Il Lavoro degli Italiani

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Pacco: 3a estens., gerg., fregatura, imbroglio: rifilare un p. | tirare, fare un p., il p.: mancare a un appuntamento, a un impegno
Fonte: De Mauro Paravia.

Leggende metropolitane raccontano che a Napoli, in certi mercatini abusivi, alcuni personaggi senza scrupoli ti vendessero autoradio e piccoli elettrodomestici a prezzo ridicolo. L’ignaro turista, che tradizione vuole ricco ed un po’ fessacchione, convinto dall’affare a prezzi vantaggiosissimi, avrebbe giosamente proceduto all’acquisto dell’elettrodomestico, ma una volta tornato a casa avrebbe scoperto che al posto dell’autoradio il lesto malfattore aveva piazzato un mattoncino di nessun valore. Da qui la definizione di “pacco”, intesa come inganno, truffa, e ripresa anche dai dizionari più famosi.
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Quis custodiet ipsos custodes?
Giovenale

Appena insediatosi, il nuovo ministro della funzione pubblica Renato Brunetta ha lanciato minacciosi strali contro gli impiegati degli innumerevoli uffici in cui la burocrazia complica la vita degli Italiani. Si vogliono rendere più veloci e snelle le tante pratiche che costringono i cittadini di questo glorioso Paese ad interminabili file e ricorrenti incazzature. Per riuscire in questa ciclopica impresa, l’intraprendente componente del Governo vuole innanzitutto colpire i fannulloni.

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Ricordo gli anni ‘80.
Sono del 1979 e ricordo i primi home computer, ne ho posseduti diversi: lo Spectrum, il Commodore 64 e 16, l’Atari, il meraviglioso Amiga 500 (e so che qui alcuni stanno versando una lacrimuccia di commozione), i primi PC come li conosciamo oggi.

Ricordo i discorsi che scienziati, persone comuni e uomini d’affari facevano al tempo: “Con i computer si possono svolgere tutte le attività di un ufficio in una frazione del tempo!”
Ricordo l’entusiasmo di Isaac Asimov verso il suo primo computer, che gli permetteva di correggere il testo in corsa senza il ricorso alla scolorina.
Tutti, negli anni ‘80, pensavamo che la diffusione di queste macchine avrebbe sollevato dalle spalle dell’umanità il millenario fardello del lavoro duro e abietto.
Si pensava che avremmo avuto sempre più tempo libero da dedicare alla ricerca della felicità.

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Quando una persona che ha subito una laringectomia dimostra la forza e la disponibilità necessarie ad esporsi davanti a una telecamera che trasmette al pubblico di internet, e di parlare per oltre due ore, io credo sia il caso di stare ad ascoltare. L’iniziativa riguardante il video Arrakis mi è giunta per caso, tramite passaparola (Ringrazio Elena per la segnalazione).

Arrakis è un video molto duro che lascia il segno, come le parole che lo accompagnano. Sono immagini forti: si vedono macchinari fuori uso e capannoni abbandonati. Una durissima ed eloquente metafora per gli esseri umani che hanno speso lì dentro la vita, a guadagnarsi il pane.

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Il Ministro Brunetta ci si è messo di buzzo buono per educare gli italiani, per l’esattezza i dipendenti pubblici, perché la rovina dell’Italia sarebbero proprio loro: i famosi fannulloni alla Ichino!

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E’ notizia di qualche giorno fa: l’ATM, l’azienda dei trasporti di Milano, ha licenziato 9 tranvieri fannulloni. Uno aveva addirittura adattato un bene dell’azienda in falegnameria per fabbricare cucce per cani. Un altro, in orario di servizio, andava ad ubriacarsi al bar. Altri erano assenti da mesi dal lavoro senza nessuna giustificazione. Queste incredibili scoperte sono state fatte grazie a blitz a sorpresa del presidente ed amministratore delegato Elio Catania. L’input dato dal ministro Brunetta ha trovato sponda facile in un’azienda pubblica dell’efficientissima e filogovernativa Milano. L’efficientismo dell’azienda, sacrosanto nei casi appena descritti, però rischia di travalicare le norme del più banale rispetto della democrazia e parità di diritti. Mi spiego subito.

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Premessa della redazione: questo pezzo è stato concepito e scritto circa una settimana prima di questa notizia. Buona lettura.

Io? Dici a me? Cheeee….? Un’intervista? A me?
Ah ah ah… ma che sei, der Messaggero? E che vòi sapé?
Com’ho votato pe’r sindaco? Veramente sarebbero cazzi mia…
Vabbé, te lo dico. Tanto ormai…
Però mettete comodo, che me devi da sta’ a sentì.

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Vincenzo De Luca è il sindaco, o meglio, il Re di Salerno, questo per quei pochi che non lo sapessero ancora. Vincenzo De Luca, causa la latitanza di buona amministrazione politica in Italia e grande successo popolare, viene esibito in ogni show televisivo come una specie di deviazione nella linea evolutiva della fauna degenerata dei politici nazionali.

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Finalmente Berlusconi ha risolto la spinosa vicenda dell’ALITALIA. Ha formato la cordata di imprenditori italiani, ha fatto un prestito all’azienda aerea in grave difficoltà economiche, ha ridato certezza ai suoi lavoratori (con qualche piccolo, ma proprio piccolo, anzi trascurabile sacrificio: circa tremila licenziamenti), risolvendo in un baleno la “vexata quaestio”. La sua straordinaria capacità di risolvere i problemi dell’Italia l’ha dimostrata senza essere ancora presidente del consiglio. Miracolo dei miracoli! Che poi si sia prelevato 300 milioni di euro dalle tasche degli italiani, che forse non saranno mai più restituiti, che conta? Bisogna guardare in faccia la realtà e agire di conseguenza. Questo è l’imperativo categorico di chi comanda!

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da un’idea di Doxaliber

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Etimologicamente parlando la parola felicità ha la stessa radice di fecondo, femmina, feto, felice, fieno, figlio: dal latino *fere = nutrire, a sua volta dalla radice indoeuropea *dhe = succhiare. Quindi insito nel concetto stesso di felicità c’è il nutrimento, la capacità di sostentare l’anima con le gioie della vita. Una capacità che stiamo perdendo, mi sembra, di pari passo con quella di apprezzare il buon cibo e le cose semplici come lo splendere del sole in un cielo azzurro di maggio. Stiamo diventando anoressici nei confronti della vita stessa. Devo dire che di questo assurdo atteggiamento sono stata campionessa per diversi anni, aiutata si dalla gente che avevo intorno, ma senza altra giustificazione che non fosse la precisa volontà di non vedere il lato positivo della vita.

Scarpe che sorridono

Deviantart

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