Presidenziali in Finlandia: un ecologista al ballottaggio
5 febbraio, 2012 di Massimo Marino
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Il 5 febbraio si svolgerà il ballottaggio per l’elezione del Presidente della Repubblica di Finlandia dopo che nel primo turno del 22 gennaio è emerso che a fronteggiare Sauli Nimisto, della destra liberale moderata (KOK), non sarà ne il candidato di centro Paaro Vayvynen , ne il socialdemocratico Paavo Lipponen, ma il verde Pekka Haavisto.
Diritti umani a geometria variabile
26 gennaio, 2012 di mazzetta
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della condanna di un gruppo di sedici persone in Arabia Saudita, colpevoli di aver provato a costituire un’associazione per la difesa dei diritti umani. Pene da cinque ai trent’anni, aggravate dal divieto d’espatrio a fine pena. I tapini avevano espresso pubblicamente la loro intenzione e provato a raccogliere fondi, per questo sono stati accusati anche di riciclaggio.
In Arabia Saudita ci sono migliaia di persone incarcerate, che legittimamente si possono definire prigionieri politici e la loro sorte è conosciuta e discussa solo da alcune associazioni umanitarie esterne al regno, dove la libertà di stampa non esiste e la rete è pesantemente censurata. Quelli più fortunati hanno avuto la possibilità di fuggire all’estero e vi restano in esilio.
Situazione identica a quella del Bahrein, nell’annuale classifica sulla libertà di stampa, dove ormai da un anno il governo e i suoi mercenari stranieri di un popolo che non è per niente disposto a mollare, nonostante le clamorose brutalità del regime, che reprime qualsiasi manifestazione nel sangue.
Propaganda verso il Sudamerica
25 gennaio, 2012 di mazzetta
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Un giornale di Miami (il ) riporta un articolo del Committee to Protect Journalists, una ONG che si occupa appunto della salute dei giornalisti e che monitora le violenze e gli abusi di cui sono vittima in giro per il mondo. Nell’articolo, parlando di Sudamerica, si punta il dito su Nicaragua, Ecuador e Venezuela, che al momento hanno governi non esattamente graditi a Washington.
Israele deve assassinare Obama
22 gennaio, 2012 di mazzetta
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Questo è l’astutissimo suggerimento pubblicato qualche giorno fa nell’editoriale di un quotidiano americano poco noto, , che come dice il nome si offre per voce della comunità ebraica.
Secondo Andrew Adler, l’autore dell’articolo e direttore del giornale, Israele avrebbe tre possibilità per contrastare l’Iran: bombardarlo, bombardare preventivamente Gaza e Libano o uccidere Obama in modo che possa essere sostituito dal vice-presidente
Time Magazine: Israeliani i killer degli scienziati iraniani
15 gennaio, 2012 di mazzetta
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Dopo che come Israele abbia arruolato e finanziato il movimento sunnita Jundallah perché compisse attacchi e attentati in Iran, oggi è la volta di Time Magazine a far correre sudori freddi a Gerusalemme e Tel-Aviv, accusando pubblicamente Israele d’essere responsabile della mattanza di scienziati iraniani vicini al programma nucleare persiano.
Israele è uno stato terrorista
14 gennaio, 2012 di mazzetta
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A sostenerlo è una delle bibbie dell’establishment americano , che cita fonti della CIA. Secondo le fonti, i servizi segreti israeliani si sarebbero finti agenti americani per arruolare e armare il , estremisti sunniti vicini ad al Qaeda e già autori di numerosi attacchi terroristici in Iran, che hanno le loro retrovie in territorio pachistano, dove neppure sono benvenute.
La CIA era finita sotto accusa per alcuni attentati di Jundallah tra il 2007 e il 2008, ma aveva smentito fin da subito ogni contatto con la formazione estremista. Un’indagine non troppo difficile aveva portato alla scoperta degli israeliani, che incuranti dell’attenzione americana avrebbero continuato fino ai giorni nostri, a Londra come altrove, a rifornire di denaro Jundallah e a utilizzare il gruppo per attacchi mirati al regime iraniano o per veri e propri attentati con auto-bomba mirati a seminare il terrore tra i civili.
Le bufale sulla rivoluzione islandese nascono in Italia
29 dicembre, 2011 di mazzetta
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Sembra incredibile, ma anche nel 2011 con la piena disponibilità di potentissimi canali per chiunque voglia informarsi, c’è ancora gente che capisce poco o niente di quello che accade e immediatamente sale in cattedra per istruire chi sia messo anche peggio.
Così da tempo circola una ricostruzione di fantasia che vuole che l’Islanda abbia rinnegato il suo debito, rifiutandosi di rimborsarlo. Circola diffusamente e fa danni come tutte le bufale che portano l’opinione pubblica a costruirsi false credenze e a vivere in realtà di fantasia, non meno di quanto accada, ad esempio, ai sedotti dalle sirene del berlusconismo.
Il Socialismo non si fa in un Paese Solo
29 novembre, 2011 di fma
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Per curare la nostra malattia qualcuno propone di tornare al socialismo. Ma il socialismo, così com’è, è ancora un progetto politico, o soltanto una bandiera sotto la quale raccogliersi per esorcizzare l’uragano?
Se dovessi puntare un copeco, guardando al numero e alla novità delle proposte, delle iniziative e dei risultati degli ultimi vent’anni, lo punterei sulla seconda. Naturalmente mi sentirei molto più tranquillo, per la mia stessa sorte, se i socialisti mi dimostrassero che ho torto.
L’idea base del socialismo si fonda sull’assunto che tra Giustizia e Libertà, dovendo scegliere, si debba premiare la prima. Che non sia ammissibile che un uomo si appropri del plusvalore generato dal pluslavoro di un altro uomo. Di conseguenza che la proprietà privata dei mezzi di produzione vada abolita.
Su questa dorsale etica sono stati elaborati numerosi progetti di convivenza sociale e sono stati compiuti diversi tentativi di dargli pratica attuazione. Nessun andato a buon fine, per i più svariati motivi.
Merkozopolis
28 novembre, 2011 di Lameduck
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Secondo me, il dire e non dire è una tattica ben precisa di comunicazione. Non svelano in che cosa consistono le famigerate riforme ma usano la tecnica del teaser, il suggerire qualcosa senza farlo vedere. Creano l’aspettativa, l’attesa di qualcosa, in questo caso, di terribile. Come la prospettiva di poter trovare nell’uovo di Pasqua, invece del portachiavi di Hello Kitty, la testa della nonna.
“La Merkel ha visto le misure italiane e le ha definite impressionanti“. Allarmato dal teaser uno pensa: “E che saranno mai queste RIFORME, queste MISURE?”
La Lezione di Piazza Tahrir
27 novembre, 2011 di rosso malpelo
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Piazza Tahrir (piazza della Liberazione) è tornata ad essere uno snodo cruciale della cosiddetta “primavera araba”.
Sembra chiaro che, nel protrarsi delle incertezze sul futuro politico dell’Egitto, non incidano (rectius: non incidano esclusivamente) le preoccupazioni dei militari (fino ad oggi un ceto assolutamente privilegiato anche per il grande prestigio di cui questa istituzione ha sempre goduto in quel Paese) per una deriva islamista o, comunque, per un mutamento dello status e del ruolo fino ad oggi ad essi riconosciuto.
Gheddafi, un Mese dalla Morte
24 novembre, 2011 di rosso malpelo
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N.d.R. Ad un mese circa dalla morte di Gheddafi, vi proponiamo questo breve contributo. Rosso Malpelo è nato a Tripoli ed ha subito l’esilio imposto da Gheddafi.
Le immagini che arrivano da Sirte sono sconvolgenti ma non nuove.
I mass media ci hanno abituato a questo ed altro (da ultimo, quelle del povero giovane motociclista italiano quasi decapitato da altre moto durante una gara in Malesia).
In ogni caso, vedere il Colonnello nel momento in cui veniva tirato fuori dal tombino, con lo sguardo quasi inebetito dal terrore, già ferito (bombe inglesi o francesi?) , vedere poi il corpo inerte, è una scena forte.
Forte come quella di tutti i cosiddetti “rivoluzionari” che ridono, fanno il segno della “V” con le dita , infieriscono sul cadavere di chi, a sua volta, aveva infierito per anni su tanti altri poveracci.
La plebe è plebe a qualunque latitudine. Erano plebe i sanfedisti che uccidevano brutalmente l’intellighenzia della Repubblica Partenopea del 1799, erano plebe anche quei partigiani che, disonorando la loro giusta e sacrosanta lotta, commisero analogo scempio sui corpi del dittatore Mussolini e della sua amante ( non priva, quest’ultima” di una sua dignità essendo sostanzialmente estranea ai drammi del momento e rimanendo “fedele” al suo amato sino alla fine ed oltre. A conferma che le donne, il più delle volte, sono migliori degli uomini).
Default Europa: Le Elezioni Spagnole
23 novembre, 2011 di Massimo Marino
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E’ desolante leggere i pochi commenti sui risultati delle elezioni politiche spagnole seguite al tracollo del governo socialista di Zapatero, con il tonfo del suo partito, il PSOE , il non-trionfo dei conservatori del PP e lo spappolamento in mille direzioni degli elettori in un paese da mesi al centro dei commentatori per la pesante crisi sociale e per l’azione dei giovani indignados che hanno tenuto le tende per settimane nelle principali piazze del paese.
I socialisti di Rubacalba hanno perso quasi un terzo dei voti del 2008 (4,5 milioni di voti) riducendosi a poco meno di 7 milioni (il punto più basso di sempre) ma i conservatori del PP di Mariano Raioy, che con il 44,6% (+3%) hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, ne hanno guadagnati meno di 500 mila ( 32 seggi in più alla Camera).
L’Europa getta la maschera: la paura della democrazia
3 novembre, 2011 di ilBuonPeppe
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Ieri George Papandreou, primo ministro greco, ha annunciato che indirà un referendum per chiedere ai cittadini se sono d’accordo con il pacchetto di misure imposte dall’Europa in cambio degli aiuti economici.
Viene da dire: “Wow, finalmente ci si ricorda della democrazia, della volontà dei cittadini, della sovranità popolare…” E via di seguito, con il pensiero all’Islanda, a sognare di una mitica “Europa dei popoli”. Già, il popolo…
Vi risulta che qualcuno si preoccupi del popolo? Ovviamente no. Il popolo (greco, italiano o di qualsiasi altra parte del mondo) non conta né ha mai contato niente nei giochi politici ed economici portati avanti da “quelli che contano davvero”; è solo una massa informe a cui vendere periodicamente le proprie promesse da marinaio, e a cui distribuire qualche briciola per mantenerlo sotto il proprio controllo.
Forse Papandreou è diverso? Forse non è il solito politico che si occupa degli affari suoi e dei suoi amici, fingendo di occuparsi del popolo? Di sicuro , né uno stupido: sociologo, figlio e nipote di primi ministri, ministro lui stesso diverse volte, è senz’altro uno che ben conosce i meccanismi della politica e del potere. E sicuramente sapeva perfettamente ciò che faceva quando ha fatto un annuncio del genere. E ne conosceva le conseguenze.
Italia Fallita, Se Questi Sono i Nostri Paladini…
2 novembre, 2011 di ilBuonPeppe
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Ieri sera sentivo in TV uno di questi sondaggisti (non ricordo il nome né la rete, ma non è importante) dire che in momenti di crisi le persone si attaccano ad alcune figure capaci di dare sicurezza, e che di solito questi personaggi sono al di fuori dai tradizionali schieramenti politici. Sicuramente vero, mi sembra una cosa normale. La conclusione era che gli italiani in questo momento vedono in Napolitano e Draghi le due personalità più affidabili, quelli a cui sarebbero capaci di consegnare il proprio destino.
Napolitano? Draghi?
I casi sono due: o il sondaggista in questione non sa fare il suo lavoro, oppure gli italiani si sono rincoglioniti definitivamente. Sinceramente mi piacerebbe credere alla prima ipotesi e chiudere qui la faccenda. Purtroppo temo che sia vera la seconda, e questo richiede alcuni approfondimenti.
Difendersi dalla Crisi: la Protezione Personale (Prima Parte)
31 ottobre, 2011 di dellefragilicose
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Premessona
Anche stamattina . Ci sono tante iniziative in atto, ma oggettivamente l’impressione è che nessuno sappia veramente cosa ci attende. La dimostrazione è che, dopo le euforie per accordi, piani di salvataggio e misure anti contagio, le cose riprendono ad andare male, anzi malissimo.
La stampa ha un evidente atteggiamento censorio, anche comprensibile in questo caso. A dire che la Grecia è fallita, non è stato il Corriere o Repubblica, ma i blog ed i siti di informazione indipendente. Ufficialmente, la Grecia ha concordato con i creditori una riduzione del debito del 50%. In pratica, per ogni titolo comprato a 100 euro, ne verranno restituiti 50. Questa, tecnicamente, si chiama “ristrutturazione del debito”. è chiara e breve, vale la pena di riportarla per intero:
La ristrutturazione del debito è una procedura che prevede un accordo con il quale le condizioni originarie di un prestito (tassi, scadenze, divisa, periodo di garanzia) vengono modificate per alleggerire l’onere del debitore. La procedura viene eseguita ai fini del risanamento dell’impresa o al fine di poter gestire una liquidazione su base concordata con i creditori e non fallimentare ed è regolata dall’art. 182bis della “Legge Fallimentare” (R.d. 16.3.1942, n. 267), introdotto di recente nell’ambito di sostanziali modifiche apportate a tale legge.
Possono usufruire della ristrutturazione debitoria soltanto quegli enti pubblici o imprese possedute da privati, che si trovano in una situazione di crisi o di insolvenza e che abbiano i requisiti dimensionali previsti dall’art. 1 della “Legge fallimentare”.
Esempio di ristrutturazione di debiti sovranazionali è quello dell’Argentina nel gennaio 2005, che ristrutturò unilateralmente il suo debito di circa 82 miliardi di dollari. L’offerta fu accolta, dopo aver fatto terrorismo economico sulla sua situazione interna, da meno del 50 % dei possessori privati dell’Europa, Stati Uniti e Giappone. Il dato dichiarato dall’Argentina, mai certificato dagli istituti internazionali preposti, è stato del 76,15 % di accettazione.
Lo stesso atteggiamento censorio, ripeto comprensibile, è stato adottato per la ristrutturazione unilaterale operata dalla Banca d’Irlanda dove decine di risparmiatori italiani si sono trovati i loro investimenti ridotti nella ragione di 1 a mille. Un centesimo di euro per ogni mille euro investiti. Questa sì che è una ristrutturazione.
Gheddafi non Portava la Parrucca
20 ottobre, 2011 di Comandante Nebbia
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Gheddafi è morto, almeno così sembra. “Sic transit Gloria Mundi” dice Berlusconi, anche se probabilmente pensa che per lui si farà un’eccezione. Bossi, che da come parla e ragiona sembra prossimo a regalarci presto altri titoloni su tutti i quotidiani italiani, va sul pragmatico e il suo primo pensiero è per i clandestini libici. Borghezio, invece, non ce la fa proprio a stare zitto. ()
Ma a proposito di titoloni e di cattivo gusto, memori della porcata organizzata in occasione della morte di Steve Jobs, non siete curiosi di confrontare la sobrietà delle testate italiane con quelle straniere? Ecco per voi un flash alle 0re 16:30 di oggi, 20 ottobre 2011.
La Cina è la Germania Nazista del Terzo Millennio
18 ottobre, 2011 di Comandante Nebbia
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In Cina il servizio sanitario è considerato “tra i più inefficienti e iniqui del mondo [...] offre la copertura assicurativa a solo il 40% della popolazione (e che trascina nella povertà migliaia di famiglie ogni anno a causa delle spese sanitarie out-of-pocket), che spende l’80% delle risorse nella sanità delle città, quando il 60% della popolazione vive nelle campagne.” (). In pratica, per chi non se lo può permettere,sono negate anche le cure salvavita.
In Cina, una legge dello stato, impone un’unica gravidanza per coppia. Questo comporta che “l’aborto è imposto alla donna o fortemente raccomandato quando il nascituro non abbia le caratteristiche volute dalla famiglia, prima fra tutte il sesso. Questa condizione sociale privilegia i maschi rispetto alle femmine che vengono, in alcuni stati, sistematicamente abortite. Questa situazione è oggi nota per essere endemica in ampie zone dell’India e della Cina in quest’ultima il numero degli uomini ha superato quello delle donne per oltre 40 milioni di individui” (). Mi chiedo dove siano le nostre femministe più agguerrite, pronte a scattare per uno stupido manifesto, ma del tutto indifferenti a questo abominio.
