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	<title>MenteCritica &#187; Il Lavoro degli Italiani</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>B- Bankers</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:17:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Gli italiani sono fermi, come struttura mentale, al posto fisso, nella stessa città e magari accanto a mamma e papà, ma occorre fare un salto culturale.» Anna Maria Cancellieri, ministro dell&#8217;Interno. Mario 9000 sarebbe anche un&#8217;intelligenza artificiale simpatica, se non avesse attorno delle vecchie befane che ci fanno girare i coglioni con i loro discorsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<div style="text-align: justify;"><em>«Gli italiani sono fermi, come struttura mentale, al posto fisso, nella stessa città e magari accanto a mamma e papà, ma occorre fare un salto culturale.» <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.leggo.it/news/soldi/cancellieri_posto_fisso_con_mamma_fornero_la_difende_e_polemica_sul_web/notizie/163865.shtml" ><strong>Anna Maria Cancellieri</strong></a></noindex>, ministro dell&#8217;Interno.</em></div>
<p style="text-align: justify;">
</blockquote>
<div style="text-align: justify;">Mario 9000 sarebbe anche un&#8217;intelligenza artificiale simpatica, se non avesse attorno delle vecchie befane che ci fanno girare i coglioni con i loro discorsi da <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/12/la-manovrata-di-giulia-sofia.html" ><strong>zie ricche di merda</strong></a>. Se non avesse attorno dei banchieri, anch&#8217;essi di merda che, siccome non hanno più un euro perché se li sono fottuti tutti a giocare al Gran Casino Borsa Mondiale, vogliono toglierci il posto fisso così hanno la scusa per non erogare più i loro mutui del cazzo.</div>
<div style="text-align: justify;">Eh si, ci eravamo un po&#8217; illusi che gli invasori ultracorpi sciolti fossero benevoli, ma si stanno rivelando i rettiliani che sono. Invasori finto-buoni come i Visitors, ricordate la serie di fantascemenza degli anni &#8217;80?</div>
<div style="text-align: justify;">Elsa piange come la madonnina di Civitavecchia e noi ci caschiamo, ma sotto la scorza da borghesona torinese con il tailleur di Chanel anni &#8217;60 &#8211; a proposito di modernità -, ha una bella pelle verde da pitonessa. Un giorno scopriremo che lei e Mario, quando si ritirano nelle loro stanze, ingoiano topi vivi.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><span id="more-23733"></span>E lei, la feldmarescialla agli Interni, la suocera che tutti noi vorremmo avere? Cos&#8217;è &#8216;sta storia ancora dei bamboccioni? Vi si è rigato il CD? Perché lei e gli altri B- Bankers parlate sempre e solo ai giovani degli altri e fate i liberisti con i figli degli altri?</div>
<div style="text-align: justify;">Sturatevi bene i circuiti, spremetevi il cervellaccio rettiliano e ascoltate. Ma lo sapete che <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://elfobruno.wordpress.com/2012/02/07/cancellieri-contro-noi-lavoratori-migranti-e-la-casta-applaude/" ><strong>i nostri figli</strong></a></noindex> &#8211; soprattutto quelli del Sud &#8211; sono abituati a percorrere centinaia di chilometri per andare a studiare in Università migliori di quelle della città natale e ad adattarsi ad andare a lavorare anche all&#8217;estero, perfino in Padania? E che, se vivono ancora in casa con mamma e papà è perché permettersi di vivere in una casa propria in autonomia finanziaria, in Italia, è un lusso che molti non si possono permettere? Per non parlare del fatto che quella strana forma di vita che si chiama disoccupato, e che voi raramente incontrate nei vostri salotti, campa solo grazie ai soldi della famiglia o addirittura con la pensione di nonna.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div><img class="aligncenter" src="http://3.bp.blogspot.com/-xXlOKYurI9s/TzD7TafXeMI/AAAAAAAAAxw/OgQFu2R3kl0/s1600/v-visitors-gli-alieni-tornano-su-sci-fi-universal-190187.jpg" alt="" width="240" height="240" /></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Di che cazzo sta parlando la superprefetta perfetta? Ci vuole spappolare la minchia con il pestacarne perché, dopo essere andati a lavorare in miniera in Belgio per decenni a farci trattare peggio delle bestie e a farci venire la silicosi, ora noi italiani godiamo di un po&#8217; di meritato benessere?</div>
<div style="text-align: justify;">Mi dica, feldy, perché dovete menarcela tutti i giorni e rinfacciarci in loop il fatto di aver fatto carriera da sapientoni, di esservi fatti il culo &#8211; proprio proprio senza una spintarella eh? &#8211; di essere tanto bravi e noi no? Sfigati, bamboccioni, viziati, gné gné. Sembrate quei piccoli figli di borghesi di merda che ci picchiavano da bambini perché non avevamo la Graziella ultimo modello come loro e perché nostro padre &#8211;  Dio lo perdoni &#8211; aveva la NSU Prinz.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Mi faccia capire, Prefetta di Ferro, perché mi ci sto amminchiando da giorni. All&#8217;inizio vi abbiamo dato fiducia perché ci avete denanizzato il governo e ora capiamo anche come avete fatto: agguantando il coso per le aziende e tenendogliele bene strette a morsa. Ci avete fatto capire che il vostro nobile compito è quello di eliminare la giungla di contratti precari che ci ammorbano, per spargere equità a piene mani.<br />
Poi però le <strong><a href="../le-ministre/cuore-di-tenebra/rita-pani/23713/">professorone</a></strong> se ne escono con la frasetta che non ha nulla di programmatico ma è pura ideologia. L&#8217;ideologia del &#8220;posto fisso a noi&#8221; e in culo a voi.</div>
<div style="text-align: justify;">Noi dobbiamo inventarci un nomadismo lavorativo, uno spirito di avventura da senza-radici e senza-legami che non ci appartiene più perché i viaggi all&#8217;estero li abbiamo fatti tutti in passato, perché abbiamo riempito con la nostra merda tutte le fottute fogne del mondo, dalle Americhe all&#8217;Oceania.  Dobbiamo rinunciare alle radici che, da vecchi alberi secolari, abbiamo messo magari in una cittadina di provincia che, con le sue piccolezze e mancanze, ci piace perché lì conosciamo tutti e la cosa ci dà un bel senso di appartenenza; dobbiamo sacrificar&#8230;&#8230; no, che facciamo piangere Elsa &#8211; perché voi dovete mantenere i prodotti degli schizzi dei vostri mariti in un bel posto fisso, anzi due contemporaneamente, con il culo bello al sicuro, che così si fanno una bella carriera, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://violapost.wordpress.com/2012/02/07/i-figli-dei-ministri-tutti-geni-con-posto-fisso-e-vicino-a-mamma-nomi-foto-storie/" ><strong>ammamma</strong></a></noindex>? Come la brava mamma cagna Elsa, che ha sistemato la cucciola in un luogo dove non la scardinerà mai nessuno, l&#8217;Accademia dei Raccomandati, e che ora viene ad abbaiare la lezioncina a noi come uno stronzettissimo yorkshire con il collare di Swarowsky? Solo per il fatto di costringerci a dar ragione per una volta a <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.liberoquotidiano.it/news/927907/Fornero-Posto-fisso-per-tutti-%C3%A8-una-illusione-Elsa-dice-bene-ma-sua-figlia-lavora-con-lei.html" ><strong>Libero</strong></a></noindex>, andrebbe presa a schiaffi a tarantella.</div>
<div style="text-align: justify;">Vedete, mie care sapientone, che ho ragione, che è l&#8217;ultimo stadio della lotta di classe: noi classe dirigente nell&#8217;Arca e voi paria in culo al mondo che crolla sotto i colpi che gli abbiamo inferto con <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/07/marchionne-incassa-50-milioni-e-ci-paga-meno-tasse-dei-suoi-dipendenti/189435/" ><strong>la nostra ingordigia</strong></a></noindex>?  <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/fornero-spalmare-le-tutele-no-alla-promessa-del-posto-fisso-1107937/" >&#8220;Spalmare le tutele&#8221;</a></noindex>? Cominciate a spalmare la nutella puzzolente da casa vostra.</div>
<div style="text-align: justify;">Io però sono più ottimista di <strong><a href="../non-ditemi-piu-nulla/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/23704/">Gianalessio</a> </strong>perché so che queste situazioni, dove la pretesa del mantenimento di un odioso privilegio da parte della classe dominante è più evidente di uno scarafaggio sul tappeto bianco, prima o poi, storicamente, finiscono nel simpatico gioco di società della Ghigliottina. Voi ci mettete le teste, al resto, compreso al raccoglierle per il definitivo lancio nel cesto alla Shaquille O&#8217;Neal, ci pensiamo noi. Sta tutto pagato. E sarà un divertimento folle allenarci con il tiro da tre con le vecchie teste cotonate.</div>
<div style="text-align: justify;">Se volete evitare gli inevitabili play-off, rassegnatevi al fatto che dovete sistemare i conti, rimettere in sesto la baracca e levare le tende, magari per andare a cercare l&#8217;avventura in qualche remoto ano del mondo da sverginare con la vostra sapienza.</div>
<div style="text-align: justify;">Lavorate in silenzio, sistemate i conti, chiudete quelle vecchie fogne sparacazzate e non rompeteci i coglioni, che ogni limite ha una pazienza.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Era del Biocapitalismo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosso malpelo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le tensioni sull’Euro non sono placate.<br />
L’informazione dei mass media, come al solito, disinforma offrendo notizie infondate (lo sbandierato e poi smentito, nel giro di poche ore, accordo sulla costituzione di un congruo fondo europeo salva stati, l’unico che potrebbe fornire una risposta forte ai sedicenti “mercati”) e noi ci rallegriamo perché lo spread è sceso a “soli” 416 punti<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/lera-del-biocapitalismo/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/rosso-malpelo/23671/#footnote_0_23671"  id="identifier_0_23671" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="al momento della composizione 4-2-2012 ore 17.31&nbsp; il valore &egrave; 377. Il valore aggiornato &egrave; qui">1</a>)</sup>.<br />
Sembra convincente l’analisi di chi evidenzia come la crisi che attraversiamo non abbia niente di congiunturale. La crisi vi è sempre stata e siamo noi che non ce ne siamo mai accorti.<br />
E ciò perché:<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a)</strong> in un primo momento, dopo la ricostruzione del tessuto industriale e del mercato negli anni 50, nei mitici anni 60/70 (apogeo del c.d. “fordismo” delle grandi imprese e del compromesso sociale tra capitale e socialdemocrazia parasindacale) la ridistribuzione del reddito, anche di quello che non c‘era, veniva attuata attraverso i meccanismi inflattivi (chi non ricorda l’inflazione a due cifre degli anni 70 che tanto faceva bene alle nostre esportazioni. Se poi tutto ciò tagliava le gambe allo sviluppo di un’industria moderna e di punta, alla Confindustria non importava più di tanto). I lavoratori, d’altra parte, erano tutelati dal recupero dell’inflazione attraverso scala mobile e tariffe sociali dei servizi e dei beni essenziali;<br />
La sconfitta sindacale alla FIAT del 1980 preceduta dal ripensamento “virtuoso” del sindacato (svolta dell’EUR del 1978) e dell’ala migliorista della sinistra politica segnano la fine della tolleranza dei ceti industriali a subire le limitazioni all’accumulazione tipiche di quegli anni ;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>b)</strong> poi è venuta la medicina posticipatoria del debito pubblico (anni 80 e 90). Non c’erano più soldi ma si faceva finta che vi fossero stampando carta moneta e creando la montagna del debito pubblico che oggi ci schiaccia; tutti erano contenti, specialmente i sindacati che potevano far finta di non vedere il declino della struttura industriale del Paese che gettava le premesse per il ridimensionamento secco dell’Italia nel novero delle potenze industriali. In particolare, i sindacati stessi teorizzavano la fine del lavoro operaio diventando il bacino di raccolta di pensionati e di impiegati pubblici. Sono stati anni di grandi ristrutturazioni industriali sotto la spinta della rivoluzione tecnologica creata dalla diffusione dei microprocessori. Per la prima volta nel corso della storia del capitalismo il capitale variabile, specialmente quello fatto di assets immateriali (marchi, brevetti, ecc.) cominciava ad assumere un valore monetario uguale se non superiore alle immobilizzazioni industriali). Tutta la logistica era rivoluzionata dall’abbattimento de i costi di trasporto delle merci. La produzione era fatta con sistemi just in time che espungevano costi collaterali e davano luogo ad imponenti fenomeni di outsourcing, esternalizzazioni di lavorazioni a imprese terze, spesso ai limiti della legalità quanto a trattamenti salariali e normative di garanzia ).<br />
Tutto ciò ha dato luogo ad imponenti fenomeni di disoccupazione tecnologica strutturale che rappresentano il vero nodo dei drammi che oggi viviamo. E ciò vale soprattutto per i giovani. Tutto ciò era prevedibile che accadesse ed era stato preveduto da pensatori autorevoli anche se eclettici o eterodossi (in primis, A. Gorz, sociologo austro-francese che, sin dal 1969, teorizzava una risposta a base di riduzioni dell’orario di lavoro a parità di salario).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>c)</strong> oggi, dopo la vittoria culturale e politica del capitalismo, la medicina del debito pubblico è stata squalificata.. L’Unione Europea, sorta sul nobile presupposto di affratellare i suoi popoli dopo la grande tragedia della seconda guerra mondiale, ha fatto della contabilità, dell’equilibrio dei conti pubblici, la sua unica cifra culturale, la sua unica “mission”. Gli stati altro non sono che delle aziende con un budget di spesa da rispettare ed un bilancio da far quadrare;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>d)</strong> le banche e i grandi investitori, istituzionali e non , vogliono che si tengano i conti in ordine e non vogliono perdere i soldi tanto generosamente prestati nella fase sub b). Così pretendono interessi sempre più alti per porsi al riparo dai rischi di default che essi hanno creato e che sempre minacciano. La cosa più eclatante è che continuano a comprare i titoli dei debiti dei vari stati, più o meno inguaiati, con i soldi generosamente elargiti dagli stessi attraverso la BCE a costi ridicoli. Una sorta di commedia delle parti in cui il fine ultimo è quello di spogliare di legittimità ogni richiesta politica di intervento dello Stato nel mercato a tutela dei cittadini massacrati dalle contraddizioni creati da questi soggetti. Oggi i cittadini non devono contare sullo Stato, se vogliono sopravvivere e consumare (perché devono consumare, specie il superfluo creato da un sistema economico che pretende di non aver nessuno aggancio con le esigenze della società. La pressante richiesta di modifica dell’<a href="http://www.mentecritica.net/larticolo-41-della-costituzione/informazione/democrazia-e-diritti/eduardo-quercia/19538/" title="L’Articolo 41 della Costituzione" >art.41 della Costituzione </a>si spiega molto chiaramente in questa luce);</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/02/157963-piramide.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-23678" title="157963-piramide" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/02/157963-piramide.jpg" alt="" width="584" height="331" /></a>vignetta di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://web.ticino.com/demarta/chris/" >Christian Demarta</a></noindex></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e)</strong> siamo, quindi, giunti al biocapitalismo (Marazzi)<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/lera-del-biocapitalismo/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/rosso-malpelo/23671/#footnote_1_23671"  id="identifier_1_23671" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Il biocapitalismo pu&ograve; essere definito come la messa a valore della materia biologica e del vissuto psichico degli individui [...] Il biocapitalismo oltrepassa l&amp;#8217;idea dello sfruttamento del lavoratore salariato o precario per spingersi verso l&amp;#8217;uso dell&amp;#8217;essere umano come identit&agrave; da manipolare a pagamento (chirurgia estetica), come vettore di mode monetizzabili (il fruitore di media e costrutti simbolici), come materia biologica da brevettare (ingegneria genetica), come vissuto da &amp;#8220;riempire&amp;#8221; e a cui trasferire senso (l&amp;#8217;entertainment e l&amp;#8217;industria culturale). [...] Il biocapitalismo non punta a contrattare un costo di acquisto o un prezzo finale, ma a persuadere verso l&amp;#8217;accettazione di un modello di vita.&nbsp; Per l&amp;#8217;articolo completo si veda il blog di Biagio Carrano ">2</a>)</sup> in cui sono le nostre stesse persone che consentono la riproduzione del sintema economico. Le persone senza salario o con salario insufficiente si indebitano facendo fruttare il capitale finanziario che, generosamente, ti da i soldi anche se non sei in condizione di restituirli ( a questo ci pensano le assicurazioni su rischi di insolvenza, pagate dagli stessi percettori dei prestiti; poi, i debiti inesigibili si possono cartolarizzare come hanno fatto, in passato, tutte le nostre banche, salvate dalla possibilità di far diventare crediti i debiti. Magie che valgono solo per questi signori che sono riusciti a guadagnare anche con la bolla dei cosiddetti “subprime”!) ;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>f)</strong> <a href="http://www.mentecritica.net/azione-e-stile-del-governo-monti-tutto-si-fa-per-loro-i-mercati/informazione/il-bello-della-politica/eppursimuove/23453/" title="Azione e stile del governo Monti. Tutto si fa per loro: i Mercati" >fare i soldi solo con i soldi</a> questo è il significato profondo delle seriose riunioni di questi stimabili personaggi che vediamo sfilare in televisione, Monti compreso. Tutto il resto sono briciole. Il senso di tutto ciò è che bisogna tirare la cinghia per continuare in questo stato di cose;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>g)</strong> molte cose si potrebbero fare, dalla Tobin tax alla fine della possibilità di transazioni finanziarie senza coperture immediate di denaro, al divieto dei soliti giochetti di borsa tipo contrattazioni a termine, scommesse sui prodotti finanziari derivati, sui derivati dei derivati, ecc ecc.). Inoltre, si potrebbe ripristinare la vecchia ed aurea regola (inventata dopo i crack bancari degli anni 30) per cui è vietato il sistema delle banche miste che fanno di tutto, dal prestito a breve all’impresa , alla finanza, al credito a lungo termine ecc. Insomma, ripristinare la sana e buona vecchia legge bancaria del 1936, riveduta e corretta. Di ciò sta discutendo, senza successo per ora, persino il buon Obama, un vero rivoluzionario socialista!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>h)</strong> Tutto ciò consentirebbe anche di affrontare i veri nodi dell’economia reale occidentale messa in crisi dalle economie dei paesi emergenti e dai trasferimenti di <em>know how</em> attuati dalle stesse imprese occidentali all’epoca delle grandi dislocazioni in quei territori, attirate dalla possibilità di utilizzare forza lavoro a prezzi bassissimi e dall’assenza di ogni vincolo di carattere ambientale e normativo;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>i)</strong> insomma, tocca a noi difendere il capitalismo da se stesso sempre ammonendo e ricordandoci che esso, insieme al mercato, è un prodotto sociale e non naturale o divino come opportunamente ed autorevolmente ricordato (discorso di sant’Ambrogio del cardinale arcivescovo di Milano). Il che implica automaticamente la legittimazione di ogni intervento di natura politica o giuridica a vantaggio del bene sociale pur senza arrivare a rimpiangere sistemi sociali e politici ( i cosiddetti socialismi reali) squalificatisi e bocciati dalla storia principalmente a causa di se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>j)</strong> la politica nostrana nulla dice di credibile al riguardo e lascia il Paese in preda a tensioni che, se non organizzate ed incanalate, assumono <a href="http://www.mentecritica.net/il-potere-le-lobby-e-lopinione-pubblica/informazione/il-bello-della-politica/fma/23589/" title="Il Potere, le Lobby e l’Opinione Pubblica." >la consueta forma plebea</a> a cui assistiamo in questi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>k)</strong> l’art 49 della Costituzione recita “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” L’art. 49, in realtà, non fotografa più la realtà esistente. L’art.49 dovrebbe essere il contraltare ad una visone meramente liberistica ed individualistica delle garanzie e dei diritti e del cittadino. Segnala la necessità della dimensione collettiva dell’agire sociale e politico. Senza di ciò siamo solo un gregge di consumatori di oggetti, fatti, sentimenti, preconfezionati dal grande supermercato della modernità. L’art.49 è stato di fatto abrogato e allo stato non si vede niente che non sia scomposto agitarsi .</p>
<p style="text-align: justify;">Da dove ripartire rimane sempre i problema dei problemi. E ciò specialmente per una responsabilità verso chi ci seguirà e nei cui confronti siamo stati così clamorosamente inadempienti, sul piano morale prima ancora che su quello economico.<br />
In sintesi, ancor oggi, per noi, dovrebbe valere l’invito che da il titolo ad uno degli ultimi libri di un nostro grande economista, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Napoleoni" >Claudio Napoleoni</a></noindex>, troppo precocemente scomparso: CERCATE ANCORA!</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_23671" class="footnote">al momento della composizione 4-2-2012 ore 17.31  il valore è 377. Il valore aggiornato <a href="http://www.mentecritica.net/spread-europei-cambi-e-indici-di-borsa/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/redazione/22527/" >è qui</a></li><li id="footnote_1_23671" class="footnote"> Il biocapitalismo può essere definito come la messa a valore della materia biologica e del vissuto psichico degli individui [...] Il biocapitalismo oltrepassa l&#8217;idea dello sfruttamento del lavoratore salariato o precario per spingersi verso l&#8217;uso dell&#8217;essere umano come identità da manipolare a pagamento (chirurgia estetica), come vettore di mode monetizzabili (il fruitore di media e costrutti simbolici), come materia biologica da brevettare (ingegneria genetica), come vissuto da &#8220;riempire&#8221; e a cui trasferire senso (l&#8217;entertainment e l&#8217;industria culturale). [...] Il biocapitalismo non punta a contrattare un costo di acquisto o un prezzo finale, ma a persuadere verso l&#8217;accettazione di un modello di vita.  <strong>Per l&#8217;articolo completo si veda <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://biagiocarrano.blogspot.com/2008/02/biocapitalismo.html" >il blog di Biagio Carrano</a></noindex></strong> </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>I Notai Sono Parassiti</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 12:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dellefragilicose</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SRL SEMPLIFICATA, PROBLEMA GIURIDICO DI ORDINE PUBBLICO DISPONIBILITÀ VERSO IL GOVERNO A PROPORRE MODIFICHE TECNICHE Roma, 25 gennaio 2012 – Il notariato davanti a riforme che riguardano la categoria non ha alzato barricate, avendo con largo anticipo sollecitato e attuato in proprio interventi poi richiesti dagli ultimi provvedimenti governativi in materia di accesso, giovani, assicurazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>SRL SEMPLIFICATA, PROBLEMA GIURIDICO DI ORDINE PUBBLICO DISPONIBILITÀ VERSO IL GOVERNO A PROPORRE MODIFICHE TECNICHE</strong></p>
<p>Roma, 25 gennaio 2012 – Il notariato davanti a riforme che riguardano la categoria non ha alzato barricate, avendo con largo anticipo sollecitato e attuato in proprio interventi poi richiesti dagli ultimi provvedimenti governativi in materia di accesso, giovani, assicurazione, praticantato, organo disciplinare di giudizio esterno.<br />
Proseguendo nell’intento di essere di aiuto al Governo e al Paese, segnaliamo le gravi conseguenze giuridiche, sociali e di ordine pubblico che la nuova società semplificata con capitale minimo a un euro, fuori dalla ordinaria procedura di controllo notarile di legittimità, può causare.<br />
E’ di tutta evidenza, infatti, che i controlli preventivi notarili in materia di identità, rappresentanza, oggetto e organizzazione sociale e, più in generale, di contenuto dei patti, assicurano un insopprimibile ausilio all’applicazione delle normative in materia di antiriciclaggio, evasione fiscale e regolarità, nella finalità di contrasto alle frodi patrimoniali e di identità.<br />
Il controllo e l’affidabilità dei pubblici registri immobiliari e societari, oltre a costituire un valore pubblico per la sicurezza giuridica, costituiscono una fondamentale fonte di informazioni e regole per il corretto e democratico svolgimento dei rapporti sociali ed economici.<br />
Quali pubblici ufficiali esperti del settore, siamo a piena disposizione del Governo e dei suoi obbiettivi per aiutare a creare una normativa specifica che tenga conto delle esigenze nazionali ed internazionali di sicurezza giuridica ed eviti qualunque ricaduta negativa di ordine socio economico per il Paese.<br />
<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.notariato.it/export/sites/default/en/highlights/news/archive/pdf-news/250112_CoS_Srl.pdf" >Ufficio Relazioni con i Media- Consiglio Nazionale del Notariato</a></noindex></p></blockquote>
<p>Dopo i tassisti, <a href="http://www.mentecritica.net/la-rivolta-dei-taxi-dei-notai-dei-farmacisti-dei-commercialisti/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/23252/" title="La Rivolta dei Taxi, dei Notai, dei Farmacisti, dei Commercialisti …" >che si preoccupano della qualità del servizio</a> e i farmacisti che si preoccupano della salute dei clienti, ecco arrivare i notai che, senti, senti, si preoccupano addirittura <em>dell&#8217;ordine pubblico</em>. Me li vedo in piazza, messi da parte codici e pandette, con la panza che spunta dal giubbotto antiproiettile, in pieno assetto antisommossa, con i visi agguerriti e il manganello in mano, pronti a sedare la rivolta a colpi di letture di atti di vendita utilizzati in luogo del gas soporifero.</p>
<p><span id="more-23513"></span></p>
<p>Come faremmo senza i notai? Senza la loro essenziale opera di <em>controllo dei pubblici registri immobiliari e societari, che oltre a costituire un valore pubblico per la sicurezza giuridica, costituiscono una fondamentale fonte di informazioni e regole per il corretto e democratico svolgimento dei rapporti sociali ed economici</em>? Altre nazioni hanno commesso il ferale errore di ignorare questa essenziale funzione e ora languono nella brutale inciviltà e nel pieno del disordine sociale (si vedano ad esempio i casi disperati di Stati Uniti e Gran Bretagna), mentre la diffusione dell&#8217;informatica, dell&#8217;identificazione biometrica, dei dati disponibili in rete via wireless su un qualsiasi palmare mai potranno sostituire i <em>pubblici registri immobiliari e societari, che oltre a costituire un valore pubblico per la sicurezza giuridica, costituiscono una fondamentale fonte di informazioni e regole per il corretto e democratico svolgimento dei rapporti sociali ed economici</em>. Mi raccomando il democratico svolgimento, eh?</p>
<p>La verità, la verità è che <a href="http://www.mentecritica.net/cose-di-tipo-diverso/informazione/democrazia-e-diritti/rita-pani/23496/" >come dice Rita</a>, certe persone lo vogliono, disperatamente lo vogliono, ma non hanno il coraggio di dire che sono attaccate al privilegio, alla ricchezza che ne consegue, al ladrocinio sistematico operato sfruttando la rendita di posizione, alla barca di 15 metri, alla puttana lituana, alle vacanze alle Fiji. E così dicono che si preoccupano <em>dell&#8217;ausilio all’applicazione delle normative in materia di antiriciclaggio, evasione fiscale e regolarità, nella finalità di contrasto alle frodi patrimoniali e di identità</em>. Bene, si è visto come ha funzionato fino ad oggi il <em>contrasto alle frodi patrimoniali e di identità</em>, nella capitale intergalattica della mafia, della camorra  e della &#8216;ndrangheta.</p>
<p>Se toccasse a me decidere, domattina i notai diventerebbero dipendenti statali e se sono in soprannumero, li licenzierei. Gli toglierei la casa, le proprietà, i beni. Esproprierei fino al terzo grado di parentela, esproprierei i beni di tutti quelli i cui numeri di telefono sono sul cellulare del notaio, di quelli che vivono nello stesso palazzo, di quelli che la mattina del provvedimento li hanno incontrati per strada, di quelli che hanno fatto la domanda per diventare notai e sono stati bocciati, di quelli che gli hanno venduto la fotocopiatrice, di chi gli fitta lo studio, di tutti quelli che hanno fatto un atto notarile negli ultimi tre anni, di chi ha cercato &#8220;notaio&#8221; su google.  E mò basta, che stamattina mi sento generoso.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/01/notaio.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-23518" title="notaio" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/01/notaio.jpg" alt="" width="590" height="322" /></a></p>
<p>Seguiamo il consiglio di Rita: facciamo a non avere paura delle parole. Parassiti, parassiti di merda. Con l&#8217;acqua alla gola, ora che per comprare e vendere una casa si deve trovare un direttore di banca disposto a dare un mutuo dopo aver avuto un miliardo di garanzie e dopo aver fatto da schiavo sessuale per tre mesi per raggranellare l&#8217;anticipo, poi si deve passare pure a posare un ricco 10, 15% dal signor Notaio che non fa questo lavoro per i soldi, ci mancherebbe, ma solo per difendere tutti noi dalle <em>conseguenze giuridiche, sociali e di ordine pubblico</em>.</p>
<p>Merde, parassiti. Merde. Parassiti. Adda venì baffone. Adda venì baffone.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ignazio Cutrò:‘nto culo alla mafia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MikClaudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa vi abbiamo riportato la storia di Ignazio Cutrò, imprenditore siciliano rimasto incastrato tra le maglie della mafia. Cutrò ha scelto di ribellarsi apertamente e far diventare pubblica la propria battaglia di testimone di giustizia. La sua storia potete leggerla anche qui(1). Cutrò, che si esposto alla vendetta delle organizzazioni criminali, ha caratterizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa <a href="http://www.mentecritica.net/litalia-malata-dove-cosentino-e-lega-lombarda-sono-dalla-stessa-parte/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23287/" title="L’Italia Malata dove Cosentino e Lega Lombarda Sono dalla Stessa Parte" >vi abbiamo riportato</a> la storia di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ignaziocutro.com/" >Ignazio Cutrò</a></noindex>, imprenditore siciliano rimasto incastrato tra le maglie della mafia. Cutrò ha scelto di ribellarsi apertamente e far diventare pubblica la propria battaglia di testimone di giustizia. La sua storia potete leggerla <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.canicattiweb.com/2011/04/21/canicattiweb-non-lasciamo-solo-ignazio-cutro/" >anche qui</a></noindex><sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/ignazio-cutronto-culo-alla-mafia/informazione/cronache-italiane/mikclaudia/23415/#footnote_0_23415"  id="identifier_0_23415" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" altri articoli qui, qui e qui ">1</a>)</sup>.</p>
<p>Cutrò, che si esposto alla vendetta delle organizzazioni criminali, ha caratterizzato la sua protesta con uno slogan che è tutto un programma: <em>‘nto culo alla mafia</em>. L&#8217;informazione nazionale ha preferito censurarlo forse per preservare le delicate orecchie dei telespettatori e i casti occhi dei lettori che, grazie ai contenuti da loro trasmessi e stampati quotidianamente, probabilmente sono avvezzi solo a immagini di santi e pii inni sacri.</p>
<p><span id="more-23415"></span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.magnumphotos.com/Archive/C.aspx?VP=XSpecific_MAG.PhotographerDetail_VPage&amp;pid=2K7O3R13PO0Y&amp;nm=Ferdinando%20Scianna" ><img class=" " src="http://1.bp.blogspot.com/-Cxnot1YkcNc/Tcj0vvwwpRI/AAAAAAAABGo/DZPziwzZgKE/s1600/1987_SCF356_Comp.jpg" alt="" width="560" height="370" /></a></noindex><p class="wp-caption-text">Di Ferdinando Scianna</p></div>
<p>In un paese nel quale le mafie sono convenientemente rappresentate in parlamento oltre che lungo tutta la catena decisionale istituzionale il supporto dello stato ad un cittadino che ha scelto la strada più difficile è stato puramente formale. A sostenere Cutrò sono stati <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://lenotiziedimontalbano.it/agnews/185-qaiutate-ignazio-cutroq-lettera-aperta-alla-politica.html" >dei giornalisti indipendenti</a></noindex> e tanti cittadini che si sono riuniti in <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.facebook.com/groups/316196125073553/" >un gruppo di facebook </a></noindex>al quale vi invitiamo ad aderire per monitorare direttamente l&#8217;evoluzione della vicenda. <a href="http://www.mentecritica.net/litalia-malata-dove-cosentino-e-lega-lombarda-sono-dalla-stessa-parte/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23287/" title="L’Italia Malata dove Cosentino e Lega Lombarda Sono dalla Stessa Parte" >La lettera aperta di Gaetano Montalbano</a> è giunta in parlamento per tramite di un&#8217;interrogazione parlamentare di Fabio Granata. Il Ministro Cancellieri <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=LzzOgBhfR-4" >l&#8217;ha regolata con la consueta miscela di belle parole e dichiarazioni di principio</a></noindex> con le quali, da anni, si combatte la mafia in Italia</p>
<p>Negli ultimi giorni, Cutrò aveva iniziato lo sciopero della fame e della sete davanti a Palazzo d’Orleans a causa di un cavillo burocratico che lo costringeva a pagare in pochi giorni decine di migliaia di euro per avere la possibilità di produrre una certificazione<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/ignazio-cutronto-culo-alla-mafia/informazione/cronache-italiane/mikclaudia/23415/#footnote_1_23415"  id="identifier_1_23415" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" il DURC documento unico di regolarit&agrave; contributiva, &egrave; l&amp;#8217;attestazione dell&amp;#8217;assolvimento, da parte dell&amp;#8217;impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile. Il DURC serve per tutti gli appalti e subappalti di lavori pubblici (verifica dei requisiti per la partecipazione alle gare, aggiudicazione alle gare aggiudicazione dell&amp;#8217;appalto, stipula del contratto, stati d&amp;#8217;avanzamento lavori, liquidazioni finali), per i lavori privati soggetti al rilascio della concessione edilizia o alla DIA, per le attestazioni SOA.">2</a>)</sup> e partecipare,  con la sua impresa edile, ad una gara per l&#8217;assegnazione di lavori pubblici. Fortunatamente, la regione Sicilia, non certamente nota per il rigore con cui gestisce il suo bilancio, ha deciso di intervenire. Forse rinuncerà all&#8217;ennesima consulenza inutile o qualche dirigente regionale si vedrà decurtato il benefit di fine anno, l&#8217;importante è che <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.canicattiweb.com/2012/01/17/la-regione-si-impegna-a-pagare-le-cartelle-serit-ignazio-cutro-nto-culo-alla-mafia/" >sia stato deciso un sostegno</a></noindex> a Cutrò per consentirgli il riavvio della sua attività.</p>
<p>Ci piacerebbe concludere dicendo che siamo sulla buona strada, ma ci rimane l&#8217;impressione che ci sia qualcosa che non vada, non solo a Bivona, ma in tutto il resto del paese.  Senza considerare l&#8217;orgia informativa che ha coinvolto <a href="http://www.mentecritica.net/domnica-cemortan-domenica-cemortan-le-foto-che-schettino-vuole-nascondere/cuore-di-tenebra/redazione/23377/" >Francesco Schettino e Domnica Cemortan</a> che nello straordinario mix di sesso, morte, incompetenza e disorganizzazione hanno trascinato i media che censurano<em> ‘nto culo alla mafia</em> in una sorta di  orgasmo vaginale plurimo, è pur sempre curioso che la storia di Cutrò, invece che negli approfondimenti giornalistici,  finisca ad essere raccontata da una tizia con l&#8217;impermeabile e i stivali gialli che porta al guinzaglio un bassotto.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/ignazio-cutronto-culo-alla-mafia/informazione/cronache-italiane/mikclaudia/23415/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_23415" class="footnote"> altri articoli <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.canicattiweb.com/2011/11/11/ignazio-cutro-testimone-di-giustizia-combatto-contro-un-mostro-chiamato-burocrazia/" >qui</a></noindex>, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.canicattiweb.com/2011/12/13/ignazio-cutro-la-mafia-non-mi-ha-fermato-la-burocrazia-si-video-la7/" >qui</a></noindex> e <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.canicattiweb.com/2011/12/02/ignazio-cutro-testimone-di-giustizia-lintervista-al-tg1-la-lotta-contro-la-burocrazia-video/" >qui</a></noindex> </li><li id="footnote_1_23415" class="footnote"> il DURC documento unico di regolarità contributiva, è l&#8217;attestazione dell&#8217;assolvimento, da parte dell&#8217;impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile. Il DURC serve per tutti gli appalti e subappalti di lavori pubblici (verifica dei requisiti per la partecipazione alle gare, aggiudicazione alle gare aggiudicazione dell&#8217;appalto, stipula del contratto, stati d&#8217;avanzamento lavori, liquidazioni finali), per i lavori privati soggetti al rilascio della concessione edilizia o alla DIA, per le attestazioni SOA.</li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>Fase 2: Cresci Italia! Cresci, consuma e&#8230; crepa</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilBuonPeppe</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Passata la “fase uno”, quella che dovrebbe rimettere a posto i conti dello Stato con <a target="_blank" href="http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?storyid=235" >interventi sostanzialmente analoghi a quelli delle ultime ventisette manovre</a>, e che ha ulteriormente allontanato la prospettiva di una pensione decente per gran parte dei cittadini, in attesa che arrivi l’annunciata “fase tre”, che semplificherà il funzionamento dello Stato e ci renderà la vita più semplice, è arrivata la tanto attesa “<a href="http://www.mentecritica.net/monti-dopo-il-culo-la-bocca-inizia-la-fase-due/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/23131/" title="Monti: Dopo il Culo la Bocca. Inizia la Fase Due" >fase due</a>”: quella che ci farà tornare a crescere, quella che rilancerà la nostra economia, quella che ci farà diventare tutti un po’&#8230; meno poveri (volevo scrivere “più ricchi”, ma non ce l’ho fatta).</p>
<p>Quello che si è visto e sentito a tale proposito nelle settimane scorse, oltre ad essere un deja vu, è stato abbastanza stomachevole, per cui ho preferito aspettare di vedere i fatti concreti che questo governo “di tecnici” era in grado di tirare fuori dal cilindro. Vediamo quindi di cosa sono stati capaci. <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-21/liberalizzazione-tutti-settori-150813.shtml" title=""  rel="external">(fonte)</a></noindex></p>
<p><strong><span id="more-23398"></span></strong></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.wineintour.com/upload/italian.pizza.jpg" alt="" width="564" height="374" /></p>
<p><strong>Separazione della rete gas</strong> &#8211; Una buona cosa. In un sistema basato sul libero mercato, tutte le reti di distribuzione dovrebbero essere indipendenti da chi fornisce il servizio all’utente finale; reti che, essendo di fatto un monopolio naturale, dovrebbero però essere direttamente o indirettamente sotto il controllo pubblico, aspetto di cui invece non c’è traccia. Non si capisce inoltre perché questa operazione sia stata fatta per il gas e non per l’elettricità, giusto per fare un esempio. Per non parlare della telefonia, situazione in cui il controllo della rete da parte di Telecom, che vende anche servizi all’utente finale, crea un sacco di problemi. Mistero. O forse no.<br />
<strong>Ricerche petrolifere</strong> &#8211; Sparite, per fortuna, una serie di agevolazioni originariamente previste nel decreto, rimane solo un generico impegno ad incentivare il settore. Come se ne avesse bisogno&#8230;<br />
<strong>Distribuzione dei carburanti</strong> &#8211; Le compagnie potranno vendere metà delle stazioni di servizio. Potranno. Ci voleva un decreto legge per dire che puoi vendere una cosa che è tua? In compenso i benzinai potranno comprare metà del carburante sul libero mercato. Per l’altra metà continueranno a farsi strangolare dalle compagnie petrolifere. E la concorrenza? La prossima volta.<br />
<strong>Conto base</strong> &#8211; Le banche offriranno conti corrente a basso costo e operatività limitata. Qualcuno dovrebbe spiegare ai signori ministri che queste offerte esistono già da diversi anni; alcune sono addirittura gratuite.<br />
<strong>Polizze sui mutui</strong> &#8211; Alla stipula di un mutuo le banche dovranno obbligatoriamente presentare almeno due preventivi per la polizza assicurativa. Sai che sforzo! Permettere al cittadino di farsi la polizza dove gli pare e piace evidentemente era troppo; non sia mai che poi si abitua a cercare condizioni migliori.<br />
<strong>Autorità per le reti e i trasporti</strong> &#8211; Un’altra autorità. Ce n’era bisogno? In realtà alcune funzionano abbastanza bene, altre sono veri e propri poltronifici. Staremo a vedere, ma i tempi tecnici per l’avvio non sono brevi.<br />
<strong>Taxi</strong> &#8211; “Paraculo” è un termine troppo forte per un governo che ha deciso di non decidere? La faccenda si è fatta scottante, così hanno mollato la competenza alla nuova autorità: responsabilità scaricata e tempi dilazionati. In compenso si è introdotta qualche flessibilità nel servizio e si è garantita una compensazione ai tassisti in caso di aumento del numero di licenze. Credevo che “liberalizzare” significasse eliminare cose come le licenze contingentate.<br />
<strong>Professioni</strong> &#8211; L’abolizione dei tariffari è un’ottima cosa (ci aveva già provato Bersani) e, per una volta, è coerente con la tanto sbandierata richiesta di concorrenza. Anche l’obbligo di fornire un preventivo è un’ottima cosa; è paradossale che si debba imporre per legge. Il tirocinio anticipato mi dà l’impressione di una presa in giro, ma non ne so abbastanza per cui sospendo il giudizio.<br />
<strong>Notai</strong> &#8211; Ben 500 posti in più e l’accelerazione dei concorsi. Ancora una volta si parla di liberalizzazioni e si mantengono posizioni di privilegio per alcune categorie; per di più per una professione che, mi sembra, non esiste in nessun altro paese al mondo. A meno che qualcuno non voglia illudersi che avendo più notai a disposizione compreremo più case.<br />
<strong>Farmacie</strong> &#8211; Altro tasto dolente. Ne apriranno altre 5000, in media una ogni 3000 abitanti. Un’altra liberalizzazione mancata. E per non far arrabbiare troppo i farmacisti, i farmaci di fascia C rimangono riservati a loro. Niente Viagra al supermercato.<br />
<strong>RC auto</strong> &#8211; Per combattere le truffe i risarcimenti in denaro saranno ridotti del 30%; con il risultato che le persone oneste saranno penalizzate, mentre i truffatori, dotati di maggiore fantasia, troveranno altri stratagemmi. Se si accetta l’installazione della scatola nera potremo avere uno sconto; su questo c’è da verificare una serie di fattori non banali come costi di manutenzione, tipologia dei dati raccolti, certificazione dei risultati, rispetto della privacy, ecc. Una novità demenziale è l’obbligo per l’agente di presentare tre preventivi di compagnie diverse: la concorrenza si fa “contro” le altre imprese, non d’accordo con loro. Qualcuno al governo deve fare un ripasso dei fondamentali.<br />
<strong>Infrastrutture</strong> &#8211; Il ponte sullo stretto non si farà: era ora! Si rilancia il project financing: potrebbe essere una buona cosa ma bisogna vedere le modalità. In alcune mani è stato devastante.<br />
<strong>Imprese</strong> &#8211; Si istituiscono apposite sezioni nei tribunali per velocizzarne i procedimenti; peccato che se non si aumentano gli organici (da tempo al di sotto delle necessità) serviranno a ben poco, a meno che non si blocchi tutto il resto. Le procedure per l’apertura di nuove imprese vengono semplificate, fino alla possibilità di partire con un capitale di un euro. “Cosa portate? Quanti siete? Un fiorino.”<br />
<strong>Edicole</strong> &#8211; Ora possono fare sconti e vengono svincolati dagli obblighi di fornitura. Una buona cosa, ma non si capisce perché queste iniziative si fanno un gruppetto alla volta, uno ogni cinque anni (gli ultimi erano stati i fornai con Bersani). Quando si comincerà a stabilire dei principi generali?</p>
<p>Questo è un governo, per sua stessa ammissione, liberista: persone che credono nel libero mercato, nel fatto che l’economia può crescere solo se lasciata libera, che solo se l’economia cresce il benessere aumenta, che il privato è comunque più efficiente del pubblico, che lacci e lacciuoli bloccano l’intera società. Idee che si possono condividere oppure no, ma che tracciano un quadro chiaro e coerente con il quale è comunque possibile confrontarsi. <strong>In realtà anche i governi precedenti, di qualunque colore, avevano questo approccio a parole, salvo poi smentirsi sistematicamente con i fatti.</strong> Da questo governo ci si aspettava maggiore coerenza ma, visti i risultati, non vedo motivi per essere ottimista.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Si parla di liberalizzazioni ma si mantengono privilegi e vincoli all’ingresso in molte categorie; si cerca la concorrenza e si continua a parlare di licenze e di contingentamenti.</strong> Abbiamo un governo di tecnici (per chi ci crede) che dovrebbe avere le mani libere dai giochi tipici della politica, che non è interessato al consenso popolare, che non rappresenta questa o quella categoria; <strong>peccato che si comporti come tutti i suoi predecessori</strong>. Perfino nell’intervista rilasciata venerdì sera alla Gruber dopo il varo del decreto, Monti è riuscito a non dire assolutamente niente; ha evitato accuratamente di rispondere a qualsiasi cosa, nonostante le domande della giornalista non siano state neanche insidiose.</p>
<p>Mi direte che però ci sono anche cose buone nel decreto. Certo. Ma anche Berlusconi ha fatto qualcosa di buono, basti pensare alla legge contro il fumo e alla patente a punti. <strong>Non è difficile fare qualcosa di buono, difficile è farne abbastanza da incidere seriamente sulla vita delle persone, e farlo in modo coerente in base ad un disegno complessivo.</strong> Cosa che non vedo in questo governo né, purtroppo, in nessuno di quelli che la mia memoria riesce a raggiungere.<br />
Alla fine dei conti questo decreto punta, se va bene, sulla discesa di alcune tariffe, ma si tratta di ben poca cosa. La cosa di cui nessuno di questi professori si preoccupa (temo consapevolmente) è che <strong>l’economia si rilancia nel breve periodo mettendo soldi in tasca alle persone, e nel lungo periodo investendo fortemente in formazione e ricerca</strong>. Tutte cose di cui non c’è la minima traccia.<br />
Di sicuro abbiamo riconquistato credito internazionale e rispettabilità. Peccato che non siano commestibili.</p>
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		<title>La Rivolta dei Taxi, dei Notai, dei Farmacisti, dei Commercialisti &#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 18:53:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo La Repubblica e Il Corriere, i tassisti hanno un parlamentino. Non un parlamento, per carità. Un parlamentino, una cosa piccola, coccolosa, carina. Magari hanno anche un i ministerini, il governino e il presidentino del consiglio, forse proprio l&#8217;ormai celeberrimo Bittarelli, grande cultore della supercazzola e, di conserva, adattissimo a cotanto ruolo ( o ruolino) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/01/11/news/tassisti_riuniti_in_assemblea_sabato_manifestazione_a_roma-27917871/?ref=HRER1-1" >La Repubblica</a></noindex> e <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_11/sciopero-tassisti-liberalizzazioni_8ac6990a-3c6e-11e1-9394-8a7170c83e07.shtml" >Il Corriere</a></noindex>, i tassisti hanno un parlamentino. Non un parlamento, per carità. Un parlamentino, una cosa piccola, coccolosa, carina. Magari hanno anche un i ministerini, il governino e il presidentino del consiglio, forse proprio l&#8217;ormai celeberrimo Bittarelli, <a href="http://www.mentecritica.net/liberalizzazione-taxi-tassisti-pronti-alla-lotta/informazione/censura-dellinformazione/dellefragilicose/23215/" title="Liberalizzazione Taxi: Tassisti Pronti alla Lotta" >grande cultore della supercazzola</a> e, di conserva, adattissimo a cotanto ruolo ( o ruolino) istituzionale.</p>
<p><span id="more-23252"></span></p>
<p>Ora, dopo aver spiritosamente definito questo sito <em>mentecatto.net</em>, originale invenzione, ed avermi gratificato con memorabili perle di saggezza retorica nelle oscure pieghe dei commenti<a href="http://www.mentecritica.net/liberalizzazione-taxi-tassisti-pronti-alla-lotta/informazione/censura-dellinformazione/dellefragilicose/23215/" title="Liberalizzazione Taxi: Tassisti Pronti alla Lotta" > a questo post</a>, i tassisti sono passati all&#8217;azione vera dichiarando guerra alla repubblica italiana per tramite del loro parlamento, parlamentino pardon.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://aziende.virgilio.it/schede/workfolder/SF01703C12ZZBAA/LOGO_SF01703C12_ZZ_B_0.jpg.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Il 23 gennaio ci sarà sciopero. Contro che? Non si sa. Forse contro la sola ipotesi che il mercato si possa liberalizzare. Non si sciopera contro una norma, ma contro la vile azione di averla pensata. Poi, forse, il parlamentino dei tassisti dichiarerà la secessione e fonderà una nazione di soli taxi dove, a turno, i tassisti faranno la parte dei clienti e dei conduttori, impostando, per primi nella storia, un prodotto interno lordo a moto perpetuo autoalimentante in aperta violazione della legge di conservazione dell&#8217;energia la cui abrogazione sarà efficacemente supportata dal gruppo lobbistico della categoria.</p>
<p>Ufficialmente, ed è la parte più insopportabile della vicenda, il tutto in nome di una presunta difesa della qualità del servizio che, se liberalizzato, diventerà pessimo con indubbio danno del cliente che ora è pienamente soddisfatto dell&#8217;offerta in termini di costi e qualità della prestazione. Quindi, non è la borsa del tassista che va difesa, padre di famiglia ed indefesso lavoratore a differenza del resto degli italiani notoriamente puttanieri e fancazzisti, ma il povero ed ignaro cliente vittima di una campagna mediatica di disinformazione alimentata dai poteri forti, dagli illuminati o dai marziani che, in vista dell&#8217;invasione della terra, intendono collassarne i gangli vitali inducendo i poveri tassisti a scioperare e a bloccare Roma, <em>caput mundi</em>.</p>
<p>La questione, ovviamente, non riguarda solo i taxi, ma anche i pregiatissimi notai, i signori avvocati, gli illustri farmacisti, gli eccellenti commercialisti, le cui delicate professioni non possono essere aperte a tutti in quanto pregne di segreti sapienziali, costellate di oscuri misteri iniziatici e regolate da riti definiti da Ermete Trismegisto in persona.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img src="http://www.linkerblog.biz/wp-content/uploads/2011/02/merlino.jpg" alt="" width="300" height="465" /><p class="wp-caption-text">Notaio mentre istruisce una pratica</p></div>
<p>I suddetti soggetti hanno pienamente goduto delle altrui liberalizzazioni: i telefoni, l&#8217;energia, le licenze degli esercizi commerciali. Gli fa piacere passare da Tim a Wind a Vodafone a Tre e poi di nuovo a Tim, pagando sempre di meno e venendo coccolati sempre di più. Hanno addirittura preteso di conservare lo stesso numero, la famosa <em>portabilità</em>. A loro va benissimo fare la spesa di domenica, di notte, il giorno di Natale, magari nel mega centro commerciale che con la sua apertura ha cancellato dalla faccia della terra il signor Paolo,  modesto salumaio che con grandi sacrifici si era messo su il negozietto e campava vendendo l&#8217;etto di mortazza e i due litri di latte. Agli iniziati di cui sopra va benissimo comprare le magliette cinesi a tre lire in nome della globalizzazione, godere di servizi del terziario a prezzi stracciati grazie al lavoro interinale, l&#8217;abuso dei contratti a progetto e magari ai notai piacerebbe pagare di meno i taxi, ai farmacisti non pagare il notaio e ai tassisti comprare le medicine dal tabaccaio, tutto in nome della libertà del mercato, del liberismo del trionfo della concorrenza, dell&#8217;apoteosi del capitalismo.</p>
<p>Sempre che tocchi a gli altri prenderlo nel culo però. Perché quando sono i loro delicati e pregiatissimi ani ad essere esposti ad una possibile penetrazione, scatta subito il piagnismo dei padri di famiglia, dei risparmi investiti, dell&#8217;interesse del cliente, come se in questo cazzo di momento di merda non ci fossero persone che a cinquant&#8217;anni si sono viste licenziate per colpa della crisi, poveri cristi tartassati dal fisco e pensionati che sono costretti a rubare il catetere in farmacia.</p>
<p>La storia è e rimane sempre la stessa. In assenza di uno spirito nazionale, di un obiettivo serialmente e moralmente condiviso, tutti pensano ai cazzi loro e, giustamente, lo fanno anche i tassisti, i notai, i commercialisti <em>and so on</em>. La cosa che sfugge è che il principio secondo il quale tutti pensano ai cazzi propri gode della relazione simmetrica per cui se loro pensano solo ai cazzi loro, io penso solo ai cazzi miei e quindi del costo della licenza, dei padri di famiglia, dello scadimento della qualità del servizio me ne frego. Penso solo al fatto che se si raddoppiano le licenze si tolgono dalla strada altri 50.000 sbandati che potenzialmente possono diventare dei criminali o che devo alimentare io con le mie tasse.</p>
<p>Insomma, ogni volta che uno pensa solo ai cazzi suoi, pianta il seme dell&#8217;albero dei cazzi propri, di cui ormai questo paese è foresta. Per me, tassisti, notai, commercialisti e farmacisti si devono arrangiare come ci stiamo arrangiando tutti. Senza rompere il cazzo che lo hanno già rotto abbastanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La crisi, il mercato e le pecore a Montecitorio</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 09:00:37 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Di questi tempi ci si lagna spesso contro i padroni e anche volentieri. Contro i capitalisti in genere, che mettono il proprio interesse davanti a quello del popolo. Che detengono la proprietà dei mezzi di produzione e ne fanno quel che gli pare, addirittura <a href="http://www.mentecritica.net/mala-tempora-collant/informazione/il-lavoro-degli-italiani/lameduck/23193/" title="Mala tempora collant" >li portano in Serbia</a>.<br />
Ci si lagna, <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2012/01/tutte-casa.html" >li si addita al pubblico disprezzo</a> e ci si ferma lì. Incapaci di indicare un’alternativa praticabile. Che pure ci servirebbe come il pane per cavarci dal terribile impiccio nel quale siamo finiti.<br />
Eppure, se il guaio fossero solo i capitalisti, la soluzione ci sarebbe. La conosciamo tutti, ce la indicò Marx centocinquant’anni fa: abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione.</p>
<p><span id="more-23204"></span></p>
<p>Peccato che non abbia dato i frutti sperati quando la si sperimentò, più di una volta, non in un paese solo. Naturalmente si può sempre sperare che la prossima volta vada meglio, ma non si può certo gridarlo forte visto com’è andata.<br />
Certo che se si scegliesse questa medicina per curare la nostra malattia, ci troveremmo davanti al più esilarante scambio delle parti che si possa immaginare. L’Occidente capitalista che sceglie il comunismo per <a href="http://www.mentecritica.net/la-cina-e-la-germania-nazista-del-terzo-millennio/informazione/oltre-il-confine/comandante-nebbia/21864/" title="La Cina è la Germania Nazista del Terzo Millennio" >salvarsi dalla Cina comunista</a>, che a sua volta ha scelto il capitalismo, sia pure di stato, per ridurre la distanza che la separava dall’Occidente. Riuscendoci, la Cina.<br />
Mi guardo bene dall’affermare che la proprietà pubblica dei mezzi di produzione sia una stronzata, mi chiedo tuttavia come mai la Cina, che pure la praticava, l’abbia abbandonata. E siccome non riesco a darmi una risposta soddisfacente mi guardo attorno per vedere se non ci sia per caso qualche altra causa della nostra attuale situazione, oltre alla solita mancanza di solidarietà del capitalismo rampante.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/lenin.jpg" alt="" width="493" height="649" /></p>
<p>L’altro ieri a Galbusera gli si è guastato il motore del tapis roulant. Dice che faceva il rumore di una bicicletta alla quale sia entrato qualcosa tra i raggi delle ruote. Il rotore sfregava sullo statore. È andato dove l’ha comprato. Gli hanno detto: <em>garanzia scaduta, signore.</em> Però ne avevano un altro bellissimo, super scontato, molto più performante: 700 euro. Lui ha detto che voleva aggiustare il suo: <em>no, signore, ci dispiace, la manutenzione non la fa più nessuno</em>. Gli hanno risposto. Ma Galbusera è uno che non si arrende facilmente. A furia di cercare ha trovato un motore di ricambio. Volevano 200 euro. Non l’ha comprato. Ha smontato il suo motore, gli ha tolto i cuscinetti vecchi e gliene ha messi due nuovi. Venti euro. Funziona perfettamente. Ci ha impiegato mezza giornata, ma tanto il suo tempo vale niente come quello di tutti i pensionati, dice.</p>
<p>Magari ora solleverò le ire della Camusso e dei molti benpensanti di sinistra, ma vi assicuro che mi limito a riportare ciò che mi diceva stamane Galbusera: e se qualcuno di quei 2,2 milioni di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/economia/2011/11/07/news/neet-24608548/" >Neet</a></noindex>, tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano andasse a bottega per due lire o anche meno e imparasse a cambiare i cuscinetti di un cazzo di motore cinese montato su un falso prodotto made in Italy? ne uscirebbero lesi i suoi diritti civili o politici? ne andrebbe di mezzo la sua dignità d’essere umano? Come si fa ad avere tra 15 e 29 anni e non fare un cazzo? Come si pensa di campare i quaranta cinquant’anni che mancano per tirare le cuoia? Come si fa a pensare che sia tutta colpa della società capitalista se 2,2 milioni di giovani, uno su quattro, non studia e non lavora? Non viene a nessuno il dubbio che ci possa essere un minimo di <a href="http://www.mentecritica.net/evasione-e-corruzione-il-coraggio-di-punire/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23109/" title="Evasione e Corruzione. Il Coraggio di Punire" >responsabilità individuale</a>?</p>
<p>Sono d’accordo con voi, tutti i vecchi dicono così, riporto il discorso di Galbusera per puro dovere d’amicizia: dice che nel periodo delle vacanze estive, suo padre, convinto sostenitore che l’ozio fosse il padre dei vizi, lo mandava a fare il garzone, a gratis, presso un loro conoscente che aveva officina: è lì che ha imparato cos’è un motore e cos’è un cuscinetto.<br />
Naturalmente non è che adesso tutti gli italiani debbano imparare a cambiare i cuscinetti, ci mancherebbe, qualcuno potrebbe anche imparare a riparare i rubinetti e qualche altra ad accorciare i pantaloni, che ora da noi in Lombardia lo fanno per la gran parte le lavoranti cinesi. Dice Galbusera che sarebbe un aiuto quanto mai gradito per uscire dalla crisi se quei 2,2 milioni che vivono senza battere un chiodo, producessero qualcosa da portare sulla pubblica piazza, dove convengono abitualmente a prendere ciò che gli abbisogna.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/02/lavoro2.jpg" alt="" width="588" height="400" /></p>
<p>- Oh, Luigi, &#8211; gli faccio io – ma non sarebbe meglio se invece mandassimo affanculo questi cazzo di cinesi, cominciando a tassare tutte le loro merci, cosicché anche i nostri beneamati capitalisti non avessero più alcun vantaggio ad andare a produrre da loro? Né in qualsiasi altro paese dove la classe operaia si prostituisca?<br />
- Ma certo, Francesco Maria – mi fa lui &#8211; purché si sappia in giro che in questo modo <a href="http://www.mentecritica.net/ma-come-li-paghiamo-gli-iphone/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/fma/21728/" title="Ma Come li Paghiamo gli iPhone 4S?" >gli iPhone</a> ci costerebbero assai di più e non solo gli iPhone, ma anche i tapis roulant e i pannoloni&#8230;<br />
- E allora?<br />
- E allora sarebbe come se il nostro stipendio valesse un po’ di meno, in proporzione a quanto gli iPhone, i pannoloni e le calze Omsa costerebbero di più per i dazi. Se volessimo salvare le calze e i pannoloni, perché gli iPhone non siamo capaci di farli, dunque non c’è un cazzo da salvare.<br />
- E allora? – insisto, perché a me Galbusera a volte mi fa incazzare col suo sfoggio di cinismo, come se quello che capisce tutto fosse solo lui.<br />
- E allora caro, &#8211; mi fa lui con un sospiro che la dice lunga su quanto sia faticoso spiegare le cose facili a uno stupido, &#8211; si otterrebbe complessivamente lo stesso risultato che si avrebbe diminuendo gli stipendi e le pensioni proporzionalmente all’entità dei dazi che si vorrebbero introdurre per mantenere qui da noi la produzione. Tieni poi conto che se noi mettessimo i dazi sulle calze la Serbia per giusta rivalsa li metterebbe altrettanto corposi sul pecorino romano, di cui sono ghiotti nella regione di Kragujevaç, e noi che pensavamo d’aver risolto il problema delle lavoratrici della Golden Lady ci troveremmo a dover affrontare il problema dei pastori della Tuscia e dell’Alto Lazio, che scenderebbero giustamente in piazza per reclamare l’indennità di cagliata. Per non parlare delle pecore, che nessuno mungerebbe più: te le immagini tutte insieme a belare davanti a Montecitorio?</p>
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		<title>Mala tempora collant</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:30:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sempre a margine della vicenda OMSA, ripresa anche da Debora Billi, vorrei segnalare su Facebook  l&#8217;iniziativa di boicottaggio Mai più OMSA, ma soprattutto l&#8217;intervista ad un responsabile di produzione di Calzedonia Group, altro colosso dell&#8217;intimo made in Italy, pardon, Sri Lanka, che ho trovato per caso sul blog Bottleneck E&#8217; particolarmente significativo, per capire il perché questi imprenditori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Sempre a margine della <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://eatoniano.wordpress.com/2012/01/03/noi-operaie-licenziate-via-fax/" >vicenda OMSA</a></noindex></strong>, ripresa anche da <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://crisis.blogosfere.it/2012/01/non-compro-piu-nulla-ma-soprattutto-omsa.html" ><strong>Debora Billi</strong></a></noindex>, vorrei segnalare su Facebook  l&#8217;iniziativa di boicottaggio <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.facebook.com/events/297755890270427/" ><strong>Mai più OMSA</strong></a></noindex>, ma soprattutto l&#8217;intervista ad un responsabile di produzione di Calzedonia Group, altro colosso dell&#8217;intimo made in Italy, pardon, Sri Lanka, che ho trovato per caso sul blog Bottleneck</div>
<div>E&#8217; particolarmente significativo, per capire il perché questi imprenditori amino tanto <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2012/01/tutte-casa.html" >delocalizzare le produzioni,</a></strong> questo passaggio dell&#8217;<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://netatwork.blogspot.com/2004/07/intervista-con-il-logistico-calzedonia.html" ><strong>intervista</strong></a></noindex>, che vi consiglio per altro di leggere per intero:</div>
<div></div>
<div><span id="more-23193"></span></div>
<div><img class="aligncenter" src="http://1.bp.blogspot.com/_eAP39QoAB-w/SPiMoJgqc2I/AAAAAAAAC9M/Hczz0gjcsAw/s400/calzeuomo1.jpg" alt="" width="400" height="400" /></div>
<blockquote>
<div>&#8220;D: torniamo in mezzo all’Oceano Indiano, perché la scelta è caduta su quell’isola?</div>
<div>La localizzazione in Sri Lanka è stata frutto di una accurata indagine e sopralluoghi effettuati qualche anno fa in diverse regioni del Mondo in via di sviluppo, tra cui India, Pakistan, Bangladesh e Cina. Ne ricavammo molte informazioni ma, soprattutto, risaltava in modo particolare il caratteristico ed apprezzato equilibrio e <strong>la scarsa conflittualità sociale della popolazione dello Sri Lanka</strong>. Naturalmente ha molto influito anche una iniziale intuizione del dottor Sandro Veronesi <em>[ patron di Calzedonia, n.d.r.]</em>, poi rivelatasi fondata, sull’<strong>elevata capacità di apprendimento delle maestranze indigene</strong> con riflessi evidenti sugli indici qualitativi e di produttività.</div>
<div><strong><strong>L’assenza o quasi di vincoli sindacali garantiscono una flessibilità sulla numerosità degli organici assolutamente impensabile nel mondo industrializzato</strong>. <strong>Sotto questo punto di vista le localizzazioni dell’est Europa hanno già segnato il passo, determinando rapidi dietrofront sulle decisioni di nuovi insediamenti o ampliamenti dei siti produttivi. &#8220;</strong></strong></div>
</blockquote>
<blockquote>
<div>D: e nel Belpaese non si produce più nulla?</div>
<div>Poco purtroppo! In Italia utilizziamo talvolta qualche terzista per produzioni integrative a quelle estere, soprattutto in situazioni di emergenza (consegne urgenti, problemi produttivi negli stabilimenti esteri, etc,). E’ una collaborazione assai limitata che rappresenta solo un pallido esempio di quella esistente fino a pochi anni fa., con funzione di back up alle produzioni principali che si avvantaggiano dei <strong>bassi costi della manodopera di quei paesi</strong>. Qui ad Oppeano rimane il centro distributivo composto dal magazzino di prodotto finito.&#8221;</div>
</blockquote>
<div>In fondo, viva la sincerità. L&#8217;unico problema quindi, l&#8217;unico ostacolo alla famosa Crescita è il costo della manodopera. Se si riesce a mantenere basso, perché quello delle materie prime è un po&#8217; più complicato da abbattere, a parità di prezzo da far pagare all&#8217;utente finale, il gioco è fatto. Che siano queste le famose <strong><a href="../rivisto-e-corretto-atto-4-la-fase-2-fornero-l-articolo-18-e-bisognerebbe-alzare-i-salari/informazione/serpiko/23033/">riforme</a></strong>, ciò che brama di ottenere a suon di piedini pestati per terra la Senhora Marcegalha?</div>
<div>Gli asiatici si spaccano la schiena 20 ore al giorno, campano con un pugnetto di riso scotto, trombano e figliano assai per garantire sempre fresca forza lavoro minorile e soprattutto non rompono i coglioni con i sindacati. Non hanno le Camusso che si piazzano davanti al padrone e fanno &#8220;Aaaarrgghhh!&#8221; come Chewbecca.</div>
<div></div>
<div>Il prode Nerino Grassi delocalizza in Serbia, come abbiamo visto. Ma perché proprio nel paese bombardato anni fa da D&#8217;Alema &amp; i suoi Nato Boys? Su un altro blog ho trovato <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://manibucate.com/2012/01/02/mani-bucate-gli-incentivi-serbi-alla-omsa-sono-gli-stessi-della-fiat-eccoli/" >questo articolo di Marco Cobianchi, autore di &#8220;Mani bucate&#8221;</a></noindex>. </strong>La Serbia, come altri paesi dell&#8217;Est, offre alle imprese che decidono di investire sul suo territorio condizioni che queste non possono rifiutare, un po&#8217; come le proposte che faceva ai Tattaglia Don Vito Corleone: niente tasse oppure sgravi fiscali stratosferici, terreni sui quali edificare gli stabilimenti praticamente gratis, vantaggi di ogni tipo e manodopera a basso costo. Tutto al di fuori dei lacci e lacciuoli comunitari europei, o almeno di quelli che ancora rimangono.</div>
<div>Viene perfino da ridere a pensare ai classici magliari italiani che, per trombarsi le ragazze dell&#8217;Est con poca spesa e molta resa, negli anni ottanta andavano  all&#8217;avventura con la valigia piena di calze e collant. Ora, se gli italiani vanno all&#8217;Est, trovano paesi interi disposti a venderglisi e a fabbricargli pure le calze. Mala tempora collant.</div>
<div></div>
<div>Certo, come dice il logistico di Calzedonia, in Sri Lanka è ancora meglio, non c&#8217;è il rischio del riemergere della latente bellicosità balcanica e magari di un rigurgito di socialismo reale, ma non si può avere tutto nella vita.</div>
<p>Che a questo capitalismo piaccia solo vincere facile, come l&#8217;omino della pubblicità? E soprattutto che sia  capace solo di vincere facile, con il GOD MODE ed il FULL AMMO, per intenderci, insomma barando come il bimbominkia con il videogioco troppo difficile? Per loro FULL AMMO. Per noi FULL MONTI, dopo che ci saremo tolti l&#8217;ultimo collant, appunto.</p>
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		<title>Gli F35 per Fare la Guerra a Chi?</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 08:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mazzetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si discute molto sull&#8217;acquisto degli F-35, ma volano dati poco verificati e come spesso accade la discussione si frammenta e si perde in mille rivoli senza cogliere la questione nel suo quadro d&#8217;insieme. Bisogna prima di tutto partire dalla considerazione per la quale attualmente l&#8217;aviazione italiana dispone di un numero di aerei che la pone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si discute molto sull&#8217;acquisto degli F-35, ma volano dati poco verificati e come spesso accade la discussione si frammenta e si perde in mille rivoli senza cogliere la questione nel suo quadro d&#8217;insieme.</p>
<p>Bisogna prima di tutto partire dalla considerazione per la quale attualmente l&#8217;aviazione italiana dispone di un numero di aerei che <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.flightglobal.com/airspace/media/reports_pdf/world-air-forces-2010-78877.aspx"  target="_blank">la pone tranquillamente tra le prima dieci al mondo</a></noindex>, pur con tutte le difficoltà nello stilare classifiche del genere.</p>
<p>Poi bisogna considerare che il nostro paese, oltre ai 131 F-35, ha già ordinato <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Eurofighter_Typhoon"  target="_blank">96 Eurofighter</a></noindex> (nella foto)e che i due ordini insieme porterebbero a oltre 200 il numero di aerei di ultima e penultima generazione in carico ad aeronautica e marina.</p>
<p><span id="more-23180"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border: 0pt none;" src="http://media.defenseindustrydaily.com/images/AIR_Eurofighters_Austria_lg.jpg" alt="" width="558" height="419" border="0" /></p>
<p>Una dotazione di aerei da combattimento a livello di quella attuale di Israele (con velivoli di generazioni precedenti)  o doppia di quella britannica. Anche la Gran Bretagna ha un programma di riarmo aereo simile al nostro, che la porterà a raddoppiare le macchine di questo tipo a sua disposizione, ma il suo tradizionale livello d&#8217;impegno bellico è storicamente molto più elevato di quello dell&#8217;Italia, che non ha territori oltremare o Falkland da difendere e non partecipa a tutte le avventure belliche americane.</p>
<p>A cosa ci servono più di 200 velivoli del genere? A niente, a meno d&#8217;ipotizzare una guerra totale con un nemico che non esiste.</p>
<p>Oggi come oggi non esiste un solo paese non-alleato ad esclusione della Russia che possa minacciare il nostro paese. Non solo, non esiste un solo paese non-alleato che non possa essere colpito dai nostri aerei nella totale impunità e sicurezza, come ha dimostrato anche la recente guerra in Libia, paese in teoria armatissimo e dotato anche di antiaerea moderna, che però non è stato in grado di abbattere uno solo degli aerei alleati. E la Libia l&#8217;abbiamo bombardata con i vecchi <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Panavia_Tornado"  target="_blank">Tornado</a></noindex> e gli <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/AMX_International_AMX"  target="_blank">AMX</a></noindex>, non esattamente il meglio a nostra disposizione.</p>
<p>Senza considerare che un&#8217;eventuale guerra totale contro un nemico che ancora non esiste ci vedrebbe schierati accanto alle altre aviazioni europee e non potrebbe scoppiare prima di un massiccio piano di riarmo da parte di questo ipotetico nemico, che prima dovrebbe sviluppare un&#8217;industria aeronautica degna di questo nome e produrre centinaia, se non migliaia di velivoli. Impresa per la quale occorrono comunque parecchi anni e capitali enormi e che non può comunque essere portata a termine inosservata.</p>
<p>Ci sono poi da escludere dal novero di questi ipotetici nemici paesi come Russia e Cina, dai quali ci separa una distanza tale da escludere incontri delle rispettive aviazioni da caccia, che non hanno autonomia sufficiente per accompagnare eventuali squadre di bombardieri a lunga autonomia, che comunque non abbiamo, così come non abbiamo aerei.cisterna in grado di rifornire in volo un numero così alto di velivoli.</p>
<p>Paesi comunque dotati di un deterrente nucleare tale da escludere lo scoppio di confronti convenzionali, che se mai si dovessero verificare non vedrebbero certo questo tipo di aerei tra i protagonisti capaci di fare la differenza, non almeno per quelli che fanno base nel nostro paese.</p>
<p>E si tratta comunque di un esercizio di scuola, perché è chiaro che un conflitto del genere vedrebbe la partecipazione degli Stati Uniti, che  hanno il totale dominio e controllo dei cieli e l&#8217;assoluta superiorità aerea e probabilmente si risolverebbe in uno scambio di missili intercontinentali, per fermare i quali gli aerei non servono, altrimenti gli Stati Uniti non starebbero pensando da anni alla costruzione di uno scudo antimissili.</p>
<p>A cosa serva quindi portare la nostra forza aerea <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Aeronautica_Militare"  target="_blank">da meno di 100</a></noindex> vecchi velivoli a oltre 200 velivoli del genere, non è per niente chiaro e nessuno lo spiega, perché nessuno è in grado di motivarlo in maniera convincente.</p>
<p>A questo bisogna aggiungere che la scelta degli F-35 (foto sotto), in luogo di altri Eurofighter, porterebbe al raddoppio dei programmi d&#8217;addestramento e manutenzione, oltre alle considerazioni che ho elencato pochi giorni fa e che proiettano <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://mazzetta.wordpress.com/2011/12/29/costi-stellari-minano-il-programma-f-35/"  target="_blank">molti dubbi sulle qualità, i costi e la realizzazione</a></noindex> del programma F-35, che lo vedono in discussione anche negli stessi Stati Uniti.</p>
<p><img class="aligncenter" style="border: 0pt none;" src="http://mazzetta.files.wordpress.com/2012/01/f2b352bwallpapers2bby2bcool2bwallpapers2b252832529.jpg?w=680&amp;h=464" alt="" width="544" height="370" border="0" /></p>
<p>Sinteticamente: il costo di ogni singolo velivolo a oggi lievitato da 83 a 150 milioni di euro e previsto alla fine tra i 200 e i 300 milioni, un modernissimo sistema di gestione elettronica integrata che non vedrà la luce prima del 2016 e probabilmente dopo, un ritardo mostruoso sul progetto e la non corrispondenza delle prestazioni dei prototipi alle specifiche.</p>
<p>Il concorrente europeo invece ha un costo certo di 63 milioni di euro a esemplare, quindi 82 millioni di dollari al cambio attuale. L&#8217;autonomia degli Eurofighter è di quasi 3800 chilometri per un raggio d&#8217;azione di circa 1400, contro gli appena 2200 di un F-35 per un raggio d&#8217;azione conseguentemente minore nonostante la sua velocità massima sia di mach 1.7 contro i 2.0 dell&#8217;Eurofighter. Tanto da rendere la versione per la marina inutilizzabile per la scarsa autonomia, che costringerebbe le portaerei ad avvicinarsi tanto da finire sotto il tiro dei missili e degli aerei avversari.</p>
<p>Inoltre l&#8217;europeo ha una tangenza (altitudine massima alla quale può volare in volo orizzontale e rettilineo) di quasi 20.000 metri contro i 15.000 del F-35 . Prestazioni peggiori e costi maggiori per l&#8217;americano, il tutto per ottenere quella invisibilità ai radar che è già in discussione, visto che ormai esistono radar ai quali non sono del tutto invisibili e visto che la schiacciante superiorità aerea del blocco occidentale rende l&#8217;invisibilità, vera o presunta, meno rilevante di quanto non fosse quando c&#8217;era da ipotizzare missioni in grado di penetrare in profondità lo spazio aereo sovietico.</p>
<p>Ancora meno comprensibile è la decisione di aver <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://fromtheskies.wordpress.com/2010/07/21/annullato-lordine-per-25-eurofighter-dubbi-per-il-jsf/"  target="_blank">ridotto l&#8217;ordine di Eurofighter già previsto di 25 unità</a></noindex> al momento di approvare quello dei 131 F-35 invece di limitarsi semplicemente a un ordine più modesto degli aerei americani o, alla luce degli ultimi sviluppi della tecnica e della strategia, a rivolgere attenzione e investimenti ai droni, infinitamente meno costosi e molto più versatili ed economici di aerei come gli F-35 e gli stessi Eurofighter. Soprattutto nell&#8217;ottica di possibili non-guerre come le recenti che hanno visto impegnato il nostro paese e ai caveat che fino alla guerra in Libia hanno quasi sempre impedito alla nostra aviazione di partecipare ai bombardamenti.</p>
<p>Alla luce di queste considerazioni è abbastanza evidente che il governo dell&#8217;epoca ha concluso l&#8217;accordo con gli Stati Uniti per motivi più attinenti alla politica che alle reali esigenze strategiche ed economiche del paese, comprando insieme agli aerei la benevolenza di una cancelleria importante in un momento nel quale il governo Berlusconi era già in una clamorosa crisi di credibilità internazionale</p>
<p>La questione quindi non si riduce a discutere il motivo della spesa negli F-35, ma si deve estendere alla spiegazione e giustificazione di un programma d&#8217;acquisti che porterà la nostra forza aerea a più che raddoppiare la sua potenza e a portare i suoi costi di gestione a cifre ben più che doppie delle attuali. Una spiegazione che l&#8217;ammiraglio Di Paola, nuovo ministro della difesa, forse non azzarda per non compromettere il numero di F-35 a decollo verticale previsti per la marina, anche se proprio questa versione sembra destinata a saltare per volere americano, nell&#8217;ottica di una riduzione degli imponenti costi del programma. Tanto più che la marina è già stata protagonista di spese ingiustificate, come quelle per una portaerei che non ci serve a niente e di una nuova classe di fregate, anch&#8217;essa priva di avversari plausibili, visto che la supremazia marittima occidentale ricalca quella aerea.</p>
<p>È questa la questione da porre e dibattere pubblicamente, una questione che eccede l&#8217;ordine abbastanza avventato degli F-35 e dovrebbe centrare la discussione pubblica sui motivi che spingono il nostro paese a dotarsi di una tale forza aerea, perchè spiegazioni logiche non ce ne sono e allora è facile che a molti vengano in mente tangenti o altre utilità a favore di un numero ristretto di persone, disposte a far pagare alla collettività qualsiasi prezzo per il loro tornaconto.</p>
<p>Una seria discussione pubblica sul nostro modello di difesa e sulla nostra flotta aerea del futuro è l&#8217;unico modo serio di affrontare e risolvere il nodo degli F-35, al di là di simpatie di parte o di corpo e al di là di facili banalizzazioni, perché non basta dire che &#8220;abbiamo bisogno&#8221; di quegli aerei, ma bisogna farlo affrontando il discorso della nostra futura forza aerea organicamente e complessivamente.</p>
<p>Non solo per garantire che le enormi cifre in ballo siano spese con raziocinio, ma anche e soprattutto per evitare d&#8217;indebitarci inutilmente. Che è sempre un male, ma <a href="http://www.mentecritica.net/evadere-meno-evadere-tutti/informazione/serpiko/23070/" title="Evadere Meno, evadere Tutti" >che in momenti di crisi rappresenta uno schiaffo a tutti i cittadini</a>, ancora di più se poi alla fine saremo costretti pagare aerei che non serviranno davvero a niente.</p>
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		<title>Tutte a Casa</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 07:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo Natale di crisi globale è capitato che un piccolo imprenditore catanese si sia tolto la vita per la disperazione di dover licenziare i suoi operai causa fallimento. Nerino Rossi invece, il patron della Golden Lady, ha scelto il 27 dicembre, quindi un bel giorno di vacanza  tra il Santo Natale e Capodanno, per comunicare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div style="text-align: justify;">
<div><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://a3.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/s320x320/38518_148496505164187_130788823601622_491682_6272435_n.jpg" ><img class="aligncenter" style="border: 0pt none;" src="http://a3.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/s320x320/38518_148496505164187_130788823601622_491682_6272435_n.jpg" alt="" width="400" height="296" border="0" /></a></noindex></div>
<p>In questo Natale di crisi globale è capitato che un piccolo imprenditore catanese <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/01/02/news/imprenditore_catanese_suicida-27497712/?ref=HREC1-6" >si sia tolto la vita per la disperazione di dover licenziare</a></noindex> </strong>i suoi operai causa fallimento.<br />
Nerino Rossi invece, il patron della Golden Lady, ha scelto <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://pasquinoweb.wordpress.com/2011/12/30/il-fine-anno-omsa-incalzatissime/" >il 27 dicembre</a></noindex></strong>, quindi un bel giorno di vacanza  tra il Santo Natale e Capodanno, per comunicare la sua decisione definitiva riguardo al destino dello stabilimento OMSA di Faenza, da mesi in lotta per la difesa dei posti di lavoro. A mezzo fax ha annunciato il  <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/licenziate-alla-vigilia-fine-anno-tutte-casa-operaie-omsa-faenza/180996/" ><strong>licenziamento collettivo</strong></a></noindex> <strong>per 239 operaie</strong> alla data di scadenza della cassa integrazione, il 14 marzo 2012.</p>
<p><span id="more-23177"></span>Che andasse a finire così era nell&#8217;aria e nessuno, dalle mie parti, si faceva più tante illusioni. Pensare però che alle lavoratrici sia stata comunicata la decisione aziendale definitiva proprio nel bel mezzo delle feste di fine anno dà l&#8217;idea della mostruosità di questo capitalismo metastatizzato di merda, della sua perdita definitiva di contatto con il concetto di umanità e utilità sociale. Un po&#8217; come l&#8217;INPS che, sempre sotto Natale, va a chiedere 5000 euro di rimborso ad <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/01/02/news/deve_restituire_parte_della_pensione-27505156/" ><strong>un pensionato</strong></a></noindex> che, preso dall&#8217;angoscia di non poter onorare le scadenze, si suicida per la disperazione.<br />
Sembra che lo facciano apposta. Scelgono un periodo ad <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.oltresalute.com/benessere-interiore/stress/holmes-rahe.html" >alto tasso di stress psicologico</a></noindex></strong> e ve ne aggiungono <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://priory.com/ital/scale/cap19-3.htm" ><strong>un altro ancora più fatale</strong></a></noindex>. Feste natalizie più perdita di lavoro. Tecnicamente si configura come tortura e tentato omicidio.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Badate che l&#8217;OMSA, ovvero la Golden Lady, non è un padrone che non può fare a meno di chiudere perché azzoppato dalla più grave crisi economica mondiale dopo il 1929. La Golden Lady non è in crisi, va bene. Ha solo deciso di <strong>delocalizzare</strong>, ovvero di togliere il sostentamento a duecento e più persone ed alle loro famiglie e per riflesso ad un&#8217;intera comunità cittadina per andare a sfruttare donne serbe invece che pagare il giusto quelle italiane, abbattere i costi di produzione e pagare meno tasse, vendendo le calze però sempre allo stesso prezzo proprio in Italia. Come se fossero prodotte in Italia.<br />
Insomma Nerino e gli altri della sua razza, quelli che non li licenzia nessuno, che non ricevono queste sentenze di morte sotto Natale, che hanno il culo ben protetto da quintali di morbidissima bambagia, hanno scelto non il bene della comunità ma il boia del loro dio profitto. Perché esistono imprenditori che considerano i loro operai come persone di famiglia e le imprese come mezzi di accrescimento del benessere generale ed imprenditori per i quali ogni mezzo è lecito per aumentare il proprio profitto personale, ci fosse anche da mandare in malora un&#8217;intero paese ed affossare non una ma dieci aziende dopo averle spolpate fino all&#8217;ultimo brandello di carne. Se tu lavoratore incontri uno di questi parassiti <a href="../dagli-usa-uno-schiaffo-a-marchionne/informazione/il-lavoro-degli-italiani/mazzetta/23145/"><strong>predatori</strong></a> sulla tua strada sei fottuto.</p>
<div><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://pasquinoweb.files.wordpress.com/2011/12/omsa0.jpg" ><img class="aligncenter" src="http://pasquinoweb.files.wordpress.com/2011/12/omsa0.jpg" alt="" width="400" height="298" border="0" /></a></noindex></div>
<p>Mi scuserete ma è difficile scrivere di licenziamento, soprattutto se ci sei già passato, senza sentire un&#8217;onda di panico serrarti il respiro in gola e senza farti sopraffare dalla rabbia. Chi ha perso il lavoro capirà di cosa parlo, di tutta l&#8217;angoscia indescrivibile che ti dà l&#8217;essere messi da parte dalla società, l&#8217;essere privati della propria dignità, l&#8217;essere considerati un esubero, un qualcosa di inutile da gettare via, non importa se hai dei figli da mantenere o solo la necessità di sopravvivere tu solo. Sono crimini contro l&#8217;umanità ma li chiamano riforme necessarie per la crescita (dei loro profitti di merda).</p></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Sono assolutamente solidale con <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://violapost.wordpress.com/2012/01/01/un-impegno-concreto-per-il-2012-mai-piu-omsa/" ><strong>le iniziative di boicottaggio</strong></a></noindex> dei prodotti Golden Lady ma non bastano, non possono bastare.<br />
Ci vorrebbe una legge che disincentivasse la delocalizzazione, magari sottoponendo merci prodotte all&#8217;estero in condizioni vantaggiose solo per il produttore, ma commercializzate con un marchio italiano e a prezzi italiani, a dazi pesanti. Un po&#8217; come quelli che <strong><a href="../dagli-usa-uno-schiaffo-a-marchionne/informazione/il-lavoro-degli-italiani/mazzetta/23145/">la Fiat</a></strong> pretendeva venissero applicati alle automobili asiatiche tanto tempo fa.<br />
Non solo. E&#8217; <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2010/05/il-nostro-piangere-fa-male-al-re.html" >un&#8217;idea che avevo già esposto</a></strong> in un articolo precedente. Sarebbe necessaria una <strong>legge per la protezione dei marchi nazionali</strong>. Un marchio si è guadagnato prestigio nazionale ed internazionale ed è indissolubilmente legato alla realtà industriale italiana, per avere magari anche usufruito di aiuti di stato a suo tempo? Bene, se tu imprenditore  vuoi andare a produrre le tue calze dove la forza lavoro si accontenta di quattro tozzi di pane ammuffito e ti ringrazia pure, allora se pretendi di vendere quelle calze in Italia non potrai più chiamarle con il marchio conosciuto in Italia. Se vuoi usare quei marchi famosi e storici, produci in Italia. Altrimenti, chiama i tuoi collant come ti pare ma non OMSA o Golden Lady.  Dagli un bel nome serbo o bielorusso o turco o circasso ma non italiano.</div>
<div style="text-align: justify;">Se poi il nuovo marchio non sarà altrettanto apprezzato dalle consumatrici italiane, fai una prova. Prendi un collant 10 denari e stròzzatici, così vendiamo se il Made in Serbia vuol dire qualità ed è così resistente anche in condizioni estreme.</div>
<div id="linkwithin_text_0" style="text-align: justify;"></div>
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		<title>Evadere Meno, evadere Tutti</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 09:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serpiko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è qualcosa di perverso e insulso nel modo con cui i mass media tentano d’accompagnare e d’indirizzare il professor Monti nel cammino verso la seconda parte della sua riforma. Nel suo articolo sull’evasione fiscale, La Repubblica propone con cantilenante litania un tema trito e ritrito, stanco, consumato dall’abuso di se stesso, come quelle storie che dovrebbero apparire scandalose e infami fino all’abominio ma dopo l’assediante tambureggiamento mediatico cui vengono sottoposte finiscono per risultare tristemente banali, all’insegna del “è così che van le cose” proferito da chi ormai a certe situazioni ha fatto il callo fino a considerarle ineluttabili e invariabilmente eterne.</p>
<p><span id="more-23070"></span></p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/03/evasione_fiscale_rid.jpg" ><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/03/evasione_fiscale_rid.jpg" alt="" width="588" height="373" /></a></p>
<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/economia/2011/12/27/news/caccia_evasione_fiscale-27247119/" >La tesi da cui parte Alessandro Penati</a></noindex> è che gli strumenti per lottare contro l’evasione ci siano e siano validi: il Governo viene quindi esortato a ottenere risultati in tal senso già a partire dal prossimo anno fiscale. Mi sento d’essere critico già in questa premessa. Gli strumenti per la lotta all’evasione sono parziali, poco efficaci, lacunosi, costosi e ampiamente migliorabili. Perché allora partire subito nella lotta con questo zoppicante sistema? Il giornalista potrebbe citare molte buone ragioni, secondo le sue priorità: recuperare denaro fin da subito,ad esempio, per poter ridurre quanto prima la pressione fiscale. Per non permettere a chi ingrassa d’illegalità di non continuare a farlo sulla pelle di chi è stato chiamato a maggiori sacrifici. Perché questo è ciò che oggi passa il convento, quindi meglio rastrellare subito tutto il possibile con i metodi a disposizione piuttosto che attenderne di migliori in un tempo a venire. Penati cita tutti questi punti, cita anche il ben noto principio dell’equità, dopodiché punta il dito su un fine a suo avviso prioritario.<br />
Il Governo viene esortato alla lotta all’evasione per recuperare credibilità internazionale. Per intenderci, è come se una moglie chiedesse al consorte di fare l’amore con lei non per provare reciproco piacere, non per scambiarsi sentimenti e passione ma per non fare figuracce con le amiche.</p>
<p>Il lettore che giunge al fondo di questo articolo trae l’impressione di un Fisco pronto a scendere sul campo di battaglia e dotato delle armi per vincere la guerra. Posizione fallace, quando non falsa.<br />
L’attuale legislazione non incentiva alla regolarità e, peggio ancora, non riesce a essere disincentivante verso l’illecito. L’evasione è troppo spesso conveniente per tutti i soggetti coinvolti. Non esiste un controllo alla fonte per tutte le categorie, come invece avverrebbe se qualsiasi soggetto fosse in qualche modo <a href="http://www.mentecritica.net/monti-i-taxi-e-linvidia-per-gilioli/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/22936/" title="Monti, i Taxi e l’Invidia per Gilioli" >incentivato a pretendere la fattura per le spese che sostiene</a>. Non esiste una legislazione che <a href="http://www.mentecritica.net/evasione-e-corruzione-il-coraggio-di-punire/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23109/" title="Evasione e Corruzione. Il Coraggio di Punire" >punisca penalmente ed economicamente</a> l’evasore; la certezza del carcere è ancora un deterrente fortissimo, <a href="http://www.mentecritica.net/evasione-fiscale-loro-evadono-noi-affoghiamo-nella-cacca/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/19352/" >la confisca di ogni bene su cui l’evasore possa esercitare un diritto qualsias</a>i (anche il semplice uso) imporrebbe un’attenzione a tutte le realtà giuridiche con cui l’evasore si trova a contatto. Non esiste una limitazione seria all’uso del contante: i 1000 euro decretati dal governo sono una soglia ancora troppo elevata, se è vero che la maggior parte dell’evasione nostrana si muove al di sotto dei 200 euro per transazione.</p>
<p>Il compito che spero voglia accollarsi questo Governo è più ampio di una semplice lotta all’evasione. Non basta combatterla, non è sufficiente. Occorre creare gli strumenti perché essa non possa più ripresentarsi. A quel punto la credibilità internazionale arriverebbe da sé, come effetto collaterale di una procedura finalmente strutturata ed efficace.</p>
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		<title>Dagli USA uno schiaffo a Marchionne</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 08:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mazzetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Incensato e leccato, l&#8217;amministratore delegato della FIAT Sergio Marchionne chiude l&#8217;anno ricevendo un dispiacere da  24/7 Wall Street, sito statunitense dedicato ai temi economici, che piazza la FIAT 500 al sesto posto della poco onorevole classifica dei flop commerciali dell&#8217;anno. This year, Fiat released its new 500 — a three door car that is under [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incensato e leccato, l&#8217;amministratore delegato della FIAT Sergio Marchionne chiude l&#8217;anno ricevendo un dispiacere da  <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://247wallst.com/2011/12/27/the-worst-product-flops-of-2011/2/"  target="_blank">24/7 Wall Street</a></noindex>, sito statunitense dedicato ai temi economici, che piazza <a href="http://www.mentecritica.net/la-nuova-500-ha-rotto-le-balle/informazione/mc/854/" title="La Nuova 500 ha Rotto le Balle" >la FIAT 500 </a>al sesto posto della poco onorevole classifica dei flop commerciali dell&#8217;anno.</p>
<blockquote><p>This year, Fiat released its new 500 — a three door car that is under 12 ft. long. The car was expected to be a big seller, rivaling BMW’s Mini. Even before the car’s launch, however, detractors were predicting failure. Alan Mulally, CEO of Ford (NYSE: F), stated in Panorama magazine, “I do not see large market in the U.S.A. for a smaller car than the Fiesta. Those that tried failed.” He was right. According to online magazine DailyTech, “Fiat expected to sell 50,000 500s during 2011 in North America. Through the first seven months of 2011, Fiat sold fewer than 12,000.” Sales were so poor that Chrysler Group, which manages the Fiat brand in the United States, ousted U.S. chief Laura Soave this past November.</p></blockquote>
<p>Un piazzamento che rappresenta l&#8217;ennesima impietosa dimostrazione del fallimento delle politiche commerciali della FIAT a cavallo dell&#8217;Atlantico, ora solcato da bastimenti che portano in Europa i vecchi modelli Chrysler e negli USA la vetturetta FIAT, senza tuttavia riuscire a suscitare l&#8217;interesse della clientela.</p>
<p><span id="more-23145"></span></p>
<p style="text-align: center;"><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://mazzetta.files.wordpress.com/2011/12/lancia-thema-2011-01_670.jpg?w=670" ><img class="aligncenter" src="http://mazzetta.files.wordpress.com/2011/12/lancia-thema-2011-01_670.jpg?w=670" alt="" width="536" height="402" /></a></noindex></p>
<p>Dopo la <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.impattoglobale.com/index.php/2011/05/28/fiat-freemont-niente-di-nuovo-dalla-chrysler-di-marchionne/"  target="_blank">Dodge Journey trasformata in Fiat Freemont</a></noindex>, anche le vendite delle Chrysler Voyager e 300, divenute rispettivamente la Lancia Voyager  e Thema segnano il passo, mentre il trionfale sbarco della 500 negli USA si è trasformato in un bagno di sangue per i concessionari locali , spinti da Marchionne a pesanti investimenti per promuovere la vetturetta che poi ha tradito le aspettative. Perché al prezzo con il quale viene proposta, gli americani possono comprare un&#8217;infinità di vetture più grandi e comode e la 500 non è diventata abbastanza <em>trendy</em> e ambita da suscitare amori irrazionali.</p>
<p>Politiche commerciali assurde, che hanno portato a vendere una minicar con un prezzo da auto media agli americani e restyling di vecchi prodotti premium a prezzi di sconto in Europa, raccogliendo risultati disastrosi in tutti i casi.</p>
<p>&#8220;<em><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Fiat-stima10mila-vendite-Lancia-Thema-Europa-11mila-Voyager/19-10-2011/1-A_000262401.shtml"  target="_blank">Il livello di tecnologia di queste vetture e i prezzi sono assolutamente imbattibili. Chieda quale ammiraglia puo&#8217; trovare a quei prezzi li&#8217; in giro</a></noindex></em>&#8221; aveva dichiarato Marchionne alla presentazione delle ultime due travestite Lancia. Ma la clientela premium non vuole acquistare restyling di vecchie (seppur buone) auto a prezzi bassi.</p>
<p>Vuole auto che siano novità, tecniche ed estetiche, vuole esclusività, auto performanti da esibire come status symbol ed è disposta a pagarle care, tanto che il prezzo è, insieme al marchio, parte integrante dell&#8217;immagine per questo tipo di vetture, che regalano a chi le produce margini inimmaginabili per i prodotti FIAT. Per converso è molto difficile attirare la clientela sensibile alle spese puntando esclusivamente sul prezzo d&#8217;acquisto, se l&#8217;auto ha i costi di gestione elevati propri della categoria premium. Considerazioni che sono l&#8217;ABC di chi produce e vende auto, ma Marchionne non ha significative esperienze pregresse nel settore e il tempo sta dimostrando quanto invece siano necessarie per interpretare il mercato, che è sicuramente uno dei più competitivi e difficili.</p>
<p>Non basta saper gestire una fabbrica o le alchimie finanziarie, come non basta saper trattare con i governi per ottenere o estorcere finanziamenti pubblici. Se vuoi vendere automobili, devi essere capace di costruire le vetture giuste al momento giusto. Vetture belle, performanti, che abbiano l&#8217;immagine della novità e il profumo della modernità. Tutte cose che la FIAT di Marchionne si è dimostrata incapace di fare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: L&#8217;Elfo col Contratto a Progetto</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 08:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io sono diventato Elfo per passione. Mio padre voleva che facessi l'ingegnere. Gli piaceva l'idea della targa d'ottone sotto al portone per far schiattare d'invidia i vicini. Quante discussioni con la mamma che mi difendeva e diceva: "Miché, lassu u sta a Slaakar, falle fa chello che vole a stu guaglione. Nun te fissà, facce campà tranquille a tutte quante".
Alla fine la buonanima di papà si convinse. Lui faceva il severo, ma io, quando la notte mi veniva a baciare, me ne accorgevo sempre. Andammo insieme a comprare il costumino verde. Io mi iscrissi al corso per Elfi della scuola Radio Elettra e, fresco di attestato, mi imbarcai per il Polo Nord.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-fluff/informazione/il-pianeta-che-ride/redazione/2392/" >Fluff l’orsacchiotto</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-giggino/informazione/democrazia-e-diritti/grobo/2400/" >Giggino il pastore del Presepe</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-slaakar/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/redazione/2402/" >Slakaar l’elfo</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/questo-anno-e-proprio-un-brutto-natale-parola-di-natale-babbo-e-della-befana/meccanica-delle-cose/vere-donne/redazione/2357/" >Babbo Natale e la Befana</a>. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Slaakar</strong></p>
<p>Io sono diventato Elfo per passione. Mio padre voleva che facessi l&#8217;ingegnere. Gli piaceva l&#8217;idea della targa d&#8217;ottone sotto al portone per far schiattare d&#8217;invidia i vicini. Quante discussioni con la mamma che mi difendeva e diceva: &#8220;<em>Miché, lassu u sta a Slaakar, falle fa chello che vole a stu guaglione. Nun te fissà, facce campà tranquille a tutte quante</em>&#8220;.<br />
Alla fine la buonanima di papà si convinse. Lui faceva il severo, ma io, quando la notte mi veniva a baciare, me ne accorgevo sempre. Andammo insieme a comprare il costumino verde. Io mi iscrissi al corso per Elfi della scuola Radio Elettra e, fresco di attestato, mi imbarcai per il Polo Nord.</p>
<p><span id="more-2402"></span>Feci il colloquio con un certo Adam Smith, uno con una faccia scura che mi fece cacare sotto. Mi ricordo ancora le parole precise:<br />
&#8220;<em>Senta lei, è giovane non ha nessuna esperienza. Come sa, il nostro è un business stagionale e non possiamo fare assunzioni alla cieca. Facciamo così, le voglio dare un opportunità perché lei mi sembra un giovanotto in gamba. Per quest&#8217;anno le faccio un contrattino a progetto. Vediamo un po&#8217; come lavora lei, come vanno gli affari e come si integra nel gruppo. Poi, l&#8217;anno prossimo, ne riparliamo.</em>&#8221;</p>
<p>Avevo vent&#8217;anni, costruire giocattoli mi piaceva. Ero nato per quello. Pensai che dovevo essere <em>flessibile</em> e poi, in anticamera, c&#8217;erano altri 62 Elfi che aspettavano di fare un colloquio. Firmai.<br />
Ora sono venticinque anni che lavoro a progetto. Venticinque anni senza tredicesima, senza ferie, senza malattia e senza speranza di vedere una pensione decente.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/slaakar-dm-mentecritica.jpg" alt="slaakar-dm-mentecritica.jpg" /></p>
<p>Ogni anno mi dicevano: &#8220;<em>C&#8217;è crisi, ma l&#8217;anno prossimo vediamo &#8230;</em>&#8220;. Ho cercato in giro, ma c&#8217;erano solo altri contratti a progetto disponibili.<br />
Intanto il tempo passava e io diventavo sempre meno ricollocabile. Poi, sono incominciati ad arrivare gli Elfi extracomunitari. Dormono in 15 in una stanza e vengono al lavoro anche se stanno male. L&#8217;altro giorno ne ho visto uno venire a lavorare con la dissenteria. Senza dire ne A ne Ba, si è calato la calzamaglia, si è seduto su un secchio e ha lavorato tutta la giornata. Ogni tanto si alzava e andava a svuotare il secchio nel cesso. Quelli che lavoravano in stanza con lui, tutti Elfi cinesi, nonostante la puzza non hanno detto nemmeno una parola. Come se fosse tutto normale. Il caporeparto lo guardava tutto soddisfatto e poi ci diceva: &#8220;<em>Tutti così dovreste essere, altro che rompere il cazzo con la pausa caffè ogni due ore</em>&#8220;.</p>
<p>Ora non faccio manco più i giocattoli. Ci sono i Pulcinella thailandesi, gli orsacchiotti cinesi e i robot cambogiani. Niente più legno, niente più cromature. Tutta plastica e materiali scadenti. Noi ci limitiamo a metterli in scatole colorate e fare i fiocchi, così sembrano chissà che.</p>
<p>Ieri mi ha chiamato l&#8217;ufficio del personale, mi hanno fatto delle strane domande. Forse l&#8217;anno prossimo non mi rinnoveranno più il contratto. Il bello è che ormai ho 45 anni e non troverei nessun altro lavoro da fare.<br />
La buonanima di papà se ne è andato cinque anni fa. Nemmeno la grazia di un nipote gli ho potuto dare. Povero vecchio, non mi ha mai detto niente del fatto dell&#8217;ingegnere, anzi. Con gli amici si vantava e mi chiedeva sempre come andava il lavoro. Mi ha voluto tanto bene e dopo tante notti passate per strada meritava una bella soddisfazione. Io, ora, mi sento solo una merda. Forse, invece dell&#8217;Elfo, era meglio se facevo lo spacciatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: L&#8217;Orsacchiotto Extracomunitario</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 08:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caffè Amaro]]></category>
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		<category><![CDATA[integrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Salve a tutti. Io sono un orsacchiotto di peluche. Sono marrone, caldo e morbido. Ho un naso buffo e occhietti di plastica dentro i quali si agitano due palline nere che delle volte mi danno un'espressione un po' scema. Tutto bene direte voi? No purtroppo non va bene affatto. Il problema è che io vengo dalla Cina, sono un orsacchiotto extracomunitario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-fluff/informazione/il-pianeta-che-ride/redazione/2392/" >Fluff l’orsacchiotto</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-giggino/informazione/democrazia-e-diritti/grobo/2400/" >Giggino il pastore del Presepe</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-slaakar/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/redazione/2402/" >Slakaar l’elfo</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/questo-anno-e-proprio-un-brutto-natale-parola-di-natale-babbo-e-della-befana/meccanica-delle-cose/vere-donne/redazione/2357/" >Babbo Natale e la Befana</a>. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fluff</strong></p>
<p>Salve a tutti. Io sono un orsacchiotto di peluche. Sono marrone, caldo e morbido. Ho un naso buffo e occhietti di plastica dentro i quali si agitano due palline nere che delle volte mi danno un&#8217;espressione un po&#8217; scema. Tutto bene direte voi? No, purtroppo non va bene affatto. Il problema è che io vengo dalla Cina, sono un <em>orsacchiotto extracomunitario</em>.<br />
<span id="more-2392"></span> Per arrivare qui ho viaggiato per giorni in un container sporco e puzzolente, ammassato con decine di migliaia di miei simili. E&#8217; stata un&#8217;esperienza allucinante, molti di noi non ce l&#8217;hanno fatta. La ruggine e l&#8217;umidità hanno straziato i loro poveri corpicini morbidosi e sono finiti in mare insieme ai rifiuti della nave.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/fluff-dm-mentecritica.jpg" alt="fluff-dm-mentecritica.jpg" /></p>
<p>Ora sono qui e vivo nel terrore di essere scoperto. E&#8217; vero, c&#8217;è il Natale e noi siamo necessari al mercato, ma nessuno ci vuole regolarizzare perché conviene commerciarci al nero. Quindi entriamo illegalmente e illegalmente viviamo ogni minuto della nostra vita sperando di trovare un bambino o una bambina che si innamorino di noi e ci tolgano dalla strada.</p>
<p>La polizia, quando ci scopre, non è tenera con noi. Una volta accertato che non abbiamo i documenti a posto, alcuni finiscono sventrati per i controlli antidroga. E&#8217; triste ammetterlo, ma molti orsacchiotti extracomunitari si riducono a questo tristo traffico. La maggior parte viene arrestata e passa tempi interminabili in oscuri depositi giudiziari dove ci sono solo cessi alla turca e per fare una doccia bisogna fare file di ore. Qualche fortunello entra nelle grazie di un agente poco ligio e si sistema, ma la maggior parte, alla fine, rimane a marcire o viene bruciata in qualche rogo.</p>
<p>A me sarebbe piaciuto rimanere a casa mia, ma in Cina il Natale non viene mai e ai bambini gli orsacchiotti non servono. Ci sono troppe scarpe, magliette e orologini di plastica da produrre. La chiamano globalizzazione, ma secondo me è solo una fregatura.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: Babbo Natale è Morto</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 07:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caffè Amaro]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Il Lavoro degli Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Vere Donne]]></category>
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		<description><![CDATA[Poche ore fa, sull'autostrada Firenze Bologna, all'altezza di Rioveggio, in direzione Nord, si è consumato un terribile incidente. La slitta di Babbo Natale, mentre effettuava una planata per la tradizionale consegna dei regali ai bambini del circondario, ha investito in pieno un autotreno carico di profilati d'acciaio. Babbo Natale è deceduto durante il trasporto in ospedale. Tre renne hanno perso la vita, le altre nove sono tutte ferite. Due sono in condizioni gravissime. Illeso il conducente del mezzo pesante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-fluff/informazione/il-pianeta-che-ride/redazione/2392/" >Fluff l’orsacchiotto</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-giggino/informazione/democrazia-e-diritti/grobo/2400/" >Giggino il pastore del Presepe</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/un-natale-vero-storia-di-slaakar/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/redazione/2402/" >Slakaar l’elfo</a>, <a href="http://www.mentecritica.net/questo-anno-e-proprio-un-brutto-natale-parola-di-natale-babbo-e-della-befana/meccanica-delle-cose/vere-donne/redazione/2357/" >Babbo Natale e la Befana</a>. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.</p>
<p align="center"><strong>Babbo Natale</strong></p>
<p><strong>ANSA 25-12-11 ore 02:45</strong></p>
<p>Poche ore fa, sull&#8217;autostrada Firenze Bologna, all&#8217;altezza di Rioveggio, in direzione Nord, si è consumato un terribile incidente. La slitta di Babbo Natale, mentre effettuava una planata per la tradizionale consegna dei regali ai bambini del circondario, ha investito in pieno un autotreno carico di profilati d&#8217;acciaio. Babbo Natale è deceduto durante il trasporto in ospedale. Tre renne hanno perso la vita, le altre nove sono tutte ferite. Due sono in condizioni gravissime. Illeso il conducente del mezzo pesante.</p>
<p><span id="more-2357"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/babbo1.jpg" alt="babbo1.jpg" /></p>
<p>Secondo le testimonianze raccolte dalla polizia stradale, il camion procedeva regolarmente sulla sua corsia quando, da sinistra, è sopraggiunta la slitta di Babbo Natale che, senza nemmeno tentare di frenare, ha investito in pieno l&#8217;autoarticolato.<br />
Al momento la circolazione è bloccata in entrambe i sensi di marcia per consentire la rimozione delle migliaia di pacchetti regalo sparsi sulla carreggiata.<br />
Secondo il sovrintendente Prisco Mazzi della polizia stradale, la slitta non era stata sottoposta a revisione da almeno quattro anni e viaggiava in aperta violazione del codice aeronautico. Inoltre è stato accertato che Babbo Natale era alla guida da 12 ore e, probabilmente, non era più in condizioni di guidare in sicurezza.<br />
Il Presidente della Repubblica, appena venuto a conoscenza della notizia, ha rilasciato una dichiarazione nella quale esprime il suo cordoglio per l&#8217;ennesima vittima del lavoro.</p>
<p>Adam Smith, il responsabile stampa della Xmas International Inc., la multinazionale che gestisce la preparazione e la consegna dei regali di Natale in tutto il mondo, ha rilasciato la seguente dichiarazione:<br />
&#8220;<em>Siamo profondamente scossi per la perdita di uno dei nostri più fedeli e cari dipendenti. Natale Babbo era un collaboratore prezioso. Faremo tutto il possibile per scoprire le cause dell&#8217;incidente. Nel frattempo daremo il massimo appoggio alla famiglia. La slitta? Lo straordinario? Non ho dichiarazioni da fare al momento. Attendiamo che vengano svolte le indagini del caso. Ho la massima fiducia negli inquirenti e nella magistratura</em>&#8220;.<br />
Il sindacato piloti ha annunciato agitazioni e manifestazioni. Non sono disponibili date, probabilmente tutto è rimandato a dopo le feste.</p>
<p align="center"><strong>La Befana</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/befa.jpg" alt="befa.jpg" /></p>
<p>Ho subito violenze per anni. Lo giustificavo perché faceva un lavoro impossibile, era sempre fuori di casa, doveva sorridere a tutti. A un certo punto ha iniziato a bere. Al lavoro lo stressavano. Faceva orari da cane e lo mettevano in competizione con i Babbi Natale a progetto che prendevano di meno e facevano ore e ore di straordinario. Poi, quando tornava a casa, se la prendeva con me. A me tutti mi vogliono bene e nessuno ha mai osato farmi del male, ma Natale Babbo, che amavo profondamente, purtroppo si. Mi vergogno, ma quando ho sentito al TG la notizia dell&#8217;incidente una parte di me ha provato sollievo.<br />
Buon Natale. A tutte.</p>
]]></content:encoded>
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