Quella notte Stefano guardò il cielo prima di mettersi a letto. Lui, abituato a controllare la più potente energia conosciuta, si sentì poco più di un piccolo fiammiferaio, per un breve istante che gli serpeggiò lungo la schiena.
L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare gli aveva concesso un permesso per studiare, per conto del CICAP, quel bizzarro fenomeno dei cerchi di luce che, da qualche tempo, si manifestava in diverse parti del mondo. Il CICAP non scherza su queste cose: sguinzaglia i suoi scientisti come fossero schnauzer e li manda ad azzannare qualsiasi velleità metafisica non autorizzata.
Stefano fece il suo lavoro, pulito, veloce, come un aspirabriciole. Si addormentò pensando ai buffi complottisti, ufologi, satanisti e compagnia bella, tutti rifugiati nel mondo dell’ignoto per non sapere nulla dei riflessi di uno specchio concavo con una notevole lunghezza focale. “Proprio non vogliono riflettere”, pensò, e abbandonò la veglia, gonfio del suo calambour.






In casa abbiamo due televisori, uno piccolo, al piano di sotto ed uno più grande in camera da letto. Quello piccolo non ha il telecomando, si è rotto o lo abbiamo perso, non ricordo. Quello in camera ha un telecomando che non è il suo e quindi non funziona bene. Per dire:per alzare il volume devi premere il tasto “avanti di un canale” mentre per abbassarlo un tasto giallo che non so bene, in realtà, a cosa dovrebbe servire.





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