la Guardia di Finanza ha scoperto l’ennesima frode ai danni del paese. Cervelli in buone condizioni pare siano stati sottoposti a trattamenti atti a indurre processi di decomposizione. Sembra infatti che un rilevante quantitativo di materia grigia, danneggiata a seguito delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo lo <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/formaggi-truffa/formaggi-truffa/formaggi-truffa.html">scandalo dei formaggi putrefatti</a> rilavorati e immessi nel mercato come prodotti genuini, la Guardia di Finanza ha scoperto l’ennesima frode ai danni del paese. Cervelli in buone condizioni pare siano stati sottoposti a trattamenti atti a indurre processi di decomposizione. Sembra infatti che un rilevante quantitativo di materia grigia, danneggiata a seguito delle lavorazioni operate da questa industria del malaffare, sia stata successivamente ripresentata sotto forma di politici e parlamentari, apparentemente in grado sia d’intendere che di volere. Logicamente rientravano nel mercimonio quelli già devastati e non funzionanti, che anzi consentivano di risparmiare sui costi di trasformazione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm1.static.flickr.com/200/492738683_e15fb0d16e.jpg?v=0" alt="abnormal brain f. jr" width="500" height="270" /></p>
<p><span id="more-4540"></span></p>
<p>I principali indagati per questa truffa sarebbero un noto imprenditore milanese, che attraverso le proprie aziende operava direttamente nell’adulterazione delle menti, in collaborazione con una non ben identificata organizzazione siciliana, che sembrerebbe avere un ruolo determinante nel processo di deterioramento. Un business multimiliardario ed estremamente ben strutturato, che abbraccia ogni settore dell’economia.</p>
<p>Molti di questi encefali avariati, grazie alla dedizione delle forze dell’ordine, sarebbero stati già rintracciati in entrambe le aule del Parlamento, ma non solo. Diversi sono stati i ritrovamenti fra le grandi firme del giornalismo, proprio nel gotha dell’informazione, fra i dirigenti di alcuni dei più importanti gruppi industriali nostrani e persino all’interno del clero, a tutti i livelli. Non sarebbero esenti da questa immissione di masse cerebrali guaste anche le alte sfere vaticane.</p>
<p>Vi sono ancora molte ombre sull’accaduto e la magistratura dovrà lavorare parecchio prima di fare luce su alcuni degli elementi più oscuri. Il sospetto è che questa rete criminosa stia operando da diversi anni, probabilmente godendo di protezioni eccellenti e usufruendo dell’appoggio di personaggi chiave all’interno delle istituzioni. Il timore degli inquirenti è che lo smercio si sia allargato anche fra la cittadinanza. Ciò spiegherebbe la serie di episodi inquietanti ed apparentemente insensati che hanno caratterizzato gli ultimi quindici anni della Repubblica. Il rischio potrebbe essere quello di assistere ad una escalation di fenomeni angoscianti e contrari a qualsiasi logica.</p>
<p>Se doveste osservare in chi vi circonda la totale incapacità di formulare pensieri coerenti, la refrattarietà ad ogni sorta di abuso e sopruso, la totale assenza di spirito critico, l’attitudine alla sottomissione e la masochistica predilezione per ogni tipo di raggiro, avvisate subito Carabinieri, Polizia e rivolgetevi al Servizio Sanitario Nazionale. Le ultime scoperte dimostrerebbero che l’interazione con quantitativi rilevanti di cervelli contraffatti potrebbero indurre gravi danni.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-4571" title="zombies" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/zombies.jpg" alt="" width="480" height="272" /></p>]]></content:encoded>
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		<title>Seme di Stella</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/seme-di-stella/leggere/mc/5788/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 11:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Leggere]]></category>

		<category><![CDATA[futuro]]></category>

		<category><![CDATA[guerra]]></category>

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		<description><![CDATA[A Sofia Valeria, Selina, Gaia e Haize. Quattro piccoli semi piantati nel futuro.
Luce Dallo Spazio Profondo
La meteora è infinitamente piccola. Il suo ingresso nell&#8217;atmosfera terrestre viene a stento registrato da tre satelliti che riescono a triangolarne la posizione. Una volta calcolata massa, velocità e traiettoria, i dati finiscono in un file dimenticato dove nessuno li [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">A Sofia Valeria, Selina, Gaia e Haize. Quattro piccoli semi piantati nel futuro.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Luce Dallo Spazio Profondo</strong></p>
<p>La meteora è infinitamente piccola. Il suo ingresso nell&#8217;atmosfera terrestre viene a stento registrato da tre satelliti che riescono a triangolarne la posizione. Una volta calcolata massa, velocità e traiettoria, i dati finiscono in un file dimenticato dove nessuno li leggerà mai.<br />
<span id="more-5788"></span> L&#8217;impatto con l&#8217;atmosfera rende la pietra incandescente. L&#8217;angolo di incidenza molto acuto comporta un percorso più lungo e questo, inevitabilmente, disperde una gran quantità di massa in energia. La meteora, già delle dimensioni di un uovo di struzzo, si trasforma in un chicco incandescente di materia che si pianta, in una fredda notte di ottobre, a sette metri di profondità alle pendici della catena dei Monti Zagros, nei pressi di dove sorgeva l&#8217;antica città di Anšan.<br />
La scia che la meteora ha disegnato nel cielo è stata così sottile e così breve che nessun innamorato ha potuto farla sua per promettersi un futuro d&#8217;amore con la donna a cui stringe la mano.<br />
In quella notte altre 4000 stelle cadenti solcano il cielo della Terra producendo scie bellissime, ma di esse non rimarrà alcuna traccia.<br />
L&#8217;Universo, nella sua severa economia, distribuisce i fenomeni secondo un disegno oscuro.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Sangue Nero</strong></p>
<ul>
<li>&#8220;Non è possibile che abbiano deciso di ridurre la produzione in questo modo, non si rendono conto che ci prendono alla gola e che saremo costretti a reagire?&#8221;</li>
<li>&#8220;Dal loro punto di vista è la mossa giusta. Sanno che ne hanno ancora per pochissimo tempo e che noi non possiamo pompare dai nuovi giacimenti la quantità che ci serve. E&#8217; la legge della domanda e dell&#8217;offerta&#8221;</li>
<li>&#8220;Senti, non venire a parlarmi di mercato libero proprio qui e proprio adesso. Qui non stiamo facendo una riunione del WTO e non stiamo rilasciando dichiarazioni alla stampa. Sai bene che le nostre riserve sono quasi esaurite e che nel giro di settimane saremo in ginocchio. Dobbiamo muoverci e adesso. Abbiamo bisogno di altri cinque anni per rendere efficienti le nuove tecnologie e i nuovi pozzi. Chi colpisce per primo, colpisce due volte. Preferisci tenere la mano sul rubinetto o preferisci essere quello che la stende per chiedere?&#8221;</li>
<li>&#8220;Lo sai cosa rischiamo se facciamo una cosa del genere?&#8221;</li>
<li>&#8220;Lo so, ma non vedo alternative&#8221;</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Presidente</strong></p>
<p>Il Presidente è un uomo solo. Ha perso la moglie e i due figli in un terribile incidente. Certe cose accadono anche a un uomo nella sua posizione.<br />
Ora siede e legge i rapporti che sono sulla sua scrivania. In piedi, di fronte a lui, gli uomini in divisa attendono silenziosi il suo responso.<br />
Il Presidente alza finalmente gli occhi dalle carte. Gli sembra quasi di sentire un sospiro di sollievo.<br />
&#8220;Siamo proprio a questo?&#8221;<br />
&#8220;Sì Signor Presidente, la situazione nel quadrante è peggiorata in poche ore. Non reagire vorrebbe dire che accettiamo lo status quo e poi sarà impossibile ripristinare il controllo sulla regione. Lei sa cosa significa, vero?&#8221;<br />
Il Presidente lo sa benissimo. Non sarebbe arrivato alla posizione in cui si trova se certe cose non le avesse capite prima degli altri.<br />
&#8220;Signori, prima di prendere una decisione vorrei che mi lasciaste solo per qualche minuto&#8221;<br />
Gli uomini in divisa si guardano come per dirsi &#8220;Ma non c&#8217;è tempo, bisogna decidersi &#8230;&#8221; poi, forse, si rendono conto della responsabilità che poggia sulle spalle del Presidente ed escono silenziosamente.<br />
Il Presidente vede la porta chiudersi e prende a fissare il ritratto che ha sulla scrivania. Si chiede perché sia toccato a lui una scelta del genere. Una scelta che riguarda il futuro di tutti. Vero, il futuro, ma cosa vuol dire &#8220;futuro&#8221; per un uomo che ormai ha più di 70 anni e non ha più famiglia?</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La Notte dei Campanelli</strong></p>
<p>Il tenente e il capitano sono seduti nel bunker trenta metri sotto il suolo della madre patria. Uno legge, l&#8217;altro scrive su un piccolo taccuino. Nell&#8217;aria solo il ronzio del condizionatore.<br />
Quando scatta il segnale, i gesti sono calmi, automatici. Cintura di sicurezza, cuffia, microfono, illuminazione di emergenza. Le operazioni si svolgono senza stress. E&#8217; già successo mille volte che suonassero i campanelli d&#8217;allarme e si arrivasse fino alla fine per fare un&#8217;esercitazione. L&#8217;abitudine e l&#8217;addestramento hanno completamente svuotato quei gesti del loro significato ferale.</p>
<ul>
<li> &#8220;Sequenza di partenza 3,2,1 &#8230; avviata&#8221;</li>
<li> &#8220;Kappa, affermativo. Inserimento codici obiettivi primari e secondari&#8221;</li>
<li> &#8220;Kappa. Inseriti. Richiesta autorizzazione in codice&#8221;</li>
<li> &#8220;Kappa. In attesa &#8230; In attesa &#8230; In attesa &#8230; ecco: sequenza S&#8230;Y&#8230;Z&#8230;0&#8230;1&#8230;K&#8221;</li>
<li> &#8220;SYZ01k affermativo. Innesco primario attivato&#8221;</li>
<li> &#8220;Innesco primario attivato&#8221;</li>
<li> &#8220;Inserisco chiave BLU ROSSO ROSSO GIALLO&#8221;</li>
<li> &#8220;Chiave BLU ROSSO ROSSO GIALLO inserita&#8221;</li>
<li> &#8220;Attesa autorizzazione finale &#8230; un momento&#8230; attendo &#8230; autorizzato. Girare chiave&#8221;</li>
<li> &#8220;Kappa, chiave girata&#8221;</li>
</ul>
<p>Il tenente ha solo un attimo per leggere il numero della chiave che ha appena inserito. Il 666 serigrafato sulla superficie dorata gli ricorda qualcosa che ha letto, ma non c&#8217;è tempo per farselo venire in mente. Il bunker inizia a tremare mentre i motori dei vettori si accendono e le cupole si spalancano per fare entrare la luce delle stelle.</p>
<p>Lentamente gli arpioni iniziano il percorso invisibile che li porterà a conficcarsi nella carne del nemico. Gli allarmi, con trilli leggeri, risuonano nella sala di comando. Gli uomini si guardano increduli.<br />
Alla fine, non era un&#8217;esercitazione.<br />
Mentre nel cielo buio si disegnano cento lame di luce, a lungo temuta ma comunque inattesa, al suono dei campanelli, giunge l&#8217;Apocalisse.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Lungo Inverno</strong></p>
<p>I due uomini indossano tute bianche maschere e respiratori che li mimetizzano completamente nel largo cratere dove fino a dieci anni prima sorgeva Gerusalemme. A circa 50 metri, l&#8217;orso bianco procede anche lui quasi invisibile nella neve. Gli uomini lo seguono con i binocoli all&#8217;infrarosso.<br />
I due sono sotto vento e si parlano bisbigliando.</p>
<p>&#8220;E&#8217; utile Ivan?&#8221;<br />
&#8220;Secondo me sì, secondo me sì.&#8221;<br />
&#8220;Io credo di no, non vedi come si trascina? Lasciamolo andare, non è utile. Ci scommetto che non è utile&#8221;<br />
&#8220;Se fosse per te nessuno sarebbe utile. Non siamo nella situazione di poter fare gli ecologisti. Quello che ci è scappato l&#8217;altro ieri era utile secondo me.&#8221;<br />
&#8220;No, ormai non ce n&#8217;è niente di utile da queste parti. Appena entrano nella Zona diventano inu&#8230;&#8221;<br />
Lo sparo leggero interrompe la discussione. Ivan ha deciso che era utile. Valery guarda l&#8217;orso accasciarsi e poi Ivan.<br />
&#8220;lo sai che abbiamo solo 8 cartucce ancora. L&#8217;hai sprecata.&#8221;<br />
Ivan si alza e si avvia verso la carcassa.<br />
&#8220;Vediamo&#8221;</p>
<p>Mentre i due uomini avanzano faticosamente nella neve alta, il vento inizia a soffiare e la temperatura scende rapidamente. Il cielo di primo mattino è scuro come in un giorno di temporale come da dieci anni a questa parte ormai.<br />
A meno di cinque metri dalla carcassa, il contatore inizia a ticchettare come se fosse impazzito. I due uomini si bloccano e arretrano rapidamente.<br />
&#8220;Non era utile&#8221; dice Valery, quasi felice di avere ragione. Ivan non gli risponde. la marcia nella neve gli toglie il fiato e sa che ora le cose si mettono peggio che mai. 7 cartucce e meno di 30 chili di carne congelata al rifugio sotterraneo. Di questo passo ne hanno ancora per un paio di settimane ancora, poi saranno loro a diventare inutili.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Nuovo Pozzo</strong></p>
<p>Safir è un piccolo villaggio nato pochi anni dopo la fine della Grande Notte. Si affaccia su una larga superficie di acqua salata. I suoi abitanti non sanno cosa ci sia oltre quello che chiamano mare. Il vento soffia perenne. Fa freddo per la maggior parte del tempo. Oltre le montagne alle spalle di Safir, si stende una infinita superficie ghiacciata.<br />
Nella stagione calda, ogni tanto i ghiacci si squarciano. Oggi è uno di quei giorni. Una pesante lastra di ghiaccio si è aperta nel centro e ha portato alla luce un&#8217;apertura che scende profonda nel sottosuolo come un vero e proprio pozzo.<br />
I cacciatori si sono armati di torce ed hanno percorso il lungo cunicolo con molta cautela.<br />
Le pareti sono levigate e, ogni tre passi, nel muro c&#8217;è una piccola lastra circolare trasparente che sembra essere di ghiaccio, ma non è fredda e non si scioglie. Sul muro sono dipinti simboli incomprensibili che gli uomini illuminano con le torce e cercano di seguire con le dita: &#8220;A.T.NZ&#8230;E D..OSIT. 8&#8243;.<br />
Alla fine giungono in una larga sala circolare. Per terra ed ovunque negli scaffali ci sono dei strani oggetti. L&#8217;aria odora di muffa. Gli uomini cercano di capire di cosa si tratti. Alcuni sono impregnati d&#8217;acqua e completamente marci. Appena toccati si trasformano in poltiglia nelle loro mani. Quelli sulle mensole, invece, sono asciutti. Hanno un dorso rigido, ma all&#8217;interno tanti sottili veli morbidi che somigliano a stoffa, ma molto fragili. Gli uomini cercano di annusarli, ma il loro odore non è quello del cibo. Appena un cacciatore avvicina la torcia per cercare di capire cosa siano i simboli disegnati sull&#8217;oggetto, i veli di cui è composto si anneriscono e prendono fuoco.<br />
Il cacciatore lo lascia cadere, ma fa segno agli altri di raccogliere quanti più possibile degli oggetti asciutti che ci sono nella sala.<br />
Questo è un giorno fortunato. I cacciatori hanno trovato un vero e proprio pozzo di materiale combustibile. Il freddo uccide i bambini di Safir ed è quasi impossibile trovare legna per fare il fuoco. Bisognerà difendere questa risorsa a qualsiasi costo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>L&#8217;Ultimo</strong></p>
<p>Non ha un nome perché non saprebbe cosa farsene. Da quando sua madre è morta non ha incontrato più nessuno. Lui è restato accanto al corpo per tre giorni, poi la fame e l&#8217;odore l&#8217;hanno spinto ad allontanarsi. Da allora ha vissuto cibandosi di piante ed insetti, ma ora è malato. Non vede bene, il suo corpo è caldo ed il respiro è affannoso e concitato.<br />
Ora si stende per riposare. Di fronte a lui un desolato pianoro bruciato dal sole implacabile. Ha una sete tremenda. Sono due giorni che non beve e intorno non c&#8217;è traccia di acqua.<br />
Allora chiude gli occhi e si ripara il viso con la mano. E&#8217; nudo, magrissimo, alto meno di un metro e mezzo e la sua pelle è scura e dura come se fosse cuoio. L&#8217;ultimo uomo muore dormendo. Inconsapevolmente, come ha vissuto la sua brevissima e povera vita.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Seme di Stella</strong></p>
<p>Oltre dieci secoli dopo l&#8217;impatto, la meteora giunge finalmente in prossimità della superficie. Gli sconvolgimenti del pianeta hanno attivato una vigorosa reazione chimica in quel piccolo agglomerato di materia. Prima il fuoco della furia, poi il lunghissimo freddo ed infine le alte energie liberate dal pianeta hanno messo in moto un processo lento, ma inesorabile.<br />
Le molecole del seme di stella si legano con quelle che lo circondano. La luce del sole fornisce l&#8217;energia necessaria e strutture sempre più complesse iniziano a intrecciarsi chimicamente le une alle altre. Alla fine di questo lungo percorso, se gli eventi saranno propizi, ci sarà nuova vita. Certo, ci verrà tempo, ma ormai non c&#8217;è più nessuno ad attendere e l&#8217;Universo ha una pazienza infinita.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Papillon, Insegnami a Evadere da Questa Sedia: l&#8217;Arte di Non Arrendersi Mai</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Aug 2008 07:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buscialacroce</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sono sempre rimasto affascinato da Papillon, un grande successo cinematografico del 1973 con Steve McQueen e Dustin Hoffman, così ho deciso di approfondire l&#8217;argomento.
Chiedendo a san google - come dice la mia amica Adele -  ho scoperto che Papillon non era un personaggio inventato: la sua storia è la storia vera dell&#8217;autore del libro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre rimasto affascinato da <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papillon_(film)" target="_blank">Papillon</a></strong>, un grande successo cinematografico del 1973 con Steve McQueen e Dustin Hoffman, così ho deciso di approfondire l&#8217;argomento.</p>
<p>Chiedendo a san google - come dice la mia amica Adele -  ho scoperto che Papillon non era un personaggio inventato: la sua storia è la storia vera dell&#8217;autore del libro autobiografico da cui fu tratto il film: Henri Charrière. Il suo nomignolo, <em>Papillon</em>, era nato per via di una farfalla tatuata e sulle sue disavventure scrisse due libri, ingiustamente dimenticati, &#8220;Papillon„ e &#8220;Banco„.</p>
<p style="text-align:right"><img class="alignnone size-full wp-image-4364" title="papillon" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/papillon.jpg" alt="" width="468" height="336" /></p>
<p><span id="more-4276"></span></p>
<p>Nel 1931, all&#8217;età di venticinque anni, il protagonista venne condannato ai lavori forzati per un omicidio che molto probabilmente non aveva neanche commesso. Spedito al bagno penale - forse la parola giusta è <em>lager</em> - nella Guyana Francese, visto che non aveva più nulla da perdere, in tredici anni tentò la fuga ben nove volte. La voglia di tornare in Francia per vendicarsi di chi l&#8217;aveva condannato gli fece sopportare abusi pesantissimi. Una volta, ripreso dopo un tentativo di fuga, fu rinchiuso per due anni nell&#8217;Isola Reale in una cella larga un metro e mezzo per quattro, praticamente al buio, con pochissimo cibo, con l&#8217;obbligo del silenzio, guardato a vista. E, come se non bastasse, con un caldo boia e in compagnia di tanti insettacci pericolosi, come un centopiedi che se ti pizzica fa un male tremendo e ti fa venire la febbre altissima.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4278" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/henry-charrier.jpg" alt="" width="293" height="346" /></p>
<p>Dopo tredici anni di tentate evasioni, alcune dai risvolti drammatici, la fortuna gli diede una mano: a bordo di due sacchi di canapa pieni di noci di cocco scappò dalla minuscola isola del Diavolo. Dopo giri assurdi, da Georgetown, capitale dell&#8217;odierna Guyana allora sotto dominio inglese, prese il mare con altri evasi per poi sbarcare in Venezuela. Poiché c&#8217;era la guerra, chi tentava l&#8217;evasione, se ripreso, veniva condannato a morte; per giustificare la condanna i francesi dicevano che chi evadeva lo faceva per tornare in Francia per combattere con Petàin, nemico di De Gaulle e amico dei nazisti.</p>
<p>Nelle sue rocambolesche fughe fu più volte aiutato dalle tribù indigene e dalle popolazioni locali. Per otto mesi rimase con la tribù dei <a href="http://www.everyculture.com/wc/Tajikistan-to-Zimbabwe/Guajiros.html">Guajiros</a> considerati da tutti come dei selvaggi tagliagola. I Guajiros non avevano certo una civiltà evoluta come quella francese, ma non avevano alcun pregiudizio verso gli altri. Quindi, vedendo che Papillion - considerato in Francia un rifiuto della società - con loro si comportava benissimo, lo accettarono come uno di loro: tanto che, se avesse voluto, sarebbe potuto restare li per sempre.</p>
<p>Nell&#8217;ultima fuga insieme a due evasi arrivò stremato in Venezuela; alcuni pescatori si presero cura di loro finché non si ripresero, poi fu arrestato e dopo un anno circa finalmente tornò ad essere un uomo libero. Nel libro, l&#8217;autore fa dire a quei pescatori una frase meravigliosa: <em>Un uomo non è mai perduto. Qualsiasi cosa abbia commesso, ad un certo momento della sua vita c&#8217;è sempre la possibilità di recuperarlo e di farne un uomo buono e utile alla comunità.</em></p>
<p style="text-align:right"><img class="alignnone size-full wp-image-4277" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/henry-charrier-book.jpg" alt="" width="220" height="349" /></p>
<p>Henry Charrière, in mezzo a tutto l&#8217;orrore creato dalla civiltà occidentale, non ha mai perso la sua umanità e ha cercato di aiutare chi era più sfortunato di lui. Racconta così di un detenuto colpito da emiplegia:</p>
<p><em>Dalle guardie e dai reclusi è soprannominato Piccolino. Viene trattato bene e riceve scrupolosamente il rancio, tre volte al giorno, e delle sigarette. I suoi occhi azzurri vivono intensamente e il suo sguardo non è sempre triste. Se guarda qualcuno che gli va, le sue pupille brillano di gioia. Capisce tutto quanto gli si dice, ma non può parlare né scrivere: il suo braccio destro paralizzato non glielo permette, e alla mano sinistra gli manca il pollice e due dita. Questo relitto rimane per ore incollato al filo spinato, in attesa che io passi con la verdura, perché è questa la strada che faccio per recarmi alla mensa degli ufficiali. Quindi, tutte le mattine, quando porto la mia verdura, mi fermo per parlare con Piccolino. </em></p>
<p><em>Appoggiato ai fili di ferro spinato, mi guarda con i suoi begli occhi azzurri pieni di vita in un corpo quasi morto. Gli dico delle parole cortesi e lui con la testa o le palpebre mi fa capire che ha colto tutta la mia conversazione. La sua povera faccia paralizzata s&#8217;illumina un momento, e i suoi occhi brillano volendo esprimere chissà quante cose. Gli porto sempre qualcosa di buono: un&#8217;insalata di pomodori, lattuga o cetrioli già preparati con salsa all&#8217;aceto, o un piccolo melone, o un pesce cotto sulle braci. Non ha fame, perché il cibo è abbondante al bagno penale venezolano, ma sono cose che variano il menu ufficiale. Qualche sigaretta completa sempre i miei piccoli regali. È diventata un&#8217;abitudine fissa, questa visita breve a Piccolino, al punto che i soldati e i carcerati lo chiamano il figlio di Papillon.</em></p>
<p>Alla fine Papillon ha capito che era finito in quel girone dantesco anche per colpa sua: se non si fosse messo a fare il ladro forse la sua vita sarebbe stata diversa. E&#8217; per questo che ha rinunciato alla sua vendetta. C&#8217;è da dire però che i detenuti, anche se colpevoli di delitti orrendi, non devono essere trattati peggio delle bestie come accade ancora oggi a Guantanamo.</p>
<p style="text-align:center"><img class="alignnone size-full wp-image-4363" title="acthoffmanpapillon" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/acthoffmanpapillon.jpg" alt="" width="400" height="287" /></p>
<p>Se volete sapere di più su Henry Charrière cercate i suoi due libri e, leggendoli, sicuramente imparerete qualcosa di buono.</p>
<p>Perché vi parlo di Papillion? Semplice. Perché anch&#8217;io, come lui, <a href="http://www.mentecritica.net/confessioni-di-un-disabile-di-merda-2-chi-non-muore-campa/oltre-le-righe/buscialacroce/3980/" target="_blank">sono costretto a lottare contro una cosa più grande di me</a> e, anche se difficilmente ne uscirò vincitore, non mi arrenderò. Tanto non ho nulla da perdere: così spero anch&#8217;io che un giorno possa evadere dalla mia isola del Diavolo.</p>]]></content:encoded>
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		<title>I Mercoledì dal Parrucchiere (riflessioni in forma di dialogo) - Le Ferie</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 14:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Proietti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Leggere]]></category>

		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[-          Ciao Ci&#8217;
-          Ciao Le&#8217;, come stai?
-          Stremata! Siamo tornati ieri mattina, c&#8217;ho valigie dappertutto, una collina di panni sporchi. Quanto mi stancano le ferie! Fosse per me non uscirei mai dal quartiere.
-          Ma almeno vi siete divertiti?
-          Come a Kabul! 6 ore di fila a Civitavecchia&#8230;.un traghetto sporco che non ti dico&#8230;siamo arrivati al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>-          Ciao Ci&#8217;<br />
-          Ciao Le&#8217;, come stai?<br />
-          Stremata! Siamo tornati ieri mattina, c&#8217;ho valigie dappertutto, una collina di panni sporchi. Quanto mi stancano le ferie! Fosse per me non uscirei mai dal quartiere.<br />
-          Ma almeno vi siete divertiti?<br />
-          Come a Kabul! 6 ore di fila a Civitavecchia&#8230;.un traghetto sporco che non ti dico&#8230;siamo arrivati al villaggio e m&#8217;è venuta una depressione&#8230;.<br />
-          Perché?</p>
<p style="text-align: right;"><img title="ren_28_32207_d2009_big" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/ren_28_32207_d2009_big.jpg" alt="" width="250" height="250" /></p>
<p><span id="more-5183"></span>-          Sembrava una riserva per deficienti! Fai conto una puntata di Lucignolo, ma meno pornografica.<br />
-          Ah ah! T&#8217;hanno acchiappata gli animatori!<br />
-          La terza sera mi volevano vestire da Cappuccetto Rosso, ne ho dovuto mordere uno perché la smettessero. E qui? Che è successo?<br />
-          E&#8217; scattata l&#8217;operazione <em>Roma Città Chiusa.</em><br />
-          Ah già, c&#8217;è l&#8217;esercito per le strade. E come va come va? Che fanno?<br />
-          Qui da noi, pattugliano l&#8217;ufficio postale di Viale Adriatico, quello centrale.<br />
-          E perché?<br />
-          Beh, perché è un obiettivo sensibile.<br />
-          Sensibile a che? Ma se è impossibile rapinarlo! E&#8217; sempre pieno di gente e c&#8217;ha solo un ingresso! Poi con tutte quelle sedie devi fare i 400 ad ostacoli per scappare. E se pure scappi resti intrappolato a quella rotatoria per autistici  che hanno fatto in piazza.<br />
-          &#8230;&#8230;..si però c&#8217;era sempre quella zingara che ti voleva leggere la mano&#8230;&#8230;.<br />
-          Ah ecco. E adesso non c&#8217;è più?<br />
-          Ha traslocato davanti la Coop e non legge più la mano: ti aiuta a mettere la spesa in macchina.<br />
-          Ha fatto carriera! E&#8217; <em>socialmente utile</em>. Ma secondo te, perché hanno sparpagliato l&#8217;esercito per le strade?<br />
-          Mio cognato dice che <em>è tutta propaganda</em>. Perché  avevano promesso più sicurezza, ma pure Maroni e coso&#8230;&#8230;La Russa, non avevano capito bene come si doveva fare, pensavano che significasse mettere un carabiniere ad ogni incrocio. Però, avendo tagliato i fondi alle Forze dell&#8217;Ordine, hanno supplito con l&#8217;esercito. Che tanto i soldati nelle caserme stanno solo a scaldare le sedie, ora  scaldano  camionette.<br />
-          Mi sa che tuo cognato è un po&#8217; comunista.<br />
-          Marxista-trotskysta, dice lui.<br />
-          E che significa? E&#8217; grave Ci&#8217;?<br />
-          Non lo so. Sono 30 anni che lo puntualizza, ma non ce lo spiega.<br />
-          Mio suocero invece, ha detto che <em>era ora che ‘ste strade fossero più controllate.</em> Perché di tutti ‘sti Rom e negri e mignotte, non se ne può più.<br />
-          Mi sa che tuo suocero è un po&#8217; fascista.<br />
-          Ciarrapichista, Ci&#8217;.<br />
-          Condoglianze, Le&#8217;.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Bologna, l&#8217;Insonnia e l&#8217;Insolito</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/bologna-linsonnia-e-linsolito/leggere/sara/5229/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 17:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Leggere]]></category>

		<category><![CDATA[al-femminile]]></category>

		<category><![CDATA[futuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Dormire solo dall&#8217;una alle tre di notte la sera prima di un esame, ma non per l&#8217;agitazione, per altri pensieri; continuare a bere e continuare ad avere sete; farsi una doccia di notte nel tentativo di addormentarsi peggiorando così la situazione; rialzarsi, disegnare il progetto per una casa, tornare a letto senza risultati e accorgersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dormire solo dall&#8217;una alle tre di notte la sera prima di un esame, ma non per l&#8217;agitazione, per altri pensieri; continuare a bere e continuare ad avere sete; farsi una doccia di notte nel tentativo di addormentarsi peggiorando così la situazione; rialzarsi, disegnare il progetto per una casa, tornare a letto senza risultati e accorgersi quindi verso le sei che sta ricominciando a piovere.<br />
<span id="more-5229"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5232 aligncenter" title="1969907964_060112fd92_b" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/1969907964_060112fd92_b.jpg" alt="" width="500" height="499" /></p>
<p>Alzarsi definitivamente, questa volta perché la giornata sta iniziando.<br />
Avere i brividi e le punte dei piedi non troppo felici, in casa ci sono 23°.<br />
Vegetare un pò davanti alla tv accorgendosi che anche alle sei e mezza fanno sensazionalismi sulla cronaca nera asserendo che &#8220;di sera in Italia sopravvivere è già un privilegio&#8221;, uau mi è andata bene anche sta volta.</p>
<p>Sentire il vento che entra dalle finestre spalancate, scorgere il sole dietro alle case, avere voglia di uscire.<br />
Mettersi la felpa (e accorgersi che è freddo anche così, maledetti braghini), ricordarsi le chiavi di casa, uscire. Trovare per caso il benzinaio &#8220;di fiducia&#8221; al bar, salutarlo come si salutano i compaesani nei paesini di provincia.</p>
<p>Sento il profumo della montagna, il profumo del verde, il vento che saluta i mattinieri già in giro, aria pulita che entra nel naso quasi spontaneamente, senza farsi troppo pregare. A Bologna stamattina si sta bene. Buongiorno.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Mi era Sembrato che Anche Carneade Volesse Stare Zitto…</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lupoalburnino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il Bello della Politica]]></category>

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		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>

		<category><![CDATA[Carneade]]></category>

		<category><![CDATA[comicità]]></category>

		<category><![CDATA[italia]]></category>

		<category><![CDATA[papa]]></category>

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		<category><![CDATA[satira]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina il cielo è  rannuvolato e lo sono un po’ anch’io. Non so nemmeno per quale ragione. Mi accingo a fare colazione quando sento grattare sui vetri del balcone che dà direttamente in giardino. Giardino? Un po’ di terreno intorno al mio appartamento, sì e no settanta mq, anche mal tenuto. Guardo con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina il cielo è  rannuvolato e lo sono un po’ anch’io. Non so nemmeno per quale ragione. Mi accingo a fare colazione quando sento grattare sui vetri del balcone che dà direttamente in giardino. Giardino? Un po’ di terreno intorno al mio appartamento, sì e no settanta mq, anche mal tenuto. Guardo con un certo sospetto, ma anche con un po’ di apprensione, temendo di trovarmi di fronte ad un rom che mi vuole aggredire a tradimento in casa mia. Penso subito che devo provvedere…ma nel giardino vive e vegeta Carneade, il mio cane. Che fa? Nemmeno si è degnato di darmi un leggero allarme con un piccolo latrato? Invece dietro il vetro c’è proprio Carneade, che mi fa segno di volere entrare.<br />
<span id="more-4067"></span><br />
<img style="float: left; margin: 5px;" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Carneade, come ti permetti? I patti erano e sono chiari. Tu in casa non entri. Hai la tua cuccia nel giardino e ti basta e “soperchia”. Mi vuoi far litigare con mia moglie, nonché signora e padrona anche tua?”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Solo per questa volta. Ti devo dire una cosa seria”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Scusa, devi proprio entrare in casa? Vengo io sul balcone se è proprio una cosa seria e facciamola finita”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“No, no, non è possibile. Qualcuno potrebbe sentirmi. Come tu sai gli inquilini di questo palazzo hanno votato tutti per Berlusconi. Tu vuoi la mia rovina ed anche la tua?”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Ma che vai cianciando? A me di Berlusconi e compagnia bella, per cinque anni, non me ne frega un bel niente. Ti sei dimenticato il mio proponimento? Io per cinque anni non voglio più parlare di politica, sia chiaro. E adesso fammi il piacere di non rompermi i “coleos”. Te lo dico in latino così mi pare di essere meno volgare”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Io so cosa significano i tuoi coleos, ma non mi sembra che tu ne abbia a sufficienza se ti rifiuti di parlare con me che sono il tuo amico più fedele”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Fedele tu! Ma fammi il piacere. Se tutti i cani randagi che ti passano accanto sanno vita, morte e miracoli miei e della mia famiglia…”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“E di che ti lamenti? Solo così riesci ad avere un po’ di visibilità, cosa cui tieni in modo particolare”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Dai, entra e spera che non ti veda mia moglie, altrimenti sono cavoli tuoi e miei”.</p>
<p><em>E così, dopo aver ben bene chiusa la porta, Carneade entra in casa, in cucina per l’esattezza, per la seconda volta: la prima fu quando me lo regalarono! </em></p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Cosa c’è di tanto misterioso da dirmelo come se stessimo in confessionale? Non mi vorrai dire le solite “barzellette” che in questi giorni si leggono su Internet?”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Ma quali solite barzellette! E poi, io non ho mai detto barzellette. Sono un cane serio come Carneade, sconosciuto quanto vuoi, ma serio, di cui ho il nome. Come sai e come si dice: Berlusconi è diventato più buono dopo la sua vittoria schiacciante alla competizione elettorale del 13 e 14 aprile scorso. Può anche permetterselo, del resto. Chi gli fa più ombra? Nemmeno il Papa, se è riuscito a non nominare un solo, uno solo dico, ministro cattolico. E tutto il suo buonismo e le sue aperture verso gli avversari, Veltroni in particolare, non tendono a farsi eleggere Capo dello Stato in un prossimo futuro. No! Le sue mire vanno ben oltre”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Tu mi incuriosisci sempre di più. In America sai qual è il sogno più grande? Diventare il Presidente USA. In Italia non può essere diversamente! Ma poi dove le prendi certe notizie se stai solo come un “cane”, scusami mi è scappato, in giardino e solo qualche volta andiamo a fare una semplice passeggiata nei dintorni di casa, perché il fatto di portarmi dietro l’occorrente per i “tuoi bisognini” proprio non mi piace”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Ecco perché non esco quasi mai! E poi dici di essermi affezionato. Non è vero: mi sopporti. Ed io che mi preoccupo di metterti a conoscenza degli avvenimenti che cambieranno, anzi sconvolgeranno gli scenari politici universali”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“E dai! Non farmi dire che ti voglio bene come si può volere bene ad un cane. Non pretenderai che mi metta a farti le moine con conseguenti carezze e baci come si vede in giro, mentre tu mi lecchi anche la faccia? Scusami, ma non ci riesco. Apprezzami per la mia onestà”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“E chi le vuole le tue carezze e i tuoi baci. Io sono un cane dignitoso che non ha bisogno di salamelecchi e cose varie, ma almeno un po’ di rispetto lo pretendo”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Ci stiamo avvitando su di un argomento che non ha nulla a che vedere con quello che hai annunciato di dirmi. E per quanto riguarda il rispetto, il mio lo hai tutto e anche profondo. Ma ora vai avanti”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Devi sapere che noi cani siamo collegati tra di noi più di Internet e sappiamo tutto di tutti. Chi è più vicino agli uomini più potenti della terra? Noi. Bush si porta il cane anche nello studio ovale quando intrattiene i capi di Stato e così fanno tutti gli altri. Poi le notizie più segrete ce le trasmettiamo tra di noi, facendo il giro del mondo. E tu, mio ingrato e ingeneroso padrone, hai il privilegio di possedere un cane parlante che per te farebbe qualunque cosa, anche il delatore”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Sì, ti ringrazio, ma fino a questo momento non mi hai rivelato nulla. Ci siamo solo perduti in chiacchiere e in pettegolezzi. Finora non mi hai detto nulla di interessante e segreto. Che Berlusconi voglia diventare il futuro presidente italiano è scritto su tutti i giornali, anche se smentisce. Dov’è la novità?”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Ascolta e vedrai se non è una bomba la notizia che sto per darti: Berlusconi vuole diventare Papa!”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Ah, ah, ah! Questa è bella. Non me la potevi raccontare più grossa. Devo ammettere, però, che hai una fantasia fervidissima. Questa è la barzelletta più bella del secolo!”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Ridi, ridi! Quando ti dirò quello che succederà e come succederà fra qualche tempo, non ti farà tanto ridere”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Va bene. Ti credo. Vai avanti e finiamola con questa storia. Stamattina non mi sono alzato troppo per la quale. Non vorrei stare peggio”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Sembra che Berlusconi si sia messo in contatto diretto con il Padreterno, il quale gli ha chiesto la cortesia di prendere nelle sue mani le redini della Chiesa, visto che è una specie di re Mida: tutto quello che tocca diventa oro. Corre voce che il nostro Papa non abbia una salute di ferro e che…”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Ma che dici? E’ vero che anche questa notizia è apparsa sui giornali, ma se credi a tutto quello che leggi sei un ingenuo”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Non sono io l’ingenuo, lo sei tu. E se vuoi proprio saperlo, io non so leggere, ascolto. Tutti i cardinali sono stati avvicinati e, quindi, nel prossimo conclave per opera dello Spirito Santo, nel segreto dell’urna verrà messo il nome di Silvio, al primo scrutinio. Appena il fumo del famoso comignolo del Vaticano uscirà bianco, verrà gridato al mondo intero: “Habemus papam: Silvium!”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Ma davvero? Sei sicuro che nessun cardinale si chiami Silvio? ”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Hai la testa dura, ma dura assai. Il Signore si sta guardando in giro per la terra e si accorge che i mussulmani crescono, i buddisti pure, addirittura i testimoni di Geova, ma i cattolici restano al palo. Chi può ribaltare la situazione secondo te dopo il sacrificio del suo unico Figlio?”</p>
<p><em>Faccio finta di stare allo scherzo e gli dico:</em></p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Silvio! Su questo sono d’accordo con te. Ma come è possibile che avvenga? E’ questo il punto!”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Ti credevo più preparato. Mi meraviglio di te. Quella vecchia norma che prevede che tutti possono diventare Papa non è stata mai abrogata anche se mai applicata, purchè si dimostri di essere un sant’uomo. Chi meglio di Silvio che è già “l’unto” del Signore? E a Silvio non può che fare un immenso piacere, perché gli darebbe anche una immensa fama, mondiale e se possibile anche extra. Altro che presidente della Repubblica Italiana! Essere Papa è il non plus ultra della notorietà. Può salutare gli altri popoli nella loro lingua dalla piazza più conosciuta del mondo. Ci pensi? Non farebbe piacere pure a te?”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Carneade, questa mattina mi sono divertito abbastanza. Facciamo finta di aver avuto una bella ed allegra conversazione e finiamola qua”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Ma non è finita. Silvio si impegnerà con tutte le sue forze e con tutte le sue armi segrete per riportare la Chiesa ai suoi vecchi splendori, ai fasti del passato. Te lo ricordi il Sacro Romano Impero? Di più. Sarà “La Sacra Chiesa Romana Universale”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Ci vorrà molto tempo. E’ un’operazione di lunga durata. Non può avvenire in pochi anni. Ci vorranno almeno un centinaio di anni. Ti figuri il Silvio fra cento anni come sarà?”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Se ci volesse tanto tempo non cambierebbe molto fisicamente con tutti i sistemi che già adotta per mantenersi giovane. Ma non ci vorrà molto: appena cinque anni!”</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“E tu pensi che Silvio accetterebbe di fare il Papa per soli cinque anni? Non accetterebbe mai. Egli si sente e si crede immortale. Non mi sembra fattibile per così poco tempo”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“E invece sembra che accetterà, perché appena passerà a miglior vita sarà proclamato “santo subito”. Ed inoltre, giacchè conosce bene il paradiso mussulmano, ha preteso che nell’aldilà ci saranno tutte le sue donne e tante altre ancora, tutte giovani e bellissime”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“E il Padreterno scenderebbe a questi compromessi? Non ci credo”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/Brian_little.jpg" alt="Brian the dog" /><br />
“Se il Signore vuole una Chiesa potente, ringiovanita e sovrana di tutta la terra, questo piccolo compromesso cosa vuoi che sia. E’ già stato stipulato il contratto”.</p>
<p><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/petergriffin_little.jpg" alt="Peter Griffin" /></p>
<p style="color: #7c7a7a">“Carneade, mi hai fatto “ &#8216;na capa tanta” stamattina. Ti ho ascoltato perché ti voglio bene, ma non crederai che…”</p>
<p><em>Improvvisamente si apre la porta con violenza. E’ mia moglie che grida:</em><br />
<img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/loisgriffin_little.jpg" alt="Lois Griffin" /><br />
<strong>“Lo sapevo che eravate qui. Ecco perché ogni mattina ti alzi presto. Per far entrare questo sgorbio in cucina. Ma allora non hai capito nulla? Se vi trovo in casa una seconda volta potrete fare le valigie e andare a dormire sotto qualche ponte che è il vostro luogo ideale. In casa appena sopporto te. Figuriamoci il cane. E tu vai nel giardino, in cui non metterò mai piede finchè ci sarai tu”. </strong></p>
<p><em>Carneade mogio mogio ritorna in giardino ed io finisco di fare colazione in silenzio. </em></p>
<p><small>P.S. Non sono responsabile di ciò che ho scritto. Il responsabile è Carneade. Io non ho fatto altro che riportare le sue parole.</small></p>]]></content:encoded>
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		<title>E Ora al Lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 06:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saverio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

		<category><![CDATA[Leggere]]></category>

		<category><![CDATA[lodo alfano]]></category>

		<category><![CDATA[pil]]></category>

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		<category><![CDATA[televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie a Dio (che ogni tanto sostituisco in quanto plenipotenziario) non mi sento più perseguitato.
Finalmente il Parlamento, libero e indipendente, ha approvato una norma che mi sottrae allo stillicidio dei colloqui con i miei avvocati togliendomi il tempo libero nei tristi sabati in cui non mi occupo delle sorti del paese che governo.

Finalmente il sabato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Dio (che ogni tanto sostituisco in quanto plenipotenziario) non mi sento più perseguitato.</p>
<p>Finalmente il Parlamento, libero e indipendente, ha approvato una norma che mi sottrae allo stillicidio dei colloqui con i miei avvocati togliendomi il tempo libero nei tristi sabati in cui non mi occupo delle sorti del paese che governo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/triangle.jpg" alt="" width="200" height="200" /></p>
<p><span id="more-4876"></span>Finalmente il sabato potrò portare i nipotini al lago o organizzare festicciole con le mie adulatrici per gratificarle di tanti ossequi, era proprio ora, lavoro 24 ore al giorno per 5 giorni alla settimana, dovrò pure rilassarmi di tanto in tanto, è nel vostro interesse, si capisce.</p>
<p>Come fa, poi, la gente a non capire che un uomo (o semidio che dir si voglia) non può perdere il proprio tempo a riferire di questo o di quel presunto illecito a questo o a quell’altro giudice, corrotto e politicizzato, quando si hanno sul groppone le responsabilità delle sorti di un’azienda (la mia) che sta tentando di scalare e risollevarne un’altra (la vostra), è davvero un mistero.</p>
<p>Ora finalmente potrò dedicarmi a tutto quanto è davvero importante per me (e quindi di riflesso dovrà esserlo per voi) e tutto grazie a questo gentile ed inatteso omaggio, a questo cadeau che il parlamento ha voluto tributarmi per ripagarmi per il solo fatto di aver messo a disposizione le mie indiscutibili qualità e capacità imprenditoriali.</p>
<p>Che dire, mi aspettano anni di duro lavoro, dovrò dimostrare di essere in grado di sostenere la crescita e la floridezza delle mie aziende e vedrete che ci sarà un ritorno positivo per l’intero paese, qualche ricaduta positiva, qualche decimo di percentuale di crescita del pil, qualche migliaio di posti di lavoro. Vedrete che qualcosa succederà, lo sentirete dai titoli dei tg, lo leggerete sui giornali, magari vi arriverà un sms sul telefonino o una e-mail informativa, vedrete.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/dm-contraccettivi-naturali4.jpg" alt="" width="413" height="393" /></p>
<p>Nel frattempo, però, è meglio che qualcuno si accorga che manca qualche ancora qualche piccolo correttivo, che bisognerà pensare ad una riforma istituzionale che permetta ad esempio di assegnare una presidenza di una camera a testa a maggioranza e opposizione facendola scegliere autonomamente agli schieramenti, o anche, perché no, ad una riformuccia che permetta ad un illustre statista di essere eletto presidente della repubblica senza ricorrere alla maggioranza assoluta dei voti dei parlamentari ma grazie all’investitura popolare</p>
<p>Qualche persona adatta a ricoprire il ruolo ce l’avrei già in mente ma sono sicuro che al momento opportuno verrà in mente anche a voi.</p>
<p>Mah! Chissà se a qualche animo gentile nella attuale squadra di governo verrà in mente di proporre uno di questi provvedimenti, chissà se ce n’è qualcuno così arguto, perspicace e intelligente.</p>
<p>Non vorrei proprio trovarmi nella spiacevole situazione di sollevarne qualcuno dall’incarico, o magari di assumere l’interim per un po’ di qualche dicastero, come successo in passato, sarebbe spiacevole…e i nipotini poi? Le festicciole? Il Milan?</p>
<p>No, bisogna essere positivi e ottimisti, a qualcuno verrà in mente qualcosa di intelligente.</p>
<p>Vedrete che potrò lavorare sino alla fine dei miei giorni (salvo il sopraggiungere di una sindrome da immortalità manifesta che mi releghi su questo mondo in eterno)</p>
<p>E di legislatura in legislatura, tra una presidenza di una camera e un premierato, tra un mandato presidenziale e un incarico speciale ce la potrei fare davvero, e sarete contenti tutti.</p>
<p>Perché ormai lo sapete bene,no? L’avrete imparato credo…non siete mica coglioni!</p>
<p>Più tempo lavoro e governo io e meglio stiamo tutti, ma li vedete i telegiornali o no?</p>]]></content:encoded>
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		<title>I Mercoledì dal Parrucchiere (riflessioni in forma di dialogo)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 16:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Proietti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Leggere]]></category>

		<category><![CDATA[Brunetta]]></category>

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		<category><![CDATA[legge finanziaria]]></category>

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		<description><![CDATA[-          Hai sentito?
-          Cosa?
-          La maggioranza è andata sotto.
-          Sotto cosa?
-          Sotto-sotto&#8230;.si insomma, è andata in minoranza durante una votazione del mille proroghe
-          Del &#8220;mille&#8221; che?

-          Mille proroghe. E&#8217; una specie di decretone &#8220;tutti-frutti&#8221;, con dentro  gli obiettivi stabiliti da leggi precedenti che non sono stati raggiunti. Tutte cose che si dovevano fare e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>-          Hai sentito?<br />
-          Cosa?<br />
-          La maggioranza è andata sotto.<br />
-          Sotto cosa?<br />
-          Sotto-sotto&#8230;.si insomma, è andata in minoranza durante una votazione del <em>mille</em> <em>proroghe</em><br />
-          Del &#8220;mille&#8221; che?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5119 aligncenter" title="341992b" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/07/341992b.jpg" alt="" width="300" height="335" /></p>
<p><span id="more-5118"></span>-          <em>Mille proroghe</em>. E&#8217; una specie di decretone &#8220;tutti-frutti&#8221;, con dentro  gli obiettivi stabiliti da leggi precedenti che non sono stati raggiunti. Tutte cose che si dovevano fare e non sono state fatte.<br />
-          E a che serve un decreto per le cose non fatte?<br />
-          A posticiparle ancora.<br />
-          Ma pensa te&#8230;. Sono andati sotto su ‘sta cosa?&#8230;..E  mi sembra giusto! Vuol dire che la maggioranza ha fatto autocritica, mica si può sempre rimandare ogni co&#8230;<br />
-          Ma quale autocritica, <strong>stavano al mare! </strong><br />
-          Come?<br />
-          Non hanno votato contro il decreto. Non hanno votato proprio, non c&#8217;erano! Così sono finiti sotto di 4 voti mentre passavano una cosa&#8230;.sui mangimi per l&#8217;allevamento (<strong>*</strong>) &#8230;.non ho capito bene.<br />
-          E adesso che succede?<br />
-          Che il decreto torna al senato e ricomincia le votazioni.<br />
-          Fregati dalla biada&#8230;.che somari! E quanti ne mancavano?<br />
-          Bho! Non l&#8217;hanno detto. Ma saranno stati almeno cento, centodieci.<br />
-          La Peppa! E Brunetta lo sa?<br />
-          Eh, se qualcuno glielo ha detto, perché non c&#8217;era neanche lui. Invece Fini ha mandato a dire a Schifani, che forse è il caso di fare delle convocazioni urgenti, sennò questa cosa risuccede e non ci fanno bella figura.<br />
-          In pratica li precettano? Fanno bene! E Schifani che ha detto?<br />
-          Niente perché stava in Sicilia alla commemorazione dell&#8217;assassinio del giudice Chinnici.<br />
-          Ma chi? Schifani? Quello che fino al novantasette ha lavorato con quella giunta di tutti mafiosi? &#8230;.C&#8217;ha ragione mio figlio: &#8220;quello è senza espressione e pure senza pudore&#8221;. Ma di&#8217; un po&#8217;: hai cambiato colore?<br />
-          Si, m&#8217;ero stancata con quel <em>biondo-california</em>, mia figlia mi diceva: &#8221; a ma&#8217;, sembri Paris Hilton a cinquant&#8217;anni&#8221;!<br />
-          ‘na battona?!<br />
-          Eh!</p>
<p>-          Hai fatto bene, le&#8217;.</p>
<p>(<strong>*</strong>) In realtà non si discuteva una questione sui mangimi, ma su i &#8220;biocarburanti&#8221;. Ho sentito una specifica alla radio stamattina. <em><strong>N.D.A.</strong></em></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Riscriviamo la Storia</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 11:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>finazio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>

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		<description><![CDATA[Adesso che Lui è certo che non sarà mai processato per il resto della sua vita, che la gran parte degli italiani ha il cervello completamente cotto dalla tv e che Licio la sera va a dormire sghignazzando (ossia adesso che ci siamo assicurati il futuro addomesticando il presente), siamo pronti per la correzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso che Lui è certo che non sarà mai processato per il resto della sua vita, che la gran parte degli italiani ha il cervello completamente cotto dalla tv e che Licio la sera va a dormire sghignazzando (<em>ossia adesso che ci siamo assicurati il futuro addomesticando il presente</em>), siamo pronti per la correzione di quegli errori di storia, iniziativa <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200804articoli/31717girata.asp">annunciata</a> qualche mese fa, che ormai ci portiamo dietro da troppi decenni (<em>ossia impossessarci anche del passato rendendolo aderente al pensiero corrente</em>).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/berlusconi_tessera_p2.gif" alt="" width="499" height="512" /></p>
<p><span id="more-4800"></span> Eserciti di illustri storici stanno vergando con ineffabile bianchetto i testi che ci siamo portati dietro durante la nostra formazione per offrire finalmente alle giovani menti italiche una visione del nostro passato libera da condizionamenti ideologici. Quello che segue è solo un&#8217;anticipazione delle succose novità che i vostri figli studieranno presto in tutte le prestigiose scuole private della nostra Repubblica Federale (in quelle pubbliche si farà solo educazione fisica per consentire ai figli dei pezzenti una dignitosa preparazione di base prima dell&#8217;arruolamento volontario nell&#8217;esercito, in polizia, etc&#8230;).<br />
<strong></strong></p>
<ul>
<li><strong>Vecchio Testamento</strong> - tutte le vicende narrate nei libri che lo compongono sono promossi dalla categoria &#8220;<em>racconti di fede</em>&#8221; a &#8220;<em>vicende storiche provate</em>&#8220;. Le prove le conserva il Papa e dobbiamo fidarci sulla parola.</li>
<li><strong>Caligola</strong> - non è vero che l&#8217;imperatore romano nominò senatore il proprio cavallo in spregio del Senato o perché completamente pazzo. La verità è che gli piaceva un sacco e se non fosse stato già sposato l&#8217;avrebbe impalmato volentieri. Dopo la nomina gli affidò le Paris Opportunitates.</li>
<li><strong>Napoleone</strong> - Nacque in Brianza ma fu rapito dai comunisti e portato nell&#8217;anarchica Corsica ancora in fasce. La bassa statura non gli sottrasse fascino ed oltre alle mogli ufficiali (Joséphine de Beauharnais, Maria Luisa Veronica Del Lario D&#8217;Austria) ebbe un nutrito numero di cortigiane, che ottennero titoli, cariche istituzionali, direzioni di giornali. I suoi soldati, che lo veneravano, gli diedero il nomignolo «<em>Le Petit Tondu</em>» (&#8221;Il Piccolo Calvo&#8221;), anche se lui preferiva &#8220;<em>Le Chevalier</em>&#8220;, (&#8221;Il Cavaliere&#8221;), per le sue abilità equestri (il salto della cavallina). Deve la clamorosa sconfitta di Waterloo ad un avviso di garanzia inviatogli dai corrotti giudici parigini, che lo deconcentrò in battaglia e lo rese facile preda dei bolscevichi.</li>
<li><strong>Carlo Marx</strong> - Psicotico criminale, nemico pubblico, terrorizzò la Germania con le sue teorie disumane e fece proseliti nei paesi dove non vi era rispetto dell&#8217;individuo. Inventore del comunismo e responsabile dei 90.000.000.000.000.000.001 morti che ha causato. Era finocchio.</li>
<li><strong>Joseph Goebbels</strong> - Grande giornalista tedesco ed acuto pubblicitario, seppe vendere il prodotto denominato <em>Terzo Reich</em> in tutta Europa nonostante fosse potenzialmente dannoso. I suoi meriti gli fruttarono il cancellierato tedesco, carica che ricoprì per quasi due giorni.</li>
<li><strong>Licio Gelli</strong> - Teorico politico e padre fondatore della Repubblica (non il quotidiano) in tutte le sue versioni. Particolarmente riuscita l&#8217;edizione 2008 con in regalo, come inserto, Berlusconi in persona.</li>
<li><strong>Mafia</strong> - importante impresa commerciale che deve la sua riuscita soprattutto all&#8217;elusione del fisco ed al traffico di sostanze provvidenzialmente dichiarate illegali. Lo Stato si è insinuato come un cancro nella sua parte sana ma nonostante questo continua a sopravvivere grazie ad una legislazione carina e coccolosa.</li>
<li><strong>PDL</strong> - Acronimo dello schieramento politico che ha ridato dignità all&#8217;Italia durante il suo periodo più buio. Creazione geniale di Lui (la sigla sta proprio per Partito Di Lui), ha dato al paese le leggi di cui si sentiva la mancanza, almeno a giudicare da quel che dice la tv.</li>
<li><strong>PD</strong> - Come si intuisce dalla sigla, gli mancava <strong>L</strong>ui per avere successo. Invece aveva Veltroni (vedi nota a piè pagina, in ultima pagina, nell&#8217;ultimo fascicolo, in uscita tra due anni).</li>
</ul>
<p style="text-align: