Anna
18 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
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Mi sono fatto male seriamente. E’ per questo che sono meno presente. Mi scuso. Chi si aspetta delle risposte stia tranquillo. Ritornerò.
Stamattina ero all’ospedale a sbrigare una delle mille incombenze che competono ad una persona coinvolta in un incidente. Mi tocca una visita legale.
Ho un ginocchio gonfio, ho preso un colpo alla testa abbastanza forte. Niente che nel passato non mi sia stato impartito con maggiore entusiasmo e vigoria, ma allora avevo vent’anni. Oggi mi è toccato farmi accompagnare.
Ci sono tre persone prima di me. Mi sbrigherò rapidamente, immagino. No. La prima persona entra dopo venti minuti. Prima che esca passano quarantacinque minuti. Non me lo spiego. Più che una visita si tratta di una formalità. Poche domande, un certificato e un arrivederci. Basterebbero pochi minuti. Invece …
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Previsione Terremoto in Campania?
11 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
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Sono diverse ore che questo sito intercetta migliaia di visite dai motori di ricerca con chiavi del tipo:
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L’unica spiegazione che possiamo darci è che si stia diffondendo sulla rete, per via di qualche fonte sconosciuta, la notizia che sia stato previsto un terremoto in Campania nei prossimi giorni.
Per quello che ne sappiamo, non esiste nessuna notizia ufficiale, nessun bollettino, nessun allarme della protezione civile.
A quel che ci risulta, non è possibile prevedere i terremoti ( vedi questo articolo ) e, probabilmente, si tratta solo dell’ennesima bufala sparsa in rete.
A suo tempo, nei commenti di questo articolo abbiamo espresso la preoccupazione che la diffusione di notizie false su previsioni di terremoti, specialmente in Campania, potessero generare allarmi incontrollati. E’ appunto quello che sta accadendo.
Credete solo a quello che leggete sulle fonti ufficiali.
Aggiornamento: Giuliani, smentisce l’esistenza di una qualsiasi sua previsione in merito.
Lo Status Quo: Quando L’eccezione Si Fa Regola
10 marzo, 2010 di Gaspare Serra
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L’attuale legislazione relativa alla compatibilità tra il ruolo di parlamentare e quello di sindaco o presidente di provincia presenta una lacuna evidente: mentre l’art. 62 del T.U.E.L.(1) obbliga ogni sindaco o presidente di provincia, intenzionato a candidarsi alle elezioni politiche, a dimettersi dal proprio incarico di amministratore locale, la legge non vieta espressamente il contrario, ossia ad un parlamentare in carica di candidarsi alle elezioni locali(2).

- Testo Unico delle leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali [↩]
- oppure ad un politico a candidarsi, nella stessa tornata elettorale, contestualmente alle elezioni locali e politiche [↩]
Paura in Italia
9 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
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Di cosa bisogna aver paura oggi? Di una deriva golpista e dittatoriale dell’attuale esecutivo? Di una radicalizzazione violenta dello scontro politico?
No, secondo me, l’unica cosa di cui avere veramente paura è l’incompetenza. E’ più che evidente che l’allegro gruppo di dilettanti allo sbaraglio a cui è affidato il timone della nazione non è in grado di assumere determinazioni utili nemmeno quando si tratta di truccare le regole.
Che senso ha fare una grandissima fesseria, fare un decreto interpretativo per giustificarla, farlo firmare al presidente della repubblica se poi un tribunale amministrativo regionale può bocciarlo come gli pare?
Non ci sono mezze misure: è una cazzata.
Da questa storia esce ridicolizzato il PDL, il consiglio dei ministri, il presidente della repubblica, tutti noi. Un’incredibile figura da pasticcioni che getta un’ombra oscura sull’intelligenza cognitiva del gruppo dirigente di questa nazione.
In Spagna si chiedono dove va l’Italia. Con questa guida la risposta è semplice: da nessuna parte.
Aboliamo le Elezioni: la Buffoneria Sintomo di Regime
9 marzo, 2010 di eppursimuove
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L’arroganza, l’ignoranza, la superficialità, la buffoneria, che è dimostrazione autentica che il sistema è diventato regime, ergo: antidemocratico, hanno prodotto l’esclusione delle liste da presentare per le elezioni regionali in Lazio e in Lombardia.
A Roma, non sono state presentate nei tempi previsti dalla legge. Evidentemente, la predisposizione delle liste elettorali nel centro-destra dev’essere stata un’operazione particolarmente complessa. Sarà rimasta esclusa qualche zoccola, qualche cognato, qualche pluri-indagato e la documentazione rifatta più volte sotto, sopra, è giunta in ritardo in Tribunale.
Vicende Vissute. Una Partita Iva Racconta
8 marzo, 2010 di Marechiaro
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Ciao! Sono una partita iva, evasore per definizione, single, nel senso di felicemente ditta individuale. Sono stata una società anch’io, fino al 1995, quando ho rilevato i debiti e i crediti e liquidato la quota all’ex socio. Avevo mille problemi e poco tempo e quindi affidai la contabilità alla consulente. A novembre del ‘98 arrivò una bella comunicazione: c’era a mia disposizione il credito Iva della società.
Nell’agenda del ‘99 che può andare benissimo quest’anno, al posto di marcare le entrate e le uscite scrivevo:
Donne
7 marzo, 2010 di Cinzia De Monte
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Donne. Tu non puoi nemmeno immaginare quante storie si imparano semplicemente prestando attenzione ai discorsi tra donne alla fermata dell’autobus.
Le modelle incastrate nel loro corpo magrissimo che insieme è prigione e libertà, perché ingrassare di un chilo significa dover accettare un lavoro al call center a 1000 km da casa.
Le impiegate inchiodate alla scrivania a far un lavoro inutile, mentre a casa il bambino sta con una baby sitter scocciata perché non può avere bambini ed odia quelli delle altre, ma deve occuparsene perché la madre separata non può mantenerla all’università, dove lei volentieri rinuncerebbe ad andare, preferendo un futuro da velina, ma non può nemmeno sognare di fare la velina, perché da sempre le hanno insegnato che le veline sono immonde, ed invece loro sono quelle che hanno meno colpa di tutte, la colpa e di chi le spoglia in televisione perché c’è qualcuno che le guarda.
Decreto Interpretativo: I Prossimi in Programma
6 marzo, 2010 di dellefragilicose
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Decreto Interpretativo sulle sentenze passate in giudicato
Il Consiglio dei Ministri, riunito in seduta plenaria e presieduto da S.E. Dr. Silvio Berlusconi, all’unanimità dispone quanto segue: interpretando opportunamente le norme vigenti si deduce che una sentenza di colpevolezza la cui pena non possa essere comminata perché il reato è caduto in prescrizione va interpretata e, di conseguenza, definita “assoluzione”.
Decreto Interpretativo: Le Regole Fatte in Sartoria
6 marzo, 2010 di dellefragilicose
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Tira tardi il Consiglio dei ministri, per varare in 35′ un decreto interpretativo che dà il via libera alla candidatura di Formigoni in Lombardia e alla lista del Pdl nel Lazio. [...]
In sostanza si prevede che nel valutare i termini di presentazione delle liste ci si basi anche sul fatto che con qualsiasi mezzo si possa dimostrare di essere stati presenti nel luogo di consegna nei termini stabiliti dalla legge. Il secondo punto prevede che la documentazione possa essere verificata anche in un secondo momento, per la parte che attiene ai timbri e alle vidimazioni. Il terzo punto prevede che possano ricorrere al Tar le liste non ammesse, mentre per le liste ammesse sulle quali è stato fatto ricorso ci si può rivolgere al Tar solo dopo il voto. Il quarto punto precisa che queste norme si applicano alle prossime elezioni. I primi due punti dovrebbero permettere di aggirare le irregolarità per la lista Pdl nel Lazio e per quella Formigoni in Lombardia.
La traduzione pratica? La fa il responsabile del Pdl laziale: “Possiamo dimostrare di essere stati presenti in Tribunale, dunque lunedì ripresentiamo le liste”. Parla il ministro Maroni. “Queste approvate sono norme interpretative. Non c’è nessuna modifica della legge elettorale, nessuna modifica delle procedure in corso, nessuna riapertura dei termini”, dice Maroni nella conferenza stampa, di fatto sottolineando che non è stata presa in considerazione l’ipotesi di una proroga dei termini della presentazione delle liste, già scartata ieri dopo l’incontro al Quirinale tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio.
“Le norme vigenti non sono modificate – spiega il titolare del Viminale – ma si è data una interpretazione autentica, affinché il Tar possa applicare la legge in modo corretto secondo l’interpretazione che il legislatore, in questo caso il governo, dà alla legge. E’ lasciata al Tar la decisione se le contestazioni siano fondate oppure no e se la richiesta di riammissione delle liste è accoglibile oppure no”. [...]E poco più di un’ora dopo il suo varo, il presidente della Repubblica ha emanato il decreto legge salva-liste. Il capo dello Stato ha dato il suo via libera al decreto una volta verificato che il testo – spiega il Quirinale – corrisponde alle caratteristiche di un provvedimento interpretativo della normativa vigente.(1)
Questo è uno dei casi nei quali alla cronaca c’è poco da aggiungere. Probabilmente la questione della presentazione delle liste non è un incidente democratico, ma solo la dimostrazione dell’arroganza e della sicumera con la quale la classe politica italiana, quella responsabile della fesseria e quella che ora sbraita, trattano la legge e le regole democratiche.

Elettore Italiano in mentre esercita il suo diritto
Silvio Berlusconi afferma «Abbiamo dato un’interpretazione per consentire al Tar di dare applicazione alla legge in modo corretto». E se l’interpretazione è quella di Berlusconi, possiamo stare tranquilli. L’ordine, la legge ed il diritto italiano sono in cassaforte. Non si segnalano dichiarazioni del “poliziotto buono” , Gianfranco Fini. In certi casi è meglio tacere.
Ho il sospetto che questa novità del decreto interpretativo sarà una piacevole ricorrenza nei prossimi mesi. Mi accusi di una cosa? Non hai capito bene la legge, vieni qui che te la interpreto io. Questo candidato ha ricevuto meno voti in questa regione? Non ha compreso appieno la volontà degli elettori, aspetta un attimo che te la interpreto io.
Con Berlusconi che ci fa da interprete non abbiamo più bisogno di vedere o di ascoltare. Possiamo chiudere occhi e orecchie, spegnere il residuo di cervello che è sopravvissuto alla sua televisione e porci docilmente proni, perché, per chi non lo avesse capito, a Berlusconi non è la nostra faccia che interessa.
Un paio di domande la riservo ai miei connazionali che sostengono questo stato di cose col loro voto, perché ce ne sono e ce ne sono tanti.
Cari connazionali, non sembra anche a voi che per vincere una partita stiamo distruggendo il gioco? Cosa rimarrà a voi e a noi dopo che Berlusconi volerà, sazio, in cielo?
Crisi Economica: Lacrime, Sudore e Sangue, ma non per Tutti
5 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
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La mia competenza di economia è minima. Non potrei sostenere un discorso serio. Mi limito a chiacchierare come se fossi al bar a prendere un caffè con gli amici. Perdonatemi.
Iniziamo con un racconto, reale.
X ha poco più di cinquant’anni. Suo padre, un contadino lucano si trasferì a Napoli negli anni cinquanta per combattere l’estrema indigenza nella quale versava la sua famiglia. Nella città trovò un lavoro fisso ed ebbe sei figli. Il papà di X, poi, sì ammalò gravemente, perse il lavoro e la famiglia fu sostenuta dalla madre che faceva la sarta. Ciò nonostante, X oggi ha due figli che studiano, è un bravo musicista, ha una importante laurea tecnica ed un lavoro dignitoso equamente retribuito.
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Madrid si Chiede: Dove Va l’Italia?
4 marzo, 2010 di redazione
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Ai primi di febbraio, i magistrati di Firenze hanno scoperto una rete di favori economici e sessuali ascrivibili ai vertici della Protezione Civile, una delle poche istituzioni che ancora godevano di prestigio nell’Italia di Berlusconi. Non è stato l’unico delle ultime settimane. Infatti, la procura anti-mafia di Roma ha ordinato l’arresto per riciclaggio di denaro di 56 persone, alcune con responsabilità di pubblico ufficiale. Nell’ambito di queste indagini è emerso, infine, che uno dei senatori del partito del Primo Ministro, Nicola Di Girolamo, è stato eletto in modo fraudolento, con l’aiuto della mafia.
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Il Posto Fisso è una Fregatura
4 marzo, 2010 di dellefragilicose
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Qualche mattina fa leggevo la bella lettera di un amico che, parlando del suo lavoro (da dipendente), raccontava dell’entusiasmo con il quale sta affrontando le nuove responsabilità che gli sono state affidate e della determinazione che intende avere se e quando si tratterà di prendere decisioni difficili e dolorose.
Mi ero ripromesso di non commentare o almeno di non commentare troppo. Ognuno fa il suo percorso e non è utile trasmettere esperienze che fanno riferimento ad altri tempi ed altri costumi.
Ora, invece, mi ritrovo a scrivere di lavoro, forse proprio avendo in mente quella bella lettera ed, in particolare, i passi dove il mio amico descrive il modo con il quale è stato capace di conciliare il maggiore impegno con la vita familiare.
Per quanto sia poco loquace nella vita a base carbonio, questa virtù non mi è stata concessa in quella a base silicio dove, ormai da anni, parlo e sparlo di ciò che conosco e, con molta disinvoltura, di ciò di cui non so nulla.
Chi mi vuole bene, mi perdonerà. Degli altri non mi preoccupo.
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Arbitrato Al Posto del Giudice: In Pericolo l’Articolo 18
3 marzo, 2010 di redazione
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Giunge oggi, in colpevole ritardo, l’attenzione dell’informazione mainstream(1) sul disegno di legge 1167-B di cui ci siamo occupati su MenteCritica oltre due mesi fa in un articolo dal titolo colorito, ma molto esplicativo: Sotto, Sotto, Mentre Parli del Complotto, Io ti Fotto l’Articolo 18.
Il quotidiano on line che ne parla è La Repubblica, che apre la sua edizione web proprio con questa notizia, anteponendola addirittura alla vuota quanto insipida querelle sulla presentazione delle liste PDL nel Lazio e nella Lombardia.
Note- definizione [↩]
Corruzione e Moralità: Quello che Saviano non ti Dice
26 febbraio, 2010 di Comandante Nebbia
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La crisi sistemica che attanaglia l’Italia è una cosa seria, non il solito argomento salottiero con il quale intellettuali e politici animano le trasmissioni televisive, scrivono libri o articoli sui quotidiani.
Non può essere affrontata con le minacce di destabilizzazione(1) perché se un sistema si regge sulla paura di crollare sotto il suo stesso peso non può durare comunque, né può essere regolata con quattro righe demagogiche e banali come fa Saviano(2), giusto per fare atto di presenza e dare l’ennesima dimostrazione di prosa vuota e pomposa(3).
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- Scajola: «C’è rischio destabilizzazione» Sull’inchiesta della Dda: «Ogni iniziativa giudiziaria ha contraccolpi». Corriere [↩]
- leggi e dimmi tu [↩]
- secondo me [↩]
Al Festival di San Silvio Nuovo Trionfo di Maria De Filippi
22 febbraio, 2010 di Daniela Tuscano
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Malika Ayane vince il premio “Mia Martini”, la consolazione (si fa per dire) di tutti i trombati. Perché a lei, a Cristicchi e a Irene Grandi è stato preferito il trio Pupo-Filiberto-Canonici, e a nulla sono serviti gli spartiti volati sul palco, i fischi, le plateali contestazioni. Anzi, i destinatari se ne sono probabilmente gloriati. Il loro secondo posto è stato ben più significativo d’una vittoria. Troppo spudorata quest’ultima, momento topico, ma anche logico, essersi invece piazzati dietro un vecchio camuffato da giovane. Nel frattempo, per quattro giorni consecutivi ci hanno martellati con gli annunci delle loro prossime apparizioni tv, grazie anche al decisivo appoggio di Marcello Lippi, perfetta incarnazione (plasticata) di un’Italia pizza-mandolino-patria-famiglia cara all’iconografia fascista riverniciata per l’occasione, e oggi ammannita dai calciatori-intellettuali da Grande Fratello, da Lele Mora (che si aggirava per il festival dichiarandosi “fascista, anzi, mussoliniano”) e Fabrizio Corona. Tutti “anime nere” (in ogni senso) del Festival, tutti ad aggirarsi vistosi e squillanti dietro le quinte.

Don Vicienzo
17 febbraio, 2010 di Comandante Nebbia
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Lo sguardo di Vicienzo è tranquillo. Il viso sorridente è illuminato da una luce soffusa, la posa rilassata. Vicienzo indossa un giubbotto blu. Il taglio sembra buono. Niente di eccezionale, una cosa sui 100, 150 euro calda e di buona qualità, ma comunque di sintetico, da grande magazzino.
Niente simboli di partito. Chi vota per Vicienzo lo fa per lui e non per la tessera che porta in tasca. Bella foto. Riuscita. Comunque, quello che risalta di più è lo slogan: De Luca, una speranza c’è.
Siamo ufficialmente all’ultima spiaggia.

Vincere (e Vinceremo?)
15 febbraio, 2010 di doxaliber
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Vincere. Governare. Queste le parole d’ordine del PD, da qualche giorno fatte proprie anche dall’Italia dei Valori che, in nome della vittoria e del governo nel 2013, ha accettato la candidatura di De Luca a Presidente della Regione Campania. D’Alema sogna(va) alleanze con l’UDC costi quel che costi, a discapito di tutto il resto. Tra i lettori di Mentecritica non mancano coloro che, in un modo o nell’altro sembrano voler abbracciare questa tesi basata sul pragmatismo.
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Intercettazioni Bertolaso: La Cosa Megagalattica e la Ripassata a Francesca
12 febbraio, 2010 di redazione
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Rassegna stampa delle informazioni disponibili sui quotidiani nazionali relativamente alla vicenda Bertolaso, Balducci, Anemone, Della Giovampaola.
Le informazioni sono raggruppate secondo un criterio estetico e non temporale.
Le trascrizioni vengono presentate senza commenti al solo scopo di fornire un’idea concreta della gestione della cosa pubblica italiana e del perché la riduzione delle intercettazioni telefoniche sia uno degli argomenti centrali della politica.
Buona lettura.
§ – La cosa megagalattica
Rossetti: …capo
Anemone: …eccomi R.:…allora domenica prossima alle 8
A.: …di quello che parlavamo prima…?
R.: … si si… cosa megagalattica
A.: …ma li da voi?
R.: …chiudo il circolo due ore prima…festa al Centro Benessere
A.: …benissimo okay
R.: … (inc)… con lui
A.: …eh?
R.: …tre persone con lui (…)
A.: …grazie… quindi l’ora a che ora è?
R.:…io direi per le 8 così ci organizziamo.. un po’ di frutta prima… champagne… frutta … un po’ di colori fuori… cose
Il 23 settembre altra conversazione intercettata tra i due.
Anemone: …2 cose… la prima al 99% domenica va bene
Rossetti: …okay… perfetto
A.: …me lo conferma sabato… però m’ha detto che al 99%… si
R.: … okay… sicuramente ci costerà qualche soldino
A.: non mi frega un c. Simò
R.: …no, no, io ’ste cose A.:…sì, sì, però mi raccomando…la riservatezza tua e basta…Simò
R.: … ah…Diè…tranquillo proprio…
I due parlano ancora della festa il 25 settembre.
Rossetti: …senti quante situazioni devo creare?…una…due
Anemone: ….io penso due… lui si diverte… due
R.: …tre?…che ne so!
A.: …eh la Madonna!
R.: …(ride) va bene… a posto
A.: …di qualità!
R.: …assolutamente
Bertolaso, in una telefonata ad Anemone del 27 settembre, spiega però di non poter essere a Roma la sera dopo, domenica.
Anemone: …quindi non ci sei domani sera
Bertolaso: …no domani sera… ahimè non ci sono
A.: … ho capito…
B.: …però conto che l’offerta possa essere ripetuta ovviamente in un’altra occasione (…)
A.: …come no! come no!…grazie…ci sentiamo in settimana.(1)
§ – Prostitute a Venezia
È il 17 ottobre 2008. I fondi del G8 sono stati sbloccati. Mauro Della Giovampaola, il funzionario delegato alla Maddalena finito adesso in carcere, contatta Daniele Anemone, il fratello di Diego.
Della Giovampaola: Guarda ti dico, una cosa così non l’ho mai vista… All’1,15 sono arrivati i soldi sul conto, all’1,18 il Soggetto Attuatore li aveva già mandati in Banca d’Italia, all’1,19 sono partiti i pagamenti.
Anemone: grande! grande!
Della Giovampaola: allora a questo punto… in virtù di questa cosa … non è che uno… siccome la vita è un po’ così. Che si deve fare? Ti faccio presente che noi domani sera con una terza persona (oltre a lui, De Santis e Balducci) dormiamo a Venezia.
Anemone: umhh ci organizziamo… eh ma mi devi dire l’albergo però.
Della Giovampaola: sì… allora è il Gritti Palace… però siccome è roba che è a sei, quasi sette stelle… deve essere tutto equivalente.
Anemone: eh, ho capito
Della Giovampaola: perché non è che arrivano due stelline del cazzo… che poi è una cosa che non va bene no?
Anemone: (ride) va bene adesso mi organizzo.(2)
§ – La ripassata alla signora col mal di schiena
Berlusconi: Ho parlato con Bertolaso, so che aveva mal di schiena e andava da una fisioterapista, una signora di mezza eta’ che, tra l’altro, oggi è in ospedale per farsi operare per un problema alla spina dorsale – spiega il presidente del Consiglio – Quindi tutte queste cose qui sono assolutamente non accertate, non vere e infondate.(3)
Bertolaso: “”Sono Guido, buongiorno… Sono atterrato in quest’istante dagli Stati Uniti, se oggi pomeriggio, se Francesca potesse… io verrei volentieri… una ripassata”.
Anemone: “Perfetto”.
Bertolaso: “Perché so che è sempre molto occupata… siccome oggi pomeriggio sono abbastanza libero, ti richiamo fra un quarto d’ora”(4)
Il 17 febbraio 2009, Bertolaso (B.) con Anemone (A.)
B: Io domani pomeriggio, verso le due, di andare a fare una terapia in modo da riprendermi un pochettino, sempre se c’è ovviamente quella persona. Quella là. Capito?
A: Perfetto. Assolutamente.(5)
L’11 marzo c’è un regalo per Francesca da Bertolaso (B.) che informa Rossetti
B: Sono Guido, Buongiorno. Senti sei al centro te? Stanno venendo i miei due ragazzi che avevano una cosa per Francesca che gli dovevo mandare da tanto tempo, ma poi.. una cosa e un’altra… Li intercetti te o glielo dico io di rivolgerti a te direttamente?(6)
Il mondo dei vip va matto per i massaggi del nostro centro benessere. Massaggi con le pietre, massaggi con le conchiglie… Bertolaso avrà detto “rilassata” non “ripassata” e i magistrati hanno capito male. Non lo so, mi sembra tutto un misunderstanding. Un grosso equivoco.
Luigi Sotis presidente del «Salaria Sport Village(7)
Berlusconi: I Pm si vergognino, Bertolaso non si tocca.(8)
§ – Il Sopralluogo
Il 10 febbraio 2009, Anemone (A.) si sincera con Bertolaso (B.) se abbia o meno intenzione di fare “un sopralluogo” (appuntamento con la escort) dove sta Simone (il Salaria sport center)
B: Eccoci
A: Disturbo? Come stai?
B: Potrebbe andare meglio.
A: Senti, volevo chiederti una cosa. Ma tu, poi, me lo fai quel sopralluogo domani?
B: Domani? Domani non faccio nessun sopralluogo.
A: Lì dove sta Simone
B: No, ho riunioni varie. Poi, se durante il pomeriggio… certamente, se riesco a ritagliarmi un paio d’ore di tranquillità caso mai, sì lo faccio. Non avevo capito….(9)
§ – Baci
Il 17 ottobre del 2008, Fabio De Santis (D.), successore di Balducci quale commissario delegato dei lavori del G8 alla Maddalena, informa Anemone (A.) che sono stati accreditati i soldi alle imprese. In quell’occasione, De Santis coglie l’occasione per chiedere un ringranziamento come si deve. Due ragazze, per lui e Della Giovampaola (G.) all’hotel Gritti di Venezia.
D: Dammi un bacio in fronte.
A: Dove vuoi, sul culo pure se mi dai una buona notizia.
D: Preparati
A: Che vuol dire?
D: Eh! Ci ho i soldi in cassa!
A: Che ci hai?
D: I soldi in cassa
A: Ma che cazzo stai a dì
D: Non sto scherzando. Tu pensi di parlare… Tiè, ti passo il “lungus” (è Della Giovampaola).
Qualche mese prima, il 17 maggio 2008, Fabio De Santis (D.), commissario delegato ai lavori della Maddalena, discute con Anemone (A.) del sistema di spartizione degli appalti.
A: Mi avevi chiamato, Fabbie’?
D: Si, si. Ero io.
A: Comandi, comandi
D: Dico. Non so se si verificherà tutto questo ben di Dio, ma comunque sappi che, insomma, un 33 per cento di azioni ce l’hai.
A: Ma vaffanculo, va (ride)
D: Eh. Perché io ho deciso che faccio 33, 33, 33.
A: Eh, va bene allora
D: E l’1 per cento lo diamo a Mauro (Della Giovampaola, il funzionario incaricato della vigilanza sulle opere ndr.). Gli ho detto a Mauro: “Testa sulle spalle e piedi per terra, perché ci aspetta un periodo di fuoco
A: Sui, no, ma dico: ormai è fatta
D: Bisogna stare. Bisogna veramente mettere la testa nel ghiaccio tutti i giorni
A: Si, si tutti i giorni, se no ci scappa
D: Sì, se no il rischio di impazzire è facile. Quindi, piedi per terra e lavorare piano piano. Un bacio e grazie di tutto
A: No, a me non mi devi dire niente. In bocca al lupo.(10)
§ – Figli
Balducci (B) parla con Anemone (A) del futuro incerto del figlio Filippo.
B: Dico che quello (Filippo) oggi ha fatto trent’anni. Io per carità, non è che mi voglio nemmeno permettere di confrontarmi con voi. Ma io dico che tu, a trent’anni, eri già a capo di un piccolo impero… Questo non c’ha manco un posto da usciere tanto per essere chiari. Permetterai che uno è un po’ incazzato.
A: Beh, fino a un certo punto. Perché comunque rimane pur sempre, come si dice, il figlio di un Dio minore… Ho recepito, Angelo, il discorso che mi hai fatto… E che cazzo! Mi fai parlare… Hai fatto una serie di osservazioni, constatazioni, alle quali io do una interpretazione….
B (riferendosi alla circostanza di essersi fatto promotore dell’inserimento di Anemone nei lavori post-terremoto): Tu ti rendi conto, ti rendi conto, oggi. Chi si sarebbe mosso al posto mio? Chi?
A: Io non credo…
B: Ti rendi conto, con le conseguenze che mi fanno pagare… A chi vado a raccontare che non sono in grado di collocare un figlio? Perché tra l’altro con tutto quello che mi è successo, che io vengo chiamato a orologeria, cioè quando serve, io proprio non lo accetto e credo di dire una cosa sacrosanta. Io che ho la coscienza da padre, dico: “Che cosa ho fatto per mio figlio? Un cazzo”. Mentre per tutti gli altri… Ho fatto l’inimmaginabile. Il problema è che io, purtroppo, siccome le cose le vedo perché sono più anziano e mi faccio convincere…. Allora, quello che mi parla della figlia di quello… quell’altro… Quello sta lì, quell’altro sta là… quell’altro.. e Monorchio il figlio così. Mi permetterai che mi girano i coglioni. Comunque ricordati una cosa che le cose ingiuste non portano mai bene.
Filippo Balducci sarà assunto e stipendiato da una delle aziende di Anemone(11)
§ -Cognati
Il direttore generale della Rai, Mauro Masi(12), riferendosi ad accordi con Angelo Balducci lo sollecita a telefonare a Anthony Smit(13): «Se puoi fare quella telefonata entro oggi… a me servirebbe insomma». Dal tenore delle conversazioni successive si capisce che la richiesta riguarda «una sistemazione lavorativa».
Anemone: Antony se mi mandi un messaggino di un tuo riferimento di un conto corrente perché io ho fatto l’assunzione già retrodatata.
Smit: Ah splendido, va bene
Anemone: così ti mando poi a settembre, dimmi te quando vogliamo iniziare, come avevamo detto… non me lo ricordo neanche più.
Smit: il 15 luglio io finivo le ferie insomma… queste ferie di cui ho avuto bisogno per sistemare un po’ la situazione… tu scusami se mi permetto, quando avresti bisogno di cominciare a inquadrarmi…
Anemone: io l’ho fatta dal primo luglio quindi significa che tu la mensilità di luglio la prendi tutta e siccome agosto è ferie ti prendi anche quella di agosto… se tu vedi che hai finito ci vediamo la prima settimana di agosto facciamo un punto e poi ci rivediamo a settembre, se invece dici «voglio chiudere così» iniziamo dal primo settembre però dal primo luglio stai assunto.
Smit: Ah splendido… quindi vengo su agosto un attimino.(14)
Lo stipendio pre-datato non basta. Il 10 settembre Smit chiede ad Anemone di trovargli una casa.
S: Volevo vedere se si poteva andare un po’ avanti con questo discorso della casa.
A: Sentiamoci tra un’ora, un’ora e mezza.
Dopo due ore, il problema è risolto. 950 euro per un appartamento a Settebagni. Naturalmente a carico di Anemone.(15)
§ – Ipse Dixit
Se uno opera bene al 100 per cento e poi c’è l’uno per cento discutibile, quell’uno va messo da parte.
S. Berlusconi(16)
Note- fonte [↩]
- fonte [↩]
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- fonte [↩]
- anche Capo di Gabinetto del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri durante il governo Berlusconi II e Berlusconi III. [↩]
- fratello della sua fidanzata [↩]
- fonte [↩]
- fonte [↩]
- fonte [↩]
Il Maglioncino Sporco di Bertolaso
11 febbraio, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane, latest
In genere, evito di commentare vicende giudiziarie ancora in fase di istruttoria. Le informazioni sono vaghe, incerte. Troppo semplice trarre dei giudizi affrettati o giungere a conclusioni draconiane su una realtà che non è mai completamente bianca o nera.
La vicenda che vede coinvolto il capo della Protezione Civile, il dottor Guido Bertolaso, però, merita un’eccezione e spiego il perché.
Supponendo che le intercettazioni riportate dai giornali siano veritiere e che, soprattutto, siano correttamente interpretate, il fatto giudiziario di per sé è la solita squallida storia di ruberie e mazzette. Queste ultime erogate non solo in forma monetaria, troppo compromettente e tracciabile, ma anche attraverso concessione d’uso di beni, aiuti a congiunti ed amici o favori sessuali.
Una Cambiale Firmata Berlusconi
8 febbraio, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, latest
Fa tristezza, prima che rabbia, leggere la lettera al direttore di Piero Ichino pubblicata oggi sul Corriere della Sera on line.
Che un argomento di tale portata sia praticamente escluso dal dibattito politico nazionale e confinato nello spazio destinato alle letterine a Babbo Natale dà ampiamente la misura della povertà intellettuale di una nazione i cui interessi orbitano, ormai quasi esclusivamente, intorno allo stomaco inesausto di un vecchio satrapo ampiamente in credito con la vita e che non è ancora stanco di abbuffarsi.
[...] È vero: da anni, ormai, a un ventenne o trentenne che cerca lavoro in Italia le aziende offrono di tutto, tranne che un rapporto di lavoro regolare. E anche un rapporto di lavoro di serie B —«a progetto», o comunque a termine— è già considerato, in molte situazioni, un privilegio difficilmente ottenibile, rispetto alla «normalità», costituita dal lavoro di serie C: stage semigratuiti in azienda tutto lavoro e niente formazione, assunzione con partita Iva per mansioni d’ufficio, di cantiere, di negozio, di call center, di magazzino, che erano tradizionalmente considerate come lavoro dipendente. Case editrici in cui da anni non si assume più un redattore o un correttore di bozze con un contratto normale di lavoro dipendente; case di cura private che formalmente non hanno alle proprie dipendenze neanche un solo medico, un solo infermiere, un solo barelliere: tutti a partita Iva, oppure soci di cooperative di lavoro a cui il servizio viene appaltato. [...]



