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	<title>MenteCritica &#187; Democrazia e Diritti</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>L’Era del Biocapitalismo &#8211; La Replica -</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosso malpelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiamiamola Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ringrazio coloro che hanno avuto l&#8217;amabilità di leggere il mio scritto sul biocapitalismo per le critiche e osservazioni sollevate. Mi sembra che la più importante perplessità giri intorno al dubbio sul rapporto esistente tra crisi dell&#8217;economia reale e crisi della economia finanziaria. Se Marx fosse ancora di moda, ce la caveremmo dicendo che quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ringrazio coloro che hanno avuto l&#8217;amabilità di leggere <a href="http://www.mentecritica.net/lera-del-biocapitalismo/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/rosso-malpelo/23671/" title="L’Era del Biocapitalismo" >il mio scritto sul biocapitalismo</a> per le critiche e osservazioni sollevate.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra che la più importante perplessità giri intorno al dubbio sul rapporto esistente tra crisi dell&#8217;economia reale e crisi della economia finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Se Marx fosse ancora di moda, ce la caveremmo dicendo che quello che vediamo (la finanza sul ponte di comando) altro non è che lo sviluppo del sistema capitalistico nel suo coerente dispiegarsi ( D -M- D al posto del più risalente M-D-M).<br />
Non potendo legare i lacci delle scarpe né a Marx ne a nessun altro, mi limito, sommessamente, a far rilevare che i due fenomeni sono indissolubilmente legati. La finanziarizzazione dell&#8217;economia americana , ad esempio, è l&#8217;altra faccia della dislocazione dei suoi stock produttivi (in larga parte, ovviamente) nei paesi emergenti, i cosiddetti BRIC, per sfruttare i differenziali esistenti in termini di costi (diretti ed indiretti, ambientali e normativi).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-23739"></span>Ci sono vantaggi per tutto ciò. C&#8217;é la possibilità di mettere a regime i capitali residui con gli effetti moltiplicatori determinati dal pieno dispiegarsi delle potenzialità finanziarie. E ciò anche con l&#8217;ampliamento ottenuto, sotto Clinton, derivante dall&#8217;abolizione della legge Glass Steagall (l&#8217;equivalente della nostra legge bancaria &#8220;fascista&#8221; del 1936) che vietava la  cosiddetta banca universale. Insomma entra a pieno e incontrollato regime il noto sistema della &#8220;leva finanziaria&#8221;.<br />
C&#8217;è la possibilità di mettere a finanza gli enormi profitti creatisi nei paesi emergenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://insidetheworld.files.wordpress.com/2010/06/capitalismo2.jpeg?w=246&amp;h=300" ><img class="aligncenter" src="http://insidetheworld.files.wordpress.com/2010/06/capitalismo2.jpeg?w=246&amp;h=300" alt="" width="246" height="299" /></a></noindex></p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è un vantaggio (sempre per lor signori ma indirettamente anche per i lavoratori ). Si calcola infatti che l&#8217;invasione delle merci cinesi ( o a contenuto cinese) abbia aumentato il potere d&#8217;acquisto dei salari nord-americani di circa il 30% per l&#8217;abbattimento dei prezzi rispetto agli omologhi prodotti nazionali.<br />
Ciò consente anche a Marchionne di fare quello che sta facendo con la Chrysler dove i nuovi assunti hanno paghe orarie molto basse.<br />
Merci ovviamente da acquistarsi in posti come Wall Mart o simili.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;affievolimento dell&#8217;economia metallico-territoriale fa evaporare, in uno alle soggettività antagoniste operaie, la stessa capacità regolatrice del ciclo da parte degli Stati.<br />
Non a caso, nella riflessione giuridica attuale, il concetto di sovranità sta declinando in favore di quello di &#8220;spazio&#8221;, più meno regolamentato ( U.E., WTO, quest&#8217;ultimo molto più potente della prima, ecc.)</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono quindi molte criticità da esplorare ( in primis l&#8217;analisi dei margini , ritengo ancora esistenti, di regolazione del ciclo da parte degli Stati, e un&#8217;analisi , per quanto ci concerne, dell&#8217;attuale divisione internazionale del lavoro. E ciò perché, come pure è stato adombrato in qualche intervento, appare evidente che assistiamo ad un declino della struttura produttiva nazionale, che ha una ragione interna alla sua stessa vocazione di economia di trasformazione. Rimangono irrisolti problemi di differenziale territoriale il cui approccio, anche solo analitico, è precluso da guasti culturali ascrivibili alla Lega e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono convinto, e non già perché meridionale, che l&#8217;Italia si può salvare solo se si salva il Sud. Sarà il Sud a salvare il Nord e non solo come mercato delle merci di quest&#8217;ultimo ma perché nell&#8217;economia dell&#8217;immaterialità , del capitalismo cognitivo (Marrazzi, Il Posto dei Calzini) al Sud vi sono risorse culturali, demografiche (anche se queste ultime in forte declino) e, specialmente, gli spazi , quelli fisici .<br />
Ma nulla di ciò è possibile fare senza una repressione violenta , definitiva, oggi impensabile, della criminalità organizzata che è l&#8217;unica forma di sviluppo, di mobilità sociale che è stata concessa al meridione (con la complicità, ovviamente, anche dei meridionali)</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo è discorso, urgente, necessario, ma diverso da quello da cui avevo preso le mosse e per il quale spero di non aver fornito l&#8217;impressione di avere nostalgia di un&#8217;improbabile età dell&#8217;oro (il fordismo, appunto).</p>
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		<title>Nuova Privacy Google, Chi l&#8217;ha Vista? L&#8217;Europa Chiede a Google di Fermarsi.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ob1kenobi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>
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		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Poche reazioni dagli utenti internet italiani, proverbialmente disinformati e tardivi a mettersi al passo. Goggle sta introducendo, praticamente immediatamente, nuove norme riguardo la modalita attraverso cui verra autorizzato a registrare ogni cosa che faremo con o senza il nostro beneplacito. In una lettera a Larry Page, fondatore ed esponente di Google, Jacob Kohnstamm il responsabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/google-devil.jpg" ><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/google-devil.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a></p>
<p>Poche reazioni dagli utenti internet italiani, proverbialmente disinformati e tardivi a mettersi al passo. Goggle sta introducendo, praticamente immediatamente, nuove norme riguardo la modalita attraverso cui verra autorizzato a registrare ogni cosa che faremo con o senza il nostro beneplacito.</p>
<p>In una lettera a Larry Page, fondatore ed esponente di Google, Jacob Kohnstamm il responsabile per la privacy dell&#8217;Unione Europea gli ha comunicato che la commissione Francese sulla Privacy digitale ha lanciato una investigazione riguardo gli effetti delle nuove norme in Europa.</p>
<p><span id="more-23701"></span>Io non sono in grado di fare una disamina tra il prima e il dopo ma leggendo le nuove norme diventa chiaro che in questo modo Google si arroga qualsiasi diritto sui dati raccolti mentre un utente usa i suoi prodotti ( il motore di ricerca, Android, eccetera)</p>
<p>Ora non avevo dubbi che questo in effetti fosse già la situazione in essere almeno quando l&#8217;amministrazione americana nelle vesti delle sue entita di sicurezza e informazione ( leggi CIA) avessse richiesto a Google di passargli i dati registrati. Ma mi sembra che con l&#8217;introduzione della nuova privacy Google acquisisce legalmente il diritto di spiare. Da ora, non importa se sarete registrati o no, o se abbiate proceduto al login oppure no, Google avra il diritto di raccogliere i dati e di incrociarli costruendo attraverso l&#8217;acquisizione dell&#8217;IP un dossier su ognuno di noi in un gigantesco archivio.</p>
<blockquote><p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.mirror.co.uk/news/technology/2012/02/03/eu-ask-google-to-delay-new-privacy-policy-115875-23734365/" >EU ask Google to delay new privacy policy</a></noindex> http://www.mirror.co.uk/news/technology/2012/02/03/eu-ask-google-to-delay-new-privacy-policy-115875-23734365/</p>
<p>In a letter to Google Chief Executive Larry Page, Jacob Kohnstamm, the chairman of the group of 27 national privacy regulators in the EU, said the French data protection agency has launched an investigation into the new rules and how they will affect Google users in the EU.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Era del Biocapitalismo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosso malpelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le tensioni sull’Euro non sono placate. L’informazione dei mass media, come al solito, disinforma offrendo notizie infondate (lo sbandierato e poi smentito, nel giro di poche ore, accordo sulla costituzione di un congruo fondo europeo salva stati, l’unico che potrebbe fornire una risposta forte ai sedicenti “mercati”) e noi ci rallegriamo perché lo spread è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le tensioni sull’Euro non sono placate.<br />
L’informazione dei mass media, come al solito, disinforma offrendo notizie infondate (lo sbandierato e poi smentito, nel giro di poche ore, accordo sulla costituzione di un congruo fondo europeo salva stati, l’unico che potrebbe fornire una risposta forte ai sedicenti “mercati”) e noi ci rallegriamo perché lo spread è sceso a “soli” 416 punti<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/lera-del-biocapitalismo/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/rosso-malpelo/23671/#footnote_0_23671"  id="identifier_0_23671" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="al momento della composizione 4-2-2012 ore 17.31&nbsp; il valore &egrave; 377. Il valore aggiornato &egrave; qui">1</a>)</sup>.<br />
Sembra convincente l’analisi di chi evidenzia come la crisi che attraversiamo non abbia niente di congiunturale. La crisi vi è sempre stata e siamo noi che non ce ne siamo mai accorti.<br />
E ciò perché:<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a)</strong> in un primo momento, dopo la ricostruzione del tessuto industriale e del mercato negli anni 50, nei mitici anni 60/70 (apogeo del c.d. “fordismo” delle grandi imprese e del compromesso sociale tra capitale e socialdemocrazia parasindacale) la ridistribuzione del reddito, anche di quello che non c‘era, veniva attuata attraverso i meccanismi inflattivi (chi non ricorda l’inflazione a due cifre degli anni 70 che tanto faceva bene alle nostre esportazioni. Se poi tutto ciò tagliava le gambe allo sviluppo di un’industria moderna e di punta, alla Confindustria non importava più di tanto). I lavoratori, d’altra parte, erano tutelati dal recupero dell’inflazione attraverso scala mobile e tariffe sociali dei servizi e dei beni essenziali;<br />
La sconfitta sindacale alla FIAT del 1980 preceduta dal ripensamento “virtuoso” del sindacato (svolta dell’EUR del 1978) e dell’ala migliorista della sinistra politica segnano la fine della tolleranza dei ceti industriali a subire le limitazioni all’accumulazione tipiche di quegli anni ;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>b)</strong> poi è venuta la medicina posticipatoria del debito pubblico (anni 80 e 90). Non c’erano più soldi ma si faceva finta che vi fossero stampando carta moneta e creando la montagna del debito pubblico che oggi ci schiaccia; tutti erano contenti, specialmente i sindacati che potevano far finta di non vedere il declino della struttura industriale del Paese che gettava le premesse per il ridimensionamento secco dell’Italia nel novero delle potenze industriali. In particolare, i sindacati stessi teorizzavano la fine del lavoro operaio diventando il bacino di raccolta di pensionati e di impiegati pubblici. Sono stati anni di grandi ristrutturazioni industriali sotto la spinta della rivoluzione tecnologica creata dalla diffusione dei microprocessori. Per la prima volta nel corso della storia del capitalismo il capitale variabile, specialmente quello fatto di assets immateriali (marchi, brevetti, ecc.) cominciava ad assumere un valore monetario uguale se non superiore alle immobilizzazioni industriali). Tutta la logistica era rivoluzionata dall’abbattimento de i costi di trasporto delle merci. La produzione era fatta con sistemi just in time che espungevano costi collaterali e davano luogo ad imponenti fenomeni di outsourcing, esternalizzazioni di lavorazioni a imprese terze, spesso ai limiti della legalità quanto a trattamenti salariali e normative di garanzia ).<br />
Tutto ciò ha dato luogo ad imponenti fenomeni di disoccupazione tecnologica strutturale che rappresentano il vero nodo dei drammi che oggi viviamo. E ciò vale soprattutto per i giovani. Tutto ciò era prevedibile che accadesse ed era stato preveduto da pensatori autorevoli anche se eclettici o eterodossi (in primis, A. Gorz, sociologo austro-francese che, sin dal 1969, teorizzava una risposta a base di riduzioni dell’orario di lavoro a parità di salario).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>c)</strong> oggi, dopo la vittoria culturale e politica del capitalismo, la medicina del debito pubblico è stata squalificata.. L’Unione Europea, sorta sul nobile presupposto di affratellare i suoi popoli dopo la grande tragedia della seconda guerra mondiale, ha fatto della contabilità, dell’equilibrio dei conti pubblici, la sua unica cifra culturale, la sua unica “mission”. Gli stati altro non sono che delle aziende con un budget di spesa da rispettare ed un bilancio da far quadrare;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>d)</strong> le banche e i grandi investitori, istituzionali e non , vogliono che si tengano i conti in ordine e non vogliono perdere i soldi tanto generosamente prestati nella fase sub b). Così pretendono interessi sempre più alti per porsi al riparo dai rischi di default che essi hanno creato e che sempre minacciano. La cosa più eclatante è che continuano a comprare i titoli dei debiti dei vari stati, più o meno inguaiati, con i soldi generosamente elargiti dagli stessi attraverso la BCE a costi ridicoli. Una sorta di commedia delle parti in cui il fine ultimo è quello di spogliare di legittimità ogni richiesta politica di intervento dello Stato nel mercato a tutela dei cittadini massacrati dalle contraddizioni creati da questi soggetti. Oggi i cittadini non devono contare sullo Stato, se vogliono sopravvivere e consumare (perché devono consumare, specie il superfluo creato da un sistema economico che pretende di non aver nessuno aggancio con le esigenze della società. La pressante richiesta di modifica dell’<a href="http://www.mentecritica.net/larticolo-41-della-costituzione/informazione/democrazia-e-diritti/eduardo-quercia/19538/" title="L’Articolo 41 della Costituzione" >art.41 della Costituzione </a>si spiega molto chiaramente in questa luce);</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/02/157963-piramide.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-23678" title="157963-piramide" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/02/157963-piramide.jpg" alt="" width="584" height="331" /></a>vignetta di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://web.ticino.com/demarta/chris/" >Christian Demarta</a></noindex></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e)</strong> siamo, quindi, giunti al biocapitalismo (Marazzi)<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/lera-del-biocapitalismo/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/rosso-malpelo/23671/#footnote_1_23671"  id="identifier_1_23671" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Il biocapitalismo pu&ograve; essere definito come la messa a valore della materia biologica e del vissuto psichico degli individui [...] Il biocapitalismo oltrepassa l&amp;#8217;idea dello sfruttamento del lavoratore salariato o precario per spingersi verso l&amp;#8217;uso dell&amp;#8217;essere umano come identit&agrave; da manipolare a pagamento (chirurgia estetica), come vettore di mode monetizzabili (il fruitore di media e costrutti simbolici), come materia biologica da brevettare (ingegneria genetica), come vissuto da &amp;#8220;riempire&amp;#8221; e a cui trasferire senso (l&amp;#8217;entertainment e l&amp;#8217;industria culturale). [...] Il biocapitalismo non punta a contrattare un costo di acquisto o un prezzo finale, ma a persuadere verso l&amp;#8217;accettazione di un modello di vita.&nbsp; Per l&amp;#8217;articolo completo si veda il blog di Biagio Carrano ">2</a>)</sup> in cui sono le nostre stesse persone che consentono la riproduzione del sintema economico. Le persone senza salario o con salario insufficiente si indebitano facendo fruttare il capitale finanziario che, generosamente, ti da i soldi anche se non sei in condizione di restituirli ( a questo ci pensano le assicurazioni su rischi di insolvenza, pagate dagli stessi percettori dei prestiti; poi, i debiti inesigibili si possono cartolarizzare come hanno fatto, in passato, tutte le nostre banche, salvate dalla possibilità di far diventare crediti i debiti. Magie che valgono solo per questi signori che sono riusciti a guadagnare anche con la bolla dei cosiddetti “subprime”!) ;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>f)</strong> <a href="http://www.mentecritica.net/azione-e-stile-del-governo-monti-tutto-si-fa-per-loro-i-mercati/informazione/il-bello-della-politica/eppursimuove/23453/" title="Azione e stile del governo Monti. Tutto si fa per loro: i Mercati" >fare i soldi solo con i soldi</a> questo è il significato profondo delle seriose riunioni di questi stimabili personaggi che vediamo sfilare in televisione, Monti compreso. Tutto il resto sono briciole. Il senso di tutto ciò è che bisogna tirare la cinghia per continuare in questo stato di cose;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>g)</strong> molte cose si potrebbero fare, dalla Tobin tax alla fine della possibilità di transazioni finanziarie senza coperture immediate di denaro, al divieto dei soliti giochetti di borsa tipo contrattazioni a termine, scommesse sui prodotti finanziari derivati, sui derivati dei derivati, ecc ecc.). Inoltre, si potrebbe ripristinare la vecchia ed aurea regola (inventata dopo i crack bancari degli anni 30) per cui è vietato il sistema delle banche miste che fanno di tutto, dal prestito a breve all’impresa , alla finanza, al credito a lungo termine ecc. Insomma, ripristinare la sana e buona vecchia legge bancaria del 1936, riveduta e corretta. Di ciò sta discutendo, senza successo per ora, persino il buon Obama, un vero rivoluzionario socialista!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>h)</strong> Tutto ciò consentirebbe anche di affrontare i veri nodi dell’economia reale occidentale messa in crisi dalle economie dei paesi emergenti e dai trasferimenti di <em>know how</em> attuati dalle stesse imprese occidentali all’epoca delle grandi dislocazioni in quei territori, attirate dalla possibilità di utilizzare forza lavoro a prezzi bassissimi e dall’assenza di ogni vincolo di carattere ambientale e normativo;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>i)</strong> insomma, tocca a noi difendere il capitalismo da se stesso sempre ammonendo e ricordandoci che esso, insieme al mercato, è un prodotto sociale e non naturale o divino come opportunamente ed autorevolmente ricordato (discorso di sant’Ambrogio del cardinale arcivescovo di Milano). Il che implica automaticamente la legittimazione di ogni intervento di natura politica o giuridica a vantaggio del bene sociale pur senza arrivare a rimpiangere sistemi sociali e politici ( i cosiddetti socialismi reali) squalificatisi e bocciati dalla storia principalmente a causa di se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>j)</strong> la politica nostrana nulla dice di credibile al riguardo e lascia il Paese in preda a tensioni che, se non organizzate ed incanalate, assumono <a href="http://www.mentecritica.net/il-potere-le-lobby-e-lopinione-pubblica/informazione/il-bello-della-politica/fma/23589/" title="Il Potere, le Lobby e l’Opinione Pubblica." >la consueta forma plebea</a> a cui assistiamo in questi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>k)</strong> l’art 49 della Costituzione recita “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” L’art. 49, in realtà, non fotografa più la realtà esistente. L’art.49 dovrebbe essere il contraltare ad una visone meramente liberistica ed individualistica delle garanzie e dei diritti e del cittadino. Segnala la necessità della dimensione collettiva dell’agire sociale e politico. Senza di ciò siamo solo un gregge di consumatori di oggetti, fatti, sentimenti, preconfezionati dal grande supermercato della modernità. L’art.49 è stato di fatto abrogato e allo stato non si vede niente che non sia scomposto agitarsi .</p>
<p style="text-align: justify;">Da dove ripartire rimane sempre i problema dei problemi. E ciò specialmente per una responsabilità verso chi ci seguirà e nei cui confronti siamo stati così clamorosamente inadempienti, sul piano morale prima ancora che su quello economico.<br />
In sintesi, ancor oggi, per noi, dovrebbe valere l’invito che da il titolo ad uno degli ultimi libri di un nostro grande economista, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Napoleoni" >Claudio Napoleoni</a></noindex>, troppo precocemente scomparso: CERCATE ANCORA!</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_23671" class="footnote">al momento della composizione 4-2-2012 ore 17.31  il valore è 377. Il valore aggiornato <a href="http://www.mentecritica.net/spread-europei-cambi-e-indici-di-borsa/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/redazione/22527/" >è qui</a></li><li id="footnote_1_23671" class="footnote"> Il biocapitalismo può essere definito come la messa a valore della materia biologica e del vissuto psichico degli individui [...] Il biocapitalismo oltrepassa l&#8217;idea dello sfruttamento del lavoratore salariato o precario per spingersi verso l&#8217;uso dell&#8217;essere umano come identità da manipolare a pagamento (chirurgia estetica), come vettore di mode monetizzabili (il fruitore di media e costrutti simbolici), come materia biologica da brevettare (ingegneria genetica), come vissuto da &#8220;riempire&#8221; e a cui trasferire senso (l&#8217;entertainment e l&#8217;industria culturale). [...] Il biocapitalismo non punta a contrattare un costo di acquisto o un prezzo finale, ma a persuadere verso l&#8217;accettazione di un modello di vita.  <strong>Per l&#8217;articolo completo si veda <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://biagiocarrano.blogspot.com/2008/02/biocapitalismo.html" >il blog di Biagio Carrano</a></noindex></strong> </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>Cronache studentesche: Guerra Fredda al Venturi</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 09:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Qualk1</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno su queste pagine, qualche tempo fa, si lamentava della coscienza giovanile che era stata assente in tutti questi anni. Era assente quando sia la destra sia la sinistra hanno contribuito ad affossare sempre più la situazione di questo paese, quando hanno ridicolizzato la politica e l’hanno fatta a brandelli, quando l’Italia è diventata lo zimbello dell’Europa e del mondo e checché se ne dica non è l’unica e neanche la peggiore.</p>
<p>Adesso, qualche coscienza giovanile si è svegliata. Da qualche tempo sono nati dei movimenti all’interno degli istituti, in cui si susseguono occupazioni, scioperi e manifestazioni.</p>
<p><span id="more-23658"></span>Alcune di queste, però, sembrano non essere più tollerate. O almeno, questa sembrerebbe l’intenzione. Gli studenti si stanno svegliando e vanno fermati prima che prendano completa coscienza della situazione. Se prima c’erano studenti svogliati, ora ci sono studenti scomodi che vanno sedati.</p>
<p>A Modena, durante le ultime settimane di novembre, gli studenti di alcune scuole hanno congiuntamente deciso di occupare gli edifici scolastici al fine di criticare i<a href="http://www.mentecritica.net/il-potere-le-lobby-e-lopinione-pubblica/informazione/il-bello-della-politica/fma/23589/" title="Il Potere, le Lobby e l’Opinione Pubblica." >l modo in cui il “premier” Monti era (è) salito al potere</a> e su come la crisi dovrebbe essere affrontata.</p>
<p>L’azione è stata subito condannata da parte del preside, che ha invitato studenti e genitori a richiedere lo sgombero dei locali da parte delle forze dell’ordine, nonché l’interruzione del servizio di riscaldamento alla provincia (i documenti ufficiali sono tutti <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.isaventuri.it/infoscuolafamiglia.htm" >qui</a></noindex>).</p>
<p>L’occupazione (andata avanti per 6 giorni senza che alcuna delle due richieste del preside venisse accolta) ha scatenato purtroppo anche qualche dissenso all’interno degli studenti  e relative famiglie che, considerando l’occupazione un atto illegale, lo hanno etichettato come un gesto da condannare a priori. Il tutto è avvenuto, per i primi tre giorni, solamente sul <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/https://www.facebook.com/groups/231687446893367/" >gruppo del collettivo</a></noindex> su Facebook. Finalmente il quarto giorno, dopo innumerevoli sollecitazioni a presentarsi a scuola per appianare le ostilità, hanno deciso di entrare per esprimere il loro dissenso mai espresso prima se non su Facebook. Appena entrati hanno dichiarato di avere solo un’ora di tempo perché poi sarebbero dovuti andare a lezione nelle sedi succursali per usufruire del loro “diritto allo studio” (parole che, solo pochi anni fa, erano sulla bocca di individui come Berlusconi o la Gelmini). Fortunatamente qualche savio del gruppo ha deciso di spendere qualche spicciolo in più del proprio tempo, impegnandosi (dopo che gli occupanti avevano promesso di abbandonare l’edificio il giorno seguente) a organizzare una manifestazione per la settimana successiva. Una manifestazione, dicevano, che era un atto legale, e che non avrebbe interrotto il regolare svolgimento delle ( d’un tratto fantastiche) lezioni della<a href="http://www.mentecritica.net/la-scuola-e-morta/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/lupoalburnino/12045/" title="La Scuola è Morta" > scuola italiana</a>. Una manifestazione, ahimè, che non c’è mai stata.</p>
<p>Al rientro a scuola il dirigente scolastico ha subito preso le distanze da chi aveva riconosciuto come occupante, rifiutandosi di rivolgere loro la parola o addirittura lanciando frecciatine come “ti invito a dimetterti dal Consiglio d’Istituto perché le persone come te non sono degne di starci”. C’è da chiedersi: ma le persone come chi? Come chi s’interessa di quello che avviene nel proprio paese?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/396236_10150503199696065_348654911064_8931003_1252672628_n.jpg" alt="chi occupa preoccupa!" width="587" height="650" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A quanto pare sì, visto che la prima decisione del preside è stata quella di sbarazzarsi del collettivo “Amici del Venturi” (aperto dal ’98) cambiando la serratura dell’aula destinata alle riunioni ed esortando gli studenti a riprendersi il materiale che vi era ancora all’interno. Insomma, le cose stanno così: voi decidete di occupare? E io vi tolgo il collettivo, così vediamo se vi riunite ancora a confabulare di proteste, rivolte, occupazioni e quant’altro. Poi, se mi capita, vi caccio qualche cinque in condotta e un paio di sospensioni, così sono sicuro che per quest’anno ancora state buoni. L’anno prossimo tanto il problema sarà di qualcun altro, io me ne vado in pensione. E magari, facendo così, riesco anche a tacervi per sempre.</p>
<p>Al rientro dalle vacanze di Natale, infatti, 15 persone si sono ritrovate nella posta una lettera della scuola con sopra riportate le sanzioni prese verso gli “studenti molto attivi che hanno rivestito ruolo di promotori e organizzatori, ovvero sono risultati molto attivi nel corso dell’occupazione”. E’ curioso notare come la colpa di tali studenti sia solo quella di essere stati attivi durante una protesta, e NON di aver compiuto atti vandalici o aver arrecato i danni citati dal preside a fine occupazione.</p>
<p>Ma c’è qualcosa di più grave che si nasconde dietro tutta questa faccenda: gli studenti citati in causa (né loro, né i loro genitori) non sono mai stati informati del “processo” che il preside aveva instaurato a loro carico, e anche quando gli stessi studenti (fiutando qualcosa che era nell’aria) hanno chiesto un incontro con i Consigli di Classe, gli è stato risposto che non era possibile perché “non è la prassi” (cosa che poi si è rivelata errata). D’altronde di Consigli di Classe non ce n’è neanche stati. In compenso si è tenuto un Consiglio allargato a tutte le classi degli alunni da “condannare” (cosa che, come si può leggere <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.retescuole.net/contenuto/?id=20120122060320" >qui</a></noindex> è assolutamente a-normale).</p>
<p>Seppur con tutti gli errori che gli studenti possono aver fatto nel gesto che hanno deciso di compiere, ho l’impressione che l’intenzione del preside non fosse quella di veicolare le proteste dei giovani in ambiti più legali dell’occupazione, bensì quella di punire chi aveva fatto troppo chiasso in un periodo delicato della politica italiana, e di sopprimere sul nascere qualsiasi avvisaglia di reazione concreta da parte dei giovani. Con lui, anche altri presidi hanno intrapreso questa strada che sembra aver preso una brutta piega. La piega di una repressione effimera e silenziosa, attenta a non diventare clamorosa, ma efficace quanto una scarica di celerini<sup>1</sup>.</p>
<p><sub><sup>1</sup>va annotato che il preside è stato carabiniere</sub></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Potere, le Lobby e l’Opinione Pubblica.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:13:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fma</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A dar retta al terzo principio della dinamica <strong>“Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”. </strong>Peccato che non valga in campo sociale. Se le azioni intraprese dal governo Monti si dovessero misurare dalle reazioni, bisognerebbe pensare che i più vessati sono stati gli autotrasportatori, che minacciano la rivoluzione, mentre i meno colpiti i pensionati a 1410 euro al mese, che non hanno neppure fatto “beh!”</p>
<p>In realtà ai pensionati oltre ad aumentargli l’autostrada e il gasolio gli hanno pure bloccato la pensione, mentre agli autotrasportatori gli hanno solo aumentato il gasolio e l’autostrada, prevedendo di rimborsargli le <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.trasportoeuropa.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=6330:rrimborsi-accise-gasolio-autotrasporto-2011&amp;catid=9:autotrasporto&amp;Itemid=71" >accise</a></noindex> e <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/01/25/visualizza_new.html_69222153.html" >scontargli il pedaggio</a></noindex>. Che non basterà probabilmente a calmierare il prezzo delle zucchine, notoriamente trasportate su gomma, delle quali sono ghiotti i pensionati, che in questo modo insieme alle zucchine avranno pure il danno e la beffa.</p>
<p><span id="more-23589"></span>Volendolo adattare alla politica, il terzo principio andrebbe riformulato in quest’altro modo: <strong>“Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria,  proporzionata al potere sociale di cui dispone la classe che subisce l’azione”</strong></p>
<p>Così si spiegherebbe perché l’equità, quando si parla di sacrifici, sia tanto restia a tradursi in realtà, chiunque sia chiamato ad applicarla. Lo impedirebbero da una parte la forza necessariamente limitata di chi chiede, dall’altra la capacità di ritorsione di cui dispongono le categorie chiamate a dare: se tu mi fai questo, io ti faccio quest’altro. Pensaci bene, non ti conviene.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/02/public.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-23598" title="public" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/02/public.jpg" alt="" width="350" height="287" /></a></p>
<p>Altrimenti non si capirebbe perché un governo che decide di far pagare l’ICI ai cittadini <a href="http://www.mentecritica.net/lici-la-pago-se-la-paga-anche-lui/informazione/democrazia-e-diritti/gianalessio-ridolfi-pacifici/22696/" title="L’ICI la Pago se la Paga Anche Lui" >non la faccia pagare anche alla Chiesa</a>. Delle due l’una, o è convinto dell’insostituibile funzione della Chiesa nel processo di aggregazione sociale e pensa che vada in qualche modo premiata; oppure teme che i parroci l’accusino dal pulpito d’offendere Nostro Signore, alienandogli il supporto dei cattolici, mettendolo a rischio di cadere e di farsi male. La Chiesa, che ha il naso fine, un lieve sentore d’iniquità deve averlo avvertito se ha sentito il bisogno di rassicurare la collettività che la giustizia non è stata affatto mortificata, anzi: <em>“I Comuni vigilino, e noi per la nostra parte lo faremo – </em><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.radiovaticana.org/it1/articolo.asp?c=557075" ><em>dice il cardinale</em></a></noindex><em> &#8211; Ci piacerebbe solo non si investissero tempo e risorse in polemiche che, se pur accettiamo in spirito di mortificazione, finiscono per far sorgere sospetti inutili e, in ultima istanza, infirmare il diritto dei poveri di potersi fidare di chi li aiuta”</em>. Un modo molto gesuitico per spostare l’attenzione dall’elusione dell’ICI al sacrosanto diritto dei poveri a fidarsi dei propri parroci, per distrarre i villani che stanno davanti al banchetto delle tre carte.</p>
<p>Lo stesso fanno<a href="http://www.mentecritica.net/i-notai-sono-parassiti/informazione/il-lavoro-degli-italiani/dellefragilicose/23513/" title="I Notai Sono Parassiti" > Notari</a>, Speziali, Autotrasportatori, <a href="http://www.mentecritica.net/la-rivolta-dei-taxi-dei-notai-dei-farmacisti-dei-commercialisti/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/23252/" title="La Rivolta dei Taxi, dei Notai, dei Farmacisti, dei Commercialisti …" >Tassinari</a> e ogni altra categoria dotata di potere d’interdizione, quando proclamano che difendono se stessi, per il nostro bene. È evidente che ogni Categoria lavora per sé, né s’è mai visto il contrario, per spuntare le migliori condizioni; tanto più vantaggiose quanto più significativo è il ruolo che la Corporazione gioca e più vantaggiosa la posizione che occupa nel contesto sociale; quanto più debole e colluso è il Potere; ma soprattutto quanto più incapace d’intendere e di volere è l’Opinione Pubblica.</p>
<p>Quando si dice debole e colluso non s’intende accusare il potere di debosciaggine e di camurria, ma evidenziare che non esiste potere che non rappresenti degli interessi e non debba appoggiarsi a questa categoria per resistere alle pressioni di quella.</p>
<p>Non ha alcun valore pratico, né politico, affermare che non dovrebbe essere così. Non è nel DNA del Potere di essere neutrale. Nel momento in cui le fazioni trovassero un’intesa il Potere diventerebbe immediatamente inutile; ma finché restano in antagonismo tra loro il Potere è indispensabile per imporre ai riottosi la volontà comune, che è poi quella dei Grandi Elettori. Che in democrazia dovrebbero essere semplicemente gli Elettori, cioè l’Opinione Pubblica. Peccato che il favore dell’Opinione Pubblica sia sempre in vendita, <em>Franza o Spagna purchè se magna,</em> da ricomprarsi continuamente come quello di una mignotta qualsiasi. Con esiti spesso letali per le casse dello Stato.</p>
<p>È la qualità dell’Opinione Pubblica, in fin dei conti, che condiziona nel bene e nel male il Potere dello Stato, consentendogli d’essere iniquo favorendo alcune categorie ai danni di altre, senza pagarne il fio. Questo capita non tanto perché l’Opinione Pubblica sia egoista e faccia i propri interessi, che sarebbe sacrosanto, ma al contrario in quanto non sa distinguere quali siano i suoi veri interessi; portata per costituzione naturale assai poco alla logica e assai di più al sentimento. Eternamente predisposta, per essere stata tante volte scottata dallo Stato, a vedere degli amici in tutti coloro che si proclamano contro lo Stato e dalla parte del Popolo. Spesso senza andare troppo per il sottile, né entrare nel merito, sovente assai complicato; spesso senza discernere tra ciò che pare e ciò che è; senza pesare il pro e il contro per l’immediato e per il futuro; stando più volentieri dalla parte di ciò che sarebbe auspicabile, piuttosto che di ciò che è concretamente possibile; lasciandosi volentieri incantare dalle parole, anche quando sarebbe molto facile capire che si tratta di chiacchiere che non potranno mai tradursi in fatti.</p>
<p>Se non fosse così, se l’Opinione Pubblica non si contentasse d’essere rappresentata in piazza di volta in volta dai benzinai, dai camionisti, dagli insegnanti, dagli studenti, dai Family Day, dai no TAV, dalle bandiere e dalle canzoni, dai palchi e dalle concioni; se trovasse il modo di manifestare al Potere la propria assoluta volontà, faccio degli esempi, di destinare il canone RAI, <a href="http://www.mentecritica.net/informazione-libera-si-come-no/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/comandante-nebbia/15861/" >le sovvenzioni alla stampa di partito</a>, gli emolumenti degli impiegati in soprannumero della regione Sicilia, gli stipendi dei consiglieri e degli assessori di uno sproposito di comuni e di provincie, i fondi destinati all’acquisto degli F35, alla riduzione del debito pubblico di quel 3% annuo previsto per i prossimi anni vent’anni dal <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.reuters.com/article/2012/01/31/us-eu-summit-idUSTRE80S0SR20120131" >Fiscal Pact</a></noindex>, se lo facesse, non si troverebbe l’anno venturo a dover pagare un altro aumento delle accise e dell’IVA, continuando a versare regolare stipendio a Gasparri e alla Minetti.</p>
<p>Ma un’Opinione Pubblica così non c’è. Né si vede dove e come possa nascere.</p>
<p>Quando Gutenberg inventò la stampa si disse che di lì in poi sarebbe stata tutta un’altra musica, perché tutti avrebbero potuto avere un libro e il Potere non avrebbe più potuto approfittare dell’ignoranza della povera gente. Lo si disse anche dopo che Lutero smascherò la Chiesa; dopo che Marx ebbe scoperto la congiura dei capitalisti ai danni dei proletari; lo si disse quando si avviò la scolarizzazione di massa; dopo che Marconi inventò la radio e tutti poterono sapere ciò che accadeva direttamente dalla viva voce dei protagonisti. Con l’avvento della televisione, che permise di vedere direttamente i fatti senza che fossero manipolati dai nostri inviati notoriamente asserviti al Potere, si pensò che finalmente la democrazia diretta fosse a un passo. L’apoteosi si ebbe con l’avvento della rete, che consentiva a ognuno di vedere in tempo reale le immagini di ciò che accadeva nel pianeta, di leggere il parere di tutti gli altri e finalmente di aggiungerci il proprio.</p>
<p>Tutto questo è accaduto. Se fosse stata solo una questione di strumenti a quest’ora dovremmo essere a cavallo. Invece l’Opinione Pubblica è sempre allo stesso punto, incapace di controllare il Potere, che preferisce trattare con le lobby.</p>
<p>Magari sono io che vedo male, ma se fosse così si porrebbe una domanda inquietante: e se non fosse una questione di strumenti? se l’Opinione Pubblica, compresa quella della rete, fosse solo troppo stupida per ambire a controllare il Potere?</p>
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		<title>Gli Scaffali Vuoti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Pani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’importante è continuare a far girare le cose al contrario, in modo che noi, centrifugati, non si possa ritrovare l’orizzonte. “La merce scarseggia nei supermercati del sud” ed è panico e follia. Ho visto una signora anziana aggirarsi per la Lidl, aggirarsi tra gli scaffali vuoti e risolversi a comprare un collutorio, per ripagare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’importante è continuare a far girare le cose al contrario, in modo che noi, centrifugati, non si possa ritrovare l’orizzonte. “La merce scarseggia nei supermercati del sud” ed è panico e follia. Ho visto una signora anziana aggirarsi per la Lidl, aggirarsi tra gli scaffali vuoti e risolversi a comprare un collutorio, per ripagare la fatica, forse per pacificarsi col gesto di comprare. Comprare per certificare una sorta di esistenza in vita.<br />
La merce scarseggia nei supermercati, e in giro se ne parla. Tra le bancarelle del mercato i venditori son quasi eroi per essere riusciti ad arrivare a venderti qualcosa: “Che nei supermercati non c’è nulla”. In compenso abbonda la spazzatura, tra le buste colorate se sei fortunato, riesci a scorgere ancora il cassonetto. Ma questo non è un problema.<br />
<span id="more-23562"></span></p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/01/supermarket.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-23563" title="supermarket" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/01/supermarket.jpg" alt="" width="587" height="390" /></a></p>
<p>Non c’è la benzina, ed è panico e follia. Ore di coda davanti al distributore, il passaparola che spia la presenza di carburante sull’autostrada, e le macchine rimaste a secco ferme e abbandonate, come nei più classici degli scenari da film apocalittico.<br />
Si torna dalla spesa con l’aria afflitta di chi ha perso qualcosa, oppure con l’aria soddisfatta; la stessa che aveva la signora del collutorio, per aver trovato il Sidol lucida ottoni. E chi se ne frega se non hai ottoni da lucidare? Acquistare qualcosa è un valore, e poi magari domani il Sidol lo si potrà barattare con qualcos’altro al mercato nero.</p>
<p>In principio si discusse sui blocchi autostradali, c’era chi era pro e chi era contro, così come ci ha insegnato l’induzione alla tifoseria da parte dell’ex non governo berlusconiano; oggi si attende solo che i camionisti la smettano di “rompere i coglioni” che tanto non succede nulla.</p>
<p>E non è vero che non succede nulla: succede eccome. Succede che anziché aprire tavoli di trattativa si aprano le galere per chi ha protestato, prima in Val di Susa e poi chissà, magari al casello autostradale di Salerno, o a Palermo. E noi saremo favorevoli o contrari? Già, la nostra opinione, anche quella sembra essere fondamentale. Ieri alla radio la domanda veniva posta ai radioascoltatori in merito al governo Monti: siete favorevoli o contrari? E giù con telefonate più o meno dotte sull’argomento, proprio come se fosse una questione politica. Lo difendeva un nervoso Zucconi, lo attaccava un ascoltatore di Bari. E io pensavo: “Perché fanno finta di non sapere?”</p>
<p>Non sanno che gli arresti di chi protesta è un atto dimostrativo? È un modo per dire a chi a breve si ritroverà a comprendere che bloccare il paese è atto sacrosanto, che non c’è nulla da decidere, non c’è più nulla da contrattare, perché a questi uomini e donne di governo tecnico è stata data licenza d’uccidere. Con l’alibi della crisi economica e globale loro possono tutto, anche sospendere quel minimo di democrazia che ci era rimasta, e così sarà quando metteranno mano agli ammortizzatori sociali, dopo aver già ucciso la possibilità di campare lavorando.</p>
<p>Quindi mentre continuiamo ad aggirarci tra i banchi vuoti del supermercato, scoprendo che in fondo si può vivere anche senza uova, per tornare a sentirci in pace con noi stessi e con questo mondo che gira al contrario, ci accontentiamo di leggere del tizio che ricusa i giudici del processo Mills, che in Regione a Milano son tutti ladri, che il Vaticano ha licenziato un prelato che aveva denunciato pratiche malavitose e ruberie … Un inquisito al giorno per tranquillizzarci, per dirci che in fondo nonostante la crisi le cose non vanno poi così male. È tutto a posto, quando tutto è come sempre.</p>
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		<title>Cose di tipo diverso</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Pani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non penso più che gli uomini o le donne che si avvicendano al governo di questa nazione ridicola siano dei &#8220;senzapalle&#8221;, credo siano proprio perfidi e bastardi, al punto di non aver mai avuto il coraggio delle parole. Perché ci vuole coraggio a parlare, e soprattutto a chiamare le cose col proprio nome. Non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Non penso più che gli uomini o le donne che si avvicendano al governo di questa nazione ridicola siano dei &#8220;senzapalle&#8221;, credo siano proprio perfidi e bastardi, al punto di non aver mai avuto il coraggio delle parole.</div>
<div>Perché ci vuole coraggio a parlare, e soprattutto a chiamare le cose col proprio nome. Non si fa più ormai, da quando la propaganda ha compreso che utilizzare la &#8220;neolingua&#8221; a volte tranquillizzante, a volte narcotizzante era di gran lunga più semplice e proficuo.</div>
<div></div>
<div><span id="more-23496"></span></div>
<div></div>
<div>Al di là delle diatribe, delle analisi più o meno politiche degli accadimenti, in queste ultime settimane pare proprio che l&#8217;Italia <a href="http://www.mentecritica.net/ignazio-cutronto-culo-alla-mafia/informazione/cronache-italiane/mikclaudia/23415/" title="Ignazio Cutrò:‘nto culo alla mafia" >si stia muovendo</a>, e come primo passo si stia impedendo la circolazione delle merci &#8211; peggio che mai della benzina.</div>
<div>I blocchi interessano ormai tutt&#8217;Italia e ci sono problemi ai caselli autostradali, inizia a scarseggiare la benzina nei distributori del sud e della Sicilia, presto potrebbero esserci problemi per tutte le merci in tutti i supermercati.</div>
<div></div>
<div><img class="aligncenter" src="http://4.bp.blogspot.com/_AGOGSJoDxhw/TIFKqq6yXjI/AAAAAAAAAJk/epuo-oXSjis/s1600/diverso.jpg" alt="" width="590" height="546" /></div>
<div></div>
<div>No, il ministro Cancellieri non ha il coraggio delle parole, così dichiara di essere molto preoccupato perché i blocchi ai caselli autostradali, potrebbero &#8220;<em>sfociare in cose di tipo diverso</em>&#8220;.</div>
<div></div>
<div>Ma è davvero così difficile chiamarle Rivolte? E&#8217; così tragico ammettere che siamo prossimi alla guerra civile? Come si combatte <em>una cosa di tipo diverso</em>? Forse con la <em>polizia diversamente armata</em>?</div>
<div></div>
<div>Le cose di tipo diverso a noi italiani non piacciono per definizione. Sono diversi i gay, i negri di qualunque etnia, sono diversi persino i meridionali rispetto alla logica padana. &#8220;Diverso&#8221; è una parola importante, che negli anni utilizzata al massimo della sua potenzialità ha dato risultati notevoli. Proprio l&#8217;altro giorno un servizio di un telegiornale che criticava le vacanze in famiglia del presidente Fini, evidenziava come il loro tempo fosse trascorso in maniera differente da quello dei &#8220;diversamente fortunati&#8221;. Poi i disabili, diversamente abili &#8211; che storpio pare proprio brutto, o zoppo e cieco, sordo o muto, tetraplegico, paraplegico &#8211; diversi. (Da chi?)</div>
<div></div>
<div>E allora speriamo che la nostra intera esistenza possa sfociare in una cosa di tipo diverso, anche perché ci stanno portando dritti e tirandoci per i capelli.</div>
<div>Quell&#8217;altro senzapalle di Monti &#8211; il professore &#8211; ha ribadito un&#8217;altra formula magica inventata dalla Marcegaglia, ossia che l&#8217;articolo 18 non è un tabù.</div>
<div></div>
<div>Poi provano a spiegare che si potrà licenziare con più facilità, ma gli stipendi saranno più altri per permettere una maggiore capacità di spesa agli italiani, e che perdere i diritti ce ne farà ottenere sicuramente degli altri. Ovviamente fingendo di ignorare la prassi consolidata dei &#8220;ricatti d&#8217;assunzione&#8221;, quelli che al momento del contratto devi accettare per lasciare libertà di licenziamento al padrone &#8230;</div>
<div></div>
<div>Che si diceva? Sì, le cose d&#8217;altro tipo. Se sapesse il ministro quante me ne passano per la mente &#8230;</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Diritti umani a geometria variabile</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 10:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mazzetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Censura dell'Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia e Diritti]]></category>
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		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
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		<category><![CDATA[Mohd Yacoob]]></category>
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		<description><![CDATA[Riferisce Amnesty International della condanna di un gruppo di sedici persone in Arabia Saudita, colpevoli di aver provato a costituire un’associazione per la difesa dei diritti umani. Pene da cinque ai trent’anni, aggravate dal divieto d’espatrio a fine pena. I tapini avevano espresso pubblicamente la loro intenzione e provato a raccogliere fondi, per questo sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.amnestyusa.org/news/news-item/reform-activists-in-saudi-arabia-must-receive-fair-appeal-hearings" >Riferisce Amnesty International</a></noindex> della condanna di un gruppo di sedici persone in Arabia Saudita, colpevoli di aver provato a costituire un’associazione per la difesa dei diritti umani. Pene da cinque ai trent’anni, aggravate dal divieto d’espatrio a fine pena. I tapini avevano espresso pubblicamente la loro intenzione e provato a raccogliere fondi, per questo sono stati accusati anche di riciclaggio.</p>
<p>In Arabia Saudita ci sono migliaia di persone incarcerate, che legittimamente si possono  definire prigionieri politici e la loro sorte è conosciuta e discussa solo da alcune associazioni umanitarie esterne al regno, dove la libertà di stampa non esiste e la rete è pesantemente censurata. Quelli più fortunati hanno  avuto la possibilità di fuggire all’estero e vi restano in esilio.</p>
<p>Situazione identica a quella del Bahrein, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.dailystar.com.lb/News/Middle-East/2012/Jan-24/160957-syria-bahrain-yemen-get-worst-ever-press-freedom-ranking.ashx#axzz1kPfab83i" >scivolato alla pari con la Corea del Nord</a></noindex> nell’annuale classifica sulla libertà di stampa, dove ormai da un anno il governo e i suoi mercenari stranieri <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/https://www.facebook.com/media/set/?set=a.233457763402719.56244.119278644820632&amp;type=3&amp;l=9e846f5da2" >reprimono le quotidiane proteste</a></noindex> di un popolo che non è per niente disposto a mollare, nonostante le clamorose brutalità del regime, che reprime qualsiasi manifestazione nel sangue.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/diritti-umani-a-geometria-variabile/informazione/oltre-il-confine/mazzetta/23491/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><span id="more-23491"></span></p>
<p>Poco di questo filtra dai media italiani, domenica il Corriere della Sera dedicava un fondo di Pierluigi Battista alla repressione cubana, al regime cubano. Legittimo, ma strano, e non solo perché Battista nel suo riassunto ha sparso inesattezze e ha dimenticato di citare l’embargo o non ha avuto un pensiero per Guantanamo o per ricordare che un gran numero dei paesi “nostri alleati” non possono nemmeno sognare una Yoani Sanchez<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/diritti-umani-a-geometria-variabile/informazione/oltre-il-confine/mazzetta/23491/#footnote_0_23491"  id="identifier_0_23491" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" l&amp;#8217;attenzione di Battista per Cuba &egrave; di lunga data. Nota e link di mentecritica ">1</a>)</sup>.</p>
<p>Partigianerie ridicole, un doppio standard talmente sfacciato da chiamare la pernacchia o lo sberleffo, se non fosse che attraverso l’uso del richiamo ai diritti umani in maniera tanto variabile e strumentale, l’usare i diritti umani come arma di propaganda mentre se ne fanno stracci, si sacrificano i valori più alti in favore di esigenze politiche contingenti e mutevoli, quando non miserabili o inconfessabili.</p>
<p>Purtroppo Arabia Saudita e Bahrein sono “nostri alleati”, preziosi alleati, e allora gira così. I loro sanguinari signori feudali possono tutto e godono anche del privilegio dell’essere invisibili e mai imputati per gli incredibili crimini di cui si macchiano. Sovrani da operetta, messi e mantenuti al potere dagli <a href="http://www.mentecritica.net/azione-e-stile-del-governo-monti-tutto-si-fa-per-loro-i-mercati/informazione/il-bello-della-politica/eppursimuove/23453/" title="Azione e stile del governo Monti. Tutto si fa per loro: i Mercati" >stati “democratici” dell’Occidente</a> nato dalla lotta all’assolutismo, un apparente paradosso, ma ci sarà un perché.</p>
<p><img class="aligncenter" src="https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/397356_323736747670638_136556503055331_1042150_672607387_n.jpg" alt="" width="333" height="333" /></p>
<p>Oggi in Bahrein il regime ha ucciso quattro persone, l’ultima pochi minuti fa. Si chiamava Mohd Yacoob (nella foto, nel video invece l’azione della polizia) e aveva diciassette anni, lo hanno investito con due auto deliberatamente, sebbene non facesse nulla e non rappresentasse alcuna minaccia, e poi arrestato. In seguito è deceduto.</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_23491" class="footnote"> l&#8217;attenzione di Battista per Cuba <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.google.it/search?q=pierluigi+battista+cuba&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;aq=t&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a#pq=corriere+pierluigi+battista+cuba&amp;hl=it&amp;sugexp=eqn&amp;dc=corriere%20&amp;cp=0&amp;gs_id=c&amp;xhr=t&amp;q=pierluigi+battista+cuba&amp;pf=p&amp;sclient=psy-ab&amp;client=firefox-a&amp;hs=f02&amp;rls=org.mozilla:it%3Aofficial&amp;source=hp&amp;pbx=1&amp;oq=pierluigi+battista+cuba&amp;aq=f&amp;aqi=&amp;aql=&amp;gs_sm=&amp;gs_upl=&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_cp.,cf.osb&amp;fp=2b3e07df3ea8a94f&amp;biw=1402&amp;bih=724&amp;bs=1" >è di lunga data</a></noindex>. Nota e link di mentecritica </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>La Comune di Parigi e il Movimento dei Forconi.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Chiediamo alla Regione &#8211; prosegue Morsello - di fare qualcosa; qui stiamo collassando. Abbiamo chiesto un incontro al Governatore ma ci ha detto di avere le mani legate. Non è vero, i soldi ci sono, ma servono a fare i loro interessi. Siamo una regione a statuto speciale e vogliamo essere autonomi. Basta con gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Chiediamo alla Regione &#8211; <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://blog.panorama.it/italia/2012/01/17/sicilia-in-tilt-in-piazza-il-movimento-dei-forconi/" >prosegue Morsello</a></noindex> -</em> <em>di fare qualcosa; qui stiamo collassando. Abbiamo chiesto un incontro al Governatore ma ci ha detto di avere le mani legate. Non è vero, i soldi ci sono, ma servono a fare i loro interessi. Siamo una regione a statuto speciale e vogliamo essere autonomi. Basta con gli interventi settoriali; a questo punto solo una rivoluzione può cambiare le cose e noi siamo pronti a farla, costi quel che costi”</em>.</p>
<p>Il Movimento dei Forconi vuole fare la rivoluzione per cambiare le cose; tramite il Governatore Lombardo se possibile, che però risponde di avere le mani legate; non si capisce se per fare il Governatore o per fare la rivoluzione come gli chiederebbe Morsello; come lui stesso forse vorrebbe, se solo potesse, lasciando capire che, ahinoi, non può.<br />
<em>&#8220;I proletari di Parigi,&#8221; <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.marxists.org/italiano/marx-engels/1871/gcf/cap3.htm" >diceva il Comitato centrale nel suo manifesto del 18 marzo</a></noindex>, &#8220;in mezzo alle disfatte e ai tradimenti delle classi dominanti hanno compreso che è suonata l&#8217;ora in cui essi debbono salvare la situazione prendendo nelle loro mani la direzione dei pubblici affari&#8230; Essi hanno compreso che è loro imperioso dovere e loro diritto assoluto di rendersi padroni dei loro destini, impossessandosi del potere governativo.&#8221;</em></p>
<p><span id="more-23426"></span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.deuframat.de/deuframat/images/3/3_2/fekl/abb5_gr.jpg" alt="" width="420" height="606" /></p>
<p>Pressappoco la stessa cosa dei Forconi. A dirlo questa volta è il Comitato Centrale della Comune di Parigi, nel marzo del 1871, decisissimo anch’esso a fare la rivoluzione, prendendo il potere governativo direttamente nelle proprie mani senza passare per l’interposta persona del Governatore di Parigi.<br />
Un dettaglio non da poco.<br />
Ma se la Comune di Parigi, pur cosciente che la rivoluzione non si fa col benestare del Governatore, non ebbe fortuna, come potrebbe avercela il Movimento dei Forconi?<br />
Il guaio è che i movimenti sociali spontanei nascono sempre per chiedere pane giustizia e libertà, ma senza porsi la questione di come potranno gestire il potere nel momento in cui gli capitasse di ritrovarselo tra le mani. Senza mettere in conto che una cosa è rivendicare da altri pane, giustizia e libertà; un’altra produrli in proprio. Che non basta credere di stare dalla parte della ragione perché la Storia ci creda e si schieri a sua volta dalla stessa parte. Senza considerare che il potere, elemento imprescindibile per qualsiasi cambiamento, è difficile da tenere insieme e ancora più pericoloso da manovrare. Ma soprattutto non tollera improvvisazioni<br />
La <a href="http://www.mentecritica.net/la-democrazia-e-un-fallimento/leggere/oltre-le-righe/mrwolf/11354/" title="La Democrazia è un Fallimento" >democrazia rappresentativa</a>, lo strumento più sofisticato elaborato fin qui per la gestione del potere, malgrado goda fama di riposare sulla volontà del popolo, è tutt’altro che un lascito popolare. La sua elaborazione è stata opera di un’elite; anche se ciò può disturbare chi pensa che la democrazia o è del popolo, o non è.<br />
La separazione dei poteri è un’idea di Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède et de Montesquieu, non propriamente di un metalmeccanico. Diderot è un borghese di famiglia benestante che lavora a diversi progetti per Caterina II di Russia. Voltaire è titolare di una delle maggiori fortune del Regno di Francia, più intimo di re e di principi che del popolo. Rousseau è figlio di un orologiaio della media borghesia ginevrina; David Hume è il secondogenito di un possidente del Berwickshire,  John Locke è figlio di un procuratore del re.<br />
Senza di costoro non esisterebbe la democrazia quale oggi viene praticata, nelle sue numerose varianti.</p>
<p>A fronte di ciò non esiste un corrispondente progetto di architettura istituzionale di matrice socialista, cui i movimenti rivoluzionari possano ispirarsi. Forse perché Marx e discepoli non si curarono di progettarne uno, concependo lo stato come uno strumento del dominio di classe destinato a estinguersi appena la classe operaia avesse conquistato il potere. L’unico modello preso in considerazione da Marx prende le mosse proprio dalla Comune di Parigi.<br />
Da qui nascono i concetti di democrazia diretta, revocabilità degli eletti, mandato imperativo, autogoverno dei produttori&#8230;<br />
<em>“La Comune fu composta dai consiglieri municipali eletti a suffragio universale nei diversi mandamenti di Parigi, responsabili e revocabili in qualunque momento. La maggioranza dei suoi membri erano naturalmente operai, o rappresentanti riconosciuti dalla classe operaia. La Comune doveva essere non un organismo parlamentare, ma di lavoro, esecutivo e legislativo allo stesso tempo.</em> [...]<em> Una volta stabilito a Parigi e nei centri secondari il regime comunale, il vecchio governo centralizzato avrebbe dovuto cedere il posto anche nelle provincie all&#8217;autogoverno dei produttori.</em> [...]<em> Le comuni rurali di ogni distretto avrebbero dovuto amministrare i loro affari comuni mediante un&#8217;assemblea di delegati con sede nel capoluogo, e queste assemblee distrettuali avrebbero dovuto loro volta mandare dei rappresentanti alla delegazione nazionale a Parigi, ogni delegato essendo revocabile in qualsiasi momento e legato al mandat impératif dei suoi elettori</em>.&#8221;<br />
Cose che non hanno mai superato la prova dei fatti, un po’ come le macchine per volare di Leonardo; aspirazioni più che modelli reali, che ritornano puntualmente a ogni ribellione al governo centrale.<br />
Sapremo mai costruire una macchina per volare?</p>
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		<title>Ignazio Cutrò:‘nto culo alla mafia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MikClaudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa vi abbiamo riportato la storia di Ignazio Cutrò, imprenditore siciliano rimasto incastrato tra le maglie della mafia. Cutrò ha scelto di ribellarsi apertamente e far diventare pubblica la propria battaglia di testimone di giustizia. La sua storia potete leggerla anche qui(1). Cutrò, che si esposto alla vendetta delle organizzazioni criminali, ha caratterizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa <a href="http://www.mentecritica.net/litalia-malata-dove-cosentino-e-lega-lombarda-sono-dalla-stessa-parte/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23287/" title="L’Italia Malata dove Cosentino e Lega Lombarda Sono dalla Stessa Parte" >vi abbiamo riportato</a> la storia di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ignaziocutro.com/" >Ignazio Cutrò</a></noindex>, imprenditore siciliano rimasto incastrato tra le maglie della mafia. Cutrò ha scelto di ribellarsi apertamente e far diventare pubblica la propria battaglia di testimone di giustizia. La sua storia potete leggerla <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.canicattiweb.com/2011/04/21/canicattiweb-non-lasciamo-solo-ignazio-cutro/" >anche qui</a></noindex><sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/ignazio-cutronto-culo-alla-mafia/informazione/cronache-italiane/mikclaudia/23415/#footnote_0_23415"  id="identifier_0_23415" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" altri articoli qui, qui e qui ">1</a>)</sup>.</p>
<p>Cutrò, che si esposto alla vendetta delle organizzazioni criminali, ha caratterizzato la sua protesta con uno slogan che è tutto un programma: <em>‘nto culo alla mafia</em>. L&#8217;informazione nazionale ha preferito censurarlo forse per preservare le delicate orecchie dei telespettatori e i casti occhi dei lettori che, grazie ai contenuti da loro trasmessi e stampati quotidianamente, probabilmente sono avvezzi solo a immagini di santi e pii inni sacri.</p>
<p><span id="more-23415"></span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.magnumphotos.com/Archive/C.aspx?VP=XSpecific_MAG.PhotographerDetail_VPage&amp;pid=2K7O3R13PO0Y&amp;nm=Ferdinando%20Scianna" ><img class=" " src="http://1.bp.blogspot.com/-Cxnot1YkcNc/Tcj0vvwwpRI/AAAAAAAABGo/DZPziwzZgKE/s1600/1987_SCF356_Comp.jpg" alt="" width="560" height="370" /></a></noindex><p class="wp-caption-text">Di Ferdinando Scianna</p></div>
<p>In un paese nel quale le mafie sono convenientemente rappresentate in parlamento oltre che lungo tutta la catena decisionale istituzionale il supporto dello stato ad un cittadino che ha scelto la strada più difficile è stato puramente formale. A sostenere Cutrò sono stati <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://lenotiziedimontalbano.it/agnews/185-qaiutate-ignazio-cutroq-lettera-aperta-alla-politica.html" >dei giornalisti indipendenti</a></noindex> e tanti cittadini che si sono riuniti in <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.facebook.com/groups/316196125073553/" >un gruppo di facebook </a></noindex>al quale vi invitiamo ad aderire per monitorare direttamente l&#8217;evoluzione della vicenda. <a href="http://www.mentecritica.net/litalia-malata-dove-cosentino-e-lega-lombarda-sono-dalla-stessa-parte/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23287/" title="L’Italia Malata dove Cosentino e Lega Lombarda Sono dalla Stessa Parte" >La lettera aperta di Gaetano Montalbano</a> è giunta in parlamento per tramite di un&#8217;interrogazione parlamentare di Fabio Granata. Il Ministro Cancellieri <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=LzzOgBhfR-4" >l&#8217;ha regolata con la consueta miscela di belle parole e dichiarazioni di principio</a></noindex> con le quali, da anni, si combatte la mafia in Italia</p>
<p>Negli ultimi giorni, Cutrò aveva iniziato lo sciopero della fame e della sete davanti a Palazzo d’Orleans a causa di un cavillo burocratico che lo costringeva a pagare in pochi giorni decine di migliaia di euro per avere la possibilità di produrre una certificazione<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/ignazio-cutronto-culo-alla-mafia/informazione/cronache-italiane/mikclaudia/23415/#footnote_1_23415"  id="identifier_1_23415" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" il DURC documento unico di regolarit&agrave; contributiva, &egrave; l&amp;#8217;attestazione dell&amp;#8217;assolvimento, da parte dell&amp;#8217;impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile. Il DURC serve per tutti gli appalti e subappalti di lavori pubblici (verifica dei requisiti per la partecipazione alle gare, aggiudicazione alle gare aggiudicazione dell&amp;#8217;appalto, stipula del contratto, stati d&amp;#8217;avanzamento lavori, liquidazioni finali), per i lavori privati soggetti al rilascio della concessione edilizia o alla DIA, per le attestazioni SOA.">2</a>)</sup> e partecipare,  con la sua impresa edile, ad una gara per l&#8217;assegnazione di lavori pubblici. Fortunatamente, la regione Sicilia, non certamente nota per il rigore con cui gestisce il suo bilancio, ha deciso di intervenire. Forse rinuncerà all&#8217;ennesima consulenza inutile o qualche dirigente regionale si vedrà decurtato il benefit di fine anno, l&#8217;importante è che <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.canicattiweb.com/2012/01/17/la-regione-si-impegna-a-pagare-le-cartelle-serit-ignazio-cutro-nto-culo-alla-mafia/" >sia stato deciso un sostegno</a></noindex> a Cutrò per consentirgli il riavvio della sua attività.</p>
<p>Ci piacerebbe concludere dicendo che siamo sulla buona strada, ma ci rimane l&#8217;impressione che ci sia qualcosa che non vada, non solo a Bivona, ma in tutto il resto del paese.  Senza considerare l&#8217;orgia informativa che ha coinvolto <a href="http://www.mentecritica.net/domnica-cemortan-domenica-cemortan-le-foto-che-schettino-vuole-nascondere/cuore-di-tenebra/redazione/23377/" >Francesco Schettino e Domnica Cemortan</a> che nello straordinario mix di sesso, morte, incompetenza e disorganizzazione hanno trascinato i media che censurano<em> ‘nto culo alla mafia</em> in una sorta di  orgasmo vaginale plurimo, è pur sempre curioso che la storia di Cutrò, invece che negli approfondimenti giornalistici,  finisca ad essere raccontata da una tizia con l&#8217;impermeabile e i stivali gialli che porta al guinzaglio un bassotto.</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/ignazio-cutronto-culo-alla-mafia/informazione/cronache-italiane/mikclaudia/23415/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_23415" class="footnote"> altri articoli <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.canicattiweb.com/2011/11/11/ignazio-cutro-testimone-di-giustizia-combatto-contro-un-mostro-chiamato-burocrazia/" >qui</a></noindex>, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.canicattiweb.com/2011/12/13/ignazio-cutro-la-mafia-non-mi-ha-fermato-la-burocrazia-si-video-la7/" >qui</a></noindex> e <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.canicattiweb.com/2011/12/02/ignazio-cutro-testimone-di-giustizia-lintervista-al-tg1-la-lotta-contro-la-burocrazia-video/" >qui</a></noindex> </li><li id="footnote_1_23415" class="footnote"> il DURC documento unico di regolarità contributiva, è l&#8217;attestazione dell&#8217;assolvimento, da parte dell&#8217;impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile. Il DURC serve per tutti gli appalti e subappalti di lavori pubblici (verifica dei requisiti per la partecipazione alle gare, aggiudicazione alle gare aggiudicazione dell&#8217;appalto, stipula del contratto, stati d&#8217;avanzamento lavori, liquidazioni finali), per i lavori privati soggetti al rilascio della concessione edilizia o alla DIA, per le attestazioni SOA.</li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>Fase 2: Cresci Italia! Cresci, consuma e&#8230; crepa</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilBuonPeppe</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Passata la “fase uno”, quella che dovrebbe rimettere a posto i conti dello Stato con <a target="_blank" href="http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?storyid=235" >interventi sostanzialmente analoghi a quelli delle ultime ventisette manovre</a>, e che ha ulteriormente allontanato la prospettiva di una pensione decente per gran parte dei cittadini, in attesa che arrivi l’annunciata “fase tre”, che semplificherà il funzionamento dello Stato e ci renderà la vita più semplice, è arrivata la tanto attesa “<a href="http://www.mentecritica.net/monti-dopo-il-culo-la-bocca-inizia-la-fase-due/cuore-di-tenebra/dellefragilicose/23131/" title="Monti: Dopo il Culo la Bocca. Inizia la Fase Due" >fase due</a>”: quella che ci farà tornare a crescere, quella che rilancerà la nostra economia, quella che ci farà diventare tutti un po’&#8230; meno poveri (volevo scrivere “più ricchi”, ma non ce l’ho fatta).</p>
<p>Quello che si è visto e sentito a tale proposito nelle settimane scorse, oltre ad essere un deja vu, è stato abbastanza stomachevole, per cui ho preferito aspettare di vedere i fatti concreti che questo governo “di tecnici” era in grado di tirare fuori dal cilindro. Vediamo quindi di cosa sono stati capaci. <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-21/liberalizzazione-tutti-settori-150813.shtml" title=""  rel="external">(fonte)</a></noindex></p>
<p><strong><span id="more-23398"></span></strong></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.wineintour.com/upload/italian.pizza.jpg" alt="" width="564" height="374" /></p>
<p><strong>Separazione della rete gas</strong> &#8211; Una buona cosa. In un sistema basato sul libero mercato, tutte le reti di distribuzione dovrebbero essere indipendenti da chi fornisce il servizio all’utente finale; reti che, essendo di fatto un monopolio naturale, dovrebbero però essere direttamente o indirettamente sotto il controllo pubblico, aspetto di cui invece non c’è traccia. Non si capisce inoltre perché questa operazione sia stata fatta per il gas e non per l’elettricità, giusto per fare un esempio. Per non parlare della telefonia, situazione in cui il controllo della rete da parte di Telecom, che vende anche servizi all’utente finale, crea un sacco di problemi. Mistero. O forse no.<br />
<strong>Ricerche petrolifere</strong> &#8211; Sparite, per fortuna, una serie di agevolazioni originariamente previste nel decreto, rimane solo un generico impegno ad incentivare il settore. Come se ne avesse bisogno&#8230;<br />
<strong>Distribuzione dei carburanti</strong> &#8211; Le compagnie potranno vendere metà delle stazioni di servizio. Potranno. Ci voleva un decreto legge per dire che puoi vendere una cosa che è tua? In compenso i benzinai potranno comprare metà del carburante sul libero mercato. Per l’altra metà continueranno a farsi strangolare dalle compagnie petrolifere. E la concorrenza? La prossima volta.<br />
<strong>Conto base</strong> &#8211; Le banche offriranno conti corrente a basso costo e operatività limitata. Qualcuno dovrebbe spiegare ai signori ministri che queste offerte esistono già da diversi anni; alcune sono addirittura gratuite.<br />
<strong>Polizze sui mutui</strong> &#8211; Alla stipula di un mutuo le banche dovranno obbligatoriamente presentare almeno due preventivi per la polizza assicurativa. Sai che sforzo! Permettere al cittadino di farsi la polizza dove gli pare e piace evidentemente era troppo; non sia mai che poi si abitua a cercare condizioni migliori.<br />
<strong>Autorità per le reti e i trasporti</strong> &#8211; Un’altra autorità. Ce n’era bisogno? In realtà alcune funzionano abbastanza bene, altre sono veri e propri poltronifici. Staremo a vedere, ma i tempi tecnici per l’avvio non sono brevi.<br />
<strong>Taxi</strong> &#8211; “Paraculo” è un termine troppo forte per un governo che ha deciso di non decidere? La faccenda si è fatta scottante, così hanno mollato la competenza alla nuova autorità: responsabilità scaricata e tempi dilazionati. In compenso si è introdotta qualche flessibilità nel servizio e si è garantita una compensazione ai tassisti in caso di aumento del numero di licenze. Credevo che “liberalizzare” significasse eliminare cose come le licenze contingentate.<br />
<strong>Professioni</strong> &#8211; L’abolizione dei tariffari è un’ottima cosa (ci aveva già provato Bersani) e, per una volta, è coerente con la tanto sbandierata richiesta di concorrenza. Anche l’obbligo di fornire un preventivo è un’ottima cosa; è paradossale che si debba imporre per legge. Il tirocinio anticipato mi dà l’impressione di una presa in giro, ma non ne so abbastanza per cui sospendo il giudizio.<br />
<strong>Notai</strong> &#8211; Ben 500 posti in più e l’accelerazione dei concorsi. Ancora una volta si parla di liberalizzazioni e si mantengono posizioni di privilegio per alcune categorie; per di più per una professione che, mi sembra, non esiste in nessun altro paese al mondo. A meno che qualcuno non voglia illudersi che avendo più notai a disposizione compreremo più case.<br />
<strong>Farmacie</strong> &#8211; Altro tasto dolente. Ne apriranno altre 5000, in media una ogni 3000 abitanti. Un’altra liberalizzazione mancata. E per non far arrabbiare troppo i farmacisti, i farmaci di fascia C rimangono riservati a loro. Niente Viagra al supermercato.<br />
<strong>RC auto</strong> &#8211; Per combattere le truffe i risarcimenti in denaro saranno ridotti del 30%; con il risultato che le persone oneste saranno penalizzate, mentre i truffatori, dotati di maggiore fantasia, troveranno altri stratagemmi. Se si accetta l’installazione della scatola nera potremo avere uno sconto; su questo c’è da verificare una serie di fattori non banali come costi di manutenzione, tipologia dei dati raccolti, certificazione dei risultati, rispetto della privacy, ecc. Una novità demenziale è l’obbligo per l’agente di presentare tre preventivi di compagnie diverse: la concorrenza si fa “contro” le altre imprese, non d’accordo con loro. Qualcuno al governo deve fare un ripasso dei fondamentali.<br />
<strong>Infrastrutture</strong> &#8211; Il ponte sullo stretto non si farà: era ora! Si rilancia il project financing: potrebbe essere una buona cosa ma bisogna vedere le modalità. In alcune mani è stato devastante.<br />
<strong>Imprese</strong> &#8211; Si istituiscono apposite sezioni nei tribunali per velocizzarne i procedimenti; peccato che se non si aumentano gli organici (da tempo al di sotto delle necessità) serviranno a ben poco, a meno che non si blocchi tutto il resto. Le procedure per l’apertura di nuove imprese vengono semplificate, fino alla possibilità di partire con un capitale di un euro. “Cosa portate? Quanti siete? Un fiorino.”<br />
<strong>Edicole</strong> &#8211; Ora possono fare sconti e vengono svincolati dagli obblighi di fornitura. Una buona cosa, ma non si capisce perché queste iniziative si fanno un gruppetto alla volta, uno ogni cinque anni (gli ultimi erano stati i fornai con Bersani). Quando si comincerà a stabilire dei principi generali?</p>
<p>Questo è un governo, per sua stessa ammissione, liberista: persone che credono nel libero mercato, nel fatto che l’economia può crescere solo se lasciata libera, che solo se l’economia cresce il benessere aumenta, che il privato è comunque più efficiente del pubblico, che lacci e lacciuoli bloccano l’intera società. Idee che si possono condividere oppure no, ma che tracciano un quadro chiaro e coerente con il quale è comunque possibile confrontarsi. <strong>In realtà anche i governi precedenti, di qualunque colore, avevano questo approccio a parole, salvo poi smentirsi sistematicamente con i fatti.</strong> Da questo governo ci si aspettava maggiore coerenza ma, visti i risultati, non vedo motivi per essere ottimista.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Si parla di liberalizzazioni ma si mantengono privilegi e vincoli all’ingresso in molte categorie; si cerca la concorrenza e si continua a parlare di licenze e di contingentamenti.</strong> Abbiamo un governo di tecnici (per chi ci crede) che dovrebbe avere le mani libere dai giochi tipici della politica, che non è interessato al consenso popolare, che non rappresenta questa o quella categoria; <strong>peccato che si comporti come tutti i suoi predecessori</strong>. Perfino nell’intervista rilasciata venerdì sera alla Gruber dopo il varo del decreto, Monti è riuscito a non dire assolutamente niente; ha evitato accuratamente di rispondere a qualsiasi cosa, nonostante le domande della giornalista non siano state neanche insidiose.</p>
<p>Mi direte che però ci sono anche cose buone nel decreto. Certo. Ma anche Berlusconi ha fatto qualcosa di buono, basti pensare alla legge contro il fumo e alla patente a punti. <strong>Non è difficile fare qualcosa di buono, difficile è farne abbastanza da incidere seriamente sulla vita delle persone, e farlo in modo coerente in base ad un disegno complessivo.</strong> Cosa che non vedo in questo governo né, purtroppo, in nessuno di quelli che la mia memoria riesce a raggiungere.<br />
Alla fine dei conti questo decreto punta, se va bene, sulla discesa di alcune tariffe, ma si tratta di ben poca cosa. La cosa di cui nessuno di questi professori si preoccupa (temo consapevolmente) è che <strong>l’economia si rilancia nel breve periodo mettendo soldi in tasca alle persone, e nel lungo periodo investendo fortemente in formazione e ricerca</strong>. Tutte cose di cui non c’è la minima traccia.<br />
Di sicuro abbiamo riconquistato credito internazionale e rispettabilità. Peccato che non siano commestibili.</p>
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		<title>No, non mi convincono</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 10:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No, cari amici. Sapete quanto vi voglio bene ma, che questi forconi siano protesta popolare genuina al 100%, &#8221;non mi faccio persuasa&#8221;, come direbbe il commissario Montalbano. E&#8217; primariamente un fatto di pelle, istintivo, che però ha a che fare con corsi e ricorsi storici e che sollecita una semplice considerazione finale. La Sicilia ne ha viste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">No, cari amici. Sapete quanto vi voglio bene ma, che questi forconi siano protesta popolare genuina al 100%, &#8221;non mi faccio persuasa&#8221;, come direbbe il commissario Montalbano.</div>
<div style="text-align: justify;">E&#8217; primariamente un fatto di pelle, istintivo, che però ha a che fare con corsi e ricorsi storici e che sollecita una semplice considerazione finale.</div>
<div style="text-align: justify;">La Sicilia ne ha viste <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://casarrubea.wordpress.com/2012/01/19/forconi/" >tante di queste rivolte</a></noindex>. Sinceri malcontenti popolari e proteste che troppo spesso finivano per essere manipolate da banditi asserviti al potere superiore. Ricordate <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://casarrubea.wordpress.com/2012/01/04/e-il-procuratore-disse-sono-tutti-anticomunisti/" >Portella della Ginestra</a></noindex></strong>, con Salvatore Giuliano arruolato nella Guerra Imperiale Contro il Comunismo e mandato a far strage dei contadini in rivolta?</div>
<div style="text-align: justify;"><span id="more-23409"></span></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 555px"><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://maurobiani.it/wp-content/uploads/2012/01/forconi-mah-1.jpg" ><img src="http://maurobiani.it/wp-content/uploads/2012/01/forconi-mah-1.jpg" alt="" width="545" height="350" /></a></noindex><p class="wp-caption-text">di Mauro Biani</p></div>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Anche la Mafia nacque come entità a difesa degli oppressi. Abbiamo visto come è finita. Il senso è che puoi ribellarti ma solo come piace a chi già comanda. Le cose possono cambiare purché non cambi nulla. Il gattopardo vive ancora da quelle parti ed ha sempre fame di carne e sangue freschi.</div>
<div style="text-align: justify;">I mali dell&#8217;isola non nascono ieri mattina. Negli ultimi anni la Mafia non si è affatto ritirata in campagna a ricordare i bei tempi di Don Vito Corleone. E&#8217; sempre più viva e lotta con(tro) di noi nei consigli di amministrazione e nei gangli vitali della società. Ultimamente si sta trovando da dio al Nord, nelle capitali che fanno credere di odiare i terroni ma poi <a href="../litalia-malata-dove-cosentino-e-lega-lombarda-sono-dalla-stessa-parte/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23287/"><strong>fanno affari </strong></a>con tutte le mafie del sud.</div>
<div style="text-align: justify;">Guarda caso, ed ecco la considerazione finale, in diciassette anni di Berlusconismo reale non s&#8217;è levato, che dico un forcone, ma neppure una forchetta, contro la povertà, la disuguaglianza e il sistema di potere che da sempre incapretta i siciliani onesti quando non li uccide a sangue freddo.</div>
<div style="text-align: justify;">Ora che qualcuno che non pestava i piedi a nessuno, tanto meno alle categorie dalle quali era stato sponsorizzato ed eletto è stato messo da parte e, in qualche modo, la sua destra gattopardesca e collusa non spadroneggia più, guarda caso, riecco i tassisti incazzati alla Taxi Driver che già furono precettati in blocco contro la riforma Bersani e il governo di centrosinistra. Riecco gli autotrasportatori e i blocchi stradali. Le <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=341221455901626&amp;id=129052657118508" ><strong>intimidazioni</strong> </a></noindex>e le botte contro chi non si associa alla protesta. Gli annunci che &#8220;ritorneremo presto&#8221;. Neanche un mezzo manganello o una bomboletta di gas a sedare le proteste, al contrario di ciò che succede con le varie NoTav. No, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.soniaalfano.it/blog/2012/01/19/perche-non-sto-con-i-forconi-siciliani/" ><strong>non ci fregate</strong></a></noindex>.</div>
<div style="text-align: justify;">Inoltre, quando ci sono di mezzo gli autotrasportatori &#8211; non è per cattiveria &#8211; ma vengono in mente <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2007/12/partito-camionista-combattente.html" >gli scioperi che paralizzarono il Cile di Allende</a></strong>, per poi placarsi una volta che il bieco fascismo di Pinochet, sponsorizzato dalle multinazionali, si incaricò di fare piazza pulita dei comunisti. Una scena già vista. Un deja-vu.</div>
<div style="text-align: justify;">Se tra i forconi ci sono di mezzo i fascisti &#8211; Forza Nuova, per l&#8217;esattezza &#8211; <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://crisis.blogosfere.it/2012/01/forconi-la-storia-di-forza-nuova-e-una-fesseria-ecco-perche.html" ><strong>non vi sorprenda che la rivoluzione, come la chiamate, provenga dalla destra estrema</strong></a></noindex>. L&#8217;estrema destra è anticapitalista tanto quanto l&#8217;<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/1/19/19051-prc-sicilia-giuste-le-rivendicazioni-preoccupanti-le/" ><strong>estrema sinistra</strong></a></noindex>. Il fascismo è rivoluzionario, ma nel senso che, dopo essersi accaparrato i consensi del popolo ed essersi proclamato socialista e difensore della nazione, dopo aver rovesciato il mondo, alla fine rimette sempre le cose al loro posto, cioè a vantaggio dei (pre)potenti. E&#8217; una rivoluzione che finisce sempre in Vandea e il discorso vale anche per certi comunismi.</div>
<p style="text-align: justify;">Non dobbiamo farci fregare. Sono sempre loro.</p>
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		<title>Cosentino e Legge Elettorale: La Necessità di Disubbidire</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 16:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, per una strana occorrenza del fato, l&#8217;oligarchia che governa questo paese, inquietante mescolanza di legittimi interessi, ambizioni personali e criminalità organizzata, ha fornito una doppia dimostrazione della precipua volontà di perpetuare se stessa. Senza la minima considerazione per nessuno dei principi continuamente enunciati e perennemente abusati di cui si inondano le pagine dei giornali e l&#8217;etere, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_12/cosentino-camera-arresto_5a1dbb10-3d1f-11e1-a7f5-80bdd8489cd9.shtml" >impedisce l&#8217;arresto di Cosentino</a></noindex> e <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_12/referendum-elettorale_1087a996-3d12-11e1-a7f5-80bdd8489cd9.shtml" >cancella i referendum sulla legge elettorale</a></noindex>.</p>
<p><span id="more-23280"></span></p>
<p>In ogni nazione gli interessi delle singole parti si concretizzano in gruppi di potere che finiscono per controllare la politica e i mezzi di comunicazione di massa. Quello che è anomalo in Italia è che tali gruppi, pur combattendosi per perseguire i propri obiettivi, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_12/caso-cosentino-rssa-sfiorata-lega_0001653c-3d1a-11e1-a7f5-80bdd8489cd9.shtml" >fanno cartello</a></noindex> per difendere &#8220;il sistema&#8221; che consente la loro sopravvivenza.</p>
<p>Chiedo a chi legge, perché io non sono stato in grado di darmi una risposta, se esiste un metodo democratico per modificare un sistema che protegge se stesso da ogni cambiamento imprigionando il voto e imponendo il suo veto sui procedimenti giudiziari lasciando il paese cristallizzato come una mosca nell&#8217;ambra.</p>
<p>La mia impressione è che a una vera e propria occupazione militare non sia possa reagire con l&#8217;alzata di mano.  Si può sperare in un commissariamento internazionale che <a href="http://www.mentecritica.net/22960/informazione/cronache-italiane/redazione/22960/" title="Monti non è Bruce Willis e non siamo ad Armageddon" >usi la crisi per scardinare il blocco</a>, ma la mia opinione è che se vuoi fare bene un lavoro devi fartelo da solo.</p>
<p>Disubbidire e scardinare il sistema. Una strada difficile, lungo la quale bisogna stare attenti a non eccedere. Ci sarà da ragionarci su sperando che il destino non ci riavvolga in quella bambagia ovattata nella quale ciascuno <a href="http://www.mentecritica.net/la-rivolta-dei-taxi-dei-notai-dei-farmacisti-dei-commercialisti/informazione/cronache-italiane/dellefragilicose/23252/" title="La Rivolta dei Taxi, dei Notai, dei Farmacisti, dei Commercialisti …" >persegue il suo piccolo interesse contingente</a> e perde di vista lo schema globale e il futuro di tutti i nostri bambini.</p>
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		<title>La crisi, il mercato e le pecore a Montecitorio</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 09:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fma</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Di questi tempi ci si lagna spesso contro i padroni e anche volentieri. Contro i capitalisti in genere, che mettono il proprio interesse davanti a quello del popolo. Che detengono la proprietà dei mezzi di produzione e ne fanno quel che gli pare, addirittura <a href="http://www.mentecritica.net/mala-tempora-collant/informazione/il-lavoro-degli-italiani/lameduck/23193/" title="Mala tempora collant" >li portano in Serbia</a>.<br />
Ci si lagna, <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2012/01/tutte-casa.html" >li si addita al pubblico disprezzo</a> e ci si ferma lì. Incapaci di indicare un’alternativa praticabile. Che pure ci servirebbe come il pane per cavarci dal terribile impiccio nel quale siamo finiti.<br />
Eppure, se il guaio fossero solo i capitalisti, la soluzione ci sarebbe. La conosciamo tutti, ce la indicò Marx centocinquant’anni fa: abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione.</p>
<p><span id="more-23204"></span></p>
<p>Peccato che non abbia dato i frutti sperati quando la si sperimentò, più di una volta, non in un paese solo. Naturalmente si può sempre sperare che la prossima volta vada meglio, ma non si può certo gridarlo forte visto com’è andata.<br />
Certo che se si scegliesse questa medicina per curare la nostra malattia, ci troveremmo davanti al più esilarante scambio delle parti che si possa immaginare. L’Occidente capitalista che sceglie il comunismo per <a href="http://www.mentecritica.net/la-cina-e-la-germania-nazista-del-terzo-millennio/informazione/oltre-il-confine/comandante-nebbia/21864/" title="La Cina è la Germania Nazista del Terzo Millennio" >salvarsi dalla Cina comunista</a>, che a sua volta ha scelto il capitalismo, sia pure di stato, per ridurre la distanza che la separava dall’Occidente. Riuscendoci, la Cina.<br />
Mi guardo bene dall’affermare che la proprietà pubblica dei mezzi di produzione sia una stronzata, mi chiedo tuttavia come mai la Cina, che pure la praticava, l’abbia abbandonata. E siccome non riesco a darmi una risposta soddisfacente mi guardo attorno per vedere se non ci sia per caso qualche altra causa della nostra attuale situazione, oltre alla solita mancanza di solidarietà del capitalismo rampante.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/lenin.jpg" alt="" width="493" height="649" /></p>
<p>L’altro ieri a Galbusera gli si è guastato il motore del tapis roulant. Dice che faceva il rumore di una bicicletta alla quale sia entrato qualcosa tra i raggi delle ruote. Il rotore sfregava sullo statore. È andato dove l’ha comprato. Gli hanno detto: <em>garanzia scaduta, signore.</em> Però ne avevano un altro bellissimo, super scontato, molto più performante: 700 euro. Lui ha detto che voleva aggiustare il suo: <em>no, signore, ci dispiace, la manutenzione non la fa più nessuno</em>. Gli hanno risposto. Ma Galbusera è uno che non si arrende facilmente. A furia di cercare ha trovato un motore di ricambio. Volevano 200 euro. Non l’ha comprato. Ha smontato il suo motore, gli ha tolto i cuscinetti vecchi e gliene ha messi due nuovi. Venti euro. Funziona perfettamente. Ci ha impiegato mezza giornata, ma tanto il suo tempo vale niente come quello di tutti i pensionati, dice.</p>
<p>Magari ora solleverò le ire della Camusso e dei molti benpensanti di sinistra, ma vi assicuro che mi limito a riportare ciò che mi diceva stamane Galbusera: e se qualcuno di quei 2,2 milioni di <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/economia/2011/11/07/news/neet-24608548/" >Neet</a></noindex>, tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano andasse a bottega per due lire o anche meno e imparasse a cambiare i cuscinetti di un cazzo di motore cinese montato su un falso prodotto made in Italy? ne uscirebbero lesi i suoi diritti civili o politici? ne andrebbe di mezzo la sua dignità d’essere umano? Come si fa ad avere tra 15 e 29 anni e non fare un cazzo? Come si pensa di campare i quaranta cinquant’anni che mancano per tirare le cuoia? Come si fa a pensare che sia tutta colpa della società capitalista se 2,2 milioni di giovani, uno su quattro, non studia e non lavora? Non viene a nessuno il dubbio che ci possa essere un minimo di <a href="http://www.mentecritica.net/evasione-e-corruzione-il-coraggio-di-punire/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/23109/" title="Evasione e Corruzione. Il Coraggio di Punire" >responsabilità individuale</a>?</p>
<p>Sono d’accordo con voi, tutti i vecchi dicono così, riporto il discorso di Galbusera per puro dovere d’amicizia: dice che nel periodo delle vacanze estive, suo padre, convinto sostenitore che l’ozio fosse il padre dei vizi, lo mandava a fare il garzone, a gratis, presso un loro conoscente che aveva officina: è lì che ha imparato cos’è un motore e cos’è un cuscinetto.<br />
Naturalmente non è che adesso tutti gli italiani debbano imparare a cambiare i cuscinetti, ci mancherebbe, qualcuno potrebbe anche imparare a riparare i rubinetti e qualche altra ad accorciare i pantaloni, che ora da noi in Lombardia lo fanno per la gran parte le lavoranti cinesi. Dice Galbusera che sarebbe un aiuto quanto mai gradito per uscire dalla crisi se quei 2,2 milioni che vivono senza battere un chiodo, producessero qualcosa da portare sulla pubblica piazza, dove convengono abitualmente a prendere ciò che gli abbisogna.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/02/lavoro2.jpg" alt="" width="588" height="400" /></p>
<p>- Oh, Luigi, &#8211; gli faccio io – ma non sarebbe meglio se invece mandassimo affanculo questi cazzo di cinesi, cominciando a tassare tutte le loro merci, cosicché anche i nostri beneamati capitalisti non avessero più alcun vantaggio ad andare a produrre da loro? Né in qualsiasi altro paese dove la classe operaia si prostituisca?<br />
- Ma certo, Francesco Maria – mi fa lui &#8211; purché si sappia in giro che in questo modo <a href="http://www.mentecritica.net/ma-come-li-paghiamo-gli-iphone/meccanica-delle-cose/accademia-dfc/fma/21728/" title="Ma Come li Paghiamo gli iPhone 4S?" >gli iPhone</a> ci costerebbero assai di più e non solo gli iPhone, ma anche i tapis roulant e i pannoloni&#8230;<br />
- E allora?<br />
- E allora sarebbe come se il nostro stipendio valesse un po’ di meno, in proporzione a quanto gli iPhone, i pannoloni e le calze Omsa costerebbero di più per i dazi. Se volessimo salvare le calze e i pannoloni, perché gli iPhone non siamo capaci di farli, dunque non c’è un cazzo da salvare.<br />
- E allora? – insisto, perché a me Galbusera a volte mi fa incazzare col suo sfoggio di cinismo, come se quello che capisce tutto fosse solo lui.<br />
- E allora caro, &#8211; mi fa lui con un sospiro che la dice lunga su quanto sia faticoso spiegare le cose facili a uno stupido, &#8211; si otterrebbe complessivamente lo stesso risultato che si avrebbe diminuendo gli stipendi e le pensioni proporzionalmente all’entità dei dazi che si vorrebbero introdurre per mantenere qui da noi la produzione. Tieni poi conto che se noi mettessimo i dazi sulle calze la Serbia per giusta rivalsa li metterebbe altrettanto corposi sul pecorino romano, di cui sono ghiotti nella regione di Kragujevaç, e noi che pensavamo d’aver risolto il problema delle lavoratrici della Golden Lady ci troveremmo a dover affrontare il problema dei pastori della Tuscia e dell’Alto Lazio, che scenderebbero giustamente in piazza per reclamare l’indennità di cagliata. Per non parlare delle pecore, che nessuno mungerebbe più: te le immagini tutte insieme a belare davanti a Montecitorio?</p>
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		<title>Frecciarossa trionferà</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 08:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi avrebbe mai pensato che uno stesso treno di undici carrozze sarebbe stato diviso in ben quattro classi con l&#8217;istituzione dell&#8217;apartheid tra i compartimenti dei ricchi: Premium, Business ed Executive e quello Standard per i poveri? Guardate il filmato, se non ci credete. Accade sul Frecciarossa, l&#8217;unico treno che unirà il Sud al Nord dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chi avrebbe mai pensato che uno stesso treno di undici carrozze sarebbe stato <strong><noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://video.repubblica.it/cronaca/spot-razzista-ira-sul-web-trenitalia-rimuove-la-foto/85008/83397" >diviso in ben quattro classi</a></noindex></strong> con <strong>l&#8217;istituzione dell&#8217;<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://samarcandria.blogspot.com/2012/01/la-rete-contro-lo-spot-razzista-di.html" >apartheid</a></noindex> tra i compartimenti dei ricchi: Premium, Business ed Executive e quello Standard</strong> per i poveri? Guardate il filmato, se non ci credete.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-23223"></span></p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/frecciarossa-trionfera/informazione/cronache-italiane/lameduck/23223/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<div style="text-align: justify;">Accade sul Frecciarossa, l&#8217;unico treno che unirà il Sud al Nord dopo l&#8217;eliminazione di molti treni notte che coprivano il medesimo percorso ma non erano altrettanto fighi.<br />
Quattro classi e quattro tariffe per un Roma-Milano, dagli ottantasei della quarta classe agli oltre duecento euro della primissima classe, con i sedili in pelle, le hostess bonazze che ti porgono il giornale e il caffé e forse, tra un po&#8217;, se sarà istituita la quinta classe ExtraSuperUltraMegaGalatticaExecutive, offriranno sedute di sesso orale in modalità deep throat su sedili reclinabili in pelle umana ai fortunati MegaManagerZ.Nemmeno Benito con la sua  famigerata &#8220;terza classe&#8221; era mai giunto a tanto vomitevole classismo e comunque meglio le littorine del ventennio di questi trenacci pieni di merdosi che non vogliono pisciare dove pisciano gli inferiori e prendersi i loro pidocchi.<br />
Pidocchi e cimici che esistono perché, dopo la cura Trenitalia all&#8217;insegna della privatizzazione &#8220;tutta facciata e niente arrosto&#8221;, i treni italiani senza un nome figo come Frecciarossa, Frecciabianca, Italo o Chittammuort, assomigliano ai carri bestiame, specialmente <strong><a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/07/trenabbestia.html" >in estate</a></strong>. Invece di ripulirli, di far loro la manutenzione ed offrire un viaggio dignitoso a tutti i clienti &#8211; perché pure <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2009/12/la-zingarata-di-moretti.html" ><strong>chi acquista un biglietto normale del treno</strong></a> non è un animale, un essere inferiore, un untermensch o un intoccabile ma un CLIENTE, questi merdosi pensano di risparmiare pulendo una sola carrozza, quella dei loro simili merdosi, appunto, e chiudere bene le porte per evitare contaminazioni con il pueblo puzzolente. Puzzolente a causa dei trenacci sempre più zozzi di Trenitalia.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7027/6660502285_5d7ef7cc1a.jpg" alt="" width="500" height="359" />In fondo, oltre alla divisione in classi &#8211; parola che, per carità, loro non vogliono sentir nominare, eh già &#8211; il loro sogno inconfessabile, più che il carro bestiame è il revival del treno piombato. Esempio impareggiabile di efficienza ed abbattimento dei costi per un gran numero di viaggiatori. Ah, questi tedeschi!</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">Quattro classi e i poveri chiusi nei loro scompartimenti, presi a schiaffi come in &#8220;Amici Miei&#8221; ma al prezzo di ottantasei euro. Roba da matti.<br />
Chi l&#8217;avrebbe mai detto che il treno pieno di signori di Guccini sarebbe stato lanciato a bomba contro sé stesso? E come si fa, dico io, a non ri-diventare comunisti?</div>
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