Il Pianeta che Ride

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Ripensiamo la dottrina dell’usa e getta. Vogliamo prenderla alla lontana? Tutto ebbe inizio all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale. Le grandi industrie del mondo occidentale avevano lavorato a pieno ritmo per cinque lunghi anni, sfornando armi di distruzione di massa che portarono alla morte di decine di milioni di persone in tutto il mondo.

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Milano ha vinto. Ha battuto Smirne per l’assegnazione dell’Expo 2015; qualcuno ha malignato che non ci voleva poi molto. Tutti i politici, di tutti i colori, hanno festeggiato, hanno fatto i complimenti a Milano (che neanche ha ringraziato…!); è stato quasi commovente vedere i candidati alle prossime elezioni dire tutti la stessa cosa: “sono orgoglioso che Milano e l’Italia abbiano raggiunto questo importante risultato, e sono convinto che sarà una grande occasione di sviluppo sulla quale l’intero paese potrà costruire nuove opportunità a beneficio di tutti”.
Beh, le parole non sono state esattamente queste, ma come sunto di tutte le dichiarazioni è senz’altro azzeccato. Non so a voi, ma a me fa uno strano effetto.

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Il 2015 si avvicina e non è una data come un’altra. Questo sarà l’anno entro il quale l’ONU dovrà raggiungere i suoi obiettivi del millennio:

  • Sradicare l’estrema povertà e la fame
  • Garantire universalmente l’educazione primaria
  • Promuovere l’eguaglianza tra i sessi e dare più potere alle donne
  • Ridurre la mortalità infantile
  • Ridurre la mortalità per parto
  • Combattere AIDS, malaria ed altre malattie
  • Sviluppare una collaborazione mondiale per lo sviluppo (il sito dell’ONU dice proprio così “develope” e “developement” quindi la ridondanza non è colpa mia)

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I ragazzi di StudentiGiurisprudenza.it si sono rotti le ecoballe e hanno intervistato Gianni De Gennaro. Ce ne danno notizia in relazione alla nostra Campagna per la Campania.

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Davide Pelanda, insegnante, scrittore, caporedattore di: Tempi di Fraternità. Lo incontro a Torino in occasione dell’uscita del suo ultimo libro, “A Munnezza, ovvero la globalizzazione dei rifiuti” (Sensibili alle Foglie).

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In risposta a questo appello, riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento di una nostra cortese lettrice.

Caro Direttore,
di questioni tecniche in materia di smaltimento rifiuti me ne intendo molto meno di Lei, ed alle Sue puntuali domande non posso che rispondere con un po’ di buon senso. Il problema dei rifiuti accumulati in Campania è grande come l’oceano: un insieme di tante goccioline accumulate nel tempo che si possono trasformare in uno tzunami. Ma anche lo tzunami prima di avventarsi contro di noi invia dei segnali. Sta all’uomo interpretarli. Non voglio occuparmi delle tonnellate di rifiuti industriali convogliati nel sud Italia grazie alla spregiudicatezza di mascalzoni di ogni latitudine, ma della spazzatura prodotta dalla gente comune.

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Lina è un orso femmina di peso e d’esperienza. Una di quelle che si è data da fare per portare a casa la pelliccia, mica come quelle forsennate che l’hanno data da fare per averla. L’orso Lina sa che la natura segue il suo corso, mica come i salmoni che cercano la sorgente delle cose. È pericoloso, quando, per esempio, le trote ci provano, finiscono in qualche padella con il nome di trota salmonata.
Bruno invece è un orso di mondo. È stata la star di un circo prima e di uno zoo dopo. Conosce gli uomini, ha viaggiato, fatto cose, visto e assaggiato gente. Per un periodo ha fatto persino il DJ. Si faceva chiamare Disc Orso.

 

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I Napoletani sono riciclabili oppure vanno smaltiti in discarica? E, una volta trasformati i rompiballe in ecoballe, si possono incenerire o mi squagliano il termovalorizzatore? E, infine, come vanno trattate le ceneri per evitare un disastro ambientale? Si sa, i Napoletani diffondono camorra e inciviltà, e vanno trattati con cautela per evitare il contagio. Sì, perché di contagio si tratta - anzi, di vera e propria pandemia -, anche se pochi sono disposti ad ammetterlo.

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Dire che il petrolio è a 100 dollari al barile, per noi europei non vuol dire assolutamente niente. Noi non facciamo la spesa al supermercato in dollari. Da un po’ di tempo a questa parte facciamo la spesa in euro. Siccome il rapporto di cambio tra euro e dollaro è variato molto in questi anni, la cosa che ci interessa veramente sapere è: ma di quanto è aumentato un barile di greggio in euro?

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ecopass_logo-140×140.jpg Il 2008 ci ha accolto con due notizie indipendenti ma strettamente legate tra loro. La prima è che a Milano è partito l’ecopass, cioè la possibilità di entrare gratuitamente nel centro cittadino solo per le auto ecologiche; l’altra è che il petrolio ha toccato la quotazione di 100 dollari al barile. In mezzo a queste due notizie sta una serie di problemi drammatici che nessun governo, locale o centrale, di destra o di sinistra, ha mai affrontato seriamente: l’inquinamento, il traffico, l’approvvigionamento energetico, la salute pubblica, solo per citare i principali.

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La Corazzata del governo Prodi si è mossa.

In un pomeriggio ha fatto quello che Napoli e dintorni aspettavano da 14 anni. Meglio tardi che mai.
…mmm…. Mi correggo: ha “scritto” quello che…

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Continua la campagna di MenteCritica sul problema dei rifiuti in Campania iniziata con questo pezzo. Fra le tante manifestazioni di simpatia pervenute, c’è anche qualche messaggio di compiaciuto razzismo da parte di chi vede in questo fenomeno, la conferma di una superiorità razziale e culturale del Popolo del Nord. Nel complimentarci con chi è giunto a certe conclusioni, certamente dopo anni ed anni di duro studio, ricerca accademica ed evoluzione intellettuale, per onestà di cronaca è necessario evidenziare che la Campania non è tutta uguale nel trattamento dei rifiuti. Molti comuni della provincia di Salerno, infatti, sono ai vertici delle graduatorie nazionali per il trattamento dei rifiuti. Altri cercano di adoperarsi per una soluzione strutturale del problema. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ha richiesto da tempo l’autorizzazione alla creazione di un termovalorizzatore completamente autofinanziato. Regione e Commissario non hanno ancora fornito risposte. Quel che accade, purtroppo, è che nonostante il comportamento virtuoso, questi comuni sono poi costretti ad ospitare i rifiuti prodotti da altre città che non osservano la stessa disciplina. E’ per questo che oggi proponiamo il contributo di un cittadino di Padula. I toni sono aspri, ma sembrano giustificati. A voi il giudizio.
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Questo si potrebbe chiamare uso privato di mezzo pubblico. Nel senso che io, amministratore di MC e responsabile legale di questo sito, sono campano e uso MenteCritica, un sito a diffusione nazionale, per parlare di un problema che ritengo personale: i rifiuti.

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Salve a tutti. Io sono un orsacchiotto di peluche. Sono marrone, caldo e morbido. Ho un naso buffo e occhietti di plastica dentro i quali si agitano due palline nere che delle volte mi danno un’espressione un po’ scema. Tutto bene direte voi? No, purtroppo non va bene affatto. Il problema è che io vengo dalla Cina, sono un orsacchiotto extracomunitario.
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“Italia, giorno, aprile 2007. Uno dei principali magazzini della De’Longhi, a Treviso, prende fuoco. La nube nera dell’incendio ( si incendiano sopratutto materiali plastici) si sviluppa per ore, lasciando nel panico gli abitanti delle aree attorno( il centro storico e’ a pochi chilometri). Nessun piano di emergenza, per la sicurezza della popolazione, verrà attivato.
Non solo in quelle ore, ma per giorni e per mesi, nessuno tra quelli che abitavano vicino all’impianto ha potuto sapere cosa fare,ne’ quali fossero le conseguenze, da nessuna delle autorità.
I tecnici dell’Arpav dichiarano, più volte, che non c’è mai stato rischio diossina.
Un’analisi privata , condotta su un terreno non tra i più vicini alla sorgente del fuoco,smentisce in modo palese tali conclusioni.
Ad oggi, nessuna novità.
Ogni tanto, le televisioni locali ospitano degli appelli degli abitanti.
A fare notizia, ci pensano i leghisti, a Treviso
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