Il Bello della Politica

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Me ne sto tranquilla a casa mia a valutare quando, dove e come trascorrerò il prossimo anno scolastico (c’è anche da aggiungere “se”), quando una notizia mi fa letteralmente balzare dalla sedia. E’ vero che ormai sono diventata un’ habitué di questi salti, ma quello che sto leggendo adesso mi provoca anche un conato di vomito.
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E’ da un po’ di tempo che mi trattengo sulla politica. Anni fa non avrei mai immaginato che un simile argomento avrebbe potuto consumare il mio fegato in maniera così abnorme. Anni fa c’era spazio solo per un più che qualunquista “sono tutti uguali”. Oggi non è più così, sto ore e ore a perdere tempo sulle farneticazioni di Repubblica e il Corriere della Sera, in costante aggiornamento sulle evoluzioni dell’agenda del paese.

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Ho letto che l’UDC di Casini sta raccogliendo firme per reintrodurre le preferenze alle elezioni.
In questa estate che politicamente si declina tutta intorno alla crisi Russia-Georgia ed ai suoi risvolti geopolitici cui non sono estranee motivazioni di ordine energetico, la notizia dell’iniziativa è rimasta quasi sepolta nei giornali e nei TG.

A me sembra un’iniziativa da sostenere.

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Il federalismo fiscale è una dottrina economico-politica volta a instaurare una proporzionalità diretta fra le imposte riscosse in una determinata area territoriale del paese (i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni) e le imposte effettivamente utilizzate dall’area stessa.

Fonte Wikipedia
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(Fonte: ANSiA, Roma)

“Preoccupante calo di criminalità nel Belpaese”. A denunciarlo, allarmata, una nota della Federazione Nazionale della Stampa rivolta al Governo:

“In una società mediatizzata come la nostra, in cui è impensabile riuscire a mettere in piedi un telegiornale solamente con servizi sulle vacanze VIP, diventa fondamentale l’apporto della Cronaca Nera.

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Mario Borghezio in una delle sue espressioni più intelligenti

“Le prime medaglie d’oro olimpiche assegnate ad atleti del Nord hanno certamente motivazioni di vario tipo. Nessuno, pero’, sembra avere il coraggio - prosegue Borghezio - di dire la cosa piu’ ovvia ed evidente e cioè che esse dimostrano la superiorità etnica dei padani, anche in questo campo”.

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Stamattina il cielo è rannuvolato e lo sono un po’ anch’io. Non so nemmeno per quale ragione. Mi accingo a fare colazione quando sento grattare sui vetri del balcone che dà direttamente in giardino. Giardino? Un po’ di terreno intorno al mio appartamento, sì e no settanta mq, anche mal tenuto. Guardo con un certo sospetto, ma anche con un po’ di apprensione, temendo di trovarmi di fronte ad un rom che mi vuole aggredire a tradimento in casa mia. Penso subito che devo provvedere…ma nel giardino vive e vegeta Carneade, il mio cane. Che fa? Nemmeno si è degnato di darmi un leggero allarme con un piccolo latrato? Invece dietro il vetro c’è proprio Carneade, che mi fa segno di volere entrare.
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Tempo fa, su queste pagine, il Comandante Nebbia rivolgeva un appello all’elettorato di Centro-Destra perché fornisse le motivazioni del voto allo schieramento capeggiato da Berlusconi. La domanda era interessante, ed alcune risposte sono venute. Dal mio punto di vista, le risposte non erano convincenti. Per questo ho voluto condurre personalmente un’analoga mini-inchiesta e devo dire di non aver ottenuto risposte molto più interessanti.

A parte forse una.

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Questo mio avrebbe voluto intitolarsi: L’Asse Tremonti/Brunetta/Gelmini. Ovvero, la supernova che rischia di spazzare via il diritto allo studio degli italiani, mettendo in fuga gli ultimi cervelli nostrani verso paesi in odor di civiltà.

Ma era troppo lungo.

Il giorno 22.luglio.2008 è stato partorito il Lodo Alfano, dopo soli 25 giorni di gestazione e senza neanche un minuto di travaglio, esclusa quella piccola doglia di Piazza Navona dell’8 luglio scorso. Questo nuovo nato ha due grandi responsabilità: la prima è di aver vanificato la sostanza dell’art.3 della Costituzione, che riconosceva i cittadini tutti uguali dinanzi alla Legge; la seconda è aver offuscato a dovere un altro avvenimento in corso alla Camera in questi giorni: la fiducia al D.L.112/2008 perfettamente esposto su MC e finalizzato -tra le altre tragiche cose- allo stralcio occulto dell’ingombrante art.9 secondo cui la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

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A chi mi segue da un po’ sarà chiaro che sono un “dietrologo”.
Nel senso che, seguendo da 10 anni il gioco del potere internazionale e nazionale, ormai sono giunto alla conclusione (provvisoria, come ogni conclusione, ma finora regge) che ogni iniziativa politica ha sempre ben più di un motivo e senz’altro più di uno scopo. Quindi può darsi che si scriva una legge per uno scopo dichiarato e che poi questa legge faccia dei danni enormi allo stato di diritto o all’economia, e il politico si trinceri dietro un “ma io l’ho fatta per questo e quest’altro motivo”. Come se non fosse sua responsabilità pensare alle conseguenze. Quelle imprevedibili no, nessuno pretende miracoli, ma almeno quelle prevedibili persino da me…
Il problema è che alcuni scopi e motivi si possono, anzi si debbono dire. Altri no, o il popolo bue potrebbe subodorare.
Persino noi italiani.
Guardiamo alla finanziaria (qui il testo completo)

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Ho scritto più volte che l’assassinio di Marco Biagi, al tempo in cui avvenne incomprensibile ai più, ha fornito un alibi potente per introdurre nel nostro paese una normativa sul lavoro a tempo determinato che, lungi dal garantire maggiore flessibilità al mercato, ha legalizzato in via definitiva il lavoro a cottimo e il caporalato.

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Vedo ragioni ovunque.

Lui) Silvio è stato eletto dalla gente, non riesce a governare per i troppi processi che lo vedono coinvolto, vien d’obbligo il lodo Alfano.

L’altro) Silvio s’è fatta un’altra legge su misura, palesemente incostituzionale perché dovremmo essere tutti uguali dianzi alla legge, (small) che gli permette ancora di non essere processato.

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Radio Radicale sta dando in diretta il congresso di Rifondazione Comunista a Chianciano. In questi giorni mi capita di stare spesso e a lungo in auto e dunque me ne sono sentito un bel po’.

La faccio facile: ci sono cinque mozioni, le principali sono quella di Nichi Vendola (47% del consenso dei delegati, tra cui Bertinotti e Giordano) e di Maurizio Acerbo (40%, firmata anche dall’ex ministro Paolo Ferrero, il più accreditato contendente di Vendola per la segreteria).  Una sintesi può leggersi qui.

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Certo che per chi non viva a Napoli e dintorni è diventato un bel rebus. Un rebus mediatico, se volete, ma pur sempre un rebus.

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E’ la solita storia; dovremmo averlo imparato ormai, ma noi imperterriti continuiamo a cascarci. A Roma direbbero che “semo de coccio”. Per settimane siamo stati tutti impegnati a parlare dei (presunti) servigi sessuali che alcune piacenti signore hanno offerto all’attuale capo del governo; servigi di cui si parlerebbe in intercettazioni che nessuno ha mai visto né sentito. Pompini (chiamiamo le cose col loro nome, a rischio di essere brutali) grazie ai quali, secondo le malelingue, queste signore sarebbero poi state nominate ministro.
La cosa squallida non è tanto il fatto, reale o presunto che sia, in sé, ma che a mettere in circolazione queste storie sia stato (indirettamente, è ovvio) il diretto interessato, il fruitore stesso di tali discutibili prestazioni. Ma perché mai avrebbe fatto una cosa del genere? Perché sottoporsi, lui e le suddette signore, al linciaggio morale della piazza? Perché ridurre la sua immagine a quella di un vecchio porco capace di ogni bassezza?

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