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	<title>MenteCritica &#187; Appunti Italiani</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>Gli Scaffali Vuoti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Pani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’importante è continuare a far girare le cose al contrario, in modo che noi, centrifugati, non si possa ritrovare l’orizzonte. “La merce scarseggia nei supermercati del sud” ed è panico e follia. Ho visto una signora anziana aggirarsi per la Lidl, aggirarsi tra gli scaffali vuoti e risolversi a comprare un collutorio, per ripagare la fatica, forse per pacificarsi col gesto di comprare. Comprare per certificare una sorta di esistenza in vita.<br />
La merce scarseggia nei supermercati, e in giro se ne parla. Tra le bancarelle del mercato i venditori son quasi eroi per essere riusciti ad arrivare a venderti qualcosa: “Che nei supermercati non c’è nulla”. In compenso abbonda la spazzatura, tra le buste colorate se sei fortunato, riesci a scorgere ancora il cassonetto. Ma questo non è un problema.<br />
<span id="more-23562"></span></p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/01/supermarket.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-23563" title="supermarket" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2012/01/supermarket.jpg" alt="" width="587" height="390" /></a></p>
<p>Non c’è la benzina, ed è panico e follia. Ore di coda davanti al distributore, il passaparola che spia la presenza di carburante sull’autostrada, e le macchine rimaste a secco ferme e abbandonate, come nei più classici degli scenari da film apocalittico.<br />
Si torna dalla spesa con l’aria afflitta di chi ha perso qualcosa, oppure con l’aria soddisfatta; la stessa che aveva la signora del collutorio, per aver trovato il Sidol lucida ottoni. E chi se ne frega se non hai ottoni da lucidare? Acquistare qualcosa è un valore, e poi magari domani il Sidol lo si potrà barattare con qualcos’altro al mercato nero.</p>
<p>In principio si discusse sui blocchi autostradali, c’era chi era pro e chi era contro, così come ci ha insegnato l’induzione alla tifoseria da parte dell’ex non governo berlusconiano; oggi si attende solo che i camionisti la smettano di “rompere i coglioni” che tanto non succede nulla.</p>
<p>E non è vero che non succede nulla: succede eccome. Succede che anziché aprire tavoli di trattativa si aprano le galere per chi ha protestato, prima in Val di Susa e poi chissà, magari al casello autostradale di Salerno, o a Palermo. E noi saremo favorevoli o contrari? Già, la nostra opinione, anche quella sembra essere fondamentale. Ieri alla radio la domanda veniva posta ai radioascoltatori in merito al governo Monti: siete favorevoli o contrari? E giù con telefonate più o meno dotte sull’argomento, proprio come se fosse una questione politica. Lo difendeva un nervoso Zucconi, lo attaccava un ascoltatore di Bari. E io pensavo: “Perché fanno finta di non sapere?”</p>
<p>Non sanno che gli arresti di chi protesta è un atto dimostrativo? È un modo per dire a chi a breve si ritroverà a comprendere che bloccare il paese è atto sacrosanto, che non c’è nulla da decidere, non c’è più nulla da contrattare, perché a questi uomini e donne di governo tecnico è stata data licenza d’uccidere. Con l’alibi della crisi economica e globale loro possono tutto, anche sospendere quel minimo di democrazia che ci era rimasta, e così sarà quando metteranno mano agli ammortizzatori sociali, dopo aver già ucciso la possibilità di campare lavorando.</p>
<p>Quindi mentre continuiamo ad aggirarci tra i banchi vuoti del supermercato, scoprendo che in fondo si può vivere anche senza uova, per tornare a sentirci in pace con noi stessi e con questo mondo che gira al contrario, ci accontentiamo di leggere del tizio che ricusa i giudici del processo Mills, che in Regione a Milano son tutti ladri, che il Vaticano ha licenziato un prelato che aveva denunciato pratiche malavitose e ruberie … Un inquisito al giorno per tranquillizzarci, per dirci che in fondo nonostante la crisi le cose non vanno poi così male. È tutto a posto, quando tutto è come sempre.</p>
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		<title>La Comune di Parigi e il Movimento dei Forconi.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Chiediamo alla Regione &#8211; prosegue Morsello - di fare qualcosa; qui stiamo collassando. Abbiamo chiesto un incontro al Governatore ma ci ha detto di avere le mani legate. Non è vero, i soldi ci sono, ma servono a fare i loro interessi. Siamo una regione a statuto speciale e vogliamo essere autonomi. Basta con gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Chiediamo alla Regione &#8211; <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://blog.panorama.it/italia/2012/01/17/sicilia-in-tilt-in-piazza-il-movimento-dei-forconi/" >prosegue Morsello</a></noindex> -</em> <em>di fare qualcosa; qui stiamo collassando. Abbiamo chiesto un incontro al Governatore ma ci ha detto di avere le mani legate. Non è vero, i soldi ci sono, ma servono a fare i loro interessi. Siamo una regione a statuto speciale e vogliamo essere autonomi. Basta con gli interventi settoriali; a questo punto solo una rivoluzione può cambiare le cose e noi siamo pronti a farla, costi quel che costi”</em>.</p>
<p>Il Movimento dei Forconi vuole fare la rivoluzione per cambiare le cose; tramite il Governatore Lombardo se possibile, che però risponde di avere le mani legate; non si capisce se per fare il Governatore o per fare la rivoluzione come gli chiederebbe Morsello; come lui stesso forse vorrebbe, se solo potesse, lasciando capire che, ahinoi, non può.<br />
<em>&#8220;I proletari di Parigi,&#8221; <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.marxists.org/italiano/marx-engels/1871/gcf/cap3.htm" >diceva il Comitato centrale nel suo manifesto del 18 marzo</a></noindex>, &#8220;in mezzo alle disfatte e ai tradimenti delle classi dominanti hanno compreso che è suonata l&#8217;ora in cui essi debbono salvare la situazione prendendo nelle loro mani la direzione dei pubblici affari&#8230; Essi hanno compreso che è loro imperioso dovere e loro diritto assoluto di rendersi padroni dei loro destini, impossessandosi del potere governativo.&#8221;</em></p>
<p><span id="more-23426"></span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.deuframat.de/deuframat/images/3/3_2/fekl/abb5_gr.jpg" alt="" width="420" height="606" /></p>
<p>Pressappoco la stessa cosa dei Forconi. A dirlo questa volta è il Comitato Centrale della Comune di Parigi, nel marzo del 1871, decisissimo anch’esso a fare la rivoluzione, prendendo il potere governativo direttamente nelle proprie mani senza passare per l’interposta persona del Governatore di Parigi.<br />
Un dettaglio non da poco.<br />
Ma se la Comune di Parigi, pur cosciente che la rivoluzione non si fa col benestare del Governatore, non ebbe fortuna, come potrebbe avercela il Movimento dei Forconi?<br />
Il guaio è che i movimenti sociali spontanei nascono sempre per chiedere pane giustizia e libertà, ma senza porsi la questione di come potranno gestire il potere nel momento in cui gli capitasse di ritrovarselo tra le mani. Senza mettere in conto che una cosa è rivendicare da altri pane, giustizia e libertà; un’altra produrli in proprio. Che non basta credere di stare dalla parte della ragione perché la Storia ci creda e si schieri a sua volta dalla stessa parte. Senza considerare che il potere, elemento imprescindibile per qualsiasi cambiamento, è difficile da tenere insieme e ancora più pericoloso da manovrare. Ma soprattutto non tollera improvvisazioni<br />
La <a href="http://www.mentecritica.net/la-democrazia-e-un-fallimento/leggere/oltre-le-righe/mrwolf/11354/" title="La Democrazia è un Fallimento" >democrazia rappresentativa</a>, lo strumento più sofisticato elaborato fin qui per la gestione del potere, malgrado goda fama di riposare sulla volontà del popolo, è tutt’altro che un lascito popolare. La sua elaborazione è stata opera di un’elite; anche se ciò può disturbare chi pensa che la democrazia o è del popolo, o non è.<br />
La separazione dei poteri è un’idea di Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède et de Montesquieu, non propriamente di un metalmeccanico. Diderot è un borghese di famiglia benestante che lavora a diversi progetti per Caterina II di Russia. Voltaire è titolare di una delle maggiori fortune del Regno di Francia, più intimo di re e di principi che del popolo. Rousseau è figlio di un orologiaio della media borghesia ginevrina; David Hume è il secondogenito di un possidente del Berwickshire,  John Locke è figlio di un procuratore del re.<br />
Senza di costoro non esisterebbe la democrazia quale oggi viene praticata, nelle sue numerose varianti.</p>
<p>A fronte di ciò non esiste un corrispondente progetto di architettura istituzionale di matrice socialista, cui i movimenti rivoluzionari possano ispirarsi. Forse perché Marx e discepoli non si curarono di progettarne uno, concependo lo stato come uno strumento del dominio di classe destinato a estinguersi appena la classe operaia avesse conquistato il potere. L’unico modello preso in considerazione da Marx prende le mosse proprio dalla Comune di Parigi.<br />
Da qui nascono i concetti di democrazia diretta, revocabilità degli eletti, mandato imperativo, autogoverno dei produttori&#8230;<br />
<em>“La Comune fu composta dai consiglieri municipali eletti a suffragio universale nei diversi mandamenti di Parigi, responsabili e revocabili in qualunque momento. La maggioranza dei suoi membri erano naturalmente operai, o rappresentanti riconosciuti dalla classe operaia. La Comune doveva essere non un organismo parlamentare, ma di lavoro, esecutivo e legislativo allo stesso tempo.</em> [...]<em> Una volta stabilito a Parigi e nei centri secondari il regime comunale, il vecchio governo centralizzato avrebbe dovuto cedere il posto anche nelle provincie all&#8217;autogoverno dei produttori.</em> [...]<em> Le comuni rurali di ogni distretto avrebbero dovuto amministrare i loro affari comuni mediante un&#8217;assemblea di delegati con sede nel capoluogo, e queste assemblee distrettuali avrebbero dovuto loro volta mandare dei rappresentanti alla delegazione nazionale a Parigi, ogni delegato essendo revocabile in qualsiasi momento e legato al mandat impératif dei suoi elettori</em>.&#8221;<br />
Cose che non hanno mai superato la prova dei fatti, un po’ come le macchine per volare di Leonardo; aspirazioni più che modelli reali, che ritornano puntualmente a ogni ribellione al governo centrale.<br />
Sapremo mai costruire una macchina per volare?</p>
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		<title>Mario l&#8217;Alieno -2-</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 17:30:12 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che il marchio FIAT non stia troppo simpatico agli italiani. Per tante (buone) ragioni, che vanno dall&#8217;abuso perpetrato da decenni nell&#8217;utilizzo della cassa integrazione, ormai diventata parte integrante delle voci di profitto dell&#8217;azienda (e altrettanto parte integrante delle voci di debito dello stato), all&#8217;immagine dei rampolli succedutisi nei decenni al vertice della casata che ne controlla le quote.<br />
Nondimeno si tratta, nostro malgrado, dell&#8217;unico gruppo produttore di automobili di massa su suolo italico. Naturale, quindi, che ogni ordine passato alla casa torinese si traduca in un aumento del prodotto della nazione, che ogni Fiat/Alfa/Lancia in più sulle strade significhi ore di lavoro per la catena italiana che le produce<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/mario-lalieno-2/informazione/cronache-italiane/serpiko/22516/#footnote_0_22516"  id="identifier_0_22516" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Eccezion fatta per la 500. Il simbolo della casa italiana, quello pubblicizzato con la poesia dell&amp;#8217;amministratore delegato sui valori nazionali e sul futuro, con la colonna sonora romantica di Allevi, viene prodotto in Polonia. ">1</a>)</sup>.</p>
<p><span id="more-22516"></span>Le automobili dei marchi prodotti in una nazione diventano automaticamente un simbolo della nazione stessa.<br />
Confesso un brivido freddo ogni volta che vedevo i membri del vecchio governo che andavano e venivano da Palazzo Chigi sulle loro altere ed antipatiche berline tedesche. Ok, sono più trendy e certamente accompagnano il capoccione del caso dalle sale dei bottoni alle sale da thé della capitale in modo più figo e gaudente. Bisogna ammettere che, in un contesto di mignotte e puttanieri dove <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://melamarcia.nessungrandenemico.org/2011/04/13/il-parlamento-italiano-ha-mostrato-il-vero-volto-dellipad-una-game-machine/" >l&#8217;iPad è stato distribuito a spese dei contribuenti</a></noindex> <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://apple.hdblog.it/wp-content/uploads/2011/04/ipad-parlamento.jpg" >per farne certamente buon uso</a></noindex>, non si poteva certo sperare che la tendenza non la facesse da padrona.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://static.ipaditalia.com/wp-content/uploads/2011/04/parlamentare_footer1-414x287.jpg" alt="" /></p>
<p>Il ritorno di un governo italiano a simboli nazionali non era affatto scontato. Al punto che il desiderio dei suoi membri di essere trasportati da automezzi italiani, sebbene meno lussuosi e più provinciali di quelli utilizzati finora, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/politica/11_novembre_22/auto-blu-italiane-hanno-150-mila-chilometri_783c3012-152f-11e1-9140-38f81e7faa5e.shtml" >può divenire addirittura un problema</a></noindex>.</p>
<p>Come abbiamo già detto, i cambi di direzione si apprezzano anzitutto nelle piccole cose.<br />
Che poi tanto piccole non sono, soprattutto quando appaiono così spesso e così in primo piano.</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_22516" class="footnote"> <em>Eccezion fatta per la 500. Il simbolo della casa italiana, quello <a href="http://www.mentecritica.net/la-nuova-500-ha-rotto-le-balle/informazione/mc/854/" title="La Nuova 500 ha Rotto le Balle" >pubblicizzato con la poesia dell&#8217;amministratore delegato</a> sui valori nazionali e sul futuro, con la colonna sonora romantica di Allevi, viene prodotto in Polonia. </em></li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>82 Giorni all&#8217;Apocalisse: I Moderni Untori</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2011 06:46:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- Gli uomini negano l’evidenza quando ciò che vedono non gli piace, o non lo capiscono.– dice Galbusera posando il bicchiere.- Naturalmente è un errore. Il guaio è che ci si affezionano. Specialmente se non hanno altro a cui attaccarsi- Di tutta la compagnia delle bocce siamo rimasti in quattro, a chiacchierare sotto i tigli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Gli uomini negano l’evidenza quando ciò che vedono non gli piace, o non lo capiscono.– dice Galbusera posando il bicchiere.- Naturalmente è un errore. Il guaio è che ci si affezionano. Specialmente se non hanno altro a cui attaccarsi-</p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/dialoghi-con-galbusera-la-solidarieta-a-senso-unico-non-funziona-che-fare/cuore-di-tenebra/fma/20932/" title="Dialoghi con Galbusera: la Solidarietà a Senso Unico non Funziona. Che Fare?" >Di tutta la compagnia delle bocce</a> siamo rimasti in quattro, a chiacchierare sotto i tigli, al Circolo degli Anziani. Il resto è al mare o ai monti, alla faccia della crisi.</p>
<p><span id="more-21071"></span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2008/08/apocalisse.jpg" alt="" width="498" height="229" /></p>
<p>- Per esempio? &#8211; lo stuzzico, tanto per rompere i coglioni</p>
<p>- All’epoca della peste il popolo pensava che fosse una congiura degli untori, persone grame che volevano il male della povera gente. Il popolo preferisce <a href="http://www.mentecritica.net/grillo-la-biowashball-e-la-fede-cieca-nel-grande-complotto/cuore-di-tenebra/border-zone/dellefragilicose/11269/" title="Grillo, la BioWashBall e la Fede Cieca nel Grande Complotto" >attribuire i propri mali a una perversità umana</a> contro cui possa fare le sue vendette, piuttosto che a una causa fuori dalla sua portata. Mentre Don Ferrante, che aveva studiato, era pressoché certo si trattasse di un influsso astrale. Se qualcuno gli avesse detto che era opera dello Yersinia Pestis, con l’aiuto dei ratti e delle pulci, lo avrebbero guardato male: non dica fesserie! lo avrebbero zittito. Il popolo anzi avrebbe sospettato che stesse sminuendo la cosa per salvare gli untori, dunque che stesse dalla loro parte, degli untori; Don Ferrante che lo facesse per ostentare d’essere più colto di lui. In ogni caso non gli avrebbero creduto.</p>
<p>- E quali sarebbero i moderni untori? – gli chiedo, per sentire se mi dirà ciò che sospetto.</p>
<p>- <a target="_blank" href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2011/08/guerre-di-distrazione-di-massa.html" >I trader</a>. Tutto ciò che ha a che fare con la finanza. <a target="_blank" href="http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?storyid=221" >Si tende a scaricare sulla finanza</a> tutto quel che sta capitando.</p>
<p>- Hai simpatie per i trader?</p>
<p>- No, penso che siano le pulci. Ma dubito fortemente che siano lo Yersinia Pestis.</p>
<p>- E quale sarebbe la causa prima dello sconquasso?</p>
<p>- Il mondo sta cambiando, <a href="http://www.mentecritica.net/il-default-delloccidente-83-giorni-allapocalisse/cuore-di-tenebra/grp/21051/" title="Il Default dell’Occidente, 83 Giorni all’Apocalisse" >Cindy si avvia a diventare la prima potenza economica del pianeta</a>, una rivoluzione. Nel senso classico, di un pieno che prende il posto di un vuoto. La rivoluzione non è un pranzo di gala. Può piacerci o no, ma non cambia nulla.</p>
<p>- E la supremazia tecnologica dell’occidente?</p>
<p>- Ristretta alle applicazioni militari, non si sa fino a quando, <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-08-11/peggiora-disavanzo-commerciale-americano-143305.shtml?uuid=Aal2XYvD" >poco utile al business in tempo di pace</a></noindex>. Con le attuali regole vince chi produce beni di consumo <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Cina-surplus-commerciale-sale-oltre-attese-mld-luglio/10-08-2011/1-A_000235266.shtml" >di buona qualità al prezzo più basso</a></noindex>. Si parla molto di deficit e di debito pubblico, ma si dimentica la Bilancia Commerciale, che è un parametro fondamentale per misurare lo stato di salute delle Economie Nazionali. È evidente che se io continuo a farti credito dopo un po’ tu sarai ai pieno di debiti fino alle orecchie e dovrai rivolgerti agli strozzini. Ma tutti capiscono che non sono gli strozzini la causa prima dei tuoi guai, se mai l’effetto finale.</p>
<p>- Qualcuno alla fine potrebbe essere tentato di rovesciare il tavolo.</p>
<p>- Potrebbe, ma dovrà pensarci bene. Questa volta non sarà l’Iraq, o l’Afghanistan, che pure non sono stati una passeggiata di salute. Sarà l’ultima ratio, ove il creditore non conceda scampo al debitore. Ma sono quasi certo che la Cina non si muoverà, almeno fino a quando non sarà ben certa delle sue forze. Dice Sun Tzu, ne l’Arte della Guerra: bisogna sapere quando è il momento di combattere e quando non lo è. I cinesi sono noti per la loro pazienza.</p>
<p>- E noi come ci collochiamo in questo quadro?</p>
<p>- Dalla parte dei debitori, tanto per non smentirci. <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-08-19/bilancia-commerciale-pesa-quanto-063751.shtml?uuid=AaMNLLxD" >Ma senza alcuna supremazia tecnologica</a></noindex>.</p>
<p>- Cioè in una botte di ferro.</p>
<p>- Sì, coi chiodi dalla parte di dentro.</p>
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		<title>Compagno di scuola &#8211; Biografia non Autorizzata di Daniele Capezzone</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 20:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lameduck</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Daniele Capezzone nasce già con la barba da una cellula staminale embrionale abbandonata sugli scalini di una chiesa in una notte di luna piena, ad Halloween. Fin da infante dimostra spiccate qualità dialettiche. La sera fa addormentare la tata raccontandogli le storie delle mirabolanti battaglie civili di Emma Bonino &#38; Marco Pannella, i suoi genitori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Daniele Capezzone nasce già con la barba da una cellula staminale embrionale abbandonata sugli scalini di una chiesa in una notte di luna piena, ad Halloween.<br />
Fin da infante dimostra spiccate qualità dialettiche. La sera fa addormentare la tata raccontandogli le storie delle mirabolanti battaglie civili di Emma Bonino &amp; Marco Pannella, i suoi genitori immaginari. A due anni sa già leggere, scrivere, far di conto, risolvere equazioni di secondo grado e calcolare la partita doppia, e visto che non smette di riprendere i suoi genitori su qualunque cosa, accusandoli di non essere abbastanza liberali, essi meditano segretamente di portarlo nel vicino bosco e abbandonarvelo. Ma Daniele è furbo, ha le tasche sempre piene di molliche di pane e trova ogni volta una scusa per non uscire con loro.<br />
<span id="more-20457"></span><br />
<img class="aligncenter" src="http://farm1.static.flickr.com/118/250606731_5f236083d7_o.jpg" alt="null" /></p>
<p>A sei anni va a scuola ma sapendo già tutto e pretendendo di sostituirsi al maestro, lo mettono in un’aula tutta per lui, assieme ad un ragazzo caratteriale, figlio di un anarchico livornese e della segretaria della sezione Mirafiori del PMLI. Regolarmente picchiato dal compagno, che ama particolarmente brandire il pestacarne, sviluppa un certo anticomunismo viscerale. Poi, viste le sue condizioni (sembra un puffo tutto blu), il direttore, mosso a pietà, lo mette assieme agli altri bambini.<br />
Daniele si rende subito simpatico e dimostra di avere il piglio del leader. L’ultimo giorno di scuola, il maestro saluta i bambini e augura loro buone vacanze. Daniele alza la manina sudata e dice con voce ferma e suadente: “Signor Maestro, si è dimenticato di darci i compiti per le vacanze.”</p>
<p>Miracolosamente sopravvissuto fino all’adolescenza, fugge di casa per evitare il seminario, dove sarebbe stato perfetto e si rifugia nell’ambasciata americana, dove viene subito preso a ben volere da alcuni esuli cubani e dall’ambasciatore che lo inizia alle teorie neocon.<br />
Poi l’illuminazione. Un giorno, passando casualmente da via di Torre Argentina incontra il suo antico compagnuccio persecutore che, divenuto frate trappista, gli porge una rosa in segno di pace. Daniele invece decide di vendicarsi e gli sferra un pugno.<br />
Quella stessa sera nella sua cameretta, cogliendo i vari segni del destino e con la benedizione degli esuli cubani, decide di diventare il più giovane segretario radicale del mondo ed impone ai genitori putativi il simbolo della Rosa nel Pugno.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/capezzone-giovanardi.jpg" alt="" width="347" height="320" /></p>
<p>Dopo aver conservato svariate volte il titolo mondiale di cerchiobottismo e doppia ambiguità politica con avvitamento, non potendo più nascondere le sue tendenze neocon in un partito che già è abbastanza confuso tra destra e sinistra,  viene sostituito alla segreteria radicale, per sfinimento, da Rita Bernardini.<br />
Il fratellino Daniele però è pronto a vedere la luce nel partito di B. e qui inizia la parte più misteriosa della sua carriera politica poiché, pur non avendo la sesta di reggiseno, riesce a diventare portavoce del partito.<br />
Si dice che le balle di B. raccontate al TG con il suo tono soave da preanestesia abbiano un effetto prorompente sul papiminkia medio già predisposto a bersele. Nonostante queste doti nascoste, il nostro negli ultimi tempi è praticamente scomparso dalle cronache, apparendo solo in mariano mode, circonfuso di luce e facendosi portatore di messaggi del papi supremo, sul TG1 di Bernadette Minzolini.</p>
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		<title>Cronaca di un Giovedì Inutile</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 08:30:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono a casa per decreto ministeriale. Una dozzina di cazzoni strapagati hanno temporaneamente interrotto le loro attività trombatorie e profittatorie per riunirsi e decidere che oggi è festa e devo essere felice, per legge. Ovviamente a spese mie, con un mio giorno di ferie, perché mica i loro amichetti imprenditori ci potevano rimettere per farmi stare a casa in un giorno di merda come questo (non lo sapevi? <a href="http://www.mentecritica.net/la-truffa-del17-marzo-le-otto-ore-di-festa-ce-le-rimetti-tu-di-tasca-tua/informazione/cronache-italiane/dino-carnevale/19935/" >Leggi qui stronzo, leggi</a>)<br />
Grazie, soprattutto da parte della mia bambina. Magari potevo usare questa giornata di ferie in estate, per farla stare con i nonni che sono vecchi e non possono viaggiare o magari ficcarmi cento euro in tasca (lordi) che male non fanno.  Ma La Russa &amp; Co. mi hanno inculato per l&#8217;ennesima volta e quindi me ne resto qui in mezzo al nulla, a mille chilometri di distanza, in una giornata piovosa e fredda, mentre a casa mia è già estate. Fottiti e zitto e non cacare il cazzo, vecchio stronzo di merda. E zitto. E non cacare il cazzo. Vecchio di merda, non cacare il cazzo. Vecchio. Di merda.</p>
<p><span id="more-20033"></span></p>
<p><img class="size-full wp-image-20064 aligncenter" title="Carta_igienica_tricolore" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/03/Carta_igienica_tricolore.png" alt="" width="300" height="400" /></p>
<p>Se devo dire la verità, un po&#8217; di festa l&#8217;ho fatta, ma ieri sera, da solo. Ho trincato tutta di un colpo una mezza bottiglietta di vodka ricordo di vecchi viaggi. Aperta e scolata, senza manco togliere la polvere dalla bottiglia, senza nemmeno commuovermi per un istante pensando alla mia perduta gioventù, al posto dove la comprai trent&#8217;anni fa. Senza provare a ricordare gli occhi chiari e tristi della ragazza che me l&#8217;aveva venduta in una bottega fredda e disadorna di Leningrado. L&#8217;ho bevuta di nascosto, come si conviene ai vecchi che non possono bere, non possono mangiare, non possono fumare senza correre il rischio di essere sgridati dalla donna che si è abbracciata la croce e gli fa da badante. Di nascosto. Come uno stronzo.</p>
<p>A me l&#8217;alcol fa male. Mi deprime, mi immusonisce. Divento ancora più scorbutico e silenzioso di quanto lo sia da sobrio. E non è cosa da poco, garantito. Ma dopo aver bevuto, nemmeno dieci minuti dopo, ho potuto pensare con serenità a quegli stronzi che hanno sprecato la loro pelle per permettere a noi di fare la nazione di merda che siamo oggi. I coglioni che sono crepati con quelle ridicole camicie rosse. Quelli che si sono beccati una palla austriaca in piena fronte per fare di Venezia un supermarket per turisti a caccia di gondole di vetro. I fessi che sono affogati nella merda delle trincee convinti di passare alla storia per aver vinto una guerra di cui nessuno più ricorda nulla, i cazzoni che si sono fatti trucidare a Napoli per cacciare i tedeschi e quelli che si sono fatti fucilare a Milano prima di poter celebrare la festicciola di piazzale Loreto.<br />
Che stronzi. Che coglioni. Che teste di cazzo. Avrebbero potuto rimanere a casa, imboscarsi, arricchirsi con la borsa nera come hanno fatto tanti altri, farsi fottere mogli, figli e figlie da eserciti di passaggio e ricavarne un aggio, che fa pure rima.  Al caldo, nel letto, sotto le coperte. Invece si sono fatti fregare dalla propaganda e se lo sono presi nel culo alla grandissima. <em>Sic transit gloria mundi</em>. Fottetevi fessi, dovunque voi siate.</p>
<p>Stamattina mi sono risvegliato male, di cattivo umore. Ombroso, triste. Non è solo per colpa delle transaminasi alte che non dovrei bere. Cerco disperatamente un sistema per sfuggire all&#8217;immensa ipocrisia di questa festa artificiale, delle bandierine sventolate a cazzo di cane, dell&#8217;antipatia per quelle facce di culo che si riempiono la bocca di tricolore, mentre dovrebbero aprirla solo per inghiottire la quota di merda di  loro spettanza. Merda nella quale affoghiamo inconsapevolmente tutti. L&#8217;Italia? Te la do io l&#8217;Italia avrebbe detto Grillo se non fosse troppo occupato a mangiarsi il danaro accumulato facendo il profeta per quattro stronzi di bocca buona.</p>
<p>L&#8217;Italia? L&#8217;Italia è il paese dove una metà dei contribuenti non paga le tasse &#8220;perché sono troppo alte&#8221; e l&#8217;altra metà le paga per tutti. L&#8217;Italia? L&#8217;Italia è il paese dove quelli che vivono più vicini al circolo polare artico sono convinti di mantenere quelli più vicini all&#8217;equatore e quelli più vicini all&#8217;equatore sono convinti di essere stati derubati delle immense ricchezze borboniche dai nordici conquistatori. L&#8217;Italia? L&#8217;Italia è la nazione di quelli che fottono le puttane di colore, sfruttano gli operai di colore, si mettono in casa le badanti dell&#8217;est e poi dicono sporco negro, sporca puttana negra e brutta ubriacona russa. L&#8217;Italia? L&#8217;Italia? L&#8217;Italia è il paese dei cattolici che condannano i trans e la condotta di Berlusconi, poi alla prima occasione cercano di farsi inculare da un brasiliano con le tette e al pensiero di scoparsi Ruby, la sedicenne tettona e labbrona,  si lisciano il cazzo con golosa inquietudine. L&#8217;Italia? L&#8217;Italia è quella dei padri che quando arriva una telefonata da un call center, mandano a fanculo chi li chiama e poi, il giorno dopo, cercano la raccomandazione dell&#8217;amico per far entrare il figlio in un call center. L&#8217;Italia? L&#8217;Italia è il paese dove gli unici servizi che funzionano con puntualità svizzera sono quelli di chi passa a ritirare il pizzo il sabato mattina e quello di Equitalia. Che poi, più o meno, sono la stessa cosa. L&#8217;Italia? L&#8217;Italia è un agglomerato casuale di gente che pensa ai cazzi suoi. Se domani arrivasse un terremoto come quello del Giappone (tanto di cappello a quella che merita di essere chiamata Nazione con la N maiuscola) questo paese si squaglierebbe come un gelato al sole d&#8217;agosto.</p>
<p>Troppo qualunquismo? Sicuramente è così. Ogni volta che in Italia uno racconta quello che succede si trasforma automaticamente in un qualunquista. Se uno non vuole essere qualunquista deve generalizzare, teorizzare, spersonalizzare. Si può parlare della qualità del cibo, ma non della merda che da esso deriva, della globalizzazione come fenomeno epocale, ma non del cazzone di Pomigliano che si ciba una minchia di venti centimetri nel baricentro esatto del culo,  della politica, ma non del fatto che un signor qualunque diventa ministro perché, al momento giusto, ha salvato il culo a Berlusconi.</p>
<p><img class="size-full wp-image-20066 aligncenter" title="italiani" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/03/italiani.jpg" alt="" width="530" height="364" /></p>
<p>Qualunquista. Sì, sono un qualunquista e non me ne vergogno. Se non lo fossi, scriverei sul Corriere o su Repubblica invece che su questo blog di merda. Sì, no? No, sicuramente no. Perché per scrivere sul Corriere e su Repubblica bisogna lavorare di bocca oltre che di di dita e io sono troppo vecchio, grasso e sgradevole per poter fare un lavoretto di bocca. Ecco.  Sono ripiombato nel qualunquismo.</p>
<p>Diciamoci la verità, Qui, nel <em>paese do sole</em> siamo capaci di coalizzarci solo dietro un pallone. Dobbiamo sperare che non accada mai di dover dar prova di unità, coesione d&#8217;intenti, supporto reciproco, perché potremmo scoprire che siamo maledettamente soli e che l&#8217;unico modo per relazionarci con il nostro vicino passa attraverso una canna da sei pollici correttamente orientata.</p>
<p>No, oggi non è giornata. Al diavolo questa stronzata dell&#8217;anniversario, in culo alle bandierine del cazzo. Siete soli, stronzi, non fate parte di niente. Non siete niente. Davanti avete un binario morto e intorno un mucchio di ipocriti pronti a fare gli amichetti del cuore su facebook, ma solo lì.</p>
<p>Andatevene a fanculo, tutti, italiani di merda.  E anche voi padani del cazzo che credete di essere diversi solo perché vi fate inchiappettare da uno che parla con il vostro stesso accento, ma che prima di tutto si è preoccupato di sistemare i figli, come se fosse un qualsiasi faccendiere di Roma ladrona. Andate a fanculo e sperate di non aver mai bisogno che io stenda una mano per tenere la vostra bocca di cazzo fuori dalla merda.</p>
<p>Lasciatemi in pace con i vostri straccetti colorati e le vostre canzoncine da coglioni. Lasciatemi in pace e girate al largo. Via da me. Lontano. Vi disprezzo e mi disprezzo per non essere stato capace di tirarmi fuori da questo porcaio pieno di merda che voi chiamate Italia.</p>
<p>Domani questo giorno di cazzo sarà passato. Voi cambierete i vostri stupidi avatar tricolori su facebook, i leghisti capitalizzeranno i consensi raggranellati non partecipando alle celebrazioni, Confindustria incasserà 15 milioni di giornate di lavoro smonetizzate e tutto verrà rapidamente dimenticato.</p>
<p>Nel 2061 io sarò morto e l&#8217;unico aspetto positivo della faccenda è che non mi toccherà mai più sorbirmi questa melassa disgustosa e ipocrita.  Se ci fosse un dio, lo ringrazierei.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le Disgrazie di Ruby Rubacuori e il Moralismo Degenere degli Italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo l&#8217;articolo di ieri di Repubblica on Line, è difficile non notare il goloso compiacimento con il quale il cronista narra le disavventure della povera Ruby alle prese con una folla di contestatori.</p>
<blockquote><p>Finisce male la serata salentina di Ruby, scappata senza aver ricevuto il compenso pattuito e dopo l&#8217;intervento di carabinieri e 118. Arrivata in limousine, è costretta a rimediare un passaggio fuori dal locale dove era stata ingaggiata come &#8216;special guest&#8217;. Non bastasse la manifestazione di protesta dei ragazzi delle scuole che l&#8217;hanno aspettata per fischiarla, l&#8217;ospite d&#8217;onore della cena esclusiva organizzata dall&#8217;amico di Fabrizio Corona in Puglia, Mino Brandolino, non è stata neanche pagata per la sua partecipazione, al termine di una nottata al quanto movimentata finita con l&#8217;arrivo dei militari e del personale sanitario.  (<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/03/14/news/ruby-13588995/?ref=HREC1-4" >fonte</a></noindex>)</p></blockquote>
<p><span id="more-20019"></span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/10/bunga.jpg" alt="" width="325" height="373" /></p>
<p>Ruby va a fare un&#8217;&#8221;ospitata&#8221; (termine odiosissimo, ma che caratterizza efficacemente un&#8217;intera epoca) a Maglie &#8220;la cittadina di Aldo Moro e del ministro Raffaele Fitto&#8221; tende a sottolineare il cronista, quasi a configurare una sorta di profanazione della memoria illustre di Moro e della posizione autorevole di Fitto. Lì, ad attenderla, trova un gruppo di contestatori che, tra fischi e cartelli, impedisce di fatto lo svolgimento della serata. Il pezzo di Repubblica sembra quasi voler trasmettere la sensazione che la manifestazione sia segno di coscienza civile e di contestazione dell&#8217;attuale situazione politica italiana.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/03/ruby.jpg" alt="" width="590" height="465" /></p>
<p>Vale la pena di dare una sbirciata anche ai commenti dei lettori:</p>
<blockquote><p>
I salentini sono molto più intelligenti dei cosiddetti &#8220;padani&#8221;. A dirlo, un veronese. Che si vergogna di essere rappresentato da quella gentaglia capeggiata da Barlusconi. Una manica di quaquaraqua al seguito dell&#8217;innominabile.</p>
<p>Inviato da superciuk il 14 marzo 2011 alle 21:34</p>
<p>Un mio personale plauso alla gente del Salento, che ha dimostrato che 2500 anni di civiltà non sono passati invano da quelle parti. Bravi!!!</p>
<p>Inviato da concino il 14 marzo 2011 alle 21:03</p>
<p>Squallido concione di (&#8230;) da quattro soldi. La gente che ha manifestato è fin troppo civile, io avrei tirato camionate di uova marce!</p>
<p>Inviato da wakefield il 14 marzo 2011 alle 20:44</p>
<p>E&#8217; una vergogna che ci siano personaggi disposti a vendere la loro dignità per i soldi. Queste ragazze sono solo un piccolo esempio in un paese fatto di uomini corrotti. Però mi domando anche perchè questi &#8220;sit in&#8221; non vengano riservati anche ad altre personalità, tra cui Silvio, Noemi, ecc&#8230; Vorrei che tutta questa veemenza fosse riservata anche ad altre persone coinvolte nella malavita. Spero di sbagliarmi quando intravedo una vena di razzismo. Altre ragazze hanno sfruttato situazioni di questo tipo per far soldi, ma un accanimento di questo genere non l&#8217;avevo visto. Ho paura che gli italiani, vista la loro passione per il culto della personalità, siano più inclini a perdonare il loro primo ministro e a &#8220;crofiggere&#8221; le escort che lo circondano. Alla fine quest&#8217;ultime sono donne, e in certi casi straniere&#8230;</p>
<p>Inviato da lettore19141989 il 14 marzo 2011 alle 18:09</p>
<p>Italiani&#8230; capisco pagare un po&#8217; di più per andare a una serata dove partecipa un cantante, una brava ballerina, un attore, un artista di qualunque tipo. Ma partecipare a una serata per andare a omaggiare una pu**ana, questo mi disgusta abbastanza. Per pochi che fossero i partecipanti, erano già troppi. Massimo rispetto iinvece per quei cittadini che sono andati a testimoniare il loro dissenso. I flop e le proteste devono succedersi, finché &#8216;sta tizia lascerà i riflettori a chi ha qualche dote vera, e tornerà a fare il suo mestiere senza essere celebrata come una star.</p>
<p>Inviato da giuliamj il 14 marzo 2011 alle 17:16</p>
<p>Lo squallore della vicenda è che questa Ruby, non paga di aver spillato fior di milioni al papi&#8230;.continua a fare comparsate a pagamento: una persona di buon senso si sarebbe comportata con maggiore contegno, soprattutto in vista di un processo che la vede implicata (sia pure come parte lesa)! Ma la cosa peggiore è che ci sia gente disposta a pagare per andare a vedere la &#8220;leggera&#8221; fanciulla; non è una questione di moralismo, ma di cattivo gusto, al quale evidentemente non c&#8217;è alcun limite ormai!!</p>
<p>Inviato da azdak il 14 marzo 2011 alle 14:58</p>
<p>Fanno bene i ragazzi a contestare Ruby pessimo modello. Una ragazza che sta avendo grande successo perchè da minorenne avrebbe avuto rapporti sessuali con Silvio Berlusconi. Ci vuole tanta faccia tosta a fare la diva senza saper fare nulla di ciò che fanno le persone di spettacolo. Una ragazza che se non ci fosse stata l&#8217;inchiesta avrebbe spillato milioni di euro a Berlusconi, come giudicarla? Non si può che avere disprezzo per lei( non è una vittima, ci marcia alla grande) per Berlusconi e per questo schifoso mondo dei soldi facili.</p>
<p>Inviato da sefed il 12 marzo 2011 alle 20:37</p>
<p>MI VERGOGNO DI QUESTA ITALIA E DI ALCUNI ITALIANI,SI E PERSO IL SENSO DELLA RAGIONE,SI DEVE INTERVENIRE CON URGENZA,BISOGNA UNIRE IDEE E CERVELLI NON CORROTTI.</p>
<p>Inviato da iononcentro il 12 marzo 2011 alle 20:27
</p></blockquote>
<p>Ma di cosa è accusata Ruby? Di essere una prostituta? Di aver approfittato del suo fascino muliebre per spillare dei soldi ad un vecchio vizioso? Di sfruttare la sua popolarità per sedersi ad una cena e guadagnare 5000 euro in due ore?<br />
Questa non è critica politica, questo è moralismo e del più bieco. I cartelli di Maglie non sono diversi da quelli che gli integralisti cattolici sfoggiano quando protestano contro le unioni omosessuali, il divorzio e la procreazione assistita. Se al posto di Ruby ci fosse stato un transgender e al posto dei manifestanti anti Ruby ci fossero stati dei membri del <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.genitori.it/documento.asp" >MOIGE</a></noindex>, i laici lettori di Repubblica si sarebbero indignati per l&#8217;ennesima posizione oscurantista assunta dai conservatori italiani del &#8220;family day&#8221;.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="590" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10,0,0,0"><param name="movie" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="flashvars" value="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2011/03/Ruby_14032011.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Ruby a Maglie, pioggia di fischi&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/edizione/bari/ruby-a-maglie-pioggia-di-fischi/64054?video=&amp;pagefrom=1&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=edizione###bari" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="390" src="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2011/03/Ruby_14032011.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Ruby a Maglie, pioggia di fischi&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/edizione/bari/ruby-a-maglie-pioggia-di-fischi/64054?video=&amp;pagefrom=1&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=edizione###bari"></embed></object></p>
<p>La laicità è un valore che va difeso sempre e questo vale specialmente in Italia dove la deriva moralista e conservatrice ha prodotto dei danni irreparabili nella crescita sociale del paese.<br />
Ruby Rubacuori ha fatto delle scelte. Se io fossi suo padre non ne sarei orgoglioso, ma la cosa finisce qui. Il problema non è l&#8217;uso che lei fa del suo corpo, ma la gestione del potere che fa l&#8217;utilizzatore finale delle sue grazie e tutti i suoi accoliti, compreso il ministro Fitto.<br />
Bisognerebbe prendersela con Berlusconi, andare a protestare sotto casa sua, non votarlo e non sostenere in alcun modo il sistema di potere che lo mantiene nella posizione in cui si trova. E se non si ha voglia di prendere un pullman per andare a rompere le balle a lui, si rimanga a casa. Almeno non si alimenta la già troppo facile predisposizione degli italiani al moralismo becero e bigotto.<br />
Troppo facile lavarsi la coscienza e sentirsi dei cittadini modello prendendosela con Ruby.</p>
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		<title>Il 13 Febbraio e le Donne</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 08:30:33 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Post-esame universitario in un raro pomeriggio di sole invernale. Mentre finalmente passeggio senza troppi pensieri per la testa, incontro in una delle aule studio la mia amica C. . E’ raggiante, e come ho modo di scoprire di lì a poco, ha appena  finito il suo appello brillantemente. Mi offre un caffè e qualche secondo dopo ecco che spuntano altri due sorrisi nascosti dietro di noi: S. e V. hanno finito e ci raggiungono. Ci si racconta inevitabilmente delle domande sostenute ma, soprattutto, di quanti esami manchino alla laurea! Argomento a dir poco a senso unico poiché si finisce sempre con il porsi la stessa domanda: e dopo?  Non che le opzioni siano poche, ma l’aria che tira nel nostro campo è terribile; ognuna di loro svela piano il proprio piccolo sogno nel cassetto, quasi come per ricordarlo a sé stessa, e mentre raccontano la mia mente disegna l’immagine di luoghi esotici lontani o luminosi ed affascinanti.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-19582"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/adolescenti.jpg" alt="" width="500" height="508" /></p>
<p>Un silenzio imbarazzante mi riporta alla realtà, quando ci si rende conto di quanto sia il divario tra le nostre aspettative e ciò che ci viene offerto qui, adesso. Fuggire lontano è un’opzione facile a parole, ma vai a spiegarlo al cuore dove sia casa in terra straniera.</p>
<p>Così, visto che mal sopporto i momenti scomodi, più prosaicamente penso bene di uscirmene con una battuta in stile Saturday Night Live (nostrano sic!) da vero macho: “Non preoccupatevi ragazze, un futuro ai fornelli per voi donne c’è sempre!”                                                                                                         S. mi fulmina. Avvampa tutta e borbotta qualche suono confuso prima di concludere sdegnata: “Anche tu! Da te non me lo sarei mai aspettata!”  C.  che invece mi conosce da più tempo, mi sorride complice e sta al gioco: “Che dici se ti lavo e stiro anche tutti i vestiti?”. E mi mostra la lingua con un’onomatopea disneyana.</p>
<p>V. diversamente dapprima non parla, solleva lo sguardo e mi guarda fissa intensamente; ha occhi azzurri grandi e profondi con tagli argentei che il giorno di sole sembra acuire ancor di più e che celano ogni pensiero. Un istante dopo serra le labbra e scosta il capo. Lei, la più brillante del corso con ampio distacco, con un’aria tra il dimesso e l’ingenuamente sincero mi prende completamente allo sprovvista: “Sai, a me piace anche molto cucinare!”</p>
<p>C. S. e V. il 13 febbraio hanno partecipato alla manifestazione organizzata in difesa della dignità delle donne.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/02/13_de_biasi_-_gli_italiani_si_voltano.jpg" alt="" width="585" height="391" /></p>
<p>Da uomo, con i miei  limiti, ammetto francamente che non so che posizione prendere nei confronti di questo evento. Se da un lato un lato la spinta principe che ha mosso la piazza sono stati i festini presidenziali ed il sultanato con annesso harem che ne emerge, dall’altro leggo la volontà da parte delle promotrici di non prendere nettamente le distanze dalla parte femminile protagonista della vicenda<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/il-13-febbraio-e-le-donne/meccanica-delle-cose/vere-donne/bijuu/19582/#footnote_0_19582"  id="identifier_0_19582" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" fonte ">1</a>)</sup>. Parte femminile che, <a href="http://www.mentecritica.net/nicole-minetti-non-e-una-vittima/meccanica-delle-cose/vere-donne/comandante-nebbia/19359/" >come è stato per altro detto su queste pagine</a>, ha agito consapevolmente ed in piena libertà dei propri atti con tutte le conseguenze che essi comportano e che non sono solo di tipo giudicativo ma più profonde, in quanto avvallano direttamente il mercimonio della donna stessa in senso più ampio. Il che, per parlare chiaro, può autorizzare qualcuno dotato di scarsa “empatia” a pensare che il gentil sesso non abbia valenza se non quando si parla di un bel paio di gambe o di un seno. E via dicendo con le battutacce ed, in catena discendente, alla discriminazione serpeggiante diffusa a vari livelli maschili. Se ho quantomeno centrato a grandi linee il punto non capisco quindi perché non cominciare prendendo apertamente in mano i giochi, ed asserendo con forza che le donne sono altro che una Minetti o una Ruby qualsiasi. Altro punto dibattibile è quello della tempistica, che potrebbe far pensare ad un “libere tutte” qualora non ci fosse più l’attuale premier: se è davvero il modo di pensare e di relazionarsi che deve cambiare per mutare la condizione della donna in Italia, non avverrà certo dal 13 al 14 notte. Per queste ragioni non sono sicuro che una manifestazione , per quanto urlata e partecipata, sia ciò che la situazione richiederebbe per smuovere l’aria vecchia e dire basta.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/02/ipocrisia.jpg" alt="" width="533" height="400" /></p>
<p>Il punto fondamentale è invece, a mio avviso, un altro. Se davvero un cambiamento deve avvenire non credo questo possa essere veicolato dalla piazza, almeno fintanto che si parla di valori personali, ma deve primariamente partire da noi stessi.  Si dovrebbe, uomini e donne compresi  nel nostro piccolo, cercare di mutuare comportamenti consoni alla pari dignità non solo in maniera formale, ma effettivamente. Anche senza entrare nel merito, per non aggiungere ovvietà, mi viene in mente che l’arma più efficace in vostro possesso sia quella di stupirci sempre, con leggerezza e capacità che a volte sfuggono alla nostra immediata comprensione.                                                                                                       Se Dostoevskij ha ragione quando afferma che “la bellezza salverà il mondo”, sta a voi il maggior compito di modellare il vostro futuro ed a noi la capacità di amarlo integralmente.</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_19582" class="footnote"> <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/02/12/visualizza_new.html_1589361022.html" >fonte</a></noindex> </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>Nicole Minetti non è una Vittima</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 08:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Fra gente civile il genere sessuale, come il colore della pelle, non dovrebbe rappresentare un fattore di discriminazione. Questo nella teoria, ovviamente, perché nella pratica è tutta un&#8217;altra cosa. Il colore della pelle conta e conta molto in un paese come il nostro dove già l&#8217;accento sbagliato, in certe regioni, scatena il pregiudizio. Le donne, aldilà della presa in giro delle quote rosa, sono vittime di discriminazione in politica, sul lavoro e, in generale, tutte le volte che aspettano un bambino o fanno il loro dovere di madri.</p>
<p>Tutto questo, come premesso, è incivile, ma non può servire per giustificare l&#8217;utilizzo del colore della pelle o del genere sessuale come attenuante. Mi spiego:  se una persona è inaffidabile, disonesta o violenta, rimane inaffidabile, disonesta o violenta anche se è di colore. Cercare attenuanti per chi si comporta male ed appartiene ad un&#8217;etnia sfortunata, è un atteggiamento di colonialismo paternalista e ipocrita.</p>
<p><span id="more-19359"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/01/nicole-minetti-lato-b-600x450.jpg" alt="" width="350" height="450" /></p>
<p>Alla luce di questa ovvia considerazione, non capisco il movimento &#8220;di difesa della dignità della donna&#8221; che vede promotrici del calibro di Licia Colò, Angela Finocchiaro, Inge Feltrinelli, Anna Finocchiaro, Donata Francescato, Cristina Comencini, Giulia Bongiorno, Susanna Camusso, Gae Aulenti, Laura Morante, Claudia Mori, Rosetta Loy.</p>
<blockquote><p>Il caso Ruby devasta la nostra dignità.Il modello di relazione tra donne e uomini ostentato da una delle massime cariche dello Stato (&#8230;) legittima comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni. Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale. Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando.<sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/nicole-minetti-non-e-una-vittima/meccanica-delle-cose/vere-donne/comandante-nebbia/19359/#footnote_0_19359"  id="identifier_0_19359" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" fonte ">1</a>)</sup>.</p></blockquote>
<p>Sorvolando sulla prosa enfatica e sull&#8217;incauta citazione di Levi, quello che risulta del tutto incomprensibile è: che cosa centra il comportamento delle puttane tristi di Berlusconi e, in particolare, della consigliera regionale lombarda, ex igienista dentale e ex nonsocosina Nicole Minetti con la condizione e la dignità della donna?</p>
<p>Redigere e firmare un appello per le ragazze che vengono portate con l&#8217;inganno in Italia e messe sulla strada a fare le prostitute sarebbe stata un&#8217;azione interessante, per quanto da tempo le &#8220;savianate&#8221; su Repubblica siano diventate indigeribili, ma mettere su un movimento del genere per una donna adulta, laureata, determinata e perfettamente consapevole del <em>do ut des</em> che c&#8217;è alla base di una transazione d&#8217;affari, mi sembra, francamente, una cazzata.</p>
<blockquote><p>Il 15 ottobre scorso, comunicando attraverso sms con il padre, la ragazza manifestava tutta la sua ira contro il premier. &#8220;Sono molto arrabbiata perché ho scoperto che ha comprato a una ragazza una casa da 1,2 milioni di euro&#8221;. Lei, oltre ai circa 10mila euro di compenso ottenuto con l&#8217;incarico nel Consiglio del Pirellone, non risultava avere altri canali di approvvigionamento. Anzi. Durante una conversazione, la Minetti confidava di essere in rosso in banca &#8220;perché ho prestato 35mila euro a mia sorella che doveva comprarsi casa&#8221;.<br />
Ma che, in realtà, la venticinquenne riminese puntasse anche a un gesto di estrema generosità da parte del suo padrino politico lo si poteva dedurre da altre telefonate registrate dagli investigatori. Come quando, il 23 settembre scorso, all&#8217;amica e compagna di serate ad Arcore, Barbara Faggioli confidava: &#8220;Io mi sto già muovendo adesso, sto cercando&#8230; mi sono fatta mandare via email tutti i dettagli di uno stabile a Milano, però intero, chiaramente&#8221;. Minetti e Faggioli, solo quattro mesi fa, avevano l&#8217;intenzione di individuare &#8220;due progetti qualsiasi, due a cazzo&#8230; con la mia faccia da culo io gli dico (al Cavaliere, ndr) &#8220;guarda, abbiamo trovato questi, ci aiuti?&#8221;". <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/politica/2011/01/31/news/minetti_bonifici-11863440/" >fonte</a></noindex></p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-19366 aligncenter" title="nicole-minetti" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/02/nicole-minetti.jpg" alt="" width="590" height="448" /></p>
<p>Nicole Minetti non è una vittima. Se, a tempo debito, si riuscirà a provare che ha gestito il gineceo di Berlusconi e che è andata a letto col &#8220;vecchio dal culo flaccido&#8221; per il posto di consigliere regionale e per i soldi, la si potrà chiamare &#8220;maitresse&#8221; o puttana, ma non vittima.<br />
Lo stesso discorso, ovviamente, vale per il resto delle puttane tristi. Quelle che ballavano e si facevano toccare nelle parti intime a colpi di cinquemila euro a botta.</p>
<p>Il comportamento di queste persone poco o nulla ha a che fare con quello di persone ordinarie che si guadagnano la vita in modo del tutto diverso. Utilizzare il genere della Minetti e delle puttane tristi per farne delle vittime è pretestuoso ed offensivo nei confronti di tante altre donne altrettanto belle, spesso molto di più, che non hanno scelto di offendere il proprio corpo per trasformarlo in una risorsa economica.<br />
Io non mi sento un satiro sfruttatore delle donne solo perché io e Berlusconi portiamo la stessa appendice tra le gambe. Le persone vanno aldilà del colore della pelle, aldilà del sesso ed aldilà della lingua. La battaglia per imporre questo elementare concetto di civiltà non passa per Nicole Minetti, né per Berlusconi.<br />
Quelli, a prescindere dal sesso, hanno scelto un approccio alla vita che io non condivido e che me li rende alieni come se avessero la pelle verde, le orecchie a trombetta e una proboscide al posto del naso.<br />
Che si godano tranquillamente il loro cammino di tristezza e solitudine.</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_19359" class="footnote"> <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.repubblica.it/politica/2011/01/31/news/donne_bandettini-11862640/" >fonte</a></noindex> </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>Kant e il Bunga Bunga</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 12:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi ho più volte affermato che un approccio laico alla vita non prevede un giudizio sui comportamenti delle persone quando questi rimangono nei confini della legge. Un laico, teoricamente, non dovrebbe interessarsi del fatto che una persona paghi o faccia favori ad un&#8217;altra per avere un rapporto sessuale o che due persone dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi ho più volte affermato che un approccio laico alla vita non prevede un giudizio sui comportamenti delle persone quando questi rimangono nei confini della legge.<br />
Un laico, teoricamente, non dovrebbe interessarsi del fatto che una persona paghi o faccia favori ad un&#8217;altra per avere un rapporto sessuale o che due persone dello stesso sesso decidano di vivere insieme. A differenza dei cattolici  per i quali esiste una morale di riferimento largamente codificata, chi non si ascrive a tale illustre compagnia può riferirsi esclusivamente ad un insieme di valori personali e non può pretendere che essi diventino riferimento per altri. In pratica, per un laico non esiste il peccato, ma, al massimo, il reato.</p>
<p>Se questa sorta di &#8220;liberatoria&#8221; sia da estendersi indiscriminatamente a tutti, a prescindere dalla funzione svolta, è interessante materia di riflessione. Accettereste un&#8217;insegnante omosessuale per i vostri figli? Io sì, perché non ho forme di pregiudizio per gli omosessuali. Invece, se sapessi che l&#8217;insegnante di mia figlia è eterosessuale, ma si dedica a pratiche quali sottomissione e bondage, la cosa mi farebbe riflettere. Questo deriva dal fatto che <span style="text-decoration: underline;"><strong>per me</strong></span> la sessualità è in stretta connessione con amore e sentimento, mentre la violenza e l&#8221;umiliazione, anche se consenzienti e <em>giocose</em>, sono pericolose deformazioni della relazione affettiva.</p>
<p><span id="more-19193"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/kant_2_2.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Questo per dire che l&#8217;affermazione &#8220;<strong>un presidente del consiglio certe cose non deve farle perché deve dare l&#8217;esempio e ci sputtana all&#8217;estero</strong>&#8220;, mi appare bigotta e non condivisibile. Se i francesi pensano che l&#8217;amore a pagamento sia disdicevole è un problema loro e un laico dovrebbe difendere la libertà di questo presidente del consiglio come domani quella di essere omosessuale del prossimo.</p>
<p>Si potrebbe dire che omosessualità e prostituzione sono cose diverse. Sostanzialmente sono d&#8217;accordo. L&#8217;omosessualità non prescinde dall&#8217;amore. Oltre che a dormire insieme, due persone dello stesso sesso possono amarsi con la stessa intensità di una coppia eterosessuale. La prostituzione, invece, è solo una transazione commerciale (quando la persona che si prostituisce è maggiorenne e non sfruttata, altrimenti è un brutto reato che va severamente perseguito) dove l&#8217;amore, se non in segnate eccezioni, c&#8217;entra poco.<br />
Detto questo, però, bisogna fermarsi. Stabilire un primato dell&#8217;amore (omosessuale o eterosessuale non fa differenza) rispetto alla prostituzione implica un giudizio morale in termini assoluti e questa è un&#8217;opzione alla quale un laico rinuncia nel momento stesso nel quale non riconosce una verità ecumenica.</p>
<p>La sottile lotta contro il relativismo che Papa Ratzinger sta conducendo si basa proprio su questo razionale. Non attribuire all&#8217;amore un valore superiore all&#8217;economia, conduce alle deformazioni del capitalismo moderno dove la persona non conta in quanto essere, ma esclusivamente in termini di produzione e consumo.</p>
<p>Con l&#8217;apertura mentale che deve contraddistinguere un uomo di scienza, mi trovo spesso a chiedermi se questa &#8220;sospensione del giudizio morale&#8221; che con grande difficoltà cerco d&#8217;impormi, non meriti una revisione. Anche se non sono cattolico, per me l&#8217;amore è un valore, la ricchezza no. Se potessi disegnare il futuro per me, la mia nazione o per la mia specie, non lo immaginerei ricco, ma consapevole e felice. Volente o nolente, anche io stabilisco un primato morale dei valori e giudico fatti e persone.</p>
<p>Tornando alla questione di questi giorni credo di poter dire che:</p>
<ul>
<li>Se Berlusconi si è limitato a pagare delle donne maggiorenni, non sfruttate per favori sessuali, la cosa non dovrebbe riguardarci. Francesi, tedeschi e americani, pensino pure quello che vogliono.</li>
<li>Se qualche ragazza si è messa in testa che scoparsi Berlusconi sia il solo sistema per fare carriera, è un problema suo e di chi l&#8217;ha educata.</li>
<li>Se gli amici di Berlusconi sono Emilio Fede e Lele Mora, è un serio problema del signor Silvio Berlusconi.</li>
<li>Se Berlusconi ha bisogno di pagare una donna per sentirsi desiderato, non lo invidio.</li>
<li>Se Berlusconi deve cadere perché ha trombato una puttana facendo bunga bunga è un problema degli italiani, perché i motivi per i quali doveva cadere erano altri e molto più seri. Anzi, questa storia rischia di seppellirli per sempre, con buona pace della giustizia e delle vittime.</li>
<li>Se Berlusconi ha avuto rapporti sessuali con delle minori, deve pagare a prescindere da ogni giudizio sul suo operato politico e sul suo consenso elettorale. Le prerogative della democrazia non comprendono l&#8217;assoluzione dei rei conclamati a maggioranza.</li>
</ul>
<p>E&#8217; vero. Sono poche conclusioni, un po&#8217; banali e nemmeno troppo originali. Non ho ancora capito se, in quanto laico, sono libero di giudicare fatti e persone o se questo è l&#8217;indice di una mia profonda debolezza interiore. Come al solito non ho risposte, ma solo qualche domanda.</p>
<p>Sarei curioso di conoscere l&#8217;opinione di chi legge.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Esclusivo! Niente Bunga Bunga, Ecco la Vera Fidanzata di Berlusconi!</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 11:11:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Volendo essere politicamente corretti, laici e professionali nella valutazione delle vicende, quando una persona fa un&#8217;affermazione pubblica, bisogna crederci fino a prova contraria. E&#8217; per questo che quando Silvio Berlusconi afferma di non aver mai pagato una donna per trombarla, tutti dobbiamo crederci fino a che non emergano evidenze differenti.<br />
Ha un bel dire Patrizia D&#8217;Addario quando afferma di essere una escort (zoccola per i non anglofoni). Fino a prova contraria lei è una che la dà gratis, una romantica, una benefattrice. Visto che si offre senza secondi fini a Berlusconi che, con tutto il rispetto, è un uomo d&#8217;età la cui potenza sessuale è probabilmente vincolata all&#8217;assunzione di sostanze dopanti, anche tu che leggi, che sei nel fiore degli anni, hai le tue possibilità. Facci un pensierino, la mercanzia, pardon le virginali grazie, sono in mostra <a href="http://www.mentecritica.net/le-grandi-esclusive-di-mc-lintervista-a-culo-daddario/cuore-di-tenebra/comandante-nebbia/14614/" >a questo link</a>.</p>
<p><span id="more-19162"></span></p>
<p><a href="http://www.mentecritica.net/esclusivo-niente-bunga-bunga-ecco-la-vera-fidanzata-di-berlusconi/mente-critica/no-one/latest/dellefragilicose/19162/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p style="text-align: center;">Francesca Pascale, mentre partecipa ad un consiglio provinciale</p>
<p>E quel criptico &#8220;<noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_17/Minetti-Pascale-Ravot-Ora-toto-fidanzata_87fe0be8-2204-11e0-83ff-00144f02aabc.shtml" >Ti devo briffare, ne vedrai di ogni!</a></noindex>&#8221; della Nicole Minetti quando istruisce le ragazze invitate alle serate del bunga bunga? Probabilmente si riferisce ai giochi di società come il monopoli, il mercante in fiera e la tombola che allietavano le serate di Arcore, secondo l&#8217;autorevole testimonianza che si può leggere <a href="http://www.mentecritica.net/bunga-bunga-finalmente-la-verita/cuore-di-tenebra/comandante-nebbia/18480/" >a questo link</a>.<br />
E Ruby e Noemi, le adolescenti ospiti in casa Berlusconi? In questo caso la risposta ce la fornisce Ruby stessa: Berlusconi è come la Caritas. E lo dice mentre qualcuno le palpeggia il culo, come si può vedere <a href="http://www.mentecritica.net/bunga-bunga-essentials/informazione/cronache-italiane/comandante-nebbia/18445/" >a questo link</a>. Berlusconi, Noemi e Ruby, tutti e tre a dire le preghierine e a provarsi i vestiti smessi donati alla Caritas. Così è.</p>
<p>I sospetti, le malignità, le illazioni, non possono essere tenute in considerazione. I fatti ci dicono che Berlusconi ha la fidanzata. E ora tutti a interrogarsi su chi sia: Nicole Minetti, Francesca Pascale, Cristina Ravot, la figlia di un capo di stato estero? <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://www.google.it/images?q=cristina+ravot&amp;oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;source=univ&amp;ei=Qhg0Tf2yBovKswbBtJH9CQ&amp;sa=X&amp;oi=image_result_group&amp;ct=title&amp;resnum=1&amp;ved=0CCsQsAQwAA&amp;biw=1496&amp;bih=753" >Il dibattito si fa serrato</a></noindex>, ma una cosa è certa, almeno secondo le dichiarazioni ufficiali: niente Bunga Bunga, ma seratine a lume di candela o, quando si è lontani, chattando su facebook.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-19166 aligncenter" title="nicole-minetti-lato-b-600x450" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/01/nicole-minetti-lato-b-600x450.jpg" alt="" width="350" height="450" /></p>
<p style="text-align: center;">Nicole Minetti in una &#8220;seduta&#8221; del consiglio regionale lombardo</p>
<p>A noi rimane da chiederci solo quale siano le nostre colpe, perché se stiamo qui a rosolarci intorno al sesso e all&#8217;amore della quarta età mentre il resto del mondo combatte la crisi e i cinesi si comprano l&#8217;Europa, qualche colpa ce l&#8217;abbiamo per davvero.<br />
Sono anni che le vicende personali di Berlusconi sono entrate nelle nostre vite al punto tale che sappiamo di più su chi si fotte lui che su chi si fotte i nostri figli negandogli il futuro. Il paese ha bisogno di politica, di regole, di patti. Se non li fa il governo, mediando le esigenze di tutti, allora il paese se le fa da solo, premiando chi è più forte e ignorando gli altri.</p>
<p>Mentre cercate di indovinare chi sia la fidanzatina di Berlusconi, meditate un po&#8217; anche su questo, coglioni. La ricreazione, <a href="http://www.mentecritica.net/italiani-la-ricreazione-e-finita/informazione/democrazia-e-diritti/fma/19148/" >come potete leggere qui</a>, è finita.</p>
<p>P.S. casomai non si fosse capito, la vera fidanzata di Berlusconi sono io,  tu e pure tu. Siamo tutti le fidanzatine di Berlusconi, sono anni che ci tromba, era tempo che la cosa divenisse ufficiale. Se anche tu ti senti la fidanzata di Berlusconi, metti il banner nel tuo blog.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mentecritica.net//cuore-di-tenebra/comandante-nebbia/19162/" ><img class="size-full wp-image-19169 aligncenter" title="Io Sono la fidanzata di Berlusconi" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/01/mcsilvio.jpg" alt="" width="288" height="265" /></a></p>
<p>Codice da incorporare</p>

<div class="wp_syntax"><table><tr><td class="line_numbers"><pre>1
2
3
4
</pre></td><td class="code"><pre class="html" style="font-family:monospace;">&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.mentecritica.net//cuore-di-tenebra/comandante-nebbia/19162/&quot;&gt;
&lt;img class=&quot;size-full wp-image-19169 aligncenter&quot; title=&quot;Io Sono la fidanzata di Berlusconi&quot; src=&quot;http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/01/mcsilvio.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;288&quot; height=&quot;265&quot; /&gt;
&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</pre></td></tr></table></div>

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		<title>Italiani, la Ricreazione è Finita</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 08:00:46 +0000</pubDate>
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<p class="MsoNormal">Se un costume prende piede, anche e soprattutto quand’è negativo, bisognerebbe prenderne atto e domandarsi come sia potuto accadere, piuttosto che lamentarsene.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Un vezzo, quello di lamentarsi, che ha sempre goduto e gode tuttora di larga fortuna nel nostro paese. Una larga parte di italiani, stranamente più tra il ceto medio che tra i poveracci, che pure ne avrebbero più motivi, è convinta d’essere costretta a vivere tra degli zotici che pensano solo al proprio interesse; l’altra parte tra degli scansafatiche buoni solo ad avanzare diritti. Non è raro sentire uno che dice all’altro:</p>
<p class="MsoNoSpacing">- Te lo dico io, viviamo in mezzo a dei cialtroni. Ogni giorno è peggio.-</p>
<p class="MsoNoSpacing">Vederli scuotere la testa e salutarsi sollevati, quasi fosse un motivo di conforto.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Ma esiste veramente questo epocale degrado che ci starebbe sommergendo? O piuttosto nel nostro patrimonio culturale non vi è una storica inclinazione a scovare per ogni disincanto una causa e un capro espiatorio altri da sé?</p>
<p class="MsoNoSpacing"><span id="more-19148"></span>Su cosa si regge la convinzione secondo cui sarebbero i comportamenti altrui, delle altre classi e delle altre consorterie, le cause della nostra condizione attuale, non brillantissima?</p>
<p class="MsoNoSpacing">Lasciamo stare le spiegazioni sociologiche, quasi sempre costruite a posteriori, adattando i fatti alle teorie piuttosto che queste a quelli; buone a chiudere la porta quando i buoi sono scappati; spesso complicate da una grandine di parole che le fa più simili a un’esibizione letteraria che a un lavoro scientifico.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Io non trovo gli italiani così peggiorati. Forse perché non mi sono mai aspettato da essi ciò che non mi avrebbero potuto dare. <span>È</span> vero, accadono fatti che ieri non accadevano, ma probabilmente non accadevano solo perché non ce n’erano le condizioni.</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-19158 aligncenter" title="78511717" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/01/78511717.jpg" alt="bianca balti - Italia" width="480" height="632" /></p>
<p class="MsoNoSpacing">Dicono che stiamo diventando razzisti.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Mica vero. Lo eravamo già. Al mio paese eravamo perfettamente convinti che quelli del paese vicino fossero dei solenni buzzurri e dunque non si dovevano permettere di guardare le nostre ragazze. Mentre noi, se guardavamo le loro, gli facevamo un favore. I due paesi erano divisi da una brughiera e da una modesta differenza nel modo di pronunciare le vocali e di troncare le parole. Trovo normale che un rimescolamento di genti e di culture come quello che stiamo vivendo crei problemi. Mi stupirei del contrario.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Dicono che stiamo diventando poco solidali.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Non mi pare. Non ho mai visto tante associazioni di soccorso ai meno fortunati come oggi, malgrado cinquant’anni di fregature e frustrazioni assortite. Se mai dovrebbe stupire, anche se è molto bello, che la gente continui a dare, quasi fosse un dovere, senza pretendere di sapere dove i suoi quattrini andranno a finire.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Dicono che siamo diventati qualunquisti. Che la politica non è mai caduta così in basso, che metà del paese vota per Berlusconi, grandissimo puttaniere al cospetto di Dio. Una cosa di cui vergognarsi. Vero. Ma facevo la stessa obiezione a mio padre, reo ai miei occhi di non essersi scrollato di dosso il Mascellone .</p>
<p class="MsoNoSpacing">Dicono che non amiamo la cultura, che leggiamo robaccia, che guardiamo la televisione. Come si fa a dire di no. <span>È</span> vero anche questo. Ma va pure detto, per completezza d’informazione, che gli italiani di una volta la televisione non la guardavano perché non ce l’avevano, che la robaccia la leggevano eccome, sia pure solo quelli che sapevano leggere; che i musei, le mostre, i concerti non sono mai stati frequentati come adesso; anche perché fa tendenza, anche perché c’è una maggiore disponibilità economica, certo, però è così.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Dicono che siamo machisti. Può darsi, ma di strada ne abbiamo fatta tanta da allora, a sentire ciò che dice Luigi Meneghello in “Libera nos a malo”: “ <em>La cura dei bachi da seta era uno di quei lavori supplementari che s&#8217;affidavano principalmente alle donne, perché non restassero in ozio: avevano solo da partorire fino a una dozzina di figli, da allevarne mezza dozzina, da cucinare per tutti, lavare, stirare, spazzare, rifare i letti, vuotare i vasi, lavare i pias</em><em>tti, cucire, rattoppare, rammendare, badare alle galline, curare i malati, pregare per il marito, andare in chie</em><em>a e baruffare un po&#8217; con le vicine. Come riuscissero ad andare anche in filanda non ho mai capito.</em>”</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/02/13_de_biasi_-_gli_italiani_si_voltano.jpg" alt="" width="585" height="391" /></p>
<p class="MsoNoSpacing">Ma allora, se gli italiani di oggi non sono peggiori di quel</p>
<p class="MsoNoSpacing">li di ieri, perché ha preso così piede l’uso di lagnarsi gli uni degli altri, sempre e per qualsiasi cosa?</p>
<p class="MsoNoSpacing">La causa non è una sola, tuttavia, sicuramente, scaricare le colpe gli uni sugli altri, quelli di sinistra su quelli di destra che non hanno senso civico e approccio sociale, quelli di destra su quelli di sinistra che non hanno senso di responsabilità e capacità di intrapresa, aiuta a non affrontare i problemi. E i problemi tanto meno si affrontano quanto più paiono grandi per le proprie forze e, di solito, paiono tanto più grandi quanto meno si crede in sé stessi. Legittimo il sospetto che lo sport nazionale del lamento affondi le sue radici in un calo dell’autostima nazionale e nelle crescenti difficoltà dell’ora; che non sia altro che un inconscio artificio di rimozione dei problemi veri.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Se prima ho detto che non ho percepito un peggioramento oggettivo degli italiani, ora devo dire che l’aumento delle difficoltà esterne e il calo dell’autostima, quelli li vado percependo, eccome.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Cinquant’anni fa gli operai credevano fermamente in sé stessi e nel proprio destino, anzi, grondavano letteralmente di coscienza di classe.</p>
<p class="MsoNoSpacing"><span>- Sun un operari, minga un <em>barlafùs</em><sup>(<a href="http://www.mentecritica.net/italiani-la-ricreazione-e-finita/informazione/democrazia-e-diritti/fma/19148/#footnote_0_19148"  id="identifier_0_19148" class="footnote-link footnote-identifier-link" title=" Soggetto cui non si pu&ograve; prestare fede ">1</a>)</sup><span><span class="MsoEndnoteReference"><span><span class="MsoEndnoteReference"><span> </span></span></span></span> &#8211; si sentiva dire orgogliosamente sui tram di Milano.</span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2009/02/foto89bis.jpg" alt="" width="560" height="400" /></p>
<p class="MsoNoSpacing">E la faccenda non riguardava solo gli operai. Anche i maestri pensavano d’avere una missione e naturalmente i sacerdoti, le madri e i padri di famiglia e persino i ragionieri, difficile da immaginare, ma i ragionieri ci tenevano alla loro partita doppia. Poi, un po’ per volta, chi per non parere sprovveduto, chi per continuare a essere amato, chi perché così fan tutti, tutti abbiamo abdicato a qualcosa della nostra identità, dunque del nostro ruolo. Naturalmente perché ce l’ha consentito la benevolenza dei tempi, quel nostro essere per somma di circostanze parte dell’ombelico del mondo. Anche se a qualcuno, come sempre, non gliel’hanno detto e non ne ha potuto godere.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Ora  pare che la ricreazione sia finita. Che a Mirafiori tale Marchionne abbia suonato la campanella e gli operai siano dovuti rientrare. Non c’era altra soluzione. Qualcuno lo ha chiamato ricatto, dimenticando che sarà così anche nell’ora della nostra morte. Ci sono momenti, nella vita, in cui le cose sono più forti di noi e non c’è scelta.</p>
<p class="MsoNoSpacing">Ora la cosa da fare è di non lasciarli soli. Sarebbe profondamente osceno se chi sta fuori pensasse di cavarsela con le chiacchiere, di fraterna solidarietà per gli uni, di vibrante biasimo per l’altro. Oltre che osceno, sarebbe pure ridicolo e di breve respiro.</p>
<p class="MsoNoSpacing">D’ora in poi saranno sempre più numerosi quelli che dovranno rientrare dalla ricreazione e non ci si dovrà stupire se pretenderanno di non essere soli a tirare la carretta. Com’è giusto. Perché un po’ per ciascuno non fa male a nessuno. Ciascuno secondo le proprie possibilità. Non sta scritto da nessuna parte che la giustizia sociale non si realizzi facendo tutti un passo avanti, piuttosto che continuando a tirare il culo indietro.</p>
<br />Note<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_19148" class="footnote"> </span>Soggetto cui non si può prestare fede </li></ol>Fine delle Note]]></content:encoded>
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		<title>Aspettando la Rivoluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 10:35:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La rivoluzione è un’azione violenta tesa a scardinare un ordine costituito, al fine di sostituirlo con un ordine nuovo.<br />
Ne la “Critica all’economia Politica” Marx sostiene che una costruzione sociale non perisce finché non abbia sviluppato tutte le forze produttive a cui può dare corso.<br />
In altre parole che non vi può essere rivoluzione finché i rapporti di forza, che hanno prodotto l’ordine sociale esistente, non siano mutati tanto da renderlo inattuale, dunque instabile.<br />
La Rivoluzione Francese può considerarsi a buon titolo il paradigma di tutte le rivoluzioni.<br />
Nella Francia dell’epoca la Borghesia deteneva già il potere economico, ma non aveva ancora accesso al potere politico, che restava appannaggio della Nobiltà e del Clero.<br />
Erano le condizioni oggettive per una rivoluzione.<br />
<span id="more-18199"></span>Dal canto loro “les Philosophes”, da decenni, andavano fornendo i lieviti atti a montare nell’opinione pubblica la consapevolezza della situazione.<br />
Ma la rivoluzione non è l’unica azione possibile contro il potere. Esistono anche la ribellione e la rivolta, che sono un’altra cosa.<br />
Le ribellioni e le rivolte sono dirette a sostegno di interessi più circoscritti sul piano economico, sociale, geografico. Spesso non hanno il fine primario di sostituirsi all’ordine esistente, ma quello più circoscritto di scrollarsi di dosso un giogo troppo pesante: tasse troppo alte, salari troppo bassi, condizioni di vita difficili.<br />
Si dice rivolta e vengono in mente i Ciompi, Masaniello, Cola di Rienzo.<br />
Ma ci sono state anche la Comune di Parigi del 1871, o la rivolta Spartachista di Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg del 1919. I movimenti di lotta armata negli stati centro americani degli anni sessanta (Cuba è un caso a sé), o i partiti armati fioriti nell’Italia degli anni settanta. In questi ultimi casi lo scopo perseguito era dichiaratamente il sovvertimento dell’ordine sociale, ma, evidentemente (sono sfociati in altrettanti fallimenti) la lettura delle condizioni oggettive era sbagliata.</p>
<p>Quel che deve essere chiaro, a chi voglia fare la rivoluzione, è che sono necessarie due cose: le condizioni oggettive e la risolutezza di un’opinione pubblica consapevole. In assenza della prima il risultato garantito è il fallimento. Se manca la seconda si offre il destro a chi detiene il potere di adeguare la struttura politica alle mutate condizioni economico-sociali, scongiurando la soluzione violenta.<br />
È ciò che avvenne in Austria, regnanti Maria Teresa e suo figlio Giuseppe, o in Prussia con Federico il Grande, monarchi coevi di Luigi XVI, ma assai più lungimiranti di lui.<br />
Abbiamo così scoperto  una terza condizione che serve per fare la rivoluzione: chi detiene il potere non deve fare abbastanza per evitarla, dev’essere sufficientemente ottuso da non capire che sta seduto su un barile di polvere, con la miccia accesa.</p>
<p>Posto che spesso leggo e sento dire, da almeno cinquant’anni, che questa è in una situazione che non può durare, che prima o poi qualcosa dovrà pur succedere, ho provato a chiedermi (lo chiedo anche a voi) se, nella situazione attuale, le tre condizioni che ho detto sussistano, oppure no.<br />
Partiamo dalle ultime due, le più facili da verificare; circoscrivendo il discorso all’Italia, il paese in cui viviamo, che ci interessa più da vicino.</p>
<p>Coloro che oggi detengono il potere, Berlusconi e banda, sono coscienti di stare seduti su un barile di polvere sul punto di deflagrare? Guardando a come si comportano, a come trascurano i problemi della nazione per badare ai propri, si direbbe di no, che somigliano più a Luigi e a Maria Antonietta, che a Maria Teresa e a Federico il Grande.<br />
Da questo punto di vista siamo a cavallo.<br />
La seconda condizione: l’opinione pubblica ha la percezione d’essere sulla soglia di un trapasso epocale? Esistono le condizioni soggettive per una rivoluzione?<br />
Parrebbe di si, a dar retta ai blog, ad ascoltare la gente nei bar. Ma non va dimenticato che sentimenti simili serpeggiano da sempre tra la popolazione, proclive per natura a pensare che uno schifo così non s’è mai visto, che non esistono più le mezze stagioni, che è ora di prendere i forconi e di infilzarli tutti. Bisogna considerarli per quel che sono, sentimenti dettati in larga misura dal bisogno di spiegare la propria condizione ascrivendone le cause ad altri, piuttosto che a sé   stessi. Una cosa sulla quale il bravo rivoluzionario deve sì lavorare, per volgerla dalla sua parte, ma senza farci grande affidamento.<br />
Non vedo Philosophes in giro, né Encyclopédie. Nessun Gobetti, nessun Gramsci. Neppure i loro nipotini. Soltanto assenza.<br />
La terza condizione, la più ardua da decifrare riguarda le condizioni oggettive. Esistono, qui e ora, le condizioni oggettive per rovesciare le classi dominanti e sostituirle con una classe nuova, che bussa prepotentemente alle porte? un Terzo Stato che reclama il ruolo che gli spetta?<br />
Non so voi, ma io, per quanto mi sforzi, non la vedo proprio questa classe nuova, motore della nazione, alla quale è negato l’accesso alla stanza dei bottoni.<br />
I metalmeccanici della FIOM, i terremotati de L’Aquila, i precari della scuola, i pensionati al minimo, i giovani con contratto a tempo determinato? Sarebbero questi la nuova classe sociale?<br />
Se devo trovare, in questi ultimi trent’anni, una categoria sociale che si è conquistata, tramite la normale prassi democratica, una rappresentanza politica che non aveva, ma alla quale aveva diritto, mi pare la piccola piccolissima impresa del Nord. So che mi sto attirando molte antipatie, ma credo corrisponda al vero. Cosciente che Bossi e Miglio non sono Diderot e D’Alembert.</p>
<p>Naturalmente questo non mi impedisce di concordare con chi dice che non stiamo attraversando un periodo di grandi soddisfazioni. Aggiungo soltanto che il constatarlo non basta per postulare che ne seguirà a breve una rivoluzione.<br />
Bisogna cambiare, risalire la china, su questo siamo tutti d’accordo. Il problema è come.<br />
Se fossimo in un regime autoritario la rivoluzione sarebbe l’unico modo. Ma in democrazia il potere già viene rimesso dai governanti, alla fine d’ogni mandato, nelle mani del popolo. Basterebbe che questi, ove fosse realmente scontento di come i suoi rappresentanti hanno gestito la cosa pubblica, li sostituisse con altri.<br />
Ci vedo una sola controindicazione: per poterlo fare bisognerebbe poter contare su una classe dirigente alternativa, <em>une nouvelle génération de Philosophes,</em> capace di immaginare e proporre una nuova meta, un orizzonte. Che consideri il potere un mezzo, piuttosto che un fine e dunque, in questo senso e solo in questo, rilanci una visione etica della politica.</p>
<p>La domanda allora diventa: come si fa a dotarsi di una classe dirigente?<br />
Non è facile dirlo in positivo.<br />
Ma possiamo provare a inventariare ciò che abbiamo fatto negli ultimi cinquant’anni, che probabilmente è anche ciò che ci ha portato nelle condizioni in cui siamo: un paese senza una classe dirigente.<br />
Per lo meno scopriremo ciò che non bisogna fare.<br />
Sarebbe già qualcosa.<br />
L’unico modo per selezionare una classe dirigente, posto che questa debba raccogliere i migliori, è il metodo impiegato nei cinodromi. Far correre la lepre fuori dalla portata di qualsiasi cane, in modo che dalla muta, matematicamente, si stacchino i migliori. È una brutta immagine, ma ha il pregio d’essere chiara.<br />
Il primo antropodromo per antonomasia è la scuola.</p>
<p>Negli ultimi quarant’anni l’abbiamo amputata, riconoscendole unicamente i compiti di istruzione e formazione, negandole quello di selezione. Bisognerà tornare al merito, alla selezione dei migliori. Una selezione metodica, determinata, senza sconti, abbandonando le teorie egualitaristiche secondo cui qualsiasi selezione equivale a una discriminazione. Detto come se discriminazione fosse una brutta parola. È di questi giorni la notizia secondo cui la Germania erogherà un ministipendio di trecento euro ai suoi studenti migliori, senza distinzione di censo. Mi sembra un passo nella direzione giusta.<br />
Il secondo antropodromo è la vita, il mondo del lavoro e delle professioni. Un’agorà che s’è andata sempre più specializzando nell’arte di selezionare a rovescio. Di premiare non i migliori, dai quali emergerebbe naturalmente l’antagonista del capro dominante, dunque il ricambio generazionale, ma i femminielli, usi a trascorrere la vita contendendosi i favori del loro mentore e protettore.</p>
<p>Le due cose si tengono.<br />
Per cambiare la seconda bisogna cominciare dalla prima.<br />
Ma per farlo bisogna essere tutti d’accordo, anche quando a essere discriminati sono i nostri figli.</p>
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		<title>Realtà sociale, Porta Palazzo (Torino): Lega e Sinistra, Visioni Diverse</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 08:00:48 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ho fatto per un attimo zapping e sono finita su La7 mentre a Tetris  mostravano un servizio sul rapporto Lega-Piemonte. Scorrevano le immagini di un leghista che accompagnava alle urne due anziani e di Borghezio a Porta Palazzo. Finito il servizio, in studio la parola è andata a Niki Vendola che ha manifestato la sua angoscia rispetto a ciò che aveva visto e sentito. Io, invece, seppure non angosciata ho ripreso atto nuovamente della distanza abissale tra politici di sinistra e realtà del paese. Evidentemente, è una realtà che non interessa e/o della quale in troppi, in quella fantomatica zona politica, non sono in grado di comprendere.</p>
<p>Infatti, vi sono politici di sinistra &#8211;  e Vendola mi pare storicamente e ideologicamente uno di questi &#8211; che vedono la vita quotidiana, la realtà di quartieri, case, scuole, in modo completamente diverso da come la vede una parte della gente che ci vive. La domanda è: Vendola, dove e come vive? E’ mai stato a Porta Palazzo? Trova che abbia una conformazione civile, gradevole. Che sia a misura d’uomo?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/stadiocopia.jpg" alt="" width="500" height="519" /></p>
<p>L’errore sarebbe quello di ridurre la questione agli immigrati. L’errore è quello di non capire come sono visti gli immigrati. Come gran parte della gente che vive in zone popolari li percepisca come quelli a cui “spetta tutto al posto di noi italiani”.</p>
<p>Porta Palazzo non è certo mai stata una zona gradevole e civile, ma, rispetto ad anni fa, l’ho rivista (non in tv) e l’ho trovata “inquietante”. Non che Milano sia priva di zone di questo tipo. Certo. Perché il punto della questione, impossibile da comprendere a certa sinistra, è che sia Milano sia Torino hanno zone abbandonate al senso del vivere insieme nella diversità, a misura d’uomo. Il quartiere, una parte del quartiere, nasce e cresce brutto. Contro la persona. Poi arrivano gli immigrati che, piaccia o no a Vendola ed altri di sinistra, l’abbruttiscono ulteriormente. Perché non sono particolarmente “attratti”, giusto per fare un esempio, dall’”idea” del senso della pulizia. Ovviamente, non bisogna generalizzare. E gli italiani, del resto, sono un esempio di inciviltà planetaria. Cresce sempre più, quel che è peggio nei giovani e non certo per loro totale responsabilità, la mancanza di senso civico, di rispetto per il bene collettivo.<br />
Gli immigrati si sono “inseriti” in questo contesto e hanno dato il loro contributo. Per peggiorare ulteriormente le condizioni ambientali. Intendiamoci: non è una regola. Ma una realtà facilmente rilevabile soprattutto nei grandi centri urbani. A Bari non sarà così. Manco a Lecce o Gallipoli. Ma a Milano e Torino è così.</p>
<p>Io non sono rimasta inquietata o angosciata nel vedere un’anziana grata ad un leghista che l’accompagnava al seggio a votare. E non mi sono neppure irritata per quella donna che si è rivolta a Borghezio dicendo: questo devo vedere quando apro la finestra.<br />
Non so se a Porta Palazzo si commettano reati in pieno giorno, oppure la signora fosse solo infastidita dall’insieme, dai colori, dagli odori, dalla confusione. Se anche fosse solo. Se proprio fosse così&#8230;</p>
<p>Bisognerebbe cercare di capire e spiegare alla signora e a tutti coloro che la “pensano” come lei che ci sono persone che hanno mentalità e abitudini diverse. Ma bisognerebbe che qualcuno spiegasse agli immigrati che una via, un quartiere non è un perenne bazar né, tanto meno, una discarica.</p>
<p>Vi sembra razzismo questo?</p>
<p>Detto questo. Mesi fa sono stata alla Fiera dell’Artigianato che da qualche anno di svolge a Milano. Ci sono andata sia in un giorno festivo sia in un giorno feriale. Sapete quali erano gli stand più affollati? Quelli dei paesi africani e anche di alcuni paesi asiatici. Capito?</p>
<p>L’odore che c’era in quei padiglioni non era quello di certe vie di Milano e immagino, anche, Torino.  Ma non c’era certo profumo di violetta. Eppure, erano stracolmi. Anche nei giorni feriali. Tutti a guardare, cercare, i loro prodotti. Di qualsiasi tipo. Per due motivi: più originali rispetto a certo artigianato italiano e, soprattutto, a costi inferiori.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/01/rad89C69.tmp_.jpg" alt="" width="587" height="400" /></p>
<p>E’ semplice. Le città, le strade, le case dovrebbero essere questo: un padiglione di una fiera dove si incontrano persone con teste, modi di porsi, abitudini diverse, ma con una sensibilità comune: conoscere le rispettive differenze, apprezzarle, valorizzarle. Nel rispetto della legalità ma, anche, nel rispetto delle idee, degli usi altrui. Cosicché, quando una persona si affaccia alla finestra, possa vedere un universo legale, colorato, armonioso, rispettoso e si senta a suo agio.</p>
<p>Tutto ciò non si realizza in un giorno. Ma in anni. Solo che, se non si inizia, non si arriverà mai a realizzare un insieme comune. Né, ci si arriverà se l’unico sentimento di alcuni politici è il rigetto all’immagini e all’ascolto di gente che, in prevalenza, non è razzista. E’ che non ha la visione di Vendola. Non vive, in senso fisico, come Vendola. E la sinistra non è stata capace e continua a non essere in grado di capire, se si tratti esclusivamente di ignoranza, pregiudizio o, forse, peggio ancora. Credo che sia solo una questione di questo tipo e non anche un reale disagio, una rabbia, una delusione motivata. Perché una grandissima parte di italiani non è razzista. E’ che non ha la visione di Vendola. Non vive come Vendola.</p>
<p>La Lega non è la risposta a quella signora che apre la finestra su Porta Palazzo o agli anziani che devono andare al seggio. Questo è il nostro principale problema: che non può essere una certa concezione leghista ma neppure la sinistra astratta e immersa in un’ideologia fiabesca che si limita a dire: ci vuole integrazione.</p>
<p>Come, dove, quando e in che modo?</p>
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		<title>Italiani all&#8217;Estero Arrestati-Rapiti e Liberati: Come Funziona.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 06:56:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Funziona così. Sei uno di quelli che la crisi economica manco sa cosa sia. Anzi. Ti annoia questo parlottio sullo zerovirgolazerozerozero1 del prodotto interno o esterno che sparisce o non cresce o cresce solo dello zerovirgolaeccetera per non ripetere. Sei uno di quelli che mentre slalomi nel traffico con il tuo suv da vero s.u.c.a.b.s [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Funziona così.</p>
<p>Sei uno di quelli che <strong>la crisi economica manco sa cosa sia.</strong> Anzi. Ti annoia questo parlottio sullo <em>zerovirgolazerozerozero1</em> del prodotto interno o esterno che sparisce o non cresce o cresce solo dello <em>zerovirgolaeccetera</em> per non ripetere.</p>
<p><strong>Sei uno di quelli </strong>che mentre slalomi nel traffico con il tuo <strong>suv</strong> da vero <em><strong>s.u.c.a.b.s</strong></em> (sono un coglione a bordo suv) clicchi su è giù nel web per cercare il nuovo modello del tuo prossimo fuoristrada (che guiderai sempre da sucabs) e delle “idee” per il tuo <strong>prossimo viaggio vacanza.</strong>Sì. Perché è ora di concedersi una pausa. Insieme alla tua compagna. Lasciando a casa il resto della famiglia allargata che durante i week-end torna al genitore biologico, ma, più spesso, veleggia al mare o fa una grigliata in montagna.</p>
<p>E poi, se rimangono qui ti potrebbero servire…</p>
<p>Hai già esplorato il mondo. Sei stato a <strong>Sharm </strong>El Sheik nel <strong>1973</strong> <strong>quando </strong>i rapporti tra egiziani e israeliani erano turbolenti.</p>
<p>Sei stato a <strong>Los Roques quando</strong> ancora i trasferimenti interni avvenivano con le liane di Tarzan. Certo. L’hai vista brutta; ma era proprio ciò che volevi.</p>
<p>Sei stato a fare un safari nel <strong>Botswana quando</strong> il tuo salumiere e l’estetista di tua moglie (la prima) andavano allo zoosafari di Fasano.</p>
<p><strong>Sei stato in ogni</strong> dove e quando a rompere i coglioni agli <strong>indigeni</strong> locali che hanno ben altro a cui pensare che organizzare “percorsi insoliti e inesplorati”, e che quando vedono arrivare quelli come te pensano: <em>ecco il solito coglione occidentale in cerca di avventura, facciamogli venire il tremor di culo.</em></p>
<p>Se sei uno di questi, e trovi qualche indigeno che ha superato l’era del cannibalismo ma gli rimane la voglia di spiegarti che gli stai rompendo i coglioni e <strong>insieme al suo gruppo Facebook</strong> (fisico non virtuale) ti rapisce, avrai ciò che cercavi: una <em>“vacanza diversa, nuova, eccitante”. </em></p>
<p>A casa tua, nel paese occidentale, i tuoi figli e i figli della tua compagna ma anche la tua ex moglie se con lei hai rapporti civili e perché no, l’ex marito della tua attuale compagna se ha mantenuto rapporti civili con la sua ex moglie, faranno un appello in <strong>tv </strong>e ai <strong>giornali </strong>(capito adesso perché è sempre meglio che parte della famiglia allargata stia a casa) per la tua liberazione.</p>
<p>Appello al quale non rimarrà insensibile il tuo <strong>ministro degli Esteri,</strong> che per sottrarre un coglione come te dal ritorno del cannibalismo pagherà un riscatto con i soldi di quelli che hanno visto diminuire il potere d’acquisto del loro reddito in misura maggiore dello <em>zerovirgolazerozerozero1</em>. Sai, quelli che si vedono ogni tanto in tv sopra un tetto, fuori da qualche cancello di un’azienda, in mezzo ad una tangenziale e che ti costringono a fermarti mentre slalomi a centocinquanta all’ora in culo al codice stradale.</p>
<p>Quelli che..nella migliore delle ipotesi, vanno in vacanza a Cesenatico.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-17565 aligncenter" title="afghanistan1" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2010/04/afghanistan1.jpg" alt="" width="590" height="400" /></p>
<p><strong>Se invece sei </strong>un medico&#8230;</p>
<p>Di quelli che anziché lavorare in un ospedale milanese o lombardo, anche perché non sei ciellino, decide di mettere a compimento il giuramento di Ippocrate andando a esercitare la sua professione in Afghanistan. Per guarire, per salvare la vita a una popolazione che vive in povertà tra il fuoco degli ‘esportatori’ di democrazia e quello talebano.</p>
<p>Se sei uno di questi medici, ti potrebbero <strong>arrestare </strong>da un momento all’altro e accusarti di nulla. Il tuo ministro degli Esteri, tra una <strong>raccolta fondi </strong>per liberare il <em><strong>sucabs</strong></em> rapito dagli indigeni in lotta con i governativi o dai pirati a corto di contratti cinematografici, si “raccoglierà in preghiera” sperando che tu, medico di Emergency in Afghanistan, non sia colluso con il terrorismo talebano. Perché lui non ti conosce, non sai chi sei. Per lui sei uno che sta con un’<strong>organizzazione di </strong>“sinistra” che non vuole la presenza dei <strong>soldati </strong>italiani in Afghanistan.<br />
Chissà di quale atto criminale ti potrai essere macchiato.</p>
<p>Se sei uno di questi medici dovrai solo sperare di avere, personalmente o tramite l’organizzazione con la quale lavori, qualche conoscente internazionale e una società civile italiana che crede che tu sei là non per girare una fiction, ma per salvare vite umane; per ridare alle persone – soldati e civili – dignità fisica e psichica.<br />
Potrai solo contare su queste persone che faranno sentire la loro voce così forte che, guarda quanto è buffa la vita, il ministro degli Esteri potrebbe “riconsiderare” la sua <strong>inazione </strong>e rivedere i suoi piani.<br />
E, magari, non attingere ai fondi per i <em>sucabs.</em></p>
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