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Don Vicienzo

Lo sguardo di Vicienzo è tranquillo. Il viso sorridente è illuminato da una luce soffusa, la posa rilassata. Vicienzo indossa un giubbotto blu. Il taglio sembra buono. Niente di eccezionale, una cosa sui 100, 150 euro calda e di buona qualità, ma comunque di sintetico, da grande magazzino.

Niente simboli di partito. Chi vota per Vicienzo lo fa per lui e non per la tessera che porta in tasca. Bella foto. Riuscita. Comunque, quello che risalta di più è lo slogan: De Luca, una speranza c’è.

Siamo ufficialmente all’ultima spiaggia.

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Il Pericolo della Democrazia

In Puglia, almeno a quanto si legge sui giornali, Niki Vendola vince le primarie per la candidatura a presidente della regione. Il fatto in sé ha un interesse relativo trattandosi di questioni locali, ma è interessante ragionare su un meccanismo che mette continuamente in crisi se stesso.

A quanto pare, l’unico a non aver capito il vero senso delle primarie è il Partito Democratico. Le cose sono due:

  1. Il partito individua un candidato indifferente alla volontà popolare. Non indice primarie, lo candida, lo sostiene e si assume la completa responsabilità del risultato.
  2. Il partito si rimette alla volontà dell’elettorato. Si rende terzo rispetto ai candidati limitandosi ad organizzare operativamente le primarie e sostiene con tutti gli strumenti necessari la persona più gradita al suo elettorato.

La prima è la vecchia strada centralista. Quella che, in epoca di preferenze e di collegi conquistati a colpi di raccomandazioni, pensioni concesse allegramente e visite porta a porta agli elettori, consentiva al P.C.I. di redigere un listone, rigorosamente in ordine alfabetico, dove chi doveva essere eletto non aveva nemmeno bisogno di farsi propaganda personale.
La seconda dovrebbe essere quella del futuro dove è la base a fare il programma e a trovare la persona che lo sostiene.

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Tav vs Aereo: chi Vince?

19 gennaio, 2010 di Storie Italiane  
Archiviato in Appunti Italiani, Consumo CriticaMente, latest

L’opinione di DiabolicoMarco.
Tornato da poco da Milano dico: Treno batte Aereo 1 a 0.
Nel mio caso viaggiavo per lavoro, su una tratta blasonata e per andare dal centro di Roma al centro di Milano.
Sono andato alla stazione Termini (1 euro per il tragitto urbano). Sono salito su uno dei nuovi Freccia Rossa. I sedili di 2a classe sono comodi anche per uno della mia stazza, sotto il tavolinetto ci sono le prese per l’elettricità e, difatti, la maggior parte delle persone armeggiava con notebook e altri gingilli.
Io ho letto un libro, ascoltato un po’ di musica, sonnecchiato. Il tragitto doveva essere coperto in 2 ore e 59 minuti (sic!). Invece tra Firenze e Bologna il treno è andato sulla linea lenta e quindi è arrivato con 35 minuti di ritardo. In ogni caso, dopo 3 ore e mezza ero alla stazione centrale. Quattro fermate di metro ed ero al mio albergo, non lontano dal Castello Sforzesco. Il treno è pulito. Ogni tanto passa un omino che controlla i bagni e i vagoni. Sui tavolinetti ci sono delle riviste che trattano di articoli economici sul “lusso e il design made in Italy”. I treni non sono “spaziali” come me li immaginavo. Più che altro make up. Però il treno non fa fermate. Fuori e buio e, anche se non sembra di andare poi così tanto veloci, quando rallenta e vedo che stiamo passando per Firenze rimango stupito.

Per tornare ho preso l’aereo. Da una stazione che si trova a 5 minuti dal mio albergo parte il “Malpensa Express” che effettua 3 o 4 fermate e ci impiega 40 minuti per arrivare all’aeroporto (11 euro). Quindi anche se il mio volo è alle 19 devo partire alle 17. Arrivo al terminal 1, ma il mio volo parte dal terminal 2. Prendo un autobus navetta gratuito (almeno questo) in cui stiamo stipati come galline in un covatoio. Giriamo per più di dieci minuti tra parcheggi e altre strutture aeroportuali che sembrano abbandonate. Alla fine la navetta ci scarica al teminal 2, davanti agli arrivi.
Affronto una fila tremenda per gli inutili controlli di sicurezza sopportando con pazienza zen tutti i cafoni che passano avanti perché “hanno un volo da prendere” (come se noi coglioni che stiamo in fila fossimo lì per qualche altro motivo).
Easy-jet terrorizza i viaggiatori dicendo che non aspetta nessuno e che bisogna essere al gate entro le 18.30. Sono le 18.00 e la fila è enorme quindi un po’ di apprensione è naturale.
Intanto sui tabelloni il volo per Roma è indicato come in partenza alle 18.55 (e non alle 19.00). Sono le 18.30 quando faccio passare il mio zaino contenente un deodorante liquido in bottiglietta da 200ml senza alcun problema sotto lo scanner. Tutti i cafoni che si sono scapicollati sono fermi davanti ai monitor che indicano il gate per Roma: Gate D. D e basta. Peccato che ci sono da D1 a D25. Sono le 18.45 quando finalmente decidono di imbarcare il volo delle 18.55 (ritardo garantito, ma ancora non annunciato). Le solite menate delle low cost ecc. ecc. Dovevo atterrare alle 20.05 sono atterrato alle 20.30.
Quindi ho impiegato lo stesso tempo dell’andata: dalle 17.00 alle 20.30. Solo che per tornare al centro di Roma dovrei prendere un altro treno il “Leonardo Express” (altri 11 euro) e mi ci vorrebbe almeno mezz’ora (se mi dice bene). Per fortuna abito vicino all’aeroporto e quindi questo problema non si pone.

Economicamente parlando:
Treno: biglietto urbano Roma + Frecciarossa + Biglietto urbano Milano: 1 +89 + 1 = 91 euro
Aereo: Malpensa express + volo Easy Jet + Leonardo Express: 11 + 87,50 + 11 = 109,5 euro

Tempi:
3 ore e mezza circa. Ma, mentre con il treno sono continuative (tipo potresti farti un sonno), con l’aereo sono frammentate in “eventi” da 45/50 minuti.

L’opinione di Doxaliber
Anch’io ho fatto il viaggio in andata in treno ed il ritorno in aereo.
All’andata avevo il posto prenotato e non ho avuto grandi problemi, ma sono stato fortunato. Come quando era partito mio fratello anche in occasione del mio viaggio le porte di alcune carrozze non si aprivano e quindi alcune persone che avevano prenotato il posto in realtà il posto non ce l’avevano. Io ho pensato: mi è andata di culo. Però a Brindisi il capotreno ci ha avvisato che a causa di imprecisati guasti avremmo dovuto cambiare treno a Bari. La prima cosa che mi ha sorpreso è l’incredibile pazienza dei viaggiatori salentini. Nessun urlo, nessun “lei non sa chi sono io”, ma solo tanta paziente rassegnazione unita al classico fatalismo meridionale. D’altro canto sono secoli che le cose vanno così e chi viaggia è ormai abituato al peggio. A Bari, naturalmente, ressa. Incredibilmente di nuovo porte che non si aprivano e, tra passeggeri che dovevano salire a Bari e passeggeri che scendevano dall’altro treno, non vi dico il casino. Io poi ero fortunato: un solo piccolo trolley, ma c’erano persone che avevano più di una valigia o valigie pesantissime. Dopo la solita battaglia per salire sul treno, che io conosco benissimo, riesco a riprendere posto a sedere. La prima scoperta: il cesso della mia carrozza è scoppiato, nella carrozza entra un tanfo indicibile, vomitevole.

Dopo aver fatto un viaggio che solo i deportati di Dachau avrebbero potuto invidiarci, finalmente arrivo alla stazione di cambio: Parma. Il treno ha un’ora di ritardo e quindi perdo la coincidenza. Sono già distrutto, ma in compenso la stazione di Parma è in rifacimento quindi è tutta chiusa. Esiste una piccolissima area di ristoro che però è stracolma di gente. L’aria è gelida ed io dovrei aspettare 2 ore per la coincidenza. Alla fine mettono un treno straordinario, ma scopro solo dopo che è un treno straordinario. Vedo sul display un treno per La Spezia in partenza che però non dovrebbe esserci, penso che se c’è sul display allora sicuramente non è un errore. Questo treno parte mezz’ora prima dell’altro. Mi infilo dentro e sento un sacco di gente che si chiede quali fermate intermedie farà. Neanche il controllore sa dirlo. Conferma soltanto che trattasi di treno straordinario. Qualcuno chiede: perché non lo avete annunciato all’altoparlante? Il controllore fa spallucce. Alla fine arriverò a La Spezia con 3 ore di ritardo ed un viaggio della durata totale di quasi 16 ore, distrutto.
Ritorno in aereo: mio fratello mi accompagna a Pisa, partiamo con ragionevole anticipo perché bisogna passare presso una zona che era allagata a causa del maltempo. Per fortuna non abbiamo problemi. All’aeroporto, avendo già fatto il check in online ed avendo solo bagaglio a mano, cazzeggio un po’ con mio fratello. Quando è quasi ora passo attraverso i controlli e saluto mio fratello. Effettuati i controlli giro per i negozi duty free dell’aeroporto ed attendo l’imbarco. C’è un ritardo perché l’aereo non è ancora arrivato. Alla fine ci imbarcano con mezz’ora di ritardo. L’aereo è piccolo, ma è comodo, si possono addirittura tenere accesi i cellulari (io li spengo ugualmente perché suppongo che le tariffe di chiamata siano esose). Durante il volo è una continua vendita: mangiare, sigarette senza fumo, lotterie, altri oggetti. Il personale è comunque gentile e non forza all’acquisto. Il viaggio è comodo e dopo un’ora e 20 di volo sono a Brindisi. Scendo dall’aereo e ad aspettarmi c’è la mia ragazza, non sono stanco e quindi ne approfitto per prendere un caffè con lei.
Nel pomeriggio esco nuovamente e mi godo l’intera domenica.

Aereo vince su treno 1000 a 1.

Quello che più mi colpisce dei treni è vedere che invece di un miglioramento c’è stata una regressione. Quando abitavo a Reggio Emilia uscirono i primi Eurostar. Erano rossi e bianchi ed io, che all’epoca ero costretto ancora a viaggiare su treni espresso a gasolio degli anni 50 (in legno con tanto di quadretti all’interno), mi chiedevo se avrei mai viaggiato su quei treni. Beh: dopo qualche anno la linea per Lecce fu effettivamente elettrificata e, dopo qualche altro anno, sulla tratta Lecce-Milano furono messi questi treni eurostar. La cosa bella non era tanto il risparmio di tempo, ma il fatto che finalmente la prenotazione fosse obbligatoria e quindi non si creavano resse assurde per riuscire a sedersi.

Ebbene, ad un certo punto questi treni li hanno tolti: la linea non è adatta ai treni ad alta velocità, dicevano, ma vi metteremo nuovissimi treni Eurocity.
Neanche a dirlo, i nuovissimi treni Eurocity sono i vecchissimi espresso che in alcuni casi non si sono nemmeno presi la briga di riverniciare. In compenso il costo dei biglietti è salito. Io per andare a La Spezia ho speso 100 euro. Con l’aereo? 10 euro, il 90% in meno!
Sui treni si legge di tutto: gente che ha preso i pidocchi o le zecche, alcuni hanno avuto infezioni della pelle, aria condizionata e riscaldamento che non funzionano, locomotive che si rompono. Viaggiare verso sud è davvero un’avventura.

Tuttavia io credo che ci sia anche un discorso regionale. Lecce è a tutti gli effetti una stazione terminale ed, in quanto tale, dovrebbe avere maggiore considerazione. Parliamo di una provincia con quasi un milione di abitanti e che, in quanto a numeri di turismo, è la prima della regione. Eppure l’autostrada finisce a Bari, l’elettrificazione l’hanno fatta 15 anni fa ed il 90% dei treni si ferma a Bari, nonostante i treni che partono da Lecce siano sempre stracolmi di passeggeri. Le ragioni di certe scelte non possono che essere politiche, non c’è bisogno di essere campanilisti per capirlo.

E voi, cosa ne pensate?

Senza Berlusconi avremo un’Italia migliore?

L’altro ieri si è consumata l’ennesima manifestazione contro Berlusconi. Ne avevamo bisogno? Secondo me no. Berlusconi è un simulacro dietro al quale tutti noi abbiamo nascosto le nostre colpe, non importa che lo si ami o lo si odi, non tutte le divinità hanno caratteristiche positive. Da queste parti abbiamo già fatto notare come una buona parte degli abitanti di questa nazione senta il bisogno di affidarsi ad una guida per andare avanti, da ciò si desume che Berlusconi non è altro che uno degli Sherpa ai quali ci affidiamo ciecamente sperando di raggiungere la vetta. Abbiamo anche fatto notare come l’impegno civile del cittadino si risolva il più delle volte un po’ di indignazione prêt-à-porter, una discesa in piazza qui, una raccolta firme là, cose che non costano sudore e sacrificio e soprattutto che non cambiano assolutamente lo stato delle cose.
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Il Mistero dello Sceriffo

1 dicembre, 2009 di Comandante Nebbia  
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Dico subito che scrivo di una persona che mi è simpatica, tenetene conto quando leggerete.
Vincenzo De Luca è il sindaco di Salerno. Ci siamo stretti la mano un paio di volte e scambiato qualche parola, ma non posso dire di conoscerlo. Di lui posso valutare solo l’immagine pubblica, le notevoli opere e le tante omissioni della sua attività politica.

Vincenzo De Luca è un politico di vecchia generazione. Non avrei mai pensato che questa definizione potesse diventare un complimento. Per chi non lo avesse capito, oggi lo è. Vicienzo ‘o sceriffo, come lo chiamano familiarmente i salernitani, fa politica pensando “alla base” e non al partito. E’ sindaco di Salerno per la terza volta, dopo l’intervallo di legge, contro la volontà del partito democratico (allora DS) che aveva candidato un’altra persona. De Luca si è fatto la sua lista e ha preso la maggioranza assoluta.  A Salerno non c’è un consiglio comunale, ma un politburo.

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Neghiamoci Giustizia in Nome del Principio

17 novembre, 2009 di Comandante Nebbia  
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Nella notte tra il 26 ed il 27 ottobre 1991, il teatro Petruzzelli di Bari fu completamente distrutto da un incendio. Il rogo, dopo le prime indagini, apparve doloso e partirono le indagini della magistratura. Indagini che, dopo un percorso tortuoso, conducono all’istruttoria di un processo contro Ferdinando Pinto, il gestore del teatro che, secondo l’accusa, avrebbe ordinato l’incendio dello stabile per coprire una pesante situazione debitoria personale.
L’8 aprile del 1998, Pinto viene condannato a 7 anni e 8 mesi di reclusione. Il 6 aprile del 2001, in appello, la condanna viene ridotta di due anni. Nel secondo processo di appello, disposto dalla Corte di Cassazione e conclusosi il 14 luglio del 2005, Pinto viene assolto. La sentenza diventa definitiva nel gennaio 2007 con la decisione della Suprema Corte. Tra l’incendio e la sentenza definitiva passano sedici anni. A settembre del 2007, il difensore di Pinto, l’ avvocato Michele Laforgia, presenta alla corte di appello di Lecce, competente per territorio a trattare i procedimenti che riguardano la magistratura di Bari, un ricorso per la «non ragionevole durata del processo».
Intervistato a “La Storia Siamo noi” Pinto dichiaraSe avessi immaginato di stare 16 anni intorno a questa vicenda mi sarei suicidato. La mia vita maciullata, l’impossibilità di lavorare, l’impossibilità di sentirmi un uomo, vivo.

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Cosentino e l’Acqua Calda

11 novembre, 2009 di Comandante Nebbia  
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Stamattina i giornali aprono ancora una volta parlando del caso Cosentino. Incominciano a spuntare altri nomi (Landolfi e Bocchino, secondo il Corriere della Sera on Line), ci viene proposta una copia dell’ordinanza cautelare (per quei pochi che non ne hanno ancora ricevuta una, incominciate a familiarizzarvi) , La Repubblica on Line, forse in attesa dell’inevitabile intervento dell’immarcescibile Saviano, si mantiene più defilata.

Io non entro in merito. Non so nulla di questa specifica cosa. Non ho notizia di fatti precisi. Non conosco Cosentino. Landolfi e Bocchino sono solo dei nomi per me. Uno dei due nomi mi fa anche un po’ ridere. Mi diverto con poco.

Un po’ mi fa ridere anche questa generale discesa dal pero di giornalisti e politici.
Ammettiamo pure che io sia avvantaggiato. Ho passato in Campania una consistente aliquota della mia vita. Parlo la lingua, conosco gli usi e riconosco il sistema, ma a Roma, a quanto pare, è tutta una segnata novità.

Allora,  per chi ignora, forse è il caso di scrivere giusto due righe per dire, senza troppi giri di parole, quale è la situazione attuale in Campania. Lo dico da cittadino campano che ha contezza di questa realtà per percezione diretta.

pulcinella-j

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Esercizi di Sillogismo

25 ottobre, 2009 di Storie Italiane  
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Vuol sapere la verità? A me dell’incarico di presidente delle Regione ormai non me ne frega nulla, ma del rapporto con mia moglie sì. Le ho chiesto perdono, ho sbagliato, forse lei ha capito. Io sono cattolico e arrivo ad ammettere che ho peccato, ma un monsignore molto importante diceva: “In chiesa si può entrare anche attraverso un peccato”. E io ho sbagliato. Ma sa quando ho toccato il fondo? Quando ho visto gli occhi di mia figlia di otto anni sconvolti l’altra sera mentre guardava alla tv un servizio sul caso Marrazzo. E quando si è messa ad urlare chiedendo della madre..

fonte

«Sono pentito, ho sbagliato e adesso sono pronto a pagare. Mi è crollato il mondo addosso, di colpo. E non vo­glio farmi vedere in giro almeno per un po’, non voglio apparire, non vo­glio dichiarare nulla: tutto ciò che chiedo, adesso, è sparire. Basta, voglio sparire»
fonte

Ricordatevi che saremo molto più duri con chi non farà il suo dovere che con i nemici.

fonte personale

§§§

Forse l’indignatio che provo di fronte al fiume di merda, che esce fuori dall’affaire Marrazzo, mi impedisce di scrivere un pezzo articolato; cosicché posso soltanto esprimermi per affermazioni sillogistiche:

  1. Nella Rivoluzione Francese chi aveva partecipato ad un’assemblea non poteva essere eletto in quella successiva.
  2. Questo principio, se fosse stato applicato sempre, avrebbe evitato la formazione di caste, l’arroganza del potere, la morte dell’empatia.
  3. Leggi il resto

La Lotteria per Mezze Calzette

9 ottobre, 2009 di Comandante Nebbia  
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Ieri mattina sbirciavo la cronaca locale del “Il Mattino” dove si leggeva:

La dea della fortuna bacia per la seconda volta, in meno di una settimana, l’Agro nocerino sarnese. Dopo la vincita a Sarno lo scorso giovedì, sabato sera la rendita ventennale da quattro mila euro al mese data da Win for Life, nuovo gioco della Sisal, se l’è aggiudicata molto probabilmente un nocerino. ” (fonte)

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La Legge è Uguale per Tutti? No Solo per Silvio

Ieri, la Corte Costituzionale ha stabilito che il Lodo Alfano viola la costituzione. L’immunità per gli uomini che ricoprono le quattro più alte cariche dello stato violerebbe il principio di uguaglianza dei cittadini italiani di fronte alla legge (art. 3 della Costituzione) e l’obbligo di ricorrere ad una legge costituzionale per modificare un principio costituzionale (art. 138 della Costituzione). Quest’ultima cosa sembra banale, ma è perché noi siamo tutti ignoranti e non abbiamo studiato.

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Esiste la Libertà di Stampa in Italia?

7 ottobre, 2009 di Comandante Nebbia  
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Sì. Secondo me esiste libertà di stampa in Italia. Io credo, anzi sono sicuro, che non esista nessun ufficio governativo che ogni giorno legge in anteprima i quotidiani e decide chi deve uscire e chi no. Né mi aspetto che se adesso scrivo che, secondo il mio parere, Berlusconi persegue essenzialmente interessi personali attraverso la politica e molte sue affermazioni pubbliche appaiono palesemente architettate per la conquista del favore di povere menti, la polizia segreta o l’OVRA mi vengano ad arrestare nella notte.

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Il Mal Sottile dell’Opposizione

5 giugno, 2009 di fma  
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Il potere politico non dovrebbe essere il fine, sebbene spesso lo sia, bensì il mezzo per realizzare un progetto di polis.
Secondo Platone la città ideale dovrebbe avere tre classi di cittadini e però a governarla dovrebbero essere i filosofi, che sono la proiezione della parte razionale dell’animo umano. Ai guerrieri e ai lavoratori si spiegherà che é per il loro bene e se ne faranno una ragione.

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Meccanica dei Rapporti Piccanti

29 maggio, 2009 di Comandante Nebbia  
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Piccante.
Sono anni che uso questo aggettivo solo ed esclusivamente in relazione al provolone. Alla gastronomia a base di peperoncino, da buon campano, è riservato l’aggettivo “forte” che nella nostra vulgata si associa al salame, al soffritto (un piatto a base di cuore, polmone e frattaglie varie con pomodoro, alloro e peperoncino), agli spaghetti aglio e olio e così via.
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Cronache del Basso Impero

26 maggio, 2009 di Comandante Nebbia  
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Berlusconi muore, ma è tranquillo. Prima dell’ultimo viaggio, infatti, si è procurato tutte le autorizzazioni giuste. L’estrema unzione, poi, l’ha ricevuto dal Santo Padre in persona prelevato dal Vaticano e trasportato d’urgenza in Sardegna da uno squadrone di elicotteri della marina militare.
E infatti eccolo caracollare, tutto baldanzoso, lungo il viale dei campi Elisi verso i cancelli dorati del Paradiso, attorniato da nugoli di Angeli (e Angele come nota l’occhio allenato del Premier) che cantano le Lodi dell’Altissimo.

Giunge infine al cospetto di San Pietro che è uomo di mondo e sa benissimo come stanno le cose. Senza nemmeno levare gli occhi dal registro con voce annoiata gli fa la domanda di rito:
“Sei venuto in letizia?”
Berlusconi, preso alla sprovvista, risponde istintivamente:
“No, assolutamente, è una menz…”
Non riesce nemmeno a terminare la frase che si ritrova all’inferno.

Morale: Ogni tanto, quando ti fanno una domanda, conviene dire la verità.

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Il CLVB dei Riformati

19 maggio, 2009 di Comandante Nebbia  
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Su segnalazione di un amico ho recuperato questo articolo del 4 aprile di Unita.it dove si parla della Guardia Nazionale Italiana. La notizia mi era sfuggita.
Leggo, mi preoccupo, ma poi vado sul sito guardianazionaleitaliana.org e mi distendo.

Le pagine del sito mi ricordano, stranamente, le due visite che ho fatto al Vittoriale degli Italiani, l’ultima dimora di Gabriele D’Annunzio, suo mausoleo personale, oltre che sepolcro degli anni italiani che hanno preceduto l’avvento del fascismo.

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Il Poliziotto Buono e Quello Cattivo

14 maggio, 2009 di Comandante Nebbia  
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Per chi, come me, ha visto tanti film polizieschi questo titolo non necessita di alcuna spiegazione. Per gli altri (ma ce ne sono di altri?), il titolo richiama il sistema utilizzato dai poliziotti americani (almeno nei film) quando interrogano qualcuno.
Un poliziotto grida, minaccia, aggredisce e terrorizza il “sospetto”. Poi arriva l’altro che offre un caffè, una sigaretta, fa il gentile e sfruttando il senso di riconoscenza dell’interrogato ne raccoglie la confessione.

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Ri-Cicli

31 marzo, 2009 di Comandante Nebbia  
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Certi amori non finiscono
fanno dei giri immensi e poi ritornano
amori indivisibili, indissolubili, inseparabili

A. Venditti – Amici Mai

L’anno era il 1992. Io entravo nei 30 ed ero ancora disperatamente un adolescente. Per strada circolavano la Tempra e la Tipo insieme alle gloriose ed indistruttibili 127. L’Unione Sovietica si era sciolta da poco più di un mese. Un impiegato di medio livello guadagnava un milione e mezzo al mese, 750 euro del nuovo conio.

I partiti erano  DC, PDS, MSI, PLI, PSI, PRI e tutta la teoria di sigle a tre lettere che, presto, sarebbe stata sostituita da DS, FI, AN con il passaggio a sigle di due lettere. Cosa che segna il vero ed unico rinnovamento della politica italiana.

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Nel Santissimo Nome dell’Apparenza

24 marzo, 2009 di Comandante Nebbia  
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Ieri si sono concluse le indagini che hanno portato alla conferma dell’arresto per due sospetti accusati dello stupro della Caffarella del 14 febbraio scorso. Ionut Alexandru, 18 anni, e Oltean Gavrilia, 27 anni, hanno ammesso di avere violentato una 14enne nel parco romano, il giorno di San Valentino, aggredendo anche il fidanzatino 16enne della vittima.
In realtà, più che la confessione che  alla luce degli ultimi eventi, non appare un validissimo elemento di valutazione, ciò che induce a pensare che si sia sulla strada giusta è il fatto che il DNA dei rei confessi sia sovrapponibile a quello rilevato sulla scena del crimine.

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Il Crepuscolo delle Idee

23 marzo, 2009 di Comandante Nebbia  
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Essere rivoluzionari da giovani è normale. Ci sono le energie, la forza, la speranza e l’entusiasmo. Poi, crescendo, o meglio invecchiando, si incominciano ad apprezzare le comodità. La rivoluzione appare faticosa, la forza si attenua, le speranza si orientano altrove e l’entusiasmo scema. La gran parte degli uomini ha avuto modo di esperire questa sorta di “planata” con la quale, intorno ai 45 anni, si incomincia ad abbandonare la quota di tangenza per attrezzarsi a impattare la pista nella maniera meno dolorosa possibile.

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Web Merda

18 marzo, 2009 di Comandante Nebbia  
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Oggi, con tristezza, ho appreso della morte di una giovane e bellissima ragazza di cui so pochissimo. Probabilmente la sorella di una persona che non conosco, ma di cui ammiro il carattere, la caparbietà e il modo di raccontare dell’una e dell’altra. Questa persona, che non citerò perché per colpa della mia insipienza ho perso il diritto di nominare, pur avendo fama di essere un fake del web a seguito di una di quelle uscite d’ingegno che meriterebbero l’interessamento di una procura, è nel bene e nel male una delle donne che più efficacemente rappresenta con la scrittura la sua umanità sia nei pregi che nei difetti. Ci sono pochissimi casi come quelli di L.

Credo che il mio sforzo di rimanere me stesso sulla rete, il mio chiudere siti all’apice del successo ricominciando con pochi intimi e il mio rifiuto di accettare le regole del blogismo derivino largamente dall’atteggiamento di sereno disprezzo per certi metodi che lessi sulle sue pagine anni prima di aprire il mio primo blog.

Non si fanno amici sulla rete. E’ una regola che ha pochissime eccezioni, ma mi spiace lo stesso per L.
Pace.

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