Il Pianeta che Ride

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Se avete già capito tutto dal titolo, saltate pure questo pezzo. Se invece il titolo vi sembrerà incomprensibile anche dopo che vi avrò aiutato dicendo che ha a che fare con l’energia elettrica, allora questo articolo (insieme a quelli che lo seguiranno) può essere d’aiuto proprio a quelli come voi, che di energia sapete poco e vi piacerebbe sapere appena un po’ di più, tanto per farsi un prima idea del problema energetico nel nostro Paese.

E’ a voi che rivolgo, per iniziare, una domanda facile facile: “Avete mai cambiato casa?”. Ed ora non chiedetemi: “E che c’azzecca?”: un po’ di pazienza e ci arriviamo. Se avete cambiato casa almeno una volta nella vita saprete che una delle prime cose che facciamo in una casa nuova è rivolgersi ad un ente fornitore per farci “allacciare la corrente”, e la prima domanda che ci viene rivolta è: “Caro signore, quale potenza vuole impegnare?”. Quasi tutti rispondono con un numeretto e una sigla: 3 kW (si legge chilowatt, questo già lo sapete, no? come pure che 3 kW sono pari a 3000 watt).

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Era la primavera del 1986. Io ero piccolo allora, avevo 5 anni. Eppure mi ricordo quel giorno strano, durante il quale mia madre (con la premura tipica di un genitore) mi proibì di uscire di casa perché a suo dire “era pericoloso”. Ricordo anche che per qualche tempo non mangiammo più gli ortaggi che crescevano nell’orto e non bevemmo latte. Io all’epoca non capivo molto, specialmente quando alla TV sentivo parlare di un luogo dal nome strano come Chernobyl, che sembrava collegato a quelle strane disposizioni.

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Londra, venerdi’ 16 maggio 2008.

Porto un’amica inglese a bere un drink in un bel locale. Ci conosciamo appena e mi chiede da dove vengo.

“Beh, di solito lavoro a Milano, ma sono del Cilento.”

“Cosa?”

“Provincia di Salerno?”

“Cosa?”

“Beh, non lontano dalla Costiera Amalfitana, Capri, Napoli.”

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A proposito dell’articolo pubblicato ieri (La monnezza di Berlusconi non puzza), vorrei segnalare quello che sta succedendo ultimamente a Cagliari.
Dovete sapere che qualche tempo fa, la regione Sardegna ha fatto un accordo per ricevere alcuni dei rifiuti della Campania in modo da smaltirli.
A mio parere, un’iniziativa intelligente se la regione ha fatto bene i conti.
I sardi non la pensavano così.

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Ci sono cose per me misteriose. I premi Nobel sono in genere tenuti in grande considerazione: si accorda loro un ruolo-guida nei campi in cui hanno ricevuto l’ambito riconoscimento. Sono personaggi ascoltati, un po’ come succede da noi con la Levi-Montalcini e Dario Fo nelle rispettive discipline. Carlo Rubbia è anche lui un premio Nobel, lo vinse nel 1984 per la Fisica. Il suo attuale campo di ricerca riguarda l’energia, uno dei grandi temi del nostro tempo e qui in Italia ormai dramma quotidiano vista la nostra dipendenza pesantissima da un petrolio sempre più caro. Ebbene, nonostante sia un premio Nobel, nonostante operi in un campo strategico, a me pare che le sue tesi, qui in Italia, non vengano tenute in grande considerazione.

Rubbia

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Cambiamo Pianeta, un collaboratore di MC, ci racconta della sua esperienza con la macchina per il caffé “DolceGusto” di Nestlé. Dopo aver notato la quantità di spazzatura prodotta con questa macchina ha pensato di contattare il servizio clienti per porre un semplice quesito “che fine fanno le capsule? Si possono riciclare?”. Per due mesi ha atteso inutilmente una risposta giungendo all’amara conclusione che, probabilmente, si tratta di capsule monouso non recuperabili, quindi di spazzatura assolutamente nociva che, vista la frequenza con cui si consuma caffè nel nostro paese, avrà la spiacevole tendenza ad accumularsi esponenzialmente…devastando ambiente e salute. Fino a quando, un giorno…

Image selected by dM

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La Monnezza ha composizione variegata ed umorosa, odori forti, ricca fauna vegetale ed animale. Come una foresta amazzonica. Eppure, a differenza della foresta amazzonica, non piace e nessuno si batte per la sua salvaguardia.

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Cavaliere dell’Apocalisse di Marian Kolodziej

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